Home Blog Pagina 54

Modena – Juve Stabia, ritorno al Braglia: per Mosti e Duca la sfida da ex che sa di emozione

0

Non sarà una partita come le altre quella che vedrà la Juve Stabia affrontare il Modena allo Stadio Alberto Braglia. Per due calciatori delle “Vespe”, infatti, il ritorno in Emilia Romagna avrà un sapore particolare, quello dei ricordi e delle emozioni che solo un ex può provare: stiamo parlando di Edoardo Duca e Nicola Mosti. In questo contesto andrebbe inserito anche Thomas Battistella, ma il centrocampista sarà costretto ai box a causa dell’infortunio rimediato a inizio campionato.

I due centrocampisti della Juve Stabia hanno in comune un passato importante con la maglia del Modena FC.

Mosti, l’eroe delle due promozioni

Nicola Mosti, in particolare, è stato uno dei protagonisti della promozione in Serie B dei “Canarini”. Dopo un passaggio intermedio, è approdato in Campania dove ha contribuito a un’altra storica cavalcata, quella che ha riportato la Juve Stabia tra i cadetti (e dove è stato poi riscattato a titolo definitivo).

Il trequartista nato a Pietrasanta ma originario di Massa, classe ’98, è un elemento chiave nello scacchiere stabiese, noto per la sua visione di gioco e i suoi assist, come dimostrato anche in questo inizio di stagione in Serie B. Il suo addio al Modena, pur consensuale, aveva lasciato un po’ di amarezza nei tifosi, che lo avevano apprezzato per dedizione e qualità.

Duca, il ritorno a casa

Meno clamore, ma non meno significato, per il ritorno di Edoardo Duca. Il centrocampista è cresciuto nelle giovanili del Modena ed è legato alla piazza da un rapporto profondo, sebbene il suo percorso lo abbia portato a vestire anche altre maglie prima di approdare a Castellammare di Stabia. Duca per la trasferta di Padova era indisponibile per un piccolo fastidio e potrebbe essere disponibile per la trasferta emiliana. Il calciatore è un elemento duttile e prezioso per il centrocampo, e potrebbe ritrovare amici, ex compagni e un ambiente che lo ha visto nascere calcisticamente.

Sarà dunque una sfida carica di significati personali, oltre che di punti importanti in classifica. Mosti e Duca, con il gialloblù cucito addosso – seppur quello campano – incroceranno il destino con il loro passato. L’emozione del Braglia, il tifo dei vecchi e nuovi sostenitori, e la necessità di portare a casa punti faranno da cornice al loro “derby del cuore”.

Castellammare di Stabia. Consegnati i Premi “Annibale Ruccello” 2025 dello Stabia Teatro Festival

0

Per celebrare la figura di Annibale Ruccello, compianto drammaturgo e attore stabiese, lunedì sera 27 ottobre, nella Sala Conferenze della Banca Stabiese al Corso Vittorio Emanuele in Castellammare di Stabia, si è svolta la cerimonia di consegna dei premi dello Stabia Teatro Festival “Annibale Ruccello” 2025.

Un incontro dedicato al teatro, che è stato anche l’occasione per riflettere sulla drammaturgia, sulle performance e sul significato dell’esperienza teatrale.

L’iniziativa, organizzata dalle Associazioni “Teatro Tunica” e “Achille Basile – Le Ali della Lettura”, è giunta alla sua XI edizione e si è affermata in ambito nazionale e internazionale come un evento di grande spessore culturale.

Un appuntamento importante che ricorda non solo il famoso drammaturgo stabiese prematuramente scomparso, ma che celebra il teatro italiano, con il conferimento di riconoscimenti a personalità di spicco per le loro produzioni e performance.

Ad aprire la serata, la prof.ssa Carmen Matarazzo, presidentessa dell’Associazione “Achille Basile – Le ali della Lettura” e La prof.ssa Giuseppina Scognamiglio, docente di Letteratura teatrale italiana del Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia dell’Ateneo Federico II di Napoli, che hanno salutato i presenti e introdotto l’evento.

È stato invitato al tavolo il prof. Pasquale Sabbatino, coordinatore del Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia dell’Università Federico II di Napoli, Presidente della Commissione dei docenti universitari che designa il premio per la drammaturgia, di cui fanno parte anche Vincenzo Caputo, Matteo Palumbo, e Giuseppina Scognamiglio.

Articolato in tre categorie: Premio alla Drammaturgia, Premio alla Carriera e Premio Speciale “Annibale Ruccello”, il prestigioso riconoscimento è stato conferito a tre noti artisti che nella loro attività hanno evidenziato impegno civile, trattando tematiche legate ai più diffusi problemi della nostra società.

A ricevere il Premio per la Drammaturgia 2025 il drammaturgo e regista Gaetano Battista, che è stato invitato al tavolo ed ha dialogato con la prof.ssa Scognamiglio e col prof. Sabbatino.

“Gaetano Battista si occupa di una drammaturgia un po’ particolare, dedicandosi ai ragazzi reclusi con tematiche che ci emozionano. A chi si è ispirato per affrontare queste problematiche? – gli ha chiesto la prof.ssa Scognamiglio.

Il regista teatrale Gaetano Battista ha narrato ai presenti come è iniziata la sua attività teatrale:

“Lavoro da quindici anni negli istituti penitenziari campani attraverso l’insegnamento delle arti della scena, quindi teatro, scenografia e creazione costumi prettamente nella casa di correzione di Arienzo che è un piccolo istituto di cento detenuti maschi ed ho una compagnia stabile che esiste dal 2018.”

“Sono rimasto praticamente recluso con i detenuti per il covid e da qui è nata la compagnia stabile che adesso è formata da detenuti, da ex detenuti che rientrano nel carcere da liberi come formatori e insieme a professionisti dello spettacolo. Il 70% dei detenuti non rientra più in carcere e questa è una grande vittoria perché riusciamo a reinserirli in società”.

L’idea di premiare Gaetano Battista è nata al prof. Sabbatino dall’impegno civile del grande Eduardo nei confronti dei giovani detenuti, lo stesso di Battista molti anni dopo.

“In questi mesi all’università ci stiamo occupando degli Scarpetta e dei De Filippo, in modo particolare io mi sto occupando di Eduardo di cui ricorre il 41° anno dalla scomparsa, il 31 ottobre. Per questa occasione il Rettore mi ha chiesto di organizzare una manifestazione sul territorio all’interno delle scuole.”

“Al “Genovesi” in Piazza del Gesù, il 31 ottobre, si terrà questa manifestazione che ho voluto intitolare “L’impegno civile di Eduardo De Filippo e il laboratorio di Nisida”. Inoltre, a breve uscirà un film con Massimiliano Gallo, che parlerà proprio di questo laboratorio di teatro all’interno del carcere minorile. Un laboratorio teatrale che diventa laboratorio di drammaturgia fu un’idea di Eduardo.”

“Nel nostro dialogo – Ha continuato il prof. Sabbatino – mi piacerebbe che tu ci parlassi di come questo laboratorio teatrale si trasforma in un laboratorio di drammaturgia e di quello spettacolo meraviglioso nella piazzetta di Procida, una drammaturgia nata nel carcere con i detenuti.”

“Si tratta del testo “Alterazioni” del 2021 che alterava delle parole e delle frasi tratte da “Lo cunto de li cunti” di Gianbattista Basile e “Le dieci storie di Natale” di Roberto De Simone – ha spiegato Battisti – da cui, scegliendo dei temi affini ai ragazzi, è nato “I sette vizi capitali”, abbinando ad ogni storia un vizio.”

“Da lì è nato il lavoro di drammaturgia, un lavoro di riadattamento del testo insieme ai ragazzi per renderlo facile, fruibile a loro e a chi lo ascoltava. Il laboratorio di drammaturgia nasce da un semplice laboratorio teatrale sul quale poi si propongono dei temi del quotidiano affini ai ragazzi e poi troviamo dei testi che rispecchino questi temi.”

Un progetto innovativo nel quale il teatro non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza che riflette la vita, un luogo di appartenenza e di rivalsa.

Hanno consegnato il Premio per la Drammaturgia 2025 a Gaetano Battista il prof. Pasquale Sabbatino, coordinatore del Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e la prof.ssa Fortunella Santaniello, Dirigente scolastico del Liceo Classico “Plinio Seniore” di Castellammare.

Il Premio alla Carriera 2025 è stato conferito invece all’attore e regista teatrale Arturo Cirillo, direttore della Scuola per Attori del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, premio consegnato da Giulio Baffi, giornalista, critico e presidente dell’Associazione nazionale de critici, e dalla prof.ssa Giuseppina Scognamiglio.

Ha dialogato con l’attore la prof.ssa Scognamiglio, che ha chiesto allo straordinario interprete delle opere ruccelliane quanto abbia amato interpretare “Le cinque rose di Jennifer”.

“L’esperienza mi è molto piaciuta, ma è stata anche molto forte sul piano emotivo, un’esperienza che non riprenderei, perché è stato un passaggio molto doloroso. – ha risposto Arturo Cirillo.

“Io l’ho affrontato non pensando tanto di fare un lavoro sociologico sulla figura del travestito, ma sulla figura un po’ metaforica della solitudine di un uomo che si sente morbosamente donna. È una tematica che mi sta molto a cuore perché è sempre più attuale, tanti giovani vivono infatti queste problematiche. “

“Io mi ritengo molto fortunato nella mia carriera teatrale – ha continuato Cirillo – e una delle grandi fortune per me è stata quella di incontrare l’opera di Annibale Ruccello, che io ho sempre sentito quasi come un fratello.”

Giulio Baffi, nel suo intervento, ha parlato dell’importanza di avvicinare i giovani al teatro:

“Teatro come vita, come memoria, come attenzione ai giovani, come investimento. Viviamo un momento in cui il teatro, il cinema, la cultura soffrono, sappiamo bene delle difficoltà, tutti noi viviamo un tempo di costrizione e per questo dobbiamo dare spazio e non costringere”.

“Il teatro è veicolo di passione. – ha affermato Giulio Baffi – Senza l’amore per la scrittura e per la rappresentazione, non potremo mai nutrire la passione necessaria per cui lo si faccia, perché i sacrifici siano compensazione. Tutto questo lo sappiamo nel nome di Annibale che giovane ci aveva già dato segni di questa sua passione, di questo suo sacrificio.”

Il Premio Speciale “Annibale Ruccello” è stato conferito alla memoria a Gaspare Nasuto, uno dei più famosi burattinai e ambasciatore di Pulcinella nel mondo.

A tracciare un profilo di Gaspare Nasuto, artista di fama internazionale, burattinaio e scultore, autore e regista considerato tra i grandi maestri della tradizione napoletana di burattini, recentemente scomparso ad appena 53 anni, è suo fratello, il drammaturgo e attore Luca Nasuto, presidente dell’Associazione “Teatro Tunica”.

Egli, definito “il poeta del legno”, era un vero e proprio punto di riferimento per quanti volevano avvicinarsi ai segreti delle Guarattelle napoletane. Tantissimi i premi ricevuti, tra cui il Premio Unesco, che prese insieme al maestro Dario Fo.

Sono da ricordare come piccoli gioielli del teatro di figura: Un Faust per guarattelle, Se77e da Settimo sigillo di Bergman, Aspettando Godot da Beckett, Kamikaze e rock’ n’ roll da Mishima, VGaribaldiV, Pulcinella a quattro mani, Guarattelle da tre soldi da Brecht, L’asino del diavolo.

Nelle sue produzioni era riuscito a far incontrare Beckett, Brecht e Bergman con Pulcinella. Tante, infatti, quelle dedicate alla famosa maschera napoletana, che fanno di lui l’ambasciatore della maschera di Pulcinella nel mondo.

Oltre che un interprete, è stato anche un autore sperimentale delle guarattelle napoletane, dando vita a performance teatrali estremamente attuali.

Queste sperimentazioni hanno umanizzato i burattini (come il diavolo che fumava e altre innovazioni), e questo, attraverso le maschere, attraverso il recupero del dialetto, lo avvicina ad Annibale.

Con una cerimonia particolarmente emozionante, hanno ritirato il Premio Speciale “Annibale Ruccello” 2025, consegnato da Luca Nasuto, i figli di Gaspare, Giorgia e Simone.

A conclusione della serata, la prof.ssa Carmen Matarazzo ha salutato e ringraziato le personalità del mondo della cultura e dell’associazionismo intervenuti all’evento, ma anche i semplici cittadini, che con la loro presenza hanno voluto onorare Annibale Ruccello e gli artisti premiati.

Ai saluti della prof. Matarazzo si sono aggiunti quelli del direttore della Banca Stabiese, Maurizio Santoro, che da undici anni ospita l’importante evento.

Un premio che, oltre a ricordare il grande Annibale Ruccello, ha un compito significativo: quello di tenere desta l’attenzione sul Teatro, luogo di impegno civile, che favorisce la formazione di una coscienza critica individuale e collettiva.

Juve Stabia, dopo il pari con il Padova ora ci sarà il Modena. Il rinvio con il Bari una manna o un rischio?

0

La Juve Stabia torna da Padova con un punto che muove la classifica e diverse certezze. L’analisi della trasferta allo Stadio “Euganeo” mette in fila tanti aspetti positivi, primo fra tutti l’atteggiamento propositivo impresso alla squadra da mister Abate e il coraggio dimostrato dai giovani, autori di una prestazione di spessore.

Logicamente, come spesso accade nel calcio, al positivo si affianca una nota negativa: il rammarico per non aver portato a casa l’intero bottino, che per lunghi tratti della gara è sembrato alla portata delle Vespe.

Il rebus del rinvio con il Bari: un vantaggio o uno svantaggio?

Archiviata Padova, la testa dovrebbe volare direttamente alla prossima, difficile sfida: quella dello Stadio “Braglia” contro il Modena di Andrea Sottil. Tuttavia, prima di concentrarsi sui “canarini”, la Juve Stabia deve fare i conti con il turno di stop forzato dovuto al rinvio della gara contro il Bari.

Questa pausa “per cause di forza maggiore” si presenta come la classica arma a doppio taglio.

Da un lato, può sembrare una benedizione. Permetterà alla squadra di rifiatare dopo le fatiche ravvicinate e, soprattutto, darà tempo all’infermeria di svuotarsi. La lista degli indisponibili sta diventando un problema serio e questo stop potrebbe consentire il recupero di qualche pedina fondamentale.

Dall’altro lato, però, ci sono le controindicazioni. Innanzitutto, il calendario si affollerà inevitabilmente più avanti, costringendo con ogni probabilità la Juve Stabia a un tour de force da tre partite in una settimana. Inoltre, c’è un ragionamento di natura tattica: il Bari di Fabio Caserta, avversario da recuperare, non sta affatto brillando in queste prime uscite stagionali. È vero che i “Galletti” hanno vinto l’ultimo turno contro il Mantova, ma la prestazione non è stata convincente, con gli avversari che avrebbero probabilmente meritato di raccogliere punti.

Affrontare il Bari in questo momento di difficoltà conclamata sarebbe stato diverso. Il rischio concreto è che, quando si andrà a recuperare la partita, la Juve Stabia possa trovarsi di fronte una squadra che si è messa alle spalle il periodo no, ritrovando forma e fiducia.

Certezze e incognite: Modena spaventa più del Bari

Se il Bari, ad oggi, rappresenta un’incognita legata al fattore tempo, il Modena è una solida certezza. A proposito di stati di salute, la squadra di Sottil sembra essere quella che sta decisamente meglio: l’entusiasmo è alto, la condizione fisica è ottimale e la mole di gioco prodotta è notevole. La sconfitta di ieri (la prima in campionato) nel derby con la Reggiana potrebbe dare una carica maggiore ai canarini per ritrovare subito la vittoria dal sapore del pronto riscatto.

Questi sono discorsi basati sulle ipotesi, e solo il tempo dirà se lo stop forzato si rivelerà un vantaggio o meno. Quello che è certo è l’immediato futuro. Le Vespe sono attese al “Braglia” da una battaglia vera. Servirà una Juve Stabia in formato impresa per raccontare un qualcosa di diverso rispetto agli ultimi precedenti disputati in terra emiliana.

Calcio, le attuali speranze delle squadre italiane nelle coppe europee

0

Il grande calcio europeo è tornato e così sono tornate le affascinanti sfide europee delle tre maggiori competizioni calcistiche continentali della Champions League, l’Europa League e la Conference League. Tra le big europee che inseguono il sogno di alzare la coppa, ci sono anche le squadre italiane.

Nella coppa dalle grandi orecchie ci sono il Napoli campione d’Italia, l’Inter, l’Atalanta e la Juventus. Roma e Bologna, quest’ultima vincitrice della Coppa Italia, saranno impegnate in Europa League a la sola Fiorentina nella Conference. Ma quali sono le reali chance di vittoria degli otto club italiani in Europa? Scopriamolo.

La Champions League

Nella principale competizione continentale, le formazioni italiane si trovano a inseguire le corazzate di Premier League, Liga e Ligue 1. Secondo le ultime stime degli esperti del settore le maggiori possibilità di arrivare in finale e firmare il successo ci sono gli spagnoli del Barcellona, i francesi del Paris Saint-Germain, detentori della coppa grazie alla finale vinta contro l’Inter per 5-0, seguite da Arsenal e Liverpool, a conferma di un dominio tecnico concentrato soprattutto nel calcio inglese e francese.

E le italiane? Non sono remote le chance di rivedere un’altra volta una squadra italiana arrivare almeno in finale. Le più attrezzate rimangono indubbiamente il Napoli, che ha esordito nella competizione contro il Manchester City, e l’Inter, come testimoniano d’altronde anche svariati dati numerici, dal valore delle rose alle statistiche recenti, passando per le cifre delle scommesse sulla Champions League e per la stessa classifica della Serie A.

Le distanze dal vertice restano ampie, ma il margine di competitività consente ancora qualche ambizione concreta. Infatti molto più indietro nelle chance di vittoria restano Juventus e Atalanta, meno attrezzate per competere sui due fronti di coppa e campionato e soprattutto rispetto alle big europee, ricche di campioni e individualità.

L’Europa League

Nella seconda competizione UEFA, l’Europa League la situazione appare più equilibrata e potenzialmente favorevole alle rappresentanti italiane. La squadra maggiormente presa in considerazione per la vittoria è l’Aston Villa, l’anno scorso fuori ai quarti di Champions ma quest’anno rinnovata con una rosa che vuole sfidare a viso aperto la competizione.

La Roma però non è da meno e la sua storia recente lo dimostra. I giallorossi infatti, già finalisti in passato contro il Siviglia nella gara persa ai calci di rigore, dispone di un organico consolidato e di un coefficiente UEFA elevato, fattori che ne accrescono le possibilità di un percorso lungo.

C’è poi il Bologna, campione in carica della Coppa Italia, che seppur con minore esperienza internazionale beneficia di una struttura tattica moderna e di un rendimento interno costante. La presenza di squadre come FC Porto, Lione e Betis suggerisce comunque un livello medio complessivo elevato, che imporrà alle italiane continuità e concretezza sin dalle prime fasi a eliminazione diretta.

La Conference League

Nella più giovane delle tre coppe europee, la Conference League, la rappresentante italiana è la Fiorentina. I viola giocheranno per il terzo anno di fila il torneo e anche quest’anno si ritrova tra le principali pretendenti alla vittoria del titolo. Viene scavalcata solo dal Crystal Palace, segno di un riconoscimento internazionale maturato grazie ai buoni risultati delle stagioni precedenti.

Sarà questo l’anno giusto per la conquista del titolo? Il livello complessivo della competizione resta variegato, con formazioni di medio calibro come Strasburgo, Mainz e Shakhtar Donetsk che possono ambire almeno alle semifinali. Per la Fiorentina, la chiave sarà mantenere equilibrio tra impegni nazionali ed europei, evitando i cali di rendimento che hanno limitato le ambizioni nelle edizioni passate.

Il contesto attuale lascia intravedere una possibilità concreta di riportare in Italia un trofeo continentale significativo in termini di ranking e di crescita strutturale del club.

Conte: “Ci si dimentica in fretta dei tanti infortunati”

0

Il Napoli vince ancora e batte 1-0 il Lecce al Via del Mare. A commentare la prestazione degli azzurri è Antonio Conte: “Il Lecce è una buona squadra – dice l’allenatore del Napoli -. Partite del genere non sono mai semplici, soprattutto se vieni da sfide come quella contro l’Inter. Penso che avremmo dovuto gestire meglio il finale. Lì dimostri di avere testa, poi vengono il cuore e le gambe. Nel primo tempo siamo stati bravi, anche se avremmo dovuto attaccare meglio l’area”. Su Anguissa, autore del gol vittoria: “Mi piace allenare giocatori e centrocampisti di inserimento come lo ero io. Giocatori come lui ce ne sono pochi”.

 

Sugli infortunati: “Si dimentica in fretta questo inizio di stagione in cui siamo senza molti giocatori. Si parla dei nostri rinforzi, ma bisogna stare zitti perché le situazioni danno poi ragione a chi la vede più lunga e non a chi spara sentenze. Abbiamo perso giocatori come Lukaku, Lobotka, De Bruyne ma nessuno dice nulla. Anzi, c’è persino chi dice che la situazione ci favorisce, assurdo”. E su Lang, costretto a uscire a inizio secondo tempo: “Lang ha chiesto il cambio perché ha subito due colpi nello stesso punto, sono contento della sua partita. Mi sono piaciuti anche Gilmour ed Elmas”.

Decide Anguissa: il Napoli batte 1-0 il Lecce

0

Seconda vittoria consecutiva per il Napoli. La squadra di Antonio Conte batte 1-0 il Lecce al Via del Mare, nell’anticipo del turno infrasettimanale di Serie A. Decisivo il gol di Anguissa arrivato al 69′. Dopo un primo tempo in cui non ci sono state tante occasioni (diversi i cambi fatti da Conte nell’undici iniziale: dentro Elmas, Lang, Olivera e Lucca), nella ripresa è successo un po’ di tutto: Conte perde Lang per un problema fisico, al suo posto entra Neres. Al 56′, invece, viene concesso (dopo un attento controllo al var da parte dell’arbitro) calcio di rigore al Lecce per tocco di mano di Juan Jesus su calcio d’angolo. Dal dischetto si presenta Camarda, che si fa parare il tiro da Milinkovic-Savic. Si resta 0-0, con il Napoli che cresce e la sblocca al 69′: da calcio di punizione da destra, Neres mette in mezzo per Anguissa che stacca di testa e manda la palla in porta. Si tratta del secondo gol consecutivo per Anguissa, dopo la rete segnata contro l’Inter sabato. Il Napoli tornerà in campo sabato 1° novembre al Maradona contro il Como.

LECCE: Falcone; Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Berisha (77′ Pierret), Ramadani, Coulibaly (77′ Maleh) Banda (65′ N’Dri), Camarda (70′ Stulic), Pierotti (46′ Morente). All. Di Francesco

NAPOLI: Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Juan Jesus, Buongiorno, Olivera (61′ Spinazzola), Anguissa, Gilmour, Elmas (85′ Gutierrez) Politano (61′ McTominay), Lang (48′ Neres), Lucca (61′ Hojlund). All. Conte

Arbitro: Collu di Cagliari
Marcatori: 69′ Anguissa

Castellammare di Stabia: scuole aperte, mense attive e nuovi progetti per educare cittadini consapevoli

0

Da questa settimana tutte le scuole di Castellammare di Stabia hanno ripreso regolarmente il servizio di mensa scolastica. Una buona notizia per la città, un segnale concreto di attenzione verso il mondo dell’istruzione e verso le famiglie stabiesi.

Questa mattina il sindaco Luigi Vicinanza e l’assessore all’Educazione e all’Identità stabiese Annalisa Di Nuzzo hanno partecipato all’avvio ufficiale del servizio di mensa e del tempo prolungato all’Istituto Denza nella sede di Via Annunziatella. Un momento di condivisione organizzato dalla dirigente Annapaola di Martino e che ha visto la partecipazione entusiasta dei bambini, degli insegnanti e dei genitori.

“La scuola che si apre, accoglie e diventa presidio di comunità, sono la prima risposta concreta al degrado e all’illegalità. Quando un bambino resta a scuola, apprende, cresce e costruisce relazioni positive. Investire nella scuola significa investire nel futuro della città, partendo dai più piccoli” – ha dichiarato il sindaco Vicinanza.

“Grazie all’impegno di questa Amministrazione, il servizio mensa è stato esteso, potenziato e reso più accessibile. Sono entrate in vigore le nuove tariffe che prevedono una riduzione progressiva fino al 30% con la gratuità totale per le famiglie con ISEE pari a zero” – ha spiegato il primo cittadino. Infatti per quanto concerne la mensa scolastica si va da  0,35 euro a pasto per ISEE fino a 2mila euro (–30%), fino a 3,15 euro per ISEE oltre 15mila euro (–10%). Mentre per il trasporto scolastico: da 10,50 euro al mese per la prima fascia (–30%) fino a 32,40 euro per la quinta fascia (–10%). Da quest’anno è inoltre garantito il trasporto scolastico anche per gli alunni con disabilità.

“Abbiamo ridotto le tariffe della refezione e del trasporto scolastico perché crediamo che la scuola debba essere un diritto e non un peso economico per le famiglie. Il forte aumento del costo della vita ha messo in difficoltà tanti nuclei familiari. In alcuni casi il pasto consumato a scuola rappresenta l’unico completo della giornata. È nostro dovere fare in modo che nessun bambino resti indietro, garantendo servizi essenziali e dignità a tutti” – ha spiegato l’assessore Annalisa Di Nuzzo.

Nella stessa direzione va anche la scelta dell’Amministrazione di sottoscrivere un accordo con i dirigenti scolastici per permettere a ogni istituto di poter usufruire gratuitamente fino a 60 chilometri annui per gite scolastiche e visite di istruzione, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle bellezze culturali e naturali di Castellammare di Stabia.

Intanto anche per quest’anno scolastico sarà garantito il tempo prolungato presso l’asilo comunale “Carducci”. Un progetto didattico innovativo e inclusivo, in linea con gli standard europei, che ha già dato risultati eccellenti. “Abbiamo voluto assicurare la continuità di un modello educativo che concilia qualità didattica e supporto alle famiglie. L’esperienza della Carducci dimostra che la scuola può essere davvero un punto di riferimento per la comunità, capace di formare cittadini consapevoli e di favorire la piena partecipazione sociale. Investire nella scuola significa investire nel futuro della città. Stiamo costruendo un modello educativo che unisce qualità, equità e partecipazione. Castellammare vuole essere una città che cresce insieme ai suoi bambini e ai suoi ragazzi” – conclude la Di Nuzzo.

Ma l’impegno dell’Amministrazione non si ferma ai servizi di base. In collaborazione con la Capitaneria di Porto, Fincantieri, Marina di Stabia, Stabia Main Port e la Corderia, sono stati firmati nuovi protocolli d’intesa per avviare percorsi di ‘educazione non formale’ rivolti a tutti gli istituti scolastici cittadini. “Progetti come ‘I mestieri del mare’ e ‘I saperi del mare’ accompagneranno gli alunni alla scoperta della propria identità territoriale, delle tradizioni e delle opportunità legate al mare, patrimonio naturale e culturale della città – spiega l’assessore Di Nuzzo. Prosegue anche il progetto ‘La città dei bambini e delle bambine’, che il prossimo 29 ottobre ospiterà la Staffetta sui diritti, un’iniziativa simbolica per promuovere i valori della giustizia, del rispetto e della partecipazione. Così come proseguono le iniziative legate a ‘Città che legge’, per diffondere la cultura della lettura come strumento di crescita individuale e collettiva”.

“Così si educano cittadini responsabili. Una scuola viva, aperta, capace di unire educazione, cultura e legalità è la base per una città che cresce e si rigenera. È lì che si costruisce il futuro, nelle mani e nei sogni dei nostri bambini” – conclude il primo cittadino Vicinanza.

Juve Stabia, addio a Carlo Ricchetti che tutti definirono il “Re del Taglio”

0

Il mondo del calcio è in lutto. Oggi ci lascia, a soli 55 anni, Carlo Ricchetti, indimenticato centrocampista che ha scritto pagine importanti del calcio italiano, soprattutto con la maglia della Salernitana. Ricchetti, nato a Foggia l’11 febbraio 1970, ha combattuto fino all’ultimo contro un male incurabile che purtroppo non gli ha lasciato scampo.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel cuore di tutti gli appassionati e, in particolare, della tifoseria granata, che lo aveva eletto a proprio idolo negli anni ’90.

L’Idolo di Salerno e la storica Serie A

Per i tifosi della Salernitana, Carlo Ricchetti non era solo un giocatore, era un simbolo. Soprannominato il “Re del Taglio”, si distinse per una capacità unica e moderna di inserirsi senza palla, spaccando le difese avversarie e creando occasioni da gol. Il suo nome è legato indissolubilmente a una delle imprese più belle della storia del club: la promozione in Serie A della stagione 1997-1998.

In quella squadra magica, guidata in panchina da Delio Rossi, Ricchetti fu un pilastro fondamentale. Il suo dinamismo, le sue instancabili sgroppate sulla fascia e la sua intelligenza tattica furono cruciali per il raggiungimento di un traguardo sognato per decenni. La sua dedizione alla maglia lo rese un beniamino assoluto dell’Arechi.

La carriera: da Foggia a Salerno, con un passaggio a Castellammare

Dopo l’apice raggiunto a Salerno, la carriera di Ricchetti continuò su altri campi. Nella stagione 1999/2000, i tifosi campani lo videro vestire un’altra maglia prestigiosa, quella della Juve Stabia. Ricchetti arrivò alle Vespe nell’ottobre del 1999, portando la sua esperienza in Serie C1, prima di trasferirsi nella sua città natale, al Foggia, nel luglio del 2000.

I tifosi della Juve Stabia si ricordano del gol contro l’Avellino che valse la vittoria per le Vespe: sgroppata sulla fascia destra, taglio verso l’area senza palla, in sua dote, assist ricevuto e gol con conseguente scontro con Sassanelli che gli procurò oltre 30 punti di sutura alla coscia destra.

Una vita per il calcio, da giocatore ad allenatore

Ritiratosi dal calcio giocato nel 2004, la passione di Carlo Ricchetti per questo sport non si è mai spenta. Ha intrapreso la carriera di allenatore, riversando la sua esperienza e la sua visione di gioco nelle nuove generazioni.

Spesso ha ricoperto il ruolo di vice allenatore in diversi staff tecnici professionistici, lavorando al fianco di ex compagni di squadra e amici fraterni della Salernitana, come Roberto Breda e Mirko Cudini, a testimonianza dei legami profondi creati dentro e fuori dal campo.

Nonostante le molte tappe della sua carriera, la figura di Ricchetti resta indelebile nella memoria dei sostenitori della Salernitana, per i quali è e rimarrà sempre una bandiera. Oggi piangiamo non solo il calciatore, ma anche l’uomo, che ha lottato con forza fino alla fine.

Alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutti i club che ha rappresentato, vanno le più sentite condoglianze. Addio, Carlo.

Castellammare e il cuore gialloblé: le emozioni di Danilo Rufini

0

​L’ex calciatore della Juve Stabia, Danilo Rufini, ha aperto il suo cuore ai microfoni della trasmissione “Il pungiglione stabiese”, raccontando il suo profondo legame con Castellammare di Stabia e rievocando momenti e figure chiave della sua esperienza in maglia gialloblé. Le sue parole dipingono il ritratto di una piazza che vive di calcio, un ambiente passionale in cui la squadra è al centro della vita quotidiana.

​La Mentalità Vincente e l’Affetto per la Città

​Rufini non ha nascosto il grande affetto che lo lega alla città, un sentimento che permea i suoi ricordi. Ha sottolineato l’importanza della “bella mentalità vincente” portata dall’allenatore Abate, il cui approccio, tenendo i calciatori “sulla corda”, si è rivelato cruciale, specialmente nei momenti difficili contrassegnati dai “tantissimi infortuni”.
​Il cuore pulsante del suo racconto, tuttavia, è la straordinaria passione dei tifosi stabiesi:

​”Castellammare è una piazza che vive di calcio. Quando uscivo per strada con mia moglie era un continuo via vai di informazioni e ragionamenti sulla Juve Stabia dai più grandi ai più piccoli.”

​Il Ricordo dei Talenti Inespressi

​L’ex centrocampista si è soffermato anche sulle qualità di alcuni suoi ex compagni di squadra, esprimendo un velo di rammarico per il loro potenziale non pienamente realizzato ai massimi livelli. In particolare, ha citato Castaldo e Sibilli come due giocatori con “grandi qualità che avrebbero meritato di giocare in categorie importanti anche nella massima serie”.
​Un discorso a parte lo ha meritato Ingenito, calciatore che, pur essendo stato a Castellammare solo sei mesi, ha dimostrato di essere un vero “top”. Rufini ha definito un “mistero” il motivo per cui, nonostante i tanti gol segnati, Ingenito non sia riuscito a compiere il “famoso salto di qualità nelle categorie superiori”.

​Menzione d’Onore ad Altri Compagni

​Il viaggio nei ricordi di Rufini si è concluso con l’omaggio ad altri calciatori che hanno condiviso con lui l’esperienza stabiese. Ha citato Ambrosi, definito un calciatore “importante” capace di segnare “tanti gol in carriera anche in Serie B”. Infine, ha menzionato i giovani Guarro e Andreulli, per i quali si intravedeva già all’epoca la presenza di qualità promettenti.
​Le parole di Danilo Rufini sono una chiara testimonianza di come l’esperienza alla Juve Stabia non sia stata solo una tappa calcistica, ma un periodo intriso di umanità, passione e un forte legame con un ambiente che non dimentica i suoi protagonisti.

Juve Stabia, un investimento perfetto: Omar Correia, l’acquisto estivo che vale oro

0

Poche volte un acquisto estivo riesce a integrarsi e a imporsi con una rapidità e una qualità tali da ribaltare gli equilibri di una squadra. Ma è esattamente ciò che sta accadendo a Castellammare con Omar Correia, il centrocampista arrivato in estate e ormai assurto al ruolo di vero e proprio faro della mediana di Ignazio Abate.

Il suo stile di gioco energico, fatto di recuperi palla chirurgici e verticalizzazioni improvvise, ha subito deliziato il pubblico locale, che ora lo acclama a ogni tocco. L’entusiasmo è palpabile: i tifosi hanno trovato in lui non solo un metronomo affidabile, ma una vera e propria dinamo capace di accendere l’azione in qualsiasi momento.

Equilibrio e transizione

L’innesto di Correia ha garantito quell’equilibrio cruciale tra fase difensiva e offensiva che forse mancava. La sua intelligenza tattica gli permette di intercettare le linee di passaggio avversarie con una frequenza impressionante, trasformando immediatamente la palla recuperata da pericolo sventato a opportunità d’attacco.

Ciò che stupisce di più è la sua onnipresenza. Non è raro vederlo arretrare per dare il via all’azione dalle retrovie, scambiando con i difensori, per poi trovarlo pochi istanti dopo nell’area avversaria, pronto a fornire l’assist vincente o a tentare la conclusione. È questa capacità di coprire il campo in tutta la sua lunghezza che lo rende un elemento insostituibile nello scacchiere di Abate.

Oltre i numeri

Ci sarebbero da analizzare molti dati per quantificare il suo impatto – palle recuperate, passaggi chiave, chilometri percorsi – ma al di là delle statistiche, è la sua costante positività e l’esempio che dà in campo a cementare il suo valore. Correia non smette mai di correre, incita i compagni ed è il primo a sacrificarsi.

L’investimento fatto dal club in estate si sta ripagando con gli interessi, e le prestazioni dominanti di Omar Correia stanno trainando l’intera squadra verso il traguardo stagionale. Se il buongiorno si vede dal mattino, l’Uragano del centrocampo è destinato a lasciare un segno indelebile in questa stagione.

Chiave dei Diritti e della Pace: la Staffetta dei bambini Luigi Bellocchio arriva a Castellammare di Stabia

0

La città di Castellammare di Stabia si prepara ad accogliere un importante momento di riflessione e partecipazione dedicato all’infanzia. Mercoledì 29 ottobre, farà tappa in città la Staffetta sui diritti dei bambini ‘Luigi Bellocchio’, un’iniziativa che si inserisce nel più ampio programma di attività proposte dal Laboratorio ‘Città dei bambini e delle bambine’.

L’evento itinerante, partito da San Giorgio a Cremano, sta attraversando i territori dei vari comuni che hanno aderito al progetto, portando un messaggio forte e chiaro. Il tema scelto per l’edizione 2025 è “la chiave dei diritti e della pace”.

Un tema dal forte valore simbolico: la chiave rappresenta lo strumento per superare l’indifferenza e l’indifferenza. Come sottolineato dagli organizzatori, si tratta di una chiave che “simbolicamente, permette di aprire la porta chiusa dell’indifferenza da aprire con la solidarietà”. Ma è anche una chiave per “una porta del silenzio da aprire con la chiave dell’ascolto” e, infine, per “una porta del conflitto da aprire con la chiave della Pace”.

staffetta dei diritti dei bambiniIl programma della giornata

La manifestazione a Castellammare di Stabia prenderà il via nella mattinata di mercoledì.

  • Ore 9.30: È previsto l’arrivo della delegazione proveniente dal comune di Terzigno. Il punto d’incontro sarà Piazza Giovanni XXIII.
  • A seguire: Dalla piazza partirà un corteo che vedrà la partecipazione delle autorità cittadine e di una folta delegazione degli alunni stabiesi.
  • L’evento: Il corteo raggiungerà lo spazio antistante la ‘Cassarmonica’, luogo simbolo della città, dove si terrà l’evento centrale. Il programma prevede una serie di interventi istituzionali e, soprattutto, performance e riflessioni preparate dagli stessi studenti delle scuole stabiesi, veri protagonisti della giornata.

Si tratta di un’occasione fondamentale per ribadire l’impegno della comunità nella promozione e nella difesa dei diritti dei più piccoli, trasformando i principi in azioni concrete di ascolto, solidarietà e costruzione della pace.

Juve Stabia, dalla panchina alla gloria: De Pieri e Cacciamani storie di riscatto vissute all’Euganeo

0

La sfida tra Padova e Juve Stabia, terminata 2-2, non è stata solo una battaglia calcistica, ma il palcoscenico di due grandi storie di riscatto, quelle di Cacciamani e, soprattutto, di Giacomo De Pieri. L’attaccante in prestito dall’Inter, arrivato a Castellammare con grandi aspettative, non aveva vissuto un inizio di stagione semplice, spesso relegato in panchina e faticando a trovare il suo spazio con poco minutaggio e gettoni di presenza.

Un inizio in salita

Per De Pieri, il talento forgiato nelle giovanili nerazzurre, le prime giornate in Serie B sono state un banco di prova duro. Troppo spesso il campo lo ha visto solo per pochi scampoli, facendo sorgere qualche dubbio sulla sua collocazione tattica e sul suo adattamento al calcio cadetto. Un momento non semplice, in cui la panchina sembrava essere diventata una scomoda abitudine.

Le critiche feroci

Cacciamani a differenza di De Pieri aveva visto il campo dall’inizio della stagione e per più minuti. Il calciatore però era finito nel mirino della critica feroce dopo l’espulsione a Catanzaro (sul 2 a 0 per le Vespe) che ha condizionato la gara dei gialloblù che sono riusciti a portare a casa un punto (gara terminata 2-2). Secondo alcuni la sua espulsione sul finire del primo tempo era stata ingenua e non aveva permesso alle Vespe di portare a casa l’intera posta in palio.

La svolta: il gol della liberazione

Ma è nelle difficoltà che si vedono i veri campioni.

Al 25′ Abate decide di sostituire Piscopo (fuori partita) con Cacciamani. Il giovane esterno stabiese in prestito dal Torino entra con l’argento vivo addosso e inizia a martellare sulla fascia sinistra creando apprensione negli avversari. Al minuto 47′ (in pieno recupero) arriva l’occasione giusta: Candellone protegge palla a centrocampo e di tacco serve Cacciamani che riceve palla e si invola a tutta velocità verso la porta avversaria, entrato in area si libera di Ghiglione con una finta e con un destro a giro batte Fortin sul secondo palo.

Al 58′ Mister Abate manda in campo De Pieri al posto di Burnete (insieme a Zuccon per Leone), e anche lui come Cacciamani risponde con la determinazione di chi deve dimostrare il proprio valore.

Dopo dieci minuti dal suo ingresso (68′) realizza una rete non banale per lui e per la Juve Stabia, ma il gol della liberazione per il giovane attaccante. Un guizzo d’opportunismo che ha illuminato una fase delicata del match, portando in vantaggio le Vespe e regalando a lui l’emozione della prima rete in maglia gialloblé in campionato. Se Cacciamani ha mostrato la classe, De Pieri ha messo in campo l’istinto killer e la tenacia.

Il pareggio finale di Bortolussi non oscura le prestazioni di questi due giovani talenti: Cacciamani e De Pieri hanno ritrovato il sorriso e, soprattutto, la consapevolezza di poter essere elementi fondamentali per questa Juve Stabia.

Si chiude il progetto Lezioni d’Acqua, protagonisti Terre di Campania e il Rossi Doria

0

Un intero anno dedicato alla riscoperta dell’importanza della risorsa idrica, attraverso la conoscenza, non solo delle buone pratiche legate alla sua gestione, ma anche dei luoghi legati all’acqua presenti in Campania.

Mercoledì 29 ottobre, a partire dalle 9:30, presso la sede dell’ISS Manlio Rossi Doria di Marigliano (NA), saranno presentati i risultati del progetto, che ha visto la partecipazione attiva degli alunni delle classi terze e quarte degli indirizzi di Agraria, Amministrazione finanza e marketing, Turismo ed Enogastronomia.

I ragazzi sono stati impegnati in diverse attività e laboratori tematici dedicati a “Acqua e Agricoltura”, “Acqua e Cibo”, “Acqua e territorio” e “Acqua e buone pratiche quotidiane”, producendo svariati lavori e output progettuali, tra cui un menù a base di prodotti super-idratanti che sarà presentato e degustato proprio al termine dell’evento.

Le uscite sul territorio hanno favorito la scoperta di tesori naturalistici e artistici, sconosciuti ai nostri giovani, come le sorgenti dei fiumi campani (Caposele in provincia di Avellino) e le fontane della Città di Napoli, come la Fontana del Nettuno, Fontana della Selleria e la Fontana di Monte Oliveto.

L’acqua è stata quindi trattata non solo come risorsa naturale, ma anche come motore economico, sociale e gestionale, spaziando tra temi di geopolitica, di marketing territoriale, di arte, di urbanistica, di diritto all’accesso all’acqua e di gestione dei beni pubblici, temi interdisciplinari che rientrano pienamente tra i contenuti di studio degli indirizzi frequentati dagli studenti coinvolti in un’esperienza pratica di cittadinanza attiva.

Gli incontri con esperti e momenti di formazione dedicati ai volontari che hanno preso parte al progetto, realizzati grazie alla partecipazione degli esperti di GORI S.p.A., partner di progetto, hanno costituito il cuore di un’iniziativa che si colloca nel solco delle numerose attività che l’Associazione Terre di Campania svolge in favore della tutela delle nostre acque.

Locandina EventoAll’incontro prenderanno parte: Angela Buglione, Dirigente Scolastico Manlio Rossi Doria; Gaetano Bocchino Sindaco di Marigliano; Luigi Amato, Assessore Comune di Marigliano; Vittorio Cuciniello, Amministratore Delegato GORI S.p.A.; i rappresentanti delle associazioni coinvolte. Un progetto sposato in pieno dal Rossi Doria, che vede così ribadito il suo ruolo di istituzione protagonista del panorama socioculturale ed educativo della Città di Marigliano, ancora una volta teatro della diffusione dal basso di buone pratiche di vita civile. Soddisfazione per i risultati raggiunti viene espressa sia dai rappresentanti di Terre di Campania che della scuola, che auspicano la replicabilità del progetto nel prossimo futuro.

Il progetto è finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Auto e Moto d’Epoca 2025, Bologna accende la passione del motorismo storico.

0

Bologna 26 ottobre 2025 – Quattro giorni di emozioni, motori e memoria: La 42ª edizione di Auto e Moto d’Epoca, ospitata a Bologna Fiere dal 23 al 26 ottobre, ha confermato il capoluogo emiliano come la capitale europea del motorismo storico.
Un evento che non è solo una fiera, ma una celebrazione collettiva della passione: 235.000 metri quadrati, 14 padiglioni, quattro percorsi tematici e migliaia di visitatori provenienti da tutta Europa. Un crocevia dove cultura, mercato e sogno si incontrano.

Dalle origini al mito: un viaggio nella storia del motore.

Quest’anno, Auto e Moto d’Epoca ha acceso la passione sin dal primo passo.

Il viaggio iniziava idealmente con un omaggio alla genialità italiana: nel grande ASI Village i visitatori hanno potuto ammirare il Motore Barsanti e Matteucci, il primo motore a scoppio della storia, progettato in Toscana nel 1853. Accanto, un’icona del motorsport come l’Alfa Romeo 184T di Formula 1, guidata da Eddie Cheever e Riccardo Patrese nel Mondiale 1984, ricordava come il genio meccanico italiano abbia saputo evolversi senza mai dimenticare le proprie radici.

“75:1 – 75 years, one seat”: 75 anni di Formula 1 in una mostra mai vista

Uno dei momenti più attesi di questa edizione è stato il tributo ai 75 anni della Formula 1. La mostra-evento “75:1 – 75 years, one seat” ha riunito 30 monoposto autentiche, raccontando l’evoluzione tecnica, sportiva e culturale della massima competizione automobilistica mondiale.
Dalla Ferrari 500 F2 di Alberto Ascari – con cui la Rossa conquistò i titoli mondiali del 1952 e 1953 – alla Mercedes-Benz W196R di Juan Manuel Fangio, fino alla Ferrari F2007 di Kimi
Räikkönen, ultima campionessa del mondo del Cavallino: un percorso che ha fatto vibrare il cuore degli appassionati.
Un viaggio che non è solo nostalgia, ma identità e innovazione, un racconto dell’uomo e della macchina che cresce e cambia insieme alla storia.

Honda Classic: la leggenda delle due ruote

A rendere ancora più speciale questa edizione, la presenza di Honda Motor Europe Italia con lo spazio Honda Classic, 600 mq e 38 moto che ripercorrono oltre 75 anni di storia.
Un percorso in quattro aree tematiche che ha fatto rivivere la magia delle RS 125 GP, delle NSR 250 e 500, della mitica RC211V con cui Nicky Hayden conquistò il titolo mondiale nel 2006.
Non mancavano i modelli da fuoristrada, da competizione e da produzione di serie come la leggendaria CB750 Four, la VFR750R (RC30) e la visionaria NR750 con pistoni ovali.
Un omaggio alla passione, alla tecnologia e all’evoluzione di un marchio che ha saputo coniugare velocità e poesia meccanica.

Dalla Germania a Bologna: le rarità della Loh Collection

Grande curiosità anche per la partecipazione del Nationales Auto Museum – The Loh Collection, che ha portato a Bologna gioielli unici come la Mercedes-Benz CLK-GTR, prodotta in soli 25esemplari, e la BMW M1 Procar, la stessa con cui Niki Lauda vinse il campionato inaugurale del 1979.
Auto nate per correre, diventate simboli di un’epoca in cui il coraggio e la competizione si
fondevano con l’arte dell’ingegneria.

Heritage HUB Stellantis: i capolavori italiani

Dall’Heritage Hub di Torino, Stellantis ha portato tre icone che raccontano l’anima italiana
dell’automobile: la Fiat-Abarth 750 Record del 1956, manifesto dell’aerodinamica firmato
Bertone; l’avveniristica Alfa Romeo Scarabeo 1600, simbolo di sperimentazione e stile; e la
Lancia D25, erede della leggendaria D24, simbolo di un’epoca eroica del motorsport tricolore.

Il mercato e il nuovo pubblico del Classic

Oltre allo spettacolo, il 2025 ha portato anche segnali concreti di crescita: le vendite sono in ripresa, con molti espositori soddisfatti e una presenza crescente di acquirenti tra i 30 e i 50 anni.
“Il collezionismo sta cambiando – spiega Daniele Ferrua, CEO di Autoluce – oggi contano unicità e qualità più dell’età. Le auto si comprano come opere d’arte, e un evento come questo è il luogo perfetto per far nascere quella scintilla tra macchina e appassionato.”
E la conferma arriva dai visitatori: più giovani, più curiosi, più consapevoli. La passione si rinnova, e il Classic diventa un linguaggio universale.

Motor Valley e club storici: l’anima dell’Emilia-Romagna

La Motor Valley ha portato in fiera il meglio della terra dei motori: Ferrari, Lamborghini, Maserati, Pagani, Dallara, ma anche circuiti leggendari come Imola, Misano e Modena.
Un ecosistema unico, dove industria e cultura corrono sullo stesso tracciato.
Accanto, i Club e Registri Storici hanno animato la manifestazione con rarità e anniversari: dai 70 anni della Citroën DS ai 30 della Lancia Y Elefantino Rosso, dai tributi alla Jaguar XJS alle monoposto d’epoca del Registro Fiat Italiano. Un mosaico di storie, colori e orgoglio.

Collezionismo e stile: il tempo in mostra

Tra le aree più visitate, quella dedicata ai ricambi d’epoca e alla sezione Automobilia, con pezzi rari, oggetti da collezione e memorabilia capaci di far rivivere epoche intere.
Nella raffinata Gallery Hall, è tornato anche Time on Show, l’appuntamento internazionale
dedicato agli orologi vintage e da collezione, dove la precisione meccanica incontra la bellezza del design.
Un dialogo perfetto tra due mondi che condividono la stessa anima: quella della passione per il dettaglio.

Bologna, la casa del motorismo storico

“Auto e Moto d’Epoca non è solo una fiera, ma un’esperienza culturale e umana – afferma
Mario Carlo Baccaglini, presidente di Intermeeting –.

L’entusiasmo del pubblico e il fermento del mercato dimostrano che la passione per il Classic è più viva che mai”.
Sulla stessa linea Antonio Bruzzone, AD di BolognaFiere: “Auto e Moto d’Epoca è parte
dell’identità di Bologna e della Motor Valley. È un evento che unisce tradizione e innovazione, cultura e industria”.

E la stampa internazionale lo conferma, definendolo “la più bella e completa fiera del motorismo storico in Europa”.
A Bologna, il motore è molto più di un oggetto: è memoria, arte, emozione. È la voce di una passione che non conosce confini, e che ogni anno, ad Auto e Moto d’Epoca, torna a farsi sentire più forte che mai.

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

Il Giudice Sportivo punisce la Juve Stabia dopo la gara con il Padova valida per la nona giornata di serie B

0

Arrivano le decisioni del Giudice Sportivo, avv. Emilio Battaglia, in seguito alle gare della nona giornata di campionato. Dalla riunione tenutasi oggi, 27 ottobre 2025, alla presenza di Stefania Ginesio e del Rappresentante dell’A.I.A. Moreno Frigerio, è emerso il primo provvedimento disciplinare a carico delle società.

Nel mirino è finita la Juve Stabia, sanzionata con un’ammenda di € 5.000,00.

Come si legge nel comunicato ufficiale, la sanzione è stata comminata “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara con il Padova, lanciato tre petardi e cinque fumogeni nel recinto di giuoco”.

Il Giudice Sportivo ha inoltre specificato che si tratta di una “sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) del codice di giustizia sportiva”.

Il comunicato precisa infine che queste decisioni sono state deliberate “in base alle risultanze degli atti ufficiali” e che resta la “riserva dell’assunzione di altre eventuali decisioni, in attesa del ricevimento degli elenchi di gara”.

Savoia calcio, vittoria sulla Vibonese per 1 a 0. La fotogallery

0

Vittoria di misura al “Giraud” per il Savoia contro la Vibonese per 1 a 0.

Una partita molto equilibrata nel corso del primo tempo con occasioni che si alternano da una parte e dall’altra, in particolare al 25′ per il Savoia Favetta colpisce di testa alto sopra la traversa un cross dalla destra.

Pochi minuti dopo, al 30′, mischia in area della Vibonese, che si risolve con un nulla di fatto. Ma è ancora Favetta per il Savoia che al 31′, liberatosi magistralmente in area, spreca clamorosamente un’ottima opportunità, tirando di sinistro in alto.

Nel corso della ripresa i padroni di casa continuano sciupare diverse opportunità per andare a segno.

Al 19′ Reis, entrato al posto di Favetta, è lanciato a rete, ma il suo tiro viene respinto dal portiere calabrese, anche se l’arbitro segnala il fuorigioco.

Risponde la Vibonese al 22′ col tiro di Bucolo, ma la palla si spegne sul fondo. Ancora al 27′ la Vibonese in attacco con il colpo di testa di Dicorato sugli sviluppi di un corner, ma il portiere blocca in sicurezza.

Quasi al termine del tempo regolamentare altra occasione per il Savoia con Munoz che in velocità, a tu per tu con il portiere avversario, tira centrale sui piedi dell’estremo difensore.

Finalmente la rete del vantaggio nel recupero.

Da un fallo laterale di Fasson sulla destra arriva la palla a Rioda che di tacco smarca Munoz. Tiro forte in area di sinistro sui piedi di Meola che la mette dentro facendo esplodere i tifosi oplontini.

Goal che consente il Savoia di staccare i diretti avversari in classifica.

Il tacco di Rioda che smarca Munoz per il tiro che serve Meola.

IL TABELLINO

MARCATORI: 47′ st F. Meola (S)

SAVOIA 1908 (3-4-2-1): F. De Lorenzo, J. Caballero Vargas, H. Muñoz (↓ 49′ st), F. Umbaca (↓ 31′ st), S. Ledesma, P. Pisacane (↓ 11′ st), P. Schiavi, C. Frassón, A. Cadili, A. Carlini (↓ 15′ st), C. Favetta (↓ 15′ st)
A disposizione: L. Sciammarella, G. Bitonto, F. Meola (↑ 31′ st), M. Reis Daquinto (↑ 15′ st), J. Tiveron, Z. Rioda (↑ 15′ st), F. Forte (↑ 49′ st), M. Sellaf (↑ 11′ st), D. Esposito
All: Catalano Raimondo

VIBONESE CALCIO (3-5-2): F. Marano, F. Dicorato, M. Musy Hernández (↓ 38′ st), G. Di Gilio, B. Balla, R. Bucolo (↓ 27′ st), C. Keita, A. Marafini, A. Caiazza (↓ 33′ st), M. Bonotto (↓ 5′ st), L. Dick
A disposizione: M. Ferilli, K. Michael (↑ 33′ st), U. De Salvo (↑ 5′ st), A. Marsico (↑ 38′ st), A. Carnevale (↑ 27′ st), D. Fiumara, D. Fragalà, D. Mariani, A. Andreacchio
All: Esposito Raffaele

AMMONITI: P. Schiavi (S), C. Frassón (S)

ARBITRO: A. Papagno
ASSISTENTI: B. Popovic, S. Colella

STADIO: Comunale Alfredo Giraud, Torre Annunziata

 

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

IL MORSO DELLA VESPA. Pari d’oro a Padova con due “reti-baby”. Lo Stabia c’è, nonostante tutto.

0

Finisce con un emozionante 2-2 la sfida tra il Padova di Andreoletti e la sorprendente Juve Stabia di mister Abate. Un punto prezioso per le “Vespe” campane, arrivate in Veneto dopo una settimana di fuoco, segnata dal rinvio della gara infrasettimanale contro il Bari e dalle tensioni per le vicende giudiziarie che hanno lambito il club.
​Nonostante il clima teso e le assenze importanti (Pierobon, Varnier, Duca e Gabrielloni), la Juve Stabia ha dimostrato ancora una volta sul campo la sua unità e compattezza, confermandosi una delle rivelazioni del torneo cadetto.

​Botta e Risposta: Un Primo Tempo Infuocato

​Nonostante il rinvio dell’esordio padovano del “Papu” Gomez, sono gli stabiesi a partire a tavoletta, creando subito pericoli. Al 7′, un affondo di Leone scalda i guantoni di Fortini, e all’11’ una clamorosa traversa di Mosti fa tremare i padroni di casa.
​Un minuto dopo, però, un errore in retropassaggio di Giorgini regala un corner al Padova. Sugli sviluppi, la sfortuna si accanisce su Piscopo, il cui braccio largo in area costringe l’arbitro, dopo il check del VAR, a decretare il rigore. Bortolussi non sbaglia, portando in vantaggio i biancoscudati.
​Il gol subito innervosisce la Juve Stabia. Piscopo, già ammonito, lascia il campo a Cacciamani, un cambio che si rivelerà decisivo. Allo scadere, una superba imbucata di Candellone lancia l’ex Torino Cacciamani, che si libera di un avversario e deposita in rete il gol del pareggio: 1-1 al riposo.

​Vantaggio e Reazione: Equilibrio Trovato

​Nella ripresa, i campani continuano a fare la partita, dimostrando grande personalità. Mentre Andreoletti getta nella mischia Lasagna, mister Abate pesca il jolly inserendo De Pieri al posto di un Burnete apparso in ombra.
​È proprio l’ex Inter De Pieri a premiare la scelta del tecnico gialloblù al 24′. Ancora una volta, l’invenzione è di Candellone, che assiste il compagno, lesto a ribadire in rete per il sorpasso stabiese: 1-2!
​La gioia dura solo tre minuti. Il Padova non demorde e trova il pari grazie a un’invenzione di Fusi, che serve un filtrante perfetto per l’indiavolato Bortolussi. Quest’ultimo, con freddezza, batte Confente in uscita fissando il risultato sul 2-2 finale.

​Il pareggio muove la classifica e, soprattutto, infonde tanto morale alla Juve Stabia, che con grinta e qualità ha dimostrato di sapersi isolare dalle difficoltà esterne per continuare a stupire nel campionato cadetto.

Padova – Juve Stabia (2-2): Il podio e il contropodio gialloblù

0

La Juve Stabia torna in campo dopo il derby con l’Avellino confermando i segnali ampiamente positivi già visti contro la squadra irpina. Il successo sfugge però alle Vespe a causa di qualche disattenzione che consente al Padova di recuperare dopo la rimonta stabiese.

PODIO

Medaglia d’oro: ad Alessio Cacciamani, rivistosi bella versione scintillante della gara di Coppa Italia di Lecce. Il giovane scuola Toro entra in campo quasi subito e spacca la gara con dribbling brucianti ed accelerazioni devastanti. La sua progressione in occasione del pari, primo gol tra i professionisti, è impressionante, come la freddezza nello sterzare e nel chiudere il destro a giro. Non sazio, battezza anche la rete di De Pieri con l’ennesima giocata ad alta velocità della sua gara. Grazie al 77 sulla schiena, e non solo per quello, ricorda il Kvaratskhelia versione Napoli scudettato.

Medaglia d’argento: a Lorenzo Carissoni, ormai padrone assoluto della fascia destra. L’addio di Floriani Mussolini, in estate, aveva lasciato un comprensibile sconforto nella piazza, immediatamente riparato dalla vena dell’ex Cittadella, elemento di esperienza voluto da Lovisa. Castellammare ha scoperto non solo l’affidabile difensore ben noto alla categoria ma anche un elemento di qualità sorprendente, in grado di sorprendere avversari con la sua imprevedibilità. Finte, tagli, cross e il terzo gol in campionato solo sfiorato: con lui i pericoli non mancano mai.

Medaglia di bronzo: a Marco Ruggero, che nella sua città natale mostra la sua migliore versione. Dopo il turno di stop della scorsa settimana, il 4 gialloblù torna a farsi apprezzare non solo in fase di marcatura ma anche sganciandosi spesso in progressione. La condizione non è ancora tornata quella ottimale ma i segnali sono positivi per lui che, numeri alla mano, è diventato il calciatore dal valore più alto nella attuale rosa della Juve Stabia. Menzione anche per Omar Correia, travolgente ma a tratti un pizzico troppo innamorato del pallone: a volte la palla va scaricata prima.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Kevin Piscopo, che costringe Abate a richiamarlo quasi subito in panchina. Non è il fallo di mano in area di rigore a macchiare i minuti di Piscopo, che anzi prova a tappare la falla della distrazione collettiva della squadra, bensì l’assoluta confusione che precede e segue il rigore. Pronti via e si fa soffiare palla sbagliando un dribbling forzato, commettendo poi il vistoso fallo da giallo, che rischia di diventare rosso dopo l’ennesima trattenuta quando il Padova è in vantaggio. In mezzo l’occasione da gol cestinata un attimo dopo la traversa di Mosti.

Medaglia d’argento: ad Andrea Giorgini, che prosegue nel suo momento un po’ opaco. Non impeccabile con l’Avellino ed ugualmente a Padova, dove per poco non cuoce la frittata insieme a Confente. Dal retropassaggio distratto nasce poi il vantaggio veneto, cui Giorgini reagisce con “garra” ma anche con qualche imprecisione di troppo, come nell’occasione del pari del Padova.

Medaglia di bronzo: a Rares Burnete, che non sfrutta forse l’occasione più ghiotta della gara. Il ragazzo ha fame e voglia, si vede, ma allora perché non calcia in porta quando ha la comoda palla sul sinistro a tu per tu con Fortin? Cervellotica la sua scelta di virare sul destro per poi inevitabilmente farsi murare la conclusione dalla difesa del Padova.

Castellammare di Stabia, Una magica atmosfera al Supercinema: “Quarta Edizione del premio Michele Esposito”

0

Anche quest’anno Castellammare ha celebrato uno dei suoi cittadini più illustri, il maestro Michele Esposito, musicista e compositore di grande talento, con un evento organizzato dall’Archeoclub Aps Stabiae, in collaborazione con “Liceo Scientifico F. Severi” – “I.I.S. Enzo Ferrari” – “Istituto Marco Pollione Vitruvio” di Castellammare di Stabia.

Presso il Teatro Supercinema, sabato sera 25 ottobre, si è svolta la “Quarta Edizione del Premio “Michele Esposito” Musicista e Compositore” con l’evento” Magie sonore. Incanto divino tra Stabia e Dublino”.

Ad introdurre la serata Massimo Santaniello, socio fondatore dell’Archeoclub Aps Stabiae, associazione molto attiva sul territorio che si occupa della promozione e della valorizzazione di tutte le bellezze storiche di Castellammare, anche attraverso il ricordo dei suoi cittadini più illustri.

Con la Quarta Edizione del “Premio Michele Esposito”, L’Archeoclub ha voluto commemorare, inoltre, altri due grandi musicisti e compositori stabiesi: il fratello di Michele, Eugenio Esposito, e Luigi Denza che, come ha evidenziato Massimo Santaniello, “fondarono il trio delle meraviglie dell’Ottocento stabiese”.

Massimo Santaniello ha ringraziato le tre istituzioni scolastiche di Castellammare che hanno collaborato con l’Archeoclub per la realizzazione dell’evento, in particolare l’Istituto “M.P. Vitruvio” di Castellammare per l’attività di accoglienza svolta con professionalità durante la serata dagli alunni dell’indirizzo “Turismo”.

Ha ringraziato inoltre tutti gli sponsor della serata, il Direttore Artistico Ciro Massa e il pubblico appassionato di musica e cultura presente in sala, tra cui i docenti delle istituzioni scolastiche stabiesi, intervenuti in rappresentanza delle loro scuole.

L’evento è stato presentato da una giovanissima e talentuosa conduttrice, Maddalena Esposito, che con disinvoltura e simpatia ha introdotto le performance delle artiste e raccontato alcuni aneddoti significativi della vita del maestro Esposito.

Sul palco in concerto Raphaela Mangan, uno dei più importanti mezzosoprani d’Irlanda, e la pianista Annalisa Monticelli, docente presso la Royal Irish Academy of Music, artiste di fama internazionale che con le loro interpretazioni hanno incantato la platea, creando un’atmosfera veramente magica.

A rendere ancora più suggestiva la serata, le performance di un giovane talento del territorio, la violinista stabiese Flavia Patierno, che ha eseguito cinque brani insieme alle due famose musiciste, evidenziando notevole virtuosismo nelle interpretazioni ed emozionando il pubblico.

Durante il concerto, sul palco le più belle composizioni di Michele Esposito, come “The Shadow of a dream”, “My Rose of Hope”, “Irish Melodies”, “O hush o” e una selezione di brani di A. Patterson e di J. Larchet, un brano di suo Fratello Eugenio, e “Funiculì funiculà” di Luigi Denza, in interpretazioni emotivamente coinvolgenti.

Dalla struggente malinconia delle note del maestro Michele Esposito, forse per la nostalgia della patria lontana, all’allegria di “Funiculì funiculà”, l’evento è stata un’esperienza immersiva, che ha celebrato gli artisti e la loro città, integrando elementi sonori con frammenti di storia stabiese.

Attraverso questo linguaggio universale, i nostri illustri concittadini, con l’impegno e la tenacia, sono riusciti a diventare dei grandi compositori, tracciando un solco nella storia.

Il Maestro Michele Esposito, nato a Castellammare di Stabia il 29 settembre del 1855, si diplomò nel Conservatorio di Napoli S. Pietro a Majella nel 1873 e nel 1878 si trasferì a Parigi dove rimase per quattro anni.

Nel 1882 si recò a Dublino, dove fondò la “Dublin Orchestral Society”, e una casa editrice, componendo opere famose suonate in tutto il mondo. Oggi in Irlanda egli è famoso come Giuseppe Verdi in Italia.

Eugenio Esposito, il fratello di Michele, nacque a Castellammare di Stabia nel 1863. Si diplomò nel 1883 presso il conservatorio di Napoli S. Pietro a Majella e, dopo un soggiorno a Parigi, si trasferì nel 1892 in Russia, dove fu direttore d’orchestra presso i teatri di San Pietroburgo e Mosca ed ottenne un grande successo.

Luigi Denza, autore della celeberrima canzone “Funiculì funiculà”, nacque a Castellammare di Stabia il 23 febbraio 1846. Iniziò gli studi musicali al Conservatorio di Napoli, studiando con Saverio Mercadante e Paolo Serrao. Fu un compositore molto prolifico, con circa 800 composizioni all’attivo.

Dopo aver lavorato al Conservatorio di Napoli, Denza emigrò a Londra nel 1879. Qui divenne condirettore della London Academy of Music e, dal 1898, professore di canto alla Royal Academy of Music.

Alla fine del concerto è salito sul palco il Presidente dell’Archeoclub Aps Stabiae, Enzo Esposito, per la premiazione delle artiste di Dublino. A ricevere una bella targa commemorativa, oltre alle due famose concertiste irlandesi, anche la violinista Flavia Patierno, che è stata premiata “per aver incarnato il progetto dell’Archeoclub, da allieva attenta a professionista”.  Flavia è uno dei giovani talenti stabiesi di cui sentiremo presto parlare.

Un plauso alla bella iniziativa dell’Archeoclub Aps Stabia che col concerto dal vivo ”Magie sonore – Incanto divino tra Stabia e Dublino” ha creato un evento coinvolgente e dal forte impatto emotivo.

Juve Stabia, che cuore a Padova! 2-2 e punto d’oro che sta stretto ma che in trasferta è sempre prezioso

0

Un punto d’oro, meritato e spettacolare, quello conquistato dalla Juve Stabia sul campo del Padova nella nona giornata di Serie B che in trasferta non può essere considerato mai banale. Le Vespe di Mister Ignazio Abate hanno dato vita a una prestazione maiuscola, dimostrando carattere, qualità e organizzazione nel 2-2 finale contro i biancorossi, una delle formazioni più in forma del momento.

Eppure, a voler analizzare i novanta minuti, questo punto sta quasi stretto ai colori gialloblù. Per la verità, le Vespe potevano e forse avrebbero meritato di raccogliere qualcosa in più.

La sfortuna, infatti, aveva già bussato alla porta stabiese in avvio di gara, quando una velenosa conclusione di Mosti si è stampata sulla traversa. Poco dopo, un errore quasi inspiegabile sotto porta di Piscopo ha fatto intendere che la fortuna non aveva intenzione di regalare baci ai ragazzi di Castellammare di Stabia.

Nonostante un buon approccio, la Juve Stabia si è trovata a inseguire al 17′, quando Bortolussi ha trasformato con freddezza un calcio di rigore che ha portato in vantaggio i padroni di casa. La reazione stabiese, però, è stata veemente e di grande impatto. Abate ha letto subito le difficoltà dei suoi, inserendo Cacciamani al posto di uno spento Piscopo. Mossa vincente: il neo-entrato ha ripagato la fiducia con un gol da “fuga per la vittoria”, che ha permesso alle Vespe di recuperare immediatamente lo svantaggio.

Nella ripresa, la Juve Stabia ha continuato a credere nel colpo grosso. Mister Abate, pur dovendo gestire numerose assenze, ha letto la gara alla perfezione e ha rispolverato dalla panchina De Pieri. Come Cacciamani, anche lui ha lasciato il segno: il suo “graffio” appena entrato è valso il gol del sorpasso, il momentaneo 1-2 che ha fatto sognare i tifosi stabiesi.

La gioia del vantaggio, tuttavia, è durata troppo poco. Ancora Bortolussi, in evidente giornata di grazia, ha trovato la zampata giusta per ristabilire la parità. Nel finale di gara, il pareggio è sembrato accontentare molto più la squadra di Andreoletti che quella di Abate. Le Vespe, infatti, non hanno smesso di attaccare e le azioni costruite da Carissoni prima e Candellone poi lasciano ancora l’amaro in bocca.

In sostanza, si tratta di un pareggio decisamente prezioso, ma al netto di quello che si è visto in campo, il risultato finale lascia decisamente perplessi.

Con questo punto, la Juve Stabia consolida la sua posizione in classifica e questa è decisamente una bella notizia. La prestazione dell’Euganeo dimostra che questa squadra può giocarsela alla pari con chiunque, anche in trasferta e contro avversari quotati. È un risultato che non solo muove la classifica, ma inietta una dose massiccia di fiducia in tutto l’ambiente gialloblù. La sconfitta di Carrara è sicuramente dimenticata.

Domenica, però, ci sarà una partita difficilissima che andrà ad aprire il mese di novembre: la trasferta in casa della capolista Modena. Sarà una gara per cuori forti, ma in questa squadra non esiste la parola “paura” dell’avversario. Rispetto, sì, ma paura no. Perché, come ha insegnato Padova, niente è ancora stato scritto.