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Massimo Mauro: “Hamsik è un campione totale, giocherebbe dovunque…”

“Al di là del record, lo porterei sempre nella mia squadra”

Durante la trasmissione Sky Calcio Club, in onda sui canali della tv satellitare, Massimo Mauro ha speso belle parole per Marek Hamsik, capitano del Napoli. Le sue parole di stima vanno al di là del record appena eguagliato dal numero 17 azzurro.

Ecco quanto ha dichiarato:
Su Hamsik dico le stesse cose che dicevo prima, quando per tutti andava male. Io Hamsik lo porterei sempre nella mia squadra, sempre a testa alta, sbaglia poco davanti al portiere, tenta sempre il passaggio. Non entro nella questione del record, dico che è un centrocampista totale e lo porterei in qualsiasi squadra”.

Gli Ogm nascosti nei piatti di Natale (Diana Marcopulopulos)

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Gli Ogm nascosti nei piatti di Natale SALUTE

Tortellini, faraone e panettoni: il pranzo di Natale è servito, con gli Ogm nel piatto. L’Italia vieta la coltivazione di organismi geneticamente modificati, non l’importazione né la commercializzazione. Il dibattito si accende: minacciano la biodiversità o aiutano a sfamare la crescente popolazione mondiale?

Dai panettoni ai prosciutti: l’Ogm c’è ma non si vede

L’Italia vieta la coltivazione di organismi geneticamente modificati, non l’importazione. Senza insetticidi però la biodiversità è a rischio

ROMA – Anatre, faraone, tacchini, polli, ovini, bovini e maiali. Tortellini, formaggi, latte, uova. Il pranzo di Natale è servito, con gli Ogm nel piatto. Panettoni compresi. Formaggi morbidi, duri, grattugiati, prosciutti di grande marca, come i salmoni, le anguille e i capitoni cresciuti negli allevamenti. La nostra normativa è ambigua: vieta la coltivazione degli organismi geneticamente modificati, non la loro importazione, né la commercializzazione. Se produco un biscotto che contiene soia Ogm devo dichiararlo nell’etichetta, ma se vendo uno zampone di maiale nutrito per mesi esclusivamente con mangimi Ogm non sono tenuto a dirlo. Sono allergico – dichiara di esserlo il 40% degli italiani – al lattosio e bevo latte di soia? La soia venduta in Italia è per il 90% Ogm. Ogni cittadino europeo consuma ogni giorno indirettamente 186 grammi di soia Ogm ed ogni giorno l’Italia ne importa diecimila tonnellate.

Dopo oltre venti anni dal loro ingresso nel mercato – nel 1994 viene prodotto negli Usa il primo pomodoro transgenico, oggi circa il 10% dei terreni nel mondo sono coltivati a piante Ogm – la discussione rimane rovente: rischiosi o innocui? Il loro consumo diminuisce l’impiego dei pesticidi e tutela meglio la nostra salute o affama gli agricoltori legandoli alle poche multinazionali che li producono? Minaccia la biodiversità o aiuta a sfamare la crescente popolazione mondiale? E i cittadini sono informati in modo corretto?

Contrari e favorevoli

La posizione di Slow Food è netta: «La biodiversità è a rischio: le varietà transgeniche occupano grandi superfici e fanno parte di sistemi di monocoltura intensiva che distruggono altre colture e ecosistemi. Le colture Gm snaturano il ruolo degli agricoltori: i produttori hanno sempre migliorato e selezionato da soli le proprie sementi. Le sementi Gm, invece, sono proprietà di multinazionali alle quali l’agricoltore deve rivolgersi a ogni nuova stagione, perché gli Ogm di seconda generazione non danno buoni risultati». Ed è condivisa dalla Coldiretti: «Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo problemi di sicurezza ambientale, ma perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico del Made in Italy», dichiara il presidente Roberto Moncalvo.

Chi ha seminato mais Ogm alla luce del sole, esponendosi a denunce, multe e affrontando i tribunali in Italia e in Europa, è stato Giorgio Fidenato, agronomo e proprietario di una piccola azienda ad Arba, in provincia di Pordenone: «Voglio ottenere mais senza usare insetticidi: con gli Ogm si può, perché gli insetti non attaccano quelle piante». Perché l’Italia prosegue nel divieto di semina? «Di fronte all’avanzare inarrestabile delle biotecnologie l’Italia pensa che sia meglio continuare a diffondere nel mondo l’immagine falsa di un paese da mulino bianco». Falsa? «Per fare il Prosecco o per coltivare le mele ci vogliono 15 trattamenti antiparassitari all’anno. E non venite a dirmi che il rame metallico usato nell’agricoltura biologica non è tossico».

In questi anni la principale minaccia alle nostre coltivazioni è la Piralide, un lepidottero che attacca mais, sorgo, altre colture, tra cui il peperone soprattuto nella pianura padana: la Piralide si innesta nei fusti e nelle pannocchie, gli amidi fermentano, producono microtossine ritenute cancerogene, per combatterle l’impiego di pesticidi , tra cui il glifosato, è molto aumentato. Lo IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), in una pubblicazione del marzo 2015, ha stabilito che «l’erbicida Glifosato e gli insetticidi Malathion e Diazinon sono probabilmente cancerogeni per gli esseri umani» (il testo originale inglese dice: «Herbicide glyphosate and the insecticides Malathion and Diazinon were classified as probably carcinogenic to humans»). Altri due insetticidi altrettanto usati come il Tetrachlorvinphos e il Parathion sono stati ritenuti «possibly carcinogenic».«Altro che agricoltura biologica e prodotti indenni da trattamenti», conclude Fidenato.

Sentenze schizofreniche

Incertezza anche nell’altalena delle sentenze: a settembre 2017 la Corte di Giustiza Europea dichiara ingiustificato il divieto di coltivazione del mais MON 810, prodotto dalla Monsanto, previsto dal decreto del governo italiano del luglio 2013. La motivazione parla di «assenza di una manifesta condizione di grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l’ambiente, suffragata da valutazioni scientifiche il più possibile complete». A ottobre la nostra Corte di Cassazione recepisce la sentenza dei giudici di Lussemburgo, ma nel frattempo molti Stati, tra cui l’Italia, avevano vietato la semina di Ogm anche se autorizzata dall’Unione europea. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) nella recente Guida per la determinazione del rischio relativo alla presenza a basso livello di piante geneticamente modificate (20 novembre 2017) non prende posizione esplicita, né a favore né contro, ma dichiara che il suo compito è avvisare «di ogni possibile rischio che l’uso degli OGM può portare alla salute degli uomini e degli animali, e all’ambiente».

Per Nino Paparella, pugliese, presidente del Consorzio Italiano per il Biologico, «quello italiano è un necessario atteggiamento precauzionale e mette in guardia dal rischio di inquinamento genetico che avviene quando il polline di una pianta Ogm si mescola con piante coltivate in modo tradizionale oppure spontanee». Ma in Italia la semina è vietata. «Tuttavia numerosi agricoltori, soprattutto in Emilia-Romagna e in Veneto, usano gli Ogm non solo come mangime animale. Segretamente lo seminano». Gli Ogm sono inattaccabili dai parassiti? «I primi anni resistono, poi i parassiti riescono ad attaccare anche queste piante, che devono essere sostituite. In India e in Cina è successo con il cotone. In Africa, le coltivazioni Ogm si stanno riducendo perché i semi delle multinazionali sono costosi e i contadini che vendono a prezzi bassi si impoveriscono».

Agricoltura pulita?

Dice Giovanni Doglio, agronomo astigiano: «Il costo del processo per arrivare a brevettare un Ogm è di circa 50 milioni di euro, solo le multinazionali possono permetterselo. Cercano di far sparire le produzioni tipiche e costituiscono una minaccia alle varietà alimentari. Inoltre le sementi modificate sono efficaci solo per qualche anno e non in una lunga prospettiva. In Italia non abbiamo le grandi estensioni agricole degli Usa, del Brasile, del Canada; ci salviamo difendendo la nostra tipicità, che va riconosciuta». Da piemontese, è preoccupato per il riso: «Sulle nostre tavole arrivano risi confezionati da paesi del Sud est asiatico prodotti da piante Ogm. L’etichettatura “riso italiano’” deve diventare obbligatoria». Gaetano Laghetti, Primo Ricercatore Cnr e curatore della banca del Germoplasma di Bari, difende il ruolo della ricerca responsabile: «L’agricoltura biologica è un ritorno al passato, quando la popolazione mondiale era molto inferiore. Nel corso degli anni la ricerca ha migliorato tutte le fasi della produzione agraria aumentando produzione e produttività. Se oggi dobbiamo sfamare 7,5 miliardi di persone non possiamo non ricorrere a tecniche intensive e a varietà migliorate, non necessariamente Ogm. Il pregio dell’agricoltura biologica è di essere rispettosa dell’ambiente il che, spesso, è meno evidente con l’agricoltura intensiva. Quest’ultima, comunque, frutto della ricerca universitaria, se applicata con criterio, non mira certo ad avvelenare l’ambiente a vantaggio della produttività, anzi». Cita I’esempio del Bangladesh dove ha avuto successo la melanzana transgenica Bt che ha ridotto del 90% l’impiego di insetticidi spruzzati da agricoltori privi di misure di protezione. Roberto Defez, attivo al Cnr di Napoli, sostiene che nonostante il divieto alla semina Ogm, in Italia «non siamo messi bene. Le nostre monoculture secolari come le viti o i meleti richiedono fungicidi a base di rame e questo inquina i terreni. Anche l’autorizzata poltiglia bordolese contiene rame, un metallo pesante legato a diverse patologie umane che rimane per decenni nei suoli e li intossica. Biologico non significa sicuro né per l’ambiente né per l’uomo».

In una sola provincia

Claudio Mazzini è il responsabile dell’area Freschissimi di Coop Italia. «Nel dubbio, preferiamo astenerci. Per questo abbiamo escluso prodotti Ogm, mangini compresi. I 35 milioni di animali di cui abbiamo bisogno sono per il 90% italiani e provengono da allevamenti controllati. E’ una scelta che ci costa 10 milioni di euro ogni anno, e riguarda tutte le fasi della lavorazione, compresi i silos, i camion, le navi di cui ci serviamo. La normativa italiana rimane comunque zoppa e non informa correttamente il consumatore: le carni non devono portare in etichetta la provenienza da allevamenti dove si usano mangini Ogm». Ritiene gli Ogm dannosi? «La mia esperienza dice che rischi alimentari non ce ne sono. Rimangono dei dubbi legati alle contaminazioni ambientali. Se uso grano transgenico, la sua resistenza si trasmetterà alle piante tradizionali?».

L’unica provincia italiana che vieta, grazie a una legge del 2001, anche i mangini Ogm è quella di Bolzano. «E’ stato difficile trovare mangini no Ogm, li abbiamo cercati ovunque, ora abbiamo la garanzia che tutta la filiera ne è esente. Se la vacca mangia Ogm, non si scappa: te lo ritrovi nel latte», dice Annemarie Kaser, direttrice della Federazione delle Latterie dell’Alto Adige. «Il processo di controllo è più costoso, ma i consumatori sono contenti. Alla gente piacciono le garanzie». Un caso unico in Italia. Ma chi controlla? Racconta Luca D’Ambrosio, direttore del Laboratorio analisi alimenti a Bolzano: «Dopo i controlli diamo alle ditte un certificato che dimostra che non usano mangimi Ogm». E’ possibile verificare la presenza di Ogm nel latte? «Grazie alle tecniche della biologia molecolare è possibile rintracciarla nei mangimi, non nel latte. Chi compra i nostri prodotti premia l’impegno di allevatori e coltivatori. Realisticamente vedo vari fattori che hanno facilitato il rispetto di questa legge. E cioè il fatto che i nostri animali siano al pascolo, che da noi non ci siano coltivazioni molto estese e il basso numero medio delle vacche».

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Concussione per i controlli in un albergo, nei guai dirigente ASL

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Concussione per i controlli in un albergo, nei guai dirigente ASL

A.G, dirigente dell’ASL Napoli 3 Sud, arrestato lo scorso agosto con l’accusa di aver ricevuto somme di denaro da un albergatore, dovrà comparire davanti al Gip nel mese di febbraio.

L’uomo, originario di Torre del Greco, è ritenuto responsabile del reato di concussione ai danni di una struttura alberghiera di Ercolano.

Dalle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Massa Lubrense, scaturite dalla denuncia dell’albergatore, si evince che il dirigente a seguito dei controlli effettuati nella struttura, avrebbe individuato delle irregolarità. Per risolvere queste problematiche avrebbe richiesto il versamento di duemila euro e l’assunzione di un suo uomo di fiducia.

Con l’aiuto delle Fiamme Gialle, l’albergatore ha organizzato un incontro durante il quale avrebbe pagato il dirigente. Il pubblico ufficiale colto in flagrante con la somma di denaro è stato arrestato

In assenza di risposte adeguate la paura alimenta il populismo

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In assenza di risposte adeguate la paura alimenta il populismo

Come scrive Marco Zatterin «la paura alimenta il populismo. E, in assenza di risposte adeguate, è la madre che aggiunge timore ai timori, provocando rabbia contro nemici spesso falsi».

La paura che alimenta il populismo

La paura è il miglior nemico dell’uomo, ma anche un compagno di viaggio frequente e un consigliere inaffidabile. Alimenta le decisioni meno ragionate e, in assenza di risposte adeguate, è la madre che aggiunge timore ai timori, provocando rabbia contro avversari spesso falsi come le notizie che li raccontano.

È la paura che fomenta i populismi; è la sensazione diffusa di insicurezza e incertezza che governi e parlamenti faticano ad affrontare. È la molla della rivolta: i terremoti della politica, e della società, nascono nella paura che fa credere nel cambiamento da scatenare a ogni costo, esigenza che diffonde instabilità perché, nel mondo veloce e complesso, se non si guarda lontano, non si risolve alcuna incognita

LEGGI ANCHE: Il populismo agita la paura dei migranti anche in Italia

Nella confusione degli approcci e delle idee è facile avere la sensazione che esista un fronte monolitico populista che si batte nel nome del «tutti contro tutto». L’indagine congiunta La StampaFinancial Times rivela che le cose stanno altrimenti, che c’è un pubblico che sa reagire e distingue. Si scopre che a turbare i sonni degli italiani è l’arrivo dei migranti più che l’euro e l’integrazione comunitaria; si vede anche che il desiderio di costruire un Paese multietnico batte (di poco) la convinzione che le migrazioni siano una minaccia. Chi ragiona, evita il «no» di pancia. Ma vorrebbe comunque essere convinto che, per quanto possibile, le sue paure non hanno ragione di esistere

La vittoria degli ultraconservatori austriaci è la fotografia istantanea della tempesta che può colpire l’Italia e non solo. Il Paese sta bene (al meglio), ma gli elettori non sono persuasi che continuerà. I leader che a Vienna e dintorni hanno fatto leva sulla paura hanno vinto. Per affermarsi hanno cavalcato la paura dell’«altro», quello che «arriva, porta violenza e brucia posti di lavoro». Hanno parlato allo stomaco e non alle teste, ostentando rimedi che probabilmente non avranno effetti. Hanno annunciato grandi manovre (mai fatte) al Brennero e ora titillano gli altoatesini, promettendo che «fermeremo noi i migranti». Non li fermeranno, sia chiaro. Ma ognuno crede a quello che vuole, quando ha paura. Anche all’inutile.

Le voci degli oltre mille e cento italiani che hanno interloquito con La Stampa e il FT illustrano il contesto e invitano a confrontarsi. Certo, la paura dei migranti è ben radicata, ma lo è quanto la consapevolezza che il fenomeno sia più grande di noi e non serva attaccarlo costruendo muri. Appare evidente la percezione dell’Europa come elemento che può risolvere la crisi sociale ed economica, e non come il contrario. La quarta rivoluzione industriale insieme con la globalizzazione ha riscritto radicalmente le regole del gioco. Come le false notizie che perdono capacità di attrazione, anche le false politiche possono essere sbaragliate. Il falso movimento va svelato.

Occorre affrontare l’ira con logica e calma. Nelle strade c’è anche un popolo impaurito, spesso confuso. Per cambiare la storia bisogna dire la verità, per quanto dolorosa. Vanno spiegate le dinamiche, le cause e gli effetti. La maggioranza degli interpellati non ama la Brexit e non condivide Trump. Si fida di Angela Merkel. Sarebbe il caso che, oltre ai proclami urlati, i partiti che ambiscono alla leadership tenessero conto di una maggioranza, o quasi, che fa meno rumore ed è disposta costruire, consapevole che – in genere – la paura ha le gambe corte. In giro c’è voglia di medicine per la sicurezza, come di Unione e solidarietà. Di qui bisognerebbe ripartire.

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lastampa/La paura che alimenta il populismo MARCO ZATTERIN

Agguato in un autogrill campano, ferito tifoso del Taranto

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Agguanto in un autogrill campano, ferito tifoso del Taranto

Momenti di paura lungo il tragitto autostradale tra Nocera Inferiore e Cava dei Tirreni. Alcuni tifosi pugliesi, diretti a Torre del Greco, per assistere alla partita di campionato di Serie D tra la Turris e il Taranto, sono stati aggrediti.

Dalle prime ricostruzioni, i supporters tarantini, in attesa di recarsi allo stadio Liguori, si sono fermati nell’area di servizio Alfaterna. Durante la sosta sono stati aggrediti da ignoti. Uno dei tifosi ospiti è stato ferito alla testa ed è stato condotto all’ospedale.

Sull’aggressione poco chiara, indaga la Polizia. Tra le motivazioni dell’agguato, si ipotizza l’accesa rivalità tra alcune tifoserie campane e quella pugliese.

Napoli-Udinese e Napoli-Fiorentina, arriva il “promo ticket”

Ecco tutti i dettagli per l’acquisto
Sono in vendita i biglietti per la gara di campionato Napoli-Sampdoria del 23 dicembre 2017 ore 15,00. La SSC Napoli è lieta di annunciare una promozione che concede la possibilità di acquistare un biglietto per la gara di Tim Cup Napoli-Udinese ad una tariffa speciale; infatti, coloro che acquisteranno un biglietto per la gara Napoli-Sampdoria di Campionato, potranno acquistare un biglietto ad una tariffa speciale cosiddetta “Promo Ticket”. 
La promozione è valida solo se si acquisteranno i biglietti contestualmente , nello stesso settore e per lo stesso utilizzatore, sia per l’evento Napoli-Sampdoria di Campionato, che per l’evento Napoli-Udinese di Tim Cup, presso le ricevitorie abituali del circuito Listicket.
Napoli vs Udinese Tim Cup .
Tariffa speciale cosiddetta “Promo Ticket” applicabile solo per coloro che acquisteranno contestualmente un biglietto per la gara di campionato.
TRIBUNA POSILLIPO €  7,00
TRIBUNA NISIDA € 6,00
DISTINTI € 5,00
CURVE  € 3,00
 Questi i prezzi ordinari:
 Napoli-Sampdoria  Campionato
TRIBUNA POSILLIPO €  40,00
TRIBUNA NISIDA € 28,00
TRIBUNA FAMILY € 15,00 /5,00
DISTINTI € 18,00
CURVE  € 12,00
 Questi i prezzi ordinari:
Napoli-Udinese Tim Cup
(non in abbinamento con biglietto campionato o con abbonamento)
TRIBUNA POSILLIPO €  40,00
TRIBUNA NISIDA € 28,00
TRIBUNA FAMILY € 15,00 /5,00
DISTINTI € 18,00
CURVE  € 12,00

Oggi avvenne – Savoldi fa poker al Foggia

La gara, del 1977, terminò 5-0

Il giorno 18 dicembre il Napoli ha giocato tredici partite, undici in serie A, una in serie B ed una in serie C1, ottenendo sette vittorie, due pareggi e quattro sconfitte.

Ricordiamo il 5-0 al Foggia nell’undicesima giornata della serie A 1977/78

Questa è la formazione schierata da Gianni Di Marzio:

Mattolini (87′ Favaro); Bruscolotti, Valente; Restelli, Ferrario, Stanzione; Vinazzani, Juliano, Savoldi, Pin Capone

I gol: 24′ Valente, 32′, 48′ (rig), 57′ e 86′ (rig) Savoldi

Il Napoli chiuse quel torneo al sesto posto. Doveva essere il primo dei tre campionati del triennio programmato con Gianni Di Marzio in panchina, ma l’anno dopo, dopo appena tre giornate, ci fu l’esonero del tecnico napoletano.

Dopo il gol di Valente il poker di Beppe Savoldi. Nella storia del Napoli sono quattro i bomber autori di quattro gol in campionato. Prima di Savoldi ci sono riusciti Jeppson, nel 6-3 all’Atalanta del ’53, e Vinicio, nel 4-1 al Palermo del ’57. Poi c’è il pokjer di Mertens al Torino del 18 dicembre 2016. In più c’è la cinquina di Sallustro alla Reggiana del 1929.

Il populismo agita la paura dei migranti anche in Italia

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ATTUALITÀ /vivicentro/Il populismo agita la paura dei migranti anche in Italia
Più che la spinta a uscire dall’euro, è l’ostilità verso i migranti, accompagnata dai dubbi sul fatto che l’Italia possa diventare una società multietnica, a spingere le forze populiste nel nostro Paese.
 È quanto emerge da un’inchiesta congiunta La Stampa-Financial Times. .

Paura dei migranti, non dell’euro. Ecco la benzina del populismo

Inchiesta La Stampa-Financial Times: due terzi per la moneta unica, pure tra i grillini. Solo il 40% si vede multietnico. Dubbi anche tra gli elettori Pd sulle frontiere aperte

Più che il no all’euro, un atteggiamento di crescente, forte chiusura sull’immigrazione Secondo un’inchiesta del Financial TimesLa Stampa, l’ostilità verso i migranti, e dubbi diffusi sul fatto che l’Italia possa diventare con successo una società multietnica, stanno dando benzina alle forze populiste molto più che la spinta a uscire dall’euro.

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A metà novembre La Stampa e il Financial Times hanno proposto ai lettori italiani di condividere con noi le loro idee su Europa e immigrazione. Abbiamo ottenuto più di 1100 risposte provenienti da tutto il Paese, moltissime dal Nord produttivo. L’inchiesta che vi proponiamo è stata un tentativo di raccontare – attraverso un campione non statistico, non si tratta di un sondaggio – il clima e i sentimenti diffusi tra i lettori della terza più importante economia europea, a pochi mesi dalle prossime elezioni politiche italiane – attese a marzo del 2018 – che potranno essere decisive per il futuro dell’Europa. Secondo gli ultimi sondaggi, il Partito democratico, il principale partito che sostiene la maggioranza di governo, guidato dall’ex premier Matteo Renzi, si trova davanti a una durissima sfida lanciata dal M5S, nato come forza antiestablishment, che oggi tenta di accreditarsi con ambienti di potere italiani, e viene spesso dato in testa, da diversi istituti; si assiste poi al ritorno del centrodestra di Silvio Berlusconi, che include però gli euroscettici della Lega di Matteo Salvini.

Le risposte dei lettori mostrano in maniera chiara che l’insoddisfazione verso i migranti è un elemento molto più presente nella società italiana rispetto alla volontà di uscire dall’euro, o all’insoddisfazione per l’Europa. Più dei due terzi dei nostri lettori credono che l’Ue sia stata un aiuto per il Paese, e sono largamente contrari a un’uscita dall’Unione. Anche i sostenitori di M5S e Lega sono spaccati a metà su questo, e non sono affatto monoliticamente convinti della tesi no-Ue. Per esempio Giuseppe Di Martino, consulente informatico di Maiori, vota M5S perché «l’unico partito giovane e che antepone i fatti alle chiacchiere». E però Di Martino è totalmente pro euro («l’euro è una grande opportunità in quanto fornisce stabilità al nostro apparato economico e fa da cuscinetto ai repentini cambiamenti economici e finanziari; diversamente avremmo vissuto e intrapreso la stessa fine dell’Argentina e dell’attuale Venezuela»), e vuole accogliere gli immigrati: «Noi italiani siamo la società, il popolo, più “bastardo” che esista; un mix di geni e culture ereditate e assorbite nei secoli. Questo meccanismo sta continuando e ci porterà ancora una volta ad aggiungere cultura, tradizioni, ingegno alla nostra terra».

«Lasciare l’Europa sarebbe del tutto negativo e complicato, per il Paese, perché la classe politica sarebbe incapace di agire con efficienza su questo fronte», dice Daisy Astrella, studentessa di scienze politiche a Torino ed elettrice del M5S. Francesco Preziosa, pensionato pugliese che vota per il Pd, aggiunge: «Credo sia meglio comunque esser parte di un’unità imperfetta, piuttosto che star soli e abbandonati, e pieni di debito com’è l’Italia».

Sull’immigrazione però le cose cambiano, e i punti di vista si mescolano. Il 41 per cento dei nostri lettori la ritengono più un’opportunità che una minaccia, il 38 una minaccia (o una preoccupazione), e il 21 ha un punto di vista neutrale, o incerto. Quasi il 40 per cento crede in un’Italia multi-etnica, ma il restante 60 per cento rifiuta questa idea, o almeno ha dei dubbi seri. Il disagio nei confronti degli immigrati è altissimo, com’era presumibile, tra i votanti della Lega, ma è assai rilevante che si registri un disagio non piccolo anche tra i sostenitori del Pd. Specie al Nord. Maurizio Sulig, ufficiale a riposo, elettore Pd, in provincia di Bolzano, argomenta così: «Temo che l’Italia stia gestendo male il fenomeno epocale ed ineludibile dell’immigrazione».

«Il problema sono le enormi differenze culturali tra l’Islam e l’Occidente», osserva Stefano Vitali, dirigente di Torino, elettore Pd, nella fascia d’età tra 51 e 65 anni. «La storia ci insegna che la coesistenza è impossibile, che uno annienterà l’altro e, da quello che possiamo vedere oggi, la civiltà occidentale sarà distrutta. È alle nostre porte un nuovo, oscuro medioevo».

Claudio Morelli, dirigente d’industria, di Bergamo, molto stabile, che vota Forza Italia («sono di destra senza per questo essere un sostenitore di estremismi. Mi ritengo un conservatore. Detesto la sinistra ideologizzata e il politicamente corretto»), riflette: «Credo poco nella multietnicità ma ancor meno nella multiculturalità. Perché? Mi pare che in Europa vi siano illuminanti esempi».

Valentino Massardi, pensionato, aveva una tipografia, a Puegnago sul Garda; vota Lega (anche se «non sono leghista e forse per la prima volta voterò per la Lega, ma solo per elezioni regionali eventualmente e per dare un segnale. Ho votato ai tempi per il partito socialista, e pure per il Pd sperando in Renzi. Comunque la Lega in una coalizione di centrodestra dovrà smorzare i suoi eccessi. Non voterò mai per i 5 stelle»). Ritiene che «l’immigrazione possa essere una necessità e una risorsa, ma l’Italia non è in grado di governarla efficacemente. Dove abito ora non ci sono rifugiati o altro. Nei paesi limitrofi c’è molto scetticismo e in alcuni insofferenza. A volte giustificata».

Il campione delle risposte che abbiamo ricevuto è orientato in prevalenza verso lettori che votano Pd (ma con quote molto significative di elettori degli altri partiti, M5S e centrodestra), e vive nelle regioni del Nord Italia, dov’è più forte l’economia produttiva del Paese. Naturalmente c’è anche chi dice che l’Italia dovrebbe uscire dall’Unione europea. O dall’euro tout court. «Da quando l’euro è arrivato in Italia, i prezzi di qualunque cosa sono schizzati e il mio salario è rimato congelato per otto anni. Non arrivo alla fine del mese, ho un figlio di cui occuparmi, e a cui vorrei assicurare una vita sicura e dignitosa», spiega Sofia Tatu, elettrice M5S, insegnante di sostegno di ragazzini con disagi mentali a Bologna.

È emerso più volte, nel corso della nostra inchiesta, un sentimento di ansia per il futuro economico dell’Italia. «Non penso che avrò una pensione, ci sono troppi pochi giovani, e non abbastanza soldi», osserva Diego Renzi, studente di filosofia in Abruzzo, e sostenitore del M5S. «Se le cose non cambiano, e non solo in Italia, le cose non andranno bene». Non è sentimento isolato. Molti dei nostri lettori pensano che le due elezioni che hanno sconvolto il mondo nel 2016 – la Brexit e l’elezione di Donald Trump in America – siano state qualcosa di assai negativo. Angela Merkel, nonostante tutte le sue difficoltà, appare loro il leader in cui riporre la maggior fiducia.

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lastampa/Paura dei migranti, non dell’euro. Ecco la benzina del populismo JACOPO IACOBONI, JAMES POLITI

Torre Annunziata, cena di beneficenza per i bambini del Burundi

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Torre Annunziata, cena di beneficenza per i bambini del Burundi

I volontari dell’associazione don Pietro Ottone della Parrocchia Immacolata Concezione di Torre Annunziata, hanno l’obiettivo di intensificare il loro aiuto ai bambini orfani del Burundi. Poiché le risorse non bastano mai,  l’associazione guidata dal parroco don Pasquale Paduano, il giorno 21 dicembre ha deciso di organizzare  l’evento “Murakoze Cane”. Una cena di beneficenza volta a raccogliere fondi da destinare in Burundi per costruire un orfanotrofio.

L’evento si terrà presso il Blue Marlin Club di Boscotrecase . La serata sarà accompagnata dalla musica di Nico Cajfa e di Adele. A fare la madrina della serata sarà l’attrice Cristina Casale.

 

Napoli, Zielinski è “il dodicesimo titolare”

La Gazzetta dello Sport lo esalta: “merce rara per questo Napoli”

La Gazzetta dello Sport dedica, nell’edizione odierna, uno spazio a Piotr Zielinski, centrocampista del Napoli. Il quotidiano in rosa ne esalta le qualità, la duttilità e il suo rendimento.

Ecco quanto ha scritto:
“È il dodicesimo titolare. Nelle ultime tre partite Sarri lo ha utilizzato da esterno sinistro alto, al posto di Lorenzo Insigne. Un inedito, almeno a Napoli perché, tatticamente, è considerato l’alternativa a Hamsik. Ha qualità incredibili, Zielinski, che gli permettono di essere duttile, di ricoprire qualsiasi ruolo dalla metà campo in su. In 17 giornate ha realizzato 4 reti, due delle quali da subentrato. Tra le sue qualità c’è anche il tiro da fuori: merce rara per questo Napoli che non ha tiratori dalla distanza”.

Napoli-Udinese, Oddo: “Sarri ha ragione, è difficile giocare ogni tre giorni”

“Napoli è stata la mia prima grande squadra, la porterò sempre nel cuore”

Alla vigilia della gara di Coppa Italia in cui si affronteranno NapoliUdinese valevole per l’accesso ai quarti di finale, a parlare a Il Mattino è l’allenatore friulano Massimo Oddo.

All’esordio ha affrontato il Napoli, l’altro giorno l’Inter. Che idea si è fatto delle due squadre?
“Ogni partita è una storia a sé: non ti puoi fare un’idea generale sulla base di due gare disputate. Inter e Napoli sono due squadre molto diverse: il Napoli ha un collettivo che va oltre le qualità dei singoli. Nel Napoli i singoli fanno la differenza perché sono ben supportati dall’intera squadra. L’Inter invece è una squadra più fisica, che vive un po’ di più su quelle che sono le proprie individualità, vedi Borja Valero, Perisic, Icardi. Sono due squadre diverse ma entrambe molto forti”.
Sarri dice: un conto è allenare una squadra che gioco ogni tre giorni, un altro ogni sette. Ha ragione?
“È assolutamente vero, posso dirlo sulla base dell’esperienza da calciatore. Quando giochi ogni tre giorni non hai il tempo per preparare al meglio una sfida. Personalmente quando preparo una gara inizio in maniera graduale già il martedì lavorando sulla fase offensiva, difensiva e di possesso. Quando giochi ogni tre giorni non puoi dedicare un giorno intero a un singolo aspetto, devi comprimere tutto ed è più difficile soffermarsi sui dettagli”.
Della sua esperienza a Napoli cosa le è rimasto?
“Tantissimo, è stata la mia prima grande squadra, anche se eravamo in Serie B. Vivere una stagione di alto livello a Napoli è come farla in Serie A: un anno che è culminato con la vittoria del campionato. A Napoli vincere un campionato di Serie B è come vincerne uno di A. È stata un’esperienza importantissima per la mia crescita sia sotto il profilo professionale che umano. Un anno che porterò sempre nel mio cuore”.
Cosa le piace di più del gioco di Sarri che affronta domani?
“L’organizzazione di squadra. E il sapersi muovere in relazione alla palla, al compagno e all’avversario. Ed è una cosa che poche squadre fanno. Tutto segue una logica ben definita e non in modo istintivo. E poi non si riesce mai ad avere punti di riferimento”.
Da ex terzino a terzino: l’assenza di Ghoulam può davvero essere stata alla base del calo degli azzurri?
“Assolutamente sì, credo che all’interno di un gruppo come il Napoli Ghoulam ha un ruolo particolarmente importante. E quindi la cosa non mi sorprende”.

Napoli, Hamsik raggiunge Maradona: ecco come ha festeggiato…

Sono tanti i complimenti ricevuti

E’ finalmente arrivato. Il gol del 3-0 del Napoli nella gara contro il Torino è stato siglato da Marek Hamsik Gol che ha portato il capitano a raggiungere, finalmente, dopo tanta attesa, un certo Maradona.

Si tratta di un traguardo importante che non si ferma solo ai numeri. Il 115 è impresso nella mente dei napoletani che accomunano, in un certo senso due figure importanti della storia del calcio partenopeo.
Ma dopo aver agganciato la divinità napoletana, come avrà festeggiato Hamsik? A svelarcelo è l’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“E allora, il giorno dopo il record. Un’ordinaria domenica di calcio e famiglia: perché Hamsik s’è allenato regolarmente in vista della partita di domani con l’Udinese in Coppa Italia e poi s’è fiondato a casa. Da moglie, figli e amici. Brindisi e festeggiamenti nello spogliatoio? Macché: tanti complimenti da tutti, quello sì, ma poi arrivederci e grazie. Soprattutto a Sarri, che in un periodo per nulla semplice, segnato anche da numeri che inchiodano il peggior avvio in undici stagioni con 2 gol in 25 partite tra campionato e Champions, l’ha sostenuto alla morte. Mettendoci la faccia e il muso duro”.

Napoli, Giuntoli tartassa il Bologna: vuole Verdi in 15 giorni

Ma c’è un piano B

Quando mancano due settimane all’apertura della sessione invernale del calciomercato, è già iniziato il duro lavoro di Giuntoli. Il ds del Napoli, infatti sta facendo pressione al Bologna per riuscire a portare Verdi in Campania.

Secondo quanto riferito da Raffaele Auriemma sull’edizione odierna di TuttoSport, i partenopei sono alla ricerca di esterni d’attacco, ma anche di difesa.
Giuntoli vuole forzare i tempi chiamando spesso, troppo spesso, il ds del Bologna Bigon: vuole Verdi in 15 giorni. Ovviamente i felsinei non sono intenzionati a privarsi, adesso, dell’ex Empoli e Juve Stabia, ma con una buona offerta il Bologna potrebbe cedere all’insistenza partenopea. La trattativa per Verdi sembra entrare nel vivo, anche per la necessità del Bologna di monetizzare e ottenere una plusvalenza importante ai fini del bilancio.

Ma il Napoli, in caso in cui saltasse la trattativa con Verdi, ha già pronto il piano B. Si tratta di un profilo, molto più giovane, di un talento già nel giro della nazionale Under 20, un talento che ha segnato il suo primo gol in Serie A dieci giorni fa a Roma contro la Lazio mettendo in cassaforte il match. Stiamo parlando di Edera, attaccante del Torino e motivo per cui Giuntoli parla con insistenza con Petrachi, ds granata, e con il procuratore del ragazzo Beppe Galli.

Castellammare, eletto il nuovo segretario del Partito Democratico

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Castellammare, eletto il nuovo segretario del Partito Democratico

Con 294 presenze Nicola Corrado è il nuovo segretario del Partito Democratico stabiese.

Nella giornata di ieri, presso il Palazzetto del Mare a Castellammare di Stabia, si sono svolte le elezioni per votare il nuovo segretario cittadino del Partito Democratico.

Gli elettori erano stati chiamati a scegliere tra Nicola Corrado e Andrea Ciccarelli, due nomi che rappresentano le correnti presenti all’interno del PD stabiese.

Con 294 preferenze diventa il nuovo segretario cittadino del PD, il fondatore di Officina Democratica Nicola Corrado. Un risultato ottenuto grazie all’alleanza con Eduardo Melisse. Non sono bastate invece le 281 preferenze espresse per Andrea Ciccarelli, sostenuto dai “casilliani“ e dai riformisti dei Dem.

Al neo eletto segretario Corrado, spetta  ora il difficile compito di riunire un partito diviso da liti interne, e guidarlo nel percorso di avvicinamento alle prossime elezioni politiche.

 

Napoli, Koulibaly è un ostacolo difensivo insormontabile, ma anche…

Da fortissimo difensore ad attaccante

Il Napoli sta ritrovando la vena realizzativa, sta tornando ad essere quella macchina da gol che tanto aveva impressionato da inizio campionato fino alla gara contro la Juventus.

Se, però, a segnare non sono gli attaccanti (come nel caso della gara contro il Torino), nella rosa azzurra riescono ad andare in gol anche difensori e centrocampisti. Un esempio è Kalidou Koulibaly, autore del gol del momentaneo 1-0 della gara di sabato scorso.
La Gazzetta dello Sport lo celebra così:
“Il rendimento di Koulibaly è in continuo crescendo: dalle sue parti non si passa: L’unico che c’è riuscito è stato Gonzalo Higuain con il gol-vittoria realizzato nello scontro diretto, al San Paolo. Al momento, è la migliore espressione di questo Napoli, un vero muro, difficile da abbattere: anticipo e fisicità sono le sue doti migliori. Sono già 3 le reti realizzate in questa prima parte del campionato”.

Esplosione provoca incendio in un sexy shop: 4 morti e 8 feriti

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Esplosione in un sexy shop: quattro morti e otto feriti.

Tokyo: L’esplosione avvenuta all’interno di un sexy shop della città di Tokyo. Il bilancio dell’esplosione è di: 4 morti ed 8 feriti. I pompieri hanno impiegato più di cinque ore per  estinguere le fiamme situate nel quartiere a luci rosse della città.

La Polizia sta indagando sulle cause dell’accaduto. Sicuramente, secondo le prime indiscrezioni,  l’incendio si è propagato velocemente a causa del forte vento.

 

Vomero: due giovani feriti davanti a un bar. Il Presidente del Comitato Valori Collinari chiede maggiore sicurezza

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Vomero, piazza Vanvitelli: due giovani feriti dinanzi a un bar. Il Presidente del Comitato dei Valori Collinari chiede una riunione del comitato provinciale.

  Gennaro Capodanno, Presidente del Comitato Valori collinari, chiede un’apposita riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per il nuovo grave episodio che si è verificato ieri, dinanzi a un bar di piazza Vanvitelli, con il ferimento di due giovani.

” E’ notorio che, da un poco di tempo a questa parte, al Vomero spadroneggiano alcune gang, che hanno scelto il quartiere collinare come terreno di scontro e che sembra che per questo si siano addirittura impossessate di alcune aree del quartiere, sottoponendo residenti, commercianti e passanti a delle vere e proprie vessazioni, anche con furti e aggressioni” , afferma Capodanno.

Il Vomero purtroppo somiglia sempre più a un nuovo Bronx metropolitano, dove, specialmente in alcune ore del giorno, non si  nota la presenza di alcuna vigilanza – aggiunge Capodanno -. Da tempo oramai gli abitanti, i quali il sabato e la domenica si chiudono in casa, evitando anche di passeggiare per le strade del quartiere, auspicano che, sia in piazza Vanvitelli sia nell’area pedonale di via Scarlatti, venga ripristinato  il servizio con il camper mobile della Polizia di Stato, effettuato per breve tempo e con ottimi risultati fino ad alcuni anni addietro, 24 ore su 24 – ricorda Capodanno -. Inoltre occorre ripristinare e incrementare la presenza del poliziotto e del carabiniere di prossimità, figure che sembrano scompare da un poco di tempo a questa parte. E’ necessaria anche una maggiore e più articolata presenza dei vigili urbani che il sabato sera risulta che siano impegnati in gran numero per presidiare la zona di via Aniello Falcone, dove il problema della movida, durante il periodo invernale, anche a ragione delle avverse condizioni climatiche, appare notevolmente ridimensionato. Di conseguenza sarebbe più opportuno utilizzare una parte dei caschi bianchi in servizio per presidiare le aree a rischio, come le isole pedonali di via Scarlatti e di piazza Vanvitelli”.

 

Basket, Givova Scafati: vittoria ottenuta con concentrazione e determinazione

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Givova Scafati: vittoria ottenuta con concentrazione e determinazione

Si ritorna finalmente in campo dopo la pausa per il posticipo del match esterno col Legnano e la Givova Scafati si scopre bella anche a mezzogiorno. I  gialloblù di Coach Perdichizzi fanno la voce grossa contro il fanalino di coda del girone Ovest e, senza alcun affanno, si sbarazzano della pratica Napoli.

Queste le parole del Coach Perdichizzi: “Abbiamo giocato un’ottima partita, riuscendo a ruotare tutti i nostri atleti con delle ottime risposte da parte di tutti. Non abbiamo mai abbassato la guardia ed abbiamo giocato con grande concentrazione e determinazione fino agli ultimi istanti. Sono soddisfatto così come lo sono anche dell’inserimento di Lawrence. E’ un atleta che ha palesato grandi qualità, una grande capacità difensiva e che deve abituarsi solo ad un diverso metro arbitrale. Ora godiamoci questo successo e da domani subito con la testa al prossimo match”.

“Sì, siamo clienti”: casa di prostituzione scoperta dai Carabinieri grazie alla conferma di due persone

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Avevano avviato una casa di prostituzione a a Monteforte Irpino: scoperte e denunciate dai Carabinieri.

L’intervento dei militari è scattato a seguito di una attività informativa. Infatti, già da alcuni giorni, i Carabinieri avevano posto sotto osservazione un’abitazione del paese. In seguito, le conferme sono arrivate da due persone che si sono dichiarate clienti di due prostitute. Le donne identificate dai Carabinieri sono: una 30enne marocchina ed una 52enne di origini colombiane, residenti in Spagna.

I Carabinieri hanno sottoposto l’abitazione a sequestro preventivo. Inoltre, sequestrati anche 750 euro, probabile provento dell’ attività illecita. Le due donne sono state denunciate in stato di libertà per favoreggiamento della prostituzione e sono state proposte per il rimpatrio con foglio di via obbligatorio, così come riporta “Il Mattino”.

Napoli, in fuga sui tetti per sfuggire all’arresto: 40enne in manette

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Scappa sui tetti per sfuggire a un ordine di carcerazione, ma viene notato dai carabinieri dall’appartamento di fronte.

Un 40enne, già noto alle forza dell’ordine, è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e dovrà scontare un residuo pena di un anno e 4 mesi di reclusione per una rapina aggravata con “filo di banca”, commessa  ai danni di un uomo che aveva prelevato in banca 10mila euro.

I militari dell’Arma  avevano cercato l’uomo a casa e nei luoghi da lui frequentati, senza però trovarlo. Le ricerche sono proseguite  a casa della sorella del 40enne. Quando hanno bussato alla porta, però, nessuno ha aperto o si è fatto sentire . Ma, i  militari che si erano recati nell’appartamento di fronte, affacciandosi al terrazzino, hanno visto il 40enne in bilico su un cornicione che tentava di darsi alla fuga  sui tetti. L’uomo è stato bloccato, portato in caserma e condotto nel carcere di Poggioreale.