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Napoli: litiga con il fratello ed evade dai domiciliari

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Uomo evade dai domiciliari, si attende il rito per direttissima.

Napoli: un 49enne del quartiere Barra è stato arrestato perché responsabile del reato di evasione.

L’uomo, arrestato dagli Agenti del Commissariato di Polizia Ponticelli, stava scontando ai domiciliari una pena di un anno, sette mesi e venti giorni, perché  colpevole di introduzione e commercializzazione di prodotti con segni falsi.

Il 49enne, però, dopo un litigio con il fratello convivente, è evaso. L’uomo è stato successivamente arrestato. Si aspetta ora il giudizio con rito per direttissima.

Gragnano, partono i lavori per la ricostruzione stradale a Sigliano: tutti i dettagli

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A Gragnano partono i lavori per la ricostruzione dei parapetti dopo l’ondata di maltempo

Dopo la forte ondata di maltempo del mese di novembre, sono stati causati numerosi disagi anche alla popolazione di Gragnano. La giunta del comune gragnanese, dopo i problemi avuti dopo il 6 novembre, ha approvato un progetto di circa 11 mila euro, relativo alla ricostruzione dei parapetti stradali in via Agerola, Via Forma e nella località Sigliano, tutte zone fortemente colpite dal nubifragio. Adesso la richiesta del sindaco della città della pasta, Paolo Cimmino, insieme agli altri sindaci dei comuni dei Monti Lattari, è quella di sostegno da parte delle autorità competenti per prevenire ogni tipo di disagio all’ arrivo di un maltempo.

Coppa Italia, Napoli-Udinese affidata a Pasqua di Tivoli

I suoi assistenti saranno Mondin e Bellutti

Alla vigilia della gara di Coppa Italia tra NapoliUdinese, l’Associazione Italiana Arbitri ha reso note le designazioni valide per le gare uniche degli ottavi di finale.
La gara del San Paolo sarà diretta dal sig. Pasqua della sezione di Tivoli e coadiuvato da Mondin e Bellutti. Il quarto uomo sarà Di Paolo, VAR Pairetto e AVAR Fiorito.

Ecco tutti gli arbitri:

NAPOLI – UDINESE 19/12 h.21.00
PASQUA
MONDIN – BELLUTTI
IV: DI PAOLO
VAR: PAIRETTO
AVAR: FIORITO

ATALANTA – SASSUOLO 20/12 h.15.00
GHERSINI
ROCCA – LA NOTTE
IV: MINELLI
VAR: GIACOMELLI
AVAR: RANGHETTI

ROMA – TORINO 20/12 h.17.30
CALVARESE
PAGANESSI – PRENNA
IV: ABBATTISTA
VAR: BANTI
AVAR: DI VUOLO

JUVENTUS – GENOA 20/12 h.20.45
MARESCA
LA ROCCA – BINDONI
IV: MARINI
VAR: MARIANI
AVAR: ALASSIO

Napoli, la Lega in piazza per gridare “Stop invasione” e bloccare il protocollo Minniti-De Magistris

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Napoli, in piazza per contrastare l’invasione di immigrati.

Queste le parole di Massimiliano Fedriga e Nicola Molteni, rispettivamente  capogruppo e vice capogruppo della Lega alla Camera : “Il protocollo che sarà firmato oggi tra Minniti e De Magistris deve essere immediatamente bloccato.È inaccettabile che si destinino 30 milioni di euro all’accoglienza di 2000 immigrati per la sola città di Napoli e di altri 5-7mila in tutta la regione Campania, suddivisi tra almeno 230 comuni. Stando alle informazioni riportate dalla stampa in base a questo protocollo si aprirebbe anche alla possibilità di assunzioni in deroga al tetto di spesa per i Comuni che aderiranno trasformando tra l’altro gli immigrati in lavoratori socialmente utili”.

Oggi, si sono riuniti, in piazza, manifestanti di tutte le età,  per protestare contro l’invasione di immigrati e contro la disoccupazione. Gli striscioni riportavano, infatti, frasi come: “Il lavoro agli immigrati e gli italiani disoccupati”, “Stop invasione”.

Così come riporta “la Repubblica”, in piazza, dal lato opposto della strada, erano presenti anche dei cartelli di un gruppo di disoccupati:
“no alla guerra tra poveri, lavoro per tutti” , il gruppo ha poi intonato una serie di cori : “Siamo tutti antifascisti”.

La situazione è stata controllata dalle forze dell’ordine.

 

Guardia di finanza – Maxi sequestro prodotti non sicuri nel salernitano

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Guardia di finanza – Maxi sequestro prodotti non sicuri nel salernitano

La Guardia di Finanza di Sala Consilina, durante l’attività di controllo, ha riscontrato delle irregolarità sui prodotti presenti in un grande magazzino ubicato in Atena Lucana.

Le Fiamme Gialle  hanno sequestrato circa 50 mila pezzi (articoli per fumatori, casalinghi e accessori vari) per un valore di circa 9.500 euro, sui quali non erano riportate le indicazioni “minime” previste dal Codice del Consumo e il cui commercio è vietato in quanto privi dei necessari requisiti di sicurezza.

Nei confronti del responsabile della società sottoposta a controllo, segnalato all’autorità amministrativa competente, sono state emesse sanzioni fino a 25mila euro

Tragedia in provincia di Salerno, durante una battuta di caccia muore un 34 enne

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Durante la caccia al cinghiale, non c’è stato niente da fare per Pietro Pica, ucciso da un colpo di pistola del fratello

Tragedia a Sala Consilina, piccola città al confine tra Campania e Basilicata in provincia di Salerno. Durante una seduta di caccia al cinghiale, un giovane di 34 anni, Pietro Pica, è deceduto a causa di un colpo di pistola sparato accidentalmente dal fratello. Per l’ uomo non c’è stato niente da fare, è deceduto poco dopo, mentre il fratello in questo momento è indagato per omicidio colposo. Il fatto si è consumato nella località Sito Alto, alle spalle di Sala Consilina, nel pomeriggio di ieri. La salma dopo l’intervento dei Carabinieri della stazione di Lagonegro, è stata immediatamente portata presso l’ obitorio dell’ ospedale Luigi Curto di Polla e a breve si deciderà se fare o meno l’autopsia.

Napoli, occhio a Ghoulam: c’è un top club disposto a pagare la clausola

Il Napoli, intanto, corre ai ripari

Mercato in fermento quello che riguarda le fasce del Napoli: Vrsaljko, Grimaldo, Ghoulam. Si, Ghoulam. L’algerino ha appena firmato un rinnovo di contratto, ma non ha smesso di suscitare l’interesse dei più importanti club europei.

L’infortunio non fa paura, non è un problema. In pochi hanno le sue caratteristiche: facilità di corsa, un piede sinistro molto educato e all’occorrenza anche un tiratore di calci piazzati. In merito a tutte queste cose offerte da Ghoulam, secondo quanto riferisce Ciro Venerato, giornalista RAI, parla di un interesse di un top club europeo che sarebbe disposto a pagare l’intera clausola per strappare l’algerino alla rosa del Napoli. Gli azzurri, intanto, non si faranno trovare impreparati: sono al lavoro per prendere Vrsaljko e, in più, provano a stringere anche per Grimaldo.

Castellammare, iniziano i lavori di pulizia dei rivoli che attraversano la città

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Castellammare, iniziano i lavori di pulizia dei rivoli che attraversano la città, Pannullo: “Si tratta di una serie di interventi di pulizia che non si effettuavano da anni sul territorio comunale”

Sono iniziati i lavori di pulizia dei rivoli che attraversano la città di Castellammare di Stabia. Particolari attenzioni saranno date ai lavori che interessano il Centro Antico. A renderlo noto è stato il sindaco Antonio Pannullo che proprio nella giornata di oggi ha ricevuto dalla Regione Campania la comunicazione di inizio dei lavori.
“Si tratta di una serie di interventi di pulizia che non si effettuavano da anni sul territorio comunale. I lavori interesseranno il rivolo Cognulo, il rivolo di Piazza Grande, il rivolo di Pozzano a monte della Statale 145 sorrentina, le vasche in località Castello-Pantanelle e il sistema idraulico di smaltimento delle acque lungo la strada di collegamento tra Quisisana e Monte Faito“, spiega il primo cittadino.
Gli interventi si sono resi necessari dopo le forti piogge dello scorso mese di novembre, ma in alcuni casi erano decenni che non si provvedeva ad operazioni di manutenzione e pulizia: a tal proposito vorrei ringraziare oltre agli uffici regionali e al Genio Civile anche il geologo Antonio Malafronte che fin dall’inizio ha seguito senza sosta i lavori e accolto tutte le nostre istanze” – dichiara Pannullo.
Inoltre a breve saranno effettuati anche i lavori di pulizia e ripristino della strada del Faito dal lato di Castellammare di Stabia” – conclude il primo cittadino.

Napoli-Udinese: ancora fuori Maksimovic e Tonelli. Ecco perchè…

Maksimovic non ancora pronto, Tonelli potrebbe…

Nikola MaksimovicLorenzo Tonelli, due difensori della rosa del Napoli, due difensori che hanno un minutaggio scarsissimo, se non nullo, tra campionato e coppe. Eppure sembra che non collezioneranno una presenza nemmeno nel match che vedrà impegnati gli azzurri contro l’Udinese nel match di Coppa Italia che vale l’accesso ai quarti di finale.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il difensore serbo ex Torino sta smaltendo l’influenza che lo ha tenuto fuori contro il Torino, ma non si è allenato in questi giorni e quindi resterà ancora fuori.
Per quanto riguarda l’ex Empoli, il discorso è diverso. Il centrale difensivo era stato fortemente voluto da Sarri dopo il suo arrivo a Napoli, ma in poco tempo, complice anche la concorrenza di pilastri come Koulibaly, Albiol e anche Chiriches, è rimasto fuori dalle gerarchie dell’allenatore azzurro.

Per questi motivi, i due difensori non giocheranno nemmeno in Coppa Italia.

TuttoSport: “Napoli, ora sei più forte!”

“Ti è bastata una settimana-tipo”

Il Napoli è tornato alla vittoria, ha messo fine a quel momento di smarrimento che lo ha visto protagonista in queste ultime due settimane in cui vena realizzativa e risultati sono venuti a mancare. Ma è bastata una sola giornata per far ritrovare il sorriso, o meglio, una sola settimana per tornare a lavorare come si deve, come Sarri vuole.

Il quotidiano TuttoSport ha notato questa cosa, ed ha avuto parole di elogio nei confronti della squadra partenopea. Ecco quanto ha scritto:
“Fantasmi allontanati, con una vittoria ed una prestazione che hanno ricordato il vecchio Napoli. E’ bastata una settimana-tipo per recuperare le energie mentali più che fisiche e riaccendere un motore inceppatosi per sole due settimane, ma è sembrata una eternità. La sconfitta con la Juventus ed il pareggio con la Fiorentina non hanno intaccato lo strepitoso campionato del Napoli che con la vittoria di Torino è salito a quota 42 punti in classifica, registrando così il miglior rendimento nella storia del club azzurro. Il successo sul campo granata ha riacceso entusiasmo, riconsegnato la vetta al Napoli e messo alle spalle definitivamente la mini crisi da cui la squadra di Sarri ne è uscita anche rafforzata”.

Joe Amoruso, storico pianista di Pino Daniele, colpito da un malore è in bilico tra la vita e la morte

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Mondo della musica in ansia, per Joe Amoruso, storico pianista di Pino Daniele

Il mondo della musica è in apprensione per Joe Amoruso, lo storico pianista di Pino Daniele, colpito da un malore durante un concerto.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Mattino, Joe Amoruso, durante il suo concerto a Lesina in provincia di Foggia lo scorso 9 dicembre, ha avuto un malore. Le condizioni sarebbero gravi, sarebbe stato vittima di una emorragia celebrale, ed è in bilico tra la vita e la morte.

Parenti e fans condividono la speranza di una pronta guarigione, per il pianista originario di Boscotrecase, così che possa prendere parte al concerto “Pino è” che si terrà al San Paolo prossimo 7 giugno in onore di Pino Daniele.

 

Pecchia dalla parte del Napoli: “Ha consapevolezza e maturità, ma…”

“Il campionato è difficile e la concorrenza agguerrita”

Fabio Pecchia, attuale allenatore del Verona ed ex calciatore del Napoli, ha parlato ai microfoni di Radio1 commentando la vittoria ottenuta sul Milan dai suoi, ma occupandosi anche di quella che è la storia del campionato.

Ecco quanto ha dichiarato:
“Abbiamo affrontato una squadra forte, facendo una grande prestazione e nel momento in cui il Milan spingeva abbiamo anche avuto un pizzico di fortuna. Il Milan nei primi 10 minuti ci ha messo alle corde, poi noi nelle situazioni importanti siamo stati chirurgici. In altre partite abbiamo giocato meglio, ottenendo però un risultato negativo. Se il Napoli ha qualcosa in più della Juventus? Non lo so, io vedo un Napoli con una consapevolezza e maturità diversa, poi non so se questo potrà bastare per vincere lo Scudetto, il campionato è difficile”.

Napoli-Sampdoria, Pradè ci crede: “Vogliamo fare risultato, abbiamo le carte giuste”

“Affrontiamo una grande squadra, ma non abbiamo paura”

Domenica il Napoli affronterà la Sampdoria al ‘San Paolo’. Le squadre arrivano da due momenti differenti: gli azzurri hanno ritrovto gol e vittoria al termine della settimana tipo secondo Sarri, mentre i blucerchiati hanno visto crollare l’imbattibilità interna contro la Lazio, sconfitta bissata anche contro il Sassuolo, contro ogni pronostico.

Ma Daniele Pradè, responsabile dell’area tecnica della Sampdoria non perde l’entusiasmo, anzi ha voglia di rialzarsi immediatamente come dichiarato ai microfoni di Samp TV:
“Siamo stati meno brillanti del solito. Dispiace perdere ancora nei minuti conclusivi, ma dopo il rigore parato da Viviano la squadra ha provato a vincerla e lì è mancato un po’ di cinismo. L’anno scorso a Napoli facemmo una partita fantastica, poi l’espulsione di Silvestre cambiò gli eventi ma giocammo una grande gara: speriamo di ripeterci con un risultato diverso”.

Massimo Mauro: “Hamsik è un campione totale, giocherebbe dovunque…”

“Al di là del record, lo porterei sempre nella mia squadra”

Durante la trasmissione Sky Calcio Club, in onda sui canali della tv satellitare, Massimo Mauro ha speso belle parole per Marek Hamsik, capitano del Napoli. Le sue parole di stima vanno al di là del record appena eguagliato dal numero 17 azzurro.

Ecco quanto ha dichiarato:
Su Hamsik dico le stesse cose che dicevo prima, quando per tutti andava male. Io Hamsik lo porterei sempre nella mia squadra, sempre a testa alta, sbaglia poco davanti al portiere, tenta sempre il passaggio. Non entro nella questione del record, dico che è un centrocampista totale e lo porterei in qualsiasi squadra”.

Gli Ogm nascosti nei piatti di Natale (Diana Marcopulopulos)

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Gli Ogm nascosti nei piatti di Natale SALUTE

Tortellini, faraone e panettoni: il pranzo di Natale è servito, con gli Ogm nel piatto. L’Italia vieta la coltivazione di organismi geneticamente modificati, non l’importazione né la commercializzazione. Il dibattito si accende: minacciano la biodiversità o aiutano a sfamare la crescente popolazione mondiale?

Dai panettoni ai prosciutti: l’Ogm c’è ma non si vede

L’Italia vieta la coltivazione di organismi geneticamente modificati, non l’importazione. Senza insetticidi però la biodiversità è a rischio

ROMA – Anatre, faraone, tacchini, polli, ovini, bovini e maiali. Tortellini, formaggi, latte, uova. Il pranzo di Natale è servito, con gli Ogm nel piatto. Panettoni compresi. Formaggi morbidi, duri, grattugiati, prosciutti di grande marca, come i salmoni, le anguille e i capitoni cresciuti negli allevamenti. La nostra normativa è ambigua: vieta la coltivazione degli organismi geneticamente modificati, non la loro importazione, né la commercializzazione. Se produco un biscotto che contiene soia Ogm devo dichiararlo nell’etichetta, ma se vendo uno zampone di maiale nutrito per mesi esclusivamente con mangimi Ogm non sono tenuto a dirlo. Sono allergico – dichiara di esserlo il 40% degli italiani – al lattosio e bevo latte di soia? La soia venduta in Italia è per il 90% Ogm. Ogni cittadino europeo consuma ogni giorno indirettamente 186 grammi di soia Ogm ed ogni giorno l’Italia ne importa diecimila tonnellate.

Dopo oltre venti anni dal loro ingresso nel mercato – nel 1994 viene prodotto negli Usa il primo pomodoro transgenico, oggi circa il 10% dei terreni nel mondo sono coltivati a piante Ogm – la discussione rimane rovente: rischiosi o innocui? Il loro consumo diminuisce l’impiego dei pesticidi e tutela meglio la nostra salute o affama gli agricoltori legandoli alle poche multinazionali che li producono? Minaccia la biodiversità o aiuta a sfamare la crescente popolazione mondiale? E i cittadini sono informati in modo corretto?

Contrari e favorevoli

La posizione di Slow Food è netta: «La biodiversità è a rischio: le varietà transgeniche occupano grandi superfici e fanno parte di sistemi di monocoltura intensiva che distruggono altre colture e ecosistemi. Le colture Gm snaturano il ruolo degli agricoltori: i produttori hanno sempre migliorato e selezionato da soli le proprie sementi. Le sementi Gm, invece, sono proprietà di multinazionali alle quali l’agricoltore deve rivolgersi a ogni nuova stagione, perché gli Ogm di seconda generazione non danno buoni risultati». Ed è condivisa dalla Coldiretti: «Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo problemi di sicurezza ambientale, ma perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico del Made in Italy», dichiara il presidente Roberto Moncalvo.

Chi ha seminato mais Ogm alla luce del sole, esponendosi a denunce, multe e affrontando i tribunali in Italia e in Europa, è stato Giorgio Fidenato, agronomo e proprietario di una piccola azienda ad Arba, in provincia di Pordenone: «Voglio ottenere mais senza usare insetticidi: con gli Ogm si può, perché gli insetti non attaccano quelle piante». Perché l’Italia prosegue nel divieto di semina? «Di fronte all’avanzare inarrestabile delle biotecnologie l’Italia pensa che sia meglio continuare a diffondere nel mondo l’immagine falsa di un paese da mulino bianco». Falsa? «Per fare il Prosecco o per coltivare le mele ci vogliono 15 trattamenti antiparassitari all’anno. E non venite a dirmi che il rame metallico usato nell’agricoltura biologica non è tossico».

In questi anni la principale minaccia alle nostre coltivazioni è la Piralide, un lepidottero che attacca mais, sorgo, altre colture, tra cui il peperone soprattuto nella pianura padana: la Piralide si innesta nei fusti e nelle pannocchie, gli amidi fermentano, producono microtossine ritenute cancerogene, per combatterle l’impiego di pesticidi , tra cui il glifosato, è molto aumentato. Lo IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), in una pubblicazione del marzo 2015, ha stabilito che «l’erbicida Glifosato e gli insetticidi Malathion e Diazinon sono probabilmente cancerogeni per gli esseri umani» (il testo originale inglese dice: «Herbicide glyphosate and the insecticides Malathion and Diazinon were classified as probably carcinogenic to humans»). Altri due insetticidi altrettanto usati come il Tetrachlorvinphos e il Parathion sono stati ritenuti «possibly carcinogenic».«Altro che agricoltura biologica e prodotti indenni da trattamenti», conclude Fidenato.

Sentenze schizofreniche

Incertezza anche nell’altalena delle sentenze: a settembre 2017 la Corte di Giustiza Europea dichiara ingiustificato il divieto di coltivazione del mais MON 810, prodotto dalla Monsanto, previsto dal decreto del governo italiano del luglio 2013. La motivazione parla di «assenza di una manifesta condizione di grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l’ambiente, suffragata da valutazioni scientifiche il più possibile complete». A ottobre la nostra Corte di Cassazione recepisce la sentenza dei giudici di Lussemburgo, ma nel frattempo molti Stati, tra cui l’Italia, avevano vietato la semina di Ogm anche se autorizzata dall’Unione europea. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) nella recente Guida per la determinazione del rischio relativo alla presenza a basso livello di piante geneticamente modificate (20 novembre 2017) non prende posizione esplicita, né a favore né contro, ma dichiara che il suo compito è avvisare «di ogni possibile rischio che l’uso degli OGM può portare alla salute degli uomini e degli animali, e all’ambiente».

Per Nino Paparella, pugliese, presidente del Consorzio Italiano per il Biologico, «quello italiano è un necessario atteggiamento precauzionale e mette in guardia dal rischio di inquinamento genetico che avviene quando il polline di una pianta Ogm si mescola con piante coltivate in modo tradizionale oppure spontanee». Ma in Italia la semina è vietata. «Tuttavia numerosi agricoltori, soprattutto in Emilia-Romagna e in Veneto, usano gli Ogm non solo come mangime animale. Segretamente lo seminano». Gli Ogm sono inattaccabili dai parassiti? «I primi anni resistono, poi i parassiti riescono ad attaccare anche queste piante, che devono essere sostituite. In India e in Cina è successo con il cotone. In Africa, le coltivazioni Ogm si stanno riducendo perché i semi delle multinazionali sono costosi e i contadini che vendono a prezzi bassi si impoveriscono».

Agricoltura pulita?

Dice Giovanni Doglio, agronomo astigiano: «Il costo del processo per arrivare a brevettare un Ogm è di circa 50 milioni di euro, solo le multinazionali possono permetterselo. Cercano di far sparire le produzioni tipiche e costituiscono una minaccia alle varietà alimentari. Inoltre le sementi modificate sono efficaci solo per qualche anno e non in una lunga prospettiva. In Italia non abbiamo le grandi estensioni agricole degli Usa, del Brasile, del Canada; ci salviamo difendendo la nostra tipicità, che va riconosciuta». Da piemontese, è preoccupato per il riso: «Sulle nostre tavole arrivano risi confezionati da paesi del Sud est asiatico prodotti da piante Ogm. L’etichettatura “riso italiano’” deve diventare obbligatoria». Gaetano Laghetti, Primo Ricercatore Cnr e curatore della banca del Germoplasma di Bari, difende il ruolo della ricerca responsabile: «L’agricoltura biologica è un ritorno al passato, quando la popolazione mondiale era molto inferiore. Nel corso degli anni la ricerca ha migliorato tutte le fasi della produzione agraria aumentando produzione e produttività. Se oggi dobbiamo sfamare 7,5 miliardi di persone non possiamo non ricorrere a tecniche intensive e a varietà migliorate, non necessariamente Ogm. Il pregio dell’agricoltura biologica è di essere rispettosa dell’ambiente il che, spesso, è meno evidente con l’agricoltura intensiva. Quest’ultima, comunque, frutto della ricerca universitaria, se applicata con criterio, non mira certo ad avvelenare l’ambiente a vantaggio della produttività, anzi». Cita I’esempio del Bangladesh dove ha avuto successo la melanzana transgenica Bt che ha ridotto del 90% l’impiego di insetticidi spruzzati da agricoltori privi di misure di protezione. Roberto Defez, attivo al Cnr di Napoli, sostiene che nonostante il divieto alla semina Ogm, in Italia «non siamo messi bene. Le nostre monoculture secolari come le viti o i meleti richiedono fungicidi a base di rame e questo inquina i terreni. Anche l’autorizzata poltiglia bordolese contiene rame, un metallo pesante legato a diverse patologie umane che rimane per decenni nei suoli e li intossica. Biologico non significa sicuro né per l’ambiente né per l’uomo».

In una sola provincia

Claudio Mazzini è il responsabile dell’area Freschissimi di Coop Italia. «Nel dubbio, preferiamo astenerci. Per questo abbiamo escluso prodotti Ogm, mangini compresi. I 35 milioni di animali di cui abbiamo bisogno sono per il 90% italiani e provengono da allevamenti controllati. E’ una scelta che ci costa 10 milioni di euro ogni anno, e riguarda tutte le fasi della lavorazione, compresi i silos, i camion, le navi di cui ci serviamo. La normativa italiana rimane comunque zoppa e non informa correttamente il consumatore: le carni non devono portare in etichetta la provenienza da allevamenti dove si usano mangini Ogm». Ritiene gli Ogm dannosi? «La mia esperienza dice che rischi alimentari non ce ne sono. Rimangono dei dubbi legati alle contaminazioni ambientali. Se uso grano transgenico, la sua resistenza si trasmetterà alle piante tradizionali?».

L’unica provincia italiana che vieta, grazie a una legge del 2001, anche i mangini Ogm è quella di Bolzano. «E’ stato difficile trovare mangini no Ogm, li abbiamo cercati ovunque, ora abbiamo la garanzia che tutta la filiera ne è esente. Se la vacca mangia Ogm, non si scappa: te lo ritrovi nel latte», dice Annemarie Kaser, direttrice della Federazione delle Latterie dell’Alto Adige. «Il processo di controllo è più costoso, ma i consumatori sono contenti. Alla gente piacciono le garanzie». Un caso unico in Italia. Ma chi controlla? Racconta Luca D’Ambrosio, direttore del Laboratorio analisi alimenti a Bolzano: «Dopo i controlli diamo alle ditte un certificato che dimostra che non usano mangimi Ogm». E’ possibile verificare la presenza di Ogm nel latte? «Grazie alle tecniche della biologia molecolare è possibile rintracciarla nei mangimi, non nel latte. Chi compra i nostri prodotti premia l’impegno di allevatori e coltivatori. Realisticamente vedo vari fattori che hanno facilitato il rispetto di questa legge. E cioè il fatto che i nostri animali siano al pascolo, che da noi non ci siano coltivazioni molto estese e il basso numero medio delle vacche».

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Concussione per i controlli in un albergo, nei guai dirigente ASL

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Concussione per i controlli in un albergo, nei guai dirigente ASL

A.G, dirigente dell’ASL Napoli 3 Sud, arrestato lo scorso agosto con l’accusa di aver ricevuto somme di denaro da un albergatore, dovrà comparire davanti al Gip nel mese di febbraio.

L’uomo, originario di Torre del Greco, è ritenuto responsabile del reato di concussione ai danni di una struttura alberghiera di Ercolano.

Dalle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Massa Lubrense, scaturite dalla denuncia dell’albergatore, si evince che il dirigente a seguito dei controlli effettuati nella struttura, avrebbe individuato delle irregolarità. Per risolvere queste problematiche avrebbe richiesto il versamento di duemila euro e l’assunzione di un suo uomo di fiducia.

Con l’aiuto delle Fiamme Gialle, l’albergatore ha organizzato un incontro durante il quale avrebbe pagato il dirigente. Il pubblico ufficiale colto in flagrante con la somma di denaro è stato arrestato

In assenza di risposte adeguate la paura alimenta il populismo

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In assenza di risposte adeguate la paura alimenta il populismo

Come scrive Marco Zatterin «la paura alimenta il populismo. E, in assenza di risposte adeguate, è la madre che aggiunge timore ai timori, provocando rabbia contro nemici spesso falsi».

La paura che alimenta il populismo

La paura è il miglior nemico dell’uomo, ma anche un compagno di viaggio frequente e un consigliere inaffidabile. Alimenta le decisioni meno ragionate e, in assenza di risposte adeguate, è la madre che aggiunge timore ai timori, provocando rabbia contro avversari spesso falsi come le notizie che li raccontano.

È la paura che fomenta i populismi; è la sensazione diffusa di insicurezza e incertezza che governi e parlamenti faticano ad affrontare. È la molla della rivolta: i terremoti della politica, e della società, nascono nella paura che fa credere nel cambiamento da scatenare a ogni costo, esigenza che diffonde instabilità perché, nel mondo veloce e complesso, se non si guarda lontano, non si risolve alcuna incognita

LEGGI ANCHE: Il populismo agita la paura dei migranti anche in Italia

Nella confusione degli approcci e delle idee è facile avere la sensazione che esista un fronte monolitico populista che si batte nel nome del «tutti contro tutto». L’indagine congiunta La StampaFinancial Times rivela che le cose stanno altrimenti, che c’è un pubblico che sa reagire e distingue. Si scopre che a turbare i sonni degli italiani è l’arrivo dei migranti più che l’euro e l’integrazione comunitaria; si vede anche che il desiderio di costruire un Paese multietnico batte (di poco) la convinzione che le migrazioni siano una minaccia. Chi ragiona, evita il «no» di pancia. Ma vorrebbe comunque essere convinto che, per quanto possibile, le sue paure non hanno ragione di esistere

La vittoria degli ultraconservatori austriaci è la fotografia istantanea della tempesta che può colpire l’Italia e non solo. Il Paese sta bene (al meglio), ma gli elettori non sono persuasi che continuerà. I leader che a Vienna e dintorni hanno fatto leva sulla paura hanno vinto. Per affermarsi hanno cavalcato la paura dell’«altro», quello che «arriva, porta violenza e brucia posti di lavoro». Hanno parlato allo stomaco e non alle teste, ostentando rimedi che probabilmente non avranno effetti. Hanno annunciato grandi manovre (mai fatte) al Brennero e ora titillano gli altoatesini, promettendo che «fermeremo noi i migranti». Non li fermeranno, sia chiaro. Ma ognuno crede a quello che vuole, quando ha paura. Anche all’inutile.

Le voci degli oltre mille e cento italiani che hanno interloquito con La Stampa e il FT illustrano il contesto e invitano a confrontarsi. Certo, la paura dei migranti è ben radicata, ma lo è quanto la consapevolezza che il fenomeno sia più grande di noi e non serva attaccarlo costruendo muri. Appare evidente la percezione dell’Europa come elemento che può risolvere la crisi sociale ed economica, e non come il contrario. La quarta rivoluzione industriale insieme con la globalizzazione ha riscritto radicalmente le regole del gioco. Come le false notizie che perdono capacità di attrazione, anche le false politiche possono essere sbaragliate. Il falso movimento va svelato.

Occorre affrontare l’ira con logica e calma. Nelle strade c’è anche un popolo impaurito, spesso confuso. Per cambiare la storia bisogna dire la verità, per quanto dolorosa. Vanno spiegate le dinamiche, le cause e gli effetti. La maggioranza degli interpellati non ama la Brexit e non condivide Trump. Si fida di Angela Merkel. Sarebbe il caso che, oltre ai proclami urlati, i partiti che ambiscono alla leadership tenessero conto di una maggioranza, o quasi, che fa meno rumore ed è disposta costruire, consapevole che – in genere – la paura ha le gambe corte. In giro c’è voglia di medicine per la sicurezza, come di Unione e solidarietà. Di qui bisognerebbe ripartire.

vivicentro.it/editoriale
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lastampa/La paura che alimenta il populismo MARCO ZATTERIN

Agguato in un autogrill campano, ferito tifoso del Taranto

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Agguanto in un autogrill campano, ferito tifoso del Taranto

Momenti di paura lungo il tragitto autostradale tra Nocera Inferiore e Cava dei Tirreni. Alcuni tifosi pugliesi, diretti a Torre del Greco, per assistere alla partita di campionato di Serie D tra la Turris e il Taranto, sono stati aggrediti.

Dalle prime ricostruzioni, i supporters tarantini, in attesa di recarsi allo stadio Liguori, si sono fermati nell’area di servizio Alfaterna. Durante la sosta sono stati aggrediti da ignoti. Uno dei tifosi ospiti è stato ferito alla testa ed è stato condotto all’ospedale.

Sull’aggressione poco chiara, indaga la Polizia. Tra le motivazioni dell’agguato, si ipotizza l’accesa rivalità tra alcune tifoserie campane e quella pugliese.

Napoli-Udinese e Napoli-Fiorentina, arriva il “promo ticket”

Ecco tutti i dettagli per l’acquisto
Sono in vendita i biglietti per la gara di campionato Napoli-Sampdoria del 23 dicembre 2017 ore 15,00. La SSC Napoli è lieta di annunciare una promozione che concede la possibilità di acquistare un biglietto per la gara di Tim Cup Napoli-Udinese ad una tariffa speciale; infatti, coloro che acquisteranno un biglietto per la gara Napoli-Sampdoria di Campionato, potranno acquistare un biglietto ad una tariffa speciale cosiddetta “Promo Ticket”. 
La promozione è valida solo se si acquisteranno i biglietti contestualmente , nello stesso settore e per lo stesso utilizzatore, sia per l’evento Napoli-Sampdoria di Campionato, che per l’evento Napoli-Udinese di Tim Cup, presso le ricevitorie abituali del circuito Listicket.
Napoli vs Udinese Tim Cup .
Tariffa speciale cosiddetta “Promo Ticket” applicabile solo per coloro che acquisteranno contestualmente un biglietto per la gara di campionato.
TRIBUNA POSILLIPO €  7,00
TRIBUNA NISIDA € 6,00
DISTINTI € 5,00
CURVE  € 3,00
 Questi i prezzi ordinari:
 Napoli-Sampdoria  Campionato
TRIBUNA POSILLIPO €  40,00
TRIBUNA NISIDA € 28,00
TRIBUNA FAMILY € 15,00 /5,00
DISTINTI € 18,00
CURVE  € 12,00
 Questi i prezzi ordinari:
Napoli-Udinese Tim Cup
(non in abbinamento con biglietto campionato o con abbonamento)
TRIBUNA POSILLIPO €  40,00
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Oggi avvenne – Savoldi fa poker al Foggia

La gara, del 1977, terminò 5-0

Il giorno 18 dicembre il Napoli ha giocato tredici partite, undici in serie A, una in serie B ed una in serie C1, ottenendo sette vittorie, due pareggi e quattro sconfitte.

Ricordiamo il 5-0 al Foggia nell’undicesima giornata della serie A 1977/78

Questa è la formazione schierata da Gianni Di Marzio:

Mattolini (87′ Favaro); Bruscolotti, Valente; Restelli, Ferrario, Stanzione; Vinazzani, Juliano, Savoldi, Pin Capone

I gol: 24′ Valente, 32′, 48′ (rig), 57′ e 86′ (rig) Savoldi

Il Napoli chiuse quel torneo al sesto posto. Doveva essere il primo dei tre campionati del triennio programmato con Gianni Di Marzio in panchina, ma l’anno dopo, dopo appena tre giornate, ci fu l’esonero del tecnico napoletano.

Dopo il gol di Valente il poker di Beppe Savoldi. Nella storia del Napoli sono quattro i bomber autori di quattro gol in campionato. Prima di Savoldi ci sono riusciti Jeppson, nel 6-3 all’Atalanta del ’53, e Vinicio, nel 4-1 al Palermo del ’57. Poi c’è il pokjer di Mertens al Torino del 18 dicembre 2016. In più c’è la cinquina di Sallustro alla Reggiana del 1929.