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Napoli, 21enne maltratta cardellini e canarini: denunciato

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Napoli, ragazzo di 21 anni maltratta e vende online canarini e cardellini: denunciato

Napoli,F.M, ragazzo di 21 anni, è stato scoperto e denunciato perché maltrattava e vendeva online canarini e cardellini. Il ragazzo di Caivano, è stato fermato alla stazione della metropolitana di Scampia dalle Guardie zoofile di Agriambiente e dai Carabinieri di Scampia.

Le indagini si sono spostate presso la sua abitazione al Parco Verde, dove sono stati trovati 28 canarini e 10 cardellini in condizioni igienico-sanitarie pessime e sovraffollamento; in più sono state trovate anche due tartarughe.

Gli animali sono stati sequestrati, mentre l’uomo è stato denunciato per maltrattamento e violazione della legge sulla fauna protetta. I poveri uccellini sono stati affidati alle cure dell’ASL Veterinaria di Napoli centro, Cras Frullone per le cure.

Tassa di soggiorno per i turisti: la resuscitata dopo due anni di blocco

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Dopo due anni di blocco, sono cento le città che hanno deciso di far pagare la tassa di soggiorno ai turisti. Altri Comuni, dove già c’era, ne hanno aumentato l’importo. Un’accelerata dovuta al tesoretto da 650 milioni di euro che le casse comunali si aspettano di incassare. Una decisione che ha scatenato le polemiche delle associazioni degli albergatori che la considerano un «bancomat dei Comuni».

L’accelerata dei Comuni sulla tassa di soggiorno. Un tesoretto da 650 milioni

Nel 2018 cento città introducono l’imposta per turisti. Raffica di rincari in tutta Italia. Insorgono gli albergatori

ROMA – La corsa ai rincari è iniziata un attimo dopo che il governo a metà 2017 ha tolto il divieto, ma il grosso degli aumenti è scattato lunedì scorso. Dopo due anni di blocco da quest’anno saranno così 100 in più i Comuni italiani dove i turisti dovranno pagare la tassa di soggiorno. Quello dell’imposta sui turisti, rimasta congelata per due anni come tutte le altre imposte locali, e unica gabella a essere poi scongelata, è infatti un vera manna per le casse di tante amministrazioni locali, una specie di «bancomat dei comuni» denunciano gli albergatori. Solo l’anno passato ha prodotto oltre 460 milioni di euro di gettito destinati a diventare più di 500 quest’anno se non addirittura a 650 grazie agli accordi con Airbnb e le altre piattaforme a loro volta sottoposte sempre da quest’anno a questo prelievo.

Addio zone No tax  

Molti Comuni che ancora non avevano introdotto l’imposta di soggiorno hanno rimediato di corsa e nei prossimi mesi anche loro passeranno all’incasso. Chi invece l’aveva già fatto in passato ha colto l’occasione per aumentarla. Le prime città a muoversi già lo scorso luglio sono state Atrani e Bolsena, poi è arrivata Agrigento. A seguire molte località di montagna, da Cortina ad Alleghe, da Selva di Cadore ad Asiago, intenzionate a cogliere subito i frutti della stagione invernale.

Negli ultimi sei mesi del 2017 sono stati 22 i comuni che hanno adottato l’imposta di soggiorno, segnala il Centro ricerche Jfc, mentre solo una l’ha cancellata (Lodi). A questi si aggiungono altri 35 Comuni che hanno approvato i nuovi regolamenti sul finire dell’anno.

 E così dal 1 gennaio anche chi sceglie di soggiornare ad Asti, Piacenza, Mantova, San Pellegrino Terme, Arezzo, Assisi, Todi, Capaccio Paestum, Pompei e Realmonte dovrà pagare. E lo stesso dovranno fare nei prossimi mesi chi sceglierà Portofino, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Zoagli, Ventimiglia e Sestri Levante, oppure Bellano, Sirolo Jesi, Volterra, Villaputzu e Cupra Marittima. A Cervia e Milano Marittima, solo per citare una delle poche zone a forte vocazione turistica rimasta finora zona «No tax», l’imposta di soggiorno scatterà invece ad aprile, con gli stessi importi di Rimini e Riccione. L’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno di JFC segnala poi che in altri 102 comuni la discussione è in corso pre cui ogni giorno la lista si allunga. Occhi puntati soprattutto su Liguria, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, ultima Regione in ordine di tempo ad introdurre la tassa sui turisti.

Il risultato finale è che dai 13 Comuni che per primi nel 2011 hanno adottato l’imposta di soggiorno (apripista Roma che applicando la tassa più alta d’Europa cercava di tappare i buchi di bilancio) si è passati ai 377 del 2012 e quindi ai 724 del 2015. Finito il blocco, l’anno passato, è stata toccata quota 746 con la previsione di arrivare quest’anno addirittura a 845 tra città d’arte e comuni turistici. Sui 460 milioni raccolti nel 2016 ben 126 sono finiti a Roma capitale, a seguire Milano (41,4 milioni nel 2016), Firenze (30), Venezia (29), Rimini (7), Torino (6,25), Napoli (5,9) e Bologna (5,5).

Ondata di rincari 

Anche i rincari già varati o annunciati, subito contestati dalle associazioni degli albergatori, non sono da meno. Nell’Italia dei mille campanili, in assenza di una normativa nazionale, ognuno si muove come meglio crede e ogni città impone tariffe, periodi di applicazione (dall’intero anno sino a pochi mesi) ed esenzioni (minori, accompagnatori, anziani, ecc…) differenti. La legge infatti fissa solo un importo minimo (10 centesimi) e un tetto massimo di 5 euro a persona per notte (7 euro a Roma nei 5 stelle dove il limite massimo è fissato a quota 10). E così a Firenze, da quest’anno, il prelievo cresce di 50 centesimi per gli alberghi da 1 a 3 stelle, di 30 per quelli a 4 stelle e raddoppia da 1,50 a 3 euro per affittacamere ed Airbnb. A Venezia invece rincarano solo le imposte a carico dell’utenza delle strutture extra-alberghiere dove da 1euro e 50 si passa a 2-5 euro. A Riccione aumenti del 20-30%: da 0,30 euro per i 3 stelle fino a un euro in più per i 5 stelle. In Trentino 50 centesimi in più per tutte le tipologie di alberghi a San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi. Sull’isola di Ischia 5 Comuni su 6 hanno invece uniformato l’imposta estendendola a tutto l’anno. A Matera aumenti del 100% con gli hotel a 4 e 5 stelle che passano da 2 a 4 euro, mentre B&b e case vacanze salgono a 1 a 2 euro.

Tasse raddoppiate sugli alberghi di lusso (4 euro per i 5 stelle) e a scalare per gli altri anche a Jesolo: a poco sono valse le proteste dei vertici delle associazioni albergatori che prima di Natale si sono dimessi in blocco dai loro incarichi e ora a Bibione e Caorle si preparano a fare altrettanto. Olbia invece ha rimodulato le sue tariffe: i 4 stelle son scesi da 3 euro a 2,50 mentre i B&b passano da 2,30 a 2,50 e i 5 stelle salgono a 4. Scelte inevitabili? A detta di molti amministratori locali pare di sì. «L’imposta di soggiorno – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc – rimane per molti Comuni un’importante fonte di entrate, di fatto l’unica imposta che possono ancora manovrare. Nel 2018 si supereranno infatti i 504 milioni di gettito che potrebbero diventare 656 se si trovasse un accordo governativo con le piattaforme di home tourism».

Proteste e polemiche  

Dal Veneto alla Campania, dall’Umbria alla Puglia le associazioni degli albergatori masticano amaro. «Appena è stato tolto il blocco i comuni hanno dato libero sfogo alle loro esigenze di far cassa» spiega il direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara, secondo il quale «pagare le tasse è un dovere civico, ma un maggiore coinvolgimento degli operatori nella fase delle decisioni aiuterebbe. E poi ci deve essere un ritorno effettivo a favore dei servizi turistici offerti ai clienti, altrimenti è troppo facile dare una legnata in testa al turista perché tanto non vota nel Comune dove va in vacanza».

vivicentro.it/CRONACA – ECONOMIA
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lastampa/L’accelerata dei Comuni sulla tassa di soggiorno. Un tesoretto da 650 milioni PAOLO BARONI

Pompei, discoteca a cielo aperto della movida notturna

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Pompei, assediata dalla movida della notte: motorini parcheggiati sui marciapiedi e le molteplici lamentele dei cittadini: «Il centro storico è ormai diventato invivibile».

Le lamentele dei cittadini per lo schiamazzo della movida maleducata continua a Pompei, sembra un film non avere fine : «Il centro storico è ormai diventato invivibile -denunciano i cittadini-non sappiamo più a chi rivolgerci. La notte non si dorme, siamo ostaggio di una movida sempre più molesta. L’unica chance è ora chiamare in causa il Prefetto, Carmela Pagano». Piazza Immacolata di notte diventa una discoteca a cielo aperto nei week-end, gli scooter trovano parcheggio lungo i marciapiedi, i clacson vengono suonati all’impazzata. Succede a Pompei, dove i cittadini di via Roma sono disperati, Piazza Immacolata e altre note strade del centro, sono state prese d’assalto dai giovani nei week-end e in occasione delle ultime festività natalizie.

Salerno, documenti falsi per mutui e prestiti: arrestati

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Salerno, concedevano mutui e finanziamenti attraverso documenti falsi: i due sono stati arrestati

Sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza di Salerno, due residenti nel napoletano. I due, dopo aver preso contatto con persone a cui serviva un mutuo o un prestito, li presentavano ad un istituto bancario di Scafati, e da lì il via a tutta una serie di documentazione fasulla per la concessione di prestiti o mutui.

La Gdf ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare per truffa, riciclaggio, sostituzione di persona, svolgimento abusivo di attività di mediazione creditizia e indebito utilizzo di carte di credito e altri strumenti di pagamento.

Lo scopo degli arrestati era quello di consentire agli indagati di avere la possibilità di somme di denaro grandi per effettuare trading finanziario e per riceverne i proventi su conti che non potevano essere ricollegabili a loro. Sono stati sequestrati fino ad adesso, 235mila euro su i conti dei due indagati. Inoltre sono stati denunciati dalla Finanza anche due dipendenti infedeli della filiale bancaria di Scafati.

 

Week-end di musica in giro per l’Italia, ecco il programma

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Biagio Antonacci al PalaFlorio di Bari e Will Hunt al Goodfellas di Napoli.

Molti gli eventi previsti per il week- end i giro per l’Italia e di grande spessore iniziando da Biagio Antonacci che lunedì e martedì canta al PalaFlorio di Bari.

Giovanni Allevi domani suona al teatro Duse di Bologna, venerdì al teatro Fraschini di Pavia e sabato al teatro Colosseo di Torino.

Sal Da Vinci domenica è in cartellone al teatro Augusteo di Napoli.

Will Hunt, il batterista degli Evanescence che ha suonato con Vasco Rossi, sarà sabato al Florentia Rock Live di San Benedetto del Tronto (AP), domenica al Demodé club di Modugno (BA), lunedì al Goodfellas di Napoli, martedì alla Locanda Blues i Roma, mercoledì al Depero Club di Rieti.

Fiorella Mannoia domenica canta al teatro Politeama di Trieste e martedì al teatro EuropAuditorium di Bologna.

Caparezza domenica è al Palapanini di Modena, martedì al PalaGalassi di Forlì, mercoledì alla Zoppas Arena di Conegliano Veneto (TV).

Roy Paci sabato si esibisce al Monk Club di Roma.

Fabrizio Bosso sabato è in cartellone al Blue Note di Milano.

Torre Annunziata, incendiate due attività commerciali

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Torre Annunziata, incendiate due attività commerciali nel cuore della notte

Torre annunziata, ha avuto luogo nel cuore della notte, un attacco incendiario a due attività commerciali di Corso Garibaldi: un negozio di frutta e verdura e un negozio di casalinghi e detersivi.

Si tratta di un atto doloso e intimidatorio; il fuoco è stato appiccato usando taniche di benzina e bottiglie intrise di carburante. Sul posto si sono recati Vigili del fuoco e forze dell’ordine, ma nonostante il loro intervento repentino, numerosi sono stati i danni agli ingressi e agli scaffali dove erano esposte le merci.

I Carabinieri stanno investigando sull’accaduto servendosi dei video di videosorveglianza, grazie ai quali si potrebbero capire le dinamiche dell’accaduto ed eventualmente, l’identità degli autori dell’attentato.

Purtroppo non è la prima che capita una cosa del genere, infatti proprio pochi giorni fa vi è stato un attentato alle onoranze funebri Vitiello, in via Corso Umberto I. Questo ennesimo episodio fa ricadere la città nella paura e nello sconforto totale.

 

Donna imbavagliata e nuda trovata morta nel salernitano

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Il San Paolo si colorerà di azzurro: venduti già 30mila biglietti per sabato

Sono stati venduti già 30 mila biglietti per il match del San Paolo

Sabato il Napoli giocherà contro l’ Hellas Verona al San Paolo, per la prima giornata del girone di ritorno. Secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Il Mattino, ci si aspetta uno stadio quasi gremito. Ad oggi già sono stati venduti più di 30 mila biglietti. I tifosi azzurri sono pronti a trascinare la squadra di Sarri alla vittoria, dopo l’ eliminazione arrivata in settimana dalla Tim Cup ad opera dell’ Atalanta. Sicuramente il dato dei 30 mila è destinato a crescere nelle prossime ore, l’ impianto di Fuorigrotta si colorerà nuovamente di azzurro.

Pompei, due donne derubano l’Auchan: arrestate

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Pompei, arrestate due donne incensurate sorprese a rubare merce all’interno dell’Auchan

Pompei, due donne sono state sorprese a rubare all’interno dell’Auchan. Si tratta della 37enne V.M e della 29enne D.R.C. Ad accorgersene un carabiniere in borghese. Le due originarie di Cava de’ Tirreni, sono state trovate in possesso di un taglierino con lama a scomparsa che veniva utilizzato per tagliare le targhette identificative dagli articoli.

Le due donne hanno trafugato merce per un valore di 450 euro. I Carabinieri della Caserma di Pompei, comandata dal maresciallo Tommaso Canino, sono intervenuti successivamente per aiutare il collega in borghese, sequestrando la merce rubata. Le due nella fattispecie avevano derubato creme costose e ricambi per spazzolini elettrici.

Le donne una volta fermate hanno riconosciuto la loro colpa e sono state messe agli arresti domiciliari. Ora si è in attesa del giudizio per direttissima.

Delrio: la squadra del Pd «ha fatto delle cose e può rivendicarle»

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«C’è una quota di persone che ha deciso di non andare a votare e sono la maggior parte dei nostri. Forse non hanno capito la posta in gioco: un ritorno di un centrodestra oggi più pericoloso e l’arrivo dei 5 stelle totalmente inaffidabili». 

Così Graziano Delrio, nell’intervista a La Stampa, sottolinea le preoccupazioni verso le elezioni e l’importanza del lavoro di squadra da parte del Partito Democratico per far vedere che «ha fatto delle cose e può rivendicarle».

Delrio: “Noi ministri candidati nei collegi. Non abbiamo paura della gente”*

(*ndr: in evidente polemica con Di Maio e i pentastellati che si candidano solo nel “listino”)

E sull’astensione: “I nostri non hanno ancora capito la posta in gioco”

ROMA – «Non è che Renzi abbia scoperto il valore della squadra ora: tutte le sue azioni dalla sconfitta del referendum in poi – le dimissioni da Palazzo Chigi, la scelta di Gentiloni premier, la gestione delle primarie – dimostrano il contrario e vedrete che tutta la squadra Pd sarà davvero in campo». Graziano Delrio è il primo esponente di governo a dichiarare di esser pronto a scendere in pista a petto in fuori, misurandosi con la sfida di collegio. Sfida sempre temuta, pure se alcuni corrono in zone più “protette” e se comunque ai big verrà offerto il paracadute nei listini proporzionali. «Non dobbiamo aver paura del giudizio della gente noi».

LEGGI ANCHE: Il proporzionale porta scompiglio

Scusi ministro, ma c’è chi eviterebbe volentieri il rischio di essere impallinato nelle urne. Il governo e il premier non vanno preservati nel caso doveste continuare il cammino per traghettare il paese a nuove elezioni?

«Merkel ha fatto la campagna elettorale da Cancelliera e non si è risparmiata. Noi siamo persone con una loro storia e con loro idee e non possiamo cancellarle quando c’è la competizione elettorale. È chiaro che giocheremo la nostra partita anche nei collegi, come tutti gli altri a viso aperto: non crediamo a una politica fatta nei salotti e non credo che presentarci nei collegi indebolirà il governo».

Se nessuno dovesse uscire vincitore dalle urne, lei sarebbe disposto a fare un governo di larghe intese con Berlusconi e magari anche con Grasso?

«Noi miriamo a vincere come centrosinistra e ce la possiamo fare, questo è il nostro obiettivo. Per il dopo deciderà il presidente della Repubblica quale possa essere la soluzione migliore»

In che modo il premier e i ministri saranno protagonisti in campagna elettorale?

«La squadra è in campo anche perchè ha fatto delle cose e può rivendicarle. Un esempio che mi riguarda: da vent’anni non si investiva sul trasporto pubblico. Noi abbiamo messo due miliardi per le metro, nuovi tram nelle città e il ricambio del parco autobus, sconti per gli abbonamenti. Ciò mostra un’attenzione alle classi più deboli e alla vita quotidiana delle nostre famiglie».

Lei ha incassato molte proteste per il rincaro dei pedaggi. Mossa sbagliata in piena campagna elettorale? Potevate evitarla?

«Riguardano il 7% degli utenti. Abbiamo cercato di bloccarli ma c’era una sentenza che ci obbligava dopo tre anni di tariffe congelate. Erano aumenti obbligati, ma abbiamo fatto di tutto per contenerli al massimo».

Sta studiando una soluzione per i pendolari della A24, giusto? 

«Certo è uno dei casi a cui teniamo di più e su cui lavoreremo. Vorrei che riuscissimo a trovare una soluzione per quella tratta autostradale molto delicata, anche perché impatta sull’ingresso nella capitale».

Pensa che uno dei motivi del calo del Pd sia il peso del governo che grava sulle spalle?

«Quasi sempre quando si governa si paga un prezzo, ma mesi fa eravamo in testa e i sondaggi veri si faranno a pochi giorni dal voto. C’è una quota di persone che ha deciso di non andare a votare e sono la maggior parte dei nostri. Forse non hanno capito la posta in gioco: un ritorno di un centrodestra oggi più pericoloso e l’arrivo dei 5stelle totalmente inaffidabili. Si capirà nelle prossime settimane che non si possono abbassare le tasse per i ricchi senza intaccare i servizi pubblici, scuola e sanità. O che non si può promettere denaro invece che lavoro, come fanno i grillini».

Consiglia a Renzi di posizionarsi più a sinistra?

«Noi siamo d’accordo che la nostra campagna debba avere un connotato di sinistra, di vicinanza ai deboli: la lotta vera alla diseguaglianza si fa creando lavoro, vogliamo creare un altro milione di posti, ma vogliamo anche che siano più stabili e dignitosi, retribuiti in modo adeguato. C’è bisogno di più giustizia sociale, di dare una vita dignitosa ai redditi più bassi e alle famiglie con figli. Dobbiamo mettere al centro questo tema. Il lavoro è la parola chiave e deve essere la nostra ossessione».

Rischiate di perdere molti collegi nelle regioni rosse per colpa di D’Alema e Bersani?

«Non credo, perché specie nelle regioni a forte tradizione di centrosinistra, tutti coloro che abbandonano il nostro campo rischiando di far vincere le destre di solito non sono premiati: questa è la mia impressione conoscendo il popolo della mia terra».

Rischiate una coalizione bonsai. Come finirà con i Radicali?

«Abbiamo ancora la speranza di recuperarli. Anche Renzi è in campo, l’ho sentito in queste ore. Stiamo cercando di ricreare le condizioni per fare una squadra con la Bonino dentro».

vivicentro.it/POLITICA

vivicentro/Delrio: la squadra del Pd «ha fatto delle cose e può rivendicarle»
lastampa/Delrio: “Noi ministri candidati nei collegi. Non abbiamo paura della gente” CARLO BERTINI

M5S, Di Battista: “Dobbiamo andare a governare”

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Io non sono candidato ma non me ne frega nulla perché dobbiamo andare a governare“, Alessandro Di Battista pronto per la campagna elettorale.

Io non sono candidato ma non me frega proprio nulla: darò il massimo in questa campagna elettorale. Tra un po’ partirò, forse in camper, per tutta Italia perché dobbiamo andare a governare. Ce la possiamo fare. Li vedo tutti terrorizzati. Da qui alle elezioni mentiranno ancora di più su di noi e su Luigi. Ma io me ne rendo ancora più conto adesso che da parlamentare uscente: come cittadino italiano mi sentirei tutelato soltanto dal M5S“. Lo dice Alessandro Di Battista in un videomessaggio su Facebook registrato a Belluno. Entusiasta e pronto per questa nuova esperienza elettorale, che lo vedrà protagonista fuori le scene, questa sera il deputato M5S sarà a Modena con Vittorio Ferraresi e Michele Dell’Orco, “due colleghi che stimo tantissimo” dichiara.

Perinetti frena: “Sicuramente Perin non partirà adesso”. Ecco la situazione

Perin piace molto, ma al Napoli interessa anche Rulli

Il direttore generale del Genoa, Giorgio Perinetti frena sulla partenza del portiere Mattia Perin al Napoli, a partire dal mese di gennaio: «Di sicuro non andra’ via adesso». Napoli e Genoa non partono da posizioni distanti, anzi ci sono tutte le condizioni per una intesa gia’ nei prossimi giorni. L’ alternativa all’ estremo difensore rossoblu è sempre Rulli della Real Sociedad, che piace ed anche molto. Come riporta l’ edizione odierna del quotidiano il Mattino, si tratta però di un’ operazione che ha con vista giugno perche’ il Napoli dirà ovviamente di no a qualsiasi tipo di valzer dei portieri che possa tirare in ballo Reina a gennaio.

Napoli, tre anni fa l’addio a Pino Daniele

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Napoli, tre anni fa l’addio a Pino Daniele, un grande della musica italiana e partenopea

Pino Daniele, all’anagrafe Giuseppe Daniele, nato il 19 marzo 1955, si è spento a Roma il 4 gennaio 2015. Numerosi sono i tributi che si terranno in suo onore, e non solo a Napoli, ma anche in città come Taranto e Como. Nella sua Napoli torna il flash mob “I still love you” in suo onore al Borgo Marinai, in zona Castel dell’Ovo. Durante la serata gratuita, verranno intonate le canzoni di Pino in riva al mare, accompagnate da un pianoforte. Napoli piange ancora e piangerà sempre la morte di un fratello, di un figlio, il figlio di Napoli. Anche dopo la sua scomparsa la voce e le sue parole, la sua musica, la sua voglia di raccontare Napoli e di raccontarsi, riecheggiano nell’aria ora e per sempre, perché nessuno è in grado di dimenticare Pino. Oggi, al terzo anniversario della sua morte, la redazione di VIVICentro.it ricorda il cantante e cantautore con una frase presa da una sua celebre canzone, ” Napule è” : ” Napule è mille culure. Napule è mille paure. Napule è a voce re criature che saglie chianu chianu e tu saj ca nun si sul”. E tu Pino, non sarai mai solo, la tua Napoli è sempre con te.

De Laurentiis alla presentazione del film: “Da lunedì lavoreremo per i tifosi”

De Laurentiis conferma che qualcosa si farà sul mercato

Il mercato è iniziato e il Napoli di patron De Laurentiis vuole essere protagonista assoluto. Ecco quanto riporta il quotidiano La Repubblica:

“Da lunedì saremo al lavoro per i tifosi”. Aurelio De Laurentiis è stato lapidario alla presentazione di ‘Benedetta Follia’, l’ultimo film di Carlo Verdone e ha tagliato corto sul Napoli, reduce dall’eliminazione in Coppa Italia contro l’Atalanta: la sconfitta contro la ‘bestia nera’ Gasperini è l’ennesima conferma di un gruppo che ha scelto il suo obiettivo con grande lucidità. La testa è concentrata soltanto sullo scudetto. Il bilancio tra Champions League e Coppa Italia è abbastanza eloquente: 3 vittorie e ben 5 sconfitte, sintomo di un Napoli a due velocità. Altissima quella in campionato, più lenta nelle altre competizioni. “Evidentemente pensiamo alla serie A”, ha spiegato Maurizio Sarri nel post Atalanta confermando per l’ennesima volta il traguardo che i giocatori vogliono centrare. Anche la sua gestione, a dire il vero, è andata in quella direzione: sette cambi rispetto al Crotone (per non rischiare nulla contro il Verona sabato) che hanno stravolto la squadra. L’assenza contemporanea di Insigne, Mertens e Allan è stata decisiva per gli azzurri, capaci di risvegliarsi soltanto nel finale con il guizzo di Mertens che però non è bastato a completare la rimonta”.

Ci sono da fare anche diverse cessioni come quelle di Tonelli e Giaccherini su tutti, i quali hanno manifestato la voglia di lasciare Napoli.

 

Il proporzionale porta scompiglio

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Mancano due mesi alle elezioni, ma il sistema proporzionale sta producendo confusione fra le forze politiche in campo prima ancora di andare alle urne: «A differenza di quel che accadeva in tempo di maggioritario – scrive Federico Geremicca nel suo editoriale – il sistema proporzionale spinge alla ricerca della conquista del voto e allo scontro con il competitor più vicino e non più con quello più distante». Innescando una sfida tutti contro tutti che mette a soqquadro la scena politica.

Il proporzionale che porta scompiglio

Diciamo la verità, non ci eravamo più abituati: né come cittadini-elettori e forse nemmeno come osservatori di fatti politici. Dopo 20 anni e più di elezione diretta di sindaci, governatori e (un po’ surrettiziamente) perfino di capi di governo.

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Il dietro-front dal sistema maggioritario a quello proporzionale sta infatti creando non pochi problemi e una discreta confusione. E la notizia, se si vuole, è che in questi primi passi di campagna elettorale anche i partiti – più o meno tutti – sembrano vittime della stessa disabitudine.

Gli esempi si sprecano. Ne citiamo due. Il primo: la difficoltà del Pd a mettere assieme una qualche forma di coalizione, nonostante un lavoro che dura da mesi e che ricorda sempre più – però – la famosa tela di Penelope; il secondo: la tensione crescente che segna i rapporti tra la Lega e Forza Italia, che pure – stando agli annunci – si dicono alleati per la riconquista del governo del Paese. Ogni giorno una polemica: su chi sarà premier, sull’Europa, sugli immigrati, sul rapporto con i «centristi traditori».

Si tratta di pratiche politiche e strategie alle quali – appunto – bisogna rifare l’abitudine, perché – a differenza di quel che accadeva in tempo di maggioritario – il sistema proporzionale spinge alla ricerca della conquista del voto e allo scontro con il competitor più vicino e non più con quello più distante. Accadeva così negli anni della Prima Repubblica (soprattutto negli ultimi due decenni): e non a caso – per fare un solo esempio – gli scontri e le tensioni che contrapponevano il Pci di Enrico Berlinguer e il Psi di Bettino Craxi erano spesso assai più aspri della storica rivalità che divideva Dc e Pci

È anche per questo che l’avvio della campagna elettorale sembra avvenire, come dicevamo, sotto il segno della più grande confusione. Per dire: Matteo Renzi considera più avversario Berlusconi o Piero Grasso? Salvini è più distante da Di Maio o da Forza Italia? E i Cinque Stelle considerano più coerente un governo con la Lega o con la nuova sinistra di Bersani, D’Alema e Civati? La fotografia che restituisce l’attuale stato di cose, insomma, è quella di un frenetico tutti contro tutti: e considerando il profilo della nuova legge elettorale, polemiche e confusione non potranno che aumentare

Storia a sé – per il momento – è quella del Movimento Cinque Stelle: che pur dichiarandosi lontano da tutti, ha trovato il modo di autoprodurre – diciamo così – una notevolissima quantità di pasticci. Ogni giorno ne sforna uno nuovo: una volta è il cambio semiclandestino di regole e statuto, un’altra i tilt ed i sospetti che segnano ogni importante decisione via web, un’altra ancora – ed è storia di oggi – l’oscuro meccanismo di selezione delle candidature. E visto che la campagna elettorale non è ancora nemmeno ufficialmente cominciata, l’interrogativo su quanti altri pasticci combinerà il movimento di Beppe Grillo rischia di diventare virale.

È innegabile, però, che il centro di gravità della massima conflittualità sia oggi collocabile nell’area del centrosinistra ed abbia come baricentro proprio il Pd. Il partito di Matteo Renzi, infatti, ha subito una scissione e non è poi riuscito (in ossequio alla logica, diremmo) a far coalizione con gli scissionisti. Ha quindi tentato col Campo progressista di Giuliano Pisapia, registrando un altro insuccesso. Ed è ora alle prese col possibile fallimento sia del patto elettorale con gli europeisti di Emma Bonino sia con i centristi di Beatrice Lorenzin. Se gli altri hanno un problema, insomma, il Partito democratico per ora sembra averne un mucchio.

Molti ne attribuiscono la causa alla presenza «divisiva» di Matteo Renzi, che certo non ha precisamente la pazienza e la duttilità del federatore. Tanto che c’è chi giunge a pensare che, volendo votare comunque per la possibile coalizione di centrosinistra, l’alternativa sarebbe fare una croce proprio sul partito della Lorenzin: così da indebolire Renzi pur votando per il campo prescelto. Una follia, verrebbe da dire. E in fondo, invece, è solo una delle scelte rese possibili da questo fantastico ritorno al supermarket del proporzionale.

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Pecchia: “Sarri ha cambiato molto rispetto a Benitez. Sabato non partiamo già battuti”

Pecchia ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport

Il tecnico dell’ Hellas Verona, Fabio Pecchia, ex calciatore del Napoli ed ex vice di Rafa Benitez ha rilasciato un’ intervista al Corriere dello Sport. Ecco le sue parole:

Pecchia, che partita sarà Napoli-Verona?

«Un altro incontro difficilissimo contro un avversario con valori superiori ai nostri. Dovremo giocarlo con la stessa voglia e la stessa determinazione mostrate contro la Juve, nella speranza di non commettere errori e ottenere un risultato diverso. Ho fiducia nella mia squadra e non partiamo battuti».

Si aspettava di trovare a inizio gennaio Hamsik e compagni primi con 48 punti?

«Al di là dei numeri, mi aspettavo un campionato del genere, con il Napoli e le altre squadre davanti. E’ venuto meno il Milan, ma per il resto in testa è tutto come previsto».

Come finirà la lotta per lo scudetto tra Napoli e Juve?

«Non penso sarà una corsa a due. Inter e Roma sono staccate, ma hanno tutto per rientrare».

Se pensa a maggio, riesce a immaginare un epilogo più bello rispetto a Napoli campione d’Italia e Verona salvo?

«A me interessa solo la salvezza dell’Hellas. Quello che succede fuori non lo guardo. Al massimo tifo per il Newcastle (di Benitez, ndr)».

Sabato tornerà per la prima volta al San Paolo. Emozionato?

«C’è molta differenza tra la professione che uno svolge e i rapporti umani. Facendo prima il calciatore e poi l’allenatore ho imparato a essere freddo e distaccato, a tenere separate le cose. Mi farà piacere rivedere persone con le quali ho condiviso anni importanti, ma prima di tutto ora c’è il mio Hellas. E pensare che, dopo la partita d’andata a Verona, uscirono notizie secondo le quali avrei esultato ai gol del Napoli. C’è gente che proprio non mi conosce…».

Se ripensa alle vittorie più belle dei suoi anni a Napoli, quali ricorda?

«Da tecnico la finale di Supercoppa italiana a Doha contro la Juventus. Da giocatore… un successo mancato: quello nella finale di Coppa Italia contro il Vicenza. Che amarezza».

Se potesse togliere un giocatore agli azzurri chi sceglierebbe?

«Koulibaly».

Sarri è il miglior tecnico italiano?

«Bisogna vedere da che punto di vista si guarda ovvero come trofei vinti o come gioco espresso. Di certo è un allenatore dal quale prendo spunto e che ammiro».

Le fa effetto constatare che nove undicesimi del Napoli attuale sono gli stessi del Napoli “suo” e di Benitez?

«Parliamo di Benitez, non di me. Volenti o nolenti nove undicesimi sono tanti e a tratti si arriva anche a dieci (quando Ghoulam era titolare e con Maggio al posto di Hysaj, ndr). A livello di scelte di giocatori e di impianto è rimasto molto, ma di nuovo c’è tutto il lavoro di Sarri».

E’ andato via da Napoli e gli azzurri adesso lottano per lo scudetto. Ha lasciato Madrid e il Real ha vinto due Champions. Se ci ripensa in lei prevale la soddisfazione per il lavoro impostato o il rammarico per quello che poteva essere e non è stato?

«Per quel che riguarda l’esperienza a Napoli c’è poco da rammaricarsi perché abbiamo fatto il massimo: siamo arrivati a un pelo dalla finale di Europa League e abbiamo vinto due titoli stravolgendo il calcio di Mazzarri. Il Real Madrid invece rimane un grande rammarico perché c’erano le potenzialità per fare quello che fatto Zidane. E’ stata una storia iniziata male e finita peggio».

Caceres andrà alla Lazio?

«Intanto spero che a Napoli faccia un altro gol, magari su palla inattiva. Lo abbiamo riportato al top e ora è un giocatore di grande livello. Averlo è tanta roba».

“Cosi non andiamo da nessuna parte”. Sfuriata di Sarri alla squadra dopo la Tim Cup

Sarri si è fatto sentire dopo la partita di Tim Cup

Dopo la sconfitta in Coppa Italia rimediata con l’ Atalanta, il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri ha mostrato tutta la sua rabbia. I muri dello spogliatoio del San Paolo hanno tremato. Il tecnico azzurro ha fatto una sfuriata alla squadra, udita fuori dagli spogliatoi stessi. Il tecnico azzurro ha avuto un attacco di febbre, ma ciò non gli ha impedito di farsi sentire dai suoi giocatori.  Come riporta l’ edizione odierna del quotidiano Il Mattino ha urlato ai suoi: “«Cosi’ non va bene, non andiamo da nessuna parte». Sarri proseguira’ il proprio martellamento anche in questi giorni, perche’ il Napoli uscito dal Capodanno e’ un Napoli che lui non ha riconosciuto. E’ rimasto deluso dai big, da Mertens e Insigne in primis: «Che razza di secondo tempo abbiamo giocato?», ha urlato ai suoi nel ventre del San Paolo. Sarri fino a sabato non dara’ tregua agli azzurri: sono troppe le cose che non sono andate giu'”.

Parlamentarie M5S, i primi nomi vip tra i candidati civici

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Nella lista candidati 5 Stelle spunterebbero Elio Lannutti, sostenitore del Movimento da sempre e la iena Fino Giarrusso che però non conferma.

Nella lista dei candidati civici spuntano i giornalisti Gianluigi Paragone ed Emilio Carelli, ma anche Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, la “iena” Dino Giarrusso, che però non conferma ma “valuterrebbe una proposta”, ed Elio Lannutti da tempo sostenitore delle battaglie care al Movimento 5 Stelle . Sono le prime indiscrezioni uscite sui nomi dei possibili candidati vip dopo l’apertura del M5s alle candidature dalla società civile e che mercoledì avrebbero partecipato alle parlamentari.

«Per poterci presentare alle elezioni – spiega Di Maio al 24 ore – ci siamo dovuti dotare di un nuovo Statuto e di un nuovo Codice Etico. Il Garante resta Beppe Grillo, come sancito dalle votazioni online di settembre, io ho accettato la carica di Capo Politico con tutte le responsabilità che ne derivano: la presentazione delle liste, del simbolo e del programma e la definizione della squadra di governo. Ci saranno il Comitato di Garanzia e il Collegio dei Probiviri. I componenti del primo sono Giancarlo Cancelleri, Vito Crimi e Roberta Lombardi, quelli del secondo Paola Carinelli, Nunzia Catalfo e Riccardo Fraccaro».Da qui asce la nuova Associazione denominata “MoVimento 5 Stelle”, con sede a Roma. Gli organi sono: 1. il Garante: Grillo Giuseppe Piero detto “Beppe”. 2. il Capo Politico: Di Maio Luigi. 3. il Comitato di Garanzia, composto da: Crimi Vito Claudio, Cancelleri Giovanni Carlo, Lombardi Roberta. 4. il Collegio dei Probiviri, composto da: Catalfo Nunzia, Carinelli Paola, Fraccaro Riccardo. 5. il Tesoriere: Di Maio Luigi. 6.l’Assemblea. «Tutti gli attuali iscritti per potersi candidare e per poter partecipare alle votazioni – spiega Di Maio – devono iscriversi alla nuova Associazione MoVimento 5 Stelle. Per coloro che non si sono mai iscritti al MoVimento 5 Stelle – aggiunge -, si possono iscrivere alla nuova Associazione. Dopo aver accettato l’iscrizione alla nuova associazione, è possibile presentare la propria autocandidatura per le parlamentarie». 

Paragone, che è stato direttore di Libero e La Padania, volto della trasmissione su La7, poi cancellata, La Gabbia, commenta la notizia con un post su Facebook in cui lascia intendere che non si tratta solo di rumors: “Se son rose fioriranno – scrive -. Se son stelle brilleranno“. Non stupisce nemmeno il nome nella lista di Elio Lannutti, presidente dell’associazione contro il monopolio delle banche, Adusbef, già senatore con l’Italia dei Valori, anche lui sostenitore della prima ora di Beppe Grillo.

Napoli, morte del piccolo Cristian: indagati due medici

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Napoli, il piccolo Cristian muore dopo essere stato dimesso dall’ospedale: indagati due medici

Napoli, la morte del piccolo Cristian ha scatenato un vero e proprio caso. Dopo che i genitori si erano recati con il bambino all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, il 28 Dicembre scorso, poiché Cristian presentava dei disturbi quali infiammazione alle vie aeree, diarrea e dolori addominali, dopo una serie di analisi, non fu disposto il ricovero; gli furono prescritti alcuni farmaci e un controllo medico dopo 24 ore, dopodiché fu dimesso.

L’indomani mattina era in condizioni gravissime, quindi fu riportato nello stesso ospedale, dove morì poche ore dopo. A pagare le conseguenza di quella che sembra essere stata una negligenza ospedaliera, non sarà solo il piccolo Cristian, ma anche due medici, nei confronti dei quali è stato emesso un avviso di garanzia per l’ipotesi di omicidio colposo. Solo dopo l’autopsia, fissata per il 5 Gennaio, si sapranno con certezza le cause della morte. Quello di Cristian è l’ennesimo caso di malasanità e negligenza,e ci si chiede quando avrà fine tutto questo.

Verdi, Giuntoli a telefono con l’ agente, l’ offerta del Napoli è importante

Per Verdi offerti 25 milioni

Il Napoli vuole Simone Verdi. Nella giornata di ieri il direttore sportivo degli azzurri, Cristiano Giuntoli, ha avuto un nuovo contatto telefonico con l’ agente dell’ esterno del Bologna, Donato Orgnoni, per provare a convincere il calciatore a trasferirsi a Napoli già dal mese di gennaio. Secondo quanto ha riportato l’ edizione odierna del quotidiano Il Mattino, Verdi sarebbe orientato a dire di no, per concludere l’ annata a Bologna e consapevole del poco minutaggio fino alla fine dell’ anno che avrebbe in maglia azzurra. Nel frattempo procedono anche i contatti tra le due società, la distanza tra domanda e offerta non è insormontabile, ballano 3 milioni. Il Napoli ne offre 25 e il Bologna ne chiede 28, ma c’è tutta la volontà per raggiungere l’ intesa.