Napoli, San Giovanni a Teduccio, notte di Capodanno, bambino di 12 anni ferito da un proiettile vagante
Napoli, come precedentemente riportato, nella notte di Capodanno, è stato ferito un bambino di 12 anni da un proiettile vagante, mentre era affacciato al balcone di casa sua. In seguito ad accertamenti è stato arrestato il vicino di casa del ragazzo, il 30enne G.T, accusato di detenzione di munizioni. Perquisendo la casa del 30enne sono state scoperte e sequestrate 182 cartucce di vario calibro, tra cui 8 munizioni da guerra. G.T è stato travato dagli investigatori sotto la doccia alle 23:55, poco prima della mezzanotte e un ora dopo il ferimento del ragazzo; è stato questo che insospettito. Attraverso gli esami balistici si accerteranno eventuali corrispondenze tra i colpi sparati in strada e le munizioni di proprietà di G.
Il padre del 12enne ha riferito agli agenti che poco prima del ferimento del figlio, aveva notato due scooter, uno bianco e uno scuro, con a bordo due persone, che transitavano per Via Sorrento, i quali avevano esploso numerosi colpi di arma da fuoco. La polizia di San Giovanni a Teduccio ha trovato sul posto 25 bossoli, di cui molti sparati contro un’auto parcheggiata.
I Soul Six in concerto a Ravello: ingresso gratuito e tutte le info
Il gruppo vocale campano, i Soul Six, andranno in scena a Ravello, all’Auditorium Oscar Niemeyer domani 2 gennaio. L’ingresso sarà gratuito. Ecco tutte le altre informazioni che si leggono nel comunicato stampa:
“Otto musicisti, due coreografi, un corpo di ballo di 10 elementi, un attore, immagini, luci e movimenti scenici per uno spettacolo nuovo ed avvincente: questi i numeri messi in campo dal Soul Six Vocal Group, il gruppo vocale campano che il 2 gennaio 2018 andrà in scena nella prestigiosa cornice dell’Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello (SA).
Attivo da 10 anni sulla scena soul, pop e jazz, il Soul Six Vocal Group ha trascorso un anno denso di attività tra il suo primo disco, due videoclip, gli opening act per Fabio Concato e Enzo Gragnaniello ed un tour di circa cinquanta date tra club, teatri, piazze e chiese dentro e fuori i confini della Campania, una su tutte la serata di gala per l’Onorevole Presidente Lamberto Dini presso Villa Torrigiani (FI).
Il Soul Six ha prodotto il disco “Sacro Profano”, un percorso di sperimentazione che contamina le radici territoriali del gruppo con i vari generi musicali che lo hanno contraddistinto nei suoi dieci anni di carriera. I brani della tradizione si alternano e si mescolano a composizioni dialettali di world music, al soul e al gospel. Il disco contiene anche il loro due inediti, due brani di denuncia e riflessione su altrettanti temi di scottante attualità: la violenza all’infanzia e l’immigrazione.
Nella loro diversità vocale, i Soul Six rappresentano una vasta tavolozza sonora in cui la passione per il soul e per la musica black si esprime anche nel repertorio di carattere pop fino ad arrivare alla World Music. Con la loro passione per la polifonia i Soul Six hanno colorato brani della musica leggera, pop, soul, etno-folk e jazz spaziando tra autori come i Queen, Domenico Modugno, i Manhattan Transfer, Renato Carosone, Michael Jackson, Enzo Avitabile, Sting addirittura fino a sperimentare e rielaborare i brani della tradizione campana con contaminazioni soul e jazz”.
Benevento, in manette un 23enne e un 33enne per spaccio di stupefacenti
Le Fiamme Gialle di Benevento erano sulle loro tracce dal 2016, ora le indagini possono dirsi concluse con l’arresto di D.P., 23 anni, e G.T., 33 anni, per spaccio di sostanze stupefacenti.
“All’esito di indagini coordinate dai Magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento ha eseguito un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Benevento, concernente due misure cautelari personali (ordinanza di custodia cautelare in carcere ed obbligo di presentazione
alla p.g.) nei confronti di due cittadini beneventani, rispettivamente il 23enne D.P. ed il 33enne G.T., per spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento scaturisce dalle attività info-investigative, condotte dal giugno del 2016 al gennaio del 2017 ad opera del Nucleo di Polizia Tributaria di Benevento, che hanno permesso di sequestrare varie tipologie di sostanze stupefacenti e reprimere diversi episodi di spaccio compiuti nel capoluogo e nella provincia sannita.
L’ordinanza dell’applicazione della misure di custodia cautelare in carcere ha evidenziato “le continuative e perduranti condotte illecite poste in essere” dal soggetto, a testimonianza di un “indice di professionalità nel reato” e di “un vero e proprio sistema di vita e di approvvigionamento economico destinato a replicarsi” nonché la circostanza che il medesimo, nonostante gli interventi della p.g. e successivamente alla proposizione della richiesta del P.M., non abbia interrotto né limitato la sua attività criminosa, attesi i “verbali di arresto del 30.09.2017 e del 9.10.2017 per altre condotte della stessa specie”.
Il G.I.P. ha disposto, altresì, il Sequestro Preventivo, ai sensi degli artt. 321 c.p.p. e 12 sexies L. 356/92, dei beni (tra cui n. 1 automezzo) e dei rapporti bancari intestati e/o cointestati al soggetto tratto in arresto, ritenendo evidente la sproporzione tra il valore dei beni posseduti ed i redditi dichiarati”.
Acerra, Napoli, rubano fucile da una casa: presi tre ragazzi
Acerra, in provincia di Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Castello hanno arrestato il ventenne incensurato M.D.F e altri due ragazzi di 17 anni, per detenzioni illegale di armi. I tre si aggiravano su un solo scooter a Via Duomo, uno dei due minorenni guidava lo scooter e gli altri due dietro tenevano sottobraccio un fucile da caccia carico. E’ risultato che il suddetto fucile era stato rubato da un’abitazione di Nola. Nel momento in cui i giovanni hanno visto i Carabinieri, il conducente ha stupidamente accelerato, cercando di infilarsi in strade secondarie, ma dopo un breve inseguimento,i tre sono stati bloccati e identificati. Il 20enne è stato messo agli arresti domiciliari.
Dinamo Sassari vs Sidigas Avellino, Sacripanti: “Domani bisogna controllare il ritmo, i rimbalzi e le palle perse per vincere”
Domani al Pala Serradimigni di Sassari ci sarà il primo incontro del 2018 per la Sidigas Avellino. A presentare il match è stato coach Sacripanti, questo il comunicato della società:
“Domani sera i ragazzi di coach Sacripanti affronteranno la Dinamo Sassari nel match valido per la tredicesima giornata del campionato LBA. La prima gara del 2018 della Sidigas Avellino avrà luogo al Pala Serradimigni di Sassari alle ore 20:45 e potrà essere seguita in diretta su Eurosport Player e su Rai Sport. Queste le considerazioni di coach Sacripanti sull’imminente sfida:
‘Quella del due Gennaio sarà una bella sfida di basket, che rappresenterà per noi, dopo una serie di nostre prestazioni solide e concrete, un esame molto impegnativo e stimolante. Sarà una partita importante contro la squadra che in questo momento è forse la più in forma di tutto il campionato: tranne la sconfitta registrata contro Venezia, infatti, è riuscita a vincere una serie di partite alzando la qualità di gioco.
Sassari ha un roster composto da 11 giocatori di altissimo livello e credo sia attualmente una delle formazioni da temere di più: è infatti tra le prime squadre per punti di realizzazione e sicuramente una delle compagini in lizza per il titolo. Credo che la gara se la aggiudicherà la squadra che riuscirà a controllare di più il ritmo, i rimbalzi e a diminuire le palle perse: da qui nasceranno poi tutti i giochi d’attacco e gli 1 contro 1. Parliamo quindi di una doppia sfida: non solo Avellino contro Sassari ma anche ruolo contro ruolo, poiché assisteremo a degli accoppiamenti molto interessanti'”.
Macabra scoperta quella di ieri a Viboldone, nel Milanese. Un uomo è stato trovato morto e con una profonda ferita alla gola. I carabinieri di Milano, che svolgono gli accertamenti coordinati dalla procura della Repubblica di Lodi, indagano per omicidio.Il cadavere è stato trovato verso le 9 d mattina in un furgone Mercedes ‘Vito’ parcheggiato in via Folli all’angolo con via Redecesio, fermo al lato della strada a un centinaio di metri dall’abbazia di Viboldone. La squadra Rilievi ha effettuato le indagini nell’abitacolo, ma si aspetta l’autorità giudiziaria per l’autopsia che stabilirà la causa esatta della morte.
L’uomo è stato identificato: si tratta di un imprenditore, Cosimo Vincenzo Carino, 73 anni, incensurato, sposato con figli e residente a Milano. Carino, secondo le prime indagini, attraversava un periodo di grave difficoltà economica unito alla depressione. Questa prima ricostruzione potrebbe far supporre il suicidio, ma l’efferatezza del gesto rende tale ipotesi poco credibile. Più verosimile è invece l’ipotesi di un delitto, soprattutto per la mancanza dell’oggetto con cui è stata inferta la ferita mortale, che non si trova né in auto né nei dintorni. Secondo una prima ricostruzione della dinamica, il colpo sarebbe stato inferto a bordo strada, nei pressi di un guard-rail, oltre il quale c’è un piccolo fossato con dell’acqua. Il coltello (o l’oggetto usato) non si esclude quindi che possa essere caduto nel fossato.
Capodanno al Cardarelli: diminuiscono feriti botti, aumentano casi coma etilico
Dati scioccanti arrivano dall’ospedale Cardarelli, dove sono stati registrati 20 casi di coma etilico tra giovani under 20.
Il dottor Franco Paradiso sottolinea come quest’anno ci siano stati meno casi di ferimento causati da botti: due a carico degli occhi, due a carico delle falangi mano destra con amputazione traumatica di falangi. Ma lancia l’allarme sull’aumento del cosumo dell’alcol tra i giovani: “E’ però da rilevarsi un aumento di casi di coma da alcol etilico tra giovani al di sotto dei 20 anni, 20 casi nella notte“.
Queste le parole del direttore generale Ciro Verdoliva:“Voglio ringraziare tutto il personale che come sempre ha garantito assistenza, producendo uno sforzo straordinario anche durante questa fine dell’anno. Ancora una volta il Cardarelli si è mostrato all’altezza del compito“
De Laurentiis: “Un felice 2018 ricco di soddisfazioni a tutti”
Il presidente nel Napoli Aurelio De Laurentiis, attraverso il suo profilo twitter, lancia il suo messaggio di auguri, queste le sue parole: “Un felice 2018 ricco di soddisfazioni a tutti quelli che lavorano nel Napoli. Auguri a Sarri, Chiavelli, Giuntoli, Formisano, Pompilio, Lombardo e alle loro famiglie. Auguri ai calciatori, allo staff tecnico, allo staff medico e a tutti i loro colllaboratori, a mio figlio Edoardo nel suo ruolo di vice presidente, e naturalmente alle loro famiglie. E infine tanti auguri a tutti i tifosi e i simpatizzanti del Napoli, ovunque nel mondo. Forza Napoli Sempre!“
Ferito mentre viaggiava a bordo della sua auto, si ipotizza proiettile vagante, rischia asportazione del rene
Napoli – L’uomo, 51 anni, mentre tansitava per Via Carbonara a bordo della sua auto, è stato colpito alla schiena, probabilmente da un proiettile vagante. La Polizia di Stato non esclude questa ipotesi: dai rilevamenti effettuati, hanno individuato un foro di entrata nel portellone posteriore.
Il 51enne, colpito alla zona dorsale da proiettile calibro 9×21 che ha attraversato il cofano dell’auto e sedile posteriore, è ricoverato con sospetta lesione ossea. E’ in prognosi riservata e rischia l’asportazione del rene
Chi ben comincia … con quel che segue. Il 2018 comincia con gli immancabili aumenti su beni e “cose” primarie: Autostrade, Luce, Gas. Al momento tacciono i carburanti, ma di sicuro sarà perché stanno carburando
L’Autorità dell’energia ricorda: bollette della luce su del 5,3%, quelle del gas del 5%. A cosa sono dovuti gli aumenti di luce e gas in vigore dal primo gennaio
Bollette di elettricità e gas in aumento nel primo trimestre del 2018. Dal primo gennaio, informa l’Autorità dell’Energia, la famiglia tipo registrerà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche e del 5% per quelle di gas. È quanto prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela.
Nel dettaglio, per l’elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1 aprile 2017 e il 31 marzo 2018) sarà di circa 535 euro, con un incremento del 7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1 aprile 2016 – 31 marzo 2017), per un aumento di circa 37 euro all’anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, pari a un aumento di circa 22 euro all’anno.
Il perché degli aumenti
In particolare, spiega l’Autorithy, l’aumento dell’elettricità è legato ad una serie di fattori concomitanti, tutti al rialzo, che hanno portato ad una decisa crescita dei prezzi all’ingrosso nell’ultimo trimestre (+20% del Prezzo Unico Nazionale solo a novembre rispetto ad ottobre): la ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017), da confermare nel 2018, positiva come segno della ripresa delle attivita’ produttive, ma con l’effetto parallelo di una risalita dei prezzi all’ingrosso; l’indisponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi, con una crescita delle quotazioni dell’elettricità all’ingrosso nel mercato d’oltralpe, che influenza al rialzo anche quello italiano e ne riduce i volumi importati dalla Francia; alcune limitazioni nei transiti di elettricità nella rete italiana, soprattutto nel Sud-Italia, comportando una riduzione complessiva dell’efficienza del sistema; la minore disponibilità della generazione idroelettrica nazionale per la scarsa idraulicità del periodo (il 2017 è l’anno più ‘arido’ degli ultimi 200 anni), sostituita dalla più onerosa produzione delle centrali a gas; l’aumento stagionale dei prezzi all’ingrosso del gas a livello europeo che ha contribuito a far innalzare i prezzi elettrici.
Inoltre, osserva ancora l’Autorità, a questi fenomeni si affianca anche un aumento della componente legata al dispacciamento – cioè quella per mantenere adeguato ed in equilibrio il sistema elettrico – e degli oneri legati alle risorse interrompibili (per tutto il 2018) per la sicurezza del sistema elettrico, come previsto dagli indirizzi del ministro dello Sviluppo economico, sulle base delle analisi condotte da Terna (nelle more dell’operatività del mercato della capacità di cui il Governo italiano non ha ancora ottenuto autorizzazione da Bruxelles), oltre che l’aumento dei costi per le Unità essenziali alla sicurezza, decisa dall’Autorità in base alle indicazioni di Terna.
Infine, pesa l’aumento degli oneri generali di sistema dovuto al rafforzamento delle agevolazioni per le industrie manifatturiere energivore, deciso con decreto del ministro dello Sviluppo economico in attuazione della recente Legge europea che ha recepito il via libera della Commissione europea della scorsa primavera al Piano di adeguamento predisposto dal Governo italiano. Impattano invece positivamente per i consumatori, contenendo in parte i valori del dispacciamento, i primi recuperi legati ai provvedimenti prescrittivi dell’Autorità degli oneri sostenuti per le condotte anomale pregresse degli operatori dell’offerta e della domanda nei mercati all’ingrosso dell’elettricità.
Per il gas invece l’aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alle stagioni invernali, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo, che – in un mercato unico – implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all’ingrosso italiani.
Esplodono colpi d’arma da fuoco in aria, un 12enne rimane ferito alla gamba.
Alcuni minuti prima della mezzanotte, mentre era affacciato al balcone, nel quartiere periferico di Napoli, San Giovanni a Teduccio, un ragazzino di 12 anni è stato colpito alla gamba da colpi di arma da fuoco sparati in aria. Secondo quanto ipotizzato dal primo dirigente della Polizia di Stato che coordina le volanti Michele Spina, a sparare sarebbe stato un gruppo di giovani a bordo di moto. Gli inquirenti stanno considerando anche la pista della “stesa”.
Il 12enne rimasto ferito è stato prima portato all’ospedale Loreto Mare e poi al Santobono, le sue condizioni non sono gravi.
Da oggi i pedaggi autostradali costano di più. Cosa bisogna sapere. Il rincaro medio è del 2,74%. Le reazioni dei consumatori e della politica
Da oggi, primo gennaio 2018, aumentano le tariffe di pedaggio autostradale, un rincaro accolto da un disappunto bipartisan e dall’ira delle associazioni dei consumatori. L’incremento medio del pedaggio per i veicoli sull’intera rete autostradale, calcolato sulla base delle percorrenze 2016, risulta essere pari al 2,74%. Sempre oggi partono gli aumenti per Luce ( 5,3%) e Gas ( 5%).
“L’aggiornamento annuale delle tariffe deriva dall’applicazione di quanto contrattualmente previsto dalle Convenzioni Uniche stipulate dal 2007 in attuazione della legge di riforma del settore n. 296/2006 unitamente alle Delibere Cipe del 2007 e del 2013 che hanno stabilito le formule tariffarie e criteri di calcolo. La successione delle norme e degli Atti convenzionali ha dato luogo a diversi regimi tariffari che tengono conto, pur con diverse modalità, dei parametri legati all’inflazione (programmata o reale), alla qualità, al recupero della produttività nonché agli investimenti in beni devolvibili effettuati”, spiega Autostrade per l’Italia, “in particolare per quanto attiene la spesa per investimenti, sono stati considerati gli importi sostenuti dalle società nel periodo compreso tra il 1 ottobre 2016 ed il 30 settembre 2017, pari a 755,916 milioni di euro di cui 487,691 milioni di euro sono stati riconosciuti ai fini della remunerazione. La differenza, pari a 268,225 milioni di euro non genera alcun incremento ai sensi delle vigenti pattuizioni convenzionali. Sulla base del quadro regolamentare vigente, ed a seguito delle verifiche istruttorie poste in essere, sono stati firmati, quindi, i Decreti Interministeriali di concerto tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministro dell’Economia e delle Finanze”.
In particolare sono interessate dall’aggiornamento ventitrè Concessionarie autostradali oltre alle tre (T.E.E.M, Pedemontana Lombarda e Bre.Be.Mi.) il cui concedente è la Concessioni Autostrade Lombarde (CAL) spa.
Questi gli adeguamenti riconosciuti:
Asti-Cuneo spa 0,00%
ATIVA spa 1,72%
Autostrade per l’Italia S.p.A. 1,51%
Autostrada del Brennero spa 1,67%
Autovie Venete spa 1,88%
Brescia-Padova spa 2,08%
Consorzio Autostrade Siciliane 0,00%
CAV spa 0,32%
Centro Padane Spa 0,00%
Autocamionale della Cisa Spa 0,00%
Autostrada dei Fiori Spa 0,98%
Milano Serravalle Milano Tangenziali spa 13,91%
Tangenziale di Napoli spa 4,31%
RAV spa 52,69%
SALT spa 2,10%
SAT spa 1,33%
Autostrade Meridionali (SAM) spa 5,98%
SATAP spa Tronco A4 8,34%
SATAP spa Tronco A21 1,67%
SAV spa 0,00%
SITAF spa 5,71%
Torino – Savona spa 2,79%
Strada dei Parchi spa 12,89%
Bre.be.mi. 4,69%
TEEM 2,70%
Pedemontana Lombarda 1,70%.
Le reazioni
“Si tratta di aumenti inaccettabili. Anche se il rialzo medio dei pedaggi sulla rete autostradale è del 2,74%, ci sono incrementi bulgari. Avere rincari del 13,91%, come per la Milano Serravalle, vuol dire mandare in tilt i bilanci di quei pendolari costretti a prendere quella tratta”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Con il nuovo anno, centinaia di migliaia di pendolari lombardi che sono costretti a spostarsi con l’auto lungo l’autostrada A4 o con le altre autostrade che collegano (da Pavia, da Lodi, da Novara ecc) a Milano dovranno pagare 10 centesimi in più ad ogni barriera di ingresso o uscita da Milano. Questo significa, per chi utilizza queste autostrade ogni giorno per lavoro, circa 1 euro in più a settimana se oltrepassano una sola barriera tra andata e ritorno oppure anche 2 euro se si oltrepassa anche una seconda barriera milanese. Per la serie somaro lombardo paga e taci eccoti una nuova tassa dalla premiata ditta Governo PD. Una domanda a Renzi e Gentiloni: aumentare i pedaggi autostradali non significa aumentare le tasse?”, afferma Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda e deputato della Lega.
“Se l’aumento medio dei pedaggi autostradali per il 2018 si attesta intorno al 2,70% sul territorio nazionale, è indubbio che l’aumento del 12,89% previsto per l’Autostrada dei Parchi è a dir poco paradossale”, sostiene il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che chiede un urgente incontro con il Mit, il ministero guidato da Graziano Delrio. “Infatti, pur comprendendo ogni possibile variabile utile ad un riallineamento del pedaggio su tariffe più aggiornate, in questo caso – spiega Zingaretti – salta all’occhio come tale riallineamento ometta diversi fattori da valutare, fattori che nell’ambito dei servizi offerti al cittadino costituiscono elementi invece imprescindibili, a partire – per fare solo un esempio – da quello della “gradualità”.
“Gli aumenti dei pedaggi autostradali sono un serio danno al Paese, e sono il frutto di politiche sbagliate e ingiuste che questo governo ha portato avanti con ostinazione”. Inoltre si tratta di aumenti che “arricchiscono chi è già ricchissimo”, afferma invece Lucio Malan (FI), questore del Senato, “in presenza di una inflazione allo 0,9% vediamo aumenti medi del 2,7%, con picchi a livelli stellari, come l’8,34% della Torino-Milano. Chi ci perde pesantemente sono automobilisti, consumatori e sistema Paese, chi ci guadagna sono colossi che già prima degli aumenti avevano profitti enormi e senza rischi”.
Auguri di buon anno dalla redazione di ViViCentro.it
Un altro anno è passato, il 2017 ha portato grandi sorprese. Siamo felici dei risultati raggiunti grazie a tutti voi, i nostri lettori che sempre ci sostengono e ci spronano a dare sempre di più. E’ a tutti quanti voi che la redazione di ViViCentro.it, in tutte le sue componenti, augura un 2018 migliore e ricco di successi, nel lavoro come nella vita.
Il Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella trasmesso a reti unificate:
Care concittadine e cari concittadini, un saluto cordiale e un grande augurio. A tutti coloro che sono in Italia e agli italiani che si trovano all’estero.
Tra poco, inizierà il 2018.
Settant’anni fa, nello stesso momento, entrava in vigore la Costituzione della Repubblica, con il suo patrimonio, di valori, di principi, di regole, che costituiscono la nostra casa comune, secondo la definizione di uno dei padri costituenti.
Su questi valori, principi e regole si fonda, e si svolge, la nostra vita democratica. Al suo vertice, si colloca la sovranità popolare che si esprime, anzitutto, nelle libere elezioni.
Come sapete ho firmato il decreto che conclude questa legislatura del Parlamento e, il 4 marzo prossimo, voteremo per eleggere le nuove Camere.
E’ stato importante rispettare il ritmo, fisiologico, di cinque anni, previsto dalla Costituzione.
Insieme ad altri esiti positivi, andremo a votare con una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, omogenea per le due Camere.
Le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese.
Mi auguro un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese.
Ho fiducia nella partecipazione dei giovani nati nel 1999 che voteranno per la prima volta.
Questo mi induce a condividere con voi una riflessione.
Nell’anno che si apre ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto.
In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora – i ragazzi del ’99 – vennero mandati in guerra, nelle trincee.
Molti vi morirono.
Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica.
Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell’Europa.
Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo.
Assistiamo, persino, al riaffacciarsi della corsa all’arma nucleare.
Abbiamo di fronte, oggi, difficoltà che vanno sempre tenute ben presenti. Ma non dobbiamo smarrire la consapevolezza di quel che abbiamo conquistato: la pace, la libertà, la democrazia, i diritti.
Non sono condizioni scontate, né acquisite una volta per tutte. Vanno difese, con grande attenzione, non dimenticando mai i sacrifici che sono stati necessari per conseguirle.
Non possiamo vivere nella trappola di un eterno presente, quasi in una sospensione del tempo, che ignora il passato e oscura l’avvenire, così deformando il rapporto con la realtà.
La democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro.
Occorre preparare il domani. Interpretare, e comprendere, le cose nuove. La velocità delle innovazioni è incalzante; e ci conduce in una nuova era, che già cominciamo a vivere.
Un’era che pone anche interrogativi sul rapporto tra l’uomo, lo sviluppo e la natura. Basti pensare alle conseguenze dei mutamenti climatici, come la siccità, la limitata disponibilità di acqua, gli incendi devastanti.
Si manifesta, a questo riguardo, una sensibilità crescente, che ha ricevuto impulso anche dal magistero di Papa Francesco, al quale rivolgo gli auguri più fervidi.
Cambiano gli stili di vita, i consumi, i linguaggi. Mutano i mestieri, e la organizzazione della produzione. Scompaiono alcune professioni; altre ne appaiono.
In questo tempo, la parola “futuro” può anche evocare incertezza e preoccupazione. Non è stato sempre così. Le scoperte scientifiche, la evoluzione della tecnica, nella storia, hanno accompagnato un’idea positiva di progresso.
I cambiamenti, tuttavia, vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità.
L’autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre.
La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro, è la nostra Costituzione: ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscerci comunità di vita.
L’orizzonte del futuro costituisce, quindi, il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale.
Il dovere di proposte adeguate – proposte realistiche e concrete – è fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese.
Non è mio compito formulare indicazioni.
Mi limito a sottolineare, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. E’ necessario che ve ne sia in ogni famiglia. Al tempo stesso va garantita la tutela dei diritti e la sicurezza, per tutti coloro che lavorano.
Tanti nostri concittadini vivono queste festività in condizioni di disagio, per le conseguenze dei terremoti, che hanno colpito larga parte dell’Italia centrale. A loro desidero far sentire la vicinanza di tutti.
Gli interventi per la ripresa e la ricostruzione proseguono e, talvolta, presentano difficoltà e lacune. L’impegno deve continuare in modo sempre più efficiente fino al raggiungimento degli obiettivi.
Esprimo solidarietà ai familiari delle vittime di Rigopiano e della alluvione di Livorno; ai cittadini di Ischia, che hanno patito gli effetti di un altro sisma. E a tutti coloro che, nel corso dell’anno, hanno attraversato momenti di dolore.
Un pensiero particolare va ai nostri concittadini vittime dell’attentato di Barcellona. Il loro ricordo, unito a quello delle vittime degli attentati all’estero degli anni precedenti, ci rammenta il dovere di mantenere la massima vigilanza nella lotta al terrorismo.
Riguardo a questo impegno, vorrei ribadire la riconoscenza nei confronti delle nostre Forze dell’Ordine, dei nostri Servizi di informazione, delle Forze Armate, ripetendo le stesse parole di un anno fa: “Anche nell’anno trascorso hanno operato, con serietà e competenza, perché in Italia si possa vivere con sicurezza rispetto a quel pericolo, che esiste ma che si cerca di prevenire”.
Si è parlato, di recente, di un’Italia quasi preda del risentimento.
Conosco un Paese diverso, in larga misura generoso e solidale. Ho incontrato tante persone, orgogliose di compiere il proprio dovere e di aiutare chi ha bisogno. Donne e uomini che, giorno dopo giorno, affrontano, con tenacia e con coraggio, le difficoltà della vita e cercano di superarle.
I problemi che abbiamo davanti sono superabili. Possiamo affrontarli con successo, facendo, ciascuno, interamente, la parte propria. Tutti, specialmente chi riveste un ruolo istituzionale e deve avvertire, in modo particolare, la responsabilità nei confronti della Repubblica.
Vorrei rivolgere, in chiusura, un saluto a quanti, questa sera, non stanno festeggiando perché impegnati ad assolvere compiti e servizi essenziali per tutti noi: sulle strade, negli ospedali, nelle città, per garantire sicurezza, soccorso, informazione, sollievo dalla sofferenza.
A loro, ringraziandoli, esprimo un augurio particolare.
Auguri a tutti; e buon anno.
vivicentro.it/ CRONACA – POLITICA /Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (VIDEO)
E’ stata una prima parte di stagione ampiamente positiva quella della Juve Stabia. La squadra di Caserta e Ferrara si è stabilizzata nelle zone alte della classifica, offrendo un bel gioco e contando su una identità ormai consolidata.
Questo il nostro pagellone del girone di andata:
PORTIERI
Branduani: Il suo arrivo in extremis conferisce alla Juve Stabia l’elemento cardine che tutte le grandi squadre devono avere: un portiere di assoluta affidabilità. Le partite in cui l’estremo difensore stabiese non compie miracoli si contano sulle dita di una mano; i suoi guantoni sono ormai una certezza. Voto 8.
Bacci: Conferma la sua capacità di farsi trovare pronto quando Caserta e Ferrara gli danno una chance. L’uscita dalla Coppa Italia di categoria contro la Paganese pesa soprattutto per lui, che nella competizione avrebbe trovato minutaggio e continuità. Voto 6,5.
Zanotti: E’ lui il titolare all’esordio in campionato contro l’Andria, gara in cui commette un errore grossolano, regalando la rete del vantaggio iniziale ai padroni di casa. Da quel momento esce dai radar dello staff tecnico. Voto 5.
DIFENSORI
Allievi: La sua stagione, in scia con il finale della precedente, parte bene e le sue prestazione sono ampiamente positive. E’ lui a griffare con la sua rete il derby di Pagani ed a ripetersi la settimana successiva contro il Racing Fondi. Qualche problema fisico gli fa perdere i gradi di titolare ma appare in ripresa. Voto 6,5.
Bachini: Prima parte di stagione di apprendistato che precede la sua esplosione. Una volta entrato nell’undici titolare non ne è più uscito, guadagnandosi la stima di tutto l’ambiente a suon di grandi prestazioni. Essenziale ma sempre efficace. Voto 7.
Crialese: Calciatore che, quando è in giornata, fisicamente e psicologicamente, è in grado di fare la differenza grazie al suo sinistro raffinato. Troppe volte si è vista in campo, però, la sua versione pigra. Non è un caso che Caserta lavori tanto su di lui: con la giusta cattiveria può diventare elemento di spicco. Voto 6.
Dentice: Causa problemi fisici, ed una fastidiosa ricaduta, si è visto più in infermeria che in campo. Girone di andata quasi non giudicabile per lui, che resta al centro di alcune voci di mercato. Voto 5,5.
Gaye: La sua favola è a lieto fine a prescindere dalle sue prestazioni, ma le poche volte che è sceso in campo ha mostrato fame e voglia di fare bene. Peccato per il rigore decisivo, causato da una sua ingenuità nell’ultima gara di Coppa Italia Serie C di Pagani. Voto 5,5.
Morero: Come Paponi e Matute meriterebbe un voto alto solo per aver sposato il progetto tecnico ed economico della Juve Stabia. E’ il leader carismatico della squadra e quando manca si sente la sua assenza, nonostante qualche errore di troppo a volte evitabile. Voto 6,5.
Nava: Partito in sordina è cresciuto in modo esponenziale sulla distanza. Il suo percorso di crescita ricorda quello del primissimo Cancellotti che vestiva la maglia della Juve Stabia. Riesce sempre bene a trovare il giusto mix tra fase di spinta e di copertura. Voto 6,5.
CENTROCAMPISTI
Awua: L’eliminazione dalla Coppa Italia di categoria dà rammarico perché giunta a seguito di una prestazione molle delle Vespe, e perché penalizza elementi come Awua, inevitabilmente poco utilizzati in campionato. Tanta corsa e muscoli quando è sceso in campo; resta la curiosità di rivederlo all’opera. Voto 6.
Calò: Inizio di stagione un po’ troppo timido per il talentuoso centrocampista scuola Samp, che si è smaliziato match dopo match. I suoi ultimi spezzoni di gara denotano una crescita palpabile, sbattuta però sulla traversa del De Simone di Siracusa: è sulla buona strada. Voto 6,5.
Capece: Arrivato con la non leggera eredità di Capodaglio, dall’ex Cosenza ci si attendeva e ci si attende di più. La visione di gioco, con annesso piede educato, non manca; a latitare è stato spesso il dinamismo che in una squadra battagliera come quella stabiese deve essere elemento imprescindibile. Voto 5,5.
Mastalli: “C ripigliam tutt chell che è o nuost” recita una famosa citazione di Gomorra. E’ quello che ha fatto Mastalli che, dopo un inizio di stagione altalenante (nonostante la precisione sotto porta), da vero leader si è ripreso i ruolo da intoccabile della scorsa stagione. La sua maturazione è palpabile non solo nelle geometrie e nella visione di gioco ma anche negli inserimenti, nella fase di filtro e nell’atteggiamento che mostra verso compagni ed ambiente. Voto 7.
Matute: Cuore enorme per il centrocampista camerunense, che con entusiasmo si è rimesso in gioco come elemento di esperienza che deve aiutare i più giovani. Fisicamente non assistito dalla condizione fisica eccellente che richiede il suo stile di gioco, ha sempre dato il suo contributo. Voto 6.
Viola: La sensazione è che le tre giornate di squalifica iniziali lo abbiano aiutato a limare qualche eccesso caratteriale. Il calciatore che, dopo l’assenza forzata, è rientrato in campo è scintillante. Centrocampista completo: dinamismo da interditore e piedi da regista, in grado di colpire sia con la sciabola che col fioretto. Il numero 15 è la proiezione in campo del suo allenatore, da cui sta traendo i segreti per essere un centrocampista completo. Voto 7,5.
ATTACCANTI
Berardi: Ha fatto intravedere doti rilevanti sin dall’esordio stagionale, in Coppa Italia contro il Bassano, L’impatto con il campionato è stato invece più duro ed ha mostrato come il fantasista sanmarinese debba, comprensibilmente, crescere; nel suo repertorio restano colpi importanti e su cui poter contare. Voto 6.
Canotto: Quando dimentica la vocazione a voler risolvere le gare da solo è un esterno che garantisce giocate ad effetto e gol come pochi. Le aspettative alte dovute al suo arrivo sono state soddisfatte a tempo debito, dopo un periodo di adattamento al gioco di Caserta ed all’ambiente. Ad oggi, decisivo per le sorti della squadra. Voto 7.
Costantini: Stesse considerazione fatte per Berardi. Precampionato da incorniciare che si scontra con la complessità e la durezza del girone più competitivo del campionato di Serie C. Voto 6 di incoraggiamento.
D’Auria: Prima che Caserta e Ferrara trovassero la formula magica del 4-2-3-1, anche il giovane esterno napoletano ha avuto le sue occasioni, probabilmente non sfruttate però appieno. Difficile, ora, sovvertire le gerarchie che si sono create. Voto 5,5.
Lisi: Una testarossa con il motore diesel. Dopo un inizio di stagione pigro, causa motivazioni a intermittenza, l’esterno romano è tornato ad essere il gladiatore della Juve Stabia. Meno presente in zona gol rispetto alle scorse stagioni ma più incisivo in fase di assist e nelle altre zone di campo, dove lo si vede spesso scalare nel ruolo ormai non nuovo di centrocampista. Voto 7.
Paponi: Da emblema del mercato sbagliato dello scorso gennaio a trascinatore, capocannoniere e numero 10. L’ex Latina ha deciso in estate di non abbandonare la sfida accettata mesi prima, venendo incontro alle esigenze della società; in campo combatte e sprona i compagni, dall’alto anche di una presenza in zona gol ritrovata. Non è un caso che i quasi due mesi di assenza siano coincisi col periodo di flessione della squadra. Voto 7,5.
Simeri: Il “Marotta” di questa stagione. Al suo primo, vero, campionato (dopo qualche timido assaggio) tra i professionisti non ha pagato lo scotto del salto di categoria, distinguendosi subito per voglia di combattere, grinta e fame di arrivare lontano. Quando è in campo dà tutto, mentre quando è fuori scalpita, in modo giusto, per tornare a fare gol: un carro armato. Voto 7.
Strefezza: Oggetto quasi misterioso fino al cambio di modulo che ha rigenerato lui più di tutti. Baricentro basso, tanta qualità e forza fisica gli consentono di non soffrire i contrasti con gli avversari, senza dimenticare di innescare i compagni. L’abito da fantasista puro sembra fatto a misura per lui. Voto 6,5.
ALLENATORI
Caserta/Ferrara: Hanno plasmato una squadra con una solida identità di gioco e motivazioni da vendere. Nonostante le tante difficoltà di inizio stagione (la mancanza del Menti e la poca considerazione da parte dell’ambiente locale) sono riusciti in tempi brevi a trovare l’undici su cui puntare. Da non dimenticare il coraggio di stravolgere il modulo provato per mesi in luogo di quello che poteva rappresentare una incognita e che invece si è rivelato lo schema in grado di far rendere al meglio gli uomini di maggiore qualità. Grazie soprattutto all’animo stabiese di Caserta, inoltre, comprendono immediatamente lo stato d’animo della tifoseria, con cui sono in totale sintonia. Voto 8.
PRESIDENTE
Manniello: Nell’indifferenza generale ha prima regolarizzato la posizione della società, mettendola al sicuro da eventuali brutte sorprese, e poi allestito una squadra con qualità e motivazioni, scovando elementi sconosciuti fino a pochi mesi fa. L’amarezza per l’epilogo della scorsa stagione non ha intaccato la sua sana follia che lo porta a rincorrere quel sogno realizzato solo sei anni fa. Voto 10.
Settore giovanile Juve Stabia: “Buon 2018 a tutti!”
L’anno che arriva, una foresta vergine da esplorare. Troveremo tesori, raccoglieremo frutti, inciamperemo, troveremo ostacoli, ma ogni volta arriverà l’alba, e il sole illuminerà le nostre esperienze. L’importante è farlo compatti verso un unico obiettivo. Il presidente del settore giovanile della Juve Stabia, Andrea De Lucia, il responsabile Saby Mainolfi, tutti i dirigenti, gli staff e le squadre, nonchè l’ufficio stampa, augurano a tutti voi un buon 2018!
FOTO ViViCentro – Reggiana-Triestina 2-0 e i Granata volano al quarto posto
A Reggio Emilia la Triestina viene travolta da una Reggiana molto cinica e ben organizzata. Nella prima frazione di gioco i Triestini ci provano in tutte le maniere ma il muro Granata resiste grazie ad un Facchin in forma smagliante. La prima occasione capita sui piedi di Petrella che tira a giro ma Facchin vola e devia in Angolo. La Triestina mantiene il pallino del gioco e crea ancora molto ma la Reggiana risponde in contropiede e al minuto 10’ Cesarini imbecca Altinier che con un rasoterra sfiora il Palo. Gli uomini di Sannino sono più determinati e alla mezz’ora Mensah s’invola sulla fascia sinistra e mette al centro ma Arma non arriva alla deviazione vincente per un soffio. La Reggiana subisce ma a pochi minuti dalla fine una punizione battuta velocemente porta Cesarini di fronte a Boccanera e lo trafigge con un diagonale perfetto e passa in Vantaggio. La ripresa è la fotocopia del primo con la Triestina a farne da padrona ma i Granata controllano bene e quando possono pungono. Ed è proprio al minuto 68 che Bovo chiude i conti e Trafigge Boccanera dopo avergli respinto il primo tiro. La formazione a tinte Alabardate crea molto e ci prova fino alla fine ma Facchin chiude ogni varco. La Reggiana vince e porta a casa tre punti d’oro che la fanno volare in classifica e ben sperare per il proseguo della stagione.
Reggiana-Triestina 2-0
Marcatori: Cesarini al 43′ pt, Bovo al 24′ st
Reggiana (4-3-3): Facchin; Ghiringhelli, Spanò (Lombardo dal 14′ st), Crocchianti, Panizzi; Bovo, Genevier, Carlini (Bobb dal 43′ st); Riverola (Rosso dal 32′ st), Altinier (Cianci dal 43′ st), Cesarini. A disposizione: Narduzzo, Viola, Manfrin, Zaccariello, Rocco. Allenatore: Sergio Eberini
Triestina (4-3-2-1):Boccanera; Libutti, Meduri, Codromaz, Pizzul; Porcari (Celestri dal 21′ st), Acquadro (Bariti dal 1′ st), Bracaletti (Pastore dal 40′ st); Petrella (Pozzebon dal 21′ st), Mensah; Arma. A disposizione: Perisan, Brandmayr, Erman. Allenatore: Giuseppe Sannino
Arbitro: Daniele De Santis di Lecce (assistenti Davide Moro di Schio e Stefano Zeviani di Legnago)
Note: angoli 0-5. Ammoniti: Petrella al 36′ pt, Codromaz al 8′ st, Facchin al 39′ st, Bracaletti al 40′ st, Bariti al 42′ st, Mensah al 45′ st. Recupero: 1′ pt, 5′ st.
A Castellammare di Stabia, la Direzione didattica del IV Circolo Annunziatella, in collaborazione con la Parrocchia Ss dell’Annunziata, dal 28 al 30 Dicembre, ha organizzato la rappresentazione di un presepe vivente, potremmo dire “sui generis”
Come da consueto, nella maggior parte delle case italiane, a partire dall’ 8 dicembre, si da il via alla decorazione delle proprie abitazioni. Tra i vari addobbi, oltre all’immancabile abete natalizio, spicca, soprattutto nelle case napoletane, il presepe. Ma da dove arriva l’antica tradizione del presepe? I primi a descrivere la Natività furono gli evangelisti Luca e Matteo, i quali nei loro racconti descrivevano l’immagine di quello che poi nel Medioevo è diventato il “Praesepium” ovvero la “mangiatoia”. Successivamente, fu di San Francesco d’Assisi l’idea di far rivivere in uno scenario naturale, la nascita di Gesù Bambino. Quest’anno a Castellammare di Stabia, grazie al IV Circolo Annunziatella, il cui Dirigente Scolastico è la Dottoressa Cinzia Toricco, in collaborazione con la Parrocchia Ss dell’Annunziata, l’antica arte del presepe ha avuto un volto nuovo. La Redazione di VIVICentro.it era presente all’evento e ha avuto la possibilità di parlare con la curatrice del progetto, l’insegnante Filomena Scarfato.
Per prima cosa Filomena ci spiega come è nato questo progetto, e afferma: “Questo è un progetto che parte un po da lontano, anche per quello che rappresenta, nel senso che c’è un gruppo laico nel nostro quartiere, il cui nome è “Insieme per l’altro” che sta collaborando con la Parrocchia. L’attenzione che viene posta verso l’altro è un’attenzione che si basa sulla massima globalità. Da un connubio di sinergie e grazie ad un’idea di Don Antonio, nuovo parroco della Parrocchia Ss dell’Annunziata, si è pensato di proseguire su un cammino che era già iniziato da tempo ma che adesso sta prendendo maggior vigore poiché in tutta la diocesi c’è un cambiamento, quindi un’espressione molto più aperta. Questo progetto nasce dall’espressione di un tronco, di quelli che si trovano in riva al mare, completamente secco, e su questo tronco ho immaginato fosse attaccato, come legato alla vita, un germoglio, e quindi dal Virguto di Iesse nasce questo percorso.” Filomena Scarfato continua dicendo: ” E’ un percorso biblico itinerante, dal Primo Testamento al Vecchio Testamento, di conseguenza si pensa di tenere con Don Antonio e le due Suore, Suor Francesca e Annalisa, che sono due suore della comunità del Gesù Buon Pastore, un progetto che possa coinvolgere tutti, tutti i gruppi attivi della Parrocchia, il Comitato di quartiere che è molto attivo sul territorio da sempre”.
Il progetto tocca 17 scene, 11 vengono rappresentate nell’edificio scolastico e 7 scene vengono rappresentati nei locali della chiesa. Le scene sono le seguenti: 1) L’umanità al centro dell’armonia e della bellezza, 2)Giuseppe: cibo e regalità come servizio per gli altri, 3) Mosè: servo di un Dio che libera, 4) Le dieci parole del dialogo tra Dio e il suo popolo, 5)Davide: Dio non guarda l’apparenza ma il cuore, 6) Ester: la regina che intercede per il popolo, 7) Dio pastore: guida e nutrimento, 8) Giobbe: il grido innocente dell’umanità, 9) Nel Germoglio di Iesse: armonia e pace nel creato, 10) Nel popolo la speranza di rinascere ancora, 11) Il Signore convoca tutte le nazioni intorno a sè, 12) Emmanu-El: Dio è con noi, 13) La Chiesa annuncia la gioia e la luce, 14) Beatitudini: la Parola per i piccoli del regno dei cieli, 16) Mangiaotia e croce: luoghi di vita per gli altri, 17) Canto dell’Agnello immolato e vincitore.
“Questo presepe vuole simboleggiare il cambiamento” afferma Filomena Scarfato, e continua ” il cambiamento avviene nel Virguto di Iesse, vi è una rinascita dell’armonia; successivamente c’è il popolo in cammino, ci siamo noi, che su indicazione del Signore facciamo questo viaggio, e lungo questo percorso, stiamo dando un pezzetto di stoffa che rappresenta un pezzo del mantello di un Giudeo. Lungo questo percorso siamo guidati dai Cullatori della Madonna, che insieme al comitato di quartiere curano gli spazi esterni. La scuola dell’Infanzia ha collaborato alla creazione scenica del Creato, la Scuola Primaria, le prime due scene e il gruppo Insieme per l’altro, hanno collaborato all’allestimento di un po di tutto, e per le scene della Chiesa hanno collaborato tutti i gruppi attivi, come le Catechiste e i Giovanissimi.”
L’insegnante Scarfato ci spiega anche nel dettaglio il significato dato al pezzo del mantello del giudeo: ” Il pezzo di stoffa sarà successivamente raccolto dalla Caritas perché per noi questo percorso itinerante non finisce qui, perché nasce dalla volontà di mettere insieme tutte le sinergie, utilizzate già in altri progetti, ma sempre a spezzoni, non c’è stato mai in tanti anni una sinergia così forte, da unire tutti, c’è la volontà di voler lavorare insieme, in un quartiere che in realtà è una città nella città, a causa della sua grandezza. Non è gente che si incontra per un progetto casuale, ma è gente che collabora attivamente sempre”. Ciò che va messo in risalto secondo Filomena è la volontà di un Parroco, Don Antonio Staiano, di mettere in atto un cambiamento strutturale, e un miglioramento tangibile. Dietro questo lavoro c’è stata una vera e propria connessione tecnica, che ha visto per primo Don Antonio essere la colonna portante di tutto il progetto con il suo supporto allo studio del Primo Testamento. ” Questo è un percorso da fare in preghiera e testimonia la volontà di un gruppo, quello dei Rione Annunziatella, di fare davvero questo percorso” afferma Filomena Scarfato.
Ed è davvero così, e lo si può capire iniziando il percorso del Presepe Vivente dove entrando nelle scene, si viene automaticamente catapultati nel mondo sacro, ed è stato nella fattispecie, come entrare in chiesa, cioè sentire una sensibilità interiore. L’idea di fondo che abbraccia il progetto, rimane un’idea laica, in quanto non necessariamente bisogna essere gente di chiesa per guardare l’altro con attenzione, e attraverso questo progetto il IV Circolo didattico e la Parrocchia Ss dell’Annunziata, stanno davvero riuscendo nella loro missione. In ogni scena del Presepe è presente la voce narrante di Enrico Discolo, documentarista e tecnico, che ha aiutato i visitatori ad immergersi completamente nella storia.
Filomena Scarfato conclude: ” Io sono un’insegnante della scuola dell’infanzia, e la mia idea è quella che l’infanzia sia un età in cui puoi educare una coscienza, lo credo ed è stato anche scientificamente provato, per tanto impartire degli accorgimenti, fa si che nella generazione, nella crescita, si possa acquisire una sensibilità particolare. A tre anni una coscienza è educabile e un bambino a quell’età è un veicolo di informazione. La nostra è una scuola dove si insegna ad amare. Ma non dobbiamo dimenticare che tutto questo è stato reso possibile grazie alla mia direttrice, la Dottoressa Cinzia Toricco, che ci supporta in ogni nostro progetto e ci è sempre vicina e ci segue con proverbiale disponibilità.”
Insigne fenomeno, Hamsik meglio di Maradona, Sarri incredibile stratega
Si è concluso ieri il girone di andata del campionato di Serie A che ha visto il Napoli laurearsi campione d’inverno, con una sola sconfitta subita contro la Juventus allo stadio ‘San Paolo’. Un girone d’andata in cui gli azzurri hanno ottenuto numeri strepitosi.
Ecco le valutazioni di ViViCentro:
Insigne 8: Il talento di Frattamaggiore ha trovato continuità, che con la classe e il talento già in suo possesso gli permettono di fare la differenza e vivere un momento strepitoso. FENOMENO
Hamsik 8: Ha avuto alcune difficoltà iniziali, ma la sua condizione è andata in crescendo col passare del tempo. L’apice è stato raggiunto alla sedicesima giornata quando ha eguagliato il record di gol di Maradona con la maglia azzurra. Poi l’ha distanziato ed è diventato il migliore. MARADHAMSIK
Mertens 7,5: Partenza al massimo come al solito, poi qualcosa si è inceppato ed ora è in astinenza di gol da troppo tempo per uno come lui: segnerà e lo farà a breve. SEMPLICEMENTE DRIES
Koulibaly 7,5: Un muro, insuperabile. Chiunque si trovi dalle sue parti ha vita dura, ha fermato i migliori attaccanti di questa Serie A come Immobile, Icardi e Dzeko. BLINDATO
Allan 7: Incontenibile. Corre, recupera, imposta ed ora segna pure. MASTINO
Callejon 7: Lavora come un forsennato su quella fascia: difende, recupera, scambia coi compagni e arriva sul fondo o a concludere in area. Gli manca il gol, ma è solo questione di tempo. FRECCIA AZZURRA
Jorginho 7: L’organizzatore del gioco del Napoli spazia per tutto il centrocampo. Ritrova anche il gol in Serie A con la rete decisiva di Udine. METRONOMO
Zielinski7: Partito come centrocampista di riserva, si è dimostrato utile alla causa Napoli in qualsiasi ruolo, posizione e momento della gara. Ottimo il suo apporto durante l’infortunio di Insigne. DUTTILE
Ghoulam 7: Un inizio di campionato da paura con corsa, assist e gol. Poi il rinnovo di contratto, ma il grave infortunio al ginocchio ha frenato questo suo essere decisivo. FURIA
Albiol 7: Insieme a Koulibaly svolge un ruolo fondamentale per la protezione della porta dei Reina. L’esperienza è dalla sua parte. MURO
Reina 6,5: Non sta rendendo secondo i suoi standard. L’uscita a vuoto nella gara di Champions a Donetsk può essere costata la qualificazione ai suoi, ma il suo campionato non si limita a questo. Tanti sono stati i suoi interventi salva-risultato. UOMO-RAGNO
Milik 6,5: Veniva da un grave infortunio, aveva recuperato e si stava ritagliando il suo posto poco a poco riuscendo a dare il giusto contributo alla squadra. SFORTUNATO
Diawara 6,5: Viene chiamato spesso in causa per far rifiatare Jorginho, sia in campionato che in coppa senza farlo rimpiangere. PREZIOSO
Hysaj 6,5: Il suo è un campionato più spento rispetto a quello dello scorso anno, ma ciò non toglie che il suo apporto risulti puntuale ed efficace. Anche sull’out sinistro. PRESENTE
Maggio 6,5: Si ritrova a 35 anni passati a dover correre e sgroppare a causa dell’infortunio di Ghoulam. L’impegno e il sudore non mancano mai. Si fa trovare pronto anche in fase d’attacco. SEMPREVERDE
Rog 6,5: Il croato si ritrova a ricoprire anche più di un ruolo: a volte sostituto di capitan Hamsik, altre di Allan, altre ancora come esterno d’attacco. POLIEDRICO
Ounas 6: Poco utilizzato, ma quando è stato chiamato in causa non ha affatto sfigurato. Tecnica e talento ci sono, manca solo un pò di esperienza tattica. TESORO
Chiriches 6: Difensore roccioso che ringhia agli avversari. Con le buone o con le cattive non permette a nessuno di superare la sua linea, salvo qualche piccola eccezione. Sfortunato nell’infortunarsi alla spalla. ROCCIOSO
Mario Rui 6: A causa dell’infortunio di Ghoulam, si ritrova buttato nella mischia nonostante una preparazione atletica non eccellente, ma l’impegno e l’abnegazione non mancano. DETERMINATO
Sepe 6: Chiamato in causa per l’infortunio di Reina, non ha fatto sentire la sua mancanza. Potrebbe essere lui il sostituto naturale del partente Reina? AFFIDABILE
Giaccherini 5,5: Non rientra nei meccanismi del gioco di Sarri e lo si capisce anche quando, con Insigne infortunato, gli preferisce Zielinski. SPRECATO
Rafael s.v.: Da terzo portiere non è riuscito a ritagliarsi un pò di spazio tra i pali, ma in ogni caso c’è sempre. ALLERTA
Maksimovic s.v.: Costato quasi quanto l’intera linea difensiva titolare, ha calpestato l’erba in pochissime occasioni, senza commettere particolari errori. DIMENTICATO
Tonelli s.v.: Tone…chi? Doveva essere uno dei difensori seguaci di Maurizio Sarri, suo tecnico ai tempi dell’Empoli. In un paio di apparizioni, riesce anche a timbrare il cartellino. OGGETTO MISTERIOSO
Sarri 8,5: Regista di una pellicola chiamata “Napoli”, regala spettacolo ad un popolo affamato di sogni che ora, grazie a lui, ne sta cullando uno ma importante. Spesso è radicato nelle sue idee tecniche più che tattiche, ma i risultati gli stanno dando ragione. REGISTA
Il duce: da mesi è al centro della scena. È molto più vivo Lui dei nostri politicanti scriveva ieri Veneziani su Il Tempo.
Mussolini Benito potrà anche essere dichiarato, o ritenuto, da alcuni, l’uomo dell’anno 2017, ma la cosa resta pur sempre un segno di disagio della nostra società odierna. Il fatto che oggi l’Italia abbia una classe politica mediocre, incapace di pensare all’in grande e di progettare il futuro a lungo periodo non autorizza – per una auspicabile società migliore – a scegliere come modello un dittatore, che ha soffocato la libertà e la democrazia con la violenza e la sopraffazione.
È vero, oggi viviamo in una società con molti problemi e molte ingiustizie che ripugnano alla nostra coscienza etica e civica. La classe politica nostrana non brilla certo per correttezza, specchiatezza e diligenza. Tutt’altro. Ma sognare l’“uomo forte”, che comanda da solo e mette “ordine” nella società, significa cascare dalla padella alla brace. In una società le opinioni e gli interessi sono sempre molteplici e complessi. Il riuscire a unificarli non è facile, anzi è quasi impossibile; almeno che non li si comprima con la forza brutale – la violenza fisica ! – oppure con la forza subdola dell’inganno delle coscienze fornendo informazioni false: la censura delle opinioni!
Lo storico Alexis de Tocqueville nei primi dell’800 scriveva: “Il totalitarismo è un potere che non annulla l’esist enza ma la regola; non tiranneggia, ma comprime, snerva, logora e stordisce un popolo, finché non sia tutto quanto ridotto a un gregge di animali timidi e industriosi di cui il governo è pastore” indiscusso.
Esattamente quello che avvenne durante il ventennio fascista in Italia, del quale Benito era il duce-pastore: ridurre ad un gregge di pecore ubbidienti un intero popolo. O per amore o per forza. Il motto per il popolo era, infatti: SERVIRE, OBBEDIRE e TACERE. Il duce cercava di sedurre le masse alimentando il culto della sua persona con immagini suggestive di uomo forte e virile: mentre taglia il grano a torso nudo o chiacchiera con i coloni agricoli. Il duce sposato con 4 figli, ma virile al punto da avere anche una “amante” ufficiale, la sventurata Claretta. Segno di
grande coerenza morale tutta italica, codesta morale a due binari. Al Capo è consentito di infrangere anche le regole morali. La maggior parte delle persone semplici restavano affascinati e soggiogati da cotanto apparato propagandistico che garantiva scientificamente il consenso.
Ma c’era pur sempre chi – più accorto e smaliziato – non restava soggiogato da tanta propaganda e dissentiva. Il regime, per questi casi, disponeva di una rete di delatori – gli spioni ! – col compito di scovare i dissidenti e denunciarli alla polizia. E poi il lavoro veniva completato dalle squadracce fasciste che somministravano olio di ricino per umiliare i malcapitati e poi li picchiavano a sangue fino a farli morire. Una vittima illustre, nel 1925, fu l’onorevole Matteotti, che in Parlamento si permise di criticare l’operato del governo. Per tutta risposta fu letteralmente ucciso a colpi di manganello. Ebbene Mussolini, sempre in Parlamento, a proposito di questo efferato omicidio, ebbe a dichiarare: “Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di quest’associazione”.
Vorremmo vedere tanti contestatari che oggi inneggiano al duce come si comporterebbero se domani si vedessero costretti a vivere in un simile regime sociale.
Per non parlare, poi, dei disastri combinati in politica estera: nel ’29, i Patti Lateranensi che arricchirono smisuratamente la Chiesa per ingraziarsi il suo consenso; e poi, ancora, le leggi razziali, le sciagurate guerre contro la Grecia e l’Etiopia, la guerra di Spagna in soccorso del dittatore Franco, lo scellerato Patto con Hitler che portò al disastro della 2° guerra mondiale ed alla nostrana guerra civile combattuta come Resistenza…
Dopo 74 anni dalla caduta del fascismo non si può eleggere come modello positivo l’uomo che lo incarnò. Il fascismo ha portato troppe sofferenze al popolo italiano e tutti dovremmo esserne vaccinati, definitivamente. Non alimentiamo odii. Ma evitiamo di proporre modelli “impresentabili”. È strano quello che succede oggi in Italia: tutti demonizzano il comunismo, che da noi non ha mai governato. Il Partito comunista, infatti, ha sempre e solo fatto opposizione a
40 anni di governi fatti dalla Democrazia Cristiana e dai suoi alleati. Ma oggi nell’immaginario collettivo, alimentati da TV e mass media, tutti dicono e pensano di essersi liberati dal comunismo dei decenni passati. Mentre il fascismo che è stato effettivamente vissuto da noi Italiani e ci ha fatto i suoi guai proprio a noi, tutti o lo assolvono, o lo sdoganano o lo rimuovono.
Ci vorrebbe una mente come quella del dottor Sigmund Freud per psicanalizzare un intero popolo, bizzarro come il nostro. E pensare che fu un nostro antenato romano ad affermare:
“Historia magistra vitae”. Questa Maestra non ci ha insegnato niente e noi siamo stai cattivi scolari. Meritiamo di essere bocciati perché abbiamo ancora bisogno di molte ripetizioni, per acquisire gli anticorpi necessari ad archiviare definitivamente il nostro doloroso passato e guardare con serenità ed equilibrio al nostro futuro.
Questo è il miglior Augurio che possiamo farci per il nuovo Anno 2018.