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Crc – Grimaldo sarà del Napoli da giugno, operazione da 30mln: per Ghoulam futuro al Man Utd per 60mln!

Grimaldo arriverà per 30 milioni

Il giornalista Raffaele Auriemma ha parlato dell’ arrivo di Grimaldo al Napoli, ai microfoni di Si Gonfia la Rete in onda su Radio Crc: “Grimaldo farebbe fare un salto di qualità importante a sinistra ed è anche giusto fare uno sforzo per portarlo al Napoli. Grimaldo è del Napoli, è costato 30mln. Sarà un crack, è alto quanto Mario Rui, ma ha il dinamismo di Ghoulam: è il calciatore che ti faccia fare il salto di qualità. Ci sarà il sacrificio di Ghoulam a questo punto: applausi a Giuntoli che lo ha fatto rinnovare dopo l’infortunio. Ghoulam andrà al Manchester United per 60mln”.

Napoli, un 12enne vittima di una ‘stesa’

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Si tratta di un ragazzino di soli 12 anni vittima di un raid intimidatorio, la Polizia ha sequestrato 25 bossoli ed arrestato un 30enne per detenzione di munizioni.

E’ successo a Napoli, dove un bambino nella notte del 31 dicembre è rimasto ferito alle gambe mentre se ne stava tranquillamente affacciato al balcone. Si tratta dell’ennesimo raid a scopo intimidatorio nel quale vengono esplosi all’impazzata colpi di pistola. Il ragazzo è stato colpito nella sua abitazione sita nella zona di Napoli orientale, denominata San Giovanni a Teduccio. La Polizia di Stato nella zona ha trovato ben 25 bossoli, molti dei quali avevano raggiunto una vettura parcheggiata nei pressi dell’abitazione del bambino.  Il piccolo è stato ferito in modo non grave a entrambe le gambe. Il padre ha riferito agli investigatori di aver notato, poco prima del ferimento del bimbo, due scooter con a bordo due persone che stavano esplodendo numerosi colpi di arma da fuoco. La polizia ha fermato nelle ore successive all’accaduto Luigi Gitano, 30 anni, accusato di detenzione di munizioni: perquisendo la sua abitazione gli agenti hanno scoperto e sequestrato 182 cartucce di vario calibro.

Oggi Avvenne, il Napoli nel 1966 batteva il Cagliari 2-0 con due rigori

Due rigori permettevano al Napoli di battere il Cagliari

Il Napoli il 2 gennaio del 1966, batteva il Cagliari per 2-0. Alla guida degli azzurri c’era Pesaola e le reti furono segnate da Bean e Altafini. Ecco il comunicato dei partenopei:

Il giorno 2 gennaio il Napoli ha giocato nove partite, otto in serie A ed una in serie B, ottenendo tre vittorie e tre pareggi, con tre sconfitte.

Ricordiamo il 2-0 al Cagliari nella quindicesima giornata della serie A-1965/66

Questa è la formazione schierata da Bruno Pesaola:

Bandoni; Adorni, Girardo; Stenti, Panzanato, Ronzon; Bolzoni, Juliano, Altafini, Sivori, Bean

I gol: 2′ Bean (rig), 71′ Altafini (rig)

Il Napoli chiuse quel torneo cadetto al terzo posto con 45 punti alle spalle dell’Inter, campione con 50, e del Bologna, secondo a 46.

Il 2-0 al Cagliari con due rigori. Il rigorista della storia del Napoli è Diego Armando Maradona che, in campionato, ha trasformato 30 calci di rigore. Al secondo posto troviamo Savoldi con 21 penalty realizzati. Poi Vojak a 17 e Cavani a 14..

Napoli -Atalanta, ecco i convocati di Mister Maurizio Sarri

Ecco i convocati del Napoli per la sfida di stasera

Il Napoli ha comunicato la lista dei convocati che questa sera sarà a disposizione del tecnico azzurro, Maurizio Sarri, per la sfida di Coppa Italia contro l’ Atalanta, in programma alle ore 20:45 allo stadio San Paolo. Ecco il comunicato a cura della SSC Napoli:

Napoli-Atalanta, stasera alle ore 20.45 al San Paolo per il quarto di finale di Coppa Italia, Tim Cup 2018.

Dirige il match l’arbitro Giacomelli di Trieste.

I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Mario Rui, Scarf, Hysaj, Koulibaly, Maksimovic, Maggio, Tonelli, Rog, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Ounas, Zielinski, Callejon, Leandrinho, Mertens, Insigne.

Unimpresa: ” L’ impoverimento ha favorito l’ acquisto delle aziende agli stranieri”

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Unimpresa ha parlato sul calo di Piazza Affari

Attraverso una nota stampa Unimpresa ha parlato del calo di imprenditori italiani nella borsa di Piazza Affari. Ecco il comunicato:

Piazza Affari perde il tricolore. Non si ferma l’avanzata degli investitori esteri in Italia, con più della metà delle aziende quotate stabilmente in mano agli stranieri. Anche se, complessivamente, il sistema imprenditoriale del nostro Paese è a trazione familiare, in borsa non comandano gli italiani. Oltre il 41% delle quote delle società per azioni made in Italy è posseduto da famiglie, mentre sui listini della borsa finanziaria dominano gli azionisti internazionali titolari di oltre il 51% delle spa quotate. In mano alle banche, l’8% delle società per azioni, quota che si avvicina al 10% se si limita l’analisi alle sole aziende quotate. Allo Stato, il 5,13% delle imprese e il 3,65% delle quotate. Questi i dati principali di un rapporto del Centro studi di Unimpresa, secondo il quale nella prima parte del 2017 le società per azioni hanno aumentato di 32 miliardi di euro il loro valore, mentre le “quotate” hanno visto crescere ddi 45 miliardi la loro capitalizzazione.

 

“E’ uno degli effetti della crisi: l’impoverimento dei nostri capitali ha favorito l’acquisto delle aziende da parte di colossi esteri. L’ingresso degli stranieri nel mercato finanziario italiano, che nonostante tutto ha valori importanti e in crescita, non è necessariamente un fattore negativo. Dipende, però, dalle intenzioni: se si tratta di investimenti di lungo periodo va bene, mentre se le operazioni sono dettate dalla speculazione, allora c’è da preoccuparsi” commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara.

 

Lo studio dell’associazione è basato su dati della Banca d’Italia aggiornati al primo semestre 2017 e incrocia i dati relativi al valore di bilancio delle azioni – quotate e non – detenute da tutti i soggetti economici che operano nel nostro Paese: imprese, banche, assicurazioni e fondi pensione, Stato centrale, enti locali, enti di previdenza, famiglie, investitori stranieri. Secondo l’analisi, per quanto riguarda l’intero universo delle società per azioni del nostro Paese, la fetta maggiore è in mano alle famiglie: 41,68% rispetto al 43,13% del 2016. Nella speciale classifica, seguono gli stranieri col 24,38% (era il 23,73%), le imprese col 16,55% (era il 14,20%), le banche con l’8,34% (era l’11,14%) e lo Stato col 5,13% (era al 5,23%), le assicurazioni e i fondi pensione col 2,83% (era il 2,03%); quote minoritarie sono riconducibili alle amministrazioni locali (stabili allo 0,66%) e agli enti di previdenza (dallo 0,26% allo 0,44%).

 

Complessivamente, il valore delle società per azioni è cresciuto, dal primo semestre del 2016 al primo semestre del 2017, dell’1,65%, con una impennata di 32,8 miliardi, salendo dai 1.985,4 miliardi dello scorso anno ai 2.018,2 miliardi di quest’anno. Bilancio negativo per le famiglie, che hanno perso valore per 15.07 miliardi (-1,76%) da 856,2 miliardi a 841,1 miliardi, per le banche, che hanno perso valore per 52,7 miliardi (-23,87%) da 221,08 miliardi a 168,3 miliardi, per lo Stato centrale, che ha perso valore per 217 milioni (-0,21%) da 103,7 miliardi a 103,5 miliardi. Sorridono, invece, gli investitori stranieri, le cui quote sono salite di  28,08 miliardi (+6,05%) da 463,9 miliardi a 492,03 miliardi, le imprese, che hanno 51,9 miliardi in più (+18,43%) da 281 miliardi a 333,9 miliardi, le assicurazioni e i fondi pensione che registrano “plusvalenze” per 16,9 miliardi (+42,06%) da 40,7 miliardi a 57,1 miliardi. Variazione positiva anche per le quote delle amministrazioni locali, salite di 296 milioni (+2,27%) da 13,01 miliardi a 13,3 miliardi, e per quelle degli enti di previdenza, cresciute di 3,6 miliardi (+70,29%) da 5,1 miliardi a 8,7 miliardi.

 

Per quanto riguarda le società per azioni presenti a Piazza Affari, il valore complessivo è cresciuto di 45,6 miliardi (+9,70%), dai 470,02 miliardi del 2016 ai 515,6 miliardi del 2017. Il primato nell’azionariato spetta agli investitori esteri detentori del 51,27% delle quote, in aumento rispetto al 50,60% del 2016. Nella speciale classifica, seguono le imprese col 22,77% (era il 18,98%), le famiglie col 10,77% (era il 12,27%), le banche col 9,76% (era il 10,21%), lo Stato col 3,65% (era il 4,05%), le assicurazioni e i fondi pensione con l’1,03% (era il 3,21%); quote minoritarie sono riconducibili alle amministrazioni locali (dallo 0,59% allo 9,64%) e agli enti di previdenza (dallo 0,09% allo 0,11%). Gli azionisti esteri hanno “guadagnato” 26,5 miliardi (+11,15%) da 237,8 miliardi a 264,3 miliardi, le imprese hanno 28,2 miliardi in più (+31,62%) da 89,2 miliardi a 117,4 miliardi, mentre le famiglie hanno perso 2,1 miliardi (-3,67%) da 57,6 miliardi a 55,5 miliardi. Bilancio positivo, poi, per le banche con un aumento delle quote di spa quotate pari a 2,3 miliardi (+4,79%) da 48,01 miliardi a 50,3 miliardi; giù le quote di assicurazioni e fondi pensione di 9,7 miliardi (-64,89%) da 15,07 miliardi a 5,2 miliardi.  Le quote in mano allo Stato centrale sono calate di 216 milioni (-1,14%); variazione positiva per quelle delle amministrazioni locali, salite di 508 milioni (+18,30%) da 2,7 miliardi a 3,2 miliardi, e per quelle degli enti di previdenza, salite di 180 milioni (+44,33%) da 406 milioni a 586 milioni.

 

Panetta, avvisa: istituti a rischio se non sapranno innovare

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Il vice direttore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta, avvisa: istituti a rischio se non sapranno innovare.

“I nostri istituti fuori gioco, se non innovano. Amazon può diventare un big del credito”

Il vicedirettore di Bankitalia Panetta: “I Bitcoin? Una scommessa, non una moneta. La Commissione d’inchiesta talvolta ha deviato, ma adesso può rivelarsi utile”

ROMA –  «È tutto molto aperto», avverte Fabio Panetta. In effetti il mondo sta cambiando vorticosamente e un nuovo universo prende il posto del vecchio. «Entro dieci anni le banche italiane saranno diverse», stima il vice direttore generale della Banca d’Italia, ragionando sulla sfida del Fintech, la finanza che corre sul web. Non sarà uno sconvolgimento da poco. «Andrà a finire che gli istituti di credito più innovativi e avanzati compreranno le società del Fintech», prevede. Oppure «che le Fintech compreranno loro».

I Grandi di Internet si tuffano nel mondo dei pagamenti e rischiano di disintermediare le banche così come le conosciamo. «Perché non dovremmo dare la licenza ad Amazon se la chiedesse?», domanda il banchiere, convinto che il Fintech non abbia bisogno di grandi interventi legislativi, mentre il Bitcoin non ne necessita affatto. «E’ una scommessa, non una moneta – assicura -. Chi va a fare a spesa col Bitcoin rischia di morire di fame». Ciò non toglie che in Italia il legislatore debba agire. La Commissione bancaria «in certi momenti ha deviato dalla direttiva principale», ma ora si può dare «un contributo per minimizzare gli effetti delle future crisi». Meglio, naturalmente, se «seguendo gli spunti offerti dal governatore Visco».

Direttore, le banche italiane non innovano tanto. O no? 

«Sono consapevoli e interessate all’evoluzione tecnologica, sanno che è necessaria, ma gli investimenti sono ancora contenuti. Il principale problema del sistema è la bassa redditività, dovuta alla crescita fiacca, ai tassi azzerati e alla bassa domanda di credito da parte delle imprese, a sua volta dovuta alla debolezza degli investimenti e all’alto autofinanziamento. Detto ciò, se anche la congiuntura migliorasse non basterebbe ad alzare la redditività del sistema».

Servono strategie diverse? 

«Non c’è una soluzione che possa risolvere magicamente i problemi di redditività. Le banche possono guadagnare in tre modi: assumendo alti rischi, il che è oggi arduo per la normativa sempre più stringente. Sfruttando il potere di mercato, ma anche questa strada è sbarrata dalla concorrenza. Possono poi migliorare l’efficienza, abbassando i costi e aumentando il ricorso alla tecnologia, cosa che stanno facendo. Le banche non possono non investire nell’innovazione. Ma attenzione: non è detto da solo basti. Nel mondo che ci aspetta la concorrenza sarà una sfida continua agli intermediari tradizionali da parte di operatori più agili e con costi minori».

E allora? 

«Le banche devono migliorare il ricorso all’innovazione rispetto al passato, quando la tecnologia raddoppiava l’attività tradizionale e i bancomat duplicavano gli sportelli. La scommessa è sostituire, non affiancare, i canali tradizionali con servizi a distanza, sapendo che lo sportello non sparirà, perché non vedo molti clienti acquistare un mutuo online».

Immagina una Amazon che diventa colosso creditizio? 

«Teoricamente è possibile e in parte sta accadendo. Le maggiori “Big tech” – come Apple, Google, Amazon, Alibaba – già ora offrono servizi finanziari. Alcune di esse hanno un valore di Borsa di circa mille miliardi. Con un aumento di capitale (per loro) limitato potrebbero acquisire l’intero sistema bancario italiano».

È la forza del «Big Data». 

«I dati sono l’elemento chiave di concorrenza. Le piattaforme delle bigtech offrono ai gestori informazioni uniche: di ciascuna azienda si conoscono i prodotti, le vendite, il gradimento presso i clienti. Si possono inferire i gusti e il tenore di vita dei consumatori. Si sa chi paga e chi no. La massa di dati è enorme: si imporrà chi sarà più bravo a leggere ed elaborare informazioni».

Quindi il possesso di dati può giustificare acquisizioni in questo settore? 

«Si. Perché Alibaba o Amazon, che hanno un “roe” elevatissimo, dovrebbero comprare una banca, che se va bene rende il 5%? Distruggerebbero valore. L’impulso può derivare unicamente dall’obiettivo di acquisirne i dati».

Se Mr. Amazon bussasse alla vostra porta e chiedesse la licenza bancaria, gliela dareste? 

«Le licenze sono europee, la prassi è eguale per tutti. Se si ponesse il caso, imbastiremmo la pratica e la porteremmo alla Bce per discuterla».

Con quale possibile esito? 

«Amazon ha una reputazione, è una potenza finanziaria, offre garanzie di tenuta, ha competenze tecniche e l’ipotesi che faccia riciclaggio mi pare per lo meno remota. Con tutti i requisiti sarebbe un atto dovuto. E, comunque, perché no?».

Qualora i pagamenti via Facebook o Alibaba spazzassero via le nostre banche e queste venissero a protestare, che farebbe? 

«Avrei una sola possibilità: spiegare che c’è il mercato, che ci son delle regole, e che è lì che si svolge la partita. Proteggerle sarebbe una violazione del nostro mandato».

La Commissione Ue vuole una licenza paneuropea per il Fintech. Un’esigenza che condivide? 

«È una esigenza del tutto condivisibile per le attività non ancora normate a livello Ue, come il crowdfunding. Per le altre, in particolare per servizi bancari e di pagamento, esiste già un quadro legislativo europeo, che vieta di introdurre vincoli specifici a livello locale. E’ sufficiente. Potranno essere necessari aggiustamenti, dato che gli schemi regolamentari esistenti sono stati tarati per le attività tradizionali. Ma non credo serva un quadro ad hoc per il Fintech».

Si diffondono gli algoritmi nella finanza. Gli automatismi possono essere pericolosi come si è visto nello scivolone dell’euro prima di Natale. Possiamo fidarci?

«Non dobbiamo diffidare delle tecnologie, perché sono indispensabili per trattare la massa immensa delle informazioni. Ma dobbiamo usarle bene. Ci vorrebbero nei cda delle banche più ingegneri, statistici, crittografi e magari meno avvocati ed economisti. Ma siamo lontani dal momento in cui ci affideremo a una intelligenza artificiale. Nella finanza, come capita in ogni campo, le scelte tendono a contenere elementi di irrazionalità. Inoltre, i computer svolgono un ruolo centrale, ma molte decisioni richiedono una valutazione dei rischi fatta da persone. Anche nella gestione dei rischi, da quelli operativi a quelli cibernetici, il fattore umano è ancora centrale».

Ha comprato dei Bitcoin? 

«No».

Che pensa di chi lo ha fatto? 

«Alcuni credono che sia una moneta e non lo è. Non è unità di conto, non è riserva di valore, non è mezzo di scambio. Non ci si può comprare il pane, nessuno ci fa il bilancio. E non ha valore di uso come gli immobili. Soprattutto, Bitcoin non ha uno Stato dietro».

Se non è una moneta, cos’è? 

«Un contratto che ci si scambia nella convinzione che possa valere di più in futuro. È un contratto altamente speculativo. La sua volatilità lo rende simile a una scommessa»

Per alcuni il Bitcoin incarna il rifiuto del cosiddetto establishment?

«Non è una novità. Ci sono alcuni che chiedono di “ridare la moneta al popolo”, togliendola alla Banca d’Italia. Con ciò dimenticando che già oggi la Banca d’Italia trasferisce i profitti derivanti dal signoraggio – molti miliardi ogni anno – allo Stato italiano, e quindi al popolo».

Il Bitcoin andrebbe regolamentato? 

«Occorre innanzi tutto lavorare sull’informazione, illustrarne le caratteristiche e i rischi. Forse “se lo conosci, lo eviti”. Gli scambi sono globali, avvengono al di fuori dei mercati, un’azione legislativa nazionale finirebbe per essere inefficace. E comunque la diffusione è ancora relativamente bassa».

Tutto ciò si scontra con la bassa cultura finanziaria degli italiani che favorito la crisi delle piccole banche perché la gente comprava di tutto. Vero?

«Se un risparmiatore ha difficoltà a capire cos’è un subordinato andando allo sportello della sua banca, figuriamoci come può trovarsi davanti a un prodotto strutturato venduto su Internet. E’ chiaro che bisogna aumentare la cultura finanziaria del paese. Quello che conforta in parte è che le indagini condotte tra i risparmiatori italiani ci dicono che si sta almeno diffondendo la consapevolezza di non sapere. E’ un passo avanti, sebbene la consolazione sia magra. Ma mi faccia aggiungere una cosa.

Dica pure…

«Non dobbiamo dimenticare il valore dell’etica. I consumatori devono sapersi difendere dalle insidie, ma innanzi di tutto occorre evitare che ci siano operatori pronti a insidiarli. E questo è possibile sono con una solida etica del lavoro. È necessario un cambiamento dei comportamenti da parte di molti operatori professionali, e tutti dobbiamo esserne consapevoli».

La normativa Psd2 consentirà la circolazione dei dati dei clienti che lo autorizzino. Opportunità o pericolo? 

«Favorisce la concorrenza, anche se non mi aspetto che le banche abbiano gran disponibilità a condividere i dati coi concorrenti. Così pure i nuovi intermediari. Il possesso di dati è la ricchezza del futuro».

A cosa serve, dunque? 

«Ad esempio, le banche potranno creare delle joint venture e offrire prodotti con aziende innovative. Si faciliterà la creazione di piattaforme, che sono un canale unico che consente di interagire simultaneamente con tante controparti e offrire a basso costo prodotti per molti clienti».

La commissione bancaria è stata una battaglia. E adesso? 

«Sono fiducioso che il rapporto della Commissione conterrà proposte utili. L’audizione del Governatore ha offerto spunti necessari perché, quando il rumore di fondo sarà stato archiviato, la riflessione possa condurre a ricette concrete. L’esperienza di parlamentari, banchieri, giuristi, esperti può fornire un contributo importante alla comprensione dei fatti, al miglioramento dell’attuale assetto, per minimizzare gli effetti di eventuali future crisi. Mi auguro di cuore che succeda».

Una curiosità, per concludere. A seguire il botta e risposta talvolta è apparso sorprendente che tutti ricordassero ogni dettaglio. Come si fa?

«È il nostro mestiere. Appunto sulla mia agenda tutti gli incontri ufficiali. Di regola in Banca d’Italia si redige un verbale di ogni riunione formale. Il nostro lavoro ci impone di essere sempre attenti anche i particolari».

vivicentroit/Panetta, avvisa: istituti a rischio se non sapranno innovare
vivicentro/Panetta, avvisa: istituti a rischio se non sapranno innovare
lastampa/“I nostri istituti fuori gioco, se non innovano. Amazon può diventare un big del credito” – MARCO ZATTERIN

Il 2018 spettacolare di Baglioni, i 50 anni del mestiere che gli ha dato la vita

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Lavori in corso per Baglioni, non solo Sanremo: un 2018 pieno di eventi e ricorrenze importanti, come i suoi 50 anni di carriera.

Con un lungo post su Facebook Claudio Baglioni ha annunciato tutti i suoi impegni previsti per il nuovo anno, lo ha fatto con un testo in versi :”Guardo l’anno che inizia come si guarda un orizzonte lontano dalla cima di un colle pensando che il futuro è sempre nel richiamo di una distanza laggiù da colmare. Nel fascino di qualcosa a cui dare forma. Perché il tempo senza di noi è un orologio senza lancette. Un calendario senza foglietti. Non è che una scatola vuota. Sta a ciascuno di noi riempirla di cose“; non è mancato il riferimento ad uno degli impegni più importanti di questo anno appena iniziato, cioè la conduzione, nonché direzione artistica, del Festival di Sanremo 2018: “Tra un po’ più di un mese finirò il mio lavoro iniziato di corsa ad ottobre di architettare un Festival con le parole e la musica che siano il centro intorno al quale orbitare”. Ci sono in cantiere, inoltre, “un album riempito di nuove canzoni con i suoni e i silenzi dell’emozione che s’incontrano al centro del cuore“. E poi “in autunno un giro di grandi concerti con la scena e il palco nel centro delle arene coperte e in mezzo a quanti vorranno venire per percorrere insieme cinquant’anni di storie“. E’ un anno fondamentale, Baglioni inaugura i 50 anni professionali, fatti di musica e del suo mestiere “che mi ha dato la vita e che al centro della mia vita è rimasto finora“.

Napoli, nelle scuole ci saranno i pannelli fotovoltaici: stop alle emissioni di CO2

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Napoli, finalmente ci saranno meno emissioni di CO2: il via alla costruzioni di pannelli fotovoltaici

Napoli, finalmente si è catapultati nel mondo green, in 11 scuole saranno montati pannelli fotovoltaici che permetteranno la riduzione di emissioni di CO2. Il Comune ha infatti lanciato il completamento degli impianti grazie ai fondi del Patto per Napoli. I pannelli erano stati già montati su i tetti dei 13 edifici scolastici, ma mancava l’allacciamento alla rete elettrica; ora con una delibera della giunta, finalmente si potrà completare il lavoro. Questo progetto è giunto a Napoli grazie a EnergyMed 2018, manifestazione leader nel centro-sud Italia su efficienza energetica, sostenibilità, mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti e automazione domestica e industriale. Le scuole che avranno questi pannelli sono situati in diversi quartieri e comuni di Napoli, tra cui quartiere Sanità, Secondigliano, Bagnoli, Posillipo ed ecc.. Napoli è una realtà sempre in continua trasformazione, ed è già da tempo che si è avvicinata al tema della sostenibilità, abbracciando diversi progetti anche in scuole di frontiera e nelle sue diverse università. Si sta apportando nelle scuole l’educazione per la terra, una terra che si spera possa essere usata da tutti, ma non stressata, e nel modo più sostenibile possibile.

Castellammare di Stabia, è stato trovato un cadavere in strada

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Castellammare di Stabia, è stato ritrovato un cadavere in strada: giallo di fine anno

Un clochard di nazionalità romena, S.R di anni 30, è stato ritrovato morto sul ciglio della strada nella zona di Pozzano, situato tra Castellammare e Vico Equense. Sul posto si sono recati i Carabinieri dei nucleo operativo, sotto il comando del Maggiore Donato Pontassuglia e del Luogotenente Andrea Riccio. Sono stati fatti tutti i controlli, ed ad un primo esame sembrerebbe che il 30enne sia morto per un malore. Il cadavere sarà portato all’obitorio dell’Ospedale San Leonardo per l’autopsia, e solo allora sarà accertata la causa della morte. Per ora non vengono tralasciate alcun tipo di ipotesi dall’autorità, nè quella di omicidio. L’episodio ha lasciato tutti senza parole, soprattutto gli automobilisti che si sono trovati davanti il cadavere mentre percorrevano la statale sorrentina. Purtroppo anche Castellammare da diverso sta affrontando il “problema” dei senza tetto, che si spera possa essere risolto grazie all’aiuto del comune e delle autorità competenti.

Castellammare di Stabia, riaffidamento del trasporto scolastico per i disabili

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Castellammare di Stabia, il trasporto scolastico per i disabili viene ri-affidato per scongiurare l’interruzione

Castellammare di Stabia, il trasporto scolastico dei diversamente abili è stato ri-affidato ad altri, per evitare l’interruzione. Precedentemente il trasporto, che comprendeva anche quello verso i centri di riabilitazione, era stato affidato ad un’associazione, il cui nome è “Insieme”, Associazione Famiglie portatori di Handicap che ha sede a Torre del Greco, con la quale era stata accordata una convenzione che doveva coprire tutto il mese di Dicembre. Per evitare una sosta, che comporterebbe molti disagi per questa fascia di cittadini del comune, molto fragile è delicata, si è pensato ad un ri-affidamento, per scongiurare l’interruzione per un tempo indefinito. L’associazione “Insieme”, ha dichiarato che, in seguito alla nuova procedura di gara avviata, che sarà disponibile ad applicare gli stessi termini e le stesse condizioni, della convenzione precedente, nel caso gli fosse ri-affidato il trasporto. Il termine massimo per l’affidamento è fino al 28 febbraio 2018, e la spesa ammonterebbe a circa 5mila euro.

Napoli, ragazzo Rom di 14 anni colpito da un petardo: le condizioni sono gravissime

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Napoli, un ragazzo di 14 anni colpito da un petardo, è ora in condizioni gravissime

E’ gravemente ferito un ragazzo Rom di 14 anni di Scampia, a causa dello scoppio di un petardo. Il labbro e la mano destra sono maciullati, il viso sfigurato e un occhio danneggiato, queste sono le condizioni del 14enne che nel pomeriggio di ieri è stato portato al Cardarelli di Napoli, grazie all’intervento del 118. Il ragazzo è stato sedato con la morfina ed è stata effettuata la Tac ed altri esami che hanno escluso danni agli organi interni, ma la prognosi è riservata. A chiedere aiuto al 118 sono stati alcuni familiari del ragazzo; ma ancora da chiarire sono le dinamiche dell’incidente. Pare che il ragazzino, insieme ad altri compagni, si aggirasse nei campi a ridosso dei palazzoni della 167 di Secondigliano, per recuperare petardi inesplosi da far scoppiare successivamente. Numerosi sono stati gli appelli lanciati nell’ultima settimana dalle autorità, ma a quanto pare sono serviti a poco. Le condizioni del ragazzo sono gravissime, ma grazie all’intervento repentino del 118 e alle cure dei medici del Cardarelli, ci sono buone possibilità di guarigione per il ragazzo. Bisognerà solo aspettare alcune settimane per capire con più chiarezza le conseguenze che ci saranno su i tratti somatici del ragazzo e saranno necessari altri interventi chirurgici.

Torre Annunziata, degrado in centro città: marchiato il monumento ai caduti di Piazza Cesàro

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Torre Annunziata, solito scempio avvenuto in centro città: marchiato il monumento ai caduti di Piazza Cesàro

Quante volte abbiamo affermato convinti, anno nuovo vita nuova? Beh a Torre Annunziata le vecchie e cattive abitudine continuano. Il monumento ai caduti di Piazza Cesàro è stato marchiato con una scritta fatte con bomboletta nera spray, posizionata sulla facciata anteriore; la scritta è “2018”. Un progetto precedentemente esposto dalla giunta, diceva che il monumento, preso spesso di mira dai teppisti, sarebbe dovuto essere transennato, ma questo non è mai avvenuto. Piazza Cesarò è in posizione centralissima in città e non l’unica zona ad essere ormai da anni caduta nel degrado : fioriere distrutte e aiuole usate come pattumiere sono solo una piccola parte di quello che sopporta la piazza. Purtroppo continuiamo a trovarci difronte a queste situazioni in quanto Torre è ormai una città dormiente; si spera che con il muovo anno tenti di svegliarsi e di chiedere ai suoi politici più controlli e un piano di ristrutturazione, prima interna e poi esterna per la città, una città che a bellezza, non ha niente da invidiare alle cugine città confinanti.

Banche contro “Big Tech”, sfida all’ultimo clic

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Piccoli prestiti, pagamenti via app, trasferimento veloce di denaro e ora anche investimenti in conti deposito. I colossi della rete, da Amazon ad Alibaba fino a Google e Facebook, si fanno largo nel mondo delle banche e della finanza. Il vice direttore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta, avvisa:istituti a rischio se non sapranno innovare.

Alibaba guida la corsa del Fintech, sfida alle banche con 160 miliardi

Le nuove regole Mifid II e Psd apriranno le porte del credito ai colossi del web. Secondo gli analisti, la Cina sarà il bacino più grande al mondo per i prestiti online

MILANO – Piccoli prestiti, pagamenti via app, trasferimento veloce di denaro e adesso anche gli investimenti in conti deposito. I colossi della rete, da Amazon ad Alibaba fino a PayPal, Google e Facebook, si stanno facendo largo nel mondo delle banche e della finanza. E’ il FinTech che avanza, la rivoluzione tecnologica applicata al settore dei nostri soldi e degli investimenti. Negli ultimi anni ha visto un’importante accelerazione ma la vera spinta potrebbe arrivare nel 2018 con le nuove normative (MiFID II, Psd) che «apriranno» le porte delle banche ai nuovi conquistatori.

Il timore che possano erodere fette di business ai «vecchi» operatori è grande. Secondo le stime di Bankitalia, tra 10 anni il 60% dei profitti che le banche ottengono dalle attività al dettaglio potrebbe essere sparito. Tutti i segmenti sono sotto attacco. Qualche settimana fa PayPal, la piattaforma di pagamenti online (200 milioni di utenti nel mondo), ha acquisito una quota in Raisin, start-up berlinese che gestisce un sito di conti deposito di tutta Europa (Weltsparen.de). È il primo passo dei grandi big della Silicon Valley nel mondo degli investimenti per piccoli risparmiatori. Basta uno smartphone e la scannerizzazione di un documento e il conto è subito aperto e pronto a pagare gli interessi sui risparmi appena depositati.

Anche i prestiti sono nel mirino. Nel 2011 Amazon, il colosso di vendite online (300 milioni di utenti) ha aperto un canale di crediti ai suoi rivenditori più fedeli con il suo Amazon Lending. Per ora il servizio è disponibile solo in Usa, Regno Unito e Giappone. I numeri sono impressionanti: a giugno i finanziamenti erogati erano arrivati a 3 miliardi di dollari, concessi a 20mila piccoli imprenditori. Sui piani futuri di questo nuovo modo di concedere credito Amazon non si esprime. L’ipotesi è che presto possa estendere la proposta anche ad altri Paesi, anche in Europa.

Anche Facebook si è mossa e oggi consente ai suoi utenti Usa di effettuare pagamenti verso i soggetti inclusi nei propri contatti. In più sta perfezionando l’attività di piccoli prestiti e ha chiesto e ottenuto la licenza bancaria in Irlanda che potrà utilizzare anche negli altri Paesi europei.

Intanto un piede in Italia lo ha messo Alibaba. Il gigante cinese delle vendite online ha lanciato il suo AliPay, un servizio di pagamento veloce via app che è destinato principalmente ai commercianti e turisti cinesi in visita in Italia. Per offrire questo servizio, Alibaba ha stretto, in aprile, un accordo con Unicredit. Alipay conta su 450 milioni di utenti in Cina. Alibaba offre, inoltre, servizi di pagamento attraverso la sua controllata Ant Financial cui fa capo un fondo monetario con attivo superiore a 160 miliardi di dollari.

La Cina è il bacino che promette di crescere più in fretta. Secondo gli analisti di Moneyfarm, l’Asia si definirà come il grande hub del FinTech mondiale. «Spesso quando si parla di FinTech si è portati a pensare ai mercati maturi come Usa ed Europa, ma oggi la frontiera è in Asia». Nel 2017 ha raccolto investimenti per 14,8 miliardi di dollari secondo PwC contro gli 8,3 del Nord America e i 2,4 del Regno Unito. «Il FinTech è una sfida nuova per tutto il mondo delle banche e della finanza che dovrà avere il coraggio di innovare di più e di guidare il nuovo corso – afferma Paolo Gianturco, Senior Partner di Deloitte, responsabile FinTech -. I big di Internet hanno un grande vantaggio tecnologico e un’enorme bacino di utenti pronti ad abbracciare ogni novità proposta. Non bisogna però dimenticare che anche le banche possono contare su specificità che sono una risorsa da enfatizzare e difficilmente attaccabile». Per esempio, la capacità di relazione con la clientela o di gestione della complessa regolamentazione. «Non c’è solo la minaccia. Dal FinTech potranno nascere nuovi filoni di business per le banche».

vivicentro.it/ECONOMIA
vivicentro/Banche contro “Big Tech”, sfida all’ultimo clic
lastampa/Alibaba guida la corsa del Fintech, sfida alle banche con 160 miliardi SANDRA RICCIO

Napoli, inizia la stagione dei saldi: il via il 5 Gennaio e il termine al 2 Aprile

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Napoli, partono i saldi da Venerdi 5 Gennaio e continueranno fino al 2 Aprile

Finalmente la stagione dei saldi sta per cominciare a Napoli, il via il 5 Gennaio, ma non saràuna cosa fulminea in quanto la stagione finirà il 2 Aprile. Ma da notare che non sono pochi i negozi o le più importanti griffe e  i grandi franchising che hanno già, con mese di anticipo, proposto i pre saldi, ottima iniziativa di mercato e vendita per invogliare i clienti a comprare soprattutto durante le feste di Natale. Data la crisi, le aziende hanno promesso sconti di partenza anche più alti, rispetto agli altri anni, con una previsione di partenza del 30%, ma una parte praticheranno sconti a partire dal 40% e, addirittura, già il 50%.

Per poter praticare i saldi, i negozi dovranno però rispettare alcune procedure, come quella di mostrare in maniera chiara il prezzo iniziale del prodotto, in modo tale che sia chiaro a chi compra quanto stiano risparmiando, in più i negozianti dovranno scrivere in maniera chiara sui cartellini a quanto ammonta la percentuale di sconto. Inoltre,la merce in saldo dovrà essere separata da quella non in saldo, in modo tale da non cadere in errore. La Guardia di Finanza,ha inoltre consigliato di fare attenzione alla merce, ovvero di controllare che la merce in saldo faccia parte della collezione di stagione e non della collezione vecchia. Purtroppo negli ultimi anni si è riscontrato un aumento di truffe a danno dei consumatori a causa di tutti quei commercianti che tentano di fare i furbetti, quindi tutto questo ha portato ad un aumento dei controlli da parte della Gdf, che vedremo spesso nei negozi quest’anno mentre noi saremo intenti a fare shopping.

Amichevoli, il programma del settore giovanile della Juve Stabia

Amichevoli, il programma del settore giovanile della Juve Stabia

Le Vespette non si fermano mai, neanche durante i giorni di festa e, dopo le diverse amichevoli disputate nei giorni scorsi, con i campionati fermi e che ripartiranno dopo la metà del mese di gennaio, ecco il programma delle gare che si disputeranno da qui alla Befana.

Categoria 2000
Giorno 05/01/2018
Napoli Primavera-Juve Stabia Berretti
S. Antimo ore 11.00

Categoria Under 16
Giorno 06/01/2018
Napoli-Juve Stabia
S. Antimo ore 10.00

Categoria Under 17
Giorno 03/01/2018
Savoia – Juve Stabia
Stadio Giraud ore 14.30

Categoria Under 14
Giorno 04/01/2018
Dieci più – Juve Stabia
Nocera Inferiore ore 11

Categoria Under 17

Giorno 05/01/2018

Comunale Baronissi ore 15:00

Juve Stabia-Salernitana

Categoria 2003
Torneo Stadio Partenio di Avellino, giorno 4/01/2018
Ore 10.00
Juve Stabia/Avellino
Ore 12.00
Juve Stabia/Salernitana

Giorno 2 ultima gara torneo San Giovanni categoria 2002

Giovedì 04/01 ore 10.00
triangolare con la S.C. Intercasertana ed S.C. Valle (comunale di Valle)

Domenica 07/01 ore 11:15 Under 13
gara di campionato
Juve Stabia-Nocera Soccer

Domenica 07/01 ore 13 Under 16
gara di campionato
Juve Stabia-Pro calcio Napoli

Under 14

gara di campionato

Juve Stabia-Campanile (in attesa di comunicazione)

Il calendario può essere soggetto a variazioni con l’aggiunta di altre amichevoli.

a cura di Ciro Novellino

Campania, come ogni anno è avvenuto il bagno augurale nella Baia di Ieranto

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Campania, come da trazione, anche per il primo giorno dell’anno è avvenuto il bagno augurale nella Baia di Ieranto

Anche quest’anno come ogni anno, ha avuto luogo il tradizionale bagno augurale nella Baia di Ieranto, tutelata dal Fai, ovvero il Fondo Ambiente Italia. Il gruppo “Prontisiparte” associazione che opera sul territorio lubrense anche nel capo del trekking,non hanno voluto mancare all’evento, nonostante non sia facile arrivare a Ieranto. Per arrivare a Ieranto, bisogna per prima cosa arrivare a Massa Lubrense ma non al centro della città, ma risalire fino a Termini e tuffarsi nel Borgo di Nerano, dove si può fermare la macchina o il motorino e continuare a piedi lungo il sentire che porta alla casa dello scrittore scozzese, Norman Douglas, dove l’autore scrisse “La terra delle sirene”. In quella caletta probabilmente si saranno fatti il bagno o approvvigionato d’acqua  anche i primi coloni calcidesi che stavano andando a Cuma e successivamente Napoli. La Baia è aperta tutto l’anno, dove è possibile fare anche visite guidate. Questa è solo una delle tante bellezze della Campania.

Napoli, Clinica Mediterranea: è Samuele il primo nascituro del nuovo anno

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Napoli, Clinica Mediterranea, è Samuele il primo nato del nuovo anno

Napoli, Clinica Mediterannea, ore 2.05, nasce Samuele, il primo nascituro del nuovo anno. Il piccolo pesa circa tre chili e ha già portato con la sua nascita immensa gioia ai suoi genitori e ai suoi familiari tutti.  Samuele è un nome biblico,di origine ebraica il cui significato è “colui che è stato ascoltato da Dio”.  Si spera che questa sia solo la prima di una lunghissima serie di nascite in quanto oggi oggi in Italia il problema della crescita zero è preoccupante. Nel 2018 Samuele potrà anche beneficiare del bonus bebè, testimonianza che lo stato sta cercando nonostante la crisi, di occuparsi dei suoi cittadini e soprattutto delle mamme.

 

Giuntoli vuole Pezzella, ma l’Udinese spara alto: ecco la richiesta

Giuntoli vuole Pezzella, ma l’Udinese spara alto: ecco la richiesta

Il Napoli si muove con insistenza sul mercato con il ds Cristiano Giuntoli molto attento. Nelle prossime ore potrebbero essere ripresi i contatti con l’Udinese per Pezzella. La concorrenza sul terzino napoletano e’ comunque di un certo livello. Lo scoglio piu’ duro e’ rappresentato da Pozzo che continua a chiedere 15 milioni. Lo riporta Il Mattino.

Cdm – Sarri esce allo scoperto, chiesto a De Laurentiis il colpo Scudetto: nome e ruolo

Cdm – Sarri esce allo scoperto, chiesto a De Laurentiis il colpo Scudetto: nome e ruolo

Monica Scozzafava per il Corriere del Mezzogiorno: “I record del Napoli sono tanti. Ma essendo stati raggiunti a cavallo tra un campionato e l’altro, cioè nell’anno solare e non in quello calcistico, non sono valsi alcun titolo. Sarri, gettando la maschera, dopo l’ultima gara dell’anno contro il Crotone, aveva detto anche questo: «Abbiamo mischiato i due campionati, peccato». I record stabiliti sono sempre un vanto, ma il peccato a cui Sarri fa riferimento è stato quello di non aver avuto la giusta continuità nella stagione scorsa, quando il girone di andata fu in chiaroscuro e quello di ritorno straordinario. Punto e a capo. Stavolta i primi quattro mesi hanno consegnato al calcio italiano un Napoli eccezionale, vale la pena non ripetere gli errori e ritrovarsi a giugno a fare la conta dei rimpianti. Sarri, in un moto di assoluta chiarezza, aveva concluso il 2017 ammettendo (finalmente): voglio calciatori forti. Lasciando poi intendere: vedrete se giocano oppure no. Riferendosi evidentemente ai sacrifici che il club è chiamato a fare in questa sessione di mercato, chiedendo alternative di valore pari o quasi pari ai suoi undici/dodici fidati «titolarissimi». Sarri si è svelato: punta sì allo scudetto ma con una o due pedine di valore per competere fino alla fine con la lunga rosa della Juventus. Non c’è alcuna correlazione tra l’acquisto top e la vittoria finale del titolo, ma fare il possibile per arrivarci significa mettersi in condizione di essere sul pezzo fino a maggio. Il ruolo scoperto cui l’allenatore ha fatto riferimento (senza però fornire alcun identikit) non è il terzino sinistro (il sostituto di Ghoulam, per intenderci. Il Darmian della situazione, che pure se arrivasse…) ma un ruolo d’attacco polivalente, sostituto di Callejon (che deve respirare ogni tanto) ma anche di Mertens e finanche di Insigne. Simone Verdi? Sembra lui, quello che piace tanto a Sarri. E che costa tanto”.

Buffon: “Juve in difficoltà? Ma se il Napoli le vinceva tutte non è colpa nostra…”

Le parole del portiere della Juventus

Gianluigi Buffon ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport:

La Juve può ancora vincere dopo sei scudetti di fila?

“Vincere ancora è estremamente complicato: io rischio di arrivare a 2500 giorni di fila in cui mi sveglio pensando “devo vincere”. A livello mentale è usurante. Quest’anno, a un certo punto, sentivo dire in maniera inopinata che fossimo in difficoltà. Ma se il Napoli le vinceva tutte non era colpa nostra… Sentivo dire anche che la difesa si era indebolita, ma gli uomini più o meno sono i soliti. Il club ha costruito una squadra fortissima, fatta di uomini con orgoglio, dedizione, voglia di competere e primeggiare che danno speranza di rivincere. Poi anche la gestione di Allegri, di cui nessuno parla mai, perché si pubblicizza poco, è eccezionale. Sento fare complimenti a tutti, ma pochi a lui”.

Si riferisce a un eccesso di elogi per Sarri?

“Non facevo riferimenti a nessuno, la mia è stata una difesa spassionata, senza input, del mister. Di Allegri si sente parlare poco, ma quando vinci così tanto significa che l’allenatore è determinante”.