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Castellammare, abusivismo edilizio: sequestrati capannoni industriali

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Castellammare, abusivismo edilizio: sequestrati capannoni industriali

La Polizia Edilizia di Castellammare di Stabia ha sequestrato un’ area di 650 metri quadri a Via Schito. Sottoposto a sequestro un edificio destinato ad ospitare uffici o attività industriali. La Polizia nel corso delle indagini tuttavia ha scoperto che in realtà il fabbricato era destinato ad uso abitativo.

I due proprietari dell’area M.N. e G.D.S., sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria.

Torneo San Giovanni Under 16, Juve Stabia-Asd Assocalcio Salerno 3-0: doppietta per Guarracino!

Torneo San Giovanni Under 16, Juve Stabia-Asd Assocalcio Salerno 3-0: doppietta per Guarracino!

Vittoria per 3-0 contro l’Asd Assocalcio Salerno dei ragazzi di mister Sacco. La Juve Stabia ha vita facile e, grazie alla doppietta di Mariano Guarracino e al gol di Guastella entrato nel corso della ripresa, si aggiudica l’ultima gara del torneo San Giovanni.

Così in campo:

JUVE STABIA – Domigno, Chierchia, Dattilo, Vitale, Sagliano, Cautero, Coppetta, Mauriello, Guarracino, Pascale, Vitiello. A disp. Zaccariello, Franchini, Liccardo, Guastella, Masotta. All. Sacco

ASD ASSOCALCIO SALERNO – Santucci, Desiderio, Troisi, Fortunato, Bianco, Cardillo, Coiro, Celetta, Cavaliero, Giordano, Gubitosi. A disp. Sica, Malandrino, Landi, Munno, Cataldo. All. Leone

a cura di Ciro Novellino

Unimpresa: “Nei prossimi tre anni sono in arrivo altre tasse, ecco perchè”

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Ecco il comunicato di Unimpresa

Il centro di studi di Unimpresa ha fatto un’ analisi che ha previsto altre tasse in arrivo per gli italiani. Ecco il comunicato:

Altre tasse in arrivo: nei prossimi tre anni è prevista una stangata fiscale superiore ai 60 miliardi di euro. Oltre 30 miliardi in più di tasse corrispondono all’aggravio Iva che farà salire il balzello sui consumi fino al 25% nel 2019-2020. E altri 30 miliardi saranno prelevati dalle tasche dei contribuenti grazie a una lunga lista di misure contenute nella legge di bilancio. Si tratta di ben trappole fiscali che faranno lievitare il gettito dello Stato: nella manovra sono contenute ben 27 voci, in qualche modo nascoste o comunque poco note, che portano complessivamente a far lievitare le entrate nelle casse dello Stato per complessivi 29,6 miliardi nel triennio 2018-2020. In totale, dunque, i contribuenti italiani, imprese e famiglie, dovranno pagare all’erario 60 miliardi in più. E’ questo, secondo l’analisi del Centro studi di Unimpresa, il conto finale della legge di bilancio approvata dal Parlamento.

 

Il provvedimento sui conti pubblici stabilisce il rinvio dell’aumento dell’imposta sul valore aggiunto al 2019 ed evita, così, un incremento del carico fiscale a carico di famiglie e imprese, per il 2018, pari a 15,7 miliardi. Ma si tratta di mancati aumenti tributari e non di tagli. E comunque la stretta fiscale è solo rinviata: secondo i calcoli dell’associazione, nel 2019-2020 l’aumento delle aliquote Iva (quella ordinaria dal 22 al 25% e quella agevolata dal 10 all’11,5%) comporterà complessivamente un aumento del gettito tributario superiore a 30 miliardi di euro. Nel 2019, l’incremento sarà di 11,4 miliardi e nel 2020 di 19,1 miliardi per un totale di 30,5 miliardi. E poi ci sono le 27 trappole fiscali, grazie alle quali lo Stato incasserà 29,6 miliardi aggiuntivi, cifra che porta il totale della stangata a 60,1 miliardi.

 

Nel dettaglio, nel 2018 il gettito tributario complessivo salirà di 11,7 miliardi, nel 2019 crescerà di 9,5 miliardi e nel 2020 aumenterà di 8,3 miliardi. Dalle misure sulla fatturazione elettronica derivano aumenti delle entrate per 202,2 milioni, 1,6 miliardi e 2,3 miliardi per un totale di 4,2 miliardi nel triennio. La stretta sulle frodi nel commercio degli oli minerali “vale” 272,3 milioni, 434,3 milioni e 387 milioni per complessivi 1,09 miliardi. La riduzione della soglia dei pagamenti della pubblica amministrazione a 5.000 euro frutta all’erario 145 milioni, 175 milioni e 175 milioni per complessivi 495 milioni. Dai nuovi limiti alle compensazione automatica dei versamenti fiscali derivano 239 milioni l’anno per tutto il triennio, con un totale di 717 milioni. L’aumento dal 40 al 55% (per il 2018 e per il 2019) e al 70% (dal 2020) degli anticipi delle imposte sulle assicurazioni porteranno più entrate pari a 480 milioni nel 2018 e nel 2020 per 960 milioni complessivi. Il ridimensionamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale vale 377,9 milioni per il 2018, 377,9 milioni per il 2019 e 507,9 milioni per il 2020 per un totale di 1,2 miliardi. Le nuove disposizioni in materi di giochi valgono in totale 421,2 milioni (rispettivamente 120 milioni 150,6 milioni e 150,6 milioni). Sono sei, in tutto, le voci che riguardano le detrazioni per spese relative alla ristrutturazione edilizia o alla riqualificazione energetica: un “pacchetto” che porta a un incremento di gettito, rispettivamente, per 145,3 milioni, 703,7 milioni e 4,3 milioni per un totale di 853,3 milioni. I cosiddetti “effetti riflessi” derivanti dai rinnovi contrattuali e dalle nuove assunzioni portano a maggiori entrate per 1,02 miliardi, 1,08 miliardi e 1,1 miliardi per complessivi 3,2 miliardi. Il differimento al 2018 dell’entrate in vigore della nuova Iri (imposta sui redditi) “vale” 5,3 miliardi nel 2018, 1,4 miliardi nel 2019 e 23,2 miliardi nel 2020 per un totale di 6,8 miliardi in più di tasse. Altri 4,04 miliardi complessivi, nel triennio in esame, sono legati all’imposta sostitutiva sui redditi da partecipazione delle persone fisiche: 1,2 miliardi nel 2018, 1,4 miliardi nel 2019 e 1,4 miliardi nel 2020. Vi sono, poi, altre 11 voci, piccole misure e interventi vari, che comportano 5,4 miliardi aggiuntivi di entrate nel triennio: 2,1 miliardi nel 2018, 1,8 miliardi nel 2019 e 1,4 miliardi nel 2020.

 

“Ancora una volta i cittadini e le imprese si preparano ad aprire il portafogli per sostenere i conti pubblici: i contribuenti sono spremuti all’osso, ma la manovra va bocciata per sei motivi”  commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci. Secondo Pucci la manovra “non contiene misure importanti per tagliare le tasse alle imprese, anzi allontana la nuova Iri che potrebbe progressivamente portare a una aliquota unica per le imprese; rimanda il problema della clausole di salvaguardia dell’Iva al 2019, creando ancora una volta incertezza sul prelievo tributario relativo ai consumi, con un aggravio di quasi 20 miliardi di euro che incombe; non interviene sul costo del lavoro, lasciando intatto il cuneo fiscale e il peso dei contributi a carico delle aziende, che ormai non assumono più a tempo indeterminato, ma sono di fatto costrette a creare solo posti a tempo determinato e quindi un esercito di nuovi precari; ignora le esigenze delle famiglie, alle prese con enormi difficoltà soprattutto a causa dell’occupazione in calo e dei redditi in discesa; dimentica la questione del debito pubblico, che continua a rappresentare la principale zavorra per la ripresa economica; non rilancia gli investimenti dello Stato, indispensabili per favorire la crescita del prodotto interno lordo dopo una lunga fase di recessione”.

Micol Graziano lancia una nuova professione: ‘scrivo lettere d’amore su commissione’

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Micol Graziano giornalista e scrittrice inventa una nuova professione, scrive lettere d’amore, ‘per far colpo occorre riscoprire suono parole con soli 70 euro!

Altro che chat, ‘per far colpo occorre riscoprire suono parole’ : E’ la proposta di una giornalista e scrittrice, Micol Graziano, che lancia una nuova professione: “Compongo, su commissione, lettere d’amore”. Ma nell’epoca dell’amore via web possono davvero tornare di moda le lettere? Micol, 39 anni, romana con radici partenopee, è una attenta osservatrice dei social, anche attraverso il suo blog, ed è convinta che le parole siano sempre di moda. “Intervisterò i committenti, per conoscere la loro storia e quella del destinatario della lettera”. In base a ciò, deciderà se intingere la penna nel calamaio romantico di Rostand o in quello noir di Chandler; se evocare le atmosfere colte di Petronio o quelle torbide di Buchowski. Ho raccontato per anni le storie della gente, intervistando tanti personaggi. Scrivere una lettera d’amore per conto terzi significa raccontare uno stato d’animo, scegliendo dalla tavolozza letteraria i colori più adatti alla situazione e alla personalità dei protagonisti“- continua- “Oggi si scrive tanto, anche più di ieri. Ma si è persa l’attenzione verso i contenuti, il suono delle parole, la poesia”. Chi sia interessato può contattare la ghostwriter dell’amore attraverso Fb o sul suo sito, www.micolgraziano.com. Altro che chat, ‘per far colpo occorre riscoprire suono parole’. Inutile chiedere sconti: la tariffa fissa è già decisa, 70 euro a lettera. Troppo? “No, meno di una cena per due“. Se volete far colpo su qualcuno, scrivetegli una lettera d’amore. E se non siete sicuri di saperlo fare, rivolgetevi a una esperta.

Volley, ecco i convocati per i Campionati Europei under 18

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Ecco i convocati per i campionati europei di Volley

In vista del torneo di Qualificazione ai Campionati Europei under 18 maschili, in programma a Martina Franca (TA) dal 4 al 6 gennaio, il tecnico Vincenzo Fanizza ha scelto i dodici azzurrini.
Questo l’elenco degli atleti che prenderanno parte alla competizione: Giulio Magalini (Bluvolley Verona); Gianluca Dal Corso e Tommaso Stefani (Club Italia); Damiano Catania, Piervito Disabato, Ludovico Scardia e Nicola Cianciotta (Matervolley Castellana); Leonardo Ferrato, Mattia Gottardo (Pallavolo Padova); Francesco Leoni (Trentino Volley); Alessandro Gianotti, (Vero Volley Monza); Paolo Porro (Volley Treviso).
L’Italia esordirà il 4 gennaio contro la Danimarca (ore 18.30), per poi affrontare il 5 gennaio la Svizzera (ore 18.30) e infine la Finlandia (ore 18.30) il 6 gennaio.
Tutte le gare saranno trasmesse in diretta in diretta streaming sul canale YouTube della Federazione Italiana Pallavolo.
Serie A2 Maschile: trasferta a Mondovì per il Club Italia Crai
Nella prima gara del nuovo anno il Club Italia Crai maschile sarà impegnato domani (ore 20.30) a Mondovì per l’ottava giornata di ritorno della Serie A2 UnipolSai. Quando mancano quattro partite al termine della regular season i ragazzi di Monica Cresta hanno la grande opportunità di agganciare o eventualmente superare i piemontesi: una delle formazioni in lotta con il Club Italia per la salvezza.
Mondovì (17 punti), infatti, si trova in classifica davanti di una sola lunghezza a Russo e compagni (16 p.), reduci dall’ottima prestazione contro la Geosat Geovertical Lagonegro che è valsa i tre punti.
I ragazzi di Monica Cresta hanno chiuso il 2017, confermando l’ottimo trend delle ultime giornate: 3 vittorie e 2 sconfitte con un totale 10 punti conquistati.
Un’inversione di marcia netta che ha rilanciato le speranze salvezza degli azzurrini, evidenziando i gradi miglioramenti di tutta la squadra rispetto all’inizio del torneo.
All’andata la sfida tra Club Italia e Vbc Mondovì si risolse 3-2 in favore dei piemontesi, al termine di un match molto combattuto.
La gara di domani sarà arbitrata da Davide Prati e Cesare Armandola con diretta streaming su Lega Volley Channel a partire dalle ore 20.30.

Roma, un cittadino somalo si traveste da infermiere e violenta una donna in ospedale

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Arrestato un cittadino somalo di 38 anni travestito da infermiere con l’accusa di violenza sessuale, davanti al giudice dice: “Solo Dio sa perché l’ho fatto!”.

Ospedale Sant’Eugenio (Roma) : Un cittadino somalo di 38 anni si è intrufolato in una sala parto travestendosi da infermiere per molestare una donna in attesa di partorire. E’ stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale e furto; la motivazione del gesto brutale che ha dato davanti al giudice è stata : «Solo Dio sa perché l’ho fatto». Inizialmente l’uomo è stato sorpreso dal personale dell’ospedale e soltanto in secondo momento gli agenti di polizia sono intervenuti per fermarlo. Come riportato dal Mattino:Il giudice della quinta sezione penale ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare in carcere. La vicenda si è consumata il 31 dicembre, nel primo pomeriggio. Stando al racconto della vittima, una signora di 43 anni, il somalo si sarebbe introdotto nella sala parto e, dopo averle chiesto come andava, si sarebbe seduto accanto a lei cominciando a palparla sulle gambe. La donna, a questo punto, avrebbe reagito veementemente, attirando l’attenzione del personale del nosocomio e mettendo in fuga l’uomo, poi prontamente bloccato”. 

Fiat 128: un amore a tre volumi

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La FIAT 128, piccola berlinetta della Casa torinese prodotta a partire dal 1969, è stata uno dei modelli del marchio con più ampia diffusione.

La Fiat 128 fu lanciata sul mercato nel mese di aprile 1969 per sostituire la molto fortunata e oramai datata Fiat 1100.

Si presenta sostanzialmente come una medio-piccola berlina a tre volumi e può vantare di essere la prima vettura di serie del marchio FIAT a trazione anteriore. La Fiat 128 nacque dall’intuizione dell’ing. Dante Giacosa, che disegnò gran parte dei modelli Fiat fino agli anni 70, e si fece subito notare in quanto vettura molto evoluta e tecnologicamente all’avanguardia.

Team PPA con una Fiat 128
Team PPA con una Fiat 128

La trazione anteriore era una soluzione poco utilizzata in Italia fino agli anni 60 e spesso osteggiata dai vertici FIAT, seppur venisse già utilizzata sia dalla Lancia, per la Flavia e la Fulvia, e sia dalle altri grandi case francesi, inglesi e tedesche.

La linea era molto pulita, semplice e lineare, anche un po’ spigolosa in continuità con scelte stilistiche già adottate da FIAT per le grandi berline 124 e 125, e la gamma prevedeva una berlina 3 volumi, con 4 o 2 porte, e una “Panorama”, ossia una SW a 3 porte.

Fiat 128 Panorama
Fiat 128 Panorama

Gli interni della Fiat 128 erano stati disegnati soprattutto per rispondere al desiderio di grande funzionalità piuttosto che ad ottenere l’effetto “lusso”. Il cruscotto era molto semplice e razionale e le sedute rivestite in finta pelle. Tutte le finiture in generale erano molto semplici e tutto si tramutava in una grande abitabilità interna.

La vettura torinese si distinse anche per un grande successo di vendite in tutta Europa e, nel 1970, fu anche proclamata “Auto dell’anno”.

Lo stesso Giorgetto Giugiaro ha raccontato che, presentando a Volkswagen il disegno di quella che sarebbe diventata la futura Golf, vide nel reparto progettazione una Fiat 128 completamente smontata; sembra che proprio la 128 fu l’esempio di “auto medio piccola” moderna, alla quale ispirarsi per lo schema tecnico.

Fiat 128
Fiat 128

Oggi ad oltre 30 anni dall’uscita del listino, la Fiat 128 conta una fitta rete di appassionati in tutta Italia e anche all’estero. Ed è bello scoprire che ci sono delle persone che hanno la passione per la Fiat 128 da sempre e c’è chi l’ha ricomprata, dopo oltre 20 anni, in memoria della tanto amata prima auto degli anni 70!

Essendo stato abituato, negli anni della mia fanciullezza e adolescenza, a vedere le Fiat 128 come instancabili mezzi un po’ datati da lavoro, in tutta sincerità è un modello che non mi sarei mai aspettato di vedere far mostra di sè ad un raduno. Quando conobbi Mattia Marcora di Busto Arsizio, provincia di Varese, proprietario di una bellissima Fiat 128 verde, modello 1100 CL, capii subito che l’amore per un mezzo si intreccia sempre con la storia personale e spesso anche con il ricordo di persone che non ci sono più.

Mattia Marcora con la Fiat 128
Mattia Marcora con la Fiat 128

L’importanza del ricordo diventa l’unico vero motore in grado di trasformare un semplice oggetto, o mezzo di trasporto, in una vera e propria passione.

Mattia ha sempre avuto un amore particolare per la Fiat 128 in quanto era l’auto di suo nonno quando lui era un bambino. Un ricordo che porta tatuato nell’anima e che non ha mai cancellato e che, non appena ha potuto, ha voluto fortemente rivivere con l’acquisto di una bellissima Fiat 128 del 1976 simile, anche nel colore, a quella con cui era abituato a girare con suo nonno quando era un bambino.

Ad oggi è uno di quei appassionati che vivono davvero l’auto come un prolungamento della propria anima e in grado di ricoprirla di amore e attenzioni e senza badare a spese! E’ sempre bello, quasi emozionante, osservare con quanto amore lui guidi la sua auto e di quanto quest’auto, che non è mai stata tra le mie preferite, possa apparire bella e piena di fascino in una colorazione sgargiante che oggi sarebbe, francamente, improponibile su una vettura moderna.

Mattia Marcora con la Fiat 128
Mattia Marcora con la Fiat 128

In questa vita tutto passa, tutto se ne va, ma Mattia ci insegna che nessuna frenesia moderna può essere più forte dell’amore per le proprie radici. Ricordo la gioia di Mattia quando gli consigliai di contattare il primo proprietario per dare aggiornamenti sull’ottima salute di cui gode oggi “Diva”, questo il nome scelto per l’auto. Quel mio suggerimento fu accettato e Mattia ebbe risposta. Fu un’altra emozione per tutti.

Guardando l’auto di Mattia, nella sua bellezza e perfezione, è forse più facile comprendere di come statistiche riportano che la Fiat 128 fu l’auto meno rottamata per incentivi nel 1997/1998 (tempo di grandi rottamazioni).

Mattia con la nuova Fiat 128
Mattia con la “nuova” Fiat 128

Guardando lo sguardo fiero di Mattia, possiamo capire quanto può essere amata oggi la Fiat 128.

Vai sulla pagina Facebook dedicata alla Fiat 128.

Contratti Politici A Tempo Determinato (Mauro Lo Piano, Saintred)

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Prima di ogni elezione, e’ facile che si stabilisca fra elettore e candidato, un contratto politico a tempo determinato. In questo lasso di tempo, si dovrebbero porre le basi di quelle che saranno da parte degli eletti, le future scelte da operare. 

Fin qui tutto sembra semplice, elementare, lineare e di facile evoluzione, ma gli eventi futuri, non stanno sempre come si erano prospettati in campagna elettorale.

Il programma politico, dopo le elezioni, quasi mai viene rispettato; la causa e’  sempre da attribuire ai Governi precedenti, che hanno lasciato un fardello politico/monetario, pieno di problemi insormontabili.

Facciamo qualche passo indietro :

Prima del voto, l’elettore trova amici in ogni angolo di strada, i candidati ti elogiano, condividono le tue idee e i tuoi punti di vista, c’e’ spazio anche per i tuoi pensieri piu’ nascosti e reconditi, che potrebbero divenire realta’ nel caso che il tuo candidato vinca le elezioni.

Le promesse si perdono, come pure gli abbracci e le pacche sulle spalle, i tuoi guai sono i loro, le tue ansie diventano le loro priorita’, sono pronti a prospettare qualsiasi vantaggio, anche quello di sistemare qualche tuo  familiare senza lavoro. Tu elettore, sei la persona piu’ importante nell’arco temporale di qualche secondo.
E’ risaputo che i politici possono essere paragonati ai camaleonti, avendo in comune numerosi elementi peculiari, tra i quali spiccs la capacità di mutare colore, una lingua retrattile e appiccicosa con cui tentano di catturare le attenzioni degli elettori, all’occorrenza sarebbero pronti a fagocitare i propri figli politici, anche se nati nell’ambito dello stesso partito.
I problemi del cittadino elettore, vengono dopo, il neo eletto, fara’ di tutto per non trovarsi al tuo cospetto, cambiera’ strada e atteggiamento, le promesse fatte in campagna elettorale non saranno per lui neppure un ricordo, tirera’ per la sua strada incurante di coloro che lo hanno portato all’elezione. Quando non si puo’ accontentare tutti, meglio non favorire nessuno, cosi’ si trovano tutti sullo stesso piano.
In Italia la politica clientelare agisce cosi’, inutile nasconderlo, i contratti politici come quelli lavorativi, sono sempre a tempo determinato: chi e’ stato eletto, badera’ ai suoi interessi personali ed a quelli della propria famiglia, sara’ incurante almeno per altri 4 anni delle inimicizie che si andranno a creare.
La sfiducia nella politica, e’ palpabile, si e’ gia’ calcolato che la percentuale di giovani astensionisti dalle urne tocchera’ il 70%. Speriamo che la maggior parte di loro vadano a votare per chi ritengono le persone piu’ giuste a governare questo Paese.

Tonelli e Giaccherini si allontanano da Napoli, ecco dove potrebbero andare

Tonelli e Giaccherini potrebbero emigrare altrove

Il futuro dei calciatori del Napoli, Lorenzo Tonelli ed Emanuele Giaccherini è sempre più lontano dalla terra partenopea. I due, come è risaputo, non sono visti dal tecnico azzurro, Maurizio Sarri e potrebbero decidere nel mercato invernale di emigrare altrove. Sul centrale di difesa, ex Empoli, secondo quanto riporta il giornalista della Rai, Ciro Venerato, intervenuto sulle frequenze radiofoniche di Radio Crc, ci sarebbero gli interessamenti di Spal e Udinese. Per Giaccherini il discorso è più diverso, infatti è molto apprezzato all’ estero, in particolare in Turchia, dove ci sarebbero Besiktas e Trabzonspor pronti a portarlo da loro.

“Balla con me”, Bolle conquista ancora il pubblico televisivo

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“Balla con me” sbaraglia la concorrenza televisiva : 4.860.000 spettatori per Bolle ed uno spettacolo che come dichiara Orfeo è “esempio di tv di qualità”.

La serata evento di Roberto Bolle intitolata “Danza con me ” trasmessa su Rai uno il 1 gennaio 2018, ad aprire il nuovo anno, è stato il primo successo, quasi annunciato, della rete Rai: “4.860.000 spettatori (share del 21,53%). Staccatissima la concorrenza. Su Canale 5 il film tv (in replica) Natale a 4 zampe si è fermato 2.343.000 (10,41%). La mia danza libera, in onda sabato 8 ottobre 2016 su Rai1, interessò 12,5 milioni di italiani per un ascolto medio pari a quasi 4 milioni di spettatori e uno share del 17,7%“.(fonte: gossipetv). Entusiasta il direttore della Rai, Mario Orfeo che ha dichiarato: Lo spettacolo di Roberto Bolle è uno straordinario esempio di tv di qualità da parte del servizio pubblico. Uno splendido prodotto televisivo, ma anche e soprattutto un racconto artistico di grande livello, che il risultato degli ascolti ha premiato in tutto e per tutto con il 21.5% di share e 4 milioni 860 mila telespettatori. Per la Rai è una partenza d’anno straordinaria, dopo il grande successo dell’Anno che verrà, che ha accompagnato l’arrivo del 2018 nelle case degli italiani segnando un aumento di quasi quattro punti di share rispetto allo scorso anno. Risultati che confermandola bontà delle scelte fatte durante l’estate. Dal 1 settembre al 31 dicembre 2017 la Rai guadagna nell’intera giornata mezzo punto percentuale e 123 mila spettatori in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Ancora più importante la crescita nel prime time e nel daytime: in prima serata la nostra offerta ha conquistato in entrambe le fasce quasi un punto in più, +0.9, con un incremento di 146mila spettatori nella prima serata e 195 mila nel giorno rispetto allo scorso anno. Davanti a numeri così positivi  parlare di fuga dalla Rai è la solita fake news. L’unica notizia vera è la fuga dalla realtà e dalla matematica da parte di chi scrive”.

 

Aversa, arrestati tre spacciatori in flagranza di reato, ecco i dettagli

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I Carabinieri arrestano tre uomini

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Aversa hanno arrestato tre persone in flagranza di reato per spaccio di sostanze stupefacenti. I tre uomini sono residenti a Frignano, comune in provincia di Caserta, e sono stati beccati mentre vendevano un grammo di marijuana ad un consumatore per 20 euro. I militari sono intervenuti immediatamente ed hanno arrestato i tre uomini, i quali sono stati sottoposti agli arresti domiciliari a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. Dopo averli perquisiti, i Carabinieri hanno trovato anche 11 bustine di sostanze stupefacenti e 410 euro di banconote di diverso taglio, frutto dei proventi dell’ attività illecita.

Iran, la rivolta che può cambiare il Medio Oriente

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Cresce in Iran il movimento anti-regime e sui social network si moltiplicano video e foto che mostrano cariche della polizia sui manifestanti.

Miliardi ad Assad, in Libano e alle milizie sciite: così Teheran prosciuga le casse dello Stato

Gli investimenti nei conflitti per procura in Medio Oriente nel mirino dell’opposizione. I fondi finiscono nelle tasche dei combattenti sul modello del Partito di Dio di Beirut

BEIRUT – È uno degli slogan che si sentono nei video inviati in Rete dai manifestanti: «Non per Gaza, non per il Libano, non per la Siria, la mia vita per l’Iran». Ed è una delle ragioni che hanno spinto migliaia di persone nelle piazze in tutto il Paese. Gli ingenti investimenti nelle guerre per procura in Medio Oriente. Soldi che, secondo l’opposizione, avrebbero potuto migliorare, e di molto, le condizioni di vita degli iraniani. Non ci sono cifre ufficiali, ma dalla fine del 2011, quando le primavere arabe si sono trasformate in un confronto fra Iran e alleati sciiti contro le potenze sunnite allineate con l’Occidente, decine di miliardi sono affluiti in tutta la regione per sostenere la politica di influenza della Repubblica islamica.

Il fronte più importante è stata la Siria. Banche a partecipazione statale hanno aperto almeno due linee di credito a favore del governo di Bashar al-Assad, una pari a 3,6 miliardi di dollari nel 2013 e l’altra di un miliardo nel 2015. Questi soldi sono stati usati da Damasco anche per acquistare petrolio e gas, in parte dallo stesso Iran, dopo che l’Isis e altri gruppi jihadisti si erano impadroniti dei giacimenti nella Siria orientale. Ma sono solo una parte degli aiuti. A partire dal 2013 un «ponte aereo» fra l’Iran lo scalo di Mezzeh, a Sud-Ovest della capitale siriana, ha rifornito di armi e munizioni alle milizie sciite a fianco del regime. Un sostegno nell’ordine delle centinaia di milioni di dollari.

Altri soldi sono stati spesi per pagare gli stipendi ai combattenti sciiti, soprattutto iracheni e afghani. Il salario medio è stimato in 300 dollari al mese, il numero dei combattenti, esclusi quelli libanesi di Hezbollah, fino a 50 mila. Si arriva così a circa 180 milioni all’anno. Altre spese sono state sostenute per l’addestramento, il trasferimento di armi e combattenti, aiuti alle famiglie con parenti caduti al fronte. Stesso tipo di sostegno, anche se in scala più limitata, è toccato alle milizie sciite in Iraq. Parliamo di circa 100 mila uomini. Sono però milizie-partiti, con fonti di finanziamento locale, e quindi i trasferimenti iraniani riguardano armi e addestramento. Non miliardi all’anno come in Siria, ma centinaia di milioni.

Il modello per tutta questa operazione è stato l’Hezbollah libanese, la prima milizia addestrata dai Pasdaran, già alla metà degli Anni Ottanta. Anche se i legami politici sono strettissimi, il Partito di Dio libanese è però riuscito a rendersi indipendente, soprattutto dopo la guerra con Israele del 2006. Dispone di una rete di aziende, istituti finanziari, e una raccolta efficiente di «elemosine», anche da parte di ricchissimi imprenditori libanesi. Gli aiuti diretti dall’Iran sono stimati da un minimo di 60 milioni di dollari all’anno a un massimo di un miliardo, ma si situano nella parte bassa della forchetta. Sono aiuti in «natura». Cioè armi e componenti missilistiche che passano dall’Iraq e la Siria, lungo il famigerato«corridoio sciita».

Il modello Hezbollah è stato replicato, in misura ridotta, con la milizia Ansar Allah degli Houthi in Yemen.

I servizi occidentali sostengono che alcune decine di addestratori iraniani e libanesi sono riusciti a eludere il blocco saudita e unirsi ai guerriglieri yemeniti per fornire assistenza per la produzione missilistica e addestramento militare. Dall’Iran sarebbero anche giunte forniture di parti di missili, poi lanciati su Riad e altri obiettivi in Arabia Saudita. Molto più organica la collaborazione invece con gruppi estremisti, in questo caso sunniti, a Gaza. Fino al 2012 Hamas riceveva, secondo i servizi israeliani, almeno 100 milioni all’anno in finanziamenti diretti e in «natura» (armi). Il flusso si è più che dimezzato dopo che il movimento legato ai Fratelli musulmani si è schierato contro Assad in Siria. Gli aiuti si sono indirizzati allora, fino a 70 milioni annui, alla Jihad islamica, una formazione ancora più estremista, che lancia regolarmente razzi dalla Striscia verso Israele.

vkvicentro.it/CRONACA
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lastampa/Miliardi ad Assad, in Libano e alle milizie sciite: così Teheran prosciuga le casse dello Stato GIORDANO STABILE, INVIATO A BEIRUT

Nuovi alberi in Galleria Umberto I, la città non si arrende alle baby gang

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Installato un nuovo albero nella Galleria Umberto I contro gli atti vandalici, Borrelli esclama: “Non ci arrendiamo alla violenza”.

Napoli non si è arresa agli ultimi episodi vandalici delle baby gang ed ha deciso di riprovarci: è stato allestito nuovamente un albero di Natale, donato dai padroni del caffè Gabrinus. Intervenuto a tal proposito anche il consigliere regionale campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, con il contributo dell’imprenditore Roberto Fogliame, che ha portato al centro della Galleria due agrifogli. «L’albero dei desideri di Natale è ormai distrutto, ma non ci arrendiamo alla violenza e alla prepotenza delle baby gang», ha spiegato Borrelli secondo cui «prima l’abete e ora l’agrifoglio sono il simbolo della città che non molla e non arretra di fronte all’arroganza dei delinquenti». Il consigliere regionale campano dei Verdi spiega inoltre che «riportare un albero in Galleria è anche un modo per ribadire la richiesta alle forze dell’ordine a tutelare un monumento quale è la Galleria, che di sera e soprattutto di notte è ormai diventato terreno esclusivo delle baby gang». E’ una promessa del consigliere regionale d’intervenire per l’installazione di un nuovo albero nel caso in cui venisse di nuovo rubato :«Ne abbiamo già altri 10»..

E’ morto il senatore Ferdinando Imposimato, l’ uomo che ha combattuto le mafie

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Imposimato aveva 83 anni

Questa mattina presso il policlinico Gemelli di Roma, si è spento il senatore Ferdinando Imposimato, aveva 82 anni ed era originario della città di Maddaloni, in provincia di Caserta. Durante la sua vita l’ ex senatore si è occupato della lotta a Cosa Nostra, ed ad altre forme di terrorismo in Italia, come la Camorra, il rapimento di Aldo Moro a cura delle Brigate Rosse nel 1978 e l’ attentato a Papa Giovanni Paolo II nel 1981. Da ricordare anche che il fratello Franco, nel 1983 fu ucciso dalla camorra. Imposimato era da giorni ricoverato al Gemelli a causa di una malattia, fino a questa mattina quando è spirato. I suoi funerali si terranno domani a Roma.

In prov. di Messina, uno svincolo autostradale per una Vallata

Mentre in ogni campagna elettorale o insediamento di Governi nazionali e regionali, oppure nei discorsi augurali o congressi politici e dibattiti della cosiddetta Società civile, si declama sempre di sviluppo e lavoro, c’è una Vallata, quella dell’Agrò, nella provincia jonica messinese, in cui si attende da anni uno svincolo autostradale che agevoli i collegamenti, i trasporti, il turismo, le attività imprenditoriali e favorisca lo sviluppo e quindi l’occupazione. I fatti:

Nell’estate del 2013, l’allora sindaco di Santa Teresa di Riva, Cateno De Luca, oggi deputato regionale nel gruppo misto, presentò un progetto al Cas (Consorzio per le Autostrade Siciliane) per la realizzazione di uno svincolo sulla A/18 nell’area sud del predetto comune jonico, in corrispondenza del quartiere Barracca. Il primo passo fu firmare un protocollo d’intesa tra i sindaci degli otto comuni della Val d’Agrò: Santa Teresa, Antillo, Limina, Roccafiorita, Forza d’Agrò, Sant’Alessio, Casalvecchio Siculo e Savoca. Protocollo a dimostrazione della sinergia tra gli enti della vallata interessati all’opera, anche se il progetto ricade sul solo territorio di Santa Teresa, comune “capofila”.

Nel settembre del 2013, l’allora assessore regionale alle infrastrutture Nino Bartolotta, oggi sindaco di Savoca, comune della Vallata dell’Agrò interessato al predetto svincolo autostradale, ottenne un incontro operativo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per discuterne la realizzazione.

Nel marzo 2015, finalmente, il comune di Santa Teresa di Riva fu autorizzato a redigere il progetto preliminare ed a bandire la relativa gara di appalto per realizzare lo svincolo “Santa Teresa – Valle d’Agrò” sull’A18, dopo un incontro a Roma al Ministero delle infrastrutture.

Nel dicembre 2015, tuttavia, i sindaci dei comuni della Valle dell’Agrò decisero di rivedere tutto il discorso sullo svincolo Val d’Agrò poiché, spiegava il sindaco di Savoca Nino Bartolotta, l’opera era stata inserita tra le 12 opere nel Masterplan del “Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana di Messina” con un costo di circa 12 milioni di euro per essere quindi posto all’attenzione del Governo nazionale tra gli “Interventi di messa in sicurezza e funzionalità rete autostradale e svincoli”.

In ultimo a dicembre 2017, l’attuale sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, ha evidenziato come ancora manchi la convenzione con il Ministero per poter proseguire con l’iter burocratico che dovrebbe portare alla realizzazione dello svincolo. “Le condizioni per procedere ci sono tutte – ha dichiarato il sindaco Lo Giudice -, adesso chiederemo all’On. Cateno De Luca e all’assessore regionale Marco Falcone, che ringrazio entrambi per la disponibilità mostrata in questi giorni, di supportarci per fissare un incontro a Roma che possa consentirci di andare avanti al fine di avviare le procedure di spendibilità delle somme previste”.

Fino a qui una tipica vicenda italiana di lungaggini burocratiche mentre, come per quasi tutto, i cittadini languono. Ora alcune mere osservazioni:

Risulterebbe assente, nell’annosa storia di cui sopra, la presenza della “Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani” che ove non ci fosse, dovrebbe al contrario essere in prima fila e con tutti gli altri sindaci solidali, pure di altri paesi non coinvolti da questo svincolo.

Inoltre parte di noi siciliani abbiamo creduto in passato alle assicurazioni di certa traversale politica nazionale e regionale, cosiddetta “No Ponte” (“Il Paese ha altre, vere, priorità. Autostrade e ferrovie sono in uno stato pietoso” … “I motivi per dire no al progetto del Ponte sullo Stretto e per mettere in campo una nuova politica dei trasporti per il mezzogiorno. No al ponte” … ecc.), poiché ci veniva appunto detto che in cambio del ponte, i finanziamenti sarebbero stati dirottati in Sicilia per strade, autostrade, ferrovie, quindi svincoli, porticcioli, impianti fognari e di depurazione, ambiente, ecc. pertanto sviluppo e lavoro. Invece e in generale nell’Isola, sarà almeno un decennio che non si vedono infrastrutture di tal genere.

Sarebbe pertanto ora che ai proclami seguano tempestivamente i fatti da parte della Politica, delle Istituzioni e della Burocrazia. Anzi al riguardo si riporta uno stralcio di quanto appena dichiarato per gli auguri di fine anno, rispettivamente dal nostro Presidente della Repubblica on.le Mattarella e dal neo Governatore della Sicilia, on.le Musumeci, sperando che in Italia e in Sicilia se lo ricordino quotidianamente tutti, nessuno esente, nello Stato e nella Regione come pure negli Enti e nei Comuni.

Il dovere di proposte adeguate – proposte realistiche e concrete – è fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese. Non è mio compito formulare indicazioni. Mi limito a sottolineare, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. E’ necessario che ve ne sia in ogni famiglia”.

Buon anno alla straordinaria comunità dei siciliani, ovunque si trovino, in patria o all’estero. Auguri di buona salute e di serenità, specie a chi soffre tra la disperazione e la rassegnazione. Sarà per la nostra Isola l’inizio del cambiamento, lento ma inevitabile … ai siciliani perbene, al di là della loro appartenenza politica, chiedo di non lasciarmi da solo. Insieme ce la faremo“.

Noi siciliani ci siamo. Ma la Politica, le Istituzioni e la Burocrazia, ci saranno ?

Adduso Sebastiano

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Turista muore a Praiano travolta da un’onda

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Un’onda anomala trascina tre turisti in mare, una donna veneta di 55 morta nelle acque amalfitane.

Una turista di 55 anni del Veneto è morta questa mattina in Costiera amalfitana a causa di un’onda anomala che l’ha completamente travolta e risucchiata in mare.  La donna era in compagnia di altre 3 persone. Sia lei che altri due componenti del gruppo sono finiti in acqua e l’unico rimasto sulla scogliera si è gettato in mare in un secondo momento nel tentativo disperato di salvarli. Adesso la salma della turista si trova all’Ospedale di Castiglione di Ravello per i successivi accertamenti, in attesa del medico legale per un esame esterno del cadavere, per poi decidere se procedere con un eventuale esame autoptico. Sul posto della tragedia sono arrivati gli uomini della Guardia Costiera di Amalfi e i carabinieri della Compagnia di Amalfi. Al momento del salvataggio le tre persone che erano con la donna sono state ascoltate per una prima ricostruzione dell’accaduto.

Rai- Younes la prossima settimana firma il precontratto con il Napoli

Younes firmerà il precontratto con il Napoli

Il giornalista della Rai, Ciro Venerato, ha parlato, sulle ultime su Younes, ai microfoni della trasmissione radiofonica Si Gonfia la Rete, in onda sulle frequenze di Radio Crc. Ecco le sue parole:

“Younes-Napoli, prossima settimana la firma del precontratto. Poi si definiranno i dettagli. Con la differenza che appena ci sarà la firma, il procuratore tedesco proverà ad anticipare l’addio all’Ajax. Potrebbe essere subito utile a Sarri: un’idea sarebbe garantire una futura rivendita del 20% più conguaglio”.

 

Le pagelle della tv 2017: Maria De Filippi indiscussa regina

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La pagella dei programmi televisivi del 2017, De Filippi in testa, segue Conti e bocciati Ventura ed Abatantuono

I dati parlano chiaro: Maria De Filippi è la regina degli ascolti della televisione 2017. Molti i momenti di forte audience televisivo, come riportato dal Mattino, ma la De Filippi batte tutti, anche la D’Urso: “Vasco Rossi in un concerto tv storico. Il solito Montalbano. Renzo Arbore che ci fa tornare giovani. Le Iene che divorano prede. Mediaset che si aggiudica i Mondiali di calcio senza l’Italia, eliminata nel flop dell’anno. Fiction e serie tv che conquistano appassionati. Fabio Fazio che fa discutere. Massimo Giletti che riparte da La7. X Factor, Master Chef e Gf Vip che non invecchiano. I malori di Fabrizio Frizzi e Nadia Toffa.” C’è però da sottolineare che la lode spetta solo alla signora di Mediaset che con i suoi diversi programmi, da Amici a C’è posta per te, passando per Uomini & Donne, continuano a  tenere gli spettatori italiani incollati al televisore.  In riferimento al palinsesto viene riproposta di seguito la  pagella del Mattino, stilata in base ai programmi più seguiti:

10
MARIA DE FILIPPI
Se Dustin Hoffman non sbagliava un film la Signora della tv non sbaglia un programma. Un 2017 davvero trionfale. Oltre ai suoi successi consueti (Amici, C’è posta per te, Uomini e donne, Tù sì que vales, Temptation Island) c’è anche la ciliegina del Festival di Sanremo.

8,5
CARLO CONTI

Il conduttore per eccellenza ha confermato tutti i successi, con l’aggiunta dello Zecchino d’Oro. Il ciclo sanremese si è chiuso alla grande. L’unico appunto: la direzione artistica di RadioRai che non ha portato una crescita di ascolti.

8+
RENZO ARBORE, LE IENE, STRISCIA LA NOTIZIA, VASCO ROSSI

Rivedendo Indietro Tutta abbiamo visto come stavano avanti Arbore e Frassica. Grande stagione per Iene e Striscia, il vero giornalismo d’inchiesta. Concerto memorabile del Blasco.

8
ALBERTO ANGELA, ELEONORA DANIELE, BARBARA PALOMBELLI, PIER SILVIO BERLUSCONI

Angela e Palombelli campioni di ascolti. Daniele wonder woman con tutti i programmi che fa. A Cologno il plauso per aver preso i Mondiali di calcio.

8-
ALESSIO BONI, VANESSA INCONTRADA, LUCA ZINGARETTI, GIANNI MORANDI, SUBURRA, SKY ARTE

Grande stagione per le fiction Rai, Morandi rilancia Mediaset, le serie tv di Sky e Netflix sono super. E Sky Arte piace sempre di più.

7,5
ENRICO PAPI, FILIPPO BISCIGLIA, ALESSANDRO CATTELAN, ILARY BLASI, MASSIMO GILETTI

Bene Guess my age, X Factor, Gf Vip. Giletti è ripartito alla grande. Bisciglia si è scoperto grande imitatore a Tale e Quale.

7+
FABRIZIO FRIZZI, NADIA TOFFA

Rivederli è stato un sospiro di sollievo.

7
VITTORIO SGARBI, ROBERTO D’AGOSTINO, SELVAGGIA LUCARELLI, ALBA PARIETTI

Con loro la tv è meno noiosa. Sgarbi ha perfino sostituito il suo memorabile “Capra! Capra! Capra!” con “Posso Parlare! Posso Parlare! Posso Parlare!”.
  
7-
BARBARA D’URSO, GERRY SCOTTI

Indistruttibili.

6,5
MAURIZIO COSTANZO, BRUNO VESPA, LILLI GRUBER, GIOVANNI FLORIS, MYRTA MERLINO, CORRADO FORMIGLI, SERENA ROSSI, INGRID MUCCITELLI, ELISA ISOARDI, FRANCESCA FIALDINI, GIGI & ROSS

Conduttori che vincono la sfida degli ascolti. Rossi? Una star. Fialdini cresce, a suo agio con lo Zecchino. Gigi & Ross dieci in simpatia.

6+
PAOLA FERRARI, FEDERICA SCIARELLI, SILVIA TOFFANIN, AMADEUS, MILLY CARLUCCI, MAX GIUSTI

Usato sicuro.

6
FIORELLO, BONOLIS, CHIAMBRETTI, ALESSIA MARCUZZI, GIORGIO PANARIELLO

Anche i fenomeni possono avere una stagione senza acuti particolari.

6-
BELEN, FABIO FAZIO, MAURIZIO CROZZA, FLAVIO INSINNA

Stagione così e così.

5,5
DIEGO BIANCHI, MIKA, MICHELE SANTORO, BIANCA BERLINGUER, LUCA E PAOLO, MIA CERAN 

Zoro fatica in prima serata. Mika show di grande qualità (e costi) ma ascolti bassi. Berlinguer meglio al pomeriggio che di sera. Santoro non decolla. Ceran più adatta a Uno mattina che a Quelli che il calcio con Luca e Paolo (Camera cafè che flop!).
  
5
CRISTINA E BENEDETTA PARODI, FEDERICO RUSSO, GIORGIA CARDINALETTI, MARTÌN CASTROGIOVANNI

Conduzioni che lasciano a desiderare. Domenica In e Domenica sportivahanno perso appeal. 

4
NANNI MORETTI, DIEGO ABATANTUONO

Due ascolti disastrosi. I film presentati dall’attore regista e il talent dei comici sono esperimenti che La7 ha fallito.

2
GIAN PIERO VENTURA E LA NAZIONALE DI CALCIO

Senza parole. Solo vergogna.

Crc- Ciciretti a gennaio in azzurro? Vigorito chiede due prestiti di lusso

Per Ciciretti libero a gennaio, Vigorito chiede Rog e Sepe

Il giornalista Raffaele Auriemma ha parlato, dell’ arrivo di Amato Ciciretti in azzurro ai microfoni di Si Gonfia la Rete in onda su Radio Crc. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni: “Ciciretti è un nuovo giocatore del Napoli. Su di lui c’è la volontà di portarlo a gennaio, si è discusso col Benevento, ma Vigorito ha alzato un muro. Si è impuntato e ha chiesto al Napoli non soldi, ma due giocatori in prestito che mai potrebbero andare: Luigi Sepe e Marko Rog”.

Crc- Sarri vuole portare a Napoli il centrocampista Luis Alberto: tutti i dettagli

Per Luis Alberto il Napoli potrebbe investire anche molti soldi

Il giornalista Raffaele Auriemma ha parlato, dell’ interessamento del Napoli nei confronti del centrocampista della Lazio, Luis Alberto, ai microfoni di Si Gonfia la Rete in onda su Radio Crc: “Sarri finalmente ha fatto una richiesta chiara sul mercato. Vuole un calciatore che gli faccia cambiare modulo, gli faccia utilizzare il 4-3-1-2. Sarri ha espresso il gradimento per Luis Alberto: il Napoli ha cominciato a sondare il terreno, con Lotito bisogna sempre andarci piano. Sarri stravede per lui, può fare il trequartista, ma anche la mezzala. Al momento nessun contatto ufficiale con la Lazio. Azzurri disposti a spendere anche parecchi soldi”.