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Inglese-Napoli, ora tutto dipende da Milik

Inglese-Napoli, ora tutto dipende da Milik

L’approdo di Roberto Inglese a Napoli è tutt’altro che certo adesso, anzi. Come riporta Il Mattino, tutto dipenderà dall’esito della visita di controllo a Villa Stuart di Arkadiusz Milik: in caso di ok per gennaio, si punterà solo sul polacco e il centravanti pugliese resterà al Chievo. Quest’ultimo, intanto, ieri è finito in tribuna nel match contro l’Udinese a causa di un infortunio muscolare.

Renzi, Calenda: ascesa e declino di un tandem politico

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Parlare di fiscalizzazione del canone Rai dopo averlo messo nella bolletta elettrica è un “colpo alla credibilità dei governi e del Pd”. Lo scrive su twitter il ministro Carlo Calenda, replicando al presidente Pd Matteo Orfini, che ha rivendicato la proposta della fiscalizzazione e criticato l’ipotesi di privatizzare la Rai.

Renzi, Calenda e il canone inverso. Ascesa e declino di un tandem politico

Lo scontro sul canone Rai (prima messo in bolletta e poi all’indice) è solo l’ultimo capitolo di una relazione altalenante e fatta di amore e odio, slanci e polemiche che hanno riguardato dossier vitali come Alitalia​ e Bankitalia

“La campagna elettorale sarà per molte forze politiche un enorme Truman show di promesse insostenibili. Ma il Pd non può restare dentro questo brutto spettacolo fatto solo di annunci a effetto. Deve uscirne immediatamente, altrimenti non solo non guadagnerà nuovi voti, ma perderà anche l’elettorato di centrosinistra”.

“Verso Renzi, che ho sentito anche oggi, ho sentimenti di gratitudine e di lealtà, ma questa lealtà non può essere cieca fedeltà e approvazione di ogni proposta, peraltro quasi mai condivisa”.

“Sono stato così secco su questa proposta perché Renzi mi ha chiesto la disponibilità, e io gliel’ho data, a collaborare sul programma del Pd. Ma lo faccio a patto che si lavori a un progetto per il Paese, non a battute estemporanee da Truman show”.

“C’è stato l’opposto. La voglia di dire che tutto andava benissimo e che erano stati raggiunti risultati mirabolanti, quando per rimediare ai danni della crisi ci vuole e ci vorrà ancora molto lavoro”.

“Mi sono permesso di dire a Renzi che avrebbe dovuto sedersi con la Bonino. Al di là delle previsioni sulle percentuali che avrà alle elezioni, c’è una sinergia politica che va coltivata”.

Le dichiarazioni sono di Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, che in una intervista a Repubblica ha certificato tutto il suo dissenso nei confronti della linea del Partito democratico per la campagna elettorale. C’è l’ha col segretario Matteo Renzi, e con la sua proposta di promettere l’abolizione del canone Rai, in caso di vittoria alle elezioni, dopo essere stato l’autore della blindatura dello stesso canone, quando guidava l’esecutivo, grazie al meccanismo della bolletta elettrica.

Il segretario Pd aveva replicato ieri alle prime critiche, rivendicando di non fare proclami ma fatti: è il suo governo ad aver abbassato il costo del canone. Casus belli del giorno a parte, lo scontro di ieri è solo un tassello di un rapporto che da tempo è quantomeno altalenante, e che proprio pochi giorni fa, prima di Natale, sembrava essere tornato a volgere verso il sereno grazie alla vicenda Ilva​, con Renzi che aveva offerto tutto il suo appoggio allo stesso Calenda e al governatore pugliese Emiliano per la soluzione del contenzioso.

A Bruxelles e ritorno

Il rapporto (d’amore e odio) tra i due risale ad inizio legislatura, quando Renzi nel febbraio 2014 prende il posto di Enrico Letta alla guida del governo. Calenda era già viceministro dello Sviluppo economico e Renzi lo conferma nell’incarico, affidandogli anche la delega al commercio estero. Dopo circa due anni, nel 2016, Renzi lo nomina Rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea. Nomina che suscita la presa di posizione dei membri del corpo diplomatico italiano. È forse il momento massimo del rapporto tra Renzi e Calenda. L’allora premier, infatti, difese saldamente la scelta fatta. Dopo soli due mesi, nel maggio 2016, Calenda viene ‘richiamato’ in Italia per assumere l’incarico di ministro dello Sviluppo economico al posto della dimissionaria Federica Guidi. E a confermare la sintonia tra i due sono le parole pronunciate proprio da Renzi nel delineare il profilo del titolare del Mise: “A noi serve uno che sia in grado di maneggiare un ministero importante come quello dello Sviluppo economico – spiegò Renzi – che abbia l’intelligenza per ragionare del futuro, che vuol dire innovazione, manifattura 4.0, investimenti nelle aree di crisi”. Per questo “ho chiesto a Calenda, che già governava la macchina del ministero, di tornare indietro da Bruxelles”.

Un ruolo politico per un ministro tecnico?

Il feeling va avanti e si rafforza nell’anno di ‘convivenza’ al governo. Ma dopo il referendum il rapporto tra i due diventa altalenante, a tratti anche molto teso, con veri e propri scontri fino ad arrivare a questa estate quando il nome di Calenda è circolato tra i più quotati possibili sfidanti di Renzi alla corsa per palazzo Chigi. Non solo. Il nome del ministro è stato piu’ volte inserito nei borsini dei papabili premier di eventuali esecutivi di larghe intese. Calenda, inoltre, qualche mese fa, veniva espressamente indicato quale leader di una nuova formazione di centro, ipotesi smentita dal diretto interessato.

Che alla politica Calenda ci pensi e ci abbia pensato lo dimostra anche il suo curriculum: ha avuto un ruolo importante nella fondazione di Scelta Civica accanto a Mario Monti. Candidato nelle liste di Scelta civica risultò il primo dei non eletti. Ma già prima, nel 2009, Calenda aveva collaborato con Montezemolo per la nascita e diffusione del progetto Italia Futura, guidandone l’organizzazione sul territorio. E in un’intervista a dicembre, ma lo aveva già confidato in altre occasioni, Calenda ha riferito di aver provato a entrare nel Pd offrendo il suo contributo, pensando anche di candidarsi, “ma il Pd è un circolo chiuso”, ha rivelato caustico

Tornando ai rapporti tra Renzi e Calenda, dopo l’apice raggiunto a maggio e la collaborazione a palazzo Chigi, sembra scoppiare l’idillio: nasce il piano Industria 4.0 e il titolare del Mise sostiene la campagna referendaria del Pd e del premier. E quando Renzi lega a doppio filo l’esito della consultazione popolare con la permanenza alla guida del governo, Calenda pubblicamente afferma: “Renzi deve restare anche se vincono i ‘no’. Secondo me lui è la migliore soluzione per completare il percorso di riforme iniziato e che aspettavamo da 30 anni”.

Siamo nel novembre del 2016 e in quei giorni già circolano i nomi di possibili sostituti di Renzi per la fase di transizione verso il voto, qualora – come poi e’ successo – il segretario dem avesse perso il referendum e avesse dato le dimissioni da premier. Tra questi figurava il nome di Calenda, assieme a quello di Franceschini e di Padoan. Dopo la sconfitta referendaria del premier e del Pd e le dimissioni dal governo, arriva Gentiloni che riconferma Calenda al Mise. Da lì in poi inizia, sempre tra alti e bassi, la fase ‘discendente’ dei rapporti con Renzi, che fa registrare momenti di vero contrasto tra i due.

Un 2017 di schermaglie

Tra gli scontri più aspri quello di febbraio 2017, quando Renzi spingeva per il voto anticipato e Calenda lo gelò cosi’: “Andare alle elezioni a giugno o peggio ad aprile rappresenta a mio avviso un serio rischio per la tenuta del Paese”. Un mese dopo, siamo a marzo, in un in incontro pubblico tenutosi al Quirinale Calenda affonda in un colpo solo la politica economica di Renzi, a cominciare dai bonus: “non servono a far ripartire il Paese. Per creare lavoro e reddito non esistono scorciatoie, non esistono invenzioni di redditi, invenzioni di lavori, invenzioni di bonus”.

Ad aprile il pomo della discordia è il salvataggio di Alitalia. Renzi propone il “modello Meridiana”, ovvero soluzioni “senza spezzatini e senza cessioni affrettate” e Calenda replica: “Benvenuta l’idea di Renzi, ma no a personalismi”. Sempre ad aprile sono tesissimi i rapporti tra il leader dem, il Pd e i ministri ‘tecnici’, Padoan e Calenda, su fisco e Iva. Ma è soprattutto un’intervista di Calenda – in cui il ministro critica alcune politiche di Renzi, gli chiede di “battere un colpo e fare il riformista” e si difende dicendo che “esprimere delle opinioni, e non essere sempre d’accordo su tutto, non è un indizio di tradimento” – ad allontanare ulteriormente i due.

“Se gli dici che sbaglia, diventi un suo nemico”

E così la querelle prosegue: è di inizio estate il ‘caso’ del ddl concorrenza, poi quello sulla cosiddetta norma ‘antiscorrerie’ relativa alla vicenda Vivendi. In piena estate, in un’intervista, Calenda picchia duro: “Credo che Renzi debba aprire una discussione ampia sul cosa oltre che sul quanto, chiudendo definitivamente la fase della rottamazione”. Il clou della tensione tra i due si registra dall’autunno fino a dicembre: è di ottobre il caso Bankitalia, con il Pd che picchia duro contro Visco (in scadenza e in odore di essere riconfermato alla guida dell’Istituto di via Nazionale) e approva una mozione in cui si chiede discontinuità. Calenda è durissimo: “Se la mozione Pd è stata una leggerezza o un incidente, può succedere, chiudiamola lì, ma se fosse una strategia sarebbe gravissimo”, furono le sue parole.

A novembre è lo stesso Calenda, in un’intervista su La7, a non nascondere le tensioni con Renzi: “Ci ho litigato nel modo di lavorare insieme. Non sono l’unico, pero’ sono uno dei pochi ad averlo fatto apertamente e non demonizzandolo”, ha rivendicato. Infine, sono di dicembre le critiche più aspre: nel giorno in cui il Pd lancia il primo report sulle fake news, Calenda afferma: “le fake news non si sconfiggono con fake slogan sulle tasse”.

Di poche settimane fa l’ultimo affondo: in un’intervista Calenda spiegava: “Con Renzi ci siamo intesi su molte cose, per esempio sull’ambizione di cambiare il Paese attraverso riforme importanti come il Piano Industria 4.0, ma su altre proprio no. Io vivo di realismo, lui di messaggi motivazionali. E in quanto al confronto, se gli dici che sta facendo un errore, entri subito nella categoria dei nemici”.

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Younes, l’Ajax sta per ricevere una comunicazione dal Napoli

Younes, l’Ajax sta per ricevere una comunicazione dal Napoli

Sul mercato attualmente la forza del Napoli è dettata dal fatto che sono stati già bloccati due esterni offensivi come l’italiano Amato Ciciretti ed il tedesco Amin Younes, entrambi in scadenza di contratto a giugno, ed il loro approdo può essere anticipato a gennaio dietro il pagamento. Come riporta la Gazzetta dello Sport: “Il Benevento aspetta solo una telefonata per parlare dell’ex romanista, i lancieri stanno per ricevere la comunicazione che il Napoli sta trattando con Younes e quindi potrebbero essere addirittura loro a chiamare De Laurentiis per cercare di recuperare qualcosina dalla cessione del tedesco”.

Castellammare di Stabia, l’arrivo dei migranti manda la città nel caos: la vicenda

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Castellammare di Stabia, non c’è trasparenza sull’arrivo dei migranti: città nel caos

Castellammare di Stabia, a parlare della situazione migranti è Gaetano Cimmino, leader dell’opposizione di centrodestra in consiglio comunale. “L’amministrazione non ha messo in atto una politica trasparente e in più noi non sappiamo nulla riguardo questo progetto”, queste le parole di Cimmino, il quale ha anche affermato che non si è contrari all’accoglienza, soprattutto in un momento così delicato per l’Italia, poco o niente aiutata dall’Europa, ma nel momento in cui si parla di lavoro per gli immigrati, in una situazione non facile, precaria e disastrosa per i cittadini stabiesi, allora c’è qualcosa che non va. Parole forti da parte di Cimmino, il quale dice di essere solo dalla parte dei cittadini che si sono visti piombare addosso questo provvedimento senza essere stati adeguatamente avvisati. Cimmino continua dicendo: “C’è bisogno di un buon piano di integrazione in cui tutti gli step vengano rispettati e supervisionati dall’inizio alla fine, così come una corretta comunicazione da parte degli Enti preposti alla cosa”. La paura di Cimmino nasce dal fatto che si tema che dietro tutto questo possa esserci un business che arricchisce pochi e impoverisce molti; si vuole ancora una volta speculare sugli stabiesi. Non si sa ancora quali saranno le strutte che ospiteranno i migranti e di che tipo di migranti parliamo, famiglie, rifugiati politici. Insomma sarebbe necessaria più informazione da parte delle Istituzioni, in quanto Castellammare ha il diritto di saperne di più, a maggior ragione in questo periodo di crisi acuta e aumento di microcriminalità.

Un anno di libri: il 2017 consacra Storie della buonanotte per bambine ribelli

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Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo si conferma il libro più venduto in Italia nel 2017 con 470.000 copie vendute. Pubblicato in Italia il 28 febbraio 2017, è stato primo nella classifica generale per 10 settimane e primo in quella di Narrativa per ragazzi per 35 settimane ed è tuttora nella top five di quest’ultima, e Mondadori ne pubblicherà il secondo volume il 27 febbraio 2018, con traduzione a cura di Loredana Baldinucci. Il libro rivelazione raccoglie cento vite di donne straordinarie rivolte a giovanissime future donne. E’ ll girl power fatto a libro.

DATI NIELSEN 2017

Arrivano i dati Nielsen e si può fare il bilancio delle classifiche dei libri del 2017. L’anno appena trascorso ha consacrato il girl power di Francesca Cavallo ed Elena Favilli con Storie della buonanotte per bambine ribelli, ma leggendo la Top ten si notano altri casi letterari interessanti. I premi letterari sono tornati a essere garanzia di qualità e fenomeno di costume, infatti Le otto montagne (Einaudi) di Paolo Cognetti, vincitore dello Strega, arriva addirittura secondo con un exploit da 233mila e 500 copie. E la vincitrice del Campiello, Donatella Di Pietrantonio, con L’Arminuta (Einaudi) è ottava con 137mila copie. Ben diverso lo scenario nel 2016, quando né il vincitore del Campiello né quello dello Strega entrarono tra i dieci libri più venduti dell’anno.

Dan Brown si conferma produttore seriale di bestseller. Origin si è piazzato al terzo posto con 201mila e 500 copie circa. Bene anche il prolifico Ken Follett, La colonna di fuoco (Mondadori) è settima con quasi 140mila volumi venduti. A sorpresa fuori dalla classifica dei bestseller troviamo J.K. Rowling con lo screenplay di Animali fantastici e dove trovarli (Salani) spin off non  di Harry Potter. Performance molto meno buona anche per Paula Hawkins che l’anno scorso era terza con La ragazza del treno. Il nuovo thriller Dentro l’acqua non riesce a replicarne i fasti.

Non stupisce invece il  quarto posto di Andrea Camilleri e il quinto di Fabio Volo. Stupisce invece la battuta d’arresto di Roberto Saviano. Nel 2016 La paranza dei bambini (Feltrinelli) era il quinto libro più venduto dell’anno, ma  Bacio feroce, che della Paranza era ideale continuazione, ha fermato l’asticella ben più in basso.

Raro esempio di longseller L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (Mondadori) di Alessandro D’Avenia che nel 2016 aveva raggiunto l’ottavo posto con 139mila copie e nel 2017 è arrivato al sesto con più di 141mila.

 

Pronta la nuova offerta per Verdi: 20mln ed un calciatore

Pronta la nuova offerta per Verdi: 20mln ed un calciatore

L’obiettivo primario del Napoli è l’attaccante esterno del Bologna Simone Verdi e soltanto dopo si penserà a eventuali soluzioni alternative. Come racconta la Gazzetta dello Sport, dalla giornata di lunedì il direttore sportivo azzurro Cristiano Giuntoli parlerà con il Bologna: “De Laurentiis è disposto a mettere sul piatto venti milioni più bonus. Non è da trascurare l’ipotesi che pur di arrivare a Verdi si possa «sacrificare» Amato Ciciretti, prendendolo dal Benevento e girandolo in prestito proprio al Bologna. Il Benevento aspetta solo una telefonata per parlare dell’ex romanista”

De Laurentiis: “Inseguiamo un profilo che ricordi l’indistruttibile Callejon”

Le sue parole

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni riportate dall’edizione odierna del Corriere dello Sport: “Da lunedì saremo al lavoro, completamente, per il Napoli. Ma va detto che non ci siamo mai fermati. Io cerco un nuovo Callejon e non è semplice trovarlo: vedo le statistiche e mi accorgo che le ha giocate tutte, senza mai tirarsi indietro; e che in questi cinque anni ne ha saltate soltanto tre. Ma ora di mercato non parlo, almeno sino a lunedì mattina. E comunque noi inseguiamo un profilo che ricordi l’indistruttibile Callejon”.

 

Pompei, record di visite agli scavi nel 2017: le percentuali

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Pompei, anno da record il 2017 per le visite agli scavi archeologici: tutte le percentuali

Il 2017 è stato un anno da record per i musei italiani, soprattutto per Pompei, che è stata la più visitata dopo il Colosseo. Al top anche Caserta, Mann e Paestum. Insomma un anno brillante e da ricordare per la cultura italiana, grazie all’azione del Ministro Franceschini, i cittadini si riappropriano della cultura, e di tutto questo ne trae maggiori benefici proprio Pompei, che è stata anche più volte visitata dal Ministro e a cui sono state dedicati molti piani di ristrutturazione archeologica e del territorio.

Ovviamente in un quadro come questo, seppur fiorente per la Campania, il record di visite è tutto del Colosseo, che si aggiudica il 1 posto con una media di 7 milioni di visitatori, seguito poi da Pompei con 3,4 milioni di visitatori, gli Uffici con 2,2 milioni. per quanto riguarda i tassi di crescita, sono stati riscontrati degli aumenti del 23% per Palazzo Pitti a Firenze, 23% anche per la Reggia di Caserta, il 17% per gli scavi di Ercolano, il 16% per il Museo Archeologico di Napoli, il 15% per Paestum e infine il Museo Nazionale della ceramica “Duca di Martina” con un aumento del + 61, 66%. Tale aumento è sicuramente ricollegabile al grande impegno del Governo nel promuovere la cultura e alle nuove politiche museali.

 

Salerno, nuovi parcheggi in Piazza Cavour: il via ai lavori

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Salerno, arriva la costruzione dei nuovi parcheggi interrati di Piazza Cavour: a breve cominceranno i lavori

Salerno, il via ai lavori per i parcheggi interrati di Piazza Cavour, è stato atteso per più di tre anni, ma dopo tanta attesa, finalmente il sì è arrivato da Comune di Salerno. E’ stata infatti firmata la convenzione tra il palazzo di città e l’associazione temporanea d’imprese guidata dalla Andreozzi costruzioni, per l’approvazione del progetto. Fondamentale la firma della convezione per procedere ad ulteriori fasi, prima della messa in opera del cantiere. Da precisare che la delibera di giunta è stata unanime e ha approvato il progetto interamente. Si agirà in questo modo: il parcheggio sarà su due livelli, composto da 90 box e 236 posti auto, con rampa di entrata ed uscita paralella al lungomare Trieste; successivamente dovrà essere sistemato anche tutto lo spazio in superficie, e questo porterà alla modifica di Via Roma, all’altezza del Palazzo della Provincia. Angela Magliacane, responsabile unico del procedimento, ci tiene però a precisare di aver avuto l’ok il progetto preliminare del 2012, quindi in realtà manca il sì alle successive due fasi, quella definitiva e quella esecutiva. Le due fasi però sono state accorpate, ma prima di questo, bisognerà chiedere pareri ed autorizzazioni alla soprintendenza Archeologica e Delle Arti e del Demanio. I lavori dovrebbero durare 18 mesi; con la costruzione di questi parcheggi si spera di poter aiutare soprattutto i residenti che sono costretti a dover parcheggiare le loro auto sempre sui bordi della strada.

Napoli, chiusura dell’Arpac: i Sindaci contro De Luca

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Napoli, chiude la sede di Tufino dell’Arpac: i Sindaci e Russo (FI) contro De Luca

Il provvedimento datato 1 Gennaio 2018 ha portato alla sospensione dell’attività dell’Arpac sul territorio di Tufini. L’Arpac è l’Agenzia Regionale Protezione ambientale della Campania che serve l’intera area nolana che è quella più esposta all’inquinamento da polvere sottili, ma anche aree come quella di Pomigliano d’Arco, San Vitaliano ed Acerra.

Molti a lamentarsi della chiusura dell’attività dell’Arpac, primo tra tutti Paolo Russo, deputato e coordinatore FI della città metropolitana di Napoli, il quale ha affermato che è vergognoso che questo presidio, istituito da Caldoro nel 2012, venga chiuso proprio ora che l’allarme da inquinamento da polveri sottili sta crescendo, e che a quanto pare poco interessa i nostri interessi politici.

La sede di Tufino, il cui personale già da tempo era stato trasferito in altre sedi, verrà spostata a Sarno, con la previsione di una nuova organizzazione interna che prevede l’accorpamento anche di Arcadis e l’Agenzia di difesa del suolo. Il Sindaco di Tufino, Carlo Ferone, chiede al direttore generale dell’Arpac , a De Luca e a De Magistris di rivedere la propria decisione in merito alla chiusura della sede di Tufino. Vi è molto stupore per questo accaduto che ha portato alla sottrazione di un importante presidio per questa terra, che oltre a rientrare nel territorio della Terra dei Fuochi, è da sempre colpita dal problema ambientale delle polveri sottili, che sono un grande problema per la salute della nostra comunità. Si spera che dopo l’appello dei due Sindaci, De Luca e il Direttore Generale dell’Arpac, rivedano la loro decisione.

Torre Annunziata, rapina alla Farmacia Rovigliano: l’accaduto

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Torre Annunziata, è accaduta una rapina a mano armata nella Farmacia Rovigliano: i Carabinieri indagano

Torre Annunziata, nella serata di ieri sera è avvenuta una rapina a mano armata alla Farmacia Rovigliano in via Ercole Ercoli. Ad agire sarebbe stato un solo uomo, munito di pistola e con capo e viso coperti da un casco integrale, che ha minacciato i dipendenti e preso l’incasso dell’intera giornata.

I Carabinieri si sono recati sul posto ed hanno iniziato ad indagare, servendosi soprattutto dei video di sorveglianza e di quelli delle telecamere della farmacia.

Questo è un episodio che si aggiunge ad altri episodi precedenti, con esattezza tre, che hanno visto coinvolti le onoranze funebri Vitiello, contro la cui sede è stata scagliata una bomba carta, e un altro attentato dinamitardo ai danni di due esercizi commerciali, un negozio di frutta e verdura e un negozio di casalinghi e cose per la casa. I cittadini sono molto preoccupati e chiedono più controlli nelle strade, sia di giorno che di notte. Torre Annunziata non è mai stata una città conosciuta per la tranquillità e per la mancanza di scorribande, ma questi episodi, avvenuti in meno di una settimana l’uno dall’altra, fa comprendere che qualcosa sta cambiando nella città e in negativo. Si spera che le forze dell’ordine e il Comune, possano muoversi tempestivamente per porre fine a questi episodi.

Napoli, caos per la festa della befana: l’autoambulanza stenta a passare

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Napoli, folla per il mercatino della befana, l’autoambulanza ha difficoltà a passare

Napoli, quartiere Fuorigrotta, come ogni anno in Via Giacomo Leopardi si è tenuta la festa della befana, che prevede la sistemazione di bancarelle fino a notte fonda, bancarelle sulle quali i passanti possono comprare giocattoli o dolciumi vari da inserire nella classica calza. Migliaia sono le persone che partecipano a quella che ormai è una vera e propria tradizione partenopea; purtroppo però la calca ha ostacolato il passaggio di un’autoambulanza diretta all’ospedale San Paolo nel quartiere flegreo. Le auto erano parcheggiate anche in doppia e in terza fila, infatti molti residenti lamentano l’assenza di controlli e di vigili. Infatti a quanto pare le pattuglie di guardia ai mercatini ieri erano poche se non proprio assenti. Il quartiere Fuorigrotta è un quartiere che da tempo si lamenta della poca attenzione destinatogli dal Comune, i residenti hanno più volte richiesto piano di ristrutturazione organizzativa del quartiere, ma la municipalità sembra disinteressata alle problematiche, poiché si parla nella fattispecie di un quartiere posto più alla periferia di Napoli. Si spera che il Comune, dopo le tante lamentele dei residenti, inizi ad occuparsi seriamente delle problematiche di questo quartiere.

Sarno, uomo accusato di violenza contro la moglie: la vicenda

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Sarno, un uomo è stato accusato di violenza contro la moglie: ecco la vicenda

E’ a Sarno che si consuma la terribile vicenda che vede come protagonista una donna tedesca che è stata vittima di aggressione da parte del marito. A quanto pare tutto questo è avvenuto fin dai primi giorni di matrimonio. L’uomo di 40 anni, originario di Scafati è stato accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie; la procura di Nocera Inferiore ha chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo.

La donna ha raccontato alle autorità di aver ricevuto offese, umiliazioni, atteggiamenti dispregiativi, percosse, pugni e schiaffi. Dopo l’ultimo episodio, la donna ha voluto denunciare il marito ai Carabinieri. La donna ha spiegato di aver subito episodi di violenza tali da spingerla ad andare anche all’ospedale, infatti  la donna una volta, dopo aver chiamato il marito per sapere dove fosse, nel momento in cui quest’ultimo tornò a casa, si infuriò a tal punto da spingere la moglie  con violenza e per molto tempo, con la testa su dei cuscini, tenendola ferma, quasi come se volesse affogarla.

Cade un altro tabù: l’amore over 70, è boom di nuove coppie

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Su Rai3 da lunedì 8 gennaio “Non ho l’età” racconterà il fenomeno dell’amore e delle coppie over 70

L’amore over 70? Cade un altro tabù ed è boom di nuove coppie

Innamorarsi dopo i settant’anni? Non soltanto non è più un tabù, ma accade sempre più spesso in Italia. Dove nascono nuove coppie di fatto nella terza età e si moltiplicano i matrimoni tra longevi. Di questo semisconosciuto fenomeno, in espansione, delle nuove relazioni di coppia nella fascia anziana della popolazione racconta Non ho l’età, il nuovo programma che debutta su Rai3 lunedì 8 gennaio, prodotto da Panama Film dopo il successo di Stato Civile, che andrà in onda per un mese e mezzo, tutti giorni dal lunedì al venerdì alle 20.15.

In Italia l’amore nella terza età rappresenta un fenomeno sociale nuovo e inedito, straordinario e senza precedenti, che si va diffondendo da nord al sud, nelle grandi città e nei piccoli paesi, attraversando tutti i ceti sociali, con numeri in crescita.

Le trenta puntate di Non ho l’età documenteranno trenta storie d’amore di “ragazze e ragazzi” dai 70 ai 94 anni. Una narrazione sorprendente e spiazzante della terza età oggi, in Italia, attraverso un fattore positivo, l’innamoramento e l’amore, tra persone che rivelano straordinaria energia, entusiasmo, forza costruttiva e progettuale.

Il programma è un viaggio in cui si snoda il racconto di sessanta destini individuali che si sono incrociati per rigenerarsi in trenta storie di nuove coppie di over ’70. Amori e vite intrecciate con la storia d’Italia tra due guerre mondiali, la ricostruzione, il boom economico e la crisi del nuovo Millennio. Un reportage, quello di Rai3, che conferma come la terza età, oggi, non sia più vissuta come un tratto declinante e terminale del ciclo della vita. Al contrario, è un momento in cui vite piene, coinvolgenti, si aprono a nuove relazioni e, perché no, anche all’amore.

In Italia nell’ultimo decennio gli ultra 65enni hanno raggiunto il numero di 13,5 milioni, di cui 4,1 milioni sono over 80 rispetto alla popolazione complessiva. In questo contesto l’Istat segnala la particolare vivacità delle reti di relazioni interpersonali degli over 75 con forte socialità attiva e intensità di frequentazioni quotidiane con familiari ed amici.

Impossibile certificare quante di queste relazioni amicali evolvano in rapporti affettivi e d’amore. Ma un indicatore ci dice inequivocabilmente che le nuove relazioni di coppia tra anziani e longevi, in Italia, sono un fenomeno in crescita. In un contesto generale in cui le relazioni quasi mai assumono la forma di unione legale – in Italia i matrimoni rappresentano solo il 18% del vasto mare delle unioni di fatto, dati Istat 2014 – risulta clamoroso il boom di matrimoni di over 69: in questa fascia l’Istat registra un trend in costante aumento dal 2010, con un picco di incremento del +55% negli ultimi cinque anni, in particolare, per gli ultra 75.

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Napoli, ubriaco minaccia i passanti con una pistola: era un giocattolo

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Napoli, un uomo ubriaco minaccia la folla con una pistola, seminando terrore: in realtà era un giocattolo

Terrore a Marigliano, in Via Corso Umberto, un uomo, un 30enne di nazionalità ucraina, spaventava i passanti, minacciandoli con quella che si è scoperta essere una pistola giocattolo. L’uomo era molto ubriaco e ha spaventato anche delle ragazzine che si trovavano nei pressi della Villa, minacciandole ed importunandole anche con “apprezzamenti” volgari. Dopo le ragazzine, aveva continuato ad infastidire anche altre persone, fino ad arrivare al culmine della cosa: l’uomo aveva chiesto una sigaretta a dei ragazzi fermi davanti ad un bar, i quali non avendogliela voluto dare, hanno scatenato l’ira dell’uomo che prima ha scatenato una rissa e poi per cercare di avere la meglio su i ragazzi, li ha spaventati aizzando contro di loro una pistola. Il tutto ha portato ad un fuggi fuggi generale che ha coinvolto anche passanti che erano ignari della cosa; per fortuna nei pressi vi era una pattuglia dei Carabinieri che ha bloccato l’ucraino e lo ha disarmato. L’uomo, tra le altre cose, era anche già noto alle forze dell’ordine; le autorità lo hanno successivamente condotto al nosocomio nolano.

Sarno, uomo truffa i cittadini: “Dovete pagare, mi manda il Parroco”

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Sarno, un uomo truffa i cittadini con la scusa di chiedere offerte per la Chiesa

Per le strade periferiche di Sarno si aggira un uomo che bussa alle porte e si fa dare dei soldi in cambio di un piccolo crocefisso. L’uomo afferma “Dovete pagare, mi manda il parroco”, ma in realtà è una truffa. L’uomo chiede soldi, affermando che questi sono destinati alla Chiesa, una vera e propria truffa mascherata da offerta. Il Parroco, Don Ciro Zarra, della Parrocchia di San Sebastiano Martire, ha preso le distanze dall’accaduto, mettendo in allarme i cittadini e denunciando la cosa.

Ha affermato: “Ho saputo che si aggira nei pressi della Parrocchia un uomo notevolmente robusto che sta distribuendo dei crocefissi a nome mio, dicendo che sto passando per le benedizioni, non credetegli, non è vero. Sarò io ad avvisare personalmente, come ho sempre fatto”. Il parroco si preoccupa soprattutto per gli anziani che vivono soli. Si spera che questa persona sia fermata al più presto.

Castellammare di Stabia, via alla sesta edizione di Stabiaequa: l’evento

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Castellammare di Stabia, via all’organizzazione della sesta edizione di Stabiaequa

La sesta edizione di Stabiaequa, la gara podistica di 10 miglia che avrà luogo tra la strada litoranea di Castellammare e Vico Equense, si terrà il 14 Gennaio 2018. La gara è organizzata dall’associazione Sport Eventi Run di Andrea Fontanella, con il patrocinio dei Comuni di Castellammare e Vico Equense.

La gara inizierà alla 9:00 e si partirà dalle Terme di Stabia, in Piazza Amedola, poi gli atleti si troveranno a proseguire lungo il litorale stabiese, fino ad arrivare a Vico Equense, in Piazza Umberto I, per poi ritornare al punto di partenza, in Piazza Amendola a Castellammare. Saranno ovviamente presenti sia il Sindaco di Castellammare di Stabia, sia quello di Vico Equense; a benedire il tutto il Parroco della chiesa di San Ciro, don Salvatore Abagnale.

Si auspica alla partecipazione di molti atleti, dato che l’anno scorso i partecipanti sono stati più di 800; ciò che più affascina chi vi partecipa è il panorama suggestivo, infatti la gara è diventata una tappa irrinunciabile per chi è un appassionato.

La manifestazione in realtà partirà sin dal giorno prima, il 13 Gennaio, con l’allestimento di un gazebo nelle Antiche Terme e il villaggio sportivo, dove si effettuerà la consegna del pettorale e del pacco gara agli atleti.

Napoli, rifiuti urbani pericolosi sul marciapiede del Vomero

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Napoli, rifiuti urbani pericolosi sul marciapiede del Vomero

Napoli – Sono stati segnalati dei medicinali abbandonati sul marciapiede del Vomero. Una situazione che rende difficile la realizzazione della raccolta differenziata, come sottolinea il presidente del Comitato dei Valori collinari, Gennaro Capodanno. Ecco il comunicato:

“La raccolta differenziata a Napoli stenta a decollare. Gli effetti di questo stato di cose sono sotto gli occhi di tutti, con le campane per la raccolta della carta, del vetro, della plastica sovente piene, senza che si provveda per tempo e con costanza a svuotarle – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari – E se questo è già preoccupante per i cosiddetti RSU, rifiuti solidi urbani, diventa del tutto inaccettabile per i RUP, i rifiuti urbani pericolosi, tra i quali vengono annoverati i medicinali scaduti”.

“Per tali prodotti – prosegue Capodanno – l’ASIA, l’Azienda Servizi Igiene Ambientale, che opera sul territorio partenopeo, nel suo ecovademecum, nel pubblicizzare i modi con i quali attuare la raccolta differenziata, indica che i farmaci, privi di confezione, debbano essere portati e depositati direttamente negli appositi contenitori posizionati presso le farmacie”.

“Ma, nel quartiere collinare del Vomero, da una prima analisi, sembrerebbe che la presenza di questi contenitori, nei pressi delle farmacie, sia insufficiente rispetto all’effettivo fabbisogno – puntualizza Capodanno -. Non solo ma l’aspetto più grave è che questi prodotti, che potrebbero risultare nocivi per la salute, presumibilmente a ragione del fatto che i contenitori pieni non vengano svuotati con costanza e per tempo, sono sovente abbandonati sul marciapiede, nei pressi dello stesso contenitore, alla portata di tutti”.

“Tutto ciò potrebbe contribuire a creare non poche preoccupazioni, dal momento che stiamo parlando di rifiuti pericolosi e, potenzialmente, nocivi per la salute umana – aggiunge Capodanno -. Per risolvere il problema andrebbe valutata l’opportunità di potenziale il sistema di raccolta dei RUP ma, nel frattempo, occorrerebbe provvedere, alla bisogna e con costanza, a svuotare i contenitori già presenti”.

Sulle questioni sollevate, che s’inseriscono nel quadro più generale del difficile decollo della raccolta differenziata a Napoli, al fine di eliminare le disfunzioni evidenziate, Capodanno chiede che vengano adottati, in tempi rapidi, dagli uffici preposti, tutti i provvedimenti del caso

Sorpresa al Bambino Gesù di Palidoro, arriva Papa Francesco

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Una visita a sorpresa ai bambini dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Palidoro. 

di Maria D’Auria

Roma- Ancora una visita a sorpresa, ancora Papa Francesco. Ci ha abituati alle improvvisazioni, alle “non attese”. Ed anche oggi ha eluso le aspettative. Una visita inattesa è arrivata ai bambini dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro. Tra lo stupore e l’incredulità dei presenti, Papa Francesco è giunto al nosocomio di Roma Nord alle 15.00 ed ha visitato i diversi reparti della struttura, abbracciando i bambini ricoverati e donando parole di conforto e serenità ai loro genitori. Un sorriso ed un abbraccio possono trasformare un giorno grigio in un giorno speciale, ma se l’abbraccio è quello del Papa, quella di oggi, si è trasformata in una giornata indimenticabile. Gli oltre 120 piccoli pazienti e i loro genitori, non dimenticheranno più questo giorno che precede l’arrivo dell’Epifania. “È stato veramente emozionante. Prima di essere un grande Papa, è un grande uomo- ha affermato, commossa, Maddalena– Il suo viso emana una bontà infinita che si traduce nei suoi gesti. Ho avuto la fortuna di stringergli la mano, un’emozione indescrivibile”.

Il Pontefice ha effettuato questa visita in continuazione all’esperienza dei “Venerdì della Misericordia” che hanno caratterizzato il Giubileo della Misericordia, ed oggi la sua speciale benedizione ha raggiunto i piccoli ricoverati nella sede di Palidoro, l’ospedale donato nel 1978 da Papa Paolo VI. Egli affidò all’Ospedale la gestione della cessata attività della Pontificia Opera di assistenza di Palidoro, specializzata nella cura degli esiti della poliomielite.

Oggi, l’Ospedale Bambino Gesù di Palidoro si compone di 3 padiglioni collegati da un unico camminamento, ha un Pronto Soccorso multi specialistico e dispone di  146 posti letto per ricoveri ordinari/day surgery e 30 posti di riabilitazione. Il presidio garantisce 7.200 ricoveri ordinari e 10.500 day hospital. A questi dati si devono aggiungere circa 360.000 prestazioni ambulatoriali e 21.200 accessi in Pronto Soccorso all’anno.

In merito all’alta specializzazione che caratterizza l’Ospedale si ricordano: la chirurgia otologica – gli impianti cocleari e protesi; la chirurgia delle vie aeree; il trapianto di cornea; il centro per la cura del retinoblastoma; la patologia vertebrale; la neuroortopedia; la neuroriabilitazione e la robotica; la chirurgia dell’obesità; centro Prader Willi; il centro di Sincope Unit e l’aritmologia.

L’Ospedale accoglie un bacino di utenza molto vasto, sia per la presenza di eccellenze uniche nel panorama nazionale, che comportano una mobilità extraregionale dei pazienti pari al 31% dei ricoveri effettuati, sia per la particolarità del territorio nel quale è inserito, che fa di Palidoro un centro di riferimento regionale. 

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Ma dietro al freddo artico c’è il cambiamento climatico

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D a una decina di giorni gli Stati Uniti orientali stanno rabbrividendo per un’ondata di freddo lunga e insolitamente intensa, e ora ci si mette pure la potente tempesta battezzata «Grayson» dal Weather Channel, che sta dispensando bufere di neve, venti impetuosi e mareggiate lungo la costa orientale, dal New England alla Carolina del Sud. Il vortice di bassa pressione che l’ha generata ha stupito i meteorologi americani per la rapidità con cui ieri si è formato sulle acque atlantiche di fronte alla Virginia, approfondendosi di oltre 30 ettopascal (i vecchi millibar) in una sola giornata, tanto da meritarsi l’appellativo di «bomb-cyclone». Ma non si tratta di una trovata mediatica, poiché in questi casi – in verità non così rari – quando la pressione atmosferica scende di almeno 24 ettopascal in 24 ore in termini tecnici si parla proprio di «ciclogenesi esplosiva».

L’evento è in corso e non è ancora possibile farne un bilancio conclusivo, ma possiamo intanto analizzare le temperature dei giorni scorsi in prospettiva storica. Il Nord-Est degli Stati Uniti ha vissuto un periodo tra Natale e Capodanno nel complesso tra i più freddi nelle serie secolari di dati, tuttavia nessun record assoluto di temperatura minima è stato battuto. Secondo il National Weather Service, a New York il momento più rigido si è verificato proprio intorno alla mezzanotte del 31 dicembre con -13,5° C a Central Park, e in passato solo a Capodanno del 1917 la tradizionale «Ball Drop» a Times Square avvenne in un’atmosfera ancora più fredda, con -17° C. Ampliando lo sguardo alla climatologia newyorchese di tutto l’inverno, il primato storico di freddo fu di -26° C il 9 febbraio 1934. All’aeroporto Reagan di Washington il termometro ha toccato i -11° C, tenendosi anche in questo caso ben lontano dal minimo assoluto, sempre di -26° C, registrato durante il «Great Blizzard» dell’11 febbraio 1899, che spazzò mezzo Nord America facendo congelare perfino il porto di New Orleans mentre il Mississippi scaricava blocchi di ghiaccio nel Golfo del Messico! Nell’interno, verso il confine con il Canada, il freddo di questi giorni è stato particolarmente crudo, fino a -43° C in Minnesota, Stato che tuttavia in passato ha registrato valori di -51° C.

Situazione meteo opposta in tutto l’Ovest americano, dalla California all’Alaska, dove da oltre due mesi si misurano temperature sopra la media anche di 10-15° C che tuttavia non fanno notizia, soprattutto quando si verificano in remote terre artiche disabitate, a differenza di ciò che accade nelle popolose metropoli della East Coast.

Si tratta di contrasti dovuti a situazioni di «blocco» atmosferico, che sembra stiano diventando più frequenti proprio a causa del riscaldamento globale che riduce la banchisa nell’Oceano Artico e come conseguenza altera la circolazione dei venti anche in Nord America e in Europa. Marlene Kretschmer del Potsdam Institute for Climate Impact Research in Germania e ricercatori di altre università americane ritengono che con l’eccessivo e rapido intiepidirsi del Polo Nord, le normali ondulazioni della corrente a getto che separa l’aria fredda polare da quella calda subtropicale divengano più pronunciate e lente a evolvere, in modo che una certa regione può rimanere per settimane sotto una rovente alta pressione alimentata da correnti meridionali, mentre mille chilometri più in là fiotti di aria gelida polare irrompono verso sud, allargando il divario tra estremi climatici di segno opposto in un mondo che mediamente si riscalda.

Sembrerà un paradosso, ma il funzionamento dell’atmosfera è complesso, e anche dietro al freddo pungente nelle grandi città americane ci potrebbe essere l’impronta dei cambiamenti climatici alimentati dalle attività umane.

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