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Afro-Napoli batte l’Oratorio Don Guanella, Ambrosino: “Vittoria che ci dà continuità”

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Afro-Napoli batte l’Oratorio Don Guanella, Ambrosino: “Vittoria che ci dà continuità”

Il nuovo anno si apre con un’importante vittoria per l’Afro-Napoli che batte per 2 reti a 0 l’Oratorio Don Guanella. Mister Ambrosino ha commentato il match, queste le sue parole riportate dal comunicato ufficiale:

“L’Afro-Napoli United riparte da dove aveva lasciato. Nuova vittoria e il 2018 si apre al meglio. I multietnici battono l’Oratorio Don Guanella a domicilio 2-0. Suleman sblocca e Babù sigilla il risultato che permette alla squadra di mister Ambrosino di consolidare, sempre più, la vetta. Una corsa che non prevede distrazioni e l’Afro può contare su calciatori di esperienza ed una vasta rosa a disposizione.

“Il nuovo anno inizia come l’avevamo concluso, cercando sempre di fare del nostro meglio”. Così mister Ambrosino commenta la vittoria ottenuta: “Sapevamo che non era semplice, infatti non siamo riusciti a sbloccarla nel primo tempo, nonostante le occasioni. Nel secondo tempo siamo usciti fuori e abbiamo vinto una partita con merito e che ci da continuità. Dopo il periodo di festività si poteva rischiare un calo di attenzione. Questo avevo chiesto ai ragazzi, di non perdere lo spirito che ci contraddistingue e loro si sono comportati molto bene”.

Inizia alla grande il girone di ritorno ma il rischio di perdere punti, è sempre dietro l’angolo: “Inizia un campionato a parte, nel girone di ritorno ogni squadra ha il proprio obiettivo da raggiungere e sarà complicato per tutti riuscire a ottenere una vittoria perché – spiega Ambrosino – il campionato si stringe e troveremo squadre sempre più agguerrite. Ho detto ai ragazzi di comportarsi da uomini e da grande squadra quale siamo. Suleman? Ha qualità come tutti. Si comporta bene, è un ragazzo che dà la presenza in area e lo confermano i gol che sta facendo”. Tra i grandi protagonisti del match c’è anche Anderson, autore della seconda rete: “Nei giorni festivi abbiamo lavorato bene. L’intensità e la qualità della squadra è venuta fuori. Io punto di riferimento per l’Afro? Mi auguro di sì, se posso dare una mano ai miei compagni, sono solo contento”. Sull’obiettivo stagionale Babù risponde così: “Adesso puntiamo a restare in alto, poi vediamo. Speriamo di arrivare a fine campionato ancora in questa posizione”.

Belice: Ferita Non Rimarginata (Lo Piano e Saint Red)

Cinquant’anni fa il Belice subì una ferita profonda che ancora oggi non è completamente rimarginata.

Tra il 14 e il 15 Gennaio del 1968, tre fortissime scosse devastarono un vastissimo territorio della Sicilia Occidentale, compreso tra le Province  di Trapani, Agrigento e Palermo.

Le vittime, dopo la terrificante ondata di scosse che in un baleno cancellò interi paesi della Valle del Belice, furono oltre 300, centinaia i feriti, decine di migliaia gli sfollati, la maggior parte delle case rimasero sbriciolate, perche’ costruite con tufo e canne.

Agli occhi dei cronisti e delle squadre di intervento, si stagliarono immagini terrificanti, cadaveri estratti dalle macerie, allineati in luoghi improvvisati, feriti che aspettavano i soccorsi, strade piene di detriti, monumenti distrutti, e opere d’arte irrimediabilmente sfregiate.

Oltre centomila sfollati vagavano tra strutture di accoglienza precarie e molti vennero sopraffatti o da malattie respiratorie, che provocarono altre vittime, o dalla disperazione.

Una condizione che li spinse verso l’emigrazione da una terra che aveva già mandato molti giovani all’estero e nelle fabbriche del Nord.

La prima risposta dello Stato fu quella di incoraggiare le partenze, ai terremotati furono offerti biglietti ferroviari gratis e passaporti rilasciati a vista.

Chi era rimasto nelle baracche ha vissuto per anni  in condizioni degradanti, Leonardo Sciascia paragonò le baraccopoli ai “più efferati e abietti campi di concentramento”. I tempi della ricostruzione si protrassero per quasi 50anni, il solito calvario visto e rivisto in occasione di altri terremoti; a caldo le Autorita’ competenti parlarono di tempi brevi, ma, man mano che le luci della ribalta si afflievolirono, divennero come nel caso del Belice tempi bibblici.

Si calcola che da cinquant’anni a questa parte, siano stati investiti meno di 13mila miliardi di vecchie lire; ne servono altri 300 milioni di euro per finanziare gli ultimi interventi.

I ritardi furono in parte dovuti a quella che Danilo Dolci definì la “burocrazia che uccide il futuro” ma soprattutto alla discussa gestione dei piani di ricostruzione.

l Presidente Sergio Mattarella domenica prossima, visitera’ la valle del Belice: sara’ il giorno del ricordo e delle cerimonie, coincidera’ con quello di un territorio che, pur faticosamente, e’ riuscito a rimettersi  in piedi.

Pallavolo, qualificazioni Europei Under 18 Maschili: l’Italia vola alla fase finale

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Pallavolo, qualificazioni Europei Under 18 Maschili: l’Italia vola alla fase finale

L’Italia batte la Finlandia sul risultato di 3-0 conquistando, così, il pass per la fase finale in programma a Zlin e Puchov dal 7 al 15 aprile. Questo il comunicato che racconta l’impresa azzurra:

“A Martina Franca si è chiuso nel migliore dei modi il torneo di qualificazione ai Campionati Europei maschili Under 18, l’Italia infatti ha battuto nettamente 3-0 (25-13, 25-14, 25-17) la Finlandia e ha ottenuto il pass per la fase finale che si disputerà dal 7 al 15 aprile 2018 a Zlin e Puchov. I ragazzi di Vincenzo Fanizza hanno chiuso il girone imbattuti, superando di forza i finlandesi per la gioia del numeroso pubblico pugliese (2000 i presenti stasera), che per tutti i giorni di gara ha affollato le tribune del PalaWojtyla. Nel match che metteva in palio la qualificazione gli azzurrini hanno disputato la miglior partita del torneo, aggredendo sin dall’inizio gli avversari, mai capaci di mettere arginare la formazione tricolore. Contro la Finlandia il tecnico Vincenzo Fanizza ha confermato la formazione scesa in campo nei match precedenti. L’Italia ha subito preso il comando del gioco, guadagnando un ampio margine di vantaggio sulla Finlandia. Identico l’andamento della seconda frazione, Disabato e compagni sono scappati avanti, mentre gli avversari non sono stati in grado di reggere il ritmo azzurro. Sulle ali dell’entusiasmo nel terza frazione l’Italia ha piegato velocemente le resistenze della Finlandia e ha conquistato la qualificazione alla fase finale dell’Europeo under 18.

ITALIA-FINLANDIA 3-0 (25-13, 25-14, 25-17)
ITALIA: Disabato 10, Scardia 7, Stefani 15, Leoni 6, Gianotti 9, Ferrato 3. Libero: Catania. N.e: Dal Corso, Gottardo, Porro, Cianciotta e Magalini. All. Fanizza
FINLANDIA: Valimaa 2, Pollanen 6, Hanninen 1, Tihumaki 3, Pozo-Hernandez 4, Ylonen 3. Libero: Help. Keskinen, Makela, Puholainen 2, Muukkonen 2, Maki 1. All. Rantanen
Arbitri: Romero (Spa) e Mitev (Bul)
Durata Set: 18’, 20’, 20’. Spettatori: 2000.
Italia: 2 a, 15 bs, 11 m, 20 et.
Finlandia: 1 a, 14 bs, 3 m, 25 et.

RISULTATI
4/1: Svizzera-Finlandia 1-3 (14-25, 21-25, 25-16, 18-25); Italia-Danimarca 3-0 (25-17, 25-13, 25-12).
5/1: Finlandia-Danimarca 3-0 (25-19, 25-18, 25-10); Italia-Svizzera 3-0 (25-17, 25-15, 25-19).
6/1: Danimarca-Svizzera 0-3 (20-25, 19-25, 25-27); Italia-Finlandia 3-0 (25-13, 25-14, 25-17).

CLASSIFICA
Italia 3V 9p., Finlandia 2V 6p., Svizzera 1V 3p., Danimarca 0V 0p.

World Tour: al Dela Beach Open quinto posto per Ranghieri-Caminati

Nel Dela Beach Open (a L’Aia in Olanda) gli azzurri Alex Ranghieri e Marco Caminati hanno ottenuto un buon quinto posto, battuti nei quarti di finale dagli olandesi Varenhorst-Bouter 2-0 (21-17, 21-16). Per la coppia italiana si tratta di un risultato molto positivo, considerato che il torneo indoor è classificato 4 stelle e di conseguenza il 5° posto porterà punti importanti per il ranking mondiale. Ranghieri e Caminati avevano iniziato la mattinata nel migliore dei modi, battendo 2-0 (21-18, 21-16) gli statunitensi Kolinske-Evans. Gli azzurri negli ottavi si erano poi imposti con una grande rimonta sui brasiliani Guto-Vitor Felipe 2-1 (10-21, 22-20, 15-6). Nel terzo match di giornata a sbarrare la strada verso la semifinale alla formazione tricolore sono stati i padroni di casa Varenhorst-Bouter”.

Napoli, di nuovo sangue ai Baretti di Chiaia: due ragazzi accoltellati da una gang

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Napoli, di nuovo sangue ai Baretti di Chiaia: due ragazzi accoltellati da una gang

Napoli – Ancora sangue ai baretti di Chiaia. Ieri notte sono stati accoltellati due amici, un 18enne e un 19enne. I due ragazzi avevano trascorso la serata tra i locali di piazza dei Martiri e San Pasquale, in loro compagnia c’era anche la fidanzata del 18enne. La giovane era stata infastidita da un extracomunitario, probabilmente ubriaco e dell’est Europa. I due amici hanno reagito per difenderla e subito dopo sono stati aggrediti da un gruppo di ragazzi, armati di coltelli che li hanno trafitti. E’ successo precisamente in via Giosuè Carducci.

Sono stati soccorsi dalle ambulanze del 118 e condotti al Loreto Mare. Hanno riportato ferite al torace, al volto, al dorso, alle mani e alle braccia. Illesa la ragazza, che non è stata colpita.

/Fonte: il Mattino

Amichevole, Juve Stabia-Juve Stabia Berretti, seguila oggi su ViViRadioWeb

Amichevole, Juve Stabia-Juve Stabia Berretti, seguila su ViViRadioWeb: data e ora

Si torna a lavoro, il nuovo anno è cominciato, ma la fine del 2017 ha riportato in casa ViViCentro.it il sorriso, ancora di più il sorriso, con il ritorno del caporedattore Ciro Novellino nel settore giovanile della Juve Stabia in qualità di Ufficio Stampa. Ritornano anche le dirette radiofoniche delle gare delle Vespette e, nei prossimi giorni sarà presentato il programma che vi accompagnerà al fianco dei giovani calciatori della Juve Stabia per tutto l’anno. Quale occasione migliore per ricominciare le radiocronache del match, con la voce di Ciro Novellino, se non l’amichevole in famiglia che si giocherà allo stadio Romeo Menti, oggi, domenica, alle ore 14:30 tra la Juve Stabia e la Juve Stabia Berretti. Al Menti, al commento tecnico, anche il vice direttore di ViViCentro.it, Mario Vollono. Non resta che tornare ad esultare, a gridare: ANDIAMO A VINCERE!

Per ascoltare ViViRadioWEB è possibile farlo in diversi modi:

collegandosi al sito https://vivicentro.it/viviradioweb/
scaricando l’app gratuita Tune In Radio

Android (https://play.google.com/store/apps/details?id=tunein.player&hl=it)

IPhone (https://itunes.apple.com/it/app/tunein-radio/id418987775?mt=8)

cercando poi ViViRadioWEB tra le radio disponibili

Sulla nostra pagina facebook @vivicentroradio (https://www.facebook.com/ViViCentroRadio) cliccando sul tab di sinistra Ascolta ViViRadioWEB (non funziona dai dispositivi mobili)

a cura di Ciro Novellino

Pallavolo, qualificazioni Europei Under 17 Femminili: le azzurre sull’onda dell’imbattibilità

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Pallavolo, qualificazioni Europei Under 17 Femminili: le azzurre sull’onda dell’imbattibilità

Terza vittoria consecutiva per la Nazionale Under 17 Femminile di pallavolo nel Torneo di qualificazione ai Campionati Europei. Risultati che confermano che le azzurre al momento sono la migliore formazione del raggruppamento. Questo è il comunicato riguardo la partita che si è tenuta ieri a Bassano del Grappa:

“La Nazionale Under 17 Femminile ha centrato oggi a Bassano del Grappa la sua terza vittoria nel Torneo di qualificazione ai Campionati Europei, 3-1 (25-13, 23-25, 25-14, 25-10) alla Polonia, e in virtù del primo posto conquistato si è qualificata alla rassegna continentale in programma dal 13 al 21 aprile a Samokov in Bulgaria. Le ragazze guidate da Michele Fanni hanno concluso così il loro torneo imbattute, lasciando per strada un solo set e dimostrando di essere sicuramente la migliore formazione di questo raggruppamento. Il match odierno non ha riservato particolari sorprese se non nel secondo parziale, quando, Monza e compagne non sono riuscite ad imporre il loro ritmo di gioco. Nelle rimanenti frazioni la superiorità è stata netta con la formazione tricolore che ha dominato ampiamente meritando così un posto tra le squadre che si contenderanno il titolo continentale ad aprile.Top scorer del match Omoruyi con 20 punti, dietro di lei Bolzonetti con 19.

ITALIA-POLONIA 3-1 (25-13, 23-25, 25-14, 25-10)
ITALIA: Bolzonetti 19, Cagnin 11, Consoli 11, Monza 8, Nwakalor 7, Omoruyi 20, Magazza (L). Cortella. Ne: Bulovic, Graziani, Pelloia. Ne: Frosini. All: Fanni
POLONIA: Kuligowska 11, Druzkowska 12, Piasecka 7, Lazowska 1, Stefanik 4, Hyzy 3, Justka (L) Poreda 3, Korth, Czyrnianska, Stambrowska, Borowczak (L) All: PEC
Arbitri: Tanti, Dotan
Durata set: 21’, 27’, 22’, 21’ Spettatori: 1400
Italia: a 13 bs 11 mv 12 et 21
Polonia: a 5 bs 9 mv 6 et 22

Risultati
4/1: Croazia-Polonia 2-3; Italia-Austria: 3-0
5/1: Polonia-Austria 3-0 (25-17, 25-16, 25-10); Italia-Croazia 3-0 (25-20, 25-17, 25-19)
6/1: Austria-Croazia 0-3 (11-25, 14-25, 17-25); Italia-Polonia 3-1 (25-13, 23-25, 25-14, 25-10)

Classifica
Italia 3v (9p), Polonia 2v (5p), Croazia 1v (4p), Austria 0v (0p)”

FOTO e VIDEO ViViCentro – Castellammare di Stabia, giochi di acqua e luci nella città delle acque: lo spettacolo

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A Castellammare di Stabia, il 6 Gennaio 2018, si è tenuto lo spettacolo delle fontane danzanti offerto da ASCOM, Associazione Commercianti Stabiesi

Ieri, 6 Gennaio 2018, si è tenuto a Castellammare di Stabia, lo spettacolo di fontane danzanti offerto da ASCOM, Associazione Commercianti Stabiesi, ed organizzato dalla “Ditta Dominici’s Fontane Danzanti” di Trevi, che da più di trenta anni porta questo spettacolo di acqua, luci e colori, in tutti Italia. In tanti ieri sera erano presenti nell’area dell’anfiteatro all’aperto per ammirare l’esibizione, e ciò che si chiedevano era come fosse possibile mettere insieme gli elementi dell’acqua, della luce e del fuoco, contrastanti tra di loro, e creare uno spettacolo suggestivo, che ha lasciato tutti senza parole. La Redazione di VIVICentro.it era presente ieri sera e ha avuto la possibilità di ascoltare la testimonianza di Elisa Dominici, colei che ha eseguito lo spettacolo in diretta: “Questa è una ditta di famiglia -afferma Elisa- sono tanti anni che studiamo nuove tecnologie per proporre uno spettacolo sempre più emozionante. C’è da parte mia una laurea in Ingegneria Meccanica e tanti anni di studi di pianoforte. Di conseguenza vanno messi insieme due elementi fondamentali per la creazione di questo spettacolo, arte e tecnologia”. Lo spettacolo è stato eseguito in diretta, non azionato da un computer ma attraverso una particolare tastiera, dove i tasti bianchi azionano l’acqua e quelli neri i giochi di luce, proprio come un pianoforte, di conseguenza si può capire che è tutto fatto al momento, non c’è niente di registrato a parte la musica. Lo spettacolo visto ieri, ha una peculiarità, è stato presentato alle ultime edizioni di Italia’s Got Talent.

Lo spettacolo a Castellammare di ieri sera, previsto negli orari 18:00- 19:30- 21:00, nasce in un contesto più ampio, quello dell’iniziativa CCN, Centro Commerciale Naturale Città delle Acque, il cui obiettivo è quello di rilanciare il centro storico stabiese e al tempo stesso la vocazione commerciale e turistica della città, attraverso l’aggregazione di esercizi commerciali ed imprese turistiche e la realizzazione di un progetto condiviso di marketing territoriale. Il territorio di riferimento del CCN, comprende il centro urbano della città compreso le arie marine e portuali. Numerose sono state le difficoltà che i commercianti hanno dovuto affrontare e che affrontano tutti i giorni per la realizzazione concreta di questo progetto, come gli atti intimidatori rivolti loro attraverso la rottura del totem info- point situato in Piazza Principe Umberto I e lasciato tranciato in due sul marciapiede, e non solo, da non dimenticare lo striscione in cui si invitava i cittadini a non comprare merce contraffatta, strappato in via Giuseppe Bonito e lasciato lì in terra. Nonostante questo i commercianti e la cittadinanza non si è lasciata spaventare, e ieri allo spettacolo delle fontane danzanti erano davvero in tanti.

Sul territorio erano presenti anche la Polizia Municipale, che sorvegliava l’area, e la Protezione Civile ROOS, non solo, di vitale importanza è stato anche l’aiuto della squadra tecnica del comune di Castellammare di Stabia, insomma ieri sera nulla è stato lasciato al caso. Si spera che questa possa essere solo una, delle tante iniziative stabiesi, atte al miglioramento e alla qualità della città.

a cura di Vincenza Lourdes Varone

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Cava De’ Tirreni, violenza contro moglie e figli: processo immediato per il 47enne

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Cava De’ Tirreni, violenza contro moglie e figli: processo immediato per il 47enne

Lesioni e maltrattamenti nei confronti della moglie e dei figli, è l’accusa rivolta a un uomo di 47enne di Cava de’ Tirreni. Molti gli elementi in mano alla Procura che ha deciso di mandarlo al processo immediato, senza il vaglio dell’udienza preliminare.

A testimoniare contro l’uomo sono stati i due figli, stanchi di vedere la loro madre vittima di violenza e abusi.
Il 47enne è stato allontanato dalla sua abitazione a novembre, quando la denuncia è arrivata alla Procura di Nocera Inferiore.

Il primogenito ha riferito ai carabinieri che spesso si ritrovava a difendere sua madre dal padre, per evitare che le violenze avessero un risvolto ancora più drammatico. L’uomo minacciava anche di uccidere la consorte con una pistola. La seconda figlia, invece, ha raccontato altri episodi di violenza pregressa e di liti scaturite per futili motivi.

La Procura ha ritenuto di avere tutti gli elementi necessari per evitare l’udienza preliminare e per mandare l’uomo subito al processo.

Spese a 5 Stelle: musica seducente a una grande fetta della società meridionale

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I 5 Stelle appaiono i più pronti a mettere le mani nelle casse del bilancio pubblico per spendere di più incuranti di deficit e debito. E questo suona come una musica molto seducente alle orecchie di una grande fetta della società meridionale.

Quelli che fanno vedere le Stelle agli elettori del Meridione

Il mio amico Paolo Macry si è chiesto sul Mattino(a proposito, auguri per la sua nuova avventura professionale) come mai i Cinquestelle siano più forti nei sondaggi al Sud che nel resto del Paese. Ma, forse in ossequio a una certa cultura indulgente nei confronti dei difetti meridionali che alligna sulle colonne della sua nuova casa editoriale, mi è sembrato dimenticare la più inconfessabile e la più rilevante di queste ragioni. E cioè il fatto che i Cinquestelle, seppure nell’orgia di populismi che caratterizzano i programmi di tutte le forze politiche in lizza alle elezioni, appaiono oggi i più pronti a mettere le mani nelle casse del bilancio pubblico per spendere di più, ancor di più, sempre di più, incuranti di deficit e debito. E questo suona come una musica molto seducente alle orecchie di una grande fetta della società meridionale che ha perso da tempo la speranza di potercela fare con le sue forze nella competizione del mercato globale, creando così ricchezza vera e per tutti.

E si è invece pigramente rassegnata all’idea che il suo benessere possa dipendere soltanto dai soldi pubblici, cioè dai soldi raccolti con le tasse dei cittadini, nell’illusione che questo generi un trasferimento di ricchezza dal Nord, dove il reddito è più elevato e dunque più tassato, al Sud, dove il reddito privato è più basso e l’evasione elevata. Eppure al mio amico sarebbe bastato aspettare il mattino dopo per leggere sullo stesso giornale una esaustiva intervista di Luigi Di Maio nella quale, per chiedere il voto dei meridionali, non si rinunciava a nessuno dei luoghi comuni dell’assistenzialismo di casa nostra.

Quando promette di spendere 17 miliardi l’anno per dare un salario a chi non lavora in cambio (che trovata!) di un po’ di formazione, quando garantisce così a ogni famiglia con due figli con più di 14 anni uno stipendio di 1.950 euro mensili, a chi credete che si rivolga Di Maio, se non alle coorti di cittadini meridionali i quali, non avendo un lavoro e un reddito o non avendolo regolare e trasparente, non avrebbero mai osato sperare in un salario garantito dallo Stato? Invece di creare lavoro, creare stipendi: non è forse questa la più massiccia operazione di assistenzialismo mai immaginata finora nella storia della Repubblica, fatta in nome dei poveri ma destinata ad aggravare le disuguaglianze perché punisce chi ha un’occupazione e premia chi sta nel sommerso e nel nero? E quando Di Maio annuncia la fine delle misure antievasione, volete che non piaccia da morire a tutti coloro che agiscono nell’illegalità o ai limiti della legge, sottraendo così risorse a chi nel Mezzogiorno le tasse le paga? E come pensa Di Maio di finanziare l’abolizione della riforma delle pensioni se non facendo più deficit e quindi accrescendo l’immane debito pubblico che già grava sui nostri figli, e su quelli meridionali ancor di più visto che la prospettiva di trovare un reddito è per loro più lontana e incerta?

Secondo un contatore messo in piedi dall’Istituto Bruno Leoni, il nostro debito sale al ritmo di 2.100 euro al secondo, ed è ormai superiore ai 2.253 miliardi di euro. Ciò nonostante la Stampa calcola che il programma dei Cinquestelle, se attuato, comporterà un aumento della spesa pubblica di circa 100 miliardi all’anno per almeno tre anni, da finanziare con aumento del deficit oltre il 3%. È dunque abbastanza scontato che le promesse pentastellate seducano chi produce di meno e lavora di meno, e dunque tendono a piacere di più al Mezzogiorno, nel quale sono purtroppo in tanti a credere che il finanziamento pubblico del sottosviluppo possa essere una soluzione, invece che un’ulteriore e forse definitiva marginalizzazione della nostra società.

L’esperienza storica ci dice, e nessuno di noi la conosce meglio di Macry, che l’uso del denaro pubblico al Mezzogiorno ha dannato ulteriormente i poveri impedendo uno sviluppo sano, e ha solo creato nuovi ceti parassitari; consegnando le leve di un potere discrezionale nelle mani di classi politiche e imprenditoriale predatorie. È dunque all’origine dei guai in cui ci troviamo. Invece che andar per stelle, cercando di trovare un accomodamento con la moda del momento, stavolta più che mai compito di élite e intellettuali dovrebbe perciò essere quello di avvertire i meridionali dei rischi di una nuova stagione di sperperi, che poi diventano automaticamente anche corruzione e malaffare, perché puoi scordarti lo slogan «onestà-onestà» quando il denaro dei contribuenti scorre a fiumi. Sarebbe solo l’ennesimo inganno, perpetrato stavolta senza neanche la dignità ideale e culturale che almeno avevano i protagonisti della Prima Repubblica.

vivicentro.it/OPINIONI
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corrieredellasera/Quelli che fanno vedere le Stelle agli elettori del Meridione ANTONIO POLITO

Koulibaly, l’agente accusa: “Cagliari-Juve? Le immagini sono sotto gli occhi di tutti”

Le sue parole

A Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto l’agente di Kalidou Koulibaly, Bruno Satin: ”Felice della rete segnata e di aver contribuito alla vittoria. Peccato che la “fortuna” della Juve alla sera abbia contribuito come al solito a tenere i bianconeri in scia degli azzurri. La crescita di Kalidou? È al top negli ultimi mesi, è leader, di livello. Gli dicevo: ma perché vai a saltare di testa su calcio d’angolo a favore? Tanto non segni! E forse lui ha colto la sfida e fa goal… Ora trascina la squadra con personalità, nel modulo di Sarri ha un ruolo importante anche in impostazione. Kalidou è in Italia il difensore centrale più forte. Compagni e staff tecnico lo aiutano a dimostrare le sue qualità.  Il Napoli ha le carte in regola per portare lo Scudetto a casa. Il Var? Kalidou non fa fallo quando segna. Resta un miglioramento per il calcio, è la giusta direzione. Cagliari-Juve? Le immagini sono sotto gli occhi di tutti…”

FOTO ViViCentro – Napoli-Hellas Verona 2-0, il racconto in scatti del match

FOTO ViViCentro – Napoli-Hellas Verona 2-0, il racconto in scatti del match

Il Napoli batte l’Hellas Verona e resta in testa alla classifica, nonostante la vittoria con bufera della Juventus a Cagliari. Dallo striscione per Hamsik alla gioia dei gol e della vittoria finale. Questo il racconto in scatti di Giovanni Somma.

 

Coppa del Mondo under20, tripletta azzurra nel fioretto femminile: vince Serena Rossini

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Coppa del Mondo under20, tripletta azzurra nel fioretto femminile: vince Serena Rossini

Ad Udine un ottimo inizio per le italiane nella tappa del circuito del Mondo under20. Sul gradino più alto del podio si posiziona Serena Rossini, a seguire Marta Ricci, terza Lucia Tortellotti. Questo il comunicato dell’ufficio stampa della Federazione Italiana Scherma:

“UDINE – Inizia bene per l’Italia la due-giorni di Udine, tappa del circuito di Coppa del Mondo under20. La prima giornata al PalaBernes del capoluogo friulano regala all’Italia la tripletta azzurra nel fioretto femminile. A vincere è Serena Rossini che nel derby azzurro di finale supera Marta Ricci col punteggio di 15-10. Sale sul terzo gradino del podio invece Lucia Tortelotti, dopo essere stata superata da Serena Rossini in semifinale, anche in questo caso, per 15-10. Nell’altro match di semifinale, invece, Marta Ricci aveva avuto ragione della russa Victoria Yusova per 15-9
Ai quarti, Serena Rossini aveva sconfitto la tedesca Leonie Ebert per 15-12, Lucia Tortellotti aveva avuto la meglio sull’altra tedesca Posgay per 15-10, mentre Marta Ricci invece si era imposta per 15-3 sulla francese Constance Catarzi.

Rimane invece ai piedi del podio Elena Tangherlini, sconfitta nei quarti di finale dalla russa Victoria Yusova col punteggio di 15-9. Si erano fermate nel turno delle 16 invee Martina Favaretto, Lucrezia Cantarini, Serena Puglia, Lucrezia Grimaldi e Mila Maina.

Nella gara di spada maschile, vinta dal portacolori ceco Jabuk Jurka, i colori azzurri si sono fermati ai piedi del podio, con ben tre italiani usciti di scena nel tabellone dei quarti di finale.
Si tratta di Giacomo Gazzaniga, Luca Diliberto e Marco Balzano.
Il primo è stato fermato dal ceco poi vincitore finale della gara, col punteggio di 15-8. Luca Diliberto, invece, ha subìto la stoccata del 15-13 dal russo Egor Guzhiev, mentre l’ungherese Gergely Debnar ha avuto ragione per 15-7 di Marco Balzano.
Stop nel turno dei 16 per Giacomo Paolini e Daniel De Mola.

Domani, nella seconda ed ultima giornata di gare sulle pedane friulane, saranno protagoniste le prove di fioretto maschile e di spada femminile.
Risultati su Federscherma.it. Live Streaming, con il commento di Francesca Forno e le riprese di Corrado Terranova, a partire dalle 17.30 su Elevensports.it e Federscherma.it

COPPA DEL MONDO UNDER20 – FIORETTO FEMMINILE – Udine, 6 gennaio 2018
Finale
Rossini (ITA) b. Ricci (ITA) 15-10

Semifinali
Rossini (ITA) b. Tortelotti (ITA) 15-10
Ricci (ITA) b. Yusova (Rus) 15-9

Quarti
Rossini (ITA) b. Ebert (Ger) 15-12
Tortelotti (ITA) b. Posgay (Ger) 15-10
Ricci (ITA) b. Catarzi (Fra) 15-3
Yusova (Rus) b. Tangherlini (ITA) 15-9

Classifica (94): 1. Rossini (ITA), 2. Ricci (ITA), 3. Tortelotti (ITA), 3. Yusova (Rus), 5. Catarzi (Fra), 6. Tangherlini (ITA), 7. Ebert (Ger), 8. Posgay (Ger)
9. Favaretto (ITA), 13. Cantarini (ITA), 14. Maina (ITA), 15. Puglia (ITA), 16. Grimialdi (ITA), 23. Pacelli (ITA), 25. Memoli (ITA), 26. Candiani (ITA), 28. Petrignani (ITA), 34. Bertola (ITA), 48. Manzoli (ITA), 54. Pappone (ITA), 58. Amore (ITA), 61. Conti (ITA), 69. Borella (ITA), 73. Rossi (ITA), 79. Colombo (ITA).

COPPA DEL MONDO UNDER20 – SPADA MASCHILE – Udine, 6 gennaio 2018
Finale
Jurka (Cze) b. Andrasfi (Hun) 15-12

Semifinali
Jurka (Cze) b. Guzhiev (Rus) 15-4
Andrasfi (Hun) b. Debnar (Hun) 15-9

Quarti
Jurka (Cze) b. Gazzaniga (ITA) 15-8
Guzhiev (Rus) b. Diliberto (ITA) 15-13
Debnar (Hun) b. Balzano (ITA) 15-7
Andrasfi (Hun) b. Kolanczyk (Pol) 15-12

Classifica (188): 1. Jurka (Cze), 2. Andrasfi (Hun), 3. Debnar (Hun), 3. Guzhiev (Rus), 5. Gazzaniga (ITA), 6. Balzano (ITA), 7. Kolanczyk (Pol), 8. Diliberto (ITA).
11. Paolini (ITA), 12. De Mola (ITA), 17. Gaetani (ITA), 21. Cuomo (ITA), 23. Preziosi (ITA), 34. Marenco (ITA), 35. Di Veroli (itA), 36. Zancanella (ITA), 39. Cini (ITA), 44. Canzoneri (ITA), 45. Buzzacchino (ITA), 51. Cammarota (ITA), 51. Molluso (ITA), 72. Volpi (ITA), 85. Manzoni (ITA), 89. Magliano (ITA), 96. Guerra (ITA)”.

Venezuela e chavismo: dalla democrazia liberale alla devastazione

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Della democrazia liberale, il chavismo ha conservato le forme finché aveva vento in poppa, casse piene e maggioranza elettorale per cui poteva considerarsi non come un governo uguale agli altri, ma una revolución per redimere il Venezuela dal peccato sociale, insofferente perciò a ogni limite od ostacolo.

Il venezuela devastato dal chavismo

Diamanti, oro e metalli rari per pagare le medicine: la scelta del governo di Caracas di ricorrere alle materie prime preziose per fare fronte a 5 miliardi di dollari in debiti con le maggiori case farmaceutiche evidenzia il fallimento del Venezuela come Stato nazionale.

A venti anni dall’elezione di Hugo Chavez alla presidenza ed a cinque anni dalla successione di Nicolas Maduro, la «rivoluzione bolivariana» ha trasformato uno degli Stati più ricchi di petrolio del pianeta in uno spietato esempio di fallimento economico e politico. Il 2017 si è chiuso con debiti per 150 miliardi di dollari a fronte di riserve per appena 10 miliardi. Corruzione e nepotismo dilagante hanno dilapidato fiumi di danaro, reso inefficiente l’industria estrattiva e, complice il brusco calo del petrolio, ridotto alla povertà gran parte di una nazione che deve il 25 per cento dei Pil al greggio. Le importazioni sono scese da 66 miliardi di dollari del 2012 a 18 miliardi del 2016 con la conseguente scomparsa di prodotti stranieri e ciò ha determinato il parallelo boom del mercato nero gestito dai «bachaqueros», i trafficanti legati alle gang, che offrono nelle strade 9000 bolivares per 1 dollaro a fronte di un cambio ufficiale di 10 a 1. Le espropriazioni di aziende private inaugurate da Chavez e continuate da Maduro hanno portato ad oltre 500 le società pubbliche, in gran parte pesantemente indebitate, moltiplicando illegalità di ogni genere, violenza e povertà. Fino all’agghiacciante ammissione della Federazione farmaceutica sulla non disponibilità – sin dal 2016 – di almeno l’85 per cento delle medicine di base.

Questo è il motivo per cui negli ospedali mancano gli antibiotici, le garze e perfino il sapone mentre la mortalità è aumentata, negli ultimi 24 mesi, del 30 per cento per i neonati e del 65 per cento per le madri. Sebbene Maduro ed i suoi ministri continuino a negare tali numeri, basta mettere piede in Venezuela per accorgersi che la decomposizione del tessuto umano nazionale è oramai in stato avanzato con l’87 per cento della popolazione senza denaro a sufficienza per comprare il cibo necessario e il 30 per cento degli alunni malnutriti. Con una rapida successione di colpi di mano, elettorali e costituzionali, Maduro è riuscito a mantenere il controllo di questo Stato oramai fallito – in quanto incapace di garantire i diritti basilari dei cittadini – ed ora guarda alle elezioni presidenziali in programma quest’anno puntando a preservare il potere assoluto su ciò che resta del chavismo. Isolato dai vicini del Mercosur, messo alla porta dall’Organizzazione degli Stati americani e investito dalle sanzioni economiche dell’amministrazione Trump, Maduro ha voltato le spalle al Fmi trovando però sostegni politici ed aiuti economici a Pechino e Mosca. E’ stata la carta ideologica dell’avversione viscerale agli Usa, già giocata da Chavez per legarsi alla Cuba dei Castro ed all’Iran degli ayatollah, a consentire a Maduro di trovare 60 miliardi di dollari in crediti in Cina, di trasformare la russa Rosneft in un venditore del 13 per cento del proprio greggio, di ristrutturare 3 miliardi di dollari di debito grazie al Cremlino e di impegnarsi a diventare entro il 2025 il maggior importatore di armamenti «made in Russia». Ma neanche tali e tanti aiuti economico-finanziari giunti da Pechino e Mosca fino al termine del 2017 – in aggiunta al legame privilegiato con Cuba, Ecuador e Bolivia – hanno consentito a Maduro di poter avere le risorse necessarie per pagare i medicinali. Da qui la scelta estrema di offrire un baratto con diamanti, oro e metalli rari come il coltan – usato per costruire cellulari e playstation – ammettendo il collasso del «Bolivar Forte», la moneta creata nel 2008 togliendo tre zeri alla valuta precedente ma da allora precipitata del 97 per cento del valore. Il ministro della Sanità, Luis López, si definisce un «estremista anti-imperialista» e tenta di portare a termine il baratto ordinato da Maduro – e definito da Chavez in passato come una «meravigliosa esperienza» economica – attingendo alle riserve dei trafficanti senza scrupoli dell’Amazzonia. Ma anche il baratto tarda a concretizzarsi e così il 95 per cento delle medicine disponibili tre anni fa oggi non sono più sul mercato. Ciò significa che all’emergenza povertà, criminalità e carenza di democrazia si somma una crisi sanitaria che investe 30 milioni di venezuelani, inclusi oltre 200 mila nostri connazionali. E’ una tragedia di dimensioni epocali in una nazione di cultura europea ma della quale l’Unione Europea esita ad occuparsi in maniera concreta, dimostrando un ritardo, morale prima ancora che politico, nel soccorrere le vittime del chavismo.

Una commissione Regionale Antimafia che controlli la Pubblica Amministrazione

Dopo la mafia criminale, il peggiore male sociale che ha l’Italia (e la Sicilia) è risaputamente la Pubblica Amministrazione. Dallo Stato centrale, alle Regioni, Enti, Partecipate, Comuni, ecc. Un pianeta da sempre incontrollato e incontrollabile. Un mondo che ha di tutta evidenza e notoriamente la compiacenza di politici, sindacati, intellettuali ed eserciti di cittadini pronti a tutto pur di entrarvi.

Un sistema dove la corruzione culturale viene legalizzata attraverso leggi, sentenze e regolamentazioni (le LORO e solo per LORO). In cui da qualche decennio e sempre più in crescendo, per farsi mantenere si estorcono fiscalmente con mille balzelli gli altri concittadini, mistificando il tutto che pagare le tasse “è bello” e utile, quando poi intorno a noi non funziona nulla e tutto si abbandona e spreca.

Insomma ci sarebbe da scrivere un poema sul guasto etico, ma soprattutto sull’omertà (per opportunismo o timore)  e prepotenza, che regna notoriamente nella intoccabile e protetta Pubblica Amministrazione italiana.

Un esempio eloquente che dovremmo e potremmo verificare di persona ogni cittadino, è anche solo leggere nei siti dei nostri comuni le delibere sindacali, di giunta, di consiglio e le determine che ne seguono, sicché per chi può e vuole vedere, si comprende come regni il clientelismo, il voto di scambio, il favoritismo, il familismo, il concubinaggio, la spartizione, ecc. Il tutto poi pareggiato con le tasse dei cittadini. E non c’è alcun controllo esterno sui provvedimenti comunali che si prendono, poiché non c’è alcun Organo di vigilanza a cui questi atti, prima di essere dichiarati esecutivi, vengano sottoposti. Ci sono, ci sarebbero, dei controlli postumi, ma di solito a campione o su eventuale segnalazione di qualcuno (a proprio rischio e pericolo) all’Assessorato Enti locali, oppure alla Corte dei Conti, o infine alla Magistratura. Diverso sarebbe di certo, se ogni atto fosse sottoposto, preventivamente all’efficacia, al vaglio di un Organo specifico indipendente e organizzato.

E allora ben venga questa proposta del neo Governatore della Sicilia Musumeci, ovverosia che

 «La Regione ha bisogno di una nuova Commissione antimafia che sia animata da una normativa diversa» precisando ulteriormente «La legge che ha istituito la commissione Antimafia è del 1991. Abbiamo superato la fase de noviziato serve un ritocco alla legge, pur sapendo che la commissione regionale antimafia non può disporre dei poteri di polizia giudiziaria di cui dispongono le commissioni d’indagine del Parlamento nazionale» e ancora che occorre «un lavoro d’indagine nella pubblica amministrazione regionale. Tanto si può fare anche in termini di potenziamento delle unità lavorative a supporto del commissari deputati. La legge va rivista, va riformata. La commissione regionale antimafia, come dice la Corte Costituzionale, può essere di straordinario ausilio a quella nazionale antimafia. Io ne sono convinto e lavoreremo perché questa normativa che è del 1991 possa essere rivista e adeguata ad un mutato contesto generale sociale economico e culturale».

Glielo faranno fare ? Sarebbe infatti e risaputamente come volere insinuare il santa sontorum de “lamafiadelloStato” (il tema di un mio sito di circa vent’anni addietro).

Da parte di un cittadino come il sottoscritto, che conosce per esperienze in trincea quanto sia imputridita la Pubblica Amministrazione in Italia, con annessi e connessi, il mio plauso e il mio augurio è che si riesca ad istituire una Commissione, si spera seria, autonoma, onesta, trasparente, integerrima, competente ma incorruttibile, per il controllo sulla Pubblica Amministrazione siciliana. E che ciò divenga di esempio civile in tutta Italia.

Peraltro, prima di Musumeci, un’altra autorevole voce aveva sollevato un’analoga proposta. Il dott. Gratteri, Attuale Procuratore Capo di Catanzaro e noto magistrato in prima fila nella lotta alle mafie, particolarmente alla ndrangheta, aveva detto nel 2016 che:

“La riforma Bassanini è stata un grande, anche se involontario, favore alle mafie, perché  ha tolto il CORECO (Comitato Regionale di Controllo). Un sindaco solo davanti al mafioso che va lì e gli dice «No questa delibera deve passare.» il primo cittadino cosa risponde «Guarda che è inutile che la facciamo perché tanto il CORECO la boccia». Oggi non c’è nemmeno quello”. Ha dichiarato Gratteri in un’altra fase dell’incontro. “Quando il capomafia concorre a votare il sindaco, perché la cosa terribile per i politici solo le ultime 48 ore quando hanno paura di non essere eletti, fanno patti con il diavolo. Bisognerebbe incatenare i candidati gli ultimi tre giorni per non farli andare nelle case dei capimafia. – afferma il magistrato che prosegue – Oggi rispetto a venti anni fa sono loro che vanno a casa dei mafiosi a chiedere pacchetti di voti in cambio di appalti perché la mafia è più credibile di loro. Trenta quaranta anni fa era il contrario: era il boss che andava dal politico a chiedere il posto per la nuora, o di non far fare la leva al figlio”.

E che siamo a quasi un punto di non ritorno in queste problematiche e similari, è significativo che per qualsiasi cittadino (come pure lo scrivente) anche solo sfiorare questi temi può procurare la ritorsione di certi “insofferenti” dipendenti e rappresentanti della Pubblica Amministrazione, come anche di certi “contorni” nei comuni, enti, partecipate, ecc. Figurarsi quindi salendo di livello a cosa si può andare incontro. Pletore di interiormente prevaricatori se non anche psicopatici e insipienti, assunti, nominati, incaricati, eletti e (stra)pagati, senza neanche una ciclica verifica attitudinale e psicologica.

Ci vuole quindi anche la reale volontà politica per invertire questo decadimento nella Pubblica Amministrazione italiana. Ritengo dunque, che quanto nelle intenzioni del neo Governatore della Sicilia Musumeci possa essere, insieme ad altre vie, una concreta strada da percorrere.

Occorrerebbe tuttavia uno scatto di onestà intellettuale anche tra i Giudici, anzi in tutto il pianeta Giustizia italiano. Meno decennale reticenza e benvolere e quindi meno solidarietà giurisprudenziale verso la Pubblica Amministrazione. Altrimenti non si è Giudici credibili, ma solo altrettanti corresponsabili del più complessivo ipocrita, autarchico, ingordo, misantropo, arrogante, bugiardo, ricattatore, dilapidatore, avvilente, sprezzante, accidioso sistema pubblico-politico italiano.

Adduso Sebastiano

Ps: Non sono di destra, non sono di sinistra, neanche di centro e non sono neppure pentastellato. Se scrivo dell’idea o iniziativa di un politico, ma come anche di chiunque, oppure di un partito o anche un movimento, condividendone legittimamente quanto propone, cerco, mi sforzo, di farlo senza alcuna emotività concettuale o peggio, assillo cortigiano, ideologico, dottrinale, teorico, di categoria, corporativo, di appartenenza e sociopatico, avendo nei miei limiti terreni, cognitivi ed empirici, quale mera valutazione, l’interesse di noi cittadini.

note: con l’ausilio di info da meridionews

Incidente sulla “Dominziana”: auto si ribalta e si incendia. Traffico bloccato

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Incidente sulla “Dominziana”: auto si ribalta e si incendia. Traffico bloccato

Un brutto incidente si è verificato stamattina sulla SS 7 quarter “Dominziana”, in direzione Roma. Quattro automobili si sono scontrate, una si è capovolta e ha preso fuoco. Il traffico resta bloccato in attesa che venga rimosso il veicolo incendiato. A comunicarlo è l’Anas:

“Anas comunica che il traffico è provvisoriamente bloccato in direzione Roma sulla strada statale 7quater “Dominziana” al km 42,300, in località Giugliano in Campania (Napoli), a causa di un tamponamento che ha coinvolto 4 vetture. A seguito dell’incidente un’auto si è ribaltata e incendiata.

La circolazione sarà ripristinata il più presto possibile, al termine della rimozione del veicolo incendiato.

Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito, 800.841.148″.

Hamsik: “Match controllato dal primo minuto, che pazienza nel cercare il gol”

Le sue parole

Marek Hamsik, centrocampista e capitano del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni al proprio sito: “Abbiamo avuto un ottimo controllo del match sin dal primo minuto, le occasioni offensive sono arrivate ma non siamo stati in grado di mettere a segno un gol per molti minuti. Siamo stati pazienti, siamo andati alla ricerca del gol e alla fine ne abbiamo segnati due conquistando i tre punti. Adesso ci riposeremo un po’, e successivamente ricominceremo a prepararci per i prossimi match”.

Dramma ad Afragola: muore un bimbo di 5 anni. Oggi l’ultimo saluto

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Dramma ad Afragola: muore un bimbo di 5 anni. Oggi i funerali

Nella giornata di ieri la morte di un bambino di 5 anni ha colorato di nero la città di Afragola, in provincia di Napoli, facendo cadere nello sconforto l’intera popolazione. Le cause del decesso non sono state ancora rese pubbliche, ma si presume che sia stata una meningite fulminante a strappare il piccolo dall’affetto dei suoi cari, come riporta il MeridianoNews.

Saranno fatti ulteriori esami per chiarire la prematura morte. Intanto la comunità si unisce al dolore dei genitori e dei parenti tutti. Il bimbo frequentava la scuola Enrico De Nicola a Casalnuovo e viveva con la sua famiglia nella zona San Marco.

Oggi 7 gennaio ci sarà l’ultimo saluto al bambino nella Chiesa di San Marco Evangelista ad Afragola.

/Fonte: MeridianoNews

Alla casta perle, al popolo sberle!

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Alla “ casta ” tornano gli stipendi da nababbo ed al popolo tornano le stangate.

Con l’anno nuovo i cittadini, come inizio benaugurante, si sono ritrovati una raffica di aumenti. Che le varie Aziende e Società erogatrici di servizi si affrettano a chiamare “adeguamenti tariffari”, non certo aumenti. Per carità! Però la sostanza non cambia: pare che con i vari “adeguamenti” ogni famiglia media italiana dovrà esborsare appena 1.000 euro in più all’anno. E che, nel linguaggio “comune”, la gente “comune” si ostina a chiamare con l’unico termine  “comune” che amaramente conosce: aumenti! E sono in molte le aziende che hanno presentato diligentemente i loro aumenti-adeguamenti. Le autostrade con l’aumento dei pedaggi (media di aumento del 2,74%, con punte del 13,91%, come per la Milano Serravalle), il gas (aumento del 5%), l’elettricità (aumento del 5,3 %), e poi ancora aumento delle tariffe postali, dei servizi bancari, dei tiket sanitari.. Ciliegina sulla torta: i sacchetti biodegradabili per gli alimenti, per il costo di 3-5 centesimi cadauno. Che dal punto di vista economico sono il minimo ( si calcola un importo di 10 euro all’anno per famiglia) ma che dal punto di vista psicologico giocano pur’essi la loro parte. Ci eravamo attrezzati con le sporte robuste e riutilizzabili, avevamo abbandonato le buste di plastica che pagavamo ed adesso siamo punto e a capo! Non se ne può più. Anzi sembra che qualcuno si diverta, quasi, ad angariare il cittadino comune, che si sente sempre più trattato come un animale da soma, a cui continuano ad aumentare il carico, sempre più pesante. Il povero somaro o soccombe o si ribellerà prima o poi, e magari in malo modo…
Anche perché al cittadino-somaro non arrivano esempi di virtù e di morigeratezza, dal fronte di chi, senza ritegno, continua a caricarlo di pesi e gravami ma, al contrario, si vedono solo comportamenti di sfrontatezza senza ritegno, pur invocando la legalità.
Infatti, è di questi giorni la notizia che gli stipendi da nababbo dei burocrati regionali e dei due rami del Parlamento torneranno a crescere smisuratamente di colpo dal 1° gennaio di quest’anno. Perché il decreto Renzi n. 66 del 2014 (quello sulla spending review) aveva stabilito un tetto massimo di 240 mila euro annui per i manager e burocrati della pubblica amministrazione. Per giunta la Corte Costituzionale, investita dell’argomento, con la sentenza 124 del 2017 (redattore Silvana Sciarra), ha sdoganato il “tetto” di 240mila euro lordi annui per gli stipendi dei  dirigenti  pubblici in quanto «persegue finalità di contenimento e complessiva razionalizzazione della spesa, in una prospettiva di garanzia degli altri interessi generali coinvolti, in presenza di risorse limitate» ed inoltre precisa che il provvedimento «trascende la finalità di conseguire risparmi immediati e si inquadra in una prospettiva di lungo periodo». Ci pareva una sentenza saggia. Ma ci eravamo illusi. Camera e Senato per la loro gestione normativa invocano l’autodichia, una prassi paracostituzionale che li trasforma in una sorta di zona franca: le leggi valide per tutti i cittadini, all’interno del Parlamento non sono valide allo stesso modo. Per cui anche i dipendenti parlamentari non devono sottostare alle vigenti norme previdenziali. Loro il decreto Renzi lo avevano accettato volontariamente (bontà loro!) ma solo per tre anni. Che scadevano appunto al 31 dicembre appena trascorso. La regione Sicilia, tanto per non sbagliare, dal punto di vista normativo si è agganciata al Senato della Repubblica. Quel che fanno loro facciamo noi… E quindi già da questo primo gennaio, per dipendenti parlamentari (commessi, barbieri, archivisti, ecc) e burocrati regionali vari, la Befana ha anticipato il suo giro distribuendo uova d’oro. Solo per loro. Al resto dei cittadini bevande lassative, per spremerli sempre meglio.
Il cittadino percepisce un messaggio di palese ingiustizia sociale. Il risultato è che saltano i presupposti per il “contratto sociale”, di illuministica memoria, che danno la motivazione allo stare tutti insieme, riuniti in uno Stato di diritto. Che ci deve tutelare non angariare. Così continuando ne va della concordia sociale. Nessun partito che ne parla. Chi parla di sgravi fiscali e chi di tagli ai privilegi. Ma bisogna tornare ad una visone olistica della società, che tenti di comporre i vari egoismi in vista di un bene supremo, quello di tutti. Una volta si chiamava il bene comune. Ma adesso bisogna stare attenti a parlarne. Ti tacciano di buonismo…

Carmelo Toscano

Qualificazioni Europee Giovanili di pallavolo: un successo tecnico e boom di spettatori

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Qualificazioni Europee Giovanili di pallavolo: un successo tecnico e boom di spettatori

Si sono conclusi ieri i tornei di qualificazione europea giovanili di pallavolo. Ottimi i risultati tecnici ottenuti dagli azzurri e una soddisfazione in più è stata la massiccia presenza di tifosi ad assistere alle gare. Questo il comunicato stampa:

“Si sono conclusi in serata i tornei di qualificazione europea che hanno visto la nazionale Under 18 maschile e quella Under 17 femminile centrare l’importante qualificazione alle rassegne continentali di categoria. Oltre che dal punto di vista tecnico i due eventi, organizzati a Martina Franca e Bassano del Grappa, sono stati un successo anche sotto il profilo organizzativo.

Sia in Puglia che in Veneto in ogni giornata il pubblico è corso numeroso per assistere soprattutto le gare delle formazioni azzurre che hanno ripagato sul campo il tanto affetto dimostrato dalla gente.
Davvero notevoli i numeri dell’ultima serata: a Martina Franca si sono registrati addirittura 2000 spettatori, strapieno anche l’impianto di Bassano del Grappa con 1400 persone.
Dati ancora più significativi, considerando che nei gironi di qualificazione giovanili molto raramente si vedono tribune piene in ordine ogni di posto.

“Siamo davvero soddisfatti di aver iniziato l’anno in questa maniera – le parole del Presidente Cattaneo – Oltre alla doppia qualificazione abbiamo assistito ad uno spettacolo anche sulle tribune, neanche io avrei mai pensato di vedere così tanti spettatori per questi tornei giovanili. Mi fa poi piacere che questi risultati si siano raggiunti in due città così distanti, è un chiaro segnale di come la pallavolo sia radicata fortemente in tutta Italia. Ancora una volta la gente ha dimostrato la grande passione che nutre per la pallavolo e il forte attaccamento verso le nazionali azzurre”.

Eboli, favoritismi all’ospedale: scatta l’inchiesta penale

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Eboli, favoritismi all’ospedale: scatta l’inchiesta penale

Assunzioni pilotate all’ospedale di Eboli a favore dei parenti di alcuni sindacalisti. Il caso, avviato da un’inchiesta giornalistica fatta dal Mattino, giunge ora alla procura della Repubblica di Salerno.

L’accusa di favoritismo, rivolta ad alcuni sindacalisti per aver assunto nel nosocomio di Eboli mogli, figli, nipoti e parenti di ogni grado, è avvenuta un anno fa originando aspre polemiche nell’opinione pubblica. Il segretario provinciale della Fisi (il sindacato autonomo) chiese già allora le dimissioni per coloro coinvolti nello scandalo, ma nessuno si è fatto ancora da parte.

Dopo che gli articoli apparsi sul Mattino sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Salerno, la presunta “parentopoli” di Eboli è diventata oggetto di un’inchiesta penale.

A breve verranno ascoltati dai magistrati i vertici della Cns, la società cooperativa che si occupò dell’assunzione dei nuovi dipendenti. Seguiranno aggiornamenti.