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Basket, la FIP si riunisce per un Consiglio Federale: tutte le novità

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Ecco tutte le novità dal consiglio federale della FIP

Attraverso una nota stampa la FIP ha comunicato che in data odierna c’è stato un Consiglio Federale in seduta informale. Ecco quanto è emerso

Il Consiglio Federale,  riunitosi oggi in seduta informale, ascoltata la relazione del presidente FIP Giovanni Petrucci e gli interventi del presidente della Lega Nazionale Pallacanestro Pietro Basciano e del presidente GIBA Alessandro Marzoli, ha ribadito che uno degli obiettivi primari della propria azione di governo è di assicurare agli atleti di formazione italiana la più ampia possibilità di giocare al massimo livello competitivo.

 

Il Consiglio ha condiviso  integralmente la lettera inviata dal Presidente federale al presidente della Legabasket di Serie A Egidio Bianchi sottolineando come negli ultimi otto mesi siano stati presentati dalla Lega tre progetti di riforma completamente diversi. L’ultimo direttamente in una conferenza stampa, senza che la FIP ne fosse stata adeguatamente informata, creando un serio strappo istituzionale.

 

E’ stato ricordato come l’argomento del numero in eccesso di giocatori stranieri sia stato anche discusso al Consiglio Nazionale del CONI, a cui seguirà anche un incontro con il presidente CONI Giovanni Malagò nel corso della settimana alla presenza dei tecnici Meo Sacchetti, Marco Crespi e del direttore generale Bogdan Tanjevic.

 

E’ stato confermato il rispetto e la considerazione nei confronti dei proprietari delle Società di serie A, mentre, al contrario, è stato sottolineato che una Lega così come è strutturata non sia funzionale al movimento, poiché, tra l’altro, non produce sostanziali utili e valore aggiunto per le  Società. Allo stesso modo l’immagine non positiva della Lega si riflette anche su quella della pallacanestro italiana.

 

Giova anche ricordare come la Legabasket di Serie A agisce solo per delega della FIP che potrebbe organizzare direttamente ed esclusivamente tutto il campionato.

 

Purtroppo ancora una volta al centro delle proposte della Legabasket di serie A è il tema della eleggibilità con un’impostazione potenzialmente volta ad incrementare ulteriormente il numero degli atleti non di formazione italiana iscritti a referto, giustificato da una cosiddetta luxury tax sottolineata da un più ampio progetto.

Su questo tema il presidente GIBA Marzoli si è detto contrario all’aumento dei giocatori stranieri.

 

E’ stato ricordato come la Federazione, su esplicita richiesta della Lega, aveva dimostrato buona volontà nel procrastinare di un anno l’accordo Meneghin/Renzi del 2012.

 

In conclusione, il Consiglio Federale valuterà nella prossima riunione del 26 gennaio il progetto che il presidente Petrucci sta predisponendo e che raccoglie e sintetizza tutte le iniziative in tema: adempimenti Com.Te.C, incluso il deposito dei contratti di immagine, attività sinergiche con la Lega Nazionale Pallacanestro, seconde squadre, finestre di mercato, salary cap per i giovani atleti, ranking per l’attività giovanile, eleggibilità e premialità. Nel progetto saranno comprese anche le proposte della Legabasket di serie A ad esclusione delle richieste di incrementare il numero degli atleti stranieri.

 

Per quanto concerne l’impiantistica sportiva, la FIP, preso atto della mancanza di coordinamento da parte della Legabasket di serie A, si confronterà direttamente con i club interessati.

 

Musica italiana, Mina ‘cede’ diritti d’autore alla Siae

La Siae arruola la casa editrice Mina nella su scuderia, tra i successi vecchi e nuovi: 11.180 nuovi iscritti degli ultimi 12 mesi.

La Siae, società nata a Milano nel 1882, che ha assunto nel corso del tempo diverse denominazioni: SIA (Società Italiana degli Autori) dal 1882 al 1926, SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) dal 1926 al 1942, EIDA (Ente Italiano per il Diritto d’Autore) e, infine, di nuovo l’attuale (dal 1945), oggi ha ottenuto, tramite la Pdu, la storica casa editrice di Mina, diretta da Massimiliano Pani, la gestione per l’Italia dei diritti d’autore del proprio catalogo, che è composto da più di 900 brani e va dal pop al rock, dalla musica classica al jazz e al tango. Il Presidente della Siae, F.Sugar ha commentato così i successi ottenuti negli ultimi tempi, tra cui quello recente ottenuto per un’artista come Mina: “Siamo molto orgogliosi di dare il benvenuto in Siae a Pdu Music&Production, che vanta un catalogo di grandissimi successi, e ringraziamo Massimiliano Pani per averci scelti per gestire la raccolta dei diritti d’autore dei brani della casa editrice di famiglia . Colgo l’occasione per ringraziare gli 86.516 autori ed editori che hanno deciso di restare nella loro casa, e sono orgoglioso di dare il benvenuto agli 11.180 nuovi iscritti degli ultimi 12 mesi. Si tratta di un record assoluto nella storia di Siae, a conferma che la formula di società collettiva no profit gestita direttamente dagli autori e dagli editori secondo criteri di parità di trattamento e di non discriminazione è quanto mai forte e attuale“.

Un Soprano, Due Cori e un Maestro. Emozioni in musica all’I.C. Ilaria Alpi

In concerto: “La declinazione dell’Amore. Arie, canzoni e serenate tra Roma, Napoli, Palermo, Firenze, Cipro e Salisburgo”.

di Maria D’Auria

Ladispoli- Le note trasmettono emozioni, ma se ad interpretarle in maniera toccante sono dei bambini ed un soprano, l’emozione si amplifica, regalando ai nostri sensi letizie sconfinate.

Anche quest’anno non ha deluso la direzione artistica del Maestro Alessandro Borghi, direttore del Coro Polifonico Città di Ladispoli e preparatore del Coro dell’I.C.Ilaria Alpi.

In occasione del Santo Natale, per salutare alunni e genitori, il Maestro Borghi, docente dell’Istituto romano con indirizzo musicale, ha organizzato uno speciale concerto presso la sede di Via Varsavia: “La declinazione dell’Amore: arie, canzoni e serenate tra Roma, Napoli, Palermo, Firenze, Cipro e Salisburgo”.

Ha unito due realtà musicali del territorio ladispolano, il coro polifonico e gli allievi del coro della scuola, dando vita ad un concerto ispirato alle diverse culture e tradizioni del Belpaese. Dalla Sicilia alla Campania, da Roma a Firenze, i ragazzi del coro hanno cantato in diversi dialetti le più belle canzoni d’amore di tutti i tempi, interpretando gli intramontabili classici del panorama italiano. Arie, canzoni e serenate hanno emozionato il pubblico presente che ha chiuso a suon di “bis” il concerto di fine anno.

 Ovazione per il soprano Maria Paola Turchetta che, accompagnata al pianoforte da Lisa Palumbo, ha interpretato l’Ave Maria di Verdi, “O mio babbino caro” di Puccini e “Laudate Dominum” di Mozart. La Turchetta, docente all’istituto ladispolano, si è esibita in Italia e all’estero (Germania, Malesia, Stati Uniti, Cina..) ed ha al suo attivo due CD di musica sacra.

Lunghi applausi anche per il Maestro Borghi che ha così commentato il successo della serata.

Nella scuola, oggi, sono due i temi particolarmente ricorrenti: l’apertura della scuola al territorio e lo sviluppo delle competenze. Per quanto riguarda il primo temaspiega il Prof. Borghil’I.C. Ilaria Alpi si è sempre distinto lavorando moltissimo con aperture e collaborazioni a tutto campo. In questo caso, numerose volte ci siamo interfacciati, sia cantando che suonando, con associazioni che operano nel territorio, a cominciare dal Coro Polifonico di Ladispoli con il quale abbiamo collaborato in diverse occasioni. Così come con la banda comunale La Ferrosa, con l’I. C. Corrado Melone, con L’Istituto Don Milani di Valcanneto e ultimamente anche con la Fanfara dei Bersaglieri di Ladispoli. Quella di stasera è una sinergia che nasce dall’esigenza della scuola di aprirsi al territorio, quindi interagire con quelle associazioni culturali, che agiscono sul territorio, fatte da cittadini per i cittadini. È un modo, questo, per avere un punto d’incontro, per fare musica insieme.

 Per quanto riguarda il secondo aspetto, ovvero lo sviluppo delle competenze, bisogna mettere le proprie “conoscenze” a disposizione delle competenze, e la musica è una materia che, da questo punto di vista, è estremamente favorita. Nel nostro caso, competenza significa sapere ‘come interpretare una canzone’.

Quanta dedizione richiede un impegno di questo tipo?

I ragazzi si sono impegnati al di là delle loro forze. Hanno creduto in un discorso musicale coerente, filologico, e questo è stato sicuramente il maggior stimolo che hanno avuto”.

Cosa ci riserva per questo nuovo anno?

Prepareremo un programma internazionale… ma non ci sbilanciamo oltre”. 

Determinazione e sacrifici conducono sempre a risultati soddisfacenti, e la grande partecipazione dei cittadini è la dimostrazione del successo di questo notevole impegno”.

In apertura, i ringraziamenti della dirigente scolastica Vincenza La Rosa, soddisfatta dalle finalità di un “progetto di alta qualità e il fine a cui quest’istituto punta”.

I nostri ragazzi, forti dei successi musicali di questi anni, hanno puntato anche stavolta alla musica, all’arte, alla creatività. Questo concerto è un appuntamento irrinunciabile nel panorama dell’I.C.Ilaria Alpi. Ringrazio tantissimo i nostri allievi e in particolare i docenti: il prof. Borghi, la prof.ssa Turchetta e la prof.ssa Palumbo perché sono riusciti a suscitare grande interesse in questi ragazzi, perché riescono a scoprire potenzialità, a sviluppare capacità, competenze e abilità. Un grazie ai genitori presenti che riescono a far crescere l’interesse e la motivazione dei propri ragazzi. Un ringraziamento speciale al Coro Polifonico di Ladispoli per la collaborazione e alla DS Palaggi del Ministero della Pubblica Istruzione e dell’Università, presente al concerto”.

VIDEO (Concerto “La declinazione dell’Amore)Interviste

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Circumvesuviana, nasce WhereApp, l’ app per i pendolari: tutti i dettagli!

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Ecco i dettagli su WhereApp

Per tutti i pendolari che giorno dopo giorno viaggiano con la Circumvesuviana è nata l’ applicazione WhereApp. L’ app è nata grazie alla volontà dall’ EAV, il cui presidente  Umberto De Gregorio ha commentato: “Lavoriamo, introducendo le nuove tecnologie social con lo scopo di migliorare l’offerta qualitativa dell’informazione dei servizi ai viaggiatori” .

Cos’è WhereApp

Con WhereApp ricevi le informazioni di tuo interesse con una qualità ed una precisione senza precedenti, infatti:
– ricevi solo informazioni inerenti i luoghi di tuo interesse, o dove ti trovi al momento
– ricevi solo le informazioni appartenenti alle categorie che preferisci
– ricevi solo informazioni valide e validate.

Perchè usare WhereApp

Perché ricevi notifiche per informarti su quanto accade in prossimità dei luoghi di tuo interesse

Perché ricevi le notifiche in tempo reale

Perchè ricevi le informazioni quando ti servono

Perché ricevi le notifiche se accedi in una area di territorio interessata da una news

I luoghi di tuo Interesse

Imposta la tua Stazione di Interesse, il luogo dove ti rechi ogni giorno al lavoro o a studiare, oppure la tua abitazione, la tua casa al mare o in montagna, la scuola dei tuoi figli.

Sarai informato su cosa accade sulle linee Eav che stai attraversando sulla rete Eav e su tutte le zone di interesse selezionate.

Napoli: vivo plauso ai Carabinieri per l’individuazione e la denuncia del branco di piazza Vanvitelli

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Capodanno: ” Adesione alla manifestazione di sabato prossimo che dovrà essere la prima di tante marce per la legalità “

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione del Vomero, promotore di una petizione online che ha raggiunto quasi settecento firme, per chiedere una maggiore sicurezza per gli abitanti del quartiere collinare, dopo i gravi episodi registratisi di recente in via Merliani e in piazza Vanvitelli, petizione indirizzata al Prefetto, al Questore e al Sindaco di Napoli, presente al link: https://www.change.org/p/prefetto-di-napoli-adesso-basta-vogliamo-maggiore-sicurezza-al-vomero , esprime vive plauso alle forze dell’ordine  e, segnatamente, all’Arma del Carabinieri che, avvalendosi anche delle immagini della videosorveglianza ha individuato e denunciato il branco che si rese responsabile il 17 dicembre scorso, proprio in piazza Vanvitelli, dell’aggressione a due giovani, ferendoli a coltellate, con ferite che comportarono il ricorso alle cure dei sanitari “.

  ” In uno alle forze dell’ordine, per arginare il grave problema della criminalità minorile, che. come testimoniano le cronache degli ultimi giorni, oramai riguarda diversi quartieri della Città, occorre un’azione sinergica delle istituzioni preposte ma anche della scuola, della chiesa, delle associazioni, dei comitati e delle famiglie – puntualizza Capodanno -. In questa direzione ho proposto agli organizzatori della marcia per la legalità e la vivibilità che si svolgerà sabato prossimo, alla quale ho già dato l’adesione del Comitato da me presieduto, d’indicarla come la prima marcia alla quale ne seguiranno altre a cadenze programmate. Una delle prime si terrà sicuramente al Vomero, quartiere che, più volte, anche di recente, è stato alla ribalta della cronaca nera per le azioni delinquenziali dei cosiddetti branchi, costituiti per lo più da minorenni. Nei prossimi giorni, al riguardo, mi farò promotore di una riunione tra tutti i rappresentanti di associazioni e comitati per programmare una serie d’iniziative tese a contribuire fattivamente ad arginare e a reprimere il grave fenomeno  “.

” Colgo dunque l’occasione – aggiunge Capodanno – per rassicurare le tante persone che mi hanno contattato, anche con i propri commenti a margine della petizione, molte delle quali mamme preoccupate per i loro figli, dopo i gravi fatti che hanno avuto come vittime i tre ragazzi, accoltellati nei due episodi riportati, che, a parte la consegna della petizione alle autorità destinatarie della stessa, la questione non si ferma qui ma che proseguiremo nella nostra azione di civile protesta fino a quando non ci saranno da parte degli organi preposti risposte adeguate alla gravità della situazione “.

  ” Nel contempo – prosegue Capodanno – sollecitiamo anche la costanze attenzione al problema del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con l’adozione di tutti quei provvedimenti tesi a garantire e a tutelare i residenti nell’area collinare della Città, con particolare riferimento ai fine settimana, quando si registra l’invasione di delinquenti, seppure in giovane età, che, come dimostrano gli episodi richiamati, escono di casa armati di coltello, e che, in maniera riduttiva vengono accomunati con il termine di “baby gang”, trattandosi invece di vera e propria criminalità minorile ad opera di branchi assetati di sangue e socialmente pericolosi, che colpiscono con ferocia inaudita le giovani vittime senza alcuna motivazione “.

 

Sud, i sacchetti bio-shopper diventano “Il meglio che la Sicilia produce e offre”.

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L’iniziativa per l’ambiente e per la salute della catena alimentare Carrefour Sicilia, un sacchetto bio per il gusto dell’arancia di Sicilia.

PALERMO – In Sicilia la polemica sulle bio-shopper a pagamentoche in questi giorni sta rimbalzando sui media – si trasforma in promozione per l’ambiente e la salute. Un’operazione legata alla valorizzazione del territorio e del comparto agricolo, che mira a costruire fiducia nei consumatori, oggi trascinati dalla rivolta digitale (e non solo) contro la legge 123/2017 entrata in vigore l’1 gennaio.

Acquistando tre prodotti al banco dell’ortofrutta (e quindi tre sacchetti ultraleggeri), Carrefour Sicilia regala un’arancia: simbolo di un mondo – quello agrumicolo – che rappresenta l’Isola con la sua Natura ma anche con le criticità che spesso non consentono di potenziarla; emblema di una filiera che oggi più che mai richiede dignità a gran voce, partendo proprio dalle campagne, dai coltivatori, dal valore di un prodotto che rappresenta un pezzo (importante) di economia.

Così il sapore amaro dei 2 centesimi alla cassa per l’acquisto obbligatorio delle buste biodegradabili e compostabili per i prodotti da banco, verrà addolcito dal succo di una Sicilia operosa e ingegnosa: «Per questa operazione, che vuole essere un’iniezione di fiducia per i consumatori della grande distribuzione – spiega Angelo Agliata, direttore generale Gruppo Cds (Centro distribuzione supermercati) – abbiamo scelto come partner “Rosaria”, azienda che produce nella Piana di Catania: una zona collocata tra i 200 e i 300 metri di altitudine, densa di storia e tradizione e con una grande vocazione per la coltura delle Arance rosse. Un marchio che punta prima di tutto alla qualità e alla promozione del brand Sicilia, in Italia e all’estero». Perché grazie alla forte escursione termica tra giorno e notte, causata dall’Etna, il frutto acquista quel particolare processo di pigmentazione che ne esalta sì il sapore, ma che richiede soprattutto attenzione, difesa e grande dedizione.

Così chi andrà a fare la spesa, durante il pit stop tra frutta, verdura e prodotti freschi, avrà due buoni motivi per spingere il carrello oltre la polemica: da un lato, infatti, il consumatore siciliano con i 2 cent in aggiunta allo scontrino, sosterrà l’economia circolare, strizzando l’occhio all’ambiente; dall’altro, proverà il sapore di raccogliere un frutto che parla la sua lingua e racconta la sua terra.

«Il nostro Gruppo – continua Agliata – investe da sempre sul territorio a sostegno dell’economia locale: vogliamo dimostrare ai consumatori, nell’ottica di un rapporto di collaborazione tra impresa e comunità, che le sfide si affrontano insieme e che il valore dei sacchetti bio viene riscattato da un gesto che esalta i nostri sapori, i nostri profumi e la nostra passione. Il meglio che la Sicilia produce e offre».

Napoli, un pitbull azzanna la sua padrona: ecco tutti i dettagli!

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Un pitbull ha azzannato la sua padrona

A Napoli, una donna di origine rumena è stata attaccata dal suo cane. L’ animale, di razza Pitbull, ha provocato numerose lacerazioni riportate in varie parti del corpo tra cui mani, braccia e gambe. Il fatto è avvenuto nella casa della donna di 39 anni, in via dei Maiorani, una stradina vicino Via Duomo, la quale era appena rientrata in casa e il suo cane l’ ha azzannata, il quale è stato portato presso l’ Asl veterinaria del Frullone ed è stato affidato agli esperti del centro sanitario canino.  La donna invece ha allertato immediatamente i soccorsi ed è stata curata dai medici del 118.

Multe e atti giudiziari: le modifiche alla legge sulle notificazioni

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Multe e atti giudiziari: dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018) ha introdotto modifiche rilevanti alla disciplina delle notificazioni a mezzo posta.

È il comma 461 a occuparsi di dare completa attuazione al processo di liberalizzazione di cui all’articolo 1, commi 57 e 58, della legge 4 agosto 2017, n. 124, nonché di assicurare, a decorrere dall’anno 2018, l’effettività dei risparmi di spesa da esso derivanti e l’efficiente svolgimento del servizio di notificazioni a mezzo posta, a tutela della funzionalità dell’amministrazione giudiziaria e della finanza pubblica, perle notificazioni penali, civili, amministrative e relative al Codice della Strada.
Obiettivi tesi a razionalizzare il nuovo regime relativo alle notifiche private, decaduto il monopolio di Poste Italiane, e che si concretizzano in modifiche alla legge n. 890/1982 che disciplina, per l’appunto, le notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari.
Sono numerosi gli aspetti su cui la nuova disciplina si sofferma e innova quanto stabilito in precedenza, ad esempio in relazione alle indicazioni sulle buste, alle formalità in caso di irreperibilità, ai soggetti legittimati a ricevere il plico.

Notifica atti giudiziari anche tramite operatori privati

Il servizio di notifica degli atti giudiziari, stabilisce la legge, potrà essere svolto anche da operatori postali privati, purchè in possesso dell’apposita licenza (ex art. 5, comma 2, L. n. 261/1999) e rispondenti agli obblighi di qualità minima stabiliti dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi della legge 4 agosto 2017, n. 124.
Inoltre, i moduli utilizzati per la notifica e le buste verdi (per gli avvisi di ricevimento) dovranno essere conformi al modello approvato dall’AGCOM.
Si rammenta, inoltre, che il personale addetto ai servizi di notificazione a mezzo posta, anche se effettuata da privati, dovrà considerarsi rivestire la qualifica di pubblico ufficiale a tutti gli effetti.

Notifiche: nuove indicazioni sulla busta

Per le notificazioni in materia penale e per quelle in materia civile e amministrativa effettuate in corso di procedimento, sull’avviso di ricevimento e sul piego dovranno esservi indicazioni più precise: in particolare, andranno indicati come mittenti (coi relativi indirizzi nonchè P.E.C. ove vi sia l’obbligo per legge di dotarsene) la parte istante o il suo procuratore o l’ufficio giudiziario, a seconda di chi abbia fatto richiesta della notificazione all’ufficiale giudiziario.
In ogni caso il mittente che non sia gravato dall’obbligo di cui al periodo precedente potrà sempre indicare un indirizzo P.E.C. ai fini della trasmissione della copia dell’avviso di ricevimento.

Nuove formalità di consegna

L’operatore postale, secondo le modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2018, dovrà consegnare il piego nelle mani proprie del destinatario (anche se dichiarato fallito).
Ove non sia possibile la consegna personale al destinatario, il piego sarà consegnato, nel luogo indicato sulla busta che contiene l’atto da notificare, a persona di famiglia che conviva anche temporaneamente con lui ovvero addetta alla casa o al servizio del destinatario, purché il consegnatario non sia persona manifestamente affetta da malattia mentale o abbia età inferiore a quattordici anni.
In mancanza di tali persone, il piego potrà essere consegnato al portiere dello stabile ovvero a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo, è comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.

Avviso di ricevimento: sottoscrizione o rifiuto di firmare

La legge chiarisce che l’avviso di ricevimento e i documenti attestanti la consegna dovranno essere sottoscritti dalla persona alla quale è consegnato il piego e, se la consegna è effettuata a persona diversa dal destinatario, la firma dovrà essere seguita, su entrambi i documenti, dalla specificazione della qualità rivestita dal consegnatario, con l’aggiunta, se trattasi di familiare, dell’indicazione di convivente anche se temporaneo.
Verranno poi apposti data e firma sull’avviso di ricevimento che si restituirà subito al mittente in raccomandazione, unitamente al piego nel caso di rifiuto del destinatario di riceverlo. In caso di impossibilità o impedimento determinati da analfabetismo o da incapacità fisica alla sottoscrizione, invece, la prova della consegna sarà fornita dall’addetto alla notifica.

Rifiuto, assenza del destinatario, inidoneità a ricevere il plico

Se le persone abilitate a ricevere il piego in luogo del destinatario rifiutano di riceverlo, ovvero se l’operatore postale non può recapitarlo per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o assenza delle persone menzionate, il piego sarà depositato lo stesso giorno presso il punto di deposito più vicino al destinatario.
Inoltre, in caso di rifiuto del destinatario o delle persone alle quali può farsi la consegna di firmare l’avviso di ricevimento (pur ricevendo il piego), ovvero se il destinatario rifiuta il piego stesso o di firmare documenti attestanti la consegna (il che equivale a rifiuto del piego), l’operatore postale ne farà menzione sull’avviso di ricevimento indicando, se trattasi di persona diversa dal destinatario, nome e cognome del “rifiutante”, nonché la sua qualità.

Corrispondenza inesitata: i punti di giacenza

Affinchè possa essere ritirata la corrispondenza inesitata, tuttavia, la legge chiarisce che l’operatore postale di riferimento dovrà assicurare la disponibilità di un adeguato numero di punti di giacenza o modalità alternative di consegna della corrispondenza inesitata al destinatario, secondo criteri e tipologie definite dall’AGCOM, tenuto conto delle esigenze di riservatezza, sicurezza, riconoscibilità ed accessibilità richieste dalla natura del servizio
In ogni caso, dovrà essere assicurata la diretta supervisione e responsabilità dell’operatore postale, presso i punti di giacenza o sulle modalità alternative di consegna della corrispondenza inesitata, in relazione alla custodia ed alle altre attività funzionali al ritiro o alla consegna degli invii.

Avviso di tentata notifica

L’operatore postale dovrà, inoltre, dare notizia al destinatario della tentata notifica del piego e del suo deposito mediante avviso in busta chiusa a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento che, in caso di assenza del destinatario, dovrà essere affisso alla porta d’ingresso oppure immesso nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda.
Nell’avviso dovranno essere indicati:
a) il soggetto che ha richiesto la notifica e il suo eventuale difensore;
b) l’ufficiale giudiziario al quale la notifica è stata richiesta e il numero di registro cronologico corrispondente;
c) la data di deposito e l’indirizzo del punto di deposito;
d) l’espresso invito al destinatario a provvedere al ricevimento del piego a lui destinato mediante ritiro dello stesso entro il termine massimo di sei mesi, con l’avvertimento che la notificazione si ha comunque per eseguita trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata di cui al periodo precedente e che, decorso inutilmente anche il predetto termine di sei mesi, l’atto sarà restituito al mittente.

Quando la notifica si intende eseguita?

La notificazione si avrà per eseguita dalla data del ritiro del piego, se anteriore al decorso del previsto termine di dieci giorni. In tal caso, l’impiegato del punto di deposito lo dichiarerà sull’avviso di ricevimento che, datato e firmato dal destinatario o dal suo incaricato che ne ha curato il ritiro, sarà, spedito al mittente in raccomandazione entro due giorni lavorativi.

Mancato ritiro dell’atto e restituzione al mittente

Trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della raccomandata, senza che il destinatario o un suo incaricato ne abbia curato il ritiro, l’avviso di ricevimento sarà, entro due giorni lavorativi, spedito al mittente in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta dall’operatore postale, della data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato, dell’indicazione “atto non ritirato entro il termine di dieci giorni” e della data di restituzione.
La restituzione al mittente avverrà trascorsi sei mesi dalla data in cui il piego è stato depositato, in raccomandazione e con le stesse annotazioni previste per il mancato ritiro, a eccezione dell’indicazione che, in tal caso, sarà “non ritirato entro il termine di sei mesi”.
Qualora la data delle eseguite formalità manchi sull’avviso di ricevimento o sia, comunque, incerta, la notificazione si ha per eseguita alla data risultante da quanto riportato sull’avviso stesso.

Inoltre, fermi i termini sopra indicati, l’operatore postale potrà consentire al destinatario di effettuare il ritiro digitale dell’atto non recapitato assicurando l’identificazione del consegnatario ed il rilascio da parte di quest’ultimo di un documento informatico recante una firma equipollente a quella autografa.

Smarrimento del piego o dell’avviso di ricevimento

La legge previsa, inoltre, che, per ogni piego smarrito, l’operatore postale incaricato corrisponderà un indennizzo nella misura prevista dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Invece, ove ad essere smarrito sia l’avviso di ricevimento, non spetterà alcuna indennità all’interessato. L’operatore postale incaricato dovrà, però, rilasciare, senza spese, un duplicato o altro documento comprovante il recapito del piego in formato cartaceo e a farlo avere al mittente.
Se il mittente ha indicato un indirizzo P.E.C., l’operatore formerà una copia per immagine su supporto analogico dell’avviso di ricevimento e provvederà, entro tre giorni dalla consegna del piego al destinatario, a trasmettere tale copia al mittente con modalità telematiche.

In alternativa, l’operatore postale genererà e trasmetterà l’avviso di ricevimento direttamente in formato elettronico (art. 21 del Codice dell’amministrazione digitale). L’originale dell’avviso di ricevimento trasmesso in copia è conservato presso l’operatore postale, dove il mittente potrà ritirarlo

vivicentro.it/CRONACA  – L’ESPERTO
studiocastaldi/Lucia Izzo

Conferenza Capigruppo: da fissare domani la data di Consiglio dove il Sindaco parlerà

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Dopo gli interventi degli assessori Clemente e Piscopo, l’Aula ha approvato la proposta del consigliere Santoro di ascoltare la relazione del Sindaco in una prossima data di Consiglio che la Conferenza dei Capigruppo fisserà domani al termine della seduta consiliare in programma alle ore 12.

 L’assessora Clemente ha tracciato le iniziative volte a rafforzare il corpo della Polizia Locale (91 assunzioni nel 2017), un risultato straordinario che sarà integrato con lo scorrimento delle graduatorie che avverrà nel 2018; sono stati arricchiti gli strumenti di lavoro, e tra questi le depositerie, un elemento imprescindibile che ha consentito, da settembre a oggi, di controllare 6 mila motoveicoli, con 1960 sequestri e 5 mila verbali elevati; investimenti in nuove tecnologie (400 tablet e un sistema automatico sulle multe) hanno consentito una manovra storica di riduzione dei costi per i cittadini, dei contenziosi e di miglioramento del servizio. Nel 2017, si sono realizzati inoltre i procedimenti per l’acquisto delle nuove divise, la dotazione delle radio, che mancavano da tempo, l’ammissione a finanziamento del progetto di radiomobili. Nell’ambito della più ampia delega alla sicurezza urbana, 92 nuove telecamere (acquistate dalla Regione) sono state installate in città e, grazie alla presenza del Sindaco nei tavoli della sicurezza, molte altre iniziative sono state possibili. Infine, l’assessora ha illustrato gli investimenti per rafforzare il lavoro del nucleo tutela minori e quelli per rafforzare, in collaborazione con la scuola, l’educazione alla sicurezza e all’educazione civica e ha ricordato il lavoro fatto per rinnovare il Corpo, nel quale si è realizzata la rotazione degli incarichi per il 70% a garanzia di trasparenza e anticorruzione. L’assessora ha concluso richiamando il lavoro fatto nell’ambito del rapporto con le Municipalità e le iniziative per il recupero della Galleria Principe di Napoli sulla filiera dell’imprenditorialità culturale giovanile e non solo, in collaborazione con il Museo Archeologico e l’Accademia di Belle Arti; molte le iniziative intraprese nell’ambito dei bandi di Garanzia Giovani e anche per il servizio civile, nonché quelle per i centri giovanili cittadini per farli diventare luoghi vivi di confronto e convivenza civile. Molto importante anche il lavoro svolto per ricercare finanziamenti, con progetti innovativi e le iniziative nel campo della toponomastica e della creatività urbana. Nel suo intervento l’assessore alle Politiche Urbane Carmine Piscopo è partito dal territorio, e dall’importanza della relazione tra urbanistica, grandi progetti di recupero urbano e beni comuni. Sono questi ultimi, ha spiegato, a caratterizzare l’azione dell’amministrazione, volta a legare la città alle dinamiche che la attraversano. Piscopo ha evidenziato la contemporaneità di Napoli, la sua capacità di seguire il cambiamento. Per queste ragioni l’urbanistica non è un programma, ma un progetto, che viene elaborato quotidianamente con il supporto delle collettività. Inoltre l’urbanistica contribuisce a realizzare l’interesse pubblico, e in questo senso vanno le delibere costituzionalmente orientate approvate in questi anni. E’ importante, ha aggiunto l’assessore, che si sia realizzata la piena collaborazione istituzionale su piani, programmi e progetti che sono il frutto di una precisa visione della città. Ricordati gli importanti risultati e le corrette relazioni istituzionali avviate con il Patto per Napoli, il Pon Metro, il progetto Restart Scampia, le relazioni con il demanio: tanti tavoli di lavoro che hanno tenuto conto le lavoro progettuale autonomo svolto dall’amministrazione. Sul terreno dei beni comuni Napoli ha rappresentato un modello, attraverso delibere che poi sono diventate leggi dello Stato, come ad esempio quella sulle terre abbandonate. Allo stesso modo la Commissione Europea guarda con interesse alle delibere sui beni abbandonati, e le studia per comprendere cosa sia oggi una città contemporanea in mutamento. Indicati i progetti importanti in corso, le varianti per le attrezzature di quartiere, il ricorso allo strumento dell’ “uso pubblico”, l’individuazione di nuovi centri di trasformazione urbana.  L’urbanistica consente in definitiva

di realizzare una visione della città, e vanno in questo senso il Grande Progetto Unesco, il ReStart Scampia, il progetto su Bagnoli, la riqualificazione del Lungomare, il progetto per la nuova Edenlandia e per il Cinodromo, la riqualificazione dell’ex area Nato, e le grandi sfide poste dal progetto Urbact III e dagli interventi nell’edilizia privata. Napoli, ha concluso Piscopo, è una città contemporanea che segna il passo in termini di democrazia, partecipazione, di visione del futuro, di identità e memoria collettiva.

A conclusione delle relazioni degli assessori, il consigliere Andrea Santoro (Misto – Fratelli d’Italia), intervenuto sull’ordine dei lavori, ha chiesto di rinviare ad una nuova seduta la relazione del Sindaco ed il dibattito dei consiglieri, proposta condivisa da Mario Coppeto (Napoli in Comune a Sinistra) e dallo stesso Sindaco, a sua volta intervenuto brevemente. Il presidente Fucito, dopo aver registrato il voto favorevole dell’aula sulla proposta, ha sciolto la seduta ricordando che la conferenza dei Capigruppo, che si riunirà alla conclusione della seduta di domani, stabilirà la data per la prosecuzione del dibattito sulla verifica programmatica.

Il Capo Ufficio Stampa

Mimmo Annunziata

Battipaglia, bimbo aveva ingerito hashish: le condizioni migliorano

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Migliorano le condizioni del bambino che aveva ingerito hashish a Battipaglia

BATTIPAGLIA. “La prognosi resta riservata”. E’ questo quello che dicono i medici i medici dell’Unità ospedaliera di anestesia e rianimazione sul bambino che nei giorni scorsi aveva ingerito dell’ hashish. Secondo le ultime notizie che arrivano, il bambino sta molto meglio, ma i medici continuano a tenerlo sotto controllo. Il bimbo di quindici mesi ora sta meglio, risponde anche agli stimoli dei medici ed è anche cosciente. Un sospiro di sollievo sia per i medici e sia i genitori che nelle ultime ore hanno avuto una grande paura sulle condizioni del bambino.

Napoli, nella giunta interventi degli assessori Gaeta, Daniele e D’Ambrosio

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Prosegue l’approfondimento del contributo della Giunta all’attuazione del programma con gli interventi degli assessori Gaeta, Daniele e D’Ambrosio

L’assesora Gaeta ha svolto il suo intervento approfondendo i diversi ambiti della propria delega ma partendo dal comune aspetto delle difficoltà causate da una carenza di risorse legata ai tagli nei trasferimenti che hanno determinato la necessità di operare ottimizzando ed efficentando al massimo le disponibilità. La programmazione sociale in questa situazione di forte crisi ha visto l’avvio di una profonda riflessione sul modello di welfare cittadino guardando ai bisogni sociali. Il Piano sociale di Zona ha così rinsaldato scelte già effettuate e sperimentato soluzioni innvovative. Con le Municipalità sono stati avviati incontri mensili per verificare insieme le necessità del territorio, centrando sempre più le azioni sull’individualizzazione degli interventi. Nell’ambito della globalizzazione dei diritti, Napoli ha dimostrato di essere città inclusiva e in questo ambito si rafforzeranno le politiche per contrastare le disuguaglianze e la povertà. Sono state messe a sistema le misure per il sostegno al reddito e all’accompagnamento, e intensificato il lavoro per ottimizzare misure nazionali come il Rei e il sostegno ai progetti finalizzati alle politiche di integrazione e cittadinanza dei migranti, soprattutto ragazzi, giovani e bambini, interventi che riguarderanno anche tutte le popolazioni rom presenti sul territorio cittadino.

Per quanto riguarda l’infanzia e l’adolescenza, sono stati messi in campo interventi strutturando prassi metodologiche e sistemi operativi che possano rispondere alla funzione di tutela e di prevenzione. Sul tema del disagio degli adolescenti stiamo dialogando con altri soggetti e con la scuola per dare efficacia a quanto viene messo in campo. Sono stati potenziati i servizi socio-educativi, dando risposte ai diversi territori con i trentacinque centri polifunzionali rivolti ad oltre mille minori, disposti in modo commisurato alle istanze registrate sul territorio. Servizi iniziati mai interrotti, grande rilievo all’aspetto della prevenzione anche attraverso la creazione di eventi sul territorio e l’apertura degli spazi alle associazioni dei territori. Per il sostegno all’immigrazione, messe in funzione diverse strutture che funzionano da luoghi per accogliere nell’ambito del sistema Sprar piccoli numeri di persone che vengono accolte e possono costruire percorsi di inclusione. Ancora, adesione al progetto “Fuori tratta” insieme ad organizzazioni del terzo settore per presa in carico delle vittime della tratta, poi potenziamento dei percorsi  di prima e seconda assistenza, poi partner di progetti di più ampio respiro anche a livello europeo. Per l’emarginazione degli adulti confermati i percorsi inaugurati negli anni scorsi con le unità di strada e i centri di prima accoglienza, mentre è in fase di realizzazione la comunità di transito per arrivare ad inserimento in piccoli appartenenti per sperimentare una piena autonomia. In tema di sanità e tutela animali, infine, aumenta l’attenzione alla tutela della salute dei cittadini con istanze portate all’attenzione delle istituzioni preposte, un lavoro che riguarda anche la prevenzione con iniziative fatte insieme agli assessorati a scuola e sport. Per la prima volta, invece, la tutela degli animali viene vista in un’ottica di welfare perché gli animali sono molto utili a chi vive nel disagio.

L’assessore alla Cultura e al Turismo Daniele ha iniziato dedicando il bilancio delle attività del suo assessorato a Gerardo Marotta a distanza di un anno dalla scomparsa, definendolo un grande napoletano e un grande europeo. La forza turistica di Napoli è stata la sua cultura, ha detto Daniele, e i dati del 2016, riferiti ai turisti stranieri, dimostrano un aumento delle presenze in Italia e ancora di più a Napoli, con un dato nazionale del cinque per cento e per Napoli del quarantanove per cento. Ancora più sei per cento i pernottamenti in Italia, più 33 quelli a Napoli, con una spesa tracciabile in Italia che ha segnato più 13 e a Napoli più 35. Nel 2017 i dati sono stati ulteriormente stracciati, e questo dice che Napoli è attualmente una delle più grandi e prestigiose imprese culturali condotte in Europa. Abbiamo parlato un altro linguggio che ha attratto l’attenzione di tanti e da ogni parte d’Europa. C’è una tesi maliziosa che dice che questi dati si spiegherebbero con le tensioni geopolitiche che hanno interessato altre mete e che hanno portato qui i flussi turistici, ma questo, ha detto l’assessore, è un cattivo sillogismo, perché vi erano tante altre mete possibili, mentre chi sceglie Napoli vuole proprio venire a Napoli. Le iniziative culturali realizzate riguardano Forcella con la casa della canzone napoletana, per la quale si prospettava il trasferimento a Milano e che invece è ora attiva e vivace nella nostra città, lo sviluppo del museo civico del Maschio Angioino, il Pan che ha raggiunto gli oltre 100mila visitatori. Si conta su un ulteriore incremento delle risorse della tassa di soggiorno ed è stata sollecitata l’imprenditoria privata a sostenere la rinascita culturale in corso nella città. Daniele ha concluso ricordando il sostegno del Comune al cinema e, in campo teatrale, il conseguimento del titolo di teatro nazionale del nostro stabile. Occorre però contrastare il rischio della gentrificazione del centro storico, un rischio che aumenta a seguito di normative europee di impronta neoliberista, mentre va garantito il rispetto dei diritti del lavoro dei giovani. Per contrastare “le due città” il lavoro fatto mostra la cultura come principale strumento di costruzione di comunità.

L’assessora al Verde Maria D’Ambrosio, titolare della delega da sette mesi, ha esordito ricordando le difficoltà iniziali incontrate nei rapporti con i territori, ed ha rimarcato il coinvolgimento in emergenze continue e quotidiane riguardanti soprattutto i parchi nel periodo estivo; tredici sono quelli gestiti dal servizio centrale, con un numero esiguo di personale, problema che si acuirà nei prossimi mesi per i pensionamenti (130 giardinieri e 81 sorveglianti, con età media molto alta e con il 10% di inabilità al lavoro).  L’assessora ha quindi elencato la riapertura di alcuni parchi, a seguito di lavori di messa in sicurezza e all’intervento di Napoli Servizi, come il parco Viviani, mentre sono in corso lavori al parco della Marinella.

Sul parco Mascagna, i lavori stanno proseguendo, così come le verifiche ulteriori sulle alberature, ai fini della sua messa in sicurezza. Tasto dolente quello dei parchi delle periferie, che potrebbero invece diventare luoghi di aggregazione per i giovani; il lavoro sull’orto sociale di Ponticelli, per il quale va rinnovata la convenzione, prevede un suo ampliamento; con il progetto presentato per il bando di servizio civile si interverrà per la valorizzazione di aree verdi. L’assessora ha concluso richiamando i progetti in corso sulle energie compatibili.

Napoli, continuano i lavori per l’attuazione del programma

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Il Consiglio Comunale, proseguono le relazioni degli assessori sull’attuazione del programma, dopo aver annunciato  i lavori già iniziati.

Il Consiglio Comunale, riunito per la verifica delle linee  programmatiche del Sindaco, presieduto da Alessandro Fucito, ha  ascoltato le relazioni degli assessori Panini, Palmieri, Sardu, con l’illustrazione, ognuno rispetto alle deleghe di competenza, degli  obiettivi e dei risultati raggiunti. L’assessore al Bilancio Enrico Panini ha innanzitutto affrontato l’obiettivo strategico legato alle attività produttive, allo sviluppo  e al lavoro spiegando che l’azione amministrativa si è ispirata al principio che la ripresa economica deve contare sul rilancio  dell’economia e dell’impresa: si è puntato ad un sistema organico di  azioni nei vari ambiti dello sviluppo tecnologico, del recupero delle  aree mercatali, del commercio e dell’artigianato (a partire dalla difesa dei marchi contro la contraffazione, e la creazione di nuovi
centri commerciali naturali) e sul sostegno all’occupazione per un lavoro che sia dignitoso, inclusivo e trasparente; nell’area della gestione economica e finanziaria, si è dato impulso al miglioramento delle performance di riscossione e alla lotta all’evasione, in particolare con l’incrocio con le banche dati, in che ha incrementato di18 milioni la riscossione negli ultimi mesi; nel prossimo triennio il processo andrà avanti e ci si attende un incremento della tassa di soggiorno, delle risorse derivanti dall’occupazione di suolo pubblico, mentre ad un lieve il miglioramento della riscossione delle contravvenzioni al codice della strada, nel 2018 farà seguito il
recupero forzoso. In generale, le politiche di bilancio hanno teso a garantire il governo delle entrate e il presidio degli equilibri finanziari, continuerà la politica di efficentamento e razionalizzazione. Buoni risultati si sono avuti nella gestione attiva del debito comunale, con 50 milioni di euro di saldo netto, ed una riduzione negli ultimi mesi del debito complessivo attuale di 1 miliardo e 373 milioni; una ulteriore riduzione è stata conseguita grazie all’adesione alla rinegoziazione dei prestiti con Cassa Depositi e Prestiti; per l’area delle politiche di coesione, l’assessore ha richiamato i risultati ottenuti in materia di gestione dei fondi europei che consentirà di rispettare gli impegni assunti e di utilizzare tutte le risorse, con particolari benefici nel campo del lavoro; nell’area del diritto alla casa l’assessore ha richiamato la prossima pubblicazione di bandi per gli immobili e, con il secondo semestre del 2017, un deciso cambio di passo nella riscossione dei canoni e nella riduzione delle morosità; nell’area del personale, infine, l’assessore ha richiamato l’emergenza costituita dalla riduzione del personale (2mila dipendenti in meno nei prossimi tre anni), il lavoro fatto con l’associazione dei Comuni e con il governo per rendere possibile l’esaurimento delle graduatorie e la stabilizzazione del precariato e, infine, la chiusura dell’accordo con i sindacati sulla contrattazione decentrata. L’assessora Anna Maria Palmieri ha richiamato l’obiettivo strategico di garantire una scuola inclusiva e partecipata che il Comune ha perseguito sia nei settori di diretta responsabilità che in quelli in cui supporta l’istruzione pubblica; nell’ambito dei servizi educativi e scuole comunali, è da sottolineare l’aumento delle strutture di nidi a disposizione, grazie ai nidi realizzati con i fondi dei Piani di Azione e Coesione, con il protagonismo delle Municipalità, i nidi sono sono ora 54; lo sforzo è stato quello di mantenere la natura totalmente pubblica dei nidi, lavorando anche per l’emersione dei nidi non autorizzati; il fatto di aver assicurato il personale alle scuole materne e educatori per i nidi, nonostante le forti difficoltà frapposte dalle regole del predissesto, ha confermato la linea dell’amministrazione che i diritti legati alla scuola e all’istruzione sono orientati costituzionalmente e denunciato che nel riparto dei fondi statali per i nidi si ha una forte discriminazione ai danni dei Comuni del Sud; in un percorso di ascolto e concertazione con le scuole e il privato sociale stanno per partire 4 progetti per l’intera città di contrasto alla dispersione scolastica; la refezione scolastica è stata garantita a 30mila famiglie e, seppure difficoltà gestionali hanno determinato un ritardo, non va oscurato il cambiamento positivo che c’è stato nelle modalità gestionali e soprattutto nella riscossione delle quote con il servizio completamente informatizzato; sull’edilizia scolastica, nonostante la povertà dei finanziamenti, si è riusciti ad intervenire nei casi di urgenza ma anche a mantenere una programmazione strategica che consentirà, tra l’altro, grazie ai 2 milioni del Patto per Napoli, di dotare nel 2018 tutte le scuole del certificato di prevenzione incendi; la partecipazione con progetti per 20 milioni di euro, ha concluso, ai relativi bandi consentirà di utilizzare le risorse del Pon Fesr messe a disposizione dalla regione. L’assessora Alessandra Sardu, che da 7 mesi ricopre numerose deleghe, ha innanzitutto illustrato le iniziative in materia di trasparenza sottolineando l’approccio innovativo: senza limitarsi agli obblighi fissati dalla legge, il Comune ha ampliato il campo con misure anticorruzione aggiuntive e con sistemi di controllo informatici e pervasivi; importante anche l’ampliamento dell’accesso civico  l’istituzione del registro degli accessi; sulla cooperazione decentrata, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Napoli come città internazionale, si registra l’ultimo risultato, la scelta di Napoli, e il finanziamento per 31mila euro all’anno per 3 anni, come centro Europe Direct da parte della Commissione europea; sull’efficienza amministrativa, l’assessora ha anticipato la riforma integrale del settore di pubblicità e affissioni con un unico testo al quale si sta lavorando, e la semplificazione delle procedure per le pratiche di condono in zone non vincolate, mentre per le pratiche in zone vincolate si progetta il coinvolgimento di professionisti esterni; si sta realizzando l’informatizzazione del settore antiabusivismo e, entro marzo 2018, si avrà l’elezione del consigliere extracomunitario prevista dallo Statuto comunale; in anagrafe, risultati conseguiti sono l’istituzione della residenza di prossimità e della residenza dei cittadini senza fissa dimora; nel settore cimiteri, infine, si è soffermata sule iniziative di contrasto alle illegalità e sull’imminente apertura del crematorio comunale e, nelcampo dell’informatizzazione, sui progetti in corso per l’e-governement“.

Napoli, furto al Liceo Pansini: ladri si intrufolano nella scuola e rubano 14 pc

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Napoli, rubati 14 pc al Liceo Pansini

Al Vomero, quartiere di Napoli, sono stati rubati dei computer presso il Liceo Pansini. Quest’ oggi all’ inizio delle lezioni dopo le feste natalizie, non sono stati trovati 14 pc. Secondo quanto riportano le forze dell’ ordine, le quali si stanno occupando del caso, il furto sarebbe avvenuto nei giorni scorsi. I ladri sono entrati nella scuola passando attraverso una delle uscite di sicurezza, forzando la porta antipanico nella zona vicino allo stadio Collana e si sarebbero intrufolati nella classi rubando i computer collegati alle LIM ( lavagne multimediali). Il caso è stato affidato al commisariato di Polizia del Vomero, che starebbe visionando le telecamere di sorveglianza.

Napoli – Record presenze di turisti, De Magistris: “La cultura è l’arma vincente”

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Napoli – Record presenze di turisti, De Magistris: “La cultura è l’arma vincente”

Luigi De Magistris, il sindaco di Napoli, ha pubblicato un post sul social facebook in cui si sofferma sul record di presenza di turisti nella città. Un risultato raggiunto con pochi mezzi economici, sottolineando che il record raggiunto è solo un passo di un lungo percorso che ha l’obiettivo di creare una macchina ammnistrativa in grado di fornire servizi sempre migliori. Queste le sue parole: “In questi giorni stiamo lavorando anche per migliorare la macchina amministrativa per ottenere, da subito, risultati migliori per i servizi della nostra Città. Uniti, in una grande squadra. Per vincere tutte le sfide. Voglio, però, sottolineare che, nell’ultimo mese a Napoli, abbiamo battuto i nostri record per presenze turistiche ed offerte culturali. Un fiume di milioni di persone. La cultura è l’arma vincente. Grazie di cuore a tutti quelli che hanno contribuito a questo risultato senza precedenti nella storia della nostra Città. Sono record entusiasmanti se riflettiamo che sono stati raggiunti con pochissimi mezzi economici. Quindi, siamo solo all’inizio. Le migliaia di persone venute da fuori con cui mi sono intrattenuto a parlare in questo mese sono rimaste entusiaste di Napoli e dei napoletani, con tutti i problemi che conosciamo. Colpiti dalla bellezza complessiva della nostra Città, dal rapporto qualità/prezzo, dall’ospitalità, dall’umanità, dalla stessa solarità della nostra comunità. La nostra Napoli è ricca di energia. Non ci culliamo per nulla su questo successo della Città, merito del nostro Popolo, ma è solo maggiore responsabilità che pesa sulle nostre spalle e della comunità napoletana, per fare sempre meglio. Sono i sentimenti la forza dei nostri tempi. Solidarietà invece che rancore. Prendiamoci, quindi, tutti cura con amore della Nostra Terra“.

Bonus energia: Cos’è, a chi spetta e come fare domanda

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Bonus energia. Tante le famiglie italiane che avrebbero diritto a risparmiare sulla spesa energetica grazie a sconti sulle bollette. Non tutti però riescono ad usufruirne, a causa della burocrazia alla quale serve far fronte per un verso e, in altri casi, per la mancanza di conoscenza dei bonus stessi.

Gli sconti sulle bollette sono nati nel 2009 e sono stati possibili grazie all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

Bonus luce, come si richiede

La richiesta del bonus luce può essere fatta da nuclei familiari con Isee non superiore a 8.107,5 euro (fino al 2016 il limite era di 7.500 euro); nuclei familiari con più di 3 figli a carico e Isee non superiore ai 20.000 euro. Si deve trattare di clienti domestici e, comunque, il bonus vale per la sola utenza della casa di residenza.

Per richiedere il bonus è necessario presentare la domanda agli uffici del proprio comune o in un Caf.

Bonus luce, i documenti necessari

Se la domanda è presentata da un delegato serve compilare un modulo chiamato allegato D; bisogna poi compilare il modulo A, cioè la vera e propria richiesta di bonus, l’allegato CF, che serve a indicare i componenti del nucleo familiare che concorrono all’Isee; in caso di famiglia numerosa (con Isee entro i 20.000 euro), un altro documento che si chiama allegato FN. Occorre avere con sé un documento di identità e una bolletta, che servirà per prendere nota del codice Pod e della potenza impegnata.

vivicentro.it/ECONOMIA • L’ESPERTO

sudiocastaldi/Gabriella Lax

Napoli-Bologna, trovato l’accordo per Verdi: cifre e dettagli

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Napoli-Bologna, trovato l’accordo per Verdi: cifre e dettagli

L’attaccante esterno Simone Verdi è sempre più vicino al Napoli. Dopo l’autorizzazione alla società partenopea da parte del Bologna di trattare direttamente con il giocatore, la decisione è passata a Verdi che è attualmente in vacanza,  e ha scelto di prendersi qualche giorno per comprendere quello che sta accadendo.

Secondo quanto riportato da Sport Mediaset, venerdì ci sarà il tanto atteso colloquio con il DS azzurro Giuntoli. Dopo questo contatto, si avranno chiare tutte le possibili soluzioni: o ci sarà la conclusione della trattativa che porterà Verdi al Napoli, oppure in caso di tentennamenti da parte del giocatore De Laurentiis punterà su Gerard Deulofeu.

La trattativa tra Napoli e Bologna è diretta verso quella che sembra la conclusione scontata: Verdi andrà alla corte di Sarri. Non è ancora tutto concluso, almeno da parte del giocatore. La trattativa è stata imbastita sulla base di 25 milioni di euro. Potrebbe essere composta da una parte fissa tra i 23 e i 24 milioni alla quale si aggiungerebbero un paio di milioni di bonus. C’è anche l’evenienza, invece, che il Napoli versi 20 milioni e giri un giocatore al Bologna: si era parlato di Ciciretti, già d’accordo con i partenopei per giugno, ma è difficile che il Benevento se ne privi.

Dunque manca solo il sì del giocatore. Che ovviamente è lusingato dall’offerta del Napoli, che dovrebbe offrirgli 1,5 milioni di euro a stagione più bonus, più del doppio di quanto percepisce a Bologna.

Rinascita Ischia,Di Meglio:” Siamo stati poco incisivi sotto porta”

A cura di Simone Vicidomini

La Rinascita Ischia Isolaverde interrompe la striscia di cinque vittorie consecutive. I gialloblu vengono bloccati al “Mazzella” dal Boys Marano per  1-1. Al termine della partita pareggiata,abbiamo intervistato ai nostri microfoni l’allenatore della Rinascita Ischia, Isidoro Di Meglio. Ecco le sue dichiarazioni. “ Sappiamo che queste sono partite che più si tengono aperte e più possiamo andare incontro a questi risultati come successo oggi. Purtroppo se durante la partita facevamo il secondo gol,ora staremo parlando di un risultato completamente diverso. Dobbiamo prenderne atto e da martedì ripartire più forti di prima. Le condizioni di Mazzella ? “ E’ una situazione da valutare,perché si è sentito pizzicare dietro la gamba,forse si sarà stirato. Dovremo aspettare 48 ore,il tempo utile per fare l’esame ecografico per valutare l’entità dell’infortunio”. Una sosta natalizia che al ritorno in campo quest’oggi vi ha tagliato un po’ le gambe? “Si è pagato dazio solo sotto il profilo del risultato,perché la squadra ha creato diverse palle gol. Purtroppo la categoria è questa qui. C’è un calcio di rigore netto che non ti viene fischiato dall’arbitro,Mendil in una delle tante occasioni ha svirgolato la palla e nessuno dei nostri si è fatto trovare pronto per calciare,Varchetta a tu per tu con il portiere ha calciato alto. Purtroppo non siamo mai incisivi in determinate situazioni e spesso sbagliamo le posizioni,anche in una partita che forse non giochi al meglio ma porti a casa tre punti importanti con qualche episodio a favore,proprio come successo oggi a loro”. Cosa non le piaceva della squadra,nel primo tempo quando ha fatto scaldare Muscariello per poi farlo entrare nel secondo tempo? “ Non mi piaceva che non riuscivamo a fare gol. In quel momento lo volevo tenere pronto,perché mi poteva tornare utile visto che Matarese non era al meglio,perché aveva un leggere problema ai flessori e lo volevo sfruttare gli ultimi dieci minuti di gioco. Siamo stati un po’ polli per aver subito un gol del genere. Siamo arrivati a questo punto,però bisogna riprendere quello che avevamo lasciato prima della sosta. Ripeto ci è mancata la giusta cattiveria sotto porta,perché la squadra ha fatto una buona partita”.

La Rinascita Ischia frena, al Mazzella termina 1-1 con il Gescal B.Marano

A cura di Simone Vicidomini 

La Rinascita Ischia Isolaverde frena la sua corsa al primato. I gialloblu vengono bloccati al “Mazzella” dal Gescal Boys Marano per 1-1. I ragazzi di mister Isidoro Di Meglio hanno dominato gran parte della partita e pagano l’unico tiro concesso alla squadra ospite. A sbloccare la gara è stato Matarese con un colpo di testa in tuffo su un cross al bacio di Del Deo. Nella ripresa per i gialloblu,arriva la doccia fredda con Rubino che approfitta di un errore difensivo e gela i circa 350 tifosi presenti sulle tribune del Mazzella.

LE FORMAZIONI – La Rinascita Ischia deve fare a meno di Gigio Trani (all’estero) e viene messa in campo da Isidoro Di Meglio con un 4-3-3 che vede Tufano fra i pali e la difesa formata da Del Deo, Restituto, Trani A., Fondicelli. A centrocampo ecco Ferandino, Paradiso e Varchetta con in avanti Mendil, Mazzella e Matarese.

Il Gescal Boys Marano, invece, si presenta con un 4-3-3 che ha Credentino a difesa della porta e la linea arretrata composta da Riccio, Castaldi, Loasses e Lisetto. A centrocampo si muovono Cofano, Amodio e Maddalena mentre in attacco ci sono Di Perna e Rubino in appoggio a Scotto.

La partita.  Al 3’ la Rinascita va vicina al vantaggio: Mendil viene anticipato all’ultimo mentre prova a girare da sottomisura un assist di Matarese. Gli ospiti si fanno vedere al minuto 11, ma il tiro di Maddalena da lontano, dopo una bella azione di Cofano sulla destra, va altissimo. Accade poco o nulla nei primi 15 minuti: la cosa più eccitante è un battibecco fra mister Di Meglio e Riccio, esterno maranese. Al minuto 18 un pallonetto di Mazzella non riesce a scavalcare Credentino, molto fuori dai pali, che para con poche difficoltà. Passa solo un minuto e Varchetta manda altissimo da pochi metri un pallone arrivatogli da Paradiso, che prima di entrare in area aveva ottimamente scambiato con Matarese. Alla mezz’ora, bella azione di Mazzella sulla sinistra, che serve al centro Mendil, ma al limite dell’area piccola la punta viene chiusa dalla difesa e l’azione sfuma. Passa poco e su un bel cross di Del Deo dalla destra, Matarese colpisce di testa nel cuore dell’area e batte quasi imparabilmente Credentino. L’esterno ex Real Forio va a sfogare tutta la sua gioia sotto la tribuna dove è assiepato il tifo più caldo dei gialloblu. Una discreta occasione per il raddoppio capita sui piedi di Paradiso, che perde l’attimo per calciare e viene contrato dal suo diretto avversario verso il 40’. La ripresa si apre senza cambi e con una netta supremazia della Rinascita. Per vedere prima vera conclusione della ripresa, però, si deve attendere il 60’, quando Del Deo, sugli sviluppi di un angolo calciato dalla destra, di testa manda fuori a porta vuota. Un minuto dopo è Mendil, svegliatosi dal torpore che pareva avvolgerlo, che evita con un sombrero il diretto avversario ma calcia fuori di sinistro.  Al 69’ arriva il pareggio del Gescal Boys Marano. Azione confusa al limite dell’area gialloblu, Rubino vince un rimpallo e calcia in scivolata battendo Tufano. Gli ospiti centrano la rete nell’unica conclusione fatta in tutta la gara fino a questo momento. Passano 3 minuti e su un rinvio della difesa maranese, Trani A. scivola e concede una ottima palla a Cofano, che evita Fondicelli al limite e calcia impegnando a terra Tufano. Mister Di Meglio toglie dal campo Ferrandino per inserire Muscariello, per dare peso all’attacco. Al 74’, Matarese prova un colpo da biliardo dai 20 metri ma la sfera termina di poco a lato. Al minuto 77 è Mendil a fallire una buona opportunità di testa, su cross di Paradiso. Nella Rinascita Ischia fa il suo esordio Miriano Mancusi, che sostituisce Trani A., facendo passare De Deo al centro della difesa gialloblu. Al minuto 87’, gli ospiti restano in 10 per l’espulsione di Loasses (doppia ammonizione) per fallo su Fondicelli. La punizione seguente, dal limite, viene calciata alle stelle da Mendil. Nei 5 minuti di recupero, succede poco o nulla più e la gara finisce 1-1.

RINASCITA ISCHIA IV       1

GESCAL BOYS MARANO   1

RINASCITA ISCHIA IV (4-3-3): Tufano, Del Deo, Fondicelli (95’ Pilato), Ferrandino (73’ Muscariello), Restituto, Trani A. (80’ Mancusi), Paradiso, Varchetta, Mazzella (51’ Di Meglio), Mendil, Matarese (89’ Migliaccio). A disposizione: Arcamone, Ciccarone, Pilato. All..: Isidoro Di Meglio

GESCAL BOYS MARANO: Credentino, Riccio, Lisetto, Castaldi, Loasses, Maddalena, Rubino, Amodio, Scotto (63’ Musetta), Di Perna (89’ Felaco), Cofano (77’ Chieffo). A disposizione: Biglietti. All.: Cristofer Pelliccia

Arbitro: Valerio Esposito della sez. di Ercolano

Reti: 31’ Matarese (RI), 69’ Rubino (GM)

Ammoniti: Del Deo, Di Meglio (RI); Loasses, Lisetto (GM)

Espulso all’87’ Loasses (GM) per doppia ammonizione

Calci d’angolo: 3-1

Recupero: 1’ p.t., 6’ s.t.

Spettatori 350 circa

Terme Castellammare, il sindaco Pannullo: “Positivo incontro con l’Unione Industriali, a fine gennaio nuovo appuntamento”

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Le dichiarazioni del primo cittadino di Castellammare di Stabia Antonio Pannullo sul programma del nuovo piano industriale di Sint al termine dell’incontro avvenuto presso la sede dell’Unione Industriale di Napoli.

Castellammare di Stabia  – “Procede a ritmi serrati il nostro programma di comunicazione del nuovo piano industriale di Sint. Insieme a Biagio Vanacore, presidente della partecipata del Comune, abbiamo avuto modo di incontrare il direttore generale dell’Unione Industriale di Napoli, Michele Lignola. L’incontro è stato propedeutico ad un successivo appuntamento che si terrà, entro fine gennaio, con gli interlocutori interessati” è quanto afferma Antonio Pannullo, sindaco di Castellammare di Stabia, a margine dell’incontro avvenuto presso la sede dell’Unione Industriale di Napoli.

Minniti: «Un paese migliore di quello che abbiamo trovato. Continueremo»

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Intervista di Claudio Velardi al ministro dell’Interno Marco Minniti per il quotidiano Il Foglio

“Il rapporto tra ricerca e impresa è il punto fondamentale che fa forte il sistema Paese – dice Marco Minniti, intervistato da Claudio Velardi -. La ricerca sull’Italia che cambia dimostra che abbiamo capacità, tecnologia e capitale umano per passare dalla gestione delle emergenze alla programmazione concreta di politiche” Il ministro è intervenuto alla presentazione dell’analisi sviluppata dalla Fondazione Ottimisti e Razionali Anteprima 2018 – L’Italia che cambia. La faccina “verde” indica una condizione di accentuato dinamismo. La faccina “gialla” esprime segnali di evoluzione positiva. La faccina “rossa” si associa ad una condizione di staticità o a un’area di miglioramento. Tutte e tre, comunque, rivelano potenzialità di cambiamento.

Partiamo da questi dati. Al di là della tua attività specifica, il polso del paese – e non solo del paese – tu ce l’hai, li vedi questi dati nella realtà, avverti che ci sono cose che si muovono?
«Innanzitutto condivido l’idea della Fondazione. E cioè un approccio che sia razionalmente ottimistico. Anche se – non vorrei dare una cattiva notizia – mentre Velardi lo vedo bene come ottimista, lo trovo un pochino meno bene collegato alla parola razionale…»

Questo è un colpo basso…
«… ma veniamo allo studio: ritengo che colga un movimento profondo del paese. Viviamo in una situazione singolare: pensiamo al fatto che siamo a conclusione di una legislatura, che mancano pochi giorni, poche settimane, e si tornerà a votare. Solitamente, quando finisce una legislatura, chi ha governato si presenta agli elettori con un bilancio di quello che ha fatto. Ora, se noi andiamo con la mente al febbraio del 2013 sembra di essere in un altro mondo. Nel febbraio del 2013 il più ottimista pensava che si sarebbe votato a ottobre dello stesso anno. Se qualcuno nel febbraio del 2013 avesse detto che si sarebbe votato nel marzo o nell’aprile del 2018 avrebbero chiamato un’ambulanza. Eppure, è esattamente quello che è successo. Lo dico perché abbiamo di fronte un paese che ha fatto giganteschi passi in avanti. E qual è l’elemento più forte, più convincente, per coloro che hanno portato a compimento un’esperienza di governo, tenendo conto che sono cambiati tre governi in questa legislatura, uniti comunque da un fil rouge evidente? Quello di presentarsi e dire che porto al voto un paese migliore di quello che ho trovato. A mio avviso questa è una cosa abbastanza evidente, starei per dire scontata. Il problema è che anche le evidenze talvolta non vengono colte: avevamo uno spread fuori controllo, una situazione dell’economia tutta in negativo, una situazione difficile sul fronte del terrorismo internazionale, una situazione molto grave sul piano del governo dei flussi migratori. Insomma, una situazione molto peggiore di quella di oggi; e penso che si debba trasmettere il messaggio di cambiamento possibile, perché il paese ha di fronte grandi opportunità».

Non dovrebbe essere la politica a farsi carico di queste opportunità, partendo da questi dati, per sviluppare proposte e progetti? Intendo tutta la politica, al di là degli schieramenti?
«Intanto, mi accontenterei di quei soggetti politici che questi risultati li hanno prodotti. Poi se accanto a loro si facessero vivi anche quelli che magari hanno contribuito in parte minore, e perfino coloro che hanno ostacolato il nostro lavoro ma che sono contenti per i successi conseguiti dal Paese, ecco, allora saremmo nel migliore dei mondi possibili. Questo è un problema permanente dell’Italia: costruire un rapporto tra coloro che investono sul futuro ed il sentiment della classe dirigente. Quando penso ad una classe dirigente, non penso soltanto alla rappresentanza istituzionale di un paese, penso all’intero ponte di comando del Paese, che continua a mio avviso ad essere ancora oggi troppo ripiegato su se stesso. Un ponte di comando che si guarda troppo l’ombelico. Mentre abbiamo di fronte un’energia positiva che andrebbe non soltanto liberata, ma anche incanalata in quanto risorsa fondamentale del paese. Faccio un piccolo esempio: sono andato a Napoli, dove abbiamo firmato con 265 sindaci un progetto per la cosiddetta accoglienza diffusa dei migranti. L’obiettivo è semplicissimo: aumentare la possibilità di accogliere coloro che arrivano nel nostro paese, con numeri molto contenuti; il che permetterà di sviluppare effettive politiche di integrazione e di tenere nel giusto conto tanto i diritti di chi è accolto quanto quelli di chi accoglie, perché un’elevata concentrazione di migranti in un territorio crea diffidenze, squilibri, incomprensioni. Ora, la cosa più straordinaria è che, su un tema così difficile, su un tema che sta interrogando l’Europa, per usare un termine prudente, ci sono 265 sindaci, che rappresentano tutte le formazioni politiche, disposti a sottoscrivere l’accordo. Qual è la lezione? È che più ti avvicini al territorio, a coloro che sono protagonisti di questo sforzo, e più il tessuto connettivo è coeso; più ti allontani e più vale la diversità. Dobbiamo riprendere in mano quest’idea, se vogliamo sviluppare un modello di sistema paese adeguato, modelli che in altre democrazie europee sono fortissimi. Il rapporto, per esempio, tra ricerca e impresa, che in altri paesi è un elemento quasi connaturato, da noi diviene un elemento, starei per dire, preterintenzionale. Per questo considero lo studio condotto dalla Fondazione un segnale molto forte e positivo, che coniuga futuro ed innovazione. Semmai, la mia preoccupazione è che tutto questo, ad un certo punto non riesca a incontrarsi con un processo istituzionale affinché ciò che è potenziale diventi effettivo. Ecco, temo una divaricazione, una diacronia tra il bisogno di futuro di un paese ed una risposta istituzionale, non dico proiettata nel passato, perché sarebbe eccessivamente pessimista, ma troppo ancorata al presente».

Questo tema del necessario ritorno ad un senso di comunità lo hai incontrato proprio intorno alla delicata questione della sicurezza, che incrocia da una parte le preoccupazioni più forti della gente, e dall’altra attiva molti residui ideologici. Come hai fatto a vincere questa sfida, che è culturale e simbolica, proprio sul tema della sicurezza? Perché non c’è dubbio che l’hai vinta, oggi la gente si fida di Minniti.
«Per affrontare la grande sfida dei flussi migratori, che ci ha accompagnato in passato e ci accompagna e ci accompagnerà anche in futuro, abbiamo tentato di fare una cosa che può apparire ardita. La sfida è stata cancellare la parola “emergenza” collegata ai temi dell’immigrazione: non ci sono riuscito del tutto, perché se voi guardate i sottopancia televisivi, l’espressione è quasi sempre “emergenza immigrazione” – anche quando la notizia è molto positiva. Il problema è che le due cose non stanno insieme. Perché appunto l’immigrazione è una questione strutturale che va affrontata con politiche che non siano emergenziali. Anzi. Nel momento in cui tutti ci interroghiamo su questo vento che gonfia le vele dei populismi, dobbiamo dire una cosa semplicissima: che affrontare le grandi questioni strutturali con la parola emergenza gonfia, appunto, le vele dei populisti. Il problema era di dire che di fronte ad una grande questione epocale come quella dei flussi demografici, una grande democrazia non insegue i processi, ma cerca di governarli. Questa è una questione delicata, che tocca i sentimenti profondi delle persone, e deve essere affrontata tenendo conto di due cose che agli italiani stanno molto a cuore: l’umanità e la sicurezza. I nostri cittadini non vogliono soltanto una delle due, vogliono poter dire che sono un paese capace di gestire politiche di accoglienza, politiche che siano attente all’aspetto umano, e vogliono che ciò avvenga in condizioni di sicurezza. Questo è l’approccio che abbiamo cercato di adottare, sapendo che ciò significa affrontare un tema che è collegato ad una parola. La parola è “paura”. So bene che, soprattutto in alcuni ambienti da cui noi storicamente proveniamo, l’idea di parlare della paura è qualcosa da mettere immediatamente da parte. E’ una parola che evoca uno stato d’animo molto profondo, tanto che quando uno ha paura non lo dice nemmeno alla persona che ha più vicino, perché pensa che quello sia un elemento di debolezza, di fragilità. Ecco, il mio convincimento è questo: la questione va esplicitamente affrontata, perché se a uno che ha paura gli dai la sensazione di biasimarlo, crei un muro di incomunicabilità, la persona si chiude, erige un muro, non vuole più sentirti. Tu devi stare accanto a quelli che hanno paura. La differenza che c’è tra noi e i populisti, è che noi stiamo accanto a quelli che hanno paura con l’idea di liberarli dalle loro paure; i populisti stanno accanto a quelli che hanno paura con l’idea di tenerli incatenati alle loro paure: questo è il cuore della questione che noi stiamo affrontando, e questo riguarda l’immigrazione, la sfida del terrorismo internazionale. Non possiamo consentire che il futuro sia offuscato e in qualche caso cancellato dalla paura».

A proposito della necessità di non considerare come un’emergenza una questione strutturale, emergono – penso – due grandi temi: il primo riguarda i tempi della politica, che sono troppo corti per affrontare con serietà questioni strutturali di questa natura; il secondo è la dimensione mondiale ed europea di queste problematiche. Non pensi che sia così?
«La politica è consumata dalle parole, questo è il punto. Io ho fatto una scelta molto radicale, anche se mi è quasi venuta naturale: arrivato al ministero dell’Interno, ho continuato a fare quello che facevo prima. Prima mi occupavo di intelligence: non andavo in televisione perché colui che rappresenta l’intelligence non può andare in televisione. E ciò mi aveva fatto trovare un equilibrio, nel senso che facevo il mio lavoro, e quando qualcuno mi chiamava, cosa molto rara, dicevo “l’intelligence non va in televisione” Poi ad un certo punto…»

In realtà non ha mai amato parlare, Marco…
«Ad un certo punto sono diventato ministro dell’Interno, cosa che mal si attaglia al fatto che uno deve essere tanto riservato, ma ho fatto finta di continuare a fare il mestiere di prima. Perché? Perché ci sono due cose che la politica dovrebbe imparare: la prima è che siamo di fronte ad un tale abisso di difficoltà nel rapporto con la comunicazione, e del logoramento delle parole, che conviene in molti casi aspettare un pochino in più e anziché dire una parola o un verbo coniugato al futuro, trasmettere magari un piccolo fatto. Lo so, il verbo coniugato al futuro è più semplice da maneggiare del piccolo fatto. E tuttavia, se non riprendiamo la credibilità del fatto, non riusciremo a costruire un buon rapporto di comunicazione con gli altri».

Insomma: niente annunci.
«L’hai detto tu. La seconda questione è la pazienza della costruzione. In questo anno ho cercato di mettere in campo una visione. Non consideratemi come uno che si prende troppo sul serio; ho cercato di mettere in campo qualcosa che funzionasse, che avesse un punto collegato all’altro. Così ho imparato ad aspettare pazientemente che una situazione si consolidasse senza anticiparla. E’ la cosa più difficile che si possa maneggiare, perché quando tu ottieni un risultato, sei portato immediatamente a valorizzarlo. Un esempio. II 2 febbraio, qui a Roma, è stato firmato dal presidente Gentiloni e dal presidente al-Sarraj, un memorandum con la Libia sulla gestione dei flussi migratori e sulla lotta al terrorismo. Come è noto, nessuno sapeva nulla prima. Lo abbiamo annunciato quando Gentiloni e al-Sarraj l’hanno fisicamente firmato. Questo non perché io avessi una particolare cura per la segretezza, ma perché finché non lo vedevo firmato, non credevo che quell’accordo sarebbe stato possibile. Ecco cosa intendo: la pazienza di conservare un piccolo risultato per poi poterne raccontare uno più grande. Questo è un punto fondamentale: il rapporto tra la politica e la modernità nella comunicazione deve essere sempre quello, sei tu che ti assumi le responsabilità. Vi confesso una cosa, lo dico con il cuore in mano: io mi sono assunto in questo anno delle responsabilità – qualcuno può dire piccole, grandi, ma me le sono assunte. In alcuni momenti ho preso anche decisioni importanti. Non so quali decisioni avrei preso se fossi stato direttamente e concretamente in contatto con quelli che consideravo essere i miei followers, i miei riferimenti. Quando si devono prendere decisioni importanti, se è possibile, è utile ascoltare tutti, ma senza fissare altri riferimenti che gli interessi generali del paese».

Hai ragione, anche se devo dire che i follower virtuali sono un poco come le folle che riempiono le piazze: una volta ci si animava perché si vedevano piazze piene e poi le urne erano vuote, adesso le piazze sono sostituite dai follower. E comunque la sostanza di quello che dice Minniti è che non bisogna inseguire: i politici devo indicare una strada, gli studenti Luiss che sono qui prendano nota. Andiamo alla dimensione internazionale dei problemi, perché tu sei il ministro dell’interno ma hai fatto anche molta politica estera, in sostanza.
«Penso che in altri paesi ci sia una visione più ottimistica su di noi di quella che abbiamo noi stessi. Possiamo dire due cose, che sono considerate caratteristiche del nostro paese. Primo: non abbiamo mai un orizzonte libero e chiaro, non siamo un paese che butta il cuore oltre l’ostacolo, è sempre come se avessimo un freno a mano tirato; secondo: siamo un paese fortemente emotivo. Detto questo, sono convinto che l’Italia abbia una straordinaria possibilità: essere protagonista sempre di più a livello internazionale. Ma se vogliamo avere un ruolo a livello internazionale dobbiamo metabolizzare e gestire meglio una cosa che è inscritta nel nostro DNA, e cioè che l’Italia è storicamente il paese della dimensione sovranazionale. Siamo un paese multilaterale, siamo il paese europeo più europeista e questo non è un dato negativo. Siamo il paese che guarda alle grandi realtà, come le Nazioni Unite con impegno, passione, convincimento. Anche qui, consentitemi di fare un esempio. Abbiamo avuto il problema di flussi migratori difficilissimi da gestire; ricordo alla fine di giugno, quando in 36 ore sono arrivati in Italia più di 13.500 migranti. Abbiamo dovuto fare uno sforzo straordinario. In quel frangente, una cosa mi è parsa chiarissima. Io potevo andare in Tv e dire: “l’Europa faccia la sua parte, l’Italia non può essere lasciata sola”. Ho pensato che non era più sufficiente, che se volevo che l’Europa facesse la propria parte, l’Italia doveva fare la sua e dimostrare di saper governare l’immigrazione illegale. Così, noi il 2 febbraio abbiamo firmato l’accordo italo-libico e il giorno dopo l’UE ha fatto proprio l’accordo che l’Italia aveva firmato. Se avessimo invertito i fattori, eravamo ancora qua. Veniva qui Minniti, magari un pochino più stanco, e vi avrebbe detto l’Europa deve fare la sua parte, e voi l’avreste gratificato di un applauso, perché noi siamo particolarmente contenti quando possiamo dirci che il problema è un altro».

Con l’ultima domanda buttiamoci in politica: andiamo a votare e vedo i nomi dei candidati alla Presidenza del Consiglio. Anche il tuo partito ne produce una serie, tu sei tra i candidati, mi pare di leggere, ma noi eleggeremo un presidente del consiglio. Non mi pare, o no?
«Intendo la messa in campo delle personalità del Pd non come una indicazione di chi deve fare il Presidente del Consiglio, ma come la messa in campo del progetto di un gruppo dirigente, di una squadra di governo. Io lo considero da questo punto di vista un elemento molto positivo, penso che il mio partito abbia un pezzo della campagna elettorale già scritto, che è esattamente questo: oggi vi consegniamo un paese migliore di come l’abbiamo trovato. Non è uno slogan complicato, non è uno slogan di cui vergognarsi, non è uno slogan che può essere discusso. Allora se l’idea è vi consegniamo un paese che non ha risolto i suoi problemi ma sicuramente è migliore di come era prima, l’idea di presentare una squadra di coloro che si sono cimentati in questo sforzo mi pare abbia senso».

In pratica: continuare. Questo è lo slogan?
«Continuare. A me piace la parola continuare».

Nel senso di un lavoro che continua.
«Il cuore della questione è mettere in campo una squadra che lavori insieme, che trasmetta un’idea della politica come qualcosa che ha a che fare con i rapporti umani. Ora, qui entro in un terreno delicato. Credo che abbiamo una gigantesca questione, quella della credibilità della politica. La politica non può essere ridotta ad una tragedia shakespeariana di serie b. Come se ci fosse permanentemente una sorta di ombra di Banco, che sta dietro ognuno di noi, per cui c’è sempre qualcosa, qualcuno da cambiare, c’è sempre qualcuno da sostituire. La politica sono rapporti umani, la politica può significare anche vere amicizie. Lo so che voi non mi crederete, ma io e Velardi ci conosciamo dal 1974, da 43 anni. Velardi è uno dei pochi ancora in vita che mi ha visto con i capelli».

Veramente ce li avevo pure io!
«Beh, io credo veramente in questi valori. E penso che per un politico la cosa peggiore sia rimanere solo. Ci vuole un di più anche di elemento umano, anche se c’è da scazzarsi lo si fa, internazionale ma non per sostituirsi a vicenda, perché così alla fine si rimane soli, che per un politico è la cosa peggiore… No, io non penso a nessuno, sto facendo un ragionamento di carattere generale. Poi è chiaro che i momenti della vita ti portano ad incontrarti o a perderti, ma se qualcuno mi dovesse chiedere oggi se ho cambiato i miei giudizi di fondo su compagni e compagne con cui abbiamo passato un pezzo della nostra vita, io direi che non l’ho cambiato. Direi così per una ragione semplicissima: perché il problema non è di quelli che sono cambiati, il problema è che non sono cambiato io».

E su queste impegnative parole conclusive, direi che a nome vostro possiamo ringraziare il Signor Ministro dell’Interno Marco Minniti.
«Avanti con Ottimisti e Razionali!»

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