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Cina, professore universitario licenziato per molestie sessuali: primo caso di #MeToo

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I racconti di molte attrici sulle molestie sessuali compiute da Weinstein hanno avuto vari tipi di reazioni. Una di queste è la nascita di #MeToo, il movimento statunitense che ha avuto seguito in ogni parte del mondo.

PRIMO CASO DI #WOYESHI IN CINA

In Cina il movimento prende il nome di #WoYeShi, ed è nato dopo che Luo Qianqian, una ricercatrice che attualmente vive negli Stati Uniti,  il primo gennaio ha pubblicato su Weibo, l’equivalente cinese di Twitter, il racconto delle molestie subite dodici anni prima dal suo professore di informatica Chen Xiaowu: «Ha tentato di saltarmi addosso in una stanza con la porta chiusa». Luo ha spiegato che Chen l’ha poi lasciata andare perché lei continuava a piangere, ma «i seguenti anni della mia vita, quando lui era il mio supervisore al dottorato, sono stati un incubo». Il suo post ha ottenuto più di tre milioni di visualizzazioni in un solo giorno, e ha incoraggiato molte donne a fare altrettanto. Dopo la confessione di Lou, l’università Beihang di Pechino ha licenziato il professore accusato di molestie sessuali, dopo che un’indagine ne ha confermato le gravi accuse.

IN ITALIA #QUELLAVOLTACHE 

In Italia il movimento prende il nome di #quellavoltache, creato dalla conduttrice radiofonica e scrittrice Giulia Blasi insieme a un gruppo di persone che abitualmente discutono su Facebook di femminismo e delle discriminazioni che ancora esistono per le donne nel mondo. Molte donne continuano a postare piccoli ma tremendi racconti di molestie subite nella quotidianità.

 

Nocera, Cesarano considerato il regista dei rapporti tra politica e camorra

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L’ ex vice sindaco Cesarano è nel carcere di Fuorni

L’ ex vice sindaco di Nocera Inferiore, Antonio Cesarano è stato arrestato due giorni fa per scambio elettorale politico-mafioso dalla Procura Antimafia. Il politico è considerato il fautore dell’ accordo pattuito tra i candidati al consiglio comunale Carlo Bianco e Ciro Eboli e il camorrista Antonio Pignataro. Adesso si trova presso il carcere di Fuorni, in attesa del processo e del colloquio con il Gip. A pesare su di lui sono le relazioni tra politica e camorra, infatti viene considerato delle autorità competenti, come il vero protagonista di tutti questi accordi che sono stati stipulati nella città nocerina.

Il Mattino: “Verdi dirà sì al suo trasferimento in maglia azzurra, ecco i dettagli”

Secondo il quotidiano, Verdi dirà si al Napoli

Oramai non ci sono più dubbi, Simone Verdi dirà sì al Napoli e si metterà a disposizione del tecnico azzurro, Maurizio Sarri. Ecco cosa scrive a riguardo l’ edizione odierna del quotidiano Il Mattino: “L’offerta per il Bologna è di quelle che arrivano una volta nella vita: 20 milioni di euro più bonus vari legati alle prestazioni e al rendimento del giocatore. Una cifra che farebbe decisamente comodo al club emiliano, che infatti ha già dato il suo ok al trasferimento. Fino ad oggi è stato Simone a rimanere nel dubbio. Poi la vacanza a Dubai, qualche giorno con le persone a lui più care: suo fratello Mattia e Laura, ovviamente, la fidanzata che negli ultimi giorni si è fatta scappare più di un apprezzamento per la città di Napoli. Il cuore di Simone adesso è più sereno. Le dune di sabbia, il mare, il sole e le spiagge di Dubai sono state la cornice ideale per arrivare alla decisione. Quella definitiva, però, arriverà solo all’inizio della prossima settimana, quando poi arriverebbero anche le visite mediche di rito e la firma sul contratto con il Napoli”

Gazzetta: “Verdi, domani arriverà la risposta definitiva del calciatore”

Si parla dell’ imminente arrivo di Verdi a Napoli

Verdi è pronto a vestire la maglia del Napoli. L’ ala del Bologna ad ore darà la sua risposta definitiva. A dare la notizia è l’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio dell’ articolo: “Verdi domani, poi tutti gli altri. Il Napoli non sta solo pensando al futuro, lo sta già progettando in maniera concreta. Simone Verdi dovrà farne parte e non soltanto per i prossimi sei mesi. È anche su questo aspetto che punterà Cristiano Giuntoli per convincere il calciatore del Bologna dopo i ripetuti contatti con il club rossoblù e gli agenti del ragazzo che hanno portato in pratica ad un accordo per quanto concerne il costo del cartellino (venti milioni bonus compresi) e l’ingaggio del calciatore (da 1,5 milioni a salire). Verdi, che torna oggi dalle vacanze, ha valutato pro e contro di una scelta che però sembra davvero aver preso e comunicherà domani. In ogni caso, Giuntoli gli ribadirà che Napoli non sarà una tappa di passaggio ma quella della consacrazione del suo talento”.

Paestum, mamme e bimbi in spiaggia per togliere i rifiuti

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Paestum, mamme e bimbi in spiaggia per togliere i rifiuti portati dal mare

Il mal tempo di questi giorni e  mareggiate  hanno depositato sulle spiagge del litorale di Capaccio Paestum numerosi rifiuti. Alcune mamme , attraverso Facebook, si sono organizzate per trascorrere qualche ora con i loro bambini in spiaggia e allo stesso tempo per sensibilizzarli sull’importanza di salvaguardare l’ambiente. Questa mattina, muniti di sacchi e guanti, si sono recati in spiaggia per fare pulizia. Durante l’attività, ai bambini sono stati spiegati i danni che i rifiuti possono causare e come si può evitare che finiscano in mare. L’iniziativa ha avuto abbastanza successo, una cinquantina di persone hanno partecipato , oltre alle mamme e i bimbi anche altri volontari del centro di accoglienza per immigrati El Pueblo, volontari di Legambiente Paestum con il professore Pasquale Longo, la Lega Navale Sezione di Acciaroli con il maestro di vela Renato Sestoconte. I rifiuti raccolti sono stati così tanti da riempire un trattore; sono stati differenziati e messi in delle buste che verranno ritirate dagli addetti, come d’accordo con il comune. L’evento ha avuto grande successo, infatti si pensa che probabilmente, verrà rifatto, se ce ne sarà bisogno.

Eboli, 20enne perde il controllo dell’auto e si schianta

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Eboli, un ragazzo di 20 anni perde il controllo della sua auto e si schianta contro le barriere di protezione

Eboli, un ventenne di Pontecagnano si è schiantato contro le barriere di sicurezza in autostrada questa mattina. Il giovane ha perso il controllo dell’Opel Corsa che guidava ed è andato a sbattere contro le barriere di protezione. L’impatto si è ripetuto più volte in quanto il ragazzo andava ad una velocità molto alta. Sul posto anche il 118 che ha soccorso il ragazzo e accompagnato in ospedale ad Eboli.  Gli agenti della polizia stradale, coordinati dal comandante Quaranta, hanno raccolto i dati dell’incidente e hanno chiesto, al pronto soccorso, di sottoporre il conducente dell’Opel Corsa all’esame alcolemico e all’esame sull’assunzione di droghe. I risultati saranno pronti nei prossimi giorni. Giunto in ospedale, il 20enne è stato dimesso in giiornata, in quanto le sue condizioni di salute non preoccupano. Nel caso i valori delle analisi fossero oltre i limiti di legge stabiliti, il ragazzo rischia una sanzione pecuniaria molto alta e il ritiro della patente.

L’incidente ha provocato diversi rallentamenti lungo la corsia sud tra Battipaglia ed Eboli. Lungo l’A2 sono giunti gli uomini dell’Anas che hanno provveduto a ripulire l’asfalto e a far rimuovere l’auto così da riaprire tutte  e tre le corsie di marcia.

Omicidi in Italia: cresciuta la proporzione delle donne che uccidono

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Sullo sfondo di una riduzione dell’80 per cento del numero degli omicidi in Italia negli ultimi 25 anni, i dati rivelano che il fenomeno ha subito rilevanti mutamenti qualitativi. Rimane vero che gli assassini sono soprattutto giovani uomini. Ma è anche cresciuta la proporzione delle donne che uccidono.

Quando a uccidere sono le donne

Per molto tempo uccidere era un atto confinato all’interno della popolazione maschile. Dal 2000, però, gli omicidi tra uomini sono calati drasticamente, mentre le uccisioni di donne da parte di altre donne sono rimaste stabili o leggermente cresciute.

Il genere e la violazione delle norme

Straordinari mutamenti sono avvenuti in Italia, nell’ultimo quarto di secolo, nel campo della criminalità violenta. Non solo il numero degli omicidi è fortemente e costantemente diminuito, passando da 1.916 casi (3,4 per 100 mila abitanti) nel 1991 a 397 (0,65) nel 2016. Sono cambiate anche le caratteristiche demografiche degli autori del delitto.

È mutata la loro composizione per età: sono calati gli autori di omicidio fra i 26 e i 40 anni, ovunque ma soprattutto nel Mezzogiorno, cioè proprio nello strato della popolazione più colpito dalla crisi economica .

I dati della ricerca che stiamo conducendo nell’archivio del ministero dell’Interno ci dicono, inoltre, che è mutata anche la composizione per genere degli autori degli omicidi.

Gli studi condotti nei paesi occidentali hanno messo in luce che il genere è una delle variabili indipendenti più importanti per predire la violazione delle norme penali: è molto più probabile che a delinquere sia un uomo piuttosto che una donna.

Vi sono tuttavia differenze a seconda del tipo di reato. In primo luogo, oggi come nel passato, quanto più grave è un delitto tanto più facile è che a compierlo sia un uomo. Così, ad esempio, in Italia, all’inizio degli anni Novanta, le donne costituivano il 10 per cento dei condannati per furto e il 3,9 per cento delle persone denunciate o arrestate per omicidio.

In secondo luogo, nell’ultimo quarantennio, nei paesi occidentali, vi è stata una (moderata) tendenza alla convergenza fra la criminalità femminile e quella maschile. Si è verificata solo, o principalmente, per i reati meno gravi (furti e truffe), soprattutto a causa dell’ingresso di un numero crescente di donne nel mercato del lavoro, che ha creato nuove occasioni di illeciti penali.

Due diverse tendenze

Nell’ultimo quarto di secolo, nel nostro paese, anche il divario di genere fra gli autori di omicidio è diminuito. La quota delle donne sul totale delle persone arrestate o denunciate per questo delitto è più che raddoppiata, passando dal 3,9 per cento nel 1992 al 9,1 per cento nel 2016, superando però anche l’11 per cento nel 2014.

Figura 1

Quando a uccidere sono le donne

Il mutamento ha avuto luogo sia nelle regioni centro-settentrionali che in quelle meridionali e insulari (figura 1). È dovuto, in misura minore, alla crescita degli omicidi commessi da donne, avvenuta soprattutto fino all’inizio del Duemila, ma in misura molto maggiore alla fortissima flessione di quelli compiuti da uomini. Si pensi che, dal 1993 al 2016, questi ultimi sono diminuiti di due terzi (tabella 1).

Tabella 1 – Numero di persone arrestate o denunciate per omicidio dal 1992 al 2016, per genere

Numero di persone arrestate o denunciate per omicidio dal 1992 al 2016, per genere

Fonte: ricerca Barbagli e Minello, archivio Ministero dell’Interno

Sarebbe un errore interpretare la crescente tendenza delle donne a uccidere come una reazione al fenomeno del femminicidio. Per quanto il genere dei coinvolti non basti a definire i femminicidi, i dati parlano di un mutamento nel rapporto fra il genere dell’autore e quello della vittima nell’ultimo quarto di secolo (tabella 2). Nell’ultimo decennio del Novecento, gli uomini costituivano il 92 per cento degli arrestati o denunciati per questo delitto e il 70 per cento degli uccisi. Quasi due terzi di questi delitti erano commessi da uomini contro uomini. Uccidere era dunque un atto confinato all’interno della popolazione maschile, una soluzione dei conflitti alla quale facevano ricorso principalmente gli uomini, che più frequentemente delle donne si trovano in situazione di competizione, di rivalità, di lotta per il controllo di risorse, materiali e umane. Le donne erano solo l’8 per cento degli autori, ma il 30 per cento delle vittime.

Tabella 2 – Numero medio annuo di omicidi commessi in Italia, in tre periodi, secondo il genere dell’autore e della vittima (1992-2016)

 Numero medio annuo di omicidi commessi in Italia

Fonte: ricerca Barbagli e Minello, archivio Ministero dell’Interno

La situazione è cambiata nel nuovo millennio. Gli omicidi fra uomini hanno subito una forte flessione, pur restando la maggioranza. Sono diminuiti anche i casi di donne uccise da uomini, ma meno dei precedenti, e dunque il loro peso percentuale è cresciuto. Sono calati pure quelli di uomini ammazzati da donne. Sono rimaste stabili o lievemente cresciute le uccisioni di donne da parte di altre donne (tabella 2).

Il mutamento è solo in parte dovuto al fatto che il tipo di omicidio che ha subito la più forte flessione è quello di criminalità organizzata, che molto più degli altri avviene fra uomini. La crescita della quota di donne fra gli autori è avvenuta infatti anche per molti altri tipi di omicidio: familiari, di criminalità comune, per furti e rapine (tabella 3).

Tabella 3 – Percentuale di donne sul totale degli autori per tipo di omicidio e periodo (1992-2016)

Percentuale di donne sul totale degli autori per tipo di omicidio e periodo (1992-2016)

Le differenze di genere si riscontrano anche sul tipo di arma usata per uccidere. Prevalgono quelle da fuoco quando un uomo ne uccide un altro. È, invece, frequente il ricorso all’asfissia quando una donna ne uccide un’altra (tabella 4).

Tabella 4 – Percentuale di omicidi commessi in Italia secondo il genere di autore e vittima per arma usata

Percentuale di omicidi commessi in Italia secondo il genere di autore e vittima per arma usata

Fonte: ricerca Barbagli e Minello, archivio Ministero dell’Interno

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vivicentro/Omicidi in Italia: cresciuta la proporzione delle donne che uccidono
Marzio Barbagli e Alessandra Minello/lavoce.info

MARZIO BARBAGLI

Laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze, è stato direttore dell’Istituto Cattaneo di Bologna, professore ordinario di sociologia a Bologna e Trento, visiting scholar in numerose università americane, inglesi e australiane. Ha diretto l’Osservatorio nazionale sulle famiglie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ stato consulente del Ministero dell’Interno come direttore scientifico di quattro rapporti sulla criminalità in Italia e membro del Consiglio dell’Istat. E’ autore di numerosi libri, fra i quali “Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente”, vincitore del premio Mondello per la saggistica. E’ professore emerito all’Università di Bologna e Accademico dei Lincei.

ALESSANDRA MINELLO

Research Fellow in Sociologia all’Istituto Universitario Europeo a Firenze. Collabora al progetto “Determinants of the emergence of gender-specific patterns of competencies and decision making over the educational career in Germany”, finanziato da DFG. Ha lavorato all’Università di Bamberg e all’ Università Bocconi (Centro Carlo F. Dondena). Ha ottenuto il dottorato in Sociologia e Ricerca Sociale all’Università di Trento, con una tesi sulle aspettative di istruzione delle prime e seconde generazioni in Italia. Dal 2008 collabora ad un progetto di demografia storica dell’Università di Padova: CHILD (Collecting Hasburgical Information about Life and Death), ed è coautrice del libro “Sweet CHILD of mine”.

Di Marzio elogia Verdi: “Ha due piedi incredibili”

“Sarà perfetto per il gioco di Sarri”

Simone Verdi è il tipo di calciatore individuato dal Napoli per rinforzare la propria rosa, per andare a concludere il campionato in prima posizione. L’attuale numero 9 del Bologna sarebbe la riserva di lusso che potrebbe far rifiatare uno degli esterni, uno tra Insigne e Callejon.

A tal proposito, si è pronunciato Gianni Di Marzio, ex allenatore partenopeo ed esperto di calcio internazionale, che conferma le qualità di Verdi ed esprime parere positivo per il suo acquisto. Attualmente, in Emilia con la maglia rossoblu, sta disputando quella che probabilmente è la sua migliore stagione con gol e assist a raffica.

Ecco le parole di Di Marzio:

Chi è Verdi?
“Un calciatore dai piedi fantastici, un giocatore vero. La classica dimostrazione che nel calcio spesso si commettono degli errori incredibili e si fanno valutazioni completamente errate, previsioni che poi non si rivelano corrette, anzi…”.

In che senso?
“Nel senso che Verdi, dopo aver disputato sessantasei partite ad Empoli con Sarri, nel ruolo di trequartista, alternandosi a Saponara, dimostrando grandi cose, è stato costretto a girovagare. Ha giocato nell’Eibar, in Spagna, al Carpi e per fortuna, poi, è stato “scoperto” dal Bologna, che gli ha dato fiducia e gli ha permesso di esplodere”.

Chi può essere Verdi per il Napoli?
“Una valida alternativa sia ad Insigne che a Callejon. Verdi usa il piede destro come fosse il sinistro, e viceversa. Al posto dello spagnolo può rientrare e calciare col mancino, offrendo anche varianti al gioco del Napoli. Per qualità e caratteristiche sarebbe l’acquisto ideale per rinforzare l’attacco azzurro”.

E poi conosce Sarri.
“Questo è l’aspetto più importante. Verdi ha già lavorato con l’allenatore azzurro eppure sa che, accettando la corte del Napoli, correrebbe ugualmente il rischio di giocare poco, almeno all’inizio. Ecco perché ci sta ancora pensando…”.

Esterno, trequartista e anche mago delle punizioni.
“Per quant’è bravo andrebbero scomodati i grandi del passato. Personalmente sulle punizioni mi ricorda Zico. Mertens è bravissimo, ma se arrivasse Verdi meriterebbe di calciarle lui”.

Verdi o Deulofeu?
“Per i motivi di cui sopra, continuo a ritenere l’esterno del Bologna ideale per il gioco del Napoli. Entrambi, però, sarebbero ottimi acquisti. Deulofeu è un giocatore importante, ha un bel fisico, è un centrocampista offensivo che supera spesso l’uomo, rapido e veloce sull’esterno. Ecco, Verdi sarebbe più adatto anche per questo motivo: a Sarri non servono “dribblomani” ma calciatori che ragionino col collettivo. Il Napoli è un’orchestra che si esalta grazie all’intesa tra tutti i calciatori”.

Napoli, ospedale dei Pellegrini stracolmo: flebo sulla panchina

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Napoli, pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini, stracolmo: i medici curano gli ammalati anche sulle panchine

 Il caos sta mettendo a dura prova medici e infermieri al Vecchio Pellegrini, l’ospedale della Pignasecca dove il personale sanitario sta fronteggiando un picco alto di accessi al pronto soccorso. In questi giorni il numero di ammalati è aumentato soprattutto per le complicazioni respiratorie causate dall’influenza e se nel regime ordinario, la frequenza è di 178 assistenze sanitarie al giorno, nelle ultime 48 ore i numeri si sono moltiplicati. I medici cercando di garantire le prestazioni ma gli strumenti e i posti sono scarni, infatti i reparti sono piani fino all’orlo, e nell’ultima settimana sono stati registrati 12 ricoveri all’interno del pronto soccorso, dove in realtà non è consentita la degenza degli ammalati.
Questa mattina, un paziente è stato adagiato su una panchina nei locali del pronto soccorso per assicurargli una flebo ma il personale sanitario assicura che si è trattato di una soluzione temporanea e di fortuna durata 6 minuti, prima di sistemare una barella ed evitare che il paziente potesse sentirsi male. Lo staff medico operativo al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini è composto da 3 medici, 5 infermieri e 3 operatori socio sanitari quando è al completo, uno staff che secondo il numero di accessi registrati avrebbe bisogno di ulteriori risorse. Ma non è l’unico ospedale che verte in queste condizioni, oberati di lavoro anche il Cardarelli e il Loreto Mare, dove grazie ad un piano interno, sono riusciti a riorganizzarsi soprattutto in merito ai turni e ai posti letto nei reparti.

Napoli, l’ex El Kaddouri pronto a tornare in Serie A

Sulle tracce del marocchino c’è il Crotone

Secondo quanto riferisce Sky SportOmar El Kaddouri potrebbe far ritorno in Serie A. Il marocchino ex Napoli era stato acquistato dal PAOK Salonicco, ma dopo una sola stagione ci potrebbe essere il ritorno in Italia.

Troppa la nostalgia, vuoi per il mancato ambientamento vuoi perchè il Bel Paese gli è entrato nel cuore, l’ex Empoli non ha mai nascosto la volontà di ritornare dove aveva lasciato.
La possibilità c’è ed è concreta. Attualmente El Kaddouri è infortunato ma ancora per poco per un problema muscolare, ma il Crotone vuole rinforzare la rosa per provare ad ottenere la salvezza, una salvezza tranquilla rispetto a quella non adatta ai deboli di cuore dell’anno passato. Dunque, sembrano esserci quasi tutte le condizioni perchè si porti a termine l’operazione, ma ancora manca il placet del PAOK.

Napoli, muro pericolante in una scuola nel Rione Sanità

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Napoli, muro pericolante vicino una scuola del Rione Sanità: le madri degli alunni protestano

L’istituto comprensivo Lombardi  ha chiuso i cancelli  dell’ingresso principale perché la strada  del viale che conduce al complesso scolastico è stata rotta per diversi mesi. E il muro di cinta che costeggia la scuola è pericolante. Ora ci sono le transenne. E’ dal mese di luglio che le madri chiedono alla municipalità di provvedere con dei lavori alla sistemazione non solo del muro, ma anche del manto stradale che presenta una serie buchi lungo il tragitto.
A novembre le mamme dei bambini della materna hanno organizzato una protesta per le vie della Sanità e davanti ai cncelli della scuola. Intanto è stato richiesto anche un sopralluogo da parte della Protezione Civile, in cui è stato deciso che i ragazzi potevano entrare a scuola  da un secondo accesso, vicoletto San Nicola, una stradina in salita immersa nel verde.

Sono passati soltanto 15 anni da un evento tragico che vide protagonista un giovane adolescente di 13 anni, Vincenzo Perugino che  perse la vita proprio in via Santa Maria alla Sanità mentre giocava con gli amici  cadde in una buca. Pericolosa secondo i residenti anche la seconda entrata, soprattutto per i bambini della materna. Quello che si sottolinea da tutto questo è la grande indifferenza del Comune nei confronti di questo quartiere periferico di Napoli.

Casoria,mister La Manna:” Siamo stati attenti,non rischiando mai nulla”

Casoria,mister La Manna a fine partita:” Abbiamo fatto quasi sempre noi la gara,mantenendo il pallino del gioco sin dal primo minuto,fino al fischio finale”

A cura di Simone Vicidomini

Il Casoria vince al “Don Luigi Di Iorio” contro il Barano,grazie alle reti segnate una per tempo da parte di Simonetti e Gioielli. Al termine della vittoria,abbiamo intervistato l’allenatore del Casoria Vincenzo La Manna. Ecco le sue dichiarazioni. “ Abbiamo fatto quasi sempre noi la gara,mantenendo il pallino del gioco sin dal primo minuto,fino al fischio finale. Siamo andati in difficoltà soltanto sulle palle lunghe,perché sapevamo che cercavano i loro attaccanti con lanci lunghi e profondi. Siamo stati attenti,soprattutto in fase difensiva rischiando poco e niente. Siamo stati anche noi bravi a non farli giocare e cercare queste tipo di soluzioni. Il Barano è una squadra di giovani,se li pressi,cercano questa soluzione. Noi siamo stati bravi ad attaccarli sin da subito,costringendoli a mettere queste palle lunghe e quindi avendo due difensori centrali alti e bravi sapevo che neutralizzavo i loro attacchi. Migliore in campo Gioelli ? “ Lo recuperato soltanto stamattina,perché è stato fermo per  tutta la settimana. E’ un giocatore che non posso fare a meno di lui,anche perché ti fa la differenza,ti crea quella superiorità in più in fase offensiva”.  Un Casoria che vola in classifica con l’obiettivo dei play off ? “ Io ci credo fortemente,perché siamo una buona squadra. Ora ci siamo salvati e quindi possiamo lottare benissimamente per i play off.”.

BRDO. Visita di Stato di Mattarella nella Repubblica di Slovenia (VIDEO)

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Mattarella a Brdo per le celebrazioni del rinnovo del mandato del Presidente della Repubblica di Slovenia Pahor

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato, insieme alla Presidente della Croazia Kolinda Grabar Kitarović, alle celebrazioni per il rinnovo del mandato presidenziale del Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor al Castello di Brdo.

Indirizzo di saluto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Colazione offerta dal Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor per il rinnovo del suo mandato presidenziale

Castello di Brdo – 13 Gennaio 2018

«Signor Presidente, Signora Presidente,

sono molto lieto di questa occasione, di cui ringrazio molto il Presidente della Repubblica Slovena.

E’ innanzitutto l’occasione per formulare al Presidente Pahor gli auguri per il suo secondo mandato e per manifestare da parte nostra la stima e la profonda amicizia nei suoi confronti che raffigura la collaborazione che vi è tra i nostri tre Paesi.

Sono molto lieto di poter formulare gli auguri qui a Lubiana, in questo splendido Castello, insieme alla Presidente della Repubblica Croata. Noi siamo non divisi ma uniti dallo stesso mare. Si diceva una volta che i paesi vicini, confinanti, sono divisi dalle loro frontiere o dal mare, era sbagliato perché in realtà siamo uniti nei nostri confini e uniti dal mare che ci accomuna.

La consapevolezza che i confini non ci dividono ma ci uniscono è quella che è alla base della scelta dell’integrazione europea. E questo è un percorso che stiamo percorrendo, tutti e tre i nostri paesi, con grande convinzione, con grande sollecitazione per lo sviluppo dell’integrazione per la crescita dell’Unione.

Ed è importante che i Capi di Stato raffigurino in maniera non soltanto emblematica ma attiva e dinamica l’amicizia tra i nostri Paesi in questo spirito europeo. Possono esservi dei problemi da affrontare e risolvere, ve ne sono stati sempre e ve ne saranno sempre, ma lo spirito europeo che ci accomuna consente di risolverli agevolmente.

Come la Presidente, anche io le sono molto grato per questa occasione di poterci incontrare in un clima di amicizia per uno scambio di idee su tante questioni senza ordine del giorno, ma sono quelle che abbiamo davanti a noi che riguardano essenzialmente l’Unione e il suo futuro.

E come il Presidente ha ricordato riguardano anche la prospettiva di tutti i Balcani occidentali nei rapporti con l’Unione Europea e nel progressivo avvicinamento all’Unione.

Slovenia e Croazia sono Paesi nell’Unione di grande importanza per la loro condizione e storia ma anche perchè sono i capifila dei Balcani Occidentali.

Tutte queste prospettive ci accomunano e ci accomuna lo stesso spirito di fiducia nell’Unione Europea.

Io le rinnovo, Signor Presidente gli auguri più intensi con l’amicizia e la stima più grande».

Under 13, Juve Stabia–Pro Vives Calcio 3-1: tripletta di Capo

Under 13, Juve Stabia–Pro Vives Calcio 3-1: tripletta di Capo

In campo questo pomeriggio l’Under 13 della Juve Stabia contro la Pro Vives Calcio al campo Pietro Abbate, ex Aura Sport di Torre del Greco. Vittoria per i padroni di casa con il risultato di 3-1 grazie alla tripletta di Capo e al gol della bandiera di Di Cesare per gli ospiti.

Così in campo:

JUVE STABIA – Arrichiello, Cioffi, Ferrara, Di Nardo, Marcuccio, Miele, Papa, Coppola, Mahmoud, Capo, Fusco. A disp. Sacco, Delloiacono, Granatello, Improta, Maffei, Provvisiero. All. Petrillo

PRO CALCIO VIVES – Petix, Iazzetta, Farinaro, Monteriso, Codano, Di Cesare, Mascolo, Aprea, Arminio, Frate, Napolitano. A disp. Cangiano, Costanzo, Saulino. All. Vives

a cura di Ciro Novellino

Napoli, licenziati lavoratori della Tiberina: sciopero ad oltranza

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Napoli, sono stati licenziati quattro lavoratori dello stabilimento Tiberina di Pomigliano d’Arco: indotto sciopero ad oltranza da Fca

Uno sciopero ad oltranza nello stabilimento Tiberina di Pomigliano d’Arco, industria dell’indotto Fca, è stato proclamato da Uilm e Fiom in seguito al licenziamento di quattro operai poi sostituiti da altrettanti a tempo determinato chiamati tramite apposite agenzie. Gli operai che hanno firmato un contratto a tempo indeterminato, hanno chiesto «rispetto delle relazioni con i sindacati». Già lo scorso anno i lavoratori dovettero subire l’eliminazione dei ticket mensa, sostenendo che in caso contrario avrebbe dovuto rinunciare a 15 operai. A dicembre voleva eliminare il ticket di 1,50 euro, anche per 15 saldatori. Al rifiuto degli operai e dei sindacati, l’azienda ha proceduto con la mancata riconferma di 4 di questi lavoratori interinali, che non volevano rinunciare al ticket, chiamandone al lavoro altri quattro con ricorso ad agenzie. “Ci troviamo di fronte a dei soprusi che non possiamo tollerare», dichiarano gli operai. I sindacati sottolineano che è necessario un ripristino delle corrette relazioni dell’azienda con i sindacati nel rispetto dei diritti dei lavoratori.

Napoli, “stesa” nel quartiere Pianura: colpi di pistola contro un edificio

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Napoli, continuano le indagini dopo la stesa nel quartiere Pianura che ha visto coinvolta una donna di 57 anni

Napoli, continuano le indagini da parte dei carabinieri, sulla stesa avvenuta a Pianura il 12 gennaio. Sono stati trovati tre fori di pistola in un portone di via Evangelista Torricelli, 336, a Pianura. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia Bagnoli, che hanno repertato altri fori nel parafango di un’automobile parcheggiata accanto, di proprietà di un incensurato, e alcuni bossoli a terra. Il punto è poco distante dall’abitazione della donna rimasta ferita da una pallottola vagante pochi giorni prima. Probabilmente si tratta di un atto intimidatorio fatto per qualcuno della zona di cui però non si riesce a capire ancora l’identità. I carabinieri stanno continuando ad indagare, ma probabilmente i due atti, cioè il ferimento della donna e i diversi colpi di pistola trovati contro un’abitazione e contro una macchina posta nelle vicinanze, potrebbero essere collegati.

Arezzo, spendevano banconote false stampate a Napoli: arrestati

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Arezzo, due fratelli spendevano banconote false stampate a Napoli: entrambi sono stati arrestati

Due fratelli di 20 e 26 anni spendevano banconote false stampate a Napoli. I ragazzi di origine siciliana, residenti a  Monte San Savino sono stati arrestati dai carabinieri di Cortona (Arezzo). Secondo i carabinieri i due, nel novembre scorso, si sono presentati in un negozio di Camucia acquistando merce per un valore di 100 euro. La proprietaria del negozio, intuendo che i soldi fossero falsi, ha segnalato il fatto ai carabinieri. i carabinieri hanno portato avanti le indagini, controllando anche le celle telefoniche situate nei punti dove erano stati fatti acquisti, così le forze dell’ordine sono arrivati ad individuare i due. I I carabinieri hanno trovato 15.000 euro in banconote false da 50 euro durante il controllo; erano nascoste in appositi spazi ricavati nelle loro auto. I due fratelli siciliani sono stati arrestati, e attraverso le indagini è stata rintracciata anche la “tipografia” napoletana dove erano state stampate le banconote false. L’esercizio era stato già chiuso in precedenza dai carabinieri napoletani.

Eccellenza- E’ un Barano spento e confuso,il Casoria vince sul velluto 0-2

Un Barano spento e confuso,perde la sua seconda partita casalinga in questo campionato,il Casoria vince sul velluto per 2-0

A cura di Simone Vicidomini

E’ un Barano in versione Horror quello che si è visto contro il Casoria. I bianconeri perdono la prima delle due partite consecutive in casa al “Don Luigi Di Iorio”. Gli aquilotti con una prestazione davvero sottotono,e da rivedere sia in fase offensiva che in fase difensiva,vengono superati per due reti dal Casoria.I viola conquistano una vittoria sul velluto,grazie a un gol per tempo,prima con Simonetti e poi una magia di Gioielli. Alla vigilia della gara mister Monti ha dichiarato: nelle prossime quattro partite ci giocheremo la salvezza. Di certo la partita vista oggi,non promette nulla di positivo in vista del prossimo incontro,anche perchè è stata una gara davvero brutta,sotto l’aspetto del gioco in campo,che ha regalato poche emozioni e tanta noia agli spettatori presenti. I padroni di casa hanno mantenuto il campo per i primi dieci minuti di gioco,prima di subire il primo gol,con una dormita generale da parte della difesa. Il secondo gol degli ospiti,arriva quasi nel finale di gara grazie ad una magia di Gioielli che trova un perfetto tiro ad incrociare sul paolo che beffa Martucci.

LE FORMAZIONI – Il Barano deve fare a meno dei due Arcamone e di Esposito. Monti rischia Martucci e schiera i suoi col classico modulo, il 4-5-1. Quindi, Martucci va fra i pali e la linea difensiva è formata da Errichiello, Monti, Chiariello ed Accurso. A centrocampo ci sono Ferrari, Scritturale e Savino, con Cirelli e Capone larghi, con Rizzo unico terminale offensivo.

Sul versante opposto, il Casoria va in campo con un 4-4-2 che vede Bardet in porta e la difesa composta da Barra, Capogrosso, Esposito e D’Onofrio. In mezzo al campo agiscono Mautone e Gargiulo, con Tedeschi e Gioielli larghi. La coppia offensiva è Simonetti-Majela.

La gara inizia con un buon ritmo. Al 5’, fallo di Capogrosso su Cirelli al limite, alla battuta della punizione va Rizzo ma sul suo sinistro smorzato dalla barriera nessuno è lesto a ribadire in rete. Poco dopo, brividi per il Casoria su un angolo calciato da Savino: la palla danza davanti a Bardet ma la difesa viola libera. Il Barano c’è ed al 10’ ci prova anche Scritturale da fuori, ma Bardet para a terra.

SIMONETTI GOL – Al 12’ direttamente su un calcio di punizione dai 22 metri, il casoriano Gioielli colpisce in pieno la traversa della porta di Martucci. 14’, ripartenza del Casoria, che arriva a crossare da dentro l’area con Barra, ma Savino libera in corner. Passano 2 minuti e Majella gira da pochi passi un pallone servitogli basso da Gioielli e Martucci sventa in 2 tempi. Al 19’ il Casoria passa: azione sulla destra fra Barra e Gargiulo, dormita colossale della difesa del Barano e palla a Simonetti che deve solo spingere la sfera in rete. Il Casoria domina in questa fase. Al 26’, sugli sviluppi di una punizione dalla tre quarti, sventagliata di Errichiello al centro e Monti incorna e manda fuori quando avrebbe potuto anche stoppare il pallone. Al 31’, un sinistro di Majella su punizione dal limite fa letteralmente la barba al palo. Un minuto dopo, Billone toglie dal campo Scritturale ed inserisce Di Massa. Il Barano prova a scuotersi e, prima che finisca il tempo, Bardet sventa col piede un cross basso di Accurso. La ripresa si apre con una punizione battuta da Rizzo dal limite, ma il pallone finisce fra le braccia di Bardet. Il Casoria risponde con una botta dal limite di Simonetti, lasciato troppo solo, che termina però alta. Poco dopo è Mautone che di testa manda di poco alto sugli sviluppi di una punizione calciata da Gioielli. Partita brutta in questo inizio di ripresa e si supera la metà del tempo senza un gioco pulito ed altre conclusioni degne di questo nome. Billone toglie Ferrari ed inserisce Cuomo R., portando finalmente Capone a centro. Si deve arrivare al 78’ per edere una occasione da gol: capita sui piedi del neo entrato viola Ascione, che sugli sviluppi di una punizione dalla destra di Gioielli batte da due passi ma manda alto.

JOLLY DI GIOIELLI – Passano 5 minuti e Martucci è costretto a smanacciare un destro a giro di Gioielli dal limite. Poco dopo, al minuto 86’, l’estremo difensore del Barano può poco, o forse no, su un fulmineo destro dello stesso numero 10 del Casoria, che da poco dentro il vertice destro dell’area lascia partire un siluro che si insacca all’incrocio del primo palo. I viola spengono ogni velleità degli aquilotti. Per il Barano si tratta della seconda sconfitta casalinga stagionale,dopo quella subita contro il Savoia alla prima giornata. I bianconeri sprecano il primo match ball casalingo,per conquistare punti preziosi alla ricerca di una possibile salvezza diretta. Il Casoria intanto vola in classifica e resta in piena zona play off.

BARANO   0

CASORIA  2

BARANO: Martucci, Errichiello, Accurso, Ferrari (73’ Cuomo R.), Monti, Chiariello, Scritturale (32’ Di Massa), Savino, Rizzo, Cirelli, Capone. A disposizione: Migliaccio A., Di Costanzo, Migliaccio G. B., Cuomo C., Manieri. All. Giuseppe Monti

CASORIA: Bardet, Barra, D’Onofrio, Mautone, Capogrosso, Esposito (81’ Diana), Tedeschi (67’ Spoleto), Gargiulo, Majella (74’ Ascione), Gioeilli (90’ Belmonte), Simonetti. A disposizione: Musco, Yaya Fall, Pappacena. All.: Vincenzo La Manna

Arbitro: Fabio Della Corte della sez. di Napoli (Assist.: Aldo Marletta e Ferdinando Savino di Napoli)

Reti: 19’ Simonetti (C), 86’ Gioielli (C)

Ammoniti: Ferrari, Errichiello (B); Esposito, D’Onofrio (C)

Calci d’angolo: 3-6

Recupero: 1’ p.t., 4’ s.t

Spettatori: 150 circa con una sparuta rappresentanza ospite

Ischia, palazzina IACP inagibile dopo il terremoto: pericolo per gli occupanti

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Ischia, è stata dichiarata inagibile la palazzina IACP dal Tar, che ha annullato l’ordinanza della Protezione Civile

Ad Ischia, nel Lacco Ameno, è stata dichiarata inagibile dal Tar la palazzina IACP che precedentemente la Protezione Civile aveva dichiarato agibile dopo il terremoto del 21 agosto. Per non continuare a vivere nel timore di crolli, sono dovuti ricorrere al Tar per fare annullare l’ordinanza della Protezione Civile. Il Tar Campania Napoli ha accolto il ricorso proposto dall’avvocato Bruno Molinaro per conto di alcune famiglie di Lacco Ameno e ha sospeso l’efficacia degli atti adottati prima dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, in ordine alla ritenuta ed immotivata dichiarazione di agibilità del fabbricato Palazzina IACP, sito alla via Fundera, n. 4. Il 22 settembre 2017 una squadra, la n. P124, di tecnici della Protezione Civile formata da geometri, aveva immotivatamente dichiarato il fabbricato IACP agibile, attribuendo ad esso la lettera A, pur non essendo emersa alcuna novità rispetto a quanto accertato appena quindici giorni prima da altra squadra di rilevatori (questa volta ingegneri) inviati dalla stessa Protezione Civile in data 7 settembre 2017, e che avevano viceversa concluso per la inagibilità  dell’immobile. Il TAR ha dato loro pienamente ragione, di conseguenza gli occupanti hanno diritto ad avere una sistemazione alternativa a questa, in cui la loro vita non sia soggetta a rischi.

Napoli, rissa durante la notte: 22enne ricoverato in ospedale

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Napoli, e avvenuta l’ennesima rissa durante la notte, dove un ragazzo di 22 anni è stato ferito con dei cocci di bottiglia

Napoli, ennesima rissa avvenuta nel cuore della notte di venerdì. È stato ferito con i cocci di una bottiglia, un 22enne napoletano aggredito  nei pressi di via Brecce a Sant’ Erasmo, nel quartiere Mercato, intorno alle 23. Il ragazzo è stato ferito da uno sconosciuto che l’ha colpito più volte alla testa.
Durante l’assalto, il 22enne ha tentato di ripararsi dai colpi che lo sconosciuto gli infliggeva con i cocci di una bottiglia e, per questo motivo, è stato ferito alle mani e si è procurato la frattura di un dito. Il ragazzo è stato portato all’ospedale Loreto Mare di Napoli, dove è stato suturato ed assistito dai medici, i quali gli hanno diagnosticato traumi contusivi vari, ferite da taglio al cranio e una frattura ad un dito.

Purtroppo sempre più violenta è diventata Napoli, dove non si è più sicuri di poter scendere e pensare di poter passare una serata tranquilla. I cittadini sono sempre più spaventati e chiedono più controlli in strada da parte delle forze dell’ordine.