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Woodcock e Borsellino: pensieri contrapposti sulla depenalizzazione delle droghe

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L’insuccesso dell’azione repressiva dovrebbe richiamare la necessità di renderla migliore e più efficace, non spingerci ad alzare bandiera bianca

L’anti-proibizionismo alla Woodcock e l’insegnamento di Paolo Borsellino

Con un impegno degno di miglior causa, il pm Henry John Woodcock si batte da tempo per la depenalizzazione delle droghe. «Leggere» avevo capito io, anche se nel suo ultimo intervento pubblicato venerdì su questo giornale la distinzione tra «leggere» e «pesanti» è lasciata quasi cadere. L’aspetto più curioso di questa polemica sono gli argomenti usati. Parrebbe di capire che lo Stato dovrebbe rinunciare al «proibizionismo» in materia di droghe perché tanto ormai ha perso la sua battaglia, e le dimensioni e la diffusione del reato sono così grandi che non vale più la pena di combatterlo. Chissà come reagirebbe Woodcock se un suo collega dicesse la stessa cosa a proposito, che so, del reato di corruzione: per quante inchieste tu faccia, la corruzione dilaga, dunque depenalizziamola. L’insuccesso dell’azione repressiva dovrebbe infatti richiamare la necessità di renderla migliore e più efficace, non spingerci ad alzare bandiera bianca. E fa specie doverlo ricordare a un campione della legalità come il pm in questione. Ma l’argomento principe dei cosiddetti anti-proibizionisti alla Woodcock è che eliminando il reato si potrebbe anche ridurre il fenomeno sociale, circoscrivendolo e soprattutto sottraendolo all’illegalità e dunque ai poteri criminali. Il ragionamento fila così: se vendere droghe è legale per tutti, le mafie perdono ogni interesse e rinunciano al business, dunque avremo prezzi più bassi, qualità più garantita e meno trafficanti e capitali sporchi.

Purtroppo le cose non stanno così. Neanche un po’. E basterebbe aver ascoltato le parole pronunciate già tanti anni fa, nel lontano 1989, da un grande magistrato come Paolo Borsellino, per comprenderne il perché: «È da dilettanti di criminologia — disse in una conferenza a Bassano del Grappa — pensare che legalizzando il traffico di droga sparirebbe del tutto il traffico clandestino: resterebbe una residua fetta che diventerebbe estremamente più pericolosa, perché diretta a coloro che per ragioni di età non possono entrare nel mercato ufficiale, quindi alle categoria più deboli e da proteggere». Poiché infatti anche i più convinti anti-proibizionisti come Saviano si affrettano sempre a precisare che ovviamente per i minori il consumo resterebbe vietato, così come del resto è vietato l’uso di alcol e tabacco, è chiaro che per i ragazzi continuerebbe ad esistere un mercato nero, ovviamente gestito dai poteri criminali. È probabile anzi che questo mercato si allarghi ulteriormente, perché la legalizzazione aumenterebbe la già enorme offerta di sostanze stupefacenti. Due ricercatrici, che hanno applicato un modello econometrico alla liberalizzazione degli spinelli, calcolano che il consumo potrebbe crescere del 50%, il che in Italia porterebbe la cifra dei potenziali consumatori a ben sette milioni di persone. «Per scoraggiare i più giovani — ha fatto notare Maurizio Ricci su La Repubblica (15/5/2017) — bisognerebbe perciò quadruplicare il prezzo con le tasse. Ma in Italia la marijuana legale a quaranta euro al grammo significherebbe a sua volta dare spazio al mercato nero», determinando la convenienza economica per il contrabbando. I poteri criminali avrebbero dunque due ottime opportunità da sfruttare: il mercato illegale degli adolescenti cui le sostanze resterebbero vietate, e l’evasione fiscale per attrarli con prezzi più bassi. Bel risultato.

A meno che l’ipocrisia degli anti-proibizionisti non sia tale che essi in realtà diano per scontato che una volta depenalizzato l’acquisto anche i minorenni finiranno per poter facilmente aggirare i divieti, come accade oggi per alcol e tabacco. Ma in questo caso non si capirebbe perché ogni volta che si schierano per lo spinello libero aggiungono poi sempre che alcol e tabacco ne uccidono di più: vogliono forse, rendendo anche la marijuana più accessibile, che ne uccida di più anche lei? Restando in tema: sono stupefatto di queste posizioni. Come si fa a non capire che se diciamo ai nostri figli che lo spinello non fa male, ma che devono solo aspettare la maggiore età per comprarlo in tabaccheria, spingiamo anche chi non lo fa a consumarlo al più presto possibile per imitare gli adulti, come avviene per lo shottino e la sigaretta? E quando Woodcock dice che il suo rimedio potrebbe «frenare la violenza» che sconvolge la nostra città, pensa forse che le baby gang che ogni settimana riducono in fin di vita un ragazzo sarebbero più miti se potessero avere meno difficoltà a reperire droghe? E quando suggerisce un parallelo tra l’Alaska o la California e Napoli; o propone la produzione della cannabis come un’«opportunità di sviluppo per Scampia e altre periferie degradate, che pure hanno maturato un importante know how nel settore», sta scherzando?

vivicentro.it/OPINIONI – CRONACA
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corrieredellasera/L’anti-proibizionismo alla Woodcock e l’insegnamento di Paolo Borsellino ANTONIO POLITO

Indomita Salerno, brutto k.o sul campo del Pompei Volley

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L’ Indomita è stata sconfitta per 3-1

Niente da fare per l’ Indomita Salerno che si arrende al cospetto del Pompei Volley. Ecco il comunicato della società con il racconto del match:

Si apre con una sconfitta il 2018 dell’Indomita maschile. Alla Senatore capitan Morriello e compagni cedono 3-1 contro il Pompei Volley al termine di una partita dai due volti, caratterizzata da una partenza super con un primo set vicino alla perfezione e poi da un netto calo che ha consentito agli ospiti di conquistare i tre punti e di scavalcare in classifica proprio l’Indomita. Senza Pagano e Polisciano, in campo con Morriello in regia, ci sono Manzo opposto, Citro e Rainone centrali, Capriolo libero e Sabatino con Senatore di banda. Proprio da posto quattro l’Indomita trova il varco per partire alla grande, subito 7-1. Il Pompei accusa il colpo e i biancoblu giocano in scioltezza trovando diverse soluzioni per fare male agli avversari. Un muro di Senatore vale il 19-7, poi il Pompei prova a tornare nel set e recupera fino al -6, 21-15, prima che salga in cattedra Michele Citro che con tre punti consecutivi chiude il set 25-17. Nel secondo set, invece, si registra maggior equilibrio; le squadre giocano punto a punto. Con Senatore l’Indomita prova l’allungo e va 12-9. Il Pompei resta lì attaccato. L’Indomita non scappa via e l’allungo finale premia gli ospiti 23-25. Il terzo set si apre con un punto di Senatore poi i ragazzi dei coach Vitale e Capriolo grazie all’apporto dei due centrali, Citro e Rainone, riesce a portarsi avanti di 3, 11-8. Il Pompei ne infila cinque di fila, l’Indomita reagisce con Manzo, 13-14, ma gli ospiti allungano nuovamente e vanno a chiudere 17-25. Nel quarto set l’Indomita prova a reagire, ma forza e brillantezza non sembrano esserci. Il Pompei, sulle ali dell’entusiasmo, parte subito forte, 5-10. Entrano in campo i giovani Barbato e Brancaleone e proprio quest’ultimo con tre punti sembra poter dare la scossa, riportando l’Indomita a -3, 11-14. I padroni di casa, però non riescono a ridurre il gap che varia da 3 a 6 punti, nonostante la carica di capitan Morriello e così il Pompei chiude 20-25. “Ci tenevamo a partire con il piede giusto” – ha dichiarato coach Vitale al termine della partita – “ed effettivamente nel primo set siamo partiti davvero bene, poi la partita è girata male. Siamo venuti meno fisicamente, non siamo stati a bravi a gestire le nostre forze. Non mi aspettavo un calo così netto. Ora abbiamo due trasferte insidiose contro Colli Aminei e Pianura; c’è solo da lavorare, mettere benzina nelle gambe perché a livello di gioco ci siamo, come dimostrato nel primo set in cui si è vista la vera Indomita, quella che tutti vorremo vedere sempre in campo”. Soddisfatto per i suoi tre punti, meno per il risultato, il giovane under 18 dell’Indomita Riccardo Brancaleone: “È una sconfitta dovuta soprattutto alla condizione fisica, noi abbiamo dato il massimo su ogni pallone ma abbiamo trovato una squadra messa meglio fisicamente. Nel primo set siamo partiti al 100%, poi purtroppo, nonostante l’impegno, ci sono mancate le forze a differenza dei nostri avversari che hanno gestito meglio le proprie energie. I miei punti? Quando sono stato chiamato in causa ho fatto il possibile per aiutare la squadra, purtroppo non è andata come speravamo. Io sono sempre pronto a dare il mio contributo. Ora ci aspettano due trasferte importanti, dobbiamo reagire subito, a partire dal match di domenica prossima in casa del Colli Aminei”. Da ricordare, infine, che la differita del match Indomita-Pompei, con la telecronaca di Fabio Setta e il commento tecnico di Enzo Nicolao sarà trasmessa su Lirasport e inoltre sarà disponibile sul canale youtube di LiraTv.

INDOMITA SALERNO- POMPEI VOLLEY 1-3

(25-17, 23-25, 17-25, 20-25)

INDOMITA: Morriello 4, Barbato, Brancaleone 3, Carratù, Citro 13, Manzo 9, Memoli, Rainone 9, Sabatino 6, Senatore 16, Zucchi, Capriolo (L), Petrosino (L2). All. Vitale

POMPEI: De Falco, Frecentese, Girardi, Libraro, Longobardi, Malafronte, Moric, Passetti, Scebi, Tucci, Varone, D’Auria (L), Manzi (L2). All. Torella

Arbitro: Risi di Salerno

Dall’ Inghilterra, Benitez chiede Reina: pronti 10 milioni per il portiere

Benitez vuole portare con se Reina a Newcastle

L’ allenatore del Newcastle, nonchè ex del Napoli, Rafa Benitez ha espressamente richiesto per il mercato di gennaio, Pepe Reina. I rapporti tra il tecnico iberico e il suo presidente non sono idilliaci a causa del mercato ed è per questo che Benitez vuole portare con sè il portiere azzurro, che oltre ad averlo allenato in terra partenopea, lo aveva anche avuto con sè nell’ esperienza a Liverpool. Il Newcastle, secondo quanto riporta il tabloid inglese The Sun, sarebbe disposto a sborsare circa 10 milioni di euro per portare l’ estremo difensore spagnolo alla corte di Benitez, ma è difficilmente fattibile quest’ operazione, in quanto il Napoli non vuole privarsi di Reina. Affare destinato a farsi nel mese di giugno.

Mondiali Scherma, l’ italiana Camilla Mancini è medaglia di bronzo!

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La Mancini conquista la medaglia di bronzo

La fiorettista Camilla Mancini conquista la medaglia di bronzo nella quarta tappa della Coppa del Mondo, tenutasi a Katowice, in Polonia. L’ atleta italiana si è fermata in semifinaIe contro la russa Inna Deriglazova. Ecco il comunicato della Feder Scherma:

Inizia nel migliore dei modi il 2018 per Camilla Mancini. La fiorettista azzurra, classe 1994, sale per la prima volta sul podio in una prova di Coppa del Mondo “Assoluti”.

Lo fa a Katowice dove si è svolta la quarta tappa stagionale del circuito di Coppa del Mondo di fioretto femminile.

La fiorettista delle Fiamme Gialle sale sul terzo gradino del podio, dopo essersi fermata solo in semifinale al cospetto dell’olimpionica di Rio2016, la russa Inna Deriglazova, poi vincitrice finale della gara, col punteggio di 15-6.

In precedenza l’azzurra, ha affrontato una sorta di “campionato italiano” dato che il suo percorso verso il podio è stato un susseguirsi di derby.

Dopo aver avuto di Erica Cipressa nel primo turno di giornata per 15-9, Camilla Mancini ha superato, con l’identico punteggio sia Chiara Cini che, nel turno dei 16, Martina Sinigalia.

Ai quarti di finale è giunta poi la vittoria, con il punteggio di 15-12, contro la canadese Eleanor Harvey.

Ottima prestazione anche per Martina Sinigalia che si è fermata alle porte dei quarti perché sconfitta da Camilla Mancini, ma meritevole di plauso per aver eliminato dapprima la testa di serie numero 5, la francese Ysaora Thibus per 15-7 e poi per aver piazzato la stoccata del 14-13 sulla russa Yana Alborova.

Stop nel turno delle 32, oltre che per Chiara Cini sconfitta da Camilla Mancini, anche per Valentina De Costanzo, eliminata per 15-14 dalla cinese Huo Xingxin.

L’asiatica, nel match d’esordio di giornata, aveva eliminato l’altra italiana, Beatrice Monaco col punteggio di 15-11.

Sono uscite di scena nel primo assalto di giornata anche Arianna Errigo, sconfitta 15-12 dalla tedesca Julia Braun, Alice Volpi, eliminata per mano della cinese Shi per 15-13, Francesca Palumbo, superata 12-9 dalla polacca Jelinska, Olga Calissi che ha subìto la stoccata del 9-8 per mano della russa Martyanova, e Serena Rossini battuta 15-3 dall’altra polacca Lyczbinska.

Si era fermata invece ieri nella fase di qualificazione Elisa Vardaro. L’atleta umbra ha subìto infatti il 15-13 dalla polacca Katarzyna Lachman.

Domani è in programma la gara a squadre con il Commissario tecnico Andrea Cipressa che schiererà la formazione composta da Arianna Errigo, Alice Volpi, Camilla Mancini e Francesca Palumbo.

 

COPPA DEL MONDO – FIORETTO FEMMINILE – Katowice, 12-14 gennaio 2018

Finale

Deriglazova (Rus) b. Kiefer (Usa) 15-3

 

Semifinali

Deriglazova (Rus) b. Mancini (ITA) 15-6

Kiefer (Usa) b. Sauer (Ger) 15-7

 

Quarti

Deriglazova (Rus) b. Azuma (Jpn) 15-7

Mancini (ITA) b. Harvey (Can) 15-12

Kiefer (Usa) b. Hong Seo In (Kor) 15-9

Sauer (Ger) b. Pirieva (Rus) 15-6

 

Tabellone delle 16

Mancini (ITA) b. Sinigalia (ITA) 15-9

 

Tabellone delle 32

Huo Xingxin (Chn) b. De Costanzo (ITA) 15-14

Sinigalia (ITA) b. Alborova (Rus) 14-13

Mancini (ITA) b. Cini (ITA) 15-9

 

Tabellone delle 64

De Costanzo (ITA) b. Boldor (Rou) 15-5

Huo Xingxin (Chn) b. Monaco (ITA) 15-11

Sinigalia (ITA) b. Thibus (Fra) 15-7

Cini (ITA) b. Korobeynikova (Rus) 15-14

Mancini (ITA) b. Cipressa (ITA) 15-9

Lyczbinska (Pol) b. Rossini (ITA) 15-3

Braun (Ger) b. Errigo (ITA) 15-12

Martyanova (Rus) b. Calissi (ITA) 9-8

Jelinska (Pol) b. Palumbo (ITA) 12-9

Shi (Chn) b. Volpi (ITA) 15-13

 

Tabellone delle 64 – qualificazione

Rossini (ITA) b. Pasztor (Hun) 15-12

Monaco (ITA) b. Tomczak (Pol) 15-4

Cipressa (ITA)i b. Tsuji (Jpn) 15-5

Calissi (ITA) b. Mesteri (Hun) 15-10

Sinigalia (ITA) b. Kikuchi (Jpn) 15-5

Lachman (Pol) b. Vardaro (ITA) 15-13

Cini (ITA) b. Comerford (Can) 12-9

Tabellone delle 128 – qualificazione

Rossini (ITA) b. Paliszewska (Pol) 15-1

Monaco ITA) b. Clarke (Aus) 15-5

Cipressa (ITA) b. Yang (Tpe) 15-3

Calissi (ITA) b. Hajas (Hun) 11-10

Sinigalia (ITA) b. Butruille (Fra) 15-11

Fase a gironi

Olga Calissi: 4 vittorie, 2 sconfitte

Erica Cipressa: 4 vittorie, 2 sconfitte

Elisa Vardaro: 5 vittorie, 1 sconfitta

Valentina De Costanzo: 6 vittorie, nessuna sconfitta

Beatrice Monaco: 4 vittorie, 2 sconfitte

Francesca Palumbo: 5 vittorie, 1 sconfitta

Serena Rossini: 4 vittorie, 1 sconfitta

Martina Sinigalia: 3 vittorie, 3 sconfitte

Chiara Cini: 4 vittorie, 1 sconfitta

 

Classifica (183): 1. Deriglazova (Rus), 2. Kiefer (Usa), 3. Mancini (ITA), 3. Sauer (Ger), 5. Harvey (Can), 6. Hong Seo In (Kor), 7. Pirieva (Rus), 8. Azuma (Jpn).

  1. Sinigalia (ITA), 21. De Costanzo (ITA), 28. Cini (ITA), 33. Volpi (ITA), 34. Errigo (ITA), 44. Palumbo (ITA), 51. Rossini (ITA), 54. Monaco (ITA, 58. Cipressa (ITA), 59. Calissi (ITA), 66. Vardaro (ITA)..

Milano, esplode l’ultimo piano di un appartamento: 6 feriti tra cui un bambino

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Milano, esplode l’ultimo piano di un appartamento: 6 feriti tra cui un bambino

Un’esplosione ha distrutto l’ultimo piano di un palazzo di Sesto San Giovanni, nel Milanese. Il resoconto è di sei feriti, tra cui un bambino di nove anni. E’ accaduto alle 5 del mattino, in via Villoresi.

Le cause dello scoppio sono ancora da accertare, ma stanno indagando i vigili del fuoco giunti subito sul posto insieme alle ambulanze del 118.

Gli appartamenti coinvolti sono due, uno abitato da cinque persone tra cui il bambino, e l’altro da una persona di 73 anni. E’ proprio questa che versa in condizioni più preoccupanti a causa delle ustioni di secondo grado riportate, mentre gli altri sono stati condotti in ospedale in codice giallo con ferite più lievi.

In base a questo bilancio si pensa che l’esplosione sia avvenuta nella casa del 73enne, ma saranno solo gli ulteriori accertamenti a confermare la tesi. I sei feriti sono stati divisi e ricoverati tre all’ospedale San Raffaele e tre al Niguarda.

L’ora in cui è accaduto il fatto ha evitato che si trovassero coinvolti anche semplici passanti per la copiosa caduta di calcinacci sulla strada.

Il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto di Stefano, ha dichiarato l’edificio inagibile per cui 18 persone sono state evacuate. Saranno fatti anche controlli all’edificio adiacente a quello in cui si è verificato lo scoppio per verificare lo stato di agibilità in seguito all’esplosione di questa mattina.

Capello: “Napoli? E’ semplice essere belli, ma conta vincere a fine campionato”

Capello dice la sua sulla corsa allo scudetto

L’ ex tecnico di Juventus e Roma, Fabio Capello ha parlato all’ edizione odierna del quotidiano Tutto Sport, sulla corsa scudetto che vede Napoli e Juventus protagoniste assolute. L’ allenatore friulano dice la sua, ecco un estratto tratto dall’ articolo comparso quest’ oggi sul quotidiano: ” Napoli? E’ molto più semplice, essere belli! Belli si è in tanti, mentre di vincente a fine campionato ce n’è soltanto uno. Il Napoli, non avendo più la Champions League, è pericoloso. Però la Juventus ha dalla sua l’abitudine a vincere, la mentalità e una rosa di eccellente qualità”.

StabiAequa, Pannullo: “Circa 1000 atleti che colorano la città. Complimenti all’ organizzazione”

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Anche il primo cittadino di Castellammare, Antonio Pannullo era presente alla partenza dello StabiAequa

Quest’ oggi si è svolta la StabiAequa organizzata dal Running Club Italia. Alla partenza era presente anche il sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo, il quale attraverso un post sul suo profilo di Facebook, si è voluto congratulare con l’ organizzazione. Ecco quanto scrive il primo cittadino stabiese: “Alla partenza della StabiaAequa un evento sportivo in uno scenario unico . Circa 1000 atleti che colorano la città. Complimenti alla organizzazione”. Alle 11:30 la competizione finirà e il vincitore sarà premiato presso le Terme Antiche di Stabia.

Napoli, una casa prende fuoco al Rione Sanità: morta una donna di 53 anni

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Il fatto è accaduto questa mattina a Napoli

Questa mattina a Napoli nel Rione Sanità è stata una vera e propria domenica di fuoco. Infatti intorno alle 9, un incendio è divampato da un piano terra di un palazzo, provocando la morte di una donna di 53 anni. Per la donna non c’è stato scampo nel rogo, infatti poco dopo è deceduta tra le urla di terrore di tutto il vicinato che hanno visto alzarsi le fiamme. A riportare la notizia è stato il sito online del quotidiano Il Mattino. Per quanto riguarda le cause del rogo sono ancora sconosciute, con le forze dell’ ordine che sono al lavoro per capirne i motivi.

Napoli: le aggressioni senza motivo ai coetanei e il coraggio delle madri

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L’omertà è il tratto distintivo degli ultimi gravissimi pestaggi: sono avvenuti davanti a dozzine di persone (l’ultima persino a due vigilantes) ma nessuno parla. Solo le madri delle vittime non smettono di chiedere giustizia

Napoli, violenza e follia dei ragazzini E il coraggio delle mamme

C’ è un senso di vuoto, di futilità della ferocia, dentro cui rimbombano passi e gesti dei ragazzini napoletani finiti nelle cronache nere di queste ultime settimane .

E a prima vista, parrebbe assai simile al nulla crudele che ha spinto due adolescenti veronesi a dar fuoco «per scherzo» a un clochard marocchino appena un mese fa. La noia, la perdita di senso e di valore della vita propria e altrui, le famiglie assenti, la droga, la cattiva tv: sono i sociologismi, in fondo, l’ultimo simulacro dell’unità d’Italia; un’analisi precotta non si nega a nessun piccolo delinquente. L’azione spietata e clamorosa da sempre accomuna, in realtà, attraverso le generazioni, chi immagina di dover attraversare la propria linea d’ombra con un rito di passaggio violento: cambiano solo i bersagli e le motivazioni endogene al gruppo (quelle che naturalmente gli altri non vedono perché cifrate, coperte dai codici del gruppo stesso).

E tuttavia nelle vicende napoletane c’è qualcosa di diverso e di peggiore, che interpella l’intera comunità. Un angolo buio, più buio del resto della scena, che va illuminato: l’omertà. Perché il contesto fa tutta la differenza del mondo: dunque se l’orrore veronese si disvela grazie all’intervento di un testimone oculare, le paranze dei piccoli bulli napoletani continuano ad essere coperte dal silenzio, spaventato o complice, di cittadini adulti e consapevoli. Questo è davvero il tratto che rende così simili la storia di Arturo, 17 anni, accoltellato nella centrale via Foria prima di Natale, e di Gaetano, 15 anni, pestato l’altra sera fino a spappolargli la milza a una fermata della metro di Chiaiano, periferia nord della città. Entrambi, certo, aggrediti senza ragione plausibile, da branchi di coetanei. Ma, soprattutto, davanti a dozzine di persone (nel caso di Gaetano persino due vigilantes) che non hanno mosso un dito e, dopo, non hanno detto una parola.

Ubaldo Del Monaco, il comandante dei carabinieri napoletani, l’ha spiegato con molta chiarezza in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno , dopo aver catturato una banda di ragazzini del Vomero che terrorizzava l’elegante piazza Vanvitelli: «Nessuno denuncia, nessuno ci chiama»; la baby gang è stata incastrata dalle telecamere (le stesse che perderanno gli aggressori di Gaetano, filmati durante l’azione). Ma gli arresti non fermano il fenomeno («reale e da non sottovalutare», anche secondo Raffaele Cantone). Dalle «stese» alle coltellate, cambiano le modalità ma non si blocca la crescita di questi criminali bambini, decisi secondo alcuni ad accreditarsi come padroncini di vicoli e piazze con i camorristi adulti. E tuttavia tirare in ballo Genny Savastano quale negativo modello tv è soltanto una comoda scorciatoia: prima di tutto perché è Genny che pare ispirarsi ai guaglioni reali e non il contrario; e poi perché il vero modello sta in famiglia, nell’aria di casa, nel latte materno. Perciò, in una Napoli che questi episodi ci dicono ancora così permeata di subcultura da clan, la speranza può venire dalle madri.

La madre di Arturo, Maria Luisa, che da quasi un mese non smette di chiedere giustizia, e quella di Gaetano, Stella, che da qualche ora le è accanto, sfidando gli ignavi, «chi sa, si faccia avanti». Madri cui una Napoli che non è la nostra prova a imporre il silenzio («statevene a casa, pensate a guarire i figli…»). Madri che la Napoli da noi tutti amata deve invece accompagnare, in quelle stesse piazze infestate dalle gang e con i valori trasmessi ogni giorno da altre madri. Se non ancora per senso civico, per amore. Perché nessuna più debba guardare con angoscia il proprio figlio chiedendosi «domani a chi tocca».

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corrieredellasera/Napoli, violenza e follia dei ragazzini E il coraggio delle mamme (Goffredo Buccini)

TuttoSport: “Napoli, attenzione! Su Fares c’è anche la Juventus”

Anche la Juventus è interessata a Fares

Il calciatore del Verona Mohamed Fares, è un obiettivo del Napoli. Secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Tutto Sport, su di lui ci sarebbe anche la Juventus. Ecco uno stralcio dell’ articolo: “Il piano della Juventus è semplice quanto logico: Fares entrerebbe nell’orbita dei calciatori controllati dai vicecampioni d’Europa, fermo restando il forte desiderio di calcare un giorno il prato dello Stadium con la maglia bianconera sulla pelle. Ma per il momento la prenotazione con allegata blindatura del franco-algerino è il primo passo. Dell’ex Bordeaux, da dove andò via forte dello status di svincolato, parecchi addetti ai lavori avevano parlato in tempi non sospetti come fosse il “nuovo Ghoulam”. E non sarà un caso che, quando in autunno il terzino algerino del Napoli si ruppe il crociato, tra i nomi sul taccuino degli azzurri fosse comparso anche quello di Fares. Questione di intrecci tra le battistrada del campionato, impegnate nella corsa allo stesso giocatore e con una strategia involontariamente condivisa: bloccarlo ora e lasciarlo a Verona almeno fino a giugno”.

Caso di scabbia in una scuola elementare a Marano, ecco l’ accaduto

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Il caso di scabbia è avvenuto in una scuola elementare a Marano

C’è un caso di scabbia a Marano. L’ episodio è avvenuto presso la scuola elementare di San Rocco, scatenando un vero putiferio tra i genitori dei bambini alunni. La preside dell’ istituto Mira Masillo ha cercato di rassicurare i genitori. A riportare la notizia è il sito del quotidiano Il Mattino. Ecco le parole della preside: “Appresa la notizia da fonti ufficiose abbiamo immediatamente contattato l’Asl competente. Ci hanno riferito che un medico di base della zona ha segnalato al distretto sanitario un caso di acariosi, ma senza comunicare il nome del bambino che da un paio di giorni non frequentava le lezioni. A quel punto ci siamo messi in contatto direttamente con la famiglia dell’alunno, che ci ha spiegato che tale diagnosi era stata formulata da un dermatologo di un ospedale. Il bambino, per quanto ne sappiamo, ha già avviato l’attività di profilassi e lunedì tornerà regolarmente a scuola”. “L’acariasi è quel che comunemente viene definita scabbia – spiegano alcuni genitori degli alunni – non avendo avuto alcuna notizia ufficiale dalla scuola, abbiamo ritenuto opportuno, nei giorni scorsi, non portare i bambini nella struttura. Nessuno ci ha spiegato cosa intendano fare e se esiste un rischio di un eventuale contagio. La scuola dovrebbe fare chiarezza sulla vicenda: è in ballo la salute dei bambini”.

Praga non sembra aver insegnato qualcosa all’Europa ed all’Occidente

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Ricordare l’errore morale e politico compiuto con la Primavera di Praga serve oggi all’Europa ed all’Occidente per tentare di non incorrere, a Damasco e Teheran, Pyongyang e Caracas. nello stesso sbaglio fatto con i cecoslovacchi lasciati ad aspettare invano anche solo un cenno di sostegno delle democrazie davanti all’avanzare dei cingolati con la Stella Rossa. 

L’Occidente nella trappola dei dittatori

Il 5 gennaio di 50 anni fa Alexander Dubcek assumeva la guida del governo della Cecoslovacchia dando inizio a quella che sarebbe divenuta la Primavera di Praga ovvero la rivolta non violenta contro l’occupazione sovietica che Mosca schiacciò nell’agosto seguente con l’intervento dei carri armati del Patto di Varsavia mentre l’Occidente assisteva impassibile. La scelta degli Stati Uniti e dell’Europa di non tendere la mano alla Primavera di Praga trovò la sua giustificazione nella Guerra Fredda, che vedeva il Vecchio Continente diviso dalla «Cortina di ferro» con le superpotenze di Washington e Mosca protagoniste di un equilibrio atomico che minacciava il Pianeta. Ma nella Storia dell’Occidente, dei suoi valori e diritti generati dalle rivoluzioni britannica, americana e francese, quel momento resta uno dei più bui: voltare le spalle ai desideri di libertà dei cecoslovacchi fu un momento di cecità collettiva pari al tradimento con cui a Monaco nel 1938 Londra e Parigi avevano accettato di sacrificare proprio la Cecoslovacchia ai desideri di Hitler e Mussolini, spianando la strada alla Seconda guerra mondiale. A Monaco 1938 come a Praga 1968 fu la fede assoluta nell’appeasement che spinse le democrazie nella trappola dei dittatori, rinunciando a difendere diritti e libertà.

Ricordare l’errore morale e politico compiuto con la Primavera di Praga serve oggi all’Europa ed all’Occidente per tentare di non incorrere nello stesso sbaglio, tenendo a mente ciò che distingue le democrazie: l’impegno per il rispetto dei diritti fondamentali degli individui alla vita, alla libertà ed alla prosperità. E ciò significa avere il coraggio di battersi – anche solo con la forza della ragione – quando vengono violati. Lo fece John F. Kennedy nel 1963 davanti alla Porta di Brandeburgo pronunciando le parole «Ich bin ein Berliner» per denunciare l’oppressione dei popoli dell’Est e lo fece Ronald Reagan, nello stesso luogo, nel 1987 chiedendo all’Urss di «abbattere» il Muro di Berlino, facendo capire che i regimi comunisti sarebbero crollati.

Se tutto ciò riguarda la nostra generazione è perché ancora una volta l’Occidente appare tentennante, se non pavido, di fronte alle massicce violazioni di libertà individuali in più nazioni. Per sei anni non ha ostacolato in Siria un dittatore come Bashar Assad impegnato a massacrare il proprio popolo causando la maggioranza delle oltre 400 mila vittime della guerra civile. Da oltre tre mesi assiste immobile alla repressione del sogno dell’indipendenza del popolo curdo, che ha liberamente votato per rivendicarla e solo per questo è vittima di un asfissiante assedio economico-militare da parte di Iraq, Turchia ed Iran. Da due settimane esita ad esprimersi in soccorso della rivolta del pane dei più poveri fra gli iraniani, vittime di un regime che dilapida le risorse in avventure belliche tese a destabilizzare il Medio Oriente. Per non parlare del silenzio con cui si assiste all’agonia di 30 milioni di venezuelani, schiacciati da fame, povertà e violenza causate da venti anni di chavismo. O della fretta con cui si dimenticano le brutalità nei confronti di 24 milioni di nordcoreani da parte di un regime fondato sul culto della personalità che accumula ogive e missili nucleari al fine di ricattare la comunità internazionale.

Ecco perché è legittimo chiedersi se milioni di siriani, curdi, iraniani, venezuelani e nordcoreani oggi non provino la stessa amarezza e delusione nei confronti dell’Occidente che ebbero i cecoslovacchi aspettando invano anche solo un cenno di sostegno delle democrazie davanti all’avanzare dei cingolati con la Stella Rossa. Dobbiamo chiederci se non stiamo sbagliando oggi, come si sbagliò allora, a non tendere la mano verso chi anela alla libertà a Damasco e Teheran, Pyongyang e Caracas. Dobbiamo chiederci se l’appeasement di oggi – non più dovuto ai pericoli della Guerra Fredda ma a interessi assai prosaici – non torni a spingere le democrazie nel vicolo cieco della trappola dei dittatori. Il cui unico intento è dimostrare la caducità degli ideali di libertà di cui i Paesi occidentali, pur con tutte le loro contraddizioni e debolezze, sono portatori.

vivicentro.it/EDITORIALI
vivicentro/Praga non sembra aver insegnato qualcosa all’Europa ed all’Occidente
lastampa/L’Occidente nella trappola dei dittatori MAURIZIO MOLINARI

Denis : “Tornerei subito a Napoli. Il mio pronostico per domenica? 2-2!

Il Tanque Denis parla della sfida di domenica

Domenica ci sarà Atalanta – Napoli, e uno degli ex più importanti è sicuramente German Denis. Il Tanque ha rilasciato una lunga intervista all’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere della Sera, parlando di questa importante sfida per ambedue le compagini:

Che partita si aspetta?

“Una sfida aperta a qualsiasi risultato. Entrambe hanno la caratteristica di verticalizzare il gioco e le azioni. Il Napoli forse è più spettacolare, l’Atalanta è la squadra più efficace. Viene da risultati importanti e punta dritto all’Europa, obiettivo che può facilmente raggiungere se continua a giocare in questo modo”.

Un’insidia per il Napoli ed un’altra per l’Atalanta?

“Entrambe vengono da risultati positivi, per tutte e due le squadre l’insidia maggiore è la sosta di campionato e soprattutto l’orario in cui si giocherà la partita”.

Pensa sia l’anno giusto per vincere finalmente lo scudetto?

“Credo proprio di sì, bisognerà però avere continuità di rendimento nel girone di ritorno. Lo scudetto sarebbe il meritato premio per il lavoro svolto in questi anni dalla società. Non oso immaginare cosa succederebbe in città se si vincesse scudetto”.

Il gap con la Juventus è stato colmato?

“La Juventus resta la squadra da battere, ma il Napoli però ha molte più certezze rispetto agli anni passati. La sfida sarà accesa ed incerta fino all’ultima giornata”.

Il mercato è aperto, il Napoli cerca un attaccante, si proporrebbe?

“A Napoli ho lasciato il cuore, tanti amici e soprattutto bei ricordi. Tornerei di corsa, anche ora. Sto bene fisicamente, mi accontenterei anche di di fare il vice-Mertens, un giocatore straordinario”.

Sarri-Gasperini, chi è più bravo?

“Sono entrambi due grandi allenatori, hanno il pregio di saper crescere i giovani. Sarri è arrivato in una grande piazza dopo tanta gavetta, Gasperini meriterebbe una nuova chance con una grande squadra”.

Qualche calciatore negli anni ha rifiutato il Napoli, che idea si è fatto?

“E’ pura follia decidere di rifiutare una piazza prestigiosa come Napoli; quando mi fu proposta feci i salti mortali di felicità perché c’è innanzitutto una storia calcistica conosciuta in tutto il mondo. Per noi argentini, poi, c’è un rapporto diverso, quasi di simbiosi con i napoletani. Non credo comunque si tratti di problemi legati alla città”.

La sua più bella Atalanta-Napoli

“Quella in cui feci doppietta, poi con un gol di Moralez battemmo gli azzurri 3-0”.

Speriamo non finisca così domenica prossima

“In casa l’Atalanta è un osso duro da battere, lo stadio sarà incandescente”.

Per chi farà il tifo?

“Se dovessi dare il risultato del cuore proporrei un 2-2 spettacolare ed emozionate”.

Free Basketball Scafati, battuta Cercola al PalaMangano: ecco il racconto

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Scafati batte Cercola 45.33

La Free BasketBall Scafati Givova Ladies batte al PalaMangano , Cercola e prosegue la sua striscia di imbattibilità tra le mura amiche. Ecco il comunicato della società che racconta il match nei minimi dettagli: La Givova Ladies Scafati si conferma imbattibile al PalaMangano. Il quintetto di coach Ottaviano supera 45-33 il Sorriso Azzurro Cercola con una prestazione di sostanza, conquistando il primato solitario in classifica.

Inizio di partita con le polveri bagnate da ambo le parti. Le giocatrici avvertono oltremodo la posta in palio e così il punteggio ne risente (2-2 con 3’12’’ sul cronometro). Poi sul finire è Esposito a creare un minimo di separazione (2-8). Nei secondi dieci giri di lancetta Scafati riesce a trovare un po’ di ritmo e con un gioco da tre punti di Scibelli raggiunge la parità (11-11). Poi sono Iozzino e Čičić a portare per la prima volta avanti le padrone di casa (18-11). Cercola non reagisce e viene così punita da Busiello e Porcu con due bombe dai 6,75 (24-13).E’ infine ancora una caldissima Iozzino dalla lunga distanza a mandare le due squadre negli spogliatoi sul 27-15.

Alla ripresa delle ostilità il ritmo torna ad abbassarsi. Scafati si mantiene a distanza di sicurezza dalle vesuviane, che hanno il canestro tappato. Così Negri e Iozzino permettono alle locali di andare all’ultimo riposo sul 34-24. Il quarto periodo è solo pura accademia per la Givova Ladies, che conferma la propria superiorità sul parquet.

Questo il commento a caldo di coach Nicola Ottaviano. “Grande spirito e sacrificio di squadra. E’ stata una gara strana nella quale il primo quarto è stato dominato dalla difesa e dai tiri sbagliati. Poi dopo per fortuna siamo riusciti a trovare il fondo della retina. Abbiamo lavorato a questa sfida con molta tranquillità. Lo staff non ha fatto quasi mai fatto cenno del ‘peso’, che poteva avere. Anzi per far rilassare ancora di più le atlete ci siamo allenati con la musica, il che ha creato un clima disteso e scherzoso nel quale si è lavorato nel migliore dei modi. Complimenti alle ragazze”.

 

Givova Ladies Scafati-Sorriso Azzurro Cercola 45-33

 

Givova Ladies Scafati: Sicignano n.e., Iozzino 14, Busiello 7, Porcu 5, Sapienza n.e., Ottaviani, Serra n.e., Scibelli 5, Negri 7, Baglieri n.e., Falanga, Čičić 7. All. Ottaviano

 

Sorriso Azzurro Cercola: D’Avolio 2, Romano 2, Persico n.e., Scarpati n.e., Popolo 7, Mitongu Ntumba 6, Margio, Mattera, Gemini 4, Fedele 5, Esposito 7. All. Patrizio

 

Arbitri: D’Aiello e Ricci di Caserta

 

Parziali: 2-8, 27-15, 34-24

 

UFFICIO STAMPA

Ecco gli ingaggi del Napoli: Insigne, Mertens ed Hamsik sul podio. La sorpresa è Maksimovic

Ecco tutti gli stipendi annui del Napoli

Lorenzo Insigne è il più pagato del Napoli. Lo scugnizzo di Frattamaggiore, secondo quanto riportato dall’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, attraverso un grafico è quello che percepisce lo stipendio più alto con 4,5 milioni all’ anno. Chiudono il podio Hamsik e Mertens con 4 milioni. Il quotidiano sottolinea come Maksimovic, vero oggetto del mistero in casa Napoli, guadagni più di titolarissimi inamovibili come Jorginho, Allan ed Hysaj. Infatti l’ ex Torino percepisce uno stipendio annuo di 1,8 milioni di euro. Il neo acquisto Machach è fermo sui 400 mila euro. Il meno pagato è il giovane Leandrinho con 300 mila euro.

 

Sacchi: “Il Napoli esprime un gran calcio di qualità e valori, ma…”

Sacchi parla anche sulla corsa allo scudetto

L’ ex tecnico del Milan, Arrigo Sacchi, ha rilasciato una lunga intervista all’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, parlando del calcio italiano in generale e soffermandosi sul Napoli. Ecco alcune delle parole di Sacchi alla Rosea: “Qualche giorno fa stavo vedendo una partita del Manchester City con un amico. Gli proposi: “Andiamo a farci un tè”. E lui: “Ma stanno giocando”. Gli spiegai: “Abbiamo già visto tante cose belle e ne vedremo delle altre dopo”. Se a Napoli-Juve starnutivi sul gol di Higuain ti eri perso tutto. C’è stato poco altro. Sarri ha portato il Napoli già nel futuro. Non ha top player eppure esprime un gran calcio di qualità e valori. La conferma sono i tanti giocatori che sono migliorati: Koulibaly, Ghoulam, Mertens, Insigne… Lo scudetto sarebbe il giusto premio alla bellezza e alla generosità. Ma il Napoli non ha le risorse della Juve che può sottrarre i 36 gol di Higuain e inserire alternative come Cuadrado. Comunque vada, Sarri ha già vinto. Tecnici del futuro? Giampaolo, che contattai per primo, quando Ferrara lasciò l’Under 21 e Gasperini che ha creato una simbiosi unica con proprietà e città. E Di Francesco, che è bravissimo. Loro sì, giocano un calcio con lo spirito dei padri fondatori: coraggioso, offensivo, ottimistico. Oltre la tradizione. Come pure Oddo e De Zerbi. Ma non è facile. Alla vigilia di un Milan-Napoli mi ritrovai in un ristorante di Milano con mia moglie. C’erano anche dei giornalisti, tra i quali Brera. Uno venne al tavolo a chiedermi: “Chi marcherà Maradona? Abbiamo fatto una scommessa tra noi”. Uno diceva Baresi, un altro Tassotti, un altro Galli… Mia moglie, che non segue il calcio, mi chiese: “Ma tu non giochi a zona?” Se uno non vuol capire…”.

Battipaglia, 17 enne a bordo del suo scooter si schianta contro un albero: deceduto poco dopo

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L’ impatto è avvenuto nel Rione Sant’ Anna a Battipaglia

E’ stato un sabato sera di sangue, a Battipaglia, in provincia di Salerno. Un ragazzo di 17 anni, mentre era in sella al suo scooter si è schiantato contro un albero ed è deceduto subito dopo. L’ impatto è avvenuto in viale Della Liberta, nel rione Sant’Anna della città. Il ragazzo, probabilmente per la velocità troppo elevata con il suo scooter, ha perso il controllo del mezzo e si è andato a schiantare contro un albero, facendolo cadere e battere la testa al suolo. Sono stati vani i tentativi dei soccorsi del 118, il ragazzo è spirato poco dopo il forte impatto.

Afro Napoli, vittoria importante contro il San Pietro. Ecco le parole dei protagonisti

Si parla dell’ importante vittoria dell’ Afro Napoli

L’ Afro Napoli ottiene una nuova vittoria battendo il San Pietro per 2-0. Ecco il racconto della società a cura dell’ Ufficio Stampa, con le parole dei protagonisti del match: Nuova vittoria dell’Afro Napoli United che batte al Vallefuoco il San Pietro Napoli 2-0. Alla rete di Redjehimi al 31’, segue quella di Dodò al 47’. “Sono quelle partite che se non trovi presto il gol si fatica. La squadra avversaria è venuta qui a difendersi e per noi è stato difficile trovare spazi giusti. Vittoria sofferta ma va dato merito ai ragazzi. Il campionato non finisce oggi, ci sono ancora 13 partite da giocare, dobbiamo tenere sempre l’attenzione”, il commento di mister Ambrosino a margine della gara. Sulla gara anche il presidente dell’Afro Napoli, Antonio Gargiulo: “E’ stata una bella partita. Avversario che gioca bene e con un pizzico di fortuna siamo riusciti a vincerla. Non è facile giocare contro una squadra quando si difende così”. In chiusura l’autore di una delle due reti, Redjehimi: “E’ andata bene, importante la vittoria. Andiamo avanti così. Il gol? Fa piacere aver segnato ma io gioco per la squadra”.

Gazzetta: “Giuntoli pronto a prendere 4 giocatori a giugno, ecco di chi si tratta”

Giuntoli è attivissimo sul mercato

Il direttore sportivo del Napoli, Cristiano Giuntoli, è attivissimo sul mercato, dopo aver praticamente chiuso la trattativa per Verdi, ha in mano altri quattro acquisti, come riporta l’ edizione odierna della Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio dell’ articolo della Rosea: “Dunque, perché si accenda il «semaforo Verdi» manca davvero poco ma Giuntoli ha già accelerato su tanti altri obiettivi. Due li ha addirittura centrati e se Machach è da ieri a Castel Volturno, Ciciretti è sempre più vicino a lasciare per sei mesi il Benevento per andare in prestito al Getafe e poi, dal primo luglio, diventare un calciatore del Napoli a parametro zero. Inutile arrovellarsi oggi su quale sarà il ruolo di Ciciretti nella squadra della prossima stagione, di certo sia lui che Inglese sperano di giocarsi una chance alla corte di Sarri (un altro il cui futuro è da decifrare). Già perché Roberto Inglese è stato prenotato la scorsa estate, al prezzo di 10 milioni di euro, ed è stato in pratica il primo acquisto del 2018-2019. il Napoli si è fiondato da settimane su Younes dell’Ajax, trequartista tedesco anche lui con il contratto in scadenza. Il ragazzo, che ha molti corteggiatori e che i Lancieri non daranno comunque via adesso, ha espresso la sua preferenza verso la maglia azzurra, che salvo sorprese vestirà in estate. Uno, due e tre (Inglese, Ciciretti e Younes) ma il Napoli calerà il poker e forse farà pure cinquina. Come detto, serve un portiere titolare per la stagione che verrà. Leno del Bayer Leverkusen è il preferito di Giuntoli, Rulli un’idea sempre viva e Perin la pista italiana che potrebbe mettere tutti d’accordo per capacità, costo ed ingaggio”.

Club Italia, grandissima e importante vittoria contro Gioia del Colle

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Si parla della grande vittoria del Club Italia

Grande vittoria del Club Italia che batte Gioia del Colle con un nettissimo 3-0. Ecco il comunicato della Federazione di Volley che racconta il match:

Un grande Club Italia CRAI ha battuto questa sera nell’anticipo della decima giornata di Serie A2 UnipolSai la Gioiella Micromik Gioia del Colle con un netto 3-0 (25-18, 26-24, 25-20) sotto gli occhi del CT della Nazionale Maschile Gianlorenzo Blengini. Successo meritatissimo, ottenuto grazie a una prova di livello durante la quale il gruppo allenato da Monica Cresta ha dimostrato una evidente superiorità rispetto a degli avversari che non sono mai riusciti a reagire e a trovare le giuste contromisure. Russo e compagni hanno così centrato la seconda vittoria consecutiva, la sesta in stagione, risultato che consente loro di raggiungere quota 22 punti in graduatoria. Il Club Italia è sceso in campo con il consueto schieramento: diagonale Salsi-Cantagalli, Recine e Gardini martelli, Russo e Cortesia centrali con Federici libero. Il primo set è stato davvero ben giocato e amministrato in ogni sua fase dai giovani ragazzi di Monica Cresta che hanno saputo incanalare da subito la partita come desideravano. Il secondo è stato invece più equilibrato, le due squadre si sono alternate al comando con i pugliesi che in più di un’occasione hanno dato la sensazione di poter agguantare la parità. Russo e compagni però hanno continuato a giocare una buona pallavolo, dimostrando freddezza e concretezza nei momenti caldi come quando, nel finale di parziale, hanno prima annullato un set ball per poi chiudere ai vantaggi la frazione portandosi sul 2-0. Nel terzo set l’andamento della gara non & egr ave; cambiato con il Club Italia che ha continuato a giocare davvero bene conquistando meritatamente una bella e meritata vittoria. Top scorer del match Davide Gardini con 18 punti.

Club Italia-Gioia del Colle 3-0 (25-18, 26-24, 25-20)
Club Italia: Salsi 3, Cantagalli 9, Russo 7, Cortesia 11, Gardini 18, Recine 10, Federici (L). Sperotto. Ne: Stefani, Motzo, Panciocco, Dal Corso, Rondoni (L), Mosca All. Cresta
Gioia del Colle: Joventino 7, Scopelliti 3, Cetrullo 12, Erati 10, Grassano 9, Marchiani 1, Casulli (L). Bernardi, Link 2, De Santis (L). Luppi, Ne: Anselmo, All. Spinelli
Arbitri: Brancati, Somansino
Durata set: 22’, 31’, 24’
Club Italia: a 6 bs 10 mv 8 et 18