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Napoli, preso Vinicius Morais. Ecco perchè…

Oggi le visite mediche a Villa Stuart

Colpo a sorpresa quello concluso nella serata di ieri dal ds del Napoli Cristiano Giuntoli. Secondo quanto riportato da Il Mattino nell’edizione odierna, l’acquisto di Vinicius Morais è avvenuto in gran segreto grazie alle doti di scouting del direttore sportivo partenopeo.

L’attaccante brasiliano sosterrà oggi le visite mediche a Villa Stuart a Roma. Tuttavia, c’è una certa curiosità per quanto riguarda il suo ingaggio di cui non si era mai parlato. L’acquisto del classe 1995 è sicuramente stato concluso in chiave futura. Il brasiliano arriva dal Real Sport Clube, squadra della Serie B portoghese.

Il giovane brasiliano è una prima punta di peso, alto 190 cm: vanta 11 gol in 20 presenze nella Ledman Liga Pro, la seconda divisione in Portogallo. Bottino che tutta via non è riuscito a risollevare le sorti del Real SC, ultimo in classifica. Morais, nato a Rio de Janeiro e cresciuto calcisticamente nel Gremio Esportivo Anapolis, è un investimento per il futuro, dovendo confrontarsi ad una realtà del tutto nuova.

Falò di S.Antonio: sassi contro le forze dell’ordine, emerge anche la ‘quota rosa’delle babygang

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Sassi e bottiglie contro le forze dell’ordine a S.Antonio, nelle risse coinvolte anche delle ragazze minorenni.

Episodi di violenza delle babygang sono legati anche agli ultimissimi fatti di aggressione ai danni delle forze dell’ordine verificatisi in concomitanza con la festa di S. Antonio Abate svoltasi ieri sera. La Polizia, in regolare servizio, in occasione dell’accensione del falò che sugellano l’antica tradizione di S.Antonio Abate, è stata aggredita a Piazza Sanità con sassi ed altri oggetti. La medesima situazione è stata segnalata in Piazza Mercato dove un carabiniere per rincorrere un ragazzino è scivolato e si è procurato contusioni (è stato medicato nel Loreto Mare).

Con i fatti di violenza che si sono verificati si apre anche uno scenario nuovo; emerge la ‘quota rosa’ delle baby gang, coinvolte nelle risse folli anche delle ragazzine, infatti, come riportato sul Mattino: “Non poteva mancare una ragazza, una tipa di 17 anni e che ora si trova a rispondere di lesioni nei confronti di un’altra coetanea: la 17enne è stata interrogata pochi giorni fa dal pm minorile che indaga su episodi legati al branco. Incensurata, non ancora maggiorenne, espressione di una famiglia estranea a fatti criminali, destinata a sostenere un probabile processo per aver ferito una coetanea. Avrebbe spinto e picchiato un’altra ragazza, al termine di una mattinata trascorsa sulle scale della Circumvesuviana di San Giovanni, scandita da offese e tentativi di sgambetto ai danni di studenti e ragazzi del posto“.

Le autorità delle forze dell’ordine in merito agli episodi sono intervenuti chiedendo la regolamentazione della tradizione dei falo: ‘É necessario regolamentare i ‘fuocarazzi’, dare spazio alla tradizione ma dire no alla guerriglia” dice il presidente della II Municipalità Francesco Chirico mentre Gianfranco Wurzburger, presidente Associazione gioventù cattolica, il quale sottolinea: ”Si potevano fare falò in sicurezza e rispettare le divise. C’è molto da lavorare”.

Napoli, Giuntoli parlerà con l’agente di Deulofeu per chiudere l’operazione

“L’obiettivo è chiudere a cifre più basse”

Sfumato l’affare Verdi, il Napoli punta dritto verso Deulofeu. E’ diventato il suo il nome più caldo di queste ultime ore. Il Barcellona è disposto a lasciar partire l’esterno, mettendolo ufficialmente sul mercato escludendolo dai convocati dell’ultima partita giocata contro l’Espanyol in Coppa del Re.

Giuntoli è al lavoro per cercare la soluzione migliore che possa soddisfare entrambe le parti e che possa permettere al Napoli di chiudere l’affare senza spendere cifre esorbitanti.
Ecco quanto scrive Il Mattino:
“Napoli in questo momento è una piazza importante ma non è una squadra che gli garantirebbe il posto da titolare perchè lo spagnolo partirebbe alle spalle di MertensInsigneCallejon. E c’è da trovare l’accordo con il Barcellona: il club catalano vuole venderlo e accetterebbe al massimo il prestito con obbligo di riscatto, con un’operazione globale da 20 milioni di euro, pari cioè alla clausola rescissoria. Il Napoli, invece, vuole chiudere a una cifra più bassa (al massimo 18 milioni bonus compresi). Poi ci sarebbe da perfezionare l’intesa con il calciatore, possibile con un ingaggio di due milioni a stagione per 5 anni. Il direttore sportivo Giuntoli ne riparlerà con il suo agente Gines Carvajal, dopo i contatti già avviati la scorsa settimana”.

Napoli, denunciati due aggressori della babygang che ha aggredito Ciro

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La Polizia di Stato denuncia due degli aggressori che hanno colpito Ciro, ennesima vittima di una babygang.

La Polizia di Stato ha denunciato due dei ragazzini appartenenti alla baby gang che alle 09:30 di domenica scorsa, quando Ciro si ritirava da una partita di calcetto, immotivatamente lo ha aggredito procurandogli la rottura del setto nasale. Diversi sono stati gli interventi da parte delle istituzioni, non solo verbali, come il dibattito acceso tra forze politiche opposte, ma anche la presenza alla manifestazione contro la violenza delle baby gang  stesse.

Ciro, la vittima, ha raccontato alle forze dell’ordine di essere stato avvicinato da un gruppo di ragazzini tra i 16 ed i 18 anni che non conosceva: hanno iniziato ad offenderlo e poi, immotivatamente, a colpirlo fino a rompergli il setto nasale.

La parola alle istituzioni– Proprio alla luce dei fatti di violenza dei minori su altri minori, che si sono avvicendati negli ultimi tempi, il Ministro degli Interni Minniti ha disposto una serie di iniziative volte ad arginare il problema di questa violenza crescente da parte dei più piccoli: “Non dico che le baby gang siano terroristi, ma usano metodiche di carattere terroristico: quella di colpire perché si è casualmente in un posto. Abbiamo un’assimilazione di metodiche tipiche di altre attività criminali. C’è una violenza nichilista che non ha alcun rispetto per il valore della vita, ed è ancora più drammatico se impatta con dei giovanissimi” . Queste sono le parole del responsabile del Viminale, che inoltre aggiunge: Possiamo dire di essere sulla buona strada o di aver già individuato i responsabili delle violenze inaccettabili di questi giorni a Napoli. Questo grazie all’aumento dell’efficienza dei mezzi di contrasto, in particolare la videosorveglianza”,inoltre aggiunge: “A Napoli verranno inviate 100 unità destinate al controllo di quelle zone maggiormente frequentate dai giovani, ha annunciato Minniti. “Non consentiremo alle baby gang di cambiare le abitudini dei giovani napoletani“.

Koulibaly: “Vogliamo arrivare fino in fondo. Io rimarrei a vita a Napoli”

“L’Europa League è un nostro obiettivo: vogliamo vincerla”

Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli, ha parlato in una lunga intervista al quotidiano La Gazzetta dello Sport, lanciando segnali forti alla Juventus ed elogiando il popolo napoletano.

Che momento è questo della sua carriera?
“Dei migliori, sicuramente. Ad oggi, sono cresciuto tanto. Quando sono arrivato in Italia ho avuto bisogno di un anno di ambientamento, che non è stato semplice. Poi mi sono detto che me la sarei dovuta meritare questa grande squadra e ho cominciato a lavorare intensamente. Adesso, sto capitalizzando gli sforzi e i miei sacrifici. Di certo, non mi fermerò qui”.

Lo sa, di lei si dice che sia il nuovo Thuram: condivide l’accostamento?
“Mi fa molto piacere questo paragone, lui è stato un grande e ha fatto benissimo in Italia, la sua carriera non è da tutti. Io qualche problema l’ho avuto, con Benitez sono persino finito in panchina e quel momento è stato molto importante, perché ho lavorato tanto su me stesso e guardando da fuori ho compreso molte cose, anche sul piano tattico. Mi sono imposto di far vedere che non si erano sbagliati a prendermi, che sarei potuto diventare uno dei difensori più forti del campionato italiano”.

Una scommessa vinta, la sua. Ma quanto ha influito l’avvento di Sarri in panchina in questa sua metamorfosi?
“Direi parecchio, appena è arrivato mi ha detto: “Ascoltami e diventerai un campione”. È stato importante, perché mi ha dato fiducia in un momento in cui le cose non andavano tanto bene. Ricordate l’inizio del suo primo anno? Ci fu la partita di Europa League contro il Bruges che rappresentò la svolta sia per me che per la squadra. Direi che quello è stato il momento chiave della mia carriera”.

Può un difensore, secondo lei, spostare gli equilibri di una squadra? Si è detto questo quando Bonucci si è trasferito al Milan.
“Dipende. Nel caso del Napoli non credo, perché il vero top player qui è la squadra. Adesso vinciamo anche quando manca qualche titolare, questa è la nostra forza”.

Se domani Aurelio De Laurentiis si presentasse con un contratto a vita, lei lo firmerebbe?
“Per la mia famiglia e per i tifosi, se il contratto fosse buono non avrei problemi a firmare, a restare per sempre. Qui sto benissimo, città e squadra mi danno tutto, io voglio restituire qualcosa ai napoletani, voglio dare loro lo scudetto”.

Un messaggio alla Juventus, il suo?
“Si convincano, quest’anno vogliamo arrivare fino in fondo. Noi faremo di tutto per tenerla dietro, la Juventus, ma Roma e Inter non sono ancora fuori dal discorso scudetto. Il mio intento e quello dei miei compagni, è di mettere fine all’egemonia bianconera. Il primato in classifica ce lo stiamo meritando tutto, stiamo dimostrando che si può vincere anche giocando un calcio spettacolare”.

Nessuno ne parla, ma c’è anche un’Europa League su cui puntare. Lei la sfiorò con Benitez, perdendo in semifinale con il Dnipro. C’è il pericolo che il campionato prenda il sopravvento anche su questa manifestazione dopo l’eliminazione dalla Champions League e dalla Coppa Italia?
“No, io vorrei vincerla l’Europa League: la contenderemo ad altre grandi squadre, sarebbe un trofeo molto importante per il Napoli. Abbiamo tanta voglia di vincere e due obiettivi da centrare: dobbiamo farlo, per la città e per noi stessi”.

Dica la verità, cosa ha pensato dopo il gol subìto da Higuain nello scontro diretto, al San Paolo?
“Che m’è mancato appena un centimetro per togliergli il pallone, sono arrivato un soffio dopo che lui aveva calciato in porta. Contro di noi la Juventus gioca così, segna un gol e poi si mette tutta dietro a difenderlo. Sono partite di grande livello, ma per un dettaglio si possono perdere. Comunque il Pipita è un fuoriclasse, è stato un piacere giocare con lui. Tra l’altro, essendo stato tre anni a Napoli, conosce tutti i nostri meccanismi e, dunque, riesce sempre a sorprenderci”.

A parte Higuain, chi è l’attaccante in Serie A più difficile da marcare?
“Direi Icardi e Dzeko, ma quello che mi dà più fastidio è Kalinic, che gioca sempre sul filo del fuorigioco. Di certo, non affronterei quelli del Napoli: Callejon, Mertens e Insigne, sono autentici campioni”.

A proposito di attaccanti e di gol, lei è già a quota 4 reti in campionato: il suo massimo, finora. Potrebbe diventare una costante, che ne pensa?
“Io preferisco non prenderle e vincere uno a zero con un gol di un compagno qualsiasi”.

Domenica ritorna il campionato, difenderete il primato a Bergamo, una partita niente male, con un coefficiente di difficoltà molto alto: timori?
“Sono convinto che la vera anti-Napoli sia proprio l’Atalanta. Ogni qualvolta l’affrontiamo, soffriamo il loro modo di giocare. Per noi sarà una bella prova di maturità, se vinciamo lì sarebbe molto significativo”.

Ci racconti un po’ la sua Napoli: le piace vivere qui?
“Mia moglie e mio figlio sono felici e io con loro. Mi ritrovo spesso con Ghoulam, Jorginho e Mertens. In genere vado in giro, in questo giorni ho visitato i Quartieri Spagnoli e la Sanità, due zone di Napoli particolari. L’affetto della gente è incredibile e io sono sempre pronto a ricambiarlo”.

Il razzismo: un argomento a lei molto caro. Insieme a Nicola Lombardo, il responsabile della comunicazione, è intervenuto all’incontro organizzato dal preside del liceo Agnesi di Milano, Giuseppe Vincolo, peraltro tifoso del Napoli, confrontandosi con gli studenti: possibile che nel 2018 ci siano ancora problemi del genere?
“L’Italia ha questa immagine razzista da quando io ero piccolo, ma qualche passo avanti è stato fatto. Ci sono ancora degli stupidi che fanno pensare che il calcio e in generale il Paese siano così. Ma, in realtà, a Napoli di tutto questo non avverto nulla. In giro per l’Italia sento i soliti cori discriminatori, ma si tratta sempre di una piccola frangia di scalmanati, che andrebbe ignorata. Personalmente, sono stato preso di mira soltanto da pochi tifosi laziali in un Lazio-Napoli di un paio di anni fa. Dopo la rabbia di quei momenti mi sono rasserenato, non ne ho più sentiti”.

Lei la soffre questa condizione sociale?
“Ma no, l’Italia è un bel Paese e io qui sto bene: ho mandato mio figlio alla scuola italiana perché deve conoscere la cultura italiana. L’insieme delle culture può essere la soluzione”.

Napoli città multietnica, dunque, ma vittima della delinquenza comune. Nell’ultimo periodo si parla di Napoli solo per le baby gang e per gli atti criminali che commettono: che cosa può scatenare tanta delinquenza negli adolescenti?
“Sono a Napoli da tre anni e mezzo, non conosco bene le dinamiche della città. Forse, le difficoltà economiche e la prospettiva di non avere un futuro possono spingere i più deboli a lasciarsi andare. È una mia idea perché, ripeto, non sono molto addentro nel sociale. Mi auguro che si ravvedano. Io sono cresciuto in un quartiere difficile, dovevi soffrire per avere qualcosa. Ringrazio mio padre per quello che ha fatto per me, ho trovato nello studio la soluzione ai problemi. Se non avessi fatto il calciatore sarei stato un assicuratore”.

Per concludere, lei giocherà il Mondiale di Russia con il Senegal: crede che la Francia si sia pentita di non aver creduto in lei?
“Credo di sì. La scelta della nazionale è stato un momento importante, l’ho fatto con l’aiuto dei miei genitori e ho sentito forte il peso delle miei radici. Lì tutti mi conoscono, oggi sono molto felice di questa scelta. Abbiamo reso un sogno realtà e saremo orgogliosi di rappresentare il Senegal, faremo un grande Mondiale”.

Free Basketball, concluso il rapporto sportivo con Federica Scala

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La società ringrazia l’atleta per i suoi 4 anni a Scafati, nei quali ha ricoperto anche il ruolo di capitano.

Finisce il  rapporto sportivo con Federica Scala dopo la decisione tecnica di Ottaviano.  Il presidente Prete con lo staff ringraziano la Scala per l’impegno di questi 4 anni, dove ha anche ricoperto il ruolo di capitano: 

“La Free Basketball asd comunica di aver concluso il rapporto sportivo con l’atleta Federica Scala. La decisione è stata presa da coach Nicola Ottaviano per questioni esclusivamente tecniche. Per tale motivo la società precisa che la giocatrice sarà seguita attivamente per tutte le cure previste dal suo infortunio.

Il presidente Antonio Prete e tutto lo staff ci tengono a ringraziare Federica Scala per l’impegno profuso in questi 4 anni di permanenza a Scafati nei quali ha ricoperto anche il ruolo di capitano della prima squadra. Inoltre lo scorso 9 aprile è stata lei ad alzare al cielo il trofeo della coppa Campania “Dante Maiorani”, primo storico successo del nostro giovane club”.

 

L’associazione, inoltre, augura a Federica Scala il meglio per una brillante carriera professionale:

“All’atleta va così il nostro augurio per un futuro ricco di successi in campo sportivo e lavorativo.

 

UFFICIO STAMPA

 FREE BASKETBALL ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA”.

 

Fonte: Ufficio Stampa Free Basketball Associazione sportiva Dilettantistica

Renzi annuncia i primi nomi per il Parlamento: ” Candideremo Siani e Cantone “

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Spuntano i primi nomi per il Parlamento: Renzi annuncia Siani e Cantone

Già una decina di giorni fa, Paolo Siani aveva annunciato la sua candidatura con il PD ed aveva anche ribadito che per questa sua nuova partecipazione avrebbe preteso trasparenza, infatti disse:  “Non ci può essere un nome chiacchierato in lista altrimenti lascio”.

Oggi, Matteo Renzi ha annunciato che il primo nome per il Parlamento è proprio il suo, cioè quello del pediatra fratello di una delle più grandi penne del giornalismo campano, morto assassinato dalla camorra. Ho scelto di iniziare con il primo nome per il Parlamento con un uomo che vive in una delle realtà in cui abbiamo fatto più fatica, in un’area culturale alla quale siamo orgogliosamente affini e che lavora in prima linea tutti i santi giorni: Paolo Siani è il nostro primo candidato” . 

Accanto a Siani, afferma Renzi, ci sarà anche Carla Cantone, l’ex segretario dei pensionati della Cgil: “Già nelle prossime ore annunceremo altre personalità: abbiamo chiesto a una personalità della Cgil, Carla Cantone, e lei ha accettato”.

Come riportato da Huffing post : “Carla Cantone arriva alla candidatura dopo un rapporto travagliato con Renzi. Nel 2013, l’indicazione che lo Spi-Cgil dà ai suoi iscritti è di votare Gianni Cuperlo alle primarie del Pd a cui parteciparono anche Renzi e Pippo Civati. Nel 2015, intervistata da Huffpost, Cantone andò giù durissimo contro l’allora premier: “Renzi, stai attento a ciò che fai con i pensionati. Altrimenti risponderemo con le ‘armi’ che sono a nostra disposizione”. Il sindacato chiedeva risposte sulla restituzione degli arretrati ai pensionati e Cantone accusava Renzi di essere troppo attendista, dando “un colpo al cerchio e uno alla botte”. Poi il disgelo. E ora arriva la candidatura con il Pd.

 Perché il Pd ha scelto di puntare su una rappresentante del mondo dei pensionati? Un sondaggio di Ixè per Huffpost spiega bene come il Pd registri l’appeal più alto tra gli over-55, mostrando invece una scarsa penetrazione tra gli under 45. Tra gli over 65 raccoglie addirittura oltre 1/3 degli elettori. I pensionati, dunque, sono un bacino elettorale molto appetibile per il Pd”.

 

Sky – Preso il brasiliano Morais detto “Careca”, domani le visite mediche

Sky – Preso il brasiliano Morais detto “Careca”, domani le visite mediche

Un acquisto top secret. Un arrivo avvolto nel mistero, almeno fino a qualche minuto fa. Il Napoli ha preso il giovane brasiliano Morais, che domani svolgerà le visite mediche a Roma, alla clinica Villa Stuart. Un investimento per il futuro per il Napoli, che si assicurato una punta centrale classe ’95. Il soprannome? ‘Careca’, e già questo può far ben sperare i tifosi azzurri in vista del futuro.

Carabinieri del NAS: controlli nel settore sanitario a Torino e Pescara

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I Carabinieri del NAS di Torino ha denunciato due persone alla locale Procura della Repubblica per non aver ottemperato agli ordini dell’Autorità e aver posto in commercio medicinali guasti o imperfetti. Il provvedimento è scattato a seguito di un’ispezione igienico sanitaria condotta dai Carabinieri presso una farmacia del capoluogo piemontese, all’interno della quale sono state rinvenute 21 prescrizioni mediche inerenti dei principi farmacologicamente attivi di cui la legge vieta l’associazione in quanto pericolosi per la salute pubblica.

I Carabinieri del NAS di Pescara hanno condotto un’ispezione presso una struttura ricettiva per anziani sita nella provincia di Chieti. Durante gli accertamenti i militari hanno rilevato che il centro era privo dell’apposita segnaletica indicante le vie di esodo e che i responsabili della struttura avevano omesso sistematicamente di segnalare alla competente autorità di Pubblica Sicurezza le generalità delle persone alloggiate. Nel corso delle verifiche di tipo igienico sanitario, inoltre, i Carabinieri del NAS hanno scoperto che all’interno della cucina erano conservati circa 150 kg circa di prodotti alimentari privi di qualsiasi indicazioni sulla tracciabilità. Per le diverse violazioni riscontrate il dirigente della struttura è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria e a quell’Amministrativa.

vivicentro.it/CRONACA

Parte il “Progetto Lunghi”: 3 giorni di allenamenti con Fucka e Tanjevic

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Via Progetto Lunghi, tre giorni di allenamenti : via 29,30,31 gennaio a Roma.

Parte il “Progetto Lunghi” Tre giorni al mese di allenamenti specifici per i lunghi italiani. Ad allenarli sarà Gregor Fucka con la supervisione di Boscia Tanjevic. La prima tre giorni il 29, 30 e 31 gennaio a Roma:

“Al lavoro per il futuro. Sotto la supervisione del Direttore Tecnico Boscia Tanjevic, Gregor Fucka, uno dei migliori giocatori che abbiano mai vestito la canotta Azzurra, allenerà per tre giorni alcuni tra i lunghi più promettenti dei nostri campionati per cercare di dar loro una preparazione specifica nei ruoli di 3, 4 e 5.

 

Il primo appuntamento sarà a Roma, presso l’Arena Altero Felici, il 29, 30 e 31 gennaio.
“Vogliamo dare un’occasione ai nostri ragazzi, giovani e meno giovani ma comunque di prospettiva – parole di Tanjevic – di lavorare individualmente con Gregor Fucka, un allenatore ambizioso e un giocatore che nella sua carriera è stato un lungo di livello assoluto. Gregor mi ha impressionato perché quando giocava aveva un’etica del lavoro fuori dal comune e una cura dei dettagli simile a quella del grande Drazen Petrovic. Non basta avere un grande talento, bisogna lavorare duramente per migliorare ancora e ancora. Noi vogliamo che Gregor insegni a questi ragazzi ciò che sapeva fare meglio in campo per aiutarli a diventare giocatori più forti vicino a canestro. Non conosco esempio migliore di Fucka per poterli aiutare a crescere individualmente”.

 

“L’idea – spiega Fucka – è quella di lavorare sulla tecnica individuale specifica per i lunghi. Nelle squadre di club spesso c’è poco tempo per dedicarsi solo ed esclusivamente a questo aspetto e noi vogliamo agire su questo focus per fornire spunti in più per migliorarsi. Il tempo è poco ma lavorando in sintonia con le società si riesce a remare tutti dalla stessa parte per aumentare la qualità del gioco espresso dai nostri ragazzi sotto canestro”.

 

 

I convocati per lo stage di fine gennaio

 

Simone Barbante (’99, 211, De’ Longhi Treviso)

Lorenzo Benvenuti (’95, 207, Metextra Reggio Calabria)

Francesco Candussi (’94, 211, Dinamica Generale Mantova)
Riccardo Cattapan (’97, 213, Novipiù Casale Monferrato)
Guglielmo Caruso (’99, 205, Cuore Basket Napoli)

Andrea Donda (’99, 210, Betaland Capo d’Orlando)

Andrea Mezzanotte (’98, 207, Remer Treviglio)

Alessandro Simioni (’98, 204, Andrea Costa Imola Basket)

Amedeo Vittorio Tessitori (’94, 204, Eurotrend Biella)

Leonardo Totè (’97, 208, Tezenis Verona)

 

Lo staff

Direttore Tecnico: Bogdan Tanjevic

Allenatore: Gregor Fucka”

Fonte: Ufficio Stampa Federbasket

Ecco i vincitori del concorso di ceramica Mare Mota su “Donne e Madonne”

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Vietri sul mare: Lunedì si è conclusa la mostra Mare Mota dedicata quest’anno a “Donne e Madonne”, ecco i premiati.

E’ finita la mostra di Vietri sul Mare intitolata “mare Motga” organizzata dall’associazione Isola di Samo.  Conferiti anche dei riconoscimenti, come il riconoscimento alla “famiglia fittile” composta da Cristiano Rago e Anna Rita Viscido per l’abilità nel cimentarsi sia nell’arte presepiale ma anche sulla creazione attraverso l’arte manuale di tematiche concernenti l’attualità:

“Si è conclusa con la premiazione a Vietri sul Mare, lunedì scorso, la quarta edizione della mostra/concorso Mare Mota, dedicata quest’anno a “Donne e Madonne”, organizzata dall’associazione Isola di Samo. Il presidente Ernesto Sabatella ha conferito il primo premio ex aequo, espresso a seguito di valutazioni compiute presso il Seminario Superiore di Arti Applicate di Torino, diretto dal professor Enzo Biffi Gentili, che ha scritto la la seguente motivazione: “Dopo l’esame degli artefatti presentati alla mostra concorso Mare Mota “Donne e Madonne”, il Seminario Superiore di Arti Applicate/MIAAO della Congregazione dell’Oratorio di Torino ha innanzitutto rilevato l’alto livello medio dimostrato da tutti gli artieri in questa edizione della manifestazione, sicuramente in crescita e divenuta ormai un evento ceramico vietrese importante e di rilievo qualitativo non soltanto locale. Infatti diversi tra i lavori esposti sarebbero stati meritevoli singolarmente dì segnalazione critica. Il Seminario ha quindi ritenuto, per rispettare questo stato dell’arte, di dover premiare una “famiglia fittile”, in quest’occasione composta da Cristiano Rago e Anna Rita Viscido (casata che con un’altra sua esponente, Anna Rago, già si era fatta onore negli anni passati a Mare Mota). Le ragioni di questa scelta consistono nel fatto che dai loro forni di Montercovino Rovella e dintorni da anni escono da un lato riuscite prove emulative -non imitative- di una iconografia e di una plastica tradizionale, quale quella presepiale; dall’altro sperimentazioni, anche ardite, dedicate a tematiche di flagrante attualità, quali, questa volta, le politiche di genere e la condizione femminile. Tutte sempre create con grande perizia fabrile”. La giuria popolare, composta da tutti i visitatori della mostra, ha scelto i ‘suoi’ tre vincitori: primo classificato Lucia Carpentieri; secondo Dorota Adamska; terzo Donatella Blundo. A tutti gli altri artisti partecipanti sono stati consegnati attestati e catalogo della mostra”.

Fonte: Puracultura comunicazione

 

Juve Stabia – Mezavilla: il matrimonio difficilmente si (ri)farà. Questa la situazione

Mezavilla – Juve Stabia: nessun contatto concreto tra le parti

Nei giorni scorsi si è parlato di un possibile ritorno di Adriano Mezavilla alla Juve Stabia. Il centrocampista brasiliano, come tanti eroi della promozione in Serie B delle Vespe del 2011 (Cazzola su tutti), spesso viene riaccostato alla maglia gialloblù: l’ultimo tormentone è di poche settimane fa.

Secondo quanto raccolto in esclusiva dalla nostra redazione, però, la voce che vorrebbe un nuovo matrimonio tra la Juve Stabia e Mezavilla è ben lontana dall’essere concreta: tra le squadre che hanno chiesto alla Reggina informazioni sulla situazione del mediano brasiliano non figurerebbe, infatti, la Juve Stabia.

Ad essere comunque certo è l’addio, che dovrebbe concretizzarsi in questa sessione di mercato, alla Reggina, squadra con cui il feeling non è mai scattato. L’ex numero 34 stabiese dovrebbe accasarsi al Fano (Serie C – girone B)

Per Mezavilla, dunque, al ritorno come avversario al Menti dello scorso 15 dicembre non dovrebbe seguirne uno definitivo.

In coma dopo un esame al colon: muore dopo quattro anni

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In coma dopo un esame al colon: muore dopo quattro anni

Si è spenta stamattina Silvana Salisci, la donna di 58 anni che durante una colonscopia di routine ha subito una perforazione dell’intestino, entrando così in coma profondo. Il fatto è accaduto all’ospedale Ingrassia di Palermo quattro anni fa, e oggi è giunta la notizia del decesso avvenuto nel nuovo reparto per pazienti in stato vegetativo dell’ospedale di via La Loggia. A rendere noto il fatto è la Repubblica.

Le indagini, in corso da quattro anni, proseguiranno nonostante le richieste di archiviazione proposte dal pm. Il marito della donna, Francesco Licata, non ha intenzione di fermarsi soprattutto ora che, oltre la moglie,  ha perso anche la figlia: “Mia figlia è morta di leucemia domenica scorsa lasciando un bimbo di tre anni orfano. Si è ammalata tre mesi dopo che mia moglie è entrata in coma. Eppure in questi anni ha lottato tantissimo per la madre. Devo giustizia anche a lei”, racconta il signore Licata.

Era il maggio del 2004 quando l’uomo accompagnò la moglie, allora 54enne, all’ospedale per fare una colonscopia di screening. Durante l’esame eseguito nel reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia qualcosa è andato storto. I medici gli comunicano che durante l’intervento c’è stata una perforazione dell’intestino, per cui la donna ha dovuto subire una nuova operazione e da quella non si è più svegliata.

Un coma durato 4 anni e poi la morte: “Ci siamo opposti alle richieste di archiviazione. Chiedo solo di sapere cosa è accaduto in sala operatoria. – dice il signor Licata – Ho sporto denuncia ma non sono mai stato sentito dalla magistratura. E nessuno mi ha mai comunicato i risultati dell’indagine interna avviata dall’ospedale. Io e i miei figli abbiamo lottato strenuamente per ottenere giustizia. Non so se ci sono delle responsabilità, perché non ho gli strumenti tecnici per sostenerlo. Per questo nominato un perito di parte. Chiedo solo che le indagini mi diano risposte”.

Campagna contro il tabagismo 2018: “Chi non fuma sta una favola” (VIDEO)

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Il fumo, attivo e passivo, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute ed è la principale causa di tumore. I dati raccolti dal Centro nazionale Dipendenza e doping dell’Istituto superiore di sanità evidenziano che, nel 2017, in Italia, i fumatori sono 11,7 milioni vale a dire il 22,3% della popolazione. Tra questi è aumentato il numero delle donne, che da 4,6 milioni del 2016 sono salite a 5,7 milioni; si tratta della differenza minima mai riscontrata tra percentuale di uomini (23,9%) e donne (20,8%). Il 12,2% dei fumatori, inoltre, ha iniziato a fumare prima dei 15 anni.

Target e Obiettivi

A fronte dell’ampia diffusione all’abitudine al fumo, con questa campagna il Ministero si rivolge direttamente ai fumatori e li invita a modificare un comportamento dannoso per la propria salute, formulando, con il claim della campagna “Chi non fuma sta una favola!” una promessa che prefigura dei vantaggi concreti di salute.

La campagna

Considerati gli ottimi risultati ottenuti dalla campagna del 2016 è stato deciso di puntare sullo stesso format comunicativo ingaggiando – come ambasciatore del Ministero – lo stesso testimonial, Nino Frassica. Frassica, con la sua originale ironia, infatti, permette di rivolgere ai fumatori un messaggio di prevenzione in modo complice, empatico ma diretto e chiaro. Inoltre, la grande popolarità del testimonial e la stravagante immagine del suo personaggio assicurerà, come per la passata edizione, una spontanea viralità sul web alla campagna.

In questo modo si darà un ideale seguito narrativo ai messaggi di prevenzione proposti nel 2016. In linea all’idea fondante dell’iniziativa – la volontà di far riflettere i fumatori con garbato umorismo sui danni concreti provocati dal fumo – i nuovi spot consistono in nuovi “episodi” della campagna ministeriale contro il fumo.

Nei nuovi “episodi” della campagna 2018 il Professor Nino Frassica è uno stralunato psicanalista che ha come pazienti i “cattivi” delle fiabe: la matrigna di Biancaneve e il Lupo di Cappuccetto Rosso.

Nei soggetti degli spot, entrambi i personaggi si lamentano della propria vita sociale dovuta al loro vizio del fumo. Per aiutarli concretamente, il Professor Nino consiglia loro di cambiare atteggiamento, di seguire una ricetta semplice ma netta non fumare, perché chi non fuma sta meglio con se e con gli altri, anche e soprattutto perché “il fumo è la prima causa dei tumori!”.  La conclusione degli spot vede i due “cattivi” che, avendo smesso di fumare hanno cambiato il finale della fiaba dando vita a un lieto fine tutto da sorridere.

Strumenti e pianificazione

La campagna prevede la messa in onda di due spot video (della durata di 30”) e due spot radiofonici (della durata di 30”). Oltre alla programmazione televisiva gli spot saranno presenti sul sito del Ministero della salute e sui canali social.

 

Timing di campagna

La campagna è stata avviata nel mese di gennaio. Nel periodo di c.d. buio preelettorale, la campagna sarà programmata in forma impersonale, vale a dire senza la firma del Ministero. Dopo le consultazioni elettorali, la programmazione dello spot riprenderà in modo regolare.

Comune di Napoli- Rese note le date delle riunioni di commissione previste per il 18 gennaio

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Giovedì 18 gennaio si terranno le riunioni di commissione, orari nevralgici ore 09:00 e ore 12:00

Rese note dal Comune di Napoli le date delle riunioni di Commissione, alle 09.00 riunione Giovani e la verifica lavori appaltati:

“Care colleghe, cari colleghi,

per giovedì 18 gennaio, in via Verdi sono previste le seguenti
riunioni di commissione:

Ore 9.00,Giovani: Fognature contrada Pisani

Ore 9.00, Universiadi: Verifica stato avanzamento lavori appaltati e/o
da appaltare delle strutture sportive già individuate per le
Universiadi 2019”

Continua alle ore 12 riunione Welfare e Bilancio

“Ore 12.00, Welfare : Approfondimento della proposta di costituzione
dell’Osservatorio Sanitario

Ore 12.00, Bilancio : Delibere G.C. n. 699 del 7.12.2017 (Servizio di
rimozione, deposito e custodia dei veicoli che sostano in violazione
del codice della strada) e 712 del 14.12.2017 (Istituzione dei diritti
per l’istruttoria telematica delle pratiche dello sportello Unico
Attività Produttive)

Saluti
Ufficio Stampa”

 

Fonte: Ufficio Stampa del Consiglio Comunale

Paolo Battaglia La Terra Borgese guarda “Maternità”, olio su tela di Giuditta

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Paolo Battaglia La Terra Borghese analizza l’opera Maternità, ovvero” la prolusione del creato con la sua visione più addentro filosofica e biologica nell’esistere“.

Il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borghese analizza l’opera di Giuditta intitolata “Maternità”, l’abilità innata di un’artista dalle doti innate come altri personaggi di spicco nella storia delle arti visive e non solo:

“Quando un pittore comincia il suo dipinto gli avvenimenti di cui parla si sono già verificati, e anche quando la scena è situata nel futuro l’autore la considera in genere come passata per poterci dare un periplo il più completo possibile dell’accaduto. Un lato importante dell’educazione di un artista – continua Paolo Battaglia La Terra Borgese – consiste nello scoprire le possibilità che l’arte ha di tradurre qualsiasi cosa in messaggio. A volte però l’artista non ha coscienza diretta del fatto che ispira la sua opera, e sia la sua esperienza ricordata consciamente o inconsciamente e sia l’ambiente scelto realistico o fantastico, comunque l’artista è quasi legato a rispecchiare la propria esperienza personale, così come il tipo di comunità in cui vive e il modo di pensare, di agire, di guardare della gente che lo circonda. Gli artisti che lavorano solo dietro ispirazione spesso credono di essere posseduti da una specie di forza soprannaturale che opera per loro tramite; questa convinzione può giovare all’artista se gli dà il coraggio di lavorare nonostante le avversità interiori o dubbi sulle “belle arti”, che sono quelle che distinguono la letteratura dal giornalismo, una sinfonia da una canzone di successo, un capolavoro della pittura da un manifesto e una scultura da una statuina di cera. È la qualità dell’idea a fare dell’opera un opera d’arte e si vuole apprezzare l’opera di un artista bisogna perciò rinunciare ai giudizi-lampo e studiarla con pazienza: non possiamo aspettarci di capire la sua opera di primo acchito.

“Solo a distanza di anni mi accorgo di quanto l’alchimia abbia potuto agire nella realizzazione di “Maternità: sono le parole dell’Autrice, Giuditta.

Per tutti gli artisti l’istruzione professionale, l’abilità innata e la spiritualità sono condizioni essenziali. Per esempio  Wolfgang Amadeus Mozart, il famoso compositore del xviii secolo, iniziò a comporre all’età di cinque anni e diede concerti in tutta Europa a sette. Evidentemente, un talento così eccezionale era dovuto principalmente alla sua abilità innata, ma perfino questa precoce abilità ebbe bisogno di esercizio e di preparazione tecnica.

Una grande abilità tecnica può essere acquisita da pochi, senza anni di prove e di tentativi: è il caso della pittrice che sotto lo pseudonimo di Giuditta, e come il pittore francese Paul Gauguin, inizia a dedicarsi alla pittura a 35 anni. Lei è l’autrice del quadro che stiamo per esaminare, un lavoro creativo e brillante di olio su tela a cui Giuditta ha dato il titolo di “Maternità” per esprimere a sé stessa il personale concetto del Tutto. Un poema mitico dove le forme si allontanano in una più aperta distensione vivamente parlante; una sorta di metallurgia, di accoglienza termica allo scopo di rimuovere le tensioni interne dovute ad un raffreddamento troppo rapido, alacre di sofferenze animistiche e iatrochimiche insieme.

La scena, in effetti, è un impianto alchemico ma possiede anche tutte le qualità estetiche adatte per piacere; tuttavia fiorisce in privato, perciò la sua realizzazione è un segnale necessario e al tempo stesso occasione propizia di svincolo dal gusto del pubblico. Già sul nascere le linee modificano aspetto e bellezza di cose e figure, per viaggiare a bordo di una vignetta dal linguaggio verbale quasi muto, ermetico, comprensibile esclusivamente a chi ha chance esoteriche e ne conosce la grammatica.

Maternità” non è dunque il modulo manuale di una abitudine visiva (che corrisponderebbe alla morte della vera creazione) ma la prolusione del creato con la sua visione più addentro filosofica e biologica nell’esistere. Si stabilisce un accostamento stretto e connivente tra l’Autrice e la scena. Senza intenzioni celebrative, vuole essere un’amicizia, il diario di uno stato d’animo meditativo e contemplativo che prevale sull’umore esistenziale e non si consuma in passiva querela. Equivale ad opporsi al turbamento della vita per cavarne una luce spirituale maggiore, risultato della ricerca di armonia con l’Universo. Maktub.

Il concetto dell’arte e della creatività di Giuditta ha superato perciò con genialità la tradizione imitativa, pur elaborando i meccanismi operativi della logica classica. Compare quello che ha fatto Esher, amalgamando la lucidità matematica con la libera creatività dell’inconscio. È doverosa ora un’occhiata agli imperativi che nascono dall’intimo di Giuditta, a quelle proprietà che le caratterizzano l’intelligenza e animano la creazione di una realtà segreta ché traluce dal fondo dell’anima più che dal taglio logicale.

Immediate risaltano le qualità cromatiche nuove e straordinarie che sollecitano l’osservazione in direzioni inusitate, per una sorta di esigenza di saggiare le realizzazioni della mimesi pittorica oltre l’immediatezza schematico-proporzionale della tradizione. Ciò che si deve mettere a fuoco nell’opera di Giuditta è il rapporto fra passato e presente, che non può essere risolto a favore di alcuno dei due momenti giusto per non riprodurre la dualità troppo facile dello storicismo ottocentesco, che distingueva ”scienze della natura” e “scienze dello spirito”, assolutizzandone la diversità sulla base di una concezione filosofica superata. Qui, dunque, soggetto ricercante ed oggetto ricercato si definiscono in una certa misura reciprocamente.

Ed è nel valore alchemico dei colori e nell’insolita vetrina degli elementi figurati che possiamo scoprire il risultato di Giuditta in “Maternità”, che, nondimeno, è ottenuto con effetti autentici e ricercati.

La madre, Athanor, è rappresentata nell’atto di tenere in braccio il suo bambino dopo averlo asciugato dall’acqua del bagnetto. La percezione della distanza che li separa li unisce nell’espressione dello sguardo amorevolmente diretto e preciso agli occhi e si occupa unicamente di provocare nell’osservatore determinati sentimenti, determina anche e soprattutto il luogo del significato: lo specchio, quale conseguente conoscenza interiore e riflessiva, che fa delle due figure unica persona concepita dalla bellezza, e mette in evidenza il significato del conoscere speculando sull’immagine della realtà, è esegesi che la madre trova nel bambino: sé stessa. Caratteristica dell’abito (rosso), degli altri tessuti proposti (bianchi), e del quadro in generale, è una eccezionale qualità formale della pittura che smaterializza il colore ricco e vibrante in un tessuto completamente depurato nella sua fisicità e teso ad evocare immagini del pensiero in cui si collocano figure animate da una luce irradiante che sembra scaturire dal loro stesso spirito madre-figlio.

Sono le piastrelle dorate ad essere chiamate quali messaggere della Luce e così dipinte in posa contribuiscono a determinare ripetutamente la Croce: l’Axis Mundi ch’è l’attributo primario di Cristo. Egli è il “Sole” che illumina di nuovi significati tutti gli eventi passati e futuri della storia dell’uomo. Giuditta imprime nell’opera con la Croce la concezione ciclica del tempo, e lo fa con la sua naturale propensione alle ampie stesure cromatiche che con pennellate morbide divengono soluzione piacevole ed efficace per visualizzare la forma in maniera rapida, corsiva, abbreviata.

Dunque questo lavoro della Giuditta è il risultato di un incredibile gioco di cromie inteso come processo di decontestualizzazione di una atemporalità di fondo, che trasforma le figure ed i soggetti in moduli espressivi difficilmente classificabili e catalogabili, tesi al raggiungimento dell’assoluto e dell’infinito con la purezza delle luci sono il riflesso di una ideologia che è fede. Ed il dato realistico è soltanto il dato di partenza, perché per il resto si assiste ad una sorta di trasfigurazione che si fa sempre più evidente e palese laddove il dato realistico è soltanto l’elemento in virtù del quale scatta la molla iniziale della sollecitazione. Alfabeto e messaggio. E la sua mano ha il pregio di seguire non impulsi inconsulti, preparati o studiati, ma una voce dentro che manovra così sotto dettatura dell’anima e d’un grande cuore. Quel che rende possibile un simile processo di trasfigurazione poetica del reale, è la maestria disegnativa della pittrice che gioca come vuole con la prospettiva, le anatomie, che manovra i piani, che scala le distanze a suo piacimento e sa ridurre all’essenziale alcune scelte di colore che la contraddistinguono come artista culturalmente predisposta a seguire la lezione cezanniana di rigore e severità nell’uso delle materie pittoriche. Nei ritratti ricavati con sobrio impasto di colori vive il lampo di una gioia incontenibile rarefatto nel senso di stupore e mistero che avvolge la vita.

La pittura di Giuditta qui non accusa nessuna traccia di scuole, né scie di altri pittori. Nessuna influenza esteriore. Si tratta di una pittura personalissima ch’è un meraviglioso gettito di  spontaneità, un’arte sorgiva che defluisce da una sensibilità ricca, inarginabile. In questa tavolozza della Giuditta si avverte un clima poetico di alti valori, sia quando è di una lievità astrale, sia allorché si accende di tinte dense, carnose: è allora una densità quasi sensuale, ma aureolata di spiritualità. La misura dell’acume e del magnifico talento di questa pittrice ce li danno incisivamente i due volti: sono di una introspezione psicologica che sorprende. Sono pochi i ritrattisti che sanno come frugare dentro, scavare in profondità e far affiorare su ogni volto tutta l’anima con i suoi sentimenti, le sue zone di ombre e di luce.

Nella veduta generale dell’interno proposto sulla tela è condotta una particolare suggestione che mira particolarmente alla rappresentazione di un mondo morale, con attenzione primaria alla condizione umana vista in una proiezione al di là di limiti e di leggi materiali, venata di una freschezza incantevole e di un entusiasmante lirismo di una situazione complessa e in una sorta di epicità popolare.

Metafora della vana apparenza e della caducità dei beni terreni la visionarietà di Giuditta resta nei colori aiutati, celati come sono alla conoscenza intima dell’opera, da oggetti e soggetti fatti apparire come parte consueta della nostra realtà quotidiana, della nostra normalità più abituale e conclamata per preservare l’intimità e l’identità alchemica che l’autrice desidera condividere solo con sé stessa. Trova perciò nel reale lo scrigno della propria dimensione concettuale depurata da ogni descrittivismo. Tutta fiata, nella realizzazione, la pittrice non manca di recuperare e manifestare la dimensione perduta del linguaggio prezioso del silenzio, più per sé stessa che per l’osservatore.

L’assoluta spiritualità che domina Giuditta muove la sua ricerca pittorica sul viatico alchemico dell’armonia cosmica e morale (anche quando significate nelle tematiche religiose). Così che la vasca simboleggia la Caverna (che qui non è nera e oscura ma blu e più avanti vedremo il perché); l’Acqua il ritorno allo stato primordiale che con la nascita si perde (spugna e sapone); i due teli servono a dipingere il bianco ma anche a ricordarci che con la nascita si perde Purezza (religione); il vaso assume valore funzionale per la raffigurazione dei fiori (la Logica, una delle sette arti liberali, talvolta regge un mazzo di fiori, ma qui calle e anthurium  – che nella iconografia simbolica floreale classica non sono annoverate – divengono attributo con la caducità della natura umana); le decorazioni floreali a cinque petali sulle piastrelle sono la stilizzazione della Stella (Tradizione e Religione) mutuata dalla scuola di Pitagora, memento per tradurre sul dipinto i cinque sensi: Vista, Odorato, Tatto, Gusto, Udito, a cui la Stella afferisce anche come riferimento al Peccato, tant’è che la stella è rinvenibile in una Mela tagliata orizzontalmente; e i decori al vaso portafiori servono a riprodurre il viola quanto le foglie degli stessi fiori il verde.

Giuditta latita da nero e arancione con i quali completerebbe la simbologia cromatico-alchemica. Il primo è il colore profondo in noi stessi, sede dei nostri vizi, del buio e delle tenebre, della Caverna, vi risiedono anche il male e ciò che di cattivo è in ognuno di noi, e che dovremmo Illuminare dietro l’introspezione necessaria ad individuarli e riconoscerli come un Dioniso, ovvero è lui stesso che si tiene dapprima in prigione ed è lui stesso che parimenti agli iniziati alla fine si libera, come hanno detto Platone e Pitagora (il nero era nei Saturnali a Roma la festa del Solstizio d’Inverno che a fine anno coincideva con la morte e la rinascita del Sole). Il secondo, l’arancione, sta a designare l’equilibrio del chakra sessuale, non è un caso che gli asceti usino abiti di questo colore per manifestare la loro condizione di distacco dalla comune società umana.

Il rosso è compagno simbolico del sangue e perciò della vita.

Il blu evoca la serenità azzurra dei cieli, il distacco dalle passioni. Gli uomini primitivi erano convinti che queste distanti misteriosità azzurre tra i monti fossero la residenza degli dei e degli antenati, e queste credenze imbevettero di blu la religione, infatti il blu è presente nell’iconografia religiosa di tutto il mondo. Nella cristianità moderna è il colore della Madonna, la Vergine Maria allegoria del femminile che incarna l’ideale e le qualità della madre perfetta con tutti gli attributi della compassione, della devozione, della fedeltà. Come icona dell’acqua il blu è suggestivo di altri significati: smacchia, alimenta, alleva, purifica e tramuta.

La mescolanza di rosso e blu restituisce il viola, che è dunque palingenesi, transizione con umiltà verso la saggezza del divino.

Il bianco non necessita di commenti, tutti sappiamo che evoca la purezza, la verginità e la spiritualità.

Col verde, sinonimo di crescita, Giuditta rispetta e ama la natura”.

L’analisi di un’opera spiritualistica all’interno della quale una vasta gamma di colori rappresenta la metafora di questa condizione di austerità, caratteristica insita tra il verde della natura e il blu del cielo.

Fonte: Ufficio Informazione

ASD Gragnano, la società presenterà ricorso contro le sanzioni del Giudice Sportivo

Ritenute inaccettabili le sanzioni del Comunicato Ufficiale n°83

L’ufficio stampa della società ASD Città di Gragnano ha annunciato che la società presenterà ricorso contro le sanzioni comminate dal Giudice Sportivo dopo la gara persa per 3-1 contro il Potenza tra le mura amiche.

Ecco il comunicato:
“L’ASD Città di Gragnano comunica che presenterà reclamo avverso le sanzioni comminate dal Giudice Sportivo nell’odierno C.U. 83. In particolare contro l’ammenda inflitta alla società, l’inibizione nei confronti del Direttore Sportivo Cipriano Coppola e la squalifica all’indirizzo dell’allenatore Rosario Campana. La società ritiene che queste sanzioni costituiscano un’inaccettabile beffa da aggiungersi all’acclarato danno subito sul campo per mezzo di una direzione arbitrale a dir poco deficitaria, come ampiamente dimostrato attraverso immagini e riflessi filmati”.

fonte: Ufficio Stampa ASD Città di Gragnano

In Repubblica Ceca sono sicuri: Napoli in pole per Barak dell’Udinese

Sul mediano anche Inter e Juventus

L’inizio di campionato di Antonin Barak, centrocampista dell’Udinese, ha attirato le attenzioni delle più importanti società che già fanno a gara per assicurarsi le prestazioni del numero 72 bianconero. Tra queste società c’è anche il Napoli.

Secondo quanto riportato dal portale ceco isport.blesk.cz, il club di Aurelio De Laurentiis sarebbe in vantaggio per portare il calciatore in Campania. I rapporti tra le società sono ottimi tanto che gli azzurri sono riusciti a strappare un diritto di prelazione, anche se solo secondo un gentleman agreement: in caso di offerta di un’altra squadra, il Napoli dovrà essere messo al corrente.

Le avversarie del club azzurro, per portare il centrocampista alla propria corte, non mancano. InterJuventus le più interessate. I piemontesi hanno un’arma in più: possono contare sull’idolo di Barak: Pavel Nedved. Quel Pavel Nedved che non ha per nulla smentito l’interesse per il centrocampista classe 1994.

Matteo Renzi e le idee a confronto: “Le elezioni non sono un concorso di bellezza,…”

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Matteo Renzi e le idee a confronto in vista delle elezioni del 4 marzo: “Le elezioni non sono un concorso di bellezza, ma la scelta tra modelli diversi di Paese”

Matteo Renzi propone un confronto tra le idee politiche delle diverse realtà che si giocano un posto di primaria importanza nella maggioranza del nuovo Governo, a seguito delle elezioni del 4 marzo:

“Buongiorno a tutti.
Mancano 46 giorni alle elezioni generali del 4 marzo.
Le elezioni non sono un concorso di bellezza, ma la scelta tra modelli diversi di Paese. Presentare un programma significa immaginare l’Italia dei prossimi anni, provare a scrivere il futuro dei diritti e dei doveri dei nostri figli, costruire un’idea di lavoro al tempo dell’intelligenza artificiale e della robotica.

Siamo partiti da Torino con i nostri amministratori e da Milano assieme a Giorgio Gori, Carlo Calenda e Beppe Sala.

Per inserire in una cornice seria e coerente le varie proposte, i singoli punti, occorre partire da quale visione noi abbiamo dell’Europa. Per questo sabato 20 gennaio, a Milano, terremo il primo vero incontro di campagna elettorale. E racconteremo cosa pensiamo dell’Europa, del ruolo da protagonista che l’Italia deve avere a Bruxelles, della necessità di avere più democrazia e più buona politica nelle istituzioni comunitarie.
Le proposte che in queste ore il PD sta elaborando partono da qui. Da come l’Italia deve stare in Europa. Poi, a seguire, il programma, i cento punti concreti con i risultati raggiunti e quelli ancora da raggiungere.

Sarà possibile una campagna elettorale logica e razionale come questa?

Sembra un’impresa non facile: alcuni dei nostri competitori vogliono semplicemente cancellare la realtà.

Faccio cinque esempi che sarebbero persino divertenti se non fossero drammaticamente veri:

  1. Berlusconi va in TV e dice che il trattato di Dublino – quello che impone all’Italia di affrontare da sola la questione migranti – l’hanno firmato Renzi e la sinistra. Nessuno fa notare che quel trattato è stato sciaguratamente firmato da Silvio Berlusconi nel 2003: io ero appena uscito dall’università, non stavo a Palazzo Chigi. E ancora. Berlusconi propone in diretta TV di semplificare il modello di dichiarazione dei redditi e nessuno che gli dica: “Guarda che 18 milioni di italiani già usano la dichiarazione precompilata dal 2015″.
  2. I gemelli diversi, Di Maio & Salvini, si lamentano dell’obbligatorietà dei vaccini ignorando che grazie alla loro obbligatorietà aumenta la copertura sanitaria e dunque diminuiscono i rischi per tutti di contrarre malattie gravi. Il professor Burioni risponde così. Di Battista attacca sui vaccini con un video che diventa virale e il PD Lazio risponde così. Ma tracce di falsità rimangono non solo nel web, anche nelle chat di whatsapp, nelle discussioni al bar, tra gli amici, in ufficio. Stare dalla parte della scienza, non della medicina fai-da-te.
  3. I grillini gridano al complotto contro chiunque faccia domande. L’Amministrazione Appendino ha un problema sul bilancio avendo cambiato (falsificato?) una posta nel documento. I sindaci revisori del Comune si sono dimessi, fatto clamoroso. Quando noi lo facciamo educatamente notare, la reazione della sindaca è: vergogna, il PD non è garantista. Ma come? Siete quelli che per ogni avviso di garanzia – vero o inventato – scatenano campagne di odio contro di noi e adesso vi lamentate se facciamo domande su un potenziale falso in atto pubblico? Nel frattempo il sindaco a cinque stelle di Livorno, Nogarin, è stato indagato per omicidio colposo. Da parte nostra nessuna polemica, nessuna campagna di odio, solo il rispetto per la magistratura e per la verità. Noi non speculiamo sull’immane tragedia di Livorno.
  4. La destra propone la flat tax. Al di là del fatto che a me sembra ingiusto un sistema del genere, possiamo dire che numericamente questa proposta non sta né in cielo, né in terra? Stiamo parlando di cifre che viaggiano tra i 100 e i 200 miliardi di euro l’anno, mentre per intendersi l’IMU sulla prima casa – che noi abbiamo cancellato con molto impegno – non arriva a 4 miliardi di euro. Non esistono. Non ci sono le coperture, è una pura invenzione, è pura astrazione fantasiosa e irraggiungibile. Sono proposte che eccitano i talk-show ma sono meno credibili di un film di fantascienza.
  5. Infine, la scuola. Di Maio oggi dice che se vinceranno loro smantelleranno tutta la legge sulla buona scuola che non ha nulla di buono. Ci sono 132 mila insegnanti che erano precari, che noi abbiamo assunto e che tornerebbero a fare i precari. Ci sono gli aumenti previsti sia dal rinnovo del contratto che dalla Card Docenti. Ci sono gli investimenti sull’edilizia scolastica che superano i livelli degli ultimi 30 anni. Ci sono le novità come la scuola digitale o l’alternanza scuola lavoro che aprono il futuro per i nostri ragazzi. Ci sono 700 milioni in tre anni per la scuola dell’infanzia, la Zero-Sei. Tutto questo dovrebbe essere smantellato? Ok, l’algoritmo per i docenti del sud non ha funzionato come avremmo voluto, è vero. Ma quanto abbiamo investito noi nella scuola non lo aveva mai fatto nessuno. Azzerare tutto ciò che è stato fatto sulla scuola perché lo abbiamo fatto noi non è contro il PD, è contro l’Italia.

Come vedete stiamo cercando di mantenere la campagna sulla realtà dei fatti, senza ideologie, senza odio. Ma mi colpisce il modo pervicace con il quale si cerca di negare i fatti. Un tempo la campagna elettorale era basata su idee diverse e ciascuno cercava di prevalere contro l’altro. Adesso il meccanismo è quello di negare la realtà. Scommettendo sul fatto che chi sta dall’altra parte dello schermo non abbia il tempo o la voglia di verificare tutto ciò che viene detto.

E allora? Allora finisce che questa campagna elettorale possiamo vincerla scommettendo sui volontari, sulle persone, sulla rete delle persone organizzate. Nel mare dell’odio e delle fake news la nostra forza sono le persone che ci danno una mano. Che ci credono. Che non si rassegnano al rancore. Che non fuggono di fronte alla verità, ma la cercano costantemente.

Per questo non vi chiedo solo una mano, vi chiedo di diventare protagonisti della sfida che ci attende.

Ma soprattutto andando voi casa per casa, impegnandovi voi personalmente. Questa non è la mia campagna elettorale, questa è la nostra campagna elettorale. Conto tanto sull’impegno di ciascuno di voi. Grazie!

Un sorriso,
Matteo
www.matteorenzi.it/app

P.S. A proposito di verità, che piano piano si fa largo. Un nostro amministratore comunale è stato arrestato, tenuto per venti giorni in carcere e per tre mesi agli arresti domiciliari. Poi è stato assolto. Si chiama Giosi Ferrandino, era sindaco a Ischia. L’indagine su di lui è molto strana ed è passata sui media come “indagine CPL Concordia”. I protagonisti dell’accusa sono gli stessi dell’indagine su Consip. I metodi, pare, simili.
Si parlò molto di questa vicenda in passato. E oggi? Oggi sui quotidiani compare soltanto un trafiletto: tanto spazio per le accuse, pochissimo per le assoluzioni.
Scommetto con voi che nei prossimi mesi questa vicenda tornerà clamorosamente fuori. Perché è strana, molto strana. Ne vedremo delle belle, amici.
Nel frattempo ribadisco la nostra posizione: il tempo è galantuomo, la verità prima o poi arriva.
Ci vuole solo un po’ di pazienza. A noi non manca”.

Fonte: Enews Partito Democratico

Napoli, il Sassuolo fa muro per Politano ma…

Il discorso potrebbe cambiare con una contropartita tecnica

Il Napoli è alla ricerca di un esterno che possa fornire nuove opzioni e soluzioni per Maurizio Sarri. Giuntoli sta vagliando diversi nomi tra cui Deulofeu, Lucas Moura.

L’ultima opportunità, in ordine di tempo, porta il nome di Matteo Politano, esterno del Sassuolo che sta ben figurando nell’attuale campionato. Gianmarco Menga, giornalista Premium, è intervenuto ai microfoni di Radio KissKiss Napoli rilasciando alcune dichiarazioni: “C’è la disponibilità di Politano a trasferirsi a Napoli, ma il Sassuolo ha fatto muro. Si era parlato di mettere sul piatto anche il prestito di Nikola Maksimovic, ma pare assai difficile vincere la resistenza emiliana. Per Deulofeu, il Napoli ha cambiato l’offerta da prestito con obbligo a prestito con diritto di riscatto. Questo non convince il Barcellona. Il Napoli avrebbe speso tanti soldi solo per Verdi. Per Giaccherini sembra molto calda la pista Chievo mentre si è raffreddata la pista Atalanta”.