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Napoli, uomo trovato morto in via Acton: si da il via alle indagini

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Napoli, è stato trovato il corpo di un uomo morto, questa mattina in via Acton: si da il via alle indagini

Ennesimo giallo a Napoli. E’ stato ritrovato ai giardini Molosiglio, in via Acton, il corpo di una persona di sesso maschile. Dai primi accertamenti l’uomo risulta morto per cause naturali. E’ stato anche riconosciuto: era un senza tetto che spesso bazzicava nei giardini per trovare rifugio durante la notte.  Sul posto gli uomini della polizia di Stato, commissariato San Ferdinando, che sono al lavoro per risalire all’identità dell’uomo che non aveva documenti. Purtroppo non è il primo clochard trovato morto a Napoli e nelle sue province negli ultimi tempi. L’allarme senza tetto si sta facendo sempre più insistente, spesso queste persone vengono trovate morte per il freddo, altre volte per malnutrizione oppure per coma etilico. Non tutti hanno deciso di condurre questa vita, molti sono stati costretti dalla vita, altri l’anno trovata come unica soluzione. Le condizioni in cui vertono per strada sono massacranti e le istituzioni sembrano tardare a fare qualcosa. Si spera che dopo questo ennesimo caso, ci si dia da fare per aiutare queste povere persone.

Padoan teme un governo di demolitori ed antieuropeo

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Il candidato Pier Carlo Padoan non è ancora in campagna elettorale, ma si sta preparando. Non vuole fare previsioni sul dopo voto, se auspichi o meno una grande coalizione. Ma spiega che la battaglia è fra “demolitori e costruttori”. E aggiunge: “Temo un governo antieuropeo, finiremmo nel baratro. Senza stabilità subiremo le riforme decise da Francia”.

Padoan: “Costruttori e demolitori, questa è la vera battaglia”

Il ministro disegna lo scenario per il dopo elezioni: serve stabilità. Con un governo antieuropeo subiremmo le decisioni di Francia e Germania

ROMA – Il candidato Pier Carlo Padoan non è ancora in campagna elettorale, ma si sta preparando. Per il momento l’unica iniziativa cui ha partecipato è in una sezione Pd dell’Esquilino, fra bandiere del Pci e dell’Unione Sovietica, invitato dagli iscritti. E’ nell’ufficio di via XX settembre, sta organizzando appunti al computer. Alza la testa, si schermisce: «Mi saranno utili in futuro». Non vuole fare previsioni sul dopo voto, se auspichi o meno una grande coalizione. Per lui la battaglia è fra “demolitori e costruttori”. Chi ha orecchie per intendere, intenda. In ogni caso quello che tratteggia sembra il programma di massima per avere una larga base parlamentare.

Ministro, dopo quattro anni a quella scrivania ha dalla sua risultati non disprezzabili. Ci si è seduto la prima volta con l’economia ancora in recessione, la lascia con un discreto segno più. Se si esclude la Gran Bretagna in Europa siamo però ancora il Paese che cresce meno di tutti. Avete creato più di un milione di posti di lavoro, ma il 58 per cento sono a tempo determinato. Che fare per ottenere di più?  

«Una delle leve più importanti è quella degli investimenti pubblici. Però richiede che tra la fase di programmazione e quella di realizzazione ci sia una macchina pubblica che funziona. Spesso ci si lamenta del fatto che l’Europa non ci fa spendere soldi, eppure non passa mese senza che mi si faccia notare il ritardo nell’utilizzare le risorse».

Quanto di quell’inefficienza pesa sulla crescita?  

«Sono convinto che se fossimo capaci di spendere le risorse disponibili nel bilancio fino all’ultimo euro cresceremmo già oggi almeno del due per cento».

Ci dica una priorità per la prossima legislatura. 

«Penso alle cose che bisogna cominciare a fare per ottenere risultati nel lungo termine. In questi anni abbiamo dovuto affrontare un’emergenza dietro l’altra: la recessione, l’aumento del debito pubblico, le banche. Abbiamo riparato la macchina, l’abbiamo rimessa in carreggiata. Adesso serve una fase due, quella della programmazione lungimirante. Per una crescita sostenibile serve un tempo paziente».

In concreto?  

«Significa che dobbiamo investire sul capitale umano sottoutilizzato: lavorare sull’educazione e la formazione. E dobbiamo mettere le donne in condizioni di contribuire alla crescita. In questi anni giovani e donne sono rimasti indietro. Ci siamo persi il loro contributo».

Insisto: in concreto?  

«Nell’immediato si possono introdurre vantaggi fiscali per le famiglie e promuovere l’occupazione femminile. Ma per essere efficaci nel lungo termine dobbiamo migliorare i servizi alla famiglia, dal sostegno ai “care giver” – ovvero a chi si occupa di bambini, anziani o disabili in casa – agli asili nido. Sono questi servizi, questa rete che libera il tempo delle donne e le mette in condizione di contribuire allo sviluppo».

Sono sempre di più le imprese che spostano le produzioni in parti d’Europa in cui la manodopera costa meno. Non occorre insistere per abbattere il costo del lavoro?  

«La concorrenza al ribasso dei salari non è una battaglia che possiamo giocare. Il costo del lavoro lo abbiamo già abbassato: dia un’occhiata agli ultimi dati sull’Irap, vi si può leggere chiaramente l’effetto della cancellazione del cuneo fiscale presente in quell’imposta fino al 2014. E gli 80 euro hanno aumentato il netto in busta paga per i lavoratori».

Evidentemente non basta. O no?  

«E infatti dobbiamo insistere. Ma se in un Paese europeo ci sono operai disposti a farsi pagare un terzo di quelli italiani per la stessa mansione non c’è molto da fare. La partita che dobbiamo giocare e vincere è quella dell’innovazione, sui prodotti a valore aggiunto. Più scommettiamo sulla formazione e su Impresa 4.0, più avremo imprese competitive e lavoratori ben pagati».

Introdurre una flat tax non potrebbe dare uno shock all’economia come accaduto in alcuni Paese dell’ex est europeo? 

«A parole è semplice. La proposta più seria tra le mille che sento l’hanno elaborata Nicola Rossi e l’Istituto Bruno Leoni, ma contiene l’aumento dell’IVA al 25 per cento su tutti i prodotti: dubito che raccoglierebbe molti consensi. Ho sentito dire da Berlusconi che nella sua proposta le tre detrazioni principali per figli, interessi sui mutui e lavoro dipendente resterebbero. Dunque come la si finanzierebbe? Non basterebbe la cancellazione di tutte le altre agevolazioni fiscali».

Non si potrebbe chiedere più flessibilità all’Europa? Di fatto lo chiedono tutti i grandi partiti, Pd compreso.  

«Si dice flessibilità, si legge debito. Sento le stesse persone dire che bisogna tagliare il debito e poi che bisogna aumentare il deficit. Ma il deficit si trasforma in debito».

Eppure lei ha negoziato proprio su questo con le istituzioni europee, e di flessibilità ne ha ottenuta.  

«L’abbiamo ottenuta proprio perché abbiamo trovato uno spazio dentro le regole. Se tu rispetti le regole, anche quelle che non ti piacciono, vieni rispettato dagli altri e allora puoi provare a cambiarle. Altrimenti vieni emarginato. Nelle istituzioni europee si decide a maggioranza ed è inutile alzare la voce se gli altri non si fidano. Poiché abbiamo riconquistato credibilità, penso dovremmo spenderla per ottenere che la spesa per investimenti non venga calcolata ai fini del rispetto del trattato di Maastricht. Il deficit per spesa corrente si trasforma in debito nel presente e nel futuro, quello per investimenti aumenta il potenziale e si trasforma in ricchezza. Un governo stabile e con una strategia di lungo periodo potrebbe ottenere questo risultato».

A giudicare dai sondaggi sembra difficile che esca dalle urne un vincitore in grado di garantire stabilità. Potrebbe essere un governo di larghe intese a farlo?  

«Guardi, in campo vedo tre posizioni. Quella dei demolitori, che vogliono abolire quanto fatto in questi anni senza alcuna proposta. Poi c’è la bacchetta magica, agitata da chi promette di fare sparire in un colpo solo problemi accumulati in vent’anni. E poi ci siamo noi, che in quattro anni abbiamo trainato il paese fuori dalle secche delle crisi. Abbiamo tracciato una strada per il futuro. La partita è costruttori contro demolitori».

Condivide i timori dell’Europa su una vittoria delle ragioni populiste?  

«Ciò che dobbiamo temere soprattutto è un governo debole che non sia in grado di dire la sua ai tavoli che contano. Ora che la Germania si avvia ad avere finalmente un governo con una maggioranza parlamentare il rischio è che si accordi con la Francia per una riforma delle istituzioni europee passando sopra la nostra testa».

Che tipo di riforme teme?  

«Penso a misure che potrebbero avere conseguenze ben più pesanti del fiscal compact o del bail-in. Per esempio l’idea di imporre un tetto al possesso di titoli di Stato alle banche. Davanti a un governo incapace di promuovere uno sviluppo sostenibile e duraturo le istituzioni europee finirebbero con l’adottare regole sempre più rigide. Un governo antieuropeo a quel punto avrebbe buon gioco a dire “ce ne andiamo” e davanti al noi si aprirebbe un baratro».

La grande coalizione in Germania è una buona notizia per l’Italia?

«Avremo un interlocutore capace di comprendere le ragioni italiane. Mi sembra un’ottima notizia se sapremo sfruttarla».

Lei dove si candida? 

«Dove può essere utile il mio contributo. Se ne sta parlando in queste ore».

È stata una decisione sua o è stato Matteo Renzi a chiederglielo?  

«Penso che in questi anni sia stato fatto un lavoro importante. Ho deciso di impegnarmi perché non vada disperso, perché si continui nel solco tracciato. Ne abbiamo parlato insieme e abbiamo deciso che la candidatura avrebbe dato un contributo utile».

Twitter@alexbarbera

vivicentro.it/OPINIONIECONOMIA
vivicentro/Padoan teme un governo antieuropeo
lastampa/Padoan: “Costruttori e demolitori, questa è la vera battaglia” ALESSANDRO BARBERA

Festival di Sanremo, le prime pagelle delle canzoni: Avitabile e Servillo i migliori

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Festival di Sanremo, ecco le prime pagelle delle canzoni, che vedono trionfare già Avitabile e Servillo

Come ogni anno, si sta avvicinando la data fatidica in cui verrà trasmesso il Festival di Sanremo, previsto quest’anno per il 6 febbraio. Si sa che il Festival della musica italiana porta con se, già dai primi giorni del mese di gennaio, grande fermento. Molti i programmi tv che dedicano dei veri e propri special al Festival, ripercorrendone le tappe. Quest’anno è stato scelto un direttore artistico d’eccezione, il grande Claudio Baglioni, ma non sono mancate le critiche. Accusato di aver preferito un’edizione basata sul «oldies but goldies» il divo Claudio punta su melodie e lenti d’altri tempi.  Il «dittatore artistico», intanto, riconosce che «un po’ di rap ci sarebbe dovuto essere, ma forse il tempo a disposizione non mi è bastato a convincere i big del nostro hip hop, loro hanno lo stesso pregiudizio verso Sanremo che ebbe la generazione dei cantatutori. Peccato, avrei voluto convincerli che l’importantissima kermesse televisiva può diventare una Mostra della canzone».

Ecco le pagelle delle canzoni:

Annalisa: «Il mondo prima di te»
Voto 4. La Scarrone cambia stile, ma poi rimane prigioniera della rincorsa della radiofonicità canaglia. Nel venerdì dei duetti le darà una mano Michele Bravi. Voto: 4

Enzo Avitabile e Peppe Servillo: «Il coraggio di ogni giorno»
Voto 8. Una canzone che si fa testimone e portavoce di una realtà contemporanea; un sax che si fa preghiera laica, ma nemmeno troppo.

Luca Barbarossa: «Passame er sale»
Voto 7. Canzone semplice, ma audace. Un grande ritorno per il cantante.

Mario Biondi: «Rivederti»
Voto 7 e mezzo. Gli archi come li usava Nelson Riddle per Sinatra, l’andamento lento ma elegante di Bruno Martino. Mario Biondi canta in italiano questa volta: non sarà originale, anzi a tratti sfiora il plagio, ma il pezzo è elegantissimo.
Giovanni Caccamo: «Eterno»
Voto 4. Un po’ sforzata sia l’esibizione, sia il testo della canzone che la sua presenza al Festival.

Red Canzian: «Ognuno ha il suo racconto»
Voto 5. Pop rock si sarebbe detto al tempo dei Pooh, oggi qualcuno lo scambierà per rock, ma è l’innocuo racconto di un «sopravvisuto» che si sente investito del ruolo di «testimone del tempo», solo che il tempo non lo sa e si svela altrove.

Decibel: «Lettera dal duca»
Voto 7. Testo molto più hippy che bowiano, a cui crede di ispirarsi.

Diodato-Roy Paci: «Adesso»
Voto 4 e mezzo. Del picciotto siculo c’è solo la tromba, il protagonista canoro e autorale è uno solo, alle prese con il disagio dei giovani che sognano un mondo meno cellulardipendente, meno tossicoditastiera.

Elio e le Storie Tese: «Arrivedorci»
Voto 7. Torna una grande band che siamo sicuri riusciranno a lanciare un messaggio serio con la loro canzone facendo divertire il pubblico.

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli: «Il segreto del tempo»
Voto 5. Come Canzian, giocano con il mito della loro eternità, autoclonando il Pooh style più classico.

Max Gazzè: «La leggenda di Cristalda e Pizzomunno»
Voto 7 e mezzo. Una favola popolare pugliese, la spiaggia di Vieste, lei bellissima, lui spavaldo pescatore, le sirene gelose.

The Kolors: «Frida»
Voto 4. Stash accetta la sfida dell’italiano e guarda alle piccole fans.

Ermal Meta e Fabrizio Moro: «Non mi avete fatto niente»
Voto 5. Un grande duo per questo festival, forse troppo da digerire.  Il ritmo è sostenuto, ambirebbe a una propulsione alla Manu Chao.

Noemi: «Non smettere mai di cercarmi»
Voto 4. Peccato, perché lei è una signora interprete, e, a tratti, si sente persino in questo nonpezzo. Peccato davvero.

Ron: «Almeno pensami»
Voto 8. Un grande ritorno: se non sapessimo che si tratta di un inedito di Dalla avremmo parlato di un pezzo dalliano al cento per cento, intonato con devozione dall’amico di una vita.

Renzo Rubino: «Custodire»
Voto 4 e mezzo. Ben arrangiata, ma poco canzone, in attesa del contributo della scugnizza Serena Rossi, coprotagonista nella giornata dei duetti.

Lo Stato Sociale: «Una vita in vacanza»
Voto 7.  Canzone sul dilemma esistenziale: «Vivere per lavorare o lavorare per vivere»? Si può dare di più, certo, ma anche di meno, e almeno fanno ballicchiare tra i violini dell’Occidentali’s karma al tramonto.

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico
Voto 7. Un terzetto con i fiocchi: i due coautori (a cui nella serata del venerdì si aggiungerà Alessandro Preziosi) fanno da testimonial alla prova d’autore di nostra signora della canzone, alle prese, finalmente, con una canzone adatta alla sua età e al suo carisma.

Le Vibrazioni: «Così sbagliato»
Voto 6. La band ritrovata ritrova anche il sound (occhio al Chiaravalli’s touch), forse persino la canzone, with a little help from Skin: la pantera nera degli Skunk Anansie è pronta a pigiare sul pedale del rock nella versione reloaded della semifinale.

Nina Zilli: «Senza appartenere»
Voto 4. Un po delusi da Nina la cui canzone non decolla, probabilmente è poco strutturata.

Giaccherini pronto a lasciare il Napoli: questa la sua nuova destinazione

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Giaccherini pronto a lasciare il Napoli a titolo definitivo, dopo sole cinque presenze tra Serie A e Coppa Italia

L’esterno azzurro Emanuele Giaccherini sta per lasciare definitivamente il Napoli. Il calciatore vorrebbe più spazio e avrebbe scelto una nuova destinazione: dopo sole 5 presenze, di cui 4 subentrando in Serie A e una da titolare in Coppa Italia, Giaccherini ha detto sì al Chievo Verona.

A riportare la scelta di Giaccherini è l’edizione di oggi del quotidiano Corriere della Sera di Verona secondo cui il giocatore vorrebbe ripartire dal 4-3-1-2 di Rolando Maran per rilanciarsi e, cogliendo l’occasione dell’assenza dell’infortunato Lucas Castro, arriverebbe per fare la mezz’ala, ma potrebbe giocare anche nel ruolo di seconda punta. Queste le ultime da Verona:

“Firmerebbe, il centrocampista toscano, anche domani. Idem, con lui, il Chievo. Ma la palla, dopo gli ulteriori sviluppi positivi di ieri tra il giocatore e il club della Diga, passa al Napoli. La pista che si batte, per arrivare all’accordo col club azzurro, è quella di un prestito, magari con diritto di riscatto. Ma il Napoli dovrebbe fare un passo verso il Chievo perché l’ingaggio di Giaccherini, circa 2 milioni di euro, è totalmente fuori budget, in ottica gialloblù. I buoni rapporti tra i due ds, di qua Giancarlo Romairone e di là Cristiano Giuntoli, sono storia nota. Ovvio che non bastino, però. Tra il Napoli e Giaccherini, praticamente mai entrato nelle rotazioni di Sarri, ormai c’è il consenso reciproco per lasciarsi. Tuttavia il Napoli non può certo regalarlo, Giak. Per trovare l’accordo c’è tempo fino alle ore 23 di mercoledì 31 gennaio, dunque altri dodici giorni. E l’impressione è che la trattativa potrebbe sbloccarsi, se si sbloccherà, giusto in extremis”.

Oggi avvenne: un gol di Alemao in Genoa-Napoli 3-4 del 1992

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Nel giorno 19 gennaio 1992, Alemao segnò nel match Genoa-Napoli, terminato con la vittoria degli azzurri 3-4

Il giorno 19 gennaio il Napoli ha giocato dodici partite, dieci in serie A, una in serie B ed una in coppa Italia, ottenendo quattro vittorie e cinque pareggi, con tre sconfitte.

Ricordiamo il 4-3 a Marassi al Genoa nella diciassettesima giornata della serie A-1991/92

Questa è la formazione schierata da Claudio Ranieri:

Galli; Ferrara, Francini; Crippa, Alemao, Blanc; Corradini, De Napoli, Careca, Zola, Silenzi

I gol: 14′ Zola, 29′ Silenzi, 30′ Skuhravy, 40′ Careca, 58′ Skuhravy, 84′ Alemao, 90′ Skuhravy

Dopo sedici giornate il Napoli era terzo in classifica a sei lunghezze dal Milan ed a tre dalla Juventus.  Gli azzurri chiusero il campionato al quarto posto alle spalle anche del Torino.

Uno dei quattro gol di Marassi porta la firma di Riccardo Alemao, Il centrocampista brasiliano vanta 14 gol nelle sue 134 presenze in maglia azzurra: 9 nelle 93 di serie A, 2 nelle 23 di coppa Italia e 3 nelle 17 partite in Europa. Ha giocato anche la supercoppa italiana del 1990.

Balotelli al Napoli? SuperMario non ha mai nascosto la simpatia per l’azzurro, tutto è possibile

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Balotelli al Napoli? Uno scenario da non escludere

Mario Balotelli in estate lascerà il Nizza e la priorità del calciatore è di rimanere in Europa. La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna si domanda se merita la chance di tornare nel nostro campionato:

Sullo sfondo resta sempre Mino Raiola che, con il cugino Enzo, non fa mancare le sue attenzioni dalla vicina Montecarlo, mentre l’avvocato Vittorio Rigo resta il suo prezioso legale: in estate lascerà Nizza: può liberarsi gratis. Se nel 2016 Balo ha glissato sulle offerte di Palermo e Chievo, ora potrebbe aspirare anche ad un progetto più ambizioso. L’idea di restare in Europa è prioritaria, ma l’ipotesi più attraente è quella di tornare in Serie A. Nei suoi pensieri il Milan c’è sempre. Non ha mai nascosto la sua simpatia per Napoli, anche se De Laurentiis sinora è stato cauto sul tema. E poi? Tutto è possibile, a patto che Mario...”

Napoli, minacciava le sue vittime con una siringa per droga: arrestato

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Napoli, un uomo rapinava le sue vittime, minacciandole con una siringa per droga: è stato preso

Non c’è tregua a Napoli e nei suoi  comuni limitrofi. Ad allertare le autorità questa volta è un episodio che vedeva come protagonista un uomo e le sue vittime: questo metteva a segno i colpi servendosi di un taglierino e una siringa per droga. Nelle ultime due settimane sono state fatte cinque rapine in  a danno di donne sole. I carabinieri della stazione di Saviano lo hanno arrestato stamani in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Nola; si tratta di F. G. 38enne del posto. E’ stato identificato, a seguito di indagini condotte dai militari in cui è stato riscontrato che la tecnica usata per mettere a segno la rapina è sempre la stessa,  nel primo pomeriggio individuava le vittime donne sole in svariati posti del centro. Tra le donne colpite anche una minorenne che è stata rapinava mentre aspettava il treno alla stazione della Circumvesuviana. Il modus operandi era il medesimo:  il rapinatore minacciava le sue vittime armato di coltello ed una siringa.

Morais: una scommessa del DS Giuntoli e di Pompilio

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L’acquisto di Morais da parte del Napoli potrebbe rientrare anche a strategie di mercato future

I tifosi azzurri hanno sfogato ieri un po’ di rabbia sui social in seguito all’acquisto da parte del Napoli del centravanti brasiliano classe ‘95 Carlos Vinicius Alves Morais che milita nella Serie B portoghese con il Real Sport Clube. Una scommessa del DS Giuntoli e del suo braccio destro Pompilio, come riportato dall’edizione di oggi della Gazzetta dello Sport:

La società di De Laurentiis ha intenzione di allargare il suo parco tesserati perché dal vivaio rientreranno in prima squadra al massimo un paio di elementi (Roberto Insigne e Luperto) e dunque c’è l’idea di controllare un po’ di calciatori per poterli scambiare o fare plusvalenze. Morais, 190 centimetri di altezza, un buon sinistro e bravo nel gioco spalle alla porta, resterà nella sua attuale società, poi in estate si vedrà“.

Atalanta, il presidente Percassi: “Contro il Napoli ne verrà fuori una grande partita”

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Le parole del presidente dell’Atalanta Antonio Percassi sulla sfida di domenica contro il Napoli

Si avvicina la ripresa del Campionato della Serie A, con il Napoli che domenica nel lunch match affronta l’Atalanta in trasferta a Bergamo allo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Il presidente dei nerazzurri Antonio Percassi è stato i Intervistato dall’edizione odierna del Corriere della Sera, queste le sue parole sulla sfida di domenica:

Si affrontano le due squadre che giocano il miglior calcio: bravo anche Sarri. Certo che fermare quei tre piccoletti là davanti, Mertens, Insigne e Callejon sarà dura. Sono convinto che ne verrà fuori una grande partita”. Chi vince lo scudetto? “Da Juve e Napoli non si scappa“.

Napoli, quadri falsi venduti come originali: 13 indagati

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Napoli, sono stati venduti quadri falsi come originali: 13 indagati per ricettazione

Napoli, sono stati venduti quadri falsi, delle vere e proprie croste, come quadri originali. Quadri venduti come quadri d’autore ed esposti in bella mostra in gallerie e nei salotti di casa, sono stati precedentemente valutati come originali da professionisti del ramo e invece si sono rilevati tutt’altro.

Un’ indagine mossa dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico, ha portato a galla questo scenario, in cui c’è una doppia svolta investigativa firmata dai pm Converso e Orlando: da un lato vengono notificati tredici provvedimenti di sequestro a carico di professionisti e consulenti in materia di pittura contemporanea; dall’altro, invece, sono state notificate decine di ordini di esibizione a carico di potenziali parte offese, parliamo di professionisti napoletani e non solo, che potrebbero possedere opere false a loro insaputa: si tratta, in questo secondo versante investigativo, di acquirenti ignari di aver comprato delle croste, che potrebbero possedere opere fasulle, ma anche contratti di acquisto e consulenze espresse da case d’asta o singoli specialisti.

Sono stati eseguiti sopralluoghi dell’arma in dimore private a Posillipo e al Vomero, tra le parti offese di compravendite ritenute sospette spuntano i nomi di un magistrato in pensione, di medici e uomini d’affari partenopei. Ricettazione e false attestazioni sono le accuse della Procura di Napoli. Tra gli indagati anche E. C., giornalista e animatore culturale, titolare della Galleria d’Arte moderna denominata «Casa madre», il quale deve difendersi dall’accusa di aver favorito la mediazione tra l’amico medico A. M. e un privato cittadino che ha acquistato un disegno di Dorazio.

Ci sono anche altri indagati, tra cui:  A. A., A. A., G. D. S., A. L., A. M., A. P., V. M., G. P., C. C., E. I., F. M., L. M. 

Napoli, Younes potrebbe arrivare in anticipo

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Il trequartista tedesco Younes potrebbe arrivare alla corte di Maurizio Sarri anche prima di luglio

Come riportato dall’edizione di oggi del quotidiano la Gazzetta dello Sport, «Last minute» l’acquisto di Younes dall’Ajax potrebbe essere anticipato:

Il trequartista tedesco è stato già «prenotato» a parametro zero per luglio, ieri la notizia è stata data anche al club olandese attraverso l’agente del calciatore al quale era stata proposta l’offerta dello Swansea di 10 milioni. Younes è disposto a rinunciare alla Premier per aspettare il Napoli. Certo, Giuntoli non vuole pagare qualcosa che tra sei mesi prenderà gratis, ma se l’Ajax chiamasse il Napoli per un indennizzo ci si potrebbe sedere e intavolare una trattativa lampo

Maksimovic potrebbe lasciare il Napoli: queste le possibili destinazioni

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Il Napoli confrontandosi con Nikola Maksimovic a deciso di offrirgli la possibilità di trovare spazio e continuità altrove

Il difensore serbo del Napoli Nikola Maksimovic, ha esordito in campionato con la maglia azzurra il 2 ottobre 2016 a Bergamo, dopo aver debuttato qualche giorno prima in Champions, contro il Benfica, sostituendo l’infortunato Albiol. La prima di sedici partite nell’arco di un anno e mezzo e il rimpianto per essere rimasto spesso ai margini di una squadra della quale è semplice riserva nonostante l’investimento, come riportato dall’edizione di oggi del Corriere dello Sport.

Come raccontato dal quotidiano il Napoli, confrontandosi con le volontà del ragazzo, “Ha deciso di offrirgli la possibilità di trovare spazio e continuità altrove. Non mancano le offerte, in Italia resiste il Sassuolo (ma è una pista fredda) e poche altre squadre, penalizzate dallo stipendio del difensore, mentre all’estero qualcosa si muove (Villarreal e Spartak Mosca) e continuerà a muoversi nei prossimi giorni, quando verrà presa una decisione. Se Maksimovic parte, in prestito, il Napoli blinderà la cessione di Tonelli

Verso Juve Stabia-Catanzaro. Giummo (Radio Catanzaro): “Giallorossi completamente diversi rispetto all’andata. Mi aspetto una gara aperta”

Nel corso della prima puntata del 2018 de “Il Pungiglione Stabiese”, rubrica video settimanale di ViViCentro che approfondisce le vicende della Juve Stabia, è intervenuto Vittorio Giummo, giornalista di Radio Catanzaro Sud, che ci ha presentato il prossimo avversario delle Vespe.

Questa l’analisi di Giummo:

Il Catanzaro si ripresenta dopo la sosta natalizia con qualche elemento in più rispetto all’ultima gara casalinga, persa contro la Reggina per 1 a 0, soprattutto perché recupererà tanti infortunati, come il difensore Gamberetti, o nella zona offensiva di campo, Infantino e Letizia; inoltre ci sarà qualche elemento nuovo come l’esterno Sepe, che il Catanzaro ha prelevato dall’Akragas. A lui dovrebbe aggiungersi il terzino sinistro De Giorgi, il cui arrivo dall’Andria dovrebbe essere ormai cosa fatta. La squadra giallorossa, contro la Juve Stabia, sarà quindi tutta nuova, per condizione ed elementi, rispetto a quella vista in precedenza.

Quella in corso per il Catanzaro è comunque una stagione di transizione, avendo la società cambiato gestione lo scorso luglio ed essendo acquistata da Floriano Noto, imprenditore importante in Calabria. Il Catanzaro ha poi risolto anche le questioni “disciplinari”, con il rischio della retrocessione diretta in Serie D. Questa situazione è stata una spada di Damocle per la società, che non ha potuto programmare con la adeguata serenità il futuro; fortunatamente lo scorso dicembre questa nube si è dissolta, con il Tribunale Federale che ha scagionato sia il Catanzaro che l’Avellino per la presunta combine del 2013. L’accusa della Procura, non supportata da prove concrete, era molto fragile ed è venuta meno. L’obiettivo della nuova proprietà è ora traghettare senza affanni la squadra alla salvezza, anche in virtù di una prima parte di stagione appunto condizionata da tanti problemi, per poi puntare dal prossimo campionato a risultati decisamente più importanti.

Identificare il Catanzaro con una qualità in particolare non è facile. Ad inizio stagione la squadra è partita sotto la gestione di Erra, che aveva improntato il proprio progetto tecnico sul 4-3-3. I risultati purtroppo sono mancati e la conseguenza è stata l’esonero del tecnico. E’ arrivato al suo posto Dionigi, che fa del 3-5-2 il suo modulo di riferimento, messo in pratica con una squadra non costruita da lui e per lui. Ad oggi poi ci sono alcune uscite già concretizzate o da concretizzarsi, come quelle di Marchetti, Icardi ed Anastasi, che hanno portato il Catanzaro a non avere un vero e proprio identikit. La squadra può contare comunque su elementi importanti come Infantino e Letizia, attaccanti in grado di sposarsi bene, uno grazie alla sua forza fisica e l’altro con le sue doti tecniche, e di fare male agli avversari.

Il cambio di allenatore, con il passaggio da Erra a Dionigi, non ha dato una svolta totale, tant’è che anche con Dionigi i risultati sono altalenanti. Il principale cambiamento si è verificato sotto l’aspetto motivazionale: Erra forse non è riuscito a trasmettere la grinta necessaria al Catanzaro, che invece, da quando c’è Dionigi, mostra molta più determinazione e voglia di correre fino al 90esimo. Al di là di questi aspetti, a fare la differenza è sempre il tasso tecnico dell’organico, per cui il cambio di guida tecnica non può fare molto. Penso comunque che i calabresi dovrebbero giungere alla salvezza senza troppi affanni, per poi appunto puntare a pensare in grande dalla prossima stagione.

Riproduzione riservata e non consentita nemmeno dietro citazione della fonte ma solo previa autorizzazione di ViViCentro.it

Il Napoli guarda in casa dello Shakhtar: piacciono due giocatori

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Il direttore sportivo del Napoli Cristiano Giuntoli continua a cercare nuovi innesti per la squadra che possono piacere a Sarri

Dopo il no di Simone Verdi, il Napoli continua a muoversi sul mercato. Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli è in cerca di qualche elemento da innestare, in grado di innalzare la qualità del reparto offensivo del Napoli, come riportato dell’edizione di oggi della Gazzetta dello Sport: “Le risorse in cassa ci sono ma verranno spese solo per un elemento di sicuro gradimento di Sarri. Al tecnico azzurro piacciono due recenti avversari del Napoli, i brasiliani Bernard e Taison dello Shakhtar. Entrambi, però, guadagnano tanto. Il tempo stringe anche se l’ipotesi di un «Mister X» sul quale De Laurentiis potrebbe piazzare l’affondo non va esclusa

Influenza a picco, quasi 4 milioni di italiani ammalati. Non succedeva da 14 anni

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Influenza a picco, quasi 4 milioni di italiani ammalati. Non succedeva da 14 anni

Erano 14 anni che l’influenza non colpiva così pesantemente, circa 3 milioni e 883mila italiani dall’1 al 14 gennaio 2018 si sono ammalati a causa dell’epidemia stagionale. A riferirlo è il bollettino dei medici sentinella della rete “Influnet” dell’Istituto superiore di sanità.

Era dal 2004, infatti, che non si raggiungevano numeri così alti di diffusione. Nella seconda settimana di gennaio il livello di incidenza dei virus influenzali in Italia è pari a 13,73 casi per mille assistiti, “ancora molto alto” si legge nel rapporto.

I più colpiti sono i bambini di età inferiore ai 5 anni, con un’incidenza del 30,84 casi per mille assistiti. Segue la fascia di età compresa tra i 5 e i 14 anni, con 15,90 casi per mille.
Nei giovani adulti, dai 15 ai 64 anni, si osserva un’incidenza pari al 13,79 casi per mille, quella fra gli anziani è, invece, di 7.76 per mille.

“Nella seconda settimana 2018 – informa il report – si arresta l’ascesa della curva epidemica; il livello dell’incidenza nelle ultime due settimane ha superato la soglia ‘molto alta’ ed è quindi paragonabile solo a quello raggiunto nelle stagioni 2004-05 e pandemica 2009-10”.

Guardando la tabella illustrata nel report si può notare come la curva epidemica di quest’anno è inferiore solo a quella del 2004-2005.

Atalanta vs Napoli: tutti i precedenti degli azzurri a Bergamo

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Atalanta vs Napoli: tutti i precedenti degli azzuri a Bergamo

Il Napoli ha giocato 51 volte a Bergamo contro l’Atalanta tra partite di serie A, serie B e Coppa Italia. I precedenti sono tutti a favore della compagine bergamasca

Queste i risultati delle precendenti sfide:

21 vittorie dell’Atalanta

21 pareggi

9 vittorie del Napoli

71 gol dell’Atalanta

50 gol del Napoli

L’ultima vittoria dell’Atalanta è avvenuta il:

1-0 il 2 ottobre 2016

9’ p.t. Petagna

L’ultimo pareggio è avvenuto il:

1-1 il 29 ottobre 2014

12’ s.t. Denis, 41’ s.t. Higuain

L’ultima vittoria del Napoli è avvenuta il:

1-3 il 20 dicembre 2015

6’ s.t. Hamsik (rig), 9’ s.t. Gomez, 17’ e 40’ s.t. Higuain

 

Fonte:sscnapoli.it

Pompei, Fratelli d’Italia contro il Gay Pride: “Offende un luogo sacro”

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Fratelli d’Italia si schiera contro il Gay Pride che si terrà a Pompei, affermando che va ad offendere un luogo sacro

A prendere le distanze dall’iniziativa sono gli esponenti di Fratelli d’Italia, Nello Savoia, neo portavoce provinciale, Luigi Mercogliano responsabile regionale Dipartimento Vita e Famiglia e il consigliere regionale Luciano Passariello.  Affermano:  “È opportuno che le associazioni LGBT sappiano che Fratelli d’Italia ritiene questa idea del Gay Pride a Pompei una provocazione di basso profilo ed in quanto tale, se andremo al Governo del Paese il prossimo 4 marzo, e state certi che ci andremo nonostante tutto e tutti, faremo tutto quanto in nostro potere per impedirla”. E continuano: “Riteniamo provocatoria  la scelta delle associazioni LGBT di portare le oscenità del Gay Pride nella città mariana che è meta di pellegrini e fedeli da tutto il mondo. La libera espressione del pensiero  non è messa in discussione, per quanto distante anni luce dalla nostra. Quello che si contesta è l’arroganza con la quale le associazioni del mondo omosessuale, con l’avallo puntuale e costante delle sinistre, attaccano luoghi sacri come la città di Pompei che è sede del Santuario della Madonna senza il minimo rispetto per i culti religiosi che questi luoghi rappresentano per milioni di fedeli nel mondo, pensando di poter sfilare liberamente per le strade della città con le loro carnevalate. Auspichiamo che su questo tema si esprima finalmente anche la Curia Arcivescovile e la Santa Sede facendo sentire forte la voce della Chiesa”. 

Molte le voci in disaccordo con Fratelli d’Italia, soprattutto nel web, i quali trovano questa avversione forse un po’ troppo esagerata. C’è da dire che queste manifestazioni non sono conosciute per la loro sobrietà, ma è anche vero che la libertà di espressione è sancita dalla Costituzione.

Mertens: “Ghoulam è un grande, gli faccio tanti complimenti”

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Le parole dell’attaccante belga Dries Mertens al quotidiano sportivo algerino Le Buteur

L’attaccante del Napoli Dries Mertens ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo algerino Le Buteur:

Dries, Faouzi è stato eletto il miglior calciatore dell’anno: un commento?

Semplicemente un grande! Gli faccio davvero tanti complimenti, anche se a dire il vero me lo aspettavo perchè nell’ultimo anno ha giocato veramente molto bene. E’ unico nel suo ruolo ed ha fatto delle cose eccezionali

Ha battuto gente come Brahimi, Soudani, Mahrez…
I giocatori che hai appena menzionato sono davvero molto forti. Quello che ha fatto Faouzi può essere davvero paragonata ad un’impresa!”

E’ un premio meritato secondo te?
Certo che è meritato. A sinistra si è dimostrato il migliore di tutti e lo dicono anche le statistiche di quest’anno con il Napoli. Ci ha dato una grossa mano. E’ un giocatore di classe mondiale. Non è stato facile

Una battuta per Faouzi?
Complimenti ancora amico mio! Vai avanti così! Sono molto felice per te

Ischia, uomo fa causa alle multinazionali del tabacco per uso illegittimo di una sua foto

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Un uomo di Ischia fa causa alle multinazionali del tabacco per l’uso illegittimo di una sua foto che lo ritrae intubato in un letto d’ospedale

Un uomo di Ischia ha trovato su i pacchetti di sigarette una sua foto che lo ritrae inerme ed intubato in un letto di ospedale. L’uomo ha deciso di fare causa alle multinazionali del tabacco; si tratta del Signor M.P. Le multinazionali si sarebbero impossessate della foto a sua insaputa, per usarla come immagine simbolo su i pacchetti di sigarette. Il Signor P. qualche anno fa è stato ricoverato in un ospedale colombiano per una patologia che non ha niente a che fare con i danni provocati dal fumo.
“E’ assurdo che una multinazionale abbia fatto un errore del genere e se anche avesse preso la foto da qualche agenzia deve ritirare immediatamente tutti i pacchetti con la foto del commerciante ischitano e risarcirlo per lo choc di ritrovare quella sua foto in giro per il mondo e non si capisce perché non l’abbia ancora fatto nonostante l’azione legale avviata da P.” ha dichiarato Borrelli, Consigliere regionale dei verdi, per il quale “quest’episodio conferma la sensazione di onnipotenza di certe multinazionali che, forti della loro potenza economica, pensano di poter calpestare i diritti delle persone, a cominciare da quello di preservare la propria immagine, soprattutto quella in un letto d’ospedale”.

Castellammare, elezioni Forum dei Giovani 2018: le date e le modalità

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Resa nota la data per la consultazione per l’elezione del Presidente e del Consiglio del Forum dei Giovani

Castellammare di Stabia – Il prossimo 18 marzo 2018, presso la sala congressi del Palazzetto degli Sport del Mare, a partire dalle ore 09:00 alle ore 14:00 e  successivamente dalle ore 14:30 alle ore 19:00, avrà luogo la consultazione per l’elezione del Presidente e del Consiglio del Forum dei Giovani.

Potranno esercitare il diritto di voto tutti i giovani che risulteranno iscritti al Forum dei Giovani entro il 30 marzo 2018. L’istanza di iscrizione può essere inoltrata anche on-line all’indirizzo: informagiovani@comunestabia.it oppure consegnata personalmente all’ufficio Informagiovani sito in via Bonito, 4

Le liste dei candidati unitamente all’accettazione alla carica di Presidente e Consigliere, dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 16 febbraio 2018.