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M5s e Di Maio continuano con le Fake News: ora è il turno degli 80 euro

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Preso nella foga della campagna elettorale, il candidato premier del M5s Di Maio accusa Renzi di aver “ritirato” il bonus da 80 euro a 1 milione e mezzo di lavoratori dopo averglielo erogato. Non è esattamente così, come risulta dal fact-checking de lavoce.info.

Se Di Maio immagina l’esproprio degli 80 euro

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a una dichiarazione di Luigi Di Maio sul bonus da 80 euro.

Come funziona il bonus

Mentre gli elettori cercano di destreggiarsi tra le proposte fiscali dei candidati, la campagna elettorale del 2018 sembra guardare anche al passato. Si parla spesso infatti del bonus 80 euro, che tutti criticano ma nessuno pare voler abolire del tutto.

In un’intervista all’Huffington Post il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha affermato:

Renzi […] ha erogato un bonus selettivo ai lavoratori dipendenti, escludendo i più deboli e ritirandolo dopo un anno a un milione e mezzo di persone”.

Su questa vicenda Matteo Renzi e il Movimento 5 Stelle si erano già scontrati. Cerchiamo dunque di approfondire il motivo del contendere.

Gli 80 euro al mese, introdotti con il decreto n. 66 del 2014, più che un bonus sono tecnicamente un credito di imposta sull’Irpef per lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi.

Ne hanno diritto i contribuenti la cui imposta lorda sia superiore alla detrazione per lavoro dipendente e il cui reddito sia inferiore a 26.600 euro. Per esempio, nel caso di un dipendente occupato per tutto l’anno con solo reddito da lavoro e senza familiari a carico, la soglia dalla quale è percepito il bonus è 8.145 euro. Al di sotto dei 24.600 euro gli 80 euro sono versati integralmente ogni mese; al di sopra invece si riducono progressivamente fino ad azzerarsi per i redditi superiori a 26.600 euro. Le soglie minime e massime sono state alzate con l’ultima legge di bilancio, per non intralciare l’aumento contrattuale dei dipendenti pubblici.

Per come è congeniata, la misura individua una platea ben precisa. I problemi possono però sorgere al momento della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore può trovarsi a dichiarare un reddito più elevato rispetto a quanto calcolato dal datore di lavoro e può quindi non rientrare più nella fascia idonea per l’ottenimento del bonus. Oppure può non raggiungere la soglia minima, per esempio, a causa di un licenziamento. Ecco il caso a cui Di Maio si riferisce: chi ha beneficiato del bonus senza rientrare nelle fattispecie stabilite dalla legge deve restituirlo.

Gli 80 euro restituiti?

Non si tratta tuttavia di un “ritiro” della somma erogata, come sostiene il vicepresidente della Camera, che avrebbe richiesto un’azione attiva da parte del governo e del parlamento. Si tratta del naturale confronto che avviene con la dichiarazione Irpef, tra reddito, ritenute e acconti da una parte e l’imposta netta dall’altra. Per quanto il meccanismo possa risultare farraginoso, i termini utilizzati da un candidato premier sono importanti.

Non vi è dubbio, comunque, che la richiesta di restituzione può essere dolorosa per il contribuente. Immaginiamo un lavoratore che – per diversi motivi, come un licenziamento improvviso – non arrivi a raggiungere gli 8.145 euro di reddito, ma che nel frattempo abbia ricevuto il bonus 80 euro in busta paga. Dovrà restituirlo integralmente, con la possibilità di richiedere il pagamento rateale. Anche per questo motivo, su lavoce.info si è riflettuto sull’ambiguità dello strumento, che si propone di ridurre il costo del lavoro e allo stesso tempo di integrare il reddito dei lavoratori più poveri. Nella maggior parte dei casi di restituzione, il contribuente sembra avere un reddito annuale maggiore di quanto previsto, ma quasi un quarto di coloro che hanno dovuto rimborsare il bonus (nel 2014 il 23,4 per cento e nel 2015 il 25,3 per cento) ne hanno uno lordo inferiore ai 7.500 euro: per loro la restituzione può essere assai complicata.

Compensazioni e restituzioni

Nei due anni fiscali di applicazione del bonus 80 euro di cui sono pubblici i dati – 2014, parzialmente, e 2015 – i numeri sono stati altalenanti. Nel 2014, secondo i dati del ministero dell’Economia, i beneficiari sono stati 11,3 milioni. Tra coloro che hanno ricevuto gli 80 euro in dichiarazione, i soggetti a cui è stato accreditato per intero sono stati 509mila, mentre 1 milione e 112mila sono coloro che l’hanno ricevuto parzialmente. Le restituzioni sono state invece 798mila integrali e 651mila parziali. Nel 2015 invece i rapporti di forza tra compensazioni e restituzioni si sono invertiti: 1 milione e mezzo ha ricevuto il bonus (il 34 per cento integralmente), mentre 1 milione e 730mila hanno dovuto restituirlo (integralmente per il 56 per cento).

La dichiarazione di Di Maio non tiene dunque conto del risultato netto tra compensazioni e restituzioni, positiva nel 2014 (+172mila contribuenti) e negativa nel 2015 (-208mila contribuenti). Vedremo a partire dai dati sul 2016 se è possibile osservare una certa tendenza: per ora i dati in nostro possesso non lo permettono, essendo il caso del 2014 solo parziale (il bonus è stato introdotto da maggio).

Il verdetto

La dichiarazione del leader del Movimento 5 Stelle prende dunque in considerazione solo un dato, le restituzioni del 2015 (altro esempio di cherry-picking), senza tener conto delle compensazioni di segno opposto.

Le sue parole appaiono anche fuorvianti, perché – prive di ogni contestualizzazione e spiegazione – fanno intendere che il governo Renzi avrebbe ridotto la platea complessiva dei beneficiari di un milione e mezzo (non è avvenuto, la platea si è sempre assestata sugli 11 milioni di contribuenti). Pertanto, la sua dichiarazione non può che essere PARZIALMENTE FALSA.

Ecco come facciamo il fact-checking.

vivicentro.it/POLITICA
vivicentro/M5s e Di Maio continuano con le Fake News: ora è il turno degli 80 euro
lavoce.info/Se Di Maio immagina l’esproprio degli 80 euro (Lorenzo Borga e Mariasole Lisciandro)

In Consiglio comunale iniziato il dibattito sulla verifica programmatica

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Continua il Consiglio Comunale, al centro dell’ attenzione la verifica programmatica.

In Consiglio comunale è iniziato il dibattito sulla verifica programmatica (le relazioni degli assessori si erano svolte nella seduta dell’8 gennaio, la relazione del Sindaco nella seduta del 26 gennaio).

Prima dell’inizio del dibattito, è stata discussa la questione procedurale sulla validità della seduta, confermata da un voto dell’Aula come suggerito dal vicesegretario generale Maida:

“Sulla questione del numero dei presenti all’appello iniziale che, per un errore materiale, aveva visto una comunicazione di 20 presenti, corretto poi in 22, si è sviluppata una discussione con diversi interventi. Moretto (Prima Napoli) ha dichiarato di abbandonare l’aula, riservandosi di verificare successivamente la regolarità degli atti del Consiglio odierno avendo il presidente già annunciato in apertura che la seduta non poteva avere validamente inizio. Dopo gli interventi di Rinaldi (Dema), Santoro (Misto- Fratelli d’Italia) e Brambilla (Movimento 5 Stelle), Palmieri (Napoli Popolare) è intervenuto, su richiesta del presidente Fucito, il vicesegretario generale Maida, per chiarire l’esistenza di una discrasia tra la realtà di fatto e quella comunicata attraverso l’esito dell’appello, pertanto l’Aula, nella sua sovranità, può sanare questa difformità attraverso un voto, anche a maggioranza. E’ intervenuto quindi il Sindaco che si è espresso nel senso di trovare un accordo ed evitare divisioni iniziando il dibattito sulla verifica programmatica.

L’Aula ha quindi votato a maggioranza (contrari Santoro, Palmieri e PD) per la prosecuzione della seduta. Sull’ordine dei lavori sono quindi intervenuti Santoro, Coccia (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) e Gaudini (Verdi – Sfasteriati) per esprimersi sulla opportunità di svolgere il dibattito sulla verifica del programma o se rinviarlo in considerazione della campagna elettorale in corso. Il consigliere Santoro ha quindi chiesto la verifica del numero legale, constatato in 26 presenti, e i lavori sono quindi proseguiti con il dibattito sulla verifica programmatica, nel quale sono intervenuti diversi consiglieri.

 

Federico Arienzo (Partito Democratico) ha esordito valutando che sarebbe stato interessante capire di più su come si intende incrementare la vendita del patrimonio; ci saremmo aspettati, ha proseguito, che aveste detto cosa non ha funzionato rispetto a ciò che ci si attendeva, non ciò che si intende fare da ora in poi; ha quindi elencato una serie di esempi negativi, come Vico Trone, la strada chiusa da tre anni per un palazzo pericolante che confina con la scuola Onorato Fava, la palestra della scuola è inagibile e per questo le iscrizioni sono calate, le mamme non hanno più fiducia: la gara è stata fermata e, dopo i saggi sul palazzo pericolante confinante, la ditta ha rinunciato, con la conseguenza che la gara è da rifare; occorre un impegno forte, perché riaprire la strada significa restituire un territorio alla socialità e l’esempio dimostra che, quando si fanno degli errori procedurali, la fiducia dei cittadini viene meno.

Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) ha toccato una serie di temi e obiettivi mancati, a partire dal bilancio partecipativo, da Napoli Est e la delocalizzazione delle imprese inquinanti, gli impianti fotovoltaici, gli accorpamenti delle partecipate, l’accesso facilitato a parchi e giardini, la creazione di un ufficio garante dei diversamente abili, iniziative a favore dei crocieristi, la balneazione in via Caracciolo, i mancati incassi dei tributi. Altre iniziative anticipate dalle relazioni degli assessori non si sono realizzate, ad esempio gli sconti per chi differenzia i rifiuti; non è vero che il servizio di raccolta è tutto pubblico e il contratto di servizio Asia non viene rispettato, con il rischio di contenziosi; mancano le risorse per la difesa del territorio, il bilancio di previsione è sempre in ritardo e i debiti fuori bilancio sono ancora senza copertura; si riscontra inoltre incongruità tra gli annunci e azioni relative alle aree mercatali, Napoli Holding, all’aggiornamento del regolamento di contabilità; la mancanza nel rendiconto dell’allegato sullo stato patrimoniale dell’ente dimostra che non si ha contezza della consistenza del patrimonio, fatto che rende impossibile ogni programmazione, così come manca un aggiornamento sui fitti passivi; sul turismo, non è stato attuato il programma relativo alle azioni da intraprendere grazie alle risorse provenienti dall’imposta di soggiorno; sulle politiche urbane, infine, ci sono punti del programma, per esempio sul co-housing, che non sono stati chiariti; in conclusione, del programma poco è stato realizzato.

Francesca Menna (Movimento 5 Stelle) ha sottolineato l’importanza di un dibattito sullo stato dell’arte e di uno sguardo intellettualmente onesto; si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un sistema chiuso, privo della necessaria connettività tra chi governa e i cittadini; ciò è dimostrato dalla poca attenzione per il Consiglio comunale, che rappresenta la città in tutte le sue articolazioni; sarebbe stato utile e interessante svolgere un confronto sulle relazioni degli assessori, anche nelle commissioni consiliari, per favorire un confronto autentico tra l’amministrazione e chi rappresenta la città, e anche sulle proposte fatte in questi anni: ad esempio, nelle relazioni è stata è stato assente ogni riferimento alla mobilitazione ancora viva in città sulla movida; analogamente, manca il confronto sulla la crisi dell’azienda di trasporto e sui piani industriali di Anm e ABC, che i consiglieri non hanno ancora avuto modo di leggere, sulle conseguenze dei roghi sulla salute dei cittadini, sulle pari opportunità negate che riguardano anche i disabili, sulla scarsa manutenzione degli edifici scolastici senza ricorrere a prelievi dai fondi di riserva, sulla chiusura di tanti parchi verdi, sull’accoglienza degli studenti Erasmus, tema sul quale la commissione Giovani aveva presentato un progetto, di fatto ignorato dall’amministrazione.

Marco Nonno (Misto – Fratelli d’Italia) ha esordito ricordando le promesse mancate di questa amministrazione, in particolare riguardo alle periferie, e di aver avuto un atteggiamento non pregiudiziale, ad esempio di aver appoggiato l’internalizzazione della gestione del patrimonio, nella convinzione che tutti i servizi, compresi i servizi sociali, debbano essere gestiti dal pubblico, e la scelta coraggiosa dell’assunzione delle maestre; purtroppo, da parte dell’amministrazione, si devono registrare posizioni sbagliate, come nel caso della condanna degli operai della Samir che, ad oggi, non hanno avuto lo stipendio, della mancata costruzione di una scuola superiore a Pianura, per la quale nel bilancio della Città Metropolitana non ci sono i fondi che erano stati stanziati dall’ex Provincia.

Salvatore Pace (Dema) è partito da alcuni punti specifici, innanzitutto le periferie, in particolare la periferia est, dove i Piani Urbanistici Attuativi stanno contribuendo ad una importante riqualificazione e rigenerazione urbana e sono il segno tangibile di un ripensamento strategico della città; ricordati anche il progetto per Scampia, l’ esecutività della demolizione delle vele e la riqualificazione lotto “M”; il porto, dove il  completamento del terminal passeggeri contribuirà a creare un’area degna dei volumi turistici che realizza la città; il programma di  riqualificazione dei magazzini generali; importanti risultati si sono raggiunti con il Grande Progetto Centro Storico – sito Unesco, che vede impegnati attualmente tutti i fondi per la riqualificazione di aree importantissime; tra gli altri punti programmatici ricordati: i progetti per la  città verticale nell’ambito del patto per Napoli, la riqualificazione del Monte Echia; i trasporti, ricordando la ricapitalizzazione effettuata dall’amministrazione, un rischio assunto pur di salvare l’azienda e tutelare i napoletani; sul tema del lavoro, ha ricordato che nessun dipendente delle partecipate è stato licenziato e che questa amministrazione si è adoperata per la tutela del lavoro anche al di là delle sue strette competenze, ad esempio per i lavoratori licenziati della ex fabbrica Peroni; sull’attuazione del programma, ha concluso, ricordando che tutto è stato realizzato, fin dal 2011, nel contesto della crisi di forti tagli ai trasferimenti statali e regionali”.

Prima della conclusione del discorso del consigliere Pace, il pres. Fucito chiede una pausa per il sindaco:

“Al termine dell’intervento del consigliere Pace, il presidente Fucito ha proposto una sospensione della seduta – fino alle 14.30 – per consentire al Sindaco, intenzionato a seguire l’intero dibattito, di recarsi in Corte d’Appello per un concomitante impegno”.

Fonte: Ufficio Stampa del Consiglio Comunale

 

Scafati, i primi giorni del carcere dell’ex sindaco: Aliberti sottoposto ad esame cardiologico

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Visita cardiologica per l’ex sindaco di Scafati Pasquale Aliberti finito in manette per il reato di scambio politico-mafioso.

Non si sa ancora di per certo se la vita è stata causata da un malore dovuto allo stress accumulato a causa della bufera mediatica che l’ha coinvolto dopo la sentenza definitiva che l’ha visto condannato al carcere, oppure si è trattato di un normale e quotidiano controllo di routine. L’ex sindaco Aliberti, che ha anche intenzione di partecipare alle funzioni religiose, nei giorni dopo la notizia è stato oggetto di forti critiche da parte dei suoi concittadini che hanno espresso il loro pensiero attraverso frasi discriminatorie nei confronti del soggetto in questione trascrivendole con le bombolette spray su Palazzo Mayer, simbolo comunale della città. Momenti difficili quindi che hanno visto anche la mobilitazione degli avvocati della difesa nelle ultime ore in quanto sono scaduti i giorni a disposizione, 5 per l’esattezza, per l’interrogazione di garanzia. Infatti, come riportato da sei.tv :I legali dell’ex sindaco, Silverio Sica ed Agostino De Caro, in mattinata avrebbero presentato istanza al Gip Giovanna Pacifico proprio per quel “diritto negato” al proprio assistito. La richiesta è l’annullamento della misura cautelare emessa mercoledì”.

Ex Juve Stabia, Kanoute lascia il Benevento. Questa la sua nuova squadra

Yaye Kanoute passa alla Pro Vercelli

Nuova avventura per Yaye Kanoute, forte esterno offensivo lo scorso anno alla Juve Stabia. Il senegalese si è trasferito dal Benevento alla Pro Vercelli, in Serie B, con la formula del prestito secco.

Per Kanoute poco spazio con gli stregoni nella massima serie, nonostante l’esordio in Serie A nel corso della prima parte di stagione. Da ricordare che Kanoute, nel campionato scorso, con la maglia della Juve Stabia ha fatto registrare 31 presenze e ben 7 reti.

Questo il comunicato della Pro Vercelli:

La società comunica di aver acquisito – a titolo temporaneo – dal Benevento Calcio il diritto alle prestazioni sportive del calciatore MAMADOU KANOUTE. L’esterno senegalese classe 1993 oggi (ieri n.d.r.) pomeriggio sarà già a disposizione di Mister Gianluca Grassadonia.

Sabato 3 febbraio al Pan Marilù presenta “Avesseme Fortuna”

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Marilù il 3 febbraio presenta “Avesseme Fortuna” progetto nato in collaborazione con Antonio di Francia

Sabato 3 febbraio al Pan di Napoli Marilù presenta “Avesseme Fortuna” un lavoro fatto come composizione sospesa tra sacro e profano, amore ed odio. Il progetto è di Marilù Poledro ed Antonio di Francia, mentre la produzione artistica, arrangiamenti e composizioni originali sono curati dal  M° Antonio Di Francia già autore ed arrangiatore per il Solis String Quartet (di cui è membro fondatore), Noa ed Eugenio Bennato:

“Quando passeggi nel cuore di Napoli, può capitare di smarrirti in quei vicoli un po’ bui ma assai variopinti, da cui il sole fugge ma il calore resta prepotente, così come l’odore di salsedine e ragù! Lì, nascono storie intense, intrise di pathos, che sciolgono il cuore in gola. Non si sa’ né chi né dove, perché il fatto di per sé, rotolando giù p’ ‘o vico, è rimasto impigliato tra le ciglia di quella anziana “fore ‘o vascio” che per sulitudine t’ ‘o vo’ cuntà, mentre inconsapevole, sovrappensiero , arravoglia ‘a curona vicino ‘o curniciell, pregandoli cu ‘a stessa intensità.

E’ così che in “Avesseme Furtuna” si mescolano sacro e profano, amore e odio, dolore e gioia. Attraverso un sapiente lavoro di arrangiamenti e di composizione, si dipanano musiche che ognuno di noi porta già sedimentate nell’anima e che attendevano solo d’esser liberate.
Parole scelte con sapienza istintiva si avvolgono come edera sulle note ed è così che vengono narrate le policromie dell’animo umano, attraverso la voce di Marilù, definita da Peppe Servillo come “..ricca di sfumature e dal timbro pieno e armonioso, che dialoga teatralmente con i piani sonori delle orchestrazioni, fornendo così un senso della prospettiva che avvolge l’ascolto e favorisce la narrazione..”
Fonte: Ufficio stampa “Music Press Office”

Del Genio: “Il Napoli ora vince anche con le giocate dei singoli. Chiriches…”

“Chiriches ha sofferto Palacio, ma la colpa non è sua”

Il giornalista Paolo Del Genio è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli durante la trasmissione radiofonica Radio Goal parlando del momento del Napoli.

Ecco le sue parole:
“Il Napoli vince sempre, è sotto gli occhi di tutti, col collettivo. Qualche volta non ne ha bisogno, avendo a disposizione dei calciatori molto forti che ti risolvono la gara con una giocata. Si era sofferto il Bologna, difesa alta e quindi loro hanno potuto fare delle cose, però c’era Reina e Mario Rui, salvataggi importanti. La base resta, come detto da Sarri, sempre il giocar bene”.

Poi il discorso si sposta su Chiriches:
“Albiol è uno dei giocatori più importanti del Napoli, fa funzionare bene tutto. Il rumeno ieri ha sofferto Palacio, ma non è stato fortunato perchè si è trovato nella fase in cui la squadra si è allungata, è stato bravo a riprendersi. Buona qualità nel giocare il pallone, bravo nel possesso. Non erano sue le responsabilità della situazione che si era creata ieri”.

Caso shock a Nola, abusava della figlia 13enne: arrestato grazie a Facebook

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Caso shock a Nola: violenta la figlia 13enne da mesi, scoperto tramite chat di Facebook

C’è chi dice che i social siano un’invenzione negativa e logorante per i giovani, ma molte volte, come in questo caso, possono salvare la vita! I primi segnali della violenza sono emersi proprio su una chat Facebook dedicata ad una pagina del suo cantante preferito: così si è scoperto che una ragazzina di Nola, paese nel napoletano, di appena 13 anni era vittima di violenza. Le indagini hanno trasformato i sospetti di un sovrintendente della Polizia di Stato in servizio alla Questura di Milano in fatti certi: la ragazzina subiva dal luglio 2017 le violenze sessuali continue del padre nel silenzio e nella sofferenza, ma poi i segnali velati sono iniziati ad arrivare e fortunatamente ad essere captati. Tempestivo l’intervento delle forze dell’ordine che ha provveduto ad arrestare il 41enne di Nola, ennesimo orco, attore di un teatro di violenza ai danni della figlia minorenne. I militari della Compagnia di Nola hanno fermato l’accusato ammanettandolo per violenza sessuale su minore aggravata e continuata. Tutte le prove raccolte sono frutto di studi, indagini fatte dagli esperti con intercettazioni ambientali, pedinamenti e conversazioni di chat che hanno portato ad annoverare la tesi che si trattasse di abuso su una minorenne aggravato anche dalla parentela. 

Napoli, Koulibaly alle catacombe. I tifosi gli strappano una promessa

Ritornerà in caso di vittoria tricolore

Lo aveva rivelato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport e i fatti lo dimostrano: Kalidou Koulibaly ama visitare la città di Napoli nei suoi meandri ed in particolare il rione Sanità che ha visto la nascità del grande Totò.

Il difensore senegalese si è recato questa mattina, prima degli allenamenti pomeridiani in vista di Benevento, alle catacombe della città accolto dai ragazzi della cooperativa sociale “La Paranza” che da anni hanno rivitalizzato un sito archeologico tra i più affascinanti, e visitati, della città partenopea.

Accompagnato dalla compagna Charline, Koulibaly è rimasto impressionato dalle tombe dei primi cristiani e degli esuli africani accolti a Napoli nei primi secoli. Si è soffermato in particolare sul mosaico del vescovo africano di Cartagine che nella prima metà del IV secolo approdò sulle coste napoletane. L’abbattimento delle barriere architettoniche e i percorsi per non vedenti, hanno colpito la sensibilità di Koulibaly che ha deciso di intrattenersi a lungo con i ragazzi scambiando con loro impressioni ed esperienze. La promessa che gli è stata strappata è stata di tornare dopo il 20 maggio, ovviamente con il tricolore cucito sul petto. Kalidou ha sorriso, si è fatto raccontare da amici napoletani cosa accadrebbe in caso di scudetto e di sicuro festeggerebbe in strada, tra i ragazzi di Napoli, come piace a lui.

Via al Consiglio Comunale: aperto con la commemorazione dell’ex sindaco di Nablus Ghassan Al Shakaa

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Via al Consiglio Comunale iniziato con la commemorazione dell’ex sindaco di Nablus Ghassan Al Shakaa scomparso da poco.

Il Consiglio comunale iniziato con la commemorazione dell’ex sindaco di Nablus Ghassan Al Shakaa recentemente scomparso, ricordato in Aula dal presidente del Consiglio Alessandro Fucito e dal sindaco Luigi de Magistris. Sul valido inizio della seduta si è svolto subito dopo un dibattito che ha visto alcune contestazioni e l’intervento del vice Segretario generale Maida:

“La seduta è iniziata con la commemorazione di di Ghassan Al Shakaa, ex sindaco di Nablus, morto all’età di 74 anni lo scorso 25 gennaio 2018, alla presenza di esponenti della comunità palestinese di Napoli e del rappresentante del CIELM (Coordinamento Internazionale degli Enti Locali del Mediterraneo).

Per comprendere questa perdita, ha detto il presidente del Consiglio Fucito, basta pensare alle parole del New York Times di qualche giorno fa che gli ha riconosciuto il ruolo di comunicatore di pace, di diritti, capace di stabilire legami internazionali importanti per promuovere la causa palestinense; avvocato, Ghassan Al Shakaa si è sempre battuto per i diritti – fu anche  imprigionato nel 1981 a causa delle sue battaglie politiche – ed ha avuto una vita intensa di partecipazione politica: è stato il primo sindaco di Nablus, una delle città più grandi della Cisgiordania, dal 1994 al 2004, e dal 2012 al 2015. In questi anni ha spesso visitato Napoli, portando avanti molti progetti e dibattiti insieme ad altri sindaci dell’area del Mediterraneo. Suo obiettivo è sempre stato la costruzione di un rapporto di pace per il dialogo tra gli enti locali del mediterraneo, anche con le città israeliane. Fucito ha anche ricordato momenti personali di condivisione con Ghassan Al Shakaa, che ha sempre chiesto il dialogo con la comunità palestinese. Ha sempre rassicurato, mostrato tranquillità fierezza, candore, energia, capaci di superare momenti di tensione e difficoltà.

Il sindaco de Magistris ha ricordato l’intenso rapporto di amicizia e solidarietà con Ghassan, un rapporto vissuto intensamente nelle fasi di preparazione della cittadinanza onoraria di Napoli ad Abu Mazen, sottolinenando il ruolo delle città per la costruzione di ponti di pace e per due Stati autonomi che possano convivere nel rispetto reciproco. Ghassan Al Shakaa aveva un grande carisma, era benvoluto dalla gente di Nablus, un combattente per il riscatto del popolo palestinese. Con lui si è costruita una rete di città per un Mediterraneo mare di pace e non di morte; è importante che tutti gli riconoscessero un ruolo di mediazione, con autorevolezza, che ha provato a rivendicare la dignità del popolo palestinese nel mondo. Mi ha colpito il suo amore per la città di Napoli, ha concluso il Sindaco che ha voluto ricordare anche la solidarietà espressagli al momento della sospensione dalla carica di Sindaco. Portare gli ideali del popolo palestinese verso il riconoscimento dei diritti di un popolo, questo il messaggio di un grande combattente, per cui la città di Napoli si stringe intorno alla comunità palestinese in questo momento”.

In seguito alla commemorazione polemiche per il numero insufficiente presente per iniziare la seduta stessa:

“Dopo la commemorazione, si è sviluppato un dibattito sulla validità della prosecuzione della seduta dopo che, all’appello iniziale, era stato erroneamente comunicato un numero insufficiente (20) a iniziare la seduta stessa, con numerose contestazioni e interventi dei consiglieri, nonché del vice Segretario generale Maida”.

Fonte: Stampa del Consiglio Comunale

Napoli, Carabiniere tenta il sucidio al Tribunale del Centro Direzionale

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Tenta il suicidio sparandosi alla nuca con la sua pistola d’ordinanza: maresciallo grave al Cardarelli di Napoli.

Un maresciallo dei Carabinieri questa mattina ,durante il suo turno di lavoro svolto come ogni giorno nel suo ufficio, ha tentato il suicidio sparandosi un colpo di pistola, la sua personale d’ordinanza, al 29° piano del Tribunale di Napoli sito al Centro Direzionale, nel reparto dei “servizi di magistratura”. Subito, dopo il folle gesto, sono tempestivamente intervenuti i soccorsi che hanno provveduto con l’elisoccorso della croce rossa  al trasporto dell’uomo all’Ospedale Cardarelli (Na), trasportandolo in codice rosso.  Ancora sconosciute le motivazioni del tentato suicidio, molto probabilmente sono da imputarsi a problemi  di natura personale, resta che le sue condizioni di salute, da quanto si fa sapere, non sono delle buone: è grave.

Napoli-Lazio: oggi pomeriggio parte la prevendita

Il match si terrà sabato 10 febbraio ore 20:45
I  biglietti per la gara di Campionato Napoli-Lazio che si disputerà sabato 10 febbraio 2018 alle ore 20,45 presso lo Stadio San Paolo di Napoli saranno posti in vendita a partire dalle ore 15,00.

Nella more di ricevere indicazioni dalle Autorità competenti, le vendite inizieranno nella sola Regione Campania e per i soli residenti campani.
I tagliandi potranno essere acquistati presso tutti i punti vendita Listicket abilitati.
Per tale evento non è consentito il cambio utilizzatore.
Questi i prezzi :
Tribuna Posillipo  € 80,00
Tribuna Nisida     € 55,00
Tribuna Family € 15,00 / € 5,00 (tariffa ridotta)
Distinti € 40,00
Curve  € 25,00
La SSC Napoli ricorda che per i possessori di tessera del tifoso Club Azzurro Card e di Fidelity Card (Fan Away e Fan Stadium Card) e’ possibile acquistare anche on line.
Per effettuare l’acquisto online è sufficiente collegarsi al sito web ufficiale della SSC Napoli www.sscnapoli.it e cliccare nelle sezioni “biglietti” o “insieme allo stadio”, oppure accedere direttamente dal banner “ ticket on line” presente nella home page del sito ufficiale SSC Napoli.
Gli utenti saranno indirizzati al sito Listicket.com gruppo TicketOne, nel quale, dopo essersi registrati, potranno acquistare il biglietto caricandolo elettronicamente sulla Club Azzurro Card, Fan- Away o Fan Stadium Card.
 Alla transazione potranno essere aggiunte, da Listicket, commissioni di pagamento.
Questa modalità di vendita prevede che il titolo di accesso venga associato alla Club Azzurro Card,  Fan-Away e/o Fan Stadium Card che, quindi, dovrà essere utilizzata sia per inserire il numero identificativo al momento dell’acquisto, sia per l’accesso ai tornelli dello stadio tramite la lettura del codice a barre.
Il posto assegnato allo stadio sarà indicato sul documento segnaposto la cui stampa, è disponibile all’indirizzo internet:
inserendo le informazioni richieste sulla pagina e procedendo, nella pagina successiva, attraverso il link Stampa Segnaposto.
Il documento segnaposto deve essere obbligatoriamente stampato e presentato ad ogni richiesta del personale di controllo presente allo stadio, ma il documento segnaposto, da solo, non rappresenta titolo d’accesso valido per l’ingresso.
Infatti per accedere allo stadio, è indispensabile portare con sé la propria Club Azzurro Card o la Fan Away o la Fan Stadium Card , il documento segnaposto ed un documento di riconoscimento.
Da questa stagione sportiva i possessori di tessera del tifoso Club Azzurro Card e di Fidelity Card (Fan Away e Fan Stadium Card)  avranno l’opportunità di acquistare i tagliandi attraverso il Call Center https://www.ticketone.it/biglietti.html?affiliate=ITT&doc=campaign&campaign=call_center_892101
fonte sscnapoli.it

Oggi avvenne: nel 2011 Cavani stende la Samp con una tripletta

Nel 2005 Calaiò realizzo la prima rete con la maglia del Napoli

Il giorno 30 gennaio il Napoli ha giocato dodici partite, nove in serie A, due in serie B ed una in serie C1, ottenendo quattro vittorie, sette pareggi e una sola sconfitta.

Nel 2005 il primo gol di Emanuele Calaiò in maglia azzurra nel 4-1 al Lanciano.

Ricordiamo il 4-0 alla Sampdoria nella terza di ritorno della serie A 2010/11

Questa è la formazione schierata da Walter Mazzarri:

De Sanctis, Santacroce, Cannavaro (70′ Cribari), Campagnaro, Zuniga, Gargano, Yebda, Dossena, Hamsik (58′ Sosa), Lavezzi, Cavani, Lucarelli

I gol: 16′ e 45′ (rig) Cavani, 48′ Hamsik, 57′ Cavani

Dopo ventuno giornate il Napoli era secondo in classifica con 40 punti alle spalle dei 44 del Milan. Gli azzurri hanno chiuso il torneo al terzo posto  alle spalle delle due milanesi.

Nel poker alla Sampdoria una tripletta di Cavani, una delle sette che l’uruguayano ha segnato in serie A con la maglia del Napoli. Cavani è nettamente in testa alla classifica dei triplettisti azzurri davanti a Mertens, secondo a quota quattro, ad Higuain, terzo a tre, e ad Altafini, Barbieri, Canè, Vinicio e Vojak quarti a quota due.

Napoli, Auriemma: “Younes si è smarrito! Non si trova…”

“Il suo entourage non riesce a contattarlo”

Raffaele Auriemma ha parlato ai microfoni di Radio CRC durante la trasmissione Si Gonfia la Rete a proposito del trasferimento di Younes al Napoli.

Ecco le sue parole:

“So che ci sono due affari sicuri: l’arrivo di Machach che è stato tesserato dal Napoli e deve girarlo in prestito e la cessione in prestito di Maksimovic. Younes? Lasciami capire che cosa sta succedendo. Questa è la ragione secondo me per la quale il Napoli non abbia ancora ceduto Machach. Giaccherini andrà via, comunque non fa parte del progetto del Napoli. Sto incontrando delle difficoltà, non ha scambiato una parola e rilasciato nessuna dichiarazione. Non ha parlato con nessuno, ora non si riesce a contattare Younes dopo che se n’è andato via da Napoli ed è tornato ad Amsterdam. Il Napoli ha sottoscritto l’accordo con l’Ajax, non riusciamo a contattare l’agente del calciatore. E anche l’avvocato De Rossi dice che il ragazzo è entusiasta. Non si troverà perchè ha smarrito il cellulare, verificheremo se ci dovessero essere momenti di difficoltà. Il suo entourage non riesce a contattarlo, non so se intorno a questo smarrimento possa esserci dell’altro, questo lo andremo a capire di qui a poco. Questa è una nostra impressione, nel momento in cui stavamo aspettando il tweet di De Laurentiis. Politano? Molto difficile che arrivi a Napoli, anche perchè alcune testate hanno dichiarato che il Sassuolo non lo cederà a gennaio, ma a giugno”.

Castellammare, risse in villa tra minorenni: è allarme baby gang

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Allarme violenza a Castellammare: due giovani ragazzi vittime di baby gang, gli stabiesi indignati sui social per gli scarsi controlli.

La tregua, che sembrava aver placato qualche minorenne troppo violento, coinvolto all’interno di episodi che hanno fatto da terribile scenario alla città di Castellammare di Stabia(NA), sembra esser finita: sabato notte una banda di ragazzini, tra i 10 ed i 13 anni, ha iniziato a provocare due coetanei, sotto gli occhi di tutti mentre passeggiavano in villa comunale. I bulli, infastiditi dalla passività dei ragazzi, indifferenti alle offese ricevute, hanno tentato un aggressione passando alle botte vere e proprie, ma l’intervento tempestivo dei genitori delle due vittime ha placato la spirale di violenza che stava ancora una volta inghiottendo i minorenni. La presenza dei genitori ha sedato la rissa, ma la vicenda sui social ha indignato non poco gli stabiesi che lamentano sempre di più la mancanza di un controllo rigido contro chi, come la gang di ragazzi, si aggira di sera alla ricerca di qualcuno con cui litigare, garantendo il rischio di provocare qualche danno grave senza nemmeno poi avere la certezza di una legge che possa riconoscere la gravità dei reati, in quanto in questo caso, si è imputati  per la giovane età: è allarme violenza a Castellammare!

Fatta la legge ….. : ancora poltrone garantite con le “candidature plurime”

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Con le elezioni, alla Camera troveremo 232 collegi uninominali e 386 posti assegnati col proporzionale a candidati di liste brevi e bloccate; al Senato stesso sistema ma con metà dei posti Spicca la possibilità di candidature plurime nelle quali lo stesso candidato figura nell’uninominale e nelle liste proporzionali. Per proteggere candidati da tutelare dal rischio di non entrare in Parlamento, tra cui alcuni politici “eccellenti”.

Il vecchio vizio di garantirsi il seggio in Parlamento

Anche la nuova legge elettorale permette le candidature plurime ovvero, la possibilità di candidarsi in più collegi diversi. Rispetto al passato, ci sono più vincoli alla discrezionalità, ma resta il fatto che un candidato bocciato all’uninominale dagli elettori può essere ripescato nel proporzionale.

Come funziona la candidatura plurima

I partiti hanno definitivamente presentato i simboli, i programmi e le liste elettorali che si sfideranno il 4 marzo. Può finalmente cominciare ufficialmente la campagna elettorale, che vedrà sfidarsi i candidati in 232 collegi uninominali alla Camera e in 116 al Senato. Tolti i seggi spettanti alla circoscrizione estero (12 alla Camera e 6 al Senato), i posti restanti – 386 alla Camera e 193 al Senato – saranno assegnati con metodo proporzionale a candidati raccolti in liste circoscrizionali brevi, bloccate, che rispettano le quote di genere e caratterizzate dalla possibilità di candidature plurime.

La candidatura plurima è un istituto che permette a un candidato di correre contemporaneamente in più collegi elettorali. Si tratta di una caratteristica tipica dei sistemi proporzionali o perlomeno misti. Nei collegi uninominali e con metodo di voto maggioritario, la rinuncia di un candidato eletto non porterebbe alla sua sostituzione con il secondo arrivato (significherebbe annullare la volontà della maggioranza relativa di quel collegio) bensì all’indizione di elezioni suppletive (come avviene nei casi di dimissioni o decesso di un eletto). È un metodo di sostituzione costoso (ci vogliono soldi e tempo per indire nuove elezioni in un seggio che altrimenti rimarrebbe vacante), ma senza alternative. Nel sistema proporzionale, invece, i seggi della circoscrizione sono assegnati a liste di partito, di fatto indipendentemente dall’identità di chi ne fa parte. È quindi del tutto possibile che un eletto venga sostituito da chi lo segue nella posizione in lista (o nel numero di preferenze, se fossero possibili). Quando però un candidato si presenta in più collegi plurinominali, la possibilità che sia effettivamente eletto in più luoghi non è affatto remota. La nuova legge elettorale (legge 165/2017) dà la possibilità a ogni candidato di essere incluso fino a un massimo di cinque volte in liste plurinominali, anche se risulta candidato all’uninominale.

Non si tratta certo di una novità: in Italia – e non solo – le pluricandidature sono sempre esistite (e sono possibili, per esempio, per le elezioni europee). L’intento è almeno triplice. Innanzitutto, offre al candidato maggiori possibilità di elezione: è quindi una norma che mette al riparo i leader – o talune personalità rilevanti – da eventuali bocciature ed è naturalmente molto apprezzata dai partiti più piccoli. Permette poi a eventuali leader acchiappavoti di aumentare i consensi per la propria lista in tutti i collegi in cui è presente (celebre il caso di Silvio Berlusconi capolista in tutte le circoscrizioni per le elezioni europee del 2009). Infine, permette allo stesso leader di decidere strategicamente chi far entrare in parlamento, imponendo la scelta del collegio di elezione al candidato e determinando quindi quali “secondi” far passare al suo posto e quale no.

Tutto come prima?

Di riforma in riforma, quindi, il vizio di permettere le pluricandidature non sembra abbandonare il legislatore italiano. Da un lato, la norma può avere aspetti positivi, perché consente appunto di tutelare alcune candidature, considerate meritorie (per ragioni più o meno legittime); dall’altro, tuttavia, interferisce con il meccanismo democratico perché rende ripescabile, cioè eleggibile, chi invece non è stato eletto in un determinato collegio.

A differenza del passato, però, la nuova legge elettorale contiene un elemento che vincola la discrezionalità dell’eletto: prevede infatti che il parlamentare eletto in più collegi plurinominali sia proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore cifra percentuale di collegio plurinominale, così come determinata ai sensi della legge. Inoltre, il parlamentare eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali si intende ovviamente eletto in quello uninominale.

Si tratta di un passo in avanti? Forse, ma solo se si accetta come naturale la presenza della candidatura plurima: diminuendo la discrezionalità dell’eletto, si rende la sua proclamazione “neutrale” rispetto alla composizione del parlamento. Tuttavia, resta il dubbio che la norma continui a essere usata per tutelare la longevità del ceto politico più che per promuovere l’elezione di outsider senza un bacino elettorale. È ancor più grave che la pluricandidatura permetta a un candidato non eletto all’uninominale di essere ripescato: se il voto proporzionale è più un voto di lista, quello maggioritario nel collegio uninominale è più personale. Il candidato bocciato nel collegio uninominale è un candidato rifiutato dal suo elettorato. Ritrovarselo comunque in parlamento, per gli elettori di quel territorio, non deve essere particolarmente gradito. Non è certo un buon metodo per aumentare il rapporto di fiducia tra elettore ed eletto.

Perché dunque non basare la propria preferenza elettorale anche su questo elemento? Come si comportano cioè i diversi partiti in questo caso? Una volta che le liste elettorali saranno ufficiali e disponibili, sarà interessante capire quale partito ha sfruttato di più la norma e per quale motivo.

PAOLO BALDUZZI – Si laurea all’Università Cattolica di Milano e consegue M.Sc. e Ph.D. in Economics presso la University of Edinburgh. Dopo una breve esperienza presso l’Università di Milano-Bicocca, diventa ricercatore in Università Cattolica, dove insegna Scienza delle finanze ai corsi diurni e serali, triennali e magistrali. Ha insegnato anche al Dottorato in Economia e Finanza delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università Cattolica, all’Università di Milano-Bicocca e alla Scuola Superiore di Economia e Finanza. I principali interessi di ricerca riguardano la political economy, con particolare riferimento al ruolo delle leggi elettorali, il federalismo fiscale, la finanza pubblica, le pensioni e la disuguaglianza intergenerazionale. Ha contribuito a libri e pubblicato articoli su riviste internazionali. E’ membro e Segretario generale dell’associazione ITalents. E’ stato membro della Commissione tecnica per la revisione della spesa guidata da Carlo Cottarelli per i capitoli di spesa sui costi della politica. Attualmente è Consulente tecnico per la Presidenza del Consiglio al tavolo delle trattative con le Regioni per la concessione di maggiore autonomia ex art 116 comma 3 della Costituzione. Da novembre 2017 è editorialista presso “Il Messaggero” 

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Vigorito: “Napoli, che campionato. Noi crediamo alla salvezza”

“Attenzione alla Juve, è sempre lì”

Oreste Vigorito, presidente del Benevento che affronterà domenica prossima il Napoli, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di RMC Sport.

Ecco le sue parole:

Come deve ripartire il calcio italiano?
“Il calcio italiano deve ripartire da regole e uomini nuovi: ieri mancavano entrambi. Malagò commissario? È alla guida dello sport italiano da tempo e potrebbe essere la figura adatta, ma non so se una sola persona può occuparsi di tutto ciò. Chiunque sarà scelto dovrà essere super partes, perchè qui le parti sono molto divise, e dovrà lavorare tantissimo”

Il Benevento crede ancora alla salvezza?
“Noi ancora ci speriamo e lo faremo fino a quando la matematica non ci condannerà. Io ci credo, per questo abbiamo comprato molto in questo mercato. Abbiamo bisogno ancora di qualche giocatore: proveremo a rafforzare la rosa e vediamo se ci riusciamo”

È l’anno buono per lo Scudetto del Napoli?
“Sta facendo un campionato fantastico, ma la Juventus è seconda con un solo punto di ritardo, quindi ancora non l’ha vinto. I bianconeri non sono quelli di una volta, ma sono sempre lì”.

Napoli, raggiunto l’accordo contrattuale con Politano. Oggi l’incontro…

Resta da convincere il Sassuolo

Il romanzo della trattativa tra il Napoli e il Sassuolo per il trasferimento di Politano nel capoluogo campano, si arricchisce di un nuovo capitolo come raccontato dal giornalista di Sky Sport Gianluca Di Marzio, attraverso il proprio sito ufficiale.

Nella nottata di ieri, la società partenopea ha raggiunto l’accordo con il calciatore del Sassuolo. L’offerta, per gli emiliani, di De Laurentiis è sempre ferma ai 20 milioni di euro, mentre il Sassuolo ne chiede almeno 25. Intanto, proprio il club di Squinzi starebbe lavorando, insieme all’Atalanta, all’arrivo di D’Alessandro dal Benevento come eventuale sostituto del numero 16 neroverde.

Nel pomeriggio o, al massimo, questa sera ci sarà l’incontro decisivo tra i due direttori sportivi, CarnevaliGiuntoli, per cercare di arrivare ad un accordo che permetta la positiva conclusione della trattativa. La volontà del calciatore è ben nota, vuole il Napoli e spera di arrivare presto alla corte di Sarri.
Chissà se questa sera arriverà il lieto fine di questo romanzo.

L’ultimo saluto a Brillantino: Marcianise dice addio al maestro di boxe che lanciò Clemente Russo

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Marcianise dice addio a Brillantino, il maestro di boxe di grandi pugili e dei ragazzi salvati dalla strada e dalla camorra, oggi i funerali.

Si terranno oggi pomeriggio alle 15:00 i funerali del maestro sportivo, tra i più celebri, in Campania: Marcianise dice addio al mister di boxe Brillantino che nella difficile città napoletana ha aiutato con la sua attività molti ragazzi ad allontanarsi da diverse situazioni delinquenziali e ha dato una speranza a chi credeva di non aver futuro tra quei vicoli a volte pericolosi. A Brillantino va infatti il merito di aver salvato molti giovani dalle mire camorristiche dei clan soprattutto negli anni in cui le leve giovani sembravano esser molto ricercate per il reclutamento come “soldati” tra le famiglie in lotta . Oggi il maestro lascia non solo la prestigiosa Excelsior Boxe, fucina di campioni come Clemente Russo e Vincenzo Mangiacapre, e simbolo di un movimento pugilistico che ha fatto di Marcianise una capitale della “noble art”, ma anche un’eredità morale: il valore che ha insegnato ai ragazzi del rispetto delle regole, sia nello sport che nella vita.

Vicenza, arrestato postino napoletano: in garage 573 kg di lettere mai consegnate

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Vicenza, arrestato postino napoletano: in garage 573 kg di lettere mai consegnate

Dal 2010 ha deciso di astenersi dal suo lavoro non consegnando più la posta. La nascondeva nel suo garage fino ad ammucchiare buste per un peso di 573 kg. E’ quello che ha fatto un postino napoletano impiegato a Vicenza.

8 anni di mancate consegne, 8 anni di accumulo che hanno reso insufficiente lo spazio nel box, per cui il postino 56enne ha dovuto occupare di buste anche il soggiorno di casa.

L’uomo è stato denunciato dalla Polizia della città veneta. L’operazione è stata condotta dalla Polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Venezia. Il ritrovamento è stato definito il più massiccio sequestro di materiale postale avvenuto in Italia.

Nel garage sono rinvenute spedizioni di ogni tipo: bollette della luce e telefoniche, comunicazioni dalle banche e dall’Agenzia dell’Entrate, canone Rai e comunicazioni, volantini elettorali e tanto altro. Per un totale di 573 kg di buste, per lo più nascoste in scatoloni e dietro materassi.

A scoprire la mancata attività del postino sono stati i volontari dell’ecocentro di Breganze, che nello sgomberare il garage avevano trovato 25 cassette di colore giallo utilizzate dalle Poste Italiane. Da lì sono iniziate le indagini.

Ora tutto il materiale è custodito in una struttura delle Poste Italiane nella provincia di Vicenza. Nei prossimi giorni le lettere saranno recapitate ai rispettivi destinatari.

Napoli, il fratello di Mazzoleni: “Ha sbagliato, ecco perchè non ha utilizzato il VAR…”

“Io avrei punito il mani di Koulibaly”

Mario Mazzoleni, fratello di Paolo che ha diretto Napoli-Bologna domenica scorsa, ha criticato l’operato del fischietto nella gara del San Paolo: “Mi dispiace dirlo ma Paolo ha commesso due clamorosi errori. La spinta in area di Callejon da parte del giocatore felsineo era minimo, quasi impercettibile e gli estremi per la massima punizione non c’erano assolutamente”.

Sul presunto fallo di mano di Koulibaly…
“Presunto? Io non avrei esitato minimamente nel concedere il rigore. La palla era indirizzata nello specchio della porta e quel tocco è stato determinante nella deviazione della traiettoria. Ha toccato la coscia? A me non sembra”.

Quindi Mario avrebbe indicato il cartellino rosso al fratello?
“Calma, io sono certo che in entrambe le occasioni Paolo era convinto di aver preso la decisione giusta. Anzi convintissimo. Era anche in buona posizione per giudicare i falli. Quindi non ha avuto dubbi”.

Ma poteva ricorrere al VAR?
“Niente affatto. Il mezzo tecnico viene chiamato in causa solo nel caso in cui l’arbitro ha dei dubbi. E, ripeto, Paolo non ha avuto nessuna esitazione, essendo sicuro di aver visto bene sia quando Callejon è stato toccato da Masina sia quando il difensore del Napoli ha deviato la sfera con il pugno quasi aderente al corpo. Lui ha visto ed ha giudicato. Bene o male? Per me male, per lui certamente bene. Non credo che si sia pentito. Glielo chiederò appena lo incontrerò, ma chissà se darà una risposta al mio interrogativo”.

Ma allora a cosa serve il VAR?
“Serve, serve e servirà. Io sono favorevole, anche se è molto importante la professionalità di chi sta dietro alla struttura tecnica. Certamente un giovane con poca esperienza non potrà imporre all’arbitro di cambiare la sua decisione perchè se ha fischiato convinto, senza un minimo dubbio, come nelle due occasioni di Napoli-Bologna, non potrà fargli fare marcia indietro”.