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Ucraina, oggi a Riad colloqui Usa-Russia: le ‘prove’ verso Trump-Putin

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(Adnkronos) – L'Arabia Saudita ospita oggi, martedì 18 febbraio, la prima riunione diretta tra Stati Uniti e Russia dall'inizio della guerra in Ucraina e il primo step verso l'incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin.L'appuntamento è un riconoscimento indiretto dello status di potenza, non solo regionale, acquisito dalla monarchia del Golfo, sempre più attore chiave anche nella crisi a Gaza.

Dopo il summit europeo di ieri all'Eliseo sull'Ucraina, oggi a Riad si parlerà, prima di tutto del rilancio, anche operativo, delle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia.  'Portavoce' della delegazione di Mosca sarà il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, mentre il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov si concentrerà sull'organizzazione del vertice fra Putin e Trump.Il numero uno del Fondo per gli investimenti diretti (uno dei fondi sovrani russi) Kirill Dmitriev, che rimarrà nelle retrovie, avrà come interlocutore l'inviato speciale per il Medio Oriente della Casa Bianca, Steve Witkoff.

Quest'ultimo la scorsa settimana era stato a Mosca, dove aveva parlato con lo stesso Dmitriev e con Putin, aprendo la strada alla telefonata fra i due leader mondiali, secondo quanto conferma l'analista di Russia Eurasia Center e fondatrice di R-Politik Tatyana Stanovaya.Dato che la trattativa sarà all'inizio limitata alle questioni bilaterali, questo potrebbe significare un possibile allentamento delle sanzioni.  "I negoziati non sono ancora sulla pace in Ucraina" precisa Stanovaya. "La Russia ha le idee chiare su quali siano i suoi obiettivi e si propone nei contatti che prendono il via oggi di capire quali siano i termini accettabili per Trump".

Ripristinare i normali canali di comunicazione fra Russia e Stati Uniti, garantire il funzionamento a pieno ritmo delle ambasciate con la nomina di nuovi ambasciatori, saranno i "primi temi" nell'agenda dei colloqui.   L'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca sembra aver dato ulteriore centralità all'Arabia Saudita nella ricerca di una soluzione per le due guerre.Forte di un rapporto più che solido con il nuovo presidente americano – che nel 2017 scelse il regno del Golfo per la prima visita ufficiale all'estero – il principe della corona Mohammed bin Salman mantiene legami privilegiati con la Russia (tanto da aver agevolato il rilascio dell'insegnante americano Marc Fogel) e con la Cina, e allo stesso tempo non ha rotto con Kiev.

Anzi, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky – impegnato in un tour in Medio Oriente con una visita negli Emirati – dovrebbe arrivare già questa sera a Riad, ma ha già dichiarato che "non riconoscerà" alcun accordo preso senza coinvolgere l'Ucraina.E venerdì, secondo fonti diplomatiche, la capitale del Golfo ospiterà anche il summit arabo con al centro la contestata proposta di Trump per Gaza.

Anche su questo dossier assai delicato la parola di Riad sembra contare, soprattutto nell'ottica del rilancio dei cosiddetti 'Accordi di Abramo' e di una normalizzazione con Israele, un progetto mai abbandonato definitivamente. Insomma Mohammed bin Salman – il principe è noto in Occidente con l'acronimo Mbs – sembra in questa fase riuscire a mettere d'accordo tutti intorno al fiume di petroldollari che gli scorre accanto.L'isolamento internazionale, dovuto al massacro del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuto all'interno del consolato saudita a Istanbul, appare una macchia del passato ormai cancellata nel nome del pragmatismo e della necessità per Trump di trovare una sponda per mettere fine alle due guerre.

L'alleato del deserto sembra corrispondere perfettamente alle sue esigenze. Gli incontri tra funzionari statunitensi e russi in Arabia Saudita, sottolinea un portavoce del Dipartimento di Stato Usa, non dovrebbero essere visti come una "negoziazione" sull'Ucraina. "Non credo che le persone dovrebbero vedere l'incontro come qualcosa dove verranno messi a punto dettagli o progressi, come una specie di negoziazione", ha affermato Tammy Bruce, aggiungendo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incaricato i funzionari di "dare seguito in modo efficace" alla telefonata con Vladimir Putin.  Mohammed bin Salman non sembra, però, accontentarsi del semplice ruolo di padrone di casa.Un funzionario saudita ha spiegato alla Cnn che il regno non si limiterà a ospitare i colloqui, ma sarà coinvolto nella mediazione.

Al tavolo ci sarà, infatti, anche una delegazione, guidata dal consigliere per la Sicurezza nazionale Musaed al-Aiban, ma non Kiev, esclusa da questa tornata.L'imminente arrivo di Zelensky a Riad, tuttavia, è il segnale che l'Arabia Saudita è pronta a mediare con tutte le parti in guerra e, soprattutto, ad avere un ruolo importante nella ricostruzione dell'Ucraina. Non a caso una delegazione del governo di Kiev è arrivata in Arabia Saudita nei giorni scorsi con l'obiettivo di rafforzare i rapporti economici tra i due Paesi, come ha spiegato la prima vice premier ucraina, Yulia Svyrydenko.

I colloqui tra Stati Uniti e Russia, sentenzia la Cnn, sono la prova della crescente influenza del regno in una fase di forte destabilizzazione delle relazioni internazionali, con l'arrivo di Trump che ha costretto tanti attori a riposizionarsi.Riad sembra aver compiuto uno step ulteriore a livello di leadership, andando oltre il semplice soft power – l'organizzazione della Coppa del Mondo di calcio nel 2034 ne è il simbolo – con cui negli ultimi anni ha provato a ricostruirsi un'immagine sulla scena internazionale dopo il caso Khashoggi. 
L'Arabia Saudita sarà fondamentale anche per un altro degli obiettivi di politica estera di Trump, mettere fine alla guerra a Gaza.

L'amministrazione repubblicana sta cercando di convincere i sauditi e gli israeliani a un accordo di normalizzazione diplomatica che potrebbe rimodellare la geopolitica del Medio Oriente e consolidare un fronte arabo contro l'Iran.Ma un tale accordo sarebbe politicamente impossibile per i sauditi senza che venga delineato un percorso chiaro verso la creazione di uno Stato palestinese.

Nella regione un coro di no si è alzato contro il piano Trump, ma non è da escludere che Riad rompa in qualche modo il fronte arabo in nome di un interesse nazionale superiore, la stella polare che da sempre guida l'Arabia Saudita. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo Ametrano: “Williams, che coppia con Albon e Sainz”

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La stagione di Formula 1 è ormai alle porte.E le scuderie iniziano a muoversi con la presentazione delle livree in vista dell’annata 2025.

La prima a farlo è stata la Williams.A parlarcene in esclusiva a ViViCentro è il giornalista e scrittore stabiese Carlo Ametrano.

Di seguito le sue parole

Carlo, siamo pronti per partire?

“Ormai ci siamo.Oggi ci sarà l’evento a Londra per quel che riguarda la presentazione delle vetture e sarà assolutamente imperdibile”.

C’è chi ha già presentato la propria livrea, come la Williams: cosa ne pensi?

“La coppia piloti non è male.

Albon è un pilota esperto che porta punti.Sainz, invece, non lo scopriamo oggi.

Ha corso con Ferrari, McLaren e Renault. È un tassello importante per la crescita della scuderia”.

Carlo Ametrano ayrton senna Roma

Cosa mi dici, invece, della livrea?

“La livrea è quasi come l’anno scorso.Credo che ci saranno però anche altri annunci.

Vediamo”.

Come valuti la scelta di Sainz di aver firmato con la Williams?

“Non è stata proprio una scelta.La Ferrari ha preso Hamilton e lui ha dovuto lasciare la Rossa.

La Williams è comunque una scuderia che deve crescere: ha avuto tanti campioni e vinto diversi mondiali.Vediamo che cosa succederà nel corso di questa stagione”.

Che ci dici di Albon?

“Mi è sempre piaciuto. È un pilota che potrebbe guidare senza problemi un top team.

Penso sia molto solido.Penso che la Williams farà diversi punti quest’anno”.

Proprio per questo: qual è l’obiettivo della Williams quest’anno?

“Quattro team, ovvero Red Bull, Ferrari, Mercedes e McLaren sono per certo davanti.

Vediamo che cosa succederà: io penso che con questa coppia piloti la top ten può arrivare sempre”.

Per salutarci vogliamo ricordare i tuoi appuntamenti?

“Il Senna Day ormai è alle porte.Quest’anno ci sarà un format nuovo con Pasquale Buondonno che sarà insieme a me il relatore della serata e che ringrazio come sempre.

Ci sarà anche Roda Anchidin come madrina della serata, con Davide Sforzi che presenterà lo striscione per Ayrton Senna.Veniamo da un 30ennale bellissimo, ma come sai non sta a me decidere se la serata è bella o meno.

Non mancate: il prossimo 30 aprile alle Cantine Zuffa a Imola.Ci tenevo a ringraziare Odeon tv per avermi confermato per questa nuova stagione di F1.

Quest’anno, inoltre, saremo presenti anche al Gran Premio di Imola nel quale presenteremo lo striscione Ayrton Fans Club Toscana con Davide Sforzi.Con noi anche Gualtiero Pischedda e Giovanni Rodriguez.

Poi spazio all’Orgoglio Motoristico romano e al Minardi Day”.

Russia attacca ancora Mattarella, il Colle sceglie la linea del silenzio

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(Adnkronos) – La Russia torna all'attacco del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.Ancora una volta a parlare è la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che afferma che "non può essere lasciato senza conseguenze e non lo sarà mai”, quanto affermato dal Capo dello Stato italiano nel corso della conferenza tenuta a Marsiglia il 5 febbraio scorso in occasione dell’onorificenza accademica di dottore honoris causa.

In particolare l'affermazione secondo cui alla fine degli anni Trenta "anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione.E furono guerre di conquista.

Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa.L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura". Se venerdì scorso fonti del Quirinale avevano parlato di un Presidente assolutamente sereno, rimandando alla lettura del testo pronunciato a Marsiglia, stavolta la linea del Colle è di assoluto silenzio e di nessun commento rispetto alla nuova sortita russa, peraltro seguita da attacchi cyber di tipo DDoS filorussi a siti italiani di aeroporti e di trasporto pubblico.

Azioni rivendicate sempre in risposta al discorso pronunciato nell'università francese. Mattarella intanto è in visita ufficiale in Montenegro, visita che culminerà oggi con i colloqui nella capitale Podgorica con l'omologo montenegrino Jakov Milatovic.Primo appuntamento, ieri sera, l'incontro con una rappresentanza della collettività italiana.  Zakharova torna quindi a prendersela con il capo dello Stato italiano per il discorso di Marsiglia, nel corso della trasmissione 'Domenica sera con Vladimir Solovyiv', su Rossija 1.

Dopo aver definito in un attacco 'a freddo', sferrato nove giorni dopo il suo discorso, "blasfeme" le parole di Mattarella, la portavoce è tornata sull'argomento con il nuovo avvertimento. "La signora parla non certo in nome e per conto del Cremlino, al massimo parla per conto del proprio ministero", sottolineano però all'Adnkronos fonti a Mosca, dove si cercano di interpretare ragioni e obiettivi del nuovo affondo, che tuttavia in Russia avrebbe avuto poca eco.  
Una lettura che in alcuni ambienti si dà del rinnovato protagonismo di Zakharova – al di là di una buona dose di egocentrismo – è che sia in cerca di 'visibilità' in un momento in cui, con il nuovo corso che sembra stia per inaugurarsi sulla rotta Mosca-Washington, starebbero per ridefinirsi anche alcune posizioni e alcuni ruoli nella nomenklatura moscovita.  E la portavoce di Sergei Lavrov avrebbe scelto per sé quello di 'falco', alzando così i toni per accreditarsi presso i circoli locali in quella veste.Ci sarebbe questa chiave di lettura di politica interna russa – e la volontà di non alimentare l''egocentrismo' della portavoce – dietro al 'silenzio' scelto anche ieri dal Quirinale e alla 'resistenza' a cedere alle richieste di parte dell'opposizione, perché ci sia una 'reazione diplomatica' dell'Italia, magari con la convocazione dell'ambasciatore. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, leader europei reagiscono a Trump: uniti su Kiev, divisi su invio truppe

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(Adnkronos) – L'Europa prova a reagire a Trump e riunisce undici dei suoi leader a Parigi, in un vertice organizzato in fretta e furia dal presidente francese Emmanuel Macron.L’Ucraina, hanno riassunto i presidenti della Commissione Europea e del Consiglio Europeo Ursula von der Leyen e Antonio Costa dopo il summit, "merita la pace attraverso la forza", vale a dire che va aiutata ancora di più, militarmente, affinché possa negoziare con la Russia da posizioni di forza, e non di debolezza come accadrebbe ora.

Lo scopo è quindi arrivare ad "una pace rispettosa dell'indipendenza, sovranità, integrità territoriale" di Kiev, "con forti garanzie di sicurezza".  L’Europa, hanno aggiunto von der Leyen e Costa, "porta la sua intera quota di assistenza militare all’Ucraina".Allo stesso tempo "abbiamo bisogno di un aumento della difesa in Europa", come chiedono gli Usa.  I due presidenti hanno partecipato al summit voluto da Macron malgrado le critiche arrivate dai Paesi esclusi, che hanno spinto il presidente del Consiglio Europeo a precisare che l'incontro di ieri è stato solo "l'inizio di un percorso" che vedrà coinvolta anche l'Ue nel suo insieme.

L'Europa, ha aggiunto il segretario generale della Nato Mark Rutte, "è pronta e ha la volontà di rafforzarsi, di prendere l'iniziativa per fornire garanzie di sicurezza all'Ucraina.L'Europa è pronta a investire molto di più nella nostra sicurezza", ha aggiunto l'ex primo ministro olandese, riconoscendo tuttavia che "i dettagli devono ancora essere decisi". “Ma l’impegno è chiaro”, ha aggiunto. 
A far suonare l'allarme rosso in Europa sono state le mosse dell'amministrazione Trump, che pare determinata a trattare bilateralmente con Mosca i destini dell'Ucraina, bypassando l'Europa.

Così Macron ha riunito a Parigi i vertici Ue e Nato (il segretario generale Mark Rutte), oltre ai premier di Germania (Olaf Scholz), Spagna (Pedro Sanchez), Polonia (Donald Tusk), Danimarca (Mette Frederiksen), Italia (Giorgia Meloni), Olanda (Dick Schoof) e Regno Unito (Keir Starmer).  Le divisioni tra i Paesi europei, però, sono affiorate subito, dalle dichiarazioni del cancelliere tedesco Olaf Scholz che, con le elezioni alle porte, ha lasciato la riunione per primo e ha dichiarato alle tv, nella sede dell'ambasciata a Parigi, che qualsiasi dibattito fatto ora sull'invio di peacekeeper in Ucraina, con la guerra in corso, è "completamente prematuro" e "altamente inappropriato". La Francia ha da tempo evocato un impegno diretto dell'Europa in Ucraina, con funzioni di peacekeeping dopo un eventuale accordo.Non è solo Berlino a non essere entusiasta: anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso perplessità, dicendo che l'Italia è sì disponibile a mandare truppe, ma solo nel quadro di una missione Onu, con l'ampio coinvolgimento di truppe extra europee.

Una presenza solo europea in Ucraina, a tiro dell'artiglieria russa, sarebbe un "suicidio", ha avvertito giovedì scorso, alla ministeriale Nato a Bruxelles.  Una posizione, quella delineata da Crosetto, che sarebbe stata ribadita ieri da Giorgia Meloni durante il vertice.La premier avrebbe anche sottolineato tutte le perplessità dell'Italia di fronte alla scelta del presidente francese di convocare un summit coinvolgendo solo alcuni Paesi, escludendone altri, come la Finlandia e i Baltici solo per citarne alcuni, che vivono la minaccia del risorto imperialismo russo molto più da vicino di Parigi o Roma.  
Le perplessità della Germania e dell'Italia non appaiono peregrine.

Se le truppe europee inviate in Ucraina fossero, come ha detto Pete Hegseth, considerate come non coperte dalla tutela dell'articolo 5, sarebbe altissimo il rischio di incidenti con Mosca, la quale potrebbe essere tentata dal 'sondare' le reazioni occidentali ad un eventuale attacco contro truppe europee prive dell'ombrello Usa.Come hanno spiegato all'Economist alti ufficiali tedeschi, che succede se i russi uccidono un paio di soldati europei, magari tedeschi o italiani (due Paesi che non sono potenze nucleari, a differenza della Russia), per vedere le reazioni?

Finché gli europei non avranno una risposta a questa domanda, parlare di 'boots on the ground' in Ucraina, a giudizio di alcuni, è puro avventurismo. 
Le mosse di Macron, che avendo una spiccata visione geopolitica sa che in certi casi occorre agire rapidamente, non risultano sempre gradite ai partner Ue.Tanto più che il vertice di ieri, convocato in fretta tanto che le modalità di comunicazione alla stampa sono rimaste a lungo imprecisate e vaghe, è stato preceduto da una telefonata di una ventina di minuti tra Macron e il presidente americano Donald Trump, telefonata di cui fonti dell'Eliseo hanno subito dato conto.

A conferma che ogni Paese europeo tiene molto anche ai suoi contatti bilaterali con Washington, non solo l'Italia. Il primo ministro Donald Tusk, a capo di un Paese che investe oltre il 4% del Pil nella difesa e dispone di uno dei più grandi eserciti europei, ha dichiarato, riporta l'Afp, che "tutti in questo incontro sono consapevoli che le relazioni transatlantiche, l'alleanza Nato e la nostra amicizia con gli Stati Uniti sono entrati in una nuova fase.Lo vediamo tutti.

Non penso che nessuno debba sorprendersi, e anche l'incontro lo ha confermato, che i nostri partner europei siano consapevoli che è giunto il momento per una capacità di difesa europea molto maggiore.Anche qui – ha aggiunto Tusk – c'è stato accordo, unanimità, sul fatto che un aumento, un aumento significativo, della spesa per la difesa è qualcosa di assolutamente necessario".

Tusk ha detto che "non ha senso irritarsi quando il nostro alleato, gli Stati Uniti, dice di spendere di più, diventare più forti, diventare più resilienti.Queste parole hanno assolutamente un fondamento nei fatti". Ora bisognerà vedere quale seguito avrà questo primo vertice ristretto.

Un Consiglio Europeo straordinario, a quanto apprende l'Adnkronos, per ora non è previsto.Un primo debriefing, a beneficio anche degli altri Stati membri, ci sarà oggi a Bruxelles nel Coreper, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti presso l'Ue, nel tentativo di convergere tutti su un terreno comune su un tema, quello del futuro dell'Ucraina, che tuttavia rientra nella categoria dell'hard power, da sempre competenza degli Stati membri, e non dell'Ue, specializzata nel soft power.

Per convergere su un terreno comune occorrono mediazione, fatica, e soprattutto tanto tempo.Con l'Amministrazione Trump che ha ingranato la quinta per tentare di chiudere una volta per tutte la guerra in Ucraina, di tempo l'Europa non ne ha molto.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio in panetteria a Milano, arrestato il figlio 21enne del fornaio

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(Adnkronos) – Preso in zona porta Genova a Milano Raffaele Mascia, l'uomo accusato di avere ucciso in una panetteria di piazza Gambara
Ivan Disar
 e ferito un altro cittadino ucraino, Pavel Kioresko
.La posizione del figlio 21enne del titolare della panetteria arrestato è ora al vaglio degli investigatori.  A quanto si apprende non c'è solo il racconto della testimone, una donna dell'Est, a indicare nel figlio del titolare della panetteria l'uomo che ha esploso cinque colpi di una pistola calibro 38, al culmine di un litigio per futili motivi.

L'uomo, a quanto si apprende, sarebbe stato ripreso anche da una telecamera sul retro del negozio mentre si stava allontanando.Gli investigatori, fin da subito, avevano escluso che si potesse trattare di un regolamento di conti nell'ambito della criminalità organizzata.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni al vertice di Parigi sull’Ucraina: invio truppe Ue “ipotesi complessa e meno efficace”

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(Adnkronos) – Ha ribadito le perplessità sul formato del vertice di Parigi, sull'invio di truppe europee in Ucraina e la necessità di percorrere strade che prevedano il coinvolgimento degli Stati Uniti.Queste le linee, a quanto si apprende, dell'intervento della premier Giorgia Meloni oggi al summit a Parigi convocato da Emmanuel Macron alla presenza del britannico Keir Starmer, del premier olandese, Dick Schoof, del cancelliere tedesco Olaf Scholz, del capo del governo polacco Donald Tusk e del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.

All'Eliseo anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte e i vertici Ue, Antonio Costa e Ursula von der Leyen. Meloni, a quanto si apprende, ha sottolineato di aver voluto essere presente per non rinunciare a portare il punto di vista dell’Italia, ma di avere espresso le sue perplessità riguardo un formato che, a suo giudizio, esclude molti Paesi, a partire da quelle più esposti al rischio di estensione del conflitto, anziché includere, come sarebbe opportuno fare in una fase storica come questa.Anche perché, avrebbe rimarcato la premier, la guerra in Ucraina l’abbiamo pagata tutti. Per l'Italia le questioni centrali rimangono le garanzie di sicurezza per l’Ucraina, perché senza queste ogni negoziato rischia di fallire.

Quindi Meloni avrebbe rimarcato l'utilità di un confronto tra le varie ipotesi in campo, osservando come quella che prevede il dispiegamento di soldati europei in Ucraina appaia come la più complessa e forse la meno efficace.Una strada su cui l'Italia avrebbe mostrato le sue perplessità al tavolo.  Secondo Meloni, a quanto viene riferito, andrebbero esplorate altre strade che prevedano il coinvolgimento anche degli Stati Uniti, perché è nel contesto euro-atlantico che si fonda la sicurezza europea e americana.

La premier avrebbe definito una sferzata sul ruolo dell'Europa quella lanciata dall'amministrazione Usa ma ricordando che prima di questa analoghe considerazioni sono state già state fatte da importanti personalità europee. È una sfida, avrebbe quindi sottolineato, per essere più concreti e concentrarsi sulle cose davvero importanti, come la necessità di difendere la nostra sicurezza a 360 gradi, i nostri confini, i nostri cittadini, il nostro sistema produttivo. Secondo la presidente del Consiglio sono i cittadini europei a chiederlo: non dobbiamo chiederci cosa gli americani possono fare per noi, ma cosa noi dobbiamo fare per noi stessi. Meloni avrebbe quindi rimarcato come il formato del summit all'Eliseo non vada considerato come un formato anti-Trump.Tutt’altro.

Gli Stati Uniti lavorano a giungere ad una pace in Ucraina e noi dobbiamo fare la nostra parte, la sollecitazione della premier italiana.Meloni infine, sempre a quanto si apprende, avrebbe manifestato condivisione per il senso della parole del vice presidente degli Stati Uniti Vance, ricordando di aver espresso concetti simili in precedenza.

Ancora prima di garantire la sicurezza in Europa, avrebbe sottolineato Meloni, è necessario sapere che cosa stiamo difendendo.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aereo si ribalta in atterraggio, incidente a Toronto – Video

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(Adnkronos) – Un aereo della Delta si è schiantato nell'atterraggio all'aeroporto Pearson di Toronto, in Canada, e si è ribaltato in pista, come riferisce Usa Today.Il volo proveniva da Minneapolis.

Secondo le prime informazioni, equipaggio e passeggeri del volo regionale sarebbero illesi.Sui social compaiono video dal luogo dell'incidente: "L'aereo si è ribaltato, stiamo uscendo tutti", si sente dire in una clip.   "Il Toronto Pearson Airport è a conoscenza di un incidente in fase di atterraggio che ha coinvolto un aereo della Delta Airlines in arrivo da Minneapolis.

Le squadre di emergenza sono intervenute.Tutti i passeggeri e l'equipaggio sono stati rintracciati", si legge in un tweet dello scalo canadese. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa ricoverato sente il parroco di Gaza: “Stanco, ma con voce chiara”

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(Adnkronos) – Papa Francesco, anche stasera e nonostante il ricovero al Gemelli, ha voluto fare arrivare il suo sostegno a Gaza. "Questa sera ci ha chiamato il Papa dall'ospedale.Era stanco però aveva la voce chiara", racconta all’Adnkronos padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza.  "Ha domandato come stavamo e ha ringraziato per le preghiere, e ci ha dato la sua benedizione", fa sapere ancora il parroco di Gaza.

Da quando è iniziata la guerra il Pontefice ogni sera alle 20 chiama la parrocchia di Gaza.Chiamate che non ha mai fatto mancare nemmeno dal Gemelli. Papa Francesco, ricoverato da quattro giorni al Gemelli, è "in condizioni stazionarie" e "senza febbre".

A darne notizia è il Vaticano che ha reso noto oggi come "i risultati degli accertamenti, effettuati nei giorni scorsi e nella giornata odierna, abbiano dimostrato una infezione polimicrobica delle vie respiratorie che ha determinato una ulteriore modifica della terapia". "Tutti gli accertamenti effettuati sino a oggi sono indicativi di un quadro clinico complesso che richiederà una degenza ospedaliera adeguata", fa sapere il Vaticano.Il termine "adeguata" fa intendere che saranno i medici a riservarsi la decisione sui tempi dell'uscita del Pontefice dal Policlinico Gemelli.

Tempi che certamente si allungano rispetto alle previsioni iniziali.Annullata ovviamente l'udienza generale del mercoledì, il Pontefice non ci sarà nemmeno domenica a celebrare il Giubileo dei diaconi. Questa mattina il portavoce Matteo Bruni ha riferito che Bergoglio "ha fatto colazione e come di consueto ha letto alcuni quotidiani". "L'umore del Papa è buono", ha aggiunto dopo la diffusione del bollettino medico.

Il Pontefice, sottolinea la Santa Sede in una nota, "è toccato dai numerosi messaggi di affetto e vicinanza che continua a ricevere in queste ore; in particolar modo intende rivolgere il proprio ringraziamento a quanti in questo momento sono ricoverati in ospedale, per l'affetto e l'amore che esprimono attraverso i disegni e i messaggi augurali; prega per loro e chiede che si preghi per lui".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bimba sbranata da pitbull, il papà indagato per omicidio colposo

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(Adnkronos) –
Indagato per omicidio colposo e omessa custodia e vigilanza del cane il padre della bimba di 9 mesi uccisa dal pitbull di famiglia in casa ad Acerra, in provincia di Napoli.Lo ha stabilito la Procura di Nola.

Il 25enne, secondo quanto da lui stessi riferito alla polizia, non si era accorto di quanto accaduto poiché si era addormentato.  Come da prassi, la Procura ha disposto anche gli esami tossicologici sull'uomo che, in vista dell'autopsia sul corpicino della bimba, è stato iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto.La piccola era morta prima dell'arrivo al pronto soccorso Villa dei Fiori, per le gravi ferite alla testa, al volto e agli arti.

Nel frattempo, il cane è stato affidato ai veterinari dell'Asl Napoli 2 che hanno accertato come l'animale fosse privo di microchip.Dalle testimonianze di alcuni residenti, è emerso che lo stesso Pitbull in estate aveva azzannato un altro cane di piccola taglia, uccidendolo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Olly vince Sanremo 2025”, Pinuccio e Striscia lo sapevano dal 5 febbraio

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(Adnkronos) – "Quest'anno vince Olly.Non so nemmeno chi è, ma ho saputo che vince lui" il Festival di Sanremo 2025.

Era il 5 febbraio quando Pinuccio, l’inviato di 'Striscia la notizia', ospite in una trasmissione su Telebari (andata in onda il 7 febbraio), annunciò con dieci giorni di anticipo quello che sarebbe stato il vincitore del Festival di Sanremo.Una vera e propria rivelazione che, in studio, suscitò lo stupore dei presentatori.

Stasera, la previsione viene riproposta da Striscia. "Quando vince un cantante, bisogna sempre chiedersi chi c’è dietro… andate a vedere chi c’era dietro il vincitore dell’anno scorso, chi c’era dietro quello di due anni fa: cosa avevano in comune?", proseguì il 5 febbraio Pinuccio. "Il management", la risposta del conduttore in studio.Trattasi di Marta Donà, manager che ha accompagnato alla vittoria quattro artisti negli ultimi cinque Festival di Sanremo: i Maneskin nel 2021 (ora non li segue più), Marco Mengoni nel 2023, Angelina Mango nel 2024 e Olly nel 2025. L'inviato di Striscia accende i riflettori su altri misteri: "L'esibizione di Olly, nelle serate in cui era in gara, era prevista in onda sempre tra le 22 e le 23, ovvero la fascia oraria in cui il Festival ha registrato gli ascolti più alti", commenta Pinuccio.

E aggiunge: "Olly era l'unico tra i 5 finalisti sul palco con gli auricolari, quasi pronto a cantare". La rivelazione di Pinuccio non è la prima di questo genere. 'Striscia' in passato ha svelato altre volte chi ha vinto il Festival di Sanremo: nel 1990 (l’intero podio: Pooh, seguito da Toto Cutugno, Minghi e Mietta, oltre al vincitore di Sanremo Giovani, Marco Masini), 1995 (Giorgia), 1996 (Ron), 2003 (Alexia). —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia contro Mattarella, sponda italiana alla propaganda di Mosca: la petizione

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(Adnkronos) – Una petizione online promossa da un italiano, il giornalista Vincenzo Lorusso, contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si lega alla propaganda russa, direttamente, e all'azione hacker contro siti italiani, indirettamente perché la rivendicazione coincide con il 'movente' della raccolta di firme.Si riferisce alle parole della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, tornata a parlare dell'intervento del Capo dello Stato a Marsiglia con un tono se possibile più minaccioso di quello già usato 48 ore fa: "Nella sua veste di presidente ha dichiarato di ritenere che la Russia possa essere equiparata al Terzo Reich.

Ciò non può e non rimarrà mai senza conseguenze". Tutto questo avviene mentre si tiene a Parigi il vertice europeo sull’Ucraina voluto dal presidente francese Emmanuel Macron e mentre a Riad si incontrano la delegazione americana, guidata dal Segretario di Stato Marco Rubio, e quella russa, guidata dal ministro degli esteri Sergei Lavrov.  Quello a Mattarella è un attacco frontale, con pochissimi precedenti, che ricalca quello di due giorni fa ma che si spinge oltre in un contesto in cui la disinformazione trova sempre più spazio.Se prima le affermazioni di Mattarella erano 'blasfeme', oggi si minacciano 'conseguenze'. Di cosa stiamo parlando?

Quali sono queste frasi addirittura blasfeme pronunciate da Mattarella?Eccole.

Parlando delle conseguenze della crisi del '29, il capo dello Stato ha detto: "Fenomeni di carattere autoritario presero il sopravvento in alcuni Paesi, attratti dalla favola che regimi dispotici e illiberali fossero più efficaci nella tutela degli interessi nazionali.Il risultato fu l’accentuarsi di un clima di conflitto – anziché di cooperazione – pur nella consapevolezza di dover affrontare e risolvere i problemi a una scala più ampia.

Ma, anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione.E furono guerre di conquista.

Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa.L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura". 
L’accostamento tra la Russia di Putin e la Germania nazista di Hitler ha colpito evidentemente la sensibilità del Cremlino, che ha immediatamente messo in moto la macchina della propaganda, con una inquietante capacità di penetrare anche in Italia.

Zakharova nel suo nuovo intervento ha fatto riferimento alla petizione promossa da Lorusso, giornalista italiano che vive a Lugansk e racconta la vita nel Donbass.Il testo è rintracciabile sul sito petizioni.com e alle 19,00 di oggi fa registrare quasi 15mila firme: “Il popolo italiano non si riconosce nelle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Italiana Mattarella e desidera scusarsi con la Federazione Russa e con tutto il popolo russo”. La notizia della petizione viene prima ripresa in un post pubblicato su Facebook dall’Ambasciata della Federazione Russa in Italia che "ringrazia tutti coloro che hanno inviato i propri messaggi, in cui si condanna la mancata sensibilità storica e diplomatica del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, durante il suo intervento a Marsiglia, quando ha paragonato la Russia al 'Terzo Reich', e che hanno espresso la propria solidarietà a Maria Zakharova, Rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della Russia". La stessa notizia è riportata poi dall'agenzia ufficiale russa Tass, con il commento del promotore. "I firmatari sono principalmente cittadini italiani, ci sono anche russi che vivono in Italia", ha detto.

Lorusso aggiungendo che una volta completata la raccolta delle firme, la petizione verrà inviata al ministero degli Esteri russo per "dimostrare che gli italiani non condividono le opinioni del presidente". L’iniziativa va raccolta come elemento di cronaca ma va anche accuratamente contestualizzata.Il sostegno a Mattarella è stato fermo da parte di tutte le forze politiche, ad eccezione della Lega di Matteo Salvini finora in silenzio e con qualche distinguo in casa M5S, e nel Paese la larghissima maggioranza della popolazione italiana è saldamente schierata a favore della posizione presidiata dal Quirinale. Le notizie che si susseguono dicono però che va tenuta alta l’attenzione.

Oggi si è registrata una nuova serie di attacchi cyber filorussi a siti italiani di aeroporti, di trasporto pubblico e servizi finanziari.E le azioni sono state rivendicate proprio come una 'ritorsione' al discorso pronunciato a Marsiglia dal Presidente della Repubblica.

C’è, e sarebbe sbagliato sottovalutarlo, un upgrade nel tentativo russo di orientare e condizionare l’opinione pubblica in una fase in cui, con l’appoggio del nuovo presidente americano Donald Trump, ritiene evidentemente di poter piegare la resistenza europea rispetto a un epilogo della guerra in Ucraina che possa prevedere una pace fatta senza Kiev e senza l’Europa. (Di Fabio Insenga)    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Djokovic e il caso Sinner: “Molti non sono soddisfatti, si parla di favoritismo”

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(Adnkronos) –
Novak Djokovic parla del caso Sinner.Il tennista serbo si è espresso riguardo i tre mesi di squalifica comminati al numero uno del mondo per il caso doping legato al Clostebol, frutto di un accordo tra l'azzurro e la Wada: "Sembra quasi che tu possa influenzare l'esito di un processo se sei un giocatore di punta e hai accesso ai migliori avvocati.

Sinner e Swiatek sono innocenti, è stato dimostrato". "Jannik avrà una sospensione di tre mesi a causa di alcuni errori e negligenze di alcuni membri del suo team, che stanno lavorando ancora nel circuito.Questa è una cosa che io personalmente e molti altri giocatori troviamo strana", ha detto Nole, "ho parlato con diversi giocatori nello spogliatoio, non solo negli ultimi giorni ma anche nei mesi precedenti.

La maggior parte di loro non è soddisfatta di come è andato l'intero processo e non pensa che sia stato giusto.Molti credono che ci sia stato favoritismo". Djokovic ha poi paragonato il caso Sinner ad altri casi di doping: "Abbiamo visto i casi di Simona Halep, Tara Moore e altri giocatori forse meno noti, che hanno lottato per anni per risolvere i loro casi o che sono stati sospesi per molto tempo.

Penso che sia davvero il momento di fare qualcosa e di affrontare il sistema, perché è chiaro che la struttura non funziona così". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Conti: “Sorpreso da top 5. Amadeus? Siamo in buoni rapporti”

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(Adnkronos) – "Con Amadeus siamo in ottimi rapporti.Ci siamo sentiti, come facevo io quando faceva lui il festival, ci siamo fatti 'in bocca al lupo', i confronti, con grande serenità, non c'è competizione tra noi".

A dirlo, dopo gli ascolti da record di Sanremo 2025 è il direttore artistico del festival Carlo Conti, stasera ospite di '5 Minuti' di Bruno Vespa. "Se sono rimasto sorpreso che vincesse Olly?Sono rimasto sorpreso – replica il conduttore – di tutte le cinque posizioni.

Ad esempio, era tanto tempo che nelle prime cinque posizioni non c'erano dei cantautori.Quindi un bel verdetto, un bel festival, una bella sorpresa per tutti".  Sulla classifica finale del festival che vede all'ultimo post Marcella Bella e al primo posto un giovanissimo "cambiano i tempi, le mode, le curiosità -dice Conti -.

Fa parte dell'evoluzione del festival.Anni fa arrivavano primi i veterani e ultimi artisti come Vasco Rossi o Zucchero arrivavano ultimi, adesso si stanno catapultando le cose". Sul sistema di voto, che ha suscitato una serie di riflessioni, l'anno prossimo Conti spiega di voler "riconfermare lo stesso sistema.

Le polemiche sulle giurie ci sono sempre, credo che sia proprio Sanremo che faccia discutere sulla classifica.Sarà poi il tempo che dirà se le canzoni che possono restare nel tempo".  E sull'espressione festival "della normalità", come alcuni l'hanno ribattezzato, Conti sorride: "Delle volte la normalità da fastidio o è la vera rivoluzione.

Ma non credo di aver normalizzato niente, ho fatto solo un festival di Sanremo con delle buone canzoni, spero.Il tempo ce lo dirà".

L'anno prossimo? "Sarà un problema di chi ci sarà.Ah già, sono io…". 
Un festival non gestito dalla Rai? "Credo sia impensabile per tutti un Sanremo non in Rai", anche se "nella vita mai dire mai", la risposta di Conti. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, la nonna di Lucio Corsi: “Per mio nipote ho rischiato l’infarto”

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(Adnkronos) – "Non solo ho pianto davanti alla televisione, ma quando ho visto mio nipote arrivare secondo al Festival d Sanremo ho rischiato un infarto.Non ci potevo credere dalla contentezza".

Lo ha raccontato all'Adnkronos Milena Marchetti, nonna di Lucio Corsi, titolare del ristorante 'Macchiascandona' a Castiglione della Pescaia (Grosseto), comune dove vive il cantautore. "Pur di vedere mio nipote in tv, ho chiuso il ristorante per dieci giorni.Non mi sono persa neanche un minuto di Sanremo e devo dire che ho fatto proprio bene". "Appena sarà possibile, vorremmo festeggiare Lucio in famiglia – ha detto la nonna – ma noi non lo vediamo da quasi due mesi e ora chissà quando lo rivedremo con tutti gli impegni che ha già.

Però penso che abbastanza presto riusciremo ad abbracciarlo, non vedo l'ora". Milena Marchetti che – secondo il nipote – è bravissima a cucinare i tortelli alla maremmana, descrive Lucio come "un bravo ragazzo, di carattere tranquillo, appassionatissimo di musica.Sono sicura che resterà con i piedi per terra, che non si monterà la testa".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Compleanno Trump festa nazionale, la proposta della deputata Usa

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(Adnkronos) – La deputata repubblicana di New York, Claudia Tenney, ha presentato una legge per rendere il compleanno del presidente Donald Trump, il 14 giugno, giorno di festa federale.Lo riporta Newsweek.  Tenney ha presentato la sua proposta di legge lo scorso 14 febbraio, con l'obiettivo di emendare il Titolo 5 del Codice degli Stati Uniti affinché il 14 giugno – che è anche National Flag Day – diventi a tutti gli effetti una festività pubblica. In un comunicato stampa, Tenney ha affermato che “nessun presidente moderno è stato più determinante per il nostro Paese” di Trump, descrivendo il suo impatto come “innegabile”.

Lo ha elogiato come “il Presidente più importante della storia americana moderna”, riconoscendo la sua leadership in una fase di importanti sfide internazionali e interne. Tenney ha fatto riferimento ad altre festività federali già esistenti, affermando: “Così come il compleanno di George Washington è codificato come festività federale, questa proposta di legge aggiungerà il compleanno di Trump a questa lista, riconoscendolo come il fondatore dell'età dell'oro dell'America”.  “Dalla mediazione degli storici accordi di Abramo alla promozione del più grande pacchetto di sgravi fiscali della storia americana, l'impatto di Trump sulla nazione è innegabile – ha proseguito – Inoltre, mentre la nostra nazione si prepara a celebrare il suo 250° anniversario, dovremmo creare una nuova festività federale che onori la bandiera americana e tutto ciò che essa rappresenta”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, la rivolta calabrese: “Brunori in vetta al televoto, troppi voti persi”

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(Adnkronos) –
Post inferociti, screenshot di tentativi di voto non andati a buon fine, congetture e sospetti.I fan calabresi di Brunori Sas non ci stanno e, dopo il verdetto che
ha incoronato Olly vincitore del 75mo festival di Sanremo, difendono il loro beniamino cosentino intavolando una protesta social – e non solo- che sale e scalda gli animi.

Tutto parte da un'analisi riguardante i risultati di voto sera per sera.Brunori con il suo 'L'Albero delle Noci' si è piazzato primo sia nella classifica di giovedì sera dove votavano le Radio e il pubblico da casa (nel televoto c'è stato un netto distacco tra Olly, 26%, e Brunori, 35%) che in quella della finale, che comprendeva televoto, radio e stampa.

Contrariamente a quanto era ipotizzabile, dunque, da casa il pubblico ha mostrato di apprezzare maggiormente la poesia del pezzo cantautorale di Brunori rispetto al brano del favoritissimo Olly. Quando poi si è stretto il cerchio e gli artisti sono rimasti in 5, il più votato dalle 3 giurie (Sala Stampa, Radio e televoto) è stato Lucio Corsi.Facile intuire a quel punto la speranza dei fan di Brunori, che hanno cominciato a credere nel sogno insperato di una vittoria contando sui voti accumulati nei giorni precedenti.

Invece, in pochi minuti Olly ha sorpassato Brunori e Corsi, vincendo il festival.Un sorpasso che per la comunità calabrese brucia in modo particolare.

La ragione?Le tante anomalie di voto segnalate sui social durante la finale, quando sul web è esplosa la protesta degli utenti per le tante preferenze non andate a buon fine.

In particolare, sui social in tantissimi hanno cominciato a segnalare la mancata ricezione del messaggio di conferma, senza la quale il voto non ha validità.A quel punto, da Cosenza è partito un tam tam cresciuto sempre di più.

Sui social è scoppiata un'insurrezione.E le descrizioni dei disservizi si sono fatte più puntuali: diverse persone hanno postato lo screenshot del messaggio ricevuto con la comunicazione del "voto non accettato per votazione chiusa".

Ma molti assicurano di aver votato prima che venisse chiuso il televoto. Al Mood, un noto locale di Rende, in provincia di Cosenza, tanto per fare un esempio, in 300 si erano riuniti per tifare il cantante e televotarlo ma quasi nessuno ci è riuscito. "Confermo, tantissime persone che conosco, amici, familiari, non sono riuscite a votare -dice contattato dall'Adnkronos il direttore artistico del locale, Marco Verteramo- Io stesso ho provato e ho avuto difficoltà.Quella sera al locale c'era aria di festa per tifare Brunori e non è scoppiata la polemica, ma nelle ore successive si è cominciato a prendere atto che moltissimi non erano riusciti".

Va detto che la Rai ha chiarito subito che il ritardo nella ricezione dei messaggi di conferma è stata causata dalla congestione del sistema durante i picchi di votazione, ma che "tutti i voti validi sono stati regolarmente conteggiati".Ai fan di Brunori, però resta l'amarezza, e sui social ricorre la domanda: cosa sarebbe accaduto se il sistema di televoto avesse funzionato senza intoppi? —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I cittadini Stabiesi sono stufi di essere usati come termine di paragone per misurare l’inciviltà in Italia

È inaccettabile e profondamente ingiusto che, ogni qualvolta si verifichino episodi di inciviltà o malcostume in Italia, la città di Castellammare di Stabia venga puntualmente tirata in ballo come metro di paragone negativo, quasi fosse un emblema di arretratezza e degrado. Questa deprecabile consuetudine, alimentata da stereotipi vetusti e da una latente forma di razzismo geografico, è tornata prepotentemente alla ribalta a causa di un video che sta spopolando sui social media, scatenando l’indignazione di molti cittadini stabiesi e non solo.

Nel filmato incriminato, persone che – ci si augura vivamente non siano rappresentanti della stampa, altrimenti si tratterebbe di una gravissima caduta di stile e professionalità che meriterebbe anche l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti della Campania – commentano gli atti vandalici perpetrati da un gruppo di teppisti a Ferrara.

L’episodio oggetto del commento “infelice”

Alcuni teppisti (non si possono definire tifosi) nel primo pomeriggio di sabato 15 febbraio si sono introdotti nel centro sportivo “G.B. Fabbri” quartier generale degli allenamenti della Spal, mentre la squadra di casa era impegnata nella seduta di rifinitura, ultimo atto preparatorio in vista del cruciale match Spal – Rimini. Molti di questi teppisti si sono presentati con il volto coperto da cappucci e sciarpe e hanno fatto irruzione all’interno della struttura sportiva.

I contestatori, eludendo la sorveglianza e accedendo da un cancello laterale, si sono diretti con fare minaccioso verso il campo principale, con l’intento evidente di confrontarsi direttamente con i giocatori. La scena che si è presentata agli occhi dei presenti è stata di immediato allarme: urla, cori offensivi e un clima di crescente ostilità hanno rapidamente avvelenato l’atmosfera serena che dovrebbe caratterizzare la preparazione di una partita.

La situazione è precipitata nel momento in cui, nel tentativo di avvicinare i giocatori, gli ultras hanno acceso e lanciato almeno un paio di potenti petardi. Questi ordigni sono esplosi con fragore sul primo campo in erba sintetica del centro sportivo, proprio mentre,  alcuni bambini delle giovanili della Spal si stavano preparando per disputare una partita amichevole. Il boato improvviso e la detonazione vicina hanno comprensibilmente spaventato i giovani atleti, che sono stati prontamente messi in sicurezza dal loro allenatore, il quale, con prontezza di riflessi, li ha fatti rientrare immediatamente negli spogliatoi. Fortunatamente, nonostante il grande spavento, nessuno dei bambini ha riportato ferite o è stato messo in pericolo fisico, ma l’episodio rimane di una gravità inaudita, soprattutto per il luogo e il contesto in cui si è verificato, coinvolgendo, seppur indirettamente, dei giovanissimi.

Nel frattempo, il gruppo di ultras è riuscito a raggiungere i giocatori della Spal, dando vita ad un concitato faccia a faccia. La tensione è salita alle stelle, sfociando in momenti di forte animosità. Secondo testimonianze raccolte sul posto, non sarebbero mancate parole grosse, insulti e toni minacciosi da parte dei tifosi nei confronti dei giocatori, rei, a loro dire, di prestazioni insufficienti e di scarso impegno. La situazione è ulteriormente degenerata quando, dalle parole, si è passati ai fatti, con spintoni e contatti fisici tra alcuni giocatori e i contestatori. Nonostante la concitazione del momento, sembra che non si siano registrati veri e propri atti di violenza fisica grave, ma l’episodio nel suo complesso resta estremamente serio e preoccupante.

La frase pronunciata

La frase incauta e inaccettabile pronunciata nel video è la seguente: “Non succede solo a Castellammare di Stabia ma anche nella civilissima Ferrara”. Queste parole, cariche di pregiudizio e ignoranza, suonano come una vera e propria offesa non solo per la città di Castellammare di Stabia e i suoi abitanti, ma per l’intero Sud Italia, ciclicamente bersagliato da luoghi comuni denigratori. È sconcertante che, di fronte a un episodio di teppismo verificatosi in una città del Nord, si senta l’esigenza di scomodare, a mo’ di paragone negativo, una città meridionale, alimentando così una narrazione distorta e razzista. Sarebbe auspicabile che il Comune di Castellammare di Stabia valutasse seriamente l’opportunità di querelare gli autori di tali affermazioni, affinché gesti simili non si ripetano e venga dato un segnale forte e chiaro contro questo tipo di atteggiamenti discriminatori.

È fondamentale ribadire con forza che fenomeni di inciviltà e teppismo non sono appannaggio esclusivo di una specifica area geografica. Città come Ferrara, Milano, e tante altre sparse in tutta Italia, non sono immuni da problematiche legate al vandalismo, alle baby gang e a comportamenti incivili di varia natura. Sarebbe miope e ingiusto generalizzare e “fare di tutta l’erba un fascio”, etichettando intere comunità sulla base di episodi isolati o comportamenti devianti di pochi individui. Persone civili e incivili esistono ovunque, da Nord a Sud, e confondere le une con le altre, alimentando stereotipi territoriali, è un atto di superficialità e ignoranza inaccettabile.

Questo tipo di approccio denigratorio rivela una profonda e radicata tradizione razzista all’interno di un’Italia che, solo apparentemente unita, continua a essere attraversata da divisioni e pregiudizi territoriali. Contrapporre il Nord e il Sud, etichettando quest’ultimo come arretrato e incivile, è una pratica spregevole che ignora la complessità della storia italiana e le profonde interconnessioni che legano le diverse regioni del Paese. È paradossale che proprio da chi dovrebbe conoscere la storia e ricordare le radici culturali e umane del nostro Paese (conoscenze minime per un giornalista se tale possono essere catalogate quelle persone), giungano simili affermazioni, dimenticando, tra l’altro, che una parte significativa della classe dirigente del Nord Italia ha origini meridionali, testimoniando la ricchezza e la vitalità del contributo del Sud allo sviluppo del Paese.

La lettera du un cittadino stabiese al Sindaco Luigi Vicinanza

In redazione è pervenuta una lettera accorata da parte di un cittadino stabiese, che esprime con forza il suo sdegno e invita il Sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, a intervenire a tutela dell’immagine della città. Riportiamo integralmente la lettera, che ben rappresenta il sentimento di molti cittadini stabiesi:

“Buongiorno Sig. Sindaco, gira in rete questo video, sono le immagini della gara SPAL –  RIMINI. Se ascoltate, si può capire quanto la stampa e i mezzi di informazione, siano razzisti ed ignoranti. Un giornalista dice nel commentare, gli incidenti: “pensavo che queste cose succedessero solo a Castellammare di Stabia” gli altri intorno, nel sentire, non è che lo riprendono..!? Anzi confermano la tesi! Credo che tramite le voci, siano in tre, tra cui una donna. Arrivati a questo punto, sicuramente Castellammare avrà problemi molto più seri, e sicuramente di caratura superiore, al cospetto di tre giornalai. Però c’è l’immagine della nostra città, che lei ha sempre difeso e continuerà a farlo. È a tal proposito che le chiedo di intervenire, di farlo con forza, è ora di smetterla, non se ne può più con la retorica ed i soliti stereotipi verso la nostra città ed il sud in generale. L’immagine va curata prima di ogni cosa, perché magari gli stessi giornalisti, parleranno con “orgoglio italiano” della Nave scuola della MM italiana, non sapendo o ignorando che è nata nei gloriosi Cantieri Navali di Castellammare di Stabia. Nell’augurarle una buona giornata e un buon lavoro, spero da Stabiese vero, come lei è come tanti, in un suo veemente intervento, in primis a mezzo stampa, la stessa che ultimamente (anche locale) si diverte a denigrare la nostra terra. Buon lavoro Sig. Sindaco”.

Condividiamo pienamente l’appello del cittadino stabiese. È giunto il momento di reagire con fermezza a questi stereotipi offensivi e di tutelare con orgoglio l’immagine di Castellammare di Stabia, una città ricca di storia, cultura e tradizioni, che non merita di essere ingiustamente denigrata e utilizzata come capro espiatorio per generalizzare fenomeni negativi che, purtroppo, sono presenti in tutto il Paese. Ci aspettiamo un intervento deciso e pubblico da parte del Sindaco Vicinanza, affinché la voce di Castellammare di Stabia si alzi forte e chiara contro il razzismo geografico e gli stereotipi dannosi, rivendicando il diritto alla dignità e al rispetto per la città e per tutti i suoi cittadini. È ora di dire basta a questi paragoni inaccettabili e di promuovere una narrazione più veritiera e rispettosa della realtà italiana, nella sua interezza e complessità.

Rapina a casa del proprietario di Mondo Convenienza: fuggono con Rolex e 50mila euro

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(Adnkronos) – In sei, con il volto coperto e armati di pistola, hanno fatto irruzione nell'abitazione del proprietario della catena di arredamento 'Mondo Convenienza', in via Colline dell'Argento, a Civitavecchia, intorno alle 22.10 di sabato scorso. Dopo aver chiuso l'uomo in una stanza insieme al cognato, hanno portato via 50mila euro in contanti, due Rolex e altri monili il cui valore è ancora da quantificare.Nessuno è rimasto ferito.

Sul posto i poliziotti di Civitavecchia, impegnati nell'analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, giovedì consegnati a Israele i corpi di 5 ostaggi

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(Adnkronos) –
Israele si prepara a ricevere giovedì i corpi di cinque ostaggi, alcuni dei quali sono stati uccisi durante la prigionia nella Striscia di Gaza.Lo ha riferito l'emittente israeliana Kan, secondo la quale le Idf hanno iniziato i preparativi per la consegna delle salme. Secondo la tv, giovedì mattina Hamas renderà noti i nomi degli ostaggi uccisi durante la prigionia.

Le ambulanze delle Idf attenderanno in un punto concordato all'interno dell'enclave e poi trasferiranno le salme direttamente all'Istituto medico-legale di Abu Kabir per l'identificazione.Solo dopo che saranno state verificate le identità delle persone rapite, le autorità israeliane aggiorneranno definitivamente le loro famiglie.  Sabato, invece, dovrebbe effettuarsi il settimo scambio di prigionieri nell'ambito dell'attuazione della prima fase dell'accordo sul cessate il fuoco.

E' previsto il rilascio di tre ostaggi israeliani vivi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, al via vertice di Parigi: l’Europa prova a reagire dopo la mossa di Trump

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(Adnkronos) – La rapidità con cui l'Amministrazione Trump si è mossa sul fronte Ucraina ha preso l'Europa alla sprovvista e il primo a correre ai ripari è il presidente francese Emmanuel Macron, che ha convocato all'Eliseo un vertice a 11 per decidere il da farsi, di fronte al serio rischio che il destino di Kiev venga deciso a tavolino da Usa e Russia, senza consultare gli europei se non a cose fatte.  Il formato del summit – iniziato poco dopo le 17 – è significativo, perché la convocazione di un Consiglio Europeo informale, a 27, avrebbe comportato il serio rischio di un fallimento, visto che i leader si esprimono per consenso.  E tra i 27 il consenso, davanti all'offensiva diplomatica che arriva da Washington, non c'è: l'ungherese Viktor Orban non ha mai nascosto il proprio disaccordo nei confronti della linea adottata dai suoi colleghi sulla guerra in Ucraina.E oggi Orban non è più solo, dato che in Slovacchia governa Robert Fico, anch'egli su posizioni diverse dal mainstream Ue per quanto concerne i rapporti con il Cremlino.  Dopo che gli Usa hanno fatto chiaramente capire che gli europei non verranno coinvolti, almeno in una prima fase, e dopo lo schiaffo arrivato dal vicepresidente James David Vance, che ha incontrato la leader dell'AfD Alice Weidel a pochi giorni dalle elezioni tedesche, l'Europa tenta una reazione e inizia a riunirsi solo tra i Paesi che hanno un certo peso militare, con l'aggiunta significativa del Regno Unito, che non è più nell'Ue ma è una potenza nucleare (l'unica, oltre alla Francia), anche se il suo arsenale non è paragonabile a quello russo.

I leader europei sanno che, quando non si ha un posto al tavolo, il rischio è di averlo nel menu. All'Eliseo si riuniscono dunque con Macron il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il primo ministro britannico Keir Starmer (arrivato per primo), la premier Giorgia Meloni (giunta poco prima delle 17), il polacco Donald Tusk, lo spagnolo Pedro Sanchez, l'olandese Dick Schoof e la danese Mette Frederiksen, oltre alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa e al segretario generale della Nato Mark Rutte.  La delicatezza del momento è sottolineata anche dal fatto che, per ora, non sono previste ufficialmente comunicazioni alla stampa.Prima dell'inizio della riunione, Macron ha parlato al telefono con Donald Trump per una ventina di minuti, hanno fatto sapere fonti dell'Eliseo. Su diversi giornali oggi è filtrata l'irritazione di Palazzo Chigi per il formato scelto, che esclude Paesi direttamente interessati dalla guerra in Ucraina e confinanti con la Russia o con l'Ucraina, come la Finlandia, i Paesi Baltici, la Romania e altri.

La presenza a questa riunione dei vertici Ue deve aver provocato qualche irritazione tra gli esclusi, tanto che il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha precisato via social che oggi è solo l'"inizio di un percorso" che vedrà coinvolta l'Ue.  Ma non sono in pochi a pensare che l'Unione, con i suoi tempi di reazione giocoforza lenti, vista la necessità di trovare consenso a 27, si stia rivelando poco adatta all'epoca attuale, con la Storia che, anziché finire, ha ripreso a correre di gran carriera, dopo l'invasione russa dell'Ucraina. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)