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Younes: “L’Ajax è speciale, del futuro non mi importa”

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L’ala tedesca dell’Ajax Amin Younes torna a parlare

Amin Younes, il giocatore tedesco dell’Ajax, dopo le problematiche dei giorni scorsi, che hanno portato il calciatore a mettere in dubbio il suo arrivo al Napoli, torna a parlare ai microfoni di Ajax TV dopo il suo rientro ad Amsterdam. Queste le parole di Amin Younes:“E’ stata una bella settimana quella appena terminata, ho giocato con lo Jong Ajax e mi sono allenato bene. Adesso però devo tornare a lavorare come sempre, tornare presto in forma e mettermi nella giusta condizione.

Sono felice di stare qua, sono un giocatore dell’Ajax pronto a dare il proprio contributo. Per me l’Ajax è una società speciale, non importa cosa succederà nel futuro. L’Ajax rimarrà per sempre speciale.

L’accoglienza dei tifosi contro il Roda penso che sia stato un grande gesto, mi ha dato subito buone impressioni. Ora non ho paura ma sono curioso di ciò che accadrà in futuro. Adesso devo concentrarmi nuovamente, perché l’Ajax ha un obiettivo: diventare campione d’Olanda”

FOTO ViViCentro – Under 16, Montecalcio-Juve Stabia 1-1: il tabellino

FOTO ViViCentro – Under 16, Montecalcio-Juve Stabia 1-1: il tabellino

Finisce col risultato di 1-1 la trasferta a Procida degli Under 16 allenati da mister Sacco. La Juve Stabia, dopo il vantaggio di Solimeno, si lasciano raggiungere da Scotto che batte Di Biase.

Così in campo:

MONTECALCIO – Coppola, Lubrano Lobianco, CArboni, Guida, Esposito G., Esposito V., Illiano E., Scotto M., Scotto L., Capuano, Sabatino. A disp. Fariello, Illiano M. All. Lubrano

JUVE STABIA – Di Biase, Chierchia, Zaccariello, Coppeta, Liccardo, Vitale, Cautero, Grimaldi, Solimeno, Guarracino, Vitiello. A disp. Domigno, Sagliano, Celentano, D’Aniello, Franchini, Dattilo, Mauriello. All. Sacco

a cura di Ciro Novellino

La solitudine è condizione difficile: per amarla bisogna essere molto forti (VIDEO)

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Pasolini ha scritto:  “Bisogna essere molto forti per amare la solitudine; bisogna avere buone gambe e una resistenza fuori dal comune; non si deve rischiare raffreddore, influenza e mal di gola; non si devono temere rapinatori o assassini; se tocca camminare per tutto il pomeriggio o magari per tutta la sera bisogna saperlo fare senza accorgersene; da sedersi non c’è; specie d’inverno; col vento che tira sull’erba bagnata, e coi pietroni tra l’immondizia umidi e fangosi; non c’è proprio nessun conforto, su ciò non c’è dubbio, oltre a quello di avere davanti tutto un giorno e una notte senza doveri o limiti di qualsiasi genere. [… vedi video …].

D’altro canto,  “Ammettere di essere soli è una delle cose più difficili da fare”, spiega Alain de Botton. Comunque sia, in Inghilterra hanno preso seriamente a cuore questo aspetto della vita tanto dal creare un apposito ministero per la solitudine, come apprendiamo da Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, che così scrive oggi su Il Sole 24 ore:

La risposta alla sfida moderna della solitudine

Ha fatto scalpore la decisione del Governo britannico di istituire un ministero per la solitudine, con lo scopo di affrontare la sfida di questa «triste realtà della vita moderna» che colpisce un altissimo numero di persone. Si va, «dagli anziani, a quelli che hanno perso persone care o che non hanno nessuno con cui parlare e con cui condividere pensieri o esperienze». Non è difficile ritenere che questa sfida, in forme diverse, ci riguarda tutti: a uno sguardo puramente esteriore la vita di ognuno di noi appare come il viaggio più o meno breve che ciascuno compie lottando in prima persona con le tenebre che tutto sembrano avvolgere, dal prima che è dietro di noi a ciò che è dopo di noi, fino all’ultimo silenzio della morte. È la condizione espressa in maniera folgorante dalla lirica di Salvatore Quasimodo: «Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera». La solitudine è insomma esperienza originaria, propria della condizione umana: che cos’è l’esistenza se non lo star fuori (“ex-sistere”), l’uscire da un grembo avvolgente per essere gettati nella solitudine di un’avventura unica e irripetibile? E chi non è solo davanti all’imminenza della fine che tutto sovrasta?

Forse, perciò, il venire alla luce o l’andare incontro al buio oltre la vita sono entrambi accompagnati dal segnale di una ferita lacerante: «On entre, on crie – Et c’est la vie ! – On baîlle, on sort – Et c’est la mort» – «Si entra, si grida: è la vita! Si ansima, si esce: ed è la morte» (Ausone de Chancel). L’intervallo tra questo duplice sospiro, quello della nascita e quello della morte, è appunto la vita, come soffio che passa. Si comprende, allora, perché vivere significhi in fondo imparare a morire e come in questa lotta contro l’ultima nemica, la morte, nessuno possa sostituirsi a un altro: si è soli.

C’è un canto dei “chassidim” – i pii Ebrei della diaspora – che esprime bene questa condizione di solitudine davanti al dolore e alla fine: «Quando il rabbino danza, tutti i chassidim danzano con lui; quando il rabbino canta, tutti i chassidim cantano con lui… Quando il rabbino piange, egli piange da solo». L’esperienza del dolore ci mette a nudo di fronte alla verità di noi stessi: in essa si è soli nell’essenziale povertà di ciò che siamo. Marguerite Yourcenar, nei carnets de notes delle sue “Memoires d’Adrien” – straordinario romanzo della solitudine umana – scrive, quasi a evocare l’intuizione da cui furono concepite quelle pagine: «Quando gli dei ormai non ci furono più, e il Cristo ancora non c’era, l’uomo solo è stato». Questa frase fa intuire come siano due le possibili alternative con cui affrontare la solitudine esistenziale: quella degli idoli o quella del Cristo.

La prima è la via “pagana”: popolare l’universo di idoli da noi stessi prodotti, che riempiano i vuoti delle nostre solitudini per sfuggire a esse. In antico questi idoli erano gli dèi del paganesimo, oggi sono quelli del consumismo e dell’edonismo rampante. Ci si stordisce con i mezzi dell’avere, del potere o del piacere, illudendosi che il tarlo della solitudine davanti alla vita e alla morte sia stato sconfitto. L’esistenza si trasforma così in un ballo in maschera più o meno vistoso, dove occorre recitare ciascuno la propria parte, dando tanta importanza all’effimero da credere che esso non sia illusorio, ma duraturo e vincente. Si vive per guadagnare, dominare o godere, bruciando uno dopo l’altro gli istanti del tempo che passa, come se ognuno di essi fosse una possibile, beata eternità, da conquistare e possedere senza limiti. Le relazioni apparenti nascondono così la folla delle solitudini. A questo modo di vivere si oppone, però, la nostra capacità di pensare e di porci domande: è nell’accettare la fatica dell’interrogazione, l’inquietudine del sospetto e la ferita del dubbio, che l’idolo si va sbriciolando. Si capisce allora che la vita non può consistere in un continuo fuggire dalla morte, che essa anzi trova la sua dignità più vera nel guardare in faccia la morte e lottare contro di essa. Il coraggio di esistere (come direbbe Paul Tillich: «The courage to be»), la volontà di dare risposta alle domande sul senso di ciò che siamo, di ciò che facciamo, sono la sola medicina contro la vacuità dell’esistenza. È possibile, insomma, capovolgere l’evidenza: se la vita ci appare come il cammino verso l’ultimo silenzio della morte, ciò che vince quest’evidenza è l’uomo pensante, l’uomo che non rinuncia a cercare, che non si fa negligente davanti al compito di dare un senso alle sue opere e ai giorni. Quest’uomo che domanda non si arrende alla vittoria della solitudine e della morte.

Sono, allora, il nostro pensare, il nostro amare, il nostro sperare nonostante tutto, a dare dignità e senso alla vita e alla morte. È qui che si affaccia l’altra possibilità che ci è data per affrontare la radicale solitudine del nostro esistere in modo pienamente umano: se si dovesse indicare un’icona di questa via differente, nessuna sarebbe più adatta che quella del Profeta galileo nell’ora del Getsemani, il Figlio eterno venuto fra noi, solo davanti alla sua vita e alla sua morte. Egli ben conobbe la solitudine dolorosa: «Non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me!». Fu però proprio in essa che, affidandosi al Padre, egli trasformò il dolore in amore, il soffrire in offerta. La sua solitudine fra gli ulivi del Getsemani si offre allora come rivelazione di una comunione più grande, quella del Dio sempre vicino e della scelta di voler esistere, morire e risorgere alla vita per tutti con Lui e in Lui. Quest’approdo non è naufragio, né rinuncia a dare senso al vivere e al morire, ma è come la lotta di Giacobbe con l’Angelo portata al vertice supremo, è il dare valore e significato alla solitudine di tutti trasformando la fine in inizio, la sconfitta in vittoria. Un testimone di Cristo al cuore del secolo drammatico dei totalitarismi, delle guerre mondiali e degli stermini, il teologo evangelico Dietrich Bonhoeffer, nell’ora ultima della sua solitudine di condannato a morte dalla barbarie nazista, confidò a un militare inglese, suo compagno di prigionia, la sua certezza profonda: «Now is the end. For me the beginning of life» – «Ora è la fine. Per me, l’inizio della vita». Dove si ama e si offre la vita per una causa di amore più grande, lì la solitudine è vinta ed è vinta la morte. Lì l’Eterno è presente con la sua accoglienza ultima e vittoriosa, che gli occhi della fede, esperti dell’Invisibile, possono riconoscere affinché il cuore si affidi.

vivicentro.it/CULTURA
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Napoli, lotta ai parcheggiatori abusivi: sgomberata l’area davanti al San Paolo

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Napoli, lotta ai parcheggiatori abusivi: sgomberata l’area davanti al San Paolo

Napoli, continuano le operazioni di controllo delle aree partenopee, per estirpare alla radice il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, che si è allargato a macchia d’olio sul territorio.Un’intera area sottratta ai parcheggiatori abusivi e restituita alla cittadinanza. Stiamo parlando di Fuorigrotta, nel piazzale antistante la curva A dello stadio San Paolo, dove da tempo agivano indisturbati i posteggiatori, dove più di trecento auto venivano fatte sistemare lungo i marciapiedi e nella zona pedonale diventata impraticabile per i cittadini.

Una volta delimitata l’area e liberata dai dieci parcheggiatori che la occupavano, gli agenti della polizia locale sono riusciti a sottrarre alla criminalità un introito di 1.500 euro a serata. Non solo, anche l’area del Parco San Paolo è stata pattugliata e sorvegliata dagli agenti che l’anno presidiata per il resto della serata. Ma non si fermeranno qui i controlli, la task force  continuerà a pattugliare le aree liberate anche nel corso dei prossimi eventi che si terranno allo stadio San Paolo, per garantire il rispetto dell’ordine e della legalità sul territorio napoletano, che soprattutto Fuorigrotta, da troppo tempo sembrava essere stato dimenticato dal Comune di Napoli. E’ sempre bello vedere un territorio restituito ai cittadini, soprattutto se nel frattempo, lo si è liberato da azioni illegali che vanno contro l’ordine pubblico e che soprattutto, non danno garanzie ai residenti e cittadini.

Napoli, arriva il programma UE contro i disastri naturali: i dettagli

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Napoli, arriva il programma UE contro i disastri naturali: i dettagli

Napoli, si chiama «RescEU» il nuovo programma lanciato dalla Commissione Europea per affrontare i disastri naturali, sostenere i Paesi ma anche migliorare la risposta e la prevenzione delle protezioni civili e degli organi competenti. Un programma voluto fortemente in agenda dal presidente Juncker e che è stato lanciato a Napoli con un workshop alla Mostra d’Oltremare dal titolo «La gestione dei disastri ambientali», che ha portato alla costituzione di una rete europea.

Il workshop ha portato al tavolo esperti europei, operatori della protezione civile, autorità locali itaiane e straniere per capire come fare rete nella prevenzioe e della risposta ai grandi disastri naturali, come terremoti, inondazioni, incendi boschivi, uragani. L’incontro è una tappa del percorso del programma della Commissione europea «RescEU» che punta a sostenere i Paesi ma anche migliorare la risposta e la prevenzione delle protezioni civili e degli organi competenti.

Sul posto numerosi delegati, provenienti da altri paesi, Grecia, Cipro e Francia. Questo programma deve raggiunger anche le imprese, come emerso durante il convegno in cui è citato l’esempio del pastificio Rummo di Benevento, devastato dalla recente alluvione del Sannio. Proprio per questo il convegno stato organizzato a Napoli da Cna e fortemente voluto dal vicepresidente nazionale Giuseppe Oliviero, il quale ha fatto una dichiarazione in merito: «Abbiamo voluto questo convegno  anche perché come Cna vogliamo aprire una rete di collegamento con l’Unione europea che possa aiutare anche le aziende su come affrontare i disastri naturali». L’obiettivo di questo programma è quello di creare una rete di protezione tra tutti i paesi.

 

Francia, giocatore viene espulso: torna in campo con fucile

E’ l’episodio accaduto in Francia

Il gravissimo episodio è avvenuto durante Saint Eloi-Baroc, giocata nel comune di Vienne: nel secondo tempo l’arbitro ha deciso di espellere Axel, giocatore guyano in forza ai padroni di casa, per un brutto fallo di reazione. Nulla di insolito, se non fosse per quello che è successo pochi minuti dopo il cartellino rosso. Axel infatti ha deciso di rientrare in campo mentre la partita era ancora in corso, per minacciare un avversario armato di fucile.

Fra lo sconcerto dei giocatori in campo e dei tifosi presenti, il 27enne è tornato sul rettangolo di gioco armato e ha subito cercato Slimane, il giocatore del Baroc con cui aveva avuto lo scontro che gli è costato il rosso, per puntargli l’arma alla tempia. La polizia è prontamente intervenuta arrestando Axel, che è stato subito denunciato da Slimane e condannato a 4 mesi di carcere con la condizionale nel processo per direttissima.

Castellammare, giovani musicisti crescono: gli studenti dell’ITI Renato Elia trionfano a Salerno

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Tra il fior fiore dei musicisti ad emergere sono i ragazzi dell’ITI Renato Elia di Castellammare di Stabia. A premiarli sarà Ciro Caravano  dei “Nero per caso”

Per il secondo anno consecutivo l’Istituto Tecnico Industriale Renato Elia di Castellammare di Stabia si distingue per la sua originalità e creatività, vincendo il contest musicale organizzato dall’Università degli Studi di Salerno “UnisaOrientainConcerto”.

Un’iniziativa promossa dal CAOT (Centro di Ateneo per l’Orientamento e il Tutorato), rivolta agli studenti provenienti dagli istituti scolastici superiori. In questo ambito trova spazio anche la musica, perché, come molti sapranno, l’Università di Salerno vanta un’orchestra propria di alto livello.

A distinguere gli stabiesi dagli altri partecipanti sono state originalità e creatività. Con “La Musica per tutti” hanno, infatti, conquistato la commissione valutatrice spiccando nella categoria “original band.

Una pubblica soddisfazione per gli studenti dell’Istituto Elia e per colui che li ha guidati durante tutto il percorso, il professore Mario Blasio. “Abbiamo puntato tutto sull’originalità, le cose scopiazzate non ci piacciono – ha affermato il docente – È il secondo anno che vinciamo e questo è un motivo d’orgoglio sia per i ragazzi che si impegnano tanto, sia per la città di Castellammare perchè emergere a Salerno, dove a partecipare c’è il fior fiore dei musicisti, non è mai facile”.

Pomeriggi interi in sala prove, la musica che unisce e appassiona, una bella realtà quella dell’Elia: “Nella nostra scuola vengono organizzate attività che consentono ai ragazzi che amano la musica, ma che magari non vogliono frequentare il liceo musicale, di poter continuare il loro percorso artistico, sperimentando sempre cose nuove e creative”, spiega prof. Attività che coinvolgono non solo gli studenti già capaci di far musica, ma anche quelli che hanno intenzione di imparare: “Chi vuole deve suonare. Per questo ‘La musica per tutti’”.

Il 16 febbraio alle ore 12:00 ci sarà la premiazione ufficiale all’Università degli studi di Salerno e a ricompensare i giovani musicisti ci sarà un ospite speciale, Ciro Caravano dei “Neri per Caso”.
Le nostre congratulazioni ai giovani talenti dell’Elia!

A cura di Luisa Di Capua

 

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Boscoreale, dramma sui binari: uomo investito dal treno della Circumvesuviana

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Boscoreale, dramma sui binari: uomo investito dal treno della Circumvesuviana

Boscoreale, continuano le vicende drammatiche legate alla questione treni in Campania.  Un uomo ferito è stato trovato questa mattina lungo i binari della Circumvesuviana, tra le fermate di Poggiomarino e Cangiani, frazione di Boscoreale, in aperta campagna. Per ora sono numerose le ipotesi, ma da una prima ricostruzione, potrebbe essere stato investito da uno dei treni che hanno percorso la linea tra ieri sera e stamattina. Ha circa 30 anni, è nordafricano e non aveva addosso documenti. Forse è stato preso di striscio mentre attraversava la strada ferrata con una bicicletta, trovata accanto a lui.

Ad accorgersi della sua presenza è stato proprio un macchinista della Circum, che stava conducendo il treno verso la stazione di Cangiani. L’uomo è stato portato in ospedale, dove verte in gravissime condizioni. Sul posto sono giunte le forze dell’ordine che stanno già investigando sull’accaduto, non tralasciando alcuna traccia. Oltre ad un incidente, infatti, potrebbe essere accaduto di tutto. I carabinieri si serviranno anche delle ipotetiche telecamere di sorveglianza che si trovano sul territorio dove è stato ritrovato l’uomo. Sta di fatto che sarà necessario, quanto meno, aspettare che l’uomo stia meglio per poter rilasciare qualche dichiarazione e per poter essere interrogato dalle forse dell’ordine, che si occuperanno del caso.

Torre del Greco, scoperti 41 milioni di euro falsi in un capannone: la vicenda

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Torre del Greco, scoperti 41 milioni di euro falsi in un capannone: la vicenda

Torre del Greco, i carabinieri della compagnia Napoli Stella, nell’ambito delle indagini e delle operazioni per contrastare la criminalità sul territorio, ed aumentarne la sicurezza, hanno arrestato per detenzione di banconote false e per detenzione di strumenti destinati alla falsificazione, A. Rivieccio, 67enne di Torre del Greco con precedenti specifici. Durante la perquisizione nella sua abitazione, poi estesa anche ai terreni circostanti, i militari hanno scoperto che in un capanno con tetto coibentato aveva depositato barili di plastica di quelli per uso alimentare con coperchio a tenuta stagna che sono risultati contenere 90 pacchi di banconote.

I militari dell’Arma hanno conteggiato banconote da 100 e 50 false per un totale di 41 milioni di di euro. Quelle da 100 euro avevano 18 numeri seriali diversi. quelle da 50 euro 12 seriali diversi.
Nei bidoni c’erano anche i clichè usati per la falsificazione: uno per fabbricare banconote da 50 euro e due per l’applicazione dei contrassegni sulle banconote da 50 euro. Su 23 fogli erano impresse le stampe di prova. Tutte le banconote e il materiale per la falsificazione è stato sequestrato.

Scherma, l’ italiano Bianchi conquista il bronzo nel fioretto, ecco il racconto!

Bianchi conquista il bronzo

Guillaume Bianchi conquista il primo podio in carriera sulle pedane di Bonn al termine della gara di Coppa del Mondo di fioretto maschile. L’azzurro delle Fiamme Gialle, che compirà 21 anni il prossimo 30 luglio, ottiene il miglior risultato nella sua giovane carriera, grazie ad una serie di successi in fila contro avversari assai quotati. Dopo aver vinto tutti i match del proprio girone nella giornata di qualificazione, il frascatano ha esordito superando per 15-13 l’italo-turco Martino Minuto, proseguendo poi piazzando la stoccata del 15-14 contro il giapponese Toshiya Saito e poi quella del 15-13 contro il bronzo olimpico di Rio2016, il russo Timur Safin. Ai quarti ha poi affrontato e superato, in rimonta, il sudocreano Ha Taegyu col punteggio di 15-12, prima di fermarsi in semifinale al cospetto del forte russo Alexey Cheremisinov che ha avuto la meglio sull’azzurro per 15-8.

Si ferma ai piedi del podio invece Lorenzo Nista che esce scofnittto per 15-8 dall’assalto contro il vicecampione olimpico in carica, lo statunitense Alexander Massialas. In precedenza, il livornese, dopo aver guadagnato il pass per il main draw nella prima giornata di gara, aveva esordito nel tabellone principale avendo la meglio, nel derby azzurro contro Valerio Aspromonte per 15-14. A seguire avea superato il francese Wallerand Roger per 15-8 e poi per 15-13 lo statunitense Race Imboden.

Si è fermato invece alle porte dei quarti di finale Andrea Cassarà. Il più esperto degli azzurri ha subìto il 15-13 dal britannico Marcus Mepstead. Stop nel turno dei 32 per Edoardo Luperi che, dopo aver superato il primo assalto di giornata, è stato superato 14-13 dal russo Timur Safin.

Erano invece usciti nel primo assalto di giornata i tre protagonisti del podio della scorsa prova di Coppa del Mondo svoltasi a Parigi: Alessio Foconi, Daniele Garozzo e Giorgio Avola.

Il primo è stato sconfitto dall’israeliano Maor Hatoel perché superato 15-8, mentre Daniele Garozzo e Giorgio Avola sono stati fermati entrambi sul 15-13 rispettivamente dal belga Stef De Greef e dal ceco Alexander Choupenitch. Sono stati eliminati nel primo turno del main draw anche Francesco Trani, sconfitto 15-9 dal sudcoreano Ha Taegyu ed Alessandro Paroli, fermato sul 15-11 dal britannico Mepstead.

Nella prima giornata di gara eranno usciti di scena invece Damiano Rosatelli e Francesco Ingargiola. Il primo era stato sconfitto 15-8 dal sudcoreano Han Dong Jin, mentre Ingargiola era stato superato col punteggio di 15-13 dal francese Jeremy Cadot.

Domani è in programma la gara a squadre con il CT Andrea Cipressa intenzionato a schierare il riconfermato quartetto azzurro iridato composto da Daniele Garozzo, Alessio Foconi, Giorgio Avola ed Andrea Cassarà.

 

COPPA DEL MONDO – FIORETTO MASCHILE – Bonn, 09-11 febbraio 2018

Finale

Cheremisinov (Rus) b. Massialas (Usa) 15-8

 

Semifinali

Cheremisinov (Rus) b. Bianchi (ITA) 15-8

Massialas (Usa) b. Cadot (Fra) 15-11

 

Quarti

Bianchi (ITA) b. Ha Taegyu (Kor) 15-12

Cheremisinov (Rus) b. Mepstead (Gbr) 15-7

Massialas (Usa) b. Nista (ITA) 15-8

Cadot (Fra) b. Rzadkowski (Pol) 15-9

 

Tabellone dei 16

Bianchi (ITA) b. Safin (Rus) 15-13

Mepstead (Gbr) b. Cassarà (ITA) 15-13

Nista (ITA) b. Imboden (Usa) 15-13

 

Tabellone dei 32

Safin (Rus) b. Luperi (ITA) 14-13

Bianchi (ITA) b. Saito (Jpn) 15-14

Cassarà (ITA) b. Mertine (Fra) 15-7

Nista (ITA) b. Roger (Fra) 15-8

 

Tabellone dei 64

Luperi (ITA) b. Tofalides (Cyp) 15-14

Bianchi (ITA) b. Minuto (Tur) 15-13

Ha Taegyu (Kor) b. Trani (ITA) 15-9

Hateol (Isr) b. Foconi (ITA) 15-8

Cassarà (ITA) b. Mathieu (Usa) 15-14

Mepstead (Gbr) b. Paroli (ITA) 15-11

Nista (ITA) b. Aspromonte (ITA) 15-14

Choupenitch (Cze) b. Avola (ITA) 15-13

De Greef (Bel) b. Garozzo (ITA) 15-13

 

Tabellone dei 64 – qualificazione

Nista (ITA) b. Borontov (Rus) 15-14

Cadot (Fra) b. Ingargiola (ITA) 15-13

Han Dong Jin (Kor) b. Rosatelli (ITA) 15-8

Paroli (ITA) b. Davis (Gbr) 15-12

Trani (ITA) b. Abe (Jpn) 15-11

 

Tabellone dei 128 – qualificazione

Nista (ITA) b. Klein (Ger) 15-8

Ingargiola (ITA) b. Ito (Jpn) 15-7

Rosatelli (ITA) b. Lechner (Aut) 15-2

Paroli (ITA) b. Fitzgerald (Aus) 15-6

Trani (ITA) b. Perelmann (Ger) 15-14

 

Fase a gironi

Francesco Ingargiola: 4 vittorie, 2 sconfitte

Edoardo Luperi: 6 vittorie, nessuna sconfitta

Lorenzo NIsta: 5 vittorie, 1 sconfitta

Francesco Trani: 4 vittorie, 2 sconfitte

Guillaume Bianchi: 6 vittorie, nessuna sconfitta

Alessandro Paroli: 5 vittorie, 1 sconfitta

Valerio Aspromonte: 6 vittorie, nessuna sconfitta

Damiano Rosatelli: 5 vittorie, 1 sconfitta

 

Classifica (246): 1. Cheremisinov (Rus), 2. Massilas (Usa), 3. Cadot (Fra), 3. Bianchi (ITA), 5. Ha Taegyu (Kor), 6. Mepstead (Gbr), 7. Nista (ITA), 8. Rzadkowski (Pol).

  1. Cassarà (ITA), 22. Luperi (ITA), 33. Garozzo (ITA), 35. Foconi (ITA), 38. Avola (ITA), 42. Aspromonte (ITA), 50. Paroli (ITA), 61. Trani (ITA), 73. Rosatelli (ITA), 87. Ingargiola (ITA)

Napoli, caso Susy Paci: per la scomparsa è indagato un suo amico partenopeo

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Napoli, caso Susy Paci: per la sua scomparsa è indagato un suo amico partenopeo

Napoli, Susy Paci, 49enne di Subbiano, Arezzo, è scomparsa, senza lasciare traccia, il 23 gennaio scorso. Per poter indagare sull’accaduto, arriveranno tra cinque giorni lavorativi, dunque non prima di giovedì, i dati relativi all’attività sui social di Susy . L’esame servirà per confutare dati ed elementi raccolti finora dalla polizia, impegnata con le indagini in particolar modo in Campania, tra Napoli e Salerno.

Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, appurata la visita ad un 45enne napoletano, secondo le risultanze degli investigatori Susy Paci, sposata e madre di due figli di 19 e 17 anni, avrebbe pianificato la fuga a tavolino, portandosi probabilmente dietro risparmi raccolti in vari mesi e facendo perdere le tracce, sia fisicamente sia virtualmente, volontariamente.

L’uomo però, che avrebbe trascorso la prima notte con Susy Paci sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati. Il provvedimento, secondo fonti vicine agli inquirenti che indagano ad Arezzo, sarebbe stato preso nei confronti del 45enne napoletano già sentito nei giorni scorsi dai pm del capoluogo campano che seguono l’inchiesta. Inoltre, per poter approfondire le indagini, sono stati sequestrati anche il telefono e altro materiale informatico.

Le ipotesi di reato, sarebbero due: sequestro di persona e occultamento di cadavere. Il tutto in attesa delle risposte che devono arrivare da facebook, instagram e twitter.

Napoli, inaugurato il parco della Longola: ecco i dettagli

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Napoli, inaugurato il parco della Longola: ecco i dettagli di un viaggio nella storia lungo 3.500 anni

Napoli, inaugurato il parco della Longola, che ha aperto le sue porte, oggi a Poggiomarino. Il Parco Archeologico sorse sull’area in cui nel 2000 fu rinvenuto il villaggio perifluviale di Longola, definito dagli studiosi «la Venezia della protostoria». A tagliare il nastro è stato il sindaco di Poggiomarino, Leo Annunziata, alla presenza della consigliera delegata ai Siti Unesco della Città Metropolitana di Napoli, Elena Coccia, l’assessore alla Formazione della Regione Campania, Chiara Marciani, e il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, che si è occupato della direzione scientifica e con il quale il Comune ha collaborato per la realizzazione.

Nel parco è stato ricostruito uno spaccato del villaggio protostorico, con la riproduzione di due capanne poste su un isolotto delimitato e isolato dall’acqua mediante palizzate; sono state inoltre realizzate strutture a supporto quali aree per laboratori, birdwatching, orti e serre didattiche, oltre alla passeggiata lungo il fiume Sarno, aree giochi e pic-nic.

A pronunciarsi al riguardo, anche il direttore generale degli scavi di Pompei, Osanna: “La scoperta e lo studio del sito di Longola hanno infatti arricchito il quadro delle conoscenze per la Campania protostorica  colmando un’importante lacuna riguardante il popolamento della valle del Sarno finora documentata per lo più da contesti funerari. Si tratta di un giacimento archeologico fondamentale per la ricostruzione delle dinamiche insediative nelle fasi che hanno preceduto la nascita di Pompei.”

Volley, il Club Italia è super! Battuta Trento al tie break, ecco il commento del match

Ecco il racconto del match

Il Club Italia batte Trento al tie break e conquista la sua settima vittorie nelle ultime otto gare. Ecco il commento della gara a cura della Federazione di Volley: Club Italia CRAI femminile di lusso al Centro Pavesi: nell’anticipo della settima giornata di Serie A2 la squadra della Federazione Italiana Pallavolo supera al tie break la Delta Informatica Trentino, cogliendo la sua settima vittoria nelle ultime 8 gare di campionato. L’andamento della partita rischiava di alimentare i rimpianti delle azzurre, che si erano viste annullare un set point nel primo parziale (chiuso sul 24-26) e non avevano sfruttato un ampio vantaggio (21-17) nel quarto; il tie break però è stato una prova di forza della formazione di casa, che a cavallo del cambio di campo ha piazzato la fuga decisiva del 12-6 per poi chiudere 15-9.
Grande prestazione da parte di tutte le azzurre, che hanno approcciato la gara in grande stile in attacco e ricezione, ma a partita in corso hanno trovato grandi risposte anche dal muro (12 punti) e dalla difesa; praticamente perfetto il tie break, con un solo errore in tabellino. Ancora una volta sopra le righe Sylvia Nwakalor con 25 punti e il 58% in attacco; prova eccellente anche per Rachele Morello in regia e Chiara De Bortoli in seconda linea. Decisivo, nel quinto set, il turno di servizio del capitano Marina Lubian. La Delta Informatica, che ha avuto in Bernadett Dekany la sua miglior realizzatrice (21 punti), è stata trascinata fino all’ultimo anche da Silvia Fondriest, protagonista con l’85% in attacco.
Grazie a questo successo il Club Italia CRAI si porta provvisoriamente al nono posto in classifica, in attesa delle partite di domenica. Dopo la pausa per le finali di Coppa Italia, le azzurre torneranno in campo mercoledì 21 febbraio, sempre al Centro Pavesi, contro la LPM Bam Mondovì.

La cronaca:
Buon pubblico al Centro Pavesi con una rappresentanza di tifosi anche da Trento. Il Club Italia CRAI conferma la formazione scesa in campo a San Giovanni in Marignano: in posto 4 ci sono Omoruyi e Pietrini, al centro Fahr e Lubian. La Delta recupera tra le titolari Dekany, in diagonal e con Michieletto.
Avvio di gara all’insegna dell’equilibrio: Trento è la prima a staccarsi sul 4-6, ma il Club Italia pareggia subito e piazza il break del 10-7 sul servizio di Lubian. Il muro di Kiosi riporta le ospiti in parità sul 14-14 e si torna a lottare punto a punto: Fondriest ferma Lubian per il 16-17, ma Pietrini e l’errore di Kiosi regalano il 20-18 che costringe Negro al time out. Nuovo pareggio trentino con Dekany (21-21) e finale allo sprint: sul 23-23 è Lubian a procurarsi il primo set point, ma Dekany lo annulla e ne guadagna a sua volta uno, che Kiosi trasforma con l’appoggio vincente del 24-26.
La reazione del Club Italia non si fa attendere: in apertura di secondo set le padrone di casa volano subito sul 4-0 e poi sul 6-1 con Fahr. Nwakalor a muro sigla il 12-6, Trento si gioca i due time out e prova a rientrare (15-12) ma viene respinta da Omoruyi per il 18-13. Il servizio di Moncada procura ancora un brivido alle azzurre (20-17), che però restano saldamente avanti con Pietrini e si conquistano il set point sul 24-19 con un muro di Lubian: è ancora Pietrini a chiudere riportando in parità il conto dei set.
Il Club Italia parte fortissimo anche nel terzo set, portandosi sul 5-1 con Fahr e Pietrini; Trento inserisce Fucka per Moretto, ma una Nwakalor in grande spolvero trascina le azzurre fino all’8-2. La Delta accorcia le distanze con Dekany, prima sul 9-6 e poi sul 10-8, ma Fahr a muro scava di nuovo il break del 13-8. Dal 16-11, siglato ancora da Fahr in collaborazione con Pietrini, Trento riesce a riportarsi sul 16-14 con il servizio di Michieletto; Bellano ferma il gioco, ma al rientro Dekany e Michieletto completano la rimonta per il 16-16. Entra Mangani per Omoruyi, è però Dekany a regalare il break alle ospiti (17-19); ci pensa Pietrini a raddrizzare la situazione. Le due squadre arrivano in perfetta parità sul 22-22, poi Omoruyi e Nwakalor si procurano due set point e, dopo il time out chiamato dalla Delta, Kiosi spedisce out l’attacco del 25-22.
Come i set precedenti, anche il quarto si apre con un break azzurro: Fahr è protagonista per il 5-2 e Morello piazza il muro vincente del 9-5. Nelle file di Trento entra Fiesoli per Michieletto e proprio l’ex azzurra riporta sotto le ospiti (11-10), ma un gran muro di Nwakalor riporta avanti il Club Italia (14-11) che allunga ancora con l’ace di Fahr: 16-12. Pietrini (18-15) conserva il prezioso vantaggio delle azzurre, che con Fahr e Nwakalor si portano sul 21-17; da qui però le ospiti recuperano ancora con Fondriest, fino a completare la rincorsa sul 22-22 con un ace di Carraro. Sul 23-23 è nuovamente Fondriest a conquistare il set point, annullato da un muro di Lubian. Ai vantaggi però la Delta si procura altre due chance e sfrutta la seconda grazie all’errore di Omoruyi: 25-27.
Nel tie break Trento, che conferma Fiesoli tra le titolari, scatta meglio dai blocchi con la scatenata Fondriest: 2-4. Il Club Italia però recupera subito con Pietrini e, trascinato da De Bortoli e Lubian, si stacca a sua volta sul 7-5; dopo il cambio di campo, un devastante turno di servizio di Lubian (che firma anche un ace) consente alle azzurre di allungare fino al 12-6. La Delta non riesce più a rientrare e al secondo match point l’errore in battuta di Moro chiude la contesa: 15-9.

I commenti:
Massimo Bellano (all. Club Italia CRAI): “Sono molto contento di quello che abbiamo fatto dal secondo set in poi, peccato per il primo che abbiamo un po’ regalato. Rispetto alle altre partite abbiamo fatto molto bene anche in battuta, mentre a muro abbiamo preso le misure in corsa soprattutto a Dekany, che all’inizio ci aveva messo in difficoltà. Già da qualche tempo la squadra è più stabile: sbagliamo meno e quindi costringiamo gli avversari ad aspettare meno i nostri errori e prendere più iniziative, questo è il primo step che volevamo raggiungere. Dobbiamo però diventare ancora più solidi e quadrati e chiudere prima queste partite.”
Rachele Morello (Club Italia CRAI): “Siamo davvero soddisfatte, volevamo riscattare la sconfitta dell’andata e l’abbiamo fatto, anche se con fatica. Anche oggi ci siamo fatte scappare qualche errore che si poteva evitare, però Trento è stata brava ad alzare il ritmo in battuta e metterci sotto pressione”.

Club Italia CRAI-Delta Informatica Trentino 3-2 (24-26, 25-19, 25-22, 25-27, 15-9)
Club Italia CRAI:
Fucka T. ne, Malual, Morello 2, Lubian 11, Cortella, Pietrini 17, Omoruyi 7, De Bortoli (L), Tonello (L) ne, Turco ne, Fahr 14, Nwakalor 25, Mangani 1, Bulovic ne. All. Bellano.
Delta Informatica Trentino: Carraro 1, Michieletto 9, Fondriest 12, Moro, Fucka R. 1, Kiosi 15, Zardo (L), Moncada 5, Dekany 21, Antonucci ne, Fiesoli 3, Moretto 3. All. Negro.
Arbitri:
Guarneri e Cavicchi.
Note: Spettatori 300 circa. Club Italia: battute vincenti 2, battute sbagliate 12, attacco 44%, ricezione 61%-45%, muri 12, errori 33. Trento: battute vincenti 7, battute sbagliate 16, attacco 40%, ricezione 62%-39%, muri 7, errori 37.

Avellino, ragazzo picchiato e legato ad un albero: arrestato l’aguzzino 19enne

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Avellino, ragazzo picchiato e legato ad un albero: arrestato l’aguzzino 19enne

Avellino, i carabinieri hanno arrestato un 19enne accusato di sequestro di persona, estorsione, lesioni personali, furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, con l’aggravante di essersi avvalso, nella consumazione del reato, della collaborazione di un altro ragazzo, a sua volta minorenne. I fatti risalgono ai primi di febbraio. Un ragazzo di 18 anni di Altavilla Irpina  fu ritrovato dolorante e con varie escoriazioni al volto. Il ragazzo riferì  di essere stato legato a un albero e malmenato da due suoi conoscenti. All’epoca dei fatti non si sapevano le motivazioni. Inizialmente fu detto che era un pareggio di conti, in quanto il ragazzo picchiato, non aveva pagato un debito di 25 euro. Attualmente invece i fatti si conoscono: il ragazzo fu picchiato per una dose di cocaina non pagata. Il 18enne fu colpito dai suoi aguzzini con delle mazze di legno. Non solo, dopo avergli legato le mani dietro la schiena, i due gli infilarono un manicotto da moto in bocca, bloccandolo con del nastro adesivo, per impedirgli di chiedere aiuto e, dopo aver fumato uno spinello, lo legarono a un albero in un noccioleto. Finalmente l’aguzzino 19enne è stato arrestato.

Favino porta «La notte poco prima della foresta» all’Ariston, ed è emozione (VIDEO)

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Favino, con le lacrime agli occhi, ha recitato «La notte poco prima della foresta» (La nuit juste avant les forêts, tratto dal dramma di Bernard-Marie) sul palco dell’Ariston

Il monologo di Favino che ha emozionato Sanremo 2018

Niente musica, il palco è buio: uno dei momenti più emozionanti del Festival di Sanremo è il monologo di Pierfrancesco Favino, che ha portato all’Ariston un brano da «La notte poco prima della foresta» del drammaturgo francese Bernard-Maria Koltès.

https://www.youtube.com/watch?v=Hcm4BixLjeQ

Il monologo

Impiantato come un monologo rappresentato da un personaggio maschile, è un atto unico scritto nel 1977: debutta al Festival di Avignone con protagonista Yves Ferry quello stesso anno ma il successo arriva quattro anni dopo, a Parigi. In Italia sbarca solo nel 2001, torna poi in scena anche nel 2010. Una curiosità: il titolo originale è «La nuit juste avant les forets», il titolo corretto in italiano sarebbe quindi «La notte poco prima delle foreste». Se spesso usiamo invece «La notte poco prima della foreste» è perché nella sua prima traduzione in lingua italiana, nel 1990, è stata scelta questa forma.

La storia

Il protagonista è un giovane che cerca in tutti i modi di trattenere uno sconosciuto incontrato per caso su un marciapiede, una sera in cui si sente solo. Il giovane non è del luogo, sembra uno straniero. Allo sconosciuto racconta il suo mondo: una periferia dove piove, un posto dove ci si sente estranei, dove non si lavora più. Un mondo notturno che attraversa per fuggire, senza girarsi indietro. Ma parla anche dell’amore e di come di questo non si possa parlare se non a uno sconosciuto come quello che ha appena incontrato.

Perché Favino lo ha scelto

La pièce è molto amata da Favino, che proprio quest’anno lo ha portato in scena al teatro Ambra Jovinelli. In una recente intervista al Corriere ha spiegato di essere «innamorato di questo testo perché Koltès sceglie di non dare risposte e le sue parole creano immagini, emozioni… direi che è più vicino alla musica. Racconta una storia che riguarda tutti, il bisogno estremo degli altri, dello stare insieme e, al tempo stesso, l’insofferenza dello stare insieme». Ha poi sottolineato l’importanza del monologo, «un mettersi veramente a nudo nei confronti del pubblico: ci sono io e gli spettatori in sala». Forse per questo mentre lo recitava, durante la finale di Sanremo, aveva le lacrime agli occhi.

vivicentro.it/SPETTACOLIRADIO NEWS
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corrieredellasera/Il monologo di Favino che ha emozionato Sanremo 2018 di Greta Sclaunich

Il Procida continua a volare,2-3 al Poggiomarino il sogno play off continua

Il Procida di mister Giovanni Iovine continua a volare: sesta vittoria consecutiva . Espugnato il campo del Poggiomarino per 3-2 ,il sogno play off continua…

I ragazzi di Iovine e Lubrano portano a casa 3 punti di estrema pesantezza su un campo difficile come quello del Real Poggiomarino e dimostrano ancora una volta di saper lottare e tenere testa a qualsiasi avversario. I biancorossi rifilano la 6° vittoria nelle ultime 7 gare e proseguono la loro volata verso la zona alta della classifica.
La partita. Al 7’ primo squillo dei padroni di casa con Falco che calcia ma vola Lamarra a dire di no. Al 10’ rispondono gli ospiti con Costagliola A. che imbecca Cibelli che però non trova la conclusione dall’interno dell’area di rigore. Al 13’ vanno in vantaggio i padroni di casa con Lucarelli che si libera dal limite dell’area di rigore e calcia col destro, pallone che si infila sotto la traversa, non può nulla Lamarra. Al 15’ ci prova Micallo da distanza lunghissima ma para il portiere di casa. Al 20’ bellissima azione degli ospiti con Lubrano V. che dialoga con Parascandolo che di tacco serve nuovamente il suo terzino che crossa per Cibelli ma non si concretizza poi l’azione. Al 30’ riacciuffano il risultato gli isolani, con l’1-1 siglato da un bellissimo tiro dal limite dell’area di rigore di Ciro Saurino che sfrutta l’assist di Russo e disegna un arcobaleno col pallone che va a infiliarsi nel sette della porta difesa da Prete. Al 32’ ancora il Procida pericoloso ancora con Saurino che questa volta trova bene il tempo per staccare di testa, incornata che finisce di pochissimo fuori dallo specchio della porta. Al 37’ la ribalta il Procida con un rigore procurato da una buona azione di Mammalella. Sul dischetto va il capitano biancorosso Micallo che trasforma con freddezza e porta i suoi sull’ 1-2. Termina il primo tempo con gli ospiti in vantaggio.
La seconda frazione di gioco si apre con i padroni di casa vogliosi di reagire allo svantaggio ma il Procida si difende bene e stringe i denti a difesa del risultato. Al 53’ Lucarelli calcia al volo trovato sul secondo palo ma Boria si immola in traiettoria e respinge il tiro sventando il pericolo. Al 60’ l’arbitro Nappo di Ercolano indica il dischetto, questa volta è rigore per i padroni di casa che raggiungono il 2-2 con la trasformazione di Agnello. AL 68’ Cibelli sfugge sulla fascia e crossa per Lubrano P. che è pronto a colpire a porta sguarnita, ma il difensore casalingo ci mette il piede ed anticipa sul più bello. Al 70’ la partita si fa agguerrita ed equilibrata con entrambe le squadre che vogliono la vittoria, Al 78’ c’è un’ottima incursione di Paolo Lubrano che si infila in area di rigore e serve Cibelli che riceve in area di rigore si sposta il pallone sul sinistro e calcia un siluro che si infila sotto la traversa, è 2-3 per il Procida che non molla un attimo e porta nuovamente la partita sui suoi binari. Il match prosegue con il Procida che lotta e suda fino all’ultima goccia di sudore per proteggere il risultato e portare i 3 punti sull’isola, i padroni di casa provano a riacciuffarla e si avvicinano in un paio di occasioni ma senza mai impensierire seriamente. L’arbitro concede 5 minuti di recupero e proprio in pieno recupero il Poggiomarino sfiora il pareggio con un inserimento di un giocatore in maglia gialla che colpisce di testa ma non inquadra lo specchio della porta. Termina dunque 2-3 il match dello Stadio “Europa” di Poggiomarino. I ragazzi di Iovine e Lubrano portano a casa 3 punti di estrema importanza per classifica e morale e per dare un ennesimo segnale al campionato che il Procida non molla davvero mai.
REAL POGGIOMARINO: Prete, Falco, Nunziata (46’ Perone), Aufiero (73’ Crisantemo), Parlato, Cangianiello (80’ Balzano), Casalino (51’ Suarato), De Rosa, Guadagno, Agnello, Lucarelli.
A disposizione: Coticelli, Acanfora, Cozzolino. Allenatore: Teta Angelo.
PROCIDA CALCIO: Lamarra, Boria, Micallo, Russo, Lubrano V., Mammalella (89’ D’Orio), Saurino, Muro (80’ Barone), Costagliola A., Cibelli, Parascandolo (65’ Lubrano P.).
A disposizione: Telese, Vanzanella, Annunziata, Verde. Allenatore: Iovine Giovanni – Lubrano Biagio.
ARBITRO: Francesco Nappo di Ercolano.
ASSISTENTI: Andrea Fortunato di Frattamaggiore – Mario Columbro di Ercolano.
Ammoniti: Russo, Cibelli (Procida Calcio); De Rosa (Real Poggiomarino).
Reti: 13’ Lucarelli, 30’ Saurino, 37’ Micallo, 60’ Agnello, 78’ Cibelli

Gazzetta: “Questo Napoli è veramente imbattibile, ma Sarri protesta platealmente”

Il Napoli vince e convince!

Il Napoli batte la Lazio e torna in vetta alla classifica. Vittoria importantissima quella degli uomini di Sarri, dopo un primo tempo negativo. Ecco cosa scrive l’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport: “Sconvolgente. Ecco, perché questo Napoli è davvero imbattibile. È talmente forte che concede agli avversari il gol iniziale per poi superarli senza alcuna pietà. È la settima volta che succede. Era capitato contro il Bologna, con il gol di Palacio dopo 30 secondi di gioco. È successo ieri sera, con la rete di De Vrij, subita al terzo minuto. Così il contro sorpasso sulla Juve, scappata in testa alla classifica dopo la vittoria di Firenze, è un dato di fatto. Se l’è goduta a metà, la notte magica del San Paolo, Maurizio Sarri. Un tempo l’ha vissuto nella sua area tecnica, a sbracciarsi e protestare, talvolta platealmente. Un comportamento reiterato più volte, fino a quando Banti nei minuti di recupero del primo temo, non l’ha espulso”

 

CdM: “Tonelli ha mostrato molte incertezze. Spesso si fa trovare in ritardo”

Ecco il giudizio sull’ ex centrale di difesa dell’ Empoli

Lorenzo Tonelli torna dal primo minuto dopo tanto tempo a causa degli improvvisi infortuni di Albiol e Chiriches. L’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno, però non giudica positiva la prestazione dell’ ex centrale difensivo dell’ Empoli, il quale secondo il quotidiano ha mostrato molte incertezze in occasione del momentaneo vantaggio della Lazio con De Vrij:

Tonelli 5 – Torna dopo tredici mesi in campo da titolare e mostra molte incertezze. Sul primo gol non stringe la marcatura e si fa infilare da De Vrij. In altre occasioni si fa trovare in ritardo e alto sulla linea dei difensori”.

Salerno, arriva Di Maio: prova di forza nella città di De Luca

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Salerno, arriva Di Maio: prova di forza nella città di De Luca

Salerno, arriva Luigi Di Maio nella città, nel fortino di De Luca Jr.Chissà che non possa essere la volta buona per fissare la data di un confronto tra Luigi Di Maio e De Luca.  Del resto, l’ultimo a lanciare il guanto di sfida all’aspirante premier del M5S è stato Piero, in corsa per Montecitorio nel collegio uninominale di Salerno. E chissà che oggi, nella tappa del Rally tour che tocca il Grand Hotel Salerno alle ore 10, il leader del movimento non decida davvero di accettare. Questa sarà anche l’occasione per presentare alla città di Salerno tutti i candidati.

Viaggerà molto Di Maio, da Napoli a Vallo della Lucania, passando per Battipaglia, Agropoli e Castellabate: la squadra dei cinque stelle in capo per le politiche del 4 marzo, come del resto tutte le coalizioni in gara, non si sta risparmiando e stanno cercando di far conoscere i loro candidati e il loro programma politico. I candidati stanno battendo a tappeto i centri del salernitano, ognuno concentrandosi nel suo collegio. Camminano per le strade, entrano nei negozi, si recano nei mercati rionali, nei condomini e nelle case delle persone che vogliono aprire loro la porta. Questa è un’iniziativa ribattezzata «Il M5S a casa tua»,  Una campagna elettorale fatta porta a porta, che richiama sicuramente il tradizionale modo di fare politica, ma che dall’altra parte non manca di essere ricordata sui social,  attraverso video e dirette social su Facebook e pure su Instagram.

Castellammare di Stabia, uno stabiese corre per il Senato come candidato M5S

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Castellammare di Stabia, Vitiello corre per la Camera come candidato M5S

Castellammare di Stabia, ecco l’identità del candidato stabiese che correrà per il Senato della Repubblica. Si tratta di un vero e proprio massone da qualche settimana  candidato in Campania con il Movimento 5Stelle: è Lello Vitiello, «Oratore» della loggia napoletana, «Sfinge», la numero 1.283 aderente all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia. Penalista stabiese, figlio d’arte del noto avvocato penalista Salvatore Vitiello, precedentemente candidato alle elezioni comunali di pochi anni fa, come Sindaco della città delle acque.

Eppure, secondo quanto rilasciato dal leader Luigi Di Maio,  almeno per coloro che erano chiamati a partecipare alle parlamentarie, nel regolamento grillino era espressamente vietata l’appartenenza a logge massoniche. Invece Vitiello sarebbe stato inserito nel collegio uninominale di Campania 3 direttamente dal direttorio. Ma l’ultima parola spettava infatti a Luigi Di Maio. Infatti proprio fino a pochi giorni fa era stato proprio Di Maio ad assicurare che non ci sarebbero stati «grembiulini» tra i candidati. «Chi è iscritto alla massoneria diceva il candidato premier M5s appena pochi giorni non si può candidare con il Movimento 5 Stelle». Non è andata proprio così. Nei grillini, tra gli aspiranti ad un seggio in Parlamento, almeno un massone c’è, ed è stabiese.