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CorSport: “Saranno 1200 i tifosi del Napoli a Lipsia, pronti a sostenere Hamsik e compagni”

Arriveranno a Lipsia circa 1200 napoletani che credono nella remuntada

Sarà difficile, ma i tifosi del Napoli ci credono e sono pronti ad invadere Lipsia. In Germania dell’ Est, secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport ne saranno in 1200, ecco che scrive il quotidiano: “E’ un’impresa, per qualcuno anche piuttosto disperata considerando il differente grado motivazionale delle due squadre, però evidentemente i tifosi del Napoli non hanno alcuna intenzione di abbandonare Hamsik e compagni al proprio destino. Proprio così: gli azzurri avranno un seguito piuttosto nutrito anche domani a Lipsia. Anzi, considerando il 3-1 di partenza in favore dei tedeschi maturato nell’andata dei sedicesimi al San Paolo, la distanza, il freddo e la predilezione assoluta per il campionato, verrebbe da dire un seguito eccezionale: mille e duecento tifosi o giù di lì. Una mini invasione inaspettata che conterà sia sull’apporto dei sostenitori già partiti o in partenza da Napoli, sia su quello dei napoletani residenti al Nord, in Germania e nei Paesi europei limitrofi. La chance di godersi una partita della propria del cuore, del resto, è imperdibile per chi vive lontano. E per gli altri, beh, è ottima anche l’occasione di visitare una tra le più belle e vive città tedesche”.

Avellino, la Guardia di Finanza nell’ultimo mese ha sequestrato 210 kg di sigarette di contrabbando

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Ecco il comunicato della Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza di Avellino ha sequestrato negli ultimi mesi circa 210 kg di sigarette di contrabbando, che avrebbero potuto fruttare fino a 40 mila euro. Ecco il comunicato della Guardia di Finanza: Nel corso della quotidiana attività di controllo economico del territorio, le Fiamme gialle irpine hanno potuto accertare, a partire dalla fine dello scorso anno, un preoccupante incremento del contrabbando di sigarette soprattutto sulle tratte stradali che collegano la Campania alla Puglia, facendo diventare nuovamente il territorio avellinese, e soprattutto il capoluogo, un crocevia di questo traffico illecito, come già accadeva alla fine degli anni ’90. I militari della sezione mobile del nucleo polizia economico-finanziaria di Avellino, pertanto, a seguito di un’intensificazione dei servizi anticontrabbando, disposta dal sovraordinato comando provinciale dallo scorso novembre, hanno denunciato alle competenti autorità giudiziaria 5 soggetti, di cui uno di nazionalità rumena, e sequestrato 210 chili di tabacchi lavorati esteri di contrabbando (pari a 10.500 pacchetti), che all’atto della “vendita al minuto” avrebbero potuto fruttare fino a 40.000 euro e tre automezzi utilizzati per trasportare le sigarette. Tra i generi sequestrati, oltre a noti marchi presenti nelle tabaccherie, come Marlboro, Diana e Chesterfield, sono state rinvenute anche le cosiddette “cheap white”.

Si tratta di prodotti da fumo fabbricati legalmente ed a costi bassissimi nell’est Europa e nel medio Oriente ed in quei paesi direttamente acquistati dalle organizzazioni contrabbandiere. Hanno pacchetti molto simili a quelli di brand più conosciuti ma non sono ammesse alla vendita all’interno dell’Unione Europea poiché non rispondenti agli standard previsti dalla normativa vigente. Infatti queste sigarette sono molto pericolose per la salute visto che non sono sottoposte a nessun controllo di qualità nelle zone di produzione e perché possono contenere sostanze, quali il catrame e la nicotina, in livelli ben superiori ai parametri minimi previsti dalle disposizioni comunitarie. Inoltre sui pacchetti le “avvertenze per la salute” (“il fumo uccide”, “il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno”) non sono indicate in lingua italiana ma in altre lingue se non addirittura utilizzando il carattere cirillico. Le attività di servizio svolte testimoniano il costante presidio esercitato dal corpo sul territorio irpino a salvaguardia delle leggi ed al contrasto di un fenomeno connotato da forte pericolosità sociale e che nuoce sicuramente anche alla salute dei cittadini.

Rischio di cyber attacchi. “Dall’estero interferiranno: Mala Tempora currunt”

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I Servizi di intelligence lanciano un nuovo allarme in vista delle elezioni. “Dall’estero interferiranno” per destabilizzare le operazioni di voto e per questo sarà predisposto un cyber scudo contro gli attacchi digitali.

In campo un cyber scudo contro gli attacchi digitali per controllare il voto all’estero

La relazione dei servizi segreti italiani: dal web i pericoli peggiori

ROMA – Un panorama di minacce, rischi, aggressioni. Non potrebbe essere altrimenti per una Relazione come quella dei servizi segreti. È insito nel mestiere dello 007 vedere il pericolo laddove altri non lo percepiscono. Avverte dunque Paolo Gentiloni: «Nel 2018 il contesto è quello dell’imprevedibilità geopolitica, su cui l’intelligence si cimenterà».

Prima cruciale scadenza, il voto del 4 marzo. Si temono interferenze dall’estero, specie attraverso i siti Internet, i social, le false notizie. «Gli strumenti cyber – avverte il direttore generale dei servizi segreti, Alessandro Pansa – possono svolgere un ruolo nel periodo elettorale ed è per questo che i servizi di intelligence sono particolarmente attenti. È a disposizione la nostra capacità e la nostra organizzazione per evitare che le attività di propaganda e di votazione subiscano conseguenze negative».

Naturalmente non si può sottovalutare il rischio del terrorismo internazionale. «L’Isis – dice il prefetto Pansa – ha subìto pesanti sconfitte sul piano militare e si è ridotto ulteriormente nella sua dimensione territoriale e finanziaria, ma potrebbe essere ancora in grado di colpire l’Europa. Anche con cellule ben addestrate». È stato notato che la propaganda del Califfato, in forme più criptate che in passato, sminuisce la rilevanza delle sconfitte sul terreno, esaltando per contro la retorica del martirio. «In coerenza, l’organizzazione ha progressivamente enfatizzato la rilevanza della jihad individuale non mancando di fornire indicazioni per azioni terroristiche da realizzare con il ricorso a strumenti di uso comune: armi da taglio e da fuoco, veicoli, esplosivi di fabbricazione artigianale, sostanze nocive di facile reperibilità utili a contaminare cibi, bevande e riserve idriche». Nè è il caso di sottovalutare il pericolo di un ritorno del terrorismo interno.

L’allarme più marcato viene però dalla rinnovata conflittualità tra Stati. Gentiloni sottolinea che nel Mediterraneo «è percettibile il ritorno a posture nazionalistiche che possono generare tensioni e degenerare in escalation». L’Italia rifiuta nazionalismi e protezionismi. Però c’è un però. «Siamo lontani mille miglia da chi interpreta la difesa dei propri interessi in modo ostile ai vicini (un riferimento alla Turchia che blocca la nave dell’Eni? nda). Ma non vuol dire che siamo anime belle che ignorano la tutela dei propri interessi nazionali».

VOTO BIS. Il piano di Mattarella, evitare di tornare subito alle urne

Mala tempora currunt: le mosse di Mattarella per evitare il voto bis

Il monito degli 007 italiani  

Anche il voto del 4 marzo potrebbe essere turbato da un’attività indebita attraverso il cyberspazio. Perciò sono all’opera le agenzie di intelligence e soprattutto il Nucleo per la Sicurezza Cibernetica. «Gli strumenti di telecomunicazione e cyber possono svolgere in un periodo elettorale un ruolo e noi siamo particolarmente attenti», avverte il direttore del Dis, Alessandro Pansa.

Parlare di cyberspazio non è più un capriccio di futurologi, insomma. Attraverso Internet passano molte delle nuove minacce. «Difendere lo spazio informatico è difendere il proprio spazio nazionale», scandisce perciò il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nel presentare la Relazione annuale del servizi segreti al Parlamento. Gli fa eco Pansa: «L’universo cyber continua a essere un mondo con il quale ci dobbiamo confrontare sempre di più, perché sarà onnicomprensivo».

Interferenze straniere

Il pericolo di interferenze straniere, via Internet, è un tema all’attenzione del governo. Già nel corso del 2017 si sono evidenziati a livello nazionale e internazionale episodi inquietanti. Le chiamano «campagne di influenza» e spesso prendono avvio con la diffusione online di informazioni trafugate mediante attacchi cyber, ma mirano a condizionare l’orientamento delle opinioni pubbliche «specie quando queste ultime sono state chiamate alle urne».

Tali campagne di influenza, che un tempo erano portate avanti attraverso piccoli giornali sovvenzionati allo scopo, con l’irrompere di Internet hanno fatto un gigantesco salto di qualità. «Hanno dimostrato di saper sfruttare, con l’impiego di tecniche sofisticate e di ingenti risorse finanziarie, sia gli attributi fondanti delle democrazie liberali, sia le divisioni politiche, economiche e sociali dei contesti d’interesse».

L’obiettivo di questi attacchi che portano il marchio di fabbrica degli Stati, secondo gli 007 è il medesimo di sempre: «Introdurre elementi di destabilizzazione e minare la coesione». Ma ora questi attacchi hanno una forza e invasività inimmaginabili. Di qui, l’allarme: «Lo strumento cibernetico è destinato a divenire sempre di più un agevolatore di attività di influenza, realizzate attraverso la manipolazione e la diffusione mirata di informazioni preventivamente acquisite attraverso manovre intrusive nel cyber-spazio, così da orientare le opinioni pubbliche, fomentare le tensioni socio-economiche, accrescere l’instabilità politica dei Paesi dell’area occidentale, all’atto dell’adozione di decisioni strategiche, ritenute dall’attore ostile sfavorevoli ai propri interessi».

Blitz e virus

Alle campagne di influenza fa da pendant il cyber-spionaggio. «Le azioni di spionaggio digitale registrate nel 2017 – si legge nella Relazione – sono state finalizzate, più che all’acquisizione di know-how pregiato e piani industriali delle eccellenze imprenditoriali nazionali, a guadagnare posizioni di forza in sede di negoziazione di accordi di natura politico-strategica». È una nuova frontiera che preoccupa molto il direttore dei servizi segreti. «Il cyber-spazio è divenuto terreno di confronto, se non addirittura di scontro geo-politico tra gli Stati».

Nel vasto mondo cyber c’è poi da fronteggiare l’aggressività dei cosiddetti «gruppi hacktivisti» (vedi le operazioni «OpSafePharma» contro gruppi farmaceutici e «OpGreenRights» contro imprese energetiche, comprese realtà impegnate nel fotovoltaico e altre forme di energia pulita), dei cyber-criminali (quelli che usano software malevoli che si impadroniscono del computer e chiedono un riscatto per sbloccarlo, vedi il virus «WannaCry»), o di gruppi islamisti. Interessante il tentativo del Califfato, il 30 giugno scorso, quando ha inondato un noto servizio di messaggistica istantanea per avvisare i sostenitori che la notizia della fine del Califfato, annunciata dalle autorità irachene dopo la riconquista di Mosul, era da ritenersi falsa. Purtroppo per loro la realtà era più forte della propaganda.

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lastampa/In campo un cyber scudo contro gli attacchi digitali per controllare il voto all’estero FRANCESCO GRIGNETTI

L’ intervento di Brumotti è stato decisivo: smantellata la piazza di spaccio al Rione Traiano

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Dopo l’ intervento dell’ inviato di Striscia, i poliziotti hanno smantellato la piazza di spaccio

Dopo l’ intervento dell’ inviato di Striscia la Notizia, Vittorio Brumotti nel Rione Traiano di Napoli, la piazza di spaccio incriminata è stata smantellata. Infatti il biker aveva mostrato un bunker e un sistema di video sorveglianza di ultima generazione. Dopo essere stato riconosciuto sono volati insulti e pietre verso la macchina dell’ inviato del programma di Antonio Ricci. A protezione di Brumotti sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato della sezione Falchi, i quali si sono accorti delle telecamere ed hanno iniziato a smantellare questa piazza di spaccio, rimuovendo le telecamere e denunciando un uomo per video sorveglianza non autorizzata.

CorSport: “Ghoulam la prossima settimana sarà a Villa Stuart. E’ consapevole che la sua stagione è finita”

Il calciatore è atteso dal Prof. Mariani

Quest’ anno la sfortuna si è abbattuta su Faouzi Ghoulam. Il difensore azzurro sembrava aver recuperato l’ infortunio rimediato nella gara di Champions League con il Manchester City, ma questa volta a fare crack è stata la rotula. Ecco quanto scrive su di lui l’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport: “Ghoulam è atteso dal professor Mariani la prossima settimana ed è comunque (quasi) consapevole che la sua stagione sia finita: per la frattura della rotula potrebbe non bastare un mese, e la speranza di poterlo aspettare almeno per l’ultimo mese e mezzo è andata scemando e ha costretto a una inversione a U: indietro, a sinistra, chiaramente”.

CorSport: “Koulibaly e Callejon sono da record, ecco per quale motivo”

Ecco cosa scrive il quotidiano su Koulibaly e Callejon

Il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly e l’ esterno Josè Maria Callejon sono nella top 20 dei calciatori che hanno giocato di più nei maggiori campionati europei. L’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, li ha elogiati attraverso un articolo. Ecco uno stralcio:

“Koulibaly è un muro, con una serie già enorme di partite giocate: trentaquattro volte con il Napoli (una assenza in campionato, per carineria forse, con il Sassuolo), mai una panchina, mai una sostituzione, mai una espulsione, tre cartellini gialli in campionato, uno in Coppa Italia e qualche marachella soltanto in Champions (fuori per squalifica, contro lo Shakhtar).

Callejon? Trentasei su trentasei sanno di record, per un’ala (come si usava dire una volta) capace di inventarsi varie vite (pure il falso nueve) e di concedere nove gol e nove assist. Callejon è per sempre e da Benitez a Sarri nulla è mutato: cinquantadue presenze nella prima stagione (e trentasette in campionato), cinquantanove nella seconda (e il pienone in serie A), quarantasette nella terza e quarantanove nella quarta. Callejon è il collante tra le due fasi, è una variabile impazzita da usare secondo le esigenze di un copione che lo spagnolo riesce a rimodellare secondo le esigenze del Napoli”.

Spalletti: “Sarri e Allegri meriterebbero entrambi di vincere lo scudetto, ecco perchè”

Ecco le parole di Spalletti

Il tecnico dell’ Inter, Luciano Spalletti ha rilasciato una lunga intervista all’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport. Ecco uno stralcio:

Chi vincerà lo scudetto tra Allegri e Sarri? 

«Bello questo testa a testa… E’ come il ruggito sempre più potente di due leoni che lottano per diventare il re del campionato. Allegri e Sarri meriterebbero entrambi lo scudetto. Come squadra la Juventus, anche se ha vinto 6 scudetti di fila, non ha la presunzione di essere meglio degli altri, ma il Napoli ha la forza del suo gioco e quindi l’autostima di non sentirsi inferiore a nessuno».

Realisticamente quando l’Inter potrà colmare il gap con la Juventus e il Napoli? Uno, due o tre anni? 

«Quando riusciremo ad avere la stessa continuità di risultati che per il momento è molto differente. Il tempo è come un elastico che si accorcia e si allunga. La competenza professionale, insieme a un livello di sforzo e di lavoro continuativo fuori dal comune, è l’ingrediente che separa la realtà dal sogno».

E’ d’accordo con chi sostiene che, rispetto a Napoli, Juve, Lazio e Roma, al centrocampo dell’Inter manchino un regista e un po’ di qualità? 

«I centrocampisti dell’Inter sono gli stessi che ci avevano permesso di essere primi in classifica. Il calo di rendimento di questo secondo periodo si lega al momento che sta attraversando tutta la squadra. Caso mai il discorso apre un’analisi più profonda… Credo che queste squadre stiano raccogliendo dei frutti perché hanno dato continuità a un lavoro che dura da qualche anno». 

 

Perché gli allenatori toscani sono così bravi? Allegri, Sarri, Spalletti, Mazzarri, Lippi… 

«Per rispondere bisogna tornare indietro di una decina di anni quando la mappa calcistica toscana raccontava di tante realtà come Fiorentina, Siena, Livorno, Pisa, Empoli, Massese, Carrarese, Arezzo, Pistoiese, Prato, Lucchese, Pietrasanta, Cuoiopelli, Rondinella, Viareggio…, squadre che hanno permesso a tanti tecnici di fare esperienze determinanti per la loro carriera. E poi non possiamo dimenticare la scuola di Coverciano che è un’eccellenza del nostro Paese: da lì sono usciti tutti i grandi allenatori del calcio italiano». 

Mala tempora currunt: le mosse di Mattarella per evitare il voto bis

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Mala tempora currunt per cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella studia le mosse per evitare un voto bis. Dopo il 4 marzo non è scontata la scelta del premier indicato dal primo partito. Come scrive Ugo Magri l’idea del capo dello Stato è quella di affidare l’incarico di formare il governo alla coalizione che avrà ricevuto più voti ed avrà più chances di successo, e speriamo che non si completi l’aforisma con quanto lo completa e cioè:  sed peiora parantur

Il piano di Mattarella, evitare di tornare subito alle urne

Incarico non al primo partito, ma chi ha più chance

ROMA – Il piano d’azione è tutto scritto, quasi nei dettagli. Qualunque risultato emergerà dalle urne, sul Colle sanno già come regolarsi: ecco perché, a 12 giorni dal voto, lassù si respira aria tranquilla. Ma non c’è nulla di «top secret» nelle intenzioni presidenziali. Per scoprirle in anticipo è sufficiente un buon manuale di diritto costituzionale, a scelta tra i tanti che circolavano nella Prima Repubblica.

Per un quarto di secolo sono rimasti a impolverarsi negli scaffali perché non servivano più, si disse, dopo l’avvento del sistema maggioritario. Ma adesso, col Rosatellum per due terzi proporzionale, si ritorna alle origini, quando la nascita dei governi veniva scandita da regole che agli attori attuali forse sfuggono. Sergio Mattarella ne possiede il know-how, un po’ perché appartiene a un’altra generazione e poi, se non bastasse l’anagrafe, in quanto prof di diritto parlamentare. Insomma, dal 5 marzo si muoverà lungo i binari della prassi codificata nell’arco di 50 anni, in modo trasparente e soprattutto prevedibile.

Se vince la destra

Esempio numero uno: il centrodestra conquisterà la maggioranza, tanto alla Camera quanto al Senato? L’incarico di governo non potrà che andare a un personaggio di quel mondo. Saranno i partiti a suggerirne il nome. Qualora indicassero Antonio Tajani, presidente del Parlamento Ue, Mattarella potrebbe forse far notare che all’Italia non conviene perdere quella poltrona. Tuttavia certo non si metterebbe di traverso. Sbaglia invece Berlusconi a ripetere che, come ministro dell’Interno, vorrebbe Matteo Salvini. Senza accorgersene, il Cav invade le prerogative quirinalizie, come vengono definite all’articolo 92 della Costituzione: «Il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri». In altre parole, Mattarella dovrà dare l’okay. Ma dopo le uscite di Salvini sui migranti, che definire sopra le righe è poco, qualche frequentatore del Quirinale si domanda se la poltrona del Viminale sarebbe la più adatta per un leader così divisivo e, dunque, il Capo dello Stato ci metterebbe la firma. Di sicuro, sui nomi dirà la sua.

Nell’ipotesi di pareggio

Caso numero due: nessuno vince le elezioni. Anche qui, soccorrono le regole antiche. Dove conta poco se arrivi primo, importa semmai se riesci a mettere insieme una maggioranza. L’incarico viene dato a chi ha chance di farcela. Fino a un paio di mesi fa, questa sfumatura non era ben colta dai grillini, i quali ripetevano: «Se saremo il partito più votato, Mattarella dovrà darci l’incarico». Poi d’improvviso la svolta: Luigi Di Maio ha preso atto che non funziona così, cambiando registro. A fare chiarezza sono stati, pare, ambasciatori parecchio schivi, che non lo ammetterebbero mai. Di sicuro, i canali di comunicazione tra Quirinale e Cinquestelle sono numerosi e attivi. Il presidente non vuole tagliare fuori nessuno, chi ha buona volontà deve poter dare una mano. È un po’ il senso della «pagina bianca» di cui aveva parlato la sera di San Silvestro.

Nel vicolo cieco

E se non si trovasse una via d’uscita? Prima di sciogliere le Camere una seconda volta, Mattarella metterebbe in campo tutta la pazienza necessaria. Lascerebbe svelenire il clima dalle tossine della campagna elettorale o, se l’immagine non convince, darebbe tempo di posarsi alla polvere sollevata in battaglia. Le larghe intese, qualora si realizzassero, sarebbero frutto di lunghe attese. Ai tempi di Aldo Moro si parlava, non a caso, di «decantazione». Il Capo dello Stato le proverebbe tutte, tentativi su tentativi. E perfino i fallimenti sarebbero di aiuto: farebbero capire che non ci sono alternative a un compromesso serio. Poco per volta i protagonisti dovrebbero prenderne atto. Ecco spiegato il clima, nonostante tutto, speranzoso; ed ecco come mai Gentiloni, per quanto Mattarella lo apprezzi, difficilmente resterà a Palazzo Chigi. Senza il sostegno del Parlamento non potrebbe tirare avanti, e chi lo va dicendo rilegga il Mortati. Ma se i partiti trovassero un accordo, figurarsi se centrodestra e M5S accetterebbero un premier targato Pd. Chiederebbero di iniziare una storia nuova.

ndr: “Mala Tempora currunt sed peiora parantur”: “Attraversiamo brutti tempi ma se ne preparano di peggiori”. E’ una delle frasi di Marco Tullio Cicerone , vissuto fra il 106 e il 43 a.C. che fu Senatore, Filosofo, Scrittore e Politico dell’antica Roma. Guarda caso, lo diceva ai tempi tumultuosi del finire della repubblica romana, ed oggi siamo sempre a Roma ed “i tempi” non è che siano migliori

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Il Napoli su Alban Lafont, il Donnarumma francese, ma il cartellino costa molto

A Giuntoli interessa molto il calciatore

Al Napoli piace molto Alban Lafont, considerato da tutti come il Donnarumma francese. A riportare la notizia è l’ edizione odierna del quotidiano Tutto Sport, che scrive: “Ma il Napoli è anche alla ricerca di un portiere per la prossima stagione e Giuntoli ha messo gli occhi su Alban Lafont. Portiere del Tolosa, classe 1999, nato in Burkina Faso ma con passaporto francese, viene definito il “Donnarumma transalpino” ed è considerato uno dei portieri più promettenti in circolazione. Ma il costo del suo cartellino è già elevatissimo, trattandosi di un profilo seguitissimo, anche per la lunga militanza in Nazionale: dall’Under 16 all’attuale Under 20, vanta già 16 presenze”.

Alfano: “Metteremo al sicuro tutti gli ambulanti dai provvedimenti europei”

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Ecco le parole di Alfano

Il Sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano ha parlato attraverso una nota stampa sulla questione ambulanti, ecco le sue parole:“Grazie ad un attento lavoro ‘bipartisan’ siamo riusciti a prorogare l’applicazione degli effetti della direttiva Bolkestein al 2020, ma non basta. Non saremo soddisfatti finché l’ultimo ambulante non sarà al sicuro dai provvedimenti europei sul libero mercato”. A dirlo è Gioacchino Alfano, Sottosegretario alla Difesa nonché candidato uninominale al Senato del centrosinistra (Pd, Civica Popolare, Insieme e +Europa) nel collegio Napoli – San Carlo all’Arena.

 

Il Sottosegretario Gioacchino Alfano ha sostenuto con convinzione gli emendamenti alla Legge Finanziaria che hanno portato ad una proroga all’applicazione della Bolkestein fino al 2020. Questo pomeriggio al Teatro Il Piccolo di Napoli, nella zona di Fuorigrotta, l’Associazione Nazionale Ambulanti (Ana) ha incontrato i dirigenti e i candidati dei partiti alle elezioni politiche ormai alle porte. L’evento è intitolato “Difendiamo i nostri mercati”.

 

“Quello della finanziaria – ha continuato Gioacchino Alfano, a margine dell’incontro – è un successo temporaneo, il 2020 è dietro l’angolo. Siamo riusciti a ‘salvare’ tutte le persone per cui l’attività di ambulante è preminente, ma non basta. Oggi si è tenuto un incontro che possiamo definire per molti versi ‘storico’ che ha riunito ambulanti e tutti i politici impegnati sul campo contro la Bolkestein. Abbiamo gettato le basi per continuare la battaglia in tutte le sedi istituzionali e non. Sono convinto che riusciremo a portare l’Italia definitivamente fuori dal raggio d’azione della direttiva europea Bolkestein.

 

Il mio sogno è di realizzare mercati moderni secondo il modello ‘smart’ già sperimentato con successo in alcune zone d’Italia. Solo così saremo in grado di rilanciare un sistema produttivo italiano unico nel suo genere, ovvero il mercato di quartiere. Un luogo di aggregazione di cui gli italiani non possono farne a meno che fa parte della nostra cultura e tradizione. Nei mercati occorrono servizi e sicurezza per gli operatori e per la gente che deve ritornarvi numerosa come una volta”.

Gazzetta: “Insigne sarà punto fermo della Nazionale che verrà”

Lorenzo Insigne è molto stimato da Di Biagio

Lorenzo Insigne sarà il futuro sia del Napoli e sia della Nazionale Italiana. Sì proprio quella Nazionale che nelle partite più importanti dell’ anno l’ha tenuto in panchina. Il tecnico ad interim dell’ Italia, Luigi Di Biagio, lo convocherà sicuramente per il doppio impegno amichevole con Argentina ed Inghilterra. L’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport ha elogiato molto il folletto di Frattamaggiore, scrivendo che sarà certamente uno dei prossimi punti di forza della Nazionale Italiana del futuro. La domanda resta ancora spontanea, ma cos’è passato nella testa di Ventura?

Arriva Milic e sarà convocabile già a partire dalla partita di Cagliari

Il calciatore sarà convocabile per Cagliari

Il nuovo acquisto del Napoli, si chiama Hrvoje Milic. Il calciatore secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Tutto Sport, sarà già convocabile dalla partita di Cagliari: “Intanto, da ieri a Castelvolturno è presente Hrvoje Milic, il 28enne esterno croato, che ha svolto una prima parte di visite mediche per poi completarle oggi. Se tutto andrà per il verso giusto, firmerà un contratto da 300mila euro lordi fino a giugno, così da cominciare a lavorare da venerdì con il “metodo Sarri”. Milic, che ha vestito per 6 volte anche la maglia della Nazionale, si è svincolato il 31 gennaio dall’Olympiacos, club greco col quale ha giocato l’ultima volta in Kypello Elladas, contro l’Acharnikos. Il Napoli ha bisogno di lui soprattutto per le partitine in allenamento come contrapposizione a Mario Rui, ma sarà tesserato e convocabile, eventualmente, anche per lunedì a Cagliari”.

Gazzetta: “Reina pronto al divorzio, a Milano sono pronti ad approfittarne”

Il portiere verso il Milan

Il futuro del portiere del Napoli, Pepe Reina, è sempre più lontano dalla città partenopea. Il calciatore spagnolo è richiesto dal Milan, che ne farebbe di lui l’ erede di Donnarumma, dato che quest’ ultimo sembra sul passo di dover lasciare la sponda rossonera di Milano ed accasarsi in altri lidi. La notizia di Reina è stata data dall’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, che spiega che il braccio di ferro con De Laurentiis porterà al divorzio: “Il braccio di ferro con De Laurentiis della scorsa estate fa pensare a un divorzio incombente e a Milano sono pronti ad approfittarne”.

Sarri si affiderà di nuovo al turnover, ecco chi dovrebbe scendere in campo a Lipsia

Ecco le possibili scelte di Sarri

Il tecnico del Napoli Maurizio Sarri, nonostante la voglia di ribaltare l’ esito dell’ andata farà turnover anche alla Red Bull Arena di Lipsia. Secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Il Mattino, il tecnico toscano, lascerà nuovamente fuori Insigne e Mertens, facendo 5 cambi rispetto alla partita con la Spal. In porta dovrebbe esserci Pepe Reina, il quale vuole raggiungere il record di presenze europee al quale tiene molto. Davanti a lui la coppia centrale dovrebbe essere la solita formata da Koulibaly e Albiol, anche se non è escluso che possa giocare Tonelli. Sugli esterni torna Maggio con Hysaj spostato a sinistra. In mediana spazio per Diawara e Rog con Hamsik che dovrebbe essere della partita. In attacco il tridente formato da Ounas e Zielinski con Callejon al centro.

Milic dovrebbe firmare tra oggi e domani. Preso solo per completare l’organico

Milic a breve sarà un calciatore del Napoli

Oramai non ci sono più dubbi, Hrvoje Milic sarà un calciatore del Napoli. L’ ex Fiorentina è stato preso per sopperire all’infortunio e secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, l’annuncio ufficiale da parte del Napoli arriverà tra oggi e domani : il tempo necessario che l’esterno completi le visite mediche che sta sostenendo alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Il terzino avrà un contratto di quattro mesi senza impegno per il futuro a 150 mila euro. L’impressione  è che Sarri abbia richiesto un esterno attualmente disoccupato solo e unicamente per completare l’organico, perché per lui la seconda scelta sulla sinistra è Hysaj.

Castellammare, cartellone del Teatro Karol: ecco i dettagli

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E’ stata presentata la programmazione del nuovo spazio teatrale a Castellammare di Stabia: si tratta del Teatro Karol, ecco i dettagli 
Castellammare di Stabia, nella chiesa Sant’Antonio, di via Allende  il teatro Karol ha il suo primo cartellone. Fra musica, teatro e documentari dedicati al patrimonio culturale stabiese, quattro distinte proposte diventano un tutt’uno ed amplificano l’offerta culturale della città stabiese.
Il cartellone curato da Pierluigi Fiorenza che si compone di sei appuntamenti di teatro musicale. Tanti protagonisti con altrettante eccellenze, sarrano presenti,  che il nostro ricco territorio esprime. Si parte con Marina Bruno il 24 febbraio alle ore 20:30 che presenterà il suo “Kaléidos”: un progetto musicale che si traduce in una girandola di emozioni con canzoni tratte dal repertorio di Mina, Sting, Fabio Concato, Giorgia, Eduardo De Crescenzo, Claudio Baglioni, Ute Lemper, Joe Barbieri e tanti altri. Ad accompagnare una serata che propone passione, bellezza e voglia di sognare ci sarà una band di eccezione: al pianoforte Giuseppe Di Capua, alla tromba e flicorno Gianfranco Campagnoli, alla batteria Peppe La Pusata, contrabbasso Tommaso Scannapieco a cui si aggiunge la partecipazione straordinaria di Angelo Sodano alla chitarra e Armando Rizzo all’accordéon cromatico.  
La rassegna continua il 10 marzo con un concerto di Fiorenza Calogero che in occasione della presentazione del suo ultimo album Live in Napoli propone “Il Canto della Sirena, melodie di scuola napoletana” accompagnata dalla chitarra battente di Marcello Vitale.
A seguire sabato 17 marzo altra punta stabiese il maestro Antonello Cascone che propone “In… canto d’amore” un repertorio di classici napoletani ed evergreen italiani. 
La rassegna riprende ancora il 14 aprile con una serata musicale affidata a Domenico Guastafierro che presenta Latin Jazz Attraction con un nutrito gruppo di eccellenti musicisti. 
L’11 maggio sarà la volta di Anna Spagnuolo, altra grande attrice cantante: una voce di Stabia che diventa sempre più una preziosa icona del nostro territorio a cavallo della tradizione e nuove sperimentazioni musicali e teatrali. 
Concludono la rassegna Viviana Cangiano e Serena Pisa: il duo napoletano (rosa) che ha spopolato su Facebook con l’orginale proposta di recuperare e rivisitare brani classici e ribaltarli sull’enorme platea social ricevendo migliaia di visualizzazioni in pochi mesi. 
 
Altro segmento che il Teatro Karol propone per la stagione 2018 è una vera e propria dichiarazione d’amore per la propria città: Stabia una città da amare. Una raccolta di quattro documentari curati da Pierluigi Fiorenza. La nostra città in quattro video documenti che valorizzano la bellezza del nostro territorio. Strategica importanza assume, per uno spazio che si candida a diventare un luogo di condivisione e aggregazione, la Rassegna di Teatro Amatoriale. Quattro appuntamenti dedicati a chi ama il teatro di tradizione e lo realizza con passione e rispetto. Dal 23 marzo al 18 maggio ben cinque appuntamenti che presenteranno classici ma anche nuove proposte. 
 
Continua con enorme successo e partecipazione la Scuola di Formazione Politica organizzata e curata dal Gruppo Vangelo Cultura Territorio. Un gruppo di circa 100 giovani partecipa con grande interesse agli incontri iniziati lo scorso gennaio. Il progetto si svolge in maniera stabile presso il Teatro Karol e vedrà il 20 marzo la partecipazione di S. E. Arcivescovo Mons. Francesco Alfano. Il prossimo 20 aprile prevista con una Conferenza di Raffaele Cantone presidente Anac, organizzata in collaborazione con il Centro Studi Padre Baldassarre. 
 
Il Teatro Karol è stato riaperto grazie alla forte volontà di un nutrito gruppo di persone: una comunità di specialisti e tecnici qualificati ha prestato la propria opera assieme a tanti volontari che hanno condiviso un sogno: realizzare a Castellammare  uno spazio aperto al confronto e al dialogo. Le attività proposte sono totalmente autofinanziate attraverso la vendita dei biglietti che saranno proposti a prezzi popolarissimi con formule promozionali per agevolare la partecipazione. 
 
“La parrocchia è la fontana del villaggio” interviene Don Catello Malafronte, parroco della Parrocchia Sant’Antonio di Padova. Avere consapevolezza del territorio e della città che si abita significa, per la parrocchia, fare del lavoro culturale una priorità pastrorale della sua vita ordinaria, come lo è la catechesi, la liturgia e la testimonianza della carità. La parrocchia deve rendere visibile la Chiesa radicata in un luogo, non soltanto in senso topografico, ma anche (e più) nel senso antropologico, come rapporto con la gente, le famiglie e il tessuto della società che vive e opera in un territorio.  
 
 

Campania, inchiesta rifiuti: il Presidente Sma B. Iacolare si dimette

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Campania, inchiesta rifiuti: il Presidente Sma Biagio Iacolare si dimette dopo la terza puntata della video inchiesta di fanpage

Campania, caso tangenti e rifiuti, il Presidente Sma, Biagio Iacolare, si dimette dal suo ruolo. Lo rende noto l’avvocato Palumbo dopo la diffusione della terza puntata dell’inchiesta giornalistica di Fanpage che sta scuotendo la Sma Campania. “Gli accordi economici che si vedono nel video sono presi da Oliviero all’insaputa di Iacolare”, dichiara l’avvocato.

Il video, che mostra il consigliere comunale di Ercolano Mario Oliviero intascare tangenti, ha portato alle dimissioni volontarie del Pesidente Sma, per evitare strumentalizzazioni. Secondo quanto dichiara l’avvocato:“Iacolare non ha chiesto somme di denaro, ma la conversazione con l’imprenditore verte sulla possibilità di prezzi convenienti per lo smaltimento di rifiuti. Quando si parla di accordi economici tra Oliviero e l’imprenditore, Iacolare non è presente e gli accordi sono avvenuti all’insaputa di Iacolare“. Continua: “il colloquio, che appare tra l’altro incompleto, è improntato a evidenti forzature poste in essere dal sedicente imprenditore, con un atteggiamento quasi passivo dello Iacolare“.

 

 

Campania, caso tangenti e rifiuti: online il terzo video dell’inchiesta di fanpage

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Campania, caso tangenti e rifiuti: online il terzo video dell’inchiesta di fanpage

Campania, caso tangenti e rifiuti. Online la terza puntata della video inchiesta su rifiuti, appalti e politica di Fanpage.it: questa volta, l’ex boss e «agente provocatore» Nunzio Perrella incontra Biagio Iacolare, presidente del Cda di SMA Campania, e il suo mediatore, Mario «Rory» Oliviero, ex presidente del Consiglio comunale di Ercolano. «In attesa che l’appalto per lo smaltimento dei fanghi tossici venga assegnato all’azienda amica, senza gara pubblica ma con un affidamento diretto, trattandosi di un’emergenza, si parla di percentuali da spartirsi, affari e soldi con tanto di consegna di una valigetta con le tangenti da pagare. Nel video si vede Perrella consegnare al mediatore la borsa con 50mila euro di mazzetta. Ma al suo interno non vi è nulla». Così spiega la nota.

La consegna viene anticipata di qualche giorno da un incontro nella hall di un albergo cittadino tra Perrella, Biagio Iacolare, presidente della Sma, e Rory Oliviero, ex presidente del consiglio comunale di Ercolano. Argomento al centro dell’incontro un appalto per lo smaltimento di fanghi inquinati. Si parla anche della necessità di coinvolgere il vicepresidente della Regione Fulvio Bonavitacola (non indagato perché estraneo all’inchiesta). Il 9 febbraio in piazza dei Martiri la telecamera nascosta di Perrella documenta la consegna della valigetta a Oliviero.

Ad esprimersi anche il  vice presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola: «Com’è agevole ricavare dalla visione di un video riguardante lo smaltimento dei fanghi da depurazione, non c’è alcun riferimento che mi possa anche lontanamente accostare a condotte illecite. Peraltro, diversamente da quanto viene riferito nel video, non ho avuto alcun tipo d’informazione sul tema smaltimento fanghi, né prima, né dopo l’episodio riportato. Si rinnova il tentativo vergognoso di alzare polveroni e confondere la realtà dei fatti» .

Continua: «Ma il nostro lavoro per affermare nuovi modelli di efficienza e legalità, sia nel ciclo dei rifiuti che nella depurazione, continuerà più forte e deciso di prima. Chi ha sbagliato renderà conto di tutto. Non guarderemo in faccia a nessuno, anche a tutela dei tanti dipendenti che nelle società regionali fanno il loro lavoro in modo onesto ed appassionato».

Napoli, strada dissestata, pericolosa per i centauri: urge la messa in sicurezza

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Napoli, strada dissestata, pericolosa per i centauri: urge la messa in sicurezza

Napoli, una strada molto pericolosa quella di via Carbonara, trafficato asse viario che collega via Foria con piazza Garibaldi. La strada rendiconta una casistica preoccupante di incidenti stradali. La media di infortuni che si verificano, oscilla tra i 3 ed i 4 casi a settimana, sebbene non sempre le vittime debbano necessitare delle cure ospedaliere. Tutta colpe delle buche che si aprono sul pavimento stradale con vere e proprie voragini molto profonde ed estremamente rischiose, soprattutto per chi percorre la strada a bordo di due ruote. Da tempo i residenti della zona, segnalano con preoccupazione le condizioni della strada che, ultimamente, è anche ristretta a metà della carreggiata originaria a causa dei cantieri che sono in atto. In pratica, chi deve attraversare via Carbonara, ora che è interdetta metà della strada, deve necessariamente passare vicino le buche, rischiando di cascarci dentro o di perdere il controllo del veicolo.

Qualche giorni fa sono state fatte delle colate di asfalto, ma a nulla è servito, in quanto i rappezzi non sono durati neanche 24 ore e sono saltati via con la pioggia, rendendo ancora più pericoloso e vischioso il pavimento stradale. La situazione è stata considerata ad alto rischio al punto che, compatibilmente con le risorse disponibili, la polizia municipale dell’Unità Operativa San Lorenzo, comandata da Alfredo Marraffino, ha presidiato con il posizionamento di una volante le buche più pericolose. Ma quello che ci vuole, come chiedono a gran voce i cittadini, è un intervento di manutenzione e messa in sicurezza del manto stradale.

Napoli, uomini scomparsi in Messico. Il Governo assicura: “La polizia locale non c’entra”

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Napoli, giallo degli uomini scomparsi in Messico. Il Governo assicura: “La polizia locale non c’entra”

Il vice governatore di Jalisco, lo stato messicano dal quale sono scomparsi Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, i tre uomini di Napoli, di cui non si hanno più notizie dal 31 gennaio scorso, assicura che la polizia locale non è coinvolta nel caso. L’uomo ha anche annunciato che sarà aperto un fascicolo sulla possibile implicazione del crimine organizzato. Il Governo messicano, di conseguenza, esclude in maniera più totale il coinvolgimento delle forze dell’ordine locali nella scomparsa dei tra uomini. Lopez ha anche dichiarato che a breve potrebbe essere aperto un fascicolo per indagare sul coinvolgimento della criminalità organizzata nella scomparsa dei tre parenti napoletani, attraverso la Seido, la procura specializzata nel contrasto al crimine organizzato.

Ma nonostante questo, la dichiarazione non ha convinto la famiglia dei tre napoletani è convinta che i tre siano stati arrestati dalla polizia e incarcerati. L’ipotesi dei familiari, che vivono a Napoli, nel quartiere Mercato, è suffragata da un messaggio audio su Whatsapp, reso pubblico dal quotidiano messicano La Razon, che Antonio Russo avrebbe inviato ad un altro fratello: nel messaggio, in napoletano, il ragazzo informa il fratello di essere stato fermato dalla polizia, insieme al padre e al cugino, mentre facevano rifornimento e di seguire con la propria auto le forze dell’ordine. Dopo il messaggio, si sono perse le tracce dei tre uomini.