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Guerriglia politiche2018: cresce violenza. Scontri al corteo anti CasaPound

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Guerriglia per Politiche 2018: antagonisti ed esponenti dei centri sociali hanno manifestato a Torino dando vita a una serata di guerriglia per protestare contro un evento organizzato da CasaPound in vista del voto. Nel corso del corteo sono state lanciate bombe carta e i poliziotti hanno risposto usando gli idranti.

Antifascisti contro CasaPound, guerriglia nelle strade di Torino

Scontri nel corteo degli antagonisti: lancio di pietre e petardi nel cuore della città. La polizia risponde con cariche e idranti: 6 agenti feriti e una manifestante fermata
TORINO – È una serata di guerriglia quella scatenata dalle anime antifasciste accorse nel centro di Torino per assediare la convention di Simone Di Stefano, leader di CasaPound. Lacrimogeni, petardi, bombe carta, lancio di bottiglie e pietre grosse come un pugno. Sei agenti sono rimasti feriti durante un contatto ravvicinato con i manifestanti dall’esplosione di bombe carta contenenti chiodi e cocci. Il più grave è stato colpito a una gamba da un bullone conficcato in un petardo. È stato operato.

La polizia ha inseguito per tutta la serata i manifestanti, circa 400, nelle vie del centro attorno all’Hotel NH, dove era in corso il comizio. Ci sono state varie cariche di alleggerimento, seguite da un fitto lancio di lacrimogeni. A metà serata il gruppo antifascista, schierato dietro uno striscione su cui vi era scritto «Resisteremo ad oltranza», ha cercato di aggirare il blocco passando attraverso un cantiere vicino alla nuova stazione di Porta Susa. È stato quello il momento di maggiore tensione, perché gli antifascisti hanno divelto le barriere, spezzato le lastre di pietra del pavimento e lanciato in mezzo alla strada cassonetti, incendiandoli. A quel punto la polizia ha deciso di caricare i manifestanti, tra i quali c’erano membri del centro sociale Askatasuna e di «Potere al Popolo», spingendoli verso Porta Susa e via Garibaldi. Ne è scaturito un inseguimento da un isolato all’altro, con il traffico impazzito. Scene di guerriglia. A seguito degli scontri, una manifestante, di 22 anni, è stata fermata. È una ragazza di Asti, denunciata per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. È stata rilasciata nella notte.

Alle 22,30 Simone Di Stefano ha preso finalmente la parola in una sala stipata da 200 persone. «Di quegli imbecilli lì fuori non ce ne frega assolutamente nulla». Applausi. Anzi, un’ovazione. Ha insistito: «Quando arriva il momento del cambiamento politico vero saltano sempre fuori l’odio e la paura. Noi siamo quel cambiamento». Altra ovazione.

E se a quel punto gli occhi di tutti i supporter di CasaPound erano rivolti al palco dove sedevano i candidati, un’ora e mezza prima la situazione era ben diversa. Sulla scalinata dell’Hotel e nel controviale di corso Vittorio i più giovani tra gli attivisti di destra avrebbero voluto andare a chiudere i conti con i manifestanti antifascisti. Quando il corteo è arrivato nella traversa proprio di fronte all’hotel, un gruppetto di CasaPound ha provato a scavalcare le transenne al grido di «bastardi». I poliziotti della Digos hanno tenuto d’occhio per tutta la sera l’interno e l’esterno dell’Hotel. E mentre quelli del corteo si scontravano con gli agenti in via Colli, quelli di CasaPound litigavano con la polizia. «Li avete fatti arrivare troppo vicino. Sono a cinquanta metri da noi. Questa non è sicurezza», era l’accusa.

Sulla scalinata qualcuno si è sfilato la cintura pronto a dare battaglia casomai i manifestanti fossero riusciti ad arrivare. Venti minuti dopo quando la tensione in via Colli si era ormai stemperata, è arrivato finalmente il leader del partito. Scortatissimo, si è infilato nella hall: applausi, pacche sulle spalle, e poi via dritto nel salone del convegno. Prima di salire sul palco si è intrattenuto a parlare con qualcuno: «Qui fuori ci sono solo quattro imbecilli che con i fumogeni e la violenza vogliono imporre le loro idee». Ha insistito: «Io, quella gente lì, non l’ho vista in strada quando hanno cancellato l’articolo 18. Sosteniamo il lavoro e la gente in difficoltà, noi non usiamo violenza». A quell’ora in strada ancora sirene e qualche petardo. Una trentina di supporter di CasaPound se ne stavano nel controviale a controllare che «nessun nemico» arrivasse troppo vicino all’Hotel. Il cordone di polizia e carabinieri era stato disposto proprio per proteggere la serata politica. Ed è stata una vigilanza continua, andata avanti anche quando gli antifascisti avevano ormai abbandonato la strada. Simone Di Stefano, intanto, strappava altri applausi al suo pubblico.

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lastampa/Antifascisti contro CasaPound, guerriglia nelle strade di Torino MASSIMILIANO PEGGIO, LODOVICO POLETTO

Oggi avvenne, nel 1992 Silenzi regala la vittoria al Napoli contro il Verona

La gara del “Bentegodi” terminò 1-0 in favore degli azzurri

Il giorno 23 febbraio il Napoli ha giocato tredici partite: undici in serie A e due in serie B, ottenendo sei vittorie, quattro pareggi e tre sconfitte.

Ricordiamo l’1-0 a Verona nella quinta di ritorno della serie A 1991/92

Questa è la formazione schierata da Claudio Ranieri:

Galli; Ferrara, Tarantino; Crippa, Alemao (46′ Agostini), Blanc; Corradini, De Napoli, Careca, Zola (46′ Mauro), Silenzi

I gol: 66′ Silenzi

Dopo ventuno giornate il Napoli era terzo in classifica alle spalle di Milan e Juventus. A fine torneo gli azzurri si sono piazzati al quarto posto alle spalle anche del Torino.

Il gol che decise la vittoria sul Verona, in una partita che si giocò sul neutro di Cremona, porta la firma di Andrea Silenzi. La punta vanta 11 gol nelle sue 43 presenze in maglia azzurra: 6 in 39 partite di serie A, una rete nelle 3 di coppa Italia ed una doppietta nella supercoppa italiana del 1990.

Castellammare, botte a colpi di bastone in Villa Comunale: le indagini della polizia…

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Ancora sconosciute le identità dei ragazzi

Ha dell’incredibile quanto accaduto martedì sera, intorno alle 20, in Villa ComunaleCastellammare di Stabia. Dopo che i due protagonisti della vicenda sono risaliti dall’arenile, tutti i passanti hanno notato la presenza e uno di loro ha segnalato l’accaduto ad una pattuglia della Polizia Municipale che ha iniziato ad indagare sul fatto.

Dalle verifiche effettuate sembra che nessuno si sia presentato al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare per le cure del caso. Le indagini proseguono e potrebbero avere importanti risvolti nelle prossime ore perchè gli agenti stanno visionando le immagini delle videocamere di sorveglianza presenti sul lungomare stabiese per identificare i protagonisti e ricostruire la vicenda. Sembrerebbe che i ragazzi si siano dati appuntamento e, nel buio dell’arenile, abbiano poi iniziato a discutere; una discussione che è sfociata poi in un’aggressione con una mazza da baseball.

Verso Lecce – Juve Stabia. D’Ambrosio (ColpoDiTaccoWeb): Liverani vorrà riscattare contro le Vespe il pareggio della scorsa settimana con la Sicula Leonzio

E’ intervenuto a “Il Pungiglione Stabiese” Luigi D’Ambrosio, collega di Colpo Di Tacco Web, che ci ha presentato il Lecce, prossimo avversario della Juve Stabia

Questa l’analisi di Luigi D’Ambrosio:

Il campionato del Lecce è in linea con le aspettative di inizio stagione. Certo, il clamoroso passo falso del Catania a Monopoli lascia un po’ di amaro in bocca perché, se il Lecce ne avesse approfittato appieno, avrebbe potuto volare a più 9 sugli etnei, sfruttando poi il match interno contro la Juve Stabia per consolidare ulteriormente il vantaggio. Ovviamente il Lecce, sapendo già il risultato del Catania, non ha voluto rischiare, “accontentandosi” di andare a più 7 sul Catania; va detto che in un campionato così difficile, avere tanti punti di vantaggio sulla seconda non è semplice e che Liverani cercherà di fare bottino pieno contro le Vespe, così da cancellare il pareggio contro la Sicula Leonzio non ben visto da parte della piazza.

Il contributo che sta dando Liverani al Lecce è senza dubbio importante. E’ arrivato non con scetticismo, ma con un pizzico di curiosità sì, ferme restando le ottime cose fatte vedere a Terni lo scorso anno, con una salvezza, quasi impossibile, invece conquistata in modo miracoloso. A parlare per Liverani è il cammino qui a Lecce, fatto di oltre venti risultati utili consecutivi. L’unico stop è arrivato in Coppa Italia contro il Cosenza, in una competizione però cui i salentini hanno dimostrato di non tenere molto. Liverani è un tecnico emergente, che sta dimostrando di avere “testa” anche in panchina, come la aveva in campo quando era un calciatore di ragione, quello cui affidare le redini della squadra; ha inoltre rigenerato elementi come Marino ed Arrigoni, rilanciati quali punti di forza della squadra. Il ruolo centrale dell’allenatore si è visto anche nell’ultima sessione di mercato, con Saraniti arrivato dal Francavilla su diretta richiesta di Liverani.

Il Via Del Mare è forse il punto di forza del Lecce di questa stagione. Nell’impianto casalingo il Lecce si esprime meglio, riuscendo a superare anche quella sorta di pressione che si sentiva all’inizio della stagione nelle gare in casa. Detto questo, va predicata calma perché il cammino è ancora lungo ed il campionato può riservare ancora sorprese; certo, la capacità di sfruttare al massimo il fattore casalingo è senza dubbio una delle certezze dei giallorossi in questo campionato.

Può essere l’anno giusto: non lo dico io ma la classifica, il rendimento ed i punti. Dopo sei anni di attesa, penso stia arrivando ad una svolta il progetto biennale voluto dalla Società. L’eventuale promozione sarebbe inoltre il giusto premio per elementi come Cosenza, Perucchini, Caturano ed altri che sono qui da tanto tempo e che ormai sentono come propria la causa leccese e che sanno quanto il popolo di Lecce abbia sofferto in questi anni di Lega Pro. Ovviamente il lavoro della squadra di Liverani non è terminato, dovendo mostrare la definitiva maturità in questo rush finale del campionato. Per Liverani c’è il rischio concreto, come promesso in caso di promozione, di dover mettere da parte fumo, alcol e cibo!

Speravo e mi auguravo di vedere la Juve Stabia in posizioni migliori a questo punto della stagione. Anche lo stop di domenica contro il Bisceglie è stato inaspettato. Le Vespe, per tradizione e passione della città di Castellammare,merita certamente di centrare i playoff; l’organico gialloblù è fatto di elementi di valore, così come penso che Caserta sia già un ottimo tecnico.

Contro la Juve Stabia credo che scenderà in campo l’undici ormai consueto, schierato anche contro la Sicula Leonzio. Si punta su un 4-3-1-2 con Perucchini tra i pali, Lepore, Cosenza, Marino e Di Matteo in difesa, Armellino, Arrigoni e Mancosu a centrocampo; dietro le punte torna disponibile Costa Ferreira, che si giocherà una maglia con Tsonev; in attacco invece al fianco di Saraniti ci sarà uno tra Torromino e Di Piazza. Da valutare il recupero di Caturano.

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Indagato Salvatore Caiata, candidato M5S presentato da Di Maio

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Indagato il presidente del Potenza Calcio, Salvatore Caiata, finisce al centro dell’inchiesta dei pm di Siena che indagano sui flussi di denaro utilizzati per compravendite immobiliari. Era stato presentato da Luigi Di Maio lo scorso 29 gennaio come candidato per i collegi uninominali.

Candidato M5S scelto da Di Maio finisce indagato per riciclaggio

Indagato Caiata, presidente del Potenza, al centro dell’inchiesta dei pm di Siena. Nel mirino i flussi di denaro utilizzati per compravendite immobiliari
Salvatore Caiata, imprenditore e candidato grillino alle prossime elezioni, è indagato dalla procura di Siena nell’ambito di una inchiesta per riciclaggio di denaro. Con Caiata, secondo quanto ricostruito da diverse fonti, sarebbe indagato anche Igor Bidilo, imprenditore kazako con interessi nel settore del petrolio e gas in vari paesi dell’Est europa. L’inchiesta, per la quale sono ancora in corso gli accertamenti da parte degli inquirenti, riguarderebbe i flussi di denaro utilizzati per una serie di compravendite di attività commerciali e immobili a Siena e in altre città italiane.

Caiata, che è anche presidente del Potenza Calcio, è una delle «eccellenze» tra i candidati grillini presentati lo scorso 29 gennaio a Roma da Luigi Di Maio nel corso di un evento del Movimento 5 stelle. Caiata, 47 anni, arrivato a Siena come studente, aveva accumulato negli anni la proprietà di vari locali e ristoranti, tre dei quali nella sola Piazza del Campo. Tra i locali riconducibili al Caiata c’era anche, ad esempio, la Birreria, storico locale di Piazza del Campo citato anche nell’inchiesta su Monte dei Paschi. Tra i locali coinvolti, anche alcuni dei bar Nannini della città.

Nominato «Lucano dell’anno» nel 2017 per i successi del Potenza Calcio, Caiata in passato aveva provato a più riprese a squadre di calcio anche in Toscana, arrivando ad un passo all’acquisto del Siena dopo le travagliate vicende della società bianconera seguite al tracollo di Mps.

Poco più di un anno fa Caiata aveva annunciato in una intervista a La Nazione la sua intenzione di lasciare le sue attività a Siena, «deluso» dalla città toscana. A subentrare in alcune delle attività era stato il gruppo La Cascina, grossa coop romana associata alla Compagnia delle Opere e finita anche nell’inchiesta di Mafia Capitale – viene citata 167 volte nell’ordinanza di custodia capitale, restando però formalmente come «consulente» delle attività rilevate. Il tramite tra La Cascina e Caiata sarebbe stato Cataldo Staffieri, manager de La Cascina ma anche socio, direttamente, di alcune società coinvolte nella compravendita delle attività, come la Ansa & Colt srl di Bari alla quale faceva capo anche la Birreria.

Altro personaggio chiave, secondo quanto ricostruito, è Igor Bidilo, imprenditore kazako che ha comprato da Caiata un complesso immobiliare alle porte di Siena. A lui fa capo il 51% della Sielna srl, proprietaria tra l’altro di alcuni dei bar Nannini, storica pasticceria e industria dolciaria senese, una delle «istituzioni» cittadine. Socio con il 49% della Sielna è Constantin Maxim, un cittadino romeno che risulta anche socio e amministratore di una serie di scatole societarie alle quali fanno capo attività nel settore della ristorazione, della consulenze e delle pulizie.

Caiata, che nel 2009 aveva fatto parte del coordinamento provinciale senese di Forza Italia è candidato per i Cinquestelle nel collegio uninominale della Camera di Potenza. Contro di lui Nicola Benedetto – ex assessore della giunta di Centrosinistra che si è dimesso in dicembre e corre per il Pdl – e Guido Viceconte, candidato della coalizione di Centrosinistra dopo essere stato a lungo esponente di punta del Centrodestra e di Forza Italia in Basilicata.

Presentando la candidatura di Caiata, Di Maio aveva detto di essere contento «che Salvatore, da imprenditore ed esterno a logiche politiche, abbia accettato di mettere la sua esperienza e le sue competenze manageriali a disposizione del nostro progetto per il Paese e per la Basilicata in particolare. L’Italia ha bisogno di persone capaci, che hanno dimostrato di saper fare tanto e bene per il proprio territorio».

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lastampa/Candidato M5S scelto da Di Maio finisce indagato per riciclaggio GIANLUCA PAOLUCCI

Nola, “Nusco Porte” vittima di furto: ecco cosa è successo…

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A dare la notizia è stata l’edizione odierna de Il Roma

E’ accaduto tutto durante la notte. Una banda di ladri è riuscita ad introdursi nello stabilimento di “Nusco Porte” a Nola e riuscendo ad eludere controlli e sistemi di antifurto portando via materiali e attrezzature per almeno cinquemila euro.

L’edizione odierna de Il Roma ha dato la notizia del furto ad una delle aziende leader dell’intera area con sede sulla Statale 7 Bis. I malviventi si sono entrati attraverso un foro in un capannone, qui hanno rotto delle lamiere e sono riusciti ad arrivare nella zona della lavorazione dove hanno sottratto all’azienda saldatrici, avvitatori laser, flex ed altre attrezzatura per poi scappare a gambe levate.
Le guardie giurate si sono accorte troppo tardi dell’intrusione e del furto da parte dei malviventi che, prima di essere contrastati, sono riusciti a mettere a segno il colpo.

Paura nel vesuviano: ladri nelle case durante la notte armati di spranghe

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I residenti li chiamano “la banda della spranga”

Sono diventati l’incubo di tutti i proprietari delle villette della zona di Torre del Greco. Una banda di ladri, formata da tre uomini, che entra nelle case di notte, soprattutto nelle ville, e portano via gioielli, soldi e tutto quello che trovano. Le zone dove stanno agendo sono via Pisani, via Resina Nuova, Palazzine Ina Casa di via Sotto Camaldoli.

Sono chiamati ‘la banda della spranga’  dai residenti della zona: si aggirano a volto coperto con passamontagna, impugnano pali di ferro e parlano in napoletano. Così li descrive chi è stato vittima delle loro irruzioni. Gli abitanti le stanno provando tutte per contrastarli, hanno anche creato delle ronde notturne; è stato creato un gruppo WhatsApp per essere in costante contatto con le forze dell’ordine.

I residenti chiedono però una pattuglia di vigilanza fissa. Le denunce sono tante ma non sono bastate. La banda colpisce ancora. C’è chi racconta che si siedono anche a tavola e mangiano quello che trovano. Rubano tutto quello che hanno a portata di mano mentre i proprietari della casa dormono, forse narcotizzati da bombolette spray.

Mercati: crepe Ue che spaventano, da stallo tedesco a Ungheria xenofoba

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Il presidente della Commissione Ue Juncker lancia l’allarme: prepariamoci allo scenario peggiore. Poi fa retromarcia: “Fiducia nell’Italia”. Ma le Borse vanno giù e lo spread sale. In questo scenario Francesco Guerrera ragiona sulle crepe Ue che spaventano i mercati, dallo stallo tedesco all’Ungheria xenofoba: “La crescente instabilità rischia di allontanare gli investitori”.

Dallo stallo tedesco all’Ungheria xenofoba. Tutte le crepe Ue che spaventano i mercati

La crescente instabilità rischia di allontanare gli investitori
LONDRA – Il pericolo-Italia ritorna a spaventare l’Europa. A lanciare l’allarme è stato Jean-Claude Juncker in un’esternazione che ha fatto scalpore a Roma, innervosito Bruxelles e fatto paura ai mercati

Il presidente della Commissione europea si è detto preoccupato dello «scenario peggiore» nel dopo-elezioni, «cioè un governo non operativo in Italia». È un bell’eufemismo per spiegare la paura che aleggia nei corridoi del potere dell’Unione Europea e tra i trader delle banche d’affari. Dopo mesi in cui le varie, troppe, fazioni politiche avevano rassicurato alleati, investitori e connazionali che il 4 marzo non avrebbe portato al caos, è arrivato Juncker a guastare la festa.

Ma l’Italia non è l’unica mina vagante nel panorama politico europeo. Il Vecchio Continente è pieno zeppo di governi, Paesi e partiti «non operativi», a dirla con Juncker. Facciamo due passi in Europa: Polonia e Ungheria sono in mano a regimi reazionari e beceri che trattano l’Ue come uno zerbino; il governo austriaco è puntellato dai militanti di estrema destra del Partito della Libertà, grande fautore di Vladimir Putin

Nel Regno Unito, Theresa May traballa sul ponte del Titanic targato Brexit, mentre in Spagna Mariano Rajoy sta facendo l’impossibile per non soccombere alla forza centrifuga della Catalogna. Per fortuna che c’è la Germania. No, un momento. La locomotiva storica dell’Ue è paralizzata dal voto dei social-democratici su una «Grande Coalizione» che non sembra grande a nessuno.

Una sfortunata coincidenza storica vuole che i risultati di quel plebiscito verranno rivelati poco prima delle elezioni italiane, creando un mix potenzialmente esplosivo per politica e mercati. Persino in Francia, la luna di miele dell’enfant prodige Macron sta per finire

La buona notizia, per il momento, è che l’economia dell’Ue è in condizioni decenti – thank you, Mr Draghi – e che gli altri grandi blocchi non stanno proprio benissimo, certo non gli Usa dilaniati dal trumpismo. Ma siamo ormai alla fine di un periodo di (relativa) tranquillità europea che dura da anni – dalla fine della crisi dell’euro nel 2012, passando per l’inizio dell’enorme stimolo della Banca centrale europea tre anni fa, fino alla rispettabile crescita economica attuale. Checché succeda nelle urne italiane, nel ballottaggio tedesco o nel ventre del partito conservatore inglese, stiamo per entrare in un periodo di turbolenza: l’intervento di Juncker è l’avviso del pilota ad allacciare le cinture di sicurezza. Come spesso accade, saranno i mercati a decidere se questo sia l’inizio di una nuova crisi europea o un semplice momento-no in un’Unione che fa dell’inquietudine la sua ragione d’esistere

La dicotomia è ovvia e preoccupante: i politici amano l’incertezza perché è solo negli interstizi dell’incertezza che trovano lo spazio per compromessi e accordi. Gli investitori odiano l’incertezza perché non gli permette di calcolare con precisione i propri ritorni. E quando gli investitori non possono divinare il futuro, vendono. Basta guardare allo spread tra obbligazioni italiane e tedesche: dopo i commenti di Juncker, è salito di quasi il 4 per cento, un rialzo allarmante, soprattutto perché la Germania non è in salute perfetta.

Gli ottimisti dicono che Juncker e i mercati stanno esagerando. Anzi, sostengono che sia positivo che le paure escano fuori adesso. Se i vari risultati sono migliori delle aspettative, gli investitori ritorneranno in massa a comprare beni ed obbligazioni dell’Ue. Non è certo impossibile. Warren Buffett, il più grande investitore del mondo, consiglia sempre di essere «avidi quando gli altri sono timorosi e timorosi quando gli altri sono avidi». E so di un gestore di hedge fund che sta comprando un po’ di tutto, allettato dai prezzi bassi e dalla convinzione che le cose miglioreranno sia in Italia sia in Germania.

Un banchiere della City mi ha persino detto che le parole di Juncker sono un classico caso di psicologia dei contrari: parlare del peggio per farsi sorprendere dalla realtà. Speriamo abbia ragione. Per il momento, chi guarda verso l’orizzonte europeo vede una nuvola a forma di stivale.

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lastampa/Dallo stallo tedesco all’Ungheria xenofoba. Tutte le crepe Ue che spaventano i mercati FRANCESCO GUERRERA

Disaccordo sul fidanzato della figlia: follia nel napoletano

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Sono due gli arresti per tentato omicidio

Protagonisti di un’assurda storia sono due fratelli, uno residenta a Massa Lubrense, l’altro a Sorrento, ma entrambi di origine romena. I due, 39 e 44 anni sono, rispettivamente, padre e zio di una ragazza fidanzata con un suo connazionale ventunenne.

Il padre della ragazza non approvava la relazione tra i due giovani ed ha pensato così di agire personalmente ricorrendo alle vie di fatto. Insieme al fratello, si è presentato a casa del fidanzato della figlia con un coltello da cucina ed un martello aggredendo il ventunenne e il padre, un uomo di 44 anni. Hanno scaricato la loro rabbia sui due prima di darsi alla fuga a bordo di una Jeep in direzione Sorrento.

Tutto il baccano, con urla e rumore ambiguo, ha richiamato l’attenzione dei cittadini che, spaventati, hanno chiamato il 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagni di Massa Lubrense e di Sorrento che, aprendo la porta, si sono ritrovati i due corpi feriti.
I militari hanno fatto subito intervenire il 118 che ha accompagnato le vittime in ospedale a Sorrento, quindi si sono messi sulla pista dei fuggitivi. I due sono stati rintracciati poco dopo lungo la strada che porta a sorrento. sono stati bloccati e tratti in arresto per tentato omicidio in concorso. Dopo le formalità sono stati trasportati a Poggioreale.

Maltempo, crolla una strada: tragedia sfiorata nel napoletano

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La strada sprofondata è stata soggetta ad un immediato ripristino

Le forti piogge della notte hanno causato tantissimi disagi in tutto il napoletano. In particolare, a Giugliano si è andati vicino alla tragedia. Vicino perchè vista la tarda ora nessuno, o quasi, sulle strade di Santa Caterina dove è sprofondata una strada: nel punto crollato era stato programmato un intervento di manutenzione straordinaria la prossima settimana.

Il punto crollato era stato oggetto di un intervento d’urgenza già nel periodo natalizio. Qui uno smottamento aveva evidenziato dei cedimenti sotto le pareti della fogna, che in un tratto precedente erano state oggetto di analogo problema due anni fa. Le indagini con le videocamere avevano evidenziato la necessità di un intervento più complesso.

Il forte maltempo di questi giorni ha avuto un effetto devastante facendo precipitare vertiginosamente la situazione. Lo stato della rete fognaria in quella zona è particolarmente critico. Motivo per il quale l’amministrazione ha recentemente affidato il rifacimento dell’intera rete fognaria di via San Francesco d’Assisi (i lavori partiranno entro la primavera) e, nell’ambito dei lavori del PIU Europa, in variante rispetto al progetto originario, si sta procedendo al rifacimento della rete fognaria del tratto Via Giardini-Via Mazzini.

Dell’accaduto ha parlato anche il sindaco di Giugliano, Antonio Poziello“Ringraziando il cielo, il crollo è avvenuto di notte e mentre nessuno auto o altro mezzo era in transito in quel tratto. Ci apprestavamo ad intervenire, sulla base delle indagini fatte con i robottini telecomandati, che avevamo mandato in fogna per verificare. Evidentemente, c’era una situazione peggiore di quella che le immagini dei robot ci aveva no rappresentato e che poteva emergere solo scavando. C’è stata negli anni una scarsa attenzione alle fogne, che oggi è divenuta una assoluta priorità. Nel piano triennale, abbiamo previsto interventi su molte strade e molti interventi sono già in corso”.

Ron spegne 45 candeline… di successi

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Rosalino Cellamare, in arte Ron, spegne 45 candeline di grandi successi

Rosalino Cellamare, in arte Ron, spegne 45 candeline di grandi successi. Nasce a Dorno, in Provincia di Pavia, ma cresce a Garlasco (sempre in provincia di Pavia). Figlio di un commerciante d’olio, ha due fratelli di cui uno pianista che lo avvicina alla musica. Dopo aver inciso alcuni 45 giri, grazie anche al successo de “Il gigante e la bambina”, partecipa al festival di Sanremo nel 1970 con “Pa’ diglielo a ma’” in abbinamento con Nada.

Così la casa discografica It gli dà la possibilità di incidere il suo primo album  “Il bosco degli amanti” (siamo nel febbraio del 1973) che racconta in maniera metaforica la storia di un aborto dove, gli arrangiamenti e la produzione sono curati da Lucio Dalla, da cui inizierà una lunga collaborazione.

Rosalino, esaltato dal grande successo con il suo primo album, a novembre del 1973 pubblica un secondo album  “Dal nostro livello”: quest’ultimo presenta canzoni con i testi tratti dai temi di alcuni alunni di una scuola elementare di Cinisello Balsamo. Dopo il singolo pubblicato nel 1976 “Evviva il grande amore”, canzone scritta da Mogol, Rosalino Cellamare interrompe la sua carriera di cantante per dedicarsi al cinema.

Tra il 1975 e il 1978  interpreta i film” Lezioni private” di Vittorio De Sisti,  “L’Agnese va a morire” di Giuliano Montaldo, “In nome del Papa Re” di Luigi Magni e Turi e “I paladini” di Angelo D’Alessandro, apparendo anche in singoli episodi di un paio di serie televisive girate per la TV inglese e francese.

Dopo la parentesi cinematografica, l’artista torna a cantare ed incide “Occhi verdi mari calmi”, dove partecipa all’edizione del Festivalbar del 1978.

Da qui una carriera inarrestabile. Nel 1979 Lucio Dalla e Francesco De Gregori lo chiamano per curare gli arrangiamenti del loro tour “Banana Republic”, che raccoglierà centinaia di migliaia di spettatori nei più grandi stadi d’Italia e dal quale verranno tratti un disco e un film. Durante questi concerti gli viene data la possibilità di esibirsi come solista in “I ragazzi italiani” e “Come va”.

Nel 1980 esce l’album “Una città per cantare” e da qui in poi l’autore assumerà lo pseudonimo Ron.

Passano gli anni e il cantautore di Garlasco, oramai sulla cresta dell’onda, pubblicherà numerosi dischi.

Nel 1984 il suo singolo “Joe Temerario” diventerà  sigla di Domenica In e viene usato da Mario Monicelli all’interno della sua pellicola “Speriamo che sia femmina”, nella quale Ron compare ed interpreta se stesso.

Nel 1989 si dedica, in qualità di produttore, ad un giovane esordiente, un certo Biagio Antonacci ed al suo primo album “Sono cose che capitano”.

L’anno seguente (1990) Ron scrive un altro grande successo “Attenti al lupo” che verrà inciso, però, da Lucio Dalla.

Nel 1996 Ron, insieme a Tosca,  partecipa al Festival di Sanremo con “Vorrei incontrarti fra cent’anni” dove arriva primo.

Passano gli anni e Ron è sempre in grande attività. Pubblica singoli ed album e molti artisti collaborano con lui, come ad esempio Claudio Baglioni, Samuele Bersani, Loredana Bertè, Luca Carboni, Carmen Consoli, giusto per nominarne qualcuno.

Oramai Ron è una macchina inarrestabile. Scrive e pubblica numerose canzoni fino ad arrivare all’ultima edizione del Festival di Sanremo 2018 con il brano “Almeno pensami” arrivando ai piedi del podio (giunge quarto). Il brano gli vale il Premio della Critica del Festival della canzone italiana “Mia Martini” (il primo della sua carriera) risultando il più votato e precedendo il trio Ornella Vanoni/Bungaro/Pacifico e Max Gazzè.

A questo punto bisogna solo dire: “Buon compleanno artistico, Ron. Ed altri 100 di questi giorni”.

Castellammare, blitz al Rione Moscarella: ecco cosa è successo…

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Operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia

Conservavano nel garage di un condominio armi, droga e apparecchiature per il confezionamento delle stesse. I Carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia con la collaborazione delle unità cinofile di Sarno sono riusciti a scoprire quanto accadeva al Rione Moscarella, quartiere della Città delle Acque.

I malviventi conservavano nel garage due revolver a salve modificati per essere armi da sparo a tutti gli effetti, due etti di marijuana in dosi, 30 grammi di cocaina, due bilance, rotoli di cellophane e una macchina per sottovuoto. Il blitz ha permesso alle forze dell’ordine di sequestrare il tutto a carico di ignoti.
La merce era ben nascosta in una colonna dietro mattonelle che bisognava rimuovere e sotto una grata di scolo dell’acqua piovana. Un nascondiglio ben studiato e preparato, ma che non è bastato per confondere le unità cinofile.

Napoli, Hamsik: “Abbiamo giocato meglio del Lipsia. Peccato per quel gol all’andata”

“Ora dobbiamo pensare al campionato e concentrarci sul Cagliari”

Marek Hamsik, capitano del Napoli, ha pubblicato i propri pensieri sul suo sito ufficiale. Ha scritto ciò che pensa sulla gara di ieri e su quel gol, preso con troppa leggerezza, che ha impedito agli azzurri di di superare il turno e qualificarsi agli ottavi di finale di Europa League.

Ecco quanto scritto dal numero 17 partenopeo:

“Abbiamo giocato questa partita di ritorno come una rivincita, con il chiaro obiettivo di fare di tutto per vincere. Siamo stati meglio del Lipsia, abbiamo dominato il match e ci è mancato poco per eliminare la squadra di casa. E’ un peccato aver subito il terzo gol la scorsa settimana, perché senza di questo ora staremmo festeggiando. Ma ora bisogna dimenticare rapidamente quest’eliminazione e ritornare con la testa al campionato. Lunedì ci attende il Cagliari”.

Circumvesuviana, i dipendenti protestano contro le aggressioni sui treni

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La manifestazione si terrà alle 10:30 nella stazione di Porta Nolana

Protestano i dipendenti della Circumvesuviana, lo fanno contro le aggressioni subite sui treni che diventano sempre più frequenti: chiedono maggiori tutele. I manifestanti protesteranno dalle 10:30 nella stazione di Napoli-Porta Nolana denunciando le violenze quotidiane subite dal personale e dai viaggiatori.

La manifestazione arriva dopo l’ultimo episodio di mercoledì ai danni di un capitreno della Circum, preso a pugni da un sedicenne privo di biglietto. Il sindacato Orsa che ha organizzato la protesta dice: “Vogliamo denunciare il clima di terrore che si vive sui treni. Mercoledì il collega è stato aggredito e insultato, il treno è ripartito da Ercolano dopo 50 minuti e il macchinista è stato lasciato da solo a denunciare, come accade sempre. Chiediamo più garanzie per la nostra incolumità fisica, gli episodi che accadono sono più numerosi di quel che si crede. Sono troppi i paletti della burocrazia e l’azienda più di pagare guardie giurate non può fare. Vogliamo sentirci sicuri mentre siamo al lavoro e con noi chiediamo più tutela anche per i viaggiatori”.

Il servizio dovrebbe essere regolare non ci dovrebbero essere disagi. I macchinisti avevano annunciato disagi al servizio ferroviario, per consentire ai colleghi di partecipare alla protesta ma il presidente Eav Umberto De Gregorio ha appoggiato la manifestazione, chiedendo però che non ci fossero disagi per gli utenti.
Lo stesso De Gregorio spiega: “La manifestazione contro le aggressioni è una protesta giusta, alla quale aderisco personalmente ma ho chiesto che non ci fossero disagi per gli utenti, perché serve a sensibilizzare le autorità e intensificare i controlli”.

Intanto De Gregorio annuncia una novità. EAV sarà la prima azienda ad istituire la Banca ferie solidali in cui confluiranno giorni di ferie maturati e non fruiti, con il consenso dei lavoratori, a favore dei colleghi che ne hanno necessità per motivi di salute o familiari.

Lipsia-Napoli: Zielinski incanta tutti. Ecco i voti dei maggiori quotidiani…

Il polacco ha convinto tutti con la sua prova nella gara contro il Lipsia

Piotr Zielinski, centrocampista tuttofare del Napoli, è stato chiamato in causa da Maurizio Sarri che l’ha schierato esterno destro d’attacco per provare nell’impresa di superare il Lipsia e ad accedere agli ottavi di finale di Europa League.

Il polacco non ha fatto rimpiangere Callejon. Ha preso il posto di Hamsik quando il capitano ha abbandonato il terreno di gioco per far posto allo spagnolo. L’ha fatto nel migliore dei modi, l’ha fatto alla grande, meritandosi i complimenti e gli applausi di tifosi, addetti ai lavori e della stampa.

Ecco cosa dicono di lui i quotidiani:

La Gazzetta dello Sport 7,5Adesso il vero fenomeno è lui, non c’è ruolo che non sappia reggere con giocate da vero fuoriclasse”

Corriere dello Sport 7,5“Sa fare tutto, è glassa sulle partite. Estasi anche da terzo in attacco”

Repubblica 6,5

TuttoSport 6,5“Per il suo allenatore è il nuovo De Bruyne. Il polacco risponde segnando e con una prestazione da campione”

Il Mattino 7“Abituato a fare il vice a chiunque in questo Napoli, contro il Lipsia deve improvvisarsi anche alter ego di Callejon, dimostrando che la cosa poteva anche avvenire prima. Bravo a farsi trovare al centro della porta, sulla ribattuta di Gulacsi. Ha controllo di palla sia col destro che col sinistro. Non facile la serata per Bernardo. Bene anche quando prende il posto di Hamsik”.

Giochi Politici (Mauro Lo Piano)

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Mancano pochi giorni alle elezioni, i giochi politici sembrano fatti, unica incognita potrebbe essere quella dall’affluenza alle urne. Se fosse bassa, come da previsioni, si aprirebbero scenari politici del tutto imprevedibili, che potrebbero portare il Paese in uno stato di ingovernabilita’.

La situazione del nostro Paese a che ne dicano i nostri ex  governanti, non e’ delle piu’ rosee, sono rimasti sul campo un’infinita’ di problemi sociali, inutile elencarli tutti, visto che occupano gli spazi dei maggiori quotidiani nazionali ed internazionali.
 
La stessa Comunita’ Europea e’ preoccupata sull’esito delle votazioni del 4 Marzo, anche se dalle urne non dovrebbe uscire una ventata di populismo come e’ avvenuto in altri Paesi Europei. 
 

Proprio ieri Juncker, Presidente della Commissione Europea,  ha parlato della possibilita’ che in Italia si possano avere seri problemi di operativita’. Aggiungendo ancora che lui, e’ piu’ preoccupato per l’esito delle nostre elezioni che per il risultato del referendum dell’Spd in Germania.

Dallo stallo tedesco all’Ungheria xenofoba. Tutte le crepe Ue che spaventano i mercati

Mercati: crepe Ue che spaventano, da stallo tedesco a Ungheria xenofoba

Dopo questo intervento, le borse europee, compresa quella italiana, sono colate a picco: sembra che molti investitori abbiano tirato i remi in barca, in attesa di nuovi riscontri.

Immediata la risposta di Gentiloni, “stia tranquillo”, ha rassicurato il nostro Primo Ministro, il voto non rappresentera’ un salto nel buio.
In questa gia’ difficile situazione politica, sarebbe necessario e quanto mai opportuno aprire un capitolo sul voto di mafia: il Ministro Minniti, e’ stato molto esplicito quando ha parlato di “influenza”, certamente non si riferiva ad uno stato infettivo, ma ad una “cappa opprimente mafiosa ” e quasi invisibile, che continua a condizionare la vita sociale di milioni di Italiani.
 
Il connubio Stato – Mafia continua a tenere banco in centinaia di piccoli paesi, dove ancora si possono manipolare i voti, scambiandoli come se fossero una mercanzia.
 
L’Italia ha bisogno di un Governo che finalmente ponga le proprie attenzioni alle necessita’ della gente, le parole volano gli scritti rimangono. Chi non manterra’ gli impegni presi in campagna elettorale, dovrebbe gettare la spugna per dignita’, sempre che questa parola abbia ancora un valore etico.
 
I toni in tutte le campagne elettorali, sono stati da sempre tesi, ma in questi ultimi periodi hanno preso una piega del tutto sbagliata, si tenta di usare la violenza al posto delle, parole, la prevaricazione piuttosto che il dialogo. 
 
Sono anni che le persone sopportano, sopportano di tutto e ancora di piu’: il 4 Marzo ogni Italiano dovrà esercitare il proprio diritto al voto, cosi’ il popolo potra’ veramente essere artefice del proprio futuro.

Sant’Antonio Abate, marijuana nell’armadio: arrestato un insospettabile 37enne

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Arresto incredibile a Sant’Antonio Abate dai carabinieri di Castellammare di Stabia

Sant’Antonio Abate. Marijuana nascosta nell’armadio della camera da letto, 37enne incensurato arrestato. I carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate nel corso di controlli anti-droga hanno tratto in arresto per detenzione di sostanze stupefacenti A.G., 37enne disoccupato del posto. I militari abatesi insieme ai colleghi della compagnia di Castellammare di Stabia nell’abitazione dell’uomo hanno rinvenuto 280 grammi di marijuana, un bilancino di precisione per il confezionamento delle dosi e 1100 euro in banconote di piccolo taglio ritenute il ricavo della vendita della droga. Una volta fatta irruzione in casa il 37enne ha consegnato spontaneamente alcune dosi di marijuana ma durante la perquisizione delle stanze i militari all’interno dell’armadio della camera da letto hanno scoperto un ingente quantitativo di stupefacente: oltre 270 grammi di “erba”. Nel corso del rito direttissimo davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata, il 37enne ha ricevuto una condanna ad un anno con pena sospesa per poi essere scarcerato.

Napoli, c’è apprensione per Mario Rui: da valutare le sue condizioni…

Il terzino mancino potrebbe saltare la gara di Cagliari

Non finisce la sfortuna per il Napoli, in particolare per quella corsia mancina che, dopo il doppio grave infortunio di Ghoulam (rottura del legamento crociato del ginocchio e frattura della rotula), si ritrova a dover fare i conti con il fastidio al piede di Mario Rui.

Il terzino ex Empoli è uscito al 68′ di gioco per un dolore alla pianta del piede sinistro. Ha dovuto abbandonare il campo nonostante abbia provato a riprendere il proprio posto. La rosa del Napoli è già numericamente ridotta, come ammesso dallo stesso Sarri ieri nella conferenza stampa del post-partita contro il Lipsia, e questo nuovo imprevisto potrebbe complicare, e non poco, il cammino degli azzurri. Le condizioni del numero 6 azzurro saranno valutate nei prossimi giorni per capire se potrà prendere parte al match di lunedì contro il Cagliari o se Maggio prenderà il suo posto con Hysaj dirottato sulla sinistra.

Di Mario Rui parla anche il Corriere del Mezzogiorno:

“C’è un po’ d’apprensione per le condizioni di Mario Rui che al 68’ ha dovuto lasciare il campo per un colpo alla pianta al piede, saranno valutate le sue condizioni in vista della trasferta di Cagliari in programma lunedì sera”.

Il Napoli e il rebus portieri: Leno è in pole, ma spunta una clausola. I dettagli…

Anche Sepe è in bilico. Almeno 7 i profili seguiti dagli azzurri

A fine stagione Pepe Reina, a meno di clamorosi colpi di scena, saluterà il Napoli. Il contratto scade nel prossimo giugno e la società non lo rinnoverà. Per questo, De LaurentiisGiuntoli sono al lavoro per cercare un sostituto, o meglio un erede, che possa difendere i pali della porta azzurra come si deve.

Il nome più chiacchierato e che stuzzica maggiormente la mente dei dirigenti napoletani è quello di Alban Lafont, estremo difensore in forza al Tolosa, ribattezzato come “il  Donnarumma transalpino”: ha già compiuto 19 anni ed è titolare fisso nella sua squadra, quest’anno non ha saltato una sola partita in Ligue 1. Su Lafont non c’è solo il Napoli: i più grandi club europei si sono accorti di lui e a giugno potrebbe scatenarsi un’asta.

Un altro nome importante, il principale obiettivo dei partenopei è Leno, 25enne portiere del Bayer Leverkusen, con contratto in scadenza a giugno 2020 con una clausola rescissoria di soli 20 milioni. Altro nome presente sulla lista di Giuntoli è quello del portiere argentino Rulli in forza alla Real Sociedad. Portieri in lizza per arrivare a Napoli sono anche Pau Lopez dell’Espanyol e Rui Patricio dello Sporting Lisbona.
Ultimo portiere che si è aggiunto alla lista è Mattia Perin del Genoa.

Il club di De Laurentiis potrebbe dover far fronte anche ad un’altra partenza tra i pali: quella di Sepe. Il portiere di Torre del Greco non è contento della sua attuale posizione, vorrebbe giocare con più continuità e se dovesse chiedere la cessione proprio per questo motivo allora il Napoli non si farà trovare impreparato.
Giuntoli è già al lavoro e valuta il profilo del 19enne Rok Vodisek del Olimpia Lubiana e Alex Meret di proprietà dell’Udinese.

Il Corriere della Sera critica Sarri: “EL alla portata, inutile stravolgere la squadra al ritorno”

Il quotidiano punta il dito sull’allenatore del Napoli

Una eliminazione che scotta, che fa male. Soprattutto perchè il Napoli ha dimostrato di poter mettere in difficoltà i tedeschi del Lipsia: nella gara di ritorno lo ha dimostrato, la qualificazione, a detta di tutti, è stata sciupata all’andata: in particolare nei minuti di recupero quando Reina ha dovuto raccogliere per la terza volta il pallone dalla propria rete.

Lo sa anche Sarri che viene criticato nell’edizione odierna del Corriere della Sera:

“Un gol per tempo, gli azzurri hanno appassionato i 1.300 tifosi arrivati in Germania con una partita tenuta aperta sino all’ultimo secondo. Ai partenopei l’impresa non è riuscita e probabilmente resta tutto in linea con le intenzioni fin troppo dichiarate dallo stesso allenatore alla vigilia della sfida del San Paolo, anche se le scelte opposte del doppio confronto avevano lasciato intuire un cambio di programma. La linea sottile sta nella prestazione e non nel risultato. Sarri l’avrebbe voluta all’altezza anche a Napoli e lo stravolgimento inedito della squadra è sembrata una correzione legittima ma oggettivamente inutile. Va bene l’orgoglio, va bene anche il cuore oltre l’ostacolo, ma la differenza tra la delusione dell’andata e la soddisfazione del ritorno diventa particolare risibile ai fini di un traguardo che forse poteva essere alla portata del Napoli, primo in classifica in campionato”.