Home Blog Pagina 503

Myplant & Garden, Torrani (Fitp): “Attivo censimento impianti”

0

(Adnkronos) – "Come Federazione italiana tennis, padel, pickleball, che comprende gli sport di racchetta come tennis, padel beach, tennis beach e tennis in carrozzina, abbiamo adattato le nostre carte federali ai regolamenti dell'impiantistica e alle procedure per l'omologazione degli impianti.Sul territorio abbiamo messo in piedi una rete di tecnici, sotto un coordinamento di 21 comitati regionali, che procede alla verifica delle migliaia di impianti federali presenti.

Circa 100 tecnici vanno giornalmente presso tutti gli impianti a verificarne l’omologazione.Questo è un modo anche per avere un censimento di quelli che sono gli impianti sul territorio".

Sono le dichiarazioni di Silvia Torrani componente della Fitp, la Federazione italiana tennis, padel, pickleball, intervenendo al panel 'Sicurezza e impianti sportivi: un confronto tra federazioni, enti e progettisti' che si è svolto nell’ambito della prima giornata di lavori della IX edizione di Myplant & Garden, il Salone internazionale del Verde, presso la Sala Verde sportivo allestita nel padiglione 20 della fiera. L’incontro si configura tra i numerosi appuntamenti che riempiono il ricco palinsesto della manifestazione che si svolge a Fiera Milano Rho fino al 21 febbraio 2025. "Tutta l'attività sull’impiantistica -riprende Torrani- è nata in pieno Covid, quando il Coni ha mandato una circolare a tutte le federazioni sportive nazionali raccomandando l’omologazione degli impianti.Omologare un impianto vuol dire attestare in unità lo svolgimento delle competizioni o l'esercizio della pratica sportiva -spiega-.

Gli impianti vengono omologati per tipologia, quindi se abbiamo un circolo che ha campi da tennis, campi da padel o campi da beach, abbiamo tre diverse omologazioni per il tennis, per il padel e per il beach.Siamo nel vivo di questa attività, ma c’è ancora tantissimo da fare", conclude. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Valastro: “Violenze contro personale Cri, 394 casi dal 2018, fenomeno preoccupante”

0

(Adnkronos) – "Tra il 2018 e il 2024, si sono verificate complessivamente 394 segnalazioni di aggressioni agli operatori Cri.Attacchi verbali e fisici che, nella maggior parte dei casi, vedono come autori gli stessi beneficiari del soccorso.

Stando ai dati in nostro possesso, dal 2023 al 2024 le aggressioni sono passate da 63 a 68.Un aumento di circa l’8% in appena un anno.

Un trend preoccupante che racconta un fenomeno che non sembra accennare ad arrestarsi".E' l’allarme lanciato dal presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, in occasione della Giornata Nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato.  “Ogni atto di violenza a danno degli operatori sanitari compromette, oltre che la loro sicurezza, quella dei pazienti.

Questi episodi ostacolano l’operato del personale sanitario a supporto di chi ha bisogno di assistenza e cure – aggiunge – È già grave che ciò accada in contesti ordinari, in ospedale, in ambulanza, mentre si interviene per soccorrere qualcuno, lo è ancora di più in quei contesti emergenziali dove l’aiuto di un sanitario può fare la differenza tra vivere e morire”, ha detto facendo riferimento ai 32 operatori umanitari del Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa morti nel 2024 mentre prestavano servizio di assistenza alla popolazione in zone di conflitto. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aggressioni a operatori, Ordini infermieri: “Legge dà i primi risultati”

0

(Adnkronos) – "La legge che è stata approvata sull'arresto in flagranza di reato anche in differita" per le aggressioni ai sanitari, “mi viene segnalato da uno dei miei Ordini, ha già dato i primi risultati.Di fronte all'ennesima violenza, mai giustificabile, il pubblico ministero ha chiesto 1 anno e il giudice ha portato la condanna a 2 anni.

Grazie, perché questo è un segno concreto e tangibile dello sforzo che è stato fatto e di cui vi ringraziamo".Così Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi, Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche, questa mattina a Roma si è rivolta al ministro della Salute, Orazio Schillaci, partecipando all'evento per la Giornata nazionale del personale sanitario. "Abbiamo bisogno di lavorare sulle professioni che rappresentiamo, sulla nostra formazione accademica, innanzitutto, che si traduce in un percorso di carriera ed economico.

Il nostro Servizio sanitario nazionale è preziosissimo.A quasi 50 anni, c'è però bisogno di una manutenzione straordinaria, di pensare a nuovi modelli, a nuove modalità per affrontare le sfide che abbiamo di fronte come Paese, come professioni sanitarie, sociosanitarie e sociali" con "una società che invecchia" e un "inverno demografico" ha aggiunto Barbara Mangiacavalli. "Si tratta di rilanciare il valore della formazione infermieristica nel nostro Paese – spiega Mangiacavalli – perché è un patrimonio nazionale, un ulteriore tassello di quel 'made in Italy' che dobbiamo difendere e promuovere, a tutela di tutta la popolazione.

Abbiamo bisogno dell'innovazione tecnologica e dei processi organizzativi e assistenziali – elenca – abbiamo bisogno di modelli organizzativi e di strumenti di welfare adeguati non solo ai bisogni dei cittadini, ma anche alle crescenti responsabilità e ai ruoli sempre più decisivi per il futuro dell'assistenza nel nostro Paese.Noi infermieri siamo un elemento chiave su cui intervenire, perché valorizzare le professioni infermieristiche significa garantire al Paese anche il contributo che queste figure possono, devono e vogliono dare". Questi, conclude la presidente Fnopi, sono anche "i temi al centro nel nostro congresso nazionale che si apre fra un mese esatto a Rimini", che conta "ormai quasi 5mila infermieri" e che vuole "dare spazio a idee, progetti, innovazioni e ogni novità che possa mantenere l'eccellenza sanitaria del nostro Paese". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Schillaci: “In pandemia compresa importanza operatori e medicina territorio”

0

(Adnkronos) – "La pandemia ha segnato profondamente la vita di tutti noi e del Servizio sanitario nazionale.Dalla lezione della pandemia dobbiamo capire cosa non ha funzionato ed è, penso, in primis, la medicina territoriale.

Stiamo lavorando per far sì che ci sia una sanità più moderna è vicina ai cittadini.Dalla pandemia abbiamo imparato quanto siano importanti gli operatori sanitari che sono al centro della nostra attenzione".

Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, a Roma a margine dell'evento per la Giornata nazionale del personale sanitario, che si celebra oggi “La sanità è cambiata e ci vogliono anche nuove competenze per vincere le sfide che ci aspettano.Dalla medicina digitale alla telemedicina”. "Questa giornata è nata sull'onda della pandemia e dello straordinario impegno di tutti i professionisti che sono stati in prima linea a combattere il virus" di Covid-19. "Ma oggi vogliamo rendere omaggio alle donne e agli uomini che ogni giorno, nei propri ambiti di competenza, contribuiscono a garantire il diritto alla salute.

Un diritto, lo ricordo, che è l'unico a essere definito fondamentale dalla nostra Costituzione".ha poi aggiunto il ministro: "Sebbene il personale dipendente sia cresciuto negli ultimi anni – ha sottolineato – c'è ancora un problema di carenza, che si è determinato nel corso degli anni e si è acuito dopo il 2020.

Dobbiamo fare i conti poi, purtroppo, con una disaffezione al servizio sanitario pubblico e le conseguenti difficoltà nel reclutare professionisti, con il picco della curva pensionistica, soprattutto per alcuni profili, e con condizioni di lavoro che spesso non consentono un adeguato bilanciamento tra lavoro e vita privata.Alla luce di tutto ciò, lavoriamo per disporre di una forza lavoro in numero adeguato, ma soprattutto competenze aggiornate". "Questo governo – ha rivendicato il ministro – ha fatto della salute dei cittadini una priorità della propria azione.

Abbiamo destinato la nostra attenzione in particolare a sostenere il capitale umano del Servizio sanitario nazionale, nella consapevolezza che valorizzare il personale vuol dire migliorare il Ssn.Si può fare di più?

Certo.Ritengo tuttavia che abbiamo dato segnali importanti". "Entro il 2026 saranno pronte le nuove strutture territoriali necessarie per il rafforzamento dell'assistenza sul territorio, che proprio durante la pandemia ha mostrato il lato vulnerabile del servizio sanitario.

Sono stati aperti cantieri già per il 70% delle strutture e procediamo secondo la tabella di marcia del Pnrr – ha sottolineato – Ma perché queste strutture siano pienamente funzionanti c'è bisogno di personale.Su questo, ricordo che con la Finanziaria del 2024 abbiamo garantito le risorse alle Regioni, già ripartite (250 milioni nel 2025 e 350 milioni nel 2026).

Nelle Case di comunità ci saranno équipe multispecialistiche, inclusi psicologi e assistenti sociali nell'ottica di una presa in carico sociosanitaria". "E sarà cruciale l'apporto dei medici di famiglia.Voglio rassicurare, rispetto alle notizie in circolazione nelle ultime settimane – ha precisato – che nessuno ha intenzione di rompere il rapporto di fiducia tra cittadino e medico.

Vogliamo, invece, rafforzare questa alleanza offrendo alle persone un ulteriore punto di accesso dove il medico di famiglia potrà fare la sua diagnosi e avvalersi se necessario dello specialista.Stiamo lavorando con un approccio costruttivo insieme alle Regioni e non mancherà certamente il dialogo con le categorie con cui in questi due anni c'è sempre stato un canale aperto.

Ma come ho avuto modo di dire in altre occasioni, dobbiamo avere il coraggio di cambiare.Modelli nati quasi 47 anni fa non sono francamente più adatti alle esigenze mutate.

Su questo credo che siamo tutti d'accordo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo e l’ammirazione per i chirurghi che salvano vite in Ucraina

0

(Adnkronos) –
Re Carlo ha dichiarato di essere "pieno di ammirazione" per i chirurghi che lavorano per salvare soldati e civili feriti in Ucraina.Il sovrano britannico, in visita al Centre for Injury Studies dell'Imperial College di Londra, ha chiesto al primario di chirurgia di un centro di riabilitazione di Leopoli di farsi portavoce dei suoi "pensieri e auguri più cari" verso coloro che lavorano sul campo, in vista del terzo anniversario dell’inizio della guerra con la Russia.  Al re – riporta il Telegraph – sono state mostrate le più recenti ricerche e tecnologie impiegate in prima linea per contribuire a prevenire lesioni gravi e salvare vite umane.   Il dipartimento universitario sta lavorando con Unbroken, un centro di riabilitazione a Leopoli, realizzato per curare gli ucraini feriti.

Un medico ha affermato che da quando hanno ricevuto il sostegno britannico, sono stati in grado di istituire un centro di chirurgia costruttiva per aiutare a "ricostruire i corpi distrutti dalla guerra".Hnat Herych, primario di chirurgia presso Unbroken, ha detto al pubblico, tra cui il re e l'ambasciatore ucraino, tramite collegamento video: "Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per il sostegno incrollabile del Regno Unito all'Ucraina.

In questi tempi turbolenti, la Gran Bretagna non solo è rimasta il nostro fedele alleato, ma ha anche dimostrato una vera leadership globale nella difesa dell'Ucraina e nella difesa della libertà". "L'impegno di Vostra Maestà e del popolo britannico – ha proseguito – è per noi inestimabile e speriamo certamente nel vostro continuo supporto in questi tempi critici".In risposta, il re ha espresso la sua ammirazione per il loro lavoro e per la collaborazione tra i due Paesi. "Sono così contento che l'Imperial College abbia questa relazione molto efficace con Unbroken", ha detto ad Herych. "Spero solo di non creare troppi problemi alle vostre normali attività lavorative; so quanto siete impegnati.

Spero che tu possa esprimere i miei pensieri e i miei auguri più cordiali a tutta la tua squadra.Sono pieno di ammirazione per ciò che cercate di fare". —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Evoluzione Società Benefit, crescita fatturato insieme a dinamicità e inclusione

0

(Adnkronos) – Un andamento in forte crescita delle società benefit in Italia, che arrivano a quota 4.593 unità, crescendo numericamente del 27% rispetto all’anno precedente e raggiungendo un livello di incidenza dell’1,57 per mille sul totale delle società registrate e del 2% sulle grandi aziende.Sotto il profilo occupazionale, sono oltre 217.000 gli addetti di questo tipo di imprese, per un valore della produzione di circa 62 miliardi di euro.

E' quanto emerge dai risultati della ricerca nazionale sulle Società benefit 2025, che sono stati presentati oggi presso il centro congressi di Palazzo Rospigliosi a Roma, nel corso dell’evento 'Un’ondata di innovazione'.  L’iniziativa ha visto la presenza istituzionale del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.Attraverso le voci dei partner della ricerca – Nativa, il research department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’università di Padova, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit – è emerso un quadro dettagliato della dinamicità del mondo delle società benefit e del ruolo chiave che le imprese possono svolgere per la collettività coniugando performance economiche e generazione di valore per le persone e il pianeta.  La fotografia del periodo oggetto della ricerca (2021-2023) sottolinea come queste aziende si confermino più dinamiche rispetto alle non-benefit simili per dimensione e specializzazione: la crescita del fatturato delle società benefit risulta superiore, con un incremento cumulato in termini mediani del 26% e un divario netto rispetto al campione di confronto delle non-benefit, in cui la crescita si attesta invece al +15,4%.

Inoltre le società benefit sono caratterizzate da un maggior grado di investimenti su importanti leve strategiche come innovazione, internazionalizzazione, attenzione alla sostenibilità e investimento in energia rinnovabile. Anche il sostegno all’occupazione risulta maggiore rispetto alle non-benefit, con il 62% di società benefit che ha incrementato il numero di addetti rispetto al campione di confronto che si ferma al 43%.Nel periodo preso in considerazione le società benefit hanno registrato una crescita del valore aggiunto del 26,1%, ben superiore rispetto al 16,3% delle imprese tradizionali.

L’aumento del costo del lavoro del 25,9%, quasi il doppio rispetto al 12,5% delle non-benefit, dimostra la tendenza a redistribuire maggior valore alle persone, valorizzandole e sostenendole in un periodo caratterizzato da forti spinte inflazionistiche. Guardando alla composizione del management, le società benefit si distinguono per una maggiore attenzione alla parità di genere e alla presenza di giovani nei board.Le donne trovano maggiore spazio nei consigli di amministrazione, con il 48% delle società benefit che presenta almeno una presenza femminile, rispetto al 38% delle aziende non-benefit.

Nelle grandi imprese, questa quota sale al 62%, con un distacco di quattordici punti percentuali rispetto alle realtà di pari dimensioni non orientate al modello Benefit. Anche i giovani under 40 sono più presenti nei board delle società benefit, con una quota del 27,9%, che sale al 30,4% nel Mezzogiorno.La leadership giovanile si traduce in maggiore dinamismo e innovazione: tra il 2021 e il 2023, le società benefit guidate da giovani hanno registrato una crescita mediana del fatturato del 30,6%, contro il 23,5% delle imprese con board tutto over 65.

Inoltre, queste imprese mostrano una maggiore propensione ad assumere (+20% vs +11%) e a riconoscere aumenti salariali più elevati (+34,5% vs + 23,2%), valorizzando il capitale umano e rafforzando la propria competitività. L’analisi della distribuzione regionale mostra una concentrazione più elevata delle società benefit nel Nord, in particolare in Lombardia (1.500 aziende).L’alta incidenza nel territorio lombardo (2,74؉ sul totale delle imprese) è in parte dovuta alla forte presenza di grandi aziende che trainano il fenomeno; tuttavia, l’ampia diffusione in tutte le classi dimensionali suggerisce una propensione culturale più forte all’innovazione e all’adozione di questo modello.

In termini assoluti, la seconda regione per numero di Società Benefit è il Lazio (509), seguita dal Veneto (470) e dall’Emilia Romagna (402).Per quanto riguarda invece le province con la maggior incidenza di Società Benefit sul totale, il podio è formato da Milano (3,95؉), Trieste (3,35؉) e Trento (3,26؉). Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i risultati della prima analisi delle finalità di beneficio comune indicate negli statuti societari delle Società benefit – contenuti nella seconda parte della ricerca nazionale delle società benefit presentata a fine 2024 – che ha fatto emergere lo spiccato orientamento dell’impegno delle società benefit verso l’area sociale, seguita dall’area ambientale e di governance. La ricerca nazionale sulle società benefit 2025 conferma dunque il ruolo significativo delle società benefit come un'evoluzione promettente nel panorama imprenditoriale e esempio virtuoso di creazione di valore condiviso, la cui diffusione potrebbe generare un effetto positivo su interi settori e potenzialmente sull’intero sistema paese. “Il percorso che stanno facendo le Società Benefit è ricco di indicazioni preziose per lo sviluppo del nostro tessuto imprenditoriale in senso più moderno e inclusivo”, ha detto il direttore generale di InfoCamere, Paolo Ghezzi.  “Le informazioni puntuali che emergono dalle analisi dei dati ufficiali del Registro delle imprese rappresentano un valore straordinario anzitutto per le istituzioni, per seguire da vicino e favorire la diffusione di questa modalità di fare impresa che guarda al territorio e alle persone.

Allo stesso modo, sono uno stimolo concreto per le altre imprese fuori dal perimetro Benefit e che, sulla base di queste evidenze, possono avvicinarsi con più fiducia a questo modello”, ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diabete, Bindi (Abbott): “Campagna Oltre il pregiudizio per superare lo stigma”

0

(Adnkronos) – "In Italia ci sono oltre 4 milioni di persone con diabete che affrontano sfide quotidiane molto importanti.Attraverso una ricerca internazionale, condotta in 8 Paesi tra cui l'Italia, abbiamo potuto osservare che esistono moltissimi luoghi comuni e pregiudizi che complicano ulteriormente la vita dei pazienti con diabete e la gestione della patologia.

La nostra campagna 'Oltre il pregiudizio' ha come obiettivo combattere e superare lo stigma sul diabete".Così all'Adnkronos Salute Massimiliano Bindi, amministratore delegato di Abbott Italia, intervenendo alla presentazione – oggi a Roma – della nuova survey internazionale dedicata al diabete. Contestualmente, Abbott ha inaugurato un'installazione immersiva in piazza San Silvestro a Roma, dove resterà visibile da oggi e fino a domenica 23 febbraio, che permette ai visitatori di guardare le cose dal punto di vista di chi convive con il diabete, e lancia la campagna 'Above the Bias' (Oltre il pregiudizio) per evidenziare le sfide che le persone con diabete devono affrontare e favorire una maggiore empatia.  "L'obiettivo di questa nostra campagna, che lanciamo oggi in Italia – spiega Bindi – è creare una maggiore consapevolezza ed empatia nei confronti delle persone con patologia diabetica, affinché si superino le barriere del pregiudizio che sono particolarmente complesse".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terzo settore, un team di under 30 guida impegno Unhate Foundation a favore dei giovani

0

(Adnkronos) – Con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un futuro dove l’odio non trovi più terreno fertile per crescere, Unhate Foundation si è recentemente costituita come ente del terzo settore (Ets), aprendo così un nuovo capitolo di un progetto lanciato da Alessandro Benetton nel 2011.La Fondazione si propone di coinvolgere le nuove generazioni in occasioni di crescita e sviluppo del proprio potenziale, promuovendo solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità attraverso progetti innovativi. In particolare, la Fondazione mira a combattere la cultura dell’odio, agendo sulle sue cause profonde, concentrandosi sulla formazione dei giovani e offrendo loro nuove opportunità.

Le quattro principali aree di azione principali sono: mobilità sociale, trasformare il merito in opportunità, valorizzando talenti inespressi e promuovendo il merito e l’impegno; educazione, migliorare la qualità dei luoghi di formazione, creando spazi inclusivi e dinamici per favorire l'apprendimento; cultura, utilizzare il patrimonio culturale per promuovere dialogo e connessione tra generazioni; studi e ricerc, promuovere ricerche innovative per generare cambiamenti positivi nelle comunità; 'for a generation of change', giovani under-30 alla guida del cambiamento.  A guidare la Fondazione nel ruolo di consigliere delegato è Irene Boni, in precedenza ceo di Talent Garden e gm di Yoox, manager con comprovata esperienza nel settore dell’educazione e del digitale, maturata alla guida di team prevalentemente under 30. Per coadiuvare il lavoro del consiglio di amministrazione, composto da sei membri, Unhate Foundation ha scelto di affidare a un comitato scientifico – composto in maggioranza da giovani professionisti, accompagnati da alcuni esperti “fuori quota” in nome del dialogo intergenerazionale – il compito di individuare le priorità di medio-lungo periodo e le direttrici progettuali su cui orientare la propria strategia.  Il comitato scientifico della Fondazione riunisce persone di talento con esperienze e background eterogenei, dal mondo delle start-up a quello accademico, dall’arte allo sport, passando per la comunicazione digitale e il terzo settore: Huda Lahoual, 21 anni, podcaster autrice di Huda, nessuna e centomila, podcast che racconta storie di giovani di seconda generazione in Italia, prodotto da Chora Media; Chiara Schettino, 23 anni, co-founder di Rosso, start-up nata per ridurre i tempi di attesa per i pazienti riceventi di sangue e sensibilizzare la Gen Z sull’importanza della donazione; Roberto Celestri, 23 anni, content creator e divulgatore d’arte, ha collaborato con Il MAXXI, i Musei Vaticani, la Galleria Colonna, i Musei Capitolini, la Galleria Borghese, e la Collezione Peggy Guggenheim; Francesco Di Napoli, 23 anni, attore, debutta nel 2019 come protagonista ne La paranza dei bambini.Successivamente recita in Romulus, Mina Settembre e Hey Joe, distinguendosi tra cinema e TV; Valentina Galli, 24 anni, studentessa universitaria specializzanda in Politiche Pubbliche per la Sicurezza, ha ideato un progetto per incentivare la partecipazione elettorale e la cittadinanza attiva nelle scuole superiori; Irma Testa, 27 anni, pugile medaglia di bronzo nei pesi piuma a Tokyo 2020 e oro ai campionati mondiali 2023 di Nuova Delhi; Gabriele Segre, 37 anni, politologo ed editorialista specializzato in politiche pubbliche e impegnato nella promozione della cultura della convivenza tra identità diverse; Vanessa Benelli Mosell, 37 anni, direttrice d’orchestra e pianista apprezzata a livello internazionale, nella sua carriera ha collaborato con alcune tra le più prestigiose istituzioni musicali europee e nel resto del mondo.

Claudio Burgio, 55 anni, sacerdote, fondatore della comunità Kayros e cappellano dell'Istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano.  Oggigiorno l'odio si propaga ancor più velocemente che in passato, anche attraverso il web: secondo diversi studi, se in Italia nel 2023 il 40% dei giovani tra i 15 e i 19 anni ha partecipato a zuffe o risse, a livello europeo quasi la metà (49%) dei giovani tra i 16 e i 29 anni ha assistito a episodi di odio sul web, con conseguenze tangibili sul loro benessere psicologico e sulle relazioni sociali.Un giovane italiano su due tra i 18 e i 25 anni (49%) ha dichiarato di aver sofferto di ansia e depressione nel corso della propria vita. Le cause sono molteplici e diffuse: incertezza economica, isolamento, insicurezza, malessere psicologico, disuguaglianze e povertà educativa.

Quest'ultima in particolare è una condizione che priva ragazzi e ragazze delle risorse necessarie per sviluppare il proprio potenziale, generando frustrazione ed esponendoli al rischio di esclusione sociale.La narrazione dell'odio diventa spesso normalità, trovando spazio nel linguaggio quotidiano, con parole e azioni che feriscono e generano divisioni. Unhate Foundation nasce dalla visione personale e dalla cultura di impresa di Alessandro Benetton che, nel solco di un progetto originariamente lanciato da Benetton Group nel 2011, ha voluto dare nuovo impulso a un’azione sociale coesa e di sistema.

Ad affiancarlo nel ruolo di ideatore e Presidente del Consiglio di Amministrazione, i Sostenitori Istituzionali Edizione, Mundys e Aeroporti di Roma hanno riconosciuto una consonanza valoriale tra la mission della Fondazione e i propri programmi esg e partecipano al progetto contribuendo sia all’operatività della fondazione che agli sviluppi progettuali con risorse economiche, know-how e competenze.L'auspicio per il futuro è che a sostenere progetti e iniziative della Fondazione possano aggiungersi anche altre aziende, istituzioni, enti, associazioni e altre fondazioni, operanti sia in Italia che all’estero. "Vogliamo dare vita a un progetto fortemente innovativo, dove saranno i giovani a decidere per i giovani”, afferma Alessandro Benetton, ideatore e Presidente di Unhate Foundation. “Per questo – continua Benetton – abbiamo dato vita a un comitato scientifico la cui età media è 30 anni, coinvolgendo diversi ventenni.

Da loro mi aspetto passione, creatività, voglia di costruire esperienze positive per i loro coetanei.Noi lavoreremo al loro fianco, insieme ai professionisti che hanno voluto abbracciare questa sfida, per rendere concreti i progetti che riterremo strategici.

Proprio per questo abbiamo ingaggiato le realtà del nostro Gruppo, con un approccio aperto anche a sinergie con altre aziende, enti e Istituzioni.Intendiamo infatti concentrare ogni sforzo attraverso la cultura, l’arte, lo sport per promuovere il dialogo e la solidarietà”. “Desideriamo alimentare un nuovo senso di comunità, offrendo opportunità per rimuovere gli ostacoli che impediscono un’autentica inclusione e premiando il merito.

Come imprenditore e come padre – conclude Benetton – avverto la grande responsabilità di promuovere una cultura di impresa che metta i giovani al primo posto”. “L’odio è un problema complesso che purtroppo si manifesta quotidianamente nelle sue forme più disparate, con ricadute che vanno oltre l’etica per toccare profondamente la dimensione sociale ed economica", aggiunge Irene Boni, consigliere delegato di Unhate Foundation. "Abbiamo scelto quindi di agire con un approccio federativo: unire forze diverse, dal profit al no profit, per costruire un’infrastruttura relazionale in grado di generare cambiamenti concreti e duraturi.Non vogliamo limitarci a parlare di sradicamento dell’odio, ma renderlo possibile attraverso iniziative co-progettate e multidisciplinari, che vedano i giovani non solo destinatari ma veri protagonisti di un movimento Unhate.

Crediamo nella forza del dialogo tra generazioni e mondi diversi, crediamo nella forza generativa delle possibilità, perché solo così si può creare uno spazio dove le ragazze e i ragazzi costruiscano un futuro in cui finalmente credono”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musk, referente Stroppa lancia nuovo sondaggio: al Viminale chi ha fatto meglio negli ultimi anni?

0

(Adnkronos) – Andrea Stroppa, referente di Elon Musk in Italia, lancia un nuovo sondaggio social su X: 'Quale ministro dell’Interno ha gestito meglio la sicurezza negli ultimi anni?', la domanda rivolta agli utenti.La scelta è tra Marco Minniti, Luciana Lamorgese, Matteo Salvini e Matteo Piantedosi. "1000 voti in un’ora.

Continuate a votare e condividere!", scrive Stroppa rilanciando il sondaggio social.  Stroppa ieri aveva pubblicato l’esito di un altro sondaggio che invece riguardava il giudizio sull'azione di governo del titolare del Viminale e la rete era stata severa con Piantedosi: “Preoccupante.Risultato finale su sondaggio operato del Ministro degli interni Piantedosi: 67% si sente meno sicuro da quando è ministro”, ha scritto Stroppa.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pnrr: 300 mln di euro per migrare dati e servizi verso il Psn

0

(Adnkronos) – Arriva un nuovo avviso cloud, dedicato alle pubbliche amministrazioni centrali, per potenziare le infrastrutture digitali chiave dell'Italia. ''Con il nuovo avviso pubblico da 300 milioni di euro le amministrazioni centrali possono potenziare i propri sistemi informatici con il cloud sicuro di Polo strategico nazionale, compiendo un cambio di passo nella gestione dei dati sensibili degli italiani e ampliando l’offerta di servizi pubblici per cittadini e imprese''.Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti, in una nota. ''Questa iniziativa, promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale, non solo accelera il raggiungimento dei traguardi europei previsti dal Pnrr, ma innalza anche la qualità, la sicurezza e la scalabilità delle nostre infrastrutture digitali, favorendo l’innovazione dell’ecosistema tecnologico a beneficio di tutto il sistema Paese”, aggiunge.  Il Dipartimento per la trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri, si legge, ha reso disponibile l'avviso pubblico da 300 milioni di euro, dedicato ad una platea di amministrazioni centrali che intendono iniziare il percorso verso il Psn oppure per perfezionare la migrazione avviata nei mesi precedenti, integrando quindi i loro piani con ulteriori servizi rispetto a quelli già finanziati dalla misura 1.1 'Infrastrutture digitali'.

Le pubbliche amministrazioni centrali, si sottolinea, ''possono ora accedere ad una nuova opportunità per accelerare e perfezionare la migrazione in cloud dei propri dati e servizi, a partire da quelli critici e strategici, verso l'infrastruttura ad alta affidabilità di Polo strategico nazionale (Psn), grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)''. “Accogliamo con entusiasmo il nuovo avviso pubblico da 300 milioni di euro, che rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzamento delle infrastrutture digitali del nostro Paese'', dichiara Emanuele Iannetti, amministratore delegato di Polo strategico nazionale. ''Grazie a questi fondi, le Pubbliche Amministrazioni Centrali avranno la possibilità di migrare i propri dati e servizi strategici e critici sul cloud di Polo strategico nazionale avvalendosi di un'infrastruttura cloud sovrana, scalabile e sicura.Polo strategico nazionale, con la guida del Dipartimento per la trasformazione digitale e del Sottosegretario Butti, rafforza il suo impegno verso le amministrazioni in questo percorso di migrazione al cloud, lavorando fianco a fianco con tutto l’ecosistema.

Questa iniziativa, non solo accelera il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr, ma contribuisce ad assicurare anche l'innovazione e la digitalizzazione della Pa a beneficio di tutto il sistema Paese”.  L’Avviso è aperto a una platea di amministrazioni centrali pilota, tra i quali Ministeri e Agenzie fiscali, che possono usufruire dei fondi del Pnrr per migrare anche i propri sistemi, applicazioni e dati sull’infrastruttura del Psn, in linea con quanto previsto dalla strategia cloud Italia.Potranno inoltre aderire anche le pubbliche amministrazioni centrali, e loro articolazioni organizzative come le direzioni generali, i dipartimenti o i comandi che hanno già partecipato ai precedenti avvisi pubblici della misura 1.1 di febbraio 2023 e marzo 2024.

In questo caso, la candidatura potrà riguardare esclusivamente l’integrazione di ulteriori servizi rispetto a quelli già finanziati in precedenza. Oltre alla migrazione dei servizi al Psn, l’avviso finanzia anche il canone per la gestione e l’erogazione di ciascun servizio per i dodici mesi successivi all’attivazione di ciascun servizio necessario alla migrazione.Le amministrazioni possono presentare la propria domanda di partecipazione seguendo le istruzioni disponibili sul sito del Dipartimento per la trasformazione digitale entro le ore 23.59 del 31 marzo 2025. La strategia cloud Italia, realizzata dal Dipartimento per la trasformazione digitale e dall'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), contiene gli indirizzi strategici per il percorso di migrazione verso il cloud di dati e servizi digitali della pubblica amministrazione.

La strategia traccia un percorso guidato per accompagnare circa il 75% delle pubblica amministrazione italiane nella migrazione dei dati e degli applicativi informatici verso il cloud entro il 2026, in coerenza con gli obiettivi del Pnrr. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cambio al vertice di Philip Morris Italia, Pasquale Frega nuovo presidente e ad

0

(Adnkronos) – Philip Morris Italia ha annunciato oggi che Pasquale Frega sarà il nuovo presidente e amministratore delegato dell’affiliata italiana.Frega vanta una lunga esperienza internazionale, maturata in aziende leader del settore farmaceutico come Novartis, Celgene Corporation, InterMune e Ipsen in Europa (Francia, Londra, Paesi nordici) e nelle Americhe.

Nel suo ultimo ruolo, Frega ha ricoperto il ruolo di presidente per il Canada e l'America Latina di Novartis, guidando la Regione verso significativi risultati di business sia sotto il profilo della crescita economica sia dell’eccellenza operativa.In precedenza, è stato country president di Novartis Italia, distinguendosi per aver portato l’azienda ad essere leader nel settore farmaceutico del Paese. Pasquale Frega assume questo incarico in un momento storico per Philip Morris International, impegnata nel costruire un futuro senza fumo eliminando le sigarette nel più breve tempo possibile, grazie a prodotti innovativi senza combustione basati su scienza e tecnologia, sviluppati per i fumatori adulti che non smettono di fumare.  L’obiettivo di medio termine dell’azienda è che entro il 2030 oltre due terzi dei propri ricavi netti a livello globale provengano dai prodotti senza combustione.

Per raggiungere questo obiettivo, dal 2008 l’azienda ha investito oltre 14 miliardi di dollari per la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione di questi prodotti, oggi disponibili in 95 Paesi nel mondo.A livello nazionale, sono oltre due milioni i fumatori adulti che sono passati ai prodotti senza combustione dell’azienda e hanno abbandonato le sigarette. “Sono entusiasta di questa nuova avventura e sono fermamente convinto del ruolo che, grazie alla ricerca scientifica e allo sviluppo tecnologico, come azienda possiamo svolgere per avere un impatto positivo sulla società”, ha dichiarato Frega, che ha aggiunto: “La visione del gruppo Philip Morris è chiara: rendere le sigarette un ricordo del passato nel più breve tempo possibile, accelerando la transizione dei fumatori adulti verso prodotti potenzialmente meno dannosi.

Una visione che in Italia perseguiremo a fianco di una filiera integrata che conta 41mila persone e 8mila aziende, e che rappresenta un’eccellenza mondiale”.  Marco Hannappel manterrà il ruolo di vicepresidente Europa Sud-Occidentale di Philip Morris International, coordinando le attività del Gruppo in Italia, Spagna, Portogallo e Andorra.  A capo dell’affiliata italiana dal 2019, Hannappel ha dato un impulso decisivo allo sviluppo della filiera di Philip Morris nel Paese, guidando la realizzazione di investimenti industriali, agricoli, e nell’area dei servizi al consumatore. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Asteroide YR4, in caso di impatto con la Terra distruzione completa nel raggio di 35 km

0

(Adnkronos) – Le probabilità che l'asteroide YR4 colpisca la Terra il 22 dicembre 2032, corrette al rialzo nei giorni scorsi (passando dall'1,2% al 3,1%), sono destinate ad aumentare ancora nei prossimi tre mesi.Ma per far scattare l'allarme e correre ai ripari dovrebbero superare la soglia del 10%.

Per prevedere il luogo di un eventuale impatto bisognerà aspettare il 2028, immaginarne invece le conseguenze è già possibile: la distruzione completa nel raggio di 30-35 km dal punto d'impatto.  Se resta la "ragionevole certezza" della data, è la probabilità di impatto che potrebbe continuare a fare notizia, poiché questa "varia in dipendenza delle osservazioni che si riescono a fare con i telescopi disponibili.Al momento, YR4 si sta allontanando, quindi diventa sempre più difficile osservarlo" ma "ogni osservazione che si effettua aggiungendosi alle precedenti aumenta la nostra confidenza sui calcoli fatti" e "ci aspettiamo che la probabilità calcolata finora continui a crescere da qui ad aprile-inizio di maggio, ovvero fin quando sarà visibile" a meno che "non ci sia un'osservazione che cambi completamente o sensibilmente l'orbita finora calcolata", spiega all'AdnKronos Marco Castronuovo, responsabile osservazione e sorveglianza dell'Agenzia Spaziale Italiana. O potrebbe anche crollare a zero, come già accaduto in passato con l'asteroide Apophis che avrà un incontro ravvicinato con la Terra nel 2029: "Inizialmente – ricorda Castronuovo – si era ritenuto che potesse avere un impatto con la Terra, impatto poi escluso dalle osservazioni".

Ci passerà solo molto vicino.  Per tornare a YR4, dove potrebbe colpire la Terra in caso di impatto? "YR4 ha un'orbita che lo porta vicino alla Terra più o meno ogni 4 anni, quindi tornerà in vicinanza della Terra nel 2028 e poi nel 2032.Prevedere il luogo dell'impatto sarà possibile, ma bisognerà aspettare il 2028, quando l'asteroide ripasserà vicino alla terra e i network di telescopi saranno pronti ad osservarlo determinando l'orbita e riuscendo a calcolare il cosiddetto 'corridoio d'impatto', quindi non proprio il punto esatto ma l'area, ed eventualmente organizzare l'evacuazione delle persone.

Nell'eventualità, lo sapremo con sufficiente anticipo per potersi organizzare". Non è un caso se l'esperto dell'Asi parla di evacuazione, visto che sulle conseguenze di un eventuale impatto YR4-Terra "quello che potrebbe succedere è la distruzione completa nel raggio di 30-35 km dal punto dell'impatto, abbastanza grave direi, dipende ovviamente dalla zona ma parliamo di una cosa seria.E anche se cadesse in mare, creerebbe gravi tsunami".

Basta pensare, ricorda Castronuovo, che nel 1908 a Tunguska, in Siberia, un oggetto più o meno delle dimensioni di YR4 finì sulla foresta siberiana distruggendone 2mila kmq.  Ma prima che accada questo, esistono eventuali contromisure da far scattare nel caso in cui la probabilità di impatto superasse la soglia del 10%. "Allora si inizierebbe a ipotizzare una missione per deviarne la traiettoria.E' stato già fatto con l'esperimento condotto con la sonda della Nasa 'Dart' (nel 2022, ndr) facendo collidere un satellite con un piccolo asteroide secondario, missione dimostrativa della tecnica a impatto cinetico che ha dimostrato che, lanciando in tempo una sonda, non all'ultimo momento ma qualche anno prima, è possibile deflettere la traiettoria ed evitare l'impatto". Si è parlato anche del possibile ricorso ad armi nucleari, "che però viene normalmente escluso in caso di asteroidi piccoli, è una possibilità lasciata come ultima ratio, insomma l'ultima carta da giocare quando si è proprio con le spalle al muro – dice Castronuovo – Ad esempio, nel caso in cui si scoprisse un oggetto in rotta di collisione certa con la Terra in tempi brevi, diciamo meno di 10 anni.

E' una delle possibili tecniche, anche se mai sperimentata". Un asteroide è un piccolo corpo celeste, ciò che rimane del processo di formazione del sistema solare. "Nella zona tra Marte e Giove ce ne sono migliaia, pianeti che non sono mai diventati tali a causa delle forze gravitazionali di Giove, rimasti 'sassolini' sparsi che ogni tanto deviano la propria rotta e passano vicino alla Terra.A quel punto diventano 'Nea' (near earth asteroid) e possono rappresentare un pericolo per il nostro Pianeta.

Ogni anno cadono tonnellate di materiali sulla Terra di cui non ci accorgiamo, fortunatamente soprattutto sotto forma di polvere". (di Stefania Marignetti) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Above the Bias’, andare oltre il pregiudizio che impatta sulla cura del diabete

0

(Adnkronos) – Commenti del tipo "che cosa può farti un dolcetto?", oppure "solo a guardare mi viene il diabete", o "quella persona non sembra avere il diabete" possono far male a chi soffre di questa malattia.Lo indica una survey presentata oggi a Roma, insieme a un video, da Abbott che ha inaugurato anche un'installazione immersiva in piazza San Silvestro dal 20 al 23 febbraio.

L'iniziativa 'Above the Bias' (Oltre il pregiudizio) – che è stata presentata dall'azienda farmaceutica in Italia con il patrocinio della Regione Lazio e dell'assessorato alle Politiche sociali del Comune di Roma – si pone l'obiettivo di aiutare le persone a guardare il mondo dalla prospettiva di chi convive col diabete e comprendere le sfide complesse con cui devono fare i conti quotidianamente.La campagna si basa sul lavoro di numerose organizzazioni per il diabete, associazioni pazienti ed esperti, che da tempo si impegnano per ridurre lo stigma sul diabete. Sono innumerevoli le sfide quotidiane che devono affrontare le persone con diabete, che in Italia sono circa 4 milioni, per gestire la loro patologia.

I risultati della nuova indagine mostrano che preconcetti e stereotipi sul diabete possono ulteriormente complicare la vita e potrebbero rendere più difficile gestire la patologia.La survey, condotta su oltre 2.600 persone con diabete in 8 Paesi nel mondo, fra cui l'Italia – riporta una nota – rivela che vergogna e stigma potrebbero avere un profondo impatto sulla salute.

In particolare: lo stigma sul diabete è un problema, come dichiara quasi il 70% degli intervistati; il 40% delle persone con diabete, un dato che sale al 49% in Italia, ha dichiarato di aver saltato le visite mediche a causa della vergogna e dello stigma; l'85% afferma di aver visto informazioni sbagliate sul diabete riportate dai media, programmi televisivi, film e sui social; il 40% dichiara di aver sentito battute o barzellette sul diabete; quasi il 25% evita di parlare della propria patologia con familiari e amici per imbarazzo.Ma se le parole possono far male, possono anche aiutare: per 7 persone con diabete su 10 le parole di supporto possono aumentare significativamente la loro motivazione a gestire la patologia.  "Fin dall'inizio ci siamo impegnati per rendere più semplice convivere con il diabete – ha affermato Chris Scoggins, Executive Vice President di Abbott Diabetes Care – Ma l'innovazione tecnologica da sola non basta per superare tutti gli ostacoli che le persone devono affrontare.

Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per supportare le persone che vivono con il diabete, in modo che possano ricevere l'assistenza di cui hanno bisogno per gestire la loro salute".Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito oltreilpregiudizio.it e guardare il video della campagna. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco ricoverato, come sta: le ultime news dal Gemelli – Video

0

(Adnkronos) – Papa Francesco ricoverato per il settimo giorno al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale.Le condizioni del Pontefice sono stazionarie.

Oggi, 20 febbraio, Francesco si è alzato e ha fatto colazione in poltrona. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Tajani su attacco a Zelensky: “Da Trump parole che non ci appartengono”

0

(Adnkronos) – "Le parole della nuova amministrazione Usa son sempre forti, evidentemente c'è qualche crepa nel rapporto fra Trump e Zelensky e questo sta emergendo.Ma il nostro interesse è che la situazione si calmi e si garantisca una pace giusta".

Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Radio 24 risponde sulla definizione da parte del presidente americano di Zelensky "comico mediocre e dittatore mai eletto".  Ma le trova condivisibili? "Questo è uno scontro verbale fra Zelensky e Trump che non tocca l'Europa.Ma dobbiamo fare in modo che la situazione si calmi, non dobbiamo entrare nella polemica , certamente non è un linguaggio che ci appartiene, quello che ci interessa è che l'Europa sia unita, dobbiamo tenere i nervi saldi, le schermaglie è ovvio che ci sono", ha risposto. Giudica Zelensky un dittatore mai eletto o un presidente legittimo? "E' stato eletto e sempre sostenuto dagli americani, anche dall'amministrazione Trump che portò Zelensky in Europa attraverso l'ambasciata a Bruxellles.

Non so' i motivi che hanno spinto Trump a usare parole così dure.Forse non ha gradito la reazione di Zelensky all'incontro in Arabia Saudita tra americani e russi.

Infatti Zelensky ha annullato la sua visita in Arabia Saudita.Ma adesso on dobbiamo farci prendere dallo scontro verbale ma lavorare per la pace", ha sottolineato.  "L'amministrazione americana ha deciso di avviare un percorso che porti alla fine della guerra in Ucraina, vediamo come si concretizza – ha detto ancora Tajani – L'Italia ritiene fondamentale lavorare con una Europa unita, ma per garantire sicurezza all'Ucraina e al a continente europeo serve collaborazione tra Ue e Usa.

Noi dobbiamo certamente fare di più sulla difesa e trovare il modo per farlo: serve una difesa europea, eurobond dedicati alla difesa e che l'Iitalia faccia un passo in avanti per quanto riguarda il rispetto degli impegni presi con la Nato, arrivando al 2% del pil per la difesa.Bisogna farlo avendo la possibilità di scorporare le spese della difesa dal patto di stabilità, questo è quello che conta ed è importante per noi".  Tutto volge in favore di Putin? "Non credo.

Ci sono le sanzioni che noi non abbiamo tolto e manterremo con grande fermezza nella speranza di una pace duratura.Vero che siamo un momento complicato ma dobbiamo puntare alla sostanza che non può non vedere presente l'Europa che ha imposto sanzioni alla Russia e non ci può essere una trattativa senza metterle sul tavolo".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fs, Donnarumma: “Investimenti per 100 miliardi in 10 anni, 1.200 cantieri sulla rete”

0

(Adnkronos) – "Investiremo sulla infrastruttura 100 miliardi di euro nei prossimi 10 anni.Ci sono 1.200 cantieri sulla rete. È un progetto sfidante".

Lo ha detto l'ad di Fs, Stefano Donnarumma, in occasione di una conferenza stampa per fare il punto sui cantieri ferroviari. "Per fare tutti questi lavori dobbiamo pianificare i treni perché dobbiamo offrire il servizio senza interromperlo.Tutti devono sapere che stiamo lavorando su 1.200 cantieri", ha sottolineato Donnarumma, che ha aggiunto: "Faremo una comunicazione puntuale ai viaggiatori per spiegare i lavori che stiamo facendo sulla rete". "Abbiamo lavorato per decongestionare la rete – ha detto ancora – I numeri ci dicono che abbiamo ragione.

Abbiamo razionalizzato i treni e li abbiamo pianificati.Ma non li abbiamo sospesi, tutti i giorni viaggiano 9mila treni al giorno". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Meloni: “Al lavoro per rendere Ssn più moderno ed efficiente”

0

(Adnkronos) – "Questa Giornata è l'occasione per rinnovare ai tantissimi professionisti al servizio della salute il ringraziamento per l'impegno, la competenza e la professionalità che dimostrano ogni giorno, anche nelle situazioni più critiche, per costruire una sanità più attenta ai bisogni dei cittadini.Impegno che, troppo spesso, viene dato per scontato ma che costituisce uno dei presupposti per garantire il diritto alla salute sancito dalla Costituzione".

Così la premier Giorgia Meloni, nel messaggio inviato all'evento che celebra la Giornata nazionale delle professioni sanitarie. "L'Italia – scrive Meloni – può vantare un'infrastruttura di eccellenza come il Servizio sanitario nazionale e le professioni sanitarie rappresentano la colonna portante di questo sistema, che è nostro dovere proteggere, valorizzare e rafforzare.E' il motivo per il quale, fin dal nostro insediamento, siamo al lavoro per rendere il Ssn più moderno ed efficiente, per dare risposte sempre più adeguate e tempestive ai nostri cittadini e riconoscere ai professionisti della salute ciò che meritano". Il Governo ha scelto di "destinare alla sanità stanziamenti record, portando nel 2025 il Fondo sanitario nazionale a 136,5 miliardi di euro e ad una spesa pro-capite di 2.317 euro.

Con gli Accordi di coesione stipulati in questi anni con le Regioni abbiamo messo a disposizione, inoltre, 1 miliardo e 300 milioni di euro per investimenti negli ospedali e con la revisione del Pnrr abbiamo liberato ulteriori 750 milioni da investire sempre sulla sanità". "Abbiamo concentrato le risorse a disposizione sul rinnovo dei contratti dei dirigenti medici e del personale del comparto e per valorizzare il personale, a partire dalla detassazione delle retribuzioni per le prestazioni aggiuntive che servono ad abbattere i tempi delle liste d'attesa", ha sottolineato la presidente del Consiglio. "Dopo decenni di attesa" il Governo ha voluto compiere "una piccola ma grande rivoluzione, sostenendo un emendamento parlamentare che chiedeva di stanziare 30 milioni di euro per riconoscere un compenso agli specializzandi di area non medica.Mi riferisco a professionisti come farmacisti, psicologi, biologi, odontoiatri, chimici, fisici e veterinari che finora non avevano beneficiato né di un percorso formativo ben delineato, né di un adeguato riconoscimento economico".  "Non dimentico, inoltre, la fermezza con la quale siamo intervenuti quando si è trattato di difendere dalle aggressioni chi opera nelle strutture sanitarie.

E' un fenomeno inaccettabile, e che intendiamo contrastare con determinazione.Ciò ci ha spinto a introdurre pene più severe, incluso l'arresto in flagranza differita", ha proseguito Meloni. "Siamo consapevoli, noi per primi, che il cammino verso una sanità più vicina alle esigenze dei cittadini sia ancora lungo e che ci sia ancora molto da fare.

Ma siamo altrettanto convinti che la direzione scelta sia quella giusta e che vada perseguita con coraggio e determinazione.Siamo certi che, in questo percorso, potremo sempre contare sul contributo e sulla collaborazione delle professioni sanitarie, che da sempre fanno la propria parte per assicurare alla nostra sanità quelle caratteristiche di universalità, uguaglianza e solidarietà che tutto il mondo ci invidia".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Mogol: “Giorgia? Canta come 30 anni fa, le offro un corso”

0

(Adnkronos) –
Mogol ha lanciato una critica a Giorgia, la cantante reduce della partecipazione al Festival di Sanremo 2025 dove si è classificata settima.Ospite di 'Un Giorno da Pecora' a Rai Radio 1, il paroliere italiano ha commentato la voce di Giorgia, consigliandole un corso di "aggiornamento".  Intervistato da Giorgio Lauro e Marisa Laurito che, quando gli chiedono cosa pensa del fatto che tra le canzoni più apprezzate ma non premiate col podio ci sia una grande voce, quella di Giorgia, risponde: "A Giorgia offrirei volentieri, gratuitamente, un corso da noi, ha una voce fantastica ma canta come si cantava trent’anni fa, usa troppo la voce.

Che, per carità, è bellissima ma la usa come si faceva in passato, la voce deve esser credibile per quello che dice, è la credibilità che riesce ad emozionare". Ha detto di aver apprezzato solo la canzone di Simone Cristicchi: "Ho visto la partita della Juventus in Champions, per il resto ho tanto da fare e non ho avuto occasione di seguire Sanremo.Ho sentito solo la canzone di Cristicchi, che ha un testo molto bello: le critiche su l'essere troppo personale sono tutte stupidaggini".  Non ha visto neanche un minuto della kermesse musicale?, gli chiedono. "Ho visto solo Cristicchi.

E so che ha vinto un ragazzo molto giovane (Olly, ndr) – risponde – di cui però non ho ascoltato la canzone", dice Mogol.I conduttori gli propongono allora di fargli ascoltare il brano in diretta. "Preferisco di no, io sono un autore non un critico, giudicare non è il mio mestiere", taglia corto il celebre paroliere.  Che giudizio dà, in generale, su questo Festival di Sanremo? "Io credo che delle canzoni di livello sia l’unico modo per aumentare il livello culturale, non ce n’è un altro, imparando le canzoni a memoria resta sempre qualcosa. È insomma importante – prosegue Mogol – che le canzoni abbiano un valore e siano conosciute per questo motivo.

In passato invece ho saputo che in passato si è toccato la vetta perché due uomini si sono baciati oppure uno ha distrutto i fiori”. È accaduto con Fedez e Rosa Chemical e con Blanco. “Ecco noi non dobbiamo fare queste cose per aumentare l’ascolto, l’ascolto deve salire per il valore delle canzoni, non perché uno si alza e fa la pipì sul palco, non me ne frega nulla di queste cose”.  E alla domanda se gli piacerebbe fare il direttore artistico di Sanremo "no, non mi interessa – risponde l’autore a Rai Radio1- io faccio l’autore e non voglio dirigere nessuno". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sri Lanka, treno travolge elefanti: morti sei esemplari

0

(Adnkronos) – In Sri Lanka sei elefanti sui binari ha fatto deragliare un treno passeggeri.I sei esemplari sono morti, altri due sono stati affidati alle cure dei veterinari.

Nessuna conseguenza per i passeggeri del treno che viaggiava vicino a una riserva naturale, ha confermato la Polizia, mentre immagini diffuse sul web immortalano la triste fine degli elefanti uccisi dalla potenza dell'impatto con il treno. Per il Paese quello accaduto a Habarana, a est della capitale Colombo, è il peggior incidente del genere della propria storia, dove non è inusuale per i convogli imbattersi in 'famiglie' di elefanti, considerati un 'tesoro nazionale'.Qui gli esemplari in libertà sono circa settemila.

Tra gli incidenti più tristi che li hanno visti coinvolti c'è quello del settembre 2018 quando due cuccioli di elefante e la loro mamma, in 'dolce attesa', sono morti in circostanze analoghe.E ci sono anche casi di 'convivenza' difficile.  Nei giorni scorsi le autorità hanno manifestato preoccupazione per i dati, in aumento, relativi agli 'incidenti' tra esseri umani ed elefanti in alcune aree del Paese.

Ci sarebbero contadini esasperati dagli attacchi ai loro raccolti, sempre più inclini a prendersela con gli elefanti.E nel 2023, dicono i dati ufficiali, il bilancio parlava di 450 elefanti e 150 persone uccise in 'scontri'. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, gli esperti: “Bene modello marchigiano per contenere focolaio”

0

(Adnkronos) – La scorsa estate sono stati registrati 700 casi di febbre Dengue in Italia: oltre 200, autoctoni, si sono verificati tra le città di Fano e Pesaro.Come numero di casi, quello delle Marche è stato il focolaio più esteso in Europa.

Il problema socio-sanitario è stato affrontato con successo grazie al lavoro intersettoriale di tutte le istituzioni locali e al coinvolgimento diretto della popolazione, secondo gli esperti riuniti oggi ad Ancora per il convegno 'One Health e arbovirosi: prevenzione e controllo in emergenza della Dengue', per avviare un confronto scientifico multidisciplinare sull'episodio epidemico di virus Dengue in Italia centrale. "Gli eventi dell'estate 2024 ci hanno insegnato qualcosa che è giusto non dimenticare – afferma Vincenzo Caputo, direttore generale Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria Marche, professore all'ateneo Federico II, Scuola di specializzazione in Malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria – Per debellare la Dengue è necessario combattere l'agente vettore che è rappresentato dalla zanzara tigre.Perciò è imprescindibile un coinvolgimento diretto di tutti i cittadini.

Fondamentale è stato il lavoro intersettoriale di Regione, Istituto zooprofilattico attraverso il proprio Centro biregionale per le malattie trasmesse da vettori, diretto dal dottor Stefano Gavaudan, Comuni, aziende sanitarie locali.In particolare il servizio del Dipartimento di Prevenzione con le sue articolazioni mediche e veterinarie". L'evento di Ancona gode del patrocinio di One Healthon, una rete nazionale di esperti che intende investire e tutelare il capitale naturale attraverso un approccio One Health che consiste nella promozione contemporanea della salvaguardia e del benessere dell'ambiente, degli animali e degli esseri umani. "L'emergenza che ha colpito il nostro territorio nei mesi più caldi del 2024 – sottolinea Rossana Berardi, professore ordinario di Oncologia Università Politecnica delle Marche e responsabile scientifico e coordinatrice del progetto – è stata l'evidente dimostrazione delle fortissime interconnessioni tra la salute dell'ambiente e quella degli esseri viventi che lo popolano.

Il focolaio tra Pesaro e Fano ha destato timori soprattutto per la popolazione fragile, inclusi i pazienti oncologici, spesso immunodepressi e soggetti a rischi e a complicanze maggiori rispetto ad altri.Ha inoltre messo in risalto il ruolo importante e positivo che può svolgere la cittadinanza quando viene informata nel modo corretto.

Questo – conclude – rappresenta uno degli obiettivi principali del progetto One Healthon: quello di creare una cultura della salute che possa aiutare a prevenire le malattie e la loro diffusione". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)