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Turchia, 10 anni fa la fine della tregua con il Pkk: da allora oltre 7.150 morti

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(Adnkronos) – L'appello di Abdullah Ocalan al disarmo e allo scioglimento del Pkk arriva a quasi dieci anni da quando, nel luglio 2015, si ruppe l'accordo di cessate il fuoco durato due anni e mezzo con la Turchia.Da allora, secondo l'International Crisis Group, furono 7.152 le persone uccise sia in Turchia, sia nel nord dell'Iraq.

Segnando quello che il think tank definisce ''uno dei capitoli più sanguinosi degli ultimi quattro decenni della lotta del Pkk contro la Turchia''. 
Tra le vittime, 646 erano civili e 1.494 membri delle forze della sicurezza statale turca, tra cui soldati, ufficiali di polizia e guardie di villaggio, gruppi paramilitari composti da curdi, armati e pagati dallo Stato turco.Ci sono poi 262 vittime definiti di ''affiliazione sconosciuta'', ovvero individui tra i 16 e i 35 anni che non possono essere identificati con certezza né come civili, né come combattenti.

A questi si aggiungono 4.786 membri del Pkk uccisi, anche se l'International Crisis Group ritiene che i numero reale sia superiore.A metà del 2023 Ankara aveva ad esempio affermato che quasi 40mila militanti del Pkk erano stati "neutralizzati" (uccisi, catturati o si erano arresi) dalla ripresa delle ostilità nel luglio 2015, anche nella Siria settentrionale. 
Dal luglio 2015 il conflitto tra Turchia e Pkk ha attraversato diverse fasi.

Tra il 2015 e il 2017 circa, la violenza ha colpito in particolar modo le comunità di alcuni centri urbani del sud-est della Turchia, a maggioranza curda, e a volte anche i più grandi centri metropolitani del Paese.Dal 2017 in poi i combattimenti si sono spostati nelle aree rurali del sud-est della Turchia, mentre nel 2019 nel nord dell'Iraq e nel nord della Siria. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Orlandi-Gregori, Pignatone: “Non ho elementi per ipotizzare una pista”

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(Adnkronos) – "Non ho elementi specifici per poter ipotizzare la validità di una pista piuttosto che un'altra".Lo ha detto Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica di Roma dal 2012 al 2019, ascoltato in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.  Nel corso dell'audizione Pignatone ha più volte sottolineato: "Non sono mai stato titolare del procedimento sulla scomparsa di Orlandi e Gregori e non lo ho mai avocato.

E tutte le indagini sono state espletate da Capaldo, Maisto e in seguito da Calò".  "Sottolineo che non è vero, come spesso è stato detto, che io abbia avocato il procedimento né è vero che sia stato il solo a volere l'archiviazione dato che questa era l'indicazione della maggioranza dei titolari, indicazione che io condivisi convintamente", ha affermato Pignatone riferendosi alla richiesta di archiviazione nel 2015.  Quanto al dissenso espresso da Capaldo sulla richiesta di archiviazione, Pignatone ha spiegato che è "del tutto fisiologico che, in un procedimento con più titolari, si manifestino opinioni contrastanti; di solito si giunge a una posizione condivisa ma se questo non avviene la normativa rimette la decisione al procuratore". "Si dice che con la richiesta di archiviazione del 2015 è stata messa la pietra tombale sulla vicenda, è falso a norma di codice – ha aggiunto poi – Lo scopo dell'archiviazione era definire, a scadenza di legge, la posizione della persona sottoposta a indagine in quello specifico procedimento: nulla vietava – allora come oggi se si fossero delineate altre ipotesi investigative – di iniziare anche un altro procedimento". Quanto poi alla questione della riapertura della tomba di De Pedis a Sant'Apollinare, Pignatone ha osservato: "Solo dopo più di un mese, a fronte di una continua insistenza degli organi di informazione, chiesi informazioni in proposito: se ci fosse un motivo per non fare questa verifica.Capaldo mi disse che secondo lui era inutile, ma non vi erano ostacoli alla riapertura". "Data questa risposta invitai i miei colleghi a rivalutare la situazione", ha continuato spiegando che a suo giudizio era "positivo fare chiarezza".

Come riferito da Pignatone i due sostituti procuratori "Capaldo e Maisto mi dissero che condividevano la mia opinione" e poi la tomba fu aperta. Poi, riferendosi agli incontri tra inquirenti ed esponenti della Gendarmeria vaticana emersi da alcune audizioni, Pignatone ha affermato: "Su questo incontro/incontri tra Capaldo, Maisto (già procuratori aggiunti presso la procura della Repubblica di Roma ndr) con Giani e Alessandrini (rispettivamente ex capo della Gendarmeria vaticana ed ex vice capo della Gendarmeria vaticana ndr) non so nulla, avvennero prima che arrivassi a Roma nel marzo 2012.Ho letto verbali che lo collocano tra inizio gennaio e febbraio io non c'ero, né di questi incontri sono stato informato da alcuno; non posso dire quale delle contrastanti versioni offerte alla Commissione dai protagonisti corrisponda a verità".  Pignatone ha chiesto di essere ascoltato proprio per replicare ad alcune dichiarazioni fatte mesi fa, davanti alla stessa Commissione, dall'ex procuratore Capaldo all'epoca tra titolari inchiesta. Pignatone ha spiegato che quando a marzo 2012 arrivò alla procura di Roma non sapeva del caso Orlandi, e che tutto è nato qualche settimana dopo il suo arrivo quando ha letto "notizie di stampa, il 2 aprile pomeriggio" e suscitò la sua "irritazione" il fatto che venivano attribuite ad "anonimi inquirenti della procura di Roma" affermazioni secondo cui in Vaticano c'era chi sapeva e taceva sulla vicenda. "Quando ho letto queste notizie avevo assunto l'incarico solo da due settimane.

Il mio primo problema era affermare il principio del rispetto delle regole: la legge allora vigente prevedeva che rapporti con la stampa fossero tenuti solo dal procuratore della Repubblica o da uno suo delegato".A fronte di queste notizie quindi Pignatone ha riferito di aver chiesto informazioni a Capaldo che poi l'indomani gli rispose con "una nota".  Capaldo non disse "nulla dell'incontro/incontri con esponenti vaticani – ha precisato – Volle tenermi all'oscuro di questi contatti, qualunque fosse il contenuto". "Io ho chiesto a Capaldo riguardo alle notizie di giornali e mi ha scritto una pagina e mezzo di risposta dove non ha detto dell'incontro con Giani e Alessandrini", ha precisato Pignatone rispondendo poi a una domanda del presidente e aggiungendo che ciò "viola un dovere elementare del magistrato rispetto al procuratore".

Riguardo a questi incontri non sono "mai stato informato, li ho appresi dalle notizie giornalistiche", ha proseguito. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zeman, sospetta ischemia cerebrale: cos’è e quali sono le conseguenze

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(Adnkronos) – L'allenatore Zdenek Zeman è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo una sospetta ischemia cerebrale.A febbraio 2024 era stato costretto a lasciare la panchina del Pescara a seguito di alcuni problemi al cuore e lo scorso ottobre era stato colpito da un ictus che gli aveva causato un'emiparesi al braccio destro. Ma che cos'è l'ischemia cerebrale? "E' una malattia causata dalla riduzione di apporto di sangue (e conseguentemente di ossigeno) al cervello.

Esistono due forme di ischemia cerebrale.La cosiddetta ischemia focale è confinata in un'area limitata del tessuto cerebrale e può essere causata da un trombo o da un embolo che bloccano il flusso del sangue in un arteria.

L'ischemia globale coinvolge invece più zone del cervello ed è caratterizzata dalla riduzione o addirittura dall'interruzione del flusso del sangue verso quest'organo.Il risultato è sempre una carenza di ossigeno, che deve essere affrontata il prima possibile per evitare gravi conseguenze".

Lo sottolinea l'Irccs Humanitas di Rozzano (Milano) sul proprio sito.  Quali sono le cause dell'ischemia cerebrale? "L'ischemia cerebrale può avere cause diverse – precisano gli esperti dell'Humanitas – Le cause più comuni sono rappresentate dall'aterosclerosi dei vasi che portano sangue al cervello; dalle malattie cardiache (in particolare la fibrillazione atriale) che possono determinare la formazione di emboli che attraverso il torrente circolatorio raggiungono i vasi cerebrali e li ostruiscono; dalla cosiddetta malattia dei piccoli vasi che determina occlusione di piccole arteriole e che riconosce come fattori predisponenti l'ipertensione arteriosa e il diabete.Vi sono poi cause più rare, come i difetti della coagulazione, alcune malattie genetiche, la dissecazione dei vasi cerebrali, l'utilizzo di alcuni medicinali e droghe".  Quali sono i sintomi dell'ischemia cerebrale? "L'ischemia cerebrale può presentarsi con sintomi di gravità variabile.

Fra i principali sono inclusi: problemi alla vista (come cecità da un occhio e visione doppia); difficoltà a parlare; difficoltà a muoversi e a coordinare i movimenti; perdita di conoscenza; senso di debolezza a un braccio, a una gamba a una metà del corpo o esteso a tutto l'organismo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turchia, Ocalan chiede scioglimento del Pkk: “Gruppi depongano armi”

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(Adnkronos) – Il fondatore del Pkk Abdullah Ocalan ha chiesto al gruppo militante curdo di deporre le armi e di sciogliersi, in una dichiarazione storica letta a Istanbul. "Tutti i gruppi armati devono deporre le armi e il Pkk deve sciogliersi", ha affermato in una dichiarazione letta da una delegazione di parlamentari del partito filo-curdo Dem che gli hanno fatto visita in prigione in mattinata. ''Un appello per la pace e la società democratica''.Questo il titolo del documento con cui Ocalan ha annunciato la decisione dal carcere sull'isola di Imrali, a sud di Istanbul, dove è detenuto dal 1999 e dove sta scontando una condanna all'ergastolo.  "Mi assumo la responsabilità storica di questo appello" al disarmo, ha affermato Ocalan, 75 anni, tra i fondatori del Pkk nel 1978.

Un gruppo considerato un'organizzazione terroristica in Turchia, così come in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, che Ocalan spiega essere ''nato nel XX secolo, nell'epoca più violenta della storia dell'umanità, in mezzo alle due guerre mondiali, all'ombra dell'esperienza del socialismo reale e della guerra fredda in tutto il mondo''.Inoltre ''un ruolo significativo nella sua nascita e nel suo sviluppo'' hanno avuto ''la negazione totale della realtà curda, le restrizioni ai diritti e alle libertà fondamentali, in particolare la libertà di espressione''. Allo stesso tempo, però, il leader curdo nota che ''nel corso di oltre mille anni di storia le relazioni tra turchi e curdi sono state definite in termini di mutua cooperazione e alleanza, e turchi e curdi hanno ritenuto essenziale rimanere in questa alleanza volontaria per mantenere la loro esistenza e sopravvivere contro le potenze egemoniche''.

Ora, scrive Ocalan, ''la necessità di una società democratica è inevitabile.Il Pkk ha trovato base sociale e sostegno ed è stato principalmente ispirato dal fatto che i canali della politica democratica erano chiusi''.

Parlando della questione curda, Ocalan sottolinea che ''il rispetto per le identità, la libertà di espressione, l'auto-organizzazione democratica di ogni segmento della società basata sulle proprie strutture socio-economiche e politiche sono possibili solo attraverso l'esistenza di una società democratica e di uno spazio politico''. Il leader curdo aggiunge quindi che ''una continuità permanente e fraterna può essere raggiunta e garantita solo se è coronata dalla democrazia.Non esiste alternativa alla democrazia nella ricerca e nella realizzazione di un sistema politico.

Il consenso democratico è la via fondamentale''.E quindi, ''il linguaggio della pace e della società democratica deve essere sviluppato in conformità con questa realtà''. Già negli anni Novanta, sottolinea Ocalan, ''con il crollo del socialismo reale dovuto a dinamiche interne, la dissoluzione della negazione dell'identità curda e i miglioramenti nella libertà di espressione hanno portato all'indebolimento del significato fondamentale del Pkk e hanno portato a un'eccessiva ripetizione''.  Per cui, conclude l'appello con un messaggio fondamentale: ''Tutti i gruppi devono deporre le armi e il Pkk deve sciogliersi".

Infine ''i saluti a tutti coloro che credono nella coesistenza e che attendono con ansia il mio appello''.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, Francesco Manfredi nominato presidente di Indire

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(Adnkronos) – Francesco Manfredi, ordinario di economia aziendale e Prorettore dell’Università Lum 'Giuseppe Degennaro' è stato nominato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, presidente di Indire, l’istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, per il prossimo quadriennio. La formazione accademica del professor Manfredi include una laurea in Economia e Commercio conseguita presso l'università degli studi di Parma nel 1995 e un Ph.D.in Economia Aziendale e Management ottenuto nel 2000 all'Università Bocconi di Milano.

Dal 2004 è direttore della Lum School of Management. Indire rappresenta il punto di riferimento in Italia per la ricerca educativa: sviluppa nuovi modelli didattici, sperimenta l’utilizzo delle nuove tecnologie nei percorsi formativi, promuove la ridefinizione del rapporto fra spazi e tempi dell’apprendimento e dell’insegnamento.L'istituto vanta una consolidata esperienza nella formazione in servizio del personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario e dei dirigenti scolastici ed è stato protagonista di alcune delle più importanti esperienze di e-learning a livello europeo. —universita/politiche-universitariewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, Trump: “Altro 10% contro Cina, traffico Fentanyl continua”

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(Adnkronos) – Il presidente Usa Donald Trump annuncia dazi aggiuntivi del 10%, oltre a quelli già previsti, contro la Cina a partire dal 4 marzo, perché "continuano a entrare droghe nel nostro Paese da Canada e Messico, per la maggior parte sotto forma di Fentanyl, prodotto e fornito dalla Cina. "Una gran percentuale di queste droghe, di cui molte sotto forma di fentanyl, sono prodotte e fornite dalla Cina – ha scritto Trump in un post su Truth – Oltre 100.000 persone sono morte lo scorso anno a causa di questi veleni pericolosi ed estremamente a rischio di creare dipendenza.In milioni sono morti negli ultimi vent'anni.

Le famiglie delle vittime sono disperate e, in molti casi, virtualmente distrutte". "Non possiamo permettere che questa piaga continui a colpire gli Stati Uniti e pertanto, finché non sarà stata fermata o seriamente limitata, i dazi previsti entreranno in vigore il 4 marzo, come da programma – ha proseguito, riferendosi a Messico e Canada – E anche alla Cina verrà applicata una tariffa aggiuntiva del 10% in quella data.La data della seconda tariffa reciproca di aprile rimarrà in vigore a tutti gli effetti.

Vi ringrazio per l'attenzione prestata a questo problema".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hamilton-Ferrari, l’iconica copertina del Time per il ‘matrimonio’ del secolo

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(Adnkronos) –
It's time, è l'ora.Lewis Hamilton si scalda in vista dell'inizio della nuova stagione di Formula 1 e tutto il mondo dei motori parla del matrimonio del secolo in attesa del debutto in gara.

L'unione tra il fuoriclasse inglese, sette volte campione del mondo, è stata celebrata anche dal Time con l'iconica copertina "Horse Power". "Ora è il @time" ha scritto Lewis sui suoi canali social, giocando sull'associazione con la celebre rivista americana per condividere lo spettacolare servizio. "Grazie infinite a tutti coloro che hanno lavorato su questo. È un onore raccontare questa storia".  Il Time ha celebrato così il matrimonio del secolo tra Lewis Hamilton e il team di Maranello, che da mesi attira le attenzioni di tutti gli appassionati di motori e non solo.In questi giorni, l'inglese è impegnato nei test in Bahrain con la Rossa e in conferenza stampa, dopo la seconda sessione di prove, non ha nascosto la soddisfazione per l'inizio della nuova avventura: "Sono state due giornate molto positive.

Col meteo avverso non siamo riusciti a fare ciò che volevamo, ma abbiamo fatto parecchia strada insieme e la macchina è andata bene.Vado avanti alla giornata.

Sto imparando pian piano tutto, in ogni giro faccio piccoli aggiustamenti".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zeman ricoverato in terapia intensiva al Gemelli

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(Adnkronos) –
Zdenek Zeman ricoverato in terapia intensiva al policlinico Gemelli di Roma per sospetta ischemia cerebrale.L'ex allenatore di Lazio e Roma, 77 anni, avrebbe accusato un deficit di forza e un disturbo di produzione del linguaggio.  Le condizioni cliniche sono al momento stabili pur rimanendo in prognosi riservata.

Già lo scorso ottobre, Zeman era stato colpito da un ictus che gli aveva causato un'emiparesi al braccio destro.  Per il mister boemo, ricoverato da questa mattina nella Stroke Unit del policlinico universitario capitolino, 'vigile e collaborativo con i medici, sono in corso ulteriori accertamenti' secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti qualificate. Il quadro presentato è compatibile con ischemia cerebrale in pazienti con pregressa comorbidita cardiologica e pregresso ictus.E’ stata confermata terapia antiaggregante e anticoagulante.

I suoi parametri sono monitorati costantemente: dovrà essere sottoposto a controlli cardiologici e neuroradiologici. Il tecnico boemo, nato a Praga il 12 maggio 1947, aveva chiuso nel 2024 la sua ultima avventura in panchina con il Pescara per problemi al cuore.  Tra i primi messaggi di vicinanza al tecnico, quello del Pescara: "Lo sai mister, siamo sempre con te" si legge sul profilo X del club abruzzese.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, cos’è la fisioterapia respiratoria: la riabilitazione, i tempi

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(Adnkronos) – La salute del Papa e la fisioterapia respiratoria.E' stato il bollettino della Sala stampa del Vaticano a specificare che il Santo Padre, ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale, sta seguendo questa componente della fisioterapia che si occupa della prevenzione, del trattamento e della gestione delle patologie che compromettono la funzione respiratoria.   Ma cos'è la fisioterapia respiratoria o meglio rieducazione polmonare? "Una delle componenti principali della riabilitazione per le persone con esiti disabilitanti di patologie polmonari è la rieducazione respiratoria.

Semplificando, possiamo dire che le persone che hanno trascorso lunghi periodi allettati, che hanno o che hanno avuto patologie polmonari importanti, spesso avvertono molta fatica nel compiere anche i più piccoli sforzi e questo impedisce loro di svolgere le normali attività della vita quotidiana, come camminare, alzarsi dalla sedia o fare pochi gradini – spiega all'Adnkronos Salute il medico fisiatra Andrea Bernetti, segretario generale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer) -.Attraverso un programma di esercizi mirati, la rieducazione respiratoria può permettere e facilitare il recupero delle forze e della capacità respiratoria necessaria per poter condurre una vita normale.

A mero titolo esemplificativo, si possono citare alcune modalità utilizzate come: manovre di mobilizzazione ed elasticizzazione della gabbia toracica e del diaframma; assistenza alla tosse per potenziare l'espettorazione; programmi di rieducazione allo sforzo dei muscoli degli arti inferiori e superiori e dei muscoli respiratori".  Tra gli esercizi di respirazione più utilizzati in ambito riabilitativo "vi sono la respirazione diaframmatica, la respirazione a labbra serrate e l'Airway Clearance Techniques o esercizi di rimozione delle secrezioni bronchiali.Il tutto sempre sotto monitoraggio dei parametri vitali e della sintomatologia del paziente.

E' bene, comunque, ricordare come ogni caso sia differente dall'altro" all'interno di una "presa in carico globale, e l'approccio riabilitativo debba essere condotto attraverso un team multidisciplinare che segua un Progetto riabilitativo individuale", conclude Bernetti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurovision, Malgioglio: “Tommy Cash è un provocatore furbo e tutta l’Italia c’è cascata”

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(Adnkronos) – "Tommy Cash è un provocatore e tutta l'italia ha abboccato e 'Tutta l'Italia' temo ci rimetterà le penne".Parola di Cristiano Malgioglio che all'Adnkronos racconta perché a suo avviso il cantante di 'Espresso Macchiato', che rappresenterà l'Estonia all'Eurovision Song Contest con un brano "pieno di stereotipi triti e ritriti sull'Italia, ha messo a segno un colpo 'furbetto' che rischia di mettere in seria difficoltà sia il candidato ufficiale dell'Italia, Lucio Corsi con il brano 'Volevo essere un duro', che il favorito per la vittoria al San Marino Song Contest, Gabry Ponte con il suo 'Tutta l'Italia'". "Chi conosce bene Tommy Cash, come me che mi interesso spesso dei fenomeni musicali anche dell'Europa dell'est, sa che ha fatto spesso operazioni per far parlare di sé.

L'anno scorso per le Olimpiadi fece un brano intitolato 'Untz Untz' con un video in cui pseudo atleti facevano ogni tipo di posizioni e giochi sessuali, qualche anno fa fece un brano intitolato 'Pussy money weed', che non sto qui a tradurre.Nasce così, come un provocatore.

Questa volta – sottolinea Malgioglio – offende l'Italia e noi ci siamo cascati.Con tutta questa pubblicità rischiamo anche di fargli vincere l'Eurovision", dice senza mezzi termini Malgioglio che di Eurovision se ne intende, avendo condotto due edizioni per l'Italia insieme a Gabriele Corsi, non senza polemiche per i suoi commenti schietti, ormai tradotti in tutte le lingue. "Nel 2022 ho scatenato un caso diplomatico definendo la rappresentante spagnola 'il discount di Jennifer Lopez' ma poi ci ho fatto pace", sorride.  "Della canzone di Tommy Cash cosa direi?

Che nel ritornello è molto orecchiabile e tra l'altro in tanti mi hanno chiamato perché assomiglia ad alcune mie canzoni, più di tutte 'Amada mia, amore mio'.Per il resto è una canzoncina molto ruffiana, niente di che", ride. "Quasi quasi ci rifaccio un testo migliore e ne propongo un remake nei miei spettacoli ma delle sue parole salvo solo 'espresso macchiato' perché funziona.

Gli stereotipi degli spaghetti e del mafioso li lascio a lui, d'altronde il termine mafia ormai è usato anche per indicare le organizzazioni criminali di altri Paesi.Comunque l'intento suo è provocatorio se non offensivo. È un'operazione furbetta, che gli sta riuscendo per merito nostro.

Negli altri paesi nessuno se l'è filato.Noi gli abbiamo regalato milioni di visualizzazioni", sottolinea l'artista.  "Per fortuna – prosegue – l'immagine dell'Italia all'estero è legata a cose ben più belle: all'alta moda, all'arte, al grande cinema, alla grande musica.

E anche negli Usa molte delle più grandi star sono di origini italiane, da Robert De Niro ad Al Pacino, da Liza Minnelli a Dean Martin, da Frank Sinatra a Lady Gaga, solo per citarne alcuni.Per questo trovo Tommy Cash piuttosto offensivo, perché riduce il nostro Paese all'espresso, agli spaghetti e ai mafiosi", aggiunge.

Poi l'affondo: "E comunque mentre lui cantando in italiano è stato accettato come rappresentante dell'Estonia all'Eurovision, se uno di noi presentasse un brano con qualche parole in estone ci tirerebbero i pomodori.Quindi da un lato dobbiamo offenderci e dall'altro dobbiamo essere orgogliosi che l'Italia ha un tale appeal internazionale da permettere anche questo mezzo scempio.

In fondo cosa ha esportato l'Estonia?Tommy Cash", ironizza.  Quanto all'Eurovision di quest'anno, Malgioglio non sa se sarà della partita: "Non so niente, nessuno mi ha detto niente.

Non credo siano stati decisi i conduttori italiani.Per ora, però, mi hanno invitato a consegnare il premio a chi vincerà il San Marino Song Contest.

Leggo che è molto favorito Gabry Ponte, grazie al lancio del Sanremo di Carlo Conti.Ma a Basilea bisognerà vedere se un brano così potrà fare breccia, perché all'estero si aspettano dall'Italia la grande melodia o una performance di grandissimo impatto come quella che regalò la vittoria ai Maneskin.

E pure per Lucio Corsi non sarà facile.Lui è bravo ma non so quanto adatto all'Eurovision.

Io avrei mandato Giorgia che con le sue doti vocali avrebbe potuto fare la differenza", conclude. (di Antonella Nesi)  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, salgono su treno e lasciano in stazione figlia di 3 anni

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(Adnkronos) – Una famiglia tunisina, composta da madre, padre e tre figli, in viaggio da Catania a Milano in un frenetico cambio di treno ha lasciato in stazione una bimba di tre anni.E' accaduto questa mattina intorno alle 9.30 nella stazione Termini di Roma.

La piccola è stata però rintracciata dai carabinieri del Nucleo scalo Termini al binario 1 Est del principale scalo ferroviario della Capitale, dove era stata segnalata la presenza di una bambina straniera di 3 anni rimasta da sola, smarrita, suo malgrado, vittima di un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. I familiari, rintracciati, avevano già dato l’allarme al capo treno e scesi alla stazione Tiburtina sono poi ritornati a Termini.La piccola, in attesa di ricongiungersi con i propri cari, è stata intrattenuta con giochi e merendine presso gli uffici dei Carabinieri.

Il ricongiungimento della bambina con la sua famiglia ha portato un sorriso di sollievo a tutti coloro che erano stati coinvolti nella vicenda.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaiolo delle scimmie, Oms: “Mpox resta emergenza sanitaria globale”

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(Adnkronos) – L'Mpox, già vaiolo delle scimmie, resta un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (Pheic). "L'impennata di Mpox continua a soddisfare i criteri" che definiscono una Pheic, "stabiliti nel Regolamento sanitario internazionale (Ihr)", annuncia oggi il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dopo la terza riunione del Comitato di emergenza Ihr sul tema, che si è tenuta il 25 febbraio.  Gli esperti del comitato hanno consigliato al Dg Oms di estendere l'emergenza globale, alla luce del "continuo aumento dei numeri" di Mpox "e della diffusione geografica, della violenza" dell'epidemia "nella Repubblica democratica del Congo orientale, nonché della mancanza di finanziamenti per attuare il piano di risposta".Tedros ha accolto il suggerimento.  A far scattare la dichiarazione di Pheic, il 14 agosto 2024, era stata l'impennata di casi di Mpox registrata la scorsa estate in particolare nella Repubblica democratica del Congo, spinta dal diffondersi – poi anche in altri Paesi africani vicini – di un nuovo ceppo virale, il clade Ib, che si temeva essere più aggressivo.

Mpox è stato dichiarato emergenza sanitaria globale per 2 volte in 2 anni.La prima nel luglio 2022, quando epicentro dell'epidemia erano stati diversi Paesi europei dove aveva cominciato a circolare un altro ceppo del virus, il clade II.

Quell'emergenza è stata poi chiusa a maggio 2023. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riparte il Giro d’Italia della Csr 2025

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(Adnkronos) – Il Giro d’Italia della CSR, l’evento itinerante de Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale, riparte con l’edizione targata 2025, sempre con l’obiettivo di valorizzare le esperienze concrete di imprese e territori, promuovere la cultura della sostenibilità e stimolare un’emulazione virtuosa.Quest’anno sono al momento cinque le tappe in programma, scelte per offrire a esperti e organizzazioni la possibilità di confrontarsi e di approfondire alcune delle principali tematiche della sostenibilità.  La prima tappa, andata in scena al DumBO di Bologna e organizzata in collaborazione con Impronta Etica e SCS Consulting, è stata gestita con un format laboratoriale: i partecipanti, appartenenti sia al mondo delle imprese che al terzo settore e alla pubblica amministrazione, sono stati suddivisi in sei gruppi di lavoro con l’obiettivo di confrontarsi e proporre soluzioni concrete su tre diversi aspetti dello sviluppo sostenibile, ma accomunati da un obiettivo: tessere reti per realizzare il cambiamento.

L’argomento rientra nel solco più ampio del tema pensato per la tredicesima edizione del Salone nazionale, in programma a Milano in Università Bocconi l’8, 9, 10 ottobre 2025, dal titolo “Creare futuri di valore”. Come si legge in una nota, "la costruzione del programma delle tappe del Giro d’Italia della CSR e dell’edizione nazionale è frutto del dialogo con esperti, accademici, operatori di diversi settori e ha l’obiettivo di coinvolgere gli stakeholder, registrare i cambiamenti in corso, comprendere le esigenze vecchie e nuove delle persone e delle organizzazioni". "Nessuna organizzazione può essere un sistema chiuso – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone – ma deve saper gestire la relazione con altri attori sociali: solo grazie alla capacità di dialogare e confrontarsi si creano reti capaci di condividere le azioni da mettere in campo per generare un impatto positivo per le comunità e i territori”.  Ad aprire i lavori sono stati Giuseppina Gualtieri, Presidente di Impronta Etica, Anna Lisa Balestra, Head of Area People & Change Management e Director Reti e Sistemi di Impresa SCS Consulting e Irene Priolo, Assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna.Prima delle attività dei gruppi si è svolto un dibattito sul tema del futuro sostenibile.

Al centro della conversazione, il tema dell’etica e del valore pubblico, frutto della contaminazione di approcci tra imprese e PA, all’insegna della reciprocità e della cross fertilisation.  Al centro del primo tavolo di lavoro della tappa di Bologna ci sono state le crisi climatiche e ambientali, che segnano in modo sempre più stringente il contesto in cui viviamo.Proprio l’Emilia-Romagna, secondo quanto segnalato dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente, nel 2024 è stata la regione italiana maggiormente colpita dai danni legati al cambiamento climatico.

Per far fronte a queste emergenze, la Regione ha presentato un progetto infrastrutturale per la realizzazione di 111 opere strategiche.Ma un vero cambiamento di rotta è possibile solo strutturando soluzioni sistemiche e collettive, capaci di creare un effetto di contaminazione rivolto ad altre iniziative e percorsi.  Nella identificazione di iniziative sinergiche nel territorio sono stati citati diversi interventi, come la co-progettazione e la realizzazione di impianti di biometano e la collocazione di arnie per la misurazione degli impatti ambientali attraverso indicatori di biodiversità. È emersa inoltre la necessità di ampliare i progetti di rinaturalizzazione delle città per limitare i danni derivati dagli eventi climatici estremi.

Anche dal punto di vista della gestione idrica, fare rete risulta fondamentale: l’esempio virtuoso è quello del Patto per l’acqua, l’impegno assunto da Impronta Etica e da 15 imprese socie per intraprendere azioni destinate a una migliore gestione dell’acqua, dall’ottimizzazione di consumi e prelievi idrici fino alla gestione dei rischi. “Pur in un contesto difficile, è importante l’impegno delle aziende verso obiettivi e percorsi di sostenibilità anche come fattore di competitività; in questo ambito è fondamentale la collaborazione tra imprese, istituzioni e società civili – ha dichiarato Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica –.Rafforzando le sinergie e costruendo sistemi collaborativi tra diversi soggetti possiamo sviluppare soluzioni sostenibili, innovative e condivise, capaci di generare un impatto concreto sulla comunità.

In tale contesto, la tappa bolognese del Salone della CSR rappresenta un’importante occasione per Impronta Etica per riprendere esperienze e evidenze sul ruolo chiave della collaborazione per costruire insieme un futuro più sostenibile e inclusivo.” I partecipanti al tavolo dedicato al lavoro hanno riflettuto sulla complessità e le diverse sfaccettature che questo tema comporta.Quando si parla del lavoro del domani, non si può non affrontare aspetti quali l'inclusione nell'ambiente lavorativo, la gestione del tempo, i nuovi valori e la diversa concezione di lavoro delle generazioni più giovani, la necessità di un nuovo senso di appartenenza all'interno delle organizzazioni. Dai lavori della tappa è emersa la necessità di una governance aziendale sostenibile ed empatica: finché l'impresa non costituirà una governance lungimirante, solida, inclusiva, sostenibile e aperta al dialogo, sarà estremamente difficile riuscire a far fronte a tutte le sfide del futuro e a tramutarle in opportunità. Un processo emerso dalle esperienze dei partecipanti come fortemente strategico in questo campo è quello del “reverse mentoring”.

Questa procedura va a sradicare la classica concezione che vede le persone più mature e con più esperienza formare i giovani, ponendo anche le nuove generazioni in una condizione di insegnamento e condivisione della propria visione.Ognuno all'interno dell'organizzazione merita di poter trasmettere ed insegnare qualcosa agli altri, superando logiche gerarchiche di genere, età e diversità di qualsiasi altro tipo. “In SCS siamo convinti che solo attraverso una visione comun e generando una sinergia concreta tra gli attori del settore pubblico e privato si possano costruire soluzioni efficaci e durature per il nostro ecosistema economico e sociale – aggiunge Stefano Dall’Ara, presidente di SCS Consulting –.Per questo, all’interno della nostra società, abbiamo creato anche una specifica direzione reti e sistemi di impresa con l’obiettivo di strutturare e facilitare la costruzione di network capaci di produrre valore condiviso”. Di fronte alla trasformazione digitale che ormai permea ogni ambito delle nostre vite, è indispensabile capire come costruire reti che consentano di affrontare le innovazioni del domani in modo sostenibile.

Partendo dalla consapevolezza della necessità di adottare una visione sistemica, capace di includere i diversi aspetti che la spinta all’innovazione porta con sé, dal tavolo di lavoro dedicato sono emersi nodi critici e possibili leve abilitanti.Se da una parte persiste la diffidenza nell’integrazione della tecnologia nei processi e meccanismi di un’organizzazione, una certa quota di rifiuto del cambiamento e un divario digitale all’interno della popolazione aziendale, dall’altra sono state suggerite soluzioni di lungo periodo nell’ascolto attivo e nella diffusione di competenze attraverso la formazione e una comunicazione chiara e trasparente delle possibilità offerte dalla tecnologia.

L’obiettivo è quello di garantire una transizione digitale inclusiva, che non lasci indietro nessuno.Il prossimo appuntamento con il Giro d’Italia della CSR è a Gorizia, Capitale europea della Cultura insieme a Nova Gorica, il 24 marzo 2025: si parlerà di futuro e frontiere, sempre nell’ottica della sostenibilità. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano Cortina 2026, Picchi: “Lombardia protagonista, Paralimpiadi centro del progetto”

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(Adnkronos) – "Promuovere il significato e il valore di un evento così importante, non solo per il nostro Paese, ma anche al di fuori dei confini nazionali".Federica Picchi, sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega allo Sport e ai giovani, ha parlato così nel corso delle prime due tappe dell'International Roadshow, svoltosi ieri al consolato di Monaco di Baviera e oggi all'ambasciata italiana di Parigi.

Un evento istituzionale che prevede più appuntamenti internazionali per raccontare il progetto Milano Cortina 2026, con l'obiettivo di valorizzare i territori coinvolti. L'iniziativa vede protagonisti, oltre alla Regione Lombardia, la Fondazione Milano Cortina 2026, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il ministero dello Sport e dei Giovani, la Regione Veneto e le Province Autonome di Trento e Bolzano. "Anche attraverso questo percorso – ha spiegato Picchi – desideriamo affermare come Regione Lombardia sia stata assoluta protagonista nel credere in un progetto che sembrava impossibile e che, per la prima volta, proporrà Olimpiadi diffuse e realmente sostenibili.Ovvero i due elementi che ci hanno consentito di raggiungere questo importantissimo traguardo.

D'accordo con il presidente Fontana, teniamo sempre a ribadire e soprattutto a valorizzare anche l'aspetto delle Paralimpiadi, ricordando in ogni sede come lo sport sia sempre più un sinonimo di inclusione e accessibilità”. —milano-cortina-2026/eventiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Anmar e Apmarr: “Adottare ddl 946 ottima decisione Commissione Senato”

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(Adnkronos) – "Ottima la decisione della Commissione Affari sociali del Senato di adottare come testo base il ddl n. 946 per le malattie reumatologiche.Auspichiamo ora una rapida approvazione da parte di entrambi i rami del Parlamento".

E' il commento di Anmar Odv (Associazione nazionale malati reumatici) e Apmarr (Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare) dopo che, su proposta del relatore, il senatore Raoul Russo, la X Commissione permanente di Palazzo Madama ha deciso di adottare, come testo base per il proseguo dell'esame, il disegno di legge n. 946 presentato nel marzo 2024 dalla vicepresidente della Commissione, la senatrice Maria Cristina Cantù.Il testo del provvedimento intende riorganizzare e potenziare l'assistenza reumatologica Italia.  "Ringraziamo tutti i parlamentari, e in particolare il presidente della Commissione Francesco Zaffini e il relatore Raoul Russo, per quanto hanno fatto ieri in sede di Commissione – dichiarano Silvia Tonolo, presidente Anmar, e Antonella Celano, presidente Apmarr – Come abbiamo spesso sottolineato, quelle reumatologiche sono patologie ancora ampiamente sottovalutate nonostante siano molto diffuse e abbiano un forte impatto sul nostro sistema sanitario.

Da mesi chiediamo alle istituzioni di accelerare sull'approvazione del ddl 946 e ieri è stato fatto un primo e importante passo in avanti.Il disegno di legge si pone, infatti, alcuni obiettivi concreti per migliorare l'assistenza socio-sanitaria nel nostro Paese.

Se approvato, e reso effettivamente operativo – chiariscono – il nuovo provvedimento legislativo potrà intervenire su aspetti di fondamentale importanza per noi pazienti.Tra questi ricordiamo la diagnosi precoce, la prevenzione delle malattie più gravi ed invalidanti, l'effettiva integrazione tra i servizi sanitari ospedalieri e quelli territoriali, il potenziamento della telemedicina e il sostegno alla ricerca clinica.

Prioritario deve essere, a nostro avviso, la riorganizzazione della presa in carico del malato, che spesso presenta lacune e difformità, nei vari sistemi sanitari regionali".  "Come associazioni di pazienti siamo pronti e disponibili a collaborare con tutte le istituzioni affinché il disegno di legge sia quanto prima approvato.Ringraziamo infine – concludono -Tonolo e Celano – Fb & Associati e Rime Policy & Advocacy per il prezioso e costante sostegno che ha permesso di raggiungere questo importante risultato". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Vai a cag…”, scintille in aula Candiani-Amato – Video

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(Adnkronos) – Nonostante l'intesa bipartisan, con l'approvazione all'unanimità della legge per incentivare i 'viaggi nella memoria' nelle scuole, l'atmosfera alla Camera dei deputati si è accesa per uno scambio senza metafore tra i deputati Gaetano Amato (M5S) e Stefano Candiani (Lega).  Tutto è iniziato quando nel suo intervento per annunciare il sì al provvedimento, Amato ha chiosato (tra gli applausi del gruppo M5S): "Il vicepremier Salvini, qualche giorno fa, si disse contento di avere abbracciato Netanyahu e di essersi fatto una foto con lui.Questo, fatto da Salvini, non ci meraviglia, si è fatto la foto anche con Lucci, capo della tifoseria milanese, indagato…".    Immediata è arrivata la replica di Candiani: "Ma vai a cagare!

Non si mescolano queste cose", mentre l'aula rumoreggiava.A questo punto, Amato ha ribattuto con decisione: "Stai zitto!

O dimmelo fuori!".E' stato l'intervento del presidente di turno Giorgio Mulè a riportare il confronto in binari più istituzionali: "C'è stata una reazione da parte del collega Candiani, che adesso poi riascolteremo, segnaleremo eventualmente all'Ufficio di Presidenza.

Se è andata sopra le righe, certamente interverremo, come sempre abbiamo fatto in quest'aula", ha assicurato Mulè. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ia, Soldini (Inca Cgil): “Dobbiamo affrontarne aspetti positivi e criticità”

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(Adnkronos) – “Riteniamo che l’intelligenza artificiale sia un tema che, come patronato, dobbiamo impegnarci ad affrontare sia negli aspetti positivi sia nelle criticità.Ci siamo resi conto che c’è molta attenzione e conoscenza generica dei nostri intervistati.

Ci siamo resi conto che c’è molta attenzione e conoscenza generica tra i nostri intervistati, ma in realtà conoscono poco le applicazioni e una grossa parte non la utilizza per quanto riguarda la pubblica amministrazione”.Queste le parole di Mauro Soldini, membro del collegio di presidenza di Inca Cgil, che ha spiegato all’Adnkronos cosa è emerso dall’indagine demoscopica su intelligenza artificiale e diritti di cittadinanza in Italia promossa da Inca e realizzata dall'Osservatorio Futura con Fondazione Di Vittorio partendo dalla domanda 'Se gli italiani hanno poca dimestichezza con le pratiche digitali della pubblica amministrazione, si fideranno dell’intelligenza artificiale per tutelare i propri diritti e vedersi garantite prestazioni come indennità, pensioni o sussidi?'. (
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) La nuova indagine ha coinvolto un campione di 6.000 persone maggiorenni, sufficientemente rappresentativo della popolazione residente in Italia, estratto in maniera casuale da un panel costituito da oltre 150.000 individui. “L’Italia – spiega Soldini è molto lontana dalla cosiddetta uguaglianza digitale.

Ci sono molti problemi per quanto riguarda sia l’ambito dell’utilizzo degli strumenti, sia del possesso dei device e della rete internet per poter usufruire di questi servizi.La cartina al tornasole l’abbiamo avuta durante il lockdown quando si è ulteriormente allargata la forbice tra chi aveva conoscenza e mezzi e chi non li aveva”.  Ma come i patronati cambiano di fronte ad intelligenza artificiale e nuove tecnologie?

Soldini risponde così: “Il ruolo del patronato non cambia, è sempre quello si supporto e sostegno alle persone.A cambiare sono le necessità e i problemi.

Noi abbiamo come punto di riferimento l’articolo tre della Costituzione che dice che lo Stato deve superare gli ostacoli che si frappongono tra i cittadini e i loro diritti.Il nostro patronato si è dotato delle capacità, delle competenze e anche della conoscenza digitale che lo rende in grado di essere al fianco delle persone”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondi Ue, Carfì (Agea): “Rinnovare, semplificare e digitalizzare contro lentezza burocratica”

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(Adnkronos) – "Abbiamo queste linee di indirizzo: rinnovare, semplificare e digitalizzare.Queste le parole chiave per risolvere la lentezza burocratica e gli errori delle informazioni che arrivavano in maniera differita dai territori".

Così Salvatore Carfì, direttore Organismo di Coordinamento Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, partecipando, questa mattina a Roma, alla presentazione della ricerca Eurispes “La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volàno della nostra società”. "Per quanto riguarda la semplificazione e la digitalizzazione – riprende Carfì – siamo partiti dall’emergenza di crisi, un aiuto comunitario co-finanziato che viene elargito agli agricoltori colpiti da un evento atmosferico.Abbiamo iniziato delimitando l’area colpita da calamità: con l'uso dei satelliti messi a disposizione dall’Unione Europea, ogni mese riusciamo a sviluppare, con un algoritmo, una immagine sentinella.

All'interno di quell'area sappiamo chi sono gli agricoltori perché Agea detiene il fascicolo degli agricoltori di tutta Italia".  In questo modo è possibile per Agea interloquire direttamente con l’agricoltore, comunicare la misura dell’area interessata dalla calamità e il ristoro dovuto a sostegno. “A quel punto – continua Carfì – l’agricoltore dovrà solamente confermare la situazione in automatico, con un click, e precompilare la proposta di aiuto – illustra – Una procedura di monitoraggio che ci permette di conoscere il territorio, di programmare la correttezza dei pagamenti e di mantenere la fiducia dell’Unione europea”, dice.Carfì sottolinea infine come, dall’apertura del Dm che stabilisce l’erogazione dell’aiuto, Agea sia riuscita “a fare controlli e pagamenti senza incorrere in nessuna disputa". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondi Ue, Oliveti (Enpam): “In 2020 Italia aveva speso meno del 40% risorse periodo 2014-20”

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(Adnkronos) – "C’è una certa attenzione verso temi che hanno una forte connotazione sociale, come quello dell’utilizzo dei fondi strutturali europei.L'approccio basato sui numeri e sui fatti, che da sempre caratterizza Enpam ed Eurispes, è una strada che perseguiamo per capire la realtà e intraprendere, se ci sono, nuove iniziative.

Venendo al tema della ricerca presentata oggi, secondo la Corte dei Conti nel 2020 l'Italia aveva speso meno del 40% delle risorse assegnate per il ciclo programmazione 2014-2020".Così Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam, nel corso della presentazione della ricerca Eurispes “La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volàno della nostra società” coordinata da Giovanni Candigliota, ricercatore Eurispes, svoltasi a Roma. “Dati come questi certificano un problema italiano di programmazione e di messa a terra di progetti di sviluppo, con alla base la complessità burocratica e la carenza di monitoraggio e di controllo.

In un contesto simile, il problema della scarsa programmazione ha determinato negli ultimi anni una sempre maggior sofferenza al Servizio sanitario nazionale.Al riguardo abbiamo fatto una ricerca, con Eurispes e il Ssn, con dati importanti sia a livello ospedaliero sia a livello territoriale, che ha riscontrato criticità legate alla liste d'attesa, al mancato soddisfacimento dei bisogni dei sanitari, dei medici e dei professionisti.

Pertanto, credo che una ricerca come questa sia indispensabile per creare una maggiore consapevolezza dell'importanza di incrementare l'efficacia della capacità gestionale e del monitoraggio”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondi Ue, Candigliota (Eurispes): “Italia potrebbe attuare diverse azioni di miglioramento”

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(Adnkronos) – “Oggi trattiamo dei fondi europei e della loro gestione per l'Italia, guardando in particolare a due tipologie di fondi: i fondi strutturali e quelli legati alla politica agricola comune (Pac).Nel corso della presentazione della ricerca è stato illustrato l’approccio metodologico con il quale abbiamo analizzato oltre un milione di dati.

Attraverso poi altre ricerche già realizzate da Banca d’Italia, Istat ecc, abbiamo cercato di creare un valore aggiunto, offrendo non solo un semplice monitoraggio dei dati ma cercando anche di dare degli input.L'Italia ha, purtroppo, parecchie azioni di miglioramento che potrebbe attuare, sia in termini di fondi strutturali che di Pac”.

Lo afferma Giovanni Candigliota, ricercatore Eurispes, in occasione della presentazione della ricerca Eurispes “La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volàno della nostra società” da lui stesso coordinata, svoltasi a Roma. “Dal punto di vista dei fondi strutturali, ad esempio – spiega il ricercatore – confrontando il settennale precedente, 2014-2020, con quello del 2021- 2027, quello che si può vedere è che abbiamo più soldi.Questa potrebbe sembrare una cosa positiva, perché l'Europa ha dato più di 2 miliardi di euro in più all'Italia a prezzi costanti.

In realtà non è una cosa positiva, perché l'Europa destina più soldi alle nazioni che crescono meno e l'Italia cresce meno per una serie di fattori, da quelli di natura amministrativa a quelli di natura imprenditoriale”. “Per quanto riguarda invece la Pac – aggiunge Candigliota – esiste un’elevata parcellizzazione delle responsabilità.La struttura è molto lunga, c'è infatti una struttura organizzativa a livello europeo, una a livello nazionale e una a livello regionale, che genera un’elevata parcellizzazione di responsabilità e attività.

Di conseguenza si genera difficoltà a governare e monitorare questo processo.Questo implica, da un punto di vista pratico, rettifiche finanziarie”.  Il processo della Pac prevede infatti che l’Italia versi dei soldi agli agricoltori, che poi le devono essere rimborsati dall’Unione europea, ma, precisa il ricercatore “ci sono delle differenze in questi valori e sono le rettifiche finanziarie, ovvero soldi destinati agli agricoltori che paga l’Italia, che valgono circa 100 milioni di euro ma possono arrivare anche a 200 milioni.

Questo accade per l’assenza di controlli, perché, ad esempio, sono stati dati soldi ad agricoltori che non dovevano averne o a finti agricoltori.Questa è naturalmente una di quelle tematiche che bisogna attenzionare”.  “La ricerca poi offre degli spunti legati alla possibilità di utilizzare un approccio adattivo a quello che è il contesto di riferimento – conclude – economico, territoriale, e anche del livello di burocratizzazione della pubblica amministrazione”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)