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Crescita e innovazione al centro del progetto di espansione di Icam Cioccolato

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(Adnkronos) –
Icam Cioccolato, azienda leader in Italia nella produzione di cioccolato e nella lavorazione del cacao, annuncia un importante progetto di espansione e sviluppo del proprio stabilimento produttivo, parte di una più ampia strategia volta alla crescita e all’innovazione continue.  Un investimento che risponde alla crescente domanda di prodotti dagli elevati standard di qualità e personalizzazione che hanno reso Icam un’eccellenza nel suo settore e un partner prezioso per realtà nazionali e internazionali che operano nella produzione di cioccolato e prodotti a base di cioccolato. È il primo importante passo della nuova governance, definita nell’estate del 2024, con Adelio Crippa, amministratore delegato e l’ingresso della terza generazione della famiglia Agostoni – Vanini nel CdA dell’azienda: Giovanni Agostoni, eletto presidente, Luca Agostoni operativo in azienda nel ruolo di Direttore di produzione e Sara Agostoni, nella duplice veste di direttore acquisti e responsabile csr.A cui si aggiunge Roberto Vanini nel ruolo di direttore della qualità.

In sintesi, un progetto tecnologico ambizioso in cui – proprio come fatto dai loro predecessori nel 2010 – si punterà a raddoppiare la capacità produttiva dello stabilimento di Orsenigo. A sostegno dello sviluppo del proprio piano industriale, Icam ha ricevuto un finanziamento di 56 milioni di euro da un pool di istituti di credito coordinati da Intesa Sanpaolo, che ha agito in qualità di arranger, bookrunner e banca agente.Grande impegno è stato profuso anche da parte degli Istituti Finanziari di primaria importanza in qualità di partner dell’operazione, nel dettaglio: Cassa Depositi e Prestiti, Crédit Agricole e Popolare di Sondrio.

Un investimento sul grande potenziale di espansione dell’azienda in cui tutti gli attori coinvolti hanno agito con l’obiettivo di alimentare la crescita in un contesto di mercato reso complesso dall’aumento incontrollato dei costi delle materie prime, il cacao in particolare. Per Intesa Sanpaolo l’operazione è stata perfezionata dalla direzione agribusiness nell’ambito della divisione banca dei territori con il supporto della struttura corporate finance mid cap della divisione Imi corporate&investment banking. “Un accordo finanziario importante a cui stavamo lavorando da tempo, che ci permetterà di posizionare l’azienda tra le più importanti realtà agroalimentari italiane del mercato.Un’operazione dal significativo valore economico: 56 milioni di euro, di cui 40 milioni saranno impiegati nel progetto di ampliamento dello stabilimento produttivo e i restanti 16 milioni concessi per supportare finanziariamente l’ottimizzazione della struttura patrimoniale dell’azienda” ha dichiarato Marco Beltrami, cfo di Icam. L’ampliamento dello stabilimento di Orsenigo, hub di eccellenza tecnologica e innovazione progettato per coniugare qualità, sostenibilità e avanzamento produttivo, vedrà l’integrazione di oltre 23.000 mq su quattro livelli, con l’obiettivo di potenziare la struttura produttiva e tecnologica dell’azienda entro il 2027.

Quattro nuove linee di modellaggio, confezionamento e una nuova linea per la produzione di cioccolato bianco che consentiranno un aumento della capacità produttiva dalle attuali 30.000 ton alle future 50.000 tonnellate di cioccolato potenzialmente producibili; 700 mq saranno dedicati all’application center, un’academy per pastry chef e all’ampliamento del chococube, polo di formazione per i professionisti pasticceri; oltre a 2.000 mq per nuovi reparti produttivi e altri 2.000 mq destinati alla creazione di un innovation center e nuovi laboratori per i test di prodotto. “Icam è un'azienda solida, con una crescita costante negli anni e che nel 2024 ci ha portato a superare i 300 milioni di fatturato, con l'export che rappresenta circa il 60% del nostro business", ha dichiarato Giovanni Agostoni, presidente di Icam Cioccolato.  "Questo finanziamento ci offre un'opportunità strategica per migliorare ancora, in un quadro economico internazionale complesso, in cui senza un supporto esterno, sarebbe impossibile pianificare una crescita come quella che ci aspettiamo per i prossimi anni.Proprio per queste motivazioni il supporto di Intesa Sanpaolo, Cassa Depositi e Prestiti, Crédit Agricole e Popolare di Sondrio è ancora più prezioso perché ci permette il raddoppio della capacità produttiva e di guardare al futuro con ottimismo, rafforzando il nostro ruolo di protagonisti nel mercato del cacao e del cioccolato, e mantenendo saldi i valori che ci guidano sin dalla nostra fondazione”, ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ex Ilva, firmato accordo cigs per 3.062 lavoratori

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(Adnkronos) –
Firmato l'accordo sulla cassa integrazione tra Acciaierie d'Italia e sindacati al ministero del Lavoro.L'azienda si è detta disponibile ad abbassare il numero di lavoratori in cassa dell'ex Ilva a 3.062, rispetto agli iniziali 3.400 (poi scesi a 3.200 nella scorsa riunione a via Flavia).

Lo riferiscono i sindacati al termine dell'incontro con i tecnici del dicastero e i rappresentanti di AdI. “Nell’incontro odierno al ministero del Lavoro – dichiarano Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, e Davide Sperti, segretario Uilm Taranto – abbiamo raggiunto un accordo sulla proroga di cigs, per ulteriori 12 mesi, che sostanzialmente mantiene i trattamenti di miglior favore per i lavoratori di Acciaierie d’Italia previsti nell’accordo di luglio 2024; risultato non scontato alla vigilia della vendita” e ora "attendiamo il previsto incontro dell’11 marzo alla Presidenza del Consiglio per conoscere lo stato dell’arte della procedura di cessione dell’ex Ilva e per poter ribadire, al governo, il vincolo della salvaguardia di tutta l’attuale occupazione, dell'appalto e di quella di Ilva As”. “L’accordo sottoscritto – spiegano – prevede una riduzione del numero massimo di lavoratori in cigs che non potrà essere superiore a 3.062 complessivi per tutto il gruppo (dai 3.420 inizialmente dichiarati) evitando che i lavoratori vengano messi a zero ore, l’integrazione al 70% alla cigs ed il riconoscimento di una tantum in welfare (1% del valore annuo della paga base a raggiungimento di 3M/tonn di acciaio, 2% a 3,5M, 3% a 4M), l’impegno a mantenere i tavoli di monitoraggio del Piano di ripartenza e investimenti su impianti.Ricordiamo che anche se non fosse indispensabile e non previsto l’accordo con le organizzazioni sindacali dalla normativa sulla cigs dell’ex Ilva, siamo riusciti a condividere con l’azienda trattamenti di miglior favore per attenuare l’impatto economico per i lavoratori, oltre ad aver preteso nel testo la conferma della non determinazione di esuberi strutturali e la validità dell’accordo del 6 settembre 2018”. “Dopo quasi 13 anni di sofferenze e incertezze per i lavoratori dell’ex Ilva e dopo la tragica esperienza di ArcelorMittal, speriamo quanto prima di poter avere una svolta con un futuro investitore, credibile e seriamente intenzionato a rilanciare il più grande gruppo siderurgico italiano e dare una prospettiva industriale con un piano compatibile con l’ambiente e con un ruolo sociale per il futuro di 20.000 lavoratori, diretti e indiretti dell’indotto, che non può prescindere dalla permanenza dello Stato in qualsivoglia assetto societario futuro”, concludono. “Non escludiamo affatto che ci sia una partecipazione largamente minoritaria dello Stato che possa accompagnare questo processo di rilancio produttivo e di riconversione industriale dai forni a caldo ai forni elettrici”, ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, parlando dell'ex Ilva. “Se gli attori dovessero chiederlo potremmo mettere in campo una partecipazione pubblica.

Una partecipazione che ci consenta – ha spiegato Urso – di garantire meglio lo sviluppo industriale degli impianti evitando gli errori del passato, che sono stati fatti anche in questo campo".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport e Salute lancia contest ‘Arcobaleno in tavola’ per educazione alimentare tra giovani – Video

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(Adnkronos) – Un contest che unisce musica e sport, per promuovere l'educazione alimentare tra i più giovani.E' l'iniziativa presentata oggi a Milano da Sport e Salute, in collaborazione con Warner Music Italia.

Il contest 'Attiviamoci con l'Arcobaleno in tavola', con testimonial l'icona del volley italiano Andrea Lucchetta, membro del team 'Illumina' di Sport e Salute, si rivolge agli oltre 2 milioni di studenti delle 12mila scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia, già coinvolte dal progetto 'Scuola Attiva' (video). Nel videoclip del brano 'L'Arcobaleno in tavola', presentato oggi nella sede milanese di Warner Music Italia, Andrea Lucchetta e un gruppo di bambini cantano e ballano, per insegnare in modo divertente ai più piccoli le proprietà nutritive di frutta e verdura.Ispirandosi ai contenuti del videoclip e approfondendo il materiale fornito da Sport e Salute sul tema dell'educazione alimentare, gli oltre 2 milioni di studenti potranno realizzare canzoni, coreografie, video o altre idee creative.

I progetti verranno poi valutati dalla giuria composta dai campioni del team 'Illumina'.Le migliori performance, a livello nazionale, regionale e provinciale, saranno pubblicate sui canali ufficiali di Sport e Salute e i vincitori saranno premiati con materiale sportivo per la propria scuola.  "Quello tra sport e musica è un connubio veramente importante, in grado di coinvolgere dai giovani agli anziani", ha detto l'amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris alla presentazione del contest 'Attiviamoci con l'Arcobaleno in tavola'. "Sport e Salute – ha ricordato – ha il grande obiettivo di promuovere lo sport in Italia, pensandolo innanzitutto come health and fitness.

Per farlo, ha bisogno di alleanze forti", come quella con Warner Music Italia.  "Il progetto 'Attiviamoci con l'Arcobaleno in tavola' ci ha subito entusiasmati, perché ne condividiamo il sentiment e i temi.Si parla di sport, di giovani, di salute, di passione e di benessere.

Quindi ci è sembrata una bella idea quella di utilizzare un messaggio universale come quello della musica, per parlare ai giovani", ha detto Raffaele Razzini, Vp Finance & Cfo di Warner.  "La cosa più entusiasmante e che illumina è vedere un bambino che sorride", ha commentato dopo la presentazione del videoclip Andrea Lucchetta, spiegando che il contest "fortemente voluto da Sport e Salute è inclusivo ed è in grado di far divertire e ballare, senza schiacciare l'autostima del bambino, ma stimolando la sua creatività".  Il contest 'Attiviamoci con l'Arcobaleno in tavola', promosso in collaborazione con il ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, rientra nell'ambito di 'Scuola Attiva', l'iniziativa di Sport e Salute e del ministero dell'Istruzione e del Merito, in collaborazione con il ministro per lo Sport e i Giovani che promuove l'attività motoria e fisica nelle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, la Fia contro le parolacce: rischio penalizzazione, piloti furiosi

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(Adnkronos) –
Niente parolacce in Formula 1. È questo il nuovo proposito della Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA), a poche settimane dall'inizio del Mondiale 2025, al via il prossimo 16 marzo in Australia.Tifosi e appassionati sono abituati a vedere i piloti imprecare e lasciarsi andare a un linguaggio volgare, a volte dopo un risultato negativo altre per esternare la propria gioia, eppure la Federazione non apprezza più questo tipo di comportamento e da mesi ha annunciato una stretta nelle sanzioni contro i piloti che non rispetteranno il divieto di parolacce. Già la scorsa stagione Charles Leclerc e Max Verstappen, campione del mondo in carica tra i più 'attivi' anche su questo fronte, erano stati multati dalla Federazione per aver utilizzato un linguaggio volgare durante una conferenza stampa.

Le lamentele dei due piloti, che hanno fatto notare come in quel caso non ci fosse una vera e proprioa offesa a qualcuno, sono rimaste però inascoltate e anzi, hanno dato il via a un'ulteriore stretta.La Federazione ha infatti inasprito il proprio regolamento in tema di parolacce, tanto in Formula 1 quanto in Formula E e nel campionato di rally. I piloti che si renderanno protagonisti di espressioni volgari, offensive o peggio blasfeme, potranno andare incontro a una multa salata, che può arrivare fino a 120mila euro, un mese di sospensione dalle gare e addirittura una penalizzazione di punti dalla classifica del Mondiale.

La prima 'vittima' è stato, il mese scorso, il pilota di rally Adrien Fourmaux, multato per 10mila euro per aver pronunciato la frase, rivolta al suo team, "we fucked up", ovvero "abbiamo fatto una caz***a".Dopo la decisione della Federazione tutti i piloti si sono uniti in un comunicato che denunciava una situazione giudicata "inaccettabile" e che, secondo loro, richiedeva una "soluzione urgente". A fare eco ai colleghi sono arrivate anche le parole di Max Verstappen: "Durante le gare e subito dopo c’è emotività e passione.

Io capisco che imprecare e dire parolacce non va bene, ma se mi si fa l'esempio dei bambini, io penso: tu cosa facevi quando eri più piccolo a scuola, davanti ai videogiochi o giocando a calcio per strada?", ha detto il pilota della Red Bull, "è una cosa che fanno tutti.Bisogna sicuramente fare attenzione in certi contesti, lo capisco, ma non credo siano necessarie regole così stringenti.

Servirebbe un po' di buon senso".La soluzione, in ogni caso, Verstappen l'ha trovata: "Penso che imprecherò in olandese, così nessuno mi capirà". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Key-The Energy Transition Expo al via domani alla Fiera di Rimini

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(Adnkronos) – Al via Key – The Energy Transition Expo.Da domani, mercoledì 5 marzo, a venerdì 7 marzo, è in programma alla Fiera di Rimini Key – The Energy Transition Expo, l’evento di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo, dedicato al futuro dell’energia.  Sono attesi più di 1.000 espositori (il 20% in più rispetto al 2024), di cui oltre il 30% internazionali.

Grazie al supporto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e dell’Agenzia Ice, alla collaborazione con le più importanti Associazioni del settore e a una rete di agenti diffusa capillarmente in tutto il mondo, saranno coinvolti circa 350 hosted buyer e delegazioni provenienti da più di 50 Paesi, con Nord Africa, Medio Oriente, Balcani ed Est Europa che costituiscono le aree più rappresentate.  Nella prima giornata alle 12, sul Main Stage della Cupola Lorenzo Cagnoni, nella Hall Sud, è in programma l’Opening Ceremony, col ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto.Intervengono Maurizio Renzo Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group, Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Anna Montini, assessora alla Transizione Ecologica (Ambiente, Sviluppo Sostenibile, Pianificazione e Cura del Verde Pubblico), Blu Economy, Statistica del Comune di Rimini, Paolo Arrigoni, presidente Gse.

Sempre domani, alle 14.45 sul Main Stage, il Key Energy Summit, aperto dai saluti istituzionali di Corrado Peraboni, amministratore delegato di Ieg e l’introduzione di Gianni Silvestrini, presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Key.  Alessandro Marangoni presenterà lo studio Althesys 'Decarbonizzazione e competitività, dalle politiche europee all’industria italiana.Strategie per una transizione energetica sostenibile e volta alla crescita' a cui seguiranno due tavole rotonde con 'Le proposte delle Associazioni', con la partecipazione di Assoesco, Fire, H2It, Coordinamento Free, Motus-E, Elettricità Futura, Anie, Federidroelettrica, Anev e Italia Solare.

Riflessioni conclusive affidate a Paolo Arrigoni, presidente Gse e Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.A seguire, alle 17, sarà consegnato il Premio Innovazione Lorenzo Cagnoni alle tre Start-up dell’Innovation District che si saranno distinte per il loro progetto e ai sette espositori che a Key presenteranno i progetti più all’avanguardia, uno per ciascun settore merceologico della manifestazione.  L’edizione 2025 di Key sarà la più grande mai realizzata, confermando quella sua visione trasversale e integrata su più comparti e tecnologie.

Il layout è stato completamente riprogettato, per rispondere alle esigenze di una manifestazione in continua crescita, senza la necessità di ulteriori riadattamenti futuri.La nuova configurazione prevede per la prima volta un equo bilanciamento su entrambe le ali (Est ed Ovest) del quartiere fieristico, con l’apertura, anch’essa mai avvenuta prima, dell’Ingresso Ovest, in aggiunta a quelli Sud ed Est.

Un totale di 20 padiglioni (4 in più rispetto al 2024) su 90mila mq di superficie, divisi in sette aree tematiche dedicate ad altrettanti settori merceologici: fotovoltaico, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City.  Fra le novità, il potenziamento dello spazio riservato all’idrogeno, nella nuova area Hype – Hydrogen Power Expo supported by Hydrogen&Fuel Cells, organizzata congiuntamente da Italian Exhibition Group e Hannover Fairs International GmbH (Hfi), filiale italiana di Deutsche Messe Ag.Debutterà, inoltre, Su.port – Sustainable Ports for Energy Transition, focus espositivo dedicato all’elettrificazione delle banchine portuali, fondamentale per ridurre le emissioni nel settore marittimo, promuovere la sostenibilità nei porti e accelerare lo sviluppo dell’eolico off-shore, in particolare floating.

Nel padiglione A5, nell’area dedicata all’efficienza energetica, sarà presente uno spazio riservato al nuovo partner di Key Federcostruzioni, la Federazione di Confindustria che rappresenta la filiera italiana delle costruzioni. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo e l’incontro con Zelensky, fonte reale: “Altamente significativo”

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(Adnkronos) – Gli incontri di re Carlo con Zelensky e Trudeau sono stati "altamente significativi" e il sovrano è "molto consapevole" della sua responsabilità globale e del suo ruolo diplomatico unico ed è determinato a metterlo a frutto.Lo ha affermato una fonte reale ripresa dal Guardian, dopo l'incontro di ieri del monarca con il primo ministro canadese Justin Trudeau nella tenuta di Sandringham, nel Norfolk, il giorno dopo aver ricevuto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

Il re è stato elogiato per avergli mostrato solidarietà, accogliendolo dopo il turbolento incontro di venerdì alla Casa Bianca con Donald Trump e il suo vicepresidente JD Vance.  La fonte ha dichiarato che "Sua maestà è molto consapevole della sua responsabilità a livello globale, regionale e nazionale, e si impegna con passione in tutti i dettagli.In qualità di statista e capo di Stato sia per il Regno Unito che per il Canada, il ruolo del re è estremamente significativo e Sua Maestà è determinato a fare la sua parte, entro parametri appropriati: il suo ruolo, per necessità e obbligo costituzionale, è quello di offrire gesti simbolici, piuttosto che esprimere commenti". La fonte ha descritto le udienze del re con Zelensky e Trudeau come "di routine, ma altamente significative, dato il contesto globale".

Buckingham Palace non condivide i dettagli di ciò che viene discusso nelle udienze private, ma si è capito che le sfide che il Canada deve affrontare con gli Stati Uniti a causa della retorica incendiaria di Trump era in cima all'agenda, così come il sostegno all'Ucraina.Il re, che ha invitato Trump per una seconda visita di Stato senza precedenti nel Regno Unito, è sempre più visto come una figura unificante, attraverso la cosiddetta diplomazia del soft power della famiglia reale.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eleonora Giorgi, il ricordo di Andrea De Carlo: “Il nostro amore adolescenziale, eravamo diversi”

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(Adnkronos) –
Andrea De Carlo ha ricordato gli anni vissuti al fianco di Eleonora Giorgi. "Era una donna che sapeva affrontare le emergenze e ne aveva avute tante nella sua vita", così lo scrittore, in collegamento con 'La volta buona' ha parlato dell'attrice morta ieri, lunedì 3 marzo, dopo una lunga malattia.   "Ha passato periodi molto difficili, fin dall'infanzia.Però è riuscita sempre a reagire, spesso a prevenire le situazioni più difficili che avrebbero spaventato molta altra gente", ha detto Andrea De Carlo ricordando il coraggio con il quale Eleonora Giorgi ha affrontato la lunga battaglia contro il tumore al pancreas.  11 anni di amore e rispetto reciproco: "Il nostro amore era adolescenziale – spiega Andrea De Carlo – anche se non avevamo sedici anni.

Vite complicate, avevamo figli piccoli entrambi e avevamo due caratteri molto diversi".  E spiega: "Eleonora è cresciuta sotto l'occhio pubblico ed era la sua natura essere al centro dell'attenzione.Io, al contrario, sono stato sempre molto schivo, quindi per me non era facile avere quel tipo di esposizione.

Ma questo era compensato da un'estrema intensità di scambio" E su Eleonora Giorgi ha aggiunto: "Era una donna estremamente intelligente, con una visione del mondo lucida e ha avuto esperienze tali che le avevano consentito di conoscere il mondo da angolazioni diverse, da diva del cinema ma anche da moglie di un uomo potente, come lo era stato il suo primo marito (Angelo Rizzoli, ndr)".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maccio Capatonda torna con ‘Sconfort Zone’: “La mia seduta psicologica”

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(Adnkronos) – Maccio Capatonda è in piena crisi creativa e finisce nelle mani di uno psicologo (Giorgio Montanini), che gli indica un percorso da seguire, fatto da prove assurde e disperate.Perché solo dopo aver affrontato il disagio, l'ispirazione per scrivere la prossima serie tv può ritornare.

Maccio esce così dalla confort zone per lanciarsi nella 'Sconfort Zone', ovvero la sua nuova serie in 6 episodi, disponibile dal 20 marzo in esclusiva su Prime Video.In questa serie c'è Marcello Macchia (per tutti Maccio) in tutta la sua essenza.

Il comico si libera dei suoi vecchi personaggi, come Mariottide, Padre Maronno o Jerry Polemica, che l'hanno reso celebre, per raccontare chi c'è dietro Maccio Capatonda.E l'operazione è riuscita.  
"Ho vissuto questa serie come se fosse una seduta psicologica", dice all'Adnkronos Maccio, che ha scritto la serie (prodotta da Banijay Italia in collaborazione con Prime Video) e l'ha diretta insieme ad Alessio Dogana. "Ho avuto la possibilità di mettermi a nudo nei confronti del pubblico, che mi ha sempre visto come una persona cinica e un comico che fa sempre macchiette e personaggi del genere.

Spero che sia venuta fuori la mia umanità". Alla domanda 'ti sei stufato del Maccio che tutti conosciamo?', la risposta è 'no': "Non mi stanco mai perché, come nel caso di questa serie, cerco di fare sempre tante cose diverse.Per esempio, ho in programma di fare uno spettacolo teatrale", racconta il comico, il cui segreto è quello di evolversi. "Mi annoio a fare sempre le stesse cose.

Io penso che il pubblico ti segua non quando fai sempre le stesse cose a cui è affezionato, ma quando mantieni la tua originalità in cose diverse", spiega Capatonda, che ammette: "Sento la pressione di dover fare sempre cose nuove.La Fomo ('fear of missing out', ovvero la 'paura di essere tagliati fuori') è la condanna di oggi, ma anche la dipendenza dai like e dalle visualizzazioni.

A volte tutto questo ti distoglie dal fare quello che senti", dice Maccio, che sta cercando "di postare poco sui social perché non voglio continuare questo gioco di dover postare a tutti i costi.Nel giro di poco tempo ho perso circa 2mila follower, questo non me l'aspettavo".

Per il comico "non deve diventare una droga, non bisogna avere voglia di fare cose con la finalità di ricevere apprezzamenti, questa è la cosa più brutta", riflette il comico. "Non mi sono mai sentito limitato dall'etichetta di comico", dice, "è un dono esserlo perché si ha la capacità di far ridere le persone.Ma preferisco seguire la strada dell'intrattenitore perché è più completo, puoi passare dalla comicità al dramma", conclude.

Nel cast con Maccio anche Francesca Inaudi, Giorgio Montanini, Valerio Desirò, Camilla Filippi, Luca Confortini, Edoardo Ferrario, Gianluca Fru e Valerio Lundini. (di Lucrezia Leombruni) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lollobrigida: “Ostriche non siano bene di lusso”

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(Adnkronos) – "Le ostriche sono un bene di lusso perché sono care, non è che la natura le ha fatte di lusso".Lo ha detto il ministro per l'Agricoltura e la sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, a margine della degustazione in Senato delle ostriche di Goro. "Sono passato a salutare i pescatori di Goro, che rappresentano una realtà molto importante, purtroppo colpita in maniera drammatica dal fenomeno della fluttuazione di abbondanza del granchio blu, cioè una proliferazione della specie che ha messo in ginocchio gli acquacultori", ha aggiunto. "Il governo -ha evidenziato- è intervenuto in maniera massiccia, nominando un commissario, stanziando 49 milioni circa di euro, complessivi per il settore, riuscendo quindi a compensare quelle criticità, ma la compensazione delle criticità non può che avere una visione strategica davanti, che significa riuscire ad utilizzare i prodotti e a valorizzarli, che possono mettere in condizione le comunità colpite di resistere e sopravvivere in questa fase, e rilanciare la propria attività".  "Non rinunciamo certamente al mercato legato alla venericoltura e alla mitilicoltura -ha detto ancora- però accanto a queste, abbiamo valorizzato il granchio blu, abbiamo detto fin dalla prima visita che era un problema, ma poteva essere una risorsa, e grandi investitori stanno intervenendo in questo settore, anche con fondi privati, per creare una filiera competitiva di quel prodotto.

E accanto abbiamo ovviamente alcuni prodotti che sono più resistenti al granchio blu, tra cui le ostriche". "Le ostriche sono un bene di lusso perché sono care, non è che la natura le ha fatte di lusso, e quindi avere anche la possibilità di una fiscalità in linea con la fiscalità che esiste nel resto, nel resto d'Europa, mette i nostri acquacultori nella condizione di competere alla pari, e questo è lo sforzo che stiamo facendo", ha spiegato ancora. "L'impegno che abbiamo assunto, è quello di abbassare l'Iva per contrastare il prezzo, mettere più utenti possibili nella condizione di poter acquistare, di poter accedere a questo prodotto, che non deve essere di lusso, perché è un prodotto sano, che viene da un prezioso lavoro degli acquacultori, in questo caso ovviamente si tratta di ostriche di allevamento, e può mettere in condizione di creare ricchezza e reddito per queste categorie che sono per noi strategiche ed importanti", conclude il titolare dell'agricoltura. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Millie Bobby Brown: “Bullizzata da media perché non sembro più Undici di ‘Stranger Things'”

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(Adnkronos) –
Millie Bobby Brown ha da poco compiuto 21 anni, ma secondo molti utenti del web e articoli della stampa statunitense la star di 'Stranger Things' dimostrerebbe molto di più della sua età anagrafica.Le accuse vanno avanti da mesi e hanno avuto una particolare impennata negli ultimi giorni, dopo che l'attrice è apparsa sui red carpet di 'The Electric State', film di fantascienza in cui è protagonista insieme a Chris Pratt.

E allora Millie Bobb Brown ha smesso di tacere.Con un video pubblicato sul suo profilo Instagram, Brown ha risposto alle critiche: "Non ho intenzione di scusarmi perché sto crescendo". Nel video, Millie Bobby Brown legge i titoli di alcuni degli articoli usciti in questi giorni in occasione del suo press tour: "Perché i ragazzi della Generazione Z come Millie Bobby Brown invecchiano così male?" e "Cosa ha fatto Millie Bobby Brown alla sua faccia?", oltre ad altri che spiegano come il suo look sia "da mamma". "Questo non è giornalismo, questo è bullismo", dice l'attrice chiaramente. "È inquietante che scrittori adulti passino il proprio tempo ad analizzare il mio volto, il mio corpo, le mie scelte.

Il fatto che alcuni di questi articoli siano scritti da donne?Ancora peggio.

Parliamo sempre di sostenere le giovani donne, ma quando arriva il momento, sembra più facile abbatterle per un clic."  L'attrice spiega di aver deciso di parlare apertamente perché questi attacchi non riguardano solo lei, ma "ogni singola donna che cresce sotto lo scrutinio pubblico".Alcune persone, dice l'attrice, "non riescono a sopportare di vedere una ragazza diventare una donna alle sue condizioni, non alle loro".  E poi continua: "Mi rifiuto di scusarmi per essere cresciuta.

Mi rifiuto di rimpicciolirmi per soddisfare le aspettative irrealistiche di persone che non riescono a sopportare di vedere una ragazza diventare una donna.Non mi vergognerò del mio aspetto, di come mi vesto o di come mi presento.

Siamo diventati una società in cui è molto più facile criticare che fare un complimento.Perché la reazione istintiva è dire qualcosa di orribile piuttosto che dire qualcosa di carino?

Se hai un problema con questo, c'è da chiedersi cos'è che ti mette così a disagio.Facciamo meglio.

Non solo per me, ma per ogni ragazza che merita di crescere senza paura di essere fatta a pezzi per il semplice fatto di esistere".  Nella sua risposta agli attacchi online, Mille Bobby Brown ha ricordato di avere iniziato a lavorare nel settore a soli 10 anni. "Sono cresciuta di fronte al mondo e, per qualche ragione, le persone si comportano come se dovessi restare congelata nel tempo e avere lo stesso aspetto che avevo nella prima stagione di 'Stranger Things'". L'attrice infatti ha iniziato la carriera giovanissima comparendo in alcune note serie come 'Grey's Anatomy' e 'Modern Family', ma il successo è arrivato all'età di 12 anni con il ruolo iconico di Undici in 'Stranger Things'.Da allora la sua fama e la sua carriera hanno spiccato il volo: è stata modella per Calvin Klein, testimonial per Monclear, è apparsa in video musicali, ha fondato un brand di moda e cosmetici.  Nel mondo dello spettacolo, oltre al ruolo di attrice, ha presto assunto anche quello di produttrice: così sono nati i due film dedicati alle avventure di Enola Holmes e l'action fantastico 'Damsel'.

Presto su Netflix arriverà il suo ultimo lavoro, 'The Electric State'.  Nel frattempo, come ha voluto spiegare personalmente, il tempo è passato e Brown è cresciuta.Alle ultime premiere si è presentata accanto al marito, Jake Bongiovi, e con un look lontano da quello della sua Undici, a partire dai lunghi capelli biondi.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Luca Traini torna libero dopo 7 anni di carcere

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(Adnkronos) – Dopo 7 anni in carcere torna libero Luca Traini, il 36enne che a Macerata il 3 febbraio 2018 sparò contro diversi migranti ferendone sei, dicendo di voler vendicare la morte di Pamela Mastropietro.Lo riporta 'Cronache Maceratesi'.  Traini era stato condannato in via definitiva a 12 anni per strage aggravata dall’odio razziale.

Il tribunale di Sorveglianza ora ha accolto la richiesta della difesa di affidamento in prova ai servizi sociali, avanzata dal difensore, l’avvocato Sergio Del Medico, secondo cui Traini "ha dimostrato una revisione critica in cui ha compreso l'enormità del gesto che ha compiuto e il danno e il dolore che ha causato.Ha mostrato impegno e passione in tutte le attività che gli sono state affidate in carcere.

Intende anche risarcire le persone che ha ferito". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sala: “San Siro vivrà almeno fino al 2030, poi via a nuovo stadio”

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(Adnkronos) – "San Siro?Mi auguro che oggi ci sia la consegna di un'offerta, che da un lato sia economico-finanziaria e dall'altro spieghi cosa bisogna fare".

Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenendo a "Non stop news" su Rtl 102.5, per commentare le indiscrezioni stampa secondo cui oggi Milan e Inter presenteranno al Comune di Milano il piano per l'acquisizione dello stadio Meazza, delle aree circostanti e i permessi di costruzione del nuovo stadio. "Prima delle scorse vacanze – ricorda Sala – abbiamo provato a convincere le squadre a ristrutturare San Siro.E questa è verità storica.

Ci hanno lavorato per alcuni mesi e hanno detto 'non si può, è troppo costoso'.Così hanno cominciato a elaborare altri piani ed esattamente a novembre ci hanno detto: 'Bene, siamo interessati all'acquisto di San Siro e delle aree'".

Da lì, poi, sono partiti dei tavoli tecnici per esaminare una serie di elementi, come i vincoli acustici, la distanza dalle case, la mobilità, il verde: "Tavoli tecnici che devono portare, mi auguro, a un'offerta". A questo punto, avverte Sala, "la legge dice che la prima cosa da fare è, avendo l'offerta, ovviamente analizzarla e vedere se è in linea.Dobbiamo fare un bando".

Quindi "se oggi arriverà questa offerta, la esamineremo e poi riferirò al Consiglio comunale".Sala ha poi aggiunto: "Fino alle Olimpiadi non succederà nulla, ricordo che il 6 febbraio 2026 si farà l'inaugurazione dei Giochi.

Poi cominceranno a costruire un nuovo stadio di fianco a San Siro, e ci vorrà qualche anno.E quando sarà pronto, rigenereranno il vecchio San Siro.

Ergo – conclude il sindaco – il vecchio San Siro è destinato a vivere, a mio giudizio, almeno fino al 2030.Se poi dovessi immaginare quando potrà esserci il nuovo stadio, direi il 2030". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump blocca aiuti Usa, Ucraina: “Possiamo resistere 6 mesi”

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(Adnkronos) –
Donald Trump dice stop agli aiuti militari all'Ucraina.Kiev, dopo 3 anni di guerra, deve fare i conti con il pressing del presidente degli Stati Uniti, che vorrebbe il sì di Volodymyr Zelensky al cessate il fuoco (e all'accordo sulle terre rare).

Il conflitto intanto prosegue e, da ora, le forze armate ucraine devono gestire le armi americane a disposizione con maggiore oculatezza.  "Penso abbiamo risorse a sufficienza per andare avanti per circa sei mesi anche senza un aiuto consistente da parte degli Stati Uniti, ma certamente sarà molto più difficile", dice a Rbc il deputato ucraino, Fedir Venislavsky, affermando che ora l'Ucraina deve valutare strategie per compensare "quantità e qualità di armi" in precedenza fornite dagli Usa. Secondo Venislavsky, la Commissione difesa del Parlamento di Kiev ha già avuto un incontro a porte chiuse per parlare dello "scenario negativo del possibile stop all'assistenza militare Usa". 
La decisione di Trump viene valutata anche dai militari in prima linea. "Il sostegno americano è cruciale per difendere il cielo, il sostegno finanziario condiziona l'economia e il morale della comunità, che è altrettanto importante per chi è al fronte", dice Serhii Filimonov, comaandante dell 108esimo battaglione meccanizzato, impegnato da mesi nell'area di Pokrovsk, nell'est del paese. "In futuro -il messaggio della 46esima brigata- dipenderemo sempre più dagli aiuti degli alleati europei che dovranno abbandonare la comfort zone del sostegno espresso sui social.Non possiamo resistere da soli". 
La posizione di Trump si ammorbidirebbe con la firma dell'accordo sulle terre rare, con il via libera per l'accesso americano alle risorse minarie ucraine.

Kiev ''pronta a firmare in qualsiasi momento l'intesa con gli Stati Uniti'', dice il primo ministro ucraino Denys Shmyhal. Ottenere garanzie di sicurezza americane è di "vitale importanza" per Kiev, ma anche per l'Unione Europea, aggiunge. "Abbiamo bisogno e chiediamo garanzie di sicurezza concrete, tanto da parte degli Stati Uniti, quanto dell'Europa e dei paesi del G7.E' di vitale importanza non solo per l'Ucraina ma anche per l'Unione Europea".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pari opportunità, Latini (Coop): “Educazione sentimentale per relazioni migliori”

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(Adnkronos) – "La grande, importante e complessa novità di quest’anno, che vogliamo lanciare al nostro mondo e ai nostri stakeholder, è l’impegno sul tema dell'educazione sentimentale.Un tema da inserire nel mondo della scuola, indispensabile per aiutare i giovani a imparare, oltre l'abc della grammatica, anche l’abc dei sentimenti e avere strumenti migliori per inserirsi in un mondo di relazione meno individuale e più collettivo. È un argomento complesso, ma ne vogliamo discutere.

Le cooperative lo faranno nei territori con le associazioni, con le istituzioni, con i nostri soci.Perché solo da una consapevolezza collettiva si può anche essere più credibili e più proattivi verso le istituzioni".

Così Maura Latini, presidente di Coop Italia, in occasione della presentazione della campagna 'Dire, fare, amare', a favore dell’educazione alle relazioni nella scuola, lanciata da Coop nell’ambito della quinta edizione del progetto 'Close the gap' dedicato alla parità di genere e all’inclusione.  Nel corso dell’evento, Coop ha presentato anche i risultati dell’indagine 'La scuola degli affetti' svolta in collaborazione con Nomisma e gli ultimi dati di avanzamento dell’impegno di Coop per la parità di genere e l’inclusione, come le certificazioni di genere e l’inserimento di donne vittime di violenza.In particolare, Coop ha "confermato una quota importante di donne nel gruppo dirigente e nel consiglio d'amministrazione, oltre alla formazione delle donne per ruoli di responsabilità – fa sapere la presidente Latini -.

A questo si è aggiunta anche la certificazione Uni 125 sulla parità di genere.Una certificazione che ogni anno deve essere rinnovata e che per questo richiede un lavoro costante perché l'ambiente di lavoro vada nella direzione giusta – dice – A questo abbiamo aggiunto anche un impegno importante sulla formazione per l'inclusione e la parità di genere – aggiunge – con i nostri fornitori di prodotto a marchio, che su base volontaria hanno aderito, usufruendo di prodotti formativi realizzati da Oxfam e da scuola Coop". Oltre ai risultati raggiunti, Coop si impegna per un futuro a sostegno delle donne e della parità di genere: "Il nostro impegno continuerà come ogni anno, contro la violenza di genere a sostegno di Differenza Donna, il numero 1522 e le case famiglia che nei territori accolgono le donne.

Ma c'è una novità molto bella – annuncia Latini – nelle nostre cooperative i direttori del personale si stanno impegnando per inserire all'interno del mondo del lavoro donne fuoriuscite da un percorso di violenza, perché l'autonomia economica data dal lavoro è un elemento fondamentale affinché una donna che ha vissuto qualcosa di così traumatico si possa affrancare", le sue parole. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pari opportunità, Dentamaro (Aied): “Educazione sessuale a scuola è necessaria”

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(Adnkronos) – Dalla survey 'La scuola degli affetti', svolta in collaborazione con Nomisma, con la quale si è indagata l’opinione delle famiglie italiane sulla necessità di inserire l’educazione alle relazioni nel percorso formativo di bambini e ragazzi, tema al centro della campagna 'Dire, fare, amare' di Coop Italia lanciata nell’ambito della quinta edizione del progetto 'Close the Gap', emerge che "le famiglie sono consapevoli dell’importanza che avrebbe l’avere corsi di educazione sessuale nelle scuole, perché è il contesto adatto.Al tempo stesso però, le famiglie sono preoccupate dal fatto che questi temi possano essere trattati con superficialità e che manchi il personale competente, in grado di trasmettere queste competenze ai ragazzi. È una giusta preoccupazione, che si supera sapendo che il personale competente è presente ed è in grado di trasmettere queste conoscenze e competenze in modo corretto".

Queste le parole di Antonella Dentamaro, vice presidente di Aied nazionale – Associazione italiana per l'educazione alla demografia, in occasione della presentazione della campagna 'Dire, fare, amare'. Oltre ai risultati dell’indagine, nel corso dell’evento Coop ha presentato anche gli ultimi dati di avanzamento dell’impegno di Coop per la parità di genere e l’inclusione, come le certificazioni di genere e l’inserimento di donne vittime di violenza: "Abbiamo, infatti, le linee guida dell'Oms, che sono state pensate e studiate da un gruppo multidisciplinare di professionisti della materia, che hanno concepito linee guida specifiche a seconda della fascia d'età.Infatti, ogni età ha le proprie competenze da acquisire – sottolinea Dentamaro – E' un protocollo sperimentato.

Non si può parlare di neutralità perché niente è neutrale, ma è molto scientifico, molto sicuro e accogliente nel modo di trasmettere le competenze.Quindi, non c'è nulla da inventare: si tratta di iniziare ad avere questo percorso nel nostro sistema scolastico e in questo modo rinnovare la scuola, anche perché è una richiesta che arriva dagli stessi ragazzi, sostenuti dalle famiglie", conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pari opportunità, Camussi (F.Ossicini): “Educare a relazioni per libera espressione”

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(Adnkronos) – "L'educazione alle relazioni serve a rendere bambini e bambine, poi ragazzi e ragazze, consapevoli dei diritti alla libera espressione di sé.In particolare, penso non solo alla libera espressione delle donne, ma anche alla capacità del maschile, non ancora sufficientemente accompagnata, di poter esprimere delle emozioni di fatica, di sofferenza o di preoccupazione, rispetto alla propria capacità di stare o non stare dentro le relazioni".  Lo afferma Elisabetta Camussi, docente di Psicologia sociale presso l’università Milano Bicocca e presidente della Fondazione Ossicini, in occasione della presentazione della campagna 'Dire, fare, amare', a favore dell’educazione alle relazioni nella scuola, lanciata da Coop nell’ambito della quinta edizione del progetto 'Close the gap' dedicato alla parità di genere e all’inclusione.  Nel corso dell’evento, Coop ha presentato anche gli ultimi dati di avanzamento del suo impegno per la parità di genere e l’inclusione, come le certificazioni di genere e l’inserimento di donne vittime di violenza e i risultati dell’indagine 'La scuola degli affetti” svolta in collaborazione con Nomisma.

In merito all’indagine, la professoressa Camussi spiega: "L'importanza di avere dei buoni dati deriva dalla qualità con la quale si fanno le domande – sottolinea – Abbiamo lavorato molto a costruire domande che permettessero di raccogliere la totalità degli atteggiamenti e dei comportamenti delle persone". L’indagine è stata condotta su "un campione stratificato, quindi rappresentativo della popolazione rispetto alla questione che stavamo indagando – fa sapere Camussi – che abbiamo particolarmente focalizzato come la necessità dell'educazione alle relazioni come materia che fa parte dell'esperienza scolastica", dice. Dall’analisi è emerso che "l'educazione alle relazioni diventa il punto focale nel quale ricade tutta una serie di dimensioni che ineriscono sia l'intervento nelle situazioni che presentano già criticità – riprende – sia le possibilità di prevenire una serie di violazioni e soprattutto offrono alla famiglia, attraverso l'esperienza scolastica e l'intervento di psicologi e psicologhe, la possibilità di avere un'interlocuzione rispettosa delle questioni che, in una società complessa come quella nella quale viviamo, non possono essere ridotte a banalizzazioni rispetto alle quali c'è solo una opinione, c'è solo una modalità – spiega – Occorre invece lavorare su un'educazione che, a partire dalla scuola primaria, arrivi fino all’adultità e renda tutti e tutte noi consapevoli, ad esempio, degli automatismi che scattano quando abbiamo a che fare con le questioni di genere e gli automatismi che riguardano il nostro pensarci come uomini e come donne, ma anche gli automatismi che riguardano le credenze rispetto a come noi pensiamo debbano andare le relazioni", le sue parole. Poi Camussi si focalizza sugli aspetti che stanno alla base della violenza di genere: "Riguardano il significato, i simboli, i sistemi di credenze, le rappresentazioni che del femminile e del maschile abbiamo – illustra -.L'educazione alle relazioni insegna, tra le altre cose, a distinguere tra conflitto e violenza.

Il conflitto è una situazione nella quale due interlocutori, quali che siano anche dentro una coppia, sono alla pari.La violenza è quando la possibilità di esprimersi riguarda solo una delle due parti, mentre l'altra parte è messa sistematicamente in una condizione di svantaggio.

Di solito ad essere una condizione di svantaggio sono le donne che – continua – a seguito anche dei processi di socializzazione, tendono ad interpretare questa condizione di passività nella quale vengono messe come una condizione che non può che essere tale e che come tale non può essere cambiata", conclude.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Qatargate, chiesta revoca immunità per eurodeputate dem Moretti e Gualmini

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(Adnkronos) – La Procura federale belga ha confermato oggi, martedì 4 marzo, al quotidiano belga Le Soir di aver chiesto la revoca dell'immunità parlamentare per due eurodeputate che sarebbero coinvolte nell'inchiesta Qatargate.Si tratta della vicentina Alessandra Moretti e della sua collega bolognese Elisabetta Gualmini, entrambe elette col Pd nella circoscrizione nord est.  Le richieste di revoca dell’immunità saranno annunciate lunedì dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in apertura della nuova sessione plenaria. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Trump blocca aiuti: missili e sistemi di difesa, le armi date finora da Usa

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(Adnkronos) –
Donald Trump blocca gli aiuti militari americani all'Ucraina.La decisione del presidente degli Stati Uniti, dopo lo scontro di venerdì scorso nello Studio Ovale con Volodymyr Zelensky, è legata al no del presidente ucraino ad un cessate il fuoco immediato con la Russia.

Lo stop alle forniture è destinato ad avere un impatto sulle operazioni militari di Kiev che, sotto la precedente amministrazione democratica di Joe Biden, ha ricevuto armi, sistemi di difesa, munizioni e apparecchiature.  Gli Stati Uniti hanno fornito 65,9 miliardi di dollari di assistenza militare all'Ucraina dall'invasione russa del febbraio 2022.Secondo un elenco del Dipartimento di Stato aggiornato allo scorso 20 gennaio e rilanciato dal Guardian, gli Usa, per far fronte agli incessanti bombardamenti delle forze russe, hanno inviato a Kiev tre batterie di missili terra-aria Patriot e 12 sistemi di difesa Nasam, nonché sistemi e munizioni Hawk e oltre 3mila missili antiaerei Stinger.

Per migliorarne l'efficacia, sono stati consegnati 21 radar di sorveglianza aerea, insieme ad apparecchiature per integrare lanciatori e missili di eserciti occidentali con i sistemi ucraini. Washington ha inviato poi oltre 200 obici da 155 millimetri insieme a tre milioni di proiettili di artiglieria corrispondenti, 72 obici da 105 millimetri e un milione di proiettili corrispondenti, oltre a 700mila mortai.Ha consegnato più di 40 Himars, lanciarazzi montati su veicoli corazzati leggeri, con le relative munizioni, e più di 10mila Javelin, missili anticarro che nelle prime settimane del conflitto diventarono simboli della resistenza ucraina contro l'invasione russa.

Sono state consegnate anche 120mila armi anticarro, così come 10mila missili anticarro Tow e più di 500 milioni di proiettili per armi leggere e granate. Il Pentagono ha rifiutato di consegnare i suoi aerei da combattimento direttamente a Kiev, ma l'amministrazione Biden ha fornito 20 elicotteri militari Mi-17 di progettazione sovietica.Ha anche consegnato diversi modelli di droni e, dopo un lungo braccio di ferro, a partire dal gennaio 2023 Washington ha fornito un totale di 31 Abrams, i carri armati pesanti statunitensi tecnologicamente più avanzati, nonché 45 carri armati T-72B di progettazione sovietica. Nell'elenco del Dipartimento di Stato sono inclusi anche 300 veicoli da combattimento Bradley, 1.300 veicoli corazzati per il trasporto di personale, oltre 5mila veicoli militari Humvee e 300 ambulanze corazzate.

Washington ha fornito oltre 100 motovedette, sistemi di difesa costiera, mine Claymore, sistemi di comunicazione satellitare, visori notturni e oltre 100mila giubbotti antiproiettile. I dati riportati salgono al 20 gennaio, cioè alle ultime ore dell'amministrazione Biden.Da quando Trump è entrato in carica quello stesso giorno, Washington ha continuato a consegnare all'Ucraina quelle che un funzionario della difesa statunitense ha definito "munizioni critiche", approvate dalla precedente amministrazione, tra cui armi anticarro e proiettili di artiglieria. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Naufragio Concordia, per Schettino ipotesi di lavorare per Vaticano

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(Adnkronos) – Se i giudici del tribunale di Sorveglianza di Roma decideranno di concedergli la semilibertà, l’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino potrebbe uscire dal carcere di Rebibbia per andare a lavorare alla digitalizzazione di testi sacri per il Vaticano.Il difensore di Schettino ha infatti presentato la richiesta all’associazione ‘Seconda Chance’ che si occupa di reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro e che ha un protocollo con la Santa Sede, ricevendo disponibilità per la digitalizzazione di documenti per la Fabbrica di San Pietro.  ‘’Schettino da cinque anni si è già occupato della digitalizzazione dei documenti giudiziari della strage di Ustica e della strage di via Fani a Roma con il sequestro e l'omicidio dello statista democristiano Aldo Moro – spiega all’Adnkronos il difensore, l’avvocato Paola Astarita – E’ un campo nel quale ha molta esperienza e ha ricevuto anche encomi per il lavoro svolto in ambito carcerario’’.  L'udienza davanti ai giudici della Sorveglianza di Roma era fissata per oggi ma è stata rinviata all'8 aprile perché il relatore è cambiato e il nuovo giudice ha bisogno di tempo per studiare il fascicolo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dai dazi alle minacce di annessione, l’amore-odio di Trump per il Canada

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(Adnkronos) – Dai dazi del 25% alle minacce di annessione, nell'esplosiva politica estera del primo mese e mezzo di presidenza di Donald Trump spicca l'amore-odio che mostra verso il Canada.  Secondo alcuni all'origine di questo contrastato sentimento c'è il risentimento del tycoon per il fallimento delle sue Tower a Toronto e Vancouver, e la voglia di riscatto del presidente imprenditore che vede in un Canada 51esimo stato il capolavoro politico-immobiliare che suggellerà la sua presidenza.  Naturalmente, c'è poi la profonda antipatia per Justin Trudeau, il premier che Trump accusò di essere "disonesto" e "debole" quando, nel giugno del 2018, lasciò in anticipo il vertice del G7 che allora, come anche quest'anno, era presieduto da Ottawa.Già in quell'occasione, Trump minacciò di adottare dazi sulle auto prodotte in Canada.  Non a caso in questi mesi di attacchi e pressing contro il Canada, culminati appunto con l'entrata in vigore dei dazi al 25% con cui avvia una guerra commerciale con uno dei principali partner Usa, Trump ha accusato Trudeau di aver distrutto il Paese che avrebbe l'unica sua speranza nell'annessione da parte degli Usa, riservando invece parole di simpatia e amore per il popolo canadese.  Un atteggiamento che, a parte avere avuto l'effetto contrario di mobilitare lo spirito patriottico dei canadesi e far risalire nei sondaggi il partito Liberale che il 9 marzo nominerà il nuovo leader al posto del dimissionario Trudeau, anche chi è stato vicino al tycoon stenta a capire. "Non riesco a farmi un'idea, non so se sia una sorta di strategia", ha detto al New York Times Stephen Moore, economista della Heritage Foundation che è stato consigliere di Trump, avvisando che "con lui la politica è personale".  In Canada, intanto, stanno emergendo varie teorie riguardo alle mire espansionistiche di Trump, e lo stesso Trudeau le ha illustrate recentemente in pubblico. "Non solo l'amministrazione Trump sa quanti minerali cruciali abbiamo, ma potrebbe essere per questo che continuano a parlare di assorbirci e trasformarci nel 51esimo stato", ha detto il premier affermando che gli americani "vogliono poter avere vantaggi" dalle riserve minerarie canadesi.  "E Trump ha in mente che il modo più facile per farlo è assorbire il nostro Paese, questa è una cosa reale", ha avvisato il premier.

E non è forse un caso se il leader del conservatori canadesi, Pierre Marcel Poilievre, il beniamino di Trump, Elon Musk ed altri esponenti del mondo Maga che per oltre un anno ha avuto un vantaggio di oltre 20 punti nei sondaggi, la scorsa settimana si è visto superato di due punti dai Liberali, in testa ai sondaggi per la prima volta in quattro anni.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)