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Napoli, in commissione Giovani il punto sulla Galleria Principe

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In commissione Giovani il punto della situazione sulla Galleria Principe in seguito alla caduta di calcinacci dello scorso 23 maggio

Napoli – Nella riunione della commissione Giovani, presieduta da Claudio Cecere, è stata approfondita la situazione attuale del sito monumentale chiuso dal 23 maggio in seguito alla caduta di calcinacci.

Si conosceranno a breve, forse già nella giornata di domani, i risultati del monitoraggio effettuato all’interno della Galleria Principe di Napoli interessata nelle scorse settimane da cadute di calcinacci, avvenute sia all’esterno che all’interno del sito monumentale. In due casi, ha spiegato Maria Rosaria Cariello dell’assessorato ai Giovani, gli episodi sono riconducibili ad uno dei condomini circcostanti di via Pessina, in un altro caso, avvenuto al’interno degli spazi comunali, è stata comunque accertata l’assenza di precedenti infiltrazioni. Il sondaggio tecnico, effettuato dalla Napoli Servizi, farà luce sul’entità del danno e sugli interventi necessari alla riapertura della Galleria, chiusa dal 23 maggio scorso. In attesa, procedono comunque le attività connesse alla messa a bando dei cinque locali ancora liberi e all’attuazione dei protocolli d’intesa per i locali da assegnare al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e all’Accademia di Belle Arti.

Sugli eventi che hanno portato alla chiusura e sul capitolo delle assegnazioni dei locali della Galleria, i consiglieri presenti hanno svolto diverse osservazioni: la richiesta di verificare lo stato degli intonaci e la presenza di eventuali infiltrazioni era stata presentata già un anno e mezzo fa, senza esito, a seguito di segnalazioni di caduta calcinacci ricevuta da alcuni cittadini. Sulla presenza di un’associazione al’interno di due locali della Galleria, che già da tempo svolge attività sociali, la stessa va ricondotta con coerenza nel’ambito delle scelte effettuate dall’Amministrazione in materia di beni comuni e, come tale, valutata (Brambilla, Movimento 5 Stelle); al di là della questione sicurezza, che va risolta al più presto per garantire la riapertura del sito, va discussa la scelta politica di considerare la Galleria una somma di spazi e non un luogo unico da destinare, in un’ottica di programmazione turistica, ad un grande mercato, sullo stile della Boqueria di Barcellona. In merito al’assegnazione degli spazi, sarà poi presentata una diffida all’Avvocatura affinché tutti siano assegnati con regolare bando, anche quelli attualmente occupati senza titolo (Venanzoni, Partito Democratico); nel momento in cui è stato eleborato il grande progetto per ridisegnare il volto della Galleria Principe, andava fatto un bando per tutti gli spazi, azzerando eventuali precedenti assegnazioni (Arienzo, Partito Democratico).

Il presidente Cecere, che ha ricordato il lungo lavoro svolto dalla commissione per arrivare alla definizione di un nuovo volto della Galleria, ha anticipato ulteriori approfondimenti non appena saranno pronti i risultati del monitoraggio tecnico.

Infortunio Meret, il comunicato della SSC Napoli: ecco come sta

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Meret dopo l’infortunio riportato nella giornata di ieri è stato sottoposto ad un’operazione presso Clinica Pineta Grande

Alex Meret è stato operato oggi alla Clinica Pineta Grande per la riduzione della frattura dell’ulna sinistra. Gli è stata applicata una piccola placca per dare una stabilità primaria che favorisca la corretta guarigione e riduca i tempi di immobilizzazione.

Tra circa 4 settimane, il calciatore si sottoporrà ad un controllo per stabilire i corretti tempi di guarigione.

Fonte: sscnapoli.it

Napoli, una panchina rossa contro la violenza sulle donne installata al Cardarelli

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Anche l’Ospedale Cardarelli di Napoli decide di scendere in campo contro la violenza sulle donne: installata panchina rossa: “Un posto dove sedersi ed imparare il rispetto”

«Installare una panchina rossa potrebbe sembrare una piccola cosa, ma su un tema come quello della violenza sulle donne si comincia anche dalle piccole cose. Si tratta di un problema di questo Paese al quale noi dobbiamo dare risposte sistemiche, culturali e strutturali. È quindi un monito e un’occasione per veicolare il messaggio al maggior numero di persone possibili. Avere una panchina rossa al Cardarelli di Napoli è un segnale estremamente importante, visto che non molto lontano da dove sarà installata la panchina c’è il Centro Dafne, che accoglie e sostiene le vittime di violenza, grazie alla stretta collaborazione col Cardarelli e alla sensibilità del direttore Ciro Verdoliva. Tante, circa 2.300, sono le donne che ogni anno trovano il coraggio di denunciare, ma molte subiscono ancora in silenzio. E la panchina rossa è un piccolo segnale di attenzione continua al fenomeno».
Così l’assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani, che parteciperà domani, venerdì 13 luglio, alle 11.30, all’inaugurazione della panchina rossa contro il femminicidio all’ospedale Cardarelli. Il Cardarelli, che ha scelto di essere al fianco delle vittime con il Percorso Rosa e il Centro Dafne, installa ora la sua panchina rossa: simbolo di civiltà e invito alla riflessione.

La violenza sulle donne, purtroppo, è un fenomeno che non si appresta a diminuire, come dimostrano i rilevamenti di Percorso Rosa e del Centro Dafne che dal 2016 hanno registrato centinaia di vittime.
«Quando decidemmo di partire con il Centro Dafne e con il Percorso Rosa – spiega il direttore generale Ciro Verdoliva – sapevamo che ci aspettava un percorso molto duro, ma era per noi un obbligo di coscienza. Questi numeri ci hanno dato ragione, anche se è molto penoso dover constatare quanto ancora la violenza di genere sia presente nella nostra società. Per questo abbiamo voluto erigere un piccolo ma importante simbolo di civiltà. La panchina rossa dice a tutti che il Cardarelli c’è ed è pronto a fare la propria battaglia al fianco delle donne».

«La panchina rossa – spiega il direttore amministrativo Anna Iervolino – è un luogo dove sedersi a riflettere e dove prendere la forza per imparare o insegnare la potenza del rispetto; un simbolo carico di significato che non ci farà dimenticare le vittime di quella che oggi è a tutti gli effetti una strage e ci rende responsabili della necessità di un pieno cambiamento culturale».

Vico Equense, continua l’appuntamento con i “I Venerdì Culturali 2018”

Nuovo appuntamento con i “I Venerdì Culturali 2018” organizzati dall’Associazione Culturale Sirentumfa

Continuano a Vico Equense gli appuntamenti con i “I Venerdì Culturali 2018” dedicati all’archeologo Amedeo Maiuri.

Grazie al lavoro sinergico tra l’Associazione Culturale Sirentumfa (un’associazione no-profit composta da un team di ragazzi specializzati in archeologia ed esperti nella valorizzazione e comunicazione dei beni culturali attiva sul territorio locale di Vico Equense e nel resto della Campania), il comune della città di Vico Equense e la Parrocchia dei SS. Ciro e Giovanni, le ricerche dell’archeologo Amedeo Maiuri, rivivono un nuovo lustro.

La struttura religiosa della S.S. Annunziata ospiterà l’evento dei “I Venerdì Culturali 2018” per creare un legame indissolubile con  il tessuto urbano in continua evoluzione.

In occasione dell’evento culturale la ex Cattedrale aprirà dalle ore 17.30 alle 19.30 il Museo di sua appartenenza e recentemente aperto al pubblico.

Dal 6 luglio al 24 ottobre 2018 presso la chiesa SS. Annunziata è stato avviato un ciclo di conferenze/letture con la presenza di soprintendenti, politici, storici e archeologi locali.

Tra i grandi nomi presenti nel corso degli eventi Il Sindaco della città di Vico Equense Andrea Buonocore, il Direttore degli scavi di Pompei Massimo Osanna, il Soprintendente della Calabria Mario Pagano, la Direttrice del Museo Territoriale della Penisola Sorrentina Tommasina Budetta.

Le scoperte e le ricerche del noto archeologo Amedeo Maiuri riportate nel suo libro “Dall’Egeo al Tirreno”, verranno lette e commentate durante il ciclo di conferenze/letture durante  “I Venerdì Culturali 2018”. Lo scopo dell’iniziativa è far accorrere ogni venerdì a Vico Equense soprintendenti, archeologi e storici locali per creare in questo modo una sinergia fino ad oggi inesistente tra professionisti e istituzioni.

  • Il prossimo incontro sarà programmato per il 13 luglio alle ore 20.00 presso la chiesa S.S. Annunziata (ex cattedrale di Vico Equense).

Presenzieranno alcuni membri dell’Associazione Culturale Sirentum tra i quali il Direttore Antonio Vanacore, la Dottoressa Valeria Bava e il Dirigente Gennaro Lauro. Ospite d’onore dell’evento, il Sindaco della città di Vico Equense Andrea Buonocore. A lui sarà affidato l’onore della lettura di alcuni passi tratti dal libro dell’archeologo che racconteranno le ricerche condotte da quest’ultimo a Pompei.

 

La chiesa della S.S. Annunziata a Vico Equense apre le sue porte per l’evento cittadino.

Ulteriori informazioni potranno essere forniti contattando  lAssociazione Culturale Sirentumfa        

 

Dionisia Pizzo

I Venerdì della cultura 2018, Vico Equense, Il Programma

 

Napoli, controlli della Polizia Municipale al Mercatino Antignano: le irregolarità emerse

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Controlli della Polizia Municipale di Napoli all’ interno del Mercatino Antignano del Vomero e nelle zone limitrofe: tutte le irregolarità emerse

Continua l’azione di controllo del territorio da parte degli Agenti dell’Unità Operativa Vomero/Arenella della Polizia Municipale di Napoli finalizzati al controllo delle occupazioni di suolo delle attività commerciali.
Nello specifico, gli Agenti hanno effettuato controlli sulle attività all’ interno del Mercatino di Antignano e zone limitrofe.
Situato nel cuore del quartiere Vomero, nei pressi di Piazza Medaglie d’oro, il Mercatino di Antignano è famoso soprattutto tra gli amanti dello shopping low cost.
Dai controlli effettuati sono emerse varie irregolarità: nella fattispecie venivano elevati 13 verbali ai sensi dell’art. 20 C.d.S. per occupazione suolo pubblico;è stato fermato un venditore di frutta e verdura a bordo del proprio veicolo sprovvisto di autorizzazione amministrativa e la merce, circa 200 chili, è stata sequestrata e distrutta in quanto alimenti a contatto con gli agenti atmosferici dannosi per la salute dei consumatori.
Nel corso degli ulteriori accertamenti è stato poi sequestrato il veicolo in quanto sprovvisto di assicurazione e revisione periodica.
Per le occupazioni di suolo contestate seguirà segnalazione all’ Ufficio COSAP e sarà fatta segnalazione anche agli uffici della Direzione Centrale per ulteriori provvedimenti di competenza.

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico imita il decreto Monti: “Freno al lavoro nei giorni festivi”

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico imita il decreto Monti: “Freno al lavoro nei giorni festivi”

Il governo intende introdurre leggi per dare un freno al lavoro nei giorni festivi. E lo fa riportando le lancette indietro, alle regole che esistevano prima del decreto Monti che ha di fatto liberalizzato la materia. E’ stata depositata in Parlamento una proposta di legge a firma del deputato M5S e sottosegretario allo Sviluppo Economico, Davide Crippa, che in sostanza reintroduce un tetto del 25% ai giorni festivi e alle domeniche nei quali sarà consentito aprire ogni tipo di esercizio commerciale. La proposta riconsegna agli enti locali il “governo” della materia, prevedendo inoltre la turnazione tra vari quadranti in ogni singolo territorio. Esclusi dalla riforma i Comuni turistici, mentre anche lo shopping online verrà regolamentato, consentendo sì l’acquisto nei giorni festivi, ma spostando la lavorazione dell’ordine (se effettuata in Italia) nei successivi giorni feriali.
Di questa proposta si è parlato durante un incontro tra il sottosegretario al Lavoro, Cominardi, e i sindacati Cobas: “Una discussione approfondita che ci lascia soddisfatti“, sottolinea Francesco Iacovone, dell’esecutivo nazionale Cobas.
Alcune settimane fa anche il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, si era espresso sulla reintroduzione del decreto Monti, per limitare le aperture domenicali dei centri commerciali.

Napoli, Bennato dalla parte del primario sospeso: “Non merita questo massacro”

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Eugenio Bennato si schiera dalla parte del primario dell’Ospedale del Mare di Napoli sospeso dopo lo scandalo che lo ha coivolto: “Non merita questo massacro”

Un medico impegnato nel volontariato per fare prevenzione, disponibile con i pazienti, capace professionalmente per il quale occorre «bilanciare l’immagine fuorviante» emersa in questi giorni. Così Eugenio Bennato scende in campo dalla parte del dottor Francesco Pignatelli, il primario di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale del Mare di Napoli, sospeso dopo la vicenda dei festeggiamenti in un locale la sera di venerdì scorso che hanno determinato la chiusura del suo reparto con la partecipazione dei dipendenti.
«È un luminare e l’ho conosciuto quando è drasticamente intervenuto a salvare le gambe di mio nipote per il quale in un ospedale del Nord era stata disposta l’amputazione – scrive in una lettera aperta Bennato – Ma a parte la straordinaria capacità professionale e la determinazione con la quale l’ho visto battersi a difesa del paziente, mi ha colpito di Francesco il suo volontariato per la prevenzione, e la faccia tosta con cui ha chiesto a me e ad altri artisti di realizzare spot in favore dei test per l’aneurisma dell’aorta addominale».
Il Ministro della Salute Giulia Grillo, dopo aver appreso la notizia aveva commentato: “Inizialmente credevo fosse una fake news vista l’assurdità del fatto. Ho chiesto l’ispezione dei nas”.

Campania, il report di Goletta Verde: maladepurazione ovunque, registrati valori oltre i limiti

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Terribile bilancio nel report di Goletta Verde: maladepurazione un po’ ovunque in Campania, registrati valori oltre i limiti in metà dei campionamenti

l bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste campane dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamonte Ricrea)- è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa al Circolo Canottieri Irno di Salerno da Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania; Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde e Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania, alla presenza del comandante della Capitaneria di Porto di Salerno Giuseppe Menna.
«La maladepurazione è un’emergenza ambientale che va affrontata con urgenza, visto tra l’altro che siamo stati anche condannati a pagare all’Ue una multa da 25 milioni di euro, più 30 milioni ogni sei mesi finché non ci metteremo in regola. Soldi che avremmo potuto spendere più utilmente per aprire nuovi cantieri per la depurazione e realizzare sistemi efficienti e moderni, creando nuovi posti di lavoro – sottolinea Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde -. E lo dimostra il nostro monitoraggio, che come ripetiamo sempre non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta ad accendere un riflettore sulle criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali. Anche quest’anno la fotografia scattata da Goletta Verde ci restituisce un’istantanea a tinte fosche per molte aree della costa campana. Parliamo non a caso di malati cronici, situazioni critiche che segnaliamo da anni, ma per le quali evidentemente poco o nulla è stato fatto. Per questo Legambiente quest’anno affiancherà alla denuncia pubblica sullo stato delle acque anche un’azione giuridica, presentando nuovi esposti alle autorità competenti per chiedere di verificare le cause di queste criticità e denunciare i responsabili secondo le nuove norme previste dalla legge sugli ecoreati».

Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra 25 e il 29 giugno 2018) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

In provincia di Napoli sono stati monitorati 14 punti: sei di questi presentavano cariche batteriche oltre i limiti.Giudizio di “inquinato” per il campione d’acqua prelevato nel mare di fronte la foce del Lagno Vesuviano a Ercolano. Giudizio di “fortemente inquinato” per le acque campionate alla foce del canale di Licola a Pozzuoli (stesso giudizio da nove anni anche in questo caso); alla spiaggia a sinistra della foce dell’Alveo Volla a San Giovanni a Teduccio; alla foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia (anche da nove anni c’è lo stesso giudizio); alla spiaggia di fronte al rivo San Marco in corso Garibaldi a Castellammare di Stabia e alla foce del canale Olmitello a Barano d’Ischia (località Maronti). Restando sull’isola, entro i limiti gli altri prelievi effettuati tra Ischia, Casamicciola Terme e Forio. Così come nessuna criticità riscontrata neanche negli campioni d’acqua prelevati nei comuni di Torre Annunziata, Torre del Greco, Portici e Bacoli (dettagli in tabella).

Situazione più problematica in provincia di Salerno, dove foci di fiumi e canali continuano a riversare in mare cariche batteriche elevate. Su tredici punti campionati, ben 11 ricevono un giudizio di “fortemente inquinato”. Tra questi spiccano la foce del torrente Asa a Pontecagnano e la foce del fiume Irno a Salerno che ricevono lo stesso giudizio da nove anni. Ci sono poi la foce del torrente Dragone a Atrani; la foce del fiume Tusciano a Battipaglia; la foce del canale di scarico a Marina di Eboli; la foce del fiume Picentino, tra Salerno e Pontecagnano; la foce del fiume Bussento a Policastro Bussentino (Santa Marina); la foce del rio presso via Poseidonia, altezza civico 441, in località Laura; e la foce Capo di Fiume a Torre di Paestum, entrambi nel comune di Capaccio. Tra Capaccio e Agropoli, stesso giudizio per il campionamento alla foce del fiume Solofrone. Ancora alla foce del rio Arena tra Castellabate e Montecorice. Entro i limiti i prelievi alla spiaggia presso via Mantegna a Salerno e alla spiaggia di fronte Rio Caca Fave a Vibonati.

Legambiente ricorda che le sorti dei servizi idrici e con essi della depurazione sono una prerogativa degli amministratori comunali campani, che sono titolati a decidere riuniti nell’Ente Idrico Campano (EIC), organismo fondamentale ma che purtroppo a quasi tre anni dall’istituzione non risulta di fatto ancora operativo. Un duro monito va dunque a tutti gli amministratori comunali, affinché operino finalmente con responsabilità nell’assicurare il governo, l’indirizzo e il controllo, dei servizi idricicon la pianificazione e programmazione dei servizi, l’individuazione ed il controllo dei gestori, la regolazione delle tariffe.

Campania, borse di studio per specializzazioni in professioni sanitarie non mediche: stanziati due milioni di euro

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La Regione Campania approva la delibera per finanziare borse di studio per specializzazioni in professioni sanitarie non mediche: stanziati due milioni di euro

La Regione Campania, su proposta del Presidente Vincenzo De Luca e dell’Assessore alla Formazione Chiara Marciani, ha approvato la delibera volta a finanziare borse di studio per tutti gli iscritti alle specializzazioni in professioni sanitarie non mediche, stanziando una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro.
Si tratta – spiega l’Assessore Marciani – di venire incontro ai tanti ragazzi e ragazze laureati in veterinaria, odontoiatria, farmacia, biologia, chimica, fisica e psicologia che, per poter lavorare nel sistema sanitario nazionale, hanno l’obbligo di possedere un titolo di specializzazione di vari anni, ma finora senza una borsa di studio o un rimborso spese“.
Eppure, laureati medici e non medici frequentano spesso le stesse scuole di specializzazione, seguono lo stesso percorso formativo a tempo pieno e lavorano fianco a fianco nelle strutture del servizio sanitario nazionale.
“Per la prima volta – sottolinea il Presidente De Luca – la Regione Campania consentirà agli iscritti ai corsi di specializzazione in professioni sanitarie non mediche di poter usufruire di una borsa di studio al fine di completare il loro percorso formativo con un tassello fondamentale per il loro inserimento lavorativo, evitando inoltre il rischio che la specializzazione diventi un lusso per chi ha alle spalle una famiglia su cui poter gravare“.
Grande soddisfazione per questo provvedimento è stata espressa anche dal Presidente della Scuola di Medicina dell’Università Federico II Prof Luigi Califano che, insieme all’Università Vanvitelli e l’Università di Salerno erogano tali specializzazioni.
“È uno straordinario risultato. Grazie al lavoro del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Con questa importante iniziativa – afferma Marco Mazzeo, segretario dei Giovani Democratici di Salerno – si eviterà inoltre il rischio che la specializzazione diventi un lusso per chi ha alle spalle una famiglia in grado di mantenerlo. Per la prima volta consentirà agli iscritti ai corsi di specializzazione di poter usufruire di una borsa di studio al fine di completare il loro percorso formativo con un tassello fondamentale per il loro inserimento lavorativo, venendo incontro quindi alle enormi difficoltà che tali studenti avevano a conciliare la propria specializzazione professionale con la necessità di provvedere alla propria sussistenza, evitando inoltre il rischio che la specializzazione diventi un lusso per chi ha alle spalle una famiglia in grado di mantenerlo”.

Brexit, il cambio di rotta della May: “Basta europei in cerca di lavoro, controlleremo le frontiere”

Brexit, il cambio di rotta della May: “Basta europei in cerca di lavoro, controlleremo le frontiere”, ma c’è chi crede sia l’ennesimo bluff per assicurare la tenuta del Governo

Theresa May si è liberata dei ministri più brexitiani del suo governo, ma continua a condurre due negoziati in parallelo: uno con la Ue e uno con il proprio partito. Alla Ue presenta un pacchetto di misure per una “soft Brexit”: unione doganale di fatto, sistema di mobilità per l’immigrazione, riconoscimento delle sentenze della Corte Europea di Giustizia come arbitro nelle dispute. Al proprio partito, invece, presenta una Brexit non tanto “soft”: stop ad europei in cerca di lavoro (a esclusione dei “professionisti qualificati”), controllo dei propri confini, fine della giurisdizione europea.
L’apparente contraddizione si spiega con la sua sopravvivenza politica. Da quando i più intransigenti protagonisti della Brexit hanno rassegnato le dimissioni, infatti, il Governo May è sull’orlo della crisi.
Lunedì, riferisce laRepubblica, il Libro Bianco di 100 pagine che presenta in dettaglio il suo piano per i negoziati con Bruxelles sarà messo ai voti alla camera dei Comuni. La corrente più anti-europea dei Tories, capeggiata da Jacob Rees-Mogg,minaccia di votare contro e potrebbe in tal modo bocciarlo, unendosi ai voti dell’opposizione laburista, liberaldemocratica e scozzese, comunque interessati a creare difficoltà a Downing Street. Ne risulterebbe per May una sconfitta imbarazzante quasi quanto il voto di sfiducia nei suoi confronti per ora rimandato dai suoi avversari interni. E si tornerebbe a parlare di sue dimissioni. O di elezioni anticipate. O di entrambe le cose.
Così, nel tentativo forse disperato di portare dalla sua parte i conservatori ribelli, la premier fa loro l’occhiolino, in termini politici, spacciando il suo piano per una Brexit dura e netta. Ma se così fosse, perché mai Johnson e Davis avrebbero dato le dimissioni?
Il problema è che la linea dell’ambiguità ha permesso a Theresa May di tirare avanti fino ad ora, ma ormai il tempo della trattativa stringe, i nodi vengono al pettine e bisogna scoprire le carte, come del resto ha cominciato a fare. Il rischio è che i brexitiani non le crederanno. Ma potrebbe bastare per tenere buona l’opinione pubblica più euroscettica. Tra un bluff e l’altro, la grande partita della Brexit va avanti. Difficile prevedere chi la vincerà.

Napoli, operatori del 118 salvano la vita di una quarantenne: aveva tentato il suicidio

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Operatori del 118 di Napoli evitano il suicidio di una quarantenne. Borrelli: “Questa volta aggiorniamo il conto delle vite salvate e non quello delle aggressioni subite”

Questa volta, invece del conto delle aggressioni, possiamo aggiornare quello dei suicidi sventati grazie alla professionalità e, soprattutto, all’umanità del personale del 118 di Napoli che hanno permesso di salvare una quarantenne che voleva suicidarsi”.
Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, evidenziando che “così come raccontato dall’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, nel corso della notte tra mercoledì e giovedì, alla postazione San Paolo è arrivata una telefonata dalla Centrale operativa perché, nel cuore di Fuorigrotta, una donna minacciava di buttarsi dal settimo piano”.
Il racconto continua evidenziando che “l’operatore di Centrale ha magistralmente trattenuto la giovane al telefono fino all’arrivo del mezzo di soccorso. Una volta sul posto l’equipaggio non ha esitato un attimo a salire verso l’abitazione della giovane e, approfittando della porta aperta, è entrato raggiungendo velocemente la ragazza che era ancora al telefono con l’infermiere della Centrale. Con un gesto di abbraccio l’equipaggio l’ha invitata ad avvicinarsi e lei, finalmente, è rientrata nell’appartamento e buttandosi tra le braccia dell’infermiere che poi, insieme al resto della squadra, l’ha accompagnata al pronto soccorso del San Paolo per le cure del caso”.
Una vita salvata non ci fa sentire il peso di 48 aggressioni ha detto poi il medico della postazione San Paolo confermando la grande professionalità di quanti operano nel 118 di Napoli e mettono, quotidianamente, a rischio la loro vita per la violenza di certi delinquenti che infestano il nostro territorio” ha aggiunto Borrelli ribadendo “la richiesta al ministro Grillo del riconoscimento di pubblico ufficiale per il personale sanitario come richiesto dagli stessi operatori”.

Campania, De Luca risponde al Ministro Grillo: “Nessun problema dal commissariamento, abbiamo lavorato bene”

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Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca risponde ai dubbi del Ministro Grillo: “Nessun problema dal commissariamento, abbiamo lavorato bene”

Sono un uomo di pace, non vedo materiale per polemiche con il ministro Grillo, con il quale ho avuto un incontro cordiale. Sul commissario il problema non si pone. Abbiamo lavorato bene, abbiamo risultati concreti di netto miglioramento, quindi è normale ora la fine del commissariamento che dura dal 2009 e che noi chiederemo ufficialmente già nelle prossime settimane“. Così il governatore della Campania, Vincenzo de Luca, che a margine di una conferenza stampa si definisce “Un pacifico combattente”.
Ieri, il ministro della Sanità, Giulia Grillo, durante il suo tour in Campania, aveva manifestato i suoi dubbi sul fatto che il governatore De Luca abbia anche il ruolo di commissario alla Sanità: “Che competenza ha un presidente di Regione per fare il commissario? Ce lo siamo chiesti? È un fatto politico o è un fatto tecnico?“.

Quanto al reparto di ginecologia all’Ospedale del Mare, il ministro sa bene che la programmazione sanitaria spetta alla Regione. Non sguarniamo il centro cittadino di un punto nascita al Loreto Mare, anche considerata la presenza di un ospedale specializzato in questo senso, Villa Betania, a poca distanza dall’Ospedale del mare – ha aggiunto De Luca – E non c’è alcuno spreco, non è che buttiamo giù i muri e lasciamo chiuso un reparto». «L’ospedale del Mare lo stiamo riaprendo, è sotto gli occhi di tutti, abbiamo un cronoprogramma e lo stiamo rispettando in pieno. Nessuna polemica. Sono un pacifico combattente», ha concluso.

Napoli, furto di carburante nel cantiere che doveva sorvegliare: denunciato un vigilante

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Controlli sulla Tangenziale di Napoli, scoperto insospettabile ladro di carburante in un cantiere: era l’addetto alla vigilanza

Intervento fortuito ma provvidenziale, quello degli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria della Sottosezione della Polizia Stradale di Fuorigrottanel pomeriggio di ieri, riferisce TorreSette, nel corso dei servizi di perlustrazione sulla Tangenziale di Napoli, i poliziotti hanno colto in flagranza un ladro di carburante.
Alla richiesta dei documenti, però, la sorpresa: gli agenti hanno infatti scoperto che il 56enne fermato altri non era che uno degli addetti alla vigilanza preposto proprio ad impedire, da parte di malintenzionati, furti all’interno del cantiere che controllava.
Per evitare brutte sorprese, circa l’ammanco di attrezzature, macchinari e materiali utili per la ristrutturazione dell’area di servizio nei pressi di Agnano, infatti, la ditta incaricata dei lavori aveva affidato ad un istituto di sorveglianza non armata il compito di controllare l’intero cantiere.
Il vigilante, però, dato il suo ruolo, aveva pensato di essere insospettabile e di rubare indisturbatamente del carburante di cui era rifornito il gruppo elettrogeno lasciatogli in custodia. I poliziotti, nel corso dei servizi di pattugliamento, hanno sorpreso l’uomo mentre era intento, attraverso un tubo in gomma, a trasferire il carburante dal motore del gruppo elettrogeno ad una bottiglia di plastica da 2 litri. Gli agenti hanno denunciato l’uomo, in stato di libertà, perchè responsabile del reato di furto.

Calcoli sbagliati e aumenti anomali della Tari, da oggi si può richiedere il rimborso: ecco come

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Calcoli sbagliati e aumenti anomali della Tari, da oggi si può richiedere il rimborso: ecco come accorgersi se si è pagato di più del dovuto

Sono sempre più le denunce che arrivano dai cittadini su aumenti anomali della Tari, il tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Talvolta questo può accadere per degli errori di calcolo, come capitato già in molti Comuni.
I calcoli della Tari da parte degli enti locali hanno iniziato ad essere sbagliati, o meglio traballanti, a partire dal 2014. Ed è proprio fino a quell’anno che – da oggi – si possono chiedere i risarcimenti.
In questi giorni, infatti, molti Comuni stanno inviando delle circolari con le quali si agevola la richiesta di rimborso di quanto pagato in eccesso negli anni scorsi. I rimborsi interessano le Amministrazioni dove i criteri seguiti per l’applicazione della quota variabile sono stati differenti da quelli indicati. La Tari è infatti formata da una quota fissa, che va moltiplicata per i metri quadri dell’immobile, e da una variabile che dipende dal numero degli abitanti. La variabile deve essere applicata una sola volta, anche in presenza di box, cantine o soffitte. Il problema è nato quando in alcuni Comuni è stata ripetuta per ogni pertinenza autonoma. Il tutto è stato complicato dalla decisione della Corte Dei Conti che ha stabilito che se la parte variabile è da restituire o meno ai cittadini dipende direttamente dai giudici tributari o amministrativi. Ai Comuni è stata invece concessa la possibilità di usare la fiscalità generale per coprire eventuali buchi di bilancio.

Per capire se si è pagato di più è necessario prendere i bollettini Tari inviati dal Comune di appartenenza negli ultimi 4 anni che riportano i calcoli della tariffa applicata sulla singola unità immobiliare e sulle pertinenze. Bisogna verificare se su queste è presente la quota variabile Tari. Nel caso fosse esplicitata si ha diritto a chiedere il rimborso. La parte relativa alla quota variabile si trova sull’avviso di pagamento nella pagina relativa al dettaglio delle somme.

Napoli, dolore e rabbia al sit-in dei lavoratori precari: “Non si può morire a 20 anni per 30 euro”

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Dolore e rabbia al sit-in dei lavoratori precari di Napoli dopo la morte di un giovane 22enne: “Non si può morire così per 30 euro”

La vita di un ragazzo non può valere 30 euro. Noi non valiamo 30 euro.” Questo uno degli slogan di dolore scandito dai partecipanti al sit-in di protesta a Napoli davanti alla Direzione territoriale del Lavoro all’indomani della morte di Salvatore Caliano, il 22enne caduto da un lucernario che si era prestato a pulire con l’intenzione di aggiungere quei pochi euro alla sua paga di barista.
Gli organizzatori dell’iniziativa, appartenenti al movimento Napoli Direzione Opposta che raccoglie varie sigle di precari e attivisti, hanno esposto uno striscione e distribuito volantini. ”Nel 2018 sono già 350 i morti sul lavoro – ha raccontato al megafono uno dei partecipanti – è l’ora che tutti si attivino contro precarietà e lavoro nero lo stesso che Salvatore, pochi giorni fa, ha accettato salendo su quel lucernario senza garanzie e senza protezioni. Non si può morire a 20 anni per 30 euro”.
Salvatore lavorava per il bar Tico di via Duomo, all’incrocio con via San Biagio dei Librai. Era entrato in quel palazzo per un lavoretto che gli sarebbe servito ad arrotondare. Nel quartiere, tutti sapevano di quell’incarico a nero: “Aveva accettato di pulire un lanternino nella sua ora di spacco, a pranzo – sostiene una signora – lo dimostra il fatto che avesse ancora i guanti“. Una versione confermata anche da altre testimonianze raccolte da NapoliToday: “I guanti glieli hanno tolti solo in ospedale, non ci vengano a dire che era salito in quel palazzo per portare il caffè perché è una menzogna” afferma un altro soccorritore.”

(ANSA)

Bambini stranieri, le due facce della lega: chi li esclude, chi crea una scuola d’arte per loro

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A Monfalcone, il sindaco leghista Annamaria Cisint , ha siglato un accordo con due istituti comprensivi in modo da non superare il 45 per cento di alunni stranieri in ogni classe . Il risultato è che 60 alunni stranieri non troveranno un banco disponibile nella cittadina friulana. Le ragioni del sindaco sono state spiegate in varie interviste: teme la fuga delle famiglie italiane verso le scuole di altri paesi, alcune classi della materna avevano fino al 99 per cento di bambini stranieri, i bambini sono figli degli operai di Fincantieri quasi tutti bengalesi, non parlano italiano e hanno diverse problematiche.Adriano Zonta, segretario Flc Cgil, spiega: “il tutto è stato inserito in un regolamento modificato all’ultimo momento nella totale inconsapevolezza delle famiglie che si sono viste i figli esclusi. Nella Costituzione italiana i minori devono essere tutelati di là della distinzione di sesso, di razza e di religione. Questo accordo lede i diritti dei bambini. Noi non stiamo facendo una battaglia per gli stranieri: escludere 60 bambini dalla scuola dell’infanzia significa tra tre anni avere degli allievi alla primaria che non conosceranno l’italiano. È un problema di tutti”.

In Italia ci sono tante realtà che hanno problemi simili, ma al contrario del sindaco di Monfalcone, alcuni amministratori locali hanno cercato di risolverli in modo diverso. E’ il caso, per esempio, di Zingonia (territorio della Bergamasca che comprende cinque comuni), dove lo scorso anno il sindaco leghista Silvano Zanoli, ha creato una scuola delle arti per gli stranieri. Zanoli, eletto nel Comune di Verdellino, dove il 75% dei bambini della materna non è italiano, all’epoca, dichiarò: «Qui non puoi fare l’ideologo, proclami e slogan sono inutili, bisogna guardare al concreto per dare risposte». E le sue risposte sono state quelle di creare una scuola capace di aggregare attraverso l’arte. ‘Un luogo dove imparare a suonare uno strumento, a cantare e dipingere, ma anche modellare un vaso o realizzare un graffito con le bombolette spray.

Soprattutto, un luogo per promuovere l’integrazione delle nuove generazioni di Zingonia.’ Il progetto della nuova scuola delle arti, prevede un edificio a fianco delle scuole medie. Per il sindaco di Verdellino Silvano Zanoli è una scommessa sul futuro: «Si chiamerà International school of arts — spiega, chiarendo il motivo del nome —. International non è la scuola, ma sono i ragazzi che la frequentano. Qui in paese abbiamo oltre 60 nazionalità. Una realtà ormai consolidata con cui bisogna convivere e costruire».  «Quando ci si trova ad amministrare un paese come questo — dice — devi mettere in pratica tutto quello che è possibile, ogni giorno al limite delle normative e delle leggi.

Qui non puoi fare l’ideologo, o quello che lancia proclami e slogan, bisogna per forza guardare al concreto per dare risposte. Essere severo con chi sgarra, ma tendere la mano a chi cerca di integrarsi». La nuova scuola servirà innanzitutto a questo: dare un risposta alle nuove generazioni di Verdellino e Zingonia. Le scuole del paese, infatti, vedono crescere di anno in anno gli studenti. Qui la crisi demografica non si sente e sono gli stranieri a riempire le culle. Alla materna oltre il 75% dei bambini non è italiano, percentuale che scende a poco meno del 60% alle elementari e si assesta tra il 30 e il 40% alle medie. «La nuova scuola delle arti — chiarisce il sindaco — fornirà i laboratori agli studenti e nel pomeriggio si aprirà a tutti i ragazzi in primis con il supporto di Musincanto, la scuola di musica nata 3 anni fa proprio con l’intenzione di offrire un luogo d’aggregazione». Azioni e idee come quelle del sindaco Zanoli, indicano che un’ alternativa esiste e potrà offrire vantaggi a tutti i cittadini, italiani e stranieri, anche a lungo termine.

Autore Roberta Lerici

CRONACA

Monfalcone, Sindaco esclude stranieri dalle materne, fissata una percentuale

Solo il 45% degli stranieri potrà frequentare le materne a Monfalcone Il Comune di Monfalcone (Gorizia) insieme a  due istituti comprensivi fissano un tetto…

intervista tratta da Corriere .  Altre fonti

Campania, Giunta approva interventi d’inclusione sociale: il fondo stanziato per studenti affetti da disabilità

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La Giunta della Regione Campania approva gli interventi per l’inclusione sociale degli studenti affetti da disabilità sensoriale: 915mila euro per sostenere testi in braille e altro materiale didattico

Dopo i due avvisi pubblicati nella giornata di ieri inerenti alla legge “Dopo di noi”, oggi la Giunta della Regione Campania ha approvato interventi per l’inclusione sociale degli studenti affetti da disabilità sensoriale. In particolare, si tratta di azioni e interventi a sostegno degli alunni con disabilità visiva, finalizzata a fornire agli stessi i testi scolastici in formato braille e/o a caratteri ingranditi, in modalità cartacea o elettronica, per consentir loro di prendere parte utilmente alle attività scolastiche, attraverso il finanziamento della dote scuola per la somma di 415.000 euro; azioni e interventi finalizzati a garantire pari opportunità alle persone con disabilità uditiva attraverso il superamento delle barriere immateriali di tipo comunicativo per la somma di 200.000 euro e azioni e interventi finalizzati all’aiuto post-scolastico mirati a fornire alle persone con disabilità di tipo visivo e uditivo un aiuto specifico che consenta loro di superare le difficoltà che incontrano in ragione della presenza della disabilità per la somma di 300.000 euro.
La soddisfazione dell’assessore all’Istruzione, Politiche sociali e Politiche Giovanili Lucia Fortini: “Si tratta di un altro passo in avanti, molto importante, per l’affermazione reale del diritto allo studio delle ragazze e dei ragazzi della nostra regione, che trasforma le difficoltà sensoriali e le disabilità da problema da risolvere in opportunità e arricchimento per tutti gli studenti. Misure concrete ed interventi mirati per rendere più forti i nostri studenti, più fiduciose le loro famiglie, più aperto, coeso ed inclusivo il sistema scuola della Campania”.

Circumvesuviana, orrore in stazione: cane massacrato a colpi di pietre da ignoti

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Choc sulla stazione della Circumvesuviana, la denuncia dell’associazione animalista: “Cane femmina massacrata a colpi di pietre, chi ha visto parli”

Un cane femmina è stato massacrato a colpi di pietre, mentre si trova nel suo giardino, nei pressi della stazione Circvumvesuviana di Torre Annunziata-Oplontis. Il corpo dell’animale è stato trovato privo di vita dal padrone”. Questa la denuncia della onlus Animalisti Italiani.
È un crimine – prosegue la nota – efferato che non possiamo tollerare. È l’ennesima violenza contro i nostri fratelli senza voce. Ci costituiremo parte civile per rendere giustizia a un essere innocente, che voleva vivere e doveva vivere. Questa ennesima storia di crudeltà “disumana” evidenzia un vuoto normativo sulla tutela degli animali. L’applicazione delle pene non viaggia di pari passo con una sensibilità sempre più diffusa verso gli animali e il loro benessere. Emerge l’esigenza di punire con maggiore severità reati di maltrattamento e uccisione di animale. Questi criminali rappresentano un pericolo sociale e vanno fermati. L’insensibilità verso questi gesti è l’indice di un momento storico in cui si è perso ogni senso di umanità e responsabilità“.
L’appello ai presenti: “Chi ha visto qualcosa denunci l’accaduto, anche in modo anonimo. Il giardino è chiaramente visibile dalle case che affacciano sulla strada ferrata, quindi l’efferato episodio non è potuto passare inosservato“.

Penisola sorrentina, truffa della tassa di soggiorno: evasione milionaria di 133 albergatori

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Sorrento, Sant’Agnello e Massa Lubrense sono i comuni più interessati

Ben 133 rappresentati legali di strutture ricettive della penisola sorrentina dal 2012 al 2016 non hanno versato, o lo hanno fatto in ritardo, l’imposta di soggiorno per oltre 1 milione di euro. È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Napoli. Le strutture sono in comuni ad alta vocazione turistica come Sorrento, Massa Lubrense, Sant’Agnello.

In particolare, i finanzieri della tenenza di Massa Lubrense, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, al termine di una prima fase investigativa eseguita sulle modalità di riscossione dell’imposta di soggiorno da parte dei gestori di alcune strutture ricettive della penisola sorrentina, hanno individuato cinque responsabili che si erano appropriati dell’imposta di soggiorno. Così le indagini si sono estese e sono stati scoperti altri 128 rappresentanti legali di strutture alberghiere anch’essi autori di analoghe condotte penalmente rilevanti in danno degli enti locali.
Il bilancio complessivo dell’azione ha portato alla luce versamenti irregolari per 1.090.901 euro e versamenti mai corrisposti alle casse comunali per 349.714 euro.

FOTO ViViCentro – Dimaro, partita a campo ridotto per gli azzurri: Vinicius prima punta

I tifosi cantano “Tanti auguri” a Simone Verdi per il suo compleanno

Terzo giorno di raduno a Dimaro-Folgarida per il Napoli di Carlo Ancelotti che sta catturando l’attenzione e la passione dei tanti tifosi accorsi in Trentino per assistere agli allenamenti degli azzurri. All’entrata in campo degli azzurri, è partita una dedica per Simone Verdi: in occasione del suo compleanno i tifosi gli hanno cantato “Tanti auguri a te.
Gli azzurri hanno iniziato il lavoro in palestra sotto lo sguardo attento di Ancelotti. Dopo circa mezz’ora di pesi e cyclette, gli azzurri hanno cambiato gli scarpini e sono scesi sul rettangolo verde dove sono stati divisi in tre gruppi prima di iniziare il riscaldamento: maglia nera, casacca bianca e casacca gialla.

Mentre il gruppo in casacca bianca lavora col pallone, gli altri due gruppi si sfidano in una gara a campo ridotto con un Ciciretti in grande spolvero. Poi la sfida è tra bianchi e gialli. Successivamente si lavora a campo largo in un match 10 contro 11 in cui mister Ancelotti prova Vinicius come prima punta.

dal nostro inviato a Dimaro