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Brexit, il cambio di rotta della May: “Basta europei in cerca di lavoro, controlleremo le frontiere”

Brexit, il cambio di rotta della May: “Basta europei in cerca di lavoro, controlleremo le frontiere”, ma c’è chi crede sia l’ennesimo bluff per assicurare la tenuta del Governo

Theresa May si è liberata dei ministri più brexitiani del suo governo, ma continua a condurre due negoziati in parallelo: uno con la Ue e uno con il proprio partito. Alla Ue presenta un pacchetto di misure per una “soft Brexit”: unione doganale di fatto, sistema di mobilità per l’immigrazione, riconoscimento delle sentenze della Corte Europea di Giustizia come arbitro nelle dispute. Al proprio partito, invece, presenta una Brexit non tanto “soft”: stop ad europei in cerca di lavoro (a esclusione dei “professionisti qualificati”), controllo dei propri confini, fine della giurisdizione europea.
L’apparente contraddizione si spiega con la sua sopravvivenza politica. Da quando i più intransigenti protagonisti della Brexit hanno rassegnato le dimissioni, infatti, il Governo May è sull’orlo della crisi.
Lunedì, riferisce laRepubblica, il Libro Bianco di 100 pagine che presenta in dettaglio il suo piano per i negoziati con Bruxelles sarà messo ai voti alla camera dei Comuni. La corrente più anti-europea dei Tories, capeggiata da Jacob Rees-Mogg,minaccia di votare contro e potrebbe in tal modo bocciarlo, unendosi ai voti dell’opposizione laburista, liberaldemocratica e scozzese, comunque interessati a creare difficoltà a Downing Street. Ne risulterebbe per May una sconfitta imbarazzante quasi quanto il voto di sfiducia nei suoi confronti per ora rimandato dai suoi avversari interni. E si tornerebbe a parlare di sue dimissioni. O di elezioni anticipate. O di entrambe le cose.
Così, nel tentativo forse disperato di portare dalla sua parte i conservatori ribelli, la premier fa loro l’occhiolino, in termini politici, spacciando il suo piano per una Brexit dura e netta. Ma se così fosse, perché mai Johnson e Davis avrebbero dato le dimissioni?
Il problema è che la linea dell’ambiguità ha permesso a Theresa May di tirare avanti fino ad ora, ma ormai il tempo della trattativa stringe, i nodi vengono al pettine e bisogna scoprire le carte, come del resto ha cominciato a fare. Il rischio è che i brexitiani non le crederanno. Ma potrebbe bastare per tenere buona l’opinione pubblica più euroscettica. Tra un bluff e l’altro, la grande partita della Brexit va avanti. Difficile prevedere chi la vincerà.

Napoli, operatori del 118 salvano la vita di una quarantenne: aveva tentato il suicidio

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Operatori del 118 di Napoli evitano il suicidio di una quarantenne. Borrelli: “Questa volta aggiorniamo il conto delle vite salvate e non quello delle aggressioni subite”

Questa volta, invece del conto delle aggressioni, possiamo aggiornare quello dei suicidi sventati grazie alla professionalità e, soprattutto, all’umanità del personale del 118 di Napoli che hanno permesso di salvare una quarantenne che voleva suicidarsi”.
Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, evidenziando che “così come raccontato dall’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, nel corso della notte tra mercoledì e giovedì, alla postazione San Paolo è arrivata una telefonata dalla Centrale operativa perché, nel cuore di Fuorigrotta, una donna minacciava di buttarsi dal settimo piano”.
Il racconto continua evidenziando che “l’operatore di Centrale ha magistralmente trattenuto la giovane al telefono fino all’arrivo del mezzo di soccorso. Una volta sul posto l’equipaggio non ha esitato un attimo a salire verso l’abitazione della giovane e, approfittando della porta aperta, è entrato raggiungendo velocemente la ragazza che era ancora al telefono con l’infermiere della Centrale. Con un gesto di abbraccio l’equipaggio l’ha invitata ad avvicinarsi e lei, finalmente, è rientrata nell’appartamento e buttandosi tra le braccia dell’infermiere che poi, insieme al resto della squadra, l’ha accompagnata al pronto soccorso del San Paolo per le cure del caso”.
Una vita salvata non ci fa sentire il peso di 48 aggressioni ha detto poi il medico della postazione San Paolo confermando la grande professionalità di quanti operano nel 118 di Napoli e mettono, quotidianamente, a rischio la loro vita per la violenza di certi delinquenti che infestano il nostro territorio” ha aggiunto Borrelli ribadendo “la richiesta al ministro Grillo del riconoscimento di pubblico ufficiale per il personale sanitario come richiesto dagli stessi operatori”.

Campania, De Luca risponde al Ministro Grillo: “Nessun problema dal commissariamento, abbiamo lavorato bene”

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Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca risponde ai dubbi del Ministro Grillo: “Nessun problema dal commissariamento, abbiamo lavorato bene”

Sono un uomo di pace, non vedo materiale per polemiche con il ministro Grillo, con il quale ho avuto un incontro cordiale. Sul commissario il problema non si pone. Abbiamo lavorato bene, abbiamo risultati concreti di netto miglioramento, quindi è normale ora la fine del commissariamento che dura dal 2009 e che noi chiederemo ufficialmente già nelle prossime settimane“. Così il governatore della Campania, Vincenzo de Luca, che a margine di una conferenza stampa si definisce “Un pacifico combattente”.
Ieri, il ministro della Sanità, Giulia Grillo, durante il suo tour in Campania, aveva manifestato i suoi dubbi sul fatto che il governatore De Luca abbia anche il ruolo di commissario alla Sanità: “Che competenza ha un presidente di Regione per fare il commissario? Ce lo siamo chiesti? È un fatto politico o è un fatto tecnico?“.

Quanto al reparto di ginecologia all’Ospedale del Mare, il ministro sa bene che la programmazione sanitaria spetta alla Regione. Non sguarniamo il centro cittadino di un punto nascita al Loreto Mare, anche considerata la presenza di un ospedale specializzato in questo senso, Villa Betania, a poca distanza dall’Ospedale del mare – ha aggiunto De Luca – E non c’è alcuno spreco, non è che buttiamo giù i muri e lasciamo chiuso un reparto». «L’ospedale del Mare lo stiamo riaprendo, è sotto gli occhi di tutti, abbiamo un cronoprogramma e lo stiamo rispettando in pieno. Nessuna polemica. Sono un pacifico combattente», ha concluso.

Napoli, furto di carburante nel cantiere che doveva sorvegliare: denunciato un vigilante

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Controlli sulla Tangenziale di Napoli, scoperto insospettabile ladro di carburante in un cantiere: era l’addetto alla vigilanza

Intervento fortuito ma provvidenziale, quello degli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria della Sottosezione della Polizia Stradale di Fuorigrottanel pomeriggio di ieri, riferisce TorreSette, nel corso dei servizi di perlustrazione sulla Tangenziale di Napoli, i poliziotti hanno colto in flagranza un ladro di carburante.
Alla richiesta dei documenti, però, la sorpresa: gli agenti hanno infatti scoperto che il 56enne fermato altri non era che uno degli addetti alla vigilanza preposto proprio ad impedire, da parte di malintenzionati, furti all’interno del cantiere che controllava.
Per evitare brutte sorprese, circa l’ammanco di attrezzature, macchinari e materiali utili per la ristrutturazione dell’area di servizio nei pressi di Agnano, infatti, la ditta incaricata dei lavori aveva affidato ad un istituto di sorveglianza non armata il compito di controllare l’intero cantiere.
Il vigilante, però, dato il suo ruolo, aveva pensato di essere insospettabile e di rubare indisturbatamente del carburante di cui era rifornito il gruppo elettrogeno lasciatogli in custodia. I poliziotti, nel corso dei servizi di pattugliamento, hanno sorpreso l’uomo mentre era intento, attraverso un tubo in gomma, a trasferire il carburante dal motore del gruppo elettrogeno ad una bottiglia di plastica da 2 litri. Gli agenti hanno denunciato l’uomo, in stato di libertà, perchè responsabile del reato di furto.

Calcoli sbagliati e aumenti anomali della Tari, da oggi si può richiedere il rimborso: ecco come

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Calcoli sbagliati e aumenti anomali della Tari, da oggi si può richiedere il rimborso: ecco come accorgersi se si è pagato di più del dovuto

Sono sempre più le denunce che arrivano dai cittadini su aumenti anomali della Tari, il tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Talvolta questo può accadere per degli errori di calcolo, come capitato già in molti Comuni.
I calcoli della Tari da parte degli enti locali hanno iniziato ad essere sbagliati, o meglio traballanti, a partire dal 2014. Ed è proprio fino a quell’anno che – da oggi – si possono chiedere i risarcimenti.
In questi giorni, infatti, molti Comuni stanno inviando delle circolari con le quali si agevola la richiesta di rimborso di quanto pagato in eccesso negli anni scorsi. I rimborsi interessano le Amministrazioni dove i criteri seguiti per l’applicazione della quota variabile sono stati differenti da quelli indicati. La Tari è infatti formata da una quota fissa, che va moltiplicata per i metri quadri dell’immobile, e da una variabile che dipende dal numero degli abitanti. La variabile deve essere applicata una sola volta, anche in presenza di box, cantine o soffitte. Il problema è nato quando in alcuni Comuni è stata ripetuta per ogni pertinenza autonoma. Il tutto è stato complicato dalla decisione della Corte Dei Conti che ha stabilito che se la parte variabile è da restituire o meno ai cittadini dipende direttamente dai giudici tributari o amministrativi. Ai Comuni è stata invece concessa la possibilità di usare la fiscalità generale per coprire eventuali buchi di bilancio.

Per capire se si è pagato di più è necessario prendere i bollettini Tari inviati dal Comune di appartenenza negli ultimi 4 anni che riportano i calcoli della tariffa applicata sulla singola unità immobiliare e sulle pertinenze. Bisogna verificare se su queste è presente la quota variabile Tari. Nel caso fosse esplicitata si ha diritto a chiedere il rimborso. La parte relativa alla quota variabile si trova sull’avviso di pagamento nella pagina relativa al dettaglio delle somme.

Napoli, dolore e rabbia al sit-in dei lavoratori precari: “Non si può morire a 20 anni per 30 euro”

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Dolore e rabbia al sit-in dei lavoratori precari di Napoli dopo la morte di un giovane 22enne: “Non si può morire così per 30 euro”

La vita di un ragazzo non può valere 30 euro. Noi non valiamo 30 euro.” Questo uno degli slogan di dolore scandito dai partecipanti al sit-in di protesta a Napoli davanti alla Direzione territoriale del Lavoro all’indomani della morte di Salvatore Caliano, il 22enne caduto da un lucernario che si era prestato a pulire con l’intenzione di aggiungere quei pochi euro alla sua paga di barista.
Gli organizzatori dell’iniziativa, appartenenti al movimento Napoli Direzione Opposta che raccoglie varie sigle di precari e attivisti, hanno esposto uno striscione e distribuito volantini. ”Nel 2018 sono già 350 i morti sul lavoro – ha raccontato al megafono uno dei partecipanti – è l’ora che tutti si attivino contro precarietà e lavoro nero lo stesso che Salvatore, pochi giorni fa, ha accettato salendo su quel lucernario senza garanzie e senza protezioni. Non si può morire a 20 anni per 30 euro”.
Salvatore lavorava per il bar Tico di via Duomo, all’incrocio con via San Biagio dei Librai. Era entrato in quel palazzo per un lavoretto che gli sarebbe servito ad arrotondare. Nel quartiere, tutti sapevano di quell’incarico a nero: “Aveva accettato di pulire un lanternino nella sua ora di spacco, a pranzo – sostiene una signora – lo dimostra il fatto che avesse ancora i guanti“. Una versione confermata anche da altre testimonianze raccolte da NapoliToday: “I guanti glieli hanno tolti solo in ospedale, non ci vengano a dire che era salito in quel palazzo per portare il caffè perché è una menzogna” afferma un altro soccorritore.”

(ANSA)

Bambini stranieri, le due facce della lega: chi li esclude, chi crea una scuola d’arte per loro

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A Monfalcone, il sindaco leghista Annamaria Cisint , ha siglato un accordo con due istituti comprensivi in modo da non superare il 45 per cento di alunni stranieri in ogni classe . Il risultato è che 60 alunni stranieri non troveranno un banco disponibile nella cittadina friulana. Le ragioni del sindaco sono state spiegate in varie interviste: teme la fuga delle famiglie italiane verso le scuole di altri paesi, alcune classi della materna avevano fino al 99 per cento di bambini stranieri, i bambini sono figli degli operai di Fincantieri quasi tutti bengalesi, non parlano italiano e hanno diverse problematiche.Adriano Zonta, segretario Flc Cgil, spiega: “il tutto è stato inserito in un regolamento modificato all’ultimo momento nella totale inconsapevolezza delle famiglie che si sono viste i figli esclusi. Nella Costituzione italiana i minori devono essere tutelati di là della distinzione di sesso, di razza e di religione. Questo accordo lede i diritti dei bambini. Noi non stiamo facendo una battaglia per gli stranieri: escludere 60 bambini dalla scuola dell’infanzia significa tra tre anni avere degli allievi alla primaria che non conosceranno l’italiano. È un problema di tutti”.

In Italia ci sono tante realtà che hanno problemi simili, ma al contrario del sindaco di Monfalcone, alcuni amministratori locali hanno cercato di risolverli in modo diverso. E’ il caso, per esempio, di Zingonia (territorio della Bergamasca che comprende cinque comuni), dove lo scorso anno il sindaco leghista Silvano Zanoli, ha creato una scuola delle arti per gli stranieri. Zanoli, eletto nel Comune di Verdellino, dove il 75% dei bambini della materna non è italiano, all’epoca, dichiarò: «Qui non puoi fare l’ideologo, proclami e slogan sono inutili, bisogna guardare al concreto per dare risposte». E le sue risposte sono state quelle di creare una scuola capace di aggregare attraverso l’arte. ‘Un luogo dove imparare a suonare uno strumento, a cantare e dipingere, ma anche modellare un vaso o realizzare un graffito con le bombolette spray.

Soprattutto, un luogo per promuovere l’integrazione delle nuove generazioni di Zingonia.’ Il progetto della nuova scuola delle arti, prevede un edificio a fianco delle scuole medie. Per il sindaco di Verdellino Silvano Zanoli è una scommessa sul futuro: «Si chiamerà International school of arts — spiega, chiarendo il motivo del nome —. International non è la scuola, ma sono i ragazzi che la frequentano. Qui in paese abbiamo oltre 60 nazionalità. Una realtà ormai consolidata con cui bisogna convivere e costruire».  «Quando ci si trova ad amministrare un paese come questo — dice — devi mettere in pratica tutto quello che è possibile, ogni giorno al limite delle normative e delle leggi.

Qui non puoi fare l’ideologo, o quello che lancia proclami e slogan, bisogna per forza guardare al concreto per dare risposte. Essere severo con chi sgarra, ma tendere la mano a chi cerca di integrarsi». La nuova scuola servirà innanzitutto a questo: dare un risposta alle nuove generazioni di Verdellino e Zingonia. Le scuole del paese, infatti, vedono crescere di anno in anno gli studenti. Qui la crisi demografica non si sente e sono gli stranieri a riempire le culle. Alla materna oltre il 75% dei bambini non è italiano, percentuale che scende a poco meno del 60% alle elementari e si assesta tra il 30 e il 40% alle medie. «La nuova scuola delle arti — chiarisce il sindaco — fornirà i laboratori agli studenti e nel pomeriggio si aprirà a tutti i ragazzi in primis con il supporto di Musincanto, la scuola di musica nata 3 anni fa proprio con l’intenzione di offrire un luogo d’aggregazione». Azioni e idee come quelle del sindaco Zanoli, indicano che un’ alternativa esiste e potrà offrire vantaggi a tutti i cittadini, italiani e stranieri, anche a lungo termine.

Autore Roberta Lerici

CRONACA

Monfalcone, Sindaco esclude stranieri dalle materne, fissata una percentuale

Solo il 45% degli stranieri potrà frequentare le materne a Monfalcone Il Comune di Monfalcone (Gorizia) insieme a  due istituti comprensivi fissano un tetto…

intervista tratta da Corriere .  Altre fonti

Campania, Giunta approva interventi d’inclusione sociale: il fondo stanziato per studenti affetti da disabilità

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La Giunta della Regione Campania approva gli interventi per l’inclusione sociale degli studenti affetti da disabilità sensoriale: 915mila euro per sostenere testi in braille e altro materiale didattico

Dopo i due avvisi pubblicati nella giornata di ieri inerenti alla legge “Dopo di noi”, oggi la Giunta della Regione Campania ha approvato interventi per l’inclusione sociale degli studenti affetti da disabilità sensoriale. In particolare, si tratta di azioni e interventi a sostegno degli alunni con disabilità visiva, finalizzata a fornire agli stessi i testi scolastici in formato braille e/o a caratteri ingranditi, in modalità cartacea o elettronica, per consentir loro di prendere parte utilmente alle attività scolastiche, attraverso il finanziamento della dote scuola per la somma di 415.000 euro; azioni e interventi finalizzati a garantire pari opportunità alle persone con disabilità uditiva attraverso il superamento delle barriere immateriali di tipo comunicativo per la somma di 200.000 euro e azioni e interventi finalizzati all’aiuto post-scolastico mirati a fornire alle persone con disabilità di tipo visivo e uditivo un aiuto specifico che consenta loro di superare le difficoltà che incontrano in ragione della presenza della disabilità per la somma di 300.000 euro.
La soddisfazione dell’assessore all’Istruzione, Politiche sociali e Politiche Giovanili Lucia Fortini: “Si tratta di un altro passo in avanti, molto importante, per l’affermazione reale del diritto allo studio delle ragazze e dei ragazzi della nostra regione, che trasforma le difficoltà sensoriali e le disabilità da problema da risolvere in opportunità e arricchimento per tutti gli studenti. Misure concrete ed interventi mirati per rendere più forti i nostri studenti, più fiduciose le loro famiglie, più aperto, coeso ed inclusivo il sistema scuola della Campania”.

Circumvesuviana, orrore in stazione: cane massacrato a colpi di pietre da ignoti

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Choc sulla stazione della Circumvesuviana, la denuncia dell’associazione animalista: “Cane femmina massacrata a colpi di pietre, chi ha visto parli”

Un cane femmina è stato massacrato a colpi di pietre, mentre si trova nel suo giardino, nei pressi della stazione Circvumvesuviana di Torre Annunziata-Oplontis. Il corpo dell’animale è stato trovato privo di vita dal padrone”. Questa la denuncia della onlus Animalisti Italiani.
È un crimine – prosegue la nota – efferato che non possiamo tollerare. È l’ennesima violenza contro i nostri fratelli senza voce. Ci costituiremo parte civile per rendere giustizia a un essere innocente, che voleva vivere e doveva vivere. Questa ennesima storia di crudeltà “disumana” evidenzia un vuoto normativo sulla tutela degli animali. L’applicazione delle pene non viaggia di pari passo con una sensibilità sempre più diffusa verso gli animali e il loro benessere. Emerge l’esigenza di punire con maggiore severità reati di maltrattamento e uccisione di animale. Questi criminali rappresentano un pericolo sociale e vanno fermati. L’insensibilità verso questi gesti è l’indice di un momento storico in cui si è perso ogni senso di umanità e responsabilità“.
L’appello ai presenti: “Chi ha visto qualcosa denunci l’accaduto, anche in modo anonimo. Il giardino è chiaramente visibile dalle case che affacciano sulla strada ferrata, quindi l’efferato episodio non è potuto passare inosservato“.

Penisola sorrentina, truffa della tassa di soggiorno: evasione milionaria di 133 albergatori

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Sorrento, Sant’Agnello e Massa Lubrense sono i comuni più interessati

Ben 133 rappresentati legali di strutture ricettive della penisola sorrentina dal 2012 al 2016 non hanno versato, o lo hanno fatto in ritardo, l’imposta di soggiorno per oltre 1 milione di euro. È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Napoli. Le strutture sono in comuni ad alta vocazione turistica come Sorrento, Massa Lubrense, Sant’Agnello.

In particolare, i finanzieri della tenenza di Massa Lubrense, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, al termine di una prima fase investigativa eseguita sulle modalità di riscossione dell’imposta di soggiorno da parte dei gestori di alcune strutture ricettive della penisola sorrentina, hanno individuato cinque responsabili che si erano appropriati dell’imposta di soggiorno. Così le indagini si sono estese e sono stati scoperti altri 128 rappresentanti legali di strutture alberghiere anch’essi autori di analoghe condotte penalmente rilevanti in danno degli enti locali.
Il bilancio complessivo dell’azione ha portato alla luce versamenti irregolari per 1.090.901 euro e versamenti mai corrisposti alle casse comunali per 349.714 euro.

FOTO ViViCentro – Dimaro, partita a campo ridotto per gli azzurri: Vinicius prima punta

I tifosi cantano “Tanti auguri” a Simone Verdi per il suo compleanno

Terzo giorno di raduno a Dimaro-Folgarida per il Napoli di Carlo Ancelotti che sta catturando l’attenzione e la passione dei tanti tifosi accorsi in Trentino per assistere agli allenamenti degli azzurri. All’entrata in campo degli azzurri, è partita una dedica per Simone Verdi: in occasione del suo compleanno i tifosi gli hanno cantato “Tanti auguri a te.
Gli azzurri hanno iniziato il lavoro in palestra sotto lo sguardo attento di Ancelotti. Dopo circa mezz’ora di pesi e cyclette, gli azzurri hanno cambiato gli scarpini e sono scesi sul rettangolo verde dove sono stati divisi in tre gruppi prima di iniziare il riscaldamento: maglia nera, casacca bianca e casacca gialla.

Mentre il gruppo in casacca bianca lavora col pallone, gli altri due gruppi si sfidano in una gara a campo ridotto con un Ciciretti in grande spolvero. Poi la sfida è tra bianchi e gialli. Successivamente si lavora a campo largo in un match 10 contro 11 in cui mister Ancelotti prova Vinicius come prima punta.

dal nostro inviato a Dimaro

Usa, pena di morte sospesa: azienda farmaceutica vieta l’uso del suo sedativo

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Per la prima volta viene accolta la richiesta avanzata da una casa farmaceutica che, impedendo l’utilizzo di un medicinale, ha costretto un giudice a rinviare la pena di morte

La casa farmaceutica Alvogen ha impedito che fosse usato un suo farmaco durante un’esecuzione capitale negli Stati Uniti. L’azienda americana ha contestato l’utilizzo di un suo medicinale nel mix dell’iniezione letale e per la prima volta un giudice si è visto costretto a bloccare la pena di morte per ragioni etiche.

Cos’è il Midazolam
L’episodio si è verificato in Nevada, dove Alvogen ha chiesto che fosse sospesa l’esecuzione capitale per evitare l’iniezione al condannato del farmaco Midazolam. Si tratta di un sedativo noto per aver provocato convulsioni o comunque dolore durante le esecuzioni. La ragione di questa richiesta sta nel fatto che secondo l’azienda il Nevada aveva ottenuto il farmaco illegalmente. Dopo un primo rifiuto, il dipartimento penitenziario dello stato, su indicazione della polizia carceraria, avrebbe ottenuto il Midazolam da una farmacia di Las Vegas. Il condannato a cui è stata sospesa la pena si chiama Scott Dozier, 47 anni, condannato per due omicidi. L’uomo aveva chiesto di essere giustiziato, rinunciando all’appello.

La protesta delle case farmaceutiche
Lo stop alla sua esecuzione è il primo caso in cui la richiesta di un’azienda farmaceutica di bloccare il boia per impedire l’uso di un suo farmaco va a buon fine. La giudice che ha accettato in maniera temporanea il ricorso di Alvogen, Elizabeth Gonzalez, ha calendarizzato una nuova udienza per settembre. Una richiesta precedente, rivolta alla giustizia dell’Arkansas, non era andata a buon fine. Le aziende farmaceutiche americane si oppongono da diversi anni all’utilizzo dei loro farmaci nelle iniezioni letali. Questa protesta ha creato un calo delle esecuzioni per mancanza di medicinali.

FONTE

Il Punto sulla giornata politica con “Prezzemolino” sempre al centro

La nave Diciotti con 67 migranti arriva oggi a Trapani, ma attraccherà solo dopo che saranno fatti i nomi dei finti profughi a bordo. “I dirottatori scenderanno in manette”, dice Salvini.

Intanto, sempre Salvini, si fa protagonista per il suo incontro a Innsbruck al quale va con il dichiarato intento di sfidare Macron come specifica Amedeo La Mattina che, nel suo retroscena su La Stampa, descrive come il nostro “Petrosino”, nei panni di ministro dell’Interno, arriva al summit europeo di Innsbruck forte di un’intesa con il collega di Berlino per mettere alle strette la Francia obbligando Macron ad accogliere più migranti.

Ed è sulla parola “accoglienza”, divenuta il “tallone d’Achille del governo” in ragione della divergente interpretazione che ne fanno Salvini e la titolare della Difesa, Elisabetta Trenta, che riflette, nel suo articolo (sempre su La Stampa), Andrea Malaguti.

Cambiando fronte, diamo un’occhiata sull’altra parte del DUO al governo spostandoci, così, sulla magistratura dove, con l’elezione di Piercamillo Davigo, il Consiglio Superiore della Magistratura svolta a destra spinto dal vento giallo-verde. Con oltre 2500 voti l’ex pm di Mani Pulite ottiene una grande vittoria personale nell’organo di autogoverno delle toghe dopo anni di trionfi della sinistra con Magistratura Democratica ma, come spiega Paolo Colonnello su La Stampa, Davigo nel Csm potrebbe trovarsi comunque in minoranza.

Restando in ambito “giudiziario” dobbiamo annotare che cambia il calcolo dell’assegno di divorzio per il quale bisognerà tener conto degli equilibri economici della coppia e del ruolo che il coniuge più debole svolge in una famiglia. La Cassazione sostiene che per la quantificazione del versamento sia da valutare anche la durata del matrimonio, l’età di chi riceve il contributo e il reddito futuro.

Carlo Rimini, nel suo commento su La Stampa, sottolinea però che al di là di quanto stabilito dalla Cassazione “abbiamo una legge vecchia che non consente al giudice né di prevedere un assegno per un tempo limitato, né di riconoscere al coniuge che ha fatto i maggiori sacrifici una somma in un’unica soluzione in luogo dell’assegno mensile”.

Occorre insomma una riforma più radicale e che noi si continui a recitare il nostro mantra: “io speriamo che me la cavo” e, con Battiato cantare, Povera Patria

Di Maio: “Oggi sarà una giornata storica, taglieremo i vitalizi”

Il vicepremier è intervenuto a ‘Uno Mattina’

Il vicepremier Luigi Di Maio, ospite della trasmissione RAI ‘Uno Mattina’, ha parlato di giornata storica per l’Italia perchè oggi verranno tagliati i vitalizi ai politici per pensioni d’oro anche sopra i 4 mila euro.

Ecco le parole di Di Maio:
“Credo proprio che oggi riusciremo a tagliare i vitalizi: oggi è giornata storica, almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre 30 anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no. E’ un principio di giustizia ma non mi nascondo che c’è ancora molto da fare nella lotta ai privilegi. Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati. Anche sopra i 4.000 euro, per coloro che non hanno versato i contributi a sufficienza. L’obiettivo è quello di tagliare le pensioni d’oro per ridare alle minime. La voce dell’Italia in Europa si sentirà forte e chiara, il problema principale in Italia sono lavoro ed economia e questo è il momento in cui si trovano le risorse per fare il reddito di cittadinanza, le modifiche alla Fornero e la flat tax. Noi chiederemo all’unione europea di esser trattati come tutti gli altri Paesi, come Spagna e Francia che hanno finanziato per anni riforme per famiglie che fanno figli, avendo concessioni di bilancio. Siamo un Paese fondatore, anche noi vogliamo le stesse concessioni”.

Il provvedimento è già pronto e sarà il passo successivo dopo il taglio ai vitalizi.

fonte: ansa.it

Terrorismo, aveva contatti sui social con miliziani ISIS: tunisino espulso

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Il fratello dell’uomo è morto combattendo con lo Stato Islamico

Nel corso di un’operazione di contrasto al terrorismo internazionale, gli agenti della Polizia di Stato della DIGOS partenopea, con la collaborazione del centro A.I.S.I. di Napoli, hanno proceduto al rintraccio del 31enne cittadino tunisino Ben Salah Rafii, destinatario di un decreto di allontanamento emesso per motivi di sicurezza dal ministro dell’Interno.

Il provvedimento è stato adottato in quanto il soggetto, che ha manifestato in più occasioni pericolosi segnali di radicalismo, manteneva contatti attraverso i social network con elementi contigui all’estremismo islamico, alcuni dei quali miliziani dell’ISIS. Dalle indagini è emerso che uno dei suoi contatti Facebook, tale “ABU YAYA”  è risultato essere il proprio fratello morto combattendo in Siria nel 2014, nelle file del sedicente Stato Islamico.
Sul conto del tunisino, pregiudicato perché più volte sorpreso a vendere capi d’abbigliamento con marchi contraffatti, a seguito di approfondite attività investigative condotte dalla DIGOS anche attraverso il monitoraggio del profilo Facebook, sono stati ritenuti sussistenti elementi tali da far ritenere la sua presenza sul territorio nazionale una minaccia per la sicurezza dello Stato,non escludendosi l’eventualità che lo stesso possa agevolare, in vario modo, organizzazioni o attività terroristiche, anche internazionali.

Il dispositivo, notificatogli presso il locale Ufficio immigrazione, è stato convalidato Giudice del Tribunale Civile di Napoli. Nel pomeriggio dell’11 luglio, adottando specifiche misure di sicurezza, il tunisino è stato accompagnato presso l’aeroporto di Napoli-Capodichino. Da qui è stato poi rimpatriato con volo diretto a Tunisi.

Sant’Agnello, indagato il sindaco per aver favorito un imprenditore

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Anche la Giunta avrebbe appoggiato il sindaco

Il sindaco di Sant’Agnello Piergiorgio Sagristani, il suo vice Giuseppe Gargiulo, l’assessore Clara Accardi e l’ormai ex componente della giunta Pasquale Esposito avrebbero favorito un imprenditore cedendogli, per «soli» 250mila euro, il credito di 400mila vantato dal Comune nei confronti di un privato.

Il reato ipotizzato dalla procura di Torre Annunziata è abuso d’ufficio. Stesso discorso per la segretaria comunale Loredana Lartene e per Raffaele D’Esposito, titolare di una ditta che avrebbe beneficiato dell’operazione. Sotto la lente d’ingrandimento del sostituto procuratore Rosa Annunziata fatti risalenti al 2014. In quel periodo il Comune vanta un credito complessivo di circa 570mila nei confronti di un privato per un contenzioso legato all’esproprio di un fondo in viale dei Pini e risalente agli anni Novanta. Nei giorni scorsi, la notifica degli avvisi di conclusione indagini: da adesso gli inquisiti hanno venti giorni per chiedere di essere ascoltati dal pm, depositare memorie e produrre investigazioni difensive.

Ercolano: controllo sanitario e lavoro in Hotel. Denunciate due persone

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Il NAS di Napoli, unitamente al personale della Tenenza Carabinieri di Ercolano (NA), ai colleghi del Comando Ispettorato del Lavoro e ai militari del Nucleo Operativo Ecologico, ha effettuato un accesso ispettivo presso un hotel sito nel circondario vesuviano.

La struttura, oltre a provvedere al vitto e all’alloggio dei clienti, comprendeva anche uno stabilimento balneare ed elioterapico, nonché una piscina e una palestra coperta per effettuare attività sportiva.

Nel corso della capillare verifica, i militari hanno rilevato diffuse carenze igieniche nei locali deposito dello stabilimento balneare e nella palestra, oltre che all’omessa redazione del documento di valutazione dei rischi.

I due legali rappresentanti del comprensorio sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata (NA) per le molteplici violazioni inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro.

Napoli, finte prescrizioni mediche: arrestate due donne

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Truffa ai danno di pazienti e medici

Sottraevano ricette «in bianco» da uno studio di un medico di base di Napoli. Poi, in un centro diagnostico, dopo averle compilate, sottoscritte e corredate di pareri medici specialistici (tutto falso e ai danni di ignari pazienti e medici) inviavano le ricette all’Asl di Napoli per ottenere rimborsi per prestazioni che in realtà non venivano mai eseguite. È così che due donne hanno messo in atto una vera e propria truffa al sistema sanitario: 80mila euro il danno calcolato all’erario. Per le due donne sono scattati i domiciliari; disposto anche un sequestro.

Secondo quanto accertato dai carabinieri della stazione di Napoli-Posillipo, durante il 2016 le due donne – un’ex assistente di un medico di base e un’amministratrice di un centro diagnostico – sono riuscite ad ottenere rimborsi per prestazioni inesistenti. Sottratte, dall’assistente del medico, numerose ricette «in bianco» dallo studio di un medico di base di Napoli; poi l’amministratrice provvedeva a inviarle all’Asl: gli esami «mai effettuati» erano selezionati tra quelli più costosi, così che agli ignari pazienti risultavano essere stati effettuati delicati e approfondite indagini molecolari.
Contestualmente alla misura cautelare personale si è dato esecuzione al sequestro di beni per equivalente nei confronti dell’indagata amministratrice e legale rappresentante del centro diagnostico per il quale è stata avviata la procedura per la sospensione della convenzione in atto con il sistema sanitario nazionale.

Gazzetta su Meret: “Di nuovo infortunato ad inizio stagione, l’anno scorso è rientrato a gennaio”

Lo scorso anno saltò le prime 15 partite di campionato

Un nuovo inizio di campionato ed un altro infortunio. La sfortuna non vuole saperne di lasciare Alex Meret che già l’anno scorso si infortunò, con la maglia della Spal, e fu costretto a saltare le prime 15 partite di campionato, rinviando così il suo esordio in Serie A soltanto a gennaio 2018. In questo caso, però, l’infortunio è meno grave di quello dello scorso anno.

Ecco il comunicato del Napoli:
“Alex Meret, durante la seduta di allenamento pomeridiana, ha subìto un colpo al gomito in un contrasto di gioco. Al portiere è stato subito applicato del ghiaccio prima di rientrare negli spogliatoi in anticipo. Successivamente Meret si è sottoposto ad esami clinici che hanno evidenziato una frattura del terzo medio dell’ulna sinistra. Il portiere è stato immobilizzato. Domani Meret verrà operato alla Clinica Pineta Grande per ridurre la frattura composta dell’ulna sinistra”.

La Stampa: “Sarri proverà a strappare Hysaj e Chiesa al Napoli”

Pronti anche 100 milioni per la coppia Higuain-Rugani della Juventus

Maurizio Sarri, con tutta probabilità, diventerà il nuovo allenatore del Chelsea. Per non restare indietro con i programmi, sta già pensando ai possibili arrivi e alle possibili partenze. Per quanto riguarda le operazioni in entrata, il club londinese, sotto richieste del tecnico toscano, si è lanciato su alcuni nomi che ostacolerebbero il mercato del Napoli.

Ecco quanto riportato dall’edizione odierna de La Stampa:
“Ieri no, oggi forse, domani sicuramente e dopodomani ancora di più. Adesso, dopo l’ennesimo incontro tra avvocati per sistemare gli ultimi cavilli contrattuali, non si discute più su come la telenovela andrà a finire, ma su quando sarà tutto ufficiale e alla luce del sole.
La bottega della Juve, ad esempio, ha in vetrina due capi pregiati in cima alla lista dei desideri di Sarri: Gonzalo Higuain, addestrato a Napoli nella stagione del record di 36 centri in A, e Daniele Rugani, svezzato ai tempi dell’Empoli. Un pacchetto da almeno 100- 105 milioni complessivi per entrambi con cui i bianconeri coprirebbero il costo del cartellino di Cristiano Ronaldo. Due affari che si possono fare. In attesa delle offerte ufficiali del Chelsea, le grandi manovre sono già incominciate da tempo: sia il «Pipita», mantenendo più o meno lo stesso ingaggio attuale, che il difensore, tentato da uno stipendio da 4 milioni netti a stagioni, sono più che propensi a tentare l’avventura inglese. La Juve, non ritenendoli incedibili, ha fatto il prezzo: tra i 60 e i 65 milioni per Higuain e circa 45 per Rugani. Grosse cifre, ma non irraggiungibili per Abramovich.
Dal suo Napoli dei 91 punti, dopo Jorginho e avendo constatato l’impossibilità di aprire qualsiasi discorso con De Laurentiis per Koulibaly, Sarri accoglierebbe volentieri anche Hysaj, acquistabile versando i 50 milioni della clausola rescissoria valida per l’estero. Nel catalogo dell’Inter c’è Vecino, allevato e apprezzato dal tecnico toscano per una stagione all’Empoli. Della Fiorentina è seguito Federico Chiesa, conteso alla Juve”.