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Sciopero dei trasporti tra il 21 e il 23 luglio: tutto quello che c’è da sapere

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Sciopero dei trasporti tra il 21 e il 23 luglio: tutto quello che c’è da sapere

Treni, aerei, autostrade, in sciopero tra sabato 21 e domenica 22 luglio. Lo stop dei trasporti ferroviari riguarda Trenitalia, Trenord e Italo. In protesta anche i dipendenti della compagnia aerea low cost spagnola Vueling e quella italiana Blue Panorama. Il 22 e il 23 luglio sarà la volta del personale della rete di Autostrade per l’Italia.

Gli scioperi dei treni

La sigla sindacale CAT ha annunciato uno sciopero nazionale dei dipendenti dei gruppi Ferrovie dello Stato Italiane, Trenord e NTV (la società che gestisce i treni Italo), per “il rinnovo del contratto di lavoro, per una norma legislativa sull’orario di lavoro, per una maggiore attenzione ai problemi della sicurezza”, oltre che per “il ripristino del sistema pensionistico riservato ai ferrovieri e sua estensione agli assunti dall’anno 2000 in poi”.

Lo sciopero dei treni di Trenitalia: durerà dalle 21 di sabato 21 luglio alle 21 di domenica 22 luglio. Per ora non si sa altro. Saranno a disposizione dei treni garantiti, ma nei giorni festivi la disponibilità sarà molto ridotta.

Lo sciopero dei treni di Italo: potrebbero esserci ritardi e cancellazioni sabato 21 luglio e domenica 22. Anche qui vige la regola dei treni garantiti, consultabili direttamente sulla pagina web di Italo.

Lo sciopero dei treni di Trenord: nel trasporto ferroviario regionale della Lombardia potrebbero esserci problemi dalle 21 di sabato 21 luglio alle 21 di domenica 22 luglio. In questo caso non ci sono corse garantite. Sabato viaggeranno regolarmente i treni già in corsa o con partenza prevista prima delle 21 e con arrivo previsto entro le 22.

Sciopero dei collegamenti aeroportuali

Coinvolti anche i collegamenti aeroportuali “Milano Cadorna/Milano Centrale – Malpensa Aeroporto” e “Malpensa Aeroporto – Bellinzona”.
Sono previsti autobus no stop per l’eventuale sostituzione delle corse non effettuate tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto e tra Malpensa Aeroporto e Bellinzona.

Lunga percorrenza
Sono sempre garantiti i seguenti Eurocity da/per Vienna e Monaco di Trenord:
EN236 [Venezia SL 20.57 – Wien Hauptbahnhof 7.51];
EN237 [Wien Wien Hauptbahnhof 20.56 – Venezia SL 8.24];
EC84 [Bologna Centrale 11.52 – Munchen Hbf. 18.21];
EC85 [Munchen Hbf. 9.38 – Bologna Centrale 16.20]

Gli scioperi degli aerei

I dipendenti Vueling e Blue Panorama sciopereranno tutta la giornata di sabato 21 luglio. Le fasce di voli garantiti sono: dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21.

Lo sciopero di Autostrade per l’Italia

Riguarderà “tutto il personale della rete Aspi – Autostrade per l’Italia e delle società di servizi collegate” (esattori del pedaggio, personale degli impianti, del centro radio e ausiliari alla viabilità) in tre fasce: dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22 di domenica 22, poi dalle 22 di domenica alle 2 di lunedì 23. È stato indetto da FILT CGIL, FIT CISL, UIL Trasporti, SLA CISAL e UGL “su temi occupazionali ed economici”.

Questione stadio nuovo, De Laurentiis: “Non è detto che l’impianto sarà costruito a Castel Volturno, abbiamo quattro idee”

Il presidente del Napoli ha diramato un comunicato ufficiale

Una delle questioni più calde di questa torrida estate è quella relativa alla questione stadio. Nell’ultimo periodo c’è stato un trapelare di notizie in grande quantità. Una fuga di notizie che ha costretto Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, a diffondere un comunicato ufficiale a riguardo.

Ecco le sue parole:
“Da molto tempo esiste il vezzo di cercare di indovinare dove potrebbe essere costruito il prossimo stadio e anche il prossimo Centro Sportivo del Napoli. Questo anche senza avere riscontri in tal senso. Cio’ mi spinge a ribadire alcuni concetti.
1 – Il futuro stadio non sara’ necessariamente nello stesso territorio dell’attuale centro sportivo di Castel Volturno;
2 – La societa’ ha avuto numerosi contatti con il Sindaco di Melito, Antonio Amente e quando si parla dei 100 ettari necessari per il progetto, questa e’ la location potenzialmente individuata dove si potrebbero studiare le varie soluzioni ipotizzate;
3 – E’ in corso anche un dialogo con il Sindaco di Castel Volturno per poter proseguire, oltre il Regi Lagni, la realizzazione di 8 campi di calcio con relativi servizi;
4 – C’e’ infine un’idea avanzata dal Gruppo Coppola per mettere a disposizione un grande appezzamento di terreno dove si potrebbe costruire sia lo stadio che il Centro Sportivo. Stiamo infine studiando per queste 4 proposte, la viabilita’ e i tempi di percorrenza per tutti i napoletani e i campani.
Aurelio De Laurentiis”

Fonte : Sscnapoli.it

Napoli, bloccate le assunzioni al Comune: salve solo le maestre d’asilo

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C’è da coprire un buco da 14 milioni di euro

Il Comune di Napoli accelera sulla manovra correttiva al bilancio. Tour de force degli uffici, che in questi giorni hanno racimolato le risorse per coprire un buco di 14 milioni. Ma saranno inevitabili i tagli, mentre scoppia la grana assunzioni. Troppi gli oltre mille nuovi dipendenti nel triennio previsti dal piano di fabbisogno approvato a febbraio, difficilmente compatibili in termini di budget con la nuova situazione finanziaria all’indomani della delibera della Corte dei Conti.

La scure cala soprattutto sul 2019: cancellate al momento 435 assunzioni a tempo indeterminato, tra cui 200 vigili urbani, a causa del blocco al reclutamento imposto dai magistrati contabili per lo sforamento del Saldo di Finanza Pubblica nel 2016. Ridotto, anche, il fondo per quest’anno. Il budget non consentirà più le 410 assunzioni previste, il dato finale potrebbe attestarsi su 200-300. Numeri ancora non definitivi.
Il piano assunzioni viene diviso, poi, in due tranche: priorità alle maestre di asili nido e scuole comunali, tutti gli altri profili dovranno aspettare. La delibera per loro è attesa la prossima settimana. Martedì, invece, il Comune ha pubblicato quella per le insegnanti, confermando il numero di 110 nuove unità, con decorrenza 1 ottobre e un costo complessivo di circa 2,5 milioni per il 2018-2019, ma con contratti tutti a tempo determinato. Mentre a febbraio era stata definita già una quota di 67 nuove insegnanti a tempo indeterminato. Per renderle effettive servirà l’ok della Commissione Centrale per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali del Viminale, alla quale, a settembre, il Comune potrebbe chiedere anche un ulteriore parere per fare alcuni contratti a tempo indeterminato.

Iliad sbanca in Italia: l’operatore telefonico francese fa boom di utenti

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Iliad sbanca in Italia: l’operatore telefonico francese fa boom di utenti

Iliad conquista un milione di utenti in meno di due mesi. Lanciata in Italia lo scorso 29 maggio, l’offerta low cost dell’operatore telefonico francese ha raggiunto il suo primo obiettivo: un milione di persone aderenti all’abbonamento.

L’amministratore delegato Benedetto Levi, in diretta Facebook ha spiegato che l’offerta sarà valida anche per i successivi 200mila utenti che si abboneranno. Un boom di clienti in pochi giorni per avere a 5,99 euro 30 giga al mese in 4G+ e minuti di chiamate e sms illimitati.

Per il milione che ha già sottoscritto l’offerta, e per le prossime 200mila persone la tariffa sarà valida per sempre, senza aumento di prezzo, senza cambiamenti futuri.

Iliad ha come scopo iniziale, quello di arrivare a una quota di mercato di circa il 10 per centro. Al momento in Italia ci sono 140 punti di vendita, ma “le code che si formano fuori dagli store ci hanno spinto a decidere di aprirne altri”, spiega Benedetto Levi.

Un successo quello del gruppo francese di telecomunicazioni che potrebbe ribaltare il mercato telefonico italiano. Non a caso i competitor del Paese hanno iniziato a proporre nuovi piani tariffari per sedare la concorrenza. Quella di Vodafone è stata considerata la più clamorosa con una tariffa di 6,99 euro al mese.

 

Napoli, Ancelotti vuole il terzino per completare il reparto: Giuntoli ha pronti 5 nomi

Da riempire il vuoto lasciato da Maggio

Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, ha espressamente richiesto al suo presidente Aurelio De Laurentiis e al diesse Cristiano Giuntoli di completare il reparto difensivo con l’acquisto del terzino che vada a riempire il posto libero lasciato da Christian Maggio, passato al Benevento, e che dia un’alternativa valida a Hysaj.

Giuntoli è già da un pò di tempo al lavoro per chiudere il discorso difesa e concentrarsi su altre zone del campo e secondo l’edizione odierna del Corriere dello Sport sarebbero cinque i nomi scritti sul taccuino del direttore sportivo azzurro:
“1. Sabaly, venticinquenne francese del Bordeaux con la cittadinanza senegalese (ha fatto il Mondiale insieme con Koulibaly);
2. Arias, ventiseienne nazionale colombiano del Psv;
3. D’Ambrosio, ventinovenne napoletano che gioca nell’Inter (il suo manager, Vincenzo Pisacane, è stato a Dimaro a colloquio con Giuntoli);
4. il solito Lainer, venticinquenne austriaco che a un certo punto è stato bloccato dal Salisburgo;
5. Jeremy Toljan, ventitreenne tedesco del Borussia Dortmund”.

Napoli, minacce e spedizioni punitive: in manette il boss del rione Sanità

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L’uomo era a capo del clan Savarese

I carabinieri di Napoli Stella hanno arrestato tre persone tra cui anche Salvatore Savarese, 65 anni, ritenuto a capo dell’omonimo clan del rione Sanità. A quanto emerso dalle indagini, avrebbe fatto parte del commando che ha compiuto, il primo giugno scorso, un raid punitivo contro il Bar Romeo, che si trova nel Borgo dei Vergini, gestito dall’omonima famiglia.

Determinanti, per l’individuazione dei tre e per documentare le fasi del raid, le immagini dei sistemi di videosorveglianza e le comparazioni compiute dal Racis di Roma.
Il movente sarebbe da ricondurre a uno scontro verbale tra un esponente del clan e un parente della vittima, che non ha gradito l’intervento della «famiglia» nella risoluzione di una vicenda privata, non riconoscendo la caratura criminale dello storico clan della Sanità.
I tre uomini del clan, tra cui il presunto boss, sono entrati in azione in sella a tre scooter, armati con una pistola: hanno danneggiato il locale e costretto gli esercenti alla chiusura anticipata.

Questione San Paolo, Formisano replica a Sgambati: “Nessun debito, il Napoli vanta crediti dal 2007”

“La società non lavora per lui”

Nei giorni scorsi, Carmine Sgambati, presidente della Commissione Sport al Comune di Napoli, aveva dichiarato: “San Paolo? Convenzione scaduta, ADL non paga un euro: se continua così il Napoli può andare a giocare a Palermo”. Non si è fatta attendere la risposta di Alessandro Formisano, head of operations della società del presidente Aurelio De Laurentiis.

Ecco le sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano Il Mattino:
“Sgambati commette un errore di opportunità: non può convocarci perché non lavoriamo per lui. Se vuole avere uno spirito collaborativo può chiederci di fissare un incontro, ma se ci convoca quando siamo a Dimaro è impossibile presentarsi”.
Difficile allora che il Napoli possa rispondere alla convocazione del 26 luglio.
“In quella data saremo ancora qui a lavorare per preparare la stagione, se Sgambati vuole venire lui qui, saremo felici di accoglierlo”.
Ma non solo.
“Sgambati dimentica che nei vertici dialoghiamo costantemente con l’amministrazione generale del Comune e quindi non cerchiamo altri interlocutori. Il Napoli vanta dei crediti, fin dal montaggio dei tornelli datato febbraio 2007, e bisognerebbe avere l’onestà intellettuale di raccontare tutti i passaggi prima di parlare di eventuali debiti da parte nostra. E sinceramente preferisco non andare oltre”.

153° anniversario della Guardia Costiera: festeggiamenti (VIDEO)

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Mercoledì 18 luglio, il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera ha celebrato il 153° anniversario della sua istituzione, avvenuta il 20 luglio 1865 con la firma da parte del re Vittorio Emanuele II del Decreto 2438 istitutivo del Corpo delle Capitanerie di Porto, frutto della fusione dei preesistenti Corpi di Stato Maggiore dei Porti e dei Consoli di Marina.

Alla cerimonia, che per la seconda volta nella storia si è tenuta presso la sede del Comando Generale a Roma, erano presenti, oltre al Comandate Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, il Presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Roberto Fico, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Senatore Danilo Toninelli, il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il Ministro delle Politiche Agricole, Senatore Gian Marco Centinaio, il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli e un’ampia platea di Autorità militari, politiche e religiose. A rendere gli onori alle Autorità, la Compagnia d’Onore del Corpo delle Capitanerie di porto, una rappresentanza dei corpi specialistici e la Banda Musicale della Marina Militare.

Dopo l’esecuzione dell’inno della Guardia Costiera “Angeli del Mare”, sono intervenuti l’Ammiraglio Pettorino, che ha sottolineato come l’evento di oggi sia “un compleanno da celebrare per quanto il Corpo ha fatto nel suo lungo passato e ha in animo di fare nel prossimo futuro”, l’Ammiraglio Girardelli, che ha portato il proprio saluto “a tutti gli uomini e donne, militari e civili, del Corpo delle Capitanerie di porto, soprattutto a quelli impegnati in questo momento a bordo dei mezzi navali e aerei, al Comando Generale e nei Comandi territoriali, al servizio e per il bene della comunità”, e il Ministro Toninelli, che ha concluso con un caloroso ringraziamento: “Un grazie di cuore per la tutela del nostro mare e delle nostre coste. Ma anche per la grande professionalità e umanità al servizio della vita degli altri”.

La cerimonia si è conclusa con la consegna di 3 medaglie al valore di Marina, due d’argento e una d’oro, a militari del Corpo, che, dimostrando professionalità e perizia marinaresca in diversi scenari operativi, hanno salvato la vita di numerose persone, mettendo a rischio la propria incolumità.

Da Bologna – I rossoblu vogliono Tonelli: ecco la richiesta del Napoli

L’ex Empoli sarebbe l’obiettivo numero uno dei felsinei

Lorenzo Tonelli, difensore del Napoli, sarebbe finito nel mirino del Bologna del neo allenatore Pippo Inzaghi. L’ex difensore dell’Empoli, con il ritorno di Nikola Maksimovic (che Ancelotti apprezza e non poco) in azzurro, finirebbe ancora più indietro nelle gerarchie difensive diventando, di fatto, il quinto difensore centrale.

Secondo quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere di Bologna, Tonelli potrebbe far pendere l’ago della bilancia verso la cessione per evitare di trascorrere un’intera stagione relegato in panchina. In caso di partenza, sarebbero proprio i rossoblu emiliani ad essere in pole per l’acquisto del numero 62 del Napoli. Il presidente De Laurentiis, però, chiede 1 milione per il prestito e 5 per l’eventuale riscatto nel prossimo giugno. Il Bologna, per assicurarsi le prestazioni sportive di Tonelli, dovrà battere la concorrenza di SampdoriaSpal.

Gazzetta – Napoli pronto a chiudere per Sabaly, ma De Laurentiis chiede uno sconto: i dettagli

Youssouf Sabaly è un terzino ambidestro

Il Napoli sarebbe vicino all’acquisto di Youssouf Sabaly, terzino senegalese del Bordeaux e protagonista agli ultimi Mondiali in Russia con la sua nazionale. Sabaly è un terzino che può giocare indifferentemente a destra e a sinistra che da tempo è finito nel mirino del diesse azzurro Cristiano Giuntoli.

Ecco quanto scrive l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Il giocatore è ben disposto e la trattativa è già impostata dai due club sulla base di circa 15 milioni. Il Napoli chiede uno sconto per via di un problema al legamento collaterale del ginocchio (superabile in breve), che non gli ha impedito di giocare il Mondiale, a fianco di Koulibaly. Sempre viva la pista che porta al colombiano Santiago Arias, 26enne del Psv Eindhoven, mentre sullo sfondo rimane Jeremy Toljan, 23enne tedesco del Borussia Dortmund”.

Corriere dello Sport – Di Maria-Napoli, Mendes potrebbe risolvere l’affare: i dettagli

Dopo Ronaldo, un altro pezzo da novanta potrebbe sbarcare in Serie A

Il Napoli è alla ricerca del colpo che possa infiammare la piazza. Aurelio De LaurentiisCristiano Giuntoli sono al lavoro per far sognare i tifosi: vogliono prima rendere forti gli azzurri e, poi, rispondere all’acquisto di Cristiano Ronaldo messo a segno dalla Juventus. Il nome che si sta corteggiando da un pò di tempo è quello di Angel Di Maria, esterno del PSG, che ha in Jorge Mendes il suo procuratore (lo stesso di CR7).

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“Proprio così: l’amico, come lo ha definito De Laurentiis, nonché il potentissimo manager che oltre a gestire i calciatori in prima persona – tipo Ronaldo – agisce spesso e volentieri da intermediario. Come nel caso dell’operazione che riguarda il Fideo: mica una casualità. Oltre a Cavani, continua anche la storia relativa a Di Maria: in rottura con Tuchel e in uscita dal Psg, ma soprattutto entrato nell’orbita Mendes. Già, a quanto pare c’è proprio il signor Jorge dietro le quinte di questo movimento di mercato con destinazione da definire; e il Napoli, nel frattempo, attende e lavora sottotraccia”.

Canili comunali di Roma: un bando per oltre cinque milioni di euro.

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Al via il bando di gestione per i canili comunali di Roma.

Sono 5 milioni e 400mila euro i fondi destinati alla gestione triennale dei due canili comunali di Roma: Muratella e ponte Marconi. Dal 1° gennaio 2019 sarà questa la cifra a disposizione di chi si aggiudicherà l’appalto per gestire i nostri amici a quattro zampe meno fortunati che dovranno essere custoditi, assistiti ed accompagnati in un percorso di adozione. In totale Muratella potrà ospitare fino a 400 cani e 40 gatti, mentre Ponte Marconi fino a 200 cani.

Ma i canili autogestiti da volontari di varie associazioni a difesa dei quattro zampe sono molti di più e quindi non dobbiamo fermarci davanti al numero esiguo di 600 cani. Personalmente ne conosco più di uno ed i numeri sono impressionanti.

 

E noi semplici cittadini che amiamo gli animali??? Solo nella mia sfera privata e nell’ultimo biennio ho fatto adottare più di 40 cuccioli provenienti da abbandoni vicino a casa e/o da cucciolate non desiderate da padroni troppo disattenti o ignoranti. Il cane ed il gatto procreano per istinto ma sta a noi far si che questo non accada.

Per quanto mi riguarda la Regione Lazio ed i Comuni sono ancora poco sensibili al problema con piccoli spot di microchippatura e sterilizzazione gratuita che almeno porterebbero ad una diminuzione del fenomeno abbandono e cucciolate a iosa. E lo dico con cognizione di causa visto che in almeno due occasioni mi sono recata a “giornate di microchippature e sterilizzazioni gratuite”: 20, 30, 40 al massimo gli interventi perché la regione non vuole spendere di più. Due sere fa sono stata contattata da una conoscente che ha accolto tempo fa una randagia…incinta! Quattro i cuccioli che hanno avuto bisogno del mio aiuto per trovare una casa e sono tutti felicemente tra le braccia di chi li ama dal primo giorno. Ma che fare ora con la randagina Laila?? La sua nuova mamma mi ha chiesto dove poterla far sterilizzare ad un costo accettabile poiché un veterinario oggi chiede dai 250,oo Euro in su fino ad arrivare a 600!!

Sinceramente non vedo tanti ricconi girare con un cane o possedere un gatto ma vedo gente normale che fatica non poco per mantenere se e la propria famiglia, compreso il suo amore a quattro zampe,e queste cifre non possono permettersele nonostante comprendano bene quale beneficio ne ricavano loro e la collettività. Anche il microchip mette in difficoltà economiche una famiglia ed i 20/30/40 chip gratuiti spariscono in men che non si dica.

A parer mio quindi le campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono possono poco se non si va alla fonte del problema. Inutile fare tante chiacchiere urlate sui social, sui giornali o in tv se non si comprende che il cane o il gatto non sono beni di lusso per ricchi ma legami di amore assoluto che vanno tutelati con ogni mezzo per loro e per chi li accoglie.

Finisco col dire che a mia precisa richiesta alla Asl di appartenenza per una campagna di sterilizzazione microchippatura gratuita debbo essere io cittadino a rivolgermi al Comune per sollecitarli nel prendere questo tipo di iniziative a favore dei nostri animali e della comunità! Insomma, cittadini, organizziamoci.

Castel Volturno, Napoli pronto a costruire nuovi campi: c’è l’ipotesi ponte sul fiume Clanio

De Laurentiis vuole stringere i tempi

L’ammodernamento e il restyling del quartier generale del Napoli di Castel Volturno va avanti. Durante questi lavori ci dovrebbe essere la nascita di nuovi campi da gioco e, addirittura, di un ponte che scavalcherebbe il fiume Clanio.

Ecco quanto si legge:
“Il presidente De Laurentiis stringe i tempi per la costruzione di nuove strutture per il Napoli. Si fa concreta l’ipotesi di realizzare un ponte sul fiume Clanio, che delimita l’attuale area del centro di Castel Volturno. Questo darebbe alla società la possibilità di costruire altri nove campi potenziando l’attuale struttura. Se si sbloccherà questa operazione la scelta di un terreno, sempre a nord della città del casertano, solo per lo stadio sarebbe meno complicata”.

Gazzetta dello Sport – Sabato arriva Milik a Dimaro: Ancelotti pronto a testarlo. Intanto De Laurentiis…

Con Milik arriveranno anche Koulibaly, Zielinski e Mario Rui

Nella giornata di sabato, il ritiro di Dimaro-Folgarida sarà testimone dell’arrivo di quattro calciatori che hanno partecipato agli ultimi Mondiali in Russia: Arkadiusz Milik, Piotr Zielinski, Kalidou KoulibalyMario Rui. In particolare, le attenzioni di Carlo Ancelotti sono concentrate sull’attaccante della Polonia che vuole vedere e testare sul campo.

Ecco quanto raccontato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Successivamente Ancelotti tirerà le sue conclusioni (Mertens arriverà in agosto) su come ricoprire il ruolo e probabilmente spingerà la società a concludere una operazione importante, in questo momento tenuta in stand-by. E tenendo grande attenzione all’effetto domino che si sta scatenando sul mercato internazionale, dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve, che porterà il Real Madrid ad acquistare un top-player”.

Il Mattino – Aria di addio tra Callejon e il Napoli, lo spagnolo non rientra nei piani tattici di Ancelotti

De Laurentiis pensa alla cessione

Il futuro di Josè Maria Callejon potrebbe essere lontano da Napoli. Lo spagnolo, infatti, starebbe valutando l’addio perchè non rientrerebbe nei piani tattici del nuovo tecnico azzurro Carlo Ancelotti. Il motivo sarebbe solo ed esclusivamente tattico.

Secondo quanto raccontato dall’edizione odierna de Il MattinoAurelio De Laurentiis sta valutando la cessione del suo calciatore, anche si fino ad ora non esiste alcuna trattativa concreta per il trasferimento di Callejon. In particolare, non esiste alcuna trattativa che preveda lo scambio tra il 7 azzurro e Suso con il Milan, come ha dichiarato il presidente del Napoli a Radio Kiss Kiss.
Già dalle prime apparizioni nel ritiro di Dimaro-Folgarida si è potuto notare come Ancelotti abbia lavorato diversamente sull’attacco rispetto al suo predecessore Maurizio Sarri. Ancelotti chiede ai suoi esterni di convergere anche al centro per finire ad agire alle spalle della prima punta, ruolo in cui Callejon non si trova proprio a suo agio. Ed è per questo che lo spagnolo sta valutando l’ipotesi dell’addio.

Gazzetta dello Sport – De Laurentiis e Giuntoli valutano l’ipotesi di acquisto di una punta

Presidente e diesse studiano le strategie di mercato

Continuano nel silenzio le trattative, o le valutazioni, che Aurelio De LaurentiisCristiano Giuntoli, rispettivamente presidente e diesse del Napoli, stanno studiando per costruire una squadra da affidare a Carlo Ancelotti che possa permettergli di ben figurare in tutte le competizioni provando anche a vincere qualcosa.

Ecco quanto racconta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Allo Sport Hotel Rosatti, quartier generale del club in Val di Sole, il presidente Aurelio De Laurentiis , il consigliere delegato Andrea Chiavelli e il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, si confrontano quotidianamente per completare la rosa da mettere a disposizione del tecnico Carlo Ancelotti”.

26 anni fa in Via D’Amelio a Palermo, la mafia uccideva Paolo Borsellino

Era la domenica del 19 luglio 1992, la mafia uccideva il Magistrato dr. Paolo Borsellino e la sua scorta. Ancora oggi la verità non è del tutto conosciuta.

Il 19 luglio 1992, alle ore 16:58, una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo del tipo Semtex-H (miscela di PETN, tritolo e T4) telecomandati a distanza, esplose in via Mariano D’Amelio 21, sotto il palazzo dove viveva la madre di Borsellino, presso la quale il giudice quella domenica si era recato in visita; l’agente sopravvissuto Antonino Vullo descrisse così l’esplosione: «Il giudice e i miei colleghi erano già scesi dalle auto, io ero rimasto alla guida, stavo facendo manovra, stavo parcheggiando l’auto che era alla testa del corteo. Non ho sentito alcun rumore, niente di sospetto, assolutamente nulla. Improvvisamente è stato l’inferno. Ho visto una grossa fiammata, ho sentito sobbalzare la blindata. L’onda d’urto mi ha sbalzato dal sedile. Non so come ho fatto a scendere dalla macchina. Attorno a me c’erano brandelli di carne umana sparsi dappertutto …».

Lo scenario descritto da personale della locale Squadra Mobile giunto sul posto parlò di «decine di auto distrutte dalle fiamme, altre che continuano a bruciare, proiettili che a causa del calore esplodono da soli, gente che urla chiedendo aiuto, nonché alcuni corpi orrendamente dilaniati». L’esplosione causò inoltre, collateralmente, danni gravissimi agli edifici ed esercizi commerciali della via, danni che ricaddero sugli abitanti. Sul luogo della strage, pochi minuti dopo il fatto, giunse immediatamente il deputato ed ex-giudice Giuseppe Ayala che abitava nelle vicinanze.

Gli agenti di scorta ebbero a dichiarare che la via D’Amelio era considerata una strada pericolosa in quanto molto stretta, tanto che, come rivelato in una intervista rilasciata alla RAI da Antonino Caponnetto, era stato chiesto alle autorità di Palermo di vietare il parcheggio di veicoli davanti alla casa, richiesta rimasta però senza seguito.

La strage di via D’Amelio fu un attentato di stampo terroristico-mafioso nel quale persero la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu l’agente Antonino Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l’esplosione, in gravi condizioni.

Sono passati 26 anni, quattro lungi processi con depistaggi di ogni genere, tanto che nell’ultima sentenza del ‘Borsellino quater’ i Giudici hanno scritto “E’ uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana” … “I falsi pentiti e l’agenda rossa, un solo mistero”. I giudici della corte d’assise di Caltanissetta in 1.856 pagine e dodici capitoli della motivazione, hanno fissato in maniera chiara i misteri ancora irrisolti e hanno indicato una strada per proseguire le indagini. Accertamenti che puntano al cuore dello Stato. Scrive la corte: “È lecito interrogarsi sulle finalità realmente perseguite dai soggetti, inseriti negli apparati dello Stato, che si resero protagonisti di tale disegno criminoso, con specifico riferimento ad alcuni elementi“.

Tuttavia che i Giudici sentenzino quali infedeli solo i poliziotti e pertanto distratti quei Magistrati dalle cui decisioni e indirizzi per legge dipendevano i predetti poliziotti, non appare una motivazione completa. Nella fattispecie ci si dovrebbe anche domandare come mai i precedenti Giudici, fino al terzo grado, non hanno visto il depistaggio ? Sarebbe come se si portasse un legno molle ad un falegname per farne un robusto tavolo e questi lo realizzasse lo stesso pur sapendo che comunque non reggerà. Non potrebbe non accorgersene un falegname. Un profano può non capirlo.

Gli anziani siciliani hanno sempre detto: Statu e mafia pari sunnu” (uguali sono). È l’ora di comprendere, di colpire, di annientare, questo oscuro sistema politico-istituzionale che da decenni si dissimula nello Stato e nella società e che da un lato favorisce di tutta evidenza l’impiantarsi di criminalità organizzate e per un altro verso condiziona in modo evidente la civiltà, lo sviluppo, la democrazia e non solo in Sicilia, ma in tutta l’Italia, dalle Alpi a Capo Passero. Questo neoGoverno, se come dichiara sarà il cambiamento, deve dimostrarlo colpendo senza pietà la connivenza, la corruzione e le mafie.

Il Magistrato dr. Borsellino aveva già capito è detto bene circa venticinque addietro: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”. Il dr. Paolo Borsellino, come altri, non ha mai smesso di combattere. Ha dato la vita per questo. Noi cittadini, nel nostro piccolo, se siamo ancora uomini civili, dobbiamo almeno un po’ fare altrettanto. Ma inizino soprattutto a dare le direttive politico-normative e l’esempio, i livelli alti dello Stato, poi delle Regioni e infine dei Comuni. Il popolo ben verrà di seguito.

Si vuole concludere con una lettera al quotidiano la Repubblica della coraggiosa e tenace figlia di Paolo Borsellino, Fiammetta, di professione assistente sociale, la minore dei tre figli che il magistrato ebbe con Agnese Borsellino. Scriveva il Corriere della Sera il 18 luglio 2017: [Borsellino, lo sfogo della figlia: «I suoi colleghi non ci frequentano»].

Le domande di Fiammetta Borsellino. La figlia del giudice chiede:

  1. Perché le autorità locali e nazionali preposte alla sicurezza non misero in atto tutte le misure necessarie per proteggere mio padre, che dopo la morte di Falcone era diventato l’obiettivo numero uno di Cosa nostra?
  2. Perché per una strage di così ampia portata fu prescelta una procura composta da magistrati che non avevano competenze in ambito di mafia? L’ufficio era composto dal procuratore capo Giovanni Tinebra, dai sostituti Carmelo Petralia, Annamaria Palma (dal luglio 1994) e Nino Di Matteo (dal novembre ’94).
  3. Perché via D’Amelio, la scena della strage, non fu preservata consentendo così la sottrazione dell’agenda rossa di mio padre? E perché l’ex pm allora parlamentare Giuseppe Ayala, fra i primi a vedere la borsa, ha fornito versioni contraddittorie su quei momenti?
  4. Perché i pm di Caltanissetta non ritennero mai di interrogare il procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco, che non aveva informato mio padre della nota del Ros sul “tritolo arrivato in città” e gli aveva pure negato il coordinamento delle indagini su Palermo, cosa che concesse solo il giorno della strage, con una telefonata alle 7 del mattino?
  5. Perché nei 57 giorni fra Capaci e via D’Amelio, i pm di Caltanissetta non convocarono mai mio padre, che aveva detto pubblicamente di avere cose importanti da riferire?
  6. Cosa c’è ancora negli archivi del vecchio Sisde, il servizio segreto, sul falso pentito Scarantino (indicato dall’intelligence come vicino ad esponenti mafiosi) e sul suo suggeritore, l’ex capo della squadra mobile di Palermo Arnaldo La Barbera?

7. Perchè i pm di Caltanissetta non depositarono nel primo processo il confronto fatto tre mesi prima fra il falso pentito Scarantino e i veri collaboratori di giustizia (Cancemi, Di Matteo e La Barbera) che lo smentivano? Il confronto fu depositato due anni più tardi, nel 1997, solo dopo una battaglia dei difensori degli imputati.

  1. Perché i pm di Caltanissetta furono accomodanti con le continue ritrattazioni di Scarantino e non fecero mai il confronto tra i falsi pentiti dell’inchiesta (Scarantino, Candura e Andriotta), dai cui interrogatori si evinceva un progressivo aggiustamento delle dichiarazioni, in modo da farle convergere verso l’unica versione?

9.Perché la pm Ilda Boccassini (che partecipò alle prime indagini, fra il giugno e l’ottobre 1994), firmataria insieme al pm Sajeva di due durissime lettere nelle quali prendeva le distanze dai colleghi che continuavano a credere a Scarantino, autorizzò la polizia a fare dieci colloqui investigativi con Scarantino dopo l’inizio della sua collaborazione con la giustizia?

  1. Perché non fu mai fatto un verbale del sopralluogo della polizia con Scarantino nel garage dove diceva di aver rubato la 126 poi trasformata in autobomba? Perché i pm non ne fecero mai richiesta? E perché nessun  magistrato ritenne di presenziare al sopralluogo?
  2. Chi è davvero responsabile dei verbali con a margine delle annotazioni a penna consegnati dall’ispettore Mattei a Scarantino? Il poliziotto ha dichiarato che l’unico scopo era quello di aiutarlo a ripassare: com’e’ possibile che fino alla Cassazione i giudici abbiano ritenuto plausibile questa giustificazione?
  3. Il 26 luglio 1995 Scarantino ritrattava le sue dichiarazioni con un’intervista a Studio Aperto. Prima ancora che l’intervista andasse in onda, i pm Palma e Petralia annunciavano già alle agenzie di stampa la ritrattazione della ritrattazione di Scarantino, anticipando il contenuto del verbale fatto quella sera col falso pentito. Come facevano a prevederlo?

13. Perchè Scarantino non venne affidato al servizio centrale di protezione, ma al gruppo diretto da La Barbera, senza alcuna richiesta e autorizzazione da parte della magistratura competente?”.

L’immagine è tratta da un articolo del 2013 di Lettera43

Adduso Sebastiano.

Juve Stabia – La fotogallery della seconda sessione di allenamento

Gli scatti della seconda sessione di allenamento della Juve Stabia che chiude la prima giornata al Menti

Questa mattina alle 9:30 è iniziata la preparazione della Juve Stabia in vista della prossima stagione sportiva 2018/2019.

Nel pomeriggio seconda sessione di allenamento sempre allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia e sempre sotto l’occhio vigile di Mister Fabio Caserta e del suo secondo Ciro Ferrara.

La sessione è stata, anche questo pomeriggio, di tipo prettamente atletico con tutto lo staff di massaggiatori e preparatori che hanno seguito i calciatori in questa prima giornata di allenamenti a cui farà seguito il ritiro di pre-campionato di Fiuggi.

Le Vespe sono in attesa di conoscere l’avversario della coppa Italia Tim, che vedrà nella giornata del 29 luglio l’inizio ufficiale della stagione agonistica.

Grazie alla collaborazione del fotografo Antonio Gargiulo, fotografo ufficiale della Juve Stabia negli anni “buoni” della gestione Manniello, vi proponiamo gli scatti fotografici dell’allenamento pomeridiano in cui volti distesi e tanti sorrisi l’anno fatta da padrone.

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Juve Stabia, la carica del nuovo bomber El Ouazni: Sogno che si avvera, spero di essere all’altezza

La Juve Stabia ha ufficializzato qualche giorno fa l’acquisto di Bruno El Ouazni. L’attaccante classe 1991 è arrivato dall’Ercolanese, squadra con cui ha messo a segno ben 47 reti in tre stagioni tra Serie D ed Eccellenza. La società gialloblù spera di ripetere la scommessa vinta la scorsa stagione con Simone Simeri, attaccante arrivato dalle serie inferiori ma divenuto presto trascinatore delle Vespe, risultando miglior marcatore della stagione.

Il neo attaccante della Juve Stabia ha espresso la sua gioia tramite la sua pagina Facebook, non nascondendo di aver guardato sempre con ammirazione la piazza stabiese.

Questo il post di El Ouazni:

 A volte le persone credono che si tratti di scelte … dove andare, con chi giocare……..per me è stato facile non c’era scelta la JUVE STABIA è la JUVE STABIA! un piccolo sogno nel cassetto mettere piede al Menti…..quando giochi e tifi per una squadra non c’è cosa più bella…. spero di essere all’altezza…

(Foto: Campania Football)

Napoli, ruba a bagaglio mentre mangia: arrestato

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La Polfer ha subito bloccato il ladro

Poco dopo mezzogiorno, alla Stazione Centrale di Napoli, in una nota paninoteca un uomo di origini algerine di 31 anni, già noto alle forze dell’ordine, approfittando della ressa di turisti intenti ad acquistare e consumare il loro frugale pasto tra cataste di bagagli, accumulati negli angoli del locale, ha agguantato uno zaino di un turista americano, fuggendo poi verso l’esterno della Stazione.

L’uomo però, a sua volta, è stato osservato con grande attenzione dagli agenti Polfer in borghese, confusi tra la folla dei viaggiatori. I poliziotti lo hanno inseguito e letteralmente placcato, bloccandolo, in via Galileo Ferraris. Aveva ancora la refurtiva tra le mani. L’extracomunitario è stato quindi tratto in arresto per furto aggravato ed il maltolto, consistente in alcuni capi di abbigliamento, un personal computer ed un portagioie con monili in oro ed argento, restituito agli statunitensi.
I controlli della Polfer, estesi anche alle altre stazioni della Campania, hanno consentito, inoltre di denunciare sette persone per vari reati tra i quali furto e ricettazione, controllare 586persone, verificare 237 bagagli ed effettuare cinque sequestri amministrativi di merce venduta da ambulanti abusivi.
All’esterno della Stazione di Napoli, la Polfer ha lavorato in stretta sinergia con la Polizia Municipale di Napoli insieme alla quale si sta attuando una forte azione di contrasto al fenomeno del tassisti abusivi. Nella circostanza è stato sottoposto a fermo amministrativo un veicolo in uso ad un tassista abusivo, con la sottrazione del mezzo alla disponibilità del titolare. L’autovettura sarà custodita presso un’area in uso alla Polizia Municipale per i successivi provvedimenti amministrativi.
Il fenomeno dei tassisti abusivi, così come quello dei venditori ambulanti abusivi di merce varia che compromette e limita la libertà dei turisti incidendo negativamente sull’immagine della città, grazie alla sinergia posta in essere, è in forte e decisa flessione all’interno e nelle immediate vicinanze dello scalo ferroviario.