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Macron: “Chi può credere che la Russia si fermerà all’Ucraina?”

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(Adnkronos) – "L'avvenire dell'Europa non può essere deciso a Washington o Mosca".E' quanto ha detto il presidente francese Emmanuel Macron nel discorso questa sera alla nazione, affermando che "di fronte ad un mondo di minacce sarebbe folle rimanere spettatori". "Il cammino per la pace non può passare che dall'Ucraina – ha scandito – la pace non può essere una capitolazione dell'Ucraina". "Entro il 2030, la Russia prevede di aumentare ancora il suo esercito con 3mila carri armati in più e 300 aerei di combattimento.

Chi può credere che la Russia si fermerà all'Ucraina?", le parole di Macron, che ha aggiunto: "La Russia è diventata una minaccia per la Francia e l'Europa, la situazione è questa e dobbiamo affrontarla".  Il presidente ha iniziato il discorso spiegando di volersi rivolgere ai francesi che sono "legittimamente preoccupati di fronte agli eventi storici in corso.Gli Usa hanno cambiato la loro posizione sulla guerra in Ucraina e gli stessi Usa intendono imporre dazi doganali all'Europa.

Stiamo entrando – ha concluso – in una nuova era".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Padova, ucciso 80enne a Limena: ricercato l’uomo che viveva con lui

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(Adnkronos) – Un uomo di 80 anni è stato trovato cadavere oggi pomeriggio nella sua casa di Limena (Padova).L’anziano era morto da alcuni giorni e da circa una settimana è scomparso anche l’uomo di circa 45 anni che viveva con lui, in cambio di un aiuto a tenere in ordine la casa.

Quando i vigili del fuoco hanno sfondato la porta per far entrare i carabinieri, allertati dal cognato dell'80enne che non lo sentiva da tempo, i militari hanno trovato il corpo dell’anziano in una stanza messa a soqquadro, riverso in una pozza di sangue e già in avanzato stato di decomposizione.Per l'omicidio è intanto ricercato il 45enne che viveva con lui, essendo il primo della lista dei sospettati, e che è improvvisamente scomparso. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi Usa, la decisione di Trump: esenzione di un mese per auto da Messico e Canada

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(Adnkronos) – Karoline Leavitt, la portavoce della Casa Bianca, ha annunciato una pausa per i dazi Usa imposti sulle auto importate da Messico e Canada. "Abbiamo parlato con tre grandi distributori di auto, daremo un mese di esenzioni per qualsiasi auto che entra con l'Usmca", ha detto, leggendo una dichiarazione di Donald Trump, riferendosi all'Accordo di libero scambio tra Usa-Messico e Canada negoziato e firmato durante la prima amministrazione Trump.  "Le tariffe reciproche entreranno ancora in vigore il 2 aprile, ma su richiesta della compagnie associate con Usmca, il presidente sta dando loro un'esenzione di un mese così che non abbiano svantaggi economici", ha aggiunto la portavoce di Trump durante il briefing alla Casa Bianca.  Trump oggi ha ricevuto una telefonata dal premier canadese. "Justin Trudeau mi ha chiamato per chiedermi cosa si può fare per i dazi.Io gli ho detto che molte persone sono morte per il fentanyl che arriva dai confini con il Canada e con il Messico e niente mi ha convinto del fatto che sia stato bloccato", ha scritto il presidente Usa su Truth Social dopo il colloquio telefonico con il premier canadese che, secondo quanto fatto emergere anche da membri dell'amministrazione Usa, avrebbe dovuto portare ad una soluzione di compromesso sui dazi imposti a Canada e Messico.  "Lui mi ha detto che le cose stanno migliorando, ma io ho risposto che 'non è ancora abbastanza", ha aggiunto il tycoon, riconoscendo che comunque "la telefonata si è conclusa con toni 'in qualche modo' amichevoli".  In un altro post, Trump è tornato a chiamare Trudeau "governatore", un modo per offenderlo e fare riferimento alla sua campagna per fare del Canada il 51esimo stato Usa.

Il presidente ha accusato il leader canadese di essere responsabile dei problemi degli Usa "a causa delle sue deboli politiche di confine, che permettono che un'enorme quantità di fentanyl e migranti entrino negli Stati Uniti.Queste politiche sono responsabili della morte di molte persone". In realtà, ricorda il New York Times, le quantità di fentanyl che entrano negli Usa dal confine canadese sono minime.

Nel 2024, sono stati intercettati appena 19,5 chili della sostanza oppiacea sul confine settentrionale, secondo i dati delle autorità statunitensi.  Era stata annunciata nelle scorse ore la telefonata tra Trudeau e Trump per discutere della crisi in corso tra Stati Uniti e Canada dopo che martedì scorso Washington ha imposto dazi del 25% sulle importazioni canadesi.In risposta alla mossa di Trump, Trudeau ha adottato anche dazi del 25% sui prodotti made in Usa.  Il presidente americano ha accusato Trudeau di "cercare di sfruttare" il braccio di ferro sui dazi "per rimanere al potere".

Nel post su Truth Social pubblicato dopo il colloquio telefonico con il premier canadese, Trump afferma infatti che Trudeau "non ha saputo dirmi quando si svolgeranno le elezioni in Canada, cosa che mi ha incuriosito, che sta succedendo lì?Poi ho capito – ha aggiunto – che sta cercando di usare questa questione per rimanere al potere.

Buona Fortuna Justin".  In realtà, di fronte ad un alto tasso di impopolarità e gravi tensioni all'interno del suo stesso governo e partito, anche provocate dagli attacchi di Trump, Trudeau all'inizio di gennaio si è dimesso da leader dei Liberali, annunciando che si dimetterà da premier non appena il partito avrà scelto il nuovo leader al termine del processo elettorale che si chiuderà domenica prossima.  Tra i diversi candidati, nelle ultime settimane è emerso come favorito l'ex governatore della banca centrale Mark Carney, che, secondo quanto rivelavano nei giorni scorsi i media canadesi, potrebbe già all'indomani della sua nomina a leader convocare le elezioni con un anticipo di alcuni mesi rispetto alla scadenza fissata del prossimo ottobre.  Il dato politico interessante è che da quando Trump si è insediato, ed ha iniziato la sua politica di attacchi al Canada, tra minacce di dazi, ora diventati realtà, di annessione e di veri e propri insulti a Trudeau, il partito liberale ha iniziato, grazie ad una reazione patriottica, a risalire nei sondaggi.E la scorsa settimana, per la prima volta in quattro anni, è risultato in testa, anche se appena di due punti sui conservatori guidati da Pierre Marcel Poilievre, beniamino di Trump, Elon Musk e del Maga che fino a pochi mesi fa aveva un vantaggio di 20 punti.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Vaticano: “Stazionario, ma la prognosi resta riservata”

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(Adnkronos) – Papa Francesco è "stazionario" e non ha avuto altre crisi respiratorie.Lo fa sapere il Vaticano riportando il bollettino di oggi, mercoledì 5 marzo, dal Gemelli in cui il Pontefice è ricoverato dal 14 febbraio scorso.

Nel pomeriggio ha alternato il lavoro al riposo.Ha passato la "giornata in poltrona", facendo anche la "fisioterapia respiratoria e motoria attiva".  "Come programmato, durante il giorno, ha effettuato l'ossigenoterapia ad alti flussi e nella notte verrà ripresa la ventilazione meccanica non invasiva". "In considerazione della complessità del quadro clinico, la prognosi rimane riservata", spiega la Santa Sede.  Questa mattina, nell'appartamento privato al decimo piano, il Santo Padre ha partecipato al rito della benedizione delle Sacre Ceneri che gli sono state imposte dal celebrante, quindi, ha ricevuto l'Eucarestia.

Successivamente si è dedicato ad alcune attività lavorative.Sempre nel corso della mattina ha chiamato padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia di Gaza.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mantova – Juve Stabia: sfida tra rivelazioni, voglia di riscatto e ricordi agrodolci

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La Juve Stabia a Mantova per provare nuovamente a fare punti e cancellare lo zero delle ultime due uscite.I padroni di casa per risalire posizioni. È questo il tema della prossima partita di campionato.Le vespe di Pagliuca sfideranno il Mantova di Possanzini, due realtà che hanno stravolto i pronostici della vigilia dello scorso torneo insieme alla Carrarese per scrivere una sorte di favola romantica.Due allenatori giovani con tanta voglia di emergere.

Il pragmatismo di Pagliuca con una squadra pratica e molto organizzata.Lo stile di gioco offensivo di Possanzini con una mentalità devota all’ attacco.Nella rosa dei padroni di casa figurano tre ex come Maggioni, Redolfi e Burrai.Tre calciatori importanti nella rosa dei Virgiliani ma che non hanno lasciato nessun acuto con la maglia gialloblù ma come spesso succede nel calcio gli ex servono anche per animare la partita con curiosità e discussioni della vigilia.

A proposito di curiosità, le vespe sfidano il Mantova per la seconda volta in questo torneo e sempre in trasferta.Nella gara d’andata il teatro fu Piacenza ma si giocava in casa delle vespe.Poteri e storie del calcio moderno.Pagliuca logicamente sogna di rivivere quella notte magica (a proposito di notti magiche un saluto ad un gigante del giornalismo Italiano, Bruno Pizzul che tante volte ci ha fatto emozionare) quando Piscopo con una zampata fece saltare il banco nei primi minuti della partita.

Possanzini invece vorrebbe ripetere l’impresa vista in Supercoppa con un Mantova decisamente in versione masterclass con una vittoria netta e meritata.Insomma la gara di sabato pomeriggio sarà quella sfida dal sapore di rivincita finale.Altra curiosità è dovuta anche alla data della partita ossia il giorno 8 marzo e qualche anno fa le vespe di Fabio Caserta, sempre in Serie B misero dietro la lavagna lo Spezia di Vincenzo Italiano al Romeo Menti.Quel pomeriggio fu amaro per altri motivi più importanti perché si giocava a porte chiuse causa il COVID e successivamente l’Italia sarebbe entrata in lockdown per uno dei periodi più brutti della storia dell’ umanità.

Quello che successe poi a livello sportivo è storia nota con la piazza di Castellammare umiliata e mortificata per una retrocessione incredibile e clamorosa.Adesso la palla passa a Mister Guido Pagliuca che ha la possibilità di poter scrivere la sua di storia e di cancellare dal cuore dei tifosi quella ferita ancora aperta.

‘Innamòrati di te’, progetto di Codere Italia contro la violenza su donne

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(Adnkronos) – Le violenze e le discriminazioni violano la dignità personale, creano un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante, offensivo e generano malessere nelle persone che le subiscono. “In questi casi, la prima cosa da fare è segnalare e denunciare alla Consigliera di Parità per ricevere supporto e assistenza. È fondamentale non rimanere in silenzio.Ogni voce conta e può portare ad un cambiamento – sottolinea Antonella Pappadà, consigliera di Parità effettiva della Provincia di Lecce – .

Questo incontro offre un’occasione per riflettere e ricordare a noi stesse quanto sia importante valorizzare il nostro talento e le nostre competenze e imparare a non farci sopraffare sia nelle relazioni personali sia nei luoghi di lavoro.La figura istituzionale della Consigliera di Parità della Provincia di Lecce è preposta a contrastare ogni forma di discriminazione legata al genere e non solo, a dare sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori che ne siano stati vittime sul luogo di lavoro, supportandoli gratuitamente in via stragiudiziale e giudiziale”.  “La violenza contro le donne e i femminicidi rappresentano ferite profonde nella nostra società, ma oggi dobbiamo esprimere la nostra determinazione nel combattere questi problemi – aggiunge Donatella Bertolone, vicepresidente Vicario Gruppo Donne Imprenditrici Fipe/Confcommercio – È incoraggiante vedere sempre più donne unirsi per reclamare il diritto alla sicurezza e al rispetto.

Le donne non sono solo vittime, ma anche attrici fondamentali nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria.Campagne come #SicurezzaVera ci mostrano che possiamo fare la differenza, sensibilizzando e coinvolgendo la società su questi temi cruciali. È essenziale lavorare insieme per sfatare l’idea che i luoghi di intrattenimento siano associati alla violenza.

Dobbiamo trasformare questi spazi in ambienti sicuri e accoglienti, dove ogni persona, in particolare le donne, possa sentirsi protetta e rispettata”. I dati raccolti dal Centro Antiviolenza Renata Fonte di Lecce parlano chiaro: nel 2024 hanno chiesto aiuto 174 donne.La fascia d’età più colpita è quella tra i 30 e i 39 anni (32%), seguita da quella tra i 40 e i 49 anni (23%).

La violenza non ha un unico volto: il 44% ha subito violenza fisica, il 45% psicologica, mentre il 2% ha denunciato violenze sessuali e il 4% atti di stalking.Colpisce il fatto che, nonostante il dolore e la sofferenza, solo il 34% delle donne abbia trovato la forza di sporgere denuncia.

Il restante 66% ha scelto di non farlo, per paura di ritorsioni o per mancanza di fiducia nelle istituzioni.  "Uscire da una relazione maltrattante non è mai semplice per una donna, soprattutto quando l’uomo che esercita violenza è il compagno, il marito o il padre dei suoi figli, dichiara Maria Luisa Toto – Presidente Associazione Donne Insieme che gestisce il Centro Antiviolenza Renata Fonte.Ogni donna ha i suoi tempi, perché la paura, la vergogna e il senso di colpa possono trasformarsi in una prigione invisibile, fatta di solitudine e isolamento.

Questi numeri ci dicono che la violenza di genere è una piaga radicata nella nostra società.Non è solo un fenomeno privato, ma una delle più gravi violazioni dei diritti umani.

Per questo è essenziale che le donne non si sentano sole.Devono sapere che c’è una rete di supporto pronta ad aiutarle". Una rete di supporto alimentata anche da momenti di spettacolo che portano in scena – come nel caso di “Eva non è ancora nata” di e con Salvatore Cosentino, magistrato e autore teatrale – la realtà delle donne che vengono analizzate sotto l’aspetto umano, per una riflessione profonda sul loro ruolo nella società di oggi.

A ricordare le vittime di femminicidio e di violenza di genere, da venerdì 7 marzo ci sarà a Lecce anche una nuova panchina rossa, installata a Palazzo dei Celestini su iniziativa della Commissione Pari Opportunità della Provincia.Una mobilitazione importante quella della città che ha coinvolto anche la U.S.

Lecce, che ha voluto essere presente all’evento di Codere inviando un videomessaggio di Federico Baschirotto.Il capitano dei giallorossi salentini ha ribadito l’importanza del contrasto a qualsiasi forma di violenza sulle donne e della promozione della cultura del rispetto e della consapevolezza: temi anche della campagna “Un Rosso alla Violenza” della Lega Serie A che servono a tenere sempre alta l’attenzione.  “Quando 'Innamòrati di Te' ha mosso i suoi primi passi non mi aspettavo che sarebbe diventato un laboratorio così importante, un momento di confronto trasversale e costruttivo.

In dieci anni abbiamo attraversato l’Italia più volte e abbiamo avuto l’opportunità di conoscere persone fantastiche che si impegnano per il bene comune, in particolare quello delle donne.Confesso di essere davvero emozionata nel vedere anche Lecce tra le Città delle Donne e ringrazio Adriana Poli Bortone per aver immediatamente colto lo spunto che, in qualità di Ambassador de Gli Stati Generali delle Donne, ho offerto – commenta Imma Romano Direttrice Relazioni Istituzionali di Codere Italia – .

Anche questa volta siamo riuscite a trattare il tema della violenza di genere con chi questo tema lo conosce e lo combatte quotidianamente, provando a dare informazioni ed indicazioni molto concrete sugli strumenti esistenti e sulle opportunità che il mondo istituzionale e quello del terziario sociale mettono a disposizione.L’impegno di Codere resta un impegno concreto sia in termini di divulgazione che di supporto.

Con gioia sosteniamo l’Associazione Donne Insieme che opera proprio su questo territorio”.Dopo Lecce, il progetto itinerante 'Innamòrati di Te' farà tappa il 24 giugno a Rivoli, alle porte di Torino, per un altro appuntamento gratuito e aperto al pubblico. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gli allenatori e l’ansia da esonero: dentro la mente di un tecnico di calcio

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(Adnkronos) – Di salute mentale, nel mondo del calcio, non si parla ancora abbastanza.Nonostante siano molti ormai i giocatori che si avvalgono di professionisti, psicologi dello sport chiamati in gergo 'mental coach', è ancora difficile collegare l'atleta alla persona.

Eppure le prestazioni in campo sono direttamente legate a quello che avviene fuori, nella vita quotidiana di giovani costantemente sotto i riflettori, che spesso faticano a gestire soldi e fama.Non è un caso quindi che ormai molte squadre, italiane e straniere, forniscano ai propri tesserati un aiuto psicologico, che possa permettergli di mettere in ordine la propria vita e migliorare, di conseguenza, le proprie prestazioni. E proprio come avviene per i calciatori, anche gli allenatori si ritrovano costantemente a gestire problemi in campo e fuori.

I graffi sulla testa di Pep Guardiola, sfoggiati dopo il pari di Champions contro il Feyenoord, partita in cui il suo Manchester City è riuscito a farsi rimontare da 3-0 a 3-3, hanno lanciato un allarme e acceso i riflettori su una vita, quella dei tecnici di calcio, fatta di ansie, stress e pressioni che spesso si somatizzano in veri e propri disturbi psicologici. "Tutti gli allenatori vivono momenti psicologicamente difficili.Ognuno di loro soffre di un diverso tipo di ansia.

Non riescono a dormire prima delle partite, o se dormono dormono male.Sono costantemente sotto stress", ha rivelato l'ex ds, tra le altre, di Roma e Inter Walter Sabatini all'Adnkronos, "quello dell’allenatore è un mestiere difficile e spesso ingrato, che ti invecchia.

Se guardi le foto di alcuni tecnici quando firmano per una squadra hanno un viso, dopo un periodo che sono in panchina sembrano invecchiati di 40 anni.Mi è capitato spesso di dover affrontare e gestire situazioni in cui un allenatore fosse in un momento psicologicamente difficile, ma non racconterò mai un episodio del genere, nemmeno sotto tortura". Nel corso degli anni sono tanti gli allenatori di Serie A che hanno sofferto di disturbi psicologici.

Arrigo Sacchi, dopo una carriera gloriosa tra Milan e Nazionale, lasciò la panchina del Parma, cui era tornato nel 2001 dopo aver annunciato il ritiro, dopo appena 22 giorni.Durante una partita contro il Verona, Sacchi ebbe un attacco d'ansia, rimase vittima dello stress, e disse basta.

La 'balorda nostalgia', per citare Olly, degli ultimi tempi di tornare ad allenare, non ha fatto i conti insomma con un lavoro logorante che, senza una vita regolata e le giuste accortezze, può portare a problemi ben più gravi di un esonero. 
Aldo Agroppi, a causa del troppo stress, si dimise da tecnico del Padova appena tre mesi dopo il suo ingaggio.Francesco Guidolin, per gli stessi motivi, qualche anno fa smise di allenare: "Sono nel momento migliore della mia carriera", disse l'ex tecnico dell'Udinese, "ma sto soffrendo troppo lo stress, non so quanto resisterò".

Nel divorzio tra Antonio Conte e la Juventus, nell'estate del 2014, oltre a forti divergenze di mercato, c'erano anche motivi psicologici: "Vi rimetto il mio contratto.Sono stanco, non riesco più a dormire", furono le parole dell'attuale allenatore del Napoli. 
Cesare Prandelli si dimise due volte.

La prima, nel 2004, quando era da poco diventato allenatore della Roma, in seguito alla malattia della moglie, perché "mi sto facendo divorare dalla pressione, ho bisogno di tempo per me".E la seconda, nel 2021, quando disse addio alla Fiorentina e al calcio: "In questo momento della mia vita mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ciò che sono", scrisse in una lettera a cuore aperto, "in questi mesi è cresciuta dentro di me un’ombra che ha cambiato il mio modo di vedere le cose.

Sicuramente sarò cambiato io e il mondo va più veloce di quanto pensassi.Per questo credo che adesso sia arrivato il momento di non farmi più trascinare da questa velocità e di fermarmi per ritrovare chi sono veramente".

In molti, anche in questo caso, parlarono di stress.Più avanti l'ex ct della Nazionale rivelò di aver sofferto di una forma di depressione, che dalla testa era arrivata fino in campo. I graffi sulla testa di Pep Guardiola, lo scorso dicembre, hanno lanciato l'allarme.

Qualcuno ha parlato di autolesionismo, il tecnico catalano ha spiegato di soffrire da un paio d'anni di un problema alla pelle.Quell'immagine, in ogni caso, è entrata nella mitologia di uno degli allenatori più vincenti e rivoluzionari di sempre, considerato da molti un genio ossessivo, per le sue innovazioni tattiche e la cura maniacale in ogni aspetto della propria squadra.

Ma Guardiola ha anche raccontato la solitudine dell'allenatore di calcio, di recente ha scoperto che "non c'è nessuna consolazione dalla sconfitta, quando torni a casa e spegni la luce". Nella stagione nera del Manchester City, il tecnico catalano ha accumulato una serie di disturbi psico-somatici, tra cui problemi con il sonno e con l'alimentazione. "Non digerisco più il cibo correttamente", ha raccontato, "è come se fosse cambiato il mio metabolismo.E a volte perdo la testa".

Ange Postecoglu, allenatore del Tottenham, ha indicato il suo lavoro come il più difficile del mondo: "Si potrebbe dire che il politico sia il mestiere più duro, ma il nostro è peggio, per durata e longevità.Quante volte ci sono le elezioni?

Noi ne abbiamo una ogni fine settimana.Ogni partita può voler dire conferma o esonero". Una visione condivisa dall'allenatore del Real Madrid Carlo Ancelotti che, commentando l'esonero di Paulo Fonseca dal Milan, disse: "Io rimango dell'idea che l'esonero è parte del lavoro.

Sono stato esonerato mille volte, quando ci sono problemi nella squadra la responsabilità cade sempre sull'uomo solo, cioè l'allenatore.Non è giusto, ma purtroppo è così, un tecnico nel suo lavoro è piuttosto solo, soprattutto nei momenti di difficoltà". Gli allenatori sono le prime vittime di una società prestazionale, che non sempre concede il diritto di sbagliare.

Ma proprio per la caducità e l'instabilità del ruolo, e per le enormi responsabilità e pressioni che si portano sulle spalle, non possono prescindere da una vita sana fuori dal campo e una salute mentale forte: "L'allenatore è il capo e ricopre un ruolo di responsabilità, ma si trova all’interno di un reticolo formato da società, dirigenti, staff tecnico, giocatori, giornalisti, tifosi.Serve in primis rispetto di ruoli e confini", dice all'Adnkronos Stefano Torroni, psicoterapeuta e psicologo dello sport, membro della Federazione italiana psicologi dello sport e docente del settore tecnico Figc. "Quando un tecnico pensa che debba fare da preparatore, addetto stampa, motivatore, psicologo arrivano i problemi.

Attrarre un'infinità di ruoli predispone a perdere stabilità mentale. È fondamentale delegare responsabilità, altrimenti si va in burnout". E l'esaurimento nervoso è soltanto uno dei rischi: "Il burnout è l’inizio, poi quando si esauriscono le energie psicofisiche, la predisposizione alla malattia può essere alta.Dipende dai livelli di stress.

L'ansia è un eccesso di futuro, pensare troppo a quello che sarà, a un risultato da ottenere, a quello che potrebbero pensare stampa e tifosi.Spesso non si riesce a gestire il presente e quindi si sfocia in stress da lavoro correlato, si esauriscono le energie.

Si rischia, insomma, che l'ombra del fallimento sovrasti ogni cosa". Il risultato rimane la condizione fondamentale per ogni allenatore, così come per ciascun club, ma non può essere tutto quello che conta: "I risultati incidono molto, ovviamente, ma dipende sempre come un allenatore vive il proprio ruolo", spiega Torroni, "le pressioni variano in base alla categoria, ma molto dipende da ogni singola persona.Alcuni allenatori ad esempio hanno difficoltà a comunicare le proprie intenzioni, così vanno in ansia e lo stress inficia la comunicazione.

Questo costruisce un sistema autocratico, una modalità dove un allenatore non chiede pareri e di conseguenza aumenta il proprio livello di stress.L'ansia da esonero e del risultato sono la conseguenza finale, ma prima bisogna capire il modo in cui si vive il ruolo.

La linea guida per analizzare queste situazioni è sempre la persona.Quindi anche nel caso degli allenatori bisogna indagare com'è la vita fuori dal campo, i suoi limiti caratteriali e umani, che inevitabilmente incidono". (di Simone Cesarei) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo Verdone ricorda Eleonora Giorgi al funerale: “Per me sarà sempre Nadia”

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(Adnkronos) – Carlo Verdone al funerale di Eleonora Giorgi oggi, mercoledì 5 marzo, la ricorda come l'iconico personaggio del suo film 'Borotalco' del 1982. "Per me sarà sempre Nadia" dice l'attore e regista romano. "È una giornata molto triste, ma Eleonora ci ha lasciato un esempio di grande dignità, di grande amore.Si è esposta di persona, donando alle persone che soffrono come lei non dico speranza però coraggio e forza".  E sulla malattia dell'attrice, Verdone aggiunge: "Quello che più mi ha colpito è stata la sua dignità.

Ha portato avanti questa malattia con grande dignità, con una signorilità e con una pacatezza quasi filosofica, che è anche molto rara". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piano riarmo Ue, Giorgetti frena: “Per difesa serve programma ragionato, no senza una logica”

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(Adnkronos) – La difesa e la sicurezza dell'Europa ''implica un programma, per quanto possibile, meditato e ragionato di investimenti in infrastrutture militari che abbiano un senso e non fatte in fretta e furia senza una logica''.Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in merito al piano per il riarmo dell'Ue, intervenendo al convegno del dipartimento economia della Lega. ''In questo momento bisogna mantenere il sangue freddo, ragionare, giustamente prendersi i nostri impegni'', sottolinea il ministro. ''La fase della costruzione della sicurezza è un problema serio e che richiede investimenti mirati e seri''.  Poi l''Ucraina. ''Credo che senza gli Stati Uniti diventa molto complicato immaginare una qualche forma di soluzione'' per Kiev, dice Giorgetti.

Il piano di Ursula von der Leyen va diviso tra la sicurezza dell'Europa e ''gli aiuti all'Ucraina, che sono dell'oggi, del domani, delle prossime settimane e mesi, che sono emergenziali, e come cercare in qualche modo di aiutare l'Ucraina se gli Usa non lo fanno più'', sottolinea il ministro. Quanto ai dazi osserva: ''Noi ci scandalizziamo dei dazi proposti da Trump, ma prima avevamo un mercato di concorrenza perfetta a livello globale?Avevamo una concorrenza leale a livello globale?

Avevamo tutti i produttori del mondo che partecipavano alle medesime condizioni a livello globale?". ''Avevamo per caso delle imprese che potevano permettersi di sfruttare i lavoratori, piuttosto che inquinare e quindi fare prezzi migliori e uccidere altre imprese nel mercato globale'', dice il ministro. ''Ecco, questo non possiamo dimenticarcelo.Forse questo risveglio, che noi abbiamo cercato invano di fare anche in tanti di questi anni, non sono battaglie nuove per la Lega, è un qualche cosa che fortificherà tutti quanti a chiedersi come ricostruire un sistema di commercio mondiale su basi e pilastri più trasparenti e corrette''. ''È chiaro che i dazi, in termini astratti, non sono un sistema diciamo produttivo, nell'economia globale di massima efficienza, di redistribuzione e quant'altro'', aggiunge Giorgetti.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Indagine: “Il 63% degli italiani ritiene che il calcio italiano è in crisi, serve un nuovo modello di gestione”

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(Adnkronos) –
Il 63% degli intervistati ritiene che il modello di gestione del calcio italiano sia in crisi, con una percezione più diffusa tra gli uomini (75%) e i tifosi (69%).E' quanto si evince dall'indagine condotta da 'Noto Sondaggi' su 'Gli italiani e il Calcio', un resoconto sul rapporto tra gli italiani e il mondo del calcio e la percezione del suo stato di salute, esplorando l'interesse per lo sport, il rapporto con il calcio, la percezione della salute del calcio, il ripensamento del modello di business e il sostegno pubblico al settore. 
La maggioranza assoluta degli intervistati (67%) è tifoso di una squadra di calcio in particolare, con percentuali che superano il 90% tra chi lo pratica come sport e sfiorano l’80% tra gli uomini. È interessante rilevare come perfino una parte, seppur minoritaria, di chi non pratica né segue il calcio dichiari di avere una squadra del cuore.

Chi ha seguito il calcio nell’ultimo anno lo ha fatto soprattutto in Tv (62% spesso, 28% qualche volta), mentre solo un appassionato su cinque si è recato allo stadio (34%, di cui 7% spesso).In entrambi i casi, la frequenza con cui si segue il calcio tende ad aumentare tra gli under 55, chi lo pratica come sport e chi è tifoso di una squadra.

Coerentemente con la scelta di seguire il calcio in Tv piuttosto che allo stadio, la modalità più frequente per seguire la squadra del cuore è l’abbonamento alla PayTv (40%, con punte del 60% tra chi pratica il calcio), mentre l’11% segue la squadra in trasferta, il 10% ha un abbonamento allo stadio e l’8% dichiara di far parte di una tifoseria. 
Una quota prevalente di intervistati (63% del totale) ritiene che il modello di gestione del calcio italiano sia crisi.Una percezione trasversale, ma più diffusa tra gli uomini (75%), i residenti nel Centro Italia (67%) e soprattutto tifosi e appassionati di calcio, ancor più se lo pratica (83%).

Il compenso eccessivo di calciatori ed allenatori rappresenta il principale problema del calcio italiano odierno (indicato dal 64% del campione), ma all’interno di uno scenario ben più complesso fatto di tante criticità, tra cui spiccano l’indebitamento troppo elevato delle società (43%) e la scarsa valorizzazione dei settori giovanili (39%).Il 69% ritiene, inoltre, che la gestione economica delle società calcistiche italiane non sia trasparente.

Crisi e problematiche spingono la maggioranza degli intervistati a giudicare il modello di gestione del calcio italiano per lo più equiparabile se non inferiore a quello di altri paesi europei (rispettivamente 38% e 32% del campione).Solo una parte minoritaria (appena il 12%) ritiene, inoltre, che il calcio italiano sia in una condizione finanziariamente più solida, mentre sull’effettiva capacità delle società sportive italiane di ripensare il proprio modello di business, adattandolo alle nuove regole Uefa, le opinioni sono discordanti. La visione degli intervistati sul nuovo modello di business a cui le società calcistiche dovrebbero ispirarsi è ricca di sfumature.

Coloro che ritengono che la solidità economica sia la cosa più importante per garantire la competitività sportiva di una squadra prevalgono, ma incalzati da chi ritiene non sia così (rispettivamente 43% e 32% del campione).La maggioranza assoluta ritiene che nel calcio chi ha più soldi abbia più probabilità di vincere (54%), ma non sono pochi coloro che, al contrario, ritengono che il talento vada formato e che, quindi, si dovrebbe investire nella formazione dei talenti anche se questo non garantisce sempre la vittoria (22%).

Indipendentemente dai principi ispiratori, il nuovo modello di business delle società calcistiche dovrebbe prioritariamente puntare ad affrontare le tante problematiche del settore,a partire da quelle di natura finanziaria: costo di ingaggi, cartellini e commissioni fuori controllo o con regolamentazione inadeguata (indicato dal 46% del campione), indebitamento eccessivo (38%), investimenti insufficienti dei club nei settori giovanili (31%). 
Tre intervistati su quattro (70% del totale, con scostamenti per lo più contenuti in relazione al profilo socio-demografico) sono contrari all’idea che il calcio professionistico in Italia sia finanziato e riceva sostegno pubblico, in quanto le società di calcio di primo livello debbano essere trattate allo stesso modo delle altre imprese.Solo il 18% si dichiara, viceversa, favorevole ad un’ipotesi di un intervento pubblico straordinario, sottolineando le ricadute positive che il calcio ha sulla collettività, mentre il restante 12% non esprime un’opinione in merito.  Le opinioni espresse sul ruolo dello Stato nella gestione finanziaria di impianti e strutture sportive sono più eterogenee.

La maggioranza, in particolare giovani e appassionati di calcio, ritiene che lo Stato debba assumersi almeno in parte questa responsabilità.Tuttavia, il consenso varia a seconda dell’ambito di intervento: il 55% degli intervistati ritiene che lo Stato debba farsi in parte o totalmente carico dell’ammodernamento e della manutenzione degli impianti, mentre la stessa percentuale sale 64% con riferimento alla sicurezza dentro e fuori gli stadi. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Confindustria Nautica, accolta all’unanimità domanda adesione gruppo Azimut Benetti

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(Adnkronos) – Il Consiglio di Presidenza dell’Associazione Nazionale di Settore, che si è riunito oggi, ha approvato all’unanimità l’ammissione a Socio del Gruppo Azimut | Benetti. "Sono stato eletto nel 2019 con il mandato di unificare sotto una forte rappresentanza associativa tutta la filiera del settore" ha sottolineato il presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi. "Sono orgoglioso, all’approssimarsi del termine del mio mandato, del raggiungimento completo di tale obiettivo con il ritorno in Associazione del Gruppo Azimut | Benetti.e sottolineo con soddisfazione l’adozione all’unanimità della delibera di ammissione da parte degli Organi statutari", ha aggiunto. "Crediamo fermamente che un'industria nautica più unita sia un'industria più forte, capace di affrontare le sfide globali con maggiore coesione e visione strategica.

Lavorare insieme significa non solo consolidare il ruolo dell'Italia come leader mondiale nella nautica, ma anche promuovere innovazione, sostenibilità e crescita per l’intera filiera.La scelta di aderire a Confindustria Nautica è espressione di questo impegno" ha commentato Marco Valle, Amministratore Delegato del Gruppo Azimut | Benetti.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Auto, Cimenti (Assogasliquidi): “Urgente integrare principio neutralità tecnologica”

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(Adnkronos) – "Dalla lettura dell’Industrial Action Plan della Commissione Ue per l’automotive emergono ancora di più la necessità e l’urgenza di un nuovo percorso verso la mobilità decarbonizzata che integri il principio della neutralità tecnologica".Ad affermarlo in una nota è Matteo Cimenti presidente di Assogasliquidi-Federchimica in rappresentanza delle filiere dei gas liquefatti (Gpl e Gnl). "Sono ormai a tutti evidenti – prosegue Cimenti – le difficoltà nel raggiungere gli obiettivi del 2035 e successivi.

In questo contesto, la Commissione si è impegnata ad accelerare la revisione del regolamento CO₂ per le auto, che partirà da un’analisi dei dati, di tutti gli sviluppi tecnologici rilevanti e dell’importanza di una transizione economicamente sostenibile e socialmente equa.Ci aspettiamo quindi che le Istituzioni comunitarie (a cominciare dal Parlamento europeo) rivedano il bando relativo ai motori a combustione interna e riconoscano tutte le tecnologie capaci di contribuire alla decarbonizzazione del trasporto, inclusi i biocarburanti.

I prodotti gassosi anche nella loro versione bio e rinnovabile si distinguono come soluzioni concrete e immediate per ridurre le emissioni di CO₂". Incomprensibile la chiusura sul fronte del trasporto pesante, dove il Gnl e il bioGnl rappresentano già oggi la soluzione più pronta e disponibile.Nel Piano non è prevista alcuna apertura per giungere alla revisione del Regolamento sulle emissioni di CO₂ dei veicoli pesanti: "La nostra richiesta e il nostro auspicio – conclude Cimenti – è che nella fase attuativa del Piano appena presentato, le Istituzioni europee lavorino anche su questo fronte nella direzione auspicata, l'unica in grado di coniugare sviluppo industriale competitivo, raggiungimento degli obiettivi ambientali e attenzione ai consumatori". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Logistica, Tribeca entra in Alis

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(Adnkronos) – "Siamo molto lieti di dare il benvenuto in Alis a Tribeca, importante società di consulenza in costante crescita che, con oltre trent’anni di esperienza imprenditoriale e di rappresentanza del tessuto economico-industriale, offre ad un ampio bacino di aziende con oltre 800 milioni di fatturato importanti collaborazioni in molteplici settori, opportunità commerciali, strategie di investimento e di marketing digitale.La visione innovativa di Tribeca, volta ad una vera e propria alleanza industriale e trasversale tra imprese, rientra pienamente nello spirito di Alis, che punta da sempre a coniugare le consolidate esperienze professionali ed imprenditoriali con le relazioni umane.

Inoltre, visto il suo forte impegno nel campo delle iniziative solidali, ho avuto il piacere di proporre nell’ultimo Consiglio la nomina di Gabriele Barucco come Vicepresidente della commissione 'Alis per il Sociale', convinto che il suo contributo sarà fondamentale".Il presidente di Alis Guido Grimaldi commenta così l’adesione ad Alis di Tribeca, che offre un ampio network relazionale e soluzioni commerciali, attraverso analisi approfondite, strategie di marketing e collaborazioni mirate.

Rappresenta un punto di riferimento e cura la rappresentanza di società attive nel settore immobiliare, della manifattura, di sanità e healthcare, di rigenerazione urbana e dei servizi immobiliari connessi.  L’azienda, orientata alla sostenibilità e all’innovazione, si pone come partner di fiducia per utenti e stakeholder, impegnandosi a generare opportunità attraverso un approccio relazionale che coniuga le esigenze dei clienti con opportunità commerciali concrete, garantendo relazioni di successo e la costruzione di un network solido e duraturo.Tribeca, realtà molto radicata nel mercato del Nord Italia ed in particolare in Lombardia, partecipa inoltre attivamente a diverse iniziative, tra cui gli eventi organizzati dal Circolo delle Imprese e da altre associazioni, promuovendo sinergie e consolidando relazioni di valore. "Siamo entusiasti dell’ingresso di Tribeca in Alis, associazione di riferimento a livello nazionale ed europeo per l’intero comparto della logistica, del trasporto e dei servizi alle imprese.

Questo passo – dichiara Gabriele Barucco di Tribeca – rappresenta per noi una sfida interessante e stimolante sia dal punto di vista associativo che culturale, nonché un tassello importante nel nostro percorso di crescita.Siamo convinti che la partecipazione attiva ad Alis ci consentirà di ampliare le possibilità di collaborazione e, al contempo, di rafforzare l’impegno che già dedichiamo per favorire lo sviluppo di relazioni solide e durature e per promuovere sinergie intersettoriali, valorizzando il capitale umano e imprenditoriale.

In quest’ottica, coinvolgeremo anche l’Associazione Circolo delle Imprese per creare ulteriori sinergie utili allo sviluppo di ALIS e alla soddisfazione degli interessi degli altri associati.Con grande soddisfazione iniziamo questo percorso, certi che la condivisione di obiettivi e competenze rappresentino elementi chiave per affrontare con successo le opportunità di mercato". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Di Gregorio: “Non è percepita come un’emergenza attuale”

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(Adnkronos) – Il rapporto tra comunicazione e sostenibilità che non decolla, perché la sostenibilità “non spaventa abbastanza” e dovrebbe essere resa in qualcosa di semplice, immediato e urgente.L’impegno diseguale sulla sostenibilità a livello globale, con l’Europa fortemente impegnata, assai più di Cina e India.

Questi sono alcuni dei temi affrontati durante la video intervista di sostenibileoggi.it con Luigi Di Gregorio, professore aggregato di Scienza Politica presso l’Università della Tuscia di Viterbo, che ha anche analizzato l’impatto del nuovo corso di Donald Trump alla Casa Bianca, partendo dalle aziende che tornano indietro sui programmi su diversità, equità, uguaglianza.  SostenibileOggi sta trattando molto il tema relativo al rapporto tra la comunicazione e la sostenibilità.Secondo Lei perché questo rapporto non decolla? "Da comunicatore la prima ragione che mi viene in mente è che questa comunicazione non spaventa abbastanza.

La paura è l’emozione che più facilmente mobilita all’azione e quindi ci convince a fare qualcosa.Sulla comunicazione della sostenibilità il problema è che non è percepita come un’emergenza attuale, nella nostra epoca di “presentismo”.

Un altro problema sta nella cosiddetta euristica della disponibilità, ovvero la tendenza a generalizzare l’esperienza personale.Quindi se a casa mia nevica non ho l’impressione che ci sia il cambiamento climatico globale". Con la nuova elezione di Trump, le grandi aziende private stanno facendo una retromarcia sulla sostenibilità.

Le aziende pubbliche come possono passare il messaggio che la sostenibilità è un’esigenza reale e concreta? "Il bilancio di sostenibilità è ottimo per questo, però non è rivolto a tutti, non arriva alle masse.In termini di comunicazione di massa io lavorerei su un messaggio emotivo.

Trasformare una cosa complessa in una cosa semplice, immediata, urgente, attraverso ad esempio metafore, attraverso un linguaggio che si possa far comprendere e che scateni una reazione, quindi utilizzare emozioni forti, come la paura, appunto.Non è facile applicarlo, questo è solo il lato teorico.

E poi conta il contesto: se lo facciamo noi, ma non lo fanno altri Paesi che sono più “trainanti di noi”, il nostro sforzo vale meno e questo non aiuta". L'intervista completa su sostenibileoggi.it
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riforma giustizia, Meloni vede Anm: confronto lungo due ore a Palazzo Chigi

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(Adnkronos) – Si è conclusa, dopo oltre due ore, la riunione tra il governo e i rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati a Palazzo Chigi.Durante l'incontro è stato affrontato il tema della riforma della separazione delle carriere. Durante l'incontro di oggi pomeriggio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni "ha ringraziato l'Anm per le osservazioni e gli spunti emersi nel dibattito" e ha annunciato "la disponibilità di aprire un tavolo di confronto sulle leggi ordinarie di attuazione della riforma e sul documento in otto punti presentato dall'Anm, che riguarda l'amministrazione della giustizia", rende noto Palazzo Chigi, che definisce il faccia a faccia "franco e proficuo".  Il governo ha quindi ribadito all'Anm "la volontà di proseguire con determinazione e velocità nel percorso di attuazione della riforma costituzionale, auspicando la sua approvazione in tempi rapidi". La premier Meloni durante l'incontro avrebbe intanto smentito le indiscrezioni stampa secondo le quali il governo sarebbe pronto a togliere il controllo della polizia giudiziaria ai pm.

Un'assicurazione arrivata anche dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha partecipato alla riunione, riferiscono alcune fonti presenti all'incontro.  "Nessuna offerta è stata effettuata, ma era evidente perché il governo sa benissimo che non potevamo corrispondere nulla in cambio.Siamo venuti con la nostra coscienza e onestà intellettuale a presentare le nostre idee.

Non è stata una trattativa, non volevamo che lo fosse perché non abbiamo da offrire nulla se non la lealtà e i principi in cui crediamo", ha poi commentato il presidente dell'Anm Cesare Parodi dopo l'incontro. "E' stato un incontro non breve, c'è stato un lungo scambio di opinioni che non ha portato a sostanziali modifiche delle nostre posizioni e tantomeno di quelle del governo.Io credo non sia stato inutile perché abbiamo avuto modo di spiegare nel dettaglio le ragioni che ci portano a non condividere questa riforma e abbiamo preso atto con molta chiarezza della volontà del governo di andare avanti senza alcun tentennamento e alcuna modifica sul punto", ha poi sottolineato, aggiungendo: "Questo è un elemento per noi di chiarezza". Sulla smentita del governo rispetto alla polizia giudiziaria, Parodi spiega: "Questo è l'unico dato assolutamente positivo, ci è stata una precisa e netta smentita della notizia.

Sia Meloni che Nordio hanno detto che non hanno nessuna intenzione di dare corso a questa illazione giornalistica".  "Non mi aspettavo di più e non lo considero un fallimento – continua Parodi parlando dell'incontro -.Lo considero un momento di chiarezza per la prosecuzione della nostra attività e la nostra volontà di arrivare alla gente". E ancora: "Ci tenevo a fare un discorso importante: chiedere un maggiore rispetto per i magistrati spesso accusati di produrre provvedimenti non giurisdizionali ma ideologici". "Io ho chiesto con forza che questo atteggiamento possa essere modificato perché ferisce i magistrati, che sono i primi a rifiutare questa logica", ha continuato Parodi spiegando che il governo ha risposto che "la politica sente di essere attaccata in qualche misura.

Io ho risposto che i magistrati possono sbagliare, accettiamo le critiche ma siamo profondamente feriti e avviliti quando queste critiche non hanno per oggetto i nostri provvedimenti ma la nostra posizione ideologica che avrebbe, secondo la politica, condizionato le nostre scelte".  "Unica speranza da questo incontro – ha detto quindi Parodi – è che ci possa essere almeno uno spiraglio sotto questo profilo, recuperare un reciproco rispetto che gioverebbe al Paese". L'Anm proseguirà quindi la mobilitazione "cercando la gente, i corpi intermedi, interlocutori, cercando di far capire; tanti pensano che siamo qui per difendere interessi corporativi, la casta e i privilegi se non battiamo queste convinzioni la partita è persa".  "Ci saranno manifestazioni di varia natura, dibattiti, interventi sui social, in tv, sui giornali, opuscoli incontri con la gente ossia quello che si può fare in una democrazia per far valere le proprie idee", ha continuato. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

ForumTech 2025, fotovoltaico e competenze chiavi della transizione

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(Adnkronos) – Il ForumTech 2025, evento di riferimento per l’innovazione nel settore fotovoltaico organizzato da Italia Solare nel giorno di apertura di Key, ha messo in evidenza i trend di crescita dell’industria solare e le sfide legate alle competenze professionali necessarie per supportare questa transizione.  Nel suo intervento, Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare, ha delineato l’evoluzione del mercato fotovoltaico globale, sottolineando che la potenza cumulata installata nel mondo ha raggiunto i 2,2 TW, con un incremento straordinario negli ultimi quattro anni (72% sul totale).  Nel 2024, sono stati connessi 593 GW di nuova capacità fotovoltaica, con la Cina che ha mantenuto la leadership globale (267 GW), seguita da Europa (65,5 GW) e Usa (46 GW).Parallelamente i prezzi dei moduli negli ultimi 5 anni, hanno dapprima visto un incremento del 52% a causa dei problemi legati alla disponibilità di materie prime e della logistica (Canale di Suez) per poi calare del 71% dalla fine del 2022 a fine 2024.

A livello europeo le previsioni di crescita del mercato fotovoltaico si attestano a 70 GW per il 2025, per arrivare a 81 nel 2028, secondo le stime di Solar Power Europe.  In Italia, la crescita del fotovoltaico continua con 37 GW di capacità installata, di cui quasi 7 GW solo nel 2024, segnando un incremento del 30% rispetto all’anno precedente.Per il 2025, le previsioni indicano nuove installazioni comprese tra 6 e 8 GW, con una forte spinta da parte del segmento commerciale e industriale (C&I) e degli impianti utility-scale.

Il mercato residenziale, invece, è tornato ai livelli pre-Superbonus, mentre cresce l’adozione di sistemi di accumulo, fondamentali per la stabilizzazione della rete.  Il presidente di Italia Solare ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare la filiera produttiva europea per ridurre la dipendenza dall’Asia, attraverso politiche industriali mirate e un maggiore sviluppo della capacità produttiva locale per moduli, inverter e sistemi di accumulo.  Accanto alle tematiche tecnologiche, Joele Gallesi, Managing Director di Hunters Group, ha affrontato il tema del fabbisogno di competenze nel settore.L’analisi delle ricerche di personale nel fotovoltaico mostra una domanda crescente di figure con esperienza nelle rinnovabili, in particolare progettisti, project manager e responsabili O&M/asset management.

Il settore si sta evolvendo con un’attenzione sempre maggiore alla centralità delle persone in azienda, alla gestione intergenerazionale e all’adozione di strumenti di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione dei processi di selezione e gestione del personale.Durante il ForumTech è emerso come la transizione energetica passa non solo attraverso l’innovazione tecnologica, ma anche attraverso lo sviluppo di competenze adeguate per sostenere la crescita del settore fotovoltaico. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I Tre Moschettieri – Opera pop arriva a Roma: cast, date e biglietti

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(Adnkronos) – Arriva a Roma, dal 5 al 16 marzo al Teatro Brancaccio, 'I Tre Moschettieri – Opera Pop', la nuova versione musicale italiana del più celebre romanzo di Alexandre Dumas prodotta da Stefano Francioni e dal Teatro Stabile d’Abruzzo, (di cui è direttore artistico Giorgio Pasotti).  Un’occasione unica per vivere, in un live sorprendente, una storia senza tempo dove i tre protagonisti portano in scena tutta la potenza del loro legame. “Tutti per uno, uno per tutti!”, il motto simbolo di un’amicizia incorruttibile, si rinnova in questo spettacolo in cui musica, prosa e danza si intrecciano in un racconto coinvolgente ed emozionante con Gio’ Di Tonno, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone nei ruoli di Athos, Porthos e Aramis e il tocco innovativo ed elegante di Giuliano Peparini al quale sono affidate la Direzione Artistica e la Regia.  Le Coreografie sono curate da Veronica Peparini e Andreas Müller, la preparazione dei duelli è del Maestro d’Armi Renzo Musumeci Greco, i Testi sono scritti da Alessandro Di Zio e le Musiche composte da Gio’ Di Tonno, gli arrangiamenti sono di Giò Di Tonno e Giancarlo Di Maria che ha curato anche le orchestrazioni. Giuliano Peparini racconta il suo intento artistico: “Se devo affrontare un argomento storico o mettere in scena la vita di personaggi la cui azione si svolge in un'epoca passata, penso sempre a come farla risuonare nella nostra epoca e a come potrebbe raggiungere il pubblico di oggi. È il caso di Alexandre Dumas, autore e romanziere la cui forza supera il passare del tempo.L'amicizia, le differenze tra classi sociali, l'onore, la vendetta, i segreti e la seduzione sono al centro del romanzo “I Tre Moschettieri” e sono temi ancora attuali nel XXI secolo.

Ciò che personalmente mi colpisce dei personaggi di Dumas è il loro modo di crescere ed evolvere continuamente di fronte agli eventi che affrontano.In particolare, un giovane come D'Artagnan che cerca di trovare la sua identità e un posto nel mondo, è di grande attualità per i nostri giovani, una generazione che mette fortemente in discussione i suoi riferimenti e modelli.” Giò Di Tonno racconta così il progetto che lo vede coinvolto su diversi fronti: “Considero I Tre Moschettieri l’inizio di una nuova vita artistica che mi vedrà sempre più impegnato come compositore.

Ho messo tutto me stesso in questo progetto che finalmente vede la luce.Sono felice di portare in scena la storia di amicizia più celebre della letteratura, e di farlo proprio con alcuni amici veri, a cominciare da Vittorio Matteucci e Graziano Galatone con cui ho già condiviso tante avventure, Alessandro Di Zio, autore dei testi, a Renzo Musumeci Greco maestro d’armi e di vita, per finire con un nuovo amico, Giuliano Peparini, col quale sono onorato di lavorare.

E ora “In guardia!” I Tre Moschettieri sta per cominciare…e vi sorprenderà!” Il trionfo dell’amicizia, ma anche il trionfo del potere e dell’ambizione in questa storia senza tempo dove “buoni” e “cattivi” combattono una lotta quasi archetipica mettendo al centro valori quali onore, fedeltà, onestà, troppo spesso messi in crisi dal mito dell’uomo contemporaneo e che i tre moschettieri portano fieri sulla punta delle loro spade.

Accanto all’amicizia trova spazio anche l’amore, motore di ogni azione che qui si sublima nell’incontro tra D’Artagnan e Costanza, un amore che verrà spezzato dalla sete di vendetta dell'altra protagonista femminile, la perfida Milady.Il finale, come tutti i finali, riporterà l’equilibrio, ma lo spettatore andrà via con l’amaro in bocca.

Chissà, forse perchè i “buoni” sono a un tratto diventati “cattivi”?Oppure perché è proprio la morte l’unico mistero che neanche l’uomo contemporaneo è riuscito a svelare.

L’unico mistero che ci rende microscopici e vulnerabili —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torna a Lecce ‘Innamòrati di te’, progetto itinerante di Codere Italia contro la violenza su donne

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(Adnkronos) – La prima tappa dell’anno con “Innamòrati di Te”, il progetto itinerante ideato e organizzato da Codere Italia, multinazionale di riferimento nel settore del gioco legale, è a Lecce.Un nuovo incontro, si legge in una nota, per parlare di contrasto alla violenza di genere in compagnia di esponenti dell’amministrazione locale, forze dell’ordine, esperti del settore e associazioni che operano sul territorio.

La diciassettesima edizione, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali, è ospitata nella Sala Open Space di Palazzo Carafa in piazza Sant’Oronzo, con il patrocinio del Comune di Lecce, della Consigliera di Parità della Provincia di Lecce, degli Stati Generali delle Donne e dell’Associazione Donne Insieme-Centro Antiviolenza Renata Fonte. Un coinvolgimento istituzionale importante anche per comunicare che la città entrerà nella rete nazionale “Città delle Donne”.Un titolo che testimonia l’impegno dell’amministrazione locale ad agire in modo concreto per eliminare ogni forma di discriminazione e costruire politiche efficaci per il contrasto alle violenze.

Una rete nata nel 2019 dal progetto degli Stati Generali delle Donne, con l'idea di unire grandi città e piccoli paesi per creare un’identità sociale comune.Il fenomeno della violenza di genere è ancora di grande attualità.

Gli ultimi dati disponibili del ministero dell’Interno evidenziano che nel 2024 si sono registrati 113 omicidi con vittime di sesso femminile.Dal 1° al 31 gennaio 2025 se ne sono contati già 3.

Il confronto con lo stesso periodo del 2024, in cui se ne sono registrati 9, mostra però un decremento.  “Lo strumento più efficace da esercitare nei confronti della violenza di genere è sicuramente la prevenzione, declinata nelle sue forme della formazione, dell’informazione e della sensibilizzazione – dice Rosalba Cotardo, Primo Dirigente Polizia di Stato-Dirigente della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale – Una prevenzione che va esercitata 'in rete', attraverso un approccio multidisciplinare e multi-attoriale (forze dell’ordine, centri antiviolenza, centri di ascolto per uomini maltrattanti, scuola).Proprio in questo ambito si colloca il ruolo del Questore tramite l’esercizio dei poteri connessi all’emanazione di misure di prevenzione come l’ammonimento, uno strumento normativo che consiste nell’intimazione all’autore delle condotte di atti persecutori o di condotte sintomatiche di violenza domestica, ad astenersi dal commettere ulteriori atti di molestia, minaccia, violenza o intrusione nella vita altrui.

Inoltre, il destinatario del provvedimento viene invitato a recarsi presso centri specializzati presenti sul territorio per partecipare a un percorso sulla consapevolezza del disvalore sociale e penale delle sue condotte”.  Un ruolo di primo piano nel contrasto alla violenza di genere lo gioca anche l’Arma dei Carabinieri. “Tra le molte iniziative promosse – sottolinea Gianluigi Carriero, comandante della Compagnia Carabinieri di Lecce – desidero menzionare che l’Arma ha ormai da anni istituito, presso il Reparto Analisi Criminologiche (Rac) del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Racis), una Sezione denominata ‘Atti persecutori’ che svolge le proprie attività in sinergia con la Sezione 'Psicologia Investigativa', che si occupa di fornire supporto alle indagini di polizia giudiziaria mediante la realizzazione di profili criminologici, suggerimenti investigativi e analisi dei fatti delittuosi, e la Sezione 'Analisi', che si occupa di ricercare elementi di connessione tra fatti delittuosi, riconducibili alla stessa tipologia di reato o a fattispecie comunque correlate (es.omicidio e violenza sessuale), utilizzando specifiche professionalità e tecnologie informatiche. – continua – La Sezione Atti Persecutori provvede a sviluppare studi e ricerche di settore rivolti all’approfondimento del fenomeno e all’aggiornamento delle strategie di prevenzione e contrasto agli atti persecutori, riconducibili a condotte di stalking, anche attraverso collaborazioni con la comunità scientifica ed avvalendosi di uno specifico archivio per l’analisi statistica dei dati.

Inoltre, una parte dell’attività è rivolta alla formazione e all’addestramento, sulla specifica tematica, del personale dell’Arma dei Carabinieri”. È bene ricordare che all’indomani del tragico omicidio di Giulia Cecchettin è stato adottato anche il cosiddetto Secondo Codice Rosso (legge n. 168/2023) al fine di potenziare il sistema di protezione. “In tale quadro, la forte azione di repressione attuata dalle Forze dell’Ordine, coordinate da una magistratura particolarmente attenta al tema, è sicuramente imprescindibile, ma non sufficiente – spiega Guendalina Federico, Vice Capo di Gabinetto della Prefettura di Lecce – .Conseguentemente, si è affermata la necessità di potenziare gli strumenti di prevenzione del fenomeno, di stretta competenza della Prefettura e delle Forze di Polizia, nell’ottica di anticipare la soglia di tutela delle vittime.

Si è così assistito ad un aumento esponenziale delle denunce concernenti i reati rientranti nel Codice Rosso, soprattutto maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, esitate, per ciò che concerne le competenze dell’istituzione prefettizia, in 580 dispositivi di vigilanza generica radiocollegata, attualmente attivi nella provincia di Lecce.La Prefettura, nella prospettiva di favorire la massima inclusione sociale, assicura a tutti gli attori della Rete territoriale antiviolenza la massima disponibilità a promuovere e veicolare iniziative di prevenzione e di contrasto ad ogni forma di violenza e di promozione del principio costituzionale di uguaglianza anche nei rapporti tra donne e uomini”.  Progressi significativi sono stati compiuti a livello legislativo e sociale per giungere alla parità di genere, ma sono ancora molti gli ostacoli da superare per ridurre il numero delle donne a rischio povertà, esclusione sociale, violenza, disparità salariale e leadership. “Bisogna puntare su azioni di cooperazione che favoriscano la riduzione delle simmetrie di genere e permettano la valorizzazione di tutte le diversità legate all’età, cultura, abilità e che sono in linea con il Goal 5 dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, – chiarisce Fiammetta Perrone, Past Presidente Nazionale Fidapa Bpw Italy. – L’inclusione finanziaria è uno degli strumenti principali per ridurre la diseguaglianza di genere in particolare nel sistema economico e sociale. È chiaro come la parità di genere passi anche attraverso l’indipendenza economica, e come per questa sia essenziale una maggiore e più qualificata partecipazione delle donne al sistema economico.

Come Fidapa Bpw Italy abbiamo avviato da tre anni il Progetto 'Conta sul futuro', un’alleanza educativa tra Fidapa Bpw Italy e Junior Achieverent Italia (JaItalia) rivolto ai ragazzi/ragazze dagli 11 anni ai 14 anni: un laboratorio di apprendimento e di orientamento verso le materie stem attraverso un dialogo intergenerazionale tra socie leader nei campi scientifici e finanziari, gli alunni/alunne, i docenti e il team di formazione”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eleonora Giorgi, Andrea Rizzoli: “Mamma mi ha insegnato cosa vuol dire essere forti”

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(Adnkronos) – "Mamma in un anno mi ha insegnato cosa vuol dire essere forti.E non solo a me, credo lo abbia insegnato a tutti".

Queste le parole Andrea Rizzoli, figlio di Eleonora Giorgi, entrando nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo per assistere al
funerale

della mamma scomparsa lunedì all’età di 71 anni.  "Mamma – ha aggiunto Andrea, figlio del primo matrimonio dell’attrice con Angelo Rizzoli – pensava che la memoria e i ricordi passassero attraverso gli oggetti.Io non penso che il ricordo passi dagli oggetti, ma conserverò sicuramente qualcosa di lei.

Un foulard, una spilla.Piccole cose di grande valore affettivo, perché le cose, secondo me, passano ma i sentimenti restano". Il feretro ha fatto il suo ingresso in Piazza del Popolo tra applausi commossi ed è poi entrato in chiesa preceduto da decine di corone di fiori, sulle note di ‘Wish you were here’ dei Pink Floyd, come disposto dalla stessa Giorgi. Al termine del funerale, Andrea Rizzoli ha ricordato: "Per me e Paolo sapere che lei aveva un cancro è stato abbastanza scioccante”, ma “la sua speranza è stata da subito non quella di guarire ma quella di aiutare gli altri”. “Ad Eleonora Giorgi non serviva visibilità.

Quando siamo andati a fare la prima Pet, davanti a noi c’era un bambino di sei anni e ci siamo chiesti se avesse lo stesso male.Non lo sapevamo, ma lei da quel momento ha deciso di raccontarlo, facendo vedere che era possibile vivere gli ultimi anni della sua vita con il sorriso”, ha aggiunto.  “A me e a Paolo è stato detto che siamo forti – ha proseguito Andrea – No, io e Paolo siamo stati trascinati da Eleonora e dalla sua forza, dalla sua determinazione di voler lasciare il segno.

E quando vedo gli occhi di voi che ci guardate capisco che lei ce l’ha fatta e questo segno l’ha lasciato”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un muro anti migranti tra Turchia e Grecia, l’annuncio delle autorità di Ankara

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(Adnkronos) – Un muro anti migranti tra Turchia e Grecia.A volerlo sono le autorità turche.

Il governatore della provincia di Edirne, nella Turchia nordoccidentale, al confine con Grecia e Bulgaria, ha annunciato il piano turco che prevede, in un primo tempo, la realizzazione di 8,5 chilometri di barriera sul confine occidentale turco. "La barriera impedirà ai migranti di raggiungere i Paesi dell'Unione Europea", scrive il giornale turco Sabah, che dà notizia delle dichiarazioni arrivate dal governatore Yunus Sezer.  "Per la prima volta quest'anno adotteremo misure di sicurezza fisica lungo il nostro confine occidentale", ha detto Sezer ai giornalisti.E non ha escluso la realizzazione di altri tratti di muro lungo la frontiera di circa 200 chilometri, quasi del tutto 'segnata' dal corso del fiume Meric (Evros, per i greci). "Inizieremo dal confine con la Grecia e da lì, se Dio vorrà, continueremo in futuro a seconda della situazione", ha affermato, rivendicando l'impegno di Ankara nel contrasto all'immigrazione irregolare.

Secondo i dati del ministero degli Interni turco, dal 2020 nel Paese sono stati fermati più di un milione di migranti irregolari, per lo più afghani e siriani.In passato la Turchia ha annunciato la costruzione di muri ai confini con Iran e Siria. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)