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Il lavoro nero costa allo Stato 20miliardi di euro l’anno: i dati

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I dati dello studio condotto Fondazione studi dei consulenti del lavoro, sul lavoro “in nero” in Italia

Uno studio condotto dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro, basato sulla rielaborazione dei dati del primo anno di attività dell’Ispettorato nazionale del lavoro, ha analizzato la situazione del lavoro “in nero” in Italia.

Secondo lo studio condotto, i lavoratori in ‘nero’ sul totale delle aziende attive nel 2017 sono un milione 538 mila. Un valore tendenzialmente in diminuzione negli ultimi due anni (2016 e 2015) di circa 200.000 unità. E gli occupati del tutto sconosciuti a livello previdenziale e fiscale (su tre aziende controllate ce n’è in media uno) generano un mancato gettito allo Stato stimato in 20 miliardi e 60 milioni di euro.

L’anno scorso, in Italia, sono state 160.347 le aziende verificate che presentavano irregolarità riguardanti almeno un occupato sono state 103.498, il 64,5%” del totale. Nel 2017 l’Ispettorato ha raggiunto alcuni obiettivi, applicando le nuove, più pesanti sanzioni in materia di caporalato nel settore agricolo: si registrano il deferimento di 94 persone all’Autorità Giudiziaria, delle quali 31 in stato di arresto, e l’individuazione di 387 lavoratori vittime di sfruttamento.

FantaViviCentro, ecco i consigli per la 2° giornata di Serie A

Continua la lotta a distanza tra Napoli e Juventus, l’Inter prova a rialzarsi

Ultima partita di agosto per la Serie A. La Juventus ospita la Lazio che lo scorso anno riuscì ad interrompere l’imbattibilità casalinga dei bianconeri grazie ad una doppietta di Immobile; il Napoli affronterà il Milan allo stadio San Paolo dove Ancelotti incontrerà di nuovo il suo passato. Domenica ci sarà ancora un derby emiliano come quello tra Spal Parma, a Cagliari il Sassuolo cerca conferme dopo la vittoria all’esordio contro l’Inter mentre i padroni di casa cercano riscatto. Frosinone Bologna hanno bisogno di rialzarsi dopo le rispettive debacle; il Genoa, dopo il rinvio della prima giornata, è all’esordio in campionato mentre l’Empoli vuole dare seguito alla vittoria dell’esordio. Gara già delicata per InterTorino per non perdere terreno dalle rivali. L’Udinese è all’esordio casalingo mentre la Sampdoria è alla prima in campionato: nessuna delle due vuole sfigurare. Lunedì chiuderanno la seconda giornata di campionato Roma Atalanta per dare continuità alle rispettive vittorie.

Ecco i consigli della redazione di ViviCentro.it:

JUVENTUS-LAZIO
CHI SCHIERARE: D. Costa, C. Ronaldo – Luis Alberto, Immobile
CHI EVITARE: Cancelo, Khedira – Wallace, Lulic
POSSIBILI SORPRESE: Alex Sandro, Pjanic – Strakosha, Parolo

NAPOLI-MILAN
CHI SCHIERARE: Milik, Insigne – Suso, Higuain
CHI EVITARE: Albiol, Zielinski – Calabria, Musacchio
POSSIBILI SORPRESE: Allan, Hamsik – Kessiè, Bonaventura

SPAL-PARMA
CHI SCHIERARE: Lazzari, Antenucci – Grassi, Inglese
CHI EVITARE: Cionek, Missiroli – Iacoponi, Gagliolo
POSSIBILI SORPRESE: Vicari, Schiattarella – Dimarco, Biabiany

CAGLIARI-SASSUOLO
CHI SCHIERARE: Castro, Pavoletti – Boateng, Di Francesco
CHI EVITARE: Faragò, Pisacane – Magnanelli, Duncan
POSSIBILI SORPRESE: Lykogiannis, Barella – Magnani, Bourabia

FIORENTINA-CHIEVO
CHI SCHIERARE: Chiesa, Simeone – Giaccherini, Stepinski
CHI EVITARE: Milenkovic, Dabo – Tomovic, Hetemaj
POSSIBILI SORPRESE: Gerson, Eysseric – Cacciatore, Radovanovic

FROSINONE-BOLOGNA
CHI SCHIERARE: Molinaro, Perica – Dzemaili, Falcinelli
CHI EVITARE: Salamon, Maiello – Gonzalez, Helander
POSSIBILI SORPRESE: Hallfredsson, Ciano – Dijks, Santander

GENOA-EMPOLI
CHI SCHIERARE: Romulo, Pandev – Krunic, Caputo
CHI EVITARE: Hiljemark, Bessa – Rasmussen, Capezzi
POSSIBILI SORPRESE: Criscito, Piatek – Zajc, La Gumina

INTER-TORINO
CHI SCHIERARE: Perisic, Icardi – Iago Falque, Belotti
CHI EVITARE: Vrsaljko, Vecino – Izzo, Rincon
POSSIBILI SORPRESE: L. Martinez, Nainggolan – Soriano, Ansaldi

UDINESE-SAMPDORIA
CHI SCHIERARE: De Paul, Lasagna – Ramirez, Quagliarella
CHI EVITARE: Troost Ekong, Mandragora – Sala, Barreto
POSSIBILI SORPRESE: Fofana, Machis – Colley, Andersen

ROMA-ATALANTA
CHI SCHIERARE: Kolarov, Dzeko – Pasalic, Gomez
CHI EVITARE: Strootman, Pastore – Gollini, Gosens
POSSIBILI SORPRESE: Florenzi, Under – Toloi, Freuler

a cura di Michele Avitabile

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Pompei, importunava clienti dei locali e aggredisce carabinieri: arrestato extracomunitario

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Importunava clienti dei locali a Pompei, aggredisce carabinieri: arrestato 26enne marocchino

Disturbava i clienti dei locali in centro a Pompei, poi scaglia una bottiglia di vetro contro i Carabinieri, tratto in arresto un extracomunitario.

Il giovane, un 26enne marocchino, girava per la piazza centrale di Pompei inveendo contro i clienti dei locali presenti nei pressi del Santuario. Segnalata la presenza dell’extracomunitario al 112, sul posto sono giunti i Carabinieri dell’aliquota Radiomobile della Compagnia di Torre Annunziata.

Alla loro vista il 26enne, ha lanciato la bottiglia di vetro che ancora teneva in mano e poi ha iniziato a scappare. Inseguito e fermato, si è opposto ai militari dell’Arma colpendoli con calci e pugni.

Arrestato per lesioni personali oltre che resistenza e violenza a pubblico ufficiale, è ora in attesa del giudizio direttissimo

Juve Stabia, asse di mercato con l’Ascoli: tre operazioni in dirittura d’arrivo

Juve Stabia: tre operazioni con l’Ascoli in fase di chiusura

Non solo grandi colpi in entrata; la Juve Stabia è impegnata anche nel mercato in uscita. Priorità della società gialloblù è sfoltire la quota di calciatori over: dopo gli addii di Sandomenico e Matute, il prossimo a lasciare le Vespe dovrebbe essere Alessandro Bacci.

Il portiere toscano a breve dovrebbe diventare un nuovo calciatore dell’Ascoli. Sarà però necessaria la rescissione del contratto che lega Bacci alla Juve Stabia; il mercato in Serie B si è infatti chiuso, dunque la squadra marchigiana potrà tesserare Bacci solo a seguito della rescissione contrattuale con le Vespe, quando Bacci risulterà svincolato. Ad Ascoli Bacci partirà da terzo portiere con l’obiettivo di sovvertire le gerarchie.

Si tratta di uno scambio di portieri, infatti nella stessa operazione finirà alla Juve Stabia il giovane estremo difensore classe 1997, quindi under, Vincenzo Venditti, il quale diventerà il vice Branduani in casa gialloblè.

Non è tutto. Nell’affare Bacci – Venditti rientrerà anche Fabio Castellano, centrocampista sempre dell’Ascoli. Il classe 1998 già nelle scorse settimane era stato vicino alla Juve Stabia, ma aveva messo in stand by il trasferimento sperando in una chiamata dalla Serie B. Inutile anche il cambio di procuratore: nemmeno con il nuovo agente, Castellano è riuscito a rimanere in cadetteria; dunque il centrocampista mancino, anche lui under, sarà inserito nell’asse di mercato tra Juve Stabia ed Ascoli.

Quindi due under dell’Ascoli, Venditti e Castellano alla Juve Stabia, ed un over delle Vespe, Bacci, che fa il percorso inverso. A breve si attendono sviluppi.

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Ad Antonello Venditti la XXIV Edizione del Premio Faraglioni

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Sarà consegnato ad Antonello Venditti il Premio Faraglioni edizione XXIV

La giuria ha insignito con l’ambito riconoscimento il famoso cantautore con la seguente motivazione:

Antonello Venditti, tra i più conosciuti e amati cantautori Italiani, in oltre 40 anni di carriera, ha attraversato la vita di tante generazioni con le sue coinvolgenti melodie ed indimenticabili parole che hanno raccontato l’amore, l’amicizia e temi di impegno sociale; un’autentica icona della Musica Italiana, molto apprezzata anche dalle nuove generazioni grazie al suo innato talento, al suo stile musicale inconfondibile e alla sua genialità artistica sempre pronta a ricercare cose nuove”.

L’evento di gala sarà condotto da Paola Saluzzi noto volto televisivo che ha legato il suo nome al Premio Faraglioni sin dalla sua nascita. Saluzzi alla vigilia dell’evento ha voluto sottolinearne l’importanza dichiarando: “Il Premio Faraglioni si arricchisce di una nuova perla: la grande storia musicale di Antonello Venditti. Sarà una serata straordinaria, “nata sotto il segno dei Pesci”. E sarà anche dedicata al ricordo del caro e grande “amico di tutti” e amico del Premio, Fabrizio Frizzi. Lui era e resterà per sempre come i Faraglioni di Capri, unico al mondo ed inimitabile”.

Nelle precedenti ventitré edizioni del Premio Faraglioni, ideato ed organizzato dalla Pro Loco Arte dei F.lli Damino che si avvale del Patrocinio Morale della Città di Capri, sono stati insigniti del prezioso riconoscimento nomi importanti del panorama artistico internazionale quali:

Giuseppe Di Stefano, Alberto Sordi, Peppino di Capri, Gigi Proietti, Ernesto Calindri,  Carla Fracci,  Claudia Cardinale,  Dino De Laurentiis,  Pippo Baudo,  Renzo Arbore,  Lucio Dalla,  Bruno Vespa,  Carlo Verdone,  Al Bano,  Paolo Villaggio,  Andrea Bocelli,  Lino Banfi, Gino Paoli,  Ornella Vanoni,  Giancarlo Giannini,  Riccardo Cocciante,  Roberto Vecchioni,  Michele Placido.

UFFICIALE: Juve Stabia, ingaggiato il danese Troest!

Castellammare di Stabia– Bel colpo di mercato per la Juve Stabia. Le vespe puntellano la difesa con l’arrivo del danese, ex Novara, Magnus Troest. Dopo una lunga trattativa, con il Vicenza pronto a soffiare alle vespe il difensore scandinavo, Troest ha finalmente deciso di accettare l’offerta dei gialloblu e andrà a rinforzare un reparto che può già contare su Vitiello, Marzorati, Bachini e Allievi. Il difensore danese, nato il 5 giugno 1987 a Copenaghen, fa del fisico la sua arma migliore grazie ai 190 cm di altezza. Ha militato con le maglie di Parma, Genoa, Atalanta, Varese, Lanciano e Novara in Italia, del Recreativo Huelva in Spagna e Midtjylland, uno dei club più gloriosi del suo paese d’origine. Prima di apporre la apporre la propria firma sul contratto che lo legherà alle vespe, Troest ha superato brillantemente le visite mediche sostenute al centro Medico MEDI e al centro FISIOREHAB.

Confermata la nostra indiscrezione di tre giorni fa (https://vivicentro.it/sport/juvestabia/news-juvestabia/esclusiva-juve-stabia-troest-atteso-serata-le-ultime/)

Questo il comunicato ufficiale delle vespe:

S.S. Juve Stabia rende noto che è stato perfezionato l’accordo per l’acquisizione delle prestazioni sportive del difensore danese, classe ’87, Magnus Troest.

Il calciatore, svincolato dopo l’esperienza in Serie B con il Novara, ha firmato un contratto biennale.

Magnus Troest ha vestito le maglie del Midtjylland, nella Serie A danese, poi del Parma, del Ricreativo Huelva, e poi è ritornato in Italia acquistato dall’Atalanta dove è rimasto per due anni. In B ha giocato nel Varese, Virtus Lanciano e Novara, collezionando nella sua carriera 400 presenze e mettendo a segno 23 reti.

Ha esordito in tutte le selezioni giovanili della nazionale danese fino all’Under 21.

Il giocatore si aggregherà al gruppo martedì alla ripresa degli allenamenti, e si metterà subito a disposizione di mister Caserta e del suo staff.

Queste le sue prime parole da calciatore della Juve Stabia: “Felice di essere arrivato alla Juve Stabia, mi hanno parlato tutti bene della città, della società e dei tifosi. Ricordo quando sono venuto a giocare al Menti che non è stato mai facile per il gran tifo. Ho scelto Castellammare anche per il progetto ambizioso che la società mi ha prospettato”.

FOTO ViViCentro – Shock a Gragnano, trovato il corpo senza vita di un 64enne: la vicenda

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Shock a Gragnano, trovato il corpo di un uomo di 64 anni senza vita nella propria abitazione

Tragedia a Gragnano, questa mattina è stato trovato nella sua abitazione senza vita un uomo di 64 anni.

Secondo quanto raccolto dalla redazione di ViViCentro, un’ambulanza giunta intorno alle 11:30 nei pressi di Vico Piscitelli, una stradina della centralissima Via Roma, segnala una situazione di pericolo. Qualche secondo dopo sopraggiunge, a sirene spiegate, anche una jeep dei Carabinieri della Stazione di Gragnano.

Le grida provenienti dalla casa posizionata in fondo alla strada e tre carabinieri, scesi dall’auto di servizio, di corsa, si sono diretti verso l’abitazione segnalata. Dai primi accertamenti sembrerebbe trattarsi di un suicidio per impiccagione. Un uomo di 64 anni, già sottoposto a diversi interventi, avrebbe così posto fine alla sua vita. Sono in corso tuttora gli accertamenti di rito da parte delle Forze dell’Ordine.

dalla nostra inviata Maria D’Auria

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Stadio, Confapi: stop attacchi a De Laurentiis, il Comune è inadempiente

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Le parole del presidente Confapi Napoli Gianpiero Falco: «I veri danni arrecati al club da Palazzo San Giacomo»

NAPOLI – «Continuare ad attaccare il presidente Aurelio De Laurentiis sul San Paolo, imputandogli l’inadempimento di prestazioni accessorie, come i trasporti per il dopo-partita, a fronte di gigantesche e gravissime mancanze da parte dell’Amministrazione comunale nei confronti del club, cito tra tutti la mancata programmazione dei lavori nello stadio, non solo è indice di scarsa saggezza politica, ma è dimostrazione soprattutto di insipienza tecnica. E mi riferisco, in particolare, all’assessore allo Sport, Ciro Borriello».  Queste le parole di Gianpiero Falco, presidente Confapi Napoli.

«Il Comune di Napoli, con la sua negligenza e la sua incapacità, sia a livello tecnico-amministrativo che, soprattutto, politico ha complicato in maniera drammatica la vita alla società – ha aggiunto Falco – costringendola, cosa mai accaduta in Italia a una squadra di blasone come il Napoli, a rinunciare all’avvio della campagna abbonamenti per i ritardi nella consegna delle opere di ristrutturazione dell’impianto».

«Bene farebbero gli amministratori di questa disastrata e sfortunata città – conclude il presidente delle Pmi napoletane – a recitare un lungo e sofferto mea culpa per i disagi e le difficoltà arrecate al club che è, e resta, una attività imprenditoriale. E come tale costretta a muoversi lungo direttrici ben specifiche che la politica, soprattutto questa politica, non può comprendere».

Di Maio: ” L’Unione Europea ha voltato le spalle all’Italia, non ci faremo mettere i piedi in testa”

Luigi di Maio, vicepresidente del consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali, dopo il no dell’Unione Europea sulla redistribuzione dei migranti della nave Diciotti afferma il suo disappunto su quanto deciso dai Paesi europei.

Il ministro afferma:

Oggi l’Unione Europea ha deciso di voltare le spalle all’Italia ancora una volta. Hanno deciso di fregarsene dei principi di solidarietà e di responsabilità nonostante nell’ultimo consiglio europeo avessero assicurato che chi sbarcava in Italia sbarcava in Europa.

A questo punto l’Italia deve prendersi in maniera unilaterale una riparazione. Non abbiamo più intenzione di farci mettere i piedi in testa. Il MoVimento 5 Stelle si è presentato agli italiani con una missione ben precisa e non abbiamo alcuna intenzione di fare passi indietro. L’unione Europea non vuole ottemperare ai principi concordarti nell’ultimo consiglio europeo? Noi siamo pronti a tagliare i fondi che diamo all’Unione Europea. Vogliono 20 miliardi dei cittadini italiani? Dimostrino di meritarseli e si prendano carico di un problema che non possiamo più affrontare da soli. I confini dell’Italia sono i confini dell’Europa.

Agli italiani non chiederemo un centesimo di più. Lo dico da capo politico del Movimento 5 Stelle, visto che la UE non rispetta i patti e non adempie ai suoi doveri, noi come forza politica non siamo più disposti a dargli i 20 miliardi all’anno che pretendono.”

Scissione fra il Siracusa Calcio, Spinelli e Giordano

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”Ringraziamo Spinelli e Giordano per l’impegno profuso in questi anni e auguriamo loro le migliori fortune”

Siracusa Calcio – La società aretusea conica la rescissione consensuale del contratto con i calciatori storici dei leoni, Fernando Spinelli e Carmine Giordano.

Di seguito il comunicato della società:

Il Siracusa Calcio comunica di aver raggiunto l’accordo per la rescissione consensuale del contratto con i calciatori Fernando Spinelli e Carmine Giordano.

”Ringraziamo Spinelli e Giordano per l’impegno profuso in questi anni – ha detto l’Ad del Siracusa Nicola Santangelo – e auguriamo loro le migliori fortune”

Torre Annunziata, manifestazione contro le cisterne in vista dell’arrivo in città di De Luca

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Mobilitazione del Comitato Salerna contro le cisterne in vista dell’arrivo del Presidente della Regione Vincenzo De Luca

Torre Annunziata – Il Comitato Salera annuncia  una mobilitazione  in occasione della cerimonia ufficiale di fine lavori relativi al dragaggio del porto della città, prevista lunedì 27 agosto.

L’occasione scelta dei manifestanti è l’arrivo nella cittadina di Torre Annunziata  del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Il comitato pone il tema della protesta contro le cisterne di carburanti che si stanno realizzando nello scalo portuale.

La presidentessa del Comitato Salera, Pina Valente, ha così commentato:

“Invitiamo tutti i cittadini a partecipare e a manifestare il nostro disappunto Vogliamo un porto turistico, un porto aperto a tutti. Torre Annunziata deve rivivere. Non può morire per opera di persone senza cuore, senza dignità e senza amore per la propria terra!”. 

Nuova avventura in Sicilia per l’ex vespa Ripa: “Ai tifosi dico che suderò la maglia e lotterò”

L’ex Juve Stabia sarà il nuovo attaccante della Sicula Leonzio

L’avventura di Francesco Ripa, l’ex attaccante Juve Stabia continua nella terra siciliana. Dopo l’avventura tra le file rossoblù del Catania, la Sicula Leonzio, si garantisce le prestazioni dell’attaccante.

Francesco Ripa afferma:

“La Sicula Leonzio è una squadra ambiziosa. Ai tifosi dico che suderò la maglia e che lotterò su ogni pallone come ho sempre fatto nella mia carriera”.

Di seguito il comunicato ufficiale:

“Francesco Ripa nuovo attaccante della Sicula Leonzio

La Sicula Leonzio comunica di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive di Francesco Ripa. Proveniente dalla società Calcio Catania, l’attaccante ha sottoscritto un contratto biennale con il nostro club.
In complesso, 363 presenze e 153 gol per Ripa, nato a Battipaglia (SA) il 5 novembre del 1985. Otto volte in doppia cifra (due in serie D e 6 in serie C) comincia subito a far “parlare” i gol. A Battipaglia, nel 2004, 10 reti. Poi, a Sorrento: 16 gol nel 2006 e 23 nel 2006/2007 in serie C. Bomber di razza continua la sua carriera al Sorrento, per poi trasferirsi alla Pro Patria dove centra altre due stagioni da incorniciare: 12 gol nel 2010 e 16 l’anno successivo, in sole 14 apparizioni (con media che supera quella di un gol a partita). Il ritorno in Campania, dopo un passaggio a Como (7 reti), coincide con i 18 gol messi a segno con l’Arzanese nel 2014. Il passaggio alla Juve Stabia, porta altre due stagioni da incorniciare (10 reti nel 2015, ben 15 nel 2017). Nel 2017/2018, l’approdo al Catania (6 reti) da cui si trasferisce alla Sicula Leonzio. Ha centrato due promozioni con il Sorrento, una con la Nocerina (in B) e una con L’Aquila.
“La Sicula Leonzio è una squadra ambiziosa – afferma l’attaccante -. Ai tifosi dico che suderò la maglia e che lotterò su ogni pallone come ho sempre fatto nella mia carriera”.

IL PUNTO: gestione delle infrastrutture ai privati o affidata al pubblico?

La tragedia del ponte di Genova al di là del necessario accertamento delle responsabilità – ha riaperto il confronto sull’opportunità di mantenere la gestione delle infrastrutture ai privati o di affidarla al pubblico.

Al di là delle controversie legali, una gestione diretta dello stato potrebbe migliorare le cose su manutenzione e investimenti. E i pedaggi potrebbero diminuire. Serve però una discussione trasparente e razionale su costi e benefici delle diverse opzioni, senza farsi condizionare dai pregiudizi ideologici.

I primi sono di solito più efficienti, con minori costi di gestione. Ma presentano rischi di cattiva qualità e sicurezza del servizio se il regolatore non vigila o le norme non sono scritte bene. Chi sostiene l’opzione pubblica (gestione Anas) come più vantaggiosa per i cittadini-utenti ricorda i troppi regali fatti ai concessionari nel tempo ai quali ha garantito grandi profitti .

Siracusa Calcio, Pagana: “I ragazzi non si risparmiano, organico al completo al 99,9%”

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” I ragazzi si applicano tanto, hanno voglia di dimostrare, come concetti di gioco siamo a buon punto, come organico siamo al completo al 99,9%.”

Siracusa Calcio – Mister Pagana, in un video messaggio lasciato sulla pagina ufficiale della società commenta le modifiche che potrebbero esserci per la preparazione atletica visto il rinvio dell’inizio del campionato:

” Io cerco di guardare il bicchiere mezzo pieno, diciamo che così abbiamo più tempo per integrare i ragazzi che sono arrivati alla fine. Per recuperare anche qualcuno che ha evitato la preparazione per recuperare al 100%, vedi Marco Turati. Abbiamo lavorato di più, sicuramente mancherà qualche partita nelle gambe dei calciatori, però possiamo dire che siamo a buon punto perché i ragazzi lavorano tanto.

Anche l’amichevole, malgrado i ragazzi fossero abbastanza stanchi dopo l’allenamento pre-amichevole sono riusciti a dare tanto in campo.”

La percentuale di preparazione? ” I ragazzi si applicano tanto, hanno voglia di dimostrare, come concetti di gioco siamo a buon punto, come organico siamo al completo al 99,9%. La società è giovane e ha voglia di dimostrare e la stessa cosa vale per me. La convinzione di fare bene me la danno i ragazzi perché io li vedo quotidianamente allenare e non si stanno risparmiando, anzi a volte vanno fuori giri perché danno più di quello che dovrebbero dare. Va bene così perché con il duro lavoro si va lontano e si possono ottenere grandi risultati.”

Concessioni autostradali: più stato e meno regali ai privati?

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Il sistema delle concessioni autostradali ha garantito grandi profitti ai concessionari. Al di là delle controversie legali, una gestione diretta dello stato potrebbe migliorare le cose su manutenzione e investimenti. E i pedaggi potrebbero diminuire.

Tutti i profitti dei concessionari

La tragedia del ponte Morandi ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica, italiana ed estera, sulle disfunzioni del nostro sistema di concessioni autostradali, che da anni – inutilmente – pochi economisti hanno continuato a denunciare. Mentre le tariffe aumentano con regolarità, la maggior parte dei pedaggi finisce in imposte e profitti dei concessionari. Nel 2017, su 8 miliardi di pedaggi pagati 2 sono andati in Iva e canoni allo stato e 6 alle concessionarie, che hanno però fatto investimenti per meno di un miliardo. Autostrade per l’Italia (Aspi) ha avuto un margine operativo di 2.450 milioni, ma ha investito nella rete soli 517 milioni.

In questi giorni si è diffusa una critica radicale alla funzione stessa e all’utilità sociale delle concessionarie. L’istituto della concessione si giustifica in teoria perché opere pubbliche possano essere finanziate con capitali privati e poi devolute allo stato a fine concessione, senza oneri per il bilancio. Ma questo non è mai avvenuto in Italia.

Fin dall’inizio gli azionisti delle concessionarie – l’Iri, i Gavio e gli enti azionisti di tutte le altre autostrade – non hanno versato capitali – se non irrisori -, tutto è stato finanziato a debito e quasi sempre con garanzia dello stato. I capitali iscritti a bilancio sono stati centuplicati con le rivalutazioni monetarie e poi, una volta rimborsati i debiti attorno alla fine degli anni Novanta, invece di devolvere le opere allo stato come previsto dai contratti di concessione, per agevolare la privatizzazione delle Autostrade, i pedaggi sono stati mantenuti e le concessioni prorogate più volte, dando origine a un flusso di profitti elevatissimo e ingiustificato. Si può dire che la rete autostradale sia stata sostanzialmente regalata ai concessionari dallo stato (inteso come rappresentante della collettività che paga i pedaggi). Ciò è potuto avvenire perché, come scrivevo nella premessa al mio libro (“I Signori delle Autostrade”, il Mulino), non esiste nessun altro settore dove un governo o un ministro possa fare regali tanto imponenti a società, pubbliche o private, mediante la proroga di concessioni e la regolazione delle tariffe, senza che gli utenti ne percepiscano nemmeno i costi addizionali. E nessuno dei ministri che si sono succeduti è stato un eroe, anzi.

L’unico incasso è stato quello ottenuto dall’Iri per la privatizzazione della società Autostrade, poco più di 6 miliardi nel 1999. Ma appena tre anni dopo, accollando alla società un debito di analogo importo (da rimborsare con i pedaggi), gli azionisti della Schamaventotto (controllata dai Benetton) recuperarono quanto pagato all’Iri, restando però col controllo di una concessionaria che aveva ancora 35 anni di concessione e profitti crescenti di 700-900 milioni l’anno.

Un enorme profitto per i privati e una disfatta finanziaria dello stato che suscita vergogna. L’opinione pubblica ha iniziato però a capire e l’onda di indignazione suscitata dal crollo del ponte può giustificare la decisione del governo di rimettere in discussione tutto il sistema, al di là delle responsabilità del caso.

Un mestiere semplice

Revocare o modificare concessioni, anche se pesantemente squilibrate a vantaggio del concessionario, apre scenari di controversie legali su cui non commento. Potrebbe anche rivelarsi conveniente per lo stato, ma al di là dei calcoli finanziari si profila ora una opposizione ideologica da parte di quanti si dichiarano contrari alla “nazionalizzazione” delle autostrade.

In realtà, la proprietà delle autostrade è sempre restata in capo allo stato e per capire in cosa consisterebbe la “nazionalizzazione” occorre riflettere su quali siano le funzioni svolte dai concessionari e che passerebbero allo stato.
Il mestiere del concessionario è molto semplice: non deve cercarsi clienti, non è esposto al rischio di cambiamenti di gusti o di tecnologie, non ha da temere concorrenti.

Un concessionario fa tre cose: manutenzione, investimenti e riscossione di pedaggi. Se lo stato decidesse di riprendersi la gestione delle autostrade (svolgendo il servizio “in house”, magari tramite un apposito ente pubblico) potrebbe farlo senza assumere alcun nuovo dipendente pubblico: potrebbe affidare con gare separate, all’Anas o a società private, l’esazione dei pedaggi e la manutenzione, magari anche su base regionale, contenendo i costi grazie alla concorrenza (unbundling). L’Anas gestisce già la manutenzione di 26 mila chilometri di strade statali: non si vedono rischi di “nazionalizzazioni” se dovesse farsi carico della manutenzione di altri 3 mila chilometri.

Anche gli investimenti potrebbero essere appaltati con gare e con costi inferiori a quelli praticati dalle società di costruzione controllate dalle concessionarie. Il gettito dei pedaggi, che sono divenuti in sostanza delle imposte, affluirebbe nelle casse dello stato e, ai livelli di tariffe attuali, coprirebbe ampiamente tutti i costi, lasciando margini per investimenti ben maggiori di quelli fatti dalle concessionarie.

Certo, ciò richiederebbe un’attività di supervisione alle manutenzioni e agli investimenti, da parte degli organi statali preposti, assai più pervasiva di quella effettuata oggi. Ma è la stessa tragedia del ponte crollato che ha messo in luce i difetti di un sistema dove lo stato ha progressivamente affidato ai privati le scelte d’investimento e di manutenzione, abdicando di fatto al ruolo di supervisione che dovrebbe essergli proprio e che dovrà comunque recuperare.

Non si avvertirebbe certo il venir meno dell’apporto di capitali privati: nessuno dei grandi concessionari ha mai effettuato significativi aumenti di capitale a pagamento. In questo settore tutto è finanziato a debito, e così continuerebbe anche dopo la fine delle concessioni. Potrebbero invece diminuire, e di molto, sia i costi amministrativi (eliminando decine di società e consigli di amministrazione) sia, soprattutto, gli oneri finanziari. Oggi il ministero riconosce ai concessionari un tasso di rendimento sugli investimenti del 7,96 per cento (al netto delle imposte!) mentre un ente pubblico potrebbe indebitarsi a un costo attorno al 3-4 per cento sulla garanzia del flusso dei pedaggi (senza gara dello stato). Una differenza enorme.

Prendiamo ad esempio l’ultima delle tante proroghe concesse dal ministro Delrio, quella alla Autostrade per l’Italia per finanziare il cosiddetto “Passante” di Genova. Un progetto da 4,3 miliardi che Aspi si impegnava a costruire e a finanziare assieme ad altri investimenti per un totale di 7,8 miliardi. In cambio il governo ha concesso una proroga della concessione di quattro anni (dal 2038 al 2042), un indennizzo di subentro di 5,6 miliardi a fine concessione e una revisione della regola tariffaria per cui i pedaggi aumenteranno con l’inflazione al 100 per cento (contro solo il 70 per cento di oggi) più lo 0,5 per cento l’anno.

Tutto ciò costerà, nel complesso, maggiori pedaggi per circa 24 miliardi: tre volte l’importo degli investimenti previsti. Avviene proprio perché viene riconosciuto alla società un rendimento sui capitali investiti del 7,96 per cento, anche se le obbligazioni decennali di Atlantia fruttano un tasso lordo del 3 per cento. Se quegli investimenti venissero realizzati da un ente pubblico in grado di indebitarsi attorno al 3 per cento, il costo in maggiori pedaggi potrebbe essere inferiore a 10 miliardi.

In generale, il motivo principale dei continui aumenti di tariffa va ricercato nel fatto che gli investimenti proposti dalle concessionarie hanno una redditività inferiore al tasso di remunerazione del capitale riconosciuto loro dal ministero e pertanto devono essere remunerati in tariffa. È probabile che la redditività attesa degli investimenti venga sottovalutata dalle concessionarie per ottenere maggiori incrementi tariffari, ma è comunque difficile trovare investimenti che rendano circa l’8 per cento (dopo le imposte). Se vogliamo che i pedaggi cessino di crescere, e magari diminuiscano, occorre ridurre drasticamente il loro costo finanziario, e questo sarà possibile solo se a finanziarli sarà un ente pubblico senza scopo di lucro.

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GIORGIO RAGAZZIragazzi

Allievo di Francesco Forte, ha lavorato come economista al Fondo Monetario Internazionale, quindi come dirigente nel settore finanziario di una multinazionale. Tra il 1980 ed 1984 è stato direttore esecutivo della Banca Mondiale. Ha quindi insegnato, all’Università di Bergamo, i corsi di Politica economica e Scienza delle finanze e, per due anni, Finanza alla LUIS. Oggi in pensione, svolge attività di consulenza. / lavoce.info

Infrastrutture: gestione pubblica o privata?

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Il crollo del ponte Morandi a Genova ha riaperto il dibattito su chi debba gestire le infrastrutture. Serve però una discussione trasparente e razionale su costi e benefici delle diverse opzioni, senza farsi condizionare dai pregiudizi ideologici.

Come gestire un monopolio naturale

Il crollo del ponte Morandi a Genova, al di là del doveroso accertamento delle responsabilità, ha riaperto il dibattito su chi debba gestire le infrastrutture. È meglio che siano affidate a un gestore privato o che sia direttamente il settore pubblico a farlo? Il problema esiste perché il settore è un monopolio naturale, vale a dire è impossibile o comunque inefficiente farvi coesistere una pluralità di operatori. In questi casi, tutte le soluzioni sono di second best, cioè comportano dei problemi Una prima soluzione è quella di lasciare la gestione a un monopolio privato sottoposto a regolamentazione. In altre parole, per impedire che un monopolista privato aumenti in modo eccessivo i prezzi al fine di massimizzare i suoi profitti, l’autorità di regolamentazione potrebbe imporre restrizioni sul prezzo applicabile ai consumatori. In teoria vorremmo che il prezzo fosse legato ai costi sostenuti dal monopolista, ma spesso esiste un’asimmetria informativa tra il gestore e il regolatore a complicare il quadro. Cosa si può fare in tal caso? I due casi estremi sono un prezzo che copre i costi del gestore (più un eventuale margine di profitto) da un lato e un tetto al prezzo dall’altro, lasciando al monopolista i profitti realizzati a tale prezzo. Il primo schema riduce l’incentivo del monopolista a essere efficiente, ma ne riduce anche la rendita informativa (cioè i profitti dovuti alle asimmetrie informative). Il secondo schema ha le implicazioni opposte. In generale, come mostrano tra gli altri i lavori del premio Nobel Jean Tirole insieme a Jean-Jacques Laffont, lo schema ottimale sarà intermedio tra questi estremi.

Uno dei temi sollevati dalla vicenda di Genova è la presunta scarsità di investimenti in manutenzione. In teoria, il problema può essere risolto legando i profitti del monopolista a un programma di investimenti, qualora essi possano essere verificati dall’autorità di regolamentazione.

Un altro problema dibattuto in questi giorni è la passività del regolatore. Può essere dovuta a vari fattori, tra cui anche la “cattura” da parte del regolamentato. In altre parole, ci può essere l’incentivo da parte dei regolatori a essere “morbidi” per ricevere favori in futuro (ad esempio, con lauti contratti di consulenza). È un problema serio che non va sottovalutato. Ma può essere mitigato, ad esempio impedendo le “revolving door”, cioè il passaggio immediato dalle autorità di regolamentazione alle imprese oggetto della regolamentazione.

Se il monopolio privato regolamentato ha i problemi sopra illustrati, anche l’altra possibile soluzione, cioè la gestione pubblica, ha aspetti svantaggiosi. I gestori pubblici possono essere oggetto di pressione per adottare politiche che stanno a cuore ai referenti politici che li hanno nominati a scapito di quelli della collettività. Più in generale, i monopoli pubblici hanno mostrato la tendenza a una gestione inefficiente, anche a causa del fatto che ad essi è stato chiesto di perseguire una molteplicità di obiettivi spesso in conflitto tra di loro.

I pro e i contro di una scelta

Torniamo alla domanda iniziale: meglio il pubblico o il privato per gestire le autostrade? Una possibile risposta viene da un altro premio Nobel, Oliver Hart, che insieme ad Andrei Shleifer e Robert Vishny propone di basare la scelta sulle seguenti considerazioni. Da una parte, la gestione privata ha il vantaggio di assicurare una maggiore efficienza, cioè minori costi di gestione. Dall’altra, proprio la maggiore efficienza può andare a scapito della qualità o sicurezza del servizio. Hart e i suoi coautori concludono, ad esempio, che per le carceri è preferibile la gestione pubblica, perché il rischio che la riduzione dei costi finisca per comportare un trattamento inumano dei prigionieri è troppo alto. E’ bene riconoscere che le preferenze tra riduzione dei costi e garanzia di sicurezza possono differire, come mostrano le divisioni all’interno della maggioranza governativa. Quello che sarebbe però opportuno fare è una discussione trasparente e razionale su costi e benefici delle diverse opzioni. Nel caso delle autostrade, la prima cosa da fare sarebbe quella di vedere se il passaggio a una gestione privata ha avuto effetti sul livello di sicurezza dei tratti autostradali in termini di incidenti, vittime e feriti. Invece stiamo assistendo a un dibattito condizionato dal desiderio di trovare soluzioni immediate e dai pregiudizi ideologici. L’ennesima occasione sprecata.

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FAUSTO PANUNZIpanunzi

Ha conseguito il PhD presso il Massachusetts Institute of Technology. Attualmente insegna Economia Politica presso l’Università Bocconi. In precedenza ha insegnato presso l’Università di Bologna, l’Università di Pavia, Lecturer all´University College London, Research Fellow presso IDEI (Toulouse ) e IGIER. Le sue aree di interesse scientifico sono la teoria dell’impresa, finanza d’impresa e teoria dei contratti. Redattore de lavoce.info.

Castellammare, il via alla verifica strutturale di tutti gli edifici scolastici

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Emesso il bando per la ricerca di una ditta che si faccia carico della verifica della staticità degli edifici e manutenzione delle strutture

Castellammare di Stabia – A poche settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico, l’amministrazione comunale da il via ad una verifica su ampia scala di tutti gli edifici scolastici della città.

Nel progetto si prevede un controllo strutturale di 30 scuole con un bando pubblicato nella giornata di ieri che va alla ricerca di una ditta che, per la durata di 3 anni si faccia carico di gestire la manutenzione degli edifici scolastici stabiesi.

Tra gli edifici scolastici, un plesso era stato già considerato inagibile nel 2013

L’assessore all’edilizia scolastica Fulvio Cali , spiega:

“Oltre a questo piano triennale, ci sono interventi più immediati che abbiamo già assegnato. Siamo consapevoli di essere in ritardo per una pianificazione che va fatta per tempo. La settimana prossima assieme all’assessore alla scuola Diana Carosella faremo visite ispettive negli istituti per capire dal punto di vista tecnico lo stato degli edifici».

«Purtroppo sono scaduti i termini per la programmazione fino al 2020 con la regione Campania e Castellammare ha già perso fondi importanti non presentando alcun progetto, ora  per non farci trovare impreparati per il futuro chiederemo ai professionisti che già fanno parte dell’amministrazione di presentare progetti che guardino anche alla sicurezza sismica».  «Proveremo soprattutto per le scuole a recuperare fondi residui della 219. Non vogliamo più interventi tampone ma una verifica tecnica approfondita». 

 

 

Cessione Palermo, si intensificano i contatti tra Zamparini  e Follieri, chiusura trattativa in arrivo?

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Si intensificano i contatti tra Zamparini  e Follieri nella giornata dell’ultimatum, probabile chiusura trattativa in arrivo

Cessione Palermo – Dopo quello che è apparso come un ultimatum da parte della Follieri Capital Limited,  con una nota ufficiale:

“Ogni stallo nella trattativa per l’acquisizione della U.S. Città di Palermo Spa, non è da attribuire alla FOLLIERI CAPITAL LIMITED, che entro venerdì 24 agosto prossimo, ritirerà la propria offerta per l’acquisizione della Società Palermo Calcio”.

Sembrerebbe, secondo quanto riportato da La Repubblica Palermo, che i contatti fra le de parti nella giornata di ieri si sarebbero intensificati di molto.

Infatti quello che sembrava un ultimatum, sembrerebbe essere stata una manovra di Follieri per portare le trattative in uno stato avanzato nei tempi più brevi possibili.

Nella giornata di oggi si potrebbero dunque avere nuove notizie sulle trattative in corso del Palermo Calcio.

 

 

 

UFFICIALE- Matute rescinde con la Juve Stabia

S.S. Juve Stabia – La società delle vespe comunica la scissione tra la Juve Stabia ed il giocatore Kelvin Matute. Di seguito il comunicato ufficiale:

S.S. Juve Stabia rende noto che è stato risolto consensualmente il contratto che legava il calciatore Kelvin Matute al club stabiese. A Kelvin, professionista serio ed esemplare, che ha vestito con merito e profitto per circa tre stagioni la maglia gialloblù, vanno i ringraziamenti per l’apporto dato e l’augurio di un futuro sempre più ricco di soddisfazioni personali e professionali.

S.S. Juve Stabia

Monti Lattari, trovata una nuova piantagione di 2740 piante di cannabis

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Individuate dai carabinieri della Stazione di Gragnano e dell’elinucleo di Pontecagnano una piantagione di cannabis

Monti Lattari – Ancora una volta la montagna risulta essere il rifugio degli affari illeciti di malviventi e clan della zona del napoletano.

I carabinieri, infatti,  sul versante di Monti appartenente alla giurisdizione di Casola di Napoli, hanno individuato un’estesa piantagione di cannabis.

I carabinieri della Stazione di Gragnano e dell’elinucleo di Pontecagnano hanno individuato, in un terreno demaniale, circa 2740 piante di cannabis.

Secondo quanto riferito dagli agenti, gli arbusti erano alte  dai 2 metri e mezzo ai 3 metri e mezzo.

La piantagione è stata sequestrata e distrutta nell’immediato, mentre sono state avviate le indagini per individuare i coltivatori.