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Istat, Pil in aumento nel secondo trimestre del 2018: i dati

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I dati Istat sul Pil in aumento nel secondo trimestre del 2018

Nel secondo trimestre del 2018 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% nei confronti del secondo trimestre del 2017.
La crescita congiunturale del Pil diffusa il 31 luglio 2018 era stata dello 0,2% mentre quella tendenziale era stata dell’1,1%.

Il secondo trimestre del 2018 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2017. La variazione del Pil acquisita per il 2018 è pari a +0,9%.

Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna registrano aumenti, con una crescita dello 0,1% dei consumi finali nazionali e del 2,9% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono cresciute dell’1,8%, mentre le esportazioni sono diminuite dello 0,2%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,6 punti percentuali alla crescita del Pil, con un contributo nullo sia dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), sia della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP) e un contributo positivo di 0,5 punti percentuali degli investimenti fissi lordi. La variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del Pil per 0,2 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta è risultato negativo per 0,5 punti percentuali.

Si registrano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto dell’industria e dei servizi pari, rispettivamente, a +0,3% e +0,2%, mentre il valore aggiunto dell’agricoltura è diminuito dell’1,4%.

Comunicato stampa Istat

Bagnoli, la Ministra Lezzi spegne le polemiche: “Il Piano non cambia, nessun conflitto di interesse per Floro Flores”

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Bagnoli, la Ministra Lezzi spegne le polemiche: “Il Piano non cambia, nessun conflitto di interesse per Floro Flores”

Non c’è e non si ravvisa alcun conflitto d’interesse nella nomina del dottor Floro Flores a commissario straordinario di Bagnoli”. Ha spento così le polemiche la Ministra Barbara Lezzi che respinge le critiche Pd e i dubbi del governatore della Campania De Luca a proposito della scelta del successore di Salvo Nastasi.
“Parliamo di un imprenditore che fa benissimo il suo lavoro e che ha amore per il territorio, due cose che mi interessavano più di tutte per l’indicazione del nuovo profilo” aggiunge la ministra in una pausa dell’intensa giornata istituzionale trascorsa a Matera.
La ministra ha voluto rispondere anche all’ipotesi di una modifica al Piano Per Bagnoli: “Ribadisco, non vogliamo rimettere in discussione niente. Se da parte dei Comitati e delle Associazioni arriveranno richieste per migliorare ciò che già è nero su bianco sarà dovere di tutti, a partire dal ministro, approfondirle.
E sulla polemica che accusa il nuovo commissario di non avere le competenze specifiche nel settore bonifiche: “Intanto il dottor Floro Flores non sarà solo: potrà contare su uno staff di esperti che sapranno seguirlo e consigliarlo. Ma in ogni caso è finito il tempo dei tuttologi fermo restando il valore assoluto della competenza: l’importante è che le sue qualità siano al servizio di Bagnoli e non ho dubbio che così sarà. Del resto, il commissario avrà sempre nel governo e negli altri soggetti attuatori i suoi punti di riferimento“.

San Paolo, arriva la deroga dell’Uefa sui sediolini: i dettagli

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Arriva la deroga dell’Uefa per i sediolini del San Paolo: il Napoli potrà giocare nell’impianto di Fuorigrotta contro il Liverpool

L’edizione di oggi del quotidiano Il Mattino parla della situazione del San Paolo in particolare riporta la deroga concessa dall’Uefa ieri al Napoli per la sostituzione dei sediolini allo stadio di Fuorigrotta.

Gli azzurri hanno ricevuto il via libera per giocare al San Paolo contro il Liverpool anche se per quella sera non dovesse essere terminato l’intervento e nell’impianto restassero ancora quelli esistenti. Ecco quanto scrive il quotidiano:

L’esordio europeo non è a rischio ma il Comune di Napoli dovrà comunque mettere a norma lo stadio secondo le disposizioni Uefa: verranno sostituiti in tutti i settori i vecchi sediolini con nuovi di colore azzurro (solo in tribuna saranno reclinabili e avranno i braccioli). Altri lavori prioritari riguarderanno i servizi igienici che verranno completamente rifatti. La prossima settimana è previsto l’incontro tra l’amministrazione comunale e il commissario delle Universiadi Basile: tra gli argomenti c’è il San Paolo e dopo la riunione potranno essere stabiliti con più esattezza i tempi degli interventi

Pompei, scontro tra auto nella notte: feriti trasportati al San Leonardo

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Pompei, scontro tra auto nella notte: conducente estratto dalle lamiere dai vigili del fuoco, feriti trasportati al San Leonardo

Uno spaventoso incidente nella tarda serata di ieri, a Pompei, su via Plinio. Secondo quanto emerso, due automobili che procedevano nel senso opposto si sarebbero scontrate. L’impatto sarebbe stato così potente che una delle due vetture si sarebbe ribaltata. Sul posto sono subito intervenuti i mezzi di soccorso e i vigili del fuoco. Infatti, per tirare fuori dalle lamiere dell’auto uno dei due conducenti, si è reso necessario l’intervento dei pompieri che sono riusciti ad estrarlo. L’uomo è stato poi condotto dal 118 all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia dove è arrivato in codice rosso. Dalle prime informazioni, però, lo sfortunato automobilista non sarebbe in pericolo di vita. Le condizioni degli altri feriti non desterebbero particolari preoccupazioni, ma come si può ben immaginare sono ancora sotto choc per un incidente che, stando alle dinamiche, avrebbe potuto avere un ben più tragico epilogo. Sul posto sarebbero giunte anche le volanti delle forze dell’ordine che si sono occupate di effettuare i rilievi del caso e della rimozione delle due vetture coinvolte. Ritorna in auge la polemica sulla sicurezza stradale, soprattutto in una città come Pompei che in questo momento si trova a corto di vigili urbani.

Cannavaro: “Gap con la Juve aumentato. Hamsik? Meglio se sta più vicino alla porta”

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Le parole dell’ex difensore del Napoli Fabio Cannavaro

L’ex capitano della Nazionale ai Mondiali 2006 ed ex difensore di Napoli, Juventus  ed Inter Fabio Cannavaro, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

Juve da Champions, dunque strafavorita per l’ottavo scudetto consecutivo.

«Sì. E secondo me il gap è aumentato. Nel senso che i club che inseguono non si sono migliorati nelle infrastrutture. La Juve dopo Vinovo ha realizzato un nuovo centro sportivo, ora ha pure la squadra femminile di vertice. E poi si sente forte come club e non ha paura di cambiare. Non era semplice chiudere il rapporto con Buffon e Marchisio. Ha creato un meccanismo virtuoso. Non basta il mercato, pur importante, di Inter, Milan e Roma: le altre restano indietro».

Pure il Napoli del suo amico Ancelotti?

«Carletto farà benissimo. Ma io parlavo più in generale, qui non è solo una questione di campagna acquisti».

Anche perché i suoi concittadini sognavano Cavani, che tornerà al San Paolo solo da rivale.

«Dopo Ronaldo in bianconero a Napoli aspettavano Messi. Ma i tifosi sono fatti così, si sa. Certo, gli azzurri non sono stati fortunati nel sorteggio di Champions. Però l’esperienza internazionale di Ancelotti li porterà a far bene e contro Psg e Liverpool hai poco da perdere e molto da guadagnare. Almeno in esperienza».

Lei è noto anche per i suoi quaderni dove da giocatore appuntava tutte le cose più importanti apprese dai tecnici avuti: cosa è rimasto scritto di Ancelotti?

«La difesa a zona. Io prima ero abituato a seguire solo l’uomo e con lui ho appreso movimenti e posture corrette. Ma è difficile contenere Carletto negli appunti. Quello con lui è stato un rapporto umano eccezionale. Basta dire che quando ci salutò per andare al Milan noi giocatori piangemmo. Grande persona, anche se…».

Fuori il rospo.

«Quando arrivò a Parma, io ero abbastanza giovane e si convinse che potevo rendere meglio come terzino sinistro. Credo sia stato uno dei pochi errori come allenatore… Infatti da persona intelligente poi spostò me e Thuram in mezzo e diventammo una grande difesa».

Hamsik regista, come Cannavaro terzino sinistro…?

«Per me, più Marek sta vicino alla porta e meglio è per il Napoli. Ma è chiaro che lui e Zielinski insieme da mezzali non sono sostenibili. Sono sicuro che Carlo troverà la soluzione migliore per la squadra. Intanto sta sfruttando in maniera intelligente l’ottimo lavoro di Sarri».

Carlo le ha chiesto consigli su come vivere a Napoli?

«Mi pare non serva, ho visto che già si muove bene in città e va nei posti giusti. Avesse bisogno, basta bussare: come nei condomini napoletani, sempre a disposizione per un amico e un inquilino così».

Tempo fa era stato a Castel Volturno per vedere un allenamento di Sarri e ne era rimasto colpito.

«Ho apprezzato l’intensità, l’occupazione degli spazi in campo».

ESCLUSIVA – Castellammare, piccola disavventura per la mascotte cittadina: Nerone in cura dal veterinario

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Castellammare, piccola disavventura per la mascotte cittadina: Nerone in cura dal veterinario

Piccola disavventura per la mascotte della città di Castellammare di Stabia: nella giornata di ieri, molti cittadini, dopo aver notato una polvere azzurra sul capo del cane Nerone, avevano manifestato le loro preoccupazioni circa il suo stato di salute sui gruppi social della città. Tanti i messaggi sotto le foto che lo ritraevano con la strana polverina “appiccicata” sulla pelle. Alcuni avrebbero anche sostenuto che il ‘sindaco’ emerito di Castellammare, come viene affettuosamente definito da molti cittadini, sarebbe rimasto ferito in seguito all’attacco di un gruppo di ragazzini o che la polvere blu azzurrina fosse una sostanza velenosa lasciata imprudentemente in strada per la derattizzazione. Per fortuna nulla di tutto ciò: Rosaria Boccacini, la volontaria dell’ADDA che gli ha prestato soccorso, contattata dalla redazione di ViViCentro.it, ha raccontato che Nerone si sarebbe procurato una piccola escoriazione, probabilmente giocando sull’arenile come suo solito. Per questo si è deciso di portarlo dalla veterinaria di fiducia dell’associazione, Marica Paragallo, che lo ha medicato.
Dopo una visita accurata la veterinaria avrebbe confermato che Nerone, nonostante la sua età (16 anni), gode di ottima salute.
Una buona notizia che però è occasione per l’ADDA per rivolgere il proprio appello ai cittadini stabiesi: nonostante l’impegno dell’associazione, risulta quasi impossibile – a causa dell’estensione del territorio – occuparsi di tutti i cani liberi di Castellammare. E i continui inviti ai commercianti affinchè lascino una ciotola con acqua o qualche crocchetta all’esterno dei locali sono stati accolti solo da poche persone. L’associazione fa appello alla sensibilità di tutti affinchè ci si occupi con educazione e rispetto, nei limiti delle proprie disponibilità, ad occuparsi degli amici a quattro zampe che per un motivo o per un altro sono costretti a vivere in strada, dove in determinati periodi dell’anno sono esposti a numerosi rischi.
Intanto è stata realizzata una colletta per regalare a Nerone lavaggio e toelettatura consci, però, che una volta sceso dal furgone, il ‘sindaco’ tornerà a rotolarsi e a giocare sul lungomare stabiese.

A cura di Mario Calabrese
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Infortunio Meret, si accorciano i tempi di recupero: ecco quando potrebbe rientrare

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Si accorciano i tempi di recupero per il giovane portiere del Napoli Alex Meret

Un’ottima notizia per Carlo Ancelotti: il giovane portiere del Napoli Alex Meret potrebbe tornare contro la Fiorentina, il 21enne farà di tutto per poterci essere. Nel caso non dovesse farcela punterà per tornare per la sfida con il Torino. Dunque l’azzurro scalpita per essere disponibile e riduce i tempi di recupero, che inizialmente era previsto non prima della gara contro la Juventus che si giocherà il prossimo 30 settembre.

La sfida contro la Fiorentina è prevista subito dopo la sosta al San Paolo il 16 settembre, mentre il match contro il Torino il 23 dopo la prima di Champions League in trasferta a Belgrado contro la Stella Rossa. In ambo i casi si tratterebbe di un’accelerazione dei tempi di recupero dall’infortunio al braccio che ha colpito Meret durante il ritiro di Dimaro Folgarida. Secondo l’edizione di oggi del quotidiano sportivo Corriere dello Sport, il Napoli non vuole forzare i tempi perché si tratta comunque di un infortunio abbastanza delicato per evitare di sottoporre il portiere al rischio ricaduta.

Koulibaly rinnova con il Napoli: cifre e dettagli

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Kalidou Koulibaly ha rinnovato con il Napoli: manca solo l’ufficialità

Nella giornata di ieri Kalidou Koulibaly ha rinnovato con il Napoli. Ad annunciarlo è l’edizione di oggi del quotidiano sportivo Corriere dello Sport.

Secondo quanto riportato dal giornale il difensore resterà azzurro fino al 2023. Un’ottima notizia per i tifosi partenopei che trattengono una pedina fondamentale della rosa e dunque allontanano possibili minacce fronte calciomercato.

Con il rinnovo Koulibaly riceverà un ingaggio da 3.5 milioni di euro netti a stagione. Dopo che il presidente del Napoli De Laurentiis ha dichiarato di aver rifiutato importanti offerte di circa 100 milioni di euro. Il difensore fu acquistato da Benitez per circa 7 milioni di euro, ora questi si stanno moltiplicando ed il giocatore ha acquisito un valore aumentato in maniera esponenziale nel corso delle stagioni. Manca solo l’ufficialità da parte del club, atteso nella giornata di oggi.

Post Milan-Roma, il mea culpa di Eusebio Di Francesco

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La Roma viene battuta dal Milan a San Siro per 2 a 1. Di Francesco, ai microfoni di Sky, ammette i suoi errori

di Maria D’Auria

Roma- Subito dopo la sconfitta dei giallorossi a San Siro, dopo una prestazione imbarazzante, a tratti confusa, l’allenatore capitolino riconosce le sue “colpe“.

Ultimamente partiamo sempre in ritardo”, afferma Di Francesco. E infatti la Roma prova a svegliarsi ancora una volta nel secondo tempo, dopo aver chiuso l’half time in passivo, con un gol di Kessiè al 40’. Il pareggio di Fazio al 59’ lascia ben sperare, all’inizio. Ma di fronte ad un Milan poco incisivo (che ha tuttavia totalizzato 26 tiri contro i 6 degli ospiti), la Roma riesce a fare anche peggio. La squadra appare sconclusionata, imprecisa, lenta, in affanno. Quella che si presentava come una partita chiave per le ambizioni dei giallorossi- dopo il deludente pareggio contro l’Atalanta in terra capitolina- è diventata l’emblema del tracollo di un gruppo poco integrato e senza identità. Un’altra Roma, non certo quella ereditata da Di Francesco due anni fa. Complice un mercato che ha puntato a troppi nuovi acquisti e a cessioni rilevanti.

La beffa del gol al 94’, a firma di Cutrone, ha fatto calare il silenzio sui tifosi giallorossi che, a denti stretti, lanciano frasi al vetriolo al ds Monchi, reo di aver smembrato una squadra compatta e, con sé, il duro lavoro portato avanti da Eusebio Di Francesco nel biennio precedente.

Non viene premiato lo schieramento iniziale di Di Francesco che aveva puntato su una difesa a tre. “Le mie scelte non hanno dato i frutti sperati”, sostiene il tecnico giallorosso. E nella ripresa arrivano pochissimi cross per Dzeko e Schick in attacco. “Loro due hanno funzionato meglio quando siamo passati a tre, ma dipende anche dall’apporto degli altri. A Dzeko sono arrivati pochi palloni, ma non è stato niente di plateale. L’ho visto anch’io sbuffare”. Poi aggiunge: “Peccato per l’ultimo gol, è stata un’ingenuità. È mancata lucidità, freschezza mentale. Le scelte si indovinano o si sbagliano, in questo caso le ho sbagliate”.

Ma l’ammissione più preoccupante riguarda l’assetto difensivo, oltre all’evidente difficoltà della squadra di gestire le gare. “Non siamo più compatti nella fase difensiva, anche con gli stessi calciatori dell’anno scorso. Abbiamo preso troppi gol, sbagliamo troppe scelte, dobbiamo curare con attenzione i particolari, perché in partita dimostriamo poca lucidità“.

Sarà un lavoro lungo e duro quello che attende Di Francesco e i suoi, in vista della prossima gara all’Olimpico, in programma il 16 settembre (data da definire) contro il Chievo. Dopo questa “brutta Roma”, che è ferma a 4 punti in classifica, ci si aspetta di ritrovare una Roma rigenerata e con un volto completamente nuovo.

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Il riflusso degli IDIOTES e lo SPREAD

Per gli antichi Greci, idiotes era colui che non partecipava alla vita pubblica, chi confinava la propria esistenza solo nella sfera privata.

Chiamatelo come volete, ionismo, individualismo, personalismo, egocentrismo, asocialità, ma negli ultimi anni, causa e complice la nausea originata dalla decennale politica, dalle altere istituzioni, dalla boriosa burocrazia, dalla ipocrita cosiddetta società civile che sembra una pletora di cortei in cerca di mantenimento, nonché dagli evidenti assoldati media, ma pure dalla incessante crisi economica, sta di fatto e di tutta evidenza che c’è stato un distacco dalla vita pubblica e politica seppure siamo nell’epoca di internet e dei social.

Sicché sono in aumento in modo lampante gli idiotes. Nell’antica Grecia era idiotes quella persona che non partecipava alle assemblee pubbliche dove il demos, il popolo, assumeva le decisioni di importanza collettiva. Chi non era interessato alla vita pubblica e alla politica era considerato disonorevole, ed era definito “idiota”. L’idiozia era la condizione “naturale” alla nascita, prima di ricevere l’educazione da cittadino. Gli idiotes quindi lasciavano che gli altri prendessero le decisioni per tutti, spesso non comprendendo neanche i motivi delle scelte effettuate.

Questo e accaduto in Italia (e specialmente in Sicilia) soprattutto da alcuni decenni a questa parte e stranamene sta riprendendo, anzi come accelerando, anche perché è in corso un martellamento, soprattutto intellettuale, ideologico e informativo, che bisogna delegare ad altri il potere di stabilire per noi, tanto più se questi ultimi sono quotati, esperti, luminari, competenti e senza neanche chiederci se dentro poi sono dei corrotti, delinquenti o mercenari, come tanti si sono rivelati nel tempo.

Questo allontanarsi dalla cosa pubblica accade persino in piccoli comuni. Sicché poi non comprendiamo neanche il significato delle decisioni locali che altri prendono per noi.

Abbiamo persino scordato che la nostra Costituzione ha creato le fondamenta dello Stato di Diritto, dando la sovranità al popolo, facendo della legge la chiave di volta del sistema. Ma guarda caso nella scuola pubblica italiana non si studia mai il diritto come i doveri e quando lo si accenna, a farlo non è neppure un insegnante con dottorato in giurisprudenza.

Non dobbiamo più essere dei sudditi, bensì dei CITTADINI.

Il cittadino, a differenza del suddito, è innanzitutto il soggetto che gode dei diritti civili, ma è anche colui che può essere titolare di diritti economici per così dire originari, non derivati da un potere superiore che arbitrariamente da o sottrae.

E invece siamo stati forzosamente sempre più soggetti ad un potere superiore, quasi impalpabile seppure visibile, quale uno Stato, Regioni, Enti, Comuni, sempre più estorsori fiscali, vessatori giuridici, pubblicani armati di un Diritto per farsi mantenere insieme ai loro eserciti di codazzi, norme che loro stessi si sono votate per acquisire un potere imperiale, oppressivo, coercitivo, clientelare, ingordo e sprezzante nei confronti del concittadino che considerano suddito, sottomesso, assoggettabile per legge (le LORO leggi e solo per LORO).

Oggi criticavo in altra sede epistolare un comune che improvvisamene ha innalzato la Tarip del 29% nonostante casi tra la popolazione di raccolta differenziata individuale anche del 97% e che invece di vedersi riconosciuta una decurtazione si sono visti maggiorare l’importo.

Condivido la considerazione di un giornalista locale che ormai chiunque è in un “palazzo” considera la cosa pubblica come cosa propria e aggiungo: come una sorta di “cosa nostra”.

D’altronde, l’Italia da alcuni decenni è una Nazione fondata sull’estorsione fiscale. L’estorsione è tipica della mafia. Per assonanza l’Italia è divenuta negli anni una Nazione di mafia politico-istituzionale-legalizzata.

E purtroppo sono anche riusciti nel tempo a sfiancarci, avvilirci. E attraverso i media asserviti al potere e una scuola asilo, parcheggio e stantia, a trasformarci in una nazione di idiotes e buoi-contribuenti.

Ma qualcosa forse è cambiato negli ultimi anni. Un nuovo vento umano e sociale ha spirato. Alcuni cittadini hanno voluto risentirsi partecipi arrivando anche ai posti di governo e forse stavolta per cambiare questo incancrenito sistema italiano.

E che questo cambiamento potrebbe anche verificarsi lo dimostra “il cannone dello Spread” che subito il trasversale sistema ha fatto puntare verso la Penisola dai propri amici e compari internazionali con cui si è spartito in questi decenni l’’Italia e gli italiani.

Siamo quindi in modo palese all’ultima possibilità di tornare uomini e non esser e più idiotes e buoi. Dipende se sapremo partecipare, resistere e combattere, con intelligenza ma fermamente, come facevano i nostri nonni quando battagliavano anche dando la vita per la loro libertà. Noi spero non dovremo come loro mai usare le armi bensì la civile ragionevolezza e la resilienza.

Mi preoccupa tuttavia che forse non siamo più tanto quei nostri nonni. Ma l’essere umano ha sempre stupito per la sua innata capacità mentale di reagire e liberarsi.

(alcune frasi sono prese da un indimenticabile quanto straordinario discorso di una persona pronunciato alcuni anni addietro).

(l’immagine è tratta da “Atene, quinto secolo avanti Cristo, l’Ecclesia, riunita in pubblica seduta a votare, in un esperimento di democrazia diretta che non ha precedenti nella storia. Per chi aveva reddito modesto, era previsto un compenso per le giornate dedicate a esaminare le leggi e a votarle – Rai Storia”).

Adduso Sebastiano

Affrontare i grandi eventi: l’organizzazione come mezzo per superare le paure

Affrontare i grandi eventi: l’organizzazione come mezzo per superare le paure

Nonostante l’uomo possa vantare da millenni il presunto primato sulle specie terrestri, resta pur sempre un primate. Ciò comporta, ovviamente, che le sue dimensioni siano infinitesimali rispetto a tutto ciò che lo circonda e le derivanti fobie. Si può interpretare l’evoluzione tecnologica ed organizzativa dell’uomo in funzione di una continua ricerca alla soluzione diretta o indiretta di queste paure: la scoperta del fuoco,ad esempio, per schiarire l’oscurità della notte; la ruota per avvicinare le distanze, attenuando “l’infinito”; la nascita delle istituzioni religiose per calmare le ansie della vita e per dare un senso alla morte; la nascita delle istituzioni politiche e sociali per il bisogno di sicurezza. Insomma, si potrebbe attribuire la nascita della società stessa all’esposizione dell’uomo alla paura. Senza interrogarci sul trascendentale, si pensi semplicemente a quanto enorme fu il “balzo sociale” che l’homo sapiens si trovò costretto a fare per la Paura dei Mammut e dei grandi animali: ne regolò la quotidianità, le abitudini, l’alimentazione e l’architettura delle prime costruzioni a “palafitta”.
E’ molto probabile, inoltre, che la difficoltà insita nella caccia a prede così grandi abbia influito profondamente sulla socializzazione umana. Poiché è impensabile che un singolo cacciatore terrorizzato – armato di utensili di osso o di pietra – potesse uccidere una preda delle dimensioni di un mammut, i gruppi di cacciatori del passato dovevano cooperare tra loro per raggiungere l’obiettivo.
Agendo insieme, essi potevano attaccare su più lati, costruire trappole e, più in generale, adottare strategie complesse capaci di incrementare molto le loro probabilità di successo.
In altri termini, le necessità di cooperazione per la caccia e per la guerra hanno probabilmente rappresentato una forza evolutiva significativa per la nostra specie. Secondo gli antropologi Peter Richerson e Robert Boyd, gli “istinti tribali” di attaccamento al gruppo, i sentimenti di paura e coraggio, le capacità di interiorizzare norme sociali di cooperazione, e molte altre caratteristiche che fanno si che l’Homo sia un genere particolarmente cooperativo tra i primati, sono il frutto di un lungo processo di coevoluzione plasmato dalle necessità legate alla vita in gruppo.
 Il percorso dell’evoluzione tecnico-tecnologica e sociale dell’uomo è tracciato verosimilmente, dunque, verso la prospettiva di debellare ogni paura? Ammettendo che questa linea immaginaria sia effettivamente puntata diritta verso questa possibilità, è molto improbabile però che le paure a loro volta non si evolvano parallelamente, per lo stesso principio per il quale in medicina più la cura si migliora, più la malattia si evolve. Probabilmente secoli di filosofie e “terapie” contro la paura hanno fatto sì che essa non solo sia interpretata come un sentimento principalmente negativo, ma anche che dipenda esclusivamente da noi, lasciandoci l’illusione di poterla controllare o metterla da parte. E più è grande la presunzione più la paura ci coglie di sorpresa.
Si prendano ad esempio i due eserciti più organizzati ed efficienti della storia antica, quello Macedone e quello Romano, ed il loro disorientamento sul campo di battaglia vedendosi contrapposti dall’esercito nemico un contingente di elefanti. Come abbiamo visto, la paura per i pachidermi e per i grandi animali era stata superata da millenni grazie all’organizzazione, eppure l’esercito Macedone, che sotto la guida di Alessandro Magno si apprestava a sfidare addirittura le “divinità d’oriente”, si ritrovò così sbigottito e terrorizzato alla vista degli elefanti durante la battaglia di Gaugamela (331 a.C.) che le tattiche studiate per rendere inoffensive queste micidiali ”macchine da guerra” fallirono miseramente per la fuga o l’esitazione dei guerrieri. Lo stesso leggendario condottiero dovette ammettere la sconfitta della tecnica militare e vinse la battaglia solamente grazie alla catàrsi infusa nei guerrieri grazie a sacrifici e riti collettivi per onorare Phòbos, la divinità della paura.

Ben più tragica fu l’esperienza dell’Esercito romano nella battaglia di Heraclea (280 a.C.) contro Pirro, dove gli elefanti spazzarono via metà delle truppe di fanteria e cavalleria, causando la fuga di molti tra i più coraggiosi ed eroici milites. A differenza dei Macedoni, i Romani si intestardirono nell’uso della tecnica militare per soppiantare la paura, venendo però sconfitti a più riprese per 5 anni, riducendo notevolmente la propria egemonia militare sulla penisola.
Solo dopo essere venuti in contatto con mercanti e popoli orientali, i generali romani vennero a conoscenza del punto debole di ciò che incuteva loro così tanta paura, ovvero la paura stessa. Infatti in Oriente era ormai noto che, nonostante ben addestrato, un pachiderma è spesso atterrito dalla paura per animali più piccoli e dai rumori forti. Fu così che, abbandonando la tecnica ed utilizzando mezzi inconsueti sul campo di battaglia come i tromboni o l’utilizzo del grugnito dei maiali, i romani riuscirono a riottenere il controllo sulla penisola.

Queste due esperienze comuni mettono in guardia dal pericolo meno immediato della paura: l’esclusività propriamente occidentale della razionalizzazione delle forze ingestibili, col mero tentativo di porre la paura in un piano inferiore, dominato dalla tecnica e dalla ragione, minimizzando il rischio che essa ci possa prendere impreparati. Ed è qui che la paura si evolve in “Paura della Paura”.
Negli ultimi giorni a causa della terribile tragedia del crollo di Ponte Morandi a Genova e all’impatto che tale dramma ha avuto sugli italiani ci siamo sentiti un po’ tutti come i piccoli primati di cui sopra, indifesi contro un evento di tale portata. Un’opera imponente che seppur creata dall’uomo nessuno è riuscito a tenere sotto controllo per mancanza, colposa o preterintenzionale, di organizzazione. Le polemiche alla ricerca del colpevole faranno banco per mesi. Ma ciò che lascia perplessi è una politica che nonostante si dichiari sinceramente commossa nei confronti delle vittime sta spingendo sempre più verso una visione degli aventi da Bellum omnium contra omnes, una guerra di tutti contro tutti che allontana le parti civili che si concretizza spesso in attacchi contro il diritto, contro le istituzioni e contro i principi sanciti nella Costituzione di un’Italia che tutti vorrebbero difendere con scazzottate da bar invece che con la comunione di intenti.

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A cura di Mario Calabrese

UFFICIALE – Settore Giovanile Juve Stabia, arriva Ruggiero!

Settore Giovanile Juve Stabia, arriva Ruggiero!

Nuovo colpo in entrata per la Berretti della Juve Stabia. Questo il comunicato del club:

Il settore giovanile della Juve Stabia comunica di aver ingaggiato Pasquale Ruggiero, centrocampista centrale, classe 2004. Il giovane calciatore, già vicino in passato al club stabiese, ha giocato nelle ultime due stagioni con il Napoli. Diamo il benvenuto alla nuova Vespetta.

Ciro Novellino, Ufficio Stampa Settore Giovanile Juve Stabia

Milan-Roma 2-1 (Kessié 39′, Fazio 58′, Cutrone 95′): buio a San Siro. Lenta, prevedibile e molle in difesa la squadra di Di Francesco

Milan-Roma cronaca del match

NOTIZIE AS ROMA  – Luci a San Siro: stasera il Milan di Gattuso (ancora a 0 punti in classifica) affronta tra le mura amiche una Roma sperimentale, rivoluzionata dal tuo tecnico dopo la prestazione monstre del primo tempo contro l’Atalanta all’Olimpico

 

CRONACA SECONDO TEMPO:

95′ GOL DEL MILAN CON CUTRONE su invenzione di Higuain lasciato solo sul dischetto ed ha imbeccato l’attaccante. Il pallone era stato perso da Nzonzi. Triplice fischio di Guida e cala il sipario così sulla partita. La Roma non perdeva in trasferta dal 26 dicembre scorso (partita allo Juventus Stadium contro la Juventus)

92′ Occasione per Dzeko che però sbnaglia la misura del tiro. Il pallone si perde sul fondo

90′ Assegnati 5 minuti di recupero da Guida

87′ Ammonizione per De Rossi

83′ Secondo cambio per il Milan: entra Cutrone per Bonaventura

78′ Gol della Roma con Nzonzi che la mette dentro su un tocco di esterno ma il pallone gli sbatte addosso da distanza ravvicinata. La Var lo annulla per tocco di mano

76′ Terzo ed ultimo cambio per la Roma, entra Santon al posto di Karsdorp che non ne ha più

75′ Arriva il primo cambio anche per Gattuso: entra Laxalt, esce Rodriguez

67′ Seondo cambio per Di Francesco: esce il migliore in campo Pastore, al suo posto Cristante

60′ Annullato un gol ad Higuain per posizione di offside grazie all’ausilio della VAR

58′ GOL DELLA ROMA CON FAZIO! El Shaarawy fermato da Biglia in corner e sui suoi sviluppi la Roma riacciuffa la partita. Gol di quello che finora era stato il peggiore in campo: tiro al volo di destro di collo pieno e palla che si deposita all’angolino

57′ Primo calcio d’angolo del match per la Roma, che si riwsolve in un nulla di fatto

52′ Grandissima uscita di Donnarumma che si rende protagonista di un tackle su El Shaarawy

51′ Tunnel di Higuain su Manolas, per fortuna della Roma Kolarov la spazza ed è corner per i padroni di casa

49′ Segali di Roma: Pastore serve un gran pallone a Dzeko ma la palla non prende il giro giusto ed esce

46′ Primo cambio per Di Francesco a inizio primo tempo: Marcano lascia il posto ad El Shaarawy

CRONACA PRIMO TEMPO:

45′ Termina il primo tempo a San Siro

44′ Altro calcio d’angolo per la squadra di casa dopo un’azione corale che sembra la fotocopia di quella che ha portato al vantaggio milanista

39′ GOL DEL MILAN CON KESSIE Fazio si addormenta su Rodriguez e serve Kessie inseritosi alle spalle di Marcano. Il centrocampista, non sorvegliato da Kolarov, è stato libero dibattere a rete

34′ Prima occasione per la Roma: Schick prova di testa a sorprendere Donnarumma sul primo palo ma la frustata non è sufficiente per impensierire il portierone, forse il pallone era troppo alto

28′ Botta insidiosa dalla distanza di Suso, Olsen con i pugni respinge in angolo. Sui suoi sviluppi rovesciata di Higuaincol pallone che va fuori

27′ Bell’azione a due tra Pastore e Schick, con il ceco che riesce a divincolarsi tra 3 avversari passando il pallone al compagno che poi glielo restituisce e Schick si invola verso la porta ma è troppo isolato

24′ Suso riceve i pallone e cerca un taglio centrale per Higuain. Olsen la blocca

17′ Bella parato di Olsen su Higuain, che prova a sorprendere lo svedese sul primo palo. Tutto nasce da un pallone perso sa Dzeko

15′ Primo pericolo per la Roma, con un Milan che sta crescendo. Inserimento di Calabria alle spalle della difesa giallorossa, conclusione potente ma imprecisa del terzino e pallone sul fondo.

 

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Biglia, Bonaventura; Suso Higuain, Chalanoglu

ROMA (3-4-1-2): Olsen; Manolas, Fazio, Marcano, Karsdorp, De Rossi, Nzonzi, Kolarov; Pastore; Schick

Napoli, parcheggiatori abusivi e legami con la Camorra: spuntano investimenti in Calabria e nel Lazio

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Napoli, parcheggiatori abusivi e legami con la Camorra: spuntano investimenti in Calabria e nel Lazio

Alla luce di quanto affiorato da un dossier compilato da ilMattino, Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi che da anni si batte contro il fenomeno dei parcheggiatori abusivi di Napoli, ha voluto evidenziare alcune condotte delittuose che sarebbero emerse in vari filoni di inchiesta che li riguardano:
“L’inchiesta del ilMattino sull’esercito dei 3.600 parcheggiatori abusivi censiti dalla polizia municipale che in parte nel mese di agosto non si sono fatti vedere in giro perché, a differenza di tante persone oneste, vanno a trascorrere le vacanze nelle più rinomate località turistiche della Sardegna, conferma in pieno quanto denunciato nel nostro dossier consegnato alla prefettura e alle forze dell’ordine. Secondo i nostri dati i parcheggiatori abusivi nella città di Napoli hanno superato le 4mila unità. In molte zone c’è un legame stretto tra la loro attività e il controllo del territorio da parte della camorra. In estate addirittura alcuni di loro per gestire i loro investimenti fuori regione subaffittano gli spazi ad altri.
“Voglio ricordare  –
continua Borrelli – che nel dossier abbiamo portato alla luce anche investimenti immobiliari con i proventi delle loro estorsioni che vengono fatti nelle località marittime della Calabria e del basso Lazio utilizzando figli, nipoti, mogli, come prestanome. Alcuni di loro si vantano anche con foto sui social di aver acquistato cucine in oro e di guadagnare un sacco di soldi in contanti.
“Un business milionario per il quale chiediamo indagini approfondite della Guardia di Finanza su questi soggetti che stanno diventando i nuovi ricchi e stanno acquistando negozi nelle aree più rinomate della città. Nel frattempo prosegue la raccolta di firme per la richiesta dell’arresto in flagranza di reato dei recidivi già colpiti in precedenza da Daspo urbano e sanzioni amministrative. Il Governo finora non ha inteso ascoltare la nostra proposta di legge ma noi non ci fermeremo. Sulla pagina FB ‘Io odio i parcheggiatori abusivi’ realizzata con il consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini e lo speaker radiofonico Gianni Simioli è possibile sottoscriverla. Non diamo tregua a questi delinquenti che, come è evidente, non sono dei poveracci ma veri e propri criminali.

“Ad oggi – conclude il consigliere – non abbiamo ancora trovato un parcheggiatore abusivo povero o con serie difficoltà economiche. Il messaggio che passa è che chi fa il delinquente non viene fermato e fa la bella vita e chi invece riga dritto e lavora onestamente ha difficoltà ad arrivare a fine mese”.

Donetsk, ucciso in un attentato il leader dei separatisti filorussi Zakharchenko

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Donetsk, ucciso in un attentato il leader dei separatisti filorussi Zakharchenko

Alexander Zakharchenko, capo dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, una delle repubbliche separatiste del Donbass, è rimasto ucciso in un’esplosione avvenuta presso il bar Separ, situato nel centro della città, in quello che sembra essere un attentato.
L’amministrazione della repubblica popolare, riporta la testata giornalistica Tass, avrebbe confermato la morte del separatista filorusso precisando che si tratta di un “attentato”. Nell’esplosione sarebbe rimasto ferito anche il ministro delle Finanze Alexander Timofeyev.
Vi è ogni ragione di credere che dietro all’assassinio di Alexander Zakharchenko c’è il regime di Kiev“, è stato il commento della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova che aggiunge “Non avendo onorato l’impegno per la pace, sembra che abbiano deciso di optare per un bagno di sangue“. La portavoce ha poi sottolineato la necessità di condurre un’inchiesta autonoma sulla vicenda.
Zakharchenko, dopo aver combattuto al fronte, era stato nominato primo ministro dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk l’8 agosto 2014.
Il 2 novembre dello stesso anno era stato eletto presidente con il 75% dei consensi. Nel febbraio 2015 rappresentò la Repubblica Popolare di Doneck nelle trattative per la stipula del trattato di pace di Minsk II, dichiarando una vittoria per le repubbliche di Donetsk e di Lugansk, conseguentemente all’esito della battaglia di Debaltsevo; in questa battaglia l’esercito ucraino venne accerchiato e dovette ritirarsi dopo sanguinosi combattimenti lasciando in mano ai separatisti enormi quantità di mezzi e munizioni.

La Lega Pro esprime disappunto per la pubblicazione dei calendari U15 e U17

La Lega Pro esprime disappunto per la pubblicazione dei calendari U15 e U17

Molte società di Lega Pro ci hanno contattato in queste ore per rappresentarci il loro disappunto, allorquando hanno appreso dell’imminente pubblicazione, da parte del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, dei calendari relativi ai campionati Under 15 e Under 17 Serie C. Da subito la Lega si è attivata tentando di posticipare a data successiva al 7 settembre tale pubblicazione, solo quando vi sarà la certezza dell’organico di Lega Pro, ma il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC ha ugualmente diramato i calendari in data odierna. Sarebbe stato sufficiente, e senz’altro necessario, attendere la decisione del Collegio di Garanzia del CONI del prossimo 7 settembre, per poi coordinare i calendari dell’attività giovanile con quelli delle squadre del Campionato Serie C, come del resto è stata buona prassi in tutte le passate stagioni. La Lega, non può che prendere atto di come si sia operato, e si unisce al disappunto delle proprie associate”, sono le parole riportate per la celta in atto.

Samuele Esposito

UFFICIALE – Juve Stabia, risolto il contratto di Giorgio Capece

UFFICIALE – Juve Stabia, risolto il contratto di Giorgio Capece
“S.S. Juve Stabia rende noto che è stato risolto consensualmente il contratto che legava il calciatore Giorgio Capece al club stabiese. Il calciatore lascia la Juve Stabia dopo aver totalizzato 9 presenze nella passata stagione. A Giorgio, professionista serio ed esemplare vanno i ringraziamenti per l’apporto dato e l’augurio di un futuro sempre più ricco di soddisfazioni personali e professionali. “

S.S. Juve Stabia

 

Milan-Roma, le formazioni ufficiali: rivoluzione DiFra. Difesa a 3, Pastore trequartista, Schick accanto a Dzeko

Le formazioni ufficiali di Milan-Roma: rivoluzione modulo per Di Francesco

NOTIZIE AS ROMA  – Luci a San Siro: stasera il Milan di Gattuso (ancora a 0 punti in classifica) affronta tra le mura amiche una Roma sperimentale, rivoluzionata dal tuo tecnico dopo la prestazione monstre del primo tempo contro l’Atalanta all’Olimpico. Sotto accusa, in quell’occasione, ci erano finiti soprattutto i centrocampisti ai lati di Daniele De Rossi (non a caso l’unico confermato di stasera) e i difensori. Al via, allora, alla squadra 2.0 quando siamo appena alla terza gara di campionato e dopo che DiFra aveva provato per tutta l’estate il “suo” 4-3-3.
Sdoganata la difesa a 3 con l’impiego di Marcano, che fa il suo esordio in Serie A, accanto a Fazio e Manolas, poi davanti la cerniera difensiva spazio al doppio mediano con De Rossi e Nzonzi chiamati a fare da “diga” . Accanto a loro i due terzini giocheranno in posizione avanzata riapetto al solito, quindi Karsdorp a destra e Kolarov a sinistra. Pastore rimesso nella sua naturale posizione di trequartista , agirà alle spalle di Schick e Dzeko.

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Biglia, Bonaventura; Suso Higuain, Chalanoglu
A disp: Reina, A. Donnarumma, Caldara, Simic, Abate, Bakayoko, Bertolacci, Laxalt,Cutrone, Castillejo, Borini
All. Gattuso

 

ROMA (3-4-1-2): Olsen; Manolas, Fazio, Marcano, Karsdorp, De Rossi, Nzonzi, Kolarov; Pastore; Schick, Dzeko
A disp: Fuzato, Greco, J. Jesus, Santon, Pellegrini Lo., Cristante, Pellegrini Lu., Coric, Zaniolo, Under, Kluivert, El Shaarawy
All. Di Francesco

 

Arbitro: Guida di Torre Annunziata
Assistenti: Carbone e Passeri
IV uomo: Chiffi
VAR: Mazzoleni
AVAR: Del Giovane

UFFICIALE – Scambio Mezavilla-Zibert: raggiunto l’accordo tra Juve Stabia e Reggina

UFFICIALE – Scambio Mezavilla-Zibert: raggiunto l’accordo tra Juve Stabia e Reggina

Così come preannunciato dalla redazione di ViViCentro.it, in serata è stato trovato l’accordo tra Juve Stabia e Reggina per lo scambio che ha riportato in gialloblu Adriano Mezavilla, uno dei protagonisti della promozione in serie B nella stagione 2010/2011. Il forte centrocampista brasiliano torna a Castellammare dopo quattro stagioni trascorse tra Alessandria e Reggina. Nella stessa operazione è stato ufficializzato il passaggio di Urban Zibert alla squadra calabrese.

Il comunicato ufficiale della società stabiese:

  “S.S. Juve Stabia rende noto di aver raggiunto l’accordo con la Reggina Calcio per l’acquisizione, a titolo definitivo con opzione di rinnovo per la prossima stagione, del calciatore Adriano Mezavilla. Il centrocampista torna a Castellammare dopo aver vinto i playoff, ottenendo così la promozione in serie B, nella stagione 2010/2011 e dopo aver disputato un campionato importante ad alti livelli in serie cadetta con la Juve Stabia. Queste le sue dichiarazioni: “Sono veramente felice di tornare a Castellammare, dove i tifosi mi hanno dato sempre tanto calore e affetto, mi metterò subito a disposizione di mister Caserta per dare fin da subito il massimo, mi aspetto una stagione importante ma sopratutto mi aspetto di vedere tanta gente allo stadio per spingerci e darci la carica.” Contestualmente, è stato ceduto il calciatore Urban Zibert a titolo temporaneo alla società calabrese.”
S.S. Juve Stabia

Juve Stabia, vicina la fumata bianca: scambio con la Reggina tra Mezavilla e Zibert, arrivano conferme

Juve Stabia, vicina la fumata bianca

Ci siamo, manca solo l’ufficialità e Mezavilla tornerà allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, tornerà alla Juve Stabia. La conferma, come raccolto dalla redazione di ViViCentro.it, arriva da fonti vicine al calciatore. Per lui è un ritorno, artefice dei successi passati, dopo il suo trascorso tra il 2010 e il 2014 con 119 presenze all’attivo e 10 gol. L’abbondanza a centrocampo porta a fare il percorso inverso, alla Reggina, allo sloveno Urban Zibert.

a cura di Ciro Novellino

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