BREXIT. ANCORA FUMATA NERA SUI NEGOZIATI
IN ATTESA DELLA VERITA’ SULLE STRAGI DI PALERMO. TESTIMONIANZA DEL PENTITO CALCARA
(Di Virginia Murru)
Dire qualcosa sui 25 anni di processi riguardanti le stragi di Palermo, significa introdursi, sia pure da cittadini comuni, in una fitta rete di accadimenti, tra i resoconti sommari (considerato lo spazio che consente un articolo) dei collaboratori di giustizia, e infine, nelle trame oscure dei tentativi di depistaggio, che hanno offeso ancora di più la memoria delle vittime.
Povera Italia, sempre imbavagliata, messa a tacere in un angolo, mentre illustri innominati ne guidano i passi, senza il coraggio di mostrarsi a volto scoperto, di rispondere all’appello della Giustizia quando chiama. 50 anni di storia violenta alle spalle, di stragi e vittime, fiumi di sangue e lacrime. Possibile che tutto questo debba dissolversi nel nulla, che tanto male debba essere immolato alla causa del tacere (e del potere)?
Sono questi i veri “non luoghi a procedere” che bloccano la Verità.
Possibile che sia questo il modo migliore per andare incontro alla svolta? Non si può passare in una sponda più degna così, per scrivere parole nuove è necessario che si abbia il coraggio di dire basta. Basta alla corruzione, alla sopraffazione, basta soprattutto alla violenza chiara e occulta. Basta all’insidia del silenzio. Un Uomo ha altre prerogative più degne, un Uomo sbaglia, anche, ma non può contraffare la propria natura fino a questo punto. Eppure, i veri mandanti, ossia la Verità ultima delle stragi di Palermo (e non solo), è ancora preclusa.
In nome di coloro che sono passati sotto i cingoli spietati del potere violento, è necessario lottare per la verità e la trasparenza nell’attività delle Istituzioni.
Il giudice Antonino Di Matteo, il 17 settembre scorso, in audizione al Csm, ha fatto un bilancio positivo sui 25 anni di processi contro i responsabili delle stragi del ’92/93, e l’accertamento della verità sulla trattativa Stato-mafia. Il magistrato ha chiesto che l’audizione fosse pubblica, Radio Radicale (e non solo) ha infatti registrato tutto il suo intervento.
Sostiene il magistrato : “non è vero che tutti questi anni di indagini e ricerca della verità siano stati inutili, intanto sono state inflitte pene esemplari, l’irrogazione di 26 ergastoli è già una prova”.
E aggiunge: “Su via d’Amelio siamo ad un passo dalla verità. Mai come ora siamo stati vicini all’accertamento dei fatti riguardanti le stragi di Palermo . E questo grazie al mio contributo e a quello di altri magistrati. Non è giusto che questi magistrati siano oggi accostati a depistaggi, l’ accusa è strumentale a chi non vuole che si vada avanti”.
Sembra retorico chiedersi perché è necessario andare oltre. La risposta è evidente: nonostante i progressi, restano tante ombre e interrogativi sulle stragi. Su Via D’Amelio, per esempio, non è stato affrontato solo il depistaggio legato alle false affermazioni del pentito Scarantino, che ha ritardato il corso della verità. C’è anche quello che riguarda l’agenda rossa del giudice Borsellino. I giudici della Corte d’assise l’hanno definito come il “depistaggio più grave della storia”. Proprio alcuni giorni fa sono stati rinviati a giudizio tre poliziotti, accusati “di avere favorito la mafia, tramite una falsa ricostruzione della fase esecutiva della strage, che ebbe come conseguenza la condanna all’ergastolo di sette mafiosi, estranei all’attentato”.
Nelle vicende di mafia concernenti gli anni ’80 e ’90, c’è anche un testimone di giustizia piuttosto noto, Vincenzo Calcara – il quale, avendo fatto parte, fino al ’91, dell’organizzazione mafiosa in qualità di uomo d’onore ‘riservato’ (‘riservato’ perché non era conosciuto dagli altri membri dell’organizzazione), al servizio di Francesco Messina Denaro – avrebbe voluto essere ascoltato dai giudici che si sono occupati negli ultimi 25 anni della strage di Via d’Amelio.
Vincenzo Calcara ha scritto un memoriale, pubblicato peraltro nel blog di Salvatore Borsellino (ma anche in altri), la sua è una storia lunghissima e travagliata, che per ovvie ragioni di spazio non può essere riportata per intero in un articolo. Egli ha tuttavia riferito fatti nelle sedi opportune che sembrano inverosimili, ma si tratta di testimonianze rese a suo tempo al giudice Paolo Borsellino, il quale ha preso nota per mesi delle sue rivelazioni, sul finire del ’91, e nel ‘92, fino a poco prima della strage in cui, insieme alla sua scorta, fu assassinato.
Il rapporto tra il testimone di Giustizia e il giudice, fu di rispetto reciproco, nonostante la scioccante rivelazione del Calcara, il quale gli confidò di avere ricevuto, poco tempo prima del suo arresto, l’incarico da parte del capo famiglia Francesco Messina Denaro di Castelvetrano, di ucciderlo con un fucile di precisione, nella statale tra Palermo e Agrigento. Qualora si fosse decisa la strage attraverso l’uso del tritolo, e dunque con un’autobomba, avrebbe dovuto svolgere un ruolo di copertura.
“Di quel Borsalino – pare avesse detto in modo sprezzante il boss – non devono restare nemmeno le idee..”
Per chi volesse conoscere la testimonianza di Vincenzo Calcara, basta leggere i suoi memoriali. Le video interviste e la partecipazione a tante trasmissioni televisive, inoltre, rendono l’idea dell’attaccamento alla memoria del giudice Borsellino, e al rispetto sempre dichiarato nei confronti della sua famiglia.
Da anni è uscito fuori dal programma di protezione, vive con la moglie e le quattro figlie, ma gli resta il rammarico di non essere stato ascoltato abbastanza in ambito giudiziario. Solo il giudice Borsellino gli aveva prestato la dovuta attenzione. Vincenzo Calcara vorrebbe offrire il suo contributo per il riscatto della verità, ma non è stato messo a confronto con i pentiti più seguiti sia nei processi svoltisi a Caltanissetta che a Palermo.
Tanto è stato l’impegno della Magistratura per la ricerca della verità, e tuttavia un’infinità d’interrogativi restano ancora senza risposta, perché mancano i nomi e i volti dei veri direttori d’orchestra, ossia le cosiddette ‘entità’ di un potere occulto che dietro le quinte sembra sia stato il vero regista. E’ il muro più ostinato, invalicabile fino ad ora, col quale i magistrati si sono misurati. Sono quelle ‘menti raffinatissime’ alle quali faceva riferimento il giudice Falcone.
Questi misteri sono le ‘terre irredente’ della giustizia, rappresentano la porta blindata delle istituzioni deviate che fu interdetta a Borsellino, e ai giudici coraggiosi come lui, che hanno pagato con la vita l’ardire di condurre le indagini negli angoli più oscuri della vita della Nazione. Che hanno vissuto di tradimenti e detrazioni, hanno respirato l’aria piena di veleni e sospetti di chi era già inviso alla verità e alla giustizia. Una terribile lotta in sordina tra bene e male, dove la distanza, tra irreprensibilità e corruzione, è davvero una questione di maschere. Chi ha osato inoltrarsi in questi fondali limacciosi, aveva solo il fine di portare in superficie la verità; unico obiettivo che ha distinto l’operato delle persone cadute sotto gli strali di queste forze oscure. Ma qui la verità è avvolta davvero da una spessa coltre di nebbia, non è un percorso illuminato, non si può andare oltre.
Occorrerebbe ora un altro ordine di pentiti, come scrive la rivista on line Antimafia Duemila: proprio quelli che si riparano dietro il paravento di cariche pubbliche, Istituzioni. Persone che conoscono risvolti inediti, in grado di spalancare la porta più inaccessibile: la Verità ultima sulle stragi. Ossia coloro che hanno sempre considerato il potere violento alla stregua del fine che giustifica i mezzi.
Il collaboratore di giustizia Antonino Giuffré, nei suoi resoconti, è stato molto più onesto di altri, meno strumentale nei confronti di altri pentiti, ha almeno fatto riferimento a questi presunti poteri occulti che agivano in concerto con i criminali mafiosi. Così come Leonardo Messina, anch’egli nel ’92 riferì al giudice Borsellino particolari e nomi utili alle indagini, grazie al suo contributo furono arrestati 200 uomini d’onore ( fu definita ‘Operazione Leopardo’).
A Vincenzo Calcara, dopo avere ascoltato con attenzione i fatti che ha raccontato, ho rivolto alcune domande. Devo precisare che la registrazione è troppo lunga, il pentito è un torrente in piena, e per ragioni di spazio ho dovuto riassumere ed estrapolare i dettagli che ritenevo più rilevanti.
Sig. Calcara, lei ha sempre dichiarato la sua perplessità sul fatto che, pur essendo stato un testimone di giustizia, che ha goduto della fiducia del giudice Borsellino, non è stato coinvolto nel corso dei tanti processi condotti sulle stragi, lei avrebbe voluto che le si chiedesse anche solo una conferma, un confronto, con le confessioni di alcuni pentiti.
Quali sono a suo avviso gli angoli ancora oscuri sui quali è necessario fare luce, al fine di arrivare alla verità dei fatti criminali legati a cosa nostra, e quale contributo potrebbe dare in questo versante?
Sono tanti ancora gli angoli oscuri sulle stragi, io avrei voluto offrire il mio contributo, mi sarei reso utile, perché avere militato nell’organizzazione mafiosa nel ruolo di ‘uomo riservato’, significa venire a conoscenza di fatti importanti. In questo senso mi sento frustrato, vorrei veramente essere almeno messo a confronto con i collaboratori che non hanno detto tutta la verità.
Sono entrato a fare parte di cosa nostra il 4 ottobre del 1979, nel 1981 io ero sorvegliato speciale, con una condanna a 15 anni di carcere per omicidio, ero un uomo libero perché aspettavo la sentenza della cassazione. In quel periodo fui assunto nell’aeroporto di Linate a Milano, con tanto di cartellino al collo, nella dogana; ma lo scopo non era il lavoro in sé quanto favorire i traffici di droga, e proteggere i colli dalle ispezioni delle forze dell’ordine.
Per questo ‘lavoro’ l’Istituto previdenziale mi ha versato i contributi.. Nessuno ha mai fatto i dovuti controlli al riguardo. Come poteva un pregiudicato come me entrare in un posto così delicato come la dogana di un aeroporto tanto importante, se non grazie a complicità che stavano veramente in alto?
E’ tutto verificabile. Lo affermo limpidamente, proprio per dimostrare che la Giustizia su tanti aspetti che riguardano la criminalità organizzata, è arrivata in ritardo, e su tanti altri forse deve ancora arrivare.
Ho trasportato droga e armi sul finire degli anni ’80 con persone affiliate alla Ndrangheta, io in seguito alla mia scelta di collaborare con la Giustizia, ho segnalato questi fatti con nomi e cognomi, e grazie alla mia testimonianza sono stati identificati, processati e condannati.
Sig. Calcara, è semplice dedurre dalle sue testimonianze, che ha un grande rammarico, ossia non avere avuto l’opportunità di parlare di importanti fatti dei quali è venuto a conoscenza, o per esperienza diretta, nelle sedi opportune. Soprattutto – lei dice – di non essere stato messo a confronto con tanti collaboratori di giustizia, che a suo avviso, non solo non hanno detto la verità su questioni importanti riguardanti le stragi, ma si sono resi responsabili di omissioni, che avrebbero acceso una luce più chiara sulle indagini. Con quali pentiti avrebbe voluto confrontarsi nei processi?
Con diversi pentiti, in particolare con Giovanni Brusca, che era figlio di un capo mandamento (S. Giuseppe Jato) e a sua volta, dopo la scomparsa del padre, è stato lui a tenere le redini. Ci sono diversi vuoti nelle testimonianze del Brusca, in particolare non ha parlato dei poteri occulti, quella linea trasversale alla criminalità organizzata siciliana, e non solo. Avrebbe dovuto parlarne, perché sicuramente, questi personaggi ancora senza un nome, hanno difeso e protetto gli interessi della sua famiglia, quindi sa molto di più di quanto abbia dichiarato. Le mie rivelazioni su questo punto, sono state confermate dalle testimonianze di Antonino Giuffré, anch’egli collaboratore di Giustizia, Leonardo Messina, ed altri pentiti.
Ma dei poteri forti ormai sono in tanti ad averne parlato, i giudici dopo anni d’indagine, si sono persuasi che esista una linea di convergenza d’interessi con l’organizzazione mafiosa, del resto tanti sono i testimoni di giustizia che hanno parlato di servizi segreti deviati, e purtroppo di uomini delle istituzione coinvolti a vario titolo in complicità sconcertanti. Ai poteri occulti si è riferito Walter Veltroni, Piero Grasso, e tantissimi giudici che sono pervenuti a questa conclusione, dopo fiumi d’interrogatori ai collaboratori di giustizia, e conclusioni scaturite dalle indagini. Se ne parla ormai apertamente, non ne parlo solo io, non è un mistero per nessuno che dietro le stragi vi sia una verità sommersa, coperta, proprio perché riguarda personaggi ‘intoccabili’, purtroppo spesso ‘irreprensibili’ davanti alla gente. Lo so che non è facile, è un’impresa arrivare al capolinea della Verità che riguarda poi tutte le stragi commesse in Italia. Questo lo so bene.
Io sono convinto che esiste una ‘Commissione nazionale’, della quale fanno parte anche esponenti delle organizzazioni mafiose, siciliane e calabresi, e questa Commissione è potentissima. Ma sono altrettanto convinto che esista anche un riferimento internazionale. Certi fatti gravissimi, come sono state le stragi, non potevano essere organizzate solo dalla criminalità organizzata, dietro ci sono altri referenti, complicità e collusioni ad altissimo livello. Del resto, il giudice Falcone parlava di “menti raffinatissime..” E se ne stava convincendo anche il dottore Borsellino, per questo doveva sparire.
Una parte della politica siciliana, ormai è noto, era collusa con la mafia, e basterebbe citare Salvo Lima, Vito Ciancimino, e tanti altri nomi illustri, per capire quanti scambi di favori ci fossero dietro l’apparente irreprensibilità di certi personaggi. Non si dimentichi che i collegamenti tra esponenti di primo piano della politica nazionale con i boss di cosa nostra sono stati provati, e se gli interessati non sono stati condannati è dipeso dallo scadere dei termini di prescrizione del reato di associazione per delinquere/ mafiosa (caso Andreotti).
Signor Calcara, sappiamo che i depistaggi che hanno riguardato la strage di Via d’Amelio, hanno concorso a ritardare l’esito delle indagini, e che alcuni pentiti, con le loro false rivelazioni, ne hanno deviato il corso. Ma comunque si è fatta luce, sia pure dopo diversi anni, soprattutto grazie al contributo di testimoni di giustizia più attendibili e coerenti con il reale svolgimento dei fatti. Ci sono stati 26 ergastoli e tante altre condanne per concorso in strage, ma la verità, tutta la Verità, sembra ancora sulla Via di Damasco.
Sì, è vero, ma perché? Certamente, ci sono stati ritardi perché purtroppo si è concessa fiducia troppo presto a falsi pentiti come Scarantino, non tutti i cosiddetti collaboratori di giustizia sono affidabili, molti usano la Giustizia e i vantaggi che ottengono con le loro confessioni, ma fanno affermazioni non corrispondenti al vero, e soprattutto non dicono tutto quello che sanno.
Lei cosa mi dice sui tanti depistaggi legati alla sparizione dell’agenda rossa del giudice Borsellino, conosce dettagli importanti al riguardo?
Cosa posso dire.. io prima di tutto quell’agenda l’ho vista più volte nelle mani del dottore Borsellino, lui annotava anche davanti a me dettagli che erano importanti per le indagini. Non conosco i nomi di coloro o di chi l’hanno resa irreperibile. Non ho certezze, ma sono convinto che l’agenda, per il valore del suo contenuto, sia oggetto di ricatti proprio all’interno di questo sistema di poteri occulti e deviati di cui ho già accennato. Il notaio Salvatore Albano era molto probabilmente un tramite tra queste entità, che hanno un potere enorme.
Io ho conosciuto il notaio Albano, avevo portato di persona, una decina di miliardi che dovevano essere ‘ripuliti’. Lo stesso Brusca ha confermato in una deposizione, che il notaio in rappresentanza di un noto esponente politico, aveva fatto avere un regalo alla figlia di uno dei fratelli Salvo che si era sposata.
Altro sull’agenda rossa non so, ma direi che la sua sparizione è la prova del fatto che esiste una gerarchia di poteri forti, e che il destino del giudice Borsellino è stato forse deciso in “alte sfere”, così come l’agenda è stata sottratta per le stesse ragioni: perché la verità è scomoda. Del resto anche il suo ufficio era stato ‘visitato’ subito dopo la strage, e documenti importanti sono stati portati via.
E non è la prima volta, è stato fatto anche dopo la strage di Capaci, con documenti e prove importanti in mano del dottore Falcone. Ma anche a casa del generale Dalla Chiesa, erano arrivate puntuali le visite nella sua abitazione, dopo la strage.
Stiamo ancora a chiederci le ragioni? Ci chiediamo ancora perché la villa di Totò Riina non è stata perquisita, e non è stata chiusa e sigillata dopo avere portato via documenti sicuramente importantissimi ai fini delle indagini? La sua villa è rimasta senza un’ispezione per settimane, il tempo necessario alla mafia di ripulirla bene, perfino imbiancare le pareti..
Sig. Calcara, lei ha parlato in più occasioni delle “cinque entità”, ossia un insieme di poteri occulti del quale fa parte la criminalità organizzata, istituzioni deviate, servizi segreti ecc. E tuttavia non può provare l’esistenza di questa Commissione nazionale..
Ma esiste! E come ho già avuto modo di sottolineare, a questi poteri deviati fanno riferimento in tanti, tutte persone rispettabili e non compromesse con la giustizia. Non è un mio delirio. Si dovrebbe indagare ora in questa direzione, perché qui si troveranno le risposte ai tanti interrogativi che hanno interessato la storia d’Italia negli ultimi cinquant’anni, se non anche prima.. Qui è la verità, lo sostengono ormai in tanti, come bisogna dirlo?
L’ultima domanda: come mai sig. Calcara è uscito fuori dal programma di protezione?
Sono uscito fuori volontariamente, in seguito ad un rinvio a giudizio per calunnia, dichiarazioni ritenute false, ma io ho detto la verità riguardo ai dieci miliardi consegnati al notaio, per questo mi sono rivoltato verso questo trattamento. Ne avevo parlato con la moglie del giudice Borsellino, la sig.ra Agnese, la quale mi aveva assicurato, che in mancanza di un aiuto da parte dello Stato, avrebbe pensato la sua famiglia a trovarmi un lavoro, e infatti lo ottenni. Con mansioni di custode lavorai in un convento al nord. Ho ricevuto sostegno morale ed economico dalla stimatissima famiglia Borsellino, e non finirò mai di essere loro grato per tutto il bene che hanno fatto a me e alla mia famiglia.
Grazie, sig. Calcara della sua testimonianza.
Il giudice Roberto Scarpinato, in un’intervista, definisce l’agenda rossa come “una sorta di promemoria dell’indicibile”. E aggiunge: “forse le tracce che portano a questi ‘indicibili’ sono proprio nell’agenda del giudice scomparso”.
E basterebbero le conclusioni di questo giudice coraggioso a fare riflettere: “L’Italia è un Paese democraticamente immaturo, che non ha mai saputo fare i conti con il proprio passato”.
Lo stesso giudice Paolo Borsellino confidò alla moglie, poche settimane prima della strage: “sarà la mafia a uccidermi, ma altri a deciderlo..”
181018 IL PUNTO sulle News del giorno. Prima edizione (mp3)
Stralcio delle news principali dal primo Giornale Radio del giorno: “Notizie dal mondo”, con IL PUNTO su quelle che potrete trovare su Vivicentro.it mentre, per approfondire e riascoltare tutto il GRV trasmesso su Viviradio-Web, clicca QUI.
- I cinque stelle tentano di smarcarsi dal condono che hanno firmato evocando il complotto. Una manina ha manipolato il decreto, faremo denuncia, dice Di Maio da Vespa. Testo mai arrivato precisa il Quirinale.
Ma quale decreto truccato reagisce stizzito l’alleato Leghista. - Continuano le schermaglie con la Commissione Europea sulla manovra. Il commissario al bilancio Guenther Oettinger prima ha affermato che l’Europa respingerà la manovra poi, di fronte alle proteste italiane si è corretto ed ha specificato che si trattava di una sua opinione personale.
- In Italia il numero dei poveri assoluti continua ad aumentare. Dagli anni pre crisi ad oggi, il numero di persone che non riescono a raggiungere uno standard di vita dignitoso è aumentato addirittura del 182%. Lo dice la Caritas nel suo ultimo rapporto.
- Un 22enne del Gambia si è impiccato lunedì scorso a Castellaneta Marina, vicino Taranto, perché gli era stato negato l’asilo politico. Ne ha dato notizia l’associazione Babele.
- Milano ancora odore di rifiuti bruciati nell’area, oggi risultati delle analisi dell’Arpa sulla concentrazione di diossina. (Vedi documentazione video)
- E ancora stallo sulla brexit e nessuno passa davanti al vertice europeo si lavora all’ipotesi di prolungare la transizione ancora di un anno per evitare un’uscita traumatica di Londra.
- Situazione molto tesa tra Israele e palestinesi nella striscia di Gaza dopo il lancio di razzi avvenuto ieri dalla Striscia. La risposta dell’aviazione di Tel Aviv. Per oggi Netanyahu ha convocato il consiglio di difesa.
- Si rischia una nuova Catastrofe Umanitaria tra Angola e Congo. Cosa sta succedendo in quella regione ce lo racconta in diretta Raffaele Masto.
- Da ieri in Canada la cannabis è legale. Il Canada è così diventato il secondo paese al mondo dopo l’Uruguay dov’è il possesso è l’uso di cannabis è legale. Nel paese latinoamericano è ormai da diversi anni che la marijuana è stata legalizzata, ma con quali risultati e conseguenze. Ce lo spiega Alfredo Somoza.
I 5 Stelle tentano di smarcarsi del condono che hanno firmato evocando il complotto. Lo ha fatto Di Maio ieri sera da Vespa a Porta a porta:
“….. e poi a un certo punto fa dell’imposta sul valore degli immobili all’estero dell’imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero”
Cioè questo significa che possono rientrare i capitali
“Lo dico chiaramente davanti agli italiani, a parte il fatto che bisogna denunciare subito, infatti domani io deposito una denuncia alla Procura della Repubblica perché questo testo non era negli accordi del consiglio dei ministri, ma una cosa importante è che noi non lo votiamo in Parlamento questo decreto se arriva così …..”
Il Napoli sfida la Juventus per James Rodriguez: è un fedelissimo di Ancelotti!
Il Napoli sfida la Juventus per James Rodriguez: il colombiano è un fedelissimo di Ancelotti!
L’ingaggio di un allenatore del calibro di Ancelotti è servito non solo per far esprimere alla squadra partenopea un tipo di calcio vincente in Europa dopo tanto sarrismo, ma anche per attrarre talenti di fama mondiale. Gli ultimi rumors di mercato, secondo Tuttosport, riguardano James Rodriguez.
Il colombiano non sta trovando molto spazio al Bayern Monaco ed una sua partenza dalla Baviera non sarebbe poi così remota: la Juventus ci sta facendo un pensierino ma non si può non pensare ad Ancelotti, suo ex allenatore, in caso di addio anticipato al Bayern.
Il rapporto tra Ancelotti e l’ex giocatore del Real Madrid è da sempre ottimo, con i due che hanno condiviso l’esperienza spagnola e quella proprio in Germania. Il Napoli fiuta l’affare e resta vigile: l’investimento sarebbe importante ma lo stesso James potrebbe essere spinto dalla voglia di riabbracciare il suo vecchio allenatore per riprendersi dopo gli ultimi deludenti anni.
Per lui, così come per Piatek, è sfida di mercato con la Juventus che è su di lui da anni: basterà la “carta Ancelotti” per convincerlo a vestire i colori azzurri? De Laurentiis permettendo…
Circumvesuviana, problemi tecnici ad un convoglio: corse per Napoli bloccate
Circumvesuviana, problemi tecnici ad un convoglio: corse per Napoli bloccate, ritardi importanti su tutta la linea
Ancora disservizi nei pressi della stazione di Seiano: un convoglio della Circumvesuviana è fermo da diversi minuti a causa di problemi tecnici ancora in fase di accertamento. Secondo quanto raccolto dalla redazione di ViViCentro.it, dalle 9 di questa mattina tutte le corse da Sorrento a Napoli sono state sospese in attesa che il problema venga risolto. Sul posto sono giunti i tecnici dell’EAV per scoprire la natura del guasto. Dagli altoparlanti delle stazioni sono stati annunciati ritardi importanti per le prossime corse. Sulle fermate della Circum intanto è montata la rabbia dei pendolari per l’ennesimo disservizio. Appena una settimana fa, proprio nella stessa tratta, un altro treno si era bloccato sui binari rallentando le corse per tutta la giornata. Alcuni passanti dopo aver notato del fumo fuoriuscire da uno dei vagoni, avevano scattato una foto divenuta subito virale sui social. Anche ieri a causa di problemi più lievi le corse hanno subito alcuni minuti di ritardo.
Bloccati anche centinaia di turisti che anche a metà ottobre sono giunti in massa in regione per passare gli ultimi giorni di vacanza godendosi il fascino della penisola sorrentina.
Sicilia, indagato ex senatore precedentemente della commissione antimafia
In Sicilia, l’ex senatore dem Beppe Lumia e ex membro della commissione antimafia sarebbe indagato dalla procura di Caltanissetta.
Sarebbe coinvolto nell’inchiesta su Antonello Montante, ex paladino antimafia di Confindustria, che sarebbe stato a capo di una rete illegale nata con lo scopo di spiare le indagini per mafia avviate sul suo conto e, poi, archiviate. La procura di Caltanissetta, poi, con la sua indagine, si sta occupando anche di far luce sulla gestione dei finanziamenti dell’assessorato alle Attività produttive. È per questo motivo che tra gli indagati son finiti anche l’ex presidente di Regione, Rosario Crocetta, gli ex assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, accusati di aver assicurato risorse economiche alle iniziative di Montante. Quest’ultima tranche dell’inchiesta vede coinvolto non solo Lumia ma anche l’ex assessore regionale Marco Venturi per concorso in corruzione, amico di Montante di cui ora è grande accusatore. Tra gli altri indagati ci sono anche Dario Lo Bosco ed Emanuele Nicolosi, rispettivamente ex presidente ed ex direttore generale dell’Ast (Azienda siciliana trasporti). Non è ancora dato sapere quale sia esattamente il reato contestato all’ex senatore Lumia ma, come rivelato ieri da Repubblica Palermo, il suo nome compare in un’intercettazione ambientale tra Venturi e Alfonso Cicero, ex stretto collaboratore di Montante e poi, anche lui, suo accusatore. L’ex senatore ha già smentito tutto mesi fa: “Sul finanziamento a Crocetta si sono dette frasi gravemente diffamatorie nei miei confronti per le quali in sede legale chiederò conto e ragione”.
L’Opinione.
La vicenda Montante appare come una di quelle classiche storie siciliane di potere occulto, foderato di etica, onorabilità e legalità, mentre sotto ci sarebbe opacità, intreccio e potere specialmente politico, sociale ed economico. Insomma quel confine cosiddetto grigio, tra illecito e il forzoso-onesto, favorito da decennali leggi nazionali e regionali, appositamente votate in carente buona fede politica e morale, per essere distorte, incomplete, confuse e affastellate.
Cercando però sulla Rete si sono trovate, su dei giornali online, in merito a tale indagine, anche delle notizie che per chi scrive e conosce alcuni fatti, lasciano attonito, tanto che questo articolo sarebbe da inviare alla Procura di Caltanissetta e alla Commissione Nazionale Antimafia che risulta stanno indagando sulla questione Montante.
Scrive infatti il 9 maggio 2018 LiveSicilia: “… Cusumano e il caso Ast – E qualcosa in merito ha detto anche Giulio Cusumano, ex vicepresidente dell’Ast che ha raccontato una delle vicende più inquietanti dell’inchiesta: sarebbe stato “avvisato” dall’allora governatore Lombardo (che ha smentito e minaccia querela) dell’esistenza di un plico contenente informazioni riservate e ‘scabrose’, riferito all’omosessualità dello stesso Cusumano oltre a presunte – rivelatesi inesistenti – parentele mafiose. L’attuale consigliere comunale di Palermo collega questo episodio alla sua attività di contrasto alla fusione della Jonica Trasporti in Ast, operazione che sarebbe stata caldeggiata già in quegli anni da Montante: “Si era artatamente generato il convincimento, e di tanto si parlava in azienda, – racconta agli inquirenti – che io fossi il mafioso che si opponeva ad una operazione che riguardava il Montante che era l’imprenditore a difesa dei valori della legalità”.
Scrive anche a maggio 2018 LaSpiaPress “… Per quanto emerge dall’operazione Double Face, della Procura di Caltanissetta, che ha svelato il sistema di dossieraggio … presidente Lombardo che tentò di regalare AST a Montante(Jonica Trasporti) … l’ex presidente si rivelò anche omofobo … In quel breve lasso di tempo, l’avvocato Giulio Cusumano come vice presidente AST, approfondì alcune vicende relative alla gestione dell’azienda, tra le quali quella relativa alla concessione in affitto alla Jonica Trasporti, di un autobus nuovo acquistato da AST spa e locato ad un canone molto più basso del prezzo di mercato. Ma, ancora più importante, allorché si paventò l’ipotesi della fusione tra AST e Jonica Trasporti, l’avvocato Giulio Cusumano mostrò, in seno al consiglio di amministrazione di AST, la sua ferma contrarietà, perché in caso di privatizzazione di AST, il socio privato Jonica Trasporti, riconducibile al Montante, avrebbe potuto acquisire la AST spa a prezzi stracciati, incamerando il notevole patrimonio immobiliare di cui la stessa dispone …”.
E di seguito in modo analogo diversi altri giornali online.
La Jonica Trasporti invece, è sempre risultata essere una costola pubblica dell’AST quale unico proprietario. Non solo. La Jonica Trasporti è la società che sarebbe stata costituita per subentrare forzosamente con decreto assessoriale alla società privata STAT di Santa Teresa di Riva (ME), anch’essa di trasporto pubblico di persone su strada, acquisendone pertanto contributi, concessioni e dipendenti maschi, poiché la predetta ditta aveva subito nell’arco di un paio d’anni quattro attentati incendiari ed era conseguentemente fallita. Una vicenda lunga circa dieci anni e piuttosto complessa.
Della Jonica trasporti avevamo fatto un cenno in un articolo inerente il nuovo Presidente dell’ATM (Azienda Trasporti Municipale) di Messina e noto fedelissimo del neo sindaco De Luca, che era stato precedentemente anche Presidente della Jonica Trasporti.
La singolarità ulteriore è che circa dieci anni dopo gli attentati subiti da quella società STAT, un Giudice messinese, che tra l’altro sembra sia attualmente sotto processo per altri fatti al Tribunale di Reggio Calabria, fece un rapporto alla Procura di Messina in cui dichiarava che la STAT era stata in difficoltà economiche fin dal 1995 e la situazione si era aggravata a seguito di alcuni attentati di matrice mafiosa. Un Giudice messinese per le indagini preliminari accolse pienamente quella relazione e aggiunse che ciò risultava dalle “indagini esperite”.
L’aspetto incomprensibile è che sulla stessa Rete, al contrario, gli attentati a quella ditta STAT risultano avvenuti nel 1991 e 1992. Da quali indagini esperite possa essere scaturito che sono avvenuti nel 1995 è rimasto un mistero. Neanche il Tribunale in dibattimento volle accogliere la realtà degli eventi e accertarne la verità storica.
Ecco il decennale problema della Sicilia: tutto appare sempre un mistero, quasi imperscrutabile e impenetrabile. Tutto, Politica, Giustizia, Burocrazia e cosiddetta Società civile. Terreno poi chiaramente fertile per la mafia.
Purtroppo in Sicilia non è giunta neanche la ventata di rinnovamento politico che, pare (staremo a vedere nei fatti poiché ancora è troppo presto per esserne certi salvo avere fede ma in queste pagine si ragiona non si crede) sia arrivata a livello nazionale sul piano dell’etica politica, trasparenza e legalità.
In Sicilia invece e di tutta evidenza, tutto è sempre come prima, sicché di fatto ogni cosa, pertanto la politica, le istituzioni, la società, le leggi, ecc. ancora rimangono tali e quali come sempre, purtroppo anche come se tanti Grandi Servitori dello Stato fossero morti inutilmente.
L’immagine è tratta dal sito della Procura di Caltanissetta.
Adduso Sebastiano
Ospina: “Garella? Ho il mio stile! Meret è un talento, ma io voglio giocare e convincere Ancelotti”
Ospina: “Garella? Ho il mio stile! Meret è un talento, ma io voglio giocare e convincere Ancelotti”
Il portiere del Napoli David Ospina ha parlato dell’inizio della sua nuova avventura con la maglia azzurra durante un’intervista. L’ex Arsenal, dopo un avvio difficile sta vivendo un periodo positivo: nelle ultime partite con le sue parate ha salvato il risultato in più di un’occasione e Ancelotti punta sempre di più su di lui. Questo un estratto delle sue dichiarazioni:
A Napoli ti amano già, ti ha sorpreso?
“Fa piacere, ma queste cose non mi devono distrarre”
Ultime due partite con il Napoli, zero gol subiti. E quelle respinte di piede alla Garella
“Sì, me ne hanno parlato. Ho chiesto ai collaboratori del Napoli più informazioni su di lui. Ho visto alcune immagini, in effetti aveva quello stile, è stato un grande portiere. Io, però, ho il mio”
Lo attende un ritorno sotto pressione: Alex Meret, il candidato titolare in estate, è guarito
“E’ un bene per il Napoli avere tutti a disposizione, Alex è un talento. Dobbiamo farci trovare pronti”
Teme di perdere il posto?
“Io devo fare il massimo per convincere l’allenatore. Sono venuto per giocare, come devono fare tutti”
Il Napoli è atteso da due trasferte: sabato a Udine, mercoledì a Parigi.
“Conosco bene Cavani, l’ho affrontato molte volte in Francia”
Verso Udinese-Napoli, slitta il rientro di Meret: la nuova tabella di recupero
Verso Udinese-Napoli, slitta il rientro di Meret: la nuova tabella di recupero
L’infermeria del Napoli va piano piano svuotandosi, ma alcuni rientri importanti slittano. Si attende il recupero di Alex Meret e Faouzi Ghoulam: il talento ex SPAL non ha avuto ancora l’opportunità di saggiare il campo in questa stagione essendosi infortunato durante il secondo giorno di ritiro. Il terzino algerino invece è fermo da quasi un anno.
L’edizione odierna de Il Mattino informa che bisognerà aspettare ancora un po’ prima di vedere il giovane portiere tra i convocati:
Niente Udine per lui, resterà a Castel Volturno per continuare nel lavoro personalizzato e nel recupero della condizione fisica. La sua guarigione richiede terapie più delicate e riabilitazioni più attente. Ma il callo osseo si è riformato, oramai. La sua tabella di recupero prevede di evitare accelerazioni per non correre ulteriori rischi di una ricaduta o altri guai. Meglio non affrettare i tempi del suo rientro. Tra due settimane è previsto un nuovo controllo al braccio operato e da quel momento in poi, il ragazzo potrà decidere di forzare. Il ritorno in campo? Si va dalla speranza più sfrenata (prima della prossima sosta, magari con il Genoa) a quella più prudente, più piedi per terra, ovvero con il Chievo il 25 novembre.
Givova Ladies, la presentazione ufficiale del roster 2018-2019
La serata della presentazione ufficiale della Free Basketball presso la sede generale dello sponsor Givova.
Nella sala conferenze del quartier generale Givova, sponsor ufficiale e tecnico della società Free Basketball, si è tenuta ieri sera la presentazione del roster nero arancio per la stagione agonistica 2018-2019.
Presenti le massime cariche dell’azienda leader nel settore dell’abbigliamento sportivo, la società, lo staff e la squadra Givova Ladies al gran completo.
Gli onori di casa sono stati fatti dal titolare del marchio Givova, il dottor Giovanni Acanfora che ha aperto la serata dichiarando:
“Sono molto contento di poter rinnovare il nostro sodalizio con la famiglia Prete che con tanti sforzi porta avanti questa società nel basket femminile con tanti sacrifici e da tanti anni supportiamo la Free Basketball perché la proprietà merita il nostro appoggio essendo composta da persone per bene che hanno fatto il bene dello sport ma anche dell’intera Scafati. Affido alla società la nostra mission che è quella di fare grandi cose in campo ma anche e soprattutto fuori tenendo sempre un comportamento esemplare che possa rappresentarci al meglio. Appoggiamo questo progetto perché ci crediamo e siamo convinti che stavolta il grande risultato che tutti noi vogliamo, possa essere raggiunto. Faccio il mio in bocca al lupo alla squadra, al coach, allo staff e all’intera società Free Basketball”.
A seguire, dopo le parole di Giovanni Acanfora, è stato il general manager Maurizio Prete a salutare i presenti:
“Ringrazio Giovanni Acanfora e Pina Lodovico per il loro continuo appoggio nei nostri confronti e anche nel nostro progetto sportivo che non è solo incentrato sui risultati, che ci auguriamo ci possano premiare anche quest’anno, ma lo sport per noi è importante anche dal punto di vista formativo ed educativo e questi sono principi condivisi a pieno con l’azienda Givova, per trasmettere qualcosa di positivo alla nuova generazione. La città è ahinoi morente, e mi auguro che lo sia solo momentaneamente, sperando che si riprenda presto, magari partendo anche dallo sport. Quest’anno, passando ai risultati sportivi che vogliamo raggiungere, abbiamo investito su un nuovo progetto, puntando su giovani e forti cestiste, migliorando la nostra foresteria, dotata di molti più confort rispetto agli anni scorsi, e ringrazio Nicola Ottaviano che da manager a 360 gradi della squadra, ha trovato tante giovani forti italiane ma anche comunitarie e il ci prefiggiamo di raggiungere traguardi importanti, abbiamo sfiorato la promozione l’anno scorso e ci proveremo di nuovo quest’anno. Quest’anno disputeremo ben tre campionati giovanili provando a raggiungere grandi risultati anche in questi campionati. Ringrazio infine anche tutte le ragazze arrivate che spero non si pentiranno della scelta fatta, e a chi ha scelto di rimanere con noi, dico grazie della fiducia nei nostri confronti”.
Il terzo intervento è stato quello del dottor Antonio Mandile che ha sottolineato:
“Il nostro è un territorio difficile, noi nel nostro piccolo, nel giro di 10 anni abbiamo raggiunto risultati importanti. La voglia di creare delle sinergie, come quella con il Free Basketball, ci porta a migliorare sia il nostro brand sia la forza di coloro a cui siamo vicini, passando al parquet, come direbbero in un noto programma tv, non dubitate, Givova, come le “Iene”, porta bene!”.
La parola è poi passata alla capitana della squadra, Valentina Iozzino, la quale ha affermato:
“Essere la capitana è una bella responsabilità, ho avuto piacere nell’apprendere la notizia dal coach, so che comunque per la società sarei stata comunque un punto di rifermento importante tra società, staff tecnico e squadra. L’ho sempre fatto e sarò ancora più contenta di farlo anche da capitana, penso che in questa squadra sia le più grandi d’età, sia le giovani, sanno fare gruppo e questo è essenziale per fare grandi cose”.
Presentati lo staff tecnico e il roster, l’amministratrice Givova, l’avvocato Pina Lodovico ha concluso la presentazione dichiarando:
“Mi fa sempre piacere dare il mio in bocca al lupo alla Givova Ladies all’inizio di questa stagione e mi fa piacere ricordare in primis il presidente Antonio Prete e la sua signora, che ha dato e continua a trasmettere grande passione in questo progetto. E’ bello rinnovare questo bel connubbio di anno in anno, perché è facile iniziare dei rapporti di collaborazione reciproca ma è molto più difficile rinnovarli stagione per stagione, e per noi questo è motivo di orgoglio”.
La presentazione è stata conclusa dalla consegna della maglia brandizzata Givova nelle mani del gm Maurizio Prete da quelle del presidente Givova, Giovanni Acanfora.
Appuntamento ora rinnovato a sabato 20 ottobre, alle ore 16,00, al PalaFusco di Angri per l’esordio in campionato contro Capri.
Higuain duro su ADL: “A Napoli 3 anni bellissimi, ma con lui tutti hanno problemi anche Lavezzi, Cavani e Sarri!”
Higuain duro su ADL: “Al Napoli tre anni bellissimi, ma con lui tutti hanno avuto problemi anche Lavezzi, Cavani e Sarri!”
L’ex attaccante di Real Madrid e Juventus, Gonzalo Higuain, ha rilasciato un’intervista pubblicata dalla Gazzetta durante la quale è tornato a parlare della sua esperienza al Napoli e del presidente Aurelio De Laurentiis. Il neo attaccante del Milan ha sfruttato l’occasione per muovere un attacco al patron partenopeo:
I tifosi azzurri la odiano e lei fa parte dell’elenco di chi non si è lasciato bene con De Laurentiis:
“No ma è colpa di tutti noi, non sua… Lavezzi si è lasciato male, Cavani idem, con Sarri in panchina è stato contattato un altro allenatore, e con me si è preso 94 milioni (90, ndr). Tutti hanno problemi con lui e la gente insulta gli altri. Io con i tifosi del Napoli non ho nulla da dire di negativo, sono stati tre anni bellissimi. Mi hanno amato e ora mi odiano. Un giorno racconterò quello che penso, ora non posso”.
Qual è il tecnico con cui si è trovato meglio in carriera?
“Senz’altro Sarri. E’ quello che mi ha fatto esprimere al meglio e Gattuso gli somiglia molto: ha una voglia matta di vincere che a me piace da morire”.
Gli scatti della presentazione ufficiale della Givova Ladies [FOTO ViViCentro]
Le foto della presentazione ufficiale della Givova Ladies, prossima all’esordio in campionato
Nella serata di oggi presso la sede della Givova, in via Domenico Catalano a Scafati, si è tenuta la consueta presentazione ufficiale della Free Basketball Scafati, che si prepara all’esordio in campionato 2018-2019 previsto sabato al PalaFusco contro Capri.
Durante la conferenza di presentazione sono intervenuti in rappresentanza della società Givova il dottor Giovanni Acanfora, l’amministratore l’avvocato Giuseppina Lodovica ed il direttore marketing Antonio Mandile, mentre in rappresentanza della Givova Ladies hanno preso la parola il general manager Maurizio Prete e il capitano Valentina Iozzino.
Di seguito le foto della presentazione ufficiale della Free Basketball Scafati
A cura di Antonio Gargiulo
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Ischia, caso della caserma forestale: dallo scandalo all’assoluzione piena
Prima il presunto abuso di Stato poi la completa assoluzione
Ischia, dopo 12 anni oggi è stata scritta la pagina finale del processo sulla costruzione della caserma della Guardia Forestale al bosco della Maddalena di Casamicciola, che ha portato alla piena assoluzione dei protagonisti della vicenda a partire dall’europarlamentare Giosi Ferrandino, all’epoca dei fatti, sindaco di Casamicciola. La sentenza (la 11706\2018) è stata promulgata dal giudice Marco Occhiofino che ha assolto Ferrandino e gli altri imputati perchè il fatto non sussiste. Contestualmente il giudice ha disposto il dissequestro del cantiere.
Così ha commentato Ferrandino:
Per tutti questi anni ne hanno dette e scritte di cotte e di crude su me e sul mio assenso, quando ero sindaco di Casamicciola, alla costruzione della nuova caserma della forestale. Una struttura strategica per l’isola d’Ischia che a quei tempi non aveva più una caserma per i forestali che erano stati sfrattati dal vecchio edificio oramai inagibile. La verità viene sempre a galla e come si vede, la Giustizia trionfa a dispetto di tutti gli sciacallaggio che ci sono stati su questa vicenda.
Per la cronaca, Ferrandino è alla sua seconda assoluzione con la formula più ampia, dopo quella incassata nel maxi processo sulla Cpl Concordia e la metanizzazione di Ischia. (Fonte Il Mattino)
Capri, al via il IV Torneo Internazionale di Scacchi
Oltre 100 gli scacchisti che partecipano al IV Torneo Internazionale di Scacchi Isola di Capri – Vladimir Lenin, riconosciuto dalla Federazione Scacchistica Italiana, che rappresenta l’appuntamento internazionale annuale tinto d’azzurro del mondo degli scacchi, a cui partecipano, oltre ai prestigiosi italiani, russi, rumeni, ucraini, olandesi, spagnoli, francesi, grechi e brasiliani.
Gli scacchisti parteciperanno al Torneo divisi in due categorie, sette turni di gioco, l’Open A da 1800 Elo in su e per l’Open B fino a 1800 Elo, che si terrà presso il Salone delle Feste dell’Hotel La Residenza di Capri. Il montepremi è di 8000,00 euro ed è valido per variazioni Elo Fide e per il conseguimento della norma di maestro Fsi. Nato dall’idea del suo presidente Michele Sorrentino, il Club Scacchi Capri, è divenuto, oltre che un’occasione per riunire scacchisti provenienti dalle più disparate e lontane nazioni, anche un’occasione di attrazione turistica. Quattro giorni, con turni di gioco al mattino alle 9,30 ed al pomeriggio dalle 15,30, concludendosi la domenica 4 novembre con la premiazione, la cerimonia di apertura giovedì 1° novembre 2018 alle ore 16,00 e la premiazione è prevista per domenica 4 novembre 2018 alle ore 19,00 alla presenza delle autorità, tra tutte il Sindaco della Città di Capri . Tutte le fasi di gioco, per permettere agli scacchisti ovunque si trovino di seguire l’avvincente Torneo verranno trasmesse in diretta streaming, grazie alle tecnologie dellewebtv della Caprivisual, sul sito ufficiale del Club Scacchi Capri, www.clubscacchicapri.it ove verranno messi in risalto anche gli sponsor che affiancano il club stesso nell’organizzare il Torneo che è comunque una manifestazione complessa. Gli sponsor sono rappresentati dal brand Capri Watch, Marina di Capri, Funicolare di Capri, Gioielleria La Violetta, Capri Logistica, Cil Latte Berna, Motoscafisti di Capri, Sacmif con la Seggiovia di Anacapri, Porta Costruzioni.
Il IV Torneo Internazionale di Scacchi Isola di Capri – Vladimir Lenin, gode del patrocinio della Città di Capri, Comune di Anacapri, Azienda Autonoma Cura Soggiorno e Turismo Isola di Capri, Federalberghi Capri, Ascom Capri ed Anacapri.
Il Torneo, alla quarta edizione, è intitolato a Vladimir Lenin, un omaggio non all’uomo politico e protagonista della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, ma a Lenin scacchista. Proprio nell’isola, che è sempre stata meta di personaggi illustri, Lenin fu ritratto in una foto durante una partita a scacchi contro Bogdanov, alias Alexandr Malinovskij. Era l’aprile del 1908. La celeberrima foto fu scattata durante la permanenza di Lenin nell’isola azzurra e in particolare sulla terrazza di villa Blaesus, sovrastante via Krupp. Sulla presenza di Lenin a Capri si raccontano alcuni aneddoti. Quel torneo, per esempio, era organizzato da Gorki, che voleva riunire a Capri tutti i futuri rivoluzionari, ma nel partito bolscevico vi era una grossa fattura e questi voleva riunificarlo, pensò che il modo migliore era organizzare un torneo di scacchi, dove il filosofo Alexander Bogdanov, intellettuale di spicco del partito bolscevico, allora più conosciuto e stimato dello stesso Lenin, sfidò colui che fece cadere la Russia zarista. A Capri Lenin trascorse due periodi della sua vita tra il 1908 e il 1910. I tornei di scacchi in quel periodo diventarono l’alibi per riunire gli esuli russi e le diverse scuole di pensiero del partito bolscevico.
Tra le coppe che si contenderanno gli scacchisti e i relativi premi in denaro, il grande trofeo che resta al presidente del Club Scacchi Capri, Michele Sorrentino, che, ne è custode sin dalla prima edizione.
Meta, vigilessa allontana uomo ubriaco e violento: le conferiscono un encomio
La Giunta municipale, su proposta del comandante della polizia locale Rocco Borrelli, conferisce un encomio ufficiale ad un’agente distintasi in servizio.
Meta, si tratta dell’assistente Paola Porzio, in organico a tempo pieno ed indeterminato presso il comando dei caschi bianchi di Meta, la quale, come si legge nella motivazione, “in data 10 maggio scorso si è distinta nell’espletamento del proprio servizio, svolgendo, a rischio della propria incolumità, un’azione volta all’allontanamento di un soggetto pericoloso per la sicurezza pubblica e privata. Nell’espletamento di tale azione agiva da sola con coraggio ed in piena autonomia d’azione assicurando alla giustizia il soggetto pericoloso”.
L’agente è intervenuta su segnalazione di alcuni cittadini in merito ad un uomo di colore che dormiva davanti al loro portone di casa in via Cosenza. Avvicinatasi all’uomo lo ha svegliato invitandolo ad allontanarsi, ma quello, visibilmente ubriaco e parlando in inglese, ha rifiutato di spostarsi. La vigilessa a questo punto gli ha chiesto quantomeno di raccogliere la spazzatura gettata in terra, ma ottiene un nuovo rifiuto dai toni sempre più minacciosi.
L’assistente Porzio lo ha, quindi, invitato a raggiungere la stazione dell’Eav per prendere il primo treno. Niente da fare. L’uomo si è incamminato verso via Rivolo. Nel frattempo è sopraggiunto un uomo del posto, Mario Pastore, che ha offerto il proprio aiuto all’agente mentre questa seguiva l’ubriaco tenendolo d’occhio. Poiché via Rivolo è una strada senza uscita, la vigilessa ha tentato di informarlo, ma l’uomo le si è avvicinato con fare minaccioso tanto che il Mario Pastore si è frapposto tra i due. Ne è nata una colluttazione con l’uomo di Meta che ha riportato anche una ferita al volto.
L’ubriaco poi ha raccolto una pietra dalla strada ed ha minacciato di colpire l’agente in testa dicendo che non intendeva farlo veramente solo perché si trattava di una donna. A quel punto si è allontanato entrando in una proprietà privata mentre la Porzio ha allertato i carabinieri della stazione di Piano di Sorrento che sono intervenuti ed hanno fermato l’ubriaco.
San Giorgio a Cremano, ragazzini aggrediscono il bidello: presi gli aggressori
I due ragazzi hanno 17 e 14 anni
San Giorgio a Cremano, sono stati presi i due ragazzi che poco prima delle 13.00 di oggi hanno aggredito il bidello di una scuola. I due ragazzi sono stati bloccati in Cupa San Michele, e denunciati in stato di libertà per i reati d’invasione di edificio pubblico, lesioni personali e minacce a incaricato di pubblico servizio.
Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di San Giorgio sono intervenuti presso una scuola sita in via Buongiovanni, dove era stato segnalato che alcuni giovani estranei all’istituto si erano introdotti all’interno del plesso, aggredendo violentemente il custode.
Secondo quanto ricostruito dalle dichiarazioni dei vari docenti, questi ragazzi erano stati sorpresi all’interno dell’istituto da due docenti e accompagnati fuori, ma proprio poco dopo, sembrerebbe che i due fossero rientrati di nuova nella scuola. Sorpresi nel piazzale dal custode, che li aveva invitati ad allontanarsi, i due si sono scagliati contro di lui, colpendolo violentemente al volto con un corpo contundente ed al corpo con calci e pugni facendolo cadere a terra privo di sensi.
Dopo l’aggressione, i due si sono velocemente allontanai dalla scuola, ma grazie alle telecamere di sorveglianza poste sul territorio, sono stati subito intercettati e bloccati in via Manzoni. La vittima è stata refertata presso l’ospedale Maresca di Torre del Greco con una prognosi di 21giorni.
Juve Stabia, il Ceravolo continua ad essere terra di conquista per le vespe
Castellammare di Stabia– La bella vittoria della Juve Stabia per 0-3 al Ceravolo di Catanzaro non è valsa solo per i tre punti. Le vespe, con la vittoria di ieri, hanno dato un segnale forte alle avversarie.
Non era per niente facile vincere in casa di una squadra attrezzata per vincere come quella di mister Auteri. Farlo per 0-3 è assolutamente straordinario e lancia le vespe nelle zone nobili della classifica con uno score che dice 5 vittorie su 5, 15 gol fatti e solo 2 subiti.
Allievi, Paponi e Mastalli sono riusciti, oltre a regalare i 3 punti, anche a far continuare una striscia positiva per i gialloblu al Ceravolo. Infatti, dopo la sconfitta per 2-0 del 2014, gli stabiesi hanno ricevuto solo gioie nella “Città tra i due mari”.
Il 20 settembre del 2015, Ripa e Gomez ribaltarono il vantaggio firmato Razzitti e regalarono la vittoria alla squadra allora guidata da mister Salvatore Ciullo.
Nella stagione successiva, il 6 novembre 2016, la truppa di Fontana espugnò il Ceravolo per 0-2 grazie ai guizzi di Ripa e Sandomenico. Nella passata stagione, invece, il risultato non si schiodò dallo 0-0. Il risultato di ieri allunga questo trend positivo e fa arrivare a 10 i punti conquistati nella ultime 4 gare disputate in terra calabrese…
Tutti al Menti, la Juve Stabia ha invitato le scuole calcio per il match contro con il Monopoli
Il club ha invitato le scuole calcio per il match contro con il Monopoli
Uno stadio Romeo Menti pieno, questo è quello di cui hanno bisogno i calciatori stabiesi. Un Menti gremito e unito per proseguire la cavalcata. La squadra di Caserta vince e diverte e ha bisogno ancora di più del sostegno di tutti. Tutti al Menti, è lo slogan di sempre, ed è così che viene riproposta una stupenda iniziativa per i piccoli tifosi.
Dopo il match vinto dalla prima squadra, contro il Catanzaro, il direttore generale Clemente Filippi ha evidenziato ai nostri microfoni: “Speriamo ora che sabato la Juve Stabia possa contare su un sostegno adeguato contro il Monopoli; la squadra lo merita, viene da cinque vittorie su cinque. Abbiamo invitato le scuole calcio ancora una volta e speriamo che l’atmosfera sabato sia magica”.
La speranza è che tutte le scuole calcio della città delle acque e del comprensorio rispondano con entusiasmo a questa iniziativa per favorire un buon colpo d’occhio e vivere le emozioni che solo una gloriosa maglia, come quella della Juve Stabia, sa regalare. Quelle emozioni date dalla possibilità del club ai giovani di respirare l’atmosfera di festa in uno stadio. Lo stadio appunto…il sogno di ogni bambino!
a cura di Ciro Novellino
Juve Stabia, il girone D del campionato Under 14 Regionale
Juve Stabia, il girone D del campionato Under 14 Regionale
E’ stato sorteggiato il girone del campionato Under 14 Regionale. La Juve Stabia è nel girone D, queste le squadre:
Blue Devils, Bombonera, Boys Savoia 1945, C. e G. Oliviero, Costa D’Amalfi, Fox Soccer, Juve Stabia, Mariano Keller, Quartieri Orientali, Real Casarea Academy, Recale 2002, S. Aniello, Vincenzo Riccio.
Ciro Novellino, ufficio stampa settore giovanile Juve Stabia
Juve Stabia, il programma gare del fine settimana del settore giovanile: segui le dirette su ViViRadioWeb
Juve Stabia, il programma gare del fine settimana del settore giovanile
Si torna in campo, per il settore giovanile della Juve Stabia sarà un altro fine settimana di gare. Segui le dirette su ViVoRadioWeb. Questo il programma gare:
BERRETTI : Juve Stabia – Fermana domenica 21/10 ore 15 stadio “Romeo Menti” (in diretta su ViViRadioWeb dalle ore 14:45);
UNDER 17: Potenza – Juve Stabia domenica 21/10 ore 12 stadio “A. Viviani” – Potenza (Pz);
UNDER 15: Potenza – Juve Stabia domenica 21/10 ore 10.30 stadio “A. Viviani” – Potenza (Pz);
UNDER 17 Regionali: Juve Stabia – Real San Felice domenica 21/10 ore 11.30 campo Aura Sport – Torre del Greco;
UNDER 15 Regionali: Savino Soccer – Juve Stabia sabato 20/10 ore 16.00 campo Parlati – Torre del Greco;
Ciro Novellino, ufficio stampa settore giovanile Juve Stabia















































