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Concorsi truccati nelle Forze Armate: arrestati 15 soggetti

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Scattano le manette per 15 individui principalmente appartenenti o ex appartenenti alle Forze Armate e alle Forze di Polizia accusati di aver falsificato i concorsi di reclutamento di VFP4

La Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, nell’ambito di una complessa attività investigativa hanno dato esecuzione a 15 ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP presso il Tribunale partenopeo.

I destinatari dei provvedimenti sono principalmente appartenenti o ex appartenenti alle Forze Armate e alle Forze di Polizia, quotidianamente impegnati nel favorire il “buon esito” dei concorsi in dette Amministrazioni da parte di giovani candidati, a fronte di una illecita elargizione di denaro ad opera degli aspiranti ovvero dei loro prossimi congiunti.

I soggetti coinvolti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio e altri gravi reati commessi in relazione alle procedure afferenti il reclutamento di 2.013 Volontari in Ferma prefissata quadriennale per il 2016 nelle Forze Armate, articolato in due immissioni.

Nel dettaglio, le attività investigative hanno fatto emergere un articolato meccanismo fraudolento.

Il funzionamento di tale meccanismo, divulgato a terzi dietro corrispettivo, alcuni giorni prima dell’inizio della prova selettiva in parola e oggetto di successiva compravendita da parte di alcuni personaggi-chiave coinvolti a vario titolo nell’indagine, operanti talora attraverso lo schermo di scuole di formazione, ha consentito a un numero cospicuo di concorrenti (sia della prima che della seconda immissione) di superare la citata prova di cultura generale; esso consisteva in due stratagemmi:

  • un vero e proprio “algoritmo”, applicabile alla maggior parte dei quesiti somministrati e consistente in una combinazione di 4 componenti numeriche da sommare tra loro, il cui risultato totale serviva a individuare, tra le possibili risposte, quella esatta;
  • una dispensa o pandetta recante, per le materie non coperte dal citato “algoritmo”, un estratto della banca dati pubblica, compendiante un numero limitato di quesiti identici o comunque analoghi a quelli destinati a comporre i questionari da somministrare.

In particolare con la seconda immissione, le indagini hanno permesso di appurare il funzionamento dell’algoritmo sino al 5 luglio 2016, contenenti i questionari elaborati e non ancora estratti, con altri plichi recanti analoghi questionari.

Grazie al materiale illecito a cui hanno avuto accesso la quasi totalità dei concorrenti emersi nel corso delle indagini che ha sostenuto la prova scritta sino al 5 luglio 2016 è riuscita a superare la prova selettiva. Avendo ottenuto l’idoneità nelle successive fasi concorsuali, 43 di tali concorrenti sono stati inseriti nelle graduatorie di merito delle singole Forze Armate; di costoro, nr. 39 sono stati utilmente collocati tra i vincitori di concorso (30 per l’Esercito, nr. 5 per l’Aeronautica Militare, nr. 4 per Marina Militare e Capitaneria di porto) e, verosimilmente, incorporati.

Il quadro indiziario ritenuto dal giudice idoneo all’adozione dei provvedimenti oggi eseguiti dovrà naturalmente ricevere la conferma dal contraddittorio già nella fase cautelare

Gli elementi indiziari acquisiti nel corso delle investigazioni fanno peraltro ritenere verosimile che questi concorrenti siano solo una parte di coloro che hanno superato le predette prove scritte grazie al sistema fraudolento ideato.

Sono in corso di notificazione 135 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti dei concorrenti ovvero di loro familiari, alcuni dei quali, dopo essere entrati in contatto con i soggetti attinti da misure cautelari, hanno a loro volta diffuso – previo compenso – il citato meccanismo.

Le operazioni condotte rientrano nell’ambito di una più ampia attività di indagine della Procura di Napoli, in merito a diversi concorsi nelle Forze Armate e nelle Forze di polizia.

Castellammare, al via l’iniziativa “I giocolieri del tempo” contro la ludopatia nell’età pre-adolescenziale

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Il settore politiche sociali di Castellammare di Stabia ha dato il via all’iniziativa I giocolieri del tempo” contro la ludopatia nell’età pre-adolescenziale

Castellammare di Stabia – Un progetto per contrastare la dipendenza dal gioco d’azzardo nell’età pre-adolescenziale. Si chiama ‘I giocolieri del tempo‘ l’iniziativa che il settore politiche sociali ha deciso di attivare sulla scorta dell’indagine effettuata nell’ambito dell’iniziativa ‘Mind the Gap-Attenti al gioco d’azzardo’, che testimonia come circa il 15% dei ragazzi degli istituti scolastici secondari di primo grado sia incline al gioco d’azzardo.

L’attività di prevenzione alle ‘ludopatie’, ossia alle forme di dipendenza dal gioco d’azzardo, prevedono una serie di azioni da mettere a punto nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, attraverso incontri e progetti che coinvolgano anche i genitori.

La metodologia che l’amministrazione comunale si avvia ad affidare a professionisti esterni consiste nella presentazione di progetti che tengano conto delle ricerche di Miller sullo sviluppo e trattamento delle dipendenze, nonché dell’importanza del gioco di squadra, dello sport e delle competenze relazionali. E in questo contesto, l’attività intrapresa sarà incentrata sullo sviluppo di una sana autostima mirata a contrastare il fenomeno. L’attenzione sarà concentrata anche sull’utilizzo in eccesso dei dispositivi mobili per presenziare sui social media, che potrebbero rappresentare una porta di accesso verso comportamenti patologici a maggiore impatto dove a ‘svanire’ dal mondo reale della persona sono il tempo e gli interessi personali.

Ai ragazzi saranno sottoposti dei questionari per effettuare una mappatura del fenomeno e un’indagine che coinvolga i partecipanti diretti, ossia alunni e studenti, e quelli indiretti, ossia la famiglia e i docenti. Poi toccherà all’elaborazione e alla stesura di una mappa del gioco, che riveli come il fenomeno sia diffuso quartiere per quartiere, preludio all’organizzazione di un convegno sulle ludopatie, in cui saranno rivelati i dati emersi nel corso delle tre fasi del progetto. Sarà predisposto anche uno sportello in house nella sede del settore politiche sociali, in cui far confluire le richieste d’aiuto: uno strumento che consentirà di accogliere alunni segnalati dai professori o dai dirigenti scolastici, alunni che si presentano spontaneamente oppure studenti che saranno individuati nell’ambito della campagna di prevenzione mediante i questionari e le altre iniziative intraprese nell’ambito del progetto.

Il contesto in cui si svolgerà il progetto sarà la scuola, in cui verrà spiegata anche la stretta connessione del fenomeno all’isolamento e alla mancata socialità dei giovani e dei meno giovani.

Atti vandalici nel centro antico di Castellammare: distrutti due parchimetri

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Distrutti due parchimetri nel centro antico di Castellammare, Scafarto, assessore alla legalità: “non ci faremo intimorire e ripristineremo la legalità all’Acqua della Madonna”

Nel centro antico della città di Castellammare di Stabia si sono registrati atti vandalici ai danni di due parchimetri. L’episodio è avvenuto in in via Bonito, in prossimità del quartiere Acqua della Madonna.

Qualcuno ci ha dichiarato guerra. Ha dichiarato guerra all’amministrazione comunale. Ha dichiarato guerra allo Stato. Ma noi non ci faremo intimorire e ripristineremo la legalità all’Acqua della Madonna”. Così Gianpaolo Scafarto, assessore alla legalità del Comune di Castellammare di Stabia, sull’episodio.

La nostra attività consiste nell’attuare interventi strutturali e ragionati. – prosegue Scafarto – Tra luglio e settembre sono stati elevati più di 3mila verbali. L’applicazione delle sanzioni rappresenta un espediente importante per disincentivare i trasgressori. Ma nello stesso tempo siamo all’opera per rivedere il piano urbano di mobilità sostenibile del 2008, attualizzandolo in vista di un’imminente applicazione sul territorio stabiese.

La realizzazione delle ztl, unitamente all’individuazione di nuove aree di sosta, ci consentirà di impiegare un numero maggiore di agenti sul controllo del territorio e dell’ordine pubblico. Ed anche l’operato della polizia commerciale è emblematico: sono stati effettuati, infatti, 1580 sopralluoghi di cantieri, con 59 denunce per abusi edili e 24 sequestri. In vista dell’Immacolata, inoltre, la polizia ambientale è in azione per il sequestro della legna e dei materiali impiegati per il taglio. Stiamo attuando, inoltre, una serie di ricognizioni nei siti in cui si trovano discariche abusive, dove installeremo 5 nuove telecamere di videosorveglianza”.

I numeri parlano chiaro – afferma Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia – La nostra attività è mirata a strutturare un progetto di ripristino della sicurezza e della legalità sul territorio per far fronte alle lacune palesate dalle precedenti amministrazioni, che hanno fatto davvero poco in termini di programmazione. Chi ci accusa di effettuare soltanto interventi spot offende la nostra intelligenza e il nostro lavoro. Fino a qualche mese fa, le pattuglie di polizia municipale in periferia erano un miraggio.

Noi daremo seguito al percorso indicato in campagna elettorale: realizzeremo nuovi parcheggi, attiveremo il nuovo piano traffico e poi chiuderemo al traffico il lungomare con la realizzazione della Ztl del Mare. Assumeremo nuovi agenti di polizia municipale mediante concorsi pubblici e andremo ad implementare l’organico per controllare il territorio in maniera capillare e assicurare vivibilità e sicurezza nella nostra città”.

Castellammare, eliminata discarica abusiva al Rione CMI

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Continuano le operazioni di valorizzazione delle periferie di Castellammare di Stabia, il sindaco Cimmino: “Siamo al lavoro per creazione di un polo sportivo di ultima generazione”

Castellammare di Stabia – Nelle giornata di oggi sono state portate al termine le operazioni di pulizia dell’area dell’ex campo sportivo Siani al Rione Cmi. Dopo mesi di abbandono, gli operatori di Am Tecnology hanno provveduto ad eliminare la discarica abusiva che persisteva nel cuore della periferia Nord di Castellammare.

Adesso siamo a lavoro, grazie al sistema di videosorveglianza, per identificare coloro che hanno abbandonato rifiuti di ogni tipo contribuendo al degrado dell’area. I controlli continueranno nei prossimi giorni per evitare la creazione di una nuova discarica” dichiara il primo cittadino Gaetano Cimmino

Ricordiamo tutti le immagini dei bambini che giocavano fra la spazzatura diffuse durante la campagna elettorale” continua il sindaco – Quelle scene saranno solo un brutto ricordo. La pulizia è stata già garantita in attesa di presentare un progetto serio di riqualificazione che possa restituire il campetto al Rione Cmi, uno dei più popolati di Castellammare.

“Siamo al lavoro per proporre un piano di recupero che porti alla creazione di un polo sportivo di ultima generazione, con nuovi campi e anche una nuova tensostruttura” conclude Cimmino.

RIACE: per Lucano la beffa è servita e parte l’era dei trasferimenti coatti.

RIACE. Strano paese, la nostra Italia di questi mesi: ponti d’oro per gli evasori fiscali e punizioni esemplari per chi si prodiga per la pace sociale, coniugando solidarietà ed accoglienza.

Chi non ha pagato le tasse, ruba a noi che paghiamo fino all’ultimo centesimo, ruba alla comunità, alla crescita ed allo sviluppo, soprattutto dei più deboli socialmente. Eppure l’attuale governo quasi coccola l’evasore: infatti, indaga sulle sue motivazioni, sulle ragioni che lo hanno spinto a non pagare le tasse, dando per scontata la sua buona fede e gli si condona. Agli evasori si fanno sconti da “saldi di fine stagione” o forse, da “svendita totale”, per aiutarli a mettersi a posto. Senza sanzioni o punizioni di sorta. Anzi: agevolazioni a più non posso. Questa beffa fiscale viene  spacciata per “pace fiscale”: ma, al di là degli eufemismi edulcoranti, si chiama condono, nel più classico stile della destra che favorisce sempre i ricchi e gli evasori. Pace amen, se tutto si fermasse qui, cioè alla clemenza verso chi si trova in fallo.
Invece, la stessa clemenza o comprensione non viene applicata verso chi si azzarda solo a parlare di immigrati senza dirne peste e corna, ma si sforza di capire l’entità del fenomeno e le motivazioni umane di tanti esseri umani che hanno avuto la sventura di nascere in paesi africani, dai quali l’Europa appare quasi come un miraggio di benessere.
Esemplare, a tal proposito, il caso del comune calabrese di Riace, proprio quello lì, quello diventato famoso per via delle due stupende statue di bronzo trovate al largo delle sue spiagge nel 1972. I Bronzi che adesso si ammirano al museo di Reggio Calabria.
Ma a Riace la Storia ha bussato ancora una volta, nel 1998 – vent’anni orsono – con lo sbarco di duecento profughi dal Kurdistan che vengono accolti con umana solidarietà dai riacesi, forse perché memori di altri sbarchi, pacifici o violenti, che queste coste joniche hanno vissuto nei millenni precedenti: dapprima i micenei, e poi fenici, greci, bizantini, arabi…. Il vedere arrivare una imbarcazione con esseri umani che cercano un approdo non deve essere stata una grande meraviglia per questi calabresi rivieraschi che, ormai, hanno come codificato il senso dell’ospitalità e dell’accoglienza. Considerato che la sciagurata politica dell’ultimo dopoguerra, come sviluppo economico di queste terre baciate dal sole, nei ruggenti anni ‘60 non ha proposto altro che l’emigrazione in massa verso il “triangolo industriale” Milano-Genova-Torino, l’arrivo di quei profughi fu visto quasi come una benedizione che portava al paese nuova linfa vitale e nuova forza lavoro capace di risollevare le sorti dell’anemica economia del paese. Perché, in effetti, tanti ridenti paesi appollaiati sulle colline sono rimasti desolatamente spopolati, case disabitate ed in abbandono, per le strade si incontrano pochi vecchi malinconici in attesa del ritorno dei figli per le minime settimane di ferie estive, e giovani senza prospettive del domani, smaniosi solo di emigrare verso il “progresso” del Nord – Italia o Europa – il prima possibile.
Il sindaco Domenico Lucano, detto Mimmo, durante i sui diversi mandati ha incoraggiato in tutti i modi i nuovi arrivati a fermarsi in paese ed ad intraprendere attività artigianali ed imprenditoriali che hanno ridato vita al borgo calabrese. Al punto che l’operato dell’amministrazione comunale è stata studiato ed ammirato anche oltre i confini d’Italia ed additata come esempio virtuoso della politica dell’accoglienza e come modello da esportare e replicare per  la sua collaudata riuscita. Negli anni sono stati avviati al lavoro qualcosa come 6.000 immigrati circa. Non è poco in una terra di disoccupazione ormai endemica.
Ebbene, arrivano le lezioni del marzo scorso ed al governo “del cambiamento” la musica cambia. Il nuovo teorema che deve passare è: immigrazione uguale a delinquenza. Da ora in poi quando si parla di migranti, che siano socialmente deviati o socialmente inseriti non ha importanza alcuna. Bisogna colpire e colpire duro. Riace ed il suo sindaco Lucano entrano subito nell’occhio del ciclone. A chi glielo chiede, il Ministro Salvini dichiara che andrà a Riace quando non sarà più sindaco Lucano. Bel modo, da parte di un ministro della Repubblica, di capire la realtà complessa di un paese multiforme come l’Italia. Ma mentre sulle tasse, l’elettorato della Lega va blandito, sui  migranti bisogna tenere alta la tensione. E picchiare duro, anche sulle irregolarità amministrative senza scopo di lucro. Invece, a parer nostro, se un sindaco ha amministrato bene creando un modello di sviluppo ben riuscito, collaudato e, perfino, ammirato dall’esterno, e lo ha fatto in modo formalmente non ineccepibile, ma senza scopo di lucro, bisogna pur capirne le umane motivazioni.
Certo per esigenza di legalità – anche formale – va richiamato ed anche sanzionato. Ma poi va trovata una soluzione di buon senso, e se è il caso emettere anche una sanatoria (come per gli evasori fiscali!) ed invitarlo od obbligarlo a mettersi a posto anche dal punto di vista giuridico amministrativo. Sarebbe stata una cosa di buon senso, che avrebbe coniugato legalità ed accoglienza, senza grandi strappi o lacerazioni. Il Ministro in campagna elettorale prometteva rimpatri di clandestini a un tanto al giorno. Solo parole vuote. Si è visto che non è così facile.
Sarebbe stato più pragmatico sanare l’esistente, andando a vedere come questo sindaco calabrese aveva risolto il problema dell’inserimento attivo dei migranti evitando che i più sprovveduti potessero andare a finire nelle spire della delinquenza spicciola.
Sarebbe stato troppo saggio. Ed invece arriva il decreto ministeriale che taglia i viveri al comune di Riace ed il sindaco Lucano finisce sotto inchiesta ed agli arresti domiciliari. È cronaca di queste settimane ormai. Per la penisola si ha una levata di scudi contro tanto accanimento, che ha il sapore di una vendetta consumata fredda e con freddezza. Dal ministero, saggiate le reazioni della piazza, si fa sapere, con apposita circolare esplicativa, che i migranti riacesi non sarebbero stati trasferiti a forza, ma su base volontaria. Cioè viene concesso loro di restare perché, in effetti, tutti dichiarano che vogliono restare in quello che ormai considerano il “loro” paese. Si aspetta il Tribunale del Riesame per il sindaco, auspicando per lui l’abolizione degli arresti domiciliari. Abolizione che arriva, ma si trasforma in divieto di residenza.
Quindi revocati i domiciliari, ma inflitto il divieto di dimora a Riace, comune che Lucano amministrava da anni come sindaco e dove adesso non potrà più esercitare il suo mandato dal quale decade (legge Severino) per evitare che possa reiterare e perseverare nel reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (legge Bossi-Fini). In pratica deve sloggiare dal paese per cui “ha dato l’anima” per farlo rinascere ad una nuova vita plurale, fondata sull’accoglienza e sull’integrazione pacifica e, oseremmo dire, armoniosa.
E finalmente tante coscienze benpensanti si placheranno, perché giustizia è stata fatta.
Loro la chiamano giustizia, noi non abbiamo parole per definire una siffatta situazione che ha tanto del paradossale che perfino Pirandello – maestro di paradossi – ne sarebbe rimasto perplesso.
Sarebbe cosa buona e giusta – adesso – lanciare un sottoscrizione nazionale di solidarietà a favore del Comune di Riace o di qualche sua Associazione che si occupa di accoglienza e sviluppo, come hanno fatto i generosi Lodigiani nei confronti dei bambini esclusi dalla mensa scolastica.
Carmelo TOSCANO

Il Presidente della Romania in visita a Castellammare [FOTO ViViCentro]

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Il Presidente della Romania Klaus Ihoannis ha fatto una tappa a Castellammare di Stabia

Un ospite illustre ha fatto oggi tappa a Castellammare di Stabia: il Presidente della Romania Klaus Ihoannis nell’ultimo giorno di visita in Italia ha voluto ammirare le bellezze della città.

Klaus Ihoannis insieme alla moglie Carmen, dopo aver incontrato il sindaco di Napoli si sono recati a Pompei, per poi raggiungere la Città delle Acque. Ad attenderlo sulla banchina Sottoflutto, in concessione allo Stabia Main Port, era ancorata la nave militare che lo avrebbe condotto presso una meta non nota.

A cura di Antonio Gargiulo

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Juve Stabia-Monopoli, biglietti in vendita: costi e dettagli

Juve Stabia-Monopoli, biglietti in vendita

S.S. Juve Stabia rende noto che saranno disponibili in prevendita, da oggi e fino a Sabato 20 Ottobre alle ore 20.30, i tagliandi per la gara Juve Stabia-Monopoli, match valevole per l’ottava giornata di campionato di serie C, in programma sabato 20 ottobre alle ore 20.30, allo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Di seguito i prezzi dei tagliandi:

Curva San Marco € 12 comprensivo dei diritti di prevendita

Tribuna Quisisana (scoperta) € 16 comprensivo dei diritti di prevendita

Tribuna Monte Faito (coperta) € 22 comprensivo dei diritti di prevendita

Tribuna Roberto Fiore VIP € 72 comprensivo dei diritti di prevendita

I tagliandi potranno essere acquistati esclusivamente presso i punti vendita abilitati che qui di seguito riepiloghiamo:

Bar Dolci Momenti – Via Cosenza

Bar Gialloblù – Viale Europa

Light Break – Corso Vittorio Emanuele

Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito

Scommesse Intralot – Viale Europa 31

Post Office – Via Plinio Il Vecchio 72

S.S. Juve Stabia

Operazione aeronavale notturna della Guardia Costiera (VIDEO)

Alle prime luci dell’alba di ieri si è conclusa un’operazione aeronavale complessa notturna lungo l’intero litorale veneto, coordinata e pianificata dal 9° centro di controllo pesca (C.C.A.P.) della Direzione Marittima di Venezia, che ha visto impiegati, per tutta la notte, uomini ed unità navali della Guardia Costiera di Venezia, Chioggia, Caorle e Jesolo, congiuntamente ad un elicottero AW-139 – “Nemo” del 3°nucleo aereo della guardia costiera di Pescara. Grazie all’ausilio di moderne e sofisticate strumentazioni di controllo (ivi inclusi radar costieri) e monitoraggio del traffico navale in dotazione alla sala operativa della Capitaneria di porto di Venezia, è stato possibile individuare e successivamente identificare, in località Punta della maestra, diversi pescherecci in attività di pesca con sistema a strascico con ramponi ad una distanza inferiore alle sei miglia dalla costa, contravvenendo agli attuali limiti previsti dal decreto “fermo pesca 2018”.

E’ pertanto scattata l’operazione che ha visto impegnato anche un dell’elicottero AW 139 in dotazione alla guardia costiera che – utilizzando specifiche strumentazioni di bordo tra le quali telecamere ottiche, termocamere e ad infrarosso – è giunto in zona e ha identificato, nonostante la totale oscurità della notte, i nomi e le targhe dei pescherecci. E’ stato anche accertato che le predette unità da pesca, al fine di eludere i controlli, navigavano disattivando i sistemi che ne consentono la loro geo localizzazione (sistema A.I.S. ed apparato satellitare VMS). Successivamente è stata sorpresa anche una ulteriore unità che navigava in zona soggetta a restrizione della pesca con rotte e velocità non consentite.

E’ stata infine inviata in zona una motovedetta veloce della capitaneria di porto di Chioggia che ha quindi interrotto l’attività illecita e ha fatto rientrare in porto i motopesca per i successivi atti amministrativi, ivi inclusi il sequestro del pescato e dell’attrezzatura da pesca. Nella stessa notte, lungo il litorale tra il lido di Venezia e di Caorle, due gommoni veloci della guardia costiera sono intervenuti per fermare altre unità intente sia alla pesca dei molluschi con draga idraulica e con sistemi a strascico.

Il bilancio dell’operazione è di 9 sanzioni amministrative per un totale di circa € 30.000 euro, 6 punti di penalizzazioni previste per infrazioni gravi di tale tipologia sia alle licenze di pesca dei pescherecci che ai rispettivi comandanti, sequestro degli attrezzi da pesca. Tutta la documentazione acquisita nel corso dell’operazione è attualmente all’esame degli ispettori pesca degli uffici della Capitaneria per ulteriori verifiche ed approfondimenti.

L’ attività rientra tra i compiti istituzionali che la guardia costiera svolge quotidianamente sia a mare che a terra a tutela dell’ecosistema marino e dell’intera filiera della pesca, dal produttore al consumatore finale.

Juve Stabia, un pieno di vitamina C

La Juve Stabia sbanca il Ceravolo di Catanzaro con un secondo tempo senza storia, nonostante le ricostruzioni poco obiettive di alcuni addetti ai lavori, centrando la quinta vittoria su cinque gare di campionato. Un ruolino di marcia perfetto, quello dei ragazzi di Caserta, che chiudono nel migliore dei modi una settimana perfetta.

Da Caserta fino a Catanzaro. Dal match di Coppa Italia del Pinto fino a quello di Campionato del Ceravolo: le Vespe in una settimana hanno fatto il pieno di vitamina C. Proprio Casertana e Catanzaro sono, giustamente, accreditate quali compagini in lizza per la vittoria finale; la Juve Stabia ha vinto e convinto contro entrambe le squadre, tra l’altro in trasferta.

Pieno di vitamina C, perché dopo un primo tempo di comprensibile, ma non continuo, affanno dinnanzi alla squadra di Auteri, ma condito con il gol, molto probabilmente regolare, annullato ad Aktaou, le Vespe sono rientrate in campo nella ripresa cariche di energia, consapevolezza dei propri mezzi e con il piglio della grande squadra. Un “integratore” che non può che derivare dalle perfette indicazioni e lettura della gara di Fabio Caserta che, come un perfetto stratega, muove alla perfezione le sue pedine.

Svolta tattica del match è infatti stata, per i gialloblu, l’avanzamento di Carlini, calciatore universale per le Vespe, con il conseguente passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Chiaro il messaggio del tecnico della Juve Stabia: si difende, si soffre, si è “brutti” quando serve ma senza dimenticare come e quando pungere. Una volta sbloccata la gara con l’incornata di Allievi, per il gli stabiesi il pesante campo di Catanzaro è diventato un tappeto rosso. Una vittoria e, più in generale una prestazione, da Juve Stabia ma anche da Juve più famosa: una grande squadra che sa bene di dover soffrire in alcune fasi della gara, senza che questo comprometta il proprio disegno vincente.

Si diceva, alla vigilia, che la gara di Catanzaro sarebbe stata la prova del nove per le ambizioni della Juve Stabia. Prova del nove superata allora a pieni voti; prova del 9 come il calciatore chiave della Juve Stabia. Quel 9 che veste però la maglia numero 10, quel Daniele Paponi decisivo con ogni tocco, ogni giocata, ogni assist ed ogni gol al meraviglioso inizio di campionato delle Vespe. Più ancora che questi aspetti, a sorprendere è la voglia e l’umiltà con cui un attaccante, che ha giocato per anni in Serie A ed in contesti spettacolari come la massima serie canadese, aggredisce ogni pallone che in qualsiasi zona di campo capita nelle sue vicinanze. Fame, determinazione e cattiveria che pervadono l’intera rosa stabiese.

Vincere – gioire – resettare: questo il mantra che Caserta ha dato alla sua squadra. Dopo il pieno di vitamina C, l’obiettivo è poter contare su un Menti vestito a festa per la sfida di sabato al Monopoli così da fare il pieno anche di Magnesio.

Raffaele Izzo

171018 IL PUNTO sulle News del giorno. Prima edizione (mp3)

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Stralcio dal primo Giornale Radio del giorno: “Notizie dal mondo”, con IL PUNTO sulle News che potrete trovare su Vivicentro.it. Potrete riascoltare tutto il GRV di Viviradio-Web cliccando QUI.

  • Mimmo Lucano deve andarsene da Riace. Il Tribunale del riesame ha revocato i domiciliari al sindaco indagato, ma gli ha imposto il divieto di dimora.
  • L’Italia fa spallucce ai richiami della commissione sulla manovra. Il presidente Junker l’aveva definita inaccettabile. Salvini: se ne faccia una ragione.
  • Guantanamo resterà aperta almeno altri 25 anni lo dice l’ammiraglio che dirige la prigione statunitense a Cuba. La decisione si basa su un ordine esecutivo di Trump.
  • Canada. La cannabis è ufficialmente legale. Da oggi i maggiorenni possono acquistarla per uso ricreativo.

E’ un divieto di dimora che sa di esilio per Mimmo Lucano, il sindaco di Riace sospeso nell’ambito dell’inchiesta sul presunto favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Lo ha deciso ieri sera il Tribunale del riesame di Reggio Calabria che ha revocato i domiciliari a Lucano sostituendo la misura cautelare con il divieto di dimora. Lucano aveva annunciato di voler proseguire con i progetti di accoglienza nel piccolo comune calabrese dopo la chiusura degli Sprar annunciata dal Ministero dell’Interno grazie al finanziamento dal basso.

Giuseppe Gervasi, il vice sindaco di Riace dichiara:

Se ero felice un attimo prima ma il divieto di dimora è una cosa gravissima. Non è cambiato nulla, anzi, secondo me è una misura addirittura che fa ancora più male a Mimmo Lucano. Allontanarlo da qua è tutto, è tutto, è paradossale quello che sta succedendo qui. Non riesco a comprendere a livello giuridico come si fa ad adottare questa decisione un po’ così, con il divieto di dimora significa che lui non può stare a Riace. Lui che ha vissuto per Riace è come se gli togliessero tutto [….] è un provvedimento peggiore degli arresti domiciliari ….. [ASCOLTA TUTTO IL GR]

CRONACA • RADIO NEWS

Gazzetta – Nessuna polemica tra Milik e Mertens per il posto da titolare: Ancelotti sceglie in base all’avversario

Gioca chi si adatta meglio alle caratteristiche dell’avversario e chi sta meglio fisicamente

Lo scorso anno Dries Mertens, complice anche l’infortunio del compagno di reparto, era il titolare indiscusso dell’attacco di Maurizio Sarri. Quest’anno, però, l’arrivo di Carlo Ancelotti e il ritorno di Arek Milik hanno tolto la certezza della titolarità all’attaccante belga, non per relegarlo in panchina ma per creare una costruttiva alternanza tra i due, capaci di giocare sia in campionato che in Champions League per risparmiare energie preziose, utili per competere su tutti i fronti.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, nessuno dei due ha mai polemizzato per la nuova condizione ed entrambi stanno assistendo con le rispettive qualità il talento di Lorenzo Insigne. La competizione, tuttavia, ha un tantino penalizzato Mertens che negli ultimi due anni è stato il capocannoniere della squadra e, adesso, deve aspettare la domenica per sapere se giocherà o gli toccherà la panchina.

TuttoSport – Napoli attento, il Barcellona si fionda su Piatek: Braida sarà a Torino per visionarlo

Il polacco sta conquistando tutti a suon di prestazioni

Krzysztof Piatek, attaccante del Genoa, è la rivelazione di questo campionato ed ha già attirato le attenzioni dei più grandi club di Serie A, tra cui Napoli, Inter e Juventus, a suon di gol (9 in sette gare di campionato più i 4 siglati nell’unica partita di Coppa Italia) e di prestazioni ad alto livello. L’attaccante polacco (a segno anche con la sua Nazionale) ha catturato l’attenzione anche dei club esteri come il Barcellona.

Secondo quanto riferito dall’edizione odierna di TuttoSport, Sabato, in occasione di Juventus-Genoa, si muoverà anche Ariedo Braida (ds del Barcellona) per visionare più da vicino l’oggetto del desiderio di mezza Europa. Chi è uscito allo scoperto è stato anche De Laurentiis (“Ho parlato con Preziosi e gli agenti di Piatek”) ma la concorrenza resta spietata: non solo Juventus e Barcellona, infatti, ma anche Milan, Inter, Roma, Borussia Dortmund e Bayern Monaco pronte ad approfittarne.

Gazzetta – Possibile rottura tra Cavani e il PSG: si prospetta un’asta internazionale

Napoli pronto ad inserirsi

Non tira aria buona tra Edinson Cavani ed il Paris Saint-Germain. Le parti sarebbero arrivate ad un punto di non ritorno con l’attaccante uruguaiano che starebbe pensando seriamente di lasciare il club francese e cambiare casacca per giocare in un nuovo campionato. Le pretendenti non mancano e, tra queste, c’è anche il Napoli.

Ecco quanto rivela l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Cavani, non più il gioiello più splendente del trio d’attacco coi giovani terribili (e dagli ingaggi monstre) Neymar e Mbappé. Giugno 2020 è l’attuale deadline dell’accordo con l’ex Napoli, ma non tira aria di nuovo matrimonio a Parigi. In estate potrebbe esserci un’ asta internazionale per Cavani a prezzo di saldo”.

Napoli-Meitè, primo sondaggio degli azzurri: il Torino lo valuta 20 milioni

In questo inizio campionato è stato il migliore dei granata

Soualiho Meitè, centrocampista del Torino, è stata una delle più gradite sorprese di questo inizio campionato che fa già gola a tante squadre di Serie A. Corsa, tecnica e anche realizzazione sono le caratteristiche di questo 24enne che ha attirato l’attenzione anche del Napoli.

Secondo quanto riferisce l’edizione odierna di TuttoSport, la valutazione del giocatore è schizzata a circa 20 milioni di euro, tanto che persino Deschamps starebbe pensando di convocarlo nella Nazionale francese campione del Mondo in carica. Le buone prestazioni di Meitè, come detto, non hanno lasciato indifferenti gli altri club che già iniziano a sondare il terreno: anche il Napoli di De Laurentiis si è mosso (al pari di Milan, Inter, Lazio, Arsenal, Borussia Dortmund e Psg), ricevendo un secco “no” dal Torino.

TuttoSport – Testa al mercato di gennaio: obiettivo Lobotka e caso Diawara

Azzurri ancora sulle tracce dello slovacco

Nonostante il calendario segni il mese di ottobre, si parla già del mercato di gennaio e molte squadre della Serie A stanno già pensando a come risistemare la propria rosa per rimediare a qualche carenza o per concedere più scelte ai propri allenatori. Tra queste società c’è scritto anche il nome del Napoli.

Secondo quanto scrive l’edizione odierna di TuttoSport, anche il Napoli di Ancelotti, in attesa dei rientri effettivi dei vari Meret, Ghoulam e Younes, sta studiando qualche mossa per non arrivare impreparato alla sessione invernale. Secondo quanto riportato dal quotidiano torinese, in cima alla lista per la mediana continua ad esserci Lobotka del Celta Vigo: già cercato in estate, il nome del centrocampista slovacco potrebbe tornare in auge nonostante la richiesta di oltre 40 milioni degli spagnoli. Il suo eventuale approdo a Napoli, tuttavia, dipenderebbe dall’eventuale richiesta di cessione di Diawara.

Corriere dello Sport – Migliorano le condizioni di Koulibaly, ma Ancelotti ha pronto il sostituto

Il difensore senegalese non vuole mancare a Udine

E’ rientrato in anticipo dal ritiro del Senegal dopo essere stato colpito da un infortunio, ma ora Kalidou Koulibaly sta recuperando e ha messo nel mirino la gara della Dacia Arena contro l’Udinese. Il centrale del Napoli non vuole mancare nonostante l’infortunio e quella diffida che, in caso di ammonizione, potrebbe costringerlo a saltare la gara contro la Roma.

Secondo quanto riferito dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, Koulibaly si sarebbe sottoposto alle terapie forzando la mano per accelerare i tempi di recupero. Carlo Ancelotti valuta la situazione per capire se sia il caso o meno di rischiare il 26 azzurro, ma nel caso non dovesse utilizzarlo, Nikola Maksimovic è pronto ad affiancare Raul Albiol al centro della difesa.

Il Mattino – Novembre sarà un mese decisivo, Ancelotti prepara un turnover scientifico

Alla ripresa del campionato il Napoli giocherà a Udine

Riparte il campionato. Dopo la sosta per le Nazionali è tempo di rituffarsi nella Serie A e riprendere la caccia alla Juventus. Il Napoli ripartirà da Udine dove inizierà un ciclo terribile di partite tra campionato e Champions League che la squadra di Carlo Ancelotti ha già dimostrato di saper gestire.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Mattino, Ancelotti sa bene che non è ancora tempo di volate e per questo ha studiato bene il calendario per dosare le forze. Il tecnico di Reggiolo sta pensando ad un turnover scientifico nelle prossime 4 gare di campionato, in cui non potrà ancora fare affidamento su Meret e Ghoulam. Carlo è abituato a gestire questo tipo di situazioni: ha sempre allenato al top, quindi ha sempre fatto i conti con le convocazioni dei nazionali. Di sicuro, garantisce Ancelotti, ci sarà da divertirsi in questo torneo. E attende la Juve alle prime vere fatiche della serie A, quando a novembre dovrà sfoderare il meglio di sé per uscire indenne dal campo della Fiorentina, dal derby col Toro, e dalle gare interne con Inter e Roma.

I disabili siciliani a Roma al Ministero e poi a Montecitorio

I disabili siciliani il 10 ottobre sono andati a Roma ad incontrare il sottosegretario Vincenzo Zoccano al Ministero della Disabilità e poi a Montecitorio la Presidente della Commissione affari sociali della Camera Marialucia Lorefice con le deputate Azzurra Cancelleri e Celeste D’Arrando per discutere dei disegni di legge in esame attualmente sul tema disabilità e di ulteriori proposte.

Il Ministero della disabilità è nato con questo nuovo governo 5stelle-lega, più esattamente come Ministero per la Famiglia e la Disabilità e si dovrà occupare di oltre 3 milioni di persone con almeno una limitazione funzionale. Secondo quanto rilevato dall’Istat, ci sono 1,5 milioni di persone con limitazioni fisiche, 2 milioni con alcune limitazioni nelle loro funzioni quotidiane, 900 mila con difficoltà nella comunicazione e 1,4 milioni costrette a letto o nella loro abitazione. Oltre 1,8 milioni sono i disabili gravi. La metà di questi con meno di 65 anni non riceve aiuti dai servizi pubblici. Il nuovo dicastero, riunendo competenze ad oggi suddivise tra diversi ministeri, si deve occupare di tutto questo.

In Sicilia si era intanto costituito un comitato “Siamo Handicappati No Cretini” una associazione di volontari che rifiuta qualunque forma di finanziamento, si batte ormai da tempo per il diritto di tutte le persone con disabilità ad avere una vita indipendente attraverso la corretta applicazione della normativa vigente in materia di disabilita.

Sono riusciti questi volontari, attraverso un forte lavoro di squadra e a sofferte ma clamorose proteste, ad ottenere in Sicilia l’Istituzione del Fondo Regionale per la Disabilità, con dotazione autonoma regionale di oltre 160 milioni di euro, in cui confluisce anche il ridicolo trasferimento, da parte dello Stato, di qualche decina di milioni provenienti dalla quasi simbolica provvista del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze. Grazie a questo considerevole impegno finanziario si è cominciato in Sicilia a tamponare con un aiuto concreto, sebbene assolutamente insufficiente, la drammatica situazione in cui da anni versavano persone con disabilità gravissima, in un contesto sociale con numerosissime famiglie in stato di emarginazione e impoverimento progressivo per far fronte a bisogni ineludibili.

Grazie quindi alle proteste di questa associazione, alla sua efficace comunicazione sul web e con il sostegno di gran parte del mondo dello spettacolo che ha sposato le sue iniziative, la Regione ha disposto un primo censimento delle persone con disabilità, portando alla luce oltre 10.000 persone con disabilità gravissima, mai prima censite e a cui, sia pure a singhiozzo, si assicura da qualche tempo un assegno di cura.

Tuttavia la situazione complessiva continua a rimanere insostenibile malgrado qualche piccolo passo avanti. Per questo, in sintonia con altre associazioni nazionali, si sono recati a Roma per chiedere:

1) un aumento della dotazione del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze – FNA- a 3 miliardi di euro dagli attuali 500 min;
2) Un sistema informatizzato nazionale della disabilita con integrazione delle banche dati regionali, per una mappatura omogenea su tutto il territorio nazionale;
3) L’istituzione  dell’  autorità garante delle  persone con  disabilita  di  livello  nazionale e omogeneizzazione delle normative regionali;
4) Una scuola con un sistema di controllo e monitoraggio omogeneo sul territorio nazionale affinché ci sia puntualità nell’erogazione dei servizi scolastici (trasporto, assistenza alla comunicazione, igienica, etc.;
5) il riconoscimento normativo della figura del caragiver familiare (o assistente familiare che è colui che essendo legato da vincoli affettivi aiuta un proprio congiunto non più autosufficiente);
6) Un fondo per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
7) Una revisione del criterio di inserimento dei presidi e degli ausili specialistici al fine di garantire flessibilità rispetto alle specifiche esigenze di ogni singola persona.

A Roma, nel primo incontro al Ministero della Disabilità, hanno chiesto al sottosegretario Vincenzo Zoccano che ci sia da parte del Governo un atto di coraggio significativo, tempistiche e cronoprogrammi delle attività che diano entro pochi mesi delle risposte, o quantomeno una parvenza di avvio delle attività che rispecchino le promesse elettorali.

Zoccano ha riferito che il che il “Ministero provvederà ad una ricognizione interministeriale sulle politiche che ruotano intorno alle persone con disabilità”. “Questo Ministero” – ha proseguito Zoccano- “si prefigge l’obiettivo di essere un collante, un coordinamento anche rispetto al legislatore. La costanza con cui ciò avviene è testimoniata dalla presenza di alcuni parlamentari” (All’incontro era presente, tra gli altri, anche la deputata alla Camera Azzurra Cancelleri). “La fotografia che voi avete fatto la ritengo assolutamente realistica, reale in realtà, non allarmistica ma allarmante. È chiaro che voi siete qui come me, siamo qui per lo stesso motivo (…) Vi posso dire che queste richieste le accoglieremo tutte ma con tempi non prevedibili. Abbiamo ereditato una situazione veramente devastante degli ultimi 20 30 anni e dobbiamo ricostruire. Tutto questo non si fa entro l’8 novembre “.”Il mio impegno – prendetene tutti nota – ci sarà e presenterò proprio il vostro documento che rileggerò con attenzione visto che mi avete dato l’opportunità di farlo con una versione in braille che mi agevolerà moltissimo. E’ la prima volta che qualcuno ha avuto la sensibilità di farlo. Anche persone che mi conoscono non ci hanno mai pensato. Vi assicuro che lo porterò all’attenzione di Luigi Di Maio che lo farà visionare anche a Salvini, e di tutti i ministri, questo documento. Così come lo farà anche Azzurra Cancelleri che farà suo questo documento e lo porterà in Parlamento dove ha una certa considerazione anche con gli altri colleghi parlamentari. Vi ringrazio tutti di cuore perché credo che la trasparenza, l’onestà intellettuale e l’onestà politica personale di ognuno di noi qui non ci permette di sottrarci alle vostre richieste“. “Sono abituato a promettere solo quello che posso mantenere e quello che posso assicurarvi è che sarà data molta attenzione a questo documento che è molto tecnico, distinguendosi dai vari documenti arrivati a questo tavolo anche da parte di associazioni che si ergono a grandi conoscitori del mondo della disabilità. Credo che questo sia un documento lucido ottimamente ed eccellentemente tecnico, e posso affermare che il Presidente del Consiglio, i due leader politici e l’intera compagine del Parlamento lo prenderanno in debita considerazione“.

Il secondo incontro è stato con la Presidente della commissione Affari Sociali della Camera, Marialucia Lorefice, ove è stato illustrato il documento con i punti sopra citati. La deputata Azzurra Cancelleri ha raccontato la sintesi della riunione con il sottosegretario Zoccano, ribadendo ciò che egli aveva dichiarato e cioè “che ci sono stati problemi di bloccaggi a livello di interlocuzioni con vari Ministeri che hanno impedito cose che lui già voleva fare, però lui garantisce che le cose cambieranno e che le proposte si possono fare, ma sui tempi non ha dato risposte perché ritiene che non si possa entro l’ 8 novembre e lui promette solo quello che sa di poter mantenere”.

La Presidente Marialucia Lorefice ha dichiarato “da parte nostra la volontà di dare risposte e di fare cambiamento c’è, anche se so che, soprattutto per chi vive situazioni di disabilità è diventato anche stancante sentirsi dire …stiamo facendo… vi daremo risposte… In questo momento quello che possiamo fare con voi è cercare di ricostruire. Però, ripeto, in 100 giorni fare tutto quello che chiedete per il governo è impossibile. Io posso capirvi perfettamente perché, al di là della veste politica che noi ricopriamo, ognuno di noi ha una storia e anche condizioni di disabilità in famiglia, quindi vi posso assicurare che queste questioni le viviamo da vicino ogni giorno e siamo noi per primi che vorremmo dare delle risposte. Sappiamo quanto sia complicato darne ma vi posso assicurare che c’è il massimo impegno”. “Innanzitutto se avete proposte per la legge di bilancio che ci manderete noi vedremo se riusciremo a inserirle o meno o quantomeno interloquire con i ministeri per capire se c’è qualcosa che possiamo fare. Quindi, se è possibile fare qualcosa lo facciamo, però non posso farvi uscire con una promessa”.

I rappresentanti delle associazioni di disabili hanno chiesto di fronte anche alla deputata Valentina D’Orso, che venga almeno immediatamente calendarizzato in Commissione il disegno di legge sul caregiver familiare (o assistente familiare).

In conclusione. Le risposte ricevute non sono state definite esaurienti seppure si è dato atto che non è mancata la sensibilità e l’attenzione al problema. Nell’immediato sono mancate risposte concrete oltre che sono state espresse difficoltà per rivedere al rialzo, quanto meno per il momento, le previsioni di legge finanziaria e di bilancio 2019.

Le associazioni, siciliana e nazionali, si sono quindi dati l’impegno di lavorare in maniera di proseguire questo dialogo ed interlocuzione di rilievo con gli organi di governo senza escludere che, laddove non si vedessero fatti concreti specialmente sulla implementazione del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze, sarà valutata una manifestazione nazionale davanti ai palazzi romani.

Da queste pagine tutta la solidarietà.

Le immagini sono tratte dalla pagina Fb dell’associazione “Siamo Handicappati No Cretini”.

Adduso Sebastiano

Auteri: “L’arbitro ha falsato la partita. Noi nettamente superiori alla Juve Stabia” (VIDEO)

Catanzaro– Dopo la bella vittoria per 0-3 della Juve Stabia a Catanzaro, abbiamo sentito in sala stampa al Ceravolo, il tecnico dei padroni di casa Gaetano Auteri.

Queste le sue parole al termine del match:

“Credo che l’analisi della partita sia falsata dalla serata orribile della terna di gara. Moduli, schemi e calcio giocato passano in secondo piano quando una terna arbitrale falsa una partita. Tutti i gol sono partiti da azioni irregolari. Il metro di giudizio dell’arbitro è stato totalmente a favore delle vespe. Sia in occasione del secondo che del terzo gol c’è stato un fallo su Maita, non segnalato. I gol, a mio avviso, sono irregolari. Abbiamo giocato alla grande per un’ora ma non siamo stati bravi a finalizzare. Alla fine del primo tempo, tra l’altro, ho chiesto all’arbitro il perchè della mancata concessione del rigore e lui non mi ha risposto, anzi, mi ha cacciato via. Sono arrabbiato per quello che abbiamo visto in campo. Ai miei ragazzi non posso chiedere nulla in più, hanno dato tutto. Una gara cosi equilibrata, purtroppo, è durata solo un’ora a causa degli episodi. Senza di essi avremmo vinto sicuramente. Abbiamo dimostrato di essere superiori e l’unico rammarico è non aver finalizzato le tantissime occasioni a nostro favore. Senza il gol irregolare e poi il rosso a Riggio, avremmo continuato a martellare gli avversari fino a trovare il gol. ”

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JUVESTABIA – NEWS

Milano, a Palazzo Reale una mostra dedicata a Picasso

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MILANO – Un autunno ricco si prospetta a Milano.  Dal 18 ottobre al 17 febbraio a Palazzo Reale arriva la mostra dedicata al genio di Picasso.

Il progetto in realtà si inserisce in un percorso di approfondimento sul grande artista intrapreso da Palazzo Reale anni fa e che ha reso speciale il rapporto tra il maestro spagnolo e Milano.

La prima presenza di Picasso a Milano risale al 1953 con l’esposizione di Guernica nella Sala delle Cariatidi , seguì, a distanza di quasi mezzo secolo, una grande antologica nel settembre 2001,; infine la rassegna monografica del 2012, che documentò in un grande excursus cronologico la varietà di tecniche e mezzi espressivi che caratterizzarono la produzione dell’artista spagnolo.

La mostra del 2018, intitolata “Metamorfosi”, espone 200 opere dell’artista di Malaga a partire dai soggetti dell’antichità, quelli che hanno particolarmente influenzato la sua poetica pittorica e che lo hanno accompagnato per gran parte della carriera. Oggetti, cimeli, steli e ceramiche arricchiscono la raccolta della sezione Antropologia dell’antico. Molte delle opere che saranno esposte a Palazzo Reale arriveranno dal Musée du Louvre, il Centre Pompidou parigino, Musei Vaticani di Roma e altri grandi poli internazionali.

La mostra, divisa in sei sezioni, non è una semplice rassegna  ma un excursus nell’antichità. La sezione  Mitologia del bacio, ad esempio, si pone l’attenzione sul simbolo per eccellenza dell’arte dal punto di vista di tre grandi artisti, la sezione Le “Demoiselles” del Dyplon, tra greci, etruschi e iberici è un ritorno alla culture antiche mentre L’antichità delle metamorfosi è un confronto tra Picasso e il rapporto con la città di Oviedo.