14.8 C
Castellammare di Stabia
Home Blog Pagina 43

Juve Stabia: Tra il nuovo corso di Abate e un Venezia d’alta classifica, si cerca la prima vittoria casalinga

0

Castellammare di Stabia si prepara a riabbracciare al Menti la Serie B.L’attesa è finita per i tifosi della Juve Stabia, che vedranno le loro amate Vespe calcare nuovamente il prato dello stadio “Romeo Menti” nel campionato cadetto.

Dopo la cavalcata trionfale della scorsa stagione, culminata con i play off sotto la guida di Guido Pagliuca, si apre un nuovo capitolo per i colori gialloblù.La panchina è stata affidata a Ignazio Abate, ex terzino del Milan e della Nazionale, che eredita un gruppo coeso ma si trova di fronte al difficile, ma non impossibile, compito di conquistare una salvezza tranquilla e regalare nuove gioie a una piazza calorosa e appassionata.

Sabato 30 agosto, in occasione della seconda giornata del campionato di Serie B 2025/2026, la Juve Stabia esordirà tra le mura amiche contro il Venezia, una delle formazioni più attrezzate del torneo.Una sfida ardua che si carica di un ulteriore significato: quello di invertire una tradizione storicamente negativa riguardo la prima partita casalinga in Serie B.

I precedenti, infatti, non sorridono affatto alle Vespe.Per ritrovare il primo esordio amaro bisogna tornare indietro nel tempo, fino al 9 settembre 1951.

In quella che fu la prima storica apparizione casalinga in Serie B, giocata eccezionalmente allo Stadio del Vomero di Napoli, fu la formazione toscana del Piombino a imporsi per 4-2, rovinando la festa ai tifosi stabiesi.Un copione sfortunato che si è ripetuto anche in epoche più recenti.

Nella stagione 2011/2012, quella del ritorno in B dopo decenni, la prima al “Menti” vide il Verona espugnare Castellammare con il risultato di 1-2.L’anno successivo, nel campionato 2012/2013 con Piero Braglia in panchina, la storia non cambiò: fu un’altra squadra toscana, il Livorno, a trionfare con un netto 1-3.

La stagione 2013/2014 fu particolarmente amara: dopo la sconfitta all’esordio in trasferta a Pescara, arrivò un altro stop casalingo contro lo Spezia (1-2), preludio di un’annata che si sarebbe conclusa con la retrocessione.Anche l’era di Fabio Caserta, nella stagione 2019/2020, iniziò in salita: alla sconfitta nella prima giornata a Empoli (2-1), seguì un altro risultato negativo nella prima casalinga contro il Pisa, che si impose per 2-0.

Persino la trionfale scorsa stagione di Guido Pagliuca ha avuto un avvio singolare per quanto riguarda le partite in casa.Dopo aver raccolto ben quattro punti in due trasferte impegnative a Bari e Catanzaro, la prima partita “casalinga” contro il Mantova fu disputata in campo neutro a Piacenza, e vinta per 1-0.

Il vero e proprio esordio stagionale al “Menti” arrivò solo alla quinta giornata contro il Palermo, e coincise con la prima sconfitta in campionato per le Vespe.Ora la palla passa a Ignazio Abate e ai suoi ragazzi.

L’avversario, il Venezia, è di prim’ordine e non nasconde le proprie ambizioni di promozione.L’obiettivo per la Juve Stabia è chiaro: fare risultato, muovere la classifica e, soprattutto, regalare ai propri tifosi una gioia alla prima gara casalinga.

La pressione è alta, ma la determinazione del nuovo tecnico e della squadra non è da meno.Riusciranno le Vespe a sfatare questo storico tabù e a iniziare con il piede giusto il loro cammino al “Romeo Menti”?

La risposta arriverà dal campo, in una serata che si preannuncia carica di emozioni e di speranze.

Al via il secondo ciclo di appuntamenti della rassegna nazionale editoriale “Un Libro Sotto Le Stelle”

0

Peggiora la qualità della lettura in Italia, un Paese che continua a essere spaccato tra Nord e Sud.Secondo la rilevazione dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su dati Pepe Research, il 30% dei lettori legge in maniera frammentaria, dedicandosi a questa attività solo qualche volta al mese se non qualche volta all’anno.

Il tempo medio settimanale dedicato alla lettura si riduce a 2 ore e 47 minuti contro le 3 ore e 16 minuti del 2023 e le 3 ore e 32 minuti del 2022.Le persone tra i 15 e i 74 anni che dichiarano di aver letto, anche solo in parte, un libro nell’ultimo anno (a stampa, e-book, o ascoltato un audiolibro) sono il 73%, contro il 74% del 2023.

Cala anche la lettura di soli libri a stampa, che riguarda il 66% della popolazione, contro il 68% del 2023.Il 66% è una media tra il 72% della lettura delle donne e il 60% degli uomini.

Se guardiamo invece alle fasce d’età, leggono libri a stampa in percentuale sopra la media i 18-24enni (74%), i 15-17enni (73%), i 35-44enni (71%), i 25-34enni (70%).I dati sulla flessione dei tempi di lettura e del numero di lettori, che vanno di pari passo alla flessione del mercato, confermano la necessità di tornare a sostenere la domanda di libri nel nostro Paese soprattutto tra i più giovani.

Non c’è crescita e sviluppo culturale ed economico per l’Italia se non facciamo crescere i lettori, soprattutto al Sud e nelle aree meno prospere del Paese.Le disparità tra Nord e Sud sono confermate dai dati di NielsenIQ-GfK sul mercato del libro trade in Italia suddiviso per aree geografiche, dati presentati per la prima volta al pubblico.

I 79,2 milioni di libri a stampa venduti in Italia nel mercato trade tra gennaio e ottobre del 2024 sono così distribuiti: 35,8% nel Nord-Ovest, 22,2% nel Nord-Est, 22,7% al Centro, il 19,3% al Sud e Isole.Se guardiamo, infine, al numero di librerie per abitante, il Nord-Ovest è sopra alla media nazionale (0,28 librerie per 10 mila abitanti) dell’11%, il Nord-Est del 17%, il Centro del 7%.

Le Isole sono sotto la media del 6%, il Sud del 30%.Il ritardo del Meridione è drammatico e non si risolve con interventi estemporanei o slegati da una visione d’insieme.

Gli indici di lettura dipendono dalla scolarizzazione, dalla presenza di infrastrutture sul territorio quali librerie e biblioteche, dal sostegno all’imprenditorialità locale, da iniziative sul territorio quali festival, premi, rassegne culturali.

Ed è per questo che l’Associazione Meridiani – APSSD, ha dato vita alla rassegna letteraria Un libro sotto le stelle, che ha preso il via ufficialmente nel mese di luglio, a bordo del traghetto Acquarius della Travelmar, dalla città di Salerno, che si avvale della collaborazione e patrocinio di Istituzioni e Enti di categoria e della media partnership della RAI.Il primo ciclo di appuntamenti si è chiuso il 25 luglio registrando numeri importanti: oltre 400 partecipanti e 180 libri venduti, a conferma del crescente interesse per la cultura e la lettura in contesti suggestivi e fuori dagli schemi.

La rassegna è stata inaugurata dal romanzo Le Sibille di Vincenza Alfano, che ha raccontato «la storia su come si diventa madre e figlia.Un romanzo ribelle, doloroso e fiammeggiante come le storie delle donne che non si piegano…».

La seconda serata ha visto protagonista Andrea Pietrangeli, autore eclettico, compositore e grafico, con il suo libro-manifesto Sticazzi, definito come «una parola sacra che ti protegge da ogni mostro, da ogni catena, da ogni ferita».Gran finale il 25 luglio con Pietro Catzolacuoco dei Presidenti della Repubblica, che ha presentato il suo volume Il cuoco dei presidenti.

Vita e ricette di un marinaio al Quirinale, vincitore del Premio Selezione Bancarella della Cucina 2023.
Conclusa la prima parte “in mare”, Un libro sotto le stelle si prepara a salpare verso nuovi approdi culturali.Il secondo ciclo di incontri inizierà mercoledì 29 agosto alle 20:30 presso il Palazzo Mediceo del Comune di Ottaviano, con due nomi d’eccezione: Toni Capuozzo, giornalista e inviato, e Amedeo Colella, scrittore ed esperto di cultura napoletana.

Anche spazio per raccontare il vissuto del calcio femminine con i giornalisti Domenico La Marca e Teresa Maddalo.Lasciate le pendici del Vesuvio, la rassegna conclude il suo tour estivo, dal 10 al 12 settembre alle ore 19:30 dal Porto di Castellammare di Stabia, navigando tra le acque della Penisola Sorrentina sempre a bordo del traghetto Acquarius della Travelmar.
Mercoledì 10 settembre sarà la volta del giornalista Pino Aprile con il suo saggio Meglio soli, una di quelle letture che non si dimentica.

Si prosegue giovedì 11 settembre con Giancarlo SianiTerra nemica del giornalista Pietro Perone, un contributo alla memoria da parte di chi ha lavorato in via Cosenza n. 13, a Castellammare di Stabia, la stessa redazione del Mattino dove ha operato Siani.La chiusura del terzo ciclo degli incontri è affidata a Lorella Di Biase, giornalista e autrice di programmi televisivi RAI, e della giornalista Monique Gregory Settanni con la biografia Pino Settanni. Il sogno infinito, un racconto a più voci sulla vita e sull’opera del noto fotografo Pino Settanni, partendo dai ricordi di familiari e amici di infanzia, fino alle testimonianze di personaggi del mondo del cinema e della cultura che lo hanno conosciuto e frequentato.

Sarà la Reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia ad ospitare l’ultimo incontro della XXI edizione rassegna letteraria “Un libro sotto le stelle”, che si inserisce nell’edizione 2025 del Campania Libri Festival, a cura della Fondazione Campania dei Festival.Mentre quest’anno, per la Sezione Memory, sarà ricordato Pino Scaccia, storico inviato della Rai ed ex caporedattore dei servizi speciali del Tg1. Giornalista in prima linea, nel suo lavoro ha saputo coniugare passione e rigore.

Ad introdurre i diversi appuntamenti, ad ingresso gratuito, e a tenere le fila durante gli stessi sarà Sonia Di Domenico, presenter dell’Associazione Meridiani con la collaborazione dello speaker Silvio Martino direttamente da Rai Radio Live Napoli.Curatore della rassegna è l’autore di programmi televisivo e radiofonico Gino Aveta.
Al termine di ogni appuntamento segue un ‘vin d’honneur’ offerto dall’organizzazione.

L’arte culinaria e dolciaria è affidata alla Baita del Re Resort di Ottaviano che si avvale della collaborazione degli studenti e docenti degli istituti alberghieri “Luigi de’ Medici” di Ottaviano e “Raffaele Viviani” di Castellammare di Stabia.

Juve Stabia – Venezia: Abate contro Stroppa per un derby rossonero in panchina che unisce passato e presente

0

Non sarà una partita come le altre quella in programma domani, sabato 30 agosto, allo stadio “Romeo Menti”.Il confronto tra Juve Stabia e Venezia, valido per la seconda giornata del campionato di Serie B, va oltre la semplice posta in palio.

A rendere speciale questa sfida è il duello a distanza tra i due allenatori, Ignazio Abate e Giovanni Stroppa, legati da un filo rosso che li riconduce a un passato prestigioso con la maglia del Milan dell’era Silvio Berlusconi.

Giovanni Stroppa: Protagonista dei Primi Trionfi

Giovanni Stroppa, attuale guida tecnica del Venezia, ha vissuto da protagonista gli albori del ciclo vincente del Milan berlusconiano.Rientrato in rossonero nel 1989 dopo una serie di prestiti, si ritagliò uno spazio importante come alternativa a Roberto Donadoni.

Il suo impatto fu immediato: esordì in Serie A il 27 agosto 1989 contro il Cesena, bagnando il debutto con un gol dalla lunga distanza che lasciò il segno.Nelle due stagioni successive, pur non essendo un titolare inamovibile, Stroppa collezionò 35 presenze e 2 reti in campionato, ma soprattutto arricchì il suo palmarès con trofei leggendari.

Contribuì alla conquista di una Coppa dei Campioni, due Supercoppe Europee e due Coppe Intercontinentali.Proprio in una di queste finali, quella del 1990 contro l’Olimpia Asunción, si tolse la soddisfazione personale di iscrivere il suo nome nel tabellino dei marcatori, sigillando una vittoria storica per il club.

Ignazio Abate: Bandiera e Lealtà nell’Ultimo Decennio

Se Stroppa ha incarnato i fasti iniziali, Ignazio Abate ha rappresentato la fedeltà e lo spirito di appartenenza degli ultimi anni dell’era Berlusconi.

Prodotto del vivaio rossonero, tornò alla base nel 2009 per rimanervi ininterrottamente per un decennio.Fortemente voluto da Adriano Galliani, che in lui vedeva un punto fermo della squadra, Abate divenne un simbolo di abnegazione e professionalità.

Con la maglia del Milan ha conquistato uno Scudetto da protagonista e due Supercoppe Italiane, affermandosi come uno dei leader dello spogliatoio.La sua lunga militanza, caratterizzata da leadership e spirito di sacrificio, ha forgiato l’approccio che oggi adotta da allenatore sulla panchina della Juve Stabia, un mix di grinta e attaccamento ai colori sociali.

Un Confronto tra Eredi di una Gloriosa Storia

Pur non avendo mai condiviso il campo da compagni di squadra, Abate e Stroppa si ritrovano ora avversari, portando con sé l’eredità di un club che ha profondamente segnato le loro carriere e le loro vite.

Dalle rispettive panchine, i due tecnici si studieranno, pronti a dare battaglia in una sfida che è molto più di un semplice confronto tattico.Sarà un incrocio tra due filosofie di calcio, plasmate in epoche diverse della stessa, gloriosa storia milanista.

In un campionato competitivo e affascinante come la Serie B, la partita del “Menti” acquista così un sapore unico, unendo il passato rossonero all’attualità del calcio italiano, in un ideale passaggio di consegne tra due generazioni di “cuori rossoneri”.

Juve Stabia, esordio di fuoco al Menti: arriva il Venezia costruito per il ritorno immediato in Serie A

0

Sarà subito una sfida di altissimo livello per la Juve Stabia, che bagnerà il proprio esordio stagionale casalingo in Serie B con una gara da brividi contro il Venezia.Per i tifosi delle Vespe, l’appuntamento alla prima giornata di campionato allo stadio “Romeo Menti” si preannuncia imperdibile: di fronte ci sarà subito un top club, considerato da tutti una delle candidate principali alla promozione diretta.

I lagunari, appena retrocessi dalla Serie A, scenderanno in Campania con l’obiettivo dichiarato di iniziare la risalita e tornare immediatamente nella massima serie.La sfida contro i veneti metterà quindi alla prova la tenuta e le ambizioni dei gialloblù, che avranno l’opportunità di misurarsi a viso aperto e dimostrare il proprio valore davanti al pubblico di casa.

Questa partita non è solo l’inizio di una nuova stagione al Menti, ma rappresenta un banco di prova significativo per la squadra di Castellammare di Stabia, pronta a dare battaglia e a far valere il fattore campo contro una delle formazioni più quotate del torneo.I tifosi sono già in fermento per un match che promette spettacolo ed emozioni fin dal fischio d’inizio.

Il Venezia si è affermato negli ultimi anni come una delle “regine dell’ascensore” del calcio italiano.Questo continuo saliscendi tra la massima serie e la cadetteria è diventato un tratto distintivo della società lagunare, capace di alternare momenti di grande entusiasmo a periodi di difficoltà.

Se da un lato questa dinamica evidenzia le sfide del club, dall’altro testimonia la sua capacità di riorganizzarsi e ripartire con ambizione.La trasferta di Castellammare sarà dunque il primo passo di una nuova avventura per i veneti, determinati a consolidare la propria posizione nel panorama del calcio che conta.

Per la Juve Stabia, sarà l’occasione perfetta per lanciare un messaggio al campionato: al “Menti” nessuno avrà vita facile.

Juve Stabia, colpo in difesa: Arriva Andrea Giorgini dal Südtirol. Manca solo l’ufficialità

0

La Juve Stabia piazza un colpo di mercato di grande importanza per la propria retroguardia: è praticamente fatta per l’arrivo di Andrea Giorgini.Il club gialloblù ha definito l’acquisto del difensore centrale classe 2002, proveniente dal Südtirol.Il calciatore arriverà con la formula del prestito con diritto di riscatto ma dovrà prima rinnovare il contratto con la società altoatesina che scade il 30 giugno 2026.L’affare è ormai in dirittura d’arrivo, con le società che a breve procederanno allo scambio dei documenti.

L’ufficialità è attesa nelle prossime ore, ma la strada è tracciata.Grande merito va al direttore sportivo Matteo Lovisa, che riesce a strappare a una diretta concorrente per la salvezza un profilo di sicuro affidamento e notevole prospettiva, consegnando a mister Ignazio Abate un elemento fondamentale per blindare la difesa.

Fisico e progressione: il profilo di Giorgini

Nato a Fano il 22 aprile 2002, Andrea Giorgini è un difensore moderno che unisce prestanza fisica e buone doti atletiche.Con i suoi 190 centimetri di altezza per 82 kg, possiede una struttura imponente, supportata da una muscolatura che gli consente di essere efficace nello scatto breve e nei recuperi difensivi.Destro di piede, fa del duello aereo e dell’anticipo le sue armi migliori.

Dal suo arrivo al Südtirol nel gennaio 2023, ha dimostrato di essere un giocatore pronto per la categoria, collezionando ben 66 presenze, impreziosite da 2 gol e 2 assist.Indimenticabile la sua prima doppietta in Serie B, siglata il 9 marzo 2025 nella netta vittoria per 5-1 sul campo del Cittadella.

Una carriera in ascesa

Cresciuto nel settore giovanile del Fano, sua città natale, Giorgini ha mosso i primi passi tra i grandi prima di passare in prestito alla Primavera dell’Ascoli.La svolta arriva con il trasferimento al Latina: arrivato in Serie D, conquista il ripescaggio e si impone come titolare inamovibile in Serie C, collezionando ben 51 presenze da protagonista tra i 18 e i 20 anni (a cui si aggiungono le 33 in serie D con i laziali).Le sue prestazioni attirano l’attenzione del Südtirol, che lo acquista nel gennaio 2023, facendolo esordire in Serie B.

Il legame con la famiglia non è banale per Giorgini.

Il calcio è nel DNA.

Per Andrea, il ruolo di difensore è una vera e propria tradizione di famiglia. È figlio d’arte di papà Davide, ex difensore con un lungo trascorso tra i dilettanti marchigiani e in Serie C con la Vis Pesaro.Anche il fratello Pietro (più piccolo di età con 18 anni appena compiuti) ne ha seguito le orme, giocando come centrale difensivo prima per la Vis Pesaro e in questa stagione per la Correggese (prestito).Un legame profondo, che si estende anche alla figura del nonno, scomparso poco prima del suo debutto tra i professionisti.A lui ha dedicato la scelta di un insolito numero di maglia a inizio carriera, il 45, in onore del suo anno di nascita, a testimonianza di un legame che va oltre il campo.

Juve Stabia, nuova iniziativa per i tifosi: Vivi il Sogno Gialloblù, piccoli tifosi in campo con i loro idoli

0

Un’emozione unica, un sogno che diventa realtà per i più piccoli tifosi delle Vespe.La Juve Stabia ha presentato una nuova entusiasmante iniziativa per consolidare il legame con il proprio pubblico e regalare un’esperienza indimenticabile alle giovani generazioni di sostenitori che affollano le gradinate dello stadio Romeo Menti.

In occasione delle partite casalinghe, i genitori avranno la straordinaria opportunità di candidare i propri figli per accompagnare in campo i 22 calciatori delle squadre e il direttore di gara nei momenti che precedono il fischio d’inizio.Un modo per vivere da protagonisti la magia del calcio e respirare da vicino l’atmosfera del grande sport.

L’iniziativa debutterà in occasione della seconda giornata del campionato di Serie BKT, che vedrà la Juve Stabia affrontare il Venezia tra le mura amiche.Un’occasione imperdibile per i giovanissimi cuori gialloblù di tenere per mano i propri beniamini.

Come Partecipare: I Dettagli del Comunicato Ufficiale

La società ha diramato un comunicato ufficiale per disciplinare le modalità di partecipazione, garantendo trasparenza e pari opportunità.

Per poter candidare il proprio bambino, sarà necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • Età: L’iniziativa è riservata a tutti i bambini e le bambine nati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2019.
  • Documentazione: I genitori dovranno inviare copia del documento di identità del bambino.
  • Titolo d’accesso: È indispensabile essere in possesso del biglietto della partita per il piccolo accompagnatore.Una foto del tagliando dovrà essere allegata alla richiesta.
  • Contatto: Nella mail di candidatura dovrà essere specificato un recapito telefonico di un genitore o di chi ne fa le veci.

Le richieste dovranno essere inviate all’indirizzo e-mail team.comunicazione@ssjuvestabia.it.

È importante sottolineare che verranno prese in considerazione le prime 23 richieste complete che perverranno all’indirizzo indicato entro i termini che saranno comunicati di partita in partita.

I fortunati selezionati saranno contattati direttamente dalla società per ricevere tutte le informazioni logistiche necessarie a vivere al meglio questa incredibile esperienza.Questa iniziativa rappresenta un passo significativo della Juve Stabia verso un coinvolgimento sempre più profondo della propria tifoseria, con un’attenzione particolare rivolta alle famiglie e ai tifosi del futuro.

Un’opportunità per i bambini di essere parte attiva dello spettacolo e per i genitori di condividere con loro una passione che si tramanda di generazione in generazione.

Juve Stabia – Stroppa: Al “Menti” per l’esordio casalingo un incrocio che rievoca battaglie passate

0

Il destino, a volte, sa essere beffardo e affascinante.L’esordio casalingo della Juve Stabia in questa stagione si aprirà esattamente come si era chiusa quella precedente: di fronte ci sarà Giovanni Stroppa.

Ma se a maggio le “Vespe”, allora guidate da Guido Pagliuca, uscirono sconfitte dal doppio confronto playoff contro la Cremonese, questa volta l’occasione è quella di una prima di campionato al “Romeo Menti” che sa già di rivincita.Le nuove vespe, affidate alla guida dell’esordiente in categoria Ignazio Abate, incroceranno infatti il Venezia di Stroppa, in un’ideale staffetta che carica di significato la sfida inaugurale.

Il club lagunare, reduce dalla retrocessione dalla serie A, ha puntato sull’esperienza e la comprovata abilità di Stroppa nel plasmare squadre vincenti in Serie B per un immediato ritorno in massima serie.L’allenatore, che ha siglato un contratto annuale con opzione di rinnovo automatico in caso di promozione, è reduce da un’autentica impresa con la Cremonese: dopo aver spezzato il sogno della Juve Stabia in una semifinale playoff al cardiopalma, ha condotto i grigiorossi alla promozione battendo lo Spezia in finale.

Un curriculum che vanta già i successi con Crotone e Monza, a testimonianza di una specializzazione in promozioni che infiamma l’entusiasmo dei tifosi lagunari.Per Stroppa, dunque, si profila l’ennesimo ritorno a Castellammare Di Stabia, un campo che conosce bene e che ha visitato più volte da avversario, lasciando sempre un’impronta riconoscibile.

Dalle sfide tattiche con il suo Crotone, passando per le accese gare alla guida del Foggia, fino alla recente e decisiva doppia sfida con la Cremonese, il tecnico ha sempre dato filo da torcere alle “Vespe” con il suo calcio propositivo e organizzato.Proprio l’ultimo precedente è una ferita ancora aperta per il popolo gialloblù.

Nella semifinale playoff del maggio 2025, la Juve Stabia di Pagliuca si illuse vincendo la gara d’andata al “Menti” per 2-1, ma dovette poi cedere le armi nel ritorno allo “Zini”, dove la Cremonese si impose con un netto 3-0, volando in finale.Quella sconfitta ha di fatto chiuso un ciclo, culminato con l’addio di Pagliuca e l’inizio di un nuovo progetto tecnico sotto la guida di Ignazio Abate, chiamato a raccogliere un’eredità importante e a valorizzare una rosa rinnovata.

L’esordio casalingo contro il Venezia di Stroppa assume così i contorni di una sfida dal fascino particolare.Sarà l’occasione per le “Vespe” di misurare subito le proprie ambizioni contro una delle corazzate del campionato e, per i tifosi, di esorcizzare i fantasmi del passato recente.

La tradizione delle sfide combattute, tatticamente complesse e spesso decise da episodi, è pronta a rinnovarsi, promettendo ancora una volta novanta minuti di grande spettacolo ed emozioni forti sugli spalti del “Romeo Menti”.

Juve Stabia, colpo grosso: Preso Gabrielloni del Como. Sarà disponibile già per la gara con il Venezia

0

Dopo giorni di apparente calma, il calciomercato della Juve Stabia subisce un’improvvisa e decisa accelerazione.Le Vespe mettono a segno un colpo da novanta per l’attacco, assicurandosi le prestazioni di Alessandro Gabrielloni, centravanti in uscita dal Como.L’attaccante, ormai ai margini del progetto tecnico di Cesc Fàbregas, cercava nuovi stimoli e ha scelto la piazza di Castellammare di Stabia per rilanciarsi e guidare il reparto offensivo gialloblù.

La Formula del Trasferimento e i Dettagli dell’Accordo

Gabrielloni si trasferirà alla Juve Stabia a titolo temporaneo. È importante sottolineare che il regolamento attuale consente ad ogni società di avere in rosa un massimo di 10 calciatori in prestito.L’attaccante è atteso a Castellammare tra oggi e domani per le visite mediche e la firma sul contratto.Prima di approdare in Campania, il calciatore ha raggiunto un’intesa con il Como per il prolungamento del proprio contratto fino al 30 giugno 2028, a testimonianza della stima che la società lariana continua a nutrire per lui.Una volta concluse le formalità, si metterà subito a disposizione del tecnico Ignazio Abate.

Battuta una Folta Concorrenza

L’operazione condotta dal DS Matteo Lovisa è di assoluto rilievo, considerando la nutrita concorrenza per assicurarsi il classe ’94.Sulle tracce di Gabrielloni c’erano infatti club importanti come Avellino, Catanzaro e Modena.Più defilate, ma comunque interessate, anche Spezia, Cesena e Sampdoria, che però avrebbero dovuto prima cedere un proprio attaccante – rispettivamente Gianluca Lapadula, Cristian Shpendi e Massimo Coda – per poter affondare il colpo.

Conosciamo Meglio Alessandro Gabrielloni: L’Eroe di Como

Nato a Jesi il 10 luglio 1994, alto 1,78 m per un peso forma di 70 kg, Gabrielloni è diventato un’autentica leggenda a Como.

Indimenticabile la sua prestazione contro la Roma, decisa da un suo gol al 93′ e da un suo assist per il raddoppio di Nico Paz due minuti dopo.In Lombardia è conosciuto come “l’uomo della provvidenza”, un soprannome guadagnato sul campo a suon di gol pesanti.La sua avventura con la maglia azzurra del Como è una favola moderna.Arrivato nel gennaio 2018 dal Bisceglie, quando la squadra militava in Serie D, ha scalato tutte le categorie, diventando protagonista assoluto della rinascita del club.Con il Como ha collezionato 225 presenze, mettendo a segno 65 reti e fornendo 10 assist.Non un bomber da 20 gol a stagione, ma un attaccante capace di segnare i gol che contano, quelli che spostano gli equilibri.Le sue statistiche parlano chiaro: è stato decisivo nella promozione dalla Serie C alla B con 12 gol in 35 presenze, e ha concesso il bis nella cavalcata verso la Serie A, realizzando 9 reti in 37 partite.

Una Carriera Partita dal Basso

Cresciuto nella Jesina, la squadra della sua città, Gabrielloni ha iniziato un lungo percorso nelle serie minori, vestendo le maglie di Maceratese, Taranto, Campobasso e Cavese in Serie D.L’approdo in Serie C, prima con il Martina e poi con il Bisceglie, non è stato semplice.

La svolta della sua carriera è arrivata con la firma per il Como nel gennaio 2018.In un club appena rifondato, ha trovato l’ambiente ideale per esplodere. “Avere una società ambiziosa, ti rende ambizioso”, ha dichiarato in passato, e i risultati gli hanno dato ragione.

“Gabrigol”, l’Uomo della Provvidenza Laureato in Economia

Perché “uomo della provvidenza”?Basta guardare alla stagione 2023-2024: i suoi 9 gol in Serie B, con 4 reti concentrate soprattutto tra marzo e aprile, hanno fruttato ben 12 punti, rivelandosi fondamentali per la promozione diretta in Serie A.A Como lo chiamano anche “Gabrigol”, un paragone affettuoso ma non ironico con l’idolo del Flamengo, a testimonianza del suo status di beniamino della tifoseria.Fuori dal campo, Gabrielloni è un ragazzo con la testa sulle spalle.Appassionato di calcio e basket NBA, ha conseguito una laurea in Economia a Macerata durante il lockdown, con una tesi su “Cambiamento demografico e le implicazioni macroeconomiche in Italia”.Ama la lettura e i momenti semplici, come “la gioia del gol la domenica e i pranzi con la famiglia”.

Attesa al “Menti” e un Possibile Esordio da Film

L’attesa a Castellammare è febbrile.I tifosi sperano che i suoi gol possano trascinare le Vespe e sono già pronti a coniare nuovi soprannomi per il loro nuovo bomber.

Il destino potrebbe regalare subito una sfida dal sapore speciale: Gabrielloni sarà infatti disponibile per la prima gara casalinga della Juve Stabia contro il Venezia, che vedrà il ritorno al “Menti” dell’ex bomber gialloblù Andrea Adorante.Se mister Abate deciderà di schierarlo, andrà in scena un’emozionante sfida tra il passato e il presente dell’attacco stabiese, un duello che promette di infiammare il pubblico.

Juve Stabia, Penetron è il nuovo Official Sponsor delle Vespe per la Serie BKT 2025-2026

0

La Juve Stabia rafforza la propria compagine societaria per il campionato di Serie BKT, annunciando una nuova prestigiosa partnership.Sarà Penetron, azienda leader a livello mondiale nella produzione di prodotti per l’impermeabilizzazione e la protezione del calcestruzzo, il nuovo Official Sponsor delle Vespe per la stagione sportiva 2025/26.

L’accordo, ufficializzato tramite un comunicato stampa del club gialloblù, vedrà il marchio Penetron affiancare la squadra nel suo percorso in Serie BKT.Un campionato che la Juve Stabia ha iniziato a disputare con l’esordio a Chiavari e che si svilupperà forte del brillante risultato della scorsa stagione, conclusa con un prestigioso quinto posto che è valso la qualificazione ai playoff per la promozione in Serie A.

Nel comunicato stampa della società si legge: “La S.S.Juve Stabia 1907 annuncia la partnership con Penetron, azienda leader nella produzione di prodotti per la protezione e l’impermeabilizzazione del calcestruzzo per cristallizzazione, che sarà Official Sponsor per la stagione sportiva 2025/26.

L’accordo accompagnerà le Vespe nel campionato di Serie BKT, dopo il prestigioso quinto posto conquistato nella scorsa stagione, che è valso la qualificazione ai Playoff.”

Penetron: Un Partner Globale per la Solidità delle Vespe

Con questa sponsorizzazione, la Juve Stabia si lega a un marchio di caratura internazionale, noto per le sue soluzioni tecnologiche avanzate nel settore delle costruzioni.Il sistema di impermeabilizzazione per cristallizzazione di Penetron è una tecnologia all’avanguardia utilizzata per garantire la massima tenuta e durabilità delle strutture in calcestruzzo, specialmente in opere interrate e idrauliche.

Come sottolineato nel comunicato, la tecnologia Penetron offre una proprietà unica di “auto rigenerazione” che assicura una protezione totale alla matrice strutturale del calcestruzzo.Questo si traduce in una maggiore resistenza contro aggressioni di vario tipo, come i cicli di gelo-disgelo, la corrosione da agenti atmosferici, l’umidità e l’attacco chimico di sostanze come cloruri e solfati, fondamentale in ambienti marini o industriali.

Una partnership che, simbolicamente, poggia sulle solide basi che la società del presidente Andrea Langella sta costruendo, sia dal punto di vista sportivo che commerciale, per affrontare un campionato competitivo come quello cadetto.L’ingresso di un partner come Penetron si inserisce in una strategia di consolidamento del brand Juve Stabia capace di attrarre realtà imprenditoriali di primo piano.

Juve Stabia, caso maglie trasferta di Chiavari: La società chiarisce e difende lo sponsor tecnico Givova

0

Un’inconveniente che non è passato inosservato quello occorso alla Juve Stabia durante la prima trasferta stagionale contro la Virtus Entella.La maglia del capitano, Leonardo Candellone, si presentava vistosamente rovinata sulla parte posteriore, un dettaglio notato da tifosi e addetti ai lavori sia allo stadio che da casa.

Oggi, la società stabiese ha emesso un comunicato ufficiale per fare chiarezza sull’episodio, scagionando completamente lo sponsor tecnico Givova.La vicenda ha avuto inizio prima del fischio d’inizio del match a Chiavari, quando lo staff della Juve Stabia si è accorto del danno riportato da alcune divise da gioco, tra cui quella del proprio capitano.

In un lodevole gesto di fair play e collaborazione, è stata la stessa società ospitante, la Virtus Entella, a fornire il supporto necessario per “rattoppare” al meglio la maglia di Candellone permettendogli così di scendere regolarmente in campo.Un’azione per la quale la Juve Stabia ha già pubblicamente espresso i propri ringraziamenti.

L’episodio ha inevitabilmente generato discussioni, con alcuni che hanno puntato il dito sulla qualità del materiale tecnico.Per questo motivo, il club gialloblù ha voluto mettere a tacere ogni polemica con una nota ufficiale che attribuisce l’accaduto a una mera fatalità.

“La S.S.

Juve Stabia 1907 precisa che il problema occorso alla maglia indossata dal nostro capitano nel corso della gara Virtus Entella-Juve Stabia non è assolutamente ascrivibile all’azienda Givova, firma autorevole e internazionale dell’abbigliamento sportivo”, si legge nel comunicato.La società ha definito l’incidente come un “fortuito e spiacevole episodio”, slegato da qualsiasi responsabilità del marchio guidato dal presidente Giovanni Acanfora e dall’amministratore avvocato Pina Lodovico.

Il club ha inoltre voluto sottolineare la solidità e la durata del rapporto con l’azienda di abbigliamento sportivo pompeiana, partner delle Vespe da ben sei stagioni e proiettato verso il settimo anno consecutivo di collaborazione.Un sodalizio che ha accompagnato traguardi storici per il club di Castellammare di Stabia, come il recente ritorno in Serie B e il quinto posto con semifinale play-off contro la Cremonese, il miglior piazzamento in 118 anni di storia.

A testimonianza della fiducia reciproca e della volontà di proseguire insieme un percorso di crescita la Juve Stabia ha concluso il suo comunicato evidenziando che “la partnership consolidata negli anni con la Givova è testimoniata e fortificata dal contratto in essere con l’azienda pompeiana che raggiungerà i dieci anni nel 2029”.Un messaggio chiaro per spegnere sul nascere ogni controversia e ribadire la stima nei confronti di un partner storico.

Gherardi: “Ferrari può pensare di vincere qualche GP fino alla fine del Mondiale”

0

Filippo Gherardi, responsabile dell’area motori di Sportitalia, ha parlato in esclusiva a Carlo Ametrano per fare un punto sulla F1.Ecco le sue dichiarazioni.

Filippo, si torna in pista.

Da dove riparte la F1?

“Si riparte da McLaren.Veniamo da una prima parte di stagione in cui c’è stato praticamente un dominio da parte loro, sembrano fare un altro sport.

Hanno fatto qualcosa di sensazionale.Faccio davvero fatica a ricordare una crescita così lineare.

Se le analizziamo, io nei vecchi anni ho visto solo crescite progressive.McLaren invece è una scuderia che è partita nel 2024 come quarta-quinta forza e ora si ritrova a dominare questo sport, senza cambi di regolamento.

C’è stato solo il lavoro.Questa è una cosa per cui si può solo applaudire.

Ho la percezione che, a differenza degli altri domini, questo della McLaren innervosisca anche meno.La F1 ripartirà da qui”.

Venendo a una notizia dell’ultima ora: Cadillac ha scelto Perez e Bottas come piloti, che ne pensi?

“Onestamente avrei fatto scelte diverse.

Volendo pensare male, mi sembrano due scelte ‘acchiappa sponsor’.Cadillac arriva in un luogo in cui mancava da tempo e lo fa inserendo piloti che hanno un certo appeal commerciale.

Mi riferisco soprattutto a Perez.Mi è capitato di seguire gare a Città del Messico e tu lì hai la percezione di come Perez sia davvero un affare commerciale.

Credo che questo ingaggio abbia una doppia valenza, anche perché resta un buon pilota.Stesso discorso per Bottas, che è una persona splendida.

Cadillac si è presa due vice-campioni del mondo che ti proiettano sulle copertine.Forse avrei scelto due piloti più giovani, ma capisco appieno la loro scelta”.

Voglio metterti in difficoltà: la Ferrari vincerà una gara fino alla fine?

“Io penso di sì, o meglio spero di sì.

Penso di sì perché Ferrari si è dimostrata di essere la seconda forza del Mondiale.Non solo a livello numerico ma anche per quanto visto nelle ultime gare.

Ovviamente davanti c’è la McLaren che fa completamente un altro sport.Ora si va in Olanda, che non è proprio un circuito impossibile per poter vincere.

Onestamente penso che la Ferrari sia cresciuta, spero che la sosta non abbia fatto male e che si possa ripartire da quanto di buono fatto prima”.

Juve Stabia: Confermata la lesione del crociato per Battistella, operato oggi, la sua stagione sarà in salita

0

Brutte notizie in casa Juve Stabia con il centrocampista Thomas Battistella che ha riportato la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro confermato da altre diagnosi e operato oggi.Un infortunio grave, che lo costringerà a un lungo percorso di riabilitazione lontano dal campo di gioco.

Il calciatore si è infortunato nel corso del primo tempo della gara disputata allo stadio “Via del Mare” contro il Lecce nella partita di Coppa Italia, costringendolo all’immediata sostituzione e destando subito preoccupazione nello staff medico e tecnico delle Vespe.A conferma della serietà dell’infortunio è arrivato il bollettino ufficiale della S.S.

Juve Stabia 1907. “La società,” si legge nella nota, “rende noto che il centrocampista Thomas Battistella, dopo essersi sottoposto ad accertamenti specialistici presso la Casa di Cura Madre Fortunata Toniolo di Bologna, ha riportato la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.”

Il club ha agito con tempestività.Nella mattinata di oggi, il calciatore è stato sottoposto a un intervento chirurgico di ricostruzione del legamento, eseguito dal professor Stefano Zaffagnini presso la medesima struttura sanitaria bolognese.

L’operazione, come comunicato dalla società stabiese, è “perfettamente riuscita”.Ora per Battistella inizia la fase più delicata, quella del recupero. “Nei prossimi giorni,” prosegue il comunicato, “il calciatore inizierà il percorso di riabilitazione finalizzato al pieno recupero e alla ripresa dell’attività agonistica.” La strada, però, sarà lunga.

I tempi di recupero per questo tipo di infortuni si aggirano intorno ai sei mesi.Ciò significa che, nella migliore delle ipotesi e salvo complicazioni, il centrocampista potrebbe tornare a disposizione di mister Ignazio Abate presumibilmente nel mese di febbraio 2026.

Il percorso riabilitativo dipenderà da diversi fattori e sarà monitorato costantemente dallo staff medico.A chiusura del comunicato, la società ha voluto mandare un messaggio di incoraggiamento al proprio tesserato: “Forza Thomas, ti aspettiamo in campo.” Un augurio a cui si unisce tutta la tifoseria gialloblù, che dovrà rinunciare a uno dei suoi protagonisti per gran parte della stagione.

Juve Stabia, l’ex Adorante ritorna al Menti : “Sarà una grande emozione ma difenderò i colori del Venezia”

0

Un nuovo capitolo si apre per Andrea Adorante e per l’attacco del Venezia.Il centravanti, classe 2000, approda in laguna dopo una stagione da incorniciare con la maglia della Juve Stabia, culminata con 17 sigilli personali.

Un bottino che ha acceso i riflettori di mercato su di lui, ma la chiamata del club veneto ha fugato ogni dubbio, rappresentando un’opportunità irrinunciabile per il suo percorso professionale.

“La proposta del Venezia mi ha convinto immediatamente,” ha esordito Adorante nel suo primo incontro con la stampa. “Percepisco questa piazza come l’ambiente perfetto per elevare ulteriormente il mio livello di gioco e maturare.Sono un finalizzatore, l’area di rigore è il mio habitat naturale, ma la mia filosofia è sempre stata quella di mettermi al servizio del collettivo.

Il bene della squadra viene prima del traguardo personale.”

Il giovane bomber ha rivelato di avere modelli di riferimento ben precisi nel panorama calcistico internazionale, citando Robert Lewandowski e Mauro Icardi come fonti di ispirazione. “Con Mauro ho avuto il privilegio di condividere il campo durante gli allenamenti ai tempi dell’Inter, un’esperienza da cui ho assorbito insegnamenti preziosi,” ha confidato.Il suo percorso formativo, iniziato nel prestigioso settore giovanile nerazzurro, è stato un tassello cruciale per la sua tempra di atleta e di uomo. “All’Inter sono diventato grande.

Successivamente, le battaglie affrontate in Serie C mi hanno forgiato, insegnandomi l’arte del sacrificio e facendomi assaporare le prime vere sfide del calcio dei grandi.”

Il destino ha voluto che la sua prima trasferta con la nuova maglia sia carica di significato: lo stadio Menti contro il suo recente passato. “Sarà inevitabile provare una certa emozione, ma spero in un’accoglienza calorosa.Una volta iniziata la gara, però, la concentrazione sarà massima.

Porterò grande rispetto per i miei ex compagni e tifosi, ma la mia unica priorità sarà difendere i colori del Venezia.”

Adorante ha poi illustrato l’intesa già solida con il tecnico Giovanni Stroppa e la sua visione di gioco. “Il mister ci chiede di essere audaci, di gestire il gioco con personalità per creare costantemente pericoli.Stiamo lavorando per assimilare pienamente i suoi dettami tattici e, sebbene sia necessario del tempo, sentiamo di essere sulla strada giusta.”

Infine, il nuovo ariete lagunare ha affrontato con serenità il tema dell’importante eredità lasciata da Joel Pohjanpalo, idolo dei tifosi veneziani nelle ultime stagioni. “Joel ha scritto pagine memorabili per questo club.

Il mio desiderio è quello di lasciare un’impronta altrettanto positiva, ma senza subire alcuna pressione.Siamo atleti con caratteristiche distinte; il mio impegno sarà totale per contribuire ai successi della squadra con le mie qualità.”

Alla domanda sulle differenze percepite rispetto alla sua precedente esperienza, Adorante ha concluso: “Ogni realtà ha la sua storia ma qui a Venezia si respira la passione di una città intera e il peso di una maglia gloriosa.

L’atmosfera è incredibilmente motivante, c’è un grande fervore e una forte ambizione. È un privilegio essere qui.”

Con determinazione e la fame di chi vuole continuare a stupire, Andrea Adorante è pronto a inaugurare la sua avventura in laguna, con l’obiettivo di trasformare i successi passati in nuove gioie per i suoi nuovi tifosi.

Juve Stabia – Venezia sarà diretta da Daniele Perenzoni. La nostra scheda con statistiche e curiosità

0

La Juve Stabia è pronta per il debutto casalingo in serie B con il Venezia dell’ex Adorante.

L’AIA ha reso noto le designazioni arbitrali e per la gara tra Vespe e lagunari è stato designato Daniele Perenzoni che l’anno scorso ha diretto a Castellammare di Stabia la gara Juve Stabia – Cittadella finita con la vittoria dei veneti per 1 a 0 firmata Orji Okwonkwo.

Daniele Perenzoni, arbitro appartenente alla sezione di Rovereto, ha raggiunto un importante traguardo nella stagione 2022-23: la promozione all’organico arbitrale della CAN, la commissione responsabile della designazione degli arbitri per le partite di Serie A e B. Questo avanzamento di carriera rappresenta un giusto premio per il giovane direttore di gara, che nelle annate precedenti ha evidenziato una crescita notevole. Le sue prestazioni si sono distinte per qualità e affidabilità, portandolo a essere designato per gare di difficoltà e prestigio sempre maggiori.

L’Influenza Familiare e gli Inizi nella Carriera Arbitrale Una passione nata grazie alla sorella Denise

L’avvicinamento di Perenzoni al mondo arbitrale è legato a un legame familiare: la sorella Denise. Fu proprio lei, di quattro anni più giovane, a coltivare per prima l’interesse per le direzioni di gara. Seguendo Denise sui campi di gioco all’inizio del suo percorso, anche Daniele, il fratello maggiore, ha iniziato a sentire il fascino e l’attrazione per l’arbitraggio. Divenuto ufficialmente arbitro il 13 dicembre 2009, ha fatto il suo debutto nella categoria Giovanissimi nel 2010.

Un Percorso Arbitrale in Ascesa: Dalle Categorie Giovanili alla Serie A e B Le tappe fondamentali della carriera di Perenzoni

La carriera arbitrale di Perenzoni ha avuto uno sviluppo costante e progressivo. Dopo l’esordio tra i Giovanissimi, nel 2013 è passato alla Commissione Arbitri Interregionale, nel 2014 alla CAN D, nel 2018 alla CAN C e, infine, nel 2022 ha raggiunto l’ambito traguardo della CAN di A e B.

Daniele Perenzoni: Arbitro e Perito Chimico Un profilo professionale e personale di un arbitro di Serie A

Nato a Rovereto nel 1988, Perenzoni affianca all’attività arbitrale la professione di perito chimico presso la Fondazione Edmund Mach. Coloro che lo conoscono da vicino lo descrivono come una persona precisa e scrupolosa. Il destino ha voluto che il suo esordio in Serie B avvenisse in modo inatteso: il 9 ottobre 2021, è subentrato in corso di gara a Tremolada, a causa di un infortunio di quest’ultimo, facendo così il suo debutto nella serie cadetta. Con la sua promozione, Perenzoni ha già scritto una pagina di storia per la sua sezione: è infatti il primo arbitro della sezione di Rovereto a raggiungere il massimo livello nazionale.

Stile e Caratteristiche dell’Arbitraggio di Daniele Perenzoni I principi guida di un arbitro di successo secondo Perenzoni

Secondo Daniele Perenzoni, le qualità fondamentali per un buon arbitro sono: leadership, rispetto, credibilità, coraggio e personalità, ma anche costanza e concentrazione. Questi concetti chiave sono stati illustrati dallo stesso arbitro di Rovereto durante una lezione tenuta ad aprile 2022 ai giovani arbitri della sezione di Trento. In quell’occasione, Perenzoni ha spiegato il suo metodo di lavoro durante la settimana e nel giorno della partita. Secondo la sua esperienza, la costanza nell’allenamento e nella cura dei propri comportamenti porta naturalmente a sviluppare e mantenere la concentrazione necessaria in campo in ogni situazione, indipendentemente da fattori esterni o eventi specifici. Parola di Daniele Perenzoni, arbitro di Serie A.

Le statistiche sull’arbirto e gli altri componenti del sestetto arbitrale

Il sig. Daniele Perenzoni finora ha diretto in carriera 104 gare con questo score: 41 vittorie interne; 31 pareggi e 32 affermazioni esterne; 34 i rigori assegnati e 32 le espulsioni decretate.

Quest’anno finora ha diretto 1 gara (Coppa Italia) tra il Monza e il Frosinone terminata con la vittoria 1 a 0 degli ospiti e con l’espulsione del calciatore del Monza, Silvere Ganvoula, a tempo abbondantemente scaduto

Conta 3 precedenti con la Juve Stabia con questo bilancio: 0 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte

24/25    Serie BKT 01.03.2025 Juve Stabia – Cittadella (0-1: Orji Okwonkwo)

21/22    Serie C 03.04.2022 Taranto FC   0:0 Juve Stabia

20/21    Serie C 03.03.2021 Juve Stabia  0:2 Bari (Marras (2))

Conta 3 precedenti con la Venezia con questo score: 2 vittorie, 1 pareggio e 0 sconfitte

Assistenti

Primo Assistente sig. Filippo Bercigli della sezione di Firenze

Secondo Assistente dal sig. Gianluca Grasso della sezione di Ariano Irpino

IV° ufficiale sig. Andrea Colombo della sezione di Como

VAR sig. Antonio Giua della sezione di Olbia

AVAR sig. Marco Piccinini della sezione di Forlì

Juve Stabia: Tra campo e mercato sarà una settimana di passione gialloblù in attesa del Venezia

0

La Juve Stabia ha raccolto un pareggio a casa della Virtus Entella.La gara di Chiavari ha raccontato di una squadra sicuramente generosa ed organizzata ma con delle lacune evidenti in molte zone del campo.

Manca l’attaccante ma anche quel centrocampista capace di offrire quantità e qualche gol che non sarebbe mai una cattiva idea.Sabato il pubblico di Castellammare potrà finalmente riabbracciare la sua Juve Stabia.

Il popolo colorato di giallo e blu ha potuto assistere solo ad un allenamento prima di Chiavari e una gran parte della piazza è sicuramente delusa dall’ andamento del calciomercato, fin qui deludente e della solita questione “Giornata gialloblù” ossia far pagare due biglietti anche ai possessori di abbonamento.Fatte queste sacrosante considerazioni, allo Stadio Romeo Menti arriva il Venezia che ha battuto il Bari di Fabio Caserta.

La squadra di Giovanni Stroppa è retrocessa dal massimo campionato all’ ultimo tuffo dopo una sconfitta contro la Juventus ma può vantare una rosa importante come il portiere Stankovic, il figlio di Dejan ex Inter e Lazio, oppure Duncan centrocampista di esperienza e valore ma anche dell’ attaccante Yeboah.Ovviamente il nome caldissimo è Andrea Adorante, l’uomo più atteso e molto probabilmente anche il più tenuto.

Servirà una Juve Stabia più frizzante rispetto quella vista a Chiavari ma ovviamente dalle parti del Rione San Marco si spera che possa arrivare presto quella qualità e quei calciatori capaci di farti fare il classico salto in avanti e magari anche capire alcune situazioni sulla casella partente.Venezia e Calciomercato, una settimana di passione per i colori giallo e blu.

Dopamine Decor nel 2025: perché i rivestimenti murali gioiosi conquistano le case

0

Il 2025 si preannuncia come l’anno in cui le nostre case si vestiranno di ottimismo, colore e una buona dose di audacia.Dimentichiamo il minimalismo austero e le palette neutre che hanno dominato per anni: è l’era del “Dopamine Decor”, una tendenza che porta la gioia direttamente tra le mura domestiche attraverso scelte d’arredo che stimolano il buonumore.Il concetto è semplice ma potente: circondarsi di oggetti, colori e pattern che sprigionano energia positiva e benessere psicologico.In questo scenario, i rivestimenti murali emergono come protagonisti indiscussi, trasformando pareti anonime in veri e propri inni alla felicità.

Il Dopamine Decor non è solo una moda passeggera, ma riflette un desiderio collettivo di rinascita e leggerezza, una risposta estetica a periodi complessi.Dopo anni di incertezze globali, le persone cercano rifugio e ispirazione nelle proprie abitazioni, trasformandole in santuari personali dove l’espressione di sé e la ricerca della felicità visiva diventano prioritarie.Colori vivaci, stampe esuberanti, texture tattili e accostamenti inaspettati sono gli ingredienti chiave.Non si tratta di creare ambienti caotici, bensì spazi attentamente curati che riflettono la personalità e le passioni di chi li abita, promuovendo un senso di benessere quotidiano.

Per chi desidera esplorare questa tendenza e trasformare radicalmente un ambiente con un impatto visivo immediato, l’idea di scegliere una carta da parati che esprima appieno questa estetica della gioia è più che mai attuale.

L’onda di ottimismo che travolge le case

Il termine “Dopamine Decor” deriva dal neurotrasmettitore dopamina, associato al piacere, alla motivazione e alla ricompensa.L’idea è di riempire gli spazi abitativi con elementi che provocano sensazioni positive e stimolano l’umore.Non si tratta di un approccio superficiale, ma di una strategia consapevole per influenzare il proprio stato d’animo attraverso il design.I rivestimenti murali, in particolare, offrono una tela immensa per esprimere questa filosofia.

Con la loro capacità di coprire grandi superfici, hanno il potere di definire immediatamente l’atmosfera di una stanza, rendendola vibrante e accogliente.Questa tendenza incoraggia la libertà creativa, invitando a rompere gli schemi e ad abbracciare scelte audaci.Si possono mescolare stili, epoche e culture diverse, purché il risultato finale trasmetta un senso di armonia personale e gioia.L’importante è che ogni elemento scelto risuoni con chi vive lo spazio, evocando ricordi felici, stimolando la creatività o semplicemente regalando un sorriso.

Dai colori alle texture: gli elementi chiave dei rivestimenti murali gioiosi

I rivestimenti murali che incarnano il Dopamine Decor si distinguono per alcune caratteristiche principali:

  • Colori vibranti e saturi: Rosa shocking, blu elettrico, giallo sole, verde smeraldo, arancione vitaminico.Le palette sono energiche e cariche, spesso abbinate tra loro in contrasti audaci che catturano lo sguardo e infondono vitalità.L’uso del colore non è casuale: ogni tonalità è scelta per il suo impatto emotivo, creando un’atmosfera che è sia stimolante che confortante.
  • Pattern esuberanti e audaci: Dalle stampe floreali oversize ai motivi geometrici complessi, dai disegni astratti alle illustrazioni giocose, i pattern sono tutto tranne che timidi.Spesso si vedono soggetti ispirati alla natura, alla cultura pop, all’arte o a fantasie surreali.L’obiettivo è creare un punto focale che sia intrigante e divertente, rompendo la monotonia delle pareti.
  • Texture tattili e materiche: Non è solo una questione visiva.Il Dopamine Decor abbraccia anche la dimensione tattile, con rivestimenti che invitano al tocco.Superfici in rilievo, velluti, tessuti intrecciati, fibre naturali come la juta o il rafia, aggiungono profondità e un senso di lusso accessibile, stimolando un ulteriore senso e arricchendo l’esperienza dello spazio.
  • Accostamenti inaspettati: La bellezza del Dopamine Decor risiede anche nella sua capacità di combinare elementi apparentemente discordanti in un insieme coerente e affascinante.Un motivo animalier può convivere con mobili vintage, o una parete floreale con dettagli industriali.Non ci sono regole ferree se non quella di seguire il proprio istinto e il proprio gusto personale.

Trasformare ogni ambiente con la giusta scelta murale

Ogni stanza della casa può beneficiare dell’energia del Dopamine Decor attraverso i rivestimenti murali:

  • Soggiorno: In questa area conviviale, si può osare con una parete accentuata che presenta un grande motivo floreale o geometrico, magari in colori vivaci.Questo crea un punto focale immediato e un argomento di conversazione, rendendo l’ambiente dinamico e accogliente per gli ospiti.
  • Camera da letto: Qui l’obiettivo è creare un’oasi di serenità ma con un tocco di personalità.Si possono scegliere pattern più delicati ma comunque gioiosi, come nuvole stilizzate, motivi botanici in tonalità pastello vivaci o texture morbide che invitano al relax.L’importante è che il motivo scelto ispiri tranquillità e felicità al risveglio.
  • Cucina e Sala da pranzo: Questi sono spazi ideali per introdurre stampe a tema cibo, pattern geometrici energici o disegni che richiamano elementi naturali in colori freschi.Un rivestimento impermeabile e facilmente lavabile con un motivo vivace può trasformare una cucina funzionale in un luogo di creatività e convivialità.
  • Bagno: Il bagno può diventare un vero e proprio gioiello di design con il Dopamine Decor.Si pensi a rivestimenti con motivi tropicali esuberanti, fantasie marine stilizzate o un mix di colori intensi.Esistono soluzioni resistenti all’umidità che permettono di osare anche in questo ambiente, trasformandolo in una spa personale ricca di carattere.
  • Studio o ufficio domestico: Per stimolare la creatività e la concentrazione, si possono scegliere pattern astratti, motivi ispirati all’arte contemporanea o colori che notoriamente aumentano la produttività, come il giallo o il verde, ma sempre con un twist giocoso e personale.

Oltre l’estetica: i benefici psicologici del Dopamine Decor

Il successo del Dopamine Decor non è solo estetico; affonda le radici nella psicologia umana.

Vivere in un ambiente che percepiamo come bello, stimolante e ricco di significato personale ha un impatto diretto sul nostro benessere mentale.Colori vivaci possono migliorare l’umore, ridurre lo stress e aumentare i livelli di energia.Pattern complessi possono stimolare la mente e la creatività.Texture tattili possono offrire un senso di conforto e sicurezza.

In un mondo sempre più digitale e a volte alienante, la casa diventa il luogo dove riconnettersi con il proprio io, esprimere la propria individualità e trovare un rifugio accogliente.I rivestimenti murali giocano un ruolo fondamentale in questo processo, perché sono la prima cosa che percepiamo entrando in una stanza.Hanno il potere di definire l’identità di un ambiente, di raccontare una storia e di evocare emozioni.

Come abbracciare il Dopamine Decor senza eccessi

Adottare la filosofia del Dopamine Decor non significa necessariamente trasformare la propria casa in un carnevale di colori e stampe.Si può iniziare con piccole modifiche, come una singola parete accentuata, o scegliere pattern che, sebbene audaci, mantengano una certa coerenza cromatica con gli arredi esistenti.

L’equilibrio è fondamentale: l’obiettivo è creare un ambiente che sia stimolante ma non opprimente.Un consiglio utile è quello di scegliere un tema o una palette di colori guida e sviluppare il design attorno ad essa.Ad esempio, se si ama il tema tropicale, si può optare per un rivestimento murale con foglie di palma o fiori esotici, abbinando poi cuscini o piccoli accessori con richiami ai colori presenti nel pattern.In definitiva, il Dopamine Decor nel 2025 non è solo una tendenza di design, ma un invito a vivere in spazi che riflettano la nostra gioia interiore.

Con i rivestimenti murali come alleati, è possibile creare ambienti unici, personali e, soprattutto, felicemente energici, trasformando ogni casa in un luogo dove il benessere e l’ottimismo sono sempre di casa. È il momento di lasciare che le pareti parlino, raccontando storie di colori vibranti, fantasie audaci e una gioia contagiosa.

La grande danza per la storia d’amore più suggestiva di sempre

Il Balletto di Roma incanta il Teatro Antico di Taormina con il capolavoro di Fabrizio Monteverde

Ieri sera, al Teatro Antico di Taormina, il cielo stellato ha abbracciato la tragedia più celebre di tutti i tempi: Giulietta e Romeo, rivisitato dal genio coreografico di Fabrizio Monteverde e danzato dal Balletto di Roma. Un appuntamento che ha unito arte, poesia e verità in uno scenario che già di per sé è teatro eterno.

Non è stata soltanto la riproposizione di un grande classico, ma una vera e propria esperienza estetica ed emotiva, capace di toccare corde profonde. Da cultrice della danza, diplomata in conservatorio e con anni di esperienza nella direzione di una scuola di danza, ho seguito ogni gesto con sguardo tecnico e appassionato. Ed è proprio questo a rendere il racconto che segue una recensione dal cuore e dalla competenza.

Un Romeo e una Giulietta del nostro tempo

Monteverde trasporta gli amanti di Verona in un Sud del dopoguerra, polveroso e fragile, dove la vita rinasce tra macerie morali e fisiche. La scenografia essenziale, con il muro decrepito a evocare le ferite di un conflitto, non è un semplice fondale, ma un personaggio silenzioso che amplifica la tensione drammatica.

La Giulietta di questa versione non è l’icona eterea e passiva che spesso abbiamo conosciuto: è ribelle, tormentata, sospesa tra l’ingenuità adolescenziale e la consapevolezza di un destino di oppressione. Ogni suo movimento, a tratti impetuoso, a tratti lirico, parla di un corpo che cerca libertà e di un cuore che reclama il diritto di amare. Romeo, dal canto suo, diventa incarnazione di un amore assoluto, puro, quasi incosciente. Insieme, i due protagonisti creano una danza che non è mai soltanto virtuosismo tecnico, ma linguaggio viscerale.

La forza di una coreografia senza tempo

La scrittura coreografica di Monteverde si conferma in tutta la sua potenza: dinamica, intensa, ricca di contrasti. Alterna sequenze di gruppo dal ritmo serrato, dove il corpo di ballo diventa massa ostile e compatta, a momenti di duetto in cui il respiro dei danzatori sembra fondersi con quello del pubblico. Le diagonali rapide, le cadute controllate, i gesti spezzati che si aprono in slanci improvvisi creano una tensione continua che restituisce la violenza e la fragilità dell’amore proibito.

Non è un caso che questa produzione, con oltre 350 recite e più di 200.000 spettatori, sia lo spettacolo di danza italiano più applaudito di sempre. È un’opera che riesce a rinnovarsi a ogni replica, senza mai perdere intensità.

La musica, anima della tragedia

Le musiche di Sergej Prokofiev, con la loro forza epica e i momenti di struggente lirismo, hanno dialogato perfettamente con la coreografia. I danzatori hanno dato corpo a una partitura che alterna potenza e delicatezza, amplificando ogni gesto, sostenendo la drammaturgia fino al finale che lascia senza fiato.

Un’emozione che resta

Seduta in seconda fila, ho avuto il privilegio di percepire ogni dettaglio: lo sguardo degli interpreti danzatori, il respiro affannoso dopo le corse, la tensione dei muscoli nei pas de deux. È questa vicinanza che mi ha permesso di cogliere la verità profonda del lavoro di Monteverde e la dedizione del Balletto di Roma. Non ho assistito solo a uno spettacolo: ho vissuto un atto d’amore verso la danza, il teatro e la vita stessa.

Giulietta e Romeo del Balletto di Roma non è solo un balletto, ma una lezione di umanità. Una coreografia che trascende la storia shakespeariana per farsi specchio del nostro presente: i conflitti, le divisioni, ma anche la forza ribelle dell’amore e della speranza.

Al Teatro Antico di Taormina, il mito è rinato ancora una volta. E ci ha ricordato che la grande danza, quando incontra un luogo così eterno, diventa poesia viva, incisa nella memoria di chi ha avuto la fortuna di esserci.

Lo spettacolo è stato proposto dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia, nell’ambito del Festival Taormina Arte, sotto la direzione artistica di Gianna Fratta. Una scelta che conferma la professionalità della Fondazione nel saper coniugare qualità artistica, valorizzazione del territorio e prestigio internazionale, trasformando il Teatro Antico di Taormina in un palcoscenico senza tempo, dove arte e bellezza continuano a regalare emozioni indimenticabili.

Mariella Musso – Giornalista pubblicista / Vivicentro

© Tutti i diritti riservati – Vietata la riproduzione anche parziale

Juve Stabia, Langella ancora no? Il Presidente blocca il mercato, la pazienza dei tifosi è agli sgoccioli

0

Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico.Un proverbio che a Castellammare di Stabia risuona con crescente insistenza quando si parla del calciomercato delle Vespe e delle decisioni del Presidente Federale Andrea Langella.

A soli sei giorni dalla chiusura delle trattative, la situazione è critica: il mercato è bloccato, le trattative imbastite dal Direttore Sportivo Matteo Lovisa vengono sistematicamente fermate e il rischio di presentarsi ai nastri di partenza del campionato con una rosa incompleta si fa sempre più concreto.La storia si ripete, quasi come un copione già visto nelle precedenti sessioni.Il Presidente Langella, che detiene il potere di veto sul mercato fino al 1 settembre 2025, sembra ancora una volta anteporre la rigida logica economica a quella sportiva e passionale.Una scelta che stride, soprattutto quest’anno.

L’estate 2025 ha infatti portato nelle casse della società un “piccolo tesoretto”, frutto di cessioni, premi di valorizzazione, minutaggio e controriscatto.Risorse fresche che, secondo la logica del calcio moderno, andrebbero reinvestite per rafforzare la squadra.E chi meglio di un imprenditore di successo come Andrea Langella dovrebbe comprendere il concetto di investimento?Il calcio, in fondo, segue dinamiche simili: si punta su un giovane di prospettiva, lo si valorizza – e la Juve Stabia, come celebrato persino dalla Gazzetta dello Sport con il titolo “De Pieri, Cacciamani e…

Riapre il laboratorio Juve Stabia: dove il talento diventa oro”, ha dimostrato di saperlo fare magistralmente – per poi raccogliere i frutti con importanti plusvalenze future.Un’apparente inversione di rotta si era avuta a giugno, con il rinnovo del DS Lovisa.In quell’occasione, il Presidente aveva compiuto un sacrificio economico per venire incontro in parte alle richieste del direttore, un gesto che lasciava presagire una ritrovata sintonia e una visione comune.Oggi, quell’apertura sembra un lontano ricordo.I veti presidenziali, definiti “inspiegabili”, stanno di fatto ostacolando il lavoro di chi dovrebbe costruire la squadra.

Il pomo della discordia, ancora una volta, sarebbero le commissioni da riconoscere ai procuratori.Se la richiesta esorbitante (si parla di 500mila euro) per il centrocampista Correia può aver giustamente indotto alla prudenza – con la trattativa che, comunque, non sarebbe ancora del tutto tramontata – non si può dire lo stesso per altri affari.Secondo le indiscrezioni, ben tre trattative in dirittura d’arrivo con due club di Serie A e uno di Serie B per un difensore centrale e due attaccanti sarebbero state bloccate per cifre ritenute congrue nel mondo del calcio per le procure.Ignorare che la professionalità degli agenti vada retribuita e che questi tendano a collaborare con chi riconosce il loro lavoro significa non comprendere le dinamiche di questo sport.

Il risultato è che la Juve Stabia rischia di perdere giocatori di altissimo profilo.Uno degli attaccanti in questione, ad esempio, è un profilo d’esperienza che ha contribuito in maniera decisiva alla promozione in Serie A della sua attuale squadra e che, trovando meno spazio, cerca ora una nuova sfida per rilanciarsi.Un innesto che potrebbe garantire quella tranquillità necessaria per puntare alla salvezza.Ma non è tutto.

Oltre a questi tre nomi, altri tre calciatori, tra cui un ex gialloblù che si è distinto in Serie B negli ultimi due anni, sarebbero stati bloccati.In totale, sei potenziali rinforzi tenuti in stand-by dalle decisioni presidenziali.A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge la questione della fideiussione aggiuntiva, legata all’aumento del monte ingaggi.Senza questo passaggio burocratico è necessario prima cedere per poi acquistare, un’ulteriore difficoltà che si aggiunge in una corsa contro il tempo.

È fondamentale, e doveroso, fare un inciso: la piazza di Castellammare sarà sempre grata al Presidente Langella per quanto fatto in questi anni.

Non si tratta di un attacco personale, ma di un grido d’allarme dettato dall’amore per i colori gialloblù e per la verità.Non si può far finta di nulla di fronte a una situazione che mette a repentaglio la stagione.Il tempo stringe.la seconda di campionato è alle porte e la Juve Stabia, pur con le sue grandi potenzialità, rischia di disputare un girone d’andata con delle lacune evidenti, compromettendo la lotta per una salvezza che è l’obiettivo primario.

I tifosi attendono, con il fiato sospeso, sperando che la perseveranza, questa volta, non sia davvero diabolica.

Juve Stabia, Baldanzeddu: “Castellammare è la mia famiglia, è una città che ti entra dentro e ti rende uomo”

0

Ivano Baldanzeddu, ex calciatore della Juve Stabia, è intervenuto a “Il Pungiglione Stabiese” condividendo ricordi, emozioni e riflessioni sul suo passato in maglia gialloblù, il rapporto speciale con la piazza di Castellammare di Stabia e la sua visione del calcio odierno.La sua partecipazione è stata accolta con grande affetto da tifosi e conduttori, che lo hanno definito un “idolo” e un “grande uomo”.

La Juve Stabia: “Famiglia” e “Trampolino di Lancio”
Baldanzeddu ha subito sottolineato l’indissolubile legame con la Juve Stabia, definendola “famiglia”.Ha ricordato come l’esperienza a Castellammare sia stata un “trampolino di lancio” per la sua carriera.

Nonostante momenti difficili, come la perdita del padre e gli infortuni, ha affermato che queste sfide lo hanno aiutato a “crescere e diventare uomo”.La sua avventura con la Juve Stabia è stata un “mix perfetto” di tifosi, un campionato prestigioso e una dirigenza solida, che gli ha fatto provare ancora oggi i “brividi”.

Un Calore Ineguagliabile e Anni Indimenticabili
L’ex difensore ha descritto il pubblico stabiese come un elemento propulsivo in campo: “Il pubblico mi spingeva talmente tanto che volevo la palla” per ogni discesa sulla fascia, generando “adrenalina pazzesca”.Questa connessione con i tifosi è ciò che rende la Juve Stabia unica: “si respira subito un’aria, un calore diverso che ti entra dentro e ti fa avere quel senso di appartenenza che in altre squadre non riesci ad avere”.

Per Baldanzeddu, non è solo una questione di minore o maggiore qualità nelle altre piazze, ma un “fatto proprio energetico”, di “clima di passione”.I suoi “anni più belli” e le “più emozioni” nel calcio sono stati vissuti proprio alla Juve Stabia.

Ha ringraziato i tifosi per l’affetto e la disponibilità, affermando che “è il minimo che puoi fare quando entri in campo”.Il “Doppio Ex”: Venezia vs.

Juve Stabia
In vista dell’incontro tra Juve Stabia e Venezia, squadre nelle quali ha militato, Baldanzeddu ha offerto una prospettiva diversa da Walter Novellino, che aveva il “cuore diviso”.Per Baldanzeddu, pur avendo vissuto bene anche a Venezia, una “bella piazza con una tifoseria molto importante”, “la bilancia pende molto più per la famiglia”, riferendosi alla Juve Stabia.

Compagni di Squadra e Progetti Futuri
Rievocando lo spogliatoio dell’epoca, Baldanzeddu ha raccontato che molti erano “pazzi”, ma il più “pazzo” di tutti era Antonio Zito, anche se sapeva essere “serio” e un po’ “orso”.Ha confermato di essere ancora in contatto con molti ex compagni e con mister Braglia, mentre ha descritto il presidente Manniello come un “secondo papà”.

Riguardo al suo percorso post-calcio, Baldanzeddu ha rivelato di non fare più l’allenatore né il procuratore, seguendo il calcio “in maniera relativa”.Ha comunque espresso un giudizio positivo sui giovani calciatori come Mussolini , definendolo “un ottimo giocatore”, “molto giovane” e con una “carriera lunga davanti”.

Un Messaggio di Fiducia alla Piazza
Concludendo il suo intervento, Ivano Baldanzeddu ha voluto lanciare un messaggio di tranquillità alla piazza stabiese, specialmente in un momento di incertezza sul calciomercato: “state tranquilli che tanto, anche se non arriva nessuno, i giocatori daranno sempre il meglio per questa maglia qua perché è l’ambiente che porta a fare questo”.Ha infine espresso il desiderio di tornare presto a vedere una partita al “Menti” di persona, un appuntamento a cui tiene “veramente tanto”.

Juve Stabia, Novellino: “Empoli favorita in B. Il mio cuore è diviso fra le vespe ed il Venezia”

0

L’ex allenatore Walter Novellino, “maestro del calcio” e figura di spicco per la sua carriera sia da calciatore che da tecnico, ha condiviso le sue acute osservazioni sull’attuale panorama calcistico italiano, con un focus particolare sulla Serie B e sulle sue ex squadre, Venezia e Juve Stabia, durante la trasmissione Il Pungiglione Stabiese, in onda tutti i Lunedì dalle 20:30 sui canali social Vivicentro.L’Eredità di Pagluca e l’Ascesa dei Giovani Allenatori
Novellino ha iniziato il suo intervento sottolineando l’importanza di non dimenticare il “grandissimo lavoro” svolto da mister Pagluca, sia nella precedente stagione con la Juve Stabia che nel suo attuale percorso all’Empoli.

Ha definito Pagluca un “ottimo allenatore,” “giovane” e uno che “sa il fatto suo”.Riguardo alla crescente presenza di giovani allenatori, come mister Abate (Juve Stabia) e Chiappella (Entella), Novellino ha affermato che “il mondo va avanti” e l’evoluzione del calcio ha “talmente cambiato tutto”.

Crede che tutti dovrebbero avere l’opportunità di fare esperienza e ha espresso grande fiducia nei “giovani che vogliono arrivare”.Pronostici per la Serie B e il mercato aperto
Per quanto riguarda la favorita per il campionato di Serie B, Novellino ha giocato “contro tendenza” indicando l’Empoli di Pagluca, riconoscendo il “gran lavoro” svolto dal tecnico.

Ha enfatizzato che per tutte le squadre è fondamentale “partire bene” e mantenere una buona “condizione fisica”.Sulla controversa questione del calciomercato aperto durante l’inizio del campionato, Novellino ha ammesso che questo crea “difficoltà” agli allenatori, che vorrebbero “tutto subito” per impostare il gioco.

Tuttavia, ha anche riconosciuto che le società devono “fare i loro interessi” e “ottimizzare la propria azienda”.La sua conclusione è che gli allenatori devono “convivere con questo” e concentrarsi sul “lavorare sugli uomini che abbiamo a disposizione” con pazienza.

Il Calcio di Oggi vs.il Calcio di Zeman
Interrogato sul confronto tra il calcio di Zdeněk Zeman (citando il Pescara del 2011) e quello attuale, Novellino ha dichiarato che si tratta di un calcio “talmente diverso”.

Ha descritto il gioco moderno come basato su “aggressione riaggressione uomo contro uomo” e sulla fisicità, con meno ruoli predefiniti e più “marcatura uomo nella zona”.Ha trovato il costante gioco “palla dietro” “molto noioso”.

Novellino ha anche espresso preoccupazione per la scarsa presenza di calciatori italiani di qualità, capaci di “saltare l’uomo”, a causa della forte presenza di stranieri, prevedendo difficoltà per la Nazionale.L’Importanza del Settore Giovanile
Per la crescita dei giovani calciatori, Novellino ha fortemente raccomandato di investire nel “settore giovanile”, che deve essere “importante”. È cruciale insegnare “la tecnica di base”, “le posture nelle marcature”, “come si marca” e “come salta l’uomo”.

Ha sostenuto che la “tattica non esiste più” nel senso tradizionale, ma contano i “principi di gioco”, e gli allenatori devono essere leader nell’insegnamento, nella psicologia e nella preparazione atletica.Un Cuore Diviso: Venezia e Juve Stabia
In vista dell’incontro tra Juve Stabia e Venezia, squadre per le quali Novellino ha ricoperto il ruolo di allenatore, ha ricordato di aver “vinto tutto col Venezia” e di aver portato la Juve Stabia ai playoff, credendo che avrebbero potuto fare “molto meglio” senza gli infortuni.

Ha definito la prossima partita “importante” contro una squadra “molto buona” e “allenata”.Con un “cuore diviso”, ha dichiarato che farà il tifo per entrambe le squadre, esprimendo gratitudine alla Juve Stabia per averlo richiamato due volte.