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Juve Stabia, un altro addio: Filippo Reale saluta Castellammare e riparte dall’Avellino

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Si muove ancora il mercato in uscita in casa Juve Stabia. Dopo una prima parte di stagione vissuta all’ombra del Menti, il giovane difensore Filippo Reale è pronto a fare le valigie. Per il classe 2006, la parentesi con le Vespe è ormai ai titoli di coda: manca solo l’ufficialità per la risoluzione del prestito con la Roma, club proprietario del cartellino, che ha già trovato l’accordo per girare il calciatore all’Avellino, alla corte di Raffaele Biancolino.

Una staffetta difficile: i motivi dell’addio

Nonostante le grandi aspettative estive, Reale ha faticato a trovare spazio nello scacchiere tattico gialloblù. Il bilancio della sua esperienza a Castellammare parla di sole 3 presenze, tutte subentrate nel secondo tempo nelle sfide contro Entella, Catanzaro e Carrarese.

Il giovane difensore centrale, adattabile sia come braccetto di sinistra in una difesa a tre che come quinto di centrocampo, ha trovato la strada sbarrata da una retroguardia stabiese che non ha mostrato cedimenti. Le prestazioni costanti dei titolari hanno reso quasi impossibile un suo impiego continuativo, spingendo l’entourage del giocatore a cercare una soluzione che garantisse maggiore minutaggio.

L’ombra di Marchisio al “Menti”

Il percorso di Reale è stato monitorato con estrema attenzione dalla Circum, la società di procure che cura i suoi interessi, guidata dall’ex bandiera della Juventus Claudio Marchisio e da Alessandro Tocci.

Proprio il “Principino” è stato una presenza ricorrente allo stadio Romeo Menti: è stato avvistato a Castellammare almeno quattro volte durante questa prima parte di campionato. Incontri frequenti con la dirigenza della Juve Stabia per valutare il rendimento e il benessere del ragazzo, arrivando infine alla decisione condivisa che un cambio di maglia fosse la scelta migliore per non frenarne la crescita.

Un talento da non disperdere

Nato a Roma il 24 febbraio 2006, Filippo Reale resta uno dei prospetti più interessanti del panorama nazionale. Cresciuto nel vivaio della Roma, è stato uno dei pilastri della Primavera giallorossa, tanto da essere inserito nella Top 11 del campionato Primavera 1 al termine della scorsa stagione.

Il suo valore è certificato anche dalla maglia azzurra: Reale è attualmente nel giro della Nazionale Under 20. Persino un tecnico esperto come Gian Piero Gasperini ne aveva notato le doti, aggregandolo alla prima squadra della Roma durante il ritiro estivo, prima che il trasferimento alle falde del Faito si concretizzasse solo il 18 agosto 2025, a ridosso della chiusura del mercato.

Ora lo aspetta la sfida con l’Avellino, dove cercherà di dimostrare quel valore che a Castellammare, per semplici logiche di equilibrio tattico, non è riuscito a esplodere pienamente.

Juve Stabia e Zuccon: L’enigma del talento inespresso. Un addio scritto di nuovo a Gennaio

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L’avventura di Federico Zuccon alla Juve Stabia è giunta nuovamente al capolinea. Le lancette dell’orologio del calciomercato invernale segnano, per la seconda volta consecutiva, l’ora dell’addio. Un epilogo che lascia l’amaro in bocca, non tanto per il valore del giocatore – indiscutibilmente importante per la categoria – quanto per l’incapacità di trovare quella scintilla necessaria per accendere il “Menti”.

Questa volta è stato Mister Ignazio Abate a non essere convinto. Nonostante le doti tecniche, Zuccon non è riuscito a scalare le gerarchie, collezionando poche presenze e finendo, di fatto, fuori dai radar titolari. Ma per capire davvero questa storia, bisogna riavvolgere il nastro.

Il Passo Indietro: Estate 2024

Tutto è iniziato nell’estate del 2024. Zuccon arrivò a Castellammare come uno dei colpi più interessanti del calciomercato: giovane, promettente, un prospetto su cui costruire. Eppure, l’impatto con la realtà gialloblù fu subito complicato.

All’epoca, sulla panchina sedeva Mister Guido Pagliuca. L’allenatore, noto per il suo calcio intenso e caratteriale, mise ben presto il centrocampista ai margini del progetto. Non fu un rebus tattico irrisolvibile, ma una semplice, cruda scelta tecnica: Zuccon non rientrava nei piani.

Due allenatori e stesso destino

Il focus sul percorso gialloblù del centrocampista ci restituisce un’immagine quasi speculare a distanza di tempo: Due allenatori diversi (Pagliuca prima, Abate poi) in due contesti differenti ma con lo stesso epilogo finale e cioè con le valigie pronte a gennaio.

È paradossale come un giocatore di tale caratura non sia riuscito a mettere radici alle falde del Faito. La storia di Zuccon alla Juve Stabia non è quella di un “bidone”, ma quella di un misunderstanding calcistico prolungato.

Il fantasma dell’ex: Salerno e Mantova

Se il passato recente ci ha insegnato qualcosa, è che Zuccon sa come rialzarsi. Lo scorso torneo, dopo l’addio invernale, fu protagonista indiscusso a Salerno, dimostrando tutto il suo valore lontano da Castellammare.

E il futuro? Le voci di mercato si fanno insistenti: nel destino di Zuccon potrebbe esserci il Mantova. Lo scenario che si prospetta è degno di un film già visto: Zuccon che lascia la maglia delle Vespe per poi ritrovarle, poche settimane dopo, da avversario. Un incrocio che aggiungerebbe ulteriore pepe a una stagione già vibrante.

Il calcio va oltre il rettangolo verde

La parabola di Federico Zuccon insegna – o meglio, conferma – che questo sport vive di dinamiche che sfuggono alle statistiche. Non basta il talento, serve il contesto, il feeling con l’allenatore, il momento giusto.

Zuccon lascia la Juve Stabia lasciando dietro di sé più domande che risposte, alimentando quelle discussioni che tanto piacciono agli appassionati anche quando il pallone non rotola. In bocca al lupo, Federico. Magari ci si rivede in campo, ancora una volta, su fronti opposti.

Perché gli accendini Zippo sono così popolari?

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Gli accendini Zippo godono di una popolarità senza pari, grazie al loro design iconico e alla qualità senza compromessi. Creati negli Stati Uniti nel 1933, sono diventati un simbolo di affidabilità e stile. La loro capacità di resistere al vento e la lunga durata del combustibile li rendono una scelta preferita tra fumatori e collezionisti. Ma cosa rende questi accendini cos? speciali che continuano ad affascinare generazioni?

Storia e design unici Zippo

La storia degli accendini Zippo (https://www.lighters.eu/it/produkty/accendini/accendino-zippo/2-6) inizia con George G. Blaisdell, il quale voleva creare un accendino facile da usare anche in condizioni avverse. Il risultato fu un prodotto con un coperchio a cerniera che proteggeva la fiamma dal vento, caratteristica distintiva ancora oggi apprezzata. Il design rettangolare, robusto ma elegante, – rimasto invariato per decenni, consolidando il suo status iconico.

Blaisdell non si fermò solo all’aspetto funzionale; l’estetica era altrettanto importante. Ogni Zippo può essere personalizzato con incisioni o disegni diversi, permettendo ai possessori di esprimere la propria personalità attraverso l’accendino stesso. Inoltre, accendini Zippo sono riconosciuti per la loro affidabilità e l’innovazione costante, contribuendo a mantenere alta la domanda nel corso degli anni.

L’azienda continua a innovare offrendo edizioni limitate e collaborazioni con artisti famosi, rendendo ogni accendino non solo uno strumento pratico ma anche un oggetto da collezione ricercato. La combinazione di tradizione e innovazione ha assicurato agli Zippo un posto speciale nei cuori dei consumatori.

Sostenibilità e longevità

Un altro aspetto che contribuisce alla popolarità degli accendini Zippo – la loro sostenibilità. A differenza di molti accendini usa e getta sul mercato, gli Zippo sono progettati per durare una vita intera grazie alla disponibilità di parti sostituibili come pietrine e stoppini.

L’idea della riparabilità promuove non solo una filosofia ecologica ma garantisce anche che ogni acquisto sia un investimento durevole nel tempo. Questo approccio responsabile verso il consumo – sempre più apprezzato dai clienti moderni attenti all’ambiente.

Inoltre, gli Zippo offrono una garanzia a vita, dimostrando l’impegno dell’azienda nella qualità dei suoi prodotti. I clienti possono inviare i loro accendini per riparazioni gratuite qualora si presentassero problemi, un servizio raro nell’attuale economia consumistica.

L’affidabilità meccanica combinata con il supporto post-vendita crea fiducia tra i consumatori, contribuendo ulteriormente alla longevità della marca sul mercato globale.

L’acquisto di uno Zippo non – solo l’acquisizione di un prodotto funzionale; rappresenta anche una connessione storica e culturale che trascende le generazioni.

Nella scelta di un accendino Zippo si abbraccia quindi non solo l’eccellenza tecnica ma anche valori come la sostenibilità e la durevolezza – caratteristiche rare in molti prodotti moderni.

Juve Stabia, confermata la nostra anticipazione: ufficiale l’addio di Federico Zuccon

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Come avevamo anticipato poche ore fa dalla nostra redazione, le strade di Federico Zuccon e della Juve Stabia si sono divise ufficialmente. Quella che era un’indiscrezione sempre più insistente, ha trovato ora il sigillo dell’ufficialità: l’avventura del giovane centrocampista alle falde del Faito termina qui.

Ritorno alla base

Il classe 2003 rientra dunque all’Atalanta, club proprietario del cartellino, attraverso la formula della risoluzione anticipata del prestito. Anche questa volta i sei mesi in gialloblù non hanno portato al minutaggio sperato per il talento scuola orobica, che chiude la sua esperienza a Castellammare con un bilancio di 5 presenze e 62 minuti giocati nel campionato in corso.

Nonostante il poco spazio trovato nelle rotazioni, il club ha voluto sottolineare il comportamento esemplare del ragazzo durante la sua permanenza.

Il comunicato ufficiale

Pochi minuti fa, la società termale ha diramato la nota stampa che sancisce l’addio. Di seguito il testo integrale del comunicato:

“La S.S. Juve Stabia 1907 comunica di aver raggiunto l’accordo con l’Atalanta BC per la risoluzione anticipata del prestito del centrocampista, classe ‘03, Federico Zuccon.

Il calciatore nella stagione in corso ha totalizzato 5 presenze in campionato.

La società desidera ringraziare Federico per la professionalità, la dedizione e l’attaccamento alla maglia dimostrati durante i suoi 6 mesi in gialloblù, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della carriera.”

Ora per la Juve Stabia si apre la necessità di valutare se intervenire sul mercato per colmare la casella lasciata vuota a centrocampo o se puntare sulle risorse già in rosa per il prosieguo della stagione.

Juve Stabia: Ufficiale l’arrivo di Matheus Dos Santos. Confermata la nostra anticipazione

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Come anticipato in dalla nostra redazione sportiva alcuni giorni fa, il matrimonio tra la Juve Stabia e Matheus Luz Priveato Dos Santos è ora realtà. Quella che inizialmente era una trattativa sottotraccia si è trasformata oggi in una stretta di mano ufficiale, con la società di Castellammare che si assicura uno dei prospetti più interessanti messisi in luce nell’ultima Serie D.

I dettagli dell’operazione

L’ufficialità è arrivata poche ore fa tramite un comunicato diramato dalla S.S. Juve Stabia 1907. Il club ha annunciato di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione a titolo definitivo dell’attaccante proveniente dal Saluzzo.

La dirigenza stabiese punta forte sul ragazzo, come dimostra la durata dell’accordo: Dos Santos ha infatti firmato un contratto pluriennale che lo legherà ai colori gialloblù fino al 30 giugno 2028.

Chi è il nuovo acquisto delle Vespe

Nato a Valença (Brasile) il 21 giugno 2002, Matheus è una punta che ha dimostrato grande feeling con il gol in questa prima metà di stagione. Con la maglia del Saluzzo, nel campionato di Serie D, ha collezionato numeri importanti: 17 presenze, 8 gol e 3 assist. Un rendimento che ha attirato le attenzioni degli scout della Juve Stabia, pronti a scommettere sulla sua esplosione anche in categorie superiori.

Le prime parole di Dos Santos

Subito dopo la firma, il neo-attaccante gialloblù non ha nascosto l’emozione per questo importante salto di carriera, mostrandosi subito carico e pronto a mettersi a disposizione:

“Sono molto orgoglioso di essere qui. Vestire questa maglia è un onore e darò tutto me stesso per questi colori. Ringrazio la società di avermi dato questa enorme opportunità, per me è tutto nuovo e tutto bellissimo. Cercherò di abituarmi il più in fretta possibile all’ambiente, non vedo l’ora di scendere in campo e lottare insieme per grandi obiettivi. Forza Vespe”

La Juve Stabia aggiunge così una nuova freccia al proprio arco offensivo, un giovane affamato pronto a conquistare il “Romeo Menti”.

Juve Stabia, calciomercato: Il centrocampista Federico Zuccon ai saluti, sarà la prima uscita delle Vespe

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Si muove la prima pedina in uscita nello scacchiere della Juve Stabia per questa sessione invernale di calciomercato. Il reparto interessato è quello mediano: le strade delle Vespe e di Federico Zuccon si separano nuovamente.

Il centrocampista centrale classe 2003, di proprietà dell’Atalanta, vedrà risolto il suo prestito con il club di Castellammare di Stabia per fare rientro momentaneo alla casa madre a Bergamo, l’Atalanta. Tuttavia, il futuro del giovane regista non sarà in nerazzurro: ad attenderlo c’è già il Mantova, pronto ad accoglierlo con la formula del prestito per rilanciarne le ambizioni e rinforzare la mediana della squadra lombarda.

Un feeling mai sbocciato

Quello di Zuccon a Castellammare è stato un ritorno che non ha rispettato le aspettative, trasformandosi in una parentesi fin troppo breve per un giocatore dal potenziale tecnico indiscusso. I numeri, purtroppo, fotografano un’esperienza che non è mai decollata:

  • Gestione Abate (stagione in corso): Appena 5 presenze per un totale di soli 62 minuti giocati.

  • Gestione Pagliuca (scorso campionato): Anche nella precedente esperienza, il tecnico di Cecina gli aveva preferito nel cuore del gioco profili come Buglio, Leone e Pierobon, concedendogli solo 7 apparizioni e 69 minuti totali.

Nonostante le capacità di abbinare interdizione e visione di gioco, il ragazzo nato a Genova il 1° aprile 2003 non è riuscito a scalare le gerarchie né a trovare quella continuità necessaria per imporsi in una piazza esigente come quella stabiese.

Il paradosso: talento indiscusso, ma poco spazio

La storia di Zuccon alla Juve Stabia insegna che, nel calcio, le qualità tecniche non sono sempre sufficienti se non scocca la scintilla giusta con l’ambiente e con i dettami tattici dell’allenatore. Il curriculum del ventiduenne, d’altronde, parla chiaro e racconta di un prospetto di assoluto valore:

  • Settore Giovanile: Cresciuto nell’Atalanta.

  • L’exploit a Lecco (2022-23): Protagonista assoluto della promozione in B con 40 presenze (tra campionato e playoff) e 3 assist.

  • Esperienza in B oltre alla Juve Stabia: Ha vestito le maglie del Cosenza (30 presenze e 3 assist nella stagione 2023-2024) e della Salernitana (11 presenze, 3 assist nella seconda parte della scorsa stagione).

  • Nazionale: È entrato nel giro dell’Under 21, certificazione di un talento cristallino.

Le mosse di Lovisa: obiettivo Zeroli?

Con l’uscita di Zuccon, si apre ora uno slot a centrocampo che il Direttore Sportivo Matteo Lovisa intende colmare rapidamente per garantire a Ignazio Abate un’alternativa valida per il girone di ritorno.

Il nome caldo delle ultime ore, ma che resta ad oggi solo una suggestione, è quello di Kevin Zeroli. Il capitano della primavera del Milan, attualmente in prestito al Monza dove non sta trovando lo spazio sperato, potrebbe essere il profilo ideale per rinforzare la mediana gialloblù. L’obiettivo è aggiungere fisicità e solidità al reparto per inseguire con determinazione gli obiettivi stagionali.

Per Zuccon inizia una nuova avventura a Mantova, mentre la Juve Stabia volta pagina, pronta a ritoccare la rosa per continuare a stupire.

Renato Zanella è il nuovo Direttore del Balletto del Teatro San Carlo di Napoli

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Renato Zanella è il nuovo Direttore del Balletto della Fondazione Teatro di San Carlo. Con questa nomina – si legge in una nota – la Fondazione rafforza il ruolo centrale del Balletto all’interno della propria programmazione, nel segno della continuità con la grande tradizione del Teatro e di una rinnovata visione internazionale, affidando a Renato Zanella la guida di un percorso artistico orientato alla qualità, alla crescita del Corpo di Ballo e all’ampliamento dei pubblici.

Nato a Verona e formatosi al Centre de Danse International Rosella Hightower di Cannes, Renato Zanella vanta una carriera artistica di assoluto rilievo come danzatore, coreografo e direttore artistico. Nel corso di oltre quarant’anni di attività ha ricoperto incarichi di vertice presso importanti istituzioni europee, tra cui il Balletto dell’Opera di Stato di Vienna, il Balletto di Stoccarda, l’Opera Nazionale Greca di Atene, l’Opera Nazionale Rumena di Bucarest, la Fondazione Arena di Verona e, più recentemente, il Balletto Nazionale Sloveno di Lubiana, da lui diretto fino al 2025. Autore di oltre 200 coreografie e produzioni per balletto, opera e grandi eventi, Zanella ha firmato creazioni e allestimenti presentati nei principali teatri internazionali, tra cui il Teatro alla Scala, la Royal Opera House di Londra, la Deutsche Oper Berlin, il Teatro Mariinskij, l’Opera di Zurigo e il Teatro dell’Opera di Roma.

Il suo percorso artistico si distingue per una profonda conoscenza del grande repertorio classico e novecentesco, affiancata a una costante apertura verso il linguaggio contemporaneo. Accanto alla produzione artistica, Renato Zanella ha sempre dedicato particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni, allo sviluppo delle scuole di ballo e a progetti educativi e di integrazione sociale, promuovendo una visione della danza come strumento culturale, educativo e inclusivo.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, primo colpo già in canna: Matheus Luz Priveato Dos Santos, la “scommessa alla Messias” di Lovisa

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La sessione invernale di calciomercato, la cosiddetta “riparazione”, aprirà ufficialmente i battenti domani, permettendo il deposito dei contratti. Ma a Castellammare di Stabia, il tempo scorre a una velocità diversa. Il Direttore Sportivo Matteo Lovisa non ha aspettato il gong iniziale: lavorando sotto traccia da mesi, ha bruciato la concorrenza e si appresta a regalare a Mister Ignazio Abate il primo rinforzo ufficiale.

Lo scouting visionario di Lovisa

La filosofia del giovane direttore gialloblù è ormai nota: anticipare tutti, guardare dove gli altri non guardano e scovare diamanti grezzi non solo nelle categorie superiori, ma anche nei meandri del calcio “minore” italiano ed estero.

È proprio da questa rete di scouting capillare che è emerso il nome di Matheus Luz Priveato Dos Santos. Lovisa seguiva il ragazzo da tempo, convinto che le sue qualità fossero sprecate per la Serie D. La rapidità dell’operazione è stata decisiva: sul calciatore si erano già mossi diversi club di Serie C, pronti a darsi battaglia, ma il blitz della Juve Stabia ha chiuso ogni discorso. L’accordo con l’entourage è totale e l’ufficialità è attesa a giorni.

Chi è Matheus Luz: numeri e caratteristiche

Classe 2002, di origini brasiliane ma trapiantato in Italia, Dos Santos è un esterno d’attacco destro che sta vivendo una stagione da protagonista assoluto con la maglia del Saluzzo (Serie D). I suoi numeri in questa prima parte di stagione parlano chiaro: 17 presenze, 8 gol e 3 assist.

Non è solo un finalizzatore, ma un creatore di gioco. Chi lo ha osservato da vicino descrive un giocatore dotato di grande velocità e di un dribbling stretto ubriacante, tipico della scuola verdeoro. A questo abbina un controllo palla di categoria superiore e, soprattutto, una capacità balistica notevole: il tiro da fuori area è uno dei pezzi forti del suo repertorio.

Il paragone suggestivo

Per percorso e caratteristiche tecniche, molti addetti ai lavori rivedono in lui la parabola di Junior Messias. Proprio come l’ex Milan e attuale attaccante del Genoa, Dos Santos ha calcato i campi delle serie minori (Eccellenza fino a giugno 2025), per poi esplodere rapidamente. La speranza della piazza è che possa ripercorrere la stessa scalata vertiginosa verso il grande calcio.

La collocazione tattica nello scacchiere di Abate

L’arrivo di Matheus Luz non è solo una scommessa per il futuro, ma risponde a un’esigenza tattica precisa. Mister Ignazio Abate necessitava di un’alternativa valida sulla fascia destra di centrocampo.

Fino ad oggi, Carissoni è stato l’indiscusso padrone della corsia, offrendo prestazioni di sostanza. Tuttavia, le alternative in rosa, come Mannini e De Pieri, pur essendo giocatori di valore, hanno caratteristiche diverse che non sempre si sono sposate con le necessità tattiche di quel ruolo specifico, faticando a trovare lo spazio giusto. Dos Santos arriva per colmare questa lacuna: offrirà ricambi, imprevedibilità e la possibilità di spaccare le partite, sia partendo titolare che subentrando.

Il “Modello Stabia”

L’acquisto di un giocatore dalla Serie D potrebbe far storcere il naso ai più scettici, ma la storia recente della Juve Stabia insegna pazienza e fiducia. Il club ha dimostrato di saper valorizzare i giovani come pochi altri: talenti come Fortini e Mussolini sono arrivati in gialloblù tra mille incognite, trovando l’ambiente ideale per esplodere e dimostrare di valere palcoscenici come la Serie A.

Ai tifosi delle Vespe non resta che dare il benvenuto al nuovo “Mago” brasiliano, lasciando ad Abate e al suo staff il compito di plasmare questo talento grezzo. Se il fiuto di Lovisa ha colpito ancora, al Menti ci sarà da divertirsi.

Juve Stabia 2026: L’alba di una nuova era. Oltre la Serie B, c’è un mondo da conquistare

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Se il calcio fosse cinema, la pellicola proiettata negli ultimi dodici mesi al “Romeo Menti” avrebbe già fatto incetta di statuette. Ma oggi, con il sorgere del sole sul 2026, i titoli di coda del 2025 non segnano la fine dello spettacolo, bensì l’inizio di un sequel che promette di essere un kolossal.

I tifosi delle Vespe si svegliano oggi con una dolcezza insolita nel caffè: la consapevolezza di aver vissuto un anno da Miglior Sceneggiatura originale e la speranza concreta di un futuro che profuma di internazzionalizzazione e stabilità societaria.

La metamorfosi sportiva: Dal morso sul metro all’eleganza

Il 2025 sarà ricordato come l’anno della grande evoluzione. Eravamo partiti con il “Pagliuchismo” nelle vene: una squadra pirata, operaia, capace di scalare l’inferno dei playoff con la fame di chi non ha nulla da perdere. Guido Pagliuca ha lasciato in dote il “morso”, quella cattiveria agonistica che è diventata il marchio di fabbrica gialloblù.

Poi, il colpo di scena estivo che ha spiazzato tutti, trasformandosi nella mossa vincente. L’arrivo di Ignazio Abate non è stato un semplice avvicendamento, ma un’evoluzione della specie. L’ex Milan ha preso il ferro battuto da Pagliuca e lo ha cesellato con un’eleganza tattica rara per la categoria. Sotto la sua guida, la Juve Stabia ha smesso di essere solo “cuore e grinta” per diventare una macchina pensante, capace di dominare il gioco e di trasformare il “Menti” in un fortino inespugnabile anche in cadetteria.

I protagonisti: Eroi, addii e nuove certezze

Ogni grande anno ha i suoi volti copertina. Il 2025 è stato, indiscutibilmente, l’anno della consacrazione di Andrea Adorante. I suoi gol non sono stati solo numeri, ma pietre miliari che hanno lastricato la strada verso la salvezza prima e la gloria poi. Il suo volo verso la Laguna – sponda Venezia – è stato un addio dolceamaro: doloroso per il cuore, ma vitale per le casse e per l’orgoglio di aver lanciato un bomber verso palcoscenici da Serie A.

Ma la Juve Stabia ha dimostrato di saper sopravvivere ai suoi eroi. Tra i pali, la staffetta è stata emblematica: dalla solidità monumentale di Thiam, che ha tenuto in piedi la baracca nella prima parte dell’anno, alla personalità da veterano di Confente. Raccogliere quei guantoni scottava, ma il nuovo numero uno ha risposto presente, blindando la porta nelle sfide più delicate di fine anno.

L’architetto e la nuova Era

Se la squadra gira, il merito è del burattinaio che muove i fili dietro le quinte. Matteo Lovisa si conferma, anche in questo primo giorno del 2026, il vero “Top Player” della società con il mercato di riparazione che inizierà domani 2 gennaio 2026. Un direttore sportivo capace di intuizioni brillanti, acquisti mirati e una gestione del budget che ha del miracoloso. È lui il collante che ha tenuto insieme il progetto tecnico mentre intorno cambiava il mondo.

E il mondo è cambiato davvero. Il 2025 ha segnato lo spartiacque societario definitivo. Il saluto di Andrea Langella, l’uomo della rinascita a cui la piazza dovrà eterna gratitudine, non è stato un addio, ma un passaggio di testimone verso l’ambizione.

Con l’ingresso definitivo di Solmate (ex Brera Holdings) come unico proprietario, le Vespe non ronzano più solo alle falde del Faito, ma entrano in una dimensione internazionale. Una proprietà solida, globale, che ha scelto Castellammare non per scommessa, ma per progetto.

Cosa aspettarsi dal 2026?

Oggi inizia un nuovo capitolo. Le Vespe non sono più la “Cenerentola” che spera di non svegliarsi a mezzanotte. La Juve Stabia del 2026 è una realtà consolidata, un cambio di passo che trova conferma anche nelle valutazioni delle quote serie B, dove il club non è più visto come una sorpresa ma come una certezza con una struttura societaria da grande club e un’identità tecnica precisa

Ai tifosi non resta che godersi il viaggio. Se il 2025 ha meritato l’Oscar, il 2026 ha tutte le carte in regola per puntare ancora più in alto. Perché a Castellammare, ormai lo hanno imparato, smettere di sognare è l’unica cosa che non è permessa.

Bagno di Capodanno 2026 sul lungomare stabiese, uno spettacolo entusiasmante e suggestivo

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A Castellammare di Stabia il nuovo anno è stato accolto col tradizionale rito del tuffo di Capodanno nelle acque del litorale, per propiziarsi la fortuna nell’anno appena cominciato.

Quest’anno per la prima volta dopo quarant’anni il rito collettivo non si è svolto sulla spiaggia di Pozzano, ma sul lungomare di fronte alla Villa Comunale.

L’appuntamento per gli storici componenti del gruppo “Stabia Bagno di Capodanno” che da quarant’anni ogni 1° gennaio si ritrovano per il tuffo, era alle ore 12:00 sulla spiaggia del Lungomare.

Tra essi Alfonso Di Domenico “118”, Alfonso detto “Braciola”, tra gli organizzatori e sponsor per le magliette, il dott. Raffaele D’Arco, medico di base e tanti altri, tra cui molte signore e ragazze, che hanno voluto salutare coraggiosamente il nuovo anno con un bagno di buon auspicio.

Ogni Capodanno il numero dei coraggiosi, pronti a tuffarsi nelle gelide acque del litorale stabiese per una nuotata beneaugurante, cresce sempre di più.

Nonostante il freddo, anche quest’anno il rito apotropaico è stato rinnovato con successo: tanti i nuotatori che, incitati dalle grida dei presenti e da musica e balli, si sono tuffati incuranti del freddo.

I partecipanti hanno voluto anche omaggiare la squadra del cuore, la Juve Stabia, con l’accensione di fumogeni che, mentre i tuffatori si preparavano, hanno colorato il cielo di giallo-blu, tra l’entusiasmo dei presenti.

All’ancora a poche decine di metri le imbarcazioni dei velisti della Lega Navale, che aspettavano i tuffatori per il tradizionale brindisi.

Tra il pubblico anche il sindaco di Castellammare di Stabia, dott. Luigi Vicinanza, che si è complimentato per l’iniziativa, un rito benaugurante per la città e per tutti i suoi abitanti.

Il bagno nell’acqua salata è un rito antichissimo per purificarsi e proteggersi da ogni male, che richiama quello precristiano dell’acqua e del sale col quale si aspergevano gli angoli delle stanze per allontanare le energie negative.

Il tuffo di Capodanno nelle acque del Golfo è un rituale entusiasmante e suggestivo, che speriamo allontani da Castellammare ogni negatività, portando pace, salute e serenità in tutte le famiglie.

flop Boccia, per lei solo 118 voti

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Gennaro Sangiuliano è stato eletto al consiglio regionale della Campania, flop invece per Maria Rosaria Boccia. Ma la bocciatura di personaggi mediatici durante la campagna elettorale, con poco riscontro alle urne nelle elezioni del 23 e 24 novembre 2025 non riguarda solo lei.

La notte del voto ha dato le sue sentenze. L’ex ministro della Cultura entra nel consiglio regionale della Campania grazie a 9.902 preferenze: candidato da Fratelli d’Italia come capolista nella provincia di Napoli, è emerso in una lotta serrata a colpi di voti con altri candidati con parecchie preferenze.

Discorso diverso per Maria Rosaria Boccia: candidata nella Lista Bandecchi, l’influencer e imprenditrice ha raccolto appena 118 voti. E non è andata meglio a Daniela Di Maggio, la mamma di Giovanbattista Cutolo, ragazzo ucciso per futili motivi al centro di Napoli due estati fa: candidata come capolista a Napoli per la Lega, ha ottenuto 964 voti.

Fonte AdnKronos

a Napoli congresso medici-fisiatri Simfer

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Ha registrato 1.600 partecipanti il 53esimo Congresso nazionale Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa), ospitato alla Stazione Marittima di Napoli fino al 26 novembre, confermandosi come il più rilevante appuntamento scientifico della medicina fisica e riabilitativa italiana. Quattro giornate di lavori, oltre 24 aree tematiche e decine di sessioni parallele hanno dato forma a un programma che spazia dall’ictus alle gravi cerebrolesioni, dall’artrosi alla sarcopenia, dalla robotica alla riabilitazione digitale, fino all’intelligenza artificiale applicata alla pratica clinica. La Simfer evidenzia l’impronta internazionale del congresso, con keynote lecture dall’estero, una sessione dedicata e numerose collaborazioni con società scientifiche italiane di area neurologica, reumatologica, ortopedica e internistica. Ampio spazio è stato dedicato alle nuove tecnologie, alla telemedicina, alla teleriabilitazione, ai modelli predittivi per la gestione della spasticità e ai progressi dell’ingegneria della riabilitazione.

Tra i temi emergenti – riferisce la società scientifica – forte attenzione alla fragilità, alle patologie dolorose dell’apparato muscolo-scheletrico, all’inflammaging e alla nutrizione clinica, con un focus sulla sarcopenia e sulla composizione corporea. Importante anche il fronte dell’organizzazione sanitaria, con approfondimenti su linee guida, modelli di appropriatezza, tariffe e impatto del Dm 77. Significativa la partecipazione dei giovani specialisti, protagonisti delle rapid communications, dei premi under 40 e dei numerosi momenti formativi dedicati”.

“Abbiamo voluto dare un grande spazio a ciò che rappresenta la vera innovazione degli ultimi anni, cioè l’arrivo delle tecnologie avanzate, della telemedicina e soprattutto dell’intelligenza artificiale nella riabilitazione delle persone con disabilità”, spiega il presidente Simfer, Giovanni Iolascon. “Un altro elemento decisivo – sottolinea – è stato il dialogo continuo con le associazioni dei pazienti, che hanno portato all’attenzione del congresso i cosiddetti unmet needs, i bisogni ancora non soddisfatti dall’attuale disponibilità di cura. Desidero poi sottolineare il successo numerico dell’evento: non solo per il numero dei partecipanti, ma anche per la quantità e la qualità dei contributi scientifici, delle letture magistrali e dei lavori presentati. In tutti gli ambiti della riabilitazione – neurologica, ortopedica, cardiorespiratoria, protesica e non solo – abbiamo avuto davvero il top dei relatori e delle relazioni”.

“Il congresso nazionale Simfer – conclude il segretario nazionale della società scientifica, Andrea Bernetti – è l’occasione per affrontare molte tematiche in ambito riabilitativo, con un particolare focus sulle nuove tecnologie a disposizione delle persone con disabilità. Sì è parlato inoltre di fisiatria interventistica per la gestione delle patologie dolorose dell’apparato muscolo-scheletrico, sottolineando l’importanza di un approccio molto preciso che valorizzi la visita medica a supporto delle innovazioni tecnologiche dell’imaging. Rinforzare i sistemi sanitari dal punto di vista della riabilitazione è essenziale, e anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha evidenziato questo aspetto come centrale per la sua agenda”.

Fonte AdnKronos

l’intelligenza artificiale ricompone i frammenti degli affreschi

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La tecnologia incontra la storia: grazie a un progetto europeo i frammenti degli affreschi di Pompei, ridotti in pezzi dal tempo e dai bombardamenti, stanno trovando nuova vita grazie a robot e algoritmi di intelligenza artificiale. Una sperimentazione che promette di rivoluzionare il lavoro degli archeologi.

Volg al termine il progetto di ricerca RePair, acronimo di Reconstructing the Past: Artificial Intelligence and Robotics Meet Cultural Heritage, finanziato dall’Unione Europea, che ha inteso sperimentare la realizzazione di una infrastruttura robotica, guidata dall’intelligenza artificiale e l’uso di algoritmi per la ricomposizione di affreschi di Pompei in frammenti, come in un puzzle. Il prototipo è stato validato con prime prove sperimentali sul campo presso il Parco Archeologico di Pompei, dimostrando che la robotica e l’intelligenza artificiale potranno in futuro facilitare il lavoro degli archeologi.

La ricerca ha avuto per oggetto due esempi iconici di grandi affreschi del patrimonio culturale mondiale che si trovano in stato frammentario e sono conservati nei depositi del Parco Archeologico di Pompei. Si tratta degli affreschi del soffitto di ambienti della Casa dei Pittori al Lavoro nell’Insula dei Casti Amanti, danneggiati nel corso della eruzione del 79 d.C. e poi ridotti in frantumi in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e degli affreschi della Schola Armaturarum, determinati dal crollo dell’edificio nel 2010 e in parte ancora non ricollocati.

Nel primo caso sul contesto già lavoravano a partire dal 2018 un gruppo di esperti di pitture murali dell’Università di Losanna, guidato dal professor Michel E. Fuchs, con un programma di studio e di ricomposizione manuale, con cui i ricercatori del progetto RePair hanno avuto confronto.

Partito a settembre 2021, il progetto è stato coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia e ha coinvolto università e istituti di ricerca in Europa e in Italia, tra cui l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e il Parco Archeologico di Pompei sede d’eccezione e campo sperimentale di applicazione del progetto. Tra i partner stranieri la Ben-Gurion University of the Negev di Israele, l’Associacao do Instituto Superior Tecnico Para a Investigacao e Desenvolvimento del Portogallo, la Rheinische Friedrich Wilhelms Universitat di Bonn in Germania.

“Dopo quattro anni di lavoro si è concluso il progetto europeo RePair, una cooperazione internazionale che ha messo insieme mondi apparentemente lontani, le più avanzate tecniche di intelligenza artificiale e la robotica, con l’archeologia e la preservazione dei beni culturali, patrimonio dell’umanità – commenta Marcello Pelillo, Professore all’Università Ca’ Foscari di Venezia e coordinatore di progetto – Ha rappresentato un primo, pionieristico passo verso un traguardo ambizioso: eliminare una delle attività più laboriose e frustranti della ricerca archeologica, consentendo così di convogliare energie e competenze preziose verso attività più propriamente scientifiche e creative”.

L’infrastruttura robotica è stata posizionata presso Casina Rustica, edificio demaniale all’interno del Parco Archeologico di Pompei, ristrutturato e rifunzionalizzato per ospitare le attrezzature tecnologiche necessarie. Mentre i team di robotica si sono occupati della progettazione e realizzazione del sistema, gli esperti in intelligenza artificiale e machine learning hanno elaborato e definito gli algoritmi per la ricomposizione degli affreschi.

Per potere studiare i reperti e preservarli ulteriormente, il gruppo di ricerca ha realizzato, in seguito alla digitalizzazione dei frammenti, delle repliche artificiali, in modo che il sistema robotico potesse manipolare pezzi non autentici nelle fasi di test.

“Dopo aver acquisito e digitalizzato le immagini dei singoli frammenti il sistema cerca di risolvere il “puzzle” e la soluzione trovata viene inviata alla piattaforma hardware che, utilizzando due bracci robotici dotati di ‘soft hand’, colloca automaticamente i frammenti nella posizione desiderata. Si tratta di un puzzle estremamente complesso, formato da centinaia o migliaia di frammenti spesso logorati o gravemente danneggiati, senza conoscere in anticipo quale dovrebbe essere il risultato finale – spiega il professor Pelillo – Manca, per così dire, l’immagine sulla scatola che possa guidare il lavoro. Inoltre, i pezzi recuperati rappresentano frequentemente solo una porzione dell’opera originaria, rendendo inevitabili ampie o numerose lacune nella ricostruzione. A complicare ulteriormente il processo, vi è la difficoltà di stabilirne l’effettiva provenienza, poiché non di rado i frammenti, pur appartenendo a opere differenti, risultano mescolati tra loro. Per affrontare questo formidabile problema abbiamo impiegato sofisticate tecniche di Intelligenza Artificiale e realizzato un’interfaccia che consente agli archeologi di dialogare con il sistema”.

“Il futuro dell’archeologia presuppone un uso eticamente corretto dell’intelligenza artificiale. È una grande sfida – sottolinea il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel – affrontare la ricomposizione di una immensa mole di frammenti, come ad esempio quelli danneggiati durante i bombardamenti di Pompei nel 1943, e che dovrebbe essere possibile grazie alla forma e alla decorazione singolare di ogni elemento. Ma nessun essere umano ci riuscirebbe da solo. È qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale, che ci aiuta ad affrontare la complessità dei materiali archeologici, e che in futuro avrà un ruolo centrale nell’archeologia, se pensiamo anche alle quantità di dati che emergono negli scavi di archeologia preventiva su cantieri in tutta Italia. Ci vogliono, tuttavia, competenze e valori condivisi per utilizzare l’intelligenza artificiale in modo scientificamente ed eticamente corretto e Pompei sta partecipando a questo sviluppo globale.” (di Paolo Martini)

Fonte AdnKronos

Campania, ecco la squadra di Fico in Regione

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Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha nominato la nuova Giunta regionale. Lo si legge in una nota del governatore, con indicazione dei nomi e le rispettive deleghe.

“Ringrazio le forze politiche e civiche per il confronto e il contributo alla formazione della Giunta. Siamo pronti per lavorare al servizio dei cittadini campani mettendo in campo esperienza, professionalità e competenze, cura e attenzione per il territorio, ascolto dei bisogni delle persone. Affronteremo questo incarico con responsabilità e con l’impegno massimo che i cittadini e questa straordinaria regione meritano. È solo con il lavoro di squadra che potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, nell’interesse esclusivo della comunità.Auguro buon lavoro a tutti i componenti della Giunta regionale. Colgo l’occasione anche per augurare a tutti i cittadini campani un felice anno nuovo”, riferisce il presidente Fico.

La squadra di Fico alla Regione Campania

La ‘squadra’ di Fico alla Regione è così composta. Mario Casillo, vicepresidente: Trasporti, Mobilità, Mare; Vincenzo Cuomo: Governo del territorio, Patrimonio; Andrea Morniroli: Politiche sociali, Scuola; Claudia Pecoraro: Ambiente, Politiche abitative, Pari opportunità; Fulvio Bonavitacola: Attività produttive e sviluppo economico; Vincenzo Maraio: Turismo, Promozione del territorio, Transizione digitale; Angelica Saggese: Lavoro, Formazione; Ninni Cutaia: Cultura, Eventi, Personale; Fiorella Zabatta: Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura, Tutela degli animali; Maria Carmela Serluca: Agricoltura. Il presidente riserva a sé le materie della Sanità, del Bilancio, dei fondi nazionali ed europei, nonché le restanti non assegnate.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, un 2025 da “Top 5”: 52 punti e una continuità di punti spaventosa

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Se in matematica la proprietà commutativa dice che cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, a Castellammare di Stabia hanno applicato lo stesso teorema al calcio: cambiando la guida tecnica, il rendimento resta altissimo. La Juve Stabia saluta il 2025 con il sorriso e con una statistica che certifica la bontà del lavoro svolto: le Vespe sono la quinta forza del campionato per punti conquistati nell’anno solare 2025.

Un totale di 52 punti che piazza i gialloblù nell’élite della Serie B, subito a ridosso delle corazzate costruite per vincere. Davanti ci sono solo il tandem Palermo-Frosinone (prime a quota 61), il sorprendente Cesena (59) e il solido Catanzaro (57). Essere la quinta regina dell’anno solare, in un torneo difficile come la B, è la prova definitiva: la Juve Stabia non è più una sorpresa, ma una splendida realtà.

La Regolarità di un Orologio Svizzero: 26+26

Il dato che più impressiona, però, non è solo la somma totale, quanto la ripartizione dei punti. Il 2025 delle Vespe è diviso in due metà perfettamente identiche, quasi a voler sottolineare una stabilità mentale e tecnica rara. La squadra ha raccolto 26 punti nella seconda metà (20 gare) dello scorso campionato (periodo Gennaio-Maggio) e ha replicato esattamente lo stesso bottino, 26 punti, in questa prima parte di stagione (Agosto-Dicembre) dopo 18 giornate.

Una marcia da cronometro che dimostra come la squadra non abbia sofferto di “pancia piena” dopo i successi passati, né di vertigini da alta classifica nella nuova stagione. Mantenere lo stesso passo, con le stesse identiche cifre, significa avere un’identità forte che prescinde dal calendario o dal momento storico.

Il Progetto Tecnico: Da Pagliuca ad Abate senza scosse

Il vero capolavoro della società risiede nella gestione del cambiamento. L’estate del 2025 poteva essere insidiosa: il passaggio di consegne dalla panchina di Guido Pagliuca a quella di Ignazio Abate avrebbe potuto destabilizzare l’ambiente o richiedere un lungo periodo di rodaggio. Invece, il meccanismo non si è inceppato.

Il progetto tecnico, le cui fondamenta sono state gettate nella ormai lontana estate 2023, si è dimostrato solido e adattabile. La dirigenza è stata abile nel puntellare la rosa con acquisti di categoria mirati e l’innesto di giovani di assoluta qualità, permettendo ad Abate di ereditare non solo una squadra, ma una mentalità vincente, e di plasmarla con le sue idee senza perdere efficacia. Se Pagliuca aveva costruito la “garra” e l’intensità, Abate ha saputo mantenere quella fame aggiungendo il suo tocco, ottenendo la stessa, identica resa in termini di punti.

Verso il 2026

Chiudere l’anno con 52 punti e il quinto posto solare è un biglietto da visita prestigioso in vista del 2026. Con 26 punti già in cascina dopo 18 giornate nell’attuale campionato, la Juve Stabia può guardare al futuro con l’ambizione di chi sa di potersela giocare con tutti. Se la regolarità è la dote dei forti, a Castellammare possono stare tranquilli: queste Vespe sanno esattamente dove vogliono volare.

Il 2025 d’oro del Circolo Velico Stabia: un faro di sport e cultura che illumina Castellammare

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Si chiude un anno straordinario, forse irripetibile, per il Circolo Velico Stabia. Il 2025 va in archivio non solo come un anno solare, ma come una pietra miliare che segna una crescita esponenziale per lo storico circolo. Sotto la guida lungimirante del Presidente Giuseppe Esposito, il Circolo ha trasceso la sua natura puramente sportiva per consolidarsi come un vero e proprio hub sociale e culturale, un punto di riferimento imprescindibile per l’intero territorio di Castellammare.

Tra Mare e Terra: Lo Sport a 360 Gradi

La tradizione nautica, cuore pulsante del Circolo, ha vissuto una nuova giovinezza. L’anno appena trascorso ha registrato un record di adesioni per i corsi di Kayak, capaci di avvicinare al mare giovani e adulti, riscoprendo la bellezza del litorale stabiese da una prospettiva privilegiata.

Ma la vera rivoluzione del 2025 si è giocata sulla terraferma. L’inaugurazione della nuova palestra ha rappresentato un salto di qualità strutturale: un ambiente moderno e all’avanguardia che ha attirato l’attenzione di moltissimi sportivi. Una struttura che, nelle intenzioni della dirigenza, non persegue solo fini atletici ma ribadisce una forte finalità sociale, offrendo uno spazio sano di aggregazione. Un’apertura che si è tradotta anche nell’ospitalità data ai campioni della città: grazie alla trasmissione “Juve Stabia Live” edita da ViViCentro Network, il Circolo è diventato la “casa” mediatica di numerosi calciatori delle Vespe, suggellando un legame fortissimo tra le due realtà sportive più importanti della città.

Un Salotto Culturale che Guarda all’Italia

Se lo sport è il corpo del Circolo, la cultura ne è diventata l’anima. Nel 2025, i saloni della struttura si sono trasformati in un vibrante polo intellettuale, ospitando una fitta rassegna di incontri con giornalisti e scrittori di fama nazionale. Il Velico non è più solo un luogo di allenamento, ma un salotto privilegiato per il dibattito e la diffusione delle idee.

Il fiore all’occhiello di questa metamorfosi è stata la prestigiosa sinergia con l’Associazione Meridiani. Attraverso il format di successo “Un libro sotto le stelle”, il Circolo Velico Stabia ha varcato i confini regionali per approdare su uno dei palcoscenici più ambiti: il Festival di Sanremo. Portare l’identità culturale e il nome di Castellammare di Stabia nella città dei fiori è stato motivo di orgoglio e la certificazione di un lavoro di eccellenza riconosciuto ormai in tutta Italia.

La Soddisfazione del Presidente

A tirare le somme di questi dodici mesi intensi è proprio il timoniere del sodalizio, il Presidente Giuseppe Esposito:

“È stato un anno ricco di soddisfazioni incredibili. Abbiamo lavorato duramente per far sì che il Circolo Velico Stabia fosse una casa aperta a tutti: agli atleti, agli amanti della cultura e ai grandi protagonisti dello sport come i ragazzi della Juve Stabia. Vedere il nostro impegno premiato anche a Sanremo, grazie alla collaborazione con l’Associazione Meridiani, è la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Il 2025 non è un punto di arrivo, ma una solida base su cui costruire un futuro ancora più ambizioso.”

Il Circolo Velico Stabia guarda ora al 2026 con la consapevolezza di essere molto più di un club sportivo: è un patrimonio della città, una realtà viva dove sport, sociale e cultura navigano, finalmente, sulla stessa rotta.

Juve Stabia, questione di mani: da Thiam a Confente, il filo d’acciaio che blinda la porta

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C’è un filo invisibile, sottile ma resistente come l’acciaio, che lega le ultime stagioni della Juve Stabia. È una linea di continuità tracciata non con i piedi, ma con le mani. È la certezza, ormai dogmatica alle falde del Faito, di avere tra i pali non un semplice portiere, ma un baluardo invalicabile. Se la storica promozione e il successivo consolidamento in cadetteria hanno avuto il volto statuario e i guantoni di Demba Thiam fino all’inizio dell’estate, l’eredità raccolta quest’anno da Alessandro Confente conferma una verità assoluta: a Castellammare la porta è in mani sicurissime.

Due profili diversi, un unico destino: essere protagonisti assoluti.

L’Ombra del Gigante e la Luce del Nuovo Custode

L’addio di Demba Thiam, volato a Monza per meritati palcoscenici da Serie A, avrebbe potuto rappresentare un trauma. Il portiere senegalese non era solo un atleta formidabile; era stato l’eroe della cavalcata trionfale, l’uomo capace di infondere, con la sua sola presenza fisica, una sicurezza granitica a tutto il reparto difensivo. Sostituire un idolo è l’impresa più ardua nel calcio.

Tuttavia, l’arrivo di Alessandro Confente ha rapidamente fugato ogni dubbio, trasformando lo scetticismo in applausi. Il portiere ex Vicenza non ha cercato di imitare il predecessore, ma ha imposto il suo stile. Si è calato nel mondo “Vespe” con una naturalezza disarmante, sfoderando parate decisive e, soprattutto, una leadership silenziosa ma efficace. Se la Juve Stabia continua ad essere una squadra ostica, “rognosa” e difficile da battere, gran parte del merito va cercata proprio in quella casacca numero uno che Confente indossa oggi con la personalità del veterano. Dove prima arrivava l’esplosività di Thiam, oggi arriva il posizionamento chirurgico di Confente.

Il Cuore oltre l’Ostacolo: Signorini e Boer

Ma il racconto dei portieri gialloblù non sarebbe completo se ci si fermasse ai soli titolari. C’è una pagina romantica, scritta con inchiostro indelebile che porta i nomi di Alessandro Signorini e Pietro Boer.

Portieri che aspettano il proprio momento lavorando nell’ombra per dimostrare che il gruppo viene prima del singolo, e che l’affidabilità è una dote che si coltiva giorno dopo giorno per farsi trovare pronto all’occorrenza.

La Visione e la Mano del Maestro

Da Thiam a Confente, passando per Signorini e Boer, la Juve Stabia dimostra di avere una visione strategica cristallina: per costruire grandi successi, bisogna partire dalle fondamenta. E a Castellammare, le fondamenta hanno i guanti bianchi.

Un 2025 che si chiude con questi nomi e storie diverse, ma tutte accomunate dall’occhio attento e sapiente del maestro Amedeo Petrazzuolo. È lui l’architetto di questo reparto, capace di valorizzare il talento grezzo, di rigenerare certezze e di mantenere altissimo lo standard di rendimento. Se la porta della Juve Stabia è diventata un luogo sacro dove gli attaccanti avversari faticano a trovare gloria, il merito è di chi quella porta l’ha blindata con scelte coraggiose e lavoro quotidiano.

Il futuro dirà dove arriveranno queste Vespe, ma una cosa è certa: qualunque sia la tempesta, a Castellammare c’è sempre qualcuno pronto a parare il colpo.

Gli auguri di buon anno di Carlo Ametrano

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In occasione dell’ultimo giorno dell’anno e dell’arrivo del 2026, riportiamo l’intervista fatta al giornalista e scrittore stabiese Carlo Ametrano. Ecco le sue dichiarazioni.

Carlo, vogliamo rivivere il tuo 2025: che anno è stato?

“Un anno fantastico, davvero eccezionale. Il 2025 mi ha portato tanta fortuna, serenità e tranquillità, oltre a molte soddisfazioni”.

La prima tappa è stata il Senna Day, svolto il 30 aprile. 

“Il battesimo si è aperto con il Senna Day. Un evento straordinario: tanti giornalisti, piloti e anche la tv brasiliana. Ogni anno facciamo qualcosa di straordinario”.

Poi c’è stato il GP di Imola.

“Sì. Una bellissima esperienza. Abbiamo visto il debutto di Hamilton in Ferrari in Italia. Ringrazio Davide Sforzi, Gualtiero Pischedda e Leon. Abbiamo presentato lo striscione ‘Ayrton Senna Fan Club Toscana’. Anche lì è stata una bella favola da ricordare e custodire con gioia”.

Poi c’è stato l’Orgoglio Motoristico Romano.

“Sì, abbiamo una grande amicizia con il presidente Stefano Pandolfi, che è una persona veramente straordinaria. Anche quest’anno l’edizione è stata fatta molto bene e mi sono divertito. Se sei nella grande Roma non puoi non assistere a un evento così bello. Per me è come se fosse un terzo Gran Premio d’Italia”.

Infine il Minardi Day.

“Che quest’anno si è svolto a settembre. Ringrazio Pietro Benvenuti e Gian Carlo Minardi che ogni anno mi accolgono nel loro paradiso. Sono molto felice di questo”.

Che stagione è stata per la F1?

“La Ferrari ha fatto flop, ma forse si sapeva già. In effetti, Norris ha meritato la vittoria perché la McLaren è stata la macchina più forte”.

Non dimentichiamo che sei stato ospite a Odeon Tv per tutto l’anno, giusto?

“Assolutamente. Ringrazio la squadra di Odeon, Serena Salmi, Federico Gherardi, Martina Renna e Federica Afflitto. Sono una squadra importante. Sono felice di essere opinionista di questa tv storica. Non vedo l’ora di ricominciare”.

Ci salutiamo con i tuoi auguri di buon anno.

“Ogni anno usiamo la parola ‘speranza’. Mi auguro che questo mondo possa avere una scossa. Ci sono ancora guerre e fame nel mondo. Gli animali che vengono sempre trattati male. L’essere umano è stato una grande delusione. Auguri a tutti di buon 2026, così come faccio gli auguri a tutta la redazione di ViViCentro che ogni anno mi dà conferma con il pagellone della Formula 1”.

Dalla Juve Stabia all’Europa: L’Équipe incorona Omar Correia tra i top francesi del weekend

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Mentre i campionati di Francia, Germania e Spagna osservavano un turno di riposo, il talento transalpino non è andato in vacanza. Sui campi di Inghilterra, Belgio e, soprattutto, Italia, i calciatori francesi si sono presi la scena. Tra i giganti della Premier League e della Serie A, spunta però un nome a sorpresa che arriva direttamente dalla Serie B italiana: Omar Correia.

Il prestigioso quotidiano L’Équipe ha celebrato il centrocampista della Juve Stabia, inserendolo nella formazione ideale dei migliori giocatori francesi del weekend. Un riconoscimento straordinario per un ragazzo che, al suo primo anno nel “calcio che conta”, sta dimostrando di avere le carte in regola per palcoscenici importanti.

Una prestazione super al “Menti”

A convincere la critica d’oltralpe è stata la prova maiuscola offerta da Correia contro il Sudtirol. Un match in cui il centrocampista ha abbinato quantità e qualità, diventando determinante nell’azione che ha deciso l’incontro.

L’immagine della sua partita è tutta nell’azione del gol: un pressing feroce e tempista sul difensore avversario per recuperare palla, seguito dalla lucidità di servire l’assist perfetto per la rete di Maistro. Un mix di aggressività e visione di gioco che ha permesso alle Vespe di portare a casa punti pesanti.

In compagnia dei “Grandi”

Leggere la formazione stilata da L’Équipe fa un certo effetto. Il nome di Correia figura accanto a stelle del calcio internazionale come:

  • Pierre Kalulu (Juventus)

  • Adrien Rabiot (Milan)

  • Boubacar Kamara (Aston Villa)

  • Rayan Cherki (Manchester City)

  • Armand Laurienté (Sassuolo)

Essere accostato a questi campioni non è solo una soddisfazione personale, ma una vetrina internazionale per tutta la Juve Stabia.

L’intuizione di Lovisa e la cura Abate

Questo exploit non è casuale, ma figlio della programmazione. Omar Correia rappresenta l’ennesima intuizione vincente del DS Matteo Lovisa, capace di puntare forte su di lui in estate, strappandolo alla concorrenza per portarlo alla corte di Mister Ignazio Abate.

Sotto la guida dell’ex terzino del Milan, Correia si è trasformato in un “motorino instancabile”, garantendo equilibrio, fisicità e strappi improvvisi che stanno facendo la fortuna del centrocampo stabiese.

Margini di crescita enormi: il 2026 nel mirino

Ciò che rende questo riconoscimento ancora più prezioso è il contesto fisico in cui sta operando il giocatore. Correia è arrivato a Castellammare a mercato quasi concluso, senza aver svolto la preparazione estiva con la squadra e proveniente da una situazione difficile alla Triestina.

Di fatto, stiamo ammirando un giocatore che sta ancora rincorrendo la sua forma migliore. La sosta invernale arriva quindi nel momento ideale: l’obiettivo è lavorare sodo per colmare il gap atletico e presentarsi alla ripresa con ancora più benzina nelle gambe.

Con il 2026 alle porte, l’anno nuovo si preannuncia cruciale. Se queste sono le premesse, per Omar Correia la menzione de L’Équipe potrebbe essere solo il primo di una lunga serie di riconoscimenti, consacrandolo come una delle rivelazioni più liete del campionato cadetto.

Juve Stabia, un 2025 da incorniciare: il bilancio tra chi ha salutato e chi oggi guida il sogno

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Il 2025 non è stato solo un anno solare per Castellammare di Stabia. È stato un viaggio, un’epopea sportiva che ha visto la Juve Stabia cambiare pelle senza mai perdere la sua anima più profonda. Dodici mesi leggendari, iniziati con la fame di chi vuole conquistare il mondo e conclusi con la consapevolezza di chi quel mondo, ora, lo abita da protagonista.

Per celebrare questo anno irripetibile, non basta una classifica. Abbiamo diviso il nostro tributo in due podi distinti: da una parte i Giganti, coloro che hanno salutato dopo aver scritto pagine indelebili; dall’altra i Pilastri, le certezze che oggi sostengono il sogno gialloblù.

Il Podio delle Emozioni: I Saluti Storici

È il podio della nostalgia e della gratitudine. Qui siedono coloro che hanno lasciato il “Romeo Menti”, ma il cui eco risuona ancora tra gli spalti.

1. Andrea Adorante: Il Bomber dei Sogni

Nessuno come lui. Il gradino più alto spetta di diritto ad Andrea Adorante, l’uomo che ha trascinato le Vespe a suon di gol pesanti come macigni. Il suo addio, con direzione Venezia, è stato il giusto (e inevitabile) premio per un attaccante che ha dato tutto, consumando l’erba e le corde vocali dei tifosi. Ha lasciato un vuoto tecnico, certo, ma colmato dal ricordo vivido delle sue esultanze impazzite sotto la Curva Sud. Un bomber d’altri tempi, il cui nome resterà inciso a fuoco nella storia del club.

2. Guido Pagliuca: L’Architetto del “Morso”

Se la Juve Stabia ha spaventato l’Italia calcistica, il merito è della sua identità feroce. Guido Pagliuca è stato l’architetto di quel “morso” che è diventato un marchio di fabbrica. Il suo passaggio all’Empoli non ha avuto la fortuna che il tecnico meritava, ma a Castellammare il suo nome evocherà per sempre solo trionfi e grinta. Un condottiero capace di rendere possibile l’impossibile, trasformando un gruppo di ragazzi in una macchina da guerra.

3. Mussolini e Fortini: Il Coraggio della Gioventù

In un calcio italiano che spesso ignora la linea verde, loro sono l’eccezione che conferma la regola. Mussolini e Fortini rappresentano il coraggio della società e la fame dei giovani. Arrivati come promesse, hanno salutato la piazza dopo essersi trasformati in certezze assolute, pronti per palcoscenici d’élite. La loro evoluzione è la testimonianza migliore del lavoro svolto dallo staff tecnico.

Il Podio del Presente: Le Certezze di Oggi

Se il passato è glorioso, il presente è solido come la roccia. Questo è il podio di chi è rimasto o è arrivato per portare la Juve Stabia in una nuova dimensione.

1. Matteo Lovisa: Il Top Player in Giacca e Cravatta

Il protagonista assoluto rimane lui. Il DS Matteo Lovisa è l’uomo che non sbaglia un colpo, il vero fuoriclasse della società. “Sempre sul pezzo”, ha compiuto il miracolo sportivo di ricostruire la squadra senza smantellarne l’anima, portando Ignazio Abate in panchina e scovando talenti purissimi da lanciare in campo. È lui il garante di un progetto che non guarda solo al domani, ma al dopodomani.

2. Candellone e Bellich: Le Bandiere Indomabili

Sono il cuore pulsante dello spogliatoio, il filo rosso che unisce le stagioni. Leonardo Candellone, con il suo sacrificio infinito, e Marco Bellich, con la sua leadership difensiva, sono i custodi sacri dei valori gialloblù. Rappresentano la continuità necessaria tra il vecchio e il nuovo corso: due bandiere che sventolano fiere sopra il “Menti”, ricordando a tutti cosa significa indossare questa maglia.

3. Lorenzo Carissoni: L’Esplosione Totale

Si prende il terzo posto grazie a una prima parte di stagione in Serie B semplicemente mostruosa. Lorenzo Carissoni è la sorpresa che non è più una sorpresa: esterno totale, difensore arcigno e uomo d’attacco all’occorrenza. È il calciatore che, sotto la gestione Abate, ha compiuto il salto di qualità più impressionante, diventando imprescindibile nello scacchiere tattico.

Una Stella Fissa nel Firmamento

Un 2025 iniziato con i gol di Adorante e chiuso con le parate decisive di Confente e le magie tecniche di Maistro. E’ l’anno della continuità di risultati grazie al grande lavoro di Ignazio Abate che da neofita della serie B sta dimostrando di avere le qualità per affermarsi anche come allenatore. È l’anno della metamorfosi societaria compiuta: grazie alla visione internazionale della Brera Holdings e al lavoro instancabile di Lovisa, la Juve Stabia ha smesso di essere una meteora di passaggio.

Oggi, le Vespe sono una stella fissa nel firmamento della Serie B. Il podio sarà anche affollato, ma nel cuore dei tifosi stabiesi c’è spazio per tutti coloro che hanno onorato, sudato e amato questi colori.

Avanti il prossimo, il futuro è già qui.