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Juve Stabia – Salernitana (1-0), Niccolò Fortini: “Sapere di aver deciso questo derby mi mette i brividi”

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Le emozioni sono ancora vive e vibranti nelle parole di Niccolò Fortini, esterno della Juve Stabia, al termine del derby infuocato contro la Salernitana. Un successo dal sapore speciale, reso ancora più dolce dal suo contributo decisivo. Intercettato dai microfoni nel post-partita, Fortini non ha nascosto la sua gioia incontenibile e il profondo legame che lo lega alla squadra e alla città di Castellammare di Stabia.

“Le emozioni in questo momento sono indescrivibili. Giocarci un traguardo così importante è qualcosa di incredibile, mai avremmo pensato di poter anche solo parlare di qualcosa di così importante. Speriamo di continuare così”, ha esordito un Fortini visibilmente emozionato. La consapevolezza di essere protagonisti di un momento storico per la Juve Stabia traspare da ogni sua parola, un sogno che si sta concretizzando partita dopo partita.

Il peso specifico del derby vinto contro la Salernitana è enorme, e Fortini ne è perfettamente consapevole: “Pensare di aver deciso un derby così importante per questa città è un’emozione fortissima. In settimana i tifosi ci hanno fatto capire quanto tenessero alla gara e per questo, sapere di aver deciso la partita, mi mette i brividi”. Un gol che va oltre i tre punti, un sigillo che cementa il rapporto tra la squadra e una tifoseria passionale.

Il segreto di questo successo, secondo l’esterno gialloblù, è da ricercare nello spirito di gruppo: “Il segreto è il gruppo. Siamo una famiglia, difficile da spiegare all’esterno. Lottiamo l’uno per l’altro e sin dal primo giorno mi hanno fatto sentire uno di loro. Voglio godermi al massimo queste settimane e queste gare con la Juve Stabia perché so che difficilmente troverò un altro gruppo così”. Parole che testimoniano un’unità d’intenti e un affiatamento che vanno al di là del semplice rapporto professionale.

Fortini ha poi commentato la sua prestazione, con un pizzico di autoironia: “Ha ragione il mister, sono entrato in campo in pantofole. Poi nel secondo tempo mi sono ripreso e fortunatamente è andato tutto per il meglio”. Un cambio di marcia che ha contribuito in maniera significativa alla vittoria finale. L’esterno ha poi aggiunto: “Dobbiamo continuare a spingere tutti i giorni con lo staff e con il mister, senza porci limiti”.

Nonostante la consapevolezza di giocarsi qualcosa di straordinario, la ricetta per il successo rimane la serenità e la concentrazione sul presente: “Sappiamo che andremo a giocarci un futuro incredibile ma non vogliamo pensarci troppo. Meglio giocare con serenità e pensare solo al campo giornalmente”.

Infine, Fortini ha sottolineato la sua crescita personale e professionale da quando è arrivato a Castellammare: “Dal mio esordio alla Juve Stabia al Marassi sono cambiato tanto. È la mia prima esperienza lontano da casa e mi sta facendo crescere come calciatore ma soprattutto come uomo. Anche per questo ringrazierò sempre Castellammare e la Juve Stabia”. Un’esperienza che lo sta forgiando a 360 gradi.

La dedica del gol è un pensiero sentito per le persone a lui care e per chi sostiene la squadra: “Gol? Lo dedico alla mia famiglia, ai miei amici e ai tifosi. Un pensiero soprattutto a Simone, che abbracciamo per il grave lutto che ha avuto”. Un gesto di vicinanza in un momento difficile, a dimostrazione ancora una volta del cuore grande di questo gruppo. Le parole di Niccolò Fortini sono un inno alla passione, al sacrificio e allo spirito di squadra, ingredienti fondamentali per continuare a sognare in grande con la maglia della Juve Stabia.

Juve Stabia – Salernitana (1-0), Valentini furioso: L’arbitro ha rovinato la gara. Salvezza ancora possibile

La sconfitta contro la Juve Stabia brucia in casa Salernitana, e nel post-partita è un fiume in piena il direttore sportivo granata, Marco Valentini. Intervenuto in conferenza stampa, Valentini non ha nascosto la sua frustrazione per l’andamento della gara, puntando il dito contro l’arbitro come principale responsabile del risultato negativo.

“Oggi l’arbitro non era nella sua miglior giornata”, ha esordito Valentini con tono deciso. “L’espulsione ha rovinato una partita che fino a quel momento era in perfetto equilibrio. Inoltre, ci sono stati due rigori evidenti su Cerri che non sono stati fischiati”. Il direttore sportivo ha poi proseguito analizzando l’andamento del match: “Fino all’espulsione nessuna delle due squadre stava dominando, era una partita combattuta. Ovviamente, l’inferiorità numerica ha creato uno squilibrio. Nonostante ciò, nel secondo tempo, pur giocando in dieci, la partita l’abbiamo fatta noi”.

Valentini ha poi affrontato il tema del premio salvezza, una questione che ha suscitato diverse reazioni nell’ambiente. “Il premio salvezza nasce da una volontà della società”, ha chiarito. “Nella fase iniziale della stagione non era stata costruita una squadra con l’obiettivo primario della salvezza. Tuttavia, vista l’attuale situazione di classifica, in zona retrocessione, la società ha deciso di introdurlo. Tengo a precisare che non è uno strumento per motivare il gruppo, i nostri giocatori sono professionisti e le motivazioni le hanno intrinseche. Saranno le prestazioni sul campo e la matematica a dirci se potremo salvarci. Partire ultimi il 2 gennaio e riuscire a salvarsi all’ultima giornata significherebbe comunque aver fatto un ottimo lavoro. Dobbiamo continuare a spingere perché abbiamo le possibilità di raggiungere questo obiettivo”.

Un altro aspetto toccato da Valentini è l’approccio alle partite della squadra: “Spesso non entriamo in campo con la giusta mentalità. Il primo tempo di oggi è stato equilibrato, forse loro erano meno appesantiti psicologicamente. Purtroppo, ci è capitato spesso di iniziare a giocare solo dopo aver subito gol. Però, devo dire che la squadra sta bene fisicamente, riusciamo ad arrivare anche dopo il novantesimo con la forza e la volontà di riaprire le partite”.

Nonostante la grinta mostrata nel secondo tempo, Valentini non ha nascosto la sua insoddisfazione per la situazione generale: “Non siamo soddisfatti, questo è chiaro. Le valutazioni sulla stagione devono essere approfondite e vanno fatte considerando il quadro completo. Oggi, però, l’arbitro ha sicuramente indirizzato la partita verso l’avversario”.

Il direttore sportivo ha poi ammesso le difficoltà della squadra: “La Salernitana ha sempre palesato dei limiti. Siamo in un momento difficile e abbiamo poco margine di errore. Dobbiamo conviverci e fare il massimo dei punti possibili da qui alla fine. Ad oggi abbiamo dei problemi che devono essere colmati il prima possibile. Dobbiamo affrontare le prossime partite con il miglior approccio possibile. Il nostro problema principale è stato non riuscire a dare continuità alle vittorie”.

Infine, Valentini ha spiegato alcune scelte tecniche, tra cui l’inserimento di un difensore in attacco: “La logica c’è. Adelaide non è stato convocato perché non è sembrato sufficientemente concentrato durante la settimana. Simy doveva andare via, non ha voluto farlo, ma siamo stati chiari con lui sul fatto che non rientrava nei nostri progetti. La scelta di inserire un giovane in attacco è stata dettata dalla necessità di sfruttare la sua fisicità. In quel momento della partita non si stava giocando a calcio ma a sportellate e un calciatore di circa 2 metri di altezza poteva essere determinante”.

Nonostante la sconfitta e le difficoltà, le parole di Marco Valentini trasmettono la volontà di lottare fino alla fine per la salvezza, confidando nelle capacità del gruppo e sperando in un cambio di rotta nelle prossime decisive partite.

Juve Stabia – Salernitana (1-0), Pagliuca: “Questa è la vittoria del nostro piccolo mondo e la dedico a “

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Una vittoria dal sapore speciale quella conquistata dalla Juve Stabia nel derby contro la Salernitana. Un successo che non solo regala tre punti preziosi alla squadra di Guido Pagliuca, ma che infiamma il cuore dei tifosi gialloblù. Al termine della gara, un emozionato tecnico stabiese ha analizzato la partita ai nostri microfoni, condividendo le sue sensazioni e dedicando la vittoria alla città.

“L’ultimo quarto d’ora, con la parità numerica ristabilita, la Salernitana è venuta fuori ed è stato difficile,” ha ammesso Pagliuca, riconoscendo la tenacia degli avversari. “Nel primo tempo abbiamo più volte sfiorato la rete, poi quando abbiamo trovato il vantaggio abbiamo un po’ rallentato, come capita spesso. Ci godiamo il successo contro una squadra guidata bene ed un club di spessore.”

Nonostante un fisiologico calo di tensione dopo il gol del vantaggio, Pagliuca si è detto particolarmente soddisfatto dell’approccio avuto dai suoi ragazzi nella ripresa: “Mi è piaciuto molto l’atteggiamento dei primi minuti del secondo tempo, abbiamo messo in atto quanto detto nell’intervallo.”

Il pensiero del tecnico è poi volato ai tifosi e alla città: “Dedico questa vittoria a Castellammare, allo stadio oggi eravamo in tantissimi e abbiamo sentito la spinta del pubblico. Ringrazio i ragazzi, lo staff e tutto il club senza esclusioni. Questa è la vittoria del piccolo mondo Juve Stabia e di tutta Castellammare.”

Un successo che ha avuto una motivazione ancora più profonda, come rivelato da Pagliuca: “Ha contribuito a questa vittoria il messaggio che Simone Blasi ha inviato alla squadra (Un tifoso della Juve Stabia che da poco ha perso la giovanissima moglie). Abbiamo lottato anche per lui. Sono tragedie che ti toccano dentro ed alla sua famiglia vanno le nostre condoglianze.”

Il tecnico non ha poi nascosto una riflessione sulle motivazioni che spingono la sua squadra: “Venire a sapere di un premio salvezza (3 milioni di euro) così importante posto dalla Salernitana per la salvezza ci ha fatto riflettere molto. Le nostre motivazioni vengono da dentro, sono solide e hanno delle radici morali. Ne sono un esempio le nostre prestazioni in campo. Dedico un pensiero a Louati, ragazzo eccezionale, che è incappato in una situazione che non ho chiara ma che non meritava.”

Analizzando l’andamento tattico della gara, Pagliuca ha commentato: “Immaginavo che oggi sarebbe stato complicato fare gol perché mi aspettavo la Salernitana così accorta. Siamo stati bravi a sfruttare l’uomo in più, che a volte paradossalmente può diventare un fattore non di facile lettura. Poi, quando siamo rimasti in dieci anche noi, si sono invertite le energie mentali, e abbiamo sofferto. Questo deve farci capire che dobbiamo sempre restare in partita.”

Guardando al futuro, il tecnico stabiese ha mantenuto un profilo umile ma ambizioso: “Dobbiamo continuare a lavorare perché nessuno ci regalerà niente da qui alla fine. È giusto dare il massimo che le nostre ambizioni crescano ma sempre di concerto con quelle della squadra.”

Un commento anche sui singoli, con un riferimento a Fortini: “Fortini non è partito benissimo, ha giocato all’inizio un po’ in pantofole. Quando nel secondo tempo ha capito che non doveva metterle, ha giocato come sa.”

Infine, una battuta sugli episodi arbitrali e sull’annullamento di un gol alla Salernitana tramite VAR: “Quando il var toglie qualcosa dà sempre un po’ fastidio, lo capisco. Non ho visto bene gli episodi ma comprendo l’amarezza della Salernitana perché vedersi togliere un gol dopo aver anche esultato ma dobbiamo adeguarci alla tecnologia.”

Una vittoria importante, dunque, per la Juve Stabia, che grazie alle parole del suo allenatore dimostra una forte coesione interna e un profondo legame con la propria città. Un successo che carica l’ambiente in vista dei prossimi impegni stagionali.

Trump: “Dazi funzionano, vinceremo”. Da Londra a Tokyo, chi vuole trattare con Usa

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(Adnkronos) – "Vinceremo".Donald Trump è convinto che i dazi consentiranno agli Stati Uniti di completare una straordinaria "rivoluzione economica".

Le prime tariffe del 10% sono entrate in vigore, il 9 aprile toccherà alle altre, comprese quelle al 20% applicate all'Unione Europea e all'Italia.Se la Cina ha reagito con un provvedimento speculare a quello americano, colpendo Washington con dazi del 34%, l'ipotesi di negoziati con la Casa Bianca comincia a farsi largo tra le opzioni di diversi paesi.  La Cina ha adottato una posizione rigida denunciando l'"ingiusta" guerra commerciale che sta facendo crollare i mercati internazionali.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha pubblicato un messaggio sulla sua pagina Facebook, mostrando grafici delle flessioni dei principali indici borsistici come l'S&P 500 e il Nasdaq. "Il mercato ha parlato.La guerra commerciale e tariffaria avviata dagli Stati Uniti contro il mondo è ingiustificata e non è stata preceduta da alcuna provocazione.

Gli Stati Uniti smettano di commettere errori e risolvano le loro divergenze con i partner commerciali attraverso un dialogo su basi di parità". 
Trump tira dritto, pronto probabilmente a usare la leva dei dazi su un altro tavolo, quello di TikTok: l'app cinese è stata salvata per ora dal presidente degli Stati Uniti, che ha rinviato la chiusura di 75 giorni: ci sono altri 2 mesi e mezzo per raggiungere un accordo con Pechino e trasferire il controllo di TikTok in mani americane.   Il Washington Post punta i riflettori sul Regno Unito.Il governo guidato dal premier Keir Starmer sarebbe pronto a fare concessioni rilevanti per arrivare ad un'intesa con Trump: a Londra c'è fiducia sulla possibilità di siglare un accordo commerciale per rimuovere o abbassare i dazi nel giro di qualche settimana.

L'effetto potrebbe allargarsi alla Francia, visto che Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron sono intenzionati a coordinare le proprie posizioni in vista di eventuali negoziati con Trump.  Movimenti in corso anche dall'altra parte del pianeta.Il primo ministro giapponese, Shigeru Ishiba, ha programmato colloqui con Trump "entro la prossima settimana", per affrontare il tema, come riferisce il Japan Times.

Da Singapore, il premier Lawrence Wong ha chiarito che il paese non imporrà dazi reciproci ma ha evidenziato che "altre nazioni potrebbero non adottare la stessa linea e le probabilità di una guerra commerciale globale crescono". L'Asia è stata particolarmente colpita dal provvedimento di Trump.La Cambogia, alle prese con tariffe del 49%, ha inviato segnali concilianti agli Stati Uniti con l'auspicio di contatti diretti in tempi brevi e chiedendo di fatto un abbattimento delle tariffe "per rafforzare le relazioni bilaterali". Trump, d'altra parte, al di là dei toni estremi usati nei post sul social Truth ha aperto la porta a trattative accogliendo con favore i segnali inviati dal Vietnam, uno dei paesi più penalizzati dalla stangata americana, che ha aperto i canali del dialogo nel colloquio tra il leader To Lam e Trump. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corteo M5S contro il riarmo, Conte ‘invade’ la piazza: “Costruiamo l’alternativa”

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(Adnkronos) – Centomila persone basteranno per costruire l'alternativa di governo?Giuseppe Conte ne è convinto. "Credo che oggi noi stiamo piantando un pilastro molto solido" per sfidare il centrodestra, dice da piazza Vittorio, prima che inizi il corteo organizzato dal suo Movimento 5 Stelle contro il piano di riarmo europeo e l'esecutivo di Giorgia Meloni.

Dal palco, a via dei Fori imperiali, dopo aver visto sfilare per le vie della Capitale un'onda di gente, non ne è solo convinto, ne è certo.  "Oggi si rompe quella farlocca luna di miele che Meloni ha costruito con una parte degli italiani con le menzogne e con le bugie – arringa la folla l'avvocato del popolo, che lo accoglie con un boato di applausi -.Oggi costruiamo il primo pilastro dell’alternativa a questo vergognoso governo, così vergognoso che ha talmente paura della democrazia che sta costruendo norma dopo norma una serie di misure per reprimere il dissenso politico, la resistenza passiva e per impedirci di venire in piazza".  Non abbastanza, però.

Perché la manifestazione di oggi, quel 5 aprile in cui si celebra la giornata della coscienza, è un successo che gli stessi pentastellati definiscono "oltre ogni aspettativa".Alla vigilia erano attese 20mila persone, ne sono arrivate, dicono sempre dal quartiere generale del movimento, cinque volte di più, e oltre 20mila hanno seguito i tanti interventi con vista Colosseo in streaming.  Associazioni, sigle, pacifisti, simpatizzanti dell'M5s, che cantano cori contro Meloni certamente, ma anche contro la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, contro il titolare della Difesa, Guido Crosetto, e persino contro Carlo Calenda.

Al segretario di Azione non viene perdonata l'uscita poco felice di una settimana fa dal pulpito del suo Congresso in cui aveva detto di voler cancellare il Movimento 5 stelle: "Cancellate questa piazza", è lo slogan che ripetono dal corteo, e che fa suo anche Paola Taverna, la vicepresidente pentastellata e moderatrice degli interventi dal palco.  Tra le bandiere del movimento, quelle della pace e dell'Europa, quelle della Palestina, tra i cartelloni e gli striscioni, c'è anche chi non condivide in toto le idee che portano avanti da Campo Marzio, ma pure a loro il presidente Conte rivolge un sentito grazie: "Vi rispettiamo".Si rispetta la delegazione del Partito democratico, dunque, in cui spicca l'assenza della segretaria, Elly Schlein – dal palco, nonostante il richiamo sia di Barbara Spinelli, sia di Marco Travaglio, certamente più duro di quello dell'ex europarlamentare e figlia di Altiero, arrivano pochissimi fischi contro i dem, che sì, ci sono stati.  D'altronde il messaggio di pace, in una piazza di pace, lo porta in primis Francesco Boccia, capogruppo Dem al Senato: "Alcune cose ci dividono dall'M5S, ma altre ci uniscono – afferma -.

Con i Cinquestelle siamo alleati in tante amministrazioni, e quando un alleato va in piazza noi ci siamo al netto delle differenze, per dare attenzione e ascolto.E siamo qui oggi" perché "insieme a tutte le opposizioni vogliamo mandare a casa il governo di Meloni e Salvini".

Un'ovvietà per Sandro Ruotolo, che quasi si inalbera con i giornalisti che gli chiedono se è possibile un'intesa tra di loro: "Ma veramente mi fa questa domanda?Ma vogliamo stare qui altri cento anni con la presidente Meloni?

Io no", risponde davanti ad Agostino Santillo, deputato pentastellato, che si accoda all'europarlamentare del Pd. Un'intesa che è possibile anche e soprattutto con Avs, tanto che i due leader, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, prendono la parola pure davanti alla folla. "E' un passaggio obbligato quello di esserci perché penso e pensiamo l'abbiamo detto tante volte io e Fratoianni che il nucleo centrale del Partito democratico, Avs e Movimento 5 stelle è quel nucleo su cui si può allargare l'alleanza e vincere le prossime elezioni", dice il co-portavoce di Europa verde.Un'intesa possibile, ancora, nonostante le rimostranze di Pina Picierno.  In piazza non c'è, ma è dai social che fa sentire tutto il suo disappunto la vicepresidente del Parlamento europeo in quota Partito democratico. "Ogni riferimento alla piazza di oggi è assolutamente voluto.

Sul manifesto della mobilitazione c’è scritto, riferito ai leader europei, 'Fermiamoli'.Peccato non aver mai visto un loro manifesto simile in tre anni contro Putin, Khamenei o contro i tanti autocrati e dittatori che minacciano le nostre democrazia liberali.

Ci tocca il compito di essere un po’ degli scassinatori della storia, come lo è stato Altiero Spinelli", scrive a conclusione di un lungo post.E forse è anche a lei che si riferisce Conte congedandosi dalla piazza: "Ribadisco l’orgoglio e la compattezza della mia comunità politica.

Questa è la nostra forza.Viva l’Italia, viva l’Europa, no al riarmo". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lega, Salvini al Congresso: “Noi collante del governo”. Musk apre a ‘dazi-zero’ Usa-Ue

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(Adnkronos) – "Noi siamo il collante dell'esecutivo, si mettano l'animo in pace Schlein, Conte e compagnia varia".Salvini, tra gli applausi dei 725 delegati al Congresso, arrivati da Aosta e Canicattì, dal Settentrione, dal Mezzogiorno, rivendica la centralità della Lega, provando a spazzar via le polemiche sulle presunte tensioni in maggioranza.

Il leader, accompagnato dalla fidanzata Francesca e dalla figlia Mirta a Firenze, trova il tempo, nel breve saluto iniziale in apertura dei lavori, di parlare dei dazi, al centro del dibattito politico dopo la mossa di Trump.  "Sicuramente dobbiamo tutelare i risparmi, il lavoro, i prodotti italiani, quindi contrattando con gli amici americani – ammette – .La trattativa con il governo americano ci deve essere, sarà complicata, sarà complessa, sarà delicata, ma è meglio dialogare che guerreggiare".

Tema su cui gli fa sponda, come d'incanto, Elon Musk, che si video-collega da Washington, rispondendo alle domande di un Salvini pronto a indossare i panni del giornalista.  
Musk sui dazi lo rassicura così: "Spero che gli Stati Uniti e l'Europa riescano a realizzare, a creare una partnership molto stretta, spero che ci sposteremo a una situazione di zero dazi in futuro, con una zona di libero scambio tra l'Europa e il Nord America -ha detto l'uomo di Starlink- .Questa è la mia speranza per il futuro", aggiunge non senza far sapere di averne parlato con lo stesso Trump.

Ovvero, prima o poi passerà la crisi, la tempesta nel commercio mondiale, almeno tra America e Europa finirà.  L'imprenditore Usa mette, invece, tutti in guardia dai rischi del terrorismo ("arriveremo a esecuzioni di massa", è il suo timore) e anche sul tema della guerra tra Ucraina e Russia rivendica l'iniziativa di Trump per la pace, chiedendo di smetterla di "mandare la gente a morire".Risposte sempre sollecitate da Salvini, che il segretario della Lega accoglie favorevolmente, dicendo che si tratta delle stesse valutazioni del suo partito.  Di suo il leader del Carroccio, sul tema dei dazi non spiega se la trattativa con gli Usa dovrà essere congiunta con la Ue, anche se quello con Musk pare un canale di dialogo senza intermediari.

Ma di certo non perde l'occasione di rivolgere ancora critiche a Bruxelles: "Da cambiare, sono le politiche suicide dell'Unione Europea", dice.Dobbiamo per questo "azzerare il green deal, azzerare la sbornia elettrica, azzerare il patto di stabilità, azzerare i danni fatti agli agricoltori, ai pescatori…".  Anche questo è un passaggio applaudito, da un Congresso che sembra non avere dubbi sulla sua leadership.

Anzi.Quando tocca parlare ai segretari regionali, ecco che il responsabile del Piemonte, Riccardo Molinari -che è anche capogruppo alla Camera- chiedere forte e chiaro che Salvini si occupi di nuovo dell'emergenza sicurezza, tornando a fare il ministro dell'Interno.

Stessa richiesta segue dal presidente dei senatori Romeo, dai vicesegretari Stefani, Crippa e Durigon.Sul bis al Viminale si registra la standing ovation dei congressisti.

Non solo segretario domani, ma sperano i leghisti, di nuovo in prima fila a occuparsi di sicurezza. (Dall'inviato Francesco Saita)   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lega, da congresso ok a nuovo Statuto: più forza al segretario e al consiglio federale

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(Adnkronos) – Lo statuto della Lega, appena approvato dal congresso di Firenze, sostituisce il vecchio 'regolamento' del partito del novembre del 2018, che accompagnò la nascita della Lega per Salvini premier, la formazione sovranista e nazionalista, che prendeva di fatto il posto della vecchia Lega Nord, finita su un binario morto, a seguito dei guai giudiziari e della condanna per la truffa elettorale da 49 milioni.  Oggi quello statuto si aggiorna.Nel testo appare un cambio di rotta netto, che punta a una maggiore centralizzazione del potere nelle mani del segretario federale, che avrà più competenze e durata del mandato più ampia.

Il segretario da oggi dura in carica 4 anni, invece, che 3, così come accade per il Consiglio Federale, il parlamentino della Lega, l'esecutivo che si riunisce almeno ogni tre mesi, per dare la linea del partito.Sempre di quattro anni è il tempo previsto per la convocazione ordinaria del prossimo congresso, atteso quindi nel 2029.  Tra gli articoli dello statuto ora modificati – con maggiore impatto politico – trovano posto quelli sui poteri del segretario.

Il leader, infatti, ora può scegliersi 4 e non più solo 3 vice, pescandoli "tra i Soci Ordinari Militanti appartenenti 4 (quattro) articolazioni territoriali regionali diverse".Facile immaginare che il prossimo Federale darà voce a nord del paese, centro, sud e isole con un vice che arriverà dalle quattro macro-regioni disegnate da Salvini.

Mossa per rafforzare il radicamento degli ex lumbard in tutto lo Stivale.Una modifica normativa, questa relativa ai vice, dove risalta pure la sparizione del requisito di anzianità di militanza per i luogotenenti di Salvini (attualmente il vicario Crippa, Durigon e Stefani) per i quali prima era tassativa una pregressa "militanza superiore a 10 (dieci) anni".  Il Consiglio federale poi viene 'allargato', dando posto "con diritto di voto e parola" ai vicesegretari del partito.

A farne parte, restano i segretari di ciascuna articolazione territoriale regionale, per i quali però decade il vincolo di avere "almeno 50 (cinquanta) Soci Ordinari Militanti".Dentro al federale pure i 22 membri eletti dal congresso, anche loro sgravati dall'anzianità di militanza.

Spazio poi al coordinatore del movimento giovanile, che d'ora in poi avrà diritto di voto.Restano del gruppo "con il solo diritto di intervento, purché in regola con le norme sul tesseramento" i soci fondatori di 'Lega per Salvini Premier', il responsabile federale del tesseramento, il responsabile federale degli Enti locali, il presidente del gruppo alla Camera dei Deputati, il presidente del Gruppo al Senato della Repubblica, il capo-delegazione al Parlamento Europeo, i governatori regionali, il coordinatore dei Dipartimenti".  Capitolo simbolo: lo scorso 9 gennaio, dopo cinque anni, Salvini aveva concluso l'iter di registrazione a suo nome di tre brevetti: uno per l’attuale simbolo 'Lega per Salvini premier', uno per il simbolo della 'Lega' con lo storico emblema di Alberto da Giussano, il guerriero con lo scudo e lo spadone, e uno che ritrae esclusivamente Alberto da Giussano.

Oggi il nuovo statuto sul simbolo ribadisce le caratteristiche: "Il simbolo, allegato al presente Statuto – si legge all'art. 3- è costituito da un rettangolo di colore blu in cui campeggia la scritta 'Lega per Salvini Premier' in bianco, circondata da una sottile cornice sempre di colore bianco".Vale a dire che non sono, almeno per via congressuale, previsti cambiamenti, tanto meno sul nome di Salvini che resta nel logo.

Cambiamenti che sono però possibili in sede di Consiglio federale (comma 5 art.3), stavolta, punto non di poco conto, non prevedendo però più un'apposita modifica statutaria, ai sensi di quanto previsto dall’art. 19 dello statuto precedente. Nel nuovo statuto, inoltre, si ribadisce la necessità di 'Scuole Quadri permanenti' per la formazione politica dei militanti.Inoltre, la frequentazione di tali scuole è un requisito per la candidatura alle elezioni amministrative.

Gli eletti e i membri con incarichi politici retribuiti sono obbligati a contribuire finanziariamente al partito e alle strutture territoriali, sottolineando una struttura più centralizzata nella gestione economica.Viene infatti aggiunto un punto specifico che a prevede sanzioni ("l’attivazione della procedura di cui all’articolo 34") a fronte del mancato rispetto dei doveri previsti per gli eletti "di dedicare il tempo adeguato all’espletamento dell’incarico assunto e di contribuire al finanziamento della Lega per Salvini Premier e della articolazione territoriale regionale". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Salernitana (1-0): Le pagelle dei gialloblù

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Al termine del derby tra la Juve Stabia e la Salernitana valevole per la 32esima giornata del campionato di serie BKT 2024-2025 terminata con la vittoria per 1 a 0 dei padroni di casa, assegniamo i voti ai calciatori gialloblù:

Thiam 6: non deve compiere chissà quale lavoro perché la Salernitana su ricorda solo nella ripresa che esiste la porta avversaria.Attento nelle uscite.

Ruggero 7: partita sontuosa.

In difesa non fa passare nemmeno uno spillo e nel primo tempo si diverte con la solita uscita palla al piede.

Peda 7: anche per il giovane polacco una prestazione super.Cerri viene praticamente annullato.

Bellich 7: puntuale, preciso e sempre attento.

Annulla chiunque gli capiti a tiro.

Mussolini 7: nel primo tempo è una spina nel fianco della Salernitana.Crea azioni, fa espellere Njoh, poi cala nella ripresa.

Leone 6: molto meno presente del solito nel gioco dei gialloblu.

Si limita alla giocata facile, senza fronzoli. (Louati 4: stai vincendo e sei in vantaggio di un uomo, non puoi mai compiere un intervento del genere lasciando i compagni in 10 e ridando coraggio ai granata).

Buglio 6.5: torna titolare e compie il solito grande lavoro oscuro.Chiude stremato dopo aver corso per 2. (Varnier sv).

Fortini 6.5: sarebbe da 5 per il primo tempo che disputa, in cui si mangia anche un clamoroso gol.

Ma è lui a farsi trovare pronto sul secondo palo nella ripresa e a consegnare il derby alle Vespe. (Rocchetti 6: non proprio pulito nell’entrata, ma contribuisce alla vittoria).

Candellone 7: corre fino al 90’ facendo salire la squadra ogni volta che può.Ha una generosità e un cuore immensi che compensano la poca cattiveria in avanti.

Piscopo 6.5: tenta l’euro gol con una rovesciata ma non gli viene bene.

Nella ripresa serve l’ennesimo assist del campionato. (Meli 5: ingresso pessimo.Non aiuta la squadra, non pressa, non ringhia sugli avversari.

Si limita a ciondolare per il campo).

Adorante 6: non la sua migliore prestazione, anzi.Nel primo tempo Ferrari lo annulla e solo nella ripresa ha qualche sussulto con un colpo di testa pericoloso e qualche buona giocata. (Maistro sv)

Pagliuca 7: terza ciliegina consecutiva e quota 50 a un passo.

Solo per questo meriterebbe 8.Unico neo il cambio Meli (al di là di Louati che lo tradisce con una follia) che quasi sempre toglie invece di dare qualcosa alle Vespe.

Cade in un crepaccio sul Monte Bianco, morto sciatore italiano

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(Adnkronos) – Uno sciatore italiano è morto cadendo in un crepaccio sul Monte Bianco.La tragedia è accaduta alle 11.20 di questa mattina, mentre stava sciando sul versante francese della montagna.

A darne notizia sono i media transalpini, secondo cui l'uomo di una quarantina di anni sarebbe precipitato per una trentina di metri, dopo il crollo di un ponte di neve.L'uomo stava facendo una gita nella Vallée Blanche con il Club Alpino Italiano, di cui era socio, e sarebbe morto ancor prima del trasporto in ospedale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terrorismo, Crosetto: “Musk parla di attentati in Europa? Non so cosa volesse dire”

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(Adnkronos) – "Mi auguro che la previsione di Musk sull'Europa sia sbagliata".E' quanto ha detto oggi, sabato 5 aprile, il ministro della Difesa Guido Crosetto, commentando le dichiarazioni dell'imprenditore e politico al congresso delle Lega. "Non ho capito cosa intendesse dire Elon Musk quando parlava di possibili attentati in Europa" aggiunge parlando nel corso del programma 'In altre parole' su La7.  "Gli attacchi sono normalmente legati all'estremismo islamico e sono una mia grande preoccupazione.

Ma gli attori in quella zona del mondo che stanno combattendo sono Stati Uniti e Israele" sottolinea. "Se lo giudichi come imprenditore e visione, Elon Musk è unico" aggiunge Crosetto. "Non tanto in politica, dove sta facendo male al Musk imprenditore: abbiamo visto le vendite Tesla in Europa.Ma c'è un tema in cui è stato visionario: ha il monopolio dello spazio, ha messo satelliti a bassa quota per guidare le sue auto.

Non c'è nessuno che gli può fare concorrenza nel breve periodo". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan-Fiorentina 2-2, pari di Jovic in rimonta

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(Adnkronos) – Emozioni, occasioni, spettacolo ma solo un pareggio 2-2 a San Siro tra Milan-Fiorentina, con i rossoneri che sotto di due gol, recuperano la gara, ma un punto serve a poco a entrambe.La squadra di Conceicao sale a 48 punti mentre la formazione di Palladino si porta a 52 agganciando momentaneamente Roma e Lazio, ma sprecando una grande occasione per il controsorpasso.

La Viola crea molto, segna due reti e si vede annullare due gol di Ranieri e Dodo, ma anche il Milan non è da meno e spreca tantissime palle gol, che avrebbero potuto cambiare il risultato finale.  Conceicao sceglie dal 1' Musah in alto a destra, con lui Pulisic e Leao alle spalle di Abraham.Parte dalla panchina Gimenez.

Reijnders recupera ed è titolare.In difesa Tomori e Thiaw.

Mentre nella Fiorentina ci sono Gudmundsson e Kean in attacco, in difesa conferma del terzetto formato da Pongracic, Mari e Ranieri. La Viola parte fortissimo e al 7' Musah perde palla sulla trequarti, Mandragora la recupera e serve Gudmundsson che entra in area, prova a servire al centro ma arriva Thaiw che devia sfortunatamente nella propria porta per l'1-0 viola.Il Milan barcolla e la squadra di Palladino ne approfitta e al 10' raddoppia: Mandragora dalla trequarti serve un pallone in area, dove Dodo serve al centro per Kean che tutto solo fa il 2-0.

Il Milan colpito a freddo cerca di reagire e al 19' Leao serve in mezzo, dove non ci arrivano per un soffio Abraham e Musah.Al 23' i rossoneri riaprono la gara: uno-due tra Abraham e Pulisic, con l'inglese che entra in area e calcia con il destro battendo De Gea per il 2-1.

Il Milan cerca di rimetterla subito in piedi ma al 26' il colpo di testa di Leao è sventato da De Gea.Al 42' la Fiorentina risponde con Mandragora con un tiro a giro imprendibile che batte Maignan, ma l'arbitro Ayroldi annulla per un precedente fallo di Parisi su Pulisic. Ad inizio ripresa è un Milan diverso e al 46' Jovic serve Leao con la conclusione del portoghese che viene deviata in angolo.

I rossoneri attaccano ma si aprono spazi per i viola, in uno di questi si infila Kean che al 51' brucia Thiaw in velocità, entra in area e prova la conclusione da posizione defilata ma Maignan con il braccio devia.La gara è aperta e al 52' cross morbido di Pulisic dalla destra, Abraham schiaccia di testa, De Gea salva tutto.

Poco dopo ancora Milan, questa volta con Jovic che ci prova dal limite, ma la conclusione esce di non molto alta sopra la traversa.  La spinta dei rossoneri non si arresta in cerca del pari: al 56' tripla occasione, prima Reijnders prova a piazzarla dal limite, ma De Gea è reattivo ma sulla palla arriva Pulisic che calcia sottomisura ma il portiere viola è un muro, poi la palla finisce a Gimenez, da poco entrato, che colpisce l'esterno della rete.Al 63' gran palla di Parisi in area per Beltran che gioca d'anticipo e si ritrova davanti a Maignan ma gli calcia addosso.

Un minuto dopo il Milan pareggia.Al 64' filtrante di Tomori tra le linee, con la difesa della Fiorentina disattenta, spunta Jovic che davanti a De Gea non sbaglia e fa 2-2.

La squadra di Conceicao non smette di spingere in cerca del successo, ma la Fiorentina punge in contropiede e al 69' lancio in profondità per Kean che brucia i centrali del Milan, arriva in area e prova a piazzarla ma è monumentale Maignan che d'istinto manda in angolo.  Entrambe le squadre non si accontentano del pari, che servirebbe a poco nella corsa all'Europa.Al 74' progressione di Theo Hernandez e conclusione di potenza ma De Gea devia in angolo.

Il Milan perde poi Gimenez che era entrato al posto di Abraham, entra Joao Felix.Risposta ancora dei viola all'83', cross di Dodo in area per Kean che colpisce di testa da due passi ma troppo centrale e Maignan blocca.

Ancora Kean pericoloso all'86' ma Maignan si stende e salva di nuovo la propria porta.All'84' ennesima ripartenza veloce del Milan con Theo Hernandez che arriva al limite e calcia, ma la conclusione finisce alta sopra la traversa.

Poi al 90' la Fiorentina va in rete con Dodo che trova un colpo al volo bellissimo su assist di Fagioli, ma dopo un check al Var, Ayroldi conferma il fuorigioco e annulla.Grande nervosismo e proteste e Palladino viene espulso dall'arbitro nel recupero, ma non c'è più tempo e la sfida finisce in parità.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente oggi 5 aprile

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(Adnkronos) – Nessun '6' nella quarta estrazione della settimana del SuperEnalotto e il jackpot sale a 16,6 milioni di euro.Nel concorso di sabato 5 aprile 2025, riporta AgiproNews, centrato un 5+1 da 601.303,33 a Bordighera in provincia di Imperia presso il punto vendita 'Tabaccheria del Corso' in Corso Italia.

Da segnalare anche otto '5' da 24.283,41euro l'uno.L’ultimo '6' da 88,2 milioni di euro è stato centrato il 20 marzo 2025 a Roma. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.  E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente di oggi è 5 – 8 – 22 – 41 – 60 – 73.Numero Jolly 18 e SuperStar 54. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Antonello Fassari, il dolore dei colleghi: da Brignano a Guzzanti, i messaggi

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(Adnkronos) –
Da Enrico Brignano a Corrado Guzzanti, da Massimiliano Bruno a Francesca Reggiani.Tanti i messaggi di amici e colleghi per Antonello Fassari, morto oggi 5 aprile 2025 all'età di 72 anni. "Antonello mi mancherai tanto, ricordo di te le lunghe chiacchierate sul set del film 'Bambino di Betlemme' e poi sul set de 'I Cesaroni' la tua risata inconfondibile, la tua gentilezza, il tuo sorriso.

Fai buon viaggio amico mio e riposa in pace", scrive Enrico Brignano in un post social. "Un artista combattente, un uomo leale, un amico.Mi mancherà", commenta il regista e attore Massimiliano Bruno, che diretto Fassari nel film 'Non ci resta che il crimine'.

Tra i colleghi della tv, il ricordo di Corrado Guzzanti.Il comico condivide su Instagram uno scatto che lo ritrae insieme ad Antonello Fassari nel programma tv 'Avanzi' e la scritta "Ciao Antonello". Fassari "era un artista eccezionale, e un compagno di lavoro amabile.

In più, era anche un militante, da sempre, e lo era rimasto anche in un momento come questo, in cui 'metterci la faccia' è diventato uno sport sempre meno frequentato.Qui sotto nell'unico lavoro che sono riuscito a fare con lui, una rilettura di 'Scipione detto anche l'Africano', di Gigi Magni.

Bei ricordi.Grazie, Antonello, di tutto quello che ci hai dato in quattro decenni di una carriera artistica spettacolare.

Che la terra ti sia lieve", ricorda il regista Stefano Reali. "Sono molto dispiaciuta, abbiamo condiviso anni di lavoro assieme e ci siamo molto divertiti.E’ stato un grande collega: propositivo, generoso e spiritoso.

Abbiamo fatto parecchie cose assieme", non solo il programma tv cult 'Avanzi' di Serena Dandini ma anche 'Sognando la California' dei Vanzina", dice all'Adnkronos Francesca Reggiani.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Antonello Fassari, lo choc dei colleghi: “Lo aspettavamo per i Cesaroni”

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(Adnkronos) – "Attendevamo con speranza il suo ritorno sul set".La morte di Antonello Fassari, scomparso oggi 5 aprile all'età di 72 anni, è uno choc per colleghi e amici.

L'attore era atteso sul set de 'I Cesaroni – Il ritorno' (una coproduzione Publispei- RTI, prodotta da Verdiana Bixio) con la regia di Claudio Amendola.Il ritorno nella bottiglieria dei Cesaroni, tra i luoghi simbolo della serie ambientata nel quartiere Garbatella, non sarà lo stesso per il pubblico.  "Siamo sconvolti, increduli e affranti per la perdita di Antonello Fassari, un grande attore e un caro amico della Publispei.

Era l'oste Cesare, un personaggio molto amato dal pubblico e un grande professionista", dice Verdiana Bixio, produttrice de 'I Cesaroni – Il ritorno'.La produzione è attualmente sul set dal 17 marzo. "Eravamo consapevoli della sua seria condizione di salute – prosegue – ma non ci aspettavamo di ricevere una notizia così devastante, attendevamo con speranza il suo ritorno sul set.

La notizia della sua scomparsa ci ha profondamente colpito".La Publispei e tutto il cast de 'I Cesaroni – Il ritorno' "desiderano esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia di Antonello Fassari e ricordarlo con affetto e gratitudine per il suo straordinario contributo al mondo dello spettacolo". "Mi dispiace davvero tanto, ci eravamo sentiti poco tempo fa al telefono.

Eravamo pronti a iniziare questa avventura insieme ed eravamo così felici.Riposa in pace caro Antonello, buon viaggio", scrive sui social Niccolò Centioni, che torna nei nuovi episodi nei panni di Rudi Cesaroni, figlio di Giulio (Amendola) e nipote di Cesare (Fassari). Un dolore condiviso anche da Micol Olivieri, interprete di Alice: "Non posso crederci, sei stato un attore straordinario, a te il pubblico deve molto.

Si stato casa e famiglia per le persone che ci hanno seguito per anni.Ma eri anche molto più di quello, che amarezza".

Al cordoglio si unisce Ludovico Fremont, interprete di Walter: "Antone'…che te devo di'…i discorsi dell’accademia nazionale Silvio d’Amico, de Ronconi, de Strehler, der teatro, der cinema…che bello quanno io e te parlavamo ar telefono …de Roma de sto lavoro, de che vordi dedica tutta la vita a sto grande circo, dove se ride e se piagne…io te dico na cosa sola…grazie!E comunque, 'che amarezza'". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambulanze colpite nella Striscia di Gaza, Idf ammette: “Avevano le luci accese”

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(Adnkronos) – Le ambulanze della Mezzaluna Rossa palestinese, colpite dai militari israeliani avevano le luci accese e non spente, come inizialmente affermato dalle Idf.E' quanto emerge dai risultati preliminari di una indagine, avviata dalle Forze di difesa israeliane, sugli eventi avvenuti due settimane fa a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, dove soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro un convoglio di ambulanze, dopo averlo erroneamente identificato come una minaccia.

Nell'attacco sono stati uccisi 14 soccorritori. Le Idf hanno quindi spiegato che la precedente dichiarazione secondo cui le ambulanze avevano le luci spente si basava sulla testimonianza dei soldati israeliani coinvolti.Le riprese video, pubblicate oggi dal New York Times, hanno mostrato che le ambulanze erano chiaramente identificabili e avevano le luci accese. Quanto accaduto nel quartiere Tel Sultan di Rafah è stato investigato dal capo del Comando meridionale delle Idf, il maggiore generale Yaniv Asor, e sarà presentato domani al capo di stato maggiore, il tenente generale Eyal Zamir.  I colpi, rivela l'indagine dell'Idf, non sono stati sparati a una distanza ravvicinata.

I militari israeliani, viene sottolineato nell'indagine preliminare, non hanno quindi condotto alcuna esecuzione.Nella ricostruzione fornita dall'Idf si legge che, dopo la sparatoria un vice comandante di battaglione insieme alle sue truppe ha raccolto i corpi delle vittime in un unico punto, li ha coperti di sabbia e ha contrassegnato il luogo della sepoltura.

L'esercito israeliano afferma che seppellire i corpi è una pratica approvata e regolare durante i combattimenti nella Striscia di Gaza per impedire che cani selvatici e altri animali mangino i cadaveri.L'Idf ha, quindi, spiegato di aver notificato all'Onu il luogo di sepoltura affinché venissero a prenderli. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma-Inter 2-2, nerazzurri si fanno rimontare e Inzaghi frena in vetta

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(Adnkronos) – L'Inter si fa rimontare 2 gol dal Parma e non va oltre il pareggio per 2-2.I nerazzurri frenano nel match della 31esima giornata e ora rischiano di ritrovarsi il Napoli incollato.

La capolista sale a 68 punti, con 4 lunghezze di vantaggio sugli azzurri che lunedì fanno visita al Bologna.Per gli emiliani un punto importante in chiave salvezza, con i gialloblu che salgono a 27 punti, a +4 sull'Empoli terzultimo. Inter dai due volti con un primo tempo con due reti di Darmian e Thuram, anche se con rischi arginati solo dalle ottime parate di Sommer, ma con una ripresa quasi in balia del Parma, che in meno di dieci minuti pareggia.   Inzaghi con diverse assenze decide di schierare in avanti Thuram e Lautaro Martinez, con Darmian e Dimarco sulle fasce.

Con Barella squalificato in mezzo al campo ci sono Asllani e Calhanoglu con Mkhitaryan.Dall'altra parte Chivu chiama in causa Bonny attaccante centrale con Man e Almqvist ai suoi lati.

Sohm, Keita ed Hernani a metà campo.  Il Parma parte bene e agredisce subito la più blasonata avversaria e al 9' Bonny si presenta dalle parti di Sommer che con una tempestiva uscita bassa gli chiude lo specchio della porta, poi Bastoni respinge il tiro di Almqvist.L'Inter reagisce al 15': cross rasoterra di Dimarco deviato da Valeri, la palla finisce a Darmian che Suzuki con un tiro di sinistro angolato per l'1-0.

La squadra di Chivu non demorde e al 20' va ancora vicina al gol con Man su assist di Bonny, ma anche questa volta un super Sommer si oppone in tuffo e sventa il pericolo.  Al 23' Thuram prova il tiro che diventa un assist per Lautaro Martinez ma la deviazione da posizione ravvicinata dell'argentino non spaventa Suzuki.Al 30' Darmian di nuovo pericoloso dopo una sponda di Thuram, ma alza troppo la mira.

Sul finire di tempo al 43' Lautaro Martinez ci prova in rovesciata, ma l'argentino è in posizione irregolare.Poi al 45' contropiede di Mkhitaryan che scatta alle spalle della difesa e serve Thuram, il francese a centro area colpisce il pallone in maniera fortunosa ma efficace con la sfera che riesce ugualmente a superare Suzuki con una traiettoria velenosa e finisce in porta nonostante l'intervento disperato di un giocatore del Parma.

I gialloblu nonostante un buon primo tempo chiudono la prima frazione sotto di dure reti Ad inizio ripresa la squadra di Chivu entra ancora più convinta di poter raddrizzare la gara e al 60' la riapre: sul servizio di Bonny la palla arriva a Bernabè che di sinistro dal limite trafigge Sommer con un tiro angolato per l'1-2.Passano nove minuti e al 69' il Parma pareggia: Ondrejka avanza, entra in area e conclude verso la porta, poi una doppia deviazione mette fuori causa Sommer per il 2-2.

La squadra di Inzaghi che è calata di intensità, cerca nei minuti finali di rifarsi sotto e all'82' sul corner di Mkhitaryan, Bisseck stacca di testa ma non riesce a direzionare verso la porta.I nerazzurri si spingono in avanti in cerca del gol vittoria ma aprono spazi invitanti per il Parma che sfiora il tris del sorpasso al 91' ma sul cross rasoterra di Valeri, la deviazione in spaccata di Pellegrino esce di pochissimo.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manifestazione M5s contro Rearm Ue, domani pro Europa. A che punto siamo a Bruxelles?

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(Adnkronos) – Manifestazioni pro Europa, come la prima organizzata da Michele Serra a Roma e quella di Bologna di domani che ne ha raccolto il testimone, e manifestazioni contro il riarmo dell’Europa, come quella organizzata dal Movimento Cinquestelle oggi.Il dibattito sulle scelte da fare per reagire alla spinta della nuova collocazione internazionale degli Stati Uniti di Donald Trump resta particolarmente acceso, soprattutto in Italia.  Ma a che punto siamo con l’idea di una difesa comune in Europa?

E a che punto è il piano Rearm Eu ipotizzato dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen?  Sul primo fronte, pesa il fattore tempo, servono anni per ipotizzare i primi risultati concreti, e pesano le diverse aspirazioni degli Stati membri.Un elemento, questo, che è emerso chiaramente durante l’ultima riunione del Consiglio Ue, che ha prodotto il via libera (senza Ungheria) al sostegno all’Ucraina e un sì di principio, e quindi solo simbolico, al piano Rearm Ue.

Tutto è rimandato a giugno, con diversi nodi da affrontare per tradurre il principio in azione concreta.  In particolare, l’Europa si muove ancora in ordine sparso sulle risorse da impiegare e sulle modalità per farlo.Rispetto alla struttura ipotizzata, ci sono resistenze e spiragli di consenso a geometria variabile.

I Paesi che hanno un debito alto, a partire da Italia e Francia, temono effetti negativi per i propri conti pubblici.Timori che potrebbero consigliare di non chiedere né le deroghe al patto di Stabilità né i prestiti offerti dalla Commissione.

Bruxelles ha proposto di attivare la clausola nazionale, che permette di investire fino all’1,5% del Pil nella difesa per mobilitare 650 miliardi in quattro anni.Il problema è che si tratta di somme che non saranno conteggiate nel deficit, quindi non impattano sulle procedure d’infrazione, ma faranno aumentare il debito e quindi spingeranno gli investitori a chiedere interessi più alti.  Altrettanti dubbi, altri Paesi li prospettano anche per i 150 miliardi di prestiti diretti dell’Europa con il piano ‘Safe’, garantiti dal bilancio Ue.

Il vantaggio in questo caso è nella possibilità di indebitarsi a un tasso ridotto ma sono risorse che in ogni caso gli Stati devono restituire. È il motivo per cui la Spagna spinge per i contributi a fondo perduto da parte dell’Europa.D’altra parte, la Germania non è interessata ai prestiti, visto che si indebita da sola a tassi inferiori, e preferirebbe allargare ancora le maglie del Patto di Stabilità, allungando la durata della deroga oltre i quattro anni.  Poi ci sono i Paesi frugali, come l’Olanda, che restano contrari a qualsiasi forma di debito, con la conseguenza che il nuovo debito comune rischia di non essere sfruttato.

Ci sarebbe anche un’altra strada: la proposta italiana sui capitali privati, usando meccanismi come InvestEu, che attraverso garanzie pubbliche potrebbero arrivare a mobilitare fino a 200 miliardi di fondi.  In questo scenario, Bruxelles deve fare i conti anche con la richiesta americana di portare i fondi per la difesa dal 2 al 3% del Pil.Anche in questo caso, se ne parlerà a giugno, al vertice Nato.

I margini di manovra sono stretti, considerando che un rifiuto della Ue potrebbe dare a Trump un alibi per smarcarsi dall’Alleanza atlantica.Tra una manifestazione e l'altra, andranno prese le decisioni che servono a ridare un ruolo all'Europa, in un contesto ulteriormente complicato dai dazi e dalla guerra commerciale che ne può derivare. (Di Fabio Insenga) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Salernitana: FINALE 1 – 0 (53′ Fortini)

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Benvenuti nella diretta testuale di Juve Stabia – Salernitana valevole per la giornata n.32 del campionato di Serie BKT 2024-2025.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

JUVE STABIA (3-4-1-2): Thiam; Ruggero, Peda, Bellich; Floriani Mussolini, Buglio (89′ Varnier), Leone (70′ Louati), Fortini (84′ Rocchetti); Piscopo (70′ Meli); Candellone, Adorante (84′ Maisto)

A disposizione: Matosevic, Quaranta, Baldi, Gerbo, Mosti, Dubickas, Sgarbi

Allenatore: Pagliuca

SALERNITANA (3-4-2-1): Christensen; Ruggeri (84′ Raimondo), Ferrari, Lochoshvili; Stojanovic (66′ Ghiglione), Zuccon, Soriano, Njoh; Verde (45′ Corazza), Tongya (89′ Guasone); Cerri

A disposizione: Corriere, Sepe, Hrustic, Caligara, Nunziata, Fusco, Tello, Girelli

Allenatore: Breda

Arbitro: Matteo Marchetti di Ostia Lido

Assistenti arbitrali: sig. Alberto Tegoni della sezione AIA di Milano, sig. Lorenzo Giuggioli della sezione AIA di Grosseto
Quarto uomo: sig. Leonardo Mastrodomenico della sezione AIA di Matera
Var: sig. Davide Ghersini della sezione AIA di Genova
Avar: sig. Niccolò Baroni della sezione AIA di Firenze

Angoli: 6 – 2

Ammoniti: 28′ Njoh (S) 31′ Buglio (JS) 39′ Breda (S) 47′ Soriano (S)

Espulsi: 44′ Njoh (S) 78′ Louati (JS)

Recupero: 2 min pt – 5 min st

Note: Terreno in erba sintetica.  Giornata tipicamente primaverile

Totale Spettatori: 6.840

Incasso 119.888,00

PRIMO TEMPO

La Juve Stabia già dai primi minuti mette pressione alla Salernitana che si rifugia due volte in angolo nei primi 7 minuti di gara.
Nei primi 20 minuti continua il monologo dei padroni di casa che mantengono il pallino del gioco e cercano il varco giusto per far male gli avversari.
24′ OCCASIONE SPRECATA: contropiede della Juve Stabia con Bugio che riesce a servire Fortini sulla sinistra che controlla e va verso la porta ma una volta entrata in area calcia in maniera maldestra con la palla che finisce abbondantemente a lato tra la disperazione del pubblico di casa.
28′ Ammonito Njoh per un brutto fallo su Candellone
31′ Ammonito Buglio per un brutto fallo per Cerri
39′ Ammonito Breda per proteste su una rimessa
44′ Espulso Njoh per doppia ammonizione dopo una trattenuta su Mussolini a centrocampo.
Il Direttore di gara concede 2 minuti di recupero
47′ Ammonito Soriano per proteste

SECONDO TEMPO

La Salernitana sostituisce Verde con Corazza

48′ Occasione per la Juve Stabia: Bellich serve a centro area Adorante che di testa indirizza vero la porta con Christensen che devia in angolo

53′ GOL DELLA JUVE STABIA: Piscopo pesca con un cross perfetto dall’altra parte Fortini che a fari spenti era entrato in area e batte Christensen con un preciso piattone con il Menti che esplode di gioia.

66′ la Salernitana sostituisce Stojanovic con Ghiglione

68′ Salernitana vicina al pareggio: Ghiglione serve Corazza che di testa manda la palla di un soffio alla destra di Thiam

70′ La Juve Stabia sostituisce Piscopo con Meli e Leone con Louati

75′ Annullato il pareggio alla Salernitana per un evidente fallo di mano che permetteva a Ferrari di depositare in rete.

78′ Espulso Louati per un brutto fallo su Tongya

84′ La Salernitana sostituisce Ruggeri con Raimondo.  La Juve Stabia sostituisce Fortini con Rocchetti e Adornate con Maistro

89′ Nella Salernitana Guasone per Tongya.  Nella Juve Stabia Varnier prende il posto di Buglio

Il Direttore di gara concede 5 minuti di recupero

Il derby finisce con la vittoria della Juve Stabia che incamera altri tre punti tra le mura amiche conquistando la terza vittoria consecutiva nelle ultime 3 partite.I Play off sono sempre di più un sogno che si sta per trasformare in realtà.Nel prossimo turno le Vespe andranno a far visita alla Cremonese per un altro scontro diretto di alta classifica.

Verissimo, Yari Carrisi e la scomparsa della sorella Ylenia: “L’ho cercata ovunque”

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(Adnkronos) –
Yari Carrisi Power ospite oggi, sabato 5 aprile, a Verissimo ha parlato del rapporto che ha avuto con la sorella Ylenia prima della sua scomparsa, avvenuta misteriosamente il 5 gennaio del 1994.  Yari Carrisi ha ricordato gli anni prima della scomparsa di Ylenia: “Abbiamo fatto dei viaggi incredibili insieme, lei mi ha trasmesso questa forte passione.Per molti anni, infatti, ho pensato che fosse in giro, a viaggiare per il mondo, poi passavano gli anni e ho iniziato ad arrendermi”, ha detto. Il secondogenito di Albano e Romina Power ha raccontato un aneddoto legato al ricordo della sorella: “Una volta una mia amica mi aveva mandato una foto di un quadro esposto in un piccolo museo che ritraeva una ragazza che assomigliava tantissimo a Ylenia.

Andai a vederlo dal vivo ma era stato dipinto negli anni '60 e quindi non poteva essere lei", racconta a Silvia Toffanin.  E ancora: "Quel giorno l'ho cercata ovunque, sono andato nel punto dove dicevano che una ragazza si era lanciata nel fiume, poi sono tornato in albergo e stavo ascoltando un brano e sembrava che lei mi stesse parlando, come se mi stesse chiedendo scusa per tutto il casino che aveva creato".  La scomparsa della sorella ha lasciato un grande vuoto nella sua famiglia: "Dopo la sua sparizione è cambiata la vita di tutti.Mia mamma, giustamente, la cerca ancora, potrebbe davvero essere in giro, magari tornerà". Silvia Toffanin, poi, ha ricordato una delle dichiarazioni di Al Bano.

Il cantante disse che, secondo lui, Ylenia sarebbe tornata se lui e Romina Carrisi si fossero separati.Yari Carrisi ha commentato: "Lui ogni tanto spara delle frasi che servirebbe uno psicologo per capirle.

Io non credo sarebbe andata così", ha detto col sorriso. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giubileo ammalati, Bocelli: “Infermieri indispensabili, riconoscente”

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(Adnkronos) – "Ammirata riconoscenza nei confronti della grande famiglia degli infermieri: quella di assistere gli infermi è un’avventura professionale ed esistenziale complessa, delicata, appassionate e sovente non adeguatamente riconosciuta".La esprime in un messaggio, letto da Andrea Farinet, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, durante il convegno internazionale di studio Many worlds, one health, il tenore Andrea Bocelli.

All’evento – inserito nell’ambito delle celebrazioni del Giubileo degli ammalati e del mondo della Sanità e organizzato dalla Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute e promosso dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei – hanno preso parte relatori internazionali, referenti dell’Organizzazione mondiale della sanità e, per la prima volta, anche dell’Organizzazione mondiale della sanità animale. "Un lavoro – ha evidenziato nel messaggio Bocelli – socialmente indispensabile.Mi piace, in proposito, citare Florence Nightingale, la quale sottolinea quanto l’assistenza infermieristica sia un’arte, poiché richiede “devozione totale e una dura preparazione, come per qualunque opera di pittore o scultore; con la differenza che non si ha a che fare con una tela o con un gelido marmo, ma con il corpo umano, il tempio dello spirito di Dio". Bocelli si è detto molto interessato al tema del convegno "pur se la ragione – ha osservato – lo collega fatalmente all’amara, celebre riflessione che indica lo squilibrio tra i ricchi e i poveri quale la più antica e ferale malattia del mondo.

Ancor più quando la carenza di risorse economiche va a pregiudicare, a coloro che soffrono, il diritto alla cura.Eppure 'l’assistenza agli infermi deve avere la precedenza e la superiorità su tutto' come già San Benedetto, millecinquecento anni fa, aveva scritto". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)