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Incendio in industria chimica di Caivano, rischio diossina: scuole chiuse in diversi comuni

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(Adnkronos) – Incendio in una azienda chimica di Caivano (Napoli), mercoledì 9 aprile.Sul posto vigili del fuoco e carabinieri che sono intervenuti nella zona industriale Pascarola nella sede della Chimpex industriale spa (fabbrica di prodotti chimici).

L’operazione di spegnimento è risultata molto difficile per la presenza all’interno dello stabilimento 7 Sylos di solvente, materiale estremamente infiammabile.Nell’azienda non sembra ci fosse nessuno e i circa 70 dipendenti sono riusciti a fuggire.   I tecnici Arpac, allertati dalla prefettura di Napoli, sono intervenuti per misurare le concentrazioni di inquinanti atmosferici contemplati dalla normativa sulla qualità dell’aria.

In particolare la rete di stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria comprende una postazione fissa nella zona industriale di Caivano, a breve distanza dal luogo dell’incendio.L’agenzia ha installato ai margini dell'area abitata di Pascarola un laboratorio mobile in grado di misurare le concentrazioni orarie di una serie di inquinanti atmosferici – tra cui particolato PM10 e PM2,5, monossido di carbonio, benzene, toluene, xilene.   Scuole chiuse in alcuni comuni.

La sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole di ogni ordine e grado e chiusura di parchi, ville e cimitero comunale è prevista per oggi a Caivano. "La Commissione straordinaria invita la cittadinanza a chiudere porte e finestre, non raccogliere i prodotti dell’orto e ad uscire solo se strettamente necessario, adottando le precauzioni del caso", si legge sul sito del comune. . Scuole chiuse anche ad Afragola.Il sindaco Antonio Pannone: “Ad Afragola la situazione è sotto controllo non essendo state rilevate particolari criticità; tuttavia, in mancanza di dati certi sulla qualità dell'aria (che saranno resi disponibili dalle autorità competenti solo nelle prossime ore), ritengo necessario adotto a fini precauzionali l'ordinanza sindacale di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, per la giornata di domani, giovedì 10 aprile 2025".

Niente lezioni anche ad Acerra.  Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato nel pomeriggio il Centro coordinamento Soccorsi.L'ASL competente, in sede di CCS, ha indicato l'attuazione delle prime indicazioni precauzionali relativamente ai comportamenti da assumere da parte dei cittadini di seguito riportate: evitare di stazionare per lunghi periodi in spazi all’aperto fino al perdurare dell’emergenza, lavare accuratamente frutta, ortaggi e verdura prima di mangiarli; chiudere porte, finestre, serrande, camini, bocchette di ventilazione e ogni altra apertura verso l’esterno; spegnere condizionatori, impianti di ventilazione o ricircolo dell’aria.

Se si dovesse essere in prossimità del fumo: coprire naso e bocca con un panno umido; cercare riparo immediatamente al chiuso, evitando di respirare profondamente "Si raccomanda – si legge nella nota della Prefettura – di evitare di stazionare all’aperto (balconi, terrazzi) per visionare anche in lontananza la nube perché per effetto dei venti potrebbe causare effetti irritativi all' apparato respiratorio; inoltre, di evitare di porre all'aria aperta indumenti da asciugare.Tutte le persone che in queste ore dovessero avvertire problemi respiratori o bruciore alle vie respiratore sono invitate a contattare immediatamente un medico ovvero rivolgersi a un Pronto Soccorso".  Il centro di Coordinamento Soccorsi, con la partecipazione della regione Campania per i profili sanitari e di protezione civile, resta attivo per monitorare ogni necessaria e tempestiva azione nell'ambito dell'evoluzione dell'incendio.

Alcuni comuni stanno valutando la chiusura delle scuole.Peraltro, il ccs anche in relazione alle prescrizioni indicate dalla ASL, suggerisce che i sindaci valutino scrupolosamente la chiusura delle scuole.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, oggi vertice dei Volenterosi: si lavora a forza rassicurazione

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(Adnkronos) –
La 'Coalizione dei volenterosi' al lavoro per l'Ucraina e per costruire la 'forza di rassicurazione' da schierare nel paese che da tre anni è in guerra con la Russia.Oggi, 10 aprile, i paesi membri della coalizione si riuniscono presso la sede della Nato di Bruxelles nel summit che precede la riunione del gruppo di contatto per la difesa dell'Ucraina (il cosiddetto formato Ramstein che coordina l'assistenza militare al Paese). Si tratta del primo vertice ufficiale tra le forze di difesa degli oltre trenta Paesi partecipanti alla Coalizione, annunciata il 2 marzo a Londra dal premier britannico Keir Starmer, che insieme al presidente francese Emmanuel Macron è l'unico leader ad aver promesso l'invio di truppe a presidio dei punti strategici del Paese.

Altri Stati, tra cui Svezia, Danimarca e Australia, hanno espresso aperture in tal senso, mentre Italia, Grecia e Polonia restano contrarie. 
Mancano ancora risposte chiare rispetto alle domande poste dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky su quali Paesi invieranno le truppe, la loro dislocazione, la reazione in caso di attacco, e soprattutto le tempistiche dell’invio: se durante un eventuale cessate il fuoco o solo a guerra conclusa.La riunione di Bruxelles potrebbe fornire le prime indicazioni in tal senso. Dopo un primo vertice a Parigi il 1 marzo i partecipanti alla Coalizione si sono riuniti in modalità virtuale il 15 marzo per discutere della creazione di una forza internazionale di sicurezza per l'Ucraina in caso di cessazione delle ostilità.

Il 20 marzo una serie di leader militari hanno parlato di piani operativi per monitorare un potenziale cessate il fuoco in Ucraina.Quindi, il 27 marzo, i leader politici si sono riuniti nuovamente a Parigi per discutere del rafforzamento dell’esercito ucraino, evento in cui l’idea di una forza di interposizione o supporto è stata ammorbidita usando la formula della “forza di rassicurazione”. In vista dell'incontro di oggi Zelensky e il suo ministro della Difesa Rustem Umerov hanno incontrato i Capi di Stato Maggiore della Difesa di Francia e Regno Unito, il generale Thierry Burkhard e l'mmiraglio Sir Tony Radakin, a Kiev il 5 aprile.

Parlando alla stampa dopo l'incontro, Zelensky ha detto che il formato della missione potrebbe essere finalizzato “in circa un mese” e le discussioni comprendono la presenza di forze militari "a terra, in aria e in mare". L'innesco per la nascita della Coalizione è stato la riapertura unilaterale dei negoziati tra gli Usa guidati da Donald Trump e la Russia di Vladimir Putin.Scopo dello sforzo diplomatico è il rafforzamento delle capacità dell’Ucraina in modo da metterla in condizioni di negoziare da una posizione di forza.

Il contesto è quello di un progressivo disimpegno militare degli Usa, che non partecipano alla coalizione, dal quadro europeo.Da Washington non è arrivata risposta rispetto alla richiesta britannica di un 'backstop', un’ulteriore garanzia rispetto allo sforzo della Coalizione. L’iniziativa finora riunisce 33 delegazioni da altrettanti Paesi.

Ne fanno parte quasi tutti i membri dell’Ue (escluse Austria, Malta, Ungheria e Slovacchia), oltre a Regno Unito, Norvegia, Islanda, Canada, Australia e Turchia.Hanno partecipato agli ultimi lavori anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio Ue António Costa e il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

Tra gli obiettivi anche il rafforzamento dell'industria europea della difesa, scopo delineato nel piano 'Readiness 2030' da 800 miliardi di euro presentato da Bruxelles. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, il piano di Putin: Russia cerca spallata finale

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(Adnkronos) –
Vladimir Putin cerca la spallata in Ucraina, la Russia attacca mentre la strada verso la tregua è sempre in salita.Con Donald Trump concentrato sui dazi, il ruolo degli Stati Uniti come mediatore è in stand by. "I russi bombardano come pazzi", ha detto il presidente americano, che nelle ultime dichiarazioni continua a ripetere che "prima o poi" avrà un incontro con Putin.

In attesa del faccia a faccia, la guerra prosegue e la Russia prova ad accelerare. Dopo aver sostanzialmente riconquistato il Kursk, la regione russa invasa dalle forze ucraine ad agosto dello scorso anno, Mosca cerca di piazzare un colpo da k.o.e di conquistare una posizione ancor più vantaggiosa in vista di eventuali trattative concrete.

La Russia ha di fatto dato il via a una offensiva nelle regioni del nord est dell'Ucraina di Sumy e Kharkiv, come conferma il capo di stato maggiore delle forze ucraine, il generale Oleksandr Syrskyi.  
L'offensiva è in corso da "quasi una settimana", da quando "gli attacchi nemici nelle regioni sono quasi raddoppiati".L'obiettivo di Mosca rimane quello di stabilire una zona cuscinetto lungo il confine nelle regioni di Kharkiv, Sumy e Chernihiv.

E, in prospettiva, Putin punta ad avere una carta in più quando dovrà parlare con Trump. Il Cremlino considera annesse le regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, controllate solo in parte.L'Ucraina non si rassegna alla cessione dei propri territori, ma davanti alla prospettiva di perdere porzioni degli oblast di Kharkiv o Sumy sarebbe costretta a rinunciare alle regioni che la Russia ha invaso dalle prime fasi del conflitto.  La tregua – quella sì reale – nella guerra commerciale tra Trump e quasi tutto il mondo potrebbe consentire al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di riprendere un ruolo più centrale nelle dinamiche internazionali.

Intanto, il leader di Kiev ha acceso i riflettori sulla Cina dopo la cattura di due soldati cinesi aggregati alle forze russe nel Donetsk. "La questione 'cinese' è seria – dice il presidente ucraino – Grazie ai dati e ai dettagli di cui noi disponiamo, constatiamo semplicemente che la Cina era al corrente dell'invio (di cittadini cinesi in Ucraina, ndr)…Ci sono 155 nomi e Pechino ne era al corrente". Il "coinvolgimento" di cittadini cinesi nei combattimenti in Ucraina è una dimostrazione della volontà della Russia di "prolungare" e continuare la guerra, aggiunge. ''L'Ucraina ritiene che un coinvolgimento così evidente di cittadini cinesi in operazioni di combattimento sul territorio ucraino, come parte di una guerra di aggressione, costituisca un passo deliberato verso l'estensione della guerra", dice ancora, auspicando una presa di posizione americana. 
La Cina, già ai ferri cortissimi con Trump tra dazi record e rappresaglie commerciali, respinge come "assolutamente senza fondamento" le affermazioni di Kiev riguardo alla partecipazione di "molti" soldati cinesial conflitto. "La posizione della parte cinese sulla questione della crisi in Ucraina è chiara e inequivocabile, ed ha ottenuto un'ampia approvazione da parte della comunità internazionale", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, stop ai dazi per 3 mesi. Tariffe super solo per la Cina

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(Adnkronos) –
Stop ai dazi americani per 90 giorni.Per tutti, ma non per la Cina.

Donald Trump tira il freno e congela le tariffe dopo 5 giorni terribili per le Borse.Il presidente degli Stati Uniti annuncia il dietrofront: dazi ridotti al 10% per 3 mesi per tutti i paesi che non hanno reagito ai provvedimenti di Washington.

Tregua con tutti, Ue in testa, ma non con la Cina: Pechino, che apre la giornata annunciando dazi dell'84% nei confronti degli Usa, viene colpita da tariffe del 150% in una guerra commerciale che prosegue con un'escalation apparentemente senza fine. La svolta di Trump fa volare Wall Street.Il Dow Jones schizza di 2963 punti, con un rally del 7,87%.

L'indice S&P 500 mette a referto un 9,51%, il Nasdaq addirittura 12,16%. "Un record, chi l'avrebbe mai detto?", dice Trump, vedendo il bicchiere mezzo pieno dopo una giornata sulle montagne russe, iniziata con il messaggio "state calmi" affidato ai social.  "Ci ho pensato negli ultimi giorni, ho parlato con il mio team e abbiamo deciso di agire.Bisogna essere flessibili.

La gente aveva paura, ha iniziato a sentirsi a disagio'', dice il presidente, con un chiaro riferimento al "mercato obbligazionario insidioso". "Ho disposto una pausa di 90 giorni per chi non ha reagito" ai dazi americani, penso che alla fine dell'anno o anche prima avremo ottenuto qualcosa che non veniva ritenuto possibile.Abbiamo guadagnato 2 miliardi di dollari al giorno con i dazi, era qualcosa che andava fatto.

Mi sono trovato in condizioni peggiori…Ci sono molti altri paesi, ben più di 75, che vogliono venire qui" per un'intesa, aggiunge. "Non vogliamo punire paesi che non vanno puniti.

Vogliamo fare quello che è giusto per noi e per il mondo, il mondo è importante.Credo che renderemo felici tante persone, investire negli Stati Uniti sarà la scelta migliore".  L'elenco delle nazioni intenzionate a trattare non viene reso noto.

C'è in prima fila l'Unione europea, che ha appena varato 'controdazi' tra il 10% e il 25% che "possono essere sospesi in qualsiasi momento, qualora gli Stati Uniti accettino una soluzione negoziata equa ed equilibrata". Tra i paesi pronti al dialogo, tutto sommato, Trump inserisce anche la Cina. "Si può fare un accordo con l'Unione europea?Si può fare con tutti, anche con la Cina.

Io voglio solo accordi equilibrati per tutti", dice il presidente, intenzionato a raggiungere "accordi su misura" con ogni interlocutore. Per ogni caso, quindi, una soluzione diversa.Per Trump, l'Ue dovrebbe acquistare energia dagli Stati Uniti e questo semplificherebbe decisamente il quadro.

Cosa dovrebbe fare la Cina? "Potrebbe fare molte cose, ma non lo dirò qui.La Cina è stata il paese che più di tutti ha abusato di noi, ma non incolpo i cinesi.

La responsabilità è di chi mi ha preceduto.Come può essere così stupido un presidente?

Noi siamo stati trattati malissimo ma lo abbiamo consentito", dice chiamando in causa Joe Biden e Barack Obama. "Pechino vuole un accordo, il presidente Xi è un uomo molto orgoglioso.Mi piace, lo rispetto.

Lo conosco molto bene, non sanno come gestire la situazione ma ci arriveranno.Se ne stanno rendendo conto, vogliono fare un accordo", ripete.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue risponde a Trump, arrivano i controdazi al 25% in attesa di negoziare

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(Adnkronos) – Controdazi compresi tra il 10% e il 25% su una lunga serie di merci americane in risposta alle tariffe varate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.Dopo due mesi, è questa la prima risposta dell'Unione europea alla guerra commerciale lanciata dagli Usa.  Una risposta che, forse, ha contribuito a convincere Trump già nella giornata di ieri a congelare per tre mesi le imposte annunciate solo qualche giorno fa contro tutti i Paesi (Cina esclusa).

Reazione che probabilmente ora aprirà nuovi scenari e, soprattutto, aiuterà a negoziare in un clima più disteso. In attesa di nuovi sviluppi, il comitato Barriere commerciali ha intanto varato nel pomeriggio di ieri i primi controdazi.Una ritorsione, tutto sommato limitata, ai dazi del 25% e del 10% sulle importazioni di alcuni prodotti in acciaio e alluminio negli Usa dall'Ue annunciati da Trump nel febbraio scorso, sulla base della sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, entrati in vigore il 12 marzo 2025.  I dazi verranno raccolti dal 15 aprile per 3,9 mld di euro stimati di controvalore merci, dal 15 maggio per 13,5 mld e dal primo dicembre per 3,5 mld, per un totale di circa 21 mld di euro: in tutto circa 21 miliardi.

Il voto di oggi si è tenuto nel comitato barriere commerciali (Tbr) nella sede della Commissione di Borschette, a Etterbeek (un Comune di Bruxelles-Capitale), secondo le regole della comitologia o comitatologia.  L'Ungheria ha fatto sapere di avere votato contro, ma il voto di Budapest è ininfluente, dato che per bloccare una proposta in comitato occorre la maggioranza qualificata contraria.Quello di oggi è il primo passo concreto che l'Ue compie in direzione di una risposta fattiva alle misure volute da Trump, mentre le Borse europee tornano a perdere a bocca di barile, dopo aver corso parecchio negli ultimi mesi, per il timore che le misure volute dal presidente americano inneschino la guerra commerciale che tutti sostengono di voler evitare.  Le contromisure Ue varate ieri consistono in dazi compresi tra il 10% e il 25% su una lunga serie di merci come il succo d'arancia, i mirtilli rossi, il tabacco, alcune motociclette e imbarcazioni, alcuni prodotti in acciaio e alluminio, il cioccolato bianco, il polietilene, la soia e le mandorle, che entreranno in vigore a scaglioni: un primo gruppo il 15 aprile prossimo, un altro il 16 maggio e un terzo il primo dicembre.  I primi prodotti che verranno 'daziati', dal 15 aprile, comprendono riso, cereali, frutta, succhi di frutta, tabacco, sigari, olii, carta, tessuti, abbigliamento, calzature, ceramiche, vetro, materassi, materiali di arredo, natanti per la pesca.

Gli ultimi, mandorle e semi di soia, verranno tassati alle frontiere dell'Ue a partire dal primo dicembre, sia per lasciare agli agricoltori europei un po' di tempo per individuare fornitori alternativi, sia per mandare agli Usa un altro segnale di disponibilità al dialogo.  La Commissione ha sottolineato, annunciando le contromisure, che "possono essere sospese in qualsiasi momento, qualora gli Stati Uniti accettino una soluzione negoziata equa ed equilibrata".Per l'Ue i dazi statunitensi sono "ingiustificati e dannosi".

L'Unione ha ricordato ancora una volta di avere espresso una "netta preferenza" per la ricerca di soluzioni negoziate con gli Stati Uniti, che siano "equilibrate" e "reciprocamente vantaggiose". La lista dei beni americani da colpire con i primi controdazi Ue è stata stilata dopo un'estesa consultazione con gli Stati membri e con i portatori d'interesse, che ha prodotto, tra l'altro, l'esclusione del bourbon.Italia, Francia e Irlanda hanno premuto perché fosse depennato, visto che gli Usa avevano minacciato di rispondere con dazi elevatissimi sui vini e i liquori importati dall'Ue. Varata la prima risposta ai dazi riattivati da Trump, ora l'Ue deve decidere come rispondere ai cosiddetti dazi "reciproci" annunciati dal giardino delle rose della Casa Bianca e ieri tuttavia ridotti al 10% per i prossimi 90 giorni.

Per un alto funzionario Ue, "tutte le opzioni sono sul tavolo".  Incluso, come ha confermato martedì il portavoce Ue per il Commercio Olof Gill, il cosidetto "grande bazooka", fuor di metafora bellica l'Aci (Anti-Coercion Instrument), creato nel 2023 dall'Ue per rispondere alla Cina, che, insoddisfatta delle posizioni della Lituania su Taiwan, aveva tagliato de facto l'interscambio con la Repubblica baltica.  Lo strumento è "sul tavolo", anche se l'Ue spera di "non doverlo usare".Ieri la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, finlandese, ha detto che la Commissione sta "lavorando" per preparare misure che colpirebbero le imprese statunitensi attive nei servizi digitali nell'Ue.

Quali saranno esattamente queste misure, sarà da vedere, dato che nelle nuove tecnologie l'Ue è largamente dipendente dai colossi Usa, avendo un apparato produttivo più concentrato sulla manifattura 'tradizionale'.  Il copresidente del gruppo della Left nel Parlamento Europeo, Martin Schirdewan (Die Linke, Germania), ha chiarito che l'Ue, per poter colpire i servizi digitali come ritorsione, deve attivare lo strumento anti-coercizione, altrimenti avrebbe difficoltà.Il gruppo della Sinistra è favorevole ad attivare l'Aci, incluso il Movimento Cinque Stelle, come ha precisato il capodelegazione Pasquale Tridico.  In Europa, ha detto, "siamo 450 milioni di persone: uno dei mercati più grandi, e sicuramente più grande degli Stati Uniti.

Dobbiamo affidarci alla domanda interna ma, quando è in gioco il destino dei lavoratori e dei cittadini italiani, dobbiamo applicare tutte le regole, tutte le norme previste, incluso" lo strumento anti-coercizione.  Vista l'escalation di dazi e controdazi che è partita tra Usa e Cina, è probabile che l'Ue mediti bene i suoi prossimi passi, consultando gli Stati membri e prendendo tempo, nel tentativo di trovare un modo per trattare con Donald Trump, il quale dal suo insediamento non ha ancora incontrato un presidente dell'Ue, pur avendo ricevuto capi di Stato e premier di Paesi membri, come il francese Emmanuel Macron e l'irlandese Micheàl Martin.   In ogni caso, difficilmente la risposta dell'Ue ai dazi 'reciproci' arriverà già la settimana prossima: occorre tempo, per cercare di evitare una guerra commerciale transatlantica che, come ha detto Ursula von der Leyen, danneggerebbe tutti.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terzo mandato, Zaia: “Sistema ipocrita, solo alcune cariche hanno blocco”

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(Adnkronos) – "Siamo di fronte a un Paese che, in alcune delle proprie norme, vive nell’ipocrisia.La sentenza, di natura tecnica, riguarda la Regione Campania.

Letta la nota sintetica della Corte Costituzionale, in attesa del testo completo, non posso esimermi da alcune prime considerazioni.Senza entrare nel merito dei tecnicismi della legge campana, la Corte chiarisce che chi ha già ricoperto due mandati consecutivi non può candidarsi per un terzo.

Si tratta, appunto, di un rilievo tecnico.C’è però un ulteriore elemento da approfondire.

La Corte afferma nella nota che questo principio si applica a tutte le Regioni che si sono dotate di una legge elettorale.A questo punto, la domanda che sorge è: cosa accade nelle Regioni che non l’hanno adottata?" Lo dichiara il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, dopo la nota che anticipa la decisione odierna della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale la recente legge elettorale della Regione Campania. Un altro passaggio rilevante è il richiamo della stessa Corte alla distinzione tra Regioni ordinarie e a statuto speciale.

Queste ultime, come viene sottolineato, non sono vincolate al limite dei mandati. È emblematico che proprio oggi la Provincia autonoma di Trento abbia giustamente approvato una norma che consente il terzo mandato.Questo apre una riflessione più ampia, di natura politica: siamo di fronte a un sistema che presenta evidenti contraddizioni e disparità.

Il blocco dei mandati, infatti, vale solo per alcune Regioni e solo per alcuni sindaci.Tutte le altre cariche istituzionali nel nostro Paese non sono soggette ad alcun limite di mandato, e vige la totale libertà.

Trovo quindi fuori luogo che oggi, nella propria difesa, si sia nuovamente sentito dire — questa volta dall’Avvocatura dello Stato — che 'il vincolo dei mandati è necessario per porre fine a posizioni di potere' – sottolinea – Mi chiedo se questa affermazione rifletta davvero la realtà, considerando che quasi tutte le altre figure pubbliche possono ricandidarsi liberamente, e che il limite sia posto alle poche cariche legate a un voto diretto, su una fiducia molto chiara da parte degli elettori.Prendiamo atto della sentenza, che approfondiremo nei prossimi giorni.

Tuttavia, è evidente che dietro certe posizioni, e dietro la normativa in vigore, si celano motivazioni politiche.Appare come l’unico strumento per impedire ad alcuni candidati di ripresentarsi.  "Dichiarazioni di questo tipo, inoltre, sono offensive nei confronti dei cittadini, considerati così 'ingenui' da votare automaticamente chi è già in carica.

Ma la realtà dimostra il contrario: in molte occasioni, sia a livello regionale che comunale, i presidenti uscenti non sono stati confermati.Gli esempi recenti dell’Umbria e della Sardegna lo dimostrano, e potremmo citarne decine di altri nella storia del Paese. È la prova che il tema del potere non ha nulla a che vedere con il limite dei mandati.

Utilizzarlo come giustificazione è strumentale e, francamente, inaccettabile.La verità è che siamo davanti a un sistema ipocrita che caratterizza questo Paese", conclude Zaia. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi congelati, Trump annuncia stop di 90 giorni. Tajani: “Pausa positiva”

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(Adnkronos) – Trump congela i dazi per tre mesi – Cina esclusa – riducendoli al 10% e dall'Italia arrivano le prime reazioni alla svolta "positiva" del presidente Usa, proprio nel giorno dei controdazi annunciati dall'Ue. ''La decisione sui dazi del presidente Trump è un segnale che vogliamo interpretare positivamente, è auspicabile che il rinvio di 90 giorni favorisca il negoziato', commenta il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. ''D’altronde il governo italiano dal primo momento ha scelto un approccio che non favorisca una guerra commerciale che, lo abbiamo capito tutti, danneggerebbe cittadini e mercati americani, europei e di tutto il mondo'', ha aggiunto. Per il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, “non bisogna farsi prendere dalla frenesia, questo vale sia per le spese sulla difesa sia per le misure sui dazi.Per la difesa dobbiamo aspettare le decisioni in sede Nato” mentre sui dazi “prendo atto dell’iniziativa di Trump, che apprezzo.

Ha capito esattamente l’obiettivo, era quello su cui chiedevo si orientasse l’amministrazione Usa al G7”, ha detto in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri.  “Bisogna capire gli impatti diretti, bisogna ragionare a mente fredda.Bisogna essere molto chirurgici per essere anche molto efficaci", le parole di Giorgetti. “Donald Trump frena sui dazi, come auspicato pochi giorni fa (sabato) da Elon Musk al congresso federale della Lega parlando con Matteo Salvini in diretta dagli Usa. È un segnale importante da guardare con attenzione”, dichiarano quindi i capigruppo della Lega al Senato e alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia: Play Off? Dopo la vittoria del derby ci sarà la prova del nove contro la Cremonese

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Il derby vinto contro la Salernitana è stato l’ennesimo riconoscimento della bontà del lavoro svolto da parte del gruppo di Mister Guido Pagliuca, una partita che è costata carissimo a Roberto Breda esonerato il giorno dopo la sconfitta e la società del Presidente Iervolino ha annunciato l’ennesima svolta con Pasquale Marino in panchina.Archiviata questa bella pagina, il prossimo impegno in casa Juve Stabia uno di quelli proibitivi sulla carta.

Senza girare troppo intorno all’ argomento possiamo dire che la Cremonese è squadra di vertice e costruita per vincere bontà di una rosa davvero molto importante e competitiva.Le vespe ritroveranno da avversario Giovanni Stroppa allenatore esperto che ha incrociato diverse volte il suo cammino con i colori gialloblù.

Da Foggia a Crotone e spesso le vespe di Castellammare sono riuscite a regalare un dispiacere all’ ex calciatore del Milan.La partita di Cremona sarà importante per Pagliuca, panchina che conosce benissimo insieme a Marco Baroni e sarà un occasione per Folino di salutare i suoi ex compagni di viaggio.

Le vespe arrivano a questo appuntamento con i problemi in mediana.Pierobon sarà ancora costretto ai box mentre Louati come era prevedibile è stato fermato dal giudice sportivo causa il cartellino rosso rimediato contro la Salernitana.

Leone e Buglio dovranno moltiplicare le energie e sperare che chi verrà chiamato in causa a partita in corso possa dare il giusto contributo alla causa.A questo punto Meli, resta la soluzione mentre Maistro e Mosti le possibili soluzioni senza dimenticare anche Gerbo ma il calciatore oramai ha messo i panni del leader nello spogliatoio e sarà difficile un suo utilizzo.

La Cremonese è squadra esperta con tante frecce e tante bocche di fuoco.La squadra vista contro Reggiana e Palermo consegna anche l’etichetta del momento ossia che la squadra di Stroppa ha accesso la luce verde mostrando uno stato di salute importante.

Certo anche la Juve Stabia sta bene ma la sensazione è che per uscire dai punti dallo Stadio Zini servirà addirittura una prestazione simile se non superiore a quella vista al Manuzzi fatta di cuore, attenzione massima e corsa.Questa è una delle ricette per provare a fermare questa Cremonese e sicuramente Guido Pagliuca avrà ancora una volta quella voglia matta di indossare la divisa da generale e regalare alla piazza l’ennesimo capolavoro della sua eccellente gestione.

Virtus Stabia, vittoria di cuore contro il Calpazio: tre punti d’oro in chiave campionato

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La Virtus Stabia conquista tre punti preziosi nella 32ª giornata del Girone B di Eccellenza campana superando il Calpazio per 2-1 al termine di una gara combattuta e ricca di emozioni.Decisive le reti di Sabatino e Lettieri, intervallate dal momentaneo pareggio ospite firmato da Bellizio.

L’avvio di partita è piuttosto equilibrato, con le due squadre impegnate in una fase di studio prolungata.La prima vera occasione arriva al 31’, quando Navas ci prova dalla distanza ma il suo tiro finisce sul fondo.

È il preludio al vantaggio stabiese: al 33’ uno scambio sulla sinistra porta Correale a servire Sabatino che, all’interno dell’area, salta un difensore con uno stop a seguire e incrocia di sinistro battendo Tesoniero.

Il Calpazio risponde con un tentativo di Sangiovanni dal limite, bloccato senza difficoltà da Senatore.Al 40’, però, arriva il pareggio: contropiede fulmineo degli ospiti, Bellizio scatta sul filo del fuorigioco, supera Senatore in uscita e deposita in rete l’1-1.

Poco dopo Boiano va vicino al raddoppio per i suoi con un tiro che colpisce la traversa, rimbalza sulla linea e termina fuori, lasciando solo l’illusione del gol.In apertura di ripresa la Virtus trova subito il nuovo vantaggio: un errore in costruzione del Calpazio regala palla a Lettieri, che approfitta dell’uscita avventata di Tesoniero per segnare a porta vuota il 2-1.

Da lì in avanti la Virtus prende in mano il gioco.Pirone entra in area da sinistra e impegna Tesoniero in due tempi, poi ci riprova saltando due avversari, ma il portiere ospite si fa trovare ancora pronto.

Il pressing stabiese continua: Evacuo serve Sabatino, che calcia con potenza trovando la pronta respinta in angolo di Tesoniero.Ancora Gautieri protagonista nel finale, prima con un tiro di prima intenzione che impegna il portiere del Calpazio, poi con un bel cross per la testa di Evacuo, che però non centra lo specchio.

L’ultima occasione del match è per il Calpazio con una punizione dal limite battuta da Imparato, che sfiora il palo ma non inquadra la porta.Una vittoria importante per la Virtus Stabia, che consolida la propria posizione in classifica alla sua prima stagione in Eccellenza.

Dazi congelati, qualcuno ha spiegato a Trump che si stava facendo male da solo

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(Adnkronos) – Qualcuno ha evidentemente spiegato a Donald Trump che con i dazi si stava facendo male da solo.Con quali argomenti può essere riuscito nell'impresa, spingerlo alla sospensione di tre mesi appena annunciata?

Ce ne sono tre che possono essere ipotizzati quasi senza alcun rischio di errore.  Primo, Trump è un fanatico sostenitore dei dazi per abbattere il gigantesco debito americano.La reazione dei mercati finanziari e la prospettiva di una guerra commerciale aperta e globale hanno però subito innescato il fattore che rende vana questa strada: l'inaffidabilità e l'incertezza può spingere i grandi investitori internazionali a non comprare più debito americano, vanificando a monte il principale obiettivo del presidente americano.  Secondo, il principale slogan trumpiano sbandierato in queste settimane, "presto saremo nuovamente molto ricchi", è stato messo in crisi dall'evidenza dei fatti.

Se ne sono accorti subito gli americani che hanno titoli a Wall Street, sono la maggioranza pari al 62% della popolazione, ma l'ha capito anche l'altro 38%, la quota di americani più indebitata e totalmente disinteressata alla globalizzazione e a quello che avviene fuori dagli Stati Uniti, perché si è già concretizzato il rischio di una recessione da dazi, che li colpirebbe con il rialzo dei prezzi e che li costringerebbe a tagliare i consumi. Terzo, il consenso della grande finanza e della grande impresa, che pure per convenienza aveva scommesso sul secondo mandato trumpiano, è rapidamente venuto meno, così come si è sgretolata la compattezza di facciata dei repubblicani americani.A questo si legano anche le crepe evidenti e le faide interne nel circolo più stretto dei presunti fedelissimi, da Elon Musk in giù. (Di Fabio Insenga)  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Viva Roma Sempre, al via con Gualtieri e Onorato la fase 2 della lista civica

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(Adnkronos) – Dagli indizi social di febbraio al primo brindisi per 'Viva Roma Sempre'.Un clima di festa, dj, video emozionali.

Studenti, imprenditori, artigiani, sportivi e personaggi del mondo dello spettacolo.Sono oltre 300 le persone che, alle 18, si sono ritrovate a Palazzo Ripetta per la presentazione riservata di ‘Viva Roma Sempre’, l’associazione culturale animata dai 5 consiglieri comunali della Lista Civica Gualtieri Sindaco – Giorgio Trabucco, Elisabetta Lancellotti, Rocco Ferraro e Tommaso Amodeo – e dall’assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi, Alessandro Onorato.

Tra le celebrità presenti Anna Foglietta, Guillermo Mariotto, Raffaello Leonardo, campione olimpico canottaggio a Londra 2012, Federica Vincenti, produttrice cinema, Chiara Tilesi, Paola Lavini, Sara Serraiocco e Elisabetta Pellini. L’associazione in meno di un mese vanta già centinaia di iscritti organizzati in 15 centri studio paralleli alle commissioni consiliari in Campidoglio.Tanti profili diversi uniti da uno spirito civico e dalla voglia di trovare soluzioni concrete ai problemi di Roma e nuove progettualità che ne valorizzino le potenzialità.

Potrebbe essere la fase 2 della lista civica del sindaco Roberto Gualtieri con l’assessore Onorato che viene nuovamente incaricato dal Primo Cittadino di coordinarla, come fece già in occasione delle elezioni del 2021.  A fare gli onori di casa l’assessore Onorato con i 5 consiglieri comunali che hanno ricevuto il sindaco Gualtieri, intervenuto prima di raggiungere il Quirinale per la cena con Re Carlo III.Il Sindaco è rimasto entusiasta del progetto e ha dato la massima apertura affinché le soluzioni che verranno proposte trovino un momento di confronto nell’attuale maggioranza.

Alessandro Onorato, dopo aver spiegato le finalità del progetto, ha lanciato il primo grande evento pubblico che si terrà il 21 maggio.L’obiettivo dichiarato da Onorato è quello di coinvolgere la grande maggioranza silenziosa di cittadini che vogliono migliorare la città per un progetto che duri fino al 2032 accanto al sindaco Gualtieri. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assolombarda, Alvise Biffi designato presidente con il 99,2% dei voti

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(Adnkronos) – Alvise Biffi è stato designato presidente di Assolombarda per il quadriennio 2025-2029.Lo rende noto l’Associazione, sottolineando che il Consiglio generale di Assolombarda ha espresso larghissimo consenso attorno alla proposta della commissione di designazione costituita dai past president Benito Benedini, Carlo Bonomi e Alberto Meomartini.

La candidatura di Biffi ha ottenuto il 99,2% dei voti.Il 15 maggio il Consiglio generale sarà chiamato ad esprimersi sulla squadra dei vice presidenti scelta dal presidente designato.

Una volta compiuto questo passaggio, sarà poi l’assemblea di Assolombarda, convocata il 19 giugno, a eleggere il 16esimo presidente, che succederà ad Alessandro Spada e i vice presidenti per il prossimo quadriennio.  Imprenditore da sempre impegnato sui temi della digital transformation, della cyber security e dell’innovation management, Alvise Biffi, classe ’78, è laureato in Economia aziendale all'università Bocconi.E’ amministratore delegato dell’azienda Secure Network (Bv Tech), da lui fondata, una delle prime realtà italiane impegnate nel settore dell’offensive cyber security. È anche cofondatore e presidente di Zakeke, piattaforma Saas leader nel visual commerce.

Attualmente, oltre ad essere presidente di Ecole- Enti confindustriali lombardi per l’Education, è vice presidente di Assolombarda con delega a Organizzazione, Sviluppo e Marketing.Dal 2013 è membro del Consiglio generale di Confindustria e dal 2012 consigliere della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza Lodi.

Già presidente del gruppo Giovani imprenditori di Assolombarda (2010), nel 2013 viene eletto presidente di Piccola Industria Assolombarda e successivamente vice presidente Piccola Industria di Confindustria.Nel 2018, è stato presidente di Piccola Industria di Confindustria Lombardia e, nello stesso anno, assume la presidenza dell’incubatore ‘Speedmeup’ della Camera di Commercio, collaborando alla sua trasformazione in "Bocconi4Innovation". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terzo mandato, Consulta: “Legge Regione Campania è incostituzionale”

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(Adnkronos) –
E' incostituzionale la legge della regione Campania, guidata dal governatore Vincenzo De Luca, che consente al presidente della giunta regionale uscente che ha già svolto due mandati consecutivi di candidarsi per un terzo.Lo ha stabilito la Corte costituzionale, come anticipato in una nota dell'ufficio stampa.  L’articolo 1 della legge della Regione Campania numero 16 del 2024, dopo avere previsto che non è immediatamente rieleggibile alla carica di Presidente della Giunta regionale chi, allo scadere del secondo mandato, ha già ricoperto ininterrottamente tale carica per due mandati consecutivi, ha tuttavia stabilito che, "[a]i fini dell’applicazione della presente disposizione, il computo dei mandati decorre da quello in corso di espletamento alla data di entrata in vigore della presente legge". Con tale ultimo inciso, il legislatore campano ha reso inapplicabile, per la prossima tornata elettorale, il principio fondamentale del divieto del terzo mandato consecutivo posto dal legislatore statale con la legge numero 165 del 2004, così violando l’articolo 122, primo comma, della Costituzione, che attribuisce al legislatore regionale il compito di disciplinare, tra l’altro, le ipotesi di ineleggibilità del Presidente della Giunta regionale nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica.

Il divieto del terzo mandato consecutivo opera, infatti, per tutte le Regioni ordinarie, dal momento in cui esse hanno adottato una qualsiasi legge in materia elettorale, nel contesto di una scelta statutaria a favore dell’elezione diretta del Presidente della Giunta regionale. "Accolta una tesi strampalata, progettata in udienza, che ha fatto inorridire autorevoli costituzionalisti.La buona notizia è che ci sarà molto lavoro per gli imbianchini.

Si dovrà infatti cancellare in tutte le sedi giudiziarie del Paese la scritta: la legge è uguale per tutti".Così, in una nota, il commento del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dopo la sentenza della Consulta. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Edoardo Leo e Micaela Ramazzotti: “Il cinema italiano sta bene, proviamo a celebrarlo” – Video

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(Adnkronos) –
"Il cinema italiano sta benissimo, lo vogliamo celebrare un po' di più?!Film così diversi tra loro – 'Il ragazzo dai pantaloni rosa', 'Io e te dobbiamo parlare', 'Io sono la fine del mondo', 'Parthenope', 'Diamanti', 'Follemente' e 'Le assaggiatrici' – hanno incassato tantissimo, ogni tanto celebriamoci, stiamo sempre lì a fare il funerale del cinema ma invece è più vivo che mai.

Dopo gli anni terribili della pandemia, le persone hanno voglia di fare la fila per entrare al cinema e di lasciarsi andare dalle storie.A fare da apripista è stata Paola Cortellesi con 'C'è ancora domani', un film che ha riempito i cuori di tutto il mondo".

A parlare sono gli attori Edoardo Leo e Micaela Ramazzotti, ospiti del nuovo episodio del vodcast dell'Adnkronos, disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube dell'Adnkronos.I due attori, che hanno dato prova del loro talento anche dietro la macchina da presa, arrivano nelle sale dal 17 aprile con '30 notti con il mio ex' di Guido Chiesa (distribuito da PiperFilm, che lo ha prodotto con Colorado Film, in collaborazione con Netflix). In questa commedia romantica Leo è Bruno, padre di un’adolescente che si trova costretto a ospitare in casa per un mese la sua ex moglie Terry, interpretata da Ramazzotti, appena uscita da un lungo percorso di recupero emotivo. "C'è ancora un tabù sulla salute mentale, non se ne parla quasi mai perché è un argomento che fa paura alle persone", dice Ramazzotti.

Per l'attrice "bisogna avere il coraggio di parlarne", anche attraverso la commedia. "Non necessariamente spingendo sulla parte tragica di questo aspetto", aggiunge Leo, che da anni collabora con il Teatro Patologico. '30 notti con il mio ex' è anche un film che "parla della difficoltà di costruire qualcosa di duraturo con qualcuno che abbiamo amato.Anche dei grandi amori, a volte, si sono fermati per quella che noi chiamiamo volgarmente 'incompatibilità di carattere' perché vorresti piegare l'altro ad essere come te ed è impossibile".

Questa storia "racconta un grande amore in cui ci sono due persone che devono prendere una decisione e cercare di trovarsi a metà strada", spiega l'attore.
 
Sulle candidature ai David di Donatello, che hanno visto per la prima volta tre registe candidate a Miglior film e a Miglior regia, i due attori commentano: "La vera rivoluzione sarebbe il non sorprenderci più".Sui prossimi progetti dietro la macchina da presa, Ramazzotti svela di essere alle prese con la sua nuova pellicola, dopo l'esordio con 'Felicità': "Ci vuole tanto tempo per scrivere e girare un film, ho delle cose in mente", svela l'attrice. "Io, invece, sto aspettando che Micaela mi chiami per il suo prossimo film de regista", dice scherzando Leo, che al momento non ha in cantiere un nuovo progetto da regista.

Un sogno? "Mi piacerebbe un musical, chissà.Non è mai troppo tardi per imparare a cantare e ballare", racconta Ramazzotti, che ha amato 'Emilia Perez'. (di Lucrezia Leombruni e Loredana Errico) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Def, via libera dal Consiglio dei ministri

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(Adnkronos) – Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi, giovedì 9 aprile, il nuovo Documento di economia e finanza.Per il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti potrebbero "determinarsi circostanze peggiorative" rispetto alle stime di crescita. "Questo piano non sconta la riprogrammazione del Pnrr che sarà eseguita entro fine maggio" ha detto il ministro n conferenza stampa sul Documento di finanza pubblica che ha diffuso una stima di crescita "dimezzata" rispetto allo scorso autunno e del +0,8% nel 2026 e 2027.

Nel documento non ci sono "le stime programmatiche", ha poi detto, sottolineando che la situazione economica "è complessa".  Il deficit-Pil è stato stimato al 3,3% nel 2025, 2,8% nel 2026 e 2,6% nel 2027, come indicato lo scorso autunno.Il debito pubblico in rapporto al Pil invece sarà al 136,6% nel 2025 e al 137,6% nel 2026. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporti, scuola e piazze: ecco gli scioperi tra venerdì e sabato

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(Adnkronos) – Weekend nero in arrivo, con scioperi in vista e conseguenti possibili disagi non solo sui trasporti.A incrociare le braccia tra venerdì e sabato saranno infatti personale addetto alla manutenzione infrastrutture e ai servizi delle ferrovie, ma anche lavoratori del pubblico e del privato tra scuole, ospedali e vigili del fuoco, mentre in piazza scenderanno gli attivisti del movimento Fridays for Future. Sulla rete ferroviaria l’11 e 12 aprile il sindacato di base Usb ha proclamato infatti una protesta che riguarderà "il personale addetto alla manutenzione infrastrutture e ai servizi non collegati da nesso di strumentalità tecnico organizzativa con la circolazione dei treni" mentre è stato spostato al 6 maggio lo sciopero di 24 ore per tutto il personale viaggiante, addetto alla circolazione e ai servizi collegati.

Venerdì alle 10,30 il sindacato ha convocato un presidio di fronte al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a Roma.  Sempre venerdì per l’intera giornata il Cobas ha proclamato uno sciopero nazionale anche dei lavoratori dei settori pubblici e privati.L'agitazione coinvolgerà anche i dipendenti degli ospedali, delle scuole, dei vigili del fuoco.  Possibili disagi infine – sempre venerdì – anche per le manifestazioni per lo sciopero globale per il clima che vedranno in piazza in tutta Italia gli attivisti del movimento Fridays for Future. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump congela dazi per 3 mesi: “Aumentano solo per Cina”

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(Adnkronos) –
Donald Trump congela per 90 giorni i dazi contro tutti i paesi, ad eccezione della Cina.Nei prossimi 3 mesi, annuncia il presidente degli Stati Uniti nell'ennesima giornata negativa delle Borse, verranno adottate tariffe del 10%.

Pugno durissimo invece contro la Cina: contro Pechino, verranno adottati dazi del 125% con effetto immediato a partire da oggi, 9 aprile. "Considerata la mancanza di rispetto dimostrata dalla Cina nei confronti dei mercati mondiali, aumento al 125% i dazi applicati alla Cina dagli Stati Uniti d'America al 125%, con effetto immediato", scrive il presidente in un post sul social Truth. "A un certo punto, si spera nel prossimo futuro, la Cina si renderà conto che i tempi in cui si derubavano gli Stati Uniti e altri Paesi non sono più sostenibili né accettabili.Al contrario, considerando che oltre 75 paesi hanno contattato rappresentanti degli Stati Uniti, inclusi i Dipartimenti del Commercio, del Tesoro e del Rappresentante del Commercio per negoziare una soluzione alle questioni in discussione relative a commercio, barriere commerciali, tariffe doganali, manipolazione valutaria e tariffe non monetarie e" considerato "che questi paesi, sul mio suggerimento non hanno in alcun modo reagito contro gli Stati Uniti, autorizzo una pausa di 90 giorni e una tariffa doganale reciproca sostanzialmente ridotta del 10% durante questo periodo, con effetto immediato".  L'annuncio di Trump è l'ennesimo rilancio nella guerra commerciale con la Cina.

Pechino oggi ha annunciato il varo di nuove tariffe supplementari dell'84% sui prodotti provenienti dagli Stati Uniti.Il provvedimento è la risposta in risposta alla precedente decisione con cui Washington aveva portato al 104% i dazi sui prodotti cinesi importati in America.

Il ministero delle Finanze cinese ha precisato che le nuove tariffe entreranno in vigore domani alle 5 ora italiana.Intanto, però, Trump ha messo la freccia ed è arrivato al 125%.  Il presidente degli Stati Uniti ha adottato una linea soft nei confronti dell'Unione europea, che oggi – attraverso il voto degli Stati membri riuniti nel comitato Strumenti di difesa commerciale – ha votato a favore della proposta della Commissione Europea di introdurre contromisure commerciali contro gli Usa.

Il comitato ha quindi varato nel pomeriggio di oggi i primi 'controdazi' compresi tra il 10% e il 25% su una lunga serie di merci.I dazi su una serie di prodotti americani inizieranno a essere riscossi a partire dal 15 aprile.

Queste contromisure, ha specificato l'Ue, "possono essere sospese in qualsiasi momento, qualora gli Stati Uniti accettino una soluzione negoziata equa ed equilibrata".Il segnale da Washington, in effetti, è arrivato. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, Putin firma decreto: palestre rastrellate per cercare nuove reclute

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(Adnkronos) – Dopo la firma del decreto da parte di Vladimir Putin per il reclutamento del numero record di 160mila soldati, nel quadro della nuova leva di primavera, la polizia russa ha iniziato a rastrellare le palestre alla ricerca di reclute.Le operazioni sono avvenute nell'ultimo mese diverse volte almeno in quattro grandi città del Paese, Mosca, San Pietroburgo, Irkutsk ed Ekaterinburg.

A febbraio, prima della firma del decreto, agenti con il volto coperto avevano fatto irruzione in una palestra di arti marziali di Krasnodar.  Come racconta Current Time, citando l'attivista per la difesa dei diritti umani, l'avvocata Valentina Chupik, gli agenti come primo passo separano velocemente i russi dai non russi.I primi vengono scortati agli uffici di reclutamento mentre i non russi sono spesso incriminati di reati minori, come vandalismo, o violazioni delle leggi sull'immigrazione e deportati, se non accettano di essere reclutati.  Lo scorso 30 marzo è stata presa di mira una palestra del circuito Spirit Fitness nella regione di Mosca.

Pochi giorni dopo, è stata colpita un'altra sala della stessa catena.Alle donne è stato consentito di lasciare la palestra mentre gli uomini sono stati costretti a rimanere e separati secondo le nazionalità e l'etnia percepita.

Sono stati chiesti loro i documenti.L'interesse principale degli agenti era l'età, oltre che la nazionalità: che le persone fermate, insomma, fossero reclutabili. "Ero sul tapis roulant e guardavo una serie.

All'improvviso qualcuno mi ha toccato la spalla.Sono sceso dal tapis roulant e ho visto tutti a terra, con la faccia rivolta al pavimento", ha testimoniato il frequentatore di una palestra, citato dal canale Telegram msk1.  "Per noi non è stato difficile.

Non ci hanno costretto a stenderci per terra.Ma hanno chiesto a tutti i documenti.

Alcuni sono stati portati via", ha spiegato un altro.  "Avevano già cercato di reclutare mio marito due anni fa, in modo illecito.Ora lo hanno di nuovo trascinato a un centro di reclutamento.

Sono corsa con i documenti ma non lo hanno lasciato andare fino all'arrivo dell'avvocato.Gli hanno detto che doveva ripresentarsi il cinque ma lui non ci è andato.

Ha preso le ferie per evitare di essere fermato mentre si reca al lavoro", ha spiegato Anastasia, che vive fuori Mosca.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, finge due gravidanze per tornare con l’ex: condannata per stalking

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(Adnkronos) – Pur di tornare con il suo ex ha finto due gravidanze e poi un parto, oltre a tempestarlo di sms, chiamate e molestie di ogni genere.Oggi la trentenne è stata condannata a Roma a un anno e 4 mesi, per l'accusa di stalking aggravato.

Per lei il giudice monocratico ha disposto la sospensione della pena subordinata alla frequentazione di un percorso di recupero psicologico di sei mesi e un risarcimento danni di 5mila euro a favore della parte offesa.Per la donna il pm aveva chiesto la condanna a un anno. Un caso di stalking 'femminile', in cui l'uomo, pur di sfuggire alle attenzioni morbose, ha finito per cambiare la sua residenza e indossare un casco nel tragitto che dall'auto lo portava al portone di casa.

La trentenne, oltre a molestare l'ex con chiamate anche anonime, secondo quanto riportato nell'imputazione per fatti che vanno dal 2018 al 2019, aveva anche simulato malori per attirare l'attenzione dell’uomo, "inducendolo ad allontanarsi dal posto di lavoro per accorrere in suo soccorso" e si era appostata nei luoghi frequentati da lui. "In un'occasione si sarebbe anche aggrappata allo sportello della macchina e allo specchietto per fermare l'auto" di lui.  Una situazione che ha generato nella vittima "un grave e perdurante stato d’ansia – scriveva il pm nel 415bis- e di fondato timore per la propria incolumità tale da indurlo a modificare le proprie abitudini di vita, diradando anche le uscite e prendendo precauzioni per evitare incontri indesiderati con la donna".A difendere l'uomo vittima di stalking, l'avvocato Emanuele Fierimonte. "Finalmente dopo tanti anni è stata fatta giustizia – commenta il penalista all’Adnkronos -.

Il mio assistito ha ripreso a vivere e ha potuto mettere la parola fine a questa triste e pesante vicenda di stalking femminile".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gino Cecchettin: “Denunciare atto di coraggio, silenzio protegge violenza”

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(Adnkronos) – "Denunciare è un atto di coraggio immenso.Fallo per te.

Fallo per chi verrà dopo di te.Anche se in alcuni momenti ci si sente avvilite, vulnerabili, tradite.

Ogni voce che parla rompe il silenzio che protegge la violenza".Lo scrive sul suo profilo Instagram Gino Cecchettin, padre di Giulia uccisa l'11 novembre 2023 dall'ex fidanzato Filippo Turetta.

Parole che arrivano all'indomani delle motivazioni, che hanno suscitato qualche polemica, sulla sentenza all'ergastolo per il giovane detenuto a Verona.  Per Elena Cecchettin la sentenza all'ergastolo di Filippo Turetta segna "un terribile precedente".Questo quanto la studentessa, sorella di Giulia, ha condiviso su Instagram. "Una sentenza simile, con motivazioni simili in un momento storico come quello in cui stiamo vivendo, non solo è pericolosa, ma segna un terribile precedente", ha scritto in merito al mancato riconoscimento dell’aggravante dello stalking e della crudeltà sebbene Turetta abbia inflitto 75 coltellate.  "Se non iniziamo a prendere sul serio la questione – ha spiegato – tutto ciò che è stato detto su Giulia che doveva essere l'ultima sono solo parole al vento.

Sì, fa la differenza riconoscere le aggravanti, perché vuol dire che la violenza di genere non è presente solo dove è presente il coltello o il pugno.Ma molto prima.

E significa che abbiamo tempo per prevenire gli esiti peggiori.Sapete cosa ha ucciso mia sorella?

Non solo una mano violenta, ma la giustificazione e menefreghismo per gli stadi di violenza che anticipano il femminicidio". "Onestamente penso – ha aggiunto – che se nemmeno un numero di coltellate così elevato sia sufficiente a essere considerato crudeltà addirittura inesperienza viene considerata abbiamo un problema".  Elena Cecchettin ha continuato nelle Stories: "Perché se una persona che stila una lista operativa su come uccidere una persona per poi compierla diligentemente, riesce a fuggire alle forze dell' ordine per una settimana per poi essere catturato solo nel momento in cui si ferma autonomamente è un inesperto allora si può dire chiaramente che non ci importa della vita umana, della vita di una donna" scrive sul suo profilo social. "E come ultima cosa vorrei dire che la giustizia non ha solo un ruolo di chiarimento del passato ma anche di prevenzione del futuro.E se un domani una persona si sentirà autorizzata ad accoltellare un'altra persona 75 volte perché sa che questo fatto non costituisce crudeltà per la giustizia italiana e pertanto non avrà questa aggravante riconosciuta dovremmo ritenerci responsabili di averlo fatto accadere", conclude.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)