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Maltempo, forte vento e pioggia: oggi è allerta gialla in 10 regioni

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(Adnkronos) – Torna il maltempo in gran parte dell'Italia, con dieci regioni in allerta gialla meteo per temporali, forte vento ma anche grandinate previsti per la giornata di oggi, martedì 15 aprile.  L’avviso della Protezione civile prevede venti da forti a burrasca dai quadranti meridionali su Puglia e settori ionici di Basilicata e Calabria, con mareggiate lungo le coste esposte; precipitazioni diffuse su Veneto e Friuli Venezia Giulia e successivamente su Umbria e Campania, dove assumeranno anche carattere di rovescio o temporale.I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.  Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di oggi, martedì 15 aprile, allerta gialla meteo-idro sull’intero territorio di Toscana, Lazio e Umbria, su gran parte del Friuli Venezia Giulia e su settori di Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Campania. È stata prolungata all’intera giornata l'allerta gialla in Toscana per rischio idrogeologico e idraulico del reticolo minore emessa già domenica dalla Sala operativa unificata della Protezione civile.

L'allerta gialla è estesa inoltre al rischio idraulico del reticolo principale, con validità dalle ore 12 fino a mezzanotte. Il governatore Eugenio Giani ha spiegato che sono previste "piogge diffuse e locali rovesci, più frequenti e insistenti sulle zone settentrionali" e che "in mattinata ancora piogge diffuse, soprattutto sul nord della regione" con "nuvolosità più irregolare nel pomeriggio con rovesci sparsi e locali temporali sulle zone interne" e "cessazione delle piogge in serata". La Protezione Civile della Regione Campania, a seguito delle valutazioni del Centro Funzionale, ha emanato un avviso di allerta meteo per temporali di livello giallo valido fino alle 14 di oggi.La nota della Protezione civile regionale informa che "sui quadranti centro-settentrionali della Campania e, in particolare sulle zone di allerta 1, 2 e 3 (Zona 1: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Zona 2: Alto Volturno e Matese; Zona 3: Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini) si prevedono precipitazioni temporalesche con conseguente rischio idrogeologico".  I fenomeni potranno essere anche intensi e a rapidità di evoluzione: la perturbazione in atto è caratterizzata da incertezza previsionale.

I temporali e i rovesci potrebbero essere accompagnati, a scala locale, anche da raffiche di vento, grandine e fulmini tali da determinare anche danni alle coperture e caduta di rami o alberi.Tra i principali scenari connessi alle conseguenze delle precipitazioni si segnalano: allagamenti, esondazioni, ruscellamenti, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua.

Saranno anche possibili frane e caduta massi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni verso l’incontro con Trump tra dazi, difesa Ue e gas: i nodi da sciogliere

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(Adnkronos) – Commercio, sicurezza europea, sostegno all'Ucraina, cooperazione transatlantica e Piano Mattei.Giorgia Meloni ha ricevuto ieri a Palazzo Chigi il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e nel frattempo continua a lavorare alla missione negli Stati Uniti, in programma per il prossimo 17 aprile, quando nello Studio Ovale della Casa Bianca si troverà faccia a faccia con il presidente americano Donald Trump.

Non sono solo i dazi il grande nodo da sciogliere per la premier italiana.  L'aumento delle spese militari e il rafforzamento della sicurezza europea rappresentano questioni ineludibili, che saranno certamente sul tavolo del colloquio con il tycoon.Meloni ne ha parlato anche con Støre, trovando un'intesa sulla possibilità di promuovere partenariati industriali in settori strategici come l'energia, lo spazio, i minerali critici, oltre alla cooperazione nel settore marittimo e in ambito militare.

La questione degli investimenti nella difesa "sarà un tema centrale in vista del vertice Nato di giugno, al quale parteciperemo", ha ricordato il primo ministro norvegese al termine del bilaterale. "Ma ciò su cui la presidente Meloni e io ci siamo trovati d'accordo è che non conta solo quanto si spende, ma soprattutto come si spende: la priorità non devono essere solo le cifre o le percentuali, ma la strategia".  
Il prossimo incremento al 2% del Pil delle spese per la difesa è ormai considerato un fatto assodato dal governo: raggiungere quel target, "significa rispettare un impegno che abbiamo preso con la Nato e quindi raggiungeremo l'obiettivo che ci era stato detto", assicura intanto da Osaka il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.Che sottolinea: "C'è un pilastro americano che è molto forte e noi abbiamo il dovere di rinforzare il pilastro europeo, ma le spese per la sicurezza non sono solo spese per comprare bombe e cannoni…". Sui maggiori sforzi in tema di sicurezza arriva anche l'apertura dell'altro vicepremier, Matteo Salvini, che finora ha mantenuto una posizione critica sulla questione armamenti.

Il ministro delle Infrastrutture si dice infatti "assolutamente" d'accordo sull'aumento degli investimenti "per difendere l'Italia e gli italiani": "anche più del 2%", aggiunge.Resta però fermo il suo no "a fare debito europeo per improbabili eserciti europei che potrebbero andare improbabilmente in guerra e comprare armi in Germania e Francia".  Rimane comunque lontano – lontanissimo – l'obiettivo del 5% del Pil invocato da Trump per i partner Nato. "Possiamo arrivare al 2,5%, forse anche al 3%.

Ma in quest'ultimo caso ci vorranno degli anni…", riflette con l'Adnkronos una fonte di governo. Un'altra fonte di governo, coinvolta sul dossier energetico, conferma che l'Italia si sta preparando ad acquistare gas naturale liquefatto dagli Usa: la quantità, precisa, "dipenderà dal prezzo, compreremo quello che costa di meno".La Commissione Ue, del resto, non ha escluso la possibilità di aumentare gli acquisti di Gnl dagli Stati Uniti, in un contesto che si lega inevitabilmente alla questione dei dazi. "L'Europa sta valutando di acquistare energia e attrezzature militari dagli Stati Uniti, e questo è positivo", ha dichiarato ancora il premier norvegese Støre dopo l'incontro con Meloni, condividendo con la premier italiana "l'idea che dobbiamo lavorare per ridurre le tensioni, non per alimentarle". Tornando al tema dei dazi, il governo intende sfruttare la pausa di 90 giorni concessa sulle tariffe per facilitare il negoziato tra Bruxelles e Washington.

Durante il suo incontro con Trump, Meloni "incoraggerà gli Usa ad andare verso un accordo con l'Unione europea, tant'è che l'azione della Meloni è ben apprezzata dal commissario Sefcovic", riferisce sempre Tajani, precisando che la presidente del Consiglio è stata "invitata" dall'inquilino della Casa Bianca.  "Nessuno – insiste – va con il cappello in mano, è un invito che dimostra la qualità dei rapporti che l'Italia ha con gli Usa".Il titolare della Farnesina si dice poi convinto "che l'Europa debba presentarsi unita" al tavolo delle trattative: "L'Italia non si sostituisce all'Europa, ma può dare un contributo". Per il ministro della Difesa Guido Crosetto, ospite ieri di Cinque minuti su Rai Uno, Meloni "più di ogni altro leader europeo, può dialogare con Trump" e "spiegare le ragioni per cui questa alleanza occidentale su cui è retto il mondo negli ultimi 80 anni debba proseguire".

Gli Stati Uniti, ricorda il co-fondatore di Fratelli d'Italia, "sono tra le nostre possibilità di approvvigionamento del gas e sono strategici come pure l'Arzebaigian, l'Algeria".  Per quanto riguarda le armi, aggiunge: "Siamo stati la Nazione che ha cooperato sul più grande programma americano, quello degli F35.Siamo l'unica Nazione al mondo dove viene assemblato e costruito un F35, un aereo americano e probabilmente, addestreremo anche i piloti. È l'esempio – conclude Crosetto – di come si può cooperare, portando un contributo economico elevato anche alla tua Nazione". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi di Trump, Ue mette in pausa contromisure a tariffe Usa

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(Adnkronos) – La Commissione Europea ha formalizzato la pausa fino a 90 giorni nelle contromisure ai dazi Usa sull'importazione di prodotti in acciaio e alluminio dall'Ue.La pausa è stata annunciata dalla presidente Ursula von der Leyen dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sospeso i dazi cosiddetti "reciproci" per 90 giorni, dopo l'impennata registrata dai rendimenti dei buoni del Tesoro americani, considerati beni rifugio.

La pausa è stata decisa per dare spazio ai negoziati.  Ieri, lunedì 14 aprile, il commissario al Commercio Maros Sefcovic si è recato a Washington per colloqui con le controparti americane.Tecnicamente, ieri l'Unione ha adottato due atti: uno che attiva le contromisure Ue, su merci importate dagli Usa per circa 21 mld di controvalore, e un altro che sospende le stesse misure fino al 14 luglio 2025. Intanto la vice portavoce capo della Commissione Europea Arianna Podestà, a Bruxelles, ha detto che la presidente von der Leyen e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sono in "contatti regolari".

Sono state "in contatto" anche a proposito della prossima missione della premier a Washington e lo saranno ancora prima del 17 aprile. "Come la presidente ha detto in alcune interviste, qualsiasi contatto con gli Usa è il benvenuto", ha aggiunto, ricordando tuttavia che "la competenza sui negoziati per accordi commerciali è dell'Ue, come previsto nei trattati". Quella della premier Meloni dal presidente americano Trump a Washington è ''una missione che va a sostenere le posizioni europee'', ha spiegato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo a Re Start su Rai Tre.Perché ''siamo convinti che l'Europa debba presentarsi unita'' e ''l'Italia non si sostituisce all'Europa, ma può dare un contributo''.

Sul tavolo dei colloqui con Trump ''ci sarà anche il dossier commerciale, oltre quello di politica estera'', ha precisato il titolare della Farnesina. Trump sta considerando un'esenzione tariffaria a breve termine per le aziende automobilistiche. ''Sto valutando qualcosa per aiutare alcune aziende automobilistiche che si stanno riconvertendo per le parti prodotte in Canada, Messico e altri luoghi e hanno bisogno di un po' più di tempo'', ha detto il presidente americano. ''Le produrranno qui, ma hanno bisogno di un po' più di tempo''.Non esistono attualmente auto interamente prodotte negli Stati Uniti.

Alcune sono assemblate nel Paese con parti provenienti da Canada e Messico.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conte: “La squadra è cresciuta tantissimo. Vogliamo continuare a dare fastidio”

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Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha parlato a Dazn al termine della vittoria contro l’Empoli per 3-0. “Penso che oggi abbiamo disputato un’ottima partita – ha detto Conte -.L’Empoli è una squadra che crea delle difficoltà: sono molto organizzati, mi sorprende infatti che stiano lottando per non retrocedere.Anche se all’inizio ci hanno creato situazioni in cui potevano farci male, noi abbiamo giocato da grande squadra, senza dimenticare che oggi ci mancavano Di Lorenzo, Anguissa e Buongiorno.Questa è una squadra che sta rispondendo anche nelle difficoltà con ottime prestazioni e sta dicendo di essere presente.

Abbiamo lanciato un messaggio anche per chi diceva che nei secondi tempi non giocavamo: oggi siamo stati straripanti”.

“Merito del Napoli se il campionato è ancora aperto”

“Penso che la squadra sia cresciuta tantissima.Ho rivisto la partita che abbiamo giocato a Empoli, in cui siamo stati molto fortunati.Ma eravamo la lontana parente della squadra che siamo ora.Oggi vedo il Napoli e noto che è una squadra completamente diversa nella consapevolezza che hanno preso i giocatori.

Non dimentichiamoci che stiamo affrontando delle difficoltà, a cui però non vogliamo farci caso perché non voglio che la squadra abbia degli alibi.Ora siamo a tre punti dall’Inter, che era impensabile a inizio stagione.Il nostro obiettivo è quello di dar fastidio e per ora lo stiamo facendo.L’Inter sta facendo benissimo, è una squadra completa.

Penso che qualcuno debba ringraziare il Napoli se questo campionato è ancora aperto”.

Napoli-Empoli 3-0! Gli azzurri rialzano la testa e tornano a -3

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Da lunedì a lunedì il Napoli di Antonio Conte torna al Maradona per reagire al secondo tempo di Bologna.Per farlo dovrà fare a meno di Di Lorenzo e Anguissa per squalifica.

Gli azzurri ospitano l’Empoli, squadra insidiosa che non ha nulla da perdere vista la salvezza da conquistare.

Primo tempo

Nel primo tempo l’Empoli parte bene e fa capire che c’è partita.Al diciottesimo si sblocca il match, Lukaku raccoglie un lancio, protegge palla e serve centralmente McTominay a centrocampo, lo scozzese avanza verso la porta e calcia dal limite, palla in buca d’angolo ed 1-0 Napoli!

Al trentanovesimo palla per Esposito dal limite, l’attaccante attende che la palla scenda e calcia al volo, con Meret che evita un eurogol e devia in angolo.

Secondo tempo

Al cinquantaquattresimo il Napoli va vicino al raddoppio, Neres sfila sull’out di sinistra e serve al centro per Olivera che colpisce di testa, palla di poco a lato.Due minuti più tardi arriva il raddoppio, Olivera in percussione serve Lukaku che è bravo a smarcarsi e a tu per tu col portiere non si fa ipnotizzare e lo fa secco sul primo palo, 2-0 Napoli!

Al sessantesimo il Napoli mette la partita in ghiaccio, ancora sull’asse Lukaku-McTominay, il belga serve alto per lo scozzese che salta più di tutti e mette palla sotto la traversa, 3-0 Napoli!Al sessantaseiesimo McTominay va vicino alla tripletta, ancora loro due, Lukaku serve McTominay; che piazza il diagonale raso terra che però colpisce in pieno il palo a portiere battuto.

Al settantacinquesimo gli azzurri vanno ancora vicini al 4-0, con Neres che serve per Lukaku che tocca ma la palla va di poco a lato.La partita non regala altre emozioni e termina qui, gli azzurri di Antonio Conte tornano a vincere e lo fanno bene, segnando tre gol e non subendo reti.

Napoli-Empoli 3-0, gol di Lukaku e doppietta di McTominay

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(Adnkronos) – Il Napoli batte l'Empoli 3-0 al 'Maradona' nell'incontro valido per la 32ma giornata del campionato di calcio di Serie A.Dopo un quarto d'ora di equilibrio, al 15' padroni di casa vicino al gol ma Marianucci sventa un tentativo di Lukaku a due passi dalla porta e mette in angolo.

E' il preludio al gol del Napoli che arriva al 18' con McTominay, che in azione solitaria arriva al limite dell'area e fulmina Vasquez, forse tradito da un rimbalzo della palla.Un minuto più tardi Empoli vicino al pareggio con Gyasi che non trova la porta di testa su cross di Pezzella dalla sinistra.

Al 21' tiro a giro di sinistro di Politano, il portiere ospite si oppone efficacemente.Al 38' Gilmour calcia alto da buona posizione, al 39' prodezza di Esposito che calcia al volo da posizione defilata ma Meret riesce a deviare e a evitare il pari dell'Empoli. Nella ripresa subito Napoli pericoloso con lo stesso McTominay, che si destreggia in area ma il suo destro viene deviato in angolo dalla difesa dell'Empoli.

Ancora padroni di casa in avanti al 53' con Neres che dalla sinistra trova con un cross la testa di Olivera, palla fuori di poco.Lo stesso Olivera due minuti più tardi in versione assist-man favorisce il sinistro di Lukaku, che raddoppia per gli azzurri.

Reagisce l'Empoli con Henderson, che spaventa Meret con un destro a giro fuori di poco.Al 61' il Napoli cala il tris con un cross di Lukaku sfruttato alla perfezione di testa da McTominay, che sigla la sua personale doppietta.

Due minuti dopo è ancora lui ad andare vicino al gol ma il suo destro stavolta si stampa sul palo.  Al 76' ancora Napoli vicino alla quarta segnatura, con Neres che si invola sulla sinistra e crossa, ma Lukaku manda fuori di pochissimo.All'86' Vasquez si oppone due volte in pochi secondi ai tentativi di McTominay e Neres.

Al 92' Grassi di testa sfiora il gol della bandiera per l'Empoli.Il risultato non cambia più e con questa vittoria il Napoli si porta a 68 punti in classifica, a -3 dall'Inter capolista. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Achille Lauro canta ‘Amor’, il nuovo singolo dedicato a Roma – Video

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(Adnkronos) – Achille Lauro ha regalato stasera ai suoi fan una performance live sotto il cielo della Città Eterna per celebrare l'uscita del suo nuovo album, ‘Comuni Mortali’, prevista per il 18 aprile.Tra i brani cantati dalla scalinata di Trinità dei Monti, a Piazza di Spagna, anche il nuovo singolo 'Amor', dedicato a Roma.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Achille Lauro, a Piazza di Spagna l’omaggio a Venditti con ‘Notte Prima degli Esami’ – Video

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(Adnkronos) – Da un'iconica piazza romana, l'omaggio a un'icona di Roma.Achille Lauro, che da Piazza di Spagna ha lanciato stasera il nuovo album 'Comuni Mortali' con un secret show, intona 'Notte Prima degli Esami' dalla scalinata di Trinità dei Monti.

Ed è subito coro di fan —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Achille Lauro, Piazza di Spagna canta per il lancio di ‘Comuni Mortali’ – Video

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(Adnkronos) – Achille Lauro 'secret show' questa sera a Piazza di Spagna, location scelta dal cantante per il lancio del suo nuovo album 'Comuni mortali'.A cantare con l'artista, decine di fan che hanno riempito l'iconica piazza romana —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Achille Lauro infiamma Piazza di Spagna per l’anteprima del nuovo album – Video

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(Adnkronos) – Roma, Piazza di Spagna: una cornice iconica per un evento a sorpresa (VIDEO).Achille Lauro ha regalato ai suoi fan una performance live sotto il cielo della Città Eterna per celebrare l'uscita del suo nuovo album, ‘Comuni Mortali’, prevista per il 18 aprile.  La scaletta ha spaziato tra vecchi successi e nuove anticipazioni: si è partiti con la nuova ‘Dannata San Francisco’, per poi infiammare la piazza con ‘Amore disperato’, ‘BamBam’, ‘Rolls Royce’ e l’altro nuovo singolo ‘Amor’.

Non sono mancati i brani più iconici, come ‘16 marzo’, la hit sanremese ‘Incoscienti giovani’ e ‘Finta fine’.Il live si è concluso con l’omaggio ad Antonello Venditti ‘Notte prima degli esami’ e il nuovo brano ‘Walk of Fame’.  L'evento, annunciato a sorpresa sui social, ha fatto registrare il tutto esaurito in pochi minuti.

Nonostante la pioggia, tanti fan dell'artista, muniti di ombrello, non si sono lasciati scoraggiare e hanno partecipato con entusiasmo. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’attico di Chiara Ferragni a Milano non è in vendita, arriva la smentita

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(Adnkronos) – L'attico di Chiara Ferragni a Milano? "Non è in vendita".Parola del suo ufficio stampa, che ha smentito così le notizie di stampa secondo cui l'imprenditrice digitale avrebbe messo sul mercato il superattico milanese acquistato quando era ancora sposata con Fedez. "In qualità di ufficio stampa della Sig.ra Chiara Ferragni si precisa che la casa di sua proprietà non è in vendita", la nota dell'ufficio stampa.

L'immobile a due piani si trova all’interno delle Residenze Libeskind, il complesso progettato dall’architetto Daniel Libeskind, a pochi passi da City Life.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cremonese – Juve Stabia (1-1): Le foto dei protagonisti e dei tifosi stabiesi presenti allo Zini

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Guarda le foto di Cremonese – Juve Stabia realizzate dal fotografo, Antonio Gargiulo, che ci raccontano così l’ottimo pareggio conquistato dalle Vespe (1-1) con i grigiorossi allo stadio Giovanni Zini di Cremona

Il Tabellino Ufficiale

Cremonese (3-5-2): Fulignati; Ceccherini (16′ Antov), Ravanelli, Bianchetti; Barbieri, Collocolo, Castagnetti, Vandeputte, Azzi; Johnsen (70′ Nasti), De Luca (70′ Bonazzoli)

A disposizione: Drago, Tannander, Valoti, Gelli, Majer, Moretti, Folino, Zanimacchia

Allenatore: Giovanni Stroppa

Juve Stabia (3-4-2-1): Thiam; Ruggero, Peda, Bellich (45′ Quaranta); Mussolini, Mosti (85′ Meli), Leone (45′ Buglio), Fortini; Piscopo (64′ Maistro), Candellone (91′ Baldi); Adorante

A disposizione: Matosevic, Rocchetti, Dubickas, Sgarbi, Varnier, Gerbo, Andreoni

Allenatore: Guido Pagliuca

Arbitro: Sig Davide Di Marco della sezione AIA di Ciampino

1° Assistente: Sig Mario Vigile della sezione AIA di Cosenza

2° Assistente: Sig Fabrizio Aniello Ricciardi della sezione AIA di Ancona

Quarto uomo: Sig Michele Pasculli della sezione AIA di Como

VAR: Sig Lorenzo Maggioni della sezione di Lecco

AVAR: Sig Luca Massimi della sezione di Termoli

Angoli: 6 – 3

Ammoniti: 26′ Bellich 64′ Johnsen (C)

Espulsi: nessuno

Recupero: 1 min p.t. – 4 min s.t.Marcatori: 73′ Adorante, 82′ Bonazzoli (C)

Note: Terreno in erba naturale.  Giornata tipicamente primaverile, circa 500 i tifosi provenienti da Castellammare di Stabia

Totale Spettatori: 8711 (2398 venduti e 6313 abbonamenti)

LE FOTO

Orso trovato morto a Ortona dei Marsi, indagini e accertamenti

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(Adnkronos) – Saranno gli accertamenti condotti dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, insieme a quelli dell’Università di Teramo, a chiarire le cause della morte di un orso rinvenuto senza vita ieri in una zona del comune di Ortona dei Marsi (Aq), ai confini con il Parco Regionale Sirente Velino.La segnalazione è arrivata da un gruppo di escursionisti che ha avvisato il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) dopo aver individuato la carcassa nei pressi di Forca Caruso.

L’area, inizialmente ritenuta interna al Parco Regionale, è risultata poi appena esterna ai suoi confini.Sul posto sono intervenuti i carabinieri forestali, personale veterinario della Asl, unità specializzate del Pnalm e tecnici del Parco Regionale.  L’animale, un maschio adulto di circa 8-10 anni, presentava numerosi traumi ma, secondo quanto emerso dalla prima ispezione esterna, non mostrava segni riconducibili a colpi di arma da fuoco.

Saranno gli esami diagnostici e tossicologici, già disposti dalla Procura competente e che saranno eseguiti a Teramo, a stabilire con certezza la natura dei traumi e ad escludere (o confermare) altre possibili cause di morte, comprese eventuali patologie o avvelenamenti.  Sul luogo del ritrovamento sono intervenute anche la biologa del Pnalm, Daniela Latini, e la veterinaria Francesca Di Pirro, oltre al Nucleo cinofilo Antiveleno del Parco, che ha avviato una perlustrazione dell’area alla ricerca di esche o bocconi avvelenati, senza al momento rilevare nulla.Le attività di controllo proseguiranno nei prossimi giorni. "Gli esiti degli accertamenti, che potrebbero essere eseguiti domani – dice il Pnalm – saranno comunicati non appena disponibili". —altrowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Forte terremoto in California, scossa 5.2 vicino a San Diego

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(Adnkronos) – Un forte terremoto ha colpito oggi il sud della California.L'epicentro del sisma di magnitudo 5.2, secondo l'istituto americano Usgs, è stato registrato a circa quattro chilometri a sud di Julian, a poco più di un'ora di auto da San Diego.

La zona si trova poco lontano dal confine con il Messico.  La scossa è stata registrata a una profondità di otto chilometri, secondo i dati dell'Usgs.La scossa iniziale è stata seguita da altre di minore intensità.

Al momento non ci sono notizie di danni. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, parte la corsa verso gli Internazionali: Jannik torna ad allenarsi

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(Adnkronos) – L'attesa è (quasi) finita.Jannik Sinner vede da vicino gli Internazionali di Roma e da domani, martedì 15 aprile, potrà tornare ad allenarsi al Montecarlo Country Club, che ha appena ospitato il Masters 1000 vinto da Alcaraz.

Il fuoriclasse azzurro, che rientrerà in vetta al ranking Atp, si rimetterà dunque al lavoro per il Masters 1000 capitolino, teatro del suo rientro dopo i tre mesi di sospensione per il caso Clostebol.  Proprio ieri, domenica 13 aprile, Sinner ha festeggiato un primo step verso il rientro a Roma.Nel giorno della finale a Montecarlo tra Alcaraz e Musetti, è decaduto il divieto per Jannik di allenarsi nelle strutture federali (sia italiane che estere).

Si tratta di un quasi ritorno alla normalità per l'azzurro, che di recente aveva rivelato di aver lavorato, in questi mesi, soprattutto in palestra.Senza rinunciare a momenti di svago con la famiglia e con gli amici, tra una sciata e una sessione in pista sui go kart.  Sinner poteva allenarsi già oggi, ma non lo ha fatto perché negli ultimi giorni è stato a Merano.

Motivo?L'azzurro è stato invitato al "Galà dello Sport", evento che premia lo sportivo e la sportiva dell'anno dell'Alto Adige, e ha portato a casa il premio per la quarta volta consecutiva.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stretta sui diritti Lgbtq+ e Pride vietato, nuove restrizioni nell’Ungheria di Orban

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(Adnkronos) – Il Parlamento ungherese ha approvato a larga maggioranza un emendamento costituzionale che rafforza il divieto della Pride March e introduce nuove restrizioni contro la comunità Lgbtq+, in quella che viene definita l’ultima offensiva "illiberale" del premier Viktor Orbán.Il provvedimento, passato con 140 voti a favore e 21 contrari, prende di mira anche le persone con doppia o multipla cittadinanza, considerate potenziali "traditori della nazione".

In base al nuovo testo, queste persone potranno essere private della cittadinanza ungherese ed espulse dal Paese. L’emendamento fornisce la base costituzionale alla legge approvata il 18 marzo che vieta la marcia annuale del Pride, limitando la libertà di riunione e suscitando proteste da parte di attivisti e opposizione.Una disposizione centrale stabilisce che "i diritti dei bambini per il loro corretto sviluppo fisico, mentale e morale hanno la precedenza su tutti gli altri diritti fondamentali, fatta eccezione per il diritto alla vita".

Il testo ribadisce inoltre che "le persone possono essere solo maschi o femmine" e rafforza la linea del governo contro il riconoscimento delle identità di genere non binarie.  Il partito di opposizione Momentum, che ha organizzato una protesta oggi di fronte al Parlamento, evidenzia le similitudini del provvedimento alle leggi approvate negli ultimi anni in Russia.Con Viktor Orban che, come Vladimir Putin, presenta leggi repressive con la forma della difesa dei valori tradizionali e della protezione dei minori.

Il mese scorso è stata approvata una legge che proibisce eventi pubblici organizzati da comunità Lgbtq. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, risparmi per oltre 1 mld l’anno con stili di vita sani: da dieta a fumo

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(Adnkronos) – "La prevenzione parte dagli stili di vita e c'è tanta strada ancora da fare per gli italiani.Si potrebbe risparmiare ben oltre 1 miliardo di euro l'anno solo per i costi sanitari diretti con comportamenti sani, dalla dieta al fumo".

E' uno dei dati che emerge dal report presentato alla Facoltà di Economia della sede di Roma dell'Università Cattolica per il lancio della nuova iniziativa Osservatorio sull'Economia della Salute pubblica per il cambiamento del sistema sanitario italiano.Fondato dall'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari (Altems) – Facoltà di Economia, l'Osservatorio "ha l'obiettivo di analizzare e monitorare in modo sistematico le abitudini e gli stili di vita della popolazione italiana, valutandone l'impatto sulla spesa sanitaria nazionale.

Per il futuro serve una 'prevenzione smart' basata su interventi precoci, sulle strategie di salute comportamentale e su un accesso equo ai servizi sanitari".Si tratta della prima piattaforma in Italia che combina modellistica economica, innovazione sanitaria e scienze comportamentali. Secondo gli esperti, "la prevenzione è la chiave per rimanere in salute e adottare stili di vita sani è il primo pilastro di questo approccio.

Oltre a migliorare la qualità della vita, ciò comporta un risparmio economico significativo per il Paese: da un lato per la riduzione dei costi diretti legati all'assistenza sanitaria, dall'altro per il recupero di produttività, grazie a una popolazione più attiva, presente e in buona salute.Basti pensare – è stato ribadito – che solo con azioni di contrasto al fumo, agli alcolici, alla sedentarietà e alla cattiva alimentazione si potrebbe risparmiare ben oltre 1 miliardo di euro l'anno solamente per i costi sanitari diretti; cifre rilevanti, soprattutto in un periodo in cui gli effetti della pandemia e dei conflitti internazionali hanno indebolito il nostro sistema sanitario e ridotto la ricchezza delle famiglie e del Paese.

Di conseguenza, si potrebbe attenuare la contrazione del rapporto tra la spesa sanitaria e il Pil nei prossimi anni, contribuendo a migliorare la sostenibilità del sistema".  In Italia "il fumo continua a rappresentare una delle principali sfide per la salute pubblica, con una percentuale di fumatori pari a oltre il 19%, stabile da un decennio.In questo contesto – ricordano gli esperti – se metà dei fumatori italiani modificasse le proprie abitudini consumo optando per prodotti alternativi senza combustione, si potrebbero ottenere risparmi significativi per il Servizio sanitario nazionale, che potrebbero superare i 700 milioni di euro all'anno". "Inoltre, in Italia quasi il 3% della popolazione è grande consumatore di alcol, con effetti devastanti sulla salute, come danni al fegato, problemi cardiaci, ipertensione e un maggiore rischio di tumori.

Se 1 persona su 1.000 riducesse il consumo di alcol ai livelli raccomandati (massimo 2 unità al giorno per gli uomini, 1 per le donne), il Servizio sanitario nazionale potrebbe risparmiare 60 milioni di euro all'anno.E poi ancora, anche la sedentarietà rappresenta una sfida per il sistema sanitario italiano.

Circa il 40% degli italiani non svolge alcuna attività fisica, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, obesità e altre patologie come il cancro al colon, l'ipertensione, l'osteoporosi, la depressione e l'ansia".  "Le stime – si legge nel report – evidenziano che, se 1 persona su 100 iniziasse a praticare almeno 150 minuti di attività fisica moderata a settimana, il risparmio per il sistema sanitario potrebbe essere di 223 milioni di euro all'anno.Quanto alla dieta, la cattiva alimentazione, combinata con alti livelli di zucchero nel sangue e ipertensione, contribuisce all'aumento del carico di malattie croniche in Italia.

Ogni italiano consuma 32 kg di zucchero all'anno, pari a 22 zollette di zucchero al giorno (2021), posizionando gli italiani al 48esimo posto nel mondo.Si tratta di una cifra mai vista prima e di un aumento dei consumi del 135% dagli anni '60.

Sempre nel 2021, 109.000 italiani sono morti prematuramente a causa di un'alimentazione non sana".  Il suggerimento degli esperti è che "la prevenzione deve diventare smart e coinvolgere i cittadini: ad esempio, si può disincentivare il consumo di cibi zuccherati con una tassazione progressiva che cresce al crescere della percentuale di zucchero; oppure si può pensare all'integrazione dell'educazione alimentare nel curriculum scolastico, dalla scuola primaria a quella secondaria.Gli studenti partecipano a lezioni pratiche e teoriche che insegnano i principi di una dieta equilibrata, promuovendo scelte salutari senza imporre restrizioni". L'Osservatorio sull'Economia della Salute pubblica per il cambiamento del sistema sanitario italiano "è composto da un team multidisciplinare di accademici di alto livello, esperti di politiche e leader di pensiero, sia italiani che internazionali", spiega Giuseppe Arbia, direttore dell'Altems.

L'Osservatorio "fornirà consulenza ai politici per tradurre la ricerca in azione e migliorare l'efficienza e l'efficacia del sistema sanitario.La piattaforma punta a soluzioni che mirino all'intervento precoce, a nuove strategie di salute comportamentale e a soluzioni innovative come l'intelligenza artificiale e la digital health.

L'obiettivo è offrire una consulenza diretta ai politici per tradurre la ricerca in azione e passare a un sistema efficiente, efficace e più stabile.La nostra nazione dovrà passare da un modello di assistenza sanitaria reattivo e basato sul trattamento a un approccio sistemico e proattivo in cui l'intervento precoce, le strategie di salute comportamentale e le soluzioni innovative siano prioritarie". L'Osservatorio, precisa Francesco Moscone della Brunel Business School e dell'Università Ca' Foscari di Venezia, "sarà coordinato da un comitato scientifico composto da esperti multidisciplinari nei campi dell'economia sanitaria, della statistica, dell'econometria e della sanità pubblica.

Il team multidisciplinare comprende accademici di alto livello, esperti di politiche e leader di pensiero, sia italiani che internazionali.L'inclusione di esperti stranieri garantisce che le migliori pratiche globali informino le raccomandazioni dell'Osservatorio, consentendo al contempo all'Italia di adattare strategie collaudate ai suoi specifici contesti culturali, economici e sociali". "L'Osservatorio fornirà analisi basate sui dati, orientamenti politici, commenti di esperti ed eventi pubblici per informare i responsabili delle decisioni, definire le politiche sanitarie e coinvolgere il pubblico in discussioni basate su dati concreti.

La creazione di un sistema sanitario orientato alla prevenzione riduce i costi sanitari aumenta la produttività della forza lavoro e stabilizza le finanze pubbliche, garantendo una popolazione più sana e un'economia italiana più competitiva.E' una grande sfida, ma possiamo raggiungerla, se i migliori esperti lavorano fianco a fianco", assicurano Arbia e Moscone.

Inoltre, l'Osservatorio "immagina un modello sanitario che allontani l'Italia da un'assistenza reattiva, basata sul trattamento, e la orienti verso un approccio sistemico e preventivo.Questa trasformazione richiede riforme politiche mirate, collaborazione intersettoriale e un approccio basato sui dati, affinché la prevenzione sanitaria non sia solo un ideale, ma una componente fondamentale del sistema sanitario italiano". "Attualmente – osservano gli esperti – il sistema sanitario italiano si confronta con inefficienze, disuguaglianze regionali, carenza di personale e un'eccessiva dipendenza dall’assistenza ospedaliera.

Sebbene l'aspettativa di vita rimanga tra le più alte d'Europa, le malattie prevenibili come le patologie cardiovascolari, l'obesità e il diabete sono in aumento, contribuendo all'incremento dei costi sanitari a lungo termine.Un approccio di prevenzione intelligente potrebbe invertire questa tendenza, ponendo l'accento sull'intervento precoce, sulle strategie di salute comportamentale e su un accesso equo ai servizi sanitari". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Spara a Giorgia’, procura Milano indaga su minacce a Meloni a corteo pro Pal

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(Adnkronos) – La procura di Milano ha aperto un fascicolo d'indagine a carico di ignoti per la scritta in vernice rossa 'Spara a Giorgia', comparsa su una vetrina di una banca in piazzale Lagosta, durante la manifestazione per la Palestina del 12 aprile scorso.L'articolo 338 del codice penale punisce, infatti, "con la pena della reclusione da uno a sette anni 'chiunque usa violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario"'. Nel fascicolo, aperto dopo la manifestazione, sono inoltre sei le persone iscritte, a vario titolo, con le accuse di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

In particolare la polizia ha denunciato cinque uomini e una donna, di età compresa tra i 19 e i 30 anni, per resistenza a pubblico ufficiale.Uno degli indagati è stato denunciato pure per danneggiamento e un altro deve rispondere anche per il possesso di un coltello a serramanico.  Le immagini del corteo hanno anche restituito alcuni frammenti di un poliziotto con un giubbotto nero con l'immagine, sulla schiena, di un'aquila e il motto 'Narodowa duma', utilizzato anche da gruppi di estrema destra in Polonia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Goggia a Paris, le stelle azzurre ci credono: “Milano Cortina 2026? Daremo tutto”

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(Adnkronos) – Il saluto a una stagione trionfale si apre con le parole di Federica Brignone e uno sguardo attento al 2026. “Milano Cortina?Il mio primo pensiero adesso è guarire, per tornare a fare tutto.

Ora sono focalizzata su altro.Oggi il mio umore è buono, sono super positiva.

Ciò che mi è successo non è bello, ma non posso tornare indietro".La fuoriclasse azzurra, vittima di un brutto infortunio pochi giorni dopo la vittoria della Coppa del Mondo di sci, ha aperto in videocollegamento l’evento di chiusura della stagione della Federazione Italiana Sport Invernali, all’Armani Hotel di Milano.

Per rivivere una stagione di succesi verso le Olimpiadi italiane del prossimo anno.  Federica Brignone ha partecipato in videocollegamento perché impegnata a Torino nell'inizio del suo percorso di fisioterapia: “Quando mi rivedrete?Non lo so, non lo sanno nemmeno i medici, dipende tutto da come andrà la fisioterapia.

Vedremo come reagirà il mio fisico, ma prima di 4-5 mesi è una cosa impossibile, se tutto va bene.Tra 45 giorni ne sapremo di più, dobbiamo aspettare la guarigione della tibia.

Step by step, prima penserò a tornare a camminare”. La fuoriclasse azzurra ha poi parlato del momento dell'incidente, durante la seconda manche dei campionati italiani di gigante sull'Alpe Lusia: "È andato tutto storto, non ho mai visto il video e non so se riuscirò a guardarlo, non mi interessa.Non c’era però niente di sbagliato e non avremmo fatto niente di diverso. È andata così”. Il media day organizzato dalla Fisi per salutare la stagione ha visto la sfilata di tante stelle azzurre.

Da Dominik Paris a
Sofia Goggia
, Maurizio Bormolini, Lisa Vittozzi, Michela Moioli e gli assi del freestyle Miro e Flora Tabanelli. "Per me – ha detto Sofia Goggia – è stata un'ottima stagione.Sono riuscita a esprimermi bene in gigante e mi dà fiducia.

Riparto con consapevolezza dal terzo posto in Coppa del Mondo.Se è l’ultimo quadriennio per me? È pieno di forse, ma dopo le Olimpiadi andrò avanti.

Sicuramente ancora un anno, poi vedremo.Questa stagione ha dimostrato che più esperti si è e più si colgono le occasioni al momento giusto.

C’è un aspetto di longevità nel nostro sport che fino agli anni scorsi era impensabile". Già proiettato a Milano Cortina 2026 Dominik Paris, festeggiato sul palco con una torta a sorpresa per il suo compleanno: "È finita la stagione e si pensa già alla prossima.La preparazione per le Olimpiadi non cambia molto, più o meno è la stessa.

Cercherò di capire bene di cosa ha bisogno il mio fisico.I successi in Norvegia mi hanno dato il morale necessario, ma anche la consapevolezza di essere competitivo con gli altri ed è una cosa molto importante.

Se punto a battere il record di Franz Klammer?Mancano sei vittorie (il riferimento è ai 25 successi dell’austriaco in discesa libera in Coppa del Mondo, ndr), sarebbe un obiettivo esagerato.

Voglio vincere ancora gare, cerco di fare il massimo”. Chi ha raccolto in questa stagione quanto seminato in passato è
Maurizio Bormolini
, vincitore della Coppa del Mondo di snowboard: "Ho lavorato tanto – ha spiegato sul palco – mi sono sempre sentito bene e per me è stata una stagione speciale.Sono soddisfattissimo dei successi".

Inevitabile il pensiero olimpico per lui, che si giocherà il sogno della medaglia d'oro sotto casa: "L’obiettivo ha dato una grande mano a questa stagione, non lo nascondo.Si sente l’odore dei Giochi a Livigno, farò di tutto per esserci e per arrivare al meglio all'appuntamento". Occhi a Milano Cortina 2026 pure per i fratelli Miro e Flora Tabanelli, quest'ultima protagonista di un'annata clamorosa.

Una stagione coronata dalla Coppa del Mondo di big air, dalla Coppa del Mondo generale di freestyle e da uno storico oro nel big air ai Mondiali di Engadina. "Noi ispirazione per i più giovani?Siamo contenti anche per questo, è bello poter essere da esempio verso un evento così importante".

Milano Cortina 2026 sarà un fenomeno generazionale e permetterà ai tanti appassionati di conoscere discipline nuove e spettacolari.Qui l'Italia parte in prima fila. (di Michele Antonelli) —milano-cortina-2026/eventiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Effetto Trump sul conflitto Israele-Iran: cosa dicono gli esperti sul futuro del Medio Oriente

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(Adnkronos) – Un Paese più di altri ha osservato con estrema attenzione l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, primo leader estero a visitarlo dopo l’insediamento e ora primo a essere entrato nella Casa Bianca dal “Liberation Day”.Mentre le altre capitali passavano al setaccio la conversazione per studiare come Israele intende reagire ai dazi Usa, Teheran tentava di misurare l’impatto della seconda presidenza Trump sul Medio Oriente.

E durante la conversazione Netanyahu ha reiterato che Tel Aviv e Washington sono “uniti nell’obiettivo di non permettere all’Iran di ottenere armi nucleari”. Trump ha evidenziato che un accordo con l’Iran “sarebbe preferibile rispetto all’ovvio”: un’allusione all’uso della forza militare.Quell’opzione “non è qualcosa in cui voglio essere coinvolto, né, francamente, qualcosa in cui Israele vuole essere coinvolto, se può evitarlo”, ha sottolineato il presidente Usa.

Ma solo evocarla conferma l’intenzione della Casa Bianca di continuare con la strategia di “massima pressione” sull’Iran, il cui regime islamista sostiene direttamente gruppi jihadisti come Hamas, Hezbollah e gli Houthi e guida il suo “Asse della Resistenza” per contrastare l'influenza di Usa e Israele nel Medio Oriente. “Questo è forse la prima volta dai tempi di Barack Obama in cui gli Usa pongono una minaccia credibile all’Iran”.A parlare è il professor Chuck Freilich, già vice consigliere per la sicurezza nazionale del governo israeliano e oggi Senior Fellow presso l'Institute for National Security Studies (Inss), ente guidato dal maggiore Tamir Hayman, ex capo dell’intelligence militare dell’esercito israeliano.

Parlando a un incontro con la stampa internazionale al quale ha partecipato l’Adnkronos, l’esperto ha evidenziato che la pressione di Trump è “diplomazia coercitiva.Ma penso – e credo che siamo tutti d’accordo qui all’Istituto – che gli Stati Uniti non intendano davvero arrivare a un esito militare”. La strategia di Washington, complementare a quella israeliana, si inserisce in un contesto di grande fragilità del regime iraniano, come spiega Raz Zimmt, dottore di ricerca in storia mediorientale, Research Fellow all’Inss e osservatore specializzato sull’Iran presso le Forze di difesa israeliane (Idf). “Questo è stato uno degli anni peggiori e più difficili per la Repubblica islamica.

Per capire quanto sia grave la situazione nel Paese, sul piano interno, regionale e militare, basta contare quante volte i politici iraniani hanno paragonato il contesto attuale alla crisi più traumatica nella sua storia: la guerra con l’Iraq degli anni Ottanta”.Il deficit di bilancio è persino peggiore rispetto ad allora, senza contare un’inflazione superiore al 40% e una forte crisi valutaria, spiega Zimmt allo stesso evento. Alle complicazioni interne si aggiungono quelle regionali. “Lo sviluppo più devastante nella regione, dal punto di vista iraniano, è stato ovviamente il crollo del regime di Bashar al-Assad”, continua l’esperto, sottolineando l’importanza cruciale della Siria per la proiezione di forza.

A questo si aggiungono le conseguenze dell’attacco israeliano di fine ottobre sul territorio iraniano (quando sono stati colpiti siti di produzione missilistica, batterie antiaeree e una fabbrica di droni).E ora, il ritorno di Trump alla Casa Bianca. La domanda cruciale, ora, è come intenda muoversi il regime iraniano alla luce di questi vincoli e queste debolezze. “Una possibilità è che tutti questi problemi economici, questo crescente divario tra la popolazione iraniana e il governo”, specie la seconda e terza generazione nate dopo la Rivoluzione islamica del 1979, “possano portare o almeno spianare la strada a un cambiamento di regime”.

Ma non è così semplice, sottolinea: “il fatto che la maggioranza della popolazione iraniana non sostenga il governo non implica necessariamente che possiamo essere ottimisti sulle possibilità del suo crollo”. “C’è un vecchio detto in questa regione: ‘se non vai tu in Medio Oriente, sarà il Medio Oriente a venire da te’.E naturalmente, diversi eventi hanno costretto gli Stati Uniti a continuare il loro coinvolgimento nella regione”.

Washington aveva espresso l’intenzione di ritirarsi dall’area per concentrarsi sull’Indo-Pacifico già dai tempi di Obama, ricorda Freilich, ma ha dovuto fare i conti con gli sviluppi della Storia.Non da ultimo il massacro del sette ottobre 2023 e il conseguente innesco della guerra aperta tra Israele e “l’Asse della Resistenza” che fa capo all’Iran. Gli Usa rimangono dunque i convitati di pietra nella regione, anche loro malgrado.

C’entra anche il loro ritiro improvviso (durante la prima presidenza Trump) dal JCPoA, il complicato accordo diplomatico per il controllo delle ambizioni nucleari iraniane che sostenevano anche Ue, Cina e Russia.A detta di entrambi gli esperti Inss, la mossa di Washington è stata un pesante errore strategico.

Ma la relazione tra Usa e Israele, che va rafforzandosi dagli anni ’90, continua a pesare sulle dinamiche regionali. “Una componente cruciale del rapporto è la copertura diplomatica che gli Usa forniscono in ogni sede, incluso il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dove probabilmente Israele sarebbe stato oggetto di sanzioni internazionali già decenni fa se non fosse stato per l’appoggio americano. È solo un aspetto di una relazione molto profonda e ampia”, sottolinea Freilich, indicando l’esistenza di una cooperazione strategica, militare e in parte diplomatica.Ad esempio, gli Usa stanno cercando di promuovere il processo di pace nel contesto della questione palestinese, fermo restando che la visione trumpiana per la Striscia di Gaza è semplicemente inaccettabile per il mondo arabo. Il dossier della questione israelo-palestinese è però fondamentale agli occhi dell’Arabia Saudita, altro attore chiave nella regione.

Israele, di sponda con gli Usa, rimane intenzionata a normalizzare i rapporti, e il sentimento è reciproco.Il primo mandato di Trump ha portato anche “l’enorme svolta” degli Accordi di Abramo, che servono esattamente a quello, ricorda l’esperto, secondo cui il progetto portato avanti anche dall’amministrazione di Joe Biden rimarrà la cifra di Trump 2.0. “E questo apre al processo di pace.

Apre alla normalizzazione di Israele non solo con i sauditi, ma con il mondo arabo, con il mondo musulmano”. Questo processo consente anche “la creazione e l’espansione dell’architettura di sicurezza che gli Stati Uniti costruiscono nella regione da anni”, continua, sottolineando che non va necessariamente a scapito di Teheran, nonostante la postura diplomatica del regime. “Gli iraniani non hanno mai considerato questo triangolo Israele-Arabia Saudita-Iran come un gioco a somma zero.Per esempio, sono riusciti a mantenere relazioni piuttosto buone con gli Emirati Arabi Uniti anche dopo che questi hanno firmato gli Accordi.

E oggi si trovano in una posizione molto migliore, dopo la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Iran e Arabia Saudita lo scorso anno”, rileva Zimmt. Il suo avvertimento: “non dovremmo cedere all’illusione, a volte presente in Israele, che un eventuale accordo di normalizzazione con l’Arabia Saudita possa essere usato per formare una coalizione anti-iraniana.A mio avviso, questo non accadrà”.

Si potrebbe rafforzare la cooperazione economica, di intelligence, militare e difensiva, ma una coalizione di natura offensiva è impossibile; del resto Riad intende convivere con il vicino. “Detto questo, credo che il primo passo debba essere quello di provare a riprendere i colloqui di normalizzazione con l’Arabia Saudita.E questo dipenderà soprattutto da cosa accadrà a Gaza e con i palestinesi.

Solo dopo si potrà vedere come evolverà la situazione”. Cosa accadrà con Trump 2.0?Da una parte gli israeliani sperano che l’imprevedibile Trump, che finora li sostiene con ancora più vigore di Biden, non cambi approccio: “non vogliamo diventare la nuova Ucraina”, sottolinea Freilich, spiegando che Netanyahu ha certamente fatto tesoro della lite tra Trump, il suo vice J.D.

Vance e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky andata in scena alla Casa Bianca.Questo significa anche rendersi conto che sulla questione Gaza, dove secondo Hamas il bilancio è di oltre 50.000 morti, Trump vuole la calma, continua l’analista. “Sta sostenendo Israele pienamente, ma secondo me si tratta di una strategia a breve termine: esercitare pressione su Hamas per raggiungere un accordo sugli ostaggi e avviare un processo volto a ridurre il ruolo dell’organizzazione nella Striscia”. La vera questione è la reale capacità dell’Iran di prendere le decisioni necessarie per colmare il divario tra la sua posizione e quella degli Usa sul programma nucleare.

Teheran non vuole essere coinvolta in un conflitto, certamente non con Washington, ma non sta neanche cercando davvero un dialogo.D’altra parte, la guida suprema Ali Khamenei, da sempre, vede il programma nucleare come un’assicurazione per la sopravvivenza del suo regime.

E la linea massimalista Usa – che prevede lo smantellamento completo degli impianti nucleari iraniani, limiti all’arricchimento dell’uranio del 20% anziché al 60% e il trasferimento alla Russia del materiale fissile accumulato – potrebbe essere un prezzo troppo alto da pagare rispetto al rischio di un attacco militare. “In definitiva, anche se credo sinceramente che sia gli Usa sia l’Iran vogliano impegnarsi nei negoziati e forse anche arrivare a qualche forma di intesa, non sono certo che il divario tra le loro posizioni possa essere colmato.Per questo motivo ci troviamo, a mio avviso, in una finestra di opportunità molto stretta, che si chiuderà entro l’estate”, sottolinea Zimmt.

Pesano i rapporti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica sul programma nucleare iraniano, secondo cui Teheran è prossima a raggiungere il livello di arricchimento dell’uranio per la costruzione di armi nucleari, e il fatto che l’ultima occasione per l’Ue di rinnovare le sanzioni su Iran nel quadro del JCPoA (dunque senza che Russia e Cina possano porre il veto al Consiglio di sicurezza Onu) sarà ottobre. “Non siamo mai stati così vicini a un attacco israeliano o statunitense contro l’Iran.E se entro l’estate non ci sarà un’intesa, o almeno un progresso negoziale, tra le due parti, allora le probabilità di un confronto militare diventeranno molto elevate”, riassume l’analista Inss. In quel caso l’obiettivo condiviso è assicurarsi che l’Iran non acquisisca armi nucleari.

Per l’esperto Inss sono tre i fattori principali che Israele deve prendere in considerazione. “Il primo è, ovviamente, la posizione degli Usa: non possiamo agire senza almeno il consenso degli Stati Uniti, e direi che un attacco americano sarebbe preferibile a uno israeliano.Ma anche senza il loro coinvolgimento diretto, dobbiamo comunque coordinare le nostre azioni”.

Il secondo riguarda le capacità operative israeliane: “c’è una grande differenza tra una situazione in cui Israele può ritardare il programma nucleare iraniano di cinque anni e una in cui riesce solo a rallentarlo di un anno e mezzo.Tutto dipende dalle capacità operative”, i cui dettagli sono classificati anche per Zimmt. Il terzo fattore riguarda cosa succede dopo un eventuale attacco.

Non solo la rappresaglia immediata dell’Iran, che “può certamente infliggere danni significativi a Israele, visto che dispone ancora di migliaia di missili balistici”.Il nocciolo della questione riguarda la resilienza di Teheran. “Nessuno pensa che un attacco militare possa distruggere il 100% delle capacità nucleari iraniane.

Potrebbero trasferire parte del materiale fissile altrove e riuscire comunque a sviluppare un’arma nucleare nel giro di pochi mesi.Quindi penso che non dovremmo illuderci che un solo attacco militare, tantomeno da parte di Israele, basti a eliminare le capacità nucleari iraniane.

Sarebbe, a mio avviso, solo l’inizio di un lungo processo, che richiederà sia a Israele che agli Stati Uniti ulteriori azioni militari o attività sotto copertura per arrestare lo sviluppo nucleare iraniano”. (di Otto Lanzavecchia) —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)