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Ignazio Boschetto racconta la ‘prima esperienza’ da papà: “Un’emozione incredibile”

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(Adnkronos) –
Ignazio Boschetto diventerà presto papà.Il tenore del trio de Il Volo ha raccontato l'immensa gioia che sta provando da quando la moglie Michelle Bertolini ha scoperto di essere incinta, in attesa della loro prima figlia, che si chiamerà Bianca. Ignazio Boschetto, ospite a Radio Bruno, insieme a Gianluca Ginoble e Piero Barone de 'Il Volo', ha condiviso una delle sue prime esperienze da papà. "Ieri sera eravamo a letto e ho dato un bacino al pancione", ha esordito il cantante sottolineando che ormai lo fa per abitudine per dare alla sua futura bimba la buonanotte.  "Mi sono messo a cantare 'dolce sentire…'", ha detto Ignazio Boschetto che ha cominciato a intonare il celebre brano di Claudio Baglioni 'Fratello sole sorella luna'.

E poi ha aggiunto: "Finisco di cantare, appoggio l'orecchio sulla pancia e boom…mi è arriva una pedata fortissima", racconta il cantante che con un mix di gioia e stupore ha concluso: "Mi sono emozionato tantissimo, è stata un'emozione incredibile".   Il tenore de 'Il Volo' ha annunciato la gravidanza della moglie, Michelle Bertolini lo scorso 11 aprile con un post condiviso su Instagram. "Amore mio, non sai quanto ti abbiamo desiderato.

Ancora stentiamo a credere che diventeremo genitori", si legge nel post a corredo di un carosello di foto in cui Ignazio Boschetto bacia il pancione della modella ormai in bella vista.  I futuri genitori hanno svelato che è in arrivo un fiocco rosa e che la bimba si chiamerà Bianca: "Pensavamo che eravamo già stati fortunati a trovarci noi due nella vita, ma ancora una volta ci ha sorpresi, regalandoci un’altra sfumatura di pura felicità".   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Garlasco, c’è un problema tecnico: Sempio ripete il rilievo delle impronte

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(Adnkronos) – Questa mattina Andrea Sempio, il 37enne amico del fratello della vittima, indagato (in concorso) per l'omicidio di Chiara Poggi, è stato sottoposto a un secondo rilievo delle impronte digitali nella stazione carabinieri di Milano Porta Garibaldi, dopo quello fatto con il laser lo scorso 4 marzo.  Sempio si è presentato spontaneamente insieme al suo legale, Angela Taccia. "Ci hanno chiamato lunedì sera, spiegandoci che il vetrino dello scanner con cui erano state prese le impronte con il laser era sporco, quindi non si leggevano bene.Per questo i carabinieri hanno deciso di riconvocare Andrea per riprendergli le impronte con il metodo classico, quello dell'inchiostro", racconta all'Adnkronos l'avvocato Taccia, assicurando che questa mattina "è stato solo ripetuto il rilievo dattiloscopico, non è stato fatto alcun altro accertamento".

Certo – aggiunge – "è un po' strano che si siano accorti più di un mese dopo che le impronte non si leggevano bene".  Nonostante il breve anticipo con cui è stato avvertito della necessità di fare un secondo rilievo delle impronte, "Andrea si è liberato dal lavoro e si è presentato spontaneamente.Mi ha detto 'se hanno avuto dei problemi, non voglio certo essere io a ritardare gli accertamenti'.

Anzi, dato che è tranquillissimo e non ha nulla da temere, dice 'più accertano e più mi fanno un favore'", racconta il legale.Tornare in caserma ed essere sottoposto al rilievo, durato oltre mezz'ora, resta però una "scocciatura", aggiunge l'altro avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, dicendosi "veramente allibito", dal fatto che il problema sulle impronte prese il 4 marzo sia emerso "più di un mese dopo".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’Aiea lancia l’allarme: “Iran non è lontano da bomba atomica”

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(Adnkronos) – L'Iran "non è lontano" dal potersi dotare della bomba atomica.Ad affermarlo è il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Mariano Grossi, in un'intervista a Le Monde concessa a poche ore dalla missione a Teheran. "Se l'Iran possiede materiale sufficiente per fabbricare non una ma diverse bombe, non dispone però ancora dell'arma nucleare", ha detto, "è come un puzzle, hanno i pezzi e potrebbero eventualmente un giorno metterli insieme.

Resta ancora strada da fare per arrivarci.Ma non sono lontani". "Non basta dire alla comunità internazionale 'non abbiamo l'arma nucleare' per essere creduti", ha continuato Grossi, "è necessario poterlo verificare".

In vista del secondo round di colloqui, previsto per sabato prossimo a Roma, tra Iran e Stati Uniti con la mediazione dell'Oman, Grossi ha precisato che "noi non facciamo parte di questo dialogo bilaterale tra Araghchi (il ministro degli Esteri iraniano) e Witkoff (l'inviato di Trump), ma non siamo indifferenti". "Sanno bene che dovremo dare la nostra opinione su un eventuale accordo perché spetteranno a noi le verifiche.Abbiamo già avviato scambi informali", ha rivelato Grossi, "quando ci sarà un testo con disposizioni concrete, saremo chiamati a pronunciarci su modalità ed entità dei colloqui da effettuare".

E, ha sottolineato, affinché un accordo abbia "senso, serve un sistema robusto di verifiche e monitoraggio che siamo i soli a fornire". Rispetto al passato, secondo Grossi, "questa volta gli Usa vogliono arrivare a un testo più semplice, alleggerito da tutte le clausole, molto tecniche, dell'accordo del 2015", da cui nel 2018 si ritirò Donald Trump, "che non hanno resistito alla prova della realtà". "Si tratterebbe di vietare, in modo più diretto, alcune attività come l'arricchimento, ha concluso, "in cambio l'Iran otterrebbe la revoca delle sanzioni o misure di sostegno agli investimenti". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cittadinanza, Di Giuseppe (FdI): “I passaporti italiani non saranno più un business”

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(Adnkronos) – “Nelle ultime due legislature, ma potrei andare più indietro, non è stata fatta un’azione a favore degli italiani che vivono lontano dalla patria”.C’è una punta di amarezza nelle parole di Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia eletto nella circoscrizione Centro e Nord America, che è invece entusiasta del decreto che riforma il modo in cui si può ottenere la cittadinanza.

All’Adnkronos spiega che “Farnesina e Parlamento stanno lavorando in modo eccellente”, mentre riserva non poche critiche a chi sta mettendo in discussione la misura, tra cui esponenti della Niaf, la National Italian American Foundation: “purtroppo ha perso molta della sua rappresentatività nella comunità degli italiani che vivono negli Stati Uniti, le nuove generazioni non si avvicinano più al mondo Niaf.Spero che il nuovo presidente John Calvelli possa portare il cambiamento forte di cui l’associazione ha bisogno, anche perché comunque è una macchina costosa che pesa anche sulle tasse dei cittadini italiani”.  La riforma, adottata dal Consiglio dei Ministri il 28 marzo scorso, non elimina lo ius sanguinis ma mette limiti precisi per evitare abusi e fenomeni di “commercializzazione” dei passaporti italiani. “C’è un vero mercato, molto spesso illegale.

Il nostro passaporto è tra i più ambiti perché permette di lavorare nell’Unione europea, e le persone pagano anche 30mila euro per ottenerlo”, continua Di Giuseppe nel suo colloquio con l’Adnkronos. “Ogni anno vengono ‘creati’ circa 90mila nuovi italiani, è un business miliardario per studi legali, associazioni e anche per la criminalità organizzata.A questi soggetti non interessa nulla della cultura o dell’attaccamento all’Italia: in molti casi inventano parentele e falsificano documenti di piccoli comuni per creare la connessione che garantisce la cittadinanza.

Il problema per l’85% riguarda il Sudamerica, ma qui negli Stati Uniti certe associazioni che addirittura chiedono di estendere la possibilità di riconoscere questi legami risalenti più indietro del 1800, senza volerlo finiscono per dare copertura a chi opera nell’illegalità”. Ma, e questa è un’anticipazione che Di Giuseppe condivide con l’Adnkronos, nel decreto sarà introdotto un emendamento che riaprirà i termini per chi perse la cittadinanza italiana prima del 1992. “In passato gli italiani hanno dovuto scegliere quale cittadinanza mantenere.Ecco, mentre discutiamo di proposte molto concrete per il voto elettronico in modo da eliminare i brogli, di dare la tessera sanitaria a chi è iscritto all’Aire (un’altra proposta di legge di Di Giuseppe, ndr), c’è questa norma che non sposta gli equilibri ma che è figlia di un ideale di giustizia: spesso vengono da me persone anziane che mi dicono ‘voglio morire da italiano’.

Mentre ci sono decine di migliaia di nuovi italiani ‘creati’ senza alcun vero legame, ne esistono molti che chiedono di raddrizzare una stortura del nostro ordinamento.Mi batterò perché questo avvenga il prima possibile”, conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella ricoverato, valanga social di auguri e solidarietà. Ma spuntano i soliti squallidi haters

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(Adnkronos) – "Forza Presidente!"; "Tenga duro Presidente"; "Siamo tutti con Lei, Presidente".Una miriade di commenti social, tra quelli provenienti dal mondo della politica e quelli di gente comune, augurano una pronta guarigione al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il ricovero al Santo Spirito di Roma per l'impianto di un pacemaker.

Ma ancora una volta, come accaduto anche in passato con altri personaggi famosi, non tutti i messaggi sono dello stesso tenore.Per alcuni l'intervento "programmato" è occasione per sottolineare i tempi lunghi della Sanità per visite, esami e operazioni chirurgiche. "Io aspetto da mesi una risonanza anche importante, ma posso crepare tranquillamente", scrive su Facebook Liliana T..

Gli fa eco Gloria C.: "Che strano…intervento programmato, per lui la sanità funziona.

Io sono otto mesi che aspetto per due interventi a seguito di un'aggressione subita".  E tra un "chi se ne frega" e l'altro, l'intervento di Mattarella per altri utenti social (anche se in percentuale molto minore) è un modo per prenderlo di mira, per rimarcare "non sei il mio Presidente".E seppure talvolta mascherati dall'ironia, non mancano i commenti vergognosi come quello di Pierluigi D.

che arriva a scrivere: "Il karma arriva".O come Flavio P. "R.i.p fai buon viaggio solo andata".

Maria Rosaria F.replica su Facebook: "Io aspetto un po' di denunce per vilipendio e poi me la riderò".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Essere donna nell’antica Pompei

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(Adnkronos) – La scoperta delle condizioni di vita delle donne e bambine, dei numerosi aspetti della vita quotidiana e della posizione che esse occupavano nella casa e nella società romana e ancor più in una città campana quale Pompei: è il filo conduttore della mostra “Essere donna nell’antica Pompei”, aperta da oggi 16 aprile, al 31 gennaio 2026, presso la Palestra grande degli scavi, a cura di Francesca Ghedini e Monica Salvadori e in collaborazione con le Università di Padova, Salerno e Verona. 

Con il suo straordinario stato di conservazione Pompei si pone come osservatorio privilegiato. La documentazione emersa nel corso dei quasi tre secoli di scavi è preziosa per analizzare il ruolo della donna nella società romana, argomento che in altri contesti sfugge a causa della esiguità delle testimonianze. Ma soprattutto a Pompei si può cogliere la presenza non solo di coloro che appartenevano ai vertici della società, ma anche di quella folla indistinta di persone ‘comuni’ a cui è stata dedicata la precedente mostra “L’altra Pompei”, con la quale l’attuale esposizione si pone in continuità. 

Un percorso di 8 sezioni nel quale attraverso affreschi, ritratti privati e funerari, graffiti, iscrizioni ed oggetti d’uso sono documentate le diverse categorie femminili: matrone, liberte, schiave; nelle varie fasi della vita: nascita, infanzia, matrimonio, maternità, morte; e nei diversi ruoli che svolgevano nella società: dalle attività di grande rilievo sociale, economico, religioso, in cui erano impegnate le matrone di alto lignaggio e le liberte arricchite, ai mestieri di ogni genere esercitati da libere e schiave (filatrici e tessitrici, ostesse, venditrici, panificatrici, mediche, fattucchiere, prostitute ecc.). 

Nella prima sala il pubblico è accolto da nomi e volti di donne, come per dare voce alla loro individualità. Inizia, poi, il racconto che illustra, grazie al supporto di eccezionali testimonianze materiali – statue, affreschi, iscrizioni, graffiti e manufatti d’ogni genere – le donne di Pompei. Nelle prime sale sono illustrati gli aspetti principali della vita privata, che per una matrona comprendeva la gestione delle attività domestiche e il rapporto con la servitù, ma anche l’educazione dei figli, la cura del proprio corpo e le attività svolte nel tempo libero. 

Ampio spazio è poi riservato alla vita pubblica e lavorativa delle donne. Si stima cha a Pompei lavoravano fino a 100 donne nella prostituzione, molte costrette perché in schiavitù, ma non tutte. Le donne di si occupavano anche di attività di grande prestigio, con importanti ricadute sociali, come emerge nella sala dedicata alle imprenditrici ed evergeti dove sono raccontati ritratti di donne che hanno segnato il loro tempo, inaugurato nuove attività, cambiato il volto della città. Le ultime tracce del loro passaggio nella vita terrena si colgono invece nelle necropoli, dove monumenti funerari, iscrizioni e corredi restituiscono il ricordo di alcune di loro. 

Il percorso si chiude con un salto nella contemporaneità che da un lato presenta i profili di alcune figure di donne che hanno dato il loro contributo alla scoperta e alla conoscenza di Pompei (Carolina Bonaparte, Wilhelmina Jashemski, Tatiana Warsher, Olga Elia), dall’altro offre ai visitatori una selezione di spezzoni cinematografici dedicati all’immagine femminile, tratti dal grande cinema d’ambientazione ispirato all’antichità romana e in particolare a Pompei.  

Il contesto del Parco Archeologico di Pompei permette poi di ampliare l’esperienza della mostra, trasformandola in una vera e propria visita tematica. Il percorso espositivo, infatti, non si esaurisce all’interno della Palestra Grande, ma propone collegamenti con una serie di edifici significativi per comprendere la condizione femminile all’interno del sito archeologico. Questi edifici segnalati lungo il percorso espositivo, permettono di creare un’esperienza immersiva e interattiva per i visitatori. Ulteriore elemento immersivo è dato dall’integrazione di podcast tematici disponibili sull’app MyPompeii, che raccontano storie di diverse donne realmente vissute nella città di Pompei 

È possibile approfondire la storia di 8 donne e dunque incontrare Flavia Agatea ed Eumachia presso le tombe a Porta Nocera; di nuovo Eumachia presso l’omonimo edificio nel Foro; Mamia e Nevoleia Tyche presso le tombe a Porta Ercolano; Asellina al Termopolio di Asellina; Giulia Felice nei Praedia di Giulia Felice; Eutychis nel quartiere servile della Casa dei Vettii; Amaryllis presso la Casa di Marco Terenzio Eudosso. È inoltre visibile la ricostruzione di un telaio verticale, legato ad una delle attività femminili per eccellenza, nella Casa della Venere in Conchiglia. 

L’obiettivo finale è quello di creare un’esperienza culturale completa, che unisca il passato e il presente in una riflessione critica sul ruolo delle donne, offrendo strumenti di comprensione non solo storica, ma anche attuale. 

Mobilità: Gesù (Greenture Snam), ‘BioGnl abbatte emissioni Co2 dell’80%’

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(Adnkronos) – "L’uso del BioGnl” con il quale sono alimentate le due automotrici ALn668 dopo la riconversione “ha una peculiarità: permette una riduzione della Co2 dell’80% e, in alcuni casi, a seconda di come il gas è stato generato nell’impianto, potremmo andare addirittura a carbon negative.L’uso del BioGnl ha permesso a questo treno di viaggiare essenzialmente a zero emissioni.

Questo, per l’ambiente, per le regioni, per i territori e per i cittadini, penso che sia fondamentale.Il ruolo di Greenture in tutto questo è la promozione dell’impiego di carburante e di infrastrutture che favoriscano la transizione energetica verso un net zero che tutti ci auspichiamo”.

A dirlo Emanuele Gesù, director project delivery commercial and operations di Greenture di Snam, in occasione della presentazione, svoltasi a Fabriano, del completamento degli interventi di rigenerazione di una coppia di automotrici ALn668, la cui alimentazione è stata trasformata da gasolio a BioGNL, nell’ambito di un progetto finalizzato alla valorizzazione in chiave green del materiale rotabile del Gruppo FS Italiane da destinare al turismo ferroviario. Il progetto di riconversione – spiega – è stato reso possibile grazie alla capacità di “cogliere tutte le opportunità che ci sono nella flotta non elettrificata di Ferrovie dello Stato, come queste due littorine". “Il mondo del trasporto stradale pesante e marittimo si sono mossi sul gas naturale liquido da ormai parecchi anni, questo perché esso riduce le emissioni di Nox e Sox, riduce completamente il particolato e ha una riduzione della CO2 del 20%, quindi porta degli enormi contributi.L’idea, che nacque qualche anno fa” di riconvertire le automotrici ALn668 “partì da una domanda – conclude – se il gas naturale liquido permette questa riduzione di emissioni nel mondo stradale e nel mondo marino, perché non impiegarlo anche nel mondo ferroviario?”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Concertone Primo Maggio: da Lucio Corsi a Gabry Ponte, ecco chi ci sarà a Roma

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(Adnkronos) – Il cast del Concerto del Primo Maggio di Roma comincia a prendere forma.Da Alfa a Shablo, passando per Brunori Sas, Gabry Ponte, Gaia, Lucio Corsi e Joan Thiele: ecco chi sono gli artisti che saliranno sul palco in Piazza San Giovanni in Laterano per celebrare la Festa dei Lavoratori con una maratona di musica e spettacolo.  Lo show sarà presentato da Noemi, Ermal Meta e Bigmama ai quali si affiancherà per una serie di incursioni il professore star dei social Vincenzo Schettini.  Tra i primi nomi annunciati: Alfa, Anna Castiglia, Bambole di Pezza, Brunori Sas, Centomilacarie, Franco126, Gabry Ponte, Gaia, Giorgio Poi, I Benvegnù, Joan Thiele, Legno & Gio Evan, Lucio Corsi, Mondo Marcio, Shablo con special guests.

Sulla base del concept 'Il futuro suona oggi', il Concerto del Primo Maggio – promosso da Cgil, Cisl e il e organizzato da iCompany con la direzione artistica di Massimo Bonelli – prova a intercettare le voci più autentiche del panorama musicale italiano, restituendo un affresco sonoro che abbraccia il presente in tutte le sue sfaccettature.  "I primi nomi che annunciamo oggi restituiscono lo spirito con cui stiamo costruendo il cast artistico del Concertone 2025: uno spaccato autentico e contemporaneo della nuova scena d’autore italiana, in cui convivono anime pop, elettroniche, urban, cantautorali e rock in un unico abbraccio musicale corale.La lineup di quest’anno sarà eterogenea ma coerente, pensata per raccontare, attraverso la musica, la complessità, le contraddizioni e la bellezza del nostro tempo" racconta il direttore artistico del Primo Maggio Massimo Bonelli.  
L’annuncio della lineup 2025 è solo all’inizio e nelle prossime settimane verranno svelati nuovi artisti che arricchiranno il cast di un evento che, ogni anno, richiama centinaia di migliaia di spettatori da tutta Italia e in diretta televisiva e radiofonica.

Sarà come sempre a libero accesso e sarà trasmesso in diretta su Rai 3 e Rai Radio 2 e in onda su RaiPlay e Rai Italia. È in corso 1MNext, il contest dedicato alla ricerca di nuovi artisti, organizzato da iCompany, che ogni anno porta sul palco del Concertone i 3 vincitori.Sono stati annunciati i 12 artisti che passano in finale: Arianna Rozzo (Bergamo), Cil (Petritoli – Fm), Cordio (Catania), Dinìche (Aversa – CE), Ëgo (Genova / Milano), Fellow (Asti), Lollo Noir (Roma), Questo e quello (Genova), Sils (Terracina – LT), Tära (Cassino – FR), Venice (Roma) e Ventidue (Roma).  Verranno giudicati dalla Giuria di Qualità composta da Massimo Bonelli (direttore artistico del Concerto del Primo Maggio, presidente giuria), Giulia Nannini (Rai Radio2), Lucia Stacchiotti (iCompany), Maria Venturini (produttrice artistica e autrice), Simona Orlando (Rockol) e Julian Borghesan (Rai Radio2).

I 3 vincitori che si esibiranno al Concertone saranno annunciati su Rai Radio2 il 23, 24 e 25 aprile, durante le puntate di 'Sogni di gloria' con Giulia Nannini e Julian Borghesan. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi e mercati ‘stressati’, governare l’incertezza è la prima sfida per i Ceo

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(Adnkronos) – Cosa si può fare per governare l'incertezza di una fase segnata dalla guerra dei dazi e dalle continue fibrillazioni dei mercati?Tenere i costi sotto controllo senza compromettere la crescita, investire per potenziare la supply chain e reinventare il flusso del lavoro per massimizzare l'impatto dell'AI.

Sono le tre indicazioni chiare che il Ceo di BCG Christoph Schweizer sintetizza introducendo il suo Weekly Brief, che titola 'In tempi incerti i Ceo devono comunque produrre risultati'.Si tratta di consigli molto pragmatici che i capi azienda possono recepire nella gestione di realtà diverse tra loro e che operano in settori e mercati diversi.   Schweizer parte da una premessa. "La storia ha dimostrato che le tradizionali misure di riduzione dei costi, come i tagli generalizzati al budget o licenziamenti generalizzati, spesso causano più danni che benefici".

E arriva alla conclusione che "le aziende più performanti adottano un approccio più strategico, effettuando tagli precisi e ben pianificati che migliorano la resilienza e persino il morale dei dipendenti, anziché indebolire l'operatività".Come si riesce a fare?

Attraverso la leadership. "Oltre l'80% delle organizzazioni più efficienti e performanti comunica chiaramente i propri obiettivi di costo dall'alto", evidenzia il Ceo di BCG, aggiungendo che gli amministratori delegati che riescono a declinare i il taglio dei costi "senza soffocare l'innovazione" sono quelli che mettono le proprie organizzazioni "in una posizione tale da affrontare l'incertezza in modo più efficace".  Anche in questo caso, il punto di partenza è l'analisi di quanto sta avvenendo a livello globale.Le tensioni geopolitiche in corso, il cambiamento dei paradigmi commerciali e l'imposizione di dazi in rapida evoluzione "fanno sì che le catene di approvvigionamento delle aziende rimangano molto probabilmente sotto pressione nel prossimo futuro".

Considerato che "le interruzioni della catena di fornitura possono rapidamente erodere la redditività e la fiducia dei clienti, rendendo essenziale sviluppare in anticipo capacità di risposta alle crisi", Schweizer si dice convinto che "investire nella resilienza della supply chain ora eviterà costose battute d'arresto in futuro".  Punto di partenza del ragionamento: "La semplice automazione dei processi esistenti non è sufficiente".Serve molto altro. "I leader devono ripensare completamente i flussi di lavoro per massimizzare il potenziale dell'AI".

Pochi dubbi sugli obiettivi che può aiutare a raggiungere.Le ricerche dimostrano che "le aziende che integrano efficacemente l'AI registrano una crescita del fatturato significativamente più elevata, rendimenti maggiori per gli azionisti e una maggiore soddisfazione dei dipendenti rispetto ai loro competitor".

C'è però un avvertimento. "Anziché sperimentare l'AI in troppe aree contemporaneamente, i Ceo dovrebbero dare priorità a poche iniziative ad alto impatto in linea con la strategia aziendale".Da dove partire, quindi? "Definire parametri di performance chiari, come la crescita del fatturato, i risparmi sui costi e il miglioramento dell'esperienza del cliente, garantirà che l'IA produca un impatto reale sul business", conclude Schweizer. (Di Fabio Insenga)  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, Fondazione Fs: “Con riconversione ALn668 sostenibilità ha declinazione operativa”

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(Adnkronos) – “La sostenibilità, che oggi è un cardine, deve trovare delle declinazioni operative.Alle nostre spalle ne abbiamo un esempio perfetto” basato sul “riutilizzo dell’esistente, un treno prodotto in Italia, alla Fiat ferroviaria, che è stato completamente rigenerato, riportato all’aspetto originario e, mantenendo l’impianto originale e quindi costando poco, è stato convertito ad una nuova alimentazione a biometano”.

Lo ha sottolineato Luigi Cantamessa, direttore generale della Fondazione Ferrovie dello Stato, a margine della presentazione, svoltasi a Fabriano, del completamento degli interventi di rigenerazione di una coppia di automotrici ALn668, la cui alimentazione è stata trasformata da gasolio a BioGNL, nell’ambito di un progetto finalizzato alla valorizzazione in chiave green del materiale rotabile del Gruppo FS Italiane da destinare al turismo ferroviario. “Dare vita nuova a qualcosa che esprime la nostra ingegneria ferroviaria è molto più di un qualcosa di nostalgico o turistico, è il primo esperimento di riconversione di un rotabile delle Ferrovie dello Stato, concepito e costruito in Italia, ad una nuova nuova modalità di trazione con un combustibile pulito – spiega Cantamessa – Oggi, qui, sulla Pergola -Fabriano, su questa linea apparentemente dimenticata, cuore di tutte le linee erroneamente dimenticate, noi portiamo una innovazione assoluta”. “I costi sono stati bassissimi – prosegue – molto inferiori a quelli di costruire un treno nuovo.Il riutilizzo di ciò che esiste è quindi il principio della sostenibilità.

Il progetto ha la sperimentazione proprio su questa coppia di littorine, così chiamate dagli italiani perché la concezione è degli anni ‘40,” e la riconversione delle prime due “è stata state la più complicata.Pensiamo infatti all’alta infiammabilità di questo combustibile, sono serviti quindi cinque anni di lavoro con i nostri partner, Snam e Hitachi, per la sperimentazione e la messa in sicurezza”. "Al momento la Fondazione per i trasporti turistici puliti ha nel parco circa 50 automotrici, ciascuna con 68 posti, che viaggiano sulle linee più belle di questo meraviglioso Paese, è qui il turismo davvero sostenibile.

Abbiamo un abbattimento delle emissioni superiore al 60%.L’utilizzo che ne facciamo per il trasporto turistico è limitato al fine settimana e, quindi, è come se noi togliessimo i turisti dai roboanti, vecchi e obsoleti autobus a gasolio e li caricassimo su queste rinnovate automotrici.

L’abbattimento è dunque quasi totale, se volessimo guardare sia all’emissione del particolato che ai benefici indotti.Il turista che scende oggi qui è un turista che aiuta la vera economia del territorio.

Uno studio interno di Ferrovie mostra infatti che per ogni euro speso sul treno storico, 3,18 o più ricadono nel territorio – conclude Cantamessa – è così che si fa davvero rivivere l’area interna”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, Bifulco (Hitachi Rail): “Sposato progetto con nostra competenza ferroviaria”

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(Adnkronos) – "Abbiamo sposato questo progetto unendo la nostra competenza sistemistica e ferroviaria con le competenze di altre società italiane come Ecomotive Solutions, specializzata nella trasformazione dei motori, Hvm, specializzata nella produzione di serbatoi criogenici e Snam che ci ha supportato per tutte le attività di distribuzione e di interfaccia coi vigili del fuoco per quanto riguarda la sicurezza del trasporto”.Così Giovanni Bifulco, head of Ram e design for maintenance di Hitachi Rail, in occasione dell’evento di presentazione del progetto di conversione a metano liquido di due storiche automotrici diesel ALn668 di Fondazione FS Italiane (Gruppo Fs) che si è tenuto a Fabriano in provincia di Ancona. L’intervento di trasformazione è stato realizzato in collaborazione con Hitachi Rail, che ha condotto lo studio di fattibilità, nonché la progettazione e l'esecuzione dell’attività, incluso il processo di omologazione con Ansfisa, e Snam (Greenture) che si è occupata delle attività relative all’organizzazione e gestione della logistica attraverso la costruzione di un mezzo speciale dedicato al rifornimento delle ALn.  “Abbiamo colto con favore la firma del memorandum d’intesa con Fondazione, Treni Italia e Snam perché orientata alla green transformation, attività nella quale la nostra società è fortemente coinvolta per la sostenibilità ecologica del trasporto passeggeri” conclude Bifulco. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sisal celebra i suoi 80 anni ricordando ruolo rete punti vendita

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(Adnkronos) – Si è svolto oggi, nella suggestiva cornice delle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia, l’evento che Sisal ha voluto dedicare alla propria rete di ricevitori, oltre 36.000 punti vendita su tutto il territorio nazionale.Un’occasione speciale per riconoscere il ruolo fondamentale che i punti vendita hanno avuto nella crescita dell’azienda, contribuendo in modo determinante a consolidare la presenza di Sisal in Italia e a portare l’innovazione direttamente ai consumatori. L’incontro si inserisce nel programma delle celebrazioni per gli 80 anni dalla fondazione di Sisal, nata nel 1945 in un’Italia che usciva dal secondo conflitto mondiale con un forte desiderio di rinascita e di futuro.

Fin dalle sue origini, Sisal è stata portatrice di innovazione e responsabilità sociale, contribuendo all’evoluzione delle abitudini degli italiani e accompagnando, con il proprio operato, importanti trasformazioni del Paese. Durante l’evento, ampio spazio è stato dedicato alla riflessione sulle sfide del retail del futuro, in un contesto sempre più orientato alla digitalizzazione, alla sostenibilità e alla tutela della legalità.Un’evoluzione in cui i punti vendita continueranno a svolgere un ruolo chiave, come presidio di fiducia e come interpreti di un’esperienza di gioco sicura, moderna e legale. “Celebrare gli 80 anni di Sisal è per noi motivo di grande orgoglio.

Un percorso iniziato nel 1945, che ci ha visti crescere insieme al Paese, accompagnando l’evoluzione della società e dei consumatori con responsabilità e innovazione, mantenendo sempre lo sguardo rivolto al futuro”, ha dichiarato Francesco Durante, Amministratore Delegato di Sisal. “Condividiamo questo importante traguardo con i nostri ricevitori, che ci hanno permesso di creare un legame solido e autentico con i consumatori.In questi anni abbiamo continuato a costruire un modello di business sempre più sostenibile, digitale e inclusivo, affermandoci nel contempo come esempio di eccellenza italiana anche all’estero”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al Bano sulla sedia a rotelle? Il video del cantante: “Sto bene, quante balle”

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(Adnkronos) – "Al Bano sulla sedia a rotelle".Questa è la fake news che circola negli ultimi giorni sui social e che ha spinto il cantante pugliese a pubblicare un video sul suo profilo Instagram per smentire le voci e dimostrare, al contrario, di essere in perfetta forma fisica. Con il suo immancabile cappello bianco, Al Bano ha girato un video all'aria aperta mentre esegue delle flessioni sul pavimento, poi si interrompe e prende parola: "Ho visto da qualche parte che dicono che sto bloccato, che sto sulla sedia a rotelle, ma quante balle?", esordisce il cantante di Cellino San Marco. "Tutto perché, dicono, che io devo proporre un prodotto che mi fa sentir bene, che mi rialza in piedi.

Ma io mi rialzo da solo senza bisogno di altri prodotti", spiega Al Bano facendo un bel salto in aria per dimostrare ai follower che non ha bisogno della sedia a rotelle. "Grazie a Dio sono in ottima salute, alla faccia di coloro che vendono balle, bugie, menzogne, sicuri che stanno facendo solo e maledettamente quel mestiere, i menzogneri", ha aggiunto senza battere ciglio.   E ribadisce: "Grazie a Dio, la mia salute è perfetta". "Certo – prosegue il cantante 81enne – non ho più vent’anni, ne ho quattro volte venti, ma mi preparo per un bonus di due".E infine, rivolge un augurio ai suoi follower: "Lunga vita, grande salute e un bel carico di felicità a tutti voi", ha concluso mandando un bacio virtuale ai fan. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aids, Andreoni: “Diagnosi Hiv in ritardo in 6 casi su 10”

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(Adnkronos) – "In Italia le diagnosi per Hiv arrivano in ritardo in 6 casi su 10: parliamo di persone con un quadro clinico avanzato e un'immunità fortemente ridotta per colpa dell'infezione.Il dato più allarmante è che 6 persone su 10 ben 12 mesi prima della diagnosi avevano avuto un contatto con un medico di medicina generale e con degli specialisti che, però, non avevano saputo cogliere i segnali di un quadro clinico già evidente di infezione di Hiv per far fare lo screening".

Così all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, professore merito di malattie infettive all'Università di Roma Tor Vergata, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), intervenuto all''Hiv Summit: Ending the Hiv Epidemic in Italy', evento che oggi a Roma ha coinvolto istituzioni, decisori politici, esperti del mondo medico-scientifico e rappresentanti delle associazioni. "La ricerca in ambito Hiv ha fatto dei progressi incredibili: oggi più del 90% dei soggetti trattati ha un virus perfettamente sotto controllo – sottolinea Andreoni – Tuttavia, abbiamo 40 milioni di persone con Hiv nel mondo e l'infezione continua a propagarsi anche in Italia, dove si fanno ancora pochi screening.Invece occorre allargare lo screening, tornare a parlare di Hiv, perché ormai se ne parla troppo poco e le persone non hanno più nozione e consapevolezza di questa malattia".

Per l'infettivologo "il trattamento per l'Hiv funziona molto bene", ma "trattare una persona che ha un'infezione avanzata" vuol dire una sola cosa, "che la sua aspettativa di vita sarà ridotta e non sarà come quella di chi ha avuto una diagnosi precoce molto simile a quella della popolazione non Hiv infetta".  "La maggior parte delle persone che arrivano alla diagnosi di infezione di Hiv sono uomini, eterosessuali e non, in minor numero le donne, in particolare eterosessuali e straniere", conclude Andreoni. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Roma a… Cortina e Milano: così la Fiamma olimpica illuminerà tutta Italia

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(Adnkronos) – Le Torce di Milano Cortina 2026 accenderanno tutta Italia.Saranno 63 i giorni di viaggio, 60 le città di tappa e 12mila i chilometri da percorrere lungo le 110 province della penisola.

Dopo l’accensione del sacro fuoco in Grecia, in programma il 26 novembre 2025 a Olimpia, la Fiamma arriverà a Roma.Due giorni dopo, dalla Capitale inizierà il suo lungo viaggio.  A Natale sarà a Napoli e festeggerà il nuovo anno a Bari.

Il l 26 gennaio tornerà invece, dopo 70 anni esatti dalla cerimonia d’apertura dei Giochi, a Cortina d’Ampezzo e concluderà il suo tragitto a Milano entrando a San Siro la sera di venerdì 6 febbraio 2026.Il percorso è pensato anche per rendere omaggio al grande patrimonio storico culturale del nostro Paese che vanta il maggior numero di siti Unesco al mondo: non a caso, la Fiamma illuminerà molti dei luoghi iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità.  La Fiamma Paralimpica percorrerà 2mila chilometri in 11 giorni e, dal 24 febbraio 2026 al 6 marzo 2026, giorno della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici all’Arena di Verona, sfilerà nelle mani di 501 tedofori. Dopo l'accensione nel Regno Unito, la Fiamma Paralimpica animerà cinque Flame Festival dal 24 febbraio al 2 marzo a Milano, Torino, Bolzano, Trento e Trieste, con la cerimonia di unione delle Fiamme il 3 marzo a Cortina d'Ampezzo.

Dal 4 marzo, la Fiamma raggiungerà Venezia e Padova, per fare il suo ingresso il 6 marzo all’Arena di Verona per la cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici.  Il Viaggio della Fiamma Paralimpica rappresenta un evento di straordinaria importanza e significato, non solo per gli atleti paralimpici ma per tutte le comunità che attraverserà.Ogni tappa del percorso sarà un'opportunità unica per mostrare come lo sport possa essere un potente strumento di cambiamento sociale.  —milano-cortina-2026/eventiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hiv Summit, ‘riportare lotta a virus al centro dell’agenda politico-sanitaria’

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(Adnkronos) – Procede troppo lentamente e non sta dando i risultati sperati la lotta all'Hiv che dovrebbe garantire la fine dell'epidemia entro il 2030, come stabilito dalle Nazioni Unite.Nonostante i progressi della ricerca scientifica e delle terapie antiretrovirali, la mancanza di informazione, la scarsa diffusione della profilassi pre-esposizione (PrEp), lo stigma persistente e il silenzio che ancora avvolge l'Hiv impediscono la diminuzione del numero di nuove infezioni.

Gli ultimi dati italiani indicano che nel 2023 sono state registrate ancora oltre 2.300 nuove diagnosi, di cui il 60% avvenute quando il sistema immunitario è già compromesso.Le strategie per rendere nuovamente centrale il tema dell'infezione da Hiv nell'agenda politica e sanitaria italiana e rilanciare l'azione pubblica per contrastarne la diffusione sono state al centro di 'Hiv Summit: Ending the Hiv Epidemic in Italy', evento che ha coinvolto istituzioni, decisori politici, esperti del mondo medico-scientifico e rappresentanti delle associazioni.  Particolare attenzione è stata posta dagli esperti al tema della prevenzione, strumento chiave per cambiare rotta e raggiungere l'obiettivo di diminuire drasticamente il numero di nuove infezioni, e sul concetto di U=U (undetectable=untransmittable, ovvero non rilevabile uguale non trasmissibile).

L'innovazione terapeutica, infatti, da una parte consente di pensare a una protezione pre-esposizione efficace e flessibile, dall'altra a terapie in grado di abbassare così tanto la carica virale da impedire la trasmissione del virus da parte della persona con Hiv. "Nonostante questi innegabili successi, restano ancora criticità che è necessario affrontare a livello globale – afferma Stefano Vella, infettivologo e docente di salute globale all'Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma – Va garantito un maggior accesso alle terapie sia per prevenire l'infezione sia per curare chi l'ha contratta.La storia dell'Hiv ci insegna che ogni traguardo è stato raggiunto grazie alla collaborazione tra ricerca scientifica, attivismo e volontà politica.

E' questo il modello che dobbiamo rilanciare oggi, per superare le disuguaglianze nell'accesso ai trattamenti, rafforzare l'aderenza terapeutica e rimettere al centro la prevenzione.Solo così potremo davvero parlare di fine dell'epidemia".  Le opzioni attuali di prevenzione, in particolare la PrEp – è emerso dal confronto – non sempre rispondono pienamente alle esigenze di coloro che desiderano o necessitano di protezione contro l'Hiv.

Per molti le soluzioni esistenti non sono sufficienti e c'è una crescente richiesta di modalità di prevenzione più accessibili, efficaci e pratiche. "Allo stato attuale, si stima che in Italia ci siano circa 140mila persone che vivono con l'Hiv – sottolinea Andrea Antinori, direttore Dipartimento clinico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani Irccs, Roma – Per affrontare davvero l'epidemia, è fondamentale mettere in campo strategie di prevenzione strutturate che rendano accessibili strumenti come il test per l'Hiv, il profilattico e soprattutto la PrEp.Serve un investimento deciso su informazione, cultura della percezione del rischio e servizi territoriali, come i checkpoint, che devono essere rafforzati anche grazie a risorse pubbliche.

Solo con una risposta condivisa e intersettoriale potremo far emergere il sommerso, interrompere le nuove infezioni e costruire una rete di prevenzione davvero efficace". All'evento hanno preso parte rappresentanti istituzionali, clinici, ricercatori, attivisti e decisori politici, in un'ottica di collaborazione intersettoriale.L'obiettivo comune è la costruzione di una roadmap concreta per il raggiungimento dei target Unaids 95-95-95, fondamentali per porre fine all'epidemia da Hiv entro il 2030.

Il summit ha riconosciuto, infine, il ruolo cruciale della comunicazione pubblica e delle campagne di sensibilizzazione, strumenti essenziali per abbattere lo stigma ancora persistente e promuovere una cultura di inclusione e informazione. "L'Hiv è una questione di salute pubblica che non può essere affrontata solo con approcci locali o settoriali, ma deve essere al centro delle politiche sanitarie nazionali – rimarca Mauro D'Attis, Componente V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione e primo firmatario della proposta di legge sull'Hiv – L'impegno istituzionale che stiamo mettendo va oltre la pur decisiva allocazione di risorse: occorre una nuova legge poiché è necessario garantire che i fondi pubblici siano indirizzati in modo efficace verso la sensibilizzazione e la prevenzione a 360 gradi, la cura e la riduzione delle disuguaglianze nell'accesso ai trattamenti.Così, con politiche mirate e la collaborazione con le comunità scientifiche e civili, possiamo raggiungere l'obiettivo di porre fine all'epidemia e migliorare la vita delle persone che vivono con l'Hiv". A tale proposito, 'Ending the Hiv Epidemic in Italy' non è solo il titolo dell'evento, ma una visione concreta: un'Italia in cui nessuno sia lasciato indietro, in cui parlare di Hiv sia finalmente normale e in cui la prevenzione, i giusti trattamenti e la dignità siano garantite a tutte e tutti. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Antonino Cannavacciuolo compie 50 anni, la dedica speciale di Bruno Barbieri (e la foto inedita)

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(Adnkronos) –
Antonino Cannavacciuolo compie 50 anni.Lo chef che, insieme a Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli forma il magico trio dei giudici di Masterchef Italia, festeggia oggi, mercoledì 16 aprile, il suo compleanno.

E per l'occasione, il collega e amico Barbieri ha pubblicato un tenero scatto che li ritrae insieme. "Oh Antonino, oggi si festeggia non alla grande, ma alla grandissima!Buon compleanno amico mio!

Ragaz, datemi una mano a fargli gli auguri che son 50!", con queste parole Bruno Barbieri celebra il 50esimo compleanno di Cannavacciuolo, a corredo dello scatto che ritrae i due giudici di MasterChef Italia in una veste inedita, lontano dagli studi del cooking show Sky Original.  Colleghi ma anche grandi amici.Il gesto di Barbieri conferma, ancora una volta, il rapporto speciale che si è creato tra i tre giudici di Masterchef anche al di fuori dello show.

Proprio lo scorso 7 aprile, per il compleanno di Giorgio Locatelli, Barbieri aveva condiviso sui social i suoi auguri: "Facciamo tutti insieme gli auguri al mio grande compagno di viaggio", aveva scritto.  E più volte, lo chef ha sottolineato il legame che si è creato tra i tre giudici: "La nostra forza è sentirci anche fuori da MasterChef. È una sinergia fondata sul rispetto”, aveva detto. Cannavacciuolo ha condiviso il post tra le storie ringraziando il collega per gli auguri pubblicati sui social. "Best duo italiano, mitici", ha scritto un utente tra i commenti sotto al post, che ha fatto il pieno di like.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spotify down anche oggi 16 aprile, problemi e cosa succede

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(Adnkronos) –
Spotify down oggi, mercoledì 16 aprile.A distanza di soli due giorni dai problemi riscontrati sulla nota piattaforma di musica e podcast, migliaia di utenti stanno affrontando disservizi non solo sull'app ma anche attraverso la piattaforma streaming.

I disservizi, sia per chi utilizza la versione gratuita che per chi ha sottoscritto un abbonamento, riguardano soprattutto la connessione al server, che impiega tempi più lunghi della norma, il login, ma anche la schermata home del sito web di Spotify e la riproduzione delle canzoni. Il sito Downdetector, che registra le anomalie della rete, attorno alle 14.41 di oggi ha mostrato un'impennata di segnalazioni dei problemi.I disservizi al momento sembrano essere limitati all'Italia, con gli avvisi che sono arrivati da numerose grandi città ma non solo, abbracciando ogni regione del Paese. —tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Darderi, ancora una vittoria a Monaco: battuto Kecmanovic agli ottavi

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(Adnkronos) –
Luciano Darderi continua a vincere.Il tennista azzurro ha battuto oggi, mercoledì 16 aprile, il serbo Miomir Kecmanovic, numero 48 del mondo, negli ottavi di finale dell'Atp 500 di Monaco di Baviera in tre set con il punteggio di 2-6, 7-6 (4), 6-4 in due ore e trenta minuti.

Ora Darderi attende di scoprire chi sarà il suo avversario nei quarti del torneo tedesco, con lo sfidante che uscirà dal match tra l'olandese Botic Van de Zandschulp, 89esimo del ranking, e lo statunitense Ben Shelton, al 15esimo posto della classifica Atp. Inizio di partita complicato per Darderi, che va sotto nel punteggio perdendo il primo set con un netto 6-2.La reazione dell'italo argentino però è immediata: Luciano porta il secondo parziale al tie break e lo vince concedendo solo quattro punti all'avversario.

Tutto facile nell'ultimo e decisivo set, che Luciano vince piazzando un solo break ma senza rischiare mai nulla e chiudendo i discorsi qualificazione 6-4. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, Baldelli: “Regione Marche puntare molto sulle ferrovie”

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(Adnkronos) – "Sulle ferrovie bisogna puntare molto perché le ferrovie non sono il passato, ma il futuro.Vogliamo ricostruire i territori interni proprio attraverso le infrastrutture, in particolare quelle ferroviarie.

Per questo motivo nelle prossime settimane la Regione Marche approverà il piano strategico delle infrastrutture che vede nell’anello ferroviario e nel potenziamento delle ferrovie uno dei principi cardine per il rilancio non solo dei territori interni, ma di tutta l’economia del Centro Italia".Lo ha detto Francesco Baldelli, assessore alle infrastrutture e lavori pubblici di Regione Marche intervenendo a Fabriano alla presentazione del completamento degli interventi di rigenerazione di una coppia di automotrici ALn668.

La loro alimentazione è stata trasformata da gasolio a BioGNL, nell’ambito di un progetto finalizzato alla valorizzazione in chiave green del materiale rotabile del Gruppo FS Italiane da destinare al turismo ferroviario. "Le automotrici diesel vengono oggi trasformate da Fondazione Ferrovie dello Stato, con Hitachi Rail e Snam, in mezzi ad emissione quasi zero di anidride carbonica – continua Baldelli – Questo significa che le ferrovie sono lo strumento di trasporto più sostenibile che esista.Regione Marche ha un accordo con Fondazione Ferrovie dello Stato e collaboriamo con Rete Ferroviaria Italiana per la riattivazione di queste linee che un tempo sono state erroneamente definite morte.

Se la ferrovia si usa nel modo giusto diventa uno straordinario volano e moltiplicatore economico per i nostri territori.I territori interni non si rilanciano con le mancette, ma con le infrastrutture, in modo particolare il treno". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)