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Paola Barale: “Per fare la sosia di Madonna guadagnavo 1 milione di lire a serata”

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(Adnkronos) –
Paola Barale ha ricordato gli esordi della sua carriera, come sosia di Madonna, a 'La volta buona'.L'attrice, ospite oggi martedì 15 aprile nel salotto di Caterina Balivo, ha rivelato la cifra che riusciva a guadagnare per ogni comparsa nei panni della cantante statunitense.  Paola Barale ha cominciato la sua carriera a 18 anni come sosia di Madonna, a 'La volta buona' ha ammesso che all'epoca guadagnava molto bene: "Mia mamma mi dava cinquemila lire a settimana, e quando ho cominciato a fare la sosia di Madonna ho iniziato a guadagnare tanto…

molto di più", ha detto.E incalzata dalla conduttrice Caterina Balivo, Paola Barale ha svelato: "Per una comparsa guadagnavo circa 1 milione di lire a serata, alla fine degli anni 80", ha ammesso lasciando lo studio a bocca aperta.  
L'attrice, poi, si è emozionata nel parlare della mamma Carla, scomparsa lo scorso 1° marzo: "Era malata di Alzheimer, la stuzzicavo sempre quando andavo a trovarla, per cercare di farla sorridere". "Mia madre non era molto affettuosa o generosa, però non ho mai sentito la mancanza di affetto, sapevo che mi voleva bene.

Era solo il modo di essere", ha detto la 57enne.  "Era malata da tempo, non era una bella situazione, è andata meglio così…ce ne siamo fatti una ragione", ha aggiunto Paola Barale che ha ammesso quanto sia stata dura vivere la malattia della madre per suo papà. "Andiamo avanti e parliamo di cose belle, ciao mammina", ha concluso la conduttrice televisiva rivolgendo un bacio verso il cielo.    —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Camilla e la passione per i gioielli: “In Italia ne ha sfoggiati per 10 milioni di euro”

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(Adnkronos) – Re Carlo e la regina Camilla hanno appena concluso la loro visita di Stato in Italia che ha coinciso con il ventesimo anniversario del matrimonio della coppia reale.Durante il viaggio a Roma e a Ravenna, Camilla ha sfoggiato diversi gioielli simbolici, che complessivamente hanno un valore di oltre 10 milioni di euro, tra cui una spilla che ricorda il suo bouquet da sposa e una preziosa collana un tempo appartenuta a sua madre.  Gli esperti di alta gioielleria e diamanti di Steven Stone Jewellers hanno dichiarato al MailOnline che "le scelte di gioielli della regina Camilla sono un capolavoro di tradizione reale: sono ricche di storia, profondamente personali e simbolicamente significative. "Piuttosto che optare per un'opulenza ostentata – ha detto Maxwell Stone – Camilla tende a preferire gioielli che raccontano una storia, rafforzando la sua immagine di figura reale con i piedi per terra ed emotivamente intelligente.

Le sue scelte comunicano anche in modo sottile il suo impegno nei confronti del ruolo e della monarchia, fondendo storia personale e istituzionale.Spesso seleziona pezzi di famiglia con un passato importante, come la spilla da 40 carati del Principe Alberto, originariamente commissionata per la Regina Vittoria, e le spille Greville Ivy Leaf, regalate alla regina Elisabetta II per il suo 21mo compleanno.

Attraverso questi pezzi, Camilla rende omaggio alla tradizione, celebra i traguardi personali e aggiunge profondità emotiva agli impegni ufficiali, fondendo passato e presente con un'eleganza senza tempo".  La regina spesso sceglie gioielli dal profondo significato personale e, per il ritratto del suo ventesimo anniversario di matrimonio con Charles, ha scelto un pezzo particolarmente simbolico: la spilla Mughetto.Ritratta nel giardino della residenza dell'ambasciatore britannico in Italia, Camilla indossava la squisita creazione Fabergé.

Impreziosita da diamanti e perle, la spilla riproduceva un delicato ramo di mughetto. "Camilla ha probabilmente scelto la spilla del mughetto per la sua foto di anniversario – afferma il gioielliere – perché è un pezzo profondamente personale e simbolico.Il fiore faceva parte del suo bouquet da sposa, rendendolo un emblema importante del suo matrimonio con re Carlo". Il mughetto rappresenta tradizionalmente l'umiltà, la purezza e l'amore duraturo: tutti sentimenti adatti a celebrare 20 anni di matrimonio. "Indossandolo nella foto – commenta Stone – Camilla ha reso omaggio in modo discreto alla relazione della coppia, evocando i ricordi del giorno delle loro nozze e rafforzando il significato romantico dell'occasione, rimanendo allo stesso tempo fedele al suo stile elegante e sobrio".  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piacenza, disordini in carcere: agenti in rinforzo da altre città

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(Adnkronos) – Disordini nel carcere di Piacenza dove alcuni detenuti hanno incendiato i materassi e si sono barricati.Lo riferisce il sindacato Sappe spiegando che si è reso necessario richiedere l'intervento dei vigili del fuoco.

Per riportare la situazione alla normalità sono stati chiamati gruppi di agenti da altre province, a supporto degli agenti di Piacenza, dove erano stati richiamati anche quelli liberi dal servizio.  "Chiediamo l’immediato allontanamento di tutti i detenuti che si sono resi responsabili dei disordini – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Campobasso, segretario nazionale – e l’applicazione delle misure di rigore di cui all’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario.Il nostro plauso e ringraziamento va a tutti i colleghi intervenuti, i quali con grande professionalità hanno evitato conseguenze peggiori.

L’azione è stata perfetta, tanto che non ci sono stati feriti tra i colleghi e gli stessi detenuti". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al via la prevendita dei biglietti per Juve Stabia – Sampdoria: Sarà una Pasquetta di grande calcio al Menti

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La S.S. Juve Stabia 1907 ha ufficialmente aperto oggi, martedì 15 aprile, la prevendita dei biglietti per assistere alla partita casalinga contro la Sampdoria, valida per la 34° giornata del campionato di Serie BKT. L’incontro si disputerà lunedì 21 aprile, giorno di Pasquetta, alle ore 15:00 presso lo stadio “Romeo Menti”.

I tifosi gialloblù e i sostenitori blucerchiati potranno acquistare i tagliandi fino all’orario di inizio della gara, ma è importante sottolineare che la vendita non avverrà presso il botteghino dello stadio. Sarà invece possibile recarsi nei numerosi punti vendita dislocati sul territorio cittadino, elencati di seguito, oppure consultare il sito web www.etes.it per individuare ulteriori rivenditori autorizzati.

Non ci sarà la seconda “Giornata Gialloblù” dopo quella con la Salernitana per cui saranno validi gli abbonamenti sottoscritti in estate. Molto probabilmente la stessa sarà indetta per la successiva partita casalinga del primo maggio contro il Catanzaro (staremo a vedere).

Di seguito il dettaglio dei prezzi dei biglietti per i vari settori dello stadio “Romeo Menti”:

  • Tribuna Roberto Fiore: Euro 100,00 + Euro 2 di diritti di prevendita (non è previsto il ridotto)
  • Tribuna Monte Faito A e B: Euro 40,00 + Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto under 16/donna: Euro 25,00 + Euro 2,00 di diritti di prevendita.
  • Tribuna Quisisana: Euro 25,00 + Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto under 16/donna: Euro 16,00 + Euro 2,00 di diritti di prevendita
  • Tribuna Varano: Euro 20,00 + Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto under 16/donna: Euro 14,00 + Euro 2,00 di diritti di prevendita
  • Curva Sud: Euro 15,00 + Euro 2,00 di diritti di prevendita – Ridotto under 16/donna: Euro 10,00 + Euro 2,00 di diritti di prevendita.

I punti vendita dove è possibile acquistare i biglietti sono i seguenti:

  • Store Juve Stabia, c.so Garibaldi, 24
  • Bar Dolci Momenti, Via G. Cosenza 192
  • Bar Gialloblu, Viale Europa 101
  • Tabaccheria del Corso, Corso Vittorio Emanuele 11
  • Planet Davidos, C.so Alcide De Gasperi 114/116
  • Anca Caffè, Strada Panoramica 1b/1c
  • Movida Caffè, Via Napoli 297
  • Il Bar del Porto, via Bonito, 123
  • Napodos Caffè, via Regina Margherita, 196
  • Tabaccheria Muratori, via Napoli, 229

Si invitano tutti i tifosi ad affrettarsi per assicurarsi un posto al “Romeo Menti” e sostenere le Vespe in questa importante sfida del campionato di Serie BKT.

Pellegrini e il caso Sinner, gaffe sui social: sbaglia a scrivere in latino

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(Adnkronos) –
Federica Pellegrini e il caso Jannik Sinner, nuovo capitolo.Le parole dell'ex nuotatrice sulla squalifica del tennista azzurro continuano a far discutere, con l'olimpionica che ha intrapreso una serie di discussioni social con i tanti utenti che la stanno criticando sui suoi profili ufficiali.

Tra richieste di scuse pubbliche e accuse di malafede, l'olimpionica si sta difendendo rispondendo a tutti o quasi, ma cadendo anche in qualche 'gaffe'. In risposta all'ennesimo commento che la invitava ad ammettere l'erroneità sostanziale delle sue dichiarazioni, Pellegrini ha risposto: "Non si può paragonare un’intervista data a voce in 20 minuti.Con solo 1 domanda su questo caso con un editoriale fatto ad ok".

Ed è stato proprio l'uso, errato, dell'espressione 'ad ok' a generare l'ilarità e le prese in giro del web.  La 'Divina' ha infatti sbagliato a scrivere "ad hoc", locuzione latina usata per indicare un'azione fatta appositamente per uno scopo preciso.Anche in questo caso però, Pellegrini non ha voluto fare alcun passo indietro, rispondendo a tono ai tanti utenti che le facevano notare l'errore: "E se io non lo volevo dire in latino?!".

Una difesa decisamente debole, che ha acceso ancora di più gli animi.  Un utente ha chiesto a Pellegrini quando avesse intenzione di chiedere scusa a Sinner, ricevendo per risposta un "ma perché?!Mica l’ho offeso" e, ancora, "non credo di aver sbagliato ma forse di essere stata troppo generica… in una domanda su tutta l’intervista che parlava d’altro non poteva essere altrimenti".

Un altro chiedeva di mostrare maggior rispetto per l'uomo, un'accusa a cui l'ex nuotatrice ha ribattuto con "che ho detto contro la persona?!". Analizzando poi più nel dettaglio il caso doping che ha riguardato Jannik, Pellegrini ha ribadito di non aver mai parlato di "somministrazione", e di non aver mai "detto che Sinner si è dopato volutamente e con un rendiconto.Fidati che se lo pensassi non avrei problemi a dirlo", invitando poi gli utenti a leggere con maggiore attenzione l'intervista. Pellegrini ha inoltre affermato che "riconosco anch’io la sua non responsabilità in prima persona… mai detto il contrario", e di non aver "mai ritenuto Jannik colpevole di aver fatto uso di doping in prima persona", continuando nel dire che "su questo tema specifico potremmo aprire un dibattito, ma sarebbe troppo complesso.

Sicuramente il protocollo qualcosa ha toppato altrimenti la Wada non si sarebbe messa in mezzo".  Tutto è nato dall'intervista a La Repubblica in cui Pellegrini parlava del caso doping di Sinner: "Giusto difendere Jannik ma è stato trattato in modo diverso rispetto a tutti gli altri casi perché tanti hanno pagato una negligenza nell'uso di un farmaco: è giusto perché il doping si combatte così", ha detto l'olimpionica. "Jannik è molto amato e dunque viene difeso sotto ogni aspetto, a prescindere, e questo lo trovo giusto.Ma credo che la sua vicenda sia stata trattata diversamente dal 99% dei casi", ha detto Pellegrini, "non tutti sanno come funziona per un atleta soggetto a controlli antidoping a sorpresa e in competizione durante tutto l’anno.

Bisognerebbe spiegare questa cosa per spiegare il caso Sinner.Gli atleti vivono con un pensiero costante, quello di dover fornire un’ora di slot di reperibilità ogni giorno della vita anche quando sono in vacanza per consentire all’antidoping di andarli a trovare dovunque siano". Pellegrini aveva già risposto alle critiche con un tweet sul suo profilo X: "Rimango della mia pacata opinione", ha scritto Pellegrini, "nonostante il vostro modo di porvi nei miei confronti continui ad essere aggressivo/repressivo.

Non ho altro da aggiungere". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli – Empoli (3-0): Le foto dei protagonisti in campo

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Guarda le foto di Napoli – Empoli (3-0) realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma, che ci raccontano la vittoria degli azzurri allenati da Antonio Conte, allo  Stadio Maradona contro i toscani allenati da D’Aversa.

IL TABELLINO DELLA GARA

Napoli (4-3-3): Meret; Mazzocchi (30′ st Spinazzola), Rrahmani, Juan Jesus (27′ st Marin), Olivera; Gilmour (37′ st Billing), Lobotka, McTominay; Politano (37′ st Raspadori), Lukaku (37′ st Ngonge), Neres.A disp.: Scuffet, Turi, Hasa, Simeone, Okafor.

All.: Conte

Empoli (3-4-2-1): Vasquez; Goglichidze, Marianucci, Viti (27′ st Ebuehi); Gyasi, Grassi, Henderson (37′ st Kovalenko), Pezzella; Fazzini (15′ st Colombo), Cacace (37′ st Sambia); Esposito.A disp.: Brancolini, Seghetti, De Sciglio, Tosto, Bacci, Kovalenko, Campaniello, Konate.

All.: D’Aversa

Arbitro: Fabbri

Marcatori: 18′ McTominay, 11′ st Lukaku, 16′ st McTominay (N)

Ammoniti: Lukaku (N), Goglichidze (E)

Le foto di Napoli – Empoli (3-0):

WADAS, l’AI protegge la fauna selvatica: il progetto sperimentale nel Parco Nazionale d’Abruzzo

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(Adnkronos) – La conservazione della fauna selvatica, soprattutto di specie protette e a rischio, è un tema cruciale che richiede soluzioni innovative e sinergie efficaci.In questo contesto, nasce WADAS (Wild Animal Detection and Alert System), un sistema sperimentale basato su intelligenza artificiale, promosso dall’associazione Salviamo l’Orso, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e l’Università degli Studi dell’Aquila, con il supporto tecnologico di Intel e Reolink. 
L’obiettivo principale di WADAS è facilitare la coesistenza tra animali selvatici e comunità locali, prevenendo incidenti stradali e conflitti legati all'avvicinamento della fauna ai centri abitati. 
Luciano Sammarone, Direttore del PNALM, evidenzia come "la tecnologia abbia un ruolo cruciale nel monitoraggio faunistico, offrendo strumenti avanzati per la conservazione e gestione della biodiversità.

Grazie all'intelligenza artificiale possiamo analizzare rapidamente grandi quantità di dati, identificando tempestivamente situazioni critiche che altrimenti potrebbero sfuggire ai metodi tradizionali." Ma è lo stesso Stefano Dell'Osa, Team lead Functional Safety Software Architect Intel e volontario presso l'Associazione Salviamo l'Orso e ideatore dell'ambizioso progetto a spiegare come sia nata l'idea di WADAS: "L'Abruzzo ospita specie uniche come l'Orso Bruno Marsicano, oggi a rischio estinzione.Con l'avvento dei social media, questi orsi sono diventati sempre più visibili al pubblico e spesso definiti "confidenti" per la loro abitudine di avvicinarsi senza timore alle zone abitate.

Questa visibilità ha avuto effetti positivi, portando attenzione al problema, ma anche negativi, con casi tragici come gli incidenti stradali che hanno coinvolto animali noti come Carrito o Amarena, quest’ultima uccisa da un colpo di arma da fuoco.
 

 

Crediti Immagini Luigi Filice

 

 
Questi episodi hanno generato in me un forte senso di impotenza e il desiderio di intervenire concretamente.Mi sono così avvicinato all'associazione "Salviamo l’Orso", contribuendo alle loro attività sul campo come la rimozione di recinzioni spinose e facilitazione dei passaggi per la fauna, fino ai progetti Life europei dedicati alla protezione diretta degli animali.
 
Essendo stato studente di ingegneria informatica all'Università degli Studi dell’Aquila, ho proposto di integrare una soluzione tecnologica basata sull'intelligenza artificiale.

Questa idea ha dato vita alla collaborazione tra l'Università, l'Associazione e il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), sfociando nello sviluppo concreto di WADAS."
 
"WADAS è un progetto che nasce dalla perseveranza e dall’intuizione di un nostro socio",
spiega Stefano Orlandini, presidente di Salviamo l’Orso. "L’obiettivo è mitigare il rischio di incidenti stradali con animali selvatici, in particolare l’orso bruno marsicano, la cui sopravvivenza è minacciata da collisioni frequenti che coinvolgono anche gli automobilisti". La collaborazione degli sviluppatori con associazioni ed istituzioni locali come Salviamo l’Orso e il PNALM beneficia dell’approfondita conoscenza che questi soggetti hanno del contesto e delle comunità locali, elemento fondamentale per comprendere e rispondere a bisogni concreti e urgenti da parte del territorio, quali possono essere le mangiatoie smart e altri possibili sviluppi dell’applicazione.Gli esperti del PNALM detengono un importante primato di conoscenza tecnica e scientifica sull’orso marsicano e altre specie locali, rendendosi fondamentali nell’assicurare il successo e la possibilità di estensione su larga scala dell’iniziativa. WADAS è un progetto open source coadiuvato dalle tecnologie di Intel e Reolink.

Si tratta di un’applicazione AI ottimizzata per funzionare su PC con processori Intel Core Ultra i quali, grazie alla presenza di una NPU (Neural Processing Unit) e della grafica integrata Intel Arc, abilitano l’elaborazione locale dell’intelligenza artificiale senza la necessità di hardware cloud dedicato, ottenendo una maggiore efficienza energetica ed economica; le immagini degli animali selvatici sul territorio sono catturate da una serie di telecamere Reolink Go Ranger PT da esterni installate nel PNALM. Gli AI PC utilizzati nel progetto WADAS devono combinare potenza di calcolo, efficienza energetica, sicurezza e compatibilità.I processori Intel Core Ultra serie 200V sono progettati tenendo in considerazione queste caratteristiche, con prestazioni fino a 120 TOPS (Tera Operations per Second) complessivi e fino a 20 ore di durata della batteria quando utilizzati per applicazioni di produttività.

A seconda dell’utilizzo nel momento, la potenza di calcolo dei processori è ripartita tra CPU, GPU e NPU per offrire migliori prestazioni di intelligenza artificiale.La NPU è ideale per l'esecuzione di carichi di lavoro di AI intensivi e continuativi, mantenendo un'elevata efficienza energetica, mentre la GPU è invece adatta per compiti più onerosi e dove sono necessarie ancora più prestazioni. "L’adozione dei processori Intel Core Ultra 200 e del toolkit OpenVINO ha rappresentato una scelta strategica per WADAS, perché risponde perfettamente alle esigenze tecniche e operative del progetto.

Molti dei nostri sistemi vengono installati in aree remote, dove l’alimentazione è fornita da pannelli solari e l’accesso a una connessione Internet stabile e veloce è estremamente limitato.In questi contesti, soluzioni basate su cloud non sono praticabili, e diventa fondamentale poter eseguire l’inferenza AI in locale, con consumi energetici ridotti.

I processori Intel Core Ultra 200 offrono proprio questo equilibrio: alte prestazioni AI – fino a 120 TOPs – abbinate a un’elevata efficienza energetica, che li rende ideali per applicazioni che devono operare 24/7 sul campo.L'architettura ibrida di questi chip è perfetta per gestire workload AI in modo intelligente: a livello software, grazie a OpenVINO, possiamo adattare facilmente i nostri modelli AI a diversi tipi di hardware, garantendo massima flessibilità e semplicità d’uso, un elemento chiave per favorire l’adozione da parte di enti pubblici, amministrazioni locali e parchi naturali.

Il fatto che WADAS sia open source è assolutamente in linea con la nostra volontà di democratizzare l’AI.Crediamo che tecnologie come questa debbano essere accessibili a tutti – enti pubblici, ONG, ricercatori – per affrontare sfide globali come la conservazione della fauna.

Un approccio aperto e la collaborazione sono parte fondamentale del progetto: WADAS non sarebbe mai nato senza.Per esempio, siamo attivamente collaborando con i ricercatori del Centre national de la recherche scientifique (CNRS) in Francia, che hanno sviluppato il modello di classificazione che utilizziamo, per migliorarlo e riaddestrarlo sui dati dei nostri parchi nazionali, rendendolo sempre più preciso e adattato al contesto locale.

WADAS è, e resterà sempre, un progetto open source, no-profit e dedicato interamente alla protezione e alla conservazione della fauna e alla pacifica coesistenza con l'uomo",

Alessandro Palla, Senior Staff Machine Learning Engineer Intel

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Per riprendere gli animali selvatici in ambienti esterni complessi come il territorio del PNALM, il progetto WADAS utilizza le avanzate telecamere Go Ranger PT (G450) di Reolink, progettate per essere affidabili nelle condizioni più estreme.Alla base del progetto, la visione notturna non invasiva: un diaframma particolarmente aperto di f1,6 e LED a infrarossi con una lunghezza d’onda di 940 nm, invisibile agli animali e agli esseri umani, assicurano riprese nitide in notturna senza disturbare i comportamenti degli animali selvatici.

Con funzionalità pan-tilt e una risoluzione 4K effettiva, queste telecamere offrono prestazioni senza pari per sostenere il lavoro degli esperto del PNALM.Reolink, azienda leader nell’innovazione delle soluzioni di sorveglianza smart, è scelta da oltre due milioni di famiglie e aziende in tutto il mondo per la sua tecnologia di sicurezza affidabili.
 

 
"Per le riserve naturali, dove il disturbo minimo e il monitoraggio costante sono fondamentali, la Go PT Ranger offre un metodo potente, affidabile e discreto per osservare e proteggere gli animali, grazie alla sua combinazione unica di funzionalità avanzate progettate per le condizioni sul campo:
– Visione notturna non invasiva: dotata di un'ampia apertura F1.6 e LED a infrarossi no-glow da 940 nm, la telecamera garantisce video notturni nitidi senza emettere luce visibile, assicurando che gli animali non vengano disturbati durante le attività notturne.Risoluzione 4K Reale e Vista Pan-Tilt 360°: Consente ai ricercatori e ai conservazionisti di trasmettere in live-streaming o accedere da remoto a video in ultra-alta definizione con una vista panoramica completa.

Rilevamento Intelligente della Fauna: La Go PT Ranger è in grado di distinguere tra animali come cervi maschi, cervi senza corna, tacchini, e persino persone o veicoli, riducendo i falsi allarmi e garantendo un monitoraggio pertinente.Attiva istantanee e invia notifiche entro 0,5 secondi.

Connettività Mobile Completa e 4G: Progettata per funzionare in aree remote, la telecamera si connette tramite rete 4G LTE, consentendo un accesso semplice ai dati senza la necessità di accesso fisico o infrastrutture Wi-Fi.",

afferma Fabrice Klohoun, Marketing Manager di Reolink

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L’obiettivo è quello di fornire un supporto tecnologico per migliorare la coesistenza con la fauna selvatica in aree antropizzate.Il sistema, infatti, agisce come “smart monitor” andando ad individuare e riconoscere le specie inquadrate dalle telecamere, così da facilitarne il monitoraggio, ed è ottimizzato per funzionare su computer fissi o portatili senza bisogno di server o schede grafiche dedicate.

WADAS offre funzionalità di rilevamento (detection) che consentono di elaborare le immagini e i video catturati dalle telecamere dislocate sul territorio dove si rinviene la presenza di animali; una volta avvenuto il rilevamento, l’applicazione passa alla classificazione dell’animale in base alla specie e, grazie all’AI, consente di inviare agli operatori una notifica in tempo reale, minimizzando il rischio di falsi positivi.
  

Camoscio Appenninico.Crediti immagine Angelina Iannarelli

 

 

Grazie a WADAS potranno quindi essere sviluppati dispositivi remoti – come segnali stradali con indicatori luminosi e/o display, mangiatoie provviste di meccanismi di apertura/chiusura motorizzati – pensati per contrastare gli incidenti in corrispondenza di strade e ferrovie, e per evitare potenziali episodi di conflitto causati da animali che potrebbero avvicinarsi a centri abitati o fattorie, spinti dalla fame e attirati da fonti di cibo facilmente accessibili.

I risultati dei primi test sul campo condotti dall’inizio di quest’anno mostrano una percentuale di accuratezza nelle rilevazioni degli animali selvatici del 97,4%, confermando l’affidabilità della soluzione open source, offerta gratuitamente dal team di sviluppatori.

 "Sebbene il progetto nasca in Abruzzo, è aperto a qualsiasi ente o istituzione che condivida il nostro scopo principale: la conservazione e la protezione della fauna selvatica.Il Parco Nazionale d'Abruzzo è stato estremamente collaborativo sin dall'inizio, supportando l'iniziativa con entusiasmo.

Siamo pronti ad offrire il nostro aiuto a chiunque condivida i nostri principi, con la precisa condizione che WADAS non venga mai utilizzato per scopi contrari alla conservazione, come il bracconaggio o la caccia selettiva, anche se legalmente consentita", conclude Stefano Dell'Osa, Team lead Functional Safety Software Architect Intel e volontario presso l'Associazione Salviamo l'Orso.  —tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie A e caso scommesse, niente Nazionale per i calciatori indagati?

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(Adnkronos) –
Niente Nazionale per i calciatori coinvolti nel caso scommesse?La provocazione, lanciata dall'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini nei giorni scorsi, sta trovando diverse sponde nel mondo politico.

L'apertura di un nuovo filone dell'inchiesta scommesse da parte della procura di Milano, con una dozzina di calciatori che giocano o hanno militato in Serie A, sta sconvolgendo ancora una volta il calcio italiano. Proprio come accaduto nel 2023, quando il centrocampista della Fiorentina, al tempo alla Juventus, Nicolò Fagioli e quello del Newcastle, all'epoca al Milan, Sandro Tonali furono squalificati dai campi per, rispettivamente, 12 e 10 mesi, il dibattito pubblico sta investendo anche la Nazionale italiana.Sarebbe giusto per il ct Spalletti convocare calciatori indagati per calcioscommesse?  Premessa la condizione fondamentale, base dello stato di diritto, della presunzione di innocenza, oggi ha risposto anche il ministro dello Sport Andrea Abodi: "Credo che, così come ci ha dimostrato con pragmatismo e senso dei valori Spalletti, la maglia azzurra sia un onore.

La vestono i migliori, non soltanto nel comportamento sportivo ma nel comportamento in generale", ha detto all'uscita del dalla Figc, dove ha partecipato all'assemblea del calcio femminile.  Tra i calciatori indagati dalla Procura ci sono Sandro Tonali e Nicolò Fagioli, che si è sfogato sui social con una lunga lettera, ma non solo.Nella lista figurano infatti anche i nomi di Alessandro Florenzi, terzino del Milan, Nicolò Zaniolo, all'epoca dei fatti alla Roma e che oggi gioca nella Fiorentina, Weston McKennie e Mattia Perin, calciatori della Juventus.

E poi ancora: il centrocampista del Torino Samuele Ricci, l'esterno dell'Atalanta Raoul Bellanova, il mediano della Roma Leandro Paredes e l'attaccante del Parma Matteo Cancellieri.  Per ora è difficile stabilire, a livello sportivo, cosa rischino i calciatori coinvolti.La procura della Figc dovrà infatti prima esaminare le carte che saranno fornite da quella di Milano.

Se fosse accertato che i giocatori si ritrovavano su piattaforme illegali solamente per giocare a poker non dovrebbero esserci conseguenze.Nel 2023 Nicolò Zaniolo ammise di aver giocato su piattaforme illegali ma soltanto a poker e blackjack, evitando quindi conseguenze sportive. Diverso sarebbe se le carte della procura mostrassero scommesse su partite di calcio, che potrebbero comportare una squalifica.

In ogni caso, per quanto riguarda Fagioli e Tonali, una nuova inibizione dai campi arriverebbe soltanto se si riscontrassero azioni sanzionabili diverse rispetto a quelle già prese in esame nel 2023. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, stretta Cina su terre rare mette a rischio programmi armi Usa: l’allarme

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(Adnkronos) – Le nuove restrizioni della Cina all’export di terre rare e magneti verso gli Usa, nel pieno della guerra dei dazi, rappresentano un segnale di allarme per la sicurezza nazionale americana.Come riportato dal New York Times, la decisione di Pechino di richiedere licenze speciali per l’esportazione di sei metalli rari pesanti – raffinati esclusivamente in Cina – e di magneti fondamentali per l’industria militare statunitense, ha messo in evidenza la vulnerabilità strategica di Washington. "Questa decisione ha enormi implicazioni per la nostra sicurezza nazionale", ha dichiarato Gracelin Baskaran, direttrice del programma sulla sicurezza dei minerali critici presso il Center for Strategic and International Studies. Le terre rare – un gruppo di 17 elementi tra cui neodimio, ittrio, scandio e disprosio – sono componenti essenziali di tecnologie militari come motori a reazione, missili guidati, droni e radar.

Secondo il Dipartimento della Difesa, ogni caccia F-35 contiene oltre 400 kg di terre rare, mentre un sottomarino può superare i 4.000 kg. "La Cina domina la filiera globale delle terre rare", ha spiegato Aaron Jerome, trader della società britannica Lipmann Walton & Co., "e ciò le consente di influenzare direttamente i costi della produzione bellica americana".  Non si tratta di un campanello d’allarme isolato.Nel 2022, le consegne dei caccia F-35 prodotti da Lockheed Martin furono sospese dopo la scoperta di una lega cinese in un componente, violando le norme sugli approvvigionamenti della difesa.

Le forniture ripresero un mese dopo, ma la dipendenza dalla Cina rimase evidente. "Qualunque sia oggi la provenienza dei magneti, una parte della filiera è comunque sotto il controllo di Pechino", ha aggiunto Jerome. Negli anni '80, gli Stati Uniti erano leader nella produzione di terre rare grazie alla miniera di Mountain Pass, in California.La chiusura del sito nel 2002 ha lasciato spazio al dominio cinese, che oggi produce il 90% dei magneti globali.

Sebbene la miniera sia stata riattivata da MP Materials, i livelli di produzione restano non competitivi. “La leadership globale degli Usa nel settore aerospaziale e della difesa dipende da una filiera mineraria sicura e resiliente”, aveva avvertito già nel 2022 Eric Fanning, presidente dell’Aerospace Industries Association. Il Pentagono ha ampliato le proprie riserve di terre rare dopo lo choc del 2010, quando la Cina bloccò l’export di terre rare verso il Giappone durante una crisi diplomatica.Tuttavia, secondo gli analisti, le scorte disponibili non sarebbero sufficienti nel lungo periodo. "Dovremmo essere molto preoccupati", ha dichiarato Dan Blumenthal dell’American Enterprise Institute. "La Cina ha appena fatto fuoco di avvertimento", ha affermato un ufficiale dell’Aeronautica statunitense, aggiungendo che Pechino potrebbe spingersi oltre, imponendo dazi, quote o addirittura un blocco totale. Esistono precedenti storici di reazione efficace: durante la Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti crearono riserve interne di bauxite quando le forniture dall’estero furono interrotte. "Allora salvammo la guerra – ha ricordato Seth G.

Jones, autore del libro The American Edge: The Military Tech Nexus and the Sources of Great Power Dominance – Ma oggi, la sfida con la Cina è su un altro livello".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Usa “non sostengono condanna G7 a strage Sumy”. Kiev caccia governatore

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(Adnkronos) –
Gli Stati Uniti si sono rifiutati di sostenere una bozza di dichiarazione del G7 che avrebbe dovuto contenere una condanna dell'attacco di domenica a Sumy, in Ucraina, costato la vita a 35 persone.E' quanto apprende l'Adnkronos da fonti diplomatiche, secondo cui Washington lo avrebbe fatto per "mantenere aperto uno spazio negoziale" con Mosca, nell'ambito dei colloqui in corso per mettere fine alla guerra in Ucraina.  
Cade intanto la testa del governatore della regione di Sumy.

Volodymyr Artiukh aveva autorizzato una premiazione a membri delle forze armate domenica, giorno in cui la Russia ha lanciato due missili balistici nel centro della città, provocando morte e devastazione.In un video su Facebook Artem Semenikhin, sindaco di Konotop, città della regione, accusa l'ex governatore di aver "aiutato la Russia a giustificare il suo attacco terroristico, un attacco genocida contro di noi, ucraini.

Come li ha aiutati?Ha organizzato, qui, la consegna di attestati e medaglie ai nostri ragazzi, agli eroi.

A una delle brigate, la 117ª Brigata.Tutti ne parlano, tutti ne scrivono, quindi non è un segreto". L'attacco russo ha causato 35 morti, tra cui due bambini, e oltre un centinaio di feriti la mattina della domenica delle Palme.

Il ministero della Difesa russo ha sostenuto che l'obiettivo fosse una riunione di ufficiali militari ucraini, accusando Kiev di usare i civili come "scudi umani".Le autorità ucraine avevano definito quanto avvenuto un’azione deliberata contro civili, mentre diversi funzionari, tra cui il capo dell’Ufficio del presidente ucraino Andrii Yermak e l’ambasciatrice statunitense Bridget Brink, hanno denunciato che Mosca avrebbe utilizzato munizioni a grappolo nell’attacco contro l'area densamente popolata di Sumy, azione che costituirebbe un crimine di guerra. Nel suo video, Semenikhin ha precisato che nessun soldato è rimasto ferito e che le vittime sono esclusivamente civili, sottolineando che il vero obiettivo della Russia erano proprio loro, in particolare i bambini.

Il sindaco di Konotop si dice "contento di sapere che è stato aperto un procedimento penale non solo per l’attacco terroristico e genocida dei macellai (russi, ndr) contro gli ucraini, ma anche per accertare chi abbia avuto l’idea di organizzare un evento con la presenza di militari nel centro città, a 30 chilometri" dal confine russo.  "Fonti interne" hanno confermato che la cerimonia di consegna di onorificenze alla 117ª Brigata era effettivamente prevista a Sumy la mattina del 13 aprile, scrive la testata Ukrainska Pravda.Secondo una delle fonti citate, due soldati erano arrivati per la cerimonia e stavano aspettando l’inizio quando i missili hanno colpito la città.

Dal canto suo, Artiukh aveva negato di aver organizzato l'evento parlando alla testata Suspilne. "Non è stata una mia iniziativa.Sono stato invitato", ha detto, senza specificare chi fosse il responsabile dell’organizzazione; stando a quanto detto all'Afp da un alto funzionario del governo ucraino, la sua destituzione è collegata a quei commenti. Lo stesso funzionario ha spiegato che l'operato del governatore era giudicato insoddisfacente da tempo, descrivendo Artiukh come un "gestore molto mediocre" nel ruolo che ricopriva da due anni.

L’attacco a Sumy, uno dei più sanguinosi dall'inizio dell'invasione russa a febbraio 2022, è stata "l'ultima, tragica goccia" che ha portato alla sua rimozione, ha aggiunto. Il capo dei servizi segreti esteri russi, Sergei Naryshkin, ha intanto ribadito le condizioni poste da Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina.In un’intervista rilanciata dall’agenzia statale russa Tass, Naryshkin ha dichiarato che Kiev dovrà rinunciare all’adesione alla Nato, accettare lo status di Paese neutrale e privo di armamenti nucleari, oltre a cedere i territori occupati e annessi da Mosca. "Le condizioni dell’accordo di pace includono naturalmente lo status neutrale e denuclearizzato dell’Ucraina, la demilitarizzazione e la denazificazione dello Stato ucraino, e l’abolizione di tutte le leggi discriminatorie approvate dopo il colpo di Stato del 2014", ha affermato Naryshkin, riferendosi alla destituzione del presidente filo-russo Viktor Yanukovych a seguito delle proteste pro-occidentali di Euromaidan.

Secondo il capo dell’intelligence, qualsiasi accordo dovrà anche prevedere il riconoscimento da parte dell’Ucraina "della sovranità e dei confini territoriali della Federazione Russa – ovvero i confini attuali".Dopo l’annessione della Crimea nel 2014, la Russia ha infatti rivendicato anche le regioni ucraine di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, sebbene non ne controlli integralmente nessuna, ad eccezione della penisola sul Mar Nero. Naryshkin ha accolto con favore la ripresa del dialogo con gli Stati Uniti in merito a una possibile soluzione diplomatica del conflitto, sottolineando che Mosca e Minsk stanno osservando un'intensificazione delle attività della Nato lungo i propri confini, soprattutto in prossimità della Polonia. Intanto il segretario Nato Mark Rutte si è recato oggi a Odessa per una visita a sorpresa. "Tutti vedono chiaramente quanto sia urgente il bisogno dell’Ucraina di sistemi di difesa aerea e missili.

Ne abbiamo parlato molto oggi", ha spiegato il presidente ucraina Zelensky, che lo ha incontrato.Il contesto è quello degli attacchi missilistici russi che negli scorsi giorni hanno ucciso decine di civili. 
Zelensky ha poi invocato uno sviluppo "rapido ed efficiente" di un contingente di truppe straniere per dissuadere la Russia da eventuali nuovi attacchi contro l’Ucraina, qualora si giungesse a un accordo di pace. "Regno Unito, Francia e altri Paesi della Nato stanno già preparando attivamente il terreno per un contingente di sicurezza in Ucraina. È importante che tutti noi siamo abbastanza rapidi ed efficienti in questo processo", ha dichiarato. Con il presidente ucraino "abbiamo parlato nuovamente degli importanti colloqui che il presidente Donald Trump sta conducendo con l'Ucraina e con la Russia, per cercare di porre fine alla guerra e garantire una pace duratura.

Queste discussioni non sono facili, non da ultimo sulla scia di questa orribile violenza, ma tutti noi sosteniamo la spinta del presidente Trump verso la pace", ha poi detto Rutte, secondo il discorso pubblicato dall'Alleanza atlantica. "Altri alleati, anche attraverso gli sforzi guidati da Francia e Regno Unito, sono pronti, disposti e in grado di assumersi maggiori responsabilità nel contribuire a garantire la pace, quando sarà il momento", ha aggiunto Rutte. L'attacco missilistico sferrato dalla Russia contro la città ucraina di Sumy "è semplicemente oltraggioso.Fa parte di un terribile schema di attacchi della Russia contro obiettivi civili e infrastrutture in tutta l'Ucraina", ha poi sottolineato il segretario generale della Nato. "Negli ultimi anni – ha continuato – sono stati presi di mira anche centinaia di ospedali e operatori sanitari". Rutte ha quindi ribadito all'Ucraina il sostegno "incrollabile" dell'Alleanza atlantica. "Oggi sono qui con te, caro Volodymyr, per dare a te e al popolo ucraino questo semplice messaggio: la Nato è al fianco dell'Ucraina", ha detto.  "Noi sappiamo – ha aggiunto – che questo è sempre stato vero.

So anche che negli ultimi mesi alcuni hanno messo in dubbio il sostegno della Nato.Ma non ci sono dubbi: il nostro sostegno è incrollabile".

La Nato, ha proseguito, "continua a fornire sostegno politico e pratico all'Ucraina, dando assistenza alla sicurezza e formazione attraverso il nostro comando di Wiesbaden.Lavoriamo a stretto contatto, a Kiev e a Bruxelles", ha concluso. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torna la Genova-Olbia, la classicissima di Moby

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(Adnkronos) – La linea fra Genova e Olbia di Moby è una vera e propria “classicissima” del mare, la porta d’ingresso in Sardegna per tutto il Nord Italia e il Nord Europa, amatissima dai passeggeri per orari e comodità, con corse assicurate da tre delle navi più apprezzate della flotta della Balena Blu: Moby Aki, Moby Wonder e Moby Otta.Proprio per venire incontro alla sempre crescente richiesta dei viaggiatori innamorati della Sardegna, Moby allunga ulteriormente la stagione della Genova-Olbia, che inizia domani per continuare fino al 3 novembre, sempre più vicina all’isola, a chi la ama e anche alla destagionalizzazione turistica. E alla stagione sempre più ricca corrispondono anche servizi di bordo sempre più ricchi: da quest’anno su Moby Aki e Moby Wonder arriva il wi-fi free per poter “navigare” in ogni senso anche in mezzo al mare e sulle navi della flotta torna anche la possibilità di seguire Sky anche durante la traversata per non perdere nemmeno un minuto dei grandi eventi sportivi o dei propri programmi preferiti.Ovviamente, anche sulla Genova-Olbia particolare attenzione sarà posta alla ristorazione, con i ristoranti gourmet alla carta, ma anche i self service e i punti di ristoro sui ponti, con nuovi menù dedicati sempre all’insegna di freschezza, stagionalità e leggerezza, tanto da trasformare anche il viaggio in un’esperienza stellata di ristorazione. E tutto questo sarà abbinato come sempre alle grandi offerte di Moby, a partire dal buono sconto del 20 per cento sul viaggio successivo per gli innamorati della Sardegna che quando partono non vedono l’ora di ritornare.

Con Moby, sulla Genova-Olbia l’estate inizia già domani e finisce a novembre.E, come sempre, la vacanza comincia dal viaggio. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giovanni Cefis: “Affrontare questa Juve Stabia non è facile per nessuno. Il Menti ti dà una carica enorme”

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Giovanni Cefis, ex centrocampista della Juve Stabia, è stato ospite della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” in onda su Vivicentro.it, regalando ai tifosi gialloblù un racconto appassionato e ricco di aneddoti sulla sua esperienza a Castellammare. La redazione di Vivicentro.it ha raccolto e sintetizzato le sue dichiarazioni.

Cefis ha subito espresso il suo forte legame con la città: “Ultimamente sono stato a Castellammare e ho rivisitato tutti i posti che ricordavo, mio figlio è praticamente nato lì, è stato bellissimo ritornare e forse tornerò il mese prossimo. Sono stato sempre denominato il terrone del Nord, mi sono sempre trovato bene al Sud.” Ha poi aggiunto: “Vivevo a Vico Equense, ma giravo sempre per Castellammare, mi piace sempre tornare e adesso se riesco vengo 2-3 giorni perché sto bene lì.”

Nonostante l’amore per la città, Cefis ha ricordato le difficoltà iniziali con il traffico: “Castellammare è un manicomio per il traffico, il primo mese sono impazzito, non riuscivo a capire niente, una volta abituato è stato un divertimento totale, è tutto bello e caratteristico.”

L’ex centrocampista non ha nascosto le problematiche vissute durante la sua permanenza alla Juve Stabia: “Ho trascorso un anno difficile, ho fatto 5\6 mesi fuori rosa, minacciato e quant’altro, ho spiegato il perché non giocavo più.” Cefis ha ripercorso le tensioni legate al cambio di allenatore: “Potevamo fare un bel Campionato, arrivavo nel periodo difficile dopo la mancata riconferma di Musella, lui aveva volontà di ritornare ma non c’era intenzione da parte della società, questo ha creato qualche tensione e nervosismo.

I risultati non erano positivi in modo continuo e sicuramente c’era un po’ di tensione, ma secondo me era questione di avere pazienza, nel calcio non si ha mai troppa pazienza, per me al cambio di Specchia si andò nel baratro, arrivò un allenatore (Viviano Guida) che non c’entrava niente con la categoria.”

Ha poi rivelato un episodio significativo: “Lui mi faceva giocare anche da terzino quando invece in rosa aveva un certo Feola quando gli ho espresso la mia perplessità, che sarebbe stato meglio far giocare i calciatori nel proprio ruolo, è stata presa come un mio capriccio e sono stato messo fuori rosa. Quell’anno poi mi ricordo che siamo andati a giocarci la semifinale di Coppa Italia, vincevamo 1 a 0 in casa con annessa superiorità numerica, il Presidente Fiore ordinò di cambiarmi e subimmo il gol del pareggio. Ad Empoli poi sbagliammo un calcio di rigore ed uscimmo dalla competizione.”

Un altro aspetto delicato toccato da Cefis è stato quello degli stipendi: “Ci fu anche problema di stipendi che non presi per 9 mesi, gli altri firmavano le buste paga senza prendere soldi e da lì fui minacciato affinché firmassi le buste paga fasulle, i tifosi lo sapevano, mi hanno rispettato. Mi hanno anche negato di allenarmi con la squadra, mi allenavo con i ragazzi nell’hinterland, avevo due anni di contratto e quando ho avuto l’opportunità di giocare al Menti mi sentivo a casa.” Nonostante tutto, Cefis ha conservato un buon ricordo dei tifosi e dei derby: “Ricordo tutti i derby con Savoia, Turris e Nocerina. Quell’anno potevamo fare un signor campionato ma fu tutto rovinato.”

Cefis ha espresso un giudizio positivo sulla Juve Stabia attuale: “Se vedi la Juve Stabia di oggi, Pagliuca ha creato un gruppo forte e affamato e poi alle sue spalle c’è una società che lascia ampia autonomia decisionale. Credo che il rispetto dei ruoli sia fondamentale, un DS che lavori in sintonia con l’allenatore e che componga una rosa con un obiettivo ben preciso da inizio anno in cui si vince e si perde tutti non può che far bene. Lavorare tutti insieme è lì che si vedono le persone e professionisti seri. A me è capitato che quando vinci ci sono tante persone attorno a te ma come perdi due partite tanti si voltano dall’altra parte e si dimenticano di te.” Ha poi ricordato un aneddoto curioso: “Con l’Albinoleffe in serie B (2011-2012) andai tra gli stabiesi a vedere la partita tra lo stupore dei bergamaschi. Fu una giornata spettacolare.”

Tra i ricordi più vividi, Cefis ha citato la partita contro il Lecce: “Ricordo ancora la partita col Lecce, fu una partita indimenticabile, erano due giorni che era arrivata mia moglie con il bambino. Ero in albergo, stavo trovando casa, quando sono andato a fare allenamento, la spostarono in un quartiere poco raccomandabile (Scanzano), le dissero di non andare in giro. Lei piangeva, voleva tornare a casa, la fortuna volle che non c’erano voli, il giorno dopo andammo a Vico e non volle andare più via. Erano i primi momenti, poi mia moglie si abituò. Anche mio figlio ha amici nella zona di Castellammare.”

Cefis ha poi parlato del suo legame con i colori gialloblù: “Ero a Leffe biancoazzurro come Crevalcore e Verona e Stabia gialloblu, sono i colori della mia vita.” Ha raccontato un aneddoto legato al suo periodo militare a Verona: “A Verona ho fatto il militare nell’anno dello Scudetto, uscivo e andavo allo Stadio, l’ultima mezz’ora si aprivano i cancelli, vidi quell’annata, poi mi sono trovato a giocare lì e fu una cosa pazzesca, era un’altra mia casa, mi sono legato tantissimo, c’erano problemi economici, era stata stravolta la squadra. A Verona a prescindere dalla categoria si segue la squadra.”

L’ex centrocampista ha ricordato un momento difficile a Verona: “E’ stata una stagione rovinata per un infortunio alla caviglia, non lo dimenticherò mai. Dopo quell’esperienza andai alla Juve Stabia con tanto scetticismo per il pensiero che si aveva del Sud. Ho vissuto una cosa che non avrei mai pensato di vivere un calcio così passionale con scontri tra tifoserie che ti davano una carica pazzesca durante la partita.”

Ha poi sottolineato il suo rapporto con i tifosi: “Tante volte i giocatori hanno un fare altezzoso e magari evitano un po’ i tifosi, io non li ho mai evitati; ho avuto una polemica a Verona con l’infortunio: il mister mi chiese di giocare col Vicenza con una caviglia ancora gonfia, un energumeno voleva picchiarmi, la presero male perché reagii in modo duro e da quel momento si incrinò un po’ il rapporto con la tifoseria. Ho sempre regalato maglie ai ragazzi e non guadagnavo chissà che cifre, c’era ristrettezza economica.”

Cefis ha riflettuto sulla solitudine del calciatore: “Un giocatore è una persona come le altre, ma finito il tuo momento di gloria ti ritrovi il più delle volte solo, i presunti amici che non lo sono, quando finisce tutto non li vedi più. Credo che una persona debba essere apprezzata sempre. Mi sento sempre con amici di Castellammare perché con loro ho avuto sempre un grande rapporto.”

Ha poi parlato delle dinamiche societarie del suo periodo: “All’inizio giocavo e andava bene, le cose non le percepivo, avevo capito dell’addio a Musella che voleva rientrare, quello ha creato pressione per quello che ha fatto a Castellammare, ma probabilmente era arrivato alla fine di un ciclo, queste situazioni hanno creato dei disturbi e poi c’era Fiore che voleva intromettersi sempre nelle questioni tecniche e secondo me ha sbagliato perché è vero che ci metteva i soldi, ma si perde di credibilità.”

Cefis ha mantenuto i contatti con alcuni ex compagni: “Ho sentito Feola e Nicodemo ultimamente, ho visto Costantino con cui ho legato tanto, poi c’era Pizzo, Bertuccelli, Buoncammino, Antonio Dall’Oglio; con quella squadra legai con tutti. Ansaldi era un buon giocatore, ma aveva problemi muscolari.”

Tornando all’attualità della Juve Stabia, Cefis ha espresso il suo apprezzamento: “La Juve Stabia attuale ha un’identità con l’allenatore, con cattiveria, carattere e qualità tecniche importanti, quest’anno ha un bomber come Adorante, fa gol da attaccante vero, la spizzata di testa (contro la Cremonese) è da bomber vero. C’è anche fortuna ma ci vuole anche quella. La Juve Stabia è una squadra tosta, difficile da affrontare. Thiam è un buon portiere e rispecchia il suo allenatore non sarà facile per nessuno affrontarla.”

Infine, Cefis ha commentato il campionato di Serie B: “Il Sassuolo aveva i favori del pronostico, non è facile quando si scende dalla A, ma comunque si rischia. Berardi ha dato quel qualcosa in più. Gli emiliani sono forti come il Pisa hanno possibilità economiche importanti. La Sampdoria invece deve guardarsi le spalle. La B come sempre è equilibrata e difficile perché non bisogna mai mollare.

La Sampdoria è la delusione per storia, squadra, stadio, nessuno si aspettava che fosse lì in fondo, quando si retrocede se non si è bravi a calarsi nella realtà si rischia di fare doppio salto all’indietro. La Samp probabilmente credeva di vincere facile ma adesso si trova a lottare. Con lo staff societario in parte cambiato (con l’arrivo di alcuni uomini bandiera), sabato hanno vinto ma non è facile per loro.

Contro la Juve Stabia per loro sarà una gara tosta ma arrivano galvanizzati, con Lombardo ed Evani nell’ultimo turno si è rivisto un grande entusiasmo con un ambiente da 30mila persone. A Castellammare non sarà facile, l’euforia di questa vittoria dovranno metabolizzarla, i problemi non sono spariti. Il Menti è un bello stadio, è una bella emozione. Prima di venire alla Juve Stabia ero abituato con soli 2500 spettatori che venivano allo stadio con disinteresse, a Castellammare invece lo stadio diventa una bolgia. Quando è pieno lo stadio si percepisce una spinta incredibile, e giocare risulta più facile come contro  il Lecce. Gli stadi come il Menti creano un ambiente che per chi gioca a calcio è comunque difficile, bisogna essere forti. Penso che ogni calciatore voglia giocare in quel tipo di  contesto, ti senti calciatore. L’Albinoleffe ha un centro sportivo bellissimo, ma è un parco, non si sente il calore dei veri stadi, il calciatore vuole sentire il calore della gente.”

Cefis ha concluso con un aneddoto su Pippo Inzaghi: “Andrò a breve a trovare Pippo Inzaghi, l’ho visto crescere, non è stata facile la sua carriera, ma aveva una grande forza d’animo, come oggi in panchina è sempre assatanato, in B sta facendo bene a Pisa. Era molto irrequieto ed ero uno dei pochi a sopportarlo (ride), era un maniaco a leggere tutto di sport. Lo invitavo a dormire (ride). Era uno che studiava arbitro, difensori perché voleva capire come affrontarli ed aveva 19 anni, ma è stata la sua forza. Oggi le sue partite sarebbero interminabili perché interrotte sempre dal VAR (ride).

Piovanelli era il giocatore più forte che ho visto io, ma aveva tantissimi problemi fisici e gravava sulla società (Verona) perché aveva un contratto importante”.

Un racconto a tutto tondo quello di Giovanni Cefis, che ha ripercorso con passione e sincerità la sua avventura in gialloblù, lasciando trasparire un affetto sincero per Castellammare e la sua gente.

Postepay presenta ecosistema per ‘great shopping experience’ e partnership con Scalapay

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(Adnkronos) – PostePay, la società di Poste Italiane leader dei pagamenti digitali in Italia e dell’e-commerce con oltre 30 milioni di carte, 13,5 milioni di wallet e 87,1 miliardi di euro di transato (di cui 28,1 miliardi di euro nel mercato e-commerce), presenta al Netcomm Forum innovative soluzioni di pagamento.  L’obiettivo è garantire una “Great Shopping Experience”, mettendo a disposizione dei propri clienti la “everyday platform” e l’ampia offerta di prodotti e servizi.In ambito retail, grazie alle sue soluzioni innovative, PostePay, si legge in una nota, ha già conquistato 20 milioni di clienti e il suo prodotto flagship, la carta Postepay Evolution, viene oggi utilizzata da oltre 10 milioni di Italiani.

I servizi di pagamento PostePay, come la ricarica automatica (la funzionalità per avere fondi sempre disponibili sulle carte prepagate) e il P2P (il servizio che consente lo scambio di denaro in real-time tra i clienti della community PostePay con 1,5 miliardi di euro di transato nel 2024), sono accessibili da App Poste Italiane, attraverso la quale i clienti possono vivere esperienze di checkout sicure e veloci.  Vaste opportunità anche in ambito business, dove PostePay offre una gamma di servizi di acquiring completa e omnicanale, sia per l’incasso online tramite la soluzione di check-out proprietario PostePay e il Vpos, sia in mobilità e in-store tramite SmartPos Postepay: il device ideale per ogni business con accredito degli incassi in un solo giorno, che grazie a una user experience semplice e distintiva, è anche una piattaforma di servizi digitali che supporta la crescita del business. La novità presentata oggi al Netcomm Forum, vetrina di riferimento per l’e-commerce e il mondo digitale italiano, è l’accordo stipulato tra PostePay e Scalapay, che coniuga la leadership nei pagamenti digitali di PostePay con quella di Scalapay nel “Buy now pay later” e che darà vita ad un servizio semplice e innovativo di dilazione dei pagamenti, che risponde alla crescente esigenza di flessibilità da parte della clientela retail per gli acquisti anche in-store.Il nuovo servizio, infatti, consentirà agli esercenti convenzionati di offrire ai loro clienti la possibilità di pagare gli acquisti realizzati in negozio in 3 o 4 rate, in maniera semplice, immediata e in pochi click, tramite SmartPos Postepay.

Oltre alle soluzioni di pagamento digitale, oggi Postepay è un ecosistema di servizi integrati che includono telefonia (4,8 milioni di linee mobili, fisse e fibra) ed energia, con circa 710 mila contratti a soli due anni dal lancio dell’offerta gas e luce. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francesco Facchinetti, la frase che spiazza Alessia Marcuzzi: “Ho fallito tante volte nella vita…”

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(Adnkronos) – "Ho fallito tante volte nella mia vita, come nei rapporti interpersonali".Così Francesco Facchinetti, ospite a 'Obbligo o verità', ha parlato degli errori che ha commesso nel passato e lo ha fatto davanti alla conduttrice Alessia Marcuzzi, sua ex compagna e mamma di sua figlia Mia. Francesco Facchinetti e Alessia Marcuzzi sono stati insieme dal 2010 al 2012, una storia breve ma dalla quale è nata la loro figlia primogenita, Mia.

Nonostante l'amore sia giunto al capolinea, i rapporti tra i due sono rimasti sereni ed entrambi conservano un bellissimo ricordo della loro storia.  Ospite nello studio di 'Obbligo o verità', alla domanda di Alessia Marcuzzi su quale sia stato il suo più grande fallimento, Facchinetti ha risposto: “Il mio più grande fallimento… ne ho tantissimi: volevo cantare e poi mi sono accorto che non ero in grado di farlo, volevo fare il presentatore e poi mi sono accorto che non potevo farlo, tante volte ho fallito”. E indicando la conduttrice ed ex compagna, il figlio di Roby Facchinetti ha continuato: "Anche nei rapporti interpersonali.Quando due persone stanno insieme e hanno una bambina non è che pensano ‘tanto ci lasceremo’.

Pensano di stare insieme per tutta la vita, ci credono".Un discorso che ha spiazzato Alessia Marcuzzi che dopo qualche secondo di silenzio ha aggiunto: "Ci credono…

esatto", rivolgendosi poi agli altri ospiti mettendo fine al dialogo con il suo ex compagno.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Made in Italy, Cne-Federimprese Europa: “Diplomazia e azioni a sostegno imprese”

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(Adnkronos) – "Nonostante la sospensione dell'entrata in vigore dei dazi, la preoccupazione per il futuro è presente in tutti i settori imprenditoriali italiani e di conseguenza anche europei.I settori più a rischio sono l'agroalimentare e il manifatturiero, i quali incontrano un punto di forza della loro economia nell'export. È fondamentale approfittare di questa 'tregua' per mettere in campo una risposta integrata e sistemica, che punti principalmente sulla diplomazia e contestualmente stabilire interventi di sostegno economico puntando soprattutto sulla promozione del Made in Italy".

Queste le parole della presidente nazionale di Cne-Federimprese Europa, Mary Modaffari, durante un tavolo di confronto tenutosi nei giorni scorsi a Roma alla presenza di altre associazioni sindacali datoriali. "Si potrebbe pensare di introdurre agevolazioni fiscali per le imprese operanti nel settore più colpito. È essenziale sostenere dunque la produzione interna con conseguente valorizzazione del made in Italy che rappresenta il punto di forza delle piccole e medie imprese italiane", conclude la presidente.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Operbingo Italia acquista 70% di Codgames

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(Adnkronos) – Operbingo Italia, società appartenente al gruppo multinazionale Codere, leader nel mercato del gioco e concessionaria per il gioco lecito, in continuità con la sua ventennale esperienza di partnership strategiche sul territorio, ha siglato l’accordo per l’acquisizione del 70% di Codgames.Il 30% resta nella mani della famiglia Manna.

Codgames svolge la sua attività con più di 600 Awp e 200 Vlt operative principalmente in Calabria.  "Siamo lieti di annunciare l’inserimento di Codgames all’interno del gruppo Codere in Italia.Con questa operazione societaria inauguriamo una nuova stagione di collaborazioni in un’area geografica dove, sinora, non eravamo presenti.

L’operazione Codgames rappresenta il primo passo verso una politica di inserimento di altre realtà che vorranno diventare parte del nostro network – sottolinea Alejandro Pascual, Regional Manager Europe e Coo Italia –Il nostro obiettivo, da sempre dichiarato, è di unire in un progetto ampio e strutturato soggetti che vogliono guardare al futuro con energia e portando valore al business". "La nostra famiglia – commenta Armando Manna, storica figura del settore – è felice di aver dato seguito a questo accordo.Abbiamo vagliato diverse proposte che ci sono state avanzate.

Codere da subito ci è parso il miglior partner, per la sua grande esperienza, per la sua affidabilità e, soprattutto per la considerazione ed il rispetto dimostrati verso i gestori che decidono di aderire al suo progetto.Siamo sicuri di aver scelto il partner giusto per affrontare le importanti sfide che ci attendono". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harvard ‘punita’ dall’amministrazione Trump: congelati 2,2 miliardi di fondi

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(Adnkronos) – All'università di Harvard, una delle più prestigiose degli Stati Uniti, sono stati congelati 2,2 miliardi di dollari di fondi federali, dopo che l'ateneo ha respinto una serie di richieste avanzate dalla Casa Bianca con l’obiettivo dichiarato di combattere l'antisemitismo nei campus. In una lettera indirizzata a studenti e personale, l'ateneo ha reso pubblica la propria opposizione alle modifiche proposte dall’amministrazione Trump, che riguardavano la governance interna, le pratiche di assunzione e le politiche di ammissione. "La dichiarazione di Harvard di oggi conferma una mentalità di pretesa preoccupante, ormai endemica nelle università e nei college più prestigiosi del Paese – l’idea che gli investimenti federali non implichino la responsabilità di rispettare le leggi sui diritti civili", ha affermato in una nota la Joint Task Force to Combat Anti-Semitism istituita da Trump. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, allarme Alcaraz nel ranking: così Carlos può tornare numero uno

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner torna ad allenarsi, ma deve difendersi dall'assalto al ranking di Alcaraz.Oggi, martedì 15 aprile, il tennista azzurro potrà tornare in campo al Montecarlo Country Club, essendo decaduto domenica scorsa il divieto di scendere allenarsi in strutture federali (sia italiane che estere).

Obiettivo del numero uno del mondo è ritrovare forma e confidenza con la racchetta in vista degli Internazionali d'Italia, in programma a Roma dal 7 al 18 maggio.  
Sinner è sicuro di rientrare in campo in testa al ranking Atp, e dovrà cercare di andare il più avanti possibile per difendersi dall'assalto di Carlos Alcaraz, che vincendo il Masters 1000 di Montecarlo ha superato Alexander Zverev al secondo posto e ora punta dritto al primato di Jannik.Il sorpasso dello spagnolo sull'azzurro potrebbe arrivare proprio dopo gli Internazionali, ma con quali combinazioni?
  Per tornare numero uno del mondo, e buttare giù Sinner dal trono del ranking Atp già dopo gli Internazionali, Alcaraz avrà bisogno di una stagione sulla terra quasi perfetta.

Carlos al momento si trova al secondo posto con 7720 punti, a +125 sul terzo posto di Zverev e a 2210 punti da Jannik, primo a quota 9930.Non pochi, certo, ma il divario potrebbe accorciarsi ulteriormente nell'ultimo mese di squalifica che l'altoatesino dovrà scontare. In questa settimana Alcaraz sarà impegnato nell'Atp 500 di Barcellona, torneo a cui lo scorso anno ha dovuto rinunciare per infortunio, e che potrebbe regalargli, in caso di trionfo, punti preziosi.

Dopodiché Carlos parteciperà al Masters 1000 di Madrid, dove avrà solamente 200 punti da difendere, essendo stato eliminato ai quarti di finale da Rublev nel 2024, e poi proprio agli Internazionali di Roma, a cui lo spagnolo non ha partecipato nella passata stagione. 
In caso di trionfo a Barcellona, Madrid e Roma, il distacco con Sinner diventerebbe minimo, ma non è detto che basterebbe per superarlo.Tutto o quasi, a questo punto, sarebbe nelle mani di Jannik, che per far tornare Alcaraz al primo posto del ranking dovrebbe venire eliminato al primo turno degli Internazionali.  Alcaraz però un sorpasso su Sinner lo ha già piazzato.

Il tennista spagnolo si è preso il comando della Race, la speciale classifica che prende in considerazione i risultati raggiunti nell'anno solare e che varrà la qualificazione, per i migliori otto tennisti al mondo, alle prossime Atp Finals.Carlos è salito infatti a quota 2410 punti, mettendo la freccia proprio su Jannik, ora secondo a quota 2000.

E ora lo spagnolo ha la possibilità di allungare ancora. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Achille Lauro: “Ho scritto un album di dediche. Mina? Ho una canzone per lei”

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(Adnkronos) – “Un disco di dediche: a Roma, a mia madre, ai mie grandi amori e ai miei amici.A tutte le persone che in qualche modo hanno contribuito al mio percorso nella musica.

Un disco che parla d’amore in tutte le sue forme”.Achille Lauro descrive così il suo nuovo album ‘Comuni mortali’ che uscirà il 18 aprile per Warner Music Italy: dodici tracce che svelano l’anima cantautorale dell’artista.

Per la presentazione dell'album, Lauro ha scelto proprio Roma, definita "filo conduttore dell'album. È la città che mi ha cresciuto, è stata mia amica, amante e anche mia nemica." Migliaia di fan, incuranti della pioggia, hanno affollato Piazza di Spagna per assistere al live a sorpresa.E Achille Lauro, che aveva dichiarato di voler scrivere una canzone per Mina, rivela: “Non l’ho ancora mandata ma ce l’ho ed è una cosa bella”. “Io non faccio altro che rubare dalla realtà le immagini che vedo, i ritratti delle persone e delle zone”, dice Lauro che sulla scelta del titolo dell’album spiega: “’Comuni mortali’ è l’espressione che racchiude al meglio quello che siamo tutti, la fragilità dell'essere umano, il fatto che siamo così umani, così fragili e anche così uguali”.

Un disco che racconta un artista più maturo e consapevole, che osserva la periferia "con gli occhi di chi ne conosce le conseguenze drammatiche".Lauro sottolinea l'importanza di un'educazione a 360 gradi per i giovani, che include l'ambito scolastico, sentimentale, finanziario e familiare, oltre all'incoraggiamento a seguire le proprie passioni.  “Personalmente, sono grato alla mia vita spericolata perché comunque conosco entrambi i lati la medaglia, di chi non ha niente e di chi vive sognando, e questo è un grande lusso”, assicura.

Il disco, scritto tra Los Angeles e New York, ha permesso all’artista di guardarsi allo specchio “lontano dalle logiche del mercato discografico che a volte è deleterio per gli artisti”.Oggi Lauro si dice soddisfatto del proprio percorso: “Sto vivendo un momento bellissimo, di grande connessione con il pubblico, riuscendo ad abbracciare diverse generazioni.

Il mio percorso ha attraversato tanti generi e credo che abbia mantenuto un’anima coerente”.  “Mi sento esattamente nel posto giusto al momento giusto”, ribadisce l’artista che sull’album aggiunge: “C’è tanta verità e storie di sofferenza.Non è un album pensato per la radio.

Non mi interessano i risultati se non per le persone che mi seguono e ci aspettano ai live.Non rincorro più i numeri, il gioco dell’estate, la canzone divertente: non me ne importa.

Mi frega solamente di lasciare qualcosa di grande nelle persone.Mi piace pensare di fare qualcosa che resti”.  La traccia focus, ‘Amor’, in uscita venerdì, racconta l’amore sotto il cielo di una Roma notturna che abbraccia i due innamorati (“abbracciami Roma prima di addormentarci stasera”, canta Lauro). “E’ una canzone che possono dedicarsi i grandi amori, quelli che non finiscono: è un vero grazie”, dice Lauro.

Tra le dediche speciali, anche quella alla madre con il brano ‘Cristina’: “Mia madre fa parte di questa storia e trovavo bellissimo lasciare qualcosa anche per lei.Il brano è stato scritto in 10 minuti, sentivo che c’era qualcosa di importante da dire.

Di brani così ne scrivi uno o due e questo è un diamantino della mia carriera.Mamma?

Lei non l’ha ascoltato, lo farà quando uscirà il disco”.  La cover, scattata dai fotografi di fama internazionale Luigi&Iango, ritrae il volto di Achille Lauro insieme a quello di una farfalla, animale dalla forte simbologia in molte culture: rappresentazione di vita, di morte ma anche di immortalità, così come immortale è il passaggio dei comuni mortali sulla Terra, destinato a resistere per sempre nella memoria dei propri affetti. “Mi piaceva questa contrapposizione tra la vita e la morte, il ciclo della vita della farfalla che da bozzolo diventa qualcosa di unico che dura un solo giorno e simboleggia esattamente la vita veloce che viviamo oggi”, racconta. I nuovi brani insieme ai grandi successi della sua carriera saranno live nelle due date sold out al Circo Massimo il 29 giugno e il primo luglio e poi in tour nei Palazzetti, dal 4 marzo 2026, con partenza da Eboli per proseguire poi con doppia data a Roma, Bari, Padova, Torino, doppia tappa a Milano, Bologna e Firenze.Per l’appuntamento al Circo Massimo “stiamo lavorando tantissimo sulla musica, gli arrangiamenti e l'organico.

Voglio che le persone tornino a casa con qualcosa di emotivamente forte”.Una terza data? “La stiamo tenendo e probabilmente non l'annunceremo perché vogliamo annunciare qualcosa di ancora più grande.

Non vogliamo essere ingordi.E’ un anno ricco e arriverò al 2026 con tanta musica”. Achille Lauro risponde anche a domande sulla sua vita privata.

A proposito dell'amore, dichiara: "Conosco cosa vuol dire avere una relazione molto lunga e conosco cosa è l'amore.L'amore per me è incondizionato, da dare senza chiedere, è qualcosa che va oltre le relazioni.

Avere una relazione è un'altra cosa, che sinceramente non ho; so stare da solo".Sul desiderio di paternità, afferma: "Mi piacerebbe tantissimo avere un figlio, ma ho tante cose in testa prima e soprattutto deve veramente valere la pena.

Perché un figlio è la conseguenza di qualcosa di grande, di una scelta di vita, non è 'voglio fare un figlio perché ho 35 anni', almeno nel mio caso.Quindi…

si vedrà". Infine, riguardo al cinema, rivela: "Sto parlando con un grosso produttore cinematografico perché ho scritto diverse cose".Non si tratta però di progetti attoriali: "Sono più una persona di pensiero, quindi ho scritto diverse cose e sto parlando con un produttore per cercare di capire come realizzarle".

Alla domanda se a settembre, a Venezia, ci saranno novità, risponde: "No, a settembre a Venezia…presto.

Queste cose hanno bisogno di tempo per prendere forma.Sono un perfezionista, mi piacerebbe fare una cosa grande". (di Loredana Errico) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francesca Michielin verso nuove strade: lascia la manager Marta Donà dopo 10 anni

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(Adnkronos) – Dopo dieci anni insieme Francesca Michielin ha deciso di cambiare rotta e manager.A trent'anni la cantante ha spiegato ai fan di sentire la "necessità di cambiare direzione" e per questo non lavorerà più con Marta Donà, la 'manager dei record', che ha vinto quattro delle ultime cinque edizioni del festival di Sanremo. "Dopo quasi dieci anni di avventure insieme, ho preso una decisione non semplice ma che apre un nuovo corso per me: non lavorerò più con Latarma management", ha annunciato Francesca Michielin sui social. "Ringrazio Marta (Donà, ndr) e tutto il team per avermi affiancato da quando ero una giovane ragazza in quello che è un mondo bellissimo e anche un po' spietato", ha continuato per poi spiegare le ragioni dietro la decisione presa. "Da oggi – si legge ancora – sento la necessità di cambiare direzione e aprirmi nuove strade.

Vi abbraccio. 'È stata una figata'". Francesca Michielin è stata una delle prime artiste seguite dalla Latarma management, fondata da Marta Donà quando iniziò a lavorare come manager di Marco Mengoni. "Quando conobbi Francesca aveva vinto X Factor ed era un cucciolo", ricorda la manager sul sito della sua agenzia. "Io avevo appena cominciato il viaggio con Marco e non sapevo se sarei stata in grado di guidarla.Quella sera invece, fuori dall’hotel, mi sembrò tutto più chiaro.

Aveva bisogno di qualcuno che l’aiutasse a credere nelle sue capacità.Adesso è una donna coraggiosa, vincente e piena di mondi da esplorare.

Abbiamo affrontato viaggiato da Sanremo a Stoccolma, con la tenda da campeggio, senza gradi di separazione.Ci appassioniamo insieme, viviamo la musica e la sperimentazione è la prima cosa". 
Il nome di Marta Donà è diventato noto non solo agli addetti ai lavori, ma anche al pubblico dopo il festival di Sanremo 2025: la vittoria di Olly ha permesso alla manager di diventare una professionista da record, capace di conquistare quattro edizioni in cinque anni: ha vinto con i Maneskin nel 2021, con Marco Mengoni nel 2023, con Angelina Mango nel 2024 e ora con Olly appunto nel 2025. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)