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Dazi Usa, 12 Stati fanno causa a Trump. La Cina incalza: “Cancellare tutto”

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(Adnkronos) –
New York e altri undici Stati hanno fatto causa a Donald Trump per la sua politica dei dazi, accusata di essere illegale e di aver fatto precipitare l'economia americana nel caos.Nel ricorso presentato presso il tribunale per il commercio internazionale di New York si afferma che la politica adottata da Trump dipende "dai suoi capricci piuttosto che da un esercizio legale dell'autorità".  Nel ricorso – che è appoggiato oltre che da New York, da Oregon, Arizona, Colorado, Connecticut, Delaware, Illinois, Maine, Minnesota, Nevada, New Mexico e Vermont – si contesta il ricorso da parte del presidente all'International Emergency Economic Powers Act, che gli ha permesso, dichiarando di essere davanti "a una minaccia straordinaria e insolita", di imporre dazi senza richiedere l'autorizzazione al Congresso a cui la Costituzione affida l'autorità di adottare misure del genere.  "Invocando l'autorità di imporre immense e sempre mutevoli dazi su qualsiasi prodotto che entra negli Stati Uniti scelto da Trump, il presidente ha sovvertito l'ordine costituzionale e ha portato il caos nell'economia americana", si legge nel ricorso che riecheggia quello presentato la scorsa settimana dalla California. Mercoledì Axios ha rivelato che, in colloqui riservati con il presidente, i Ceo delle maggiori società americane di grande distribuzione hanno espresso allarme per il fatto che la politica commerciale dell'amministrazione, e in particolare i dazi alla Cina del 145%, faranno già nel giro di due settimane aumentare i prezzi e interrompere la catena di distribuzione, facendo svuotare gli scaffali dei loro megastore.  "I prezzi della benzina e dei prodotti alimentari sono molto scesi, proprio come io avevo detto che sarebbe successo", ha scritto Trump su Truth Social, aggiungendo che "c'è abbondanza di uova e con il prezzo sceso dell'87%", riferendosi al prodotto alimentare che in questi mesi ha risentito maggiormente dell'inflazione, diventando così una sorta di catalizzatore delle preoccupazioni e dello scontento dei consumatori americani.  Intanto torna a farsi sentire la Cina.

L'aumento unilaterale dei dazi è stato iniziato dagli Stati Uniti e se gli Stati Uniti vogliono risolvere il problema devono ascoltare la voce razionale della comunità internazionale e delle parti all'interno del Paese e "cancellare completamente tutte le misure unilaterali contro la Cina e trovare un modo di risolvere le divergenze attraverso un dialogo equo", ha affermato il portavoce del ministero del Commercio cinese He Yadong, dopo che Trump ha anticipato la sua intenzione di ridurre sostanzialmente le tariffe.L'abuso dei dazi da parte degli Stati Uniti – ha aggiunto – viola i principi fondamentali dell'economia e del mercato.  "Se gli Stati Uniti vogliono davvero risolvere le questioni con il dialogo e i negoziati, devono abbandonare l'approccio di pressione massima, smettere di fare minacce e coercizioni e impegnarsi in un dialogo con Pechino su base paritaria, rispetto e reciprocità", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, rispondendo a chi gli chiedeva di confermare la notizia del Wall Street Journal secondo cui i dazi sui prodotti cinesi negli Usa scenderebbero dal 145 per cento a una cifra compresa fra il 50 e il 65 per cento.  Sul fronte energetico si è soffermata la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, parlando al summit sulla sicurezza energetica a Londra.

Per l'Unione Europea, le importazioni di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti d'America sono e restano "di importanza strategica", ha sottolineato von der Leyen. Trump ha più volte detto, con riferimento anche alle trattative in corso per evitare la conferma dei dazi cosiddetti reciproci sull'import Ue negli Usa, che si aspetta massicci acquisti di combustibili fossili dall'Ue. "Tra due settimane – ha affermato la presidente della Commissione Europea – presenteremo una tabella di marcia, accompagnata da misure concrete volte a porre fine gradualmente a tutte le nostre importazioni di combustibili fossili russi, per non dover più dipendere da una potenza ostile per soddisfare il nostro fabbisogno energetico.Per quanto riguarda la fornitura di gas, non abbiamo dimenticato che gli Stati Uniti sono intervenuti immediatamente consegnandoci gas naturale liquefatto, nel momento in cui ne avevamo bisogno, nel mezzo di una crisi".  Né, ha continuato, "abbiamo scordato che la Norvegia ci ha fornito altro gas tramite gasdotto.

O che anche Paesi più lontani, come il Giappone o la Repubblica di Corea, hanno collaborato strettamente con noi sui mercati globali, per garantire la nostra sicurezza energetica a breve termine.Queste partnership energetiche, comprese le importazioni di Gnl dagli Stati Uniti, restano di importanza strategica per l'Unione Europea". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Le richieste di Papa Francesco per i funerali, la bara, la sepoltura

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(Adnkronos) – Domani, sabato 26 aprile, alle 10, si svolgeranno a San Pietro i funerali di Papa Francesco, morto lunedì all'età di 88 anni.La bara del Pontefice sarà poi portata alla Basilica di Santa Maria Maggiore per la tumulazione, come da sua richiesta.  
Circa 100mila persone in queste ore hanno reso omaggio alla salma di Bergoglio e 200mila sono attese per i funerali, secondo le stime di cui ha parlato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ospite a 'Porta a Porta'.

Al momento sono 130 le delegazioni confermate per le esequie, di cui circa 50 Capi di Stato e 10 Sovrani regnanti.Imponenti le misure di sicurezza che si stanno predisponendo. Bergoglio ha deciso di essere sepolto a Santa Maria Maggiore e lo ha scritto nel testamento diffuso dal Vaticano e scritto il 29 giugno 2022, quindi quasi tre anni fa, con cui ha dato disposizioni sulla sua sepoltura. “Nel Nome della Santissima Trinità.

Amen.Sentendo che si avvicina il tramonto della mia vita terrena e con viva speranza nella Vita Eterna, desidero esprimere la mia volontà testamentaria solamente per quanto riguarda il luogo della mia sepoltura.

La mia vita e il ministero sacerdotale ed episcopale ho sempre affidato alla Madre del Nostro Signore, Maria Santissima.Perciò, chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore”.  “Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario Mariano dove mi recavo per la preghiera all’inizio e al termine di ogni Viaggio Apostolico ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarLa per la docile e materna cura”, scrive Bergoglio nel testamento che rispecchia tutta la sua vita nelle decisioni disposte.  Il Papa chiede che la sua “tomba sia preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della suddetta Basilica Papale come indicato nell’accluso allegato.

Il sepolcro deve essere nella terra; semplice, senza particolare decoro e con l’unica iscrizione: Franciscus”.  “Le spese per la preparazione della mia sepoltura saranno coperte con la somma del benefattore che ho disposto, da trasferire alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e di cui ho provveduto dare opportune istruzioni a Mons.Rolandas Makrickas, Commissario Straordinario del Capitolo Liberiano”.  “Il Signore dia la meritata ricompensa a coloro che mi hanno voluto bene e continueranno a pregare per me.

La sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita l’ho offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli”, scrive Bergoglio.  Sulla piazza della Basilica di Santa Maria Maggiore sono in corso le operazioni di messa in sicurezza.Dopo i funerali di Papa Francesco a San Pietro, la bara sarà trasportata in processione nella basilica dove è esposta la ‘Salus Populi Romani’, tanto venerata dal Pontefice.

Il rito della tumulazione sarà privato e la tomba sarà visitabile da domenica.Anche la piazza antistante la basilica è presidiata dalle forze dell'ordine che provvedono alla messa in sicurezza di tutta l'area circostante in vista della processione di sabato. “Sono qui a Santa Maria Maggiore per fare un sopralluogo.

Questa zona sarà interessata al termine delle esequie di Papa Francesco e vedrà la partecipazione di decine di migliaia di fedeli”, ha spiegato all’Adnkronos Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile (VIDEO). “È un’area più ristretta rispetto a quella di via della Conciliazione e di San Pietro – ha osservato – quindi stiamo cercando di analizzare le diverse variabili per assistere al meglio i fedeli, per far sì che possano essere presenti in un contesto di sicurezza”.  La decisione di Bergoglio di essere sepolto a Santa Maria Maggiore implica l'organizzazione di misure ad hoc in tutta la zona: “È inconsueto che un Papa si sposti da San Pietro e che abbia deciso di riposare in un’altra chiesa. È un evento diverso rispetto agli ultimi Pontefici – ha detto Ciciliano – quindi è diversa la pianificazione dell’assistenza alla popolazione ed è diverso il percorso.Per questo motivo è necessario fare delle analisi approfondite”, ha concluso. “Il corteo funebre passerà nella galleria Pasi, attraverserà il ponte, corso Vittorio, piazza Venezia.

Poi proseguirà per i Fori Imperiali, salirà per via Labicana e svolterà su via Merulana per poi arrivare a Santa Maria Maggiore dove ci sarà la tumulazione che non sarà aperta al pubblico – ha detto il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblico – Non sarà possibile seguire il corteo funebre, ci saranno delle transenne e le persone potranno vedere il passaggio da dietro e in quei punti procederà a passo d’uomo”.Giannini ha aggiunto che ci sarà “un piccolissimo corteo da parte di alcuni cardinali e sarà in auto”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Margot Simond muore in allenamento, addio a promessa dello sci francese

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(Adnkronos) – Una giovane promessa dello sci francese, Margot Simond, campionessa francese U18 di slalom, è morta oggi all'età di 18 anni mentre si allenava in Val d'Isère, in Savoia.Lo ha annunciato la Federazione francese di sci (Ffs).

E' morta nel primo pomeriggio in un incidente sugli sci mentre si allenava, secondo il quotidiano Le Dauphiné Libéré, che ha dichiarato che la procura di Albertville ha aperto un'inchiesta sulle circostanze della tragedia. "Il movimento sportivo dello sci ha appreso della tragica morte di Margot Simond, una giovane promessa", si legge in un breve comunicato della Ffs su 'X'. Margot Simond aveva vinto il campionato francese juniores a Les Ménuires, in Savoia, lo scorso marzo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump e il terzo mandato da presidente, spuntano magliette e cappellini

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(Adnkronos) –
Donald Trump pensa a candidarsi per il terzo mandato di presidente nel 2028?Possibile, almeno a giudicare dal merchandising in vendite sullo shop online del presidente degli Stati Uniti.

Cappellini e magliette rosse con la scritta 'Trump 2028' – l'anno delle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti – sono in vendita nel negozio online.Secondo la Costituzione, il presidente non può partecipare alla prossima tornata elettorale.

Giovedì, uno degli account X del presidente degli Stati Uniti ha postato una foto del figlio del miliardario 78enne, Eric Trump, che sfoggia il nuovo copricapo.Il cappellino è in vendita a 50 dollari mentre la maglietta con la scritta "Dobbiamo riscrivere le regole" è in vendita a 36 dollari.

I prodotti, si legge, sono rigorosamente made in Usa. Il 22esimo emendamento della Costituzione stabilisce che "nessuna persona potrà essere eletta alla carica di Presidente più di due volte".Donald Trump, che è già presidente dal 2017 al 2021, non manca di evocare la possibilità di un terzo mandato. "Ci sono modi per farlo", ha recentemente affermato. Togliere il limite dei due mandati richiederebbe una revisione della Costituzione, con una maggioranza di due terzi al Congresso, ampiamente irraggiungibile per i repubblicani, prima della ratifica da parte di almeno 38 dei 50 Stati americani, ancora una volta altamente improbabile. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, martellate alla moglie, poi la caduta dal balcone: morto pensionato

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(Adnkronos) – Prende a martellate la moglie, poi cade dal balcone e muore.Tragedia nella serata di oggi al Parco Dalmine di Torre Annunziata, in provincia di Napoli.

Secondo quanto si apprende, un anziano pensionato, ex operaio della fabbrica dismessa, si sarebbe tolto la vita dopo aver ferito la moglie a colpi di martello.La donna è stata soccorsa ed ora è ricoverata all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia: dai primi accertamenti, pare che non sia in pericolo di vita.

Sul posto, allertati da alcuni vicini, sono intervenuti i carabinieri della stazione, della compagnia e del Gruppo di Torre Annunziata che hanno avviato le indagini.  

Napoli, martellate alla moglie, poi la caduta dal balcone: morto pensionato

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(Adnkronos) – Prende a martellate la moglie, poi cade dal balcone e muore.Tragedia nella serata di oggi al Parco Dalmine di Torre Annunziata, in provincia di Napoli.

Secondo quanto si apprende, un anziano pensionato, ex operaio della fabbrica dismessa, si sarebbe tolto la vita dopo aver ferito la moglie a colpi di martello.La donna è stata soccorsa ed ora è ricoverata all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia: dai primi accertamenti, pare che non sia in pericolo di vita.

Sul posto, allertati da alcuni vicini, sono intervenuti i carabinieri della stazione, della compagnia e del Gruppo di Torre Annunziata che hanno avviato le indagini.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco ci ha lasciato

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Papa Francesco si è spento serenamente, lunedì mattina 21 aprile, alle 7.35 nel suo alloggio di Casa Santa Marta

“Si è consumato fino in fondo per la Chiesa, per i fratelli, per l’umanità.Il suo cuore ha cessato di battere, ma la sua eco rimarrà per sempre nelle menti delle donne e degli uomini del nostro tempo, di coloro che hanno avuto la sorte di ascoltare le sue parole, di vedere i suoi gesti profetici, di seguire il suo Magistero.Fino alla fine ha continuato a servire la Chiesa, non ha mai voluto prendersi del tempo per sé, perché i bisogni ecclesiali erano per lui una priorità.Come ha sempre chiesto agli altri di opporsi alla mentalità dello scarto e di non discriminare nessuno, così non si è mai risparmiato per annunciare al mondo la misericordia di Dio.Ne ha fatto un paradigma del suo pontificato”.Questo il comunicato ufficiale rilasciato dagli ambienti vaticani.Noi siamo sgomenti e cerchiamo di riflettere e ragionare, su questi 12 anni di un insolito pontificato, vissuto all’insegna della semplicità, solenne e disarmante.Un Papa che sin dall’inizio si rifiuta di occupare l’appartamento pontificio del terzo piano del Palazzo Apostolico, di piazza San Pietro, non si era mai visto.

Mettendo subito in risalto la scelta etica di vivere in sobrietà, mentre nelle stesse settimane di quel 2013 divampavano le polemiche riguardanti un cardinale ex Segretario di Stato, che stava esborsando spese esorbitanti per ristrutturare un attico di appena 400 metri quadrati, da adibire a propria privata abitazione da pensionato.Nientemeno.Un Papa che fa il suo prima viaggio fuori dal Vaticano per recarsi, quasi in pellegrinaggio, a Lampedusa a rendere omaggio alle migliaia di sventurati che trovano la morte in questo braccio di mare, ormai diventato un immenso, un doloroso cimitero di innocenti, tra l’indifferenza generale.Anzi tra lo sbraitare della politica nostrana e della retorica che spacciano la crudeltà, per difesa dei sacri confini.E lui, a Lampedusa ci andò solo, senza codazzo di politici, che volentieri avrebbero fatto passerella insieme al papa.Si ispirava alla semplicità, papa Bergoglio.Ma non era un ingenuo.Era un gesuita.

E tanto basta.Ma da gesuita ha continuato a parlare e ad ispirarsi alla misericordia.Si è rivolto sia agli esclusi della società perbenista (omosessuali, divorziati), sia agli “scarti”, come egli li chiamava, quelli che la società opulenta respinge e condanna alla miseria all’indigenza.Il suo sguardo abbracciava un orizzonte davvero ecumenico, egli aveva occhi e cuore per le periferie sociali ma anche per le periferie del mondo.E ha sempre predicato ed esortato per una chiesa “in uscita”, che vada ad incontrare chi si trova in difficoltà, materiali, fisiche e spirituali.Più di una volta ha affermato che il messaggio cristiano si concretizza – fondamentalmente – nel Discorso della Montagna, che proclama le Beatitudini nel Vangelo di Matteo [Mt. 5,1-12] e alla descrizione del giorno del Giudizio Universale, descritto ancora da Matteo [Mat  25, 31-45].Sono i brani evangelici che focalizzano il nostro rapporto con Dio e col prossimo.

Ma sono molto scomodi, perché molto radicali: parlano di affamati, assetati, carcerati…E allora tanti cattolici benpensanti, si sono scandalizzati perché il Papa non parlava di spiritualità, ma di migranti e diseredati.Ed ecco l’accusa di pauperismo, di sinistrimo, comunismo.Ma, ovviamente, fatta in malafede.

Perché è più comodo essere cristiani partecipando alle funzioni piuttosto che darsi da fare per le disgrazie degli ultimi della Terra.

“Dove c’è Vangelo c’è rivoluzione.Il Vangelo non ci lascia quieti, ci spinge perché è rivoluzionario”, ripeteva il papa.  E la “rivoluzione del Vangelo” è che i Beati sono i poveri, i miti, i misericordiosi, le persone umili di cuore…Non si può essere buoni cristiani solamente andando in chiesa, ma comportandosi bene e facendo del bene al prossimo e chi ne ha bisogno.L’attenzione di Bergoglio non è stata solo verso gli indigenti, ma si è rivolta anche verso coloro che vivono il disagio social della diversità: gli omosessuali, i separati, i divorziati, i carcerati.  “Infatti, io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” disse Cristo, perché “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” [Mt. 9.9-13].  E il Cristo dice ai suoi discepoli: “Imparate che cosa vuol dire misericordia. Perché  io voglio misericordia e non sacrifici”.

Il Papa non ha fatto altro che seguire alla lettera le parole di Gesù.Ma molti lo hanno osteggiato perché non parlava loro di Dio…

Non c’è più sordo di chi non vuol sentire!Lui ha additato e tracciato la strada.

A chi resta, va il compito di continuare il cammino.Senza comodi fraintendimenti.

Carmelo TOSCANO

 

 

Trump e il premio Nobel: “Me lo merito per gli Accordi di Abramo”

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(Adnkronos) –
Donald Trump merita il premio Nobel per la pace? "Forse per gli Accordi di Abramo".Il presidente degli Stati Uniti non ritira la sua candidatura, almeno non del tutto, davanti alla domanda che gli viene posta nello Studio Ovale della Casa Bianca.

La missione di porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia non è ancora compiuta e allora Trump, per perorare la propria causa, ricorre al piano B. "Forse merito il premio per gli Accordi di Abramo", dice facendo riferimento ai trattati di normalizzazione dei rapporti tra Israele e vari Paesi arabi.L'iniziativa sta continuando ad espandersi, con molti altri Paesi pronti ad aderire. "Li aggiungeremo molto rapidamente", assicura, sottolineando l'importanza di questi sviluppi per la pace globale. A sostenere la candidatura provvede il segretario di Stato, Marco Rubio. "Tutti dovrebbero ringraziarlo per il suo ruolo di pacificatore", dice, spiegando che gli Stati Uniti hanno proposto a Russia e Ucraina un piano che offre "opzioni concrete per porre fine alla guerra". "Abbiamo mostrato loro un traguardo.

Ora entrambi devono dire sì", dice Rubio, riferendosi ai colloqui avvenuti nei giorni scorsi.Ha inoltre ribadito che, sebbene l'ultimo attacco russo a Kiev rappresenti uno dei più gravi degli ultimi mesi, Trump "vuole fermare la guerra" e va riconosciuto il suo impegno per "cercare di salvare vite umane". "Non è la nostra guerra.

Non l'abbiamo iniziata.Ma stiamo cercando di porre fine alle morti e alla distruzione", aggiunge il segretario di Stato.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 24 aprile

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(Adnkronos) –
Nessun '6' né '5+1' al concorso Superenalotto-Superstar numero 65 di oggi, 24 aprile 2025.Cinque punti 5 hanno ottenuto una quota unitaria di 34.183,12 euro.

Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è di 24,2 milioni di euro.Si torna a giocare sabato 26 aprile per l'ultimo concorso della settimana.

Stop al Superenalotto nella giornata del 25 aprile.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.  
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente di oggi è 13-14-20-31-55-60, numero Jolly 89 e numero Superstar 25.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Roma pronta per funerali: il super piano per la sicurezza

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(Adnkronos) –
Roma si prepara ai funerali di Papa Francesco e scatta il piano con le misure straordinarie di sicurezza.Alla cerimonia, in programma sabato 26 aprile a San Pietro, parteciperanno almeno 182 delegazioni, con leader da tutto il mondo: sono attesi, tra gli altri, 50 Capi di Stato e 10 Sovrani regnanti. "Sono al momento 182 le delegazioni straniere, di cui la metà prevedono la presenza di capi di Stato e di governo.

Abbiamo stimato al momento che tra personale diretto di scorta e personale che assicura la viabilità, almeno mille persone dedicate a quest'incombente", dice il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.L'evento richiamerà a Roma oltre 200mila persone, con un test probante per la città dopo i 3 giorni in cui decine di migliaia di fedeli hanno reso omaggio alla salma del Pontefice nella Basilica di San Pietro. Il piano per i funerali, con il dispiegamento di contingenti della forza pubblica sotto la guida di funzionari della Polizia di Stato, si inserisce in un quadro già caratterizzato dalle misure adottate per il Giubileo.

Le misure entreranno pienamente in vigore nella notte tra il 25 e il 26 aprile tra 'terra e cielo'.  Spicca in particolare l'impiego di assetti speciali antidrone a cura dell'Aeronautica militare completano la traccia della sicurezza, insieme all'interdizione del sorvolo che sarà attivata sul Vaticano. 
Verrà creato anche un 'cono di sicurezza' con un raggio ampio sulle zone interessate dalla traslazione della salma.Dopo i funerali, spiega il prefetto Lamberto Giannini, "il corteo funebre passerà nella galleria Pasi, attraverserà il ponte, corso Vittorio, piazza Venezia.

Poi proseguirà per i Fori Imperiali, salirà per via Labicana e svolterà su via Merulana per poi arrivare a Santa Maria Maggiore dove ci sarà la tumulazione che non sarà aperta al pubblico.Non sarà possibile seguire il corteo funebre, ci saranno delle transenne e le persone potranno vedere il passaggio da dietro e in quei punti procederà a passo d’uomo.

Ci sarà un piccolissimo corteo da parte di alcuni cardinali e sarà in auto".  "Quello che abbiamo notato è una crescita esponenziale di visita a Santa Maria Maggiore", osserva.Nella giornata del 24 aprile, "15mila persone.

Quindi si è disposto di mettere anche quattro mega schermi, di cui due a piazza Esquilino per le persone che dovessero seguire da lì le esequie e aspettare l'arrivo".  Le misure di sicurezza scatteranno con la creazione di un perimetro, con il presidio delle strade e l'attivazione dei check point utili al filtraggio e controllo dei fedeli.L'intera area urbana che insiste in territorio italiano a ridosso della Basilica di S.

Pietro sarà suddivisa in cinque diverse zone.Massima attenzione sarà rivolta ai corridoi dedicati all’approdo in Vaticano delle delegazioni straniere. Il secondo round del dispositivo di sicurezza riguarderà l'ultimo step dell'ultimo viaggio di Papa Francesco per raggiungere la Basilica di S.

Maria Maggiore.Anche in questo caso, il tracciato pianificato, sarà affidato al presidio di agenti che tuteleranno il transito del feretro.  
Al mondo del volontariato sarà affidato il compito di integrare le liste di sicurezza con il presidio dei varchi e l’assistenza ai pellegrini.

Polizia di frontiera aerea, Polizia Stradale, Polizia Ferroviaria, con il concorso dei militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e della Polizia penitenziaria, operativi presso gli scali ferroviari e aeroportuali della Capitale, assicureranno il monitoraggio dei flussi di fedeli in arrivo per l’ultimo saluto al Pontefice. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treviso, morto Giancarlo Gentilini: l’ex sindaco ‘sceriffo’ aveva 95 anni

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(Adnkronos) – Giancarlo Gentilini, l'ex sindaco 'sceriffo' leghista di Treviso, è morto oggi pomeriggio all'età di 95 anni.A darne l'annuncio i familiari, la moglie Marta e i due figli Antonio e Stefano.  ''Addio a Giancarlo Gentilini.

Un grande sindaco, un grande alpino, un grande Veneto, un grande leghista'', ha scritto su X il leader della Lega, Matteo Salvini. Diventato una figura di grande carisma nella Lega della prima ora che stava guadagnando sempre più consensi e simbolo di una nuova politica locale, Giancarlo Gentilini ha segnato un’epoca sia nella storia amministrativa di Treviso ma anche in quella nazionale.Le sue dichiarazioni ‘senza filtri’ e alcune decisioni che divennero un tema politico nazionale, come levare le panchine nel parco antistante la stazione di Treviso per impedire che gli extracomunitari vi si riposassero, portò a cortei di protesta mai visti prima nella capitale della Marca e polemiche. 
Eletto sindaco di Treviso nel 1994, Gentilini fu il primo sindaco a essere eletto direttamente dai cittadini in base alla nuova legge elettorale per i sindaci appena entrata in vigore e la sua elezione fu un po’ una sorpresa, dato che Gentilini non proveniva da alcuna pregressa esperienza amministrativa, ma anzi aveva appena lasciato il suo incarico presso la direzione dell’ufficio legale dell’allora Cassa di risparmio trevigiana, ribattezzata Cassamarca, dov’era entrato poco dopo essersi laureato in giurisprudenza. Gentilini ha poi guidato la città per due mandati fino al 2003, proseguendo poi il suo impegno come vicesindaco al fianco del sindaco Gian Paolo Gobbo e poi come consigliere comunale fino al 2023.

In un caso la sua popolarità tra i trevigiani portò la sua lista personale a essere determinante per far rivincere al primo turno l’uscente sindaco Gobbo che all’epoca guidava anche la Lega regionale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa, lo street artist TvBoy omaggia Bergoglio con ‘San Francesco’

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(Adnkronos) – Si chiama 'San Francesco' l'opera realizzata dallo street artist TvBoy che immortala il Papa in versione angelo, con tanto di aureola e ali bianche.Sopra di lui la scritta 'Love' con il simbolo della pace al suo interno.

L'opera è stata realizzata su un muro della scalinata che va da via Aurelia a via della Stazione Vaticana.  "Lui è il Papa dell'amore, è il Papa amato da tutti, è il Papa che ha sempre messo d'accordo tutti – dice all'Adnkronos TvBoy – e per questo l'ho voluto raffigurare come un angelo, scrivendo la parola Love: dentro la 'O' c'è il simbolo della pace perché, anche se nessuno l'ha ascoltato mentre era in vita, è stato l'unico che ha lanciato dei messaggi per la riconciliazione e la pace". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Shade ricoverato per un’infezione ai polmoni: “Non sarà una passeggiata”

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(Adnkronos) –
Shade è ricoverato in ospedale per un'infezione ai polmoni.Il rapper con un video pubblicato sui social è tornato a parlare delle sue condizioni di salute, spiegando ai follower il motivo per cui lo scorso 16 aprile era finito in ospedale.  Shade, pseudonimo di Vito Ventura, è ancora ricoverato in ospedale a causa di una grave infezione ai polmoni: "Vi spiego cosa è successo", ha esordito il rapper nel video pubblicato sui social in cui mostra una foto delle lastre ai suoi polmoni.  "I miei polmoni non sono sani, sembra che qualcuno ci abbia messo la sua sbobba.

Per colpa di questa infezione, mercoledì ho smesso di respirare, sono finito al pronto soccorso e hanno fatto sì che respirassi di nuovo".Tuttavia, l'infezione si è rivelata più grave del previsto e l'artista è stato trasferito in un reparto specifico.  Come sta ora Shade? "Respiro ancora di m***da, mi devo sempre muovere con l'ossigeno.

Alterno momenti in cui sto bene a momenti in cui mi sento debole.Quello che dovrò affrontare non è una passeggiata ma c'è sicuramente di peggio".

E, con ironia, ha concluso: "Immagino sia il prezzo da pagare per aver provato a uccidere la musica italiana" —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Quando il Calcio Sostenibile Va in Campo: Sudtirol contro Juve Stabia

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Il match tra Sudtirol e Juve Stabia non è solo una partita di calcio, ma anche un interessante confronto tra due società che hanno fatto della sostenibilità economica e della valorizzazione dei giovani talenti i propri punti di forza.In un panorama calcistico spesso dominato da spese folli e bilanci in rosso, le storie di queste due squadre rappresentano un modello virtuoso e stimolante.

Il Sudtirol, guidato da una solida gestione societaria, ha saputo negli anni costruire una realtà calcistica competitiva pur mantenendo un occhio di riguardo per le finanze.La filosofia del club altoatesino si basa sulla crescita di giovani promesse ma senza dimenticare anche giocatori esperti e affidabili.

La vittoria del torneo di Lega Pro e
da matricola questa squadra è diventata in poco tempo una conferma, una bellissima realtà.Dall’altra parte, la Juve Stabia rappresenta una realtà altrettanto interessante.

Il club campano, con una storia ricca di passione e tradizione, ha intrapreso negli ultimi anni un percorso simile a quello del Sudtirol.Giovani nella rosa, occhio al bilancio, nessuna spesa folle, insomma lo spot del calcio sostenibile.

La sfida sul campo tra Sudtirol e Juve Stabia diventa quindi un’occasione per osservare da
vicino questa filosofia.L’attenzione non sarà rivolta solo ai singoli giocatori.

La partita sarà anche un test per le strategie di gioco adottate dai due allenatori, capaci di valorizzare al meglio le risorse a disposizione, spesso senza poter contare su budget faraonici.L’organizzazione tattica, la capacità di sfruttare le individualità e la solidità difensiva saranno elementi chiave per conquistare i tre punti.

In un calcio sempre più orientato al business e alle spese esorbitanti, Sudtirol e Juve Stabia
rappresentano un’alternativa credibile e un esempio da seguire.La loro sfida è la dimostrazione che si può fare calcio di qualità, ottenendo risultati importanti, senza necessariamente dover ricorrere a investimenti fuori portata.

Domani al via in Romagna al Torneo delle Regioni della Lega dilettanti

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(Adnkronos) – Si aprirà domani in Romagna l’edizione numero 61 del Torneo delle Regioni, la manifestazione di calcio giovanile simbolo della Lega Nazionale Dilettanti che, a distanza di ventuno anni dall’ultima volta (allora nella formula mista col calcio a undici), sbarca in terra romagnola con un evento interamente dedicato al futsal.Da qui al 1°maggio settantadue squadre in rappresentanza di tutte le Regioni d’Italia si sfideranno nelle categorie Juniores, Allievi, Giovanissimi e Femminile coinvolgendo circa 1.300 atleti nella fascia di età compresa dai 15 ai 23 anni, ai quali vanno aggiunti tecnici, dirigenti e arbitri per un totale di circa 1.500 tesserati.

La fase a gironi si giocherà il 25, il 27 e il 28 aprile (stop sabato in occasione dei funerali di Papa Francesco), a seguire quarti di finale martedì 29, semifinali mercoledì 30 e finali giovedì 1° maggio che si traducono in 100 partite in programma in una settimana.  Questa edizione del torneo assume un significato ancora più profondo, poiché molti dei palazzetti che faranno da cornice alle gare dislocate tra Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini si trovano proprio nelle aree che hanno duramente subito le alluvioni del 2023 e del 2024.La riapertura di alcuni impianti sportivi proprio in questa occasione testimonia il forte impegno del Comitato Regionale Emilia-Romagna Lnd e della Regione nel sostenere la ripresa e nel restituire vitalità al tessuto sociale di questi territori.

I palazzetti di Modigliana, Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro, Meldola, Lugo, Bellaria Igea Marina, Misano, Cesena, Russi e Rimini – tutti Comuni che hanno concesso il patrocinio all’evento assieme alla Regione Emilia-Romagna e ai Comuni di Cervia e Cesenatico – si preparano così ad accogliere non solo le spettacolari sfide sul campo, ma anche le famiglie degli atleti e numerosi sostenitori, creando un indotto turistico e un’ondata di entusiasmo per l’intera riviera romagnola. «Ancora una volta il calcio si rivela un potente catalizzatore sociale, ben oltre la sua natura sportiva, offrendo alle comunità la possibilità concreta di riconquistare i propri luoghi di aggregazione – sottolinea il Presidente del C.R.Emilia-Romagna Lnd Simone Alberici – Il calcio a cinque ha registrato una notevole crescita nell’ultimo anno, grazie anche agli eventi supportati dalla Regione.

La macchina amministrativa e tecnica dei Comuni romagnoli, che ringrazio di cuore, ha compiuto uno sforzo organizzativo importante, mettendo a disposizione le strutture ricettive e quelle sportive per accogliere tantissimi atleti provenienti da tutta Italia.Ringrazio anche i nostri partner Randstad, Green Power, Orogel e Adriasport per il sostegno che ci hanno fornito nel corso di questi mesi». Sulla stessa linea di pensiero il Presidente della Lnd Giancarlo Abete: "La scelta della Romagna come sede del torneo è un gesto di attenzione verso il territorio.

Il Tdr, infatti, rappresenta da sempre molto più di una competizione sportiva: valori autentici come il rispetto, la passione, il sacrificio e il senso di appartenenza trovano in questa manifestazione la loro espressione più alta.Ringrazio il Presidente Alberici e il Comitato Regionale Emilia-Romagna, la Divisione Calcio a Cinque, le istituzioni e i partner coinvolti per il loro impegno, con l'augurio che questa esperienza possa lasciare tanti ricordi positivi a chi avrà la possibilità di viverla". Sono previste in tutto ben 64 dirette streaming sul canale YouTube ufficiale della Lega Nazionale Dilettanti: 36 partite della fase a gironi e tutte le gare a eliminazione diretta.

Sempre qui da non perdere l’appuntamento ogni sera alle 21 con il programma di approfondimento che racconterà il meglio di ogni giornata del torneo.Tutti i risultati in tempo reale, i tabellini, le classifiche aggiornate, le notizie, le curiosità e gli approfondimenti saranno disponibili sul sito web ufficiale della manifestazione torneodelleregioni.lnd.it. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve, Tether supera il 10% delle quote e diventa secondo azionista del club

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(Adnkronos) –
Tether fa sul serio con il calcio.Il colosso delle criptovalute, entrato ufficialmente nella Juventus lo scorso febbraio, ha annunciato in un comunicato di aver superato il 10% del capitale del club bianconero. "Siamo orgogliosi di diventare un azionista significativo della Juventus, un club con una storia, un marchio e una base di tifosi senza eguali" ha spiegato il Ceo di Tether Paolo Ardoino. "Questo investimento non è solo finanziario, è un impegno verso l’innovazione e una collaborazione a lungo termine.

Crediamo che la Juventus sia nella posizione ideale per guidare sia sul campo che nell’adozione della tecnologia capace di elevare il coinvolgimento dei tifosi, le esperienze digitali e la resilienza finanziaria.Siamo entusiasti delle opportunità future". Thether ha spiegato la mossa in un comunicato: "Tether Investments ha annunciato oggi che il 15 aprile 2025 ha acquisito ulteriori azioni della Juventus Football Club S.p.A., portando la sua partecipazione complessiva a oltre il 10,12% del capitale sociale emesso, rappresentando il 6,18% dei diritti di voto.

Questa mossa strategica – si legge – segue l’acquisizione iniziale da parte di Tether dell’8,2% del capitale sociale emesso (che rappresentava poco più del 5% dei diritti di voto) del Club, consentendo a Tether di aumentare ulteriormente il proprio investimento nell’iconica squadra di calcio torinese.L’investimento riflette l’impegno a lungo termine di Tether per il futuro della Juventus e la fiducia nel valore intrinseco e nel potenziale di crescita del Club.

Segna anche l’inizio di quella che si prevede sarà una partnership profonda e reciprocamente vantaggiosa, volta a creare sinergie tra il mondo dello sport e quello della tecnologia.Infatti, la leadership di Tether nel settore degli asset digitali da trilioni di dollari – unita ai suoi investimenti per miliardi di dollari in intelligenza artificiale, biotecnologie, social media e reti di distribuzione globali – ha il potenziale per portare un valore senza precedenti al club calcistico, aprendo nuove vie di monetizzazione ed espandendo la sua portata globale attraverso continenti e miliardi di persone".  
Tether, secondo azionista della Juve dopo Exor (holding della famiglia Agnelli-Elkann che possiede attualmente il 65,4% del capitale del club) ha anche spiegato di essere "disponibile a partecipare a eventuali future ricapitalizzazioni, per contribuire a rafforzare la solidità finanziaria della Juventus ed evitare la diluizione della propria posizione".  —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giovanni Muciaccia, la ‘benedizione’ di Fiorello: “Stavo per mollare, nessuno mi prendeva”

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(Adnkronos) –
Giovanni Muciaccia ospite oggi, giovedì 24 aprile, a 'La volta buona' ha raccontato gli esordi della sua carriera e il successo arrivato con la conduzione di Art Attack e l'imitazione di Fiorello, che per lui è stata una vera e propria 'benedizione'. Giovanni Muciaccia ha ricordato il periodo più buio della sua vita professionale in cui ha pensato di cambiare lavoro: “Ci sono stati altri due anni di buio perché facevo dei provini ma nessuno mi prendeva.C’è stato un momento in cui pensai di mollare il mondo della televisione”, ha raccontato sottolineando come i suoi genitori volevano che si trovasse un “lavoro serio”.  “Loro non mi hanno supportato molto, ma a oggi li capisco e hanno fatto bene a ostacolarmi perché questo ha tirato fuori il meglio di me”, ha spiegato Muciaccia che poi ha ottenuto la sua rivincita con ‘Art Attack’, il programma televisivo che ha fatto avvicinare i bambini all’arte e alla creatività.

Programma che Giovanni Muciaccia ha condotto per 11 anni.  Ma la vera consacrazione è arrivata con l’imitazione di Fiorello: “Mi consacrò come personaggio perché così mi fece conoscere anche agli adulti moltiplicando la mia popolarità, sono molto contento di questo”.  Il conduttore, nel 2007, è stato uno dei protagonisti di Ballando con le Stelle.Con Caterina Balivo, Muciaccia ha ricordato la sua esperienza nel dance show di Rai 1 ricordando un aneddoto particolare: "Alla seconda puntata mi volò la ballerina, perché facevamo dei balli acrobatici.

Lei scivolò e si tagliò il mento.Sapete come glielo aggiustarono?

Con la colla…non vinilica però". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, giovani in Piazza per l’ultimo saluto – Video

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(Adnkronos) – Un Papa che ha segnato i giovani, così viene ricordato Papa Francesco da uno dei tanti ragazzi presenti in Piazza San Pietro per dare l’ultimo saluto al pontefice, alcuni dei quali parteciperanno anche al Giubileo degli adolescenti, che si svolgerà dal 25 al 27 aprile a Roma. "Mi sono affezionata a questo Papa, ho deciso di venire qua dalla Sicilia per fare l’ultimo saluto", racconta Zoe all’Adnkronos e aggiunge "faremo la coda qui domani alle 7".Dalla Sicilia anche un gruppo di scout, che venuto per il Giubileo, ora si ritrova a cambiare i piani per la morte di Francesco: "Abbiamo pensato di dargli un ultimo saluto anche qui e di vivere questi giorni in modo diverso".

Accanto a chi si prepara a passare ore in fila anche chi rinuncia "ci vogliono almeno quattro ore di coda e abbiamo abbandonato", dice Elisabetta all’AdnKronos.Alcuni rimarranno anche per i funerali, programmati per sabato 26 aprile, “parteciperò sicuramente”, commenta Francesco mentre Stefano dichiara “spero di esserci anche se l’affluenza sarà tanta”.  Durante il suo pontificato Francesco è stato sempre vicino ai giovani. “Un sogno che porto dentro – ha dichiarato durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona nel 2023 – è quello di giovani che pregano per la pace, vivono in pace e costruiscono un avvenire di pace”.  "Mi ha accompagnato da quando ho 8 anni – ricorda Stefano – quando è uscito dal balcone con il suo ‘buonasera’ pieno di umanità e umiltà fino alla Gmg del 2023”. “Ricordo la prima volta che sono venuto qui a sentire il suo Angelus, era stato nominato dal circa 2 mesi, ed è stato indimenticabile”, racconta Francesco.

Tanti ancora i giovani attesi nella giornata di domani per dare un ultimo saluto al “Papa degli Ultimi”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa, la ‘dama vaticana’ Marogna: “Becciu pontefice? Fantareligione, ma glielo auguro”

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(Adnkronos) –
Il cardinale Angelo Becciu eletto Papa? "E' fantareligione, gli stanno già contestando la possibilità di essere presente al conclave…In ogni caso glielo augurerei".

A parlare all'Adnkronos è Cecilia Marogna, l’ex manager sarda condannata in primo grado a 3 anni e 9 mesi nel processo vaticano nato dalla compravendita dell'immobile di Sloane Avenue a Londra.  In particolare, Marogna è stata condannata per truffa aggravata in concorso con lo stesso Becciu in relazione al caso dei 575mila euro versati alla società di lei dalla segreteria di Stato per attività di intelligence tra cui la liberazione di una suora rapita in Mali dai jihadisti.Soldi che invece, secondo un'accusa sempre rispedita al mittente dalla 'dama' vaticana e dall'ex sostituto della Segreteria di Stato, sarebbero stati spesi dall'ex collaboratrice del cardinale in beni di lusso.

La vicenda finì anche al centro di una drammatica conversazione tra Papa Francesco e Becciu il cui audio fu pubblicato in esclusiva dall'Adnkronos: nel corso della telefonata, della durata di poco più di cinque minuti, si sente la voce affaticata di Bergoglio rispondere alle sollecitazioni dell'ex Sostituto, che gli chiede, tra l'altro, se ricorda di averlo autorizzato ad "avviare le operazioni per liberare la suora". Se non crede alla possibilità che Becciu diventi Papa, Marogna si dice invece convinta che alla fine il cardinale potrà partecipare al conclave. "Non vi è stata una volontà esplicita di estromettermi dal Conclave né la richiesta di una mia esplicita rinuncia per iscritto", ha rivendicato nei giorni scorsi l'ex Sostituto. "Secondo me lo faranno entrare – dice ora la sua ex collaboratrice – perché altrimenti si creerebbe un precedente importante e il suo è un voto che serve.Poi, anche se è fantareligione, come la chiamo io, a prescindere da tutto io glielo augurerei di diventare Papa, perché Becciu è un vero prete.

Da nunzio in luoghi complicati ha toccato con mano situazioni drammatiche, in cui la chiesa è fondamentale, ma è stato anche un uomo di governo di primo piano, e, con l'ultima collocazione, quella alla congregazione delle cause dei Santi, ha stretto relazioni diplomatiche molto importanti…". L'ex manager sarda racconta di essere in "ottimi rapporti con Becciu, per quanto ci siano stati diversi dissapori nel tempo.Anche durante le fasi processuali le difese hanno fatto spesso scelte differenti – spiega – Io e il mio collegio difensivo fin dall'inizio abbiamo denunciato chi riteniamo abbia fatto tutto, loro no, lo hanno fatto la settimana scorsa…".

D'altronde, secondo Marogna, nel processo "è stato costruito un impianto accusatorio fondato sul nulla che ha macchiato la Chiesa" e "il successore di Bergoglio si troverà una patata bollente da gestire, non sarà facile".Una situazione che si è peraltro trascinata a lungo: "A ottobre sono cinque anni: ci sono state 86 udienze, si potevano dimezzare.

Le motivazioni della condanna sono arrivate a ottobre scorso, aspettavamo da quasi un anno…Insomma, le tempistiche si sono dilatate, la situazione resta sospesa, l'appello ce l'abbiamo a settembre", aggiunge.  Marogna rivela anche di aver conosciuto Bergoglio: "Ci siamo incontrati tanto tempo fa", dice, aggiungendo: "Mi aveva dato fiducia nel ruolo che mi è stato affidato".

Certamente, sottolinea, "ha lasciato il segno come Papa.Lo ricordo come una persona irremovibile, che quando prendeva una decisione era quella".

Quanto al processo vaticano, secondo Marogna, la situazione al pontefice " è scappata un po' di mano: ci sono state interazioni esterne, manipolazioni, disinformazione da parte di persone a lui vicine… – accusa – Il fatto è che Becciu in un certo momento storico – da quando è stato creato cardinale, con un ruolo maggiore in quello che sarebbe stato il prossimo conclave – è diventato ingombrante e scomodo per tanti….Sono certa che se ne avesse avuto il tempo, il Papa avrebbe messo a posto questa situazione che, per come la vedo io, è stata anche un attacco nei suoi confronti…

Anzi, si dice che abbia lasciato disposizioni in merito". A chiedere di cassare il processo è anche Riccardo Sindoca, il procuratore di Cecilia Marogna che ha costituito e coordinato il collegio di difesa dell'ex collaboratrice di Becciu: "Auspico che durante questo Giubileo il pontefice che avrà ereditato questa incresciosa questione giudiziaria, alla luce di quanto ormai emerso dagli atti e nell’interesse primario della Chiesa e di tutti i fedeli, possa con un solo colpo di mano porre fine a tutto quanto, così da poter consegnare definitivamente alla storia ciò che oramai sono le 'ceneri' del sedicente 'processo del secolo' che ad oggi vede sul banco degli imputati l’operato stesso della magistratura vaticana", l'appello di Sindoca.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Ciciliano a Santa Maria Maggiore: “Studiamo diverse misure di sicurezza” – Video

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(Adnkronos) – “Sono qui a Santa Maria Maggiore per fare un sopralluogo.Questa zona sarà interessata al termine delle esequie di Papa Francesco e vedrà la partecipazione di decine di migliaia di fedeli” ha spiegato all’Adnkronos Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento della Protezione Civile. “È un’area più ristretta rispetto a quella di via della Conciliazione e di San Pietro – spiega -, quindi stiamo cercando di analizzare le diverse variabili per assistere al meglio i fedeli, per far sì che possano essere presenti in un contesto di sicurezza”.  La decisione di Bergoglio di essere sepolto a Santa Maria Maggiore implica l'organizzazione di misure ad hoc in tutta la zona: “È inconsueto che un Papa si sposti da San Pietro e che abbia deciso di riposare in un’altra chiesa. È un evento diverso rispetto a quanto accaduto per gli ultimi Pontefici – spiega Ciciliano – quindi è diversa la pianificazione dell’assistenza alla popolazione ed è diverso il percorso.

Per questo motivo è necessario fare delle analisi approfondite”, ha concluso. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)