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Papa Francesco, oltre 250mila per l’addio: le videonews dal nostro inviato

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(Adnkronos) – Oltre 250mila a San Pietro per l'addio a Papa Francesco.Concluso l'afflusso dei fedeli, ecco il rito della chiusura della bara del Pontefice.

Domani i funerali del Santo Padre, quindi la sepoltura a Santa Maria Maggiore. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neon 54 Login e i bonus dei casinò online: tipologie, funzionamento e suggerimenti per sfruttarli al meglio

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Tra le industrie che nel corso degli ultimi anni hanno visto una crescita sempre maggiore è impossibile non citare il mondo del gioco online, che si sono configurate come una delle principali fonti di guadagno per investitori e imprenditor.Di fatto il mondo del gioco è diventato uno dei poli dell’intrattenimento digitale, riuscendo a conquistare fette sempre maggiori di pubblico con una grandissima varietà di piattaforme.

Il perché si può capire semplicemente facendo il neon 54 login: le piattaforme sono diventate chiare, accoglienti, semplici nonostante una grande varietà di opportunità!Per invogliare ulteriormente i giocatori a divertirsi, le singole piattaforme offrono una vasta gamma di bonus a cui fare riferimento.

Ecco allora una breve guida all’argomento, concentrando i nostri sforzi proprio nel comprendere e sfruttare i bonus che è possibile trovare sulla piattaforma e, più in generale, sulle piattaforme di gioco.

Perché i bonus sono così importanti per i giocatori?

Nel mondo dell’intrattenimento online, i bonus sono diventati sempre più importanti diventando uno dei principali strumenti di client acquisition per una nuova piattaforma.Questo perché i bonus altro non sono che incentivi che convincono un utente a usare una piattaforma piuttosto che un altra, premiando ulteriormente gli eventuali giocatori già registrati con un piccolo premio per far si che migliori la percentuale di retention sulla singola piattaforma.

Per un utente finale i bonus sono comunque interessanti, perché se usati con criterio permettono di massimizzare il divertimento e ottenere più vincite a fronte della stessa cifra spesa.Questi possono essere erogati in tanti metodi diversi: credito gratuito, giri gratis, cashback, rimborsi o premi fedeltà (tutti strumenti di marketing molto efficaci), tutti caratterizzati da diversi termini e condizioni che è bene conoscere per evitare di ritrovarsi con l’impossibilità di prelevare il denaro vinto.

Leggere i termini e le condizioni permette di sapere sempre cosa è necessario soddisfare per poter ritirare dal conto di gioco l’importo che si è vinto sfruttando le caratteristiche legate a un bonus; ci sono dei requisiti di scommessa che è bene leggere per evitare di perdere tempo e denaro.

Tutti i bonus di Neon54

Dopo aver effettuato il Neon 54 Login è possibile accedere a una ricca sequela di bonus tutti diversi che sono integrati in un grande bonus di benvenuto della piattaforma.Il bonus ha l’obbiettivo preciso di dare il carburante necessario per far si che l’utente esplori la piattaforma, provi i vari giochi e si diverta.

Durante la registrazione alla piattaforma è possibile scegliere il bonus di benvenuto tra cinque diversi nomi: David Bowle, Spoodog, MiraDona, Kriss e Craft Punk, ognuno con caratteristiche particolari.Ogni bonus risponde a una diversa tipologia di vantaggio per il giocatore:

  • giri gratuiti: permettono di giocare alle slot senza utilizzare fondi reali
  • cashback: rimborso parziale delle perdite nette
  • bonus di benvenuto: permette di ottenere una percentuale extra di soldi nel conto deposito in base all’entità del primo versamento/giocate
  • bonus fedeltà: riservati ai giocatori abituali, possono includere giochi esclusivi, giri gratuiti, percentuali di cashback aumentate e così via.

Quali sono i migliori consigli per sfruttare al massimo questi bonus

La prima cosa da fare per poter sfruttare al massimo i bonus offerti da una piattaforma è quella di studiarsi i requisiti di scommessa (wagering requirements, più informazioni si posson trovare sul sito dell’agenzia dogane e monopoli), segnarsi le scadenze dei bonus e le limitazioni sui giochi che si possono sfruttare.

Dopo aver completato il Neon 54 Login bisogna apprendere le informazioni sopracitate e usarle per selezionare un bonus in linea con il proprio stile di gioco, selezionando poi un gioco con l’RTP più alto in assoluto per il giocatore!I giocatori costanti dovrebbero puntare sul cashback settimanale, chi invece gioca una volta ogni tanto può puntare a massimizzare il bonus di benvenuto; chi ama le slot farà bene a selezionare i free spin e così via.

Monitorare i bonus attivi sulla singola piattaforma può aiutare moltissimo, permettendo di capire se c’è qualcos’altro che si può sfruttare a proprio vantaggio!

Youth Cup Fattorie Donna Giulia: Un Successo Globale che Illumina la Campania

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Si è appena conclusa con grande successo la fase a gironi della quarta edizione della Youth Cup Fattorie Donna Giulia, l’ormai rinomato torneo internazionale dedicato alla categoria Under 15. L’evento, magistralmente orchestrato dalla Virtus Junior Stabia in sinergia con Fattorie Donna Giulia, si conferma un volano eccezionale per la valorizzazione del territorio campano attraverso la forza unificante dello sport. Le prime intense giornate di competizione hanno registrato un’affluenza straordinaria, con migliaia di spettatori presenti sugli spalti e un vasto pubblico collegato da remoto. La partecipazione di squadre provenienti da ben tre continenti sottolinea la portata globale dell’iniziativa e il suo significativo impatto sul turismo sportivo giovanile.

La manifestazione, incastonata tra gli scenari suggestivi della Campania, ha trasformato diverse località in vivaci epicentri del calcio giovanile. Città come Casola di Napoli, Agerola, Lettere, Pimonte e Pompei sono diventate un vero e proprio polo d’attrazione per famiglie, appassionati, osservatori di talento e operatori del settore. Questa vibrante atmosfera ha offerto un’opportunità unica per far conoscere le inestimabili bellezze naturali, la ricchezza culturale e le delizie gastronomiche del territorio, con il calcio giovanile a fare da prezioso trait d’union.

L’emozione del torneo è destinata a salire ulteriormente di livello nel pomeriggio di oggi, con la disputa degli attesissimi ottavi di finale. Il programma prevede sfide avvincenti su diversi campi:

  • Stadio Comunale di Casola di Napoli:
    • Ore 16:00: Manchester City vs Rappresentativa Campana Lnd Crc
    • Ore 17:15: Sorrento vs Paris Saint Germain
    • Ore 18:30: Iberia vs Juve Stabia
    • Ore 19:45: Chicago Fire vs Napoli
  • Stadio Comunale di Agerola:
    • Ore 17:00: Fiorentina vs Bologna
    • Ore 18:30: Lodigiani vs Juventus
  • Stadio Bellucci di Pompei:
    • Ore 17:00: Sassuolo vs Flamengo
    • Ore 18:30: Benevento vs Salernitana

La Youth Cup Fattorie Donna Giulia continua ad affermarsi come un’esperienza sportiva ed educativa di altissimo profilo, ponendo al centro i valori fondamentali del fair play, dell’inclusione e della scoperta. Per i giovani atleti coinvolti, questa competizione rappresenta un’occasione irripetibile di crescita, sia dal punto di vista sportivo che umano, lasciando un segno indelebile nel loro percorso formativo.

Andrea Vianello lascia la Rai, Ruotolo: “Azienda lo ha tradito”

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(Adnkronos) – Andrea Vianello lascia la Rai e Sandro Ruotolo, giornalista, responsabile Informazione nella segreteria Pd ed europarlamentare, interviene sul caso.  “Prima cacciato dal Giornale Radio senza alcuna motivazione.Poi spedito a Tele San Marino che lasciò perché la Rai gli chiese di licenziare i colleghi per sanare il bilancio.

Poi tenuto a bagnomaria senza incarico.Con dignità, per non continuare a percepire denaro pubblico senza fare nulla, Andrea Vianello ha deciso di dimettersi da Tele Meloni che ha tradito uno dei suoi migliori professionisti mentre inzeppa le Reti di improbabili conduttori amici degli amici che fanno ascolti da prefisso telefonico, che è costretta per contratto a garantire minimi garantiti milionari.

Questa è la Rai della destra della meritocrazia e delle competenze'', dice Ruotolo. ''Cose che non accadono nelle aziende editoriali pubbliche dei Paesi normali ma noi non siamo un Paese normale perché abbiamo la più grande azienda culturale e informativa del Paese nelle mani di Palazzo Chigi.Del resto, lo sfascio della Rai è tangibile anche sulle scelte editoriali.

Dopo aver nominato direttori per coordinare generi e palinsesti il risultato qual è?Che per i funerali del Papa, domani si sovrapporranno Rai1 e Rai2, con conseguente spreco di denaro e risorse”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bobo Vieri sta meglio dopo il malore alle Maldive: “Non è polmonite”

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(Adnkronos) – Dopo il ricovero alle Maldive l'ex attaccante Christian Vieri sta meglio. 'Bobo' ha rassicurato e ringraziato tutti i fan e i follower per i tantissimi messaggi, con una story su Instagram.  L’ex bomber 51enne è stato visitato dal medico che gli ha prescritto farmaci e un periodo di convalescenza. “Ho visto ieri il medico, per fortuna non è polmonite, ho delle medicine, mi devo curare, devo stare a riposo 10-15 giorni però tutto apposto.Grazie a tutti per i messaggi…”. L'ex calciatore, in vacanza alle Maldive con la moglie Costanza Caracciolo e le due figlie Stella e Isabel, si è trovato costretto a rientrare in Italia dopo aver accusato un malore.

A raccontare cosa è accaduto è stato lo stesso Vieri che ieri sui social ha condiviso le foto dell'ospedale in cui è stato ricoverato.L'ex attaccante della Nazionale è stato immortalato con la maschera per l'ossigeno, spiegando nelle stories successive cosa è successo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, Fbi arresta giudice: “Ha aiutato immigrato a eludere fermo”

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(Adnkronos) – L'Fbi ha arrestato una giudice nel Wisconsin accusata di aver aiutato un immigrato a "eludere l'arresto".Lo ha reso noto il direttore del Federal bureau of investigation, Kash Patel, precisando che Hannah Dugan, giudice di Milwaukee è sospettata di "aver intenzionalmente sviato gli agenti federali" da un immigrato inseguito dalle autorità federali.

Da settimane negli Stati Uniti va in scena un duro scontro tra il presidente Donald Trump e i giudici sulla questione della deportazione dei migranti. Lo scontro sul tentativo di Trump di esercitare poteri senza precedenti in materia di espulsione dei migranti si è intensificato ulteriormente cinque giorni fa, quando il presidente Usa ha nuovamente preso di mira il sistema giudiziario, scrivendo su Truth Social (senza menzionare esplicitamente nessuno) che "giudici e funzionari della legge deboli e inefficaci stanno permettendo che questo attacco sinistro alla nostra Nazione continui, un attacco così violento che non sarà mai dimenticato!", in seguito alla decisione della Corte suprema di bloccare temporaneamente l’uso da parte di Trump di una legge del 18° secolo per espellere migranti venezuelani senza alcun processo. L’ordinanza ha sospeso, almeno temporaneamente, le espulsioni imminenti di migranti venezuelani detenuti in Texas, accusati di appartenere a gang criminali, secondo quanto denunciato da organizzazioni per i diritti umani.Samuel Alito, uno dei due giudici conservatori che si sono opposti al blocco, ha definito la decisione della maggioranza della Corte "giuridicamente discutibile", scrivendo nel suo parere dissenziente che l'organo giuridico "ha emesso, letteralmente nel cuore della notte, un provvedimento di emergenza senza precedenti e giuridicamente incerto, senza ascoltare la parte contraria". La decisione impedisce per ora al governo di continuare ad applicare la Alien Enemies Act del 1798, una legge invocata l’ultima volta per internare cittadini nippo-americani durante la Seconda guerra mondiale.

L’amministrazione Trump è in conflitto con giudici federali, associazioni per i diritti civili e democratici, che la accusano di calpestare i diritti costituzionali nel tentativo accelerato di espellere migranti, spesso senza la possibilità di un’udienza. "Siamo sempre più vicini a una crisi costituzionale", ha dichiarato la senatrice democratica Amy Klobuchar alla Cnn, "Donald Trump ci sta trascinando nel fango di una crisi istituzionale". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Ha tentato di allontanarsi dal parco con la mia bimba in braccio”, la denuncia a Roma

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(Adnkronos) – Avrebbe preso in braccio una bimba di 5 anni e avrebbe poi tentato di allontanarsi con la piccola.A quanto apprende l'Adnkronos, sono in corso verifiche su un episodio denunciato da una donna secondo la quale il ragazzo dopo aver giocato con sua figlia in un parco in zona Marconi, a Roma, avrebbe tentato appunto di allontanarsi. L’uomo, un bengalese, vicino di casa della donna, già noto alle forze dell’ordine, all’arrivo dei carabinieri è stato identificato.

La versione della donna è ora al vaglio dei carabinieri che invieranno un’informativa in procura. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

25 aprile, a Milano palestinesi contestano interventi. A Roma bruciate bandiere Nato e Ue

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(Adnkronos) – Cortei per il 25 aprile oggi a Milano e Roma.La giornata procede senza scontri, ma con qualche contestazione nella piazza milanese e qualche tensione nella Capitale. Il corteo di Milano per celebrare il 25 aprile è giunto a metà pomeriggio in piazza Duomo, dove si susseguono gli interventi istituzionali.

Migliaia le persone presenti nella città medaglia d'oro della Resistenza.Dal palco quindi un ricordo e un lungo applauso per Papa Francesco.

Primo Minelli, presidente del Comitato antifascista milanese, che ha ricordato le parole di pace del Pontefice e come la sua morte sia “una perdita per il mondo cattolico e laico”.Fischi e urla hanno poi sovrastato le parole dei rappresentanti delle associazioni dei partigiani. “Vergogna, fate parlare i palestinesi” hanno urlato i Giovani palestinesi. “L’antifascismo senza antisionismo è pura fuffa”, un altro degli slogan. 
E fischi e insulti contro il sindaco di Milano hanno coperto le parole di Giuseppe Sala dal palco. “Vergogna, vergogna”, urlano i palestinesi, che hanno chiesto di poter prendere la parola al comizio. “Fuori i sionisti dal 25 aprile”, la contestazione, aggiungendo insulti personali contro il primo cittadino.

Stessa sorte toccata al segretario generale della Cgil Maurizio Landini, con i manifestanti a urlare insulti, dandogli dell’"ipocrita guerrafondaio, bugiardo e venduto collaborazionista". "Buu" e “basta” si sono levate in particolare mentre Landini nel suo discorso citava Papa Francesco.Fischi e urla dei Giovani palestinesi sono proseguiti anche durante l’intervento della partigiana Sandra Gilardelli. Fino a questo momento, tutto si era svolto senza troppi incidenti e sia la Brigata Ebraica che uno spezzone dei giovani palestinesi sono arrivati senza tensioni in piazza. ‘Vergogna’ e la parola che risuona nella parte dove sventolano le bandiere pro Gaza.

I Giovani palestinesi – inizialmente in testa al corteo – hanno reclamato il diritto a partecipare e a escludere la Brigata Ebraica, al centro da tempo di contestazioni e vittima lo scorso anno di una pesante aggressione.Qualche minuto di contestazioni, urla contro l’associazione di partigiani, qualche fazzoletto e carta lanciata contro i manifestanti ma il corteo è poi partito con in testa l'Anpi. 
Contestazione contro la Brigata Ebraica anche in piazza San Babila con cori contro il governo di Israele e a favore della Palestina. "Terroristi" e "genocidio" le urla, mentre dall’altro lato della strada si rivendicava di aver lottato al fianco dei partigiani per liberare l’Italia: ‘Resistenza all’odio’ e ‘Resistenza all’antisetimismo’ sono alcuni dei cartelli dei manifestanti dietro lo striscione della Brigata ebraica.  Bandiere della pace, tanti striscioni nel corteo contro il riarmo, ma anche una locandina con l’immagine di Liliana Segre con la scritta ‘agente sionista’ e una ragazza con il cartello “Ieri partigiani, oggi antisionisti, mai sobri” come risposta indiretta al governo.  Sventolano anche bandiere europee insieme a quelle blu e gialle nello spezzone ucraino del corteo. “Fascisti ieri, putiniani oggi.

Nato will rise!” si legge sul manifesto retto da un ragazzo italiano che avvolto nella bandiera europea ha sfilato insieme agli ucraini. “Ora e sempre la democrazia si difende.Viva l’Italia liberata” è la scritta nel manifesto.

Gli ucraini hanno portato in piazza anche le foto di bombardamenti e vittime di guerra.Brigata Ebraica e ucraini sono stati scortati dai City Angels lungo il percorso. Il dispositivo per la sicurezza è stato rafforzato alla luce anche degli scontri avvenuti nella manifestazione del 12 aprile scorso e vista la presenza rumorosa della rete 'No Ddl sicurezza'. Nella Capitale intanto qualche momento di tensione si è vissuto in via Ostiense tra gli spezzoni dei due cortei.

La lite, anche con alcuni spintoni, è avvenuta tra studenti di Cambiare Rotta e militanti di Potere al Popolo, e i manifestanti dell'Anpi.I due cortei, partiti insieme da largo Bompiani, si sono poi separati, come già previsto, subito dopo aver attraversato ponte Spizzichino.

L'Anpi si è diretta verso parco Schuster, mentre gli studenti insieme a Pap verso San Paolo. "Guerrafondai.Via il Pd dal corteo", hanno urlato gli studenti che in seguito hanno bruciato una bandiera della Nato. Al termine della marcia della Liberazione alcuni rappresentanti dell’Anpi hanno posizionato le corone commemorative sotto alle targhe dedicate ai caduti per la resistenza sul muro di Porta San Paolo.

Secondo le forze dell’ordine alla manifestazione hanno preso parte circa 2mila persone. “Papa Francesco sarebbe stato felice di vedere questa piazza, di vedere quante persone si impegnano per i diritti civili.Non possiamo essere indifferenti, noi dobbiamo spezzare l’indifferenza e riuscire a ritrovare punti comuni che ci tengono insieme”, ha detto la presidente di Anpi Roma, Marina Pierlorenzi.  Tanti i cartelli esposti dai manifestanti, su uno la scritta: “Antifascisti sempre, sobri ogni morte di Papa”.

In un altro legato al camioncino che ha guidato la marcia: “Molti uccisi senza pietà persero la vita per la libertà, Papa Francesco con la sua verità non ci ha mai chiesto la sobrietà.Oggi festeggiamo con commozione 80 anni dalla Liberazione".  E’ stata bruciata quindi una bandiera Ue al corteo degli studenti e di Potere al Popolo a Porta San Paolo.

Prima durante il percorso su via Ostiense era stata bruciata una bandiera della Nato. "Il 25 aprile non è una ricorrenza, ora e sempre Resistenza”, hanno gridato gli studenti tra i tanti slogan.  Intanto una bandiera verde di Hamas ha rischiato di scatenare un tafferuglio in mattinata proprio sotto il muro di Porta San Paolo dove è stata fatta un’azione dimostrativa con la deposizione di una corona di fiori da parte dei manifestanti pro Palestina in occasione del 25 aprile.Alcuni pro Pal hanno cercato di issare sulle mura la bandiera di Hamas con una scritta in arabo, ma sono stati subito accerchiati e fatti allontanare, riparandoli da flash e telecamere. L’area è stata divisa esattamente in due per evitare qualsiasi contatto tra manifestanti pro Palestina e quelli della Brigata Ebraica in corteo sul posto.

A spezzare, un lungo schieramento di blindati, alcune decine.Tutta l’area è stata completamente blindata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Auto su pedoni a Lanciano, cosa è successo: cosa si sa dell’investitore

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(Adnkronos) – E' un 79enne di Lanciano l'uomo che questa mattina, a Lanciano, è piombato con l'auto su un gruppo di persone che aveva appena partecipato alle celebrazioni del 25 aprile organizzate dall'Anpi.  Anche lui, U.M, dirigente sindacale Uil a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, aveva preso parte alle commemorazioni e, terminate, aveva ripreso la sua auto per andare via.Ma all'improvviso ha cominciato a falciare pedoni: ha ucciso un 81enne e mandato due donne in ospedale.  Ora anche lui si trova in ospedale, dove è stato portato dopo il grave incidente, e non ricorda nulla dell'accaduto.

Potrebbe essere stato un malore o una distrazione a causare la tragedia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arezzo, bambina di 9 anni salva nonna grazie a corso fatto a scuola

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(Adnkronos) – Una bambina di 9 anni ha salvato la nonna dopo aver imparato le prime nozioni di pronto soccorso alla scuola elementare.La piccola protagonista della storia è Emma, che nel pomeriggio di mercoledì 23 aprile ad Arezzo, grazie al progetto "Asso" della Misericordia, ha chiamato il 112 seguendo le istruzioni degli operatori.

Così è riuscita a salvare la nonna di 76 anni che si era sentita male a casa.  L'anziana signora stava perdendo sangue dal naso, la piccola non si è lasciata intimorire e ha subito chiamato i soccorsi.La vicenda è raccontata oggi dalle cronache locali della 'Nazione' e del 'Corriere di Arezzo'. È il secondo caso in un mese ad Arezzo dove i nipoti salvano i nonni.

Il 4 aprile un anziano aveva avuto una crisi epilettica.Un'ambulanza della Misericordia di Arezzo era intervenuta anche allora su indicazione della centrale operativa sanitaria, sul luogo di un malore improvviso di una donna i 61 anni che si era accasciata a terra in preda a una crisi epilettica mentre stava falciando l'erba del prato con un tosaerba.

Con lei c'era suo nipote di 11 anni che, anche lui come imparato a scuola con il progetto 'Asso', l'ha assistita, posizionandola su un fianco, provvedendo inoltre a inviare una chiamata di soccorso al numero unico per le emergenze, ossia il 112. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Wta Madrid, Paolini al terzo turno: Boulter ko

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(Adnkronos) –
Esordio con una facile vittoria per l'azzurra Jasmine Paolini nel torneo Wta di Madrid.La 26enne di Bagni di Lucca, n.6 Wta è stata esentata dal primo turno e nel secondo turno si è sbarazzata della britannica Katie Boulter, n.40 Wta, in due set con il punteggio di 6-1, 6-2 in un'ora e un minuto di gioco.  Ora Paolini dovrà vedersela con Maria Sakkari.

La greca, numero 82 del ranking, si è imposta nel secondo turno sulla polacca Magda Linette, 33 del mondo in due set con il punteggio di 7-6 (7-5), 6-3. “Lei è un’ottima giocatrice, mi aspettavo che la partita potesse essere più dura, comunque è stato bello giocare con questa atmosfera, davanti a questo pubblico.Mi aspetto buone cose da questo torneo ma devo ancora adattarmi all’altura di Madrid, ai rimbalzi alti della pallina che non sono facili da gestire", ha detto Paolini aggiungendo: "Diciamo che ho bisogno ancora di qualche giorno per arrivare a gestire tutto al meglio.

Sto provando anche ad imparare a parlare un po’ in spagnolo ma mi riesce meglio in italiano.Non è facile ma ci proviamo: cerco di appendere il più possibile.

Muchas gracias”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Andrea Vianello dice addio alla Rai dopo 35 anni: “Accordo consensuale”

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(Adnkronos) – Andrea Vianello lascia la Rai. ''Dopo 35 anni di vita, notizie, dirette, programmi, emozioni e esperienze incredibili, ho deciso di lasciare la 'mia' Rai.Accordo consensuale.

Ringrazio amici e colleghi, è stato un onore e una magnifica cavalcata.Porterò sempre con me ovunque vada il senso del servizio pubblico", ha annunciato oggi il giornalista via X. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump a Roma per i funerali di Papa Francesco: “Vedrò Giorgia Meloni”

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(Adnkronos) – Donald Trump a Roma da stasera per il funerale di Papa Francesco.L'Air Force One, con a bordo il presidente Usa, è decollato dalla base di Andrews alle 15.31 ora italiana con circa 40 minuti di ritardo rispetto al programma ufficiale.

L'arrivo è previsto intorno alle 23.30. "Siamo in partenza per Roma, dove andremo a rendere omaggio" a Papa Francesco, ha detto il tycoon prima di imbarcarsi per l'Italia. "Vedrò molti leader stranieri", ha poi aggiunto riferendosi alle esequie di Bergoglio che si terranno domani sabato 26 aprile a San Pietro. "Incontrerò il primo ministro italiano", Giorgia Meloni ha dichiarato poi aggiungendo: "Incontreremo molti dei leader stranieri che ci vogliono vedere". Parlando di Francesco, secondo quanto riferito dal pool di giornalisti al seguito, Trump ha quindi ricordato di averlo incontrato "due volte…amava il mondo, penso che fosse una persona fantastica".  Trump arriverà all'aeroporto di Fiumicino.Da lì, il corteo di auto con a bordo anche la moglie e lo staff si sposterà a Villa Taverna, residenza dell'ambasciatore americano a Roma, dove alloggeranno il presidente e la first lady. Domani mattina, secondo il programma, Trump e la moglie arriveranno intorno alle 9.30 a San Pietro per partecipare ai funerali del Papa, il cui inizio è fissato alle 10.

Conclusa la cerimonia, il presidente e la moglie lasceranno il Vaticano alle 12.50 per ripartire da Fiumicino alle 13.30, con l'Air Force One diretto all'aeroporto di Newark.Trump e la moglie Melania, che domani compie 55 anni, sono attesi alle 17.40 ora locale al Trump National Golf Club Bedminster.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

25 aprile, Mattarella a Genova: il discorso integrale, cosa ha detto

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(Adnkronos) – "Celebriamo oggi qui, a Genova, l’ottantesimo anniversario della liberazione dalla dittatura fascista e dalla occupazione nazista.Una regione, la Liguria che, ricca di virtù patriottiche, tanto ha contribuito alla conquista della libertà del nostro popolo".

E' iniziato così il discorso integrale pronunciato oggi 25 aprile dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Genova in occasione dell'80esimo anniversario della Liberazione. "Rendiamo onore alle popolazioni che seppero essere protagoniste nel sostenere e affiancare i partigiani delle montagne e delle città.Dalla città di Genova, Medaglia d’oro al valor militare per la lotta di Liberazione che – recita la motivazione – ”piegata la tracotanza nemica otteneva la resa del forte presidio tedesco, salvando così il porto, le industrie e l’onore”, alla città di Savona, Medaglia d’oro, insignita per “l’ostinazione a non subire la vergogna della tirannide”, alle Province di Imperia e di La Spezia, anch’esse Medaglie d’oro.

Così come alle Città di La Spezia e di Albenga, alla Provincia di Genova, insignite di Medaglia d’oro al valor civile per la Resistenza.Alle Croci di guerra assegnate, con la stessa motivazione, ai Comuni di Rossiglione, San Colombano Certenoli in val Cichero, Zignago, Albenga", ha continuato. "Dalla Liguria è venuta allora una forte lezione sulla moralità della Resistenza, sulle ragioni di fondo che si opponevano al dominio dell’uomo sull’uomo, si opponevano a un conflitto nato non per difendere la propria comunità ma come aggressione alla libertà di altri popoli.

Assumendo comportamenti elementari di rispetto e di solidarietà i partigiani si uniformavano a quel Codice di Cichero, che faceva sì che, nelle formazioni, il capo dovesse mangiare per ultimo, potesse addormentarsi solo una volta accertato personalmente che tutto funzionasse e fosse in ordine, avesse i turni di guardia più gravosi, che non si bestemmiasse, che non si molestassero le donne, che non si requisisse senza pagare il dovuto, che si dovesse dividere con gli altri qualunque cosa si ricevesse.Fraternità", ha detto ancora Mattarella. "Un’esperienza che ha tratto ispirazione da una figura, quella di Aldo Gastaldi, il partigiano 'Bisagno', comandante della Divisione Garibaldi-Cichero, protagonista di un impegno per la Patria, la giustizia, la libertà, considerato come servizio d’amore, oltre che esercizio di responsabilità.

Morto drammaticamente un mese dopo la Liberazione, Medaglia d’oro al valor militare, la Chiesa di Genova ha determinato di dare avvio al processo canonico di beatificazione di questo Servo di Dio.Poc’anzi, al cimitero di Staglieno, ho reso omaggio ai caduti del movimento della Resistenza e, con loro, ho reso idealmente omaggio alle figure dei patrioti dei due Risorgimenti che in esso sono ospitati", ha affermato il capo dello Stato. "Nel 1945 l’Italia si univa nuovamente – Sud e Nord – dopo che quest’ultimo era stato separato e trattenuto in ostaggio dai nazisti e dalla Repubblica di Salò.

Tante le sofferenze e i caratteri originali della Resistenza ligure, solidamente collegata ai centri di Torino e di Milano e destinata, come essi, a soffrire sino in fondo la barbarie nazista e fascista.Con le stragi della Pasqua di sangue del 1944 alla Benedicta, di Fontanafredda di Masone, all’Olivetta di Portofino, a Costa Binella di Testico, alla Foce del Centa di Albenga, a Molini di Triora, Torre Paponi di Pietrabruna ove due sacerdoti vennero arsi vivi, a Ressora di Arcola.

Qui si sviluppa la maturazione politica di patrioti che sanno assumere, accanto alle operazioni militari di sabotaggio e di contrasto alle forze di occupazione, responsabilità di governo – ha continuato – Qui si collocano anelli di quell’arco di esperienze di 'zone libere' che confermano la presenza sul territorio delle formazioni partigiane e la stretta relazione con le popolazioni.Qui, con la libera Repubblica di Pigna e di Triora nell’Imperiese, di Torriglia nel Genovese, della Repubblica del Vara in Alta Val di Vara nello Spezzino, emerge la dimostrazione della estraneità tra regime e popolazioni.

Questo si manifestava nelle vallate, e trovava conferma nelle città dalle quali migliaia di donne e uomini vennero ignobilmente avviate al lavoro coatto in Germania, alla deportazione verso il lager di Mauthausen.E la fabbrica, le fabbriche, si manifestarono, una volta di più, luoghi di solidarietà, scuole di democrazia, con la crescita di coscienza sindacale, e la costituzione delle squadre di difesa operaia".  "Con gli scioperi nel Savonese e nello Spezzino alla fine del 1943 e nel 1944, che conferirono una forte spinta all’allargamento del consenso verso il movimento partigiano.

Gli scioperi a Genova del 1943 sino al giugno del 1944, sino allo sciopero insurrezionale del 1945.Il crollo del fronte interno del regime si manifestava giorno dopo giorno.

Il Bando Graziani per l’arruolamento nei reparti fascisti aveva dato un involontario contributo ai partigiani: posti di fronte al dilemma o repubblichini o in fuga, molti giovani sceglievano la strada della montagna, superando ogni attendismo.I partigiani facevano terra bruciata dei tentativi repubblichini di organizzazione amministrativa: bruciare i registri anagrafici della Rsi impediva, di fatto, sia le requisizioni dei beni dei cittadini, sia i tentativi di coscrizione obbligatoria.

Da taluno si è argomentato come il contributo “militare” recato dalla Resistenza non sia stato decisivo per il crollo della Linea Gotica costruita dai tedeschi per ostacolare la risalita della penisola da parte degli Alleati e del Corpo Italiano di Liberazione.Al contrario, come è noto, e il 1944 lo ebbe a dimostrare, le forze dell’Asse in campo avevano difficoltà a presidiare, allo stesso tempo, le aree verso le quali premevano le forze alleate e le zone interne sempre più nelle mani della Resistenza.

Veniva ascoltato l’ammonimento rivolto da Giuseppe Mazzini ai tanti che, all’epoca, confidavano nell’intervento d’oltralpe: “più che la servitù, temo la libertà recata in dono”.La aspirazione profonda del popolo italiano, dopo le guerre del fascismo, era la pace.

Il regime aveva reso costume degli italiani la guerra come condizione normale: non la guerra per la vita ma la vita per la guerra.La Resistenza si pose l’obiettivo di raggiungere la pace come condizione normale delle relazioni fra popoli.

In gioco erano le ragioni della vita contro l’esaltazione del culto della morte, posto come disperata consegna dalle bande repubblichine.La Resistenza cresceva in tutti i Paesi europei sotto dominazione nazista.

Si faceva strada, dalla causa comune, la solidarietà, in grado di superare le eredità delle recenti vicende belliche.Anche dalle diverse Resistenze nacque l’idea dell’Europa dei popoli, oggi incarnata dalla sovranità popolare espressa dal Parlamento di Strasburgo.

Furono esponenti antifascisti coloro che elaborarono l’idea d’Europa unita, contro la tragedia dei nazionalismi che avevano scatenato le guerre civili europee.Un nome per tutti qui a Genova, quello di Luciano Bolis, esponente del Partito d’Azione, orrendamente torturato dalle Brigate nere nel febbraio 1945, miracolosamente sopravvissuto.

Medaglia d’argento al valor militare, riposa ora a Ventotene, accanto ad Altiero Spinelli.Difendere la libertà dei popoli europei è compito condiviso.

Ora, l’eguaglianza, la affermazione dello Stato di diritto, la cooperazione, la stessa libertà e la stessa democrazia, sono divenuti beni comuni dei popoli europei da tutelare da parte di tutti i contraenti del patto dell’Unione Europea.La libertà delle diverse Patrie è divenuta la liberazione dell’Europa da chi pretendeva di sottometterla.

E fu una lotta così vera da coinvolgere anche persone che i nazisti pretendevano opporre ai partigiani.La solidarietà internazionale si misurò sulle montagne liguri come altrove con l’apporto recato dai tanti che, venuti da patrie lontane, si erano uniti alla Resistenza.

Desidero richiamare la figura del partigiano “Fiodor”, (Fiodor Andrianovic Poletaev), ucciso nella battaglia di Cantalupo il 2 febbraio 1945.A lui, giunto dalla Russia, la Repubblica Italiana ha voluto conferire la Medaglia d’oro al valor militare.

Una strada di Genova reca il suo nome.La vita democratica, come si è constatato, cresceva nel carattere proprio alle forze antifasciste genovesi che, accanto alla presenza a di cinque partiti nei CLN del Nord Itali (azionisti, comunisti, democristiani, liberali, socialisti) annoverava una sesta forza politica, il partito mazziniano repubblicano.

Questione del tutto peculiare, per dirimere la quale, dal CLNAI, venne inviato Sandro Pertini, settimo Presidente della nostra Repubblica.Oggi, nella sua regione, ne vogliamo onorare la memoria.

La sua figura induce a ricordare che la partecipazione politica è questione che contraddistingue la nostra democrazia.E’ l’esercizio democratico che sostanzia la nostra libertà.

Da questi principi fondativi viene un appello: non possiamo arrenderci all’assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica, all’astensionismo degli elettori, a una democrazia a bassa intensità.Anche per rispettare i sacrifici che il nostro popolo ha dovuto sopportare per tornare a essere cittadini, titolari di diritti di libertà.

Il rovinio del posticcio regime di Salò, la progressiva sconfitta del nazismo apparivano ormai irreversibili e a Genova, importante bastione industriale, si posero le condizioni dell’insurrezione e, come abbiamo ascoltato, un esercito agguerrito si arrendeva al popolo.Ridurre le forze tedesche a trattare con i partigiani non fu facile.

Preziosa fu la mediazione dell’Arcivescovo di Genova, il Cardinale Pietro Boetto – dichiarato “giusto fra le nazioni” per il soccorso prestato agli ebrei – per giungere a siglare la resa del comando tedesco nella sua residenza di Villa Migone, tra il generale Meinhold e il presidente del CLN Remo Scappini (“Giovanni”).Sarebbe toccato al partigiano Pittaluga – Paolo Emilio Taviani – annunciare la mattina seguente: Genova è libera.

Il generale Meinhold – condannato a morte da Hitler come traditore – avrebbe poi scritto: “era la sorte della città e, quello che più contava la vita di migliaia di persone da tutte e due le parti che doveva starci a cuore….La mia coscienza mi vietava di sacrificare ancora un sol uomo”.

Il rischio che Genova finisse distrutta come Varsavia era sventato.Si apriva la stagione dei diritti umani delle persone e dei popoli, per prevenire i conflitti, per affermare che la dignità delle persone non si esaurisce entro i confini dello Stato del quale sono cittadini.

Non ci può essere pace soltanto per alcuni.Benessere per pochi, lasciando miseria, fame, sottosviluppo, guerre, agli altri.

E’ la grande lezione che ci ha consegnato Papa Francesco.Nella sua “Fratelli tutti”, ci ha esortato a superare “conflitti anacronistici” ricordandoci che “ogni generazione deve far proprie le lotte e le conquiste delle generazioni precedenti e condurle a mete ancora più alte…Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi, e goderlo come se tale situazione ci facesse ignorare che molti nostri fratelli soffrono ancora situazioni di ingiustizia che ci interpellano tutti”.

Ecco perché è sempre tempo di Resistenza, ecco perché sono sempre attuali i valori che l’hanno ispirata.A Genova si espresse e si affermò il respiro della libertà.

Un’anima che non sarebbe mai stata tradita.Un patto, un impegno, che non sarebbero venuti meno neppure quando, negli anni ‘70, il terrorismo tentò di aggredire le basi della nostra convivenza democratica.

E dalle fabbriche venne una risposta coraggiosa, esigente, che si riassume nel nome di Guido Rossa.La sua testimonianza appartiene a quei valori di integrità e coraggio delle persone che, anche qui, edificarono la Repubblica.

Viva la Liguria partigiana, viva la libertà, viva la Repubblica", ha concluso.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Auto su pedoni a Lanciano, cosa ha urlato l’uomo alla guida

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(Adnkronos) – "Urlava 'mi si sono rotti i freni". "E' il sindaco di Lanciano Filippo Paolini a raccontare all'Adnkronos gli istanti dell'incidente avvenuto oggi, 25 aprile.  "Eravamo in piazza, a metà delle celebrazioni.Doveva entrare il gonfalone e stavamo per cantare l'inno di Mameli quando mi hanno chiamato per comunicarmi la morte dell'uomo investito.

Dovevo fare il mio discorso ma non me la sono sentita e ho ritenuto di dover interrompere tutto", ha raccontato il primo cittadino. "A detta dei presenti – ha quindi spiegato – con cui ho parlato poco fa, l'anziano ha perso il controllo della macchina.Era diabetico, hanno ipotizzato che avesse avuto un calo ipoglicemico.

In realtà, appena sceso dalla macchina gli hanno misurato la glicemia, stava bene.Però lui urlava 'mi si sono rotti i freni'". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

ESCLUSIVA – Peda, il futuro è un rebus: dall’amore per la Juve Stabia al contratto con il Palermo

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Patryk Peda è arrivato nel corso della finestra invernale di calciomercato dal Palermo.Tra i colpi in entrata, di certo il polacco di proprietà del Palermo è risultato il miglior innesto, diventando in pochissimo tempo un imprescindibile per mister Pagliuca.

Ma come si è sviluppata la trattativa per il suo arrivo a Castellammare?Secondo a quanto raccolto in esclusiva da fonti vicine alla nostra redazione di Vivicentro, c’è da fare un plauso (l’ennesimo) al direttore Matteo Lovisa.

Infatti, il dirigente delle Vespe seguiva il giocatore da tanto tempo, sebbene non si sia mai aperta la possibilità di un matrimonio tra le parti.Con lo scarso impiego della prima metà stagionale a Palermo, però, il giocatore e il suo entourage si sono mossi per avere la possibilità di trovare maggiore minutaggio.

Sono state tante le possibilità per Peda, compresa la possibilità di un ritorno in Polonia.Il problema?

La volontà di non lasciare Palermo a titolo definitivo (condizione imposta dai club polacchi) e la difficoltà di integrarsi in un nuovo campionato con solo pochi mesi a disposizione.Dunque, il destino ha assemblato i pezzi del puzzle che hanno reso possibile il colpo Peda-Juve Stabia.

In primis, la partenza di Folino alla Cremonese ha liberato uno slot in retroguardia.In segundis, il trasferimento in un club italiano avrebbe eliminato i dubbi sull’integrazione, viste le stagioni passate con le maglie di SPAL Palermo.

QUALE FUTURO PER PEDA?

Il fiuto sul mercato di Lovisa ha portato immediatamente i frutti sperati: Peda, trasferitosi in prestito secco, si è integrato facilmente, stravolgendo del tutto le gerarchie.

Arrivato come sostituto di Folino come braccetto, il ragazzo è riuscito a trovare la sua comfort zone al centro della difesa a 3, scalzando un pilastro come Varnier.Il rendimento è stato eccellente sin da subito.

Ora, Peda è molto contento dell’ambiente, avendo creato un legame di fiducia e serenità con la squadra e, soprattutto, con mister Pagliuca, al quale si è molto legato.Cosa sarà di lui nella prossima stagione?

Stando alle condizioni del contratto, Peda è legato al Palermo per altre 3 stagioni, ma tutto è ancora da definire. Infatti, i playoff saranno decisivi, ma non per quanto riguarda prettamente i risultati sportivi.Ebbene, bisognerà capire le decisioni dirigenziali di Palermo Juve Stabia, aspettando la risoluzione dei rebus sul futuro dei tecnici Pagliuca Dionisi, passando per ipotetiche novità anche in ambito dirigenziale.

Di certo Peda è molto legato a Lovisa Pagliuca, che gli hanno dato la possibilità di mettersi in mostra in campionato a suon di prestazioni convincenti.In caso di loro permanenza, non è da escludere un tentativo di riconferma.

Però, si tratta di ipotesi e di discorsi ancora lontani: ora il focus è sul finale di stagione per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.

Papa Francesco, IT Alert sui telefoni: stupore e spavento tra i cittadini

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(Adnkronos) – I telefoni cellulari all'interno del Grande raccordo anulare di Roma hanno suonato tutti all'unisono in contemporanea oggi 25 aprile 2025 alle 13.11.E' l'It -Alert inviato dal Dipartimento della Protezione civile nel quale si comunica: "Saluto Papa Francesco.

Orario chiusura accesso piazza San Pietro ore 17 del 25 aprile".Il messaggio è stato inviato sui telefonini in italiano, inglese, francese e spagnolo. Stupore e spavento tra i cittadini. “Ho ricevuto l’alert mentre ero in piazza e ho pensato: ‘È finita’.

Poi, leggendo il messaggio, mi sono tranquillizzato, ma per quei secondi ho sudato freddo”, racconta Luca che era in fila per accedere alla Basilica quando ha ricevuto l’alert sul suo cellulare.Carmela invece era al negozio di souvenir a ridosso del colonnato: “I telefoni sono suonati tutti insieme, io volevo scappare, poi ho pensato che forse non era una buona idea…” . Ma nel mondo, la pratica degli alert sul telefono, è piuttosto diffusa, e infatti i fedeli ‘internazionali’ sono più tranquilli. “Abbiamo subito capito si trattasse di un segnale di pericolo – dice Laura – perché anche in Messico abbiamo un sistema simile.

Il telefono ha vibrato e suonato nella mia tasca: sono stata presa di sorpresa e credo di aver fatto anche un piccolo urlo di sorpresa.Però tutto bene grazie a Dio”. Stessa spiegazione dà Mary Rose, arrivata qui dal Canada: “Sì, il suono era un po’ spaventoso, ma il testo alla fine era solo un’informazione di servizio.

Noi siamo abituati, questo tipo di servizio lo usiamo spesso quando ci sono allarmi meteo o spariscono dei bambini”.Per Stephane, da Parigi, invece è stato in qualche modo rassicurante: “Mi sono sentito al sicuro nonostante il suono.

Abbiamo visto il messaggio al volo perché poi si è subito cancellato, ma comunque è stata una dimostrazione che la sicurezza funziona”, ha chiosato.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Auto su pedoni dopo celebrazioni 25 aprile a Lanciano, un morto e diversi feriti

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(Adnkronos) – Tragedia a Lanciano (Chieti), in piazza Pace.Questa mattina, intorno alle 10.30, a conclusione della manifestazione del 25 aprile organizzata dall'Anpi al monumento agli Eroi Ottobrini.

Quasi tutti i partecipanti si stavano dirigendo a piedi verso piazza Plebiscito per continuare le commemorazioni quando, all'improvviso, una macchina guidata da un uomo ha imboccato a folle velocità la discesa di via del Torrione, falciando diversi pedoni.  Due di loro sono stati sbalzati con violenza in aria e poi sono ricaduti sull'asfalto. Uno di essi, Gabriele M.di 81 anni, ex carabiniere, è morto sul colpo. Ferita invece una donna, trasportata all'ospedale di Lanciano.

Colpiti, in maniera meno grave, anche altri.Sul posto carabinieri, vigili del fuoco, ambulanze ed elicottero del 118. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Moto Gp Spagna, fratelli Marquez dominano le prime prove libere

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(Adnkronos) – I fratelli Marquez dominano le prime prove libere del Gp di Spagna di MotoGp.Alex Marquez, nonostante una caduta e il conseguente cambio moto, ha fatto segnare il miglior tempo con il crono di 1.36.831 davanti al fratello Marc Marquez, leader del mondiale, a +0.357.

Terzo tempo per Fabio Quartararo su Yamaha, seguito da Maverick Vinales su Ktm, Joan Mir su Honda, e Jack Miller su Yahama, solo settima la Ducati di Pecco Bagnaia.A chiudere la top ten Zarco, Rins e Morbidelli 10°, mentre Aleix Espargaro (wild card Honda) è 11° e Di Giannantonio 12° con Bezzecchi 13°.

Alle 15 le pre-qualifiche, decisive per assegnare i primi 10 pass per il Q2 del sabato.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Resistenza a Castellammare di Stabia, medaglia d’oro al valor civile.

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Oggi si celebra la Festa della Liberazione, per ricordare la Resistenza del popolo italiano all’oppressione nazista.La lotta iniziò l’8 settembre del 1943, data in cui fu reso noto l’armistizio di Cassibile, firmato qualche giorno prima, che prevedeva la resa del Regno d’Italia agli Alleati.

L’annuncio ebbe come conseguenza l’invasione del territorio italiano da parte dell’esercito tedesco e la Resistenza, una lotta lunga e dolorosa, culminata con la liberazione di Milano il 25 aprile del 1945.Il 25 aprile iniziò la ritirata dei tedeschi e dei soldati della Repubblica di Salò da Milano e Torino, dopo che gli Alleati riuscirono a sfondare la Linea Gotica.

Su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il Re Umberto II a guerra finita emanò un decreto con cui la data del 25 aprile veniva dichiarata festa nazionale.Quando si celebra la Festa della Liberazione, il nostro ricordo va subito alle vittime innocenti di Marzabotto, di Sant’Anna di Stazzema o delle Fosse Ardeatine, ma una resistenza all’invasione straniera, con le sue stragi, c’è stata anche nel Sud.

Per lungo tempo, infatti, si è pensato che la lotta di Liberazione fosse stata combattuta solo dalle popolazioni dell’Italia settentrionale e che quelle meridionali avessero aspettato inerti l’arrivo degli Alleati.Grazie a più recenti studi dei vari Istituti Storici della Resistenza su documenti che fino a pochi anni fa erano stati volutamente nascosti, si è scoperto invece che non è stato affatto così.

Col ritrovamento del cosiddetto “armadio della vergogna”, che occultava ben 13.000 pagine sui crimini commessi dai nazifascisti durante la Seconda guerra mondiale, si è chiarito come la Resistenza contro l’invasore sia nata proprio nel Meridione, dove molti avevano impugnato le armi già nel 1943.La Liberazione del Mezzogiorno si svolse nell’estate del 1943 e culminò nelle cosiddette “Quattro giornate di Napoli” dal 28 al 30 settembre dello stesso anno, quando la popolazione si liberò da sola dai nazisti, prima dell’arrivo degli Alleati.

La città di Castellammare di Stabia, all’epoca importante polo industriale della provincia, alcuni giorni prima delle “Quattro giornate” di Napoli aveva già preso le armi per difendere le sue industrie e la sua gente dalla violenza nazista.Come testimoniano numerosi studi, i cittadini di questa importante città campana furono tra i primi a cadere vittime della barbarie nazista nei giorni che precedettero l’arrivo degli Alleati (29 settembre 1943).

Per gli Stabiesi i giorni tra l’1 e il 30 settembre del 1943, furono tra i più tragici della loro storia, perché vi furono 32 morti, 16 feriti ed oltre 2000 deportati nei campi di concentramento di Germania, Austria e Polonia.I primi segni della Resistenza stabiese all’invasione tedesca si ebbero già dal 1° settembre del 1943, quando con una manifestazione di piazza circa mille operai dell’Avis Meccanica sfilarono in corteo per le strade del centro, chiedendo “pace e pane”.

Erano presenti alla manifestazione anche molte donne e ragazzi, ma furono dispersi con i lacrimogeni e vi furono alcuni feriti e 80 arresti.Con un tumulto popolare organizzato dalle donne stabiesi, dopo 17 giorni i prigionieri furono liberati dal Carcere circondariale di Salita S.

Giacomo e salvati dalle deportazioni nei campi di concentramento.La data più triste per gli stabiesi fu l’11 settembre, perché in questo giorno persero la vita valorosi civili stabiesi e marinai della Regia Marina, nel tentativo di difendere i Cantieri Navali e le navi ancorate nel porto dalla furia dei nazisti.

In questo giorno i soldati tedeschi tentarono di entrare nei cantieri per distruggere i macchinari e far saltare le navi, ma furono fermati dal fuoco dei marinai agli ordini del comandante Domenico Baffigo.Si unirono ai combattimenti alcuni coraggiosi stabiesi, che cercarono di ostacolare l’avanzata del nemico.

La parola d’ordine era: salvare i Cantieri Navali ad ogni costo.La lotta iniziò a Piazza Quartuccio: una bomba a mano lanciata dal tetto di un palazzo colpì una camionetta tedesca e civili e militari iniziarono a sparare, da Piazza ferrovia a Piazza Quartuccio e a Via Gesù, con perdite da entrambe le parti.

Si ebbero degli scontri anche nei pressi dell’Avis e dei CMI e, nelle azioni di guerriglia urbana, tra i civili persero la vita il meccanico Agostino Circiello e l’operaio dei Cantieri Navali Santolo Contaldo, eroici cittadini stabiesi.Resistevano al nemico i pochi marinai nei Cantieri Navali, ma i nazisti li catturarono con l’inganno: alzando bandiera bianca e chiedendo di parlamentare, dissero che, se i marinai italiani si fossero arresi, sarebbero stati risparmiati e con loro i Cantieri, ma purtroppo non fu così.

Venendo meno alla parola data, i tedeschi catturarono il Comandante Domenico Baffigo che, fidando nelle tradizioni militari, era uscito dalle mura dei Cantieri per trattare col nemico.Nei giorni successivi, l’eroico comandante Baffigo venne fucilato insieme ai tenenti Francesco Bottino ed Ugo Molino e al marinaio stabiese Vincenzo De Simone.

Non sappiamo dove, forse a Napoli.Altri marinai di cui non si conoscono i nomi vennero giustiziati sul posto.

I Cantieri Navali vennero distrutti e le navi affondate.Analoga sorte toccò a tutte le altre industrie stabiesi: la Cirio, l’Avis, il Cmi, l’Oleificio Gaslini, la Voiello e gli altri pastifici, che dal 26 al 28 settembre vennero bruciati e saccheggiati.

Dal 21 al 28 settembre, furono deportati circa 2000 uomini tra i 18 e i 45 anni e, a guerra finita, solo 627 tra essi fecero richiesta per i benefici pensionistici, gli altri morirono nei campi di concentramento.Le armate tedesche si ritirarono il 28 settembre, lasciandosi alle spalle “terra bruciata” e vittime innocenti: otto furono i civili uccisi a Castellammare per rappresaglia, tra cui un bambino, il 21 o il 22 settembre.

Furono fucilati a Largo Pozzano: Gaetano Aprea di anni 31, Vincenzo Curcio di anni 34, Antonio Gianniello o Giannullo, Liberata Infante, Pietro Longobardi di anni 25, Umberto Palatucci di anni 8, Vincenzo Pennarola di anni 44, Luigi Santaniello di anni 21.Due stabiesi furono uccisi dai nazisti il 30 settembre e il 1° ottobre nei pressi di Castellammare.

Altri cittadini stabiesi vennero trucidati dai tedeschi per rappresaglia o persero la vita in combattimento nei comuni vicini o in varie località d’Italia.Tra essi ricordiamo:

Manfredi Talamo, tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri, nato a Castellammare di Stabia il 2 gennaio 1895 e trucidato con altri 334 civili o militari nell’eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma, il 24 marzo del 1944.

Renato Rajola, cittadino stabiese nato nel 1916, comandante partigiano in Emilia Romagna, fucilato dai tedeschi in provincia di Piacenza nel 1944.Attilio Uvale, partigiano stabiese di 23 anni, fucilato a Firenze con altre undici persone.

De Martino Antonio di anni 41, De Martino Ciro anni di anni 3, De Martino Luigi di anni 24, Paone Maria di anni 32, cittadini stabiesi, furono tra le 393 vittime della strage nazista a Sant’Anna di Stazzema il 12 agosto del 1944.

Comandati dal generale Mark Clark, i Rangers della 5° armata neozelandese, entrarono nella città soltanto il 29 settembre, dopo la partenza delle truppe naziste, dispensando sorrisi e generi di conforto.Essi, sbarcati a Salerno il 9 settembre e stanziate ad Agerola, aspettarono la ritirata tedeschi, abbandonando Castellammare e i Paesi limitrofi alla loro tragica sorte.

Per questi tragici eventi del settembre 1943, dall’ex Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi alla città di Castellammare di Stabia fu conferita nel 2006 la Medaglia d’Oro al Merito Civile, con la seguente motivazione:
“Importante centro del Mezzogiorno, all’indomani dell’armistizio, fu oggetto della violenta reazione delle truppe tedesche, che, in ritirata verso il Nord, misero in pratica la strategia della terra bruciata, distruggendo il Cantiere Navale simbolo della città, altamente difeso dai militari del locale presidio e gli altri stabilimenti industriali.Contribuì alla guerra di liberazione, con la costituzione spontanea dei primi nuclei partigiani, subendo deportazioni e feroci rappresaglie, che provocarono la morte di numerosi concittadini. 1943, 1945, Castellammare di Stabia.”
Ai martiri per la libertà stabiesi va il nostro doveroso ricordo e la nostra riconoscenza.