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Carceri: Fs-Dap: “Bilancio positivo progetto lavoro detenuti, prosegue collaborazione”

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(Adnkronos) – Cinque detenuti del carcere milanese di Opera assunti a tempo determinato da società del gruppo Ferrovie dello Stato. È iniziata lo scorso settembre la fase operativa del progetto di collaborazione tra Fs e Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di cui è stato tracciato oggi un primo bilancio ‘’assolutamente positivo’’, con l’intenzione di proseguirlo ampliarlo a una platea più ampia di detenuti .A presentare i risultati di ‘Mi riscatto per il futuro’, in una conferenza stampa presso la sede di Fs a Roma, l’amministratore delegato Luigi Ferraris, il capo del Dap, Giovanni Russo e il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari.  ‘’Da settembre i primi 5 detenuti lavorano a fianco dei nostri colleghi in uffici e stazioni, questo ci dà il la per rafforzare la collaborazione e pensare a iniziative future’’, ha detto l’ad di Fs Ferraris.

Il sottosegretario Ostellari ha sottolineato l’importanza di ‘’una nuova visione dell’esecuzione della pena, che attraverso il lavoro dia una concreta possibilità di recupero ai detenuti’’.  Giovanni Russo ha parlato di un ‘’esperimento virtuoso’’ ricordando che ‘’nei prossimi mesi 21 mila detenuti finiranno di scontare la propria pena e a loro vogliamo offrire la possibilità di acquisire una formazione e la speranza di un lavoro stabile’’.Il capo del Dap ha poi citato l’esperienza di uno dei 5 detenuti che ‘’è impiegato in una stazione come assistente di chi controlla che siano rispettate le regole, che i tabelloni funzionino.

Una palingenesi concettuale per chi ha violato la legge ‘’. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spazio, ecco le prime straordinarie immagini dell’Universo oscuro e lontano: le ha scattate Euclid

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(Adnkronos) – L’Universo oscuro e lontano che diventa ‘abbagliante’ e, per la prima volta, visibile grazie a cinque straordinarie immagini a colori scattate dal telescopio spaziale Euclid dell’Esa.Le immagini di Euclid sono state appena pubblicate dalla missione dell’Agenzia Spaziale Europea che va caccia della materia oscura e dell’energia oscura.

Sono le prime immagini a colori di una ‘fetta’ di universo lontano e sono nitide come mai prima d’ora fra quelle immortalate da altri osservatori in orbita e a terra. “Mai prima d’ora un telescopio era stato in grado di creare immagini astronomiche così nitide su una zona così ampia di cielo e di guardare così lontano nel lontano Universo” ha spiegato l’Esa che ha appena reso pubbliche le immagini della missione, nel corso di una attesissima conferenza stampa dal centro Esoc dell’Esa, a Darmstadt in Germania.Le cinque immagini illustrano tutto il potenziale di Euclid e secondo gli scienziati mostrano che il telescopio “è pronto per creare la più estesa mappa 3D dell’Universo mai vista”, una mappa che per gli astronomi, astrofisici e cosmologi potrebbe davvero consentire di svelare alcuni dei misteri più nascosti del nostro universo.

Euclid – lanciato l’1 luglio 2023 con un Falcon 9 di SpaceX – ha raggiunto la sua orbita di destinazione attorno al punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole, a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra ed è da lì che il ‘cacciatore di materia e energia oscura sta svolgendo il suo difficile compito, ovvero indagare su come la materia oscura e l’energia oscura abbiano reso il nostro Universo come è oggi.Il 95% del nostro cosmo sembra essere costituito da queste misteriose ‘entità oscure’ ma non gli scienziati ancora non comprendono cosa siano e perché la loro presenza provoca solo cambiamenti molto sottili nell’aspetto e nei movimenti delle cose che possiamo vedere. Per rivelare l’influenza ‘oscura’ sull’Universo visibile, nei prossimi sei anni Euclide osserverà le forme, le distanze e i movimenti di miliardi di galassie fino a 10 miliardi di anni luce.

L’Esa ha assicurato che in questo modo il super telescopio creerà la più grande mappa cosmica 3D mai realizzata.Gli scienziati della missione Esa hanno sottolineato che ciò che rende speciale la visione del cosmo di Euclid “è la sua capacità di creare un’immagine visibile e infrarossa straordinariamente nitida su un’enorme parte del cielo in una sola osservazione”.

Le immagini rilasciate oggi “mostrano questa sua capacità speciale: dalle stelle luminose alle galassie deboli, le osservazioni mostrano la totalità di questi oggetti celesti, pur rimanendo estremamente nitide, anche quando si zoomma su galassie lontane” hanno aggiunto.  Il Direttore scientifico dell’Esa, professoressa Carole Mundell, ha osservato che “la materia oscura unisce le galassie e le fa ruotare più rapidamente di quanto la sola materia visibile possa spiegare, l’energia oscura sta guidando l’espansione accelerata dell’Universo” ed “Euclid consentirà, per la prima volta, ai cosmologi di studiare insieme questi misteri oscuri”.Mundell ha osservato che Euclid “farà fare un salto nella nostra comprensione del cosmo nel suo insieme e queste straordinarie immagini del telescopio mostrano che la missione è pronta per contribuire a rispondere a uno dei più grandi misteri della fisica moderna”.  René Laureijs, scienziato del progetto Euclid dell’Esa, ha inoltre indicato che “non abbiamo mai visto immagini astronomiche come questa prima d’ora, immagini contenenti così tanti dettagli.

Sono ancora più belle e nitide di quanto avremmo potuto sperare e ci mostrano molte caratteristiche mai viste prima in aree ben note del vicino Universo.Ora siamo pronti per osservare miliardi di galassie e studiare la loro evoluzione nel tempo cosmico”. (di Andreana d’Aquino)
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ebreo ucciso in manifestazione pro-Palestina a Los Angeles

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(Adnkronos) – Paul Kessler, un uomo di 69 anni, ebreo, è morto durante scontri fra manifestanti filo israeliani e filo-palestinesi durante una manifestazione nord di Los Angeles.Il 69enne potrebbe essere stato vittima di crimine d’odio.

L’ufficio dello sceriffo della contea di Ventura che sta indagando sull’incidente, infatti, “non ha escluso la possibilità di un crimine d’odio”, in un contesto di aumento dell’antisemitismo negli Stati Uniti dallo scorso 7 ottobre.  La Federazione ebraica di Los Angeles si è detta “devastata nell’apprendere la tragica morte di un anziano ebreo che è stato colpito alla testa da un megafono brandito da un manifestante filo-palestinese a Westlake Village”, riporta il quotidiano israeliano Haaretz. “Mentre attendiamo ulteriori informazioni dai nostri colleghi delle forze dell’ordine, vi ricordiamo che questo è il quarto grave crimine antisemita commesso a Los Angeles solo quest’anno.La violenza contro il nostro popolo non ha posto nella società civile.

Chiediamo sicurezza.Non tollereremo la violenza contro la nostra comunità.

Faremo tutto ciò che è in nostro potere per prevenirla”, ha aggiunto la federazione.  Amy Spitalnick, amministratore delegato del Consiglio ebraico per gli affari pubblici, ha dichiarato alla Abc7 che “le persone hanno il diritto di protestare contro le politiche e le azioni israeliane – ma in troppi casi negli ultimi tempi abbiamo visto i manifestanti sconfinare in un esplicito e pericoloso estremismo e antisemitismo”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Passaparola, preghiere, armi e GoPro: così Hamas ha attaccato Israele

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(Adnkronos) – Un piano messo a punto da un “manipolo di veterani e incalliti leader di Hamas”.Il Guardian racconta così l’attacco di un mese fa del gruppo in Israele, l’operazione ‘Alluvione di al-Aqsa’, con la scelta di trasmettere a voce le istruzioni a “migliaia di miliziani di Hamas tra i 2,3 milioni di abitanti di Gaza”, una decisione considerata “l’ultima di una serie di misure per ingannare uno dei più potenti sistemi di sorveglianza al mondo”.  
I primi ordini, scrive Jason Burke sul giornale (dopo incontri con funzionari dell’intelligence israeliana, esperti e fonti a conoscenza dei contenuti degli interrogatori dei miliziani di Hamas catturati e anche sulla base di materiale diffuso da Hamas e dai militari israeliani), sono arrivati prima delle 4 del mattino con la direttiva di andare a pregare in moschea, poi un’ora dopo altre direttive, sempre per lo più con il passaparola, “prendere armi e munizioni a disposizione e radunarsi in punti precisi”.

Le ‘istruzioni’ si susseguivano “a cascata in tutta Gaza, date in prima battuta ai comandanti dei ‘battaglioni’ composti da un centinaio o più di persone”, fino ad arrivare a “amici, vicini e parenti che si erano uniti alle esercitazioni tenute due volte a settimana in decine di località dell’enclave”. E solo quando tutti si erano radunati sono state distribuite ulteriori munizioni e armi più potenti.Diventate le 6, sono arrivati gli ultimi “ordini”, scritti, ovvero “fiondarsi nelle aperture che sarebbero state presto create, fatte saltare o sfondate, lungo la barriera da un miliardo di dollari attorno a Gaza e attaccare i soldati israeliani e i civili dall’altra parte” del confine.

Con il rave nel deserto che, si ritiene – scrive ancora Burke – non fosse tra gli obiettivi iniziali. Ordini scritti per spiegare un piano preciso che Israele ritiene sia stato messo a punto in primo luogo da Yahya Sinwar, leader di Hamas nella Striscia, e da Mohammed Deif, a capo delle Brigate al-Qassam, braccio armato del gruppo.Un piano che prevedeva obiettivi distinti per ogni unità, una base militare o un kibbutz, una strada o una località, la cattura di ostaggi (ad oggi 240 restano prigionieri a Gaza), con ordini spesso corroborati da mappe. Quel 7 ottobre sarebbero entrate in Israele, secondo alcune fonti, fino a 3.000 persone, anche miliziani della Jihad islamica palestinese, che – stando alle fonti del Guardian – non era stata informata in precedenza del piano.

Nel caos generale anche civili sarebbero usciti da Gaza.Un attacco ‘catturato’ dalle fotocamere GoPro che Hamas aveva provveduto a distribuire agli assalitori. Una ricostruzione di un attacco che ha fatto circa 1.400 morti, in cui – evidenzia Burke – è difficile verificare molte affermazioni che sono state anche contestate, ma molti esperti di Hamas autorevoli e indipendenti hanno descritto come plausibile il racconto.

Un piano che secondo la sicurezza israeliana era stato tenuto nascosto alla leadership politica di Hamas all’estero così come agli sponsor del gruppo in Iran e che Hamas ha detto di aver messo a punto in due anni, ma che gli israeliani ritengono sia stato definito in meno tempo, un anno o 18 mesi al massimo.Un piano che, secondo molti esperti, ha fatto sì che Hamas sia stato sorpreso dal successo della sanguinosa operazione. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuovo Codice strada, Salvini: “Non tocchiamo tasso alcolemico, un bicchiere di vino fa bene”

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(Adnkronos) – “Nel nuovo Codice della strada non tocchiamo il tasso alcolemico: qualche bicchiere di vino non solo non fa male, ma è assolutamente lecito per chi lo ritiene salutare”.Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini intervenendo all’evento inaugurale di Eicma, l’esposizione internazionale delle due ruote, in corso alla Fiera di Milano Rho. “Però – avverte il ministro – per i recidivi si ricalca il modello di alcuni Paesi europei.

Prevediamo l’installazione a bordo delle vetture del sistema dell’alcol-lock.  Prima sanzione: ritiro della patente per un periodo limitato.Secondo sanzione: posso ritirarti la patente in caso di morte fino a 30 anni e installo a bordo dell’autovettura l’alcol-lock, che inibisce l’accensione del motore”, ha aggiunto Salvini. “Idem vale perché per chi risulta positivo al droga test.

Ad oggi, incredibilmente se un agente della Stradale ti ferma e risulti positivo al droga test, è onere dell’agente di Pubblica Sicurezza dimostrare che tu sei in stato di alterazione, altrimenti saluti, ringrazi e te ne vai.Con le nuove norme, se risulti positivo al test mi fermo per i controlli, della patente ne riparliamo dopo un po’ di tempo, perché ritengo che la vita umana sia più preziosa”, ha detto il ministro.  “Il mio obiettivo è che il nuovo Codice della strada venga approvato entro Natale, perché sotto l’albero di tanti ciclisti, motociclisti, automobilisti e camionisti ci siano delle regole aggiornate all’anno del Signore”. Salvini rassicura quindi gli appassionati delle due ruote: “Nel nuovo Codice della strada non ci sarà nessun onere a carico delle biciclette, al contrario di quanto qualcuno ha scritto.

Quindi niente imposizione di targhe o assicurazioni per le bici, che continueranno a circolare come ora.Però le imposizioni le ho richieste personalmente per i monopattini, perché di avere monopattini che vanno a 50 km/h in autostrada non se ne può più.

Fra Milano e Roma, non so quale situazione di maggior abbandono ci sia per i monopattini, buttati in mezzo alla strada con tanti saluti per rampe per i disabili, per i passeggini, per gli anziani.Quindi, regole nuove per monopattini, che il Codice del ’92 non poteva prevedere: non potranno andare in tangenziale, avranno la velocità limitata per norma e avranno un numero di matricola, per poter risalire al conducente che si rende protagonista di comportamenti irrispettosi verso gli altri”, ha aggiunto Salvini. Quanto ai motociclisti, “la moto – ha scandito Salvini – è bellezza, velocità, libertà, ma deve essere vissuta in sicurezza.

Nel 2022 sono stati più di mille i caduti tra ciclisti e motociclistici”, ha ricordato. “Ci sono dei fondi di decine di milioni di euro stanziati e non spesi per la messa in sicurezza delle due ruote.Penso, in particolare, ai guard rail salvavita per i motociclisti.

Bisogna metterli in sicurezza, perché i guard rail sono spesso un pericolo per le due ruote.I soldi ci sono, bisogna solo mettersi d’accordo con gli enti locali”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medicina, ‘Cadaver lab’ centro Neuromed fa scuola per formazione neurochirurghi

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(Adnkronos) – Un modello per la formazione dei neurochirurghi, messo a punto al Centro di Medicina necroscopica dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Is) potrebbe diventare punto di riferimento a livello mondiale.Ne parla un articolo scientifico sulle sfide affrontate per la realizzazione del ‘cadaver lab’ appena pubblicato su ‘Frontiers in Surgery’.

La formazione in neurochirurgia – spiega una nota – rappresenta una sfida complessa e delicata, che richiede anni di applicazione verso una combinazione di conoscenze teoriche approfondite e abilità tecniche sofisticate.In questo ambito, l’esperienza pratica che i neurochirurghi possono ottenere attraverso la dissezione su preparati anatomici da cadavere è insostituibile, in quanto consente di sviluppare e perfezionare le loro competenze e abilità in un contesto estremamente realistico, migliorando così la sicurezza e l’efficacia delle procedure neurochirurgiche quando eseguite su pazienti. Il Centro di Medicina necroscopica Neuromed di Pozzilli è uno dei pochi esempi in Italia in cui queste procedure sono state implementate con un percorso descritto nel lavoro scientifico pubblicato e che va dalla costituzione allo sviluppo di programmi di formazione avanzata per i futuri neurochirurghi.

Il Centro utilizza preparati cadaverici umani, fornendo un ambiente di apprendimento unico che consente la riproduzione fedele di procedure chirurgiche complesse.Questo strumento di formazione si rivela cruciale per sviluppare e raffinare la conoscenza anatomica, la manualità, le abilità tecniche e i procedimenti chirurgici prima di eseguirli su pazienti. “Nella pubblicazione – afferma Arianna Fava, prima firmataria del lavoro – abbiamo descritto in dettaglio l’esperienza maturata qui a Pozzilli nella creazione e nell’attuazione di programmi di formazione, delineando sei livelli di competenza.

Ciascun livello include esercizi e procedure specifiche: dalla dissezione dei tessuti molli e suture microchirurgiche, fino agli approcci transcranici, di base e avanzati, e alle tecniche endoscopiche.Il nostro obiettivo era di fornire una roadmap chiara e strutturata per la formazione in neurochirurgia, garantendo l’acquisizione uniforme delle competenze necessarie in tutto il mondo”.  Investire nella creazione di laboratori microchirurgici come quello del Neuromed è un passo fondamentale affinché le nuove generazioni di neurochirurghi siano preparate per curare al meglio i pazienti. “Non è solo una questione tecnica, di attrezzature o di ambienti adatti – sottolinea Fava – E’ necessario anche promuovere una cultura che veda la donazione di corpi a scopo di ricerca e formazione.

Allo stesso tempo è necessario incentivare la collaborazione tra università e laboratori per introdurre programmi standardizzati di formazione operativa.Con il nostro lavoro scientifico – conclude – abbiamo offerto la nostra esperienza in quella che è stata una vera e propria sfida”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mollo: Juve Stabia, pagherei oro per essere a tutte le partite

Pasquale Mollo, tifoso della Juve Stabia, è intervenuto, nel corso del programma “ Il Pungiglione stabiese” che va in onda ogni lunedì dalle ore 20:30 sui canali social ViViCentro.

Le dichiarazioni di Mollo sulla Juve Stabia sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

Pasquale Mollo, ospite della decima puntata di questa stagione del Pungiglione Stabiese, dichiara: “Non concordo con le parole di Capuano in conferenza stampa. Lo capisco per la presenza di tifosi, per la bella atmosfera creata con il suo personaggio. Resta che il Taranto è una bella squadra e arriverà tra le prime cinque.

Pagherei oro per vedere le partite ogni settimana. La Juve Stabia è un’attrazione per i giovani, per le persone scettiche. Non vengono allo stadio pur buttando l’occhio alla classifica. Quest’anno è tutto diverso. Non concepisco chi non viene allo stadio. Diamo voce ai tifosi e alla Società per creare qualche promozione. Un settore family con un solo biglietto a prezzo ridotto. Ci sono tante da idee da proporre per riempire il settore distinti visto che gli abbonamenti sono stati fatti solo negli altri tre settori.

Dalla televisione è brutto vedere quel settore gialloblù vuoto. Sono stato presente a Caserta con mio fratello facendo oltre mille chilometri e quando si perde è lunghissimo il ritorno. Quando posso corro allo stadio per stare bene e non pesano i chilometri. Al rientro, oltre la vostra compagnia, è stato un rientro silenzioso. Sarei venuto lo stesso perché c’è amore. Parliamo la stessa lingua tutti e sette!”

Pasquale Mollo conclude: “Le due fasi, difensiva, che può avere un dieci nelle prime dodici partite. Allenatore nuovo che conosceva una parte di giocatori. A Taranto partita perfetta in difesa. La squadra avversaria non aveva spazio, doveva tornare indietro.

Qualche tifoso di squadre avversarie continua a dire cose false. Facciamoli divertire, facciamo gufare la Juve Stabia, anzi invitiamoli a guardarci alla Tv, i tifosi dell’Avellino e del Benevento. Mi dispiace anche di un giornalista che ha delle uscite un po’ particolari, volendo destabilizzare la piazza. Magari si inventeranno dei punti di penalizzazione. Non credo sia professionale.

Buglio, mi ha colpito tantissimo. Secondo il mio modesto parere, è uno scacchiere perfetto. Una squadra giovane può avere delle carenze. Non serve prendere un attaccante, bisognerebbe modificare la squadra. Giocatori come Piscopo è complicato trovarlo. Pagliuca ha preso tutti i giocatori duttili per far sì che possa sempre modificare l’assetto tattico. Un attaccante potrebbe sostituire solo Candellone nell’ultima mezz’ora. La sorpresa di quest’anno è la tattica dell’allenatore. Romeo e Leone faranno carriera!”

Quota 103 e Ape Social: ecco quanti possono andare in pensione nel 2024

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(Adnkronos) – Con la ‘stretta’ contenuta nella Manovra 2024 in materia di pensioni, Quota 103 e Ape social riguarderanno solo 10.000 persone.E’ il quadro che il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari ha delineato oggi nell’audizione al Senato sulla legge di bilancio. Il pacchetto previdenza “ha qualcosa di clamoroso”, ha aggiunto, sottolineando che le modifiche allo schema Quota 103 “confermano e addirittura la peggiorano” la legge Fornero “neutralizzando, di fatto, le già insufficienti misure di flessibilità in uscita, con i nuovi requisiti più restrittivi, infatti, quota 103 e ape sociale riguarderanno nel complesso nemmeno 10.000 persone, mentre opzione donna, ulteriormente peggiorata con l’incremento di un anno dell’età anagrafica, rimarrà concretamente inutilizzata”. Quanto all lavoro, ha continuato, “è il grande assente di questa manovra: non c’è alcuna politica per la creazione di lavoro, a partire dalla pubblica amministrazione, e si continua con la logica delle decontribuzioni, dei bonus e degli incentivi alle imprese; nulla contro la precarietà, il lavoro povero, il sommerso, anzi il contrario: dal no al salario minimo alla liberalizzazione dei contratti a termine, all’allargamento dei voucher previsti dal cosiddetto decreto lavoro; nessun intervento sul fronte della salute e sicurezza del lavoro”.  In materia di fisco, inoltre, i rappresentanti della Cgil nell’audizione hanno affermato che “una riforma una tantum – con coperture in deficit e a tempo – di uno dei principali architravi del sistema tributario, è qualcosa che non si era mai visto”.  “La sostanza – si denuncia – è che si ipoteca anche la prossima manovra 2025, perché tra un anno si dovrà ripartire dal reperimento di circa 15 miliardi per confermare queste misure, oppure tagliare – per la stessa cifra – i salari dei lavoratori”.  —facilitaliawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Autonomia differenziata, Balboni: “Mandato al relatore la entro prossima settimana”

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(Adnkronos) – È “a buon punto” l’iter del disegno di legge sull’autonomia differenziata delle regioni e l’obiettivo del governo è “concludere entro giovedì con il mandato al relatore al massimo la settimana prossima”.Lo dice, parlando con l’Adnkronos, il presidente della Commissione affari costituzionali del Senato, Alberto Balboni (Fdi).  I lavori in Commissione riprendono oggi alle 13.30, “ricominciamo a votare gli emendamenti all’articolo 7, non ne restano tantissimi.

L’articolo 8 ne ha pochi e l’articolo 9 ancora meno.Penso che in tutto ci siano ancora 40-50 votazioni da fare, non di più”.

I lavori proseguiranno anche “alla fine dell’Aula, alle 20, per andare avanti anche in notturna.E così anche domani”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, un mese fa l’attacco: i numeri del conflitto con Hamas

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(Adnkronos) –
Un mese fa il mondo si svegliava con il peggior attacco, il più terribile mai vissuto da Israele.Un assalto di Hamas, gruppo che controlla la Striscia di Gaza, che ha innescato la risposta israeliana, con operazioni nell’enclave palestinese.

Il conflitto tra Israele e Hamas entra nel secondo mese.La strage del 7 ottobre in Israele ha fatto 1.400 morti (in un Paese con poco più di 9 milioni di abitanti), per lo più civili uccisi al rave nel deserto e nelle loro case nelle località a ridosso della barriera di confine con la Striscia di Gaza, secondo i dati israeliani riportati oggi dalla stampa di un Paese diviso tra il dolore, la rabbia, la protesta.

Da un mese non si hanno notizie di 240 persone (non solo israeliani) che sono state rapite, portate dai miliziani nella Striscia di Gaza (quattro ostaggi sono stati rilasciati, una donna soldato è stata liberata in un blitz). 
Nell’enclave palestinese, circa 2,2 milioni di abitanti prima del conflitto, sale di giorno in giorno il bilancio delle persone uccise.Aggiornato quotidianamente dal ministero della Salute di Gaza, sotto il controllo di Hamas, rilanciato dai media internazionali.

Almeno per ora è praticamente impossibile verificare in modo indipendente i bollettini delle vittime nel conflitto tra Israele e Hamas.L’ultimo arrivato da Gaza parla di oltre 10.000 morti (tra i quali più di 4.000 erano minori) dal 7 ottobre. Un bilancio, ha evidenziato la Bbc, che supera i dati Onu di circa 5.400 uccisi a Gaza in tutti i precedenti conflitti tra Israele e Hamas da quando nel 2007 il gruppo ha preso il controllo della Striscia.

Gaza “sta diventando un cimitero di bambini”, ha detto nelle scorse ore il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che in queste settimane non manca di suscitare le ire israeliane.Morti dal 7 ottobre, stando al Committee to Protect Journalists, anche 37 giornalisti e operatori dei media (32 erano palestinesi, quattro israeliani e uno libanese).

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità più di 160 operatori sanitari sono morti in servizio a Gaza.Dati riportati dalle Nazioni Unite parlano di 14 ospedali su 35 che a Gaza hanno smesso di funzionare.  
Molti esperti, ha rilevato il Washington Post in un suo recente articolo, considerano attendibili i dati sulle vittime del conflitto forniti dal ministero della Salute di Gaza, alla luce delle sue fonti e della precisione dimostrata in passato. “Nelle occasioni in cui abbiamo verificato i numeri di particolari attacchi, non mi risulta ci siano stati casi in cui ci sono state grandi discrepanze”, sintetizzava Omar Shakir, responsabile di Israele e Palestina per Human Rights Watch, citato dal giornale.

E il responsabile dell’Organizzazione mondiale della sanità per le emergenze nella regione, Richard Brennan, la scorsa settimana ha detto di credere che i dati forniti dal ministero della Salute di Gaza siano attendibili. “Siamo fiduciosi che i sistemi di gestione delle informazioni che il ministero ha messo in atto negli anni resistano alle analisi”, ha affermato in dichiarazioni rilanciate dalla Bbc, aggiungendo che “i dati negli anni sono stati abbastanza solidi”. 
Per le forze israeliane (Idf) “qualsiasi informazione arrivi da un’organizzazione terroristica va considerata con cautela”.Il 25 ottobre il presidente americano Joe Biden ha detto di essere “sicuro che innocenti siano stati uccisi” nei raid israeliani a Gaza, ma di “non avere fiducia nei numeri che i palestinesi stanno dando” per quanto riguarda le vittime.

Sulle vittime civili, ha detto ieri il portavoce del Pentagono Pat Ryder, “sappiamo che i numeri sono nell’ordine delle migliaia”.Mentre il vice portavoce del Dipartimento di Stato, Vedant Patel, ha ribadito che i dati del ministero della Salute di Gaza non possono considerarsi certi in modo assoluto perché “si tratta di un ministero gestito da Hamas” che – ha affermato – ha “una storia di cifre gonfiate e non accurate sulle vittime”.

C’è anche l’altro fronte.La Cisgiordania.

Qui dal 7 ottobre, secondo dati del ministero della Salute palestinese riportati stamani dall’agenzia Wafa, sono 163 i morti, con accuse agli israeliani per la loro uccisione. Passato un mese, secondo l’Unrwa (l’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi), a Gaza è in atto una “tragedia umanitaria di dimensioni colossali”.Sfollato il 70% della popolazione di Gaza, riferisce l’Agenzia sul social X dopo aver denunciato l’uccisione di 88 persone del suo staff dal 7 ottobre.

E’ “una lotta quotidiana per trovare pane e acqua” in “condizioni di vita disumane per quasi 1,5 milioni di persone” con i civili vittime di “sfollamenti forzati e di una punizione collettiva”.Da giorni, e anche oggi, i militari israeliani ‘invitano’ i palestinesi a lasciare le zone settentrionali della Striscia di Gaza per spostarsi nelle aree meridionali dell’enclave palestinese, che comunque non vengono risparmiate dai bombardamenti.  
Per le Nazioni Unite a Gaza servirebbero 100 camion di aiuti umanitari al giorno.

Secondo la Mezzaluna rossa palestinese, ogni giorno nella Striscia sono arrivati in media 33 camion di aiuti da quando è stato riaperto il valico di Rafah, al confine con l’Egitto.In totale, stando all’aggiornamento diffuso ieri sera, da qui sono passati 569 camion di aiuti dal 21 ottobre.  Anche in Israele centinaia di migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie case nelle aree vicine alla barriera con la Striscia di Gaza e al confine con il Libano.

Il 22 ottobre, dopo che il 15 era iniziato lo sgombero della città di Sderot (a ridosso della Striscia), il Times of Israel scriveva di circa 200.000 israeliani sfollati.Così il conflitto va ormai avanti da più di un mese, dopo quello che è stato descritto come l’11 settembre degli israeliani, invitati da Biden a non fare “errori” per la “rabbia”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cercasi sperma uomo non vaccinato contro Covid, boom di richieste sui social

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(Adnkronos) –
Cercasi campioni di sperma da uomo non vaccinato contro il Covid.Merce rara dopo una pandemia e un’immunizzazione di massa.

Il sentimento no vax ‘contagia’ anche il mondo della fecondazione, e il movimento che lo promuove sembra essersi stabilmente infiltrato anche in gruppi Facebook di donatori di sperma che offrono online i loro ‘servizi’ a donne in cerca di un bambino.Secondo un’inchiesta esclusiva del ‘Daily Mail’ che ha indagato sul fenomeno, le richieste di sperma di non vaccinati hanno avuto un exploit.  Succede negli Usa, dove Jonathan David Rinaldi, soprannominato ‘The Sperminator’, per anni prolifico donatore nel gruppo ‘Facebook Sperm Donation Usa’, la più grande community di questo tipo negli States, dopo aver visto un “massiccio aumento” delle richieste di sperma da donatori non vaccinati, ha deciso di staccarsi e fondare il suo gruppo ‘scissionista’ esclusivamente per no-vax. “C’è qualche donatore in Alabama e dintorni?

No vaccino Covid, no malattie sessualmente trasmesse, solo inseminazione artificiale – è uno degli annunci pubblicati – Mia moglie ed io stiamo di allargare la nostra famiglia e speriamo di trovare qualcuno che possa aiutarci”.  Il gruppo conta quasi 250 membri e ha risposto alle richieste di molte persone, riferiscono.Gli iscritti?

Giovani professionisti, coppie gay, donne single provenienti sia dagli Stati Uniti che dal Regno Unito.La maggior parte dei donatori offre il proprio sperma gratuitamente.

Rinaldi, 44 anni, è uno dei milioni di americani che sono stati catturati dalla teoria secondo cui i vaccini anti-Covid danneggiano in qualche modo il sistema riproduttivo.Questo nonostante i Cdc (Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie) abbiano ripetutamente affermato che non ci sono prove che le iniezioni scudo influenzino la fertilità e gli studi che hanno coinvolto decine di milioni di persone hanno concluso che sono sicure. “Non mi fido di ‘big government’, di ‘big pharma’.

Non mi fido di loro e non ho bisogno di iniettarmi cose che non so nemmeno cosa siano”, ha detto Rinaldi al ‘DailyMail’ online.Gli utenti del suo gruppo condividono la sua idea, con post che collegano l’iniezione di Covid alla morte dello sperma e contengono altre fake news legate ai vaccini.

La domanda-offerta di sperma no-vax corre sul web, non sui canali ufficiali.E infatti ‘Cryos’, una delle banche del seme più grandi d’America, ha dichiarato in realtà di aver avuto “pochissimi clienti che richiedevano informazioni su donatori non vaccinati”.

Quello che è stato osservato nell’inchiesta è invece un nuovo interesse per i donatori non vaccinati sui gruppi Facebook negli Stati Uniti. Le donne in cerca di ‘provette’ specificano “no Covid vax” nei loro post.I donatori si identificano con formule come ‘unvaccinated man’ o specificano “sperma non modificato da mRna”.

Una donna ha pubblicato una foto del suo test di gravidanza positivo dopo donazione di sperma no-vax, commentando orgogliosamente: “Un altro bambino ‘allevato in fattoria’, ‘non cresciuto in farmacia’, in arrivo”.Da piccolo Rinaldi ha ricevuto i vaccini anti morbillo-parotite-rosolia, antipolio e varicella.

Quando ha avuto il primo figlio, ha iniziato a mettere in dubbio la necessità delle vaccinazioni.Da allora non ha più fatto nessuna iniezione scudo. “E quando la scuola ha iniziato a dire che mio figlio doveva averli…non mi piace davvero che il Governo mi dica cosa fare, quindi mi ha fatto pensare di fare il contrario”.  Gli annunci nel gruppo tematico si susseguono.

C’è una mamma single di un bimbo di 2 anni, al quale vorrebbe dare un fratellino.E fra chi si propone c’è anche un uomo che è stato lui stesso concepito utilizzando la donazione di sperma e oggi si offre come donatore non vaccinato.

Rinaldi, di Forest Hills, New York, ha iniziato a donare sperma quando una sua amica lesbica gli ha chiesto aiuto per concepire un bambino.Ora ha tre figli con la sua ex compagna e altri 16 concepiti grazie alla donazione. —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, da manovra a rinnovo contratti: 17 novembre Cgil e Uil in piazza

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(Adnkronos) – Dalla Manovra al rinnovo contrattuale, dal dimensionamento all’Autonomia differenziata, passando per la questione del precariato.Il mondo della scuola è ‘sul piede di guerra’ e il prossimo 17 novembre sarà nelle piazze di tutta Italia per cambiare la legge di bilancio e investire in scuola, università, ricerca, Afam e formazione professionale.

Al centro della protesta, cui hanno aderito anche gli studenti, la manovra.Ma Flc Cgil e Uil hanno una specifica piattaforma di rivendicazione da cui emergono forti richieste per il settore scolastico.

Tra le principali, l’urgente necessità di investimenti per il rinnovo del Contratto 2022/2024.L’insoddisfazione per la recente Legge di bilancio è palpabile, con richieste di risorse adeguate per tutto il personale e una soluzione definitiva al problema del precariato nell’istruzione e ricerca.

Inoltre, si contrappongono fermamente all’autonomia differenziata prevista dal DDL Calderoli, ritenendo che essa minacci l’essenza del sistema scolastico pubblico. Tra le principali rivendicazioni, sottolinea all’Adnkronos la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, “al primo punto sicuramente gli investimenti per il rinnovo del Contratto 2022/2024.Il ministro – evidenzia – ha detto più e più volte di voler valorizzare il personale della scuola, il personale in generale della conoscenza.

Questo governo ci insiste molto, poi quando arriviamo al dunque ci troviamo con delle risorse assolutamente insufficienti.Il testo della legge è quanto di più lontano dalle immediate necessità delle lavoratrici e dei lavoratori dei nostri settori, che avrebbero come prima esigenza quella di vedersi ristorare gli stipendi erosi da un’inflazione brutale.

Purtroppo, gli stanziamenti dei fondi previsti per il rinnovo del Ccnl Istruzione e Ricerca sono del tutto inadeguati e nonostante l’inflazione cumulata in un triennio arriverà al 18%, gli aumenti salariali a fine triennio contrattuale si attesteranno al 5,80%”.  “Tra l’altro – aggiunge – stiamo parlando di stipendi tra i più bassi, non solo rispetto all’Europa, ma in generale rispetto al pubblico impiego.Quindi, è una presa in giro.

Anche perché, com è noto, danno una specie di elargizione a natale, evidentemente per tenere buone le persone ma poi alla fine, come diceva Totò: ‘è la somma che fa il totale’, sempre quelle sono le risorse, che tu me le dia tutte insieme o mese per mese sempre quello è.Non solo – denuncia Fracassi – è un contratto che sostanzialmente scadrà il prossimo anno, anzi è già scaduto quindi rischia di scadere anche il secondo triennio senza che si sia nemmeno aperta una trattativa ma, soprattutto, senza che ci siano le risorse per riaprirla”. 
Altra questione il precariato, una questione che sembra non avere soluzioni. “Il ministro – spiega Fracassi – ha fatto una polemica dicendo che noi sparavamo numeri non coerenti con la realtà.

Purtroppo per il ministro – sottolinea – i 200mila precari di cui parlavamo erano una stima per difetto.In realtà, infatti, anche quest’anno scolastico si è aperto con un numero più alto dei 200mila che avevamo stimati quest’estate.

Un sistema come quello dell’istruzione che ha un lavoratore precario su 5 – evidenzia la leader della Flc Cgil – è un sistema che non può stare in piedi tanto più se pensiamo che la metà circa di questi incarichi riguarda il sostegno a bambini con disabilità.Quindi il tema precariato su cui non si accenna nulla se non per i concorsi, che non ha deciso però Valditara, ma vengono sia da coperture economiche che da decisioni precedenti, il tema c’è tutto anche perché stiamo discutendo in buona parte di posti che non sono stabilizzati”.  
Tra le richieste che i sindacati di categoria porteranno in piazza anche il blocco di tutte le iniziative legislative finalizzate ad una privatizzazione di pezzi del sistema pubblico di Istruzione e ricerca, a partire dalla riforma della filiera tecnica e professionale, e dalle proposte di piena parificazione del sistema pubblico e statale al sistema privato, sulla base di una malintesa libertà di scelta delle famiglie.  
Ultimo punto, ma non per ordine di importanza, “rivendichiamo lo stralcio dell’istruzione e della ricerca dalle 23 materie regionalizzabili previste dal DDL Calderoli sull’autonomia differenziata, un progetto contro cui da tempo ci battiamo, consapevoli che distruggerebbe il sistema pubblico di istruzione così come lo conosciamo.

Stiamo parlando – rimarca Fracassi – di un diritto fondamentale come quello all’istruzione, che dovrebbe avere in se un elemento di coesione nazionale.Invece qui si fa un operazione diversa, praticamente si crea una situazione per cui le regioni scelgono e decidono.

Se scegliessero, come faranno, di chiedere la devoluzione del sistema istruzione – evidenzia – ci potremmo trovare con un sistema diverso da regione a regione e stiamo parlando delle norme generali dell’istruzione non di pezzi e stiamo anche parlando del rapporto di dipendenza del personale.Penso sia un errore gravissimo proprio per quello che riguarda l’idea di Paese”. “Lo sciopero del 17 – conclude Fracassi – è un primo passo all’interno di una mobilitazione confederale della Cgil e della Uil con temi abbastanza chiari.

Sicuramente per noi è un primo passo importante ma non ci fermeremo perchè se l’obiettivo è quello di destrutturare il sistema pubblico di istruzione la Cgil da questo punto di vista si mette di traverso”.Fa quindi eco il segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile: “una scuola migliore è solo l’inizio di un Paese migliore”.

Questo sciopero, sottolinea D’Aprile all’Adnkronos, “è un richiamo al Governo affinché ascolti le preoccupazioni dei lavoratori della scuola e affronti le sfide nazionali che coinvolgono tutti i cittadini italiani.Le rivendicazioni sono diverse: vogliamo una scuola migliore, con più risorse e con stipendi adeguati alla professionalità che ogni giorno tutti i lavoratori del sistema nazionale di istruzione mettono nel loro lavoro”. “Questa protesta – aggiunge D’Aprile – va oltre le richieste legate all’istruzione e coinvolge una serie di temi nazionali che riguardano tutti i cittadini italiani, compreso il personale della scuola.I lavoratori della scuola sono prima di tutto cittadini, con le stesse preoccupazioni che affliggono il resto del Paese: sanità, fiscalità, previdenza, sicurezza sul lavoro.

Nonostante le promesse di migliorare la situazione del lavoro e combattere la precarietà – evidenzia – le politiche attuali non sboccano quella che per la scuola è da anni una vera emergenza: sono oltre 200 mila i contratti di lavoro precari”. “Il personale della scuola rivendica la garanzia di una scuola ben finanziata – sottolinea il Segretario della Uil Scuola – capace di affrontare sfide come il superamento delle attuali ipotesi di dimensionamento, la sicurezza, gli organici, la riforma degli ordinamenti.Abbiamo ribadito più volte la necessità di sfilare la scuola dal patto di stabilità.

La proposta è arrivata in Europa, sul tavolo dei ministri dell’istruzione a Saragozza.Ora è il tempo di decidere in Italia – ammonisce D’Aprile – è questione di volontà politica.

Serve uno Stato centrale determinato”.  (di Stefania Quaglio) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fisco, Cuzzilla (Cida): “Aiutare chi veramente ha bisogno cercando gli evasori”

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(Adnkronos) – “Noi dobbiamo aiutare chi veramente ha bisogno, cercando gli evasori fiscali.Altrimenti rischiamo di fermare il sistema produttivo perché il ceto medio che rappresenta il 13% della popolazione si fa carico della quasi metà degli italiani che non dichiara redditi e trova benefici in un groviglio di agevolazioni e sostegni, spesso concessi senza verificarne l’effettivo bisogno”.

A dirlo il presidente Cida, Stefano Cuzzilla, intervenendo alla presentazione del Settimo rapporto ‘La regionalizzazione del bilancio previdenziale italiano.entrate contributive e fiscali, spesa pubblica per welfare e tassi di copertura dal 1980 al 2021’ realizzato dal Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali. “Tutti i ragazzi che stanno studiando – sottolinea – non credono più che avranno una pensione.

Oggi i pensionati sono colpiti perdendo il 10% del potere di acquisto, una situazione pesante e pericolosa.Non si può colpire il ceto medio”. “Abbiamo un Paese diviso non solo dal punto di vista del gettito.

I giovani non trovano lavoro al Sud e nel futuro non lo troveranno neanche al Nord.E quello che chiediamo al legislatore la realizzazione di infrastrutture al Sud, perché abbiamo bisogno di un’Italia connessa”.  “In questo Paese – avverte – mancano aziende di alcuni settori, servono persone capaci di portare avanti progetti.

Per aiutare a dargli un futuro servono strutture per essere connessi all’Italia e all’Europa”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo III, oggi il primo ‘King speech’ da sovrano

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(Adnkronos) –
Primo “King speech” da sovrano per Carlo III.Come è tradizione, il monarca pronuncia oggi un discorso in parlamento per delineare l’attività del governo per i prossimi mesi.

L’evento è al centro della cerimonia dello State Opening del parlamento.Il sovrano arriva in carrozza da Buckingham palace e legge in aula un discorso preparato dal governo, adottando un tono neutro per non apparire di parte.  Carlo ha già pronunciato una volta il discorso, in occasione dell’ultima cerimonia di apertura del parlamento nel maggio 2022.

Allora sostituiva però la madre Elisabetta III, in un altro segnale del deterioramento della salute della regina, morta poi l’8 settembre. 
Il discorso è anche il primo del governo del premier Rishi Sunak e potrebbe anche essere l’ultimo prima delle elezioni generali dell’anno prossimo.A quanto riferisce la Bbc, fra le proposte del governo vi è l’ergastolo per gli omicidi con motivazioni sadiche o sessuali, e il divieto di matrimonio per i detenuti.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inaugurata 80esima edizione Eicma, per il Salone della Moto a Milano 2036 marchi da 45 paesi

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(Adnkronos) – Ben 2036 i brand presenti, oltre 700 gli espositori diretti, di cui il 67% proveniente dall’estero in rappresentanza di quarantacinque Paesi.Più del 30% sono imprese che espongono per la prima volta, otto i padiglioni occupati, due in più rispetto al 2022.

E poi decine di migliaia di operatori del settore da 120 differenti nazioni e giornalisti, content creator, professionisti della comunicazione di oltre sessanta diverse nazionalità.Sono questi i numeri dell’Edizione numero 80 di Eicma, l’Esposizione internazionale delle due ruote, che torna nel quartiere espositivo di Fiera Milano a Rho da oggi fino a domenica 12 novembre. “Dati da olimpiade, un’olimpiade della passione e della mobilità su due ruote che, a differenza dei giochi olimpici, si celebra ogni anno” ha commentato il presidente di Eicma Pietro Meda durante l’evento inaugurale, sottolineando anche come l’Edizione 2023 di Eicma “rappresenti una prova di forza dell’industria del settore che rimarca nuovamente la centralità e l’attrattività internazionale della nostra manifestazione”.  Si riaccendono così le luci sul palcoscenico più importante e longevo al mondo non solo per il comparto, ma di ogni settore merceologico.

Una storia lunga 109 anni e un’evoluzione da fiera a un evento espositivo unico, che trova nella ricchissima offerta di contenuti e nella duplice natura b2c e b2d i suoi valori più importanti.  Eicma apre oggi, con l’esclusivo press day riservato ai media, una due giorni dedicata ai professionisti del settore: presentazioni prodotto, conferenze stampa, anteprime mondiali, convegni, occasioni di business e incontri istituzionali.Ed è proprio sul valore istituzionale della manifestazione che si è soffermato l’amministratore delegato di EICMA e presidente di Confindustria Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo accessori) Paolo Magri, intervenendo alla cerimonia di apertura che ha visto la partecipazione, fra gli altri, del vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e di Anna Scavuzzo, vicesindaco del Comune di Milano.  “Oggi l’indiscussa autorevolezza conquistata da Eicma – ha affermato Magri – ci permette di promuovere anche importanti attività di advocacy e comunicazione, di accendere un riflettore esclusivo sulla rilevanza economica e sociale di questa industria, di dialogare con le istituzioni e di far incontrare domanda e offerta come nessun altro evento sia in grado di fare.

Tutto questo avviene poi in un Paese che detiene il primato produttivo e di mercato in Europa, che brilla nelle competizioni e che con le sue aziende continua ad essere sinonimo di eccellenza, bellezza ed innovazione nel mondo”.E, per quanto riguarda proprio la presenza delle imprese, sono molti e importanti i ritorni annunciati dopo la parentesi post-pandemia, sia tra le Case costruttrici che tra le aziende dell’intera filiera allargata.  Tutto è pronto, quindi, per entusiasmare gli appassionati e per suscitare nuovamente nei visitatori l’Eicma effect, obiettivo e slogan scelto ancora per l’Edizione 2023.

Dopo la due giorni business, da giovedì 9 a 12 novembre Eicma cambierà pelle e aprirà al suo grande pubblico con un fitto palinsesto di contenuti speciali che si affiancherà alle iniziative degli espositori e ai numerosi prodotti presenti negli stand.Tra le grandi novità di quest’anno l’area YUM, uno spazio espositivo interamente dedicato alla mobilità urbana, alle istituzioni e alla start-up più innovative del settore, nonché l’Eicma Esports Arena, che debutta in fiera portando per la prima volta il mondo del gaming nelle kermesse meneghina. “Un progetto, quest’ultimo, nato per coinvolgere giovani e giovanissimi, ma – ha commentato il presidente Meda – anche come strumento per le imprese del settore per traguardare il mercato di domani.

Non mancano certo i giovani in Eicma, ma con questa iniziativa, insieme a quella degli Nft lanciata lo scorso anno e che continua, vogliamo introdurre una sorta di ‘algoritmo Eicma’ in rete per ingaggiarli e portarli a vivere un’esperienza diretta di passione”.  Senza dimenticare la consolidata e coinvolgente proposta dell’area di test ride e-bike, il set fotografico Eicma effect, dove i fotografi di Eicma immortaleranno gratuitamente le emozioni del pubblico suscitate dell’esperienza di visita, e il Temporary Bikers Shop, lo spazio commerciale dedicato ai motociclisti per acquistare accessori, abbigliamento, caschi, componenti e attrezzatura di ogni tipo per la moto e tanto altro ancora.Immancabile, infine, lo spettacolo offerto nell’aera esterna MotoLive: qui il pubblico potrà godere gratuitamente di un fitto palinsesto di iniziative che comprendono spettacoli, test ride moto, musica, intrattenimento, esibizioni degli stuntmen, gare titolate sulla pista di motocross allestita per l’occasione e run di Freestyle e Trial Acrobatico. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Previdenza, Itinerari previdenziali: 48,68 mld euro disavanzo bilancio pensionistico

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(Adnkronos) – Nel 2021 il bilancio pensionistico/previdenziale italiano, inteso come differenziale delle entrate e uscite delle gestioni Inps privati, Inps ex Inpdap per i dipendenti pubblici e delle casse di previdenza dei liberi professionisti, ha mostrato un disavanzo di 48,68 miliardi (in miglioramento rispetto ai 55,034 del 2014, anno di riferimento della precedente regionalizzazione).Valore comunque consistente anche se, nei flussi di cassa presi a riferimento, non sono considerati i trasferimenti dallo Stato, attraverso la gias (gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali o da altri enti, a favore di prestazioni assistenziali o di sostegno alle famiglie, così come sono escluse eventuali contribuzioni figurative dovute ad agevolazioni e sgravi. Emerge dal settimo rapporto ‘La regionalizzazione del bilancio previdenziale italiano.

entrate contributive e fiscali, spesa pubblica per welfare e tassi di copertura dal 1980 al 2021’ realizzato dal Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali e presentato oggi nel corso di un convegno dedicato, promosso in collaborazione con Cida (Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità).La pubblicazione si pone l’obiettivo di fornire la dimensione finanziaria delle entrate contributive e fiscali che finanziano il nostro welfare nelle sue tre principali componenti (pensioni, assistenza sociale e sanità pubblica) e le relative uscite per le prestazioni: un’aggregazione di dati utile a comprendere gli andamenti delle forme di protezione sociale, analizzati non solo a livello nazionale, ma scomposti per singola regione.  Nel dettaglio, le entrate totali sono ammontate a 200,3 miliardi, con un miglioramento del 12,23%, mentre le uscite sono state pari a 248,99 miliardi, in crescita del 6,6% rispetto al 2014.

Guardando alla ripartizione per macroarea, si evidenzia la netta prevalenza del Nord, che vale oltre il 58% delle entrate e il 53% delle uscite; il Sud contribuisce per il 21% circa ma spende oltre il 26%, mentre il Centro presenta entrate contributive e uscite per prestazioni simili, intorno al 21%. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti in Germania, accordo tra Scholz e premier regionali: in cosa consiste

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(Adnkronos) – Accordo sui migranti in Germania.In una lunga riunione che si è tenuta ieri tra vertici dei Land e governo federale, il cancelliere Olaf Scholz e i governatori regionali hanno concordato un testo corrispondente per la dichiarazione finale dell’incontro che si è chiuso a tarda notte nella sede della cancelleria a Berlino dopo 17 ore di trattative e discussioni.  “Il governo federale – recita il testo – esaminerà se in futuro lo status di protezione dei rifugiati potrà essere determinato anche nei paesi di transito o nei paesi terzi, nel rispetto della Convenzione di Ginevra sui rifugiati e della Convenzione europea sui diritti dell’uomo”. I Socialdemocratici (Spd), i Verdi e i Liberi Democratici (Fdp) avevano già concordato in sede di accordo di coalizione una verifica in merito alla possibilità di svolgere le procedure di asilo “in casi eccezionali” nei paesi terzi al di fuori dell’Ue – nel rispetto della Convenzione di Ginevra sui rifugiati e della Convenzione europea Convenzione sui diritti dell’uomo. La scorsa settimana il premier del NordReno-Westfalia, il cristianodemocratico Hendrik Wuest, aveva avanzato una nuova proposta a favore delle procedure di asilo al di fuori dell’Ue.

Scholz inizialmente si era espresso con cautela in merito ed aveva sottolineato che bisognerebbe prima trovare paesi disposti a partecipare ad un simile progetto.  Dopo mesi di dispute, i governi federale e regionali sono riusciti anche a raggiungere un accordo sulla futura ripartizione dei costi dei profughi.Il governo federale si impegna a pagare una somma forfettaria di 7.500 euro all’anno per richiedente asilo, ha annunciato il cancelliere Olaf Scholz alle prime ore di oggi a Berlino al termine della maratona negoziale.  I Laender tedeschi chiedono da tempo al governo di Berlino un maggiore contributo finanziario per le spese dei profughi, sottolineando di non avere alcuna influenza sul numero di migranti che Berlino ammette nel paese. Il vertice tra governo federale e governi regionali in Germania ha prodotto numerose decisioni, in particolare in materia di migrazioni. 
Procedura d’asilo: Nel complesso, il numero di persone che arriva in Germania deve essere ridotto in modo significativo e sostenibile.

Le procedure d’asilo per i cittadini di paesi per i quali il tasso di riconoscimento è inferiore al cinque per cento devono essere completate più rapidamente di prima.L’obiettivo è quello di concludere in tre mesi l’iter giudiziario in ciascuno di loro.

In tutti gli altri casi, le procedure di asilo dovrebbero di norma concludersi dopo sei mesi. 
Controlli alle frontiere: I controlli alle frontiere con Austria, Svizzera, Repubblica Ceca e Polonia devono essere mantenuti.I Laender e la polizia federale continueranno a collaborare strettamente in materia di lotta al contrabbando e all’immigrazione irregolare. 
Costi per l’assistenza ai rifugiati: A partire dal prossimo anno, l’attuale assegno per i rifugiati sarà trasformato in una somma forfettaria pro capite legata al numero di persone in cerca di protezione.

A partire dal 2024, le autorità federali verseranno una somma forfettaria annuale di 7500 euro per ogni richiedente asilo.Nella prima metà del 2024 è previsto un anticipo di 1,75 miliardi di euro.

Secondo il documento, la nuova somma forfettaria e gli adeguamenti delle prestazioni per i richiedenti asilo porterebbero a uno sgravio per gli Stati e i comuni di circa 3,5 miliardi di euro nel prossimo anno, sulla base dei dati di arrivi di quest’anno. 
Contributi per i richiedenti asilo: I pagamenti in contanti ai beneficiari di contributi ai sensi della legge sulle prestazioni per i richiedenti l’asilo devono essere limitati.L’obiettivo è ridurre al minimo l’onere amministrativo per i comuni.

A tal fine, è prevista l’introduzione di una carta di pagamento.Entro il 31 gennaio 2024 sarà sviluppato un modello in tal senso.

Per i richiedenti l’asilo che si trovano in Germania da più di un anno e mezzo, dovranno essere limitate le prestazioni: se una procedura d’asilo si trascina a lungo, le prestazioni previste dalla legge dovrebbero essere versate per 18 mesi invece di 36.  
Procedure di asilo nei paesi terzi: Il governo tedesco vuole verificare se le procedure di asilo al di fuori dell’Europa sono possibili.L’obiettivo è quello di esaminare se lo status di protezione dei rifugiati possa essere determinato anche in un paese terzo in futuro, nel rispetto della Convenzione di Ginevra sui rifugiati e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. 
Commissione per la migrazione: Il governo federale istituirà, d’intesa con i Länder, una commissione che si occuperà delle questioni relative alla gestione della migrazione e a una migliore integrazione.

Devono essere coinvolti i gruppi sociali, ad esempio le chiese e i sindacati, ma anche gli scienziati e i rappresentanti delle organizzazioni che si impegnano per gli interessi dei richiedenti asilo. 
Altre misure in materia di migrazione: Sono previsti intensi colloqui sugli accordi migratori con altri Paesi d’origine.L’afflusso alle frontiere esterne dell’Europa deve essere limitato e deve essere promossa l’istituzione del sistema europeo comune di asilo a livello dell’UE.

I rifugiati devono essere rigorosamente controllati e registrati alle frontiere esterne dell’UE. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan-Psg oggi, rossoneri in corsa per ottavi di Champions se…

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(Adnkronos) –
Non è ancora tutto perduto per il Milan di Stefano Pioli che però deve provare a vincere, questa sera, contro il Psg a San Siro, se vuole continuare a sperare di approdare agli ottavi di finale della Champions League.La squadra allenata da Stefano Pioli, con soli 2 punti in classifica dopo tre gare, frutto dei pareggi a reti bianche con Newcastle e Borussia Dortmund, ha bisogno di battere il Psg, che lo ha superato 3-0 al Parco dei Principi nella gara di andata.

Con un pareggio, infatti, le chance dei rossoneri sarebbero ridotte soprattutto in caso di vittoria di Dortmund o Newcastle che si sfidano nell’altra gara del quarto turno.I tedeschi e gli inglesi vantano 4 punti nella classifica del gruppo F dietro la squadra di Luis Enrique che comanda a quota 6.  
In caso di ko dei rossoneri e di vittoria di una delle due tra Newcastle e Borussia Dortmund, la formazione di Pioli si troverebbe a 2 punti con Psg a 9 e Dortmund o Newcastle a 7 a sole due gare dal temine del girone.

Quindi non ancora matematicamente fuori gioco ma sull’orlo del baratro.A quel punto resterebbe la speranza di accedere all’Europa League arrivando terzi.

In caso di pareggio i rossoneri salirebbero a 3 punti con il Psg a 7 e in caso di pari tra le altre due contendenti, con 5 punti, la corsa sarebbe ancora aperta con due scontri diretti ancora da giocare. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sporting Stabia – Torretta (10-2): Gli stabiesi fanno la voce grossa tra le mura amiche travolgendo gli ospiti

Termina con un roboante 10 a 2 la prima partita casalinga del campionato per lo Sporting Stabia che travolge la Torretta.

Un successo importante per gli stabiesi che si portano a 4 punti in classifica.

Il tabellino:

Sporting Stabia: Trombetta Giovanni, Di Palma Carmine, Donnarumma Sebastiano, Sollo Roberto, Esposito Giuseppe, Giordano Gaetano, Rosario Onorato, Malafronte Giovanni, Ruocco Ciro, Cascone Antonio, Liberale Antonio, Malafronte Giuseppe

Torretta: Vitiello Roberto, Del Gaudio Antonio, Cirillo Salvatore, Pedone Raffaele, Arcella Domenico, Zambello Giovanni, Matrone Francesco, Federico Antonio, Esposito Vincenzo, Cimmino Luigi, Carlino Antonio, Acanfora Giuseppe

La sequenza dei gol: 0 a 1 Pedone (T), 1 a 1 Cascone, 2 a 1 Malafronte Giovanni, 3 a 1 Cascone, 4 a 1 Ruocco, 5 a 1 Giordano, 6 a 1 Sollo, 6 a 2 Carlino (T) su calcio di rigore, 7 a 2 Ruocco, 8 a 2 Giordano, 9 a 2 Malafronte Giuseppe, 10 a 2 Liberale.

Il racconto della gara tra Sporting Stabia e Torretta:

Partita dai due volti per le Vespe, infatti, il primo tempo si conclude per una rete a zero per gli ospiti.

Uno Sporting sottotono che sembrava ancora in balia della sconfitta rimediata in Coppa Campania in settimana.

Mister Donnarumma si fa sentire duramente durante l’intervallo e la squadra reagisce positivamente alla lavata di capo.

Pronti e via e i gialloblu con un uno due micidiale subito ribaltano il risultato.

Ad accusare il colpo stavolta sono gli ospiti che si ritrovano addirittura sotto di 5 gol a metà secondo tempo.

Su rigore accorcia le distanze la Torretta, ma le Vespe sono una furia e chiudono la partita con la doppia manita.

Alla fine della gara sul referto sono iscritti i nomi dei tanti marcatori di giornata: Giordano, Cascone e Ruocco autori tutti e tre di una doppietta, a completare le marcature Sollo, Liberale e i fratelli Malafronte.

Prima vittoria in campionato dunque per lo Sporting Stabia che riparte con un netto successo dopo la debacle di Coppa!

Mister Sebastiano Donnarumma Sporting Stabia

Le dichiarazioni del post gara di mister Sebastiano Donnarumma:

“Partita dai due volti. Nel primo tempo siamo stati troppo leziosi, ci siamo specchiati troppo nel nostro bel giro palla e nelle occasioni create e sprecate.

Il goal subito, che non ci aspettavamo, ci ha fatto svegliare e tra primo e secondo tempo un po’ ci ha fatto bene e ci siamo risvegliati.

Tutta la rabbia che non abbiamo messo nel primo tempo è venuta nel secondo tempo dove abbiamo fatto 3 goal in 5 minuti, il primo proprio subito.

A far capire la differenza i 10 goal nei secondi 30 minuti rispetto a non averne realizzati nel primo tempo.

Abbiamo difeso bene anche sul 6-2 quando hanno provato a giocare con il portiere di movimento e quindi in superiorità numerica.

La Torretta, finalista okay off dell’anno scorso, era per noi un ottimo banco di prova. Abbiamo vinto ma dobbiamo far tesoro dei problemi del primo tempo che ci ha visto troppo leziosi”.

A cura di Alessio Cristian Valle

Roma, anziano investito da 90enne in piazza Sempione: è grave

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(Adnkronos) – Un anziano, 80 anni, è stato investito questa mattina alle 6.30 da una panda guidata da un 90enne.L’incidente a Roma, in piazza Sempione.

Sul posto gli agenti della Polizia di Roma Capitale del III gruppo nomentano.L’80enne è stato trasportato in gravi condizioni al policlinico Umberto I.

Sono in corso gli accertamenti dei vigili. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)