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Dazi, Cina: “Valutiamo possibili negoziati con gli Usa”

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(Adnkronos) – La Cina sta "al momento valutando" la possibilità di avviare negoziati commerciali con gli Usa, dopo la stangata dei dazi al 145% e le successive dichiarazioni con possibile retromarcia di Trump.Ad annunciarlo è stato un portavoce del ministero del Commercio cinese, affermando che "alti funzionari statunitensi hanno espresso ripetutamente la disponibilità a parlare dei dazi con la Cina".  "Gli Stati Uniti hanno inviato recentemente messaggi alla Cina attraverso parti competenti nella speranza di iniziare colloqui.

La Cina al momento sta valutando" l'offerta, ha dichiarato ancora il portavoce, sottolineando che la posizione di Pechino rimane comunque "coerente".  "Se lottiamo, lotteremo fino alla fine; se parliamo, la porta sarà aperta", ha aggiunto ricordando che "gli Stati Uniti hanno avviato in modo unilaterale la guerra dei dazi e commerciale".  "Se gli Stati Uniti desiderano parlare devono mostrare la loro sincerità ed essere pronti a correggere le pratiche incorrette e cancellare i dazi unilaterali", ha continuato avvisando che "dire una cosa e farne un'altra, anche fare pressioni e costrizioni con il pretesto di negoziare, non funziona con la Cina".  La Cina aveva smentito ieri ancora una volta l’esistenza di colloqui con gli Stati Uniti e chiarito che non intende avviare negoziati finché Washington non annullerà "completamente tutte le misure tariffarie unilaterali", che attualmente raggiungono il 145%, spiegava Yuyuan Tantian sui social, collegato all’emittente statale Cctv, citando fonti anonime.Tuttavia, Pechino non escludeva un dialogo: "Non danneggerà la Cina se gli Stati Uniti vogliono impegnarsi", ha precisato la stessa fonte. Nonostante le pressioni economiche, la Cina ha mantenuto una linea dura: ha risposto con dazi del 125% sui prodotti americani e ha diffuso un video ufficiale in cui si afferma che "inchinarsi a un bullo è come bere veleno per dissetarsi".

Il governo cinese ha ribadito che non accetterà compromessi, sostenendo che "difendere la propria posizione mantiene viva la possibilità di cooperazione". Intanto, secondo Cnbc, l’impatto economico delle tensioni inizia a farsi sentire: l’attività manifatturiera cinese ha registrato ad aprile il livello più basso degli ultimi due anni. Ancora ieri, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent aveva auspicato una de-escalation nella disputa commerciale con la Cina, definendola "un processo a più fasi".In un'intervista a Fox Business, Bessent ha sottolineato la necessità che Pechino riveda il proprio modello economico e rispetti gli impegni assunti in passato, inclusi quelli contenuti nell'accordo commerciale siglato con Donald Trump durante la sua prima amministrazione. "Se Stati Uniti e Cina riuscissero a riequilibrarsi insieme, sarebbe un evento significativo", ha dichiarato Bessent, che ha poi aggiunto come l'economia cinese stia rallentando "in modo sostanziale" e che ciò potrebbe spingere Washington a riesaminare la cosiddetta "fase uno" dell'intesa bilaterale.

L’obiettivo, ha ribadito, è quello di abbattere le barriere commerciali ritenute sleali e protezionistiche da parte di Pechino. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, assalto alle spiagge: prima la folla, poi i rifiuti – Video

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(Adnkronos) – Prima l'assalto alle spiagge per il primo maggio, poi i rifiuti e il caos.A Napoli, come documentano i video diffusi dal deputato Francesco Borrelli, la festa del primo maggio ha spinto decine di migliaia di persone a riversarsi in riva al mare sul litorale partenopeo.   Le spiagge più note sono state prese d'assalto, come dimostrano le immagini realizzate al lido delle monache: tutto esaurito, senza spazi disponibili.

Alla fine della giornata, però, scene desolanti.  La stessa spiaggia, quasi deserta, alle 17.30 è disseminata di rifiuti abbandonati sulla sabbia.In molti, evidentemente, hanno pensato di liberarsi di cartacce e scarti assortiti senza preoccuparsi minimamente del decoro e della pulizia. "Una vergogna", dice l'utente che invia il video a Borrelli.  Le immagini del lido delle monache, a quanto pare, non costituiscono un'eccezione isolata.

Video simili vengono girati nel pomeriggio anche in altre spiagge, che offrono un panorama analogo o quasi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Libertà di stampa, classifica Reporters Sans Frontieres: Norvegia modello, Italia 49esima

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(Adnkronos) – Nel mondo la libertà di stampa è sempre più minacciata e l'Italia scende ancora nella classifica globale stilata da Reporters Sans Frontieres, perdendo 3 gradini sul 2024 e piazzandosi al 49mo posto, il risultato peggiore in Europa Occidentale.  La Norvegia rimane leader e modello nella classifica globale, seguita da Estonia e Paesi Bassi.In fondo alla classifica ci sono Cina, Corea del Nord ed Eritrea, che si collocano rispettivamente alla 178ma, 179ma e 180ma posizione.  "La situazione della libertà di stampa globale nel 2025 è ai minimi storici", spiega l'organizzazione nella sua analisi. "Più di metà della popolazione mondiale vive in paesi con una situazione 'molto grave'".  Per Rsf "la libertà di stampa in Italia continua a essere minacciata dalle organizzazioni mafiose, in particolare nel sud del Paese, nonché da vari gruppi estremisti che commettono atti di violenza.

I giornalisti lamentano anche il tentativo della classe politica di ostacolare la libera informazione in materia giudiziaria attraverso una 'legge bavaglio' che si aggiunge alla prassi di azioni legali intentate per intimidire, imbavagliare o punire coloro che cercano di partecipare e di esprimersi su questioni di interesse pubblico.  Va ancora peggio agli Stati Uniti che passano dal 55mo al 57mo posto con "il primo significativo e prolungato declino della libertà di stampa nella storia moderna, mentre il ritorno di Donald Trump alla presidenza sta aggravando notevolmente la situazione". L'Europa continua a essere la regione del mondo in cui i giornalisti possono fare informazione con maggiore libertà, spiega l'organizzazione che valuta la situazione "buona" solo in sette paesi, tutti europei. "Oltre a una situazione di sicurezza fragile e al crescente autoritarismo, la pressione economica in particolare sta causando problemi ai media di tutto il mondo", ha affermato Reporters Sans Frontieres. La classifica di RSF – pubblicata in vista della Giornata internazionale della libertà di stampa che viene celebrata domani – valuta la situazione di un paese o territorio in cinque categorie: politica, diritti, economia, socio-cultura e sicurezza. A fianco delle sorprese (Trinidad e Tobago 19ma davanti al Regno Unito e Taiwan 24ma davanti alla Francia) molte le 'retrocessioni' eccellenti: ad esempio, la Germania, lo scorso anno al decimo posto, non è più tra nella top ten a causa del "clima di lavoro sempre più ostile per i professionisti dei media in Germania, in particolare a causa degli attacchi dell'estrema destra".Nel 2024, i giornalisti tedeschi che hanno avuto a che fare con ambienti di estrema destra e partiti come Alternativa per la Germania sono stati nuovamente a rischio, denunciando minacce, insulti e timore di violenza fisica.

Anche in termini editoriali, la Germania – ora 11ma – è stata criticata, con il rapporto che indica "numerosi casi documentati in cui i professionisti dei media hanno segnalato ostacoli sproporzionatamente elevati nel riportare informazioni sul conflitto in Medio Oriente". Come sottoliena Anja Osterhaus, direttrice generale di RSF "il giornalismo indipendente è una spina nel fianco degli autocrati" ma "se i media sono finanziariamente in difficoltà, chi smaschererà disinformazione, disinformazione e propaganda?Oltre alla nostra lotta quotidiana per la sicurezza dei giornalisti, ci impegniamo quindi anche a rafforzare le basi economiche del giornalismo".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump ci ricasca: “I signori di internet mi baciano il culo” – Video

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(Adnkronos) – Donald Trump ci ricasca. "I signori di internet mi stanno baciando il culo", dice il presidente degli Stati Uniti in un passaggio del discorso tenuto all'università dell'Alabama. "Bisogna avere la giusta visione.Se guardate questa gente di internet…

Ne conosco così tante, Elon è fantastico", dice riferendosi in particolare a Musk. "Ma ora li conosco tutti, mi odiavano durante il mio primo mandato, ma ora tutti mi stanno baciando il culo", aggiunge tra le risate e gli applausi della platea.  Per la seconda volta in poche settimane Trump sfodera l'espressione 'kissing my ass': era già successo all'inizio di aprile durante un evento del partito repubblicano.In quel caso, il presidente aveva fatto riferimento all'atteggiamento dei paesi colpiti dai dazi introdotti dagli Stati Uniti. "Ora chiamano tutti – aveva detto – per venire qui a baciarmi il culo". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caldo nel weekend, poi cambia tutto: temporali e grandine in vista

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(Adnkronos) – Ore contate per il caldo anomalo che sta interessando l'Italia.L'effetto dell'anticiclone africano, secondo le previsioni meteo, non durerà oltre il weekend portando dalla prossima settimana un contraccolpo amaro: un pericoloso break temporalesco, spiegano gli esperti del sito ilmeteo.it, con precipitazioni che potrebbero risultare anche intense e localmente accompagnate da grandine. I due fenomeni, caldo intenso e temporali, sono più uniti di quanto si possa pensare.

Infatti con l'aumentare delle temperature cresce anche l'evaporazione dai nostri mari, la vera energia potenziale di cui si nutrono i sistemi temporaleschi.Il tutto provoca un aumento delle precipitazioni convettive (temporali) con serio rischio di grandine grossa e nubifragi.

Ed è proprio quello che ci aspettiamo nei prossimi giorni. Dopo il grande caldo del weekend, nel corso della prossima settimana si verrà a creare una pericolosa configurazione sinottica.Da una parte, abbiamo il caldo anticiclone africano responsabile di queste prime fiammate fin sull'Italia, dall'altra un flusso di correnti in discesa dal Nord Europa, più fresche e instabili, pronte a irrompere fin verso il Mediterraneo. In particolare, tra lunedì 5 e mercoledì 7 maggio, le regioni del Centro-Nord rischiano di trovarsi in una sorta di "zona di convergenza" in cui interagiscono queste importanti figure meteorologiche.

Proprio in questa "terra di nessuno" avvengono i contrasti maggiori e più pericolosi: con tutto questo calore in eccesso aumenta anche il rischio di eventi meteo estremi come nubifragi e grandinate. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, guerra come videogame per soldati di Kiev: “Più colpisci, più fai punti”

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(Adnkronos) – Se quella in atto fra Russia e Ucraina, con migliaia di morti dall'una e dall'altra parte, non fosse una guerra drammaticamente vera, si potrebbe pensare a un cinico scherzo.O forse a un gioco, stando a quanto scrive Politico, secondo cui l'esercito ucraino incentiva i suoi militari a uccidere quanti più soldati russi e a distruggere il loro equipaggiamento attraverso sistemi simili a quelli dei videogame.  Il programma, denominato 'Bonus dell'Esercito dei Droni', premia infatti i soldati con un sistema a punti se caricano video che dimostrano che i loro droni hanno colpito obiettivi russi.

Più bersagli colpiscono e più punti i militari acquisiscono.Crediti che successivamente potranno presto riscattare in un nuovo mercato online chiamato 'Brave 1 Market', convertendoli in nuovi equipaggiamenti per le proprie unità. "Brave 1 Market sarà come Amazon: consentirà alle unità militari di acquistare direttamente le tecnologie di cui hanno bisogno sul fronte di guerra", ha affermato Mykhailo Fedorov, vice premier e ministro per la Trasformazione digitale dell'Ucraina, intervenendo a una conferenza sulla tecnologia militare tenutasi nel fine settimana a Kiev.  Il programma assegna punti d'ogni tipo: 20 per il danneggiamento e 40 per la distruzione di un carro armato; fino a 50 punti per la distruzione di un sistema missilistico mobile, a seconda del calibro; e 6 punti per l'uccisione di un soldato nemico.

I soldati, però, devono provare i risultati raggiunti, scaricando le riprese dai loro droni. Le unità potranno presto utilizzare i punti raccolti ottenuti fin dall'anno scorso, scambiandoli con nuove dotazioni.Per ottenere un drone Vampire, ad esempio, sono necessari 43 punti. "In breve, distruggi, ottieni punti e con i punti acquisti un drone", ha sintetizzato Fedorov, citando i successi dei Magyar's Birds, una delle unità d'élite ucraine per la guerra con i droni.

Ha ottenuto un punteggio di oltre 16.298 crediti, sufficienti per acquistare 500 droni adatti alle operazioni diurne, 500 droni per le operazioni notturne, 100 droni Vampire e 40 droni da ricognizione.L'obiettivo del programma è quello di destinare più attrezzature alle unità più efficaci e contribuirà a bypassare le procedure burocratiche di approvvigionamento e ad acquistare armi direttamente dai produttori.  Ad oggi, sul marketplace Brave 1 sono disponibili più di mille articoli, che spaziano dai droni ai sistemi robotici, a quelli di guerra elettronica, ai componenti, fino ai sistemi di intelligenza artificiale ad altre armi.

I soldati potranno lasciare recensioni sul sito per orientare i futuri acquisti.La possibilità di ottenere punti eliminando truppe nemiche sta inoltre stimolando la competizione tra le unità; finora circa il 90% delle unità di droni dell'esercito ha ottenuto punti.

Di fatto, stanno registrando così tanti successi che il governo ha dovuto rivedere la logistica delle consegne dei droni per farne arrivare di più alle unità con un elevato numero di punti. "Hanno iniziato a uccidere così rapidamente, che l'Ucraina non ha avuto il tempo di consegnare nuovi droni", ha detto Fedorov. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave, riforme o restaurazione: scontro tra due visioni

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(Adnkronos) –
Al conclave, al via il 7 maggio 2025 per l'elezione del nuovo Papa, si confronteranno due visioni per il futuro della Chiesa: da una parte i cardinali di nomina strettamente bergogliana intenzionati a proseguire sulla strada delle riforme e un'altra più tradizionalista interessata a un ritorno all'ortodossia della fede più stretta e rigorosa, soprattutto su temi come quelli morali, con il nuovo corso post-Francesco che potrebbe essere vissuto come una vittoriosa restaurazione nel segno di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.  Il papa argentino ha riformato il Vaticano coadiuvato da nove cardinali di tutti i continenti (tra di loro Pietro Parolin, segretario di Stato), e ha rivitalizzato il Sinodo dei vescovi, un'istituzione affidata al cardinale maltese Mario Grech, uno dei più stretti collaboratori di Francesco Avanzare, fermarsi o tornare indietro rispetto al Sinodo sarà la discriminante carsica del Conclave.   Così il dibattito nel Sacro collegio si concentra su due orientamenti principali:​ proseguire sulla via della sinodalità (con un approccio inclusivo e partecipativo, che affronta temi come il ruolo delle donne, l'inclusione delle persone gay e la riforma del celibato sacerdotale) ​o ritornare a una Chiesa più tradizionale (non sono pochi i cardinali che auspicano un ritorno a pratiche più tradizionali e una maggiore enfasi sulla dottrina, temendo che la sinodalità possa compromettere l'ortodossia dottrinale). 
Diversi cardinali hanno espresso il loro sostegno alla sinodalità e alle riforme promosse da papa Francesco.Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo, ha dichiarato di essere aperto all'ordinazione di donne e al matrimonio tra persone dello stesso sesso, posizioni che hanno suscitato critiche da parte di alcuni membri della Chiesa.​ Reinhard Marx, cardinale tedesco, ha sostenuto la necessità di riforme nella Chiesa, inclusa la discussione sull'ordinazione delle donne e la possibilità di sacerdoti sposati.​ 
Il filippino Pablo Virgilio Siongco David ha difeso il sostegno di papa Francesco alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, sottolineando l'importanza dell'attenzione e della compassione verso le persone.​ Il cardinale brasiliano Jaime Spengler ha auspicato una maggiore accoglienza nella Chiesa, criticando il moralismo esasperato e promuovendo una pastorale che costruisce e comprende.​ Alcuni cardinali hanno espresso riserve o opposizione alle direzioni intraprese dalla Chiesa sotto Papa Francesco.

Il tedesco Gerhard Müller ha avvertito che la Chiesa potrebbe affrontare uno scisma se dovesse essere eletto un papa liberale simile a Francesco, criticando le sue posizioni su temi come la comunione per i divorziati risposati e la benedizione delle coppie dello stesso sesso.​ Lo statunitense Raymond Burke ha presentato "dubia" al papa riguardo a questioni dottrinali e pastorali, chiedendo chiarimenti su temi controversi.​ Il messicano Juan Sandoval Íñiguez ha espresso preoccupazione per le aperture dottrinali di papa Francesco, sostenendo una visione più tradizionale della Chiesa.​ 
Con 133 cardinali elettori, la maggioranza è composta da coloro che sono stati nominati da Francesco.Tuttavia, la necessità di ottenere due terzi dei voti per l'elezione del nuovo papa implica che le alleanze tra i vari gruppi saranno decisive.

Figure come il cardinale Pietro Parolin sono considerate favorite tra i papabili, rappresentando una linea intermedia tra le diverse correnti.​ Il prossimo conclave non solo determinerà il successore di San Pietro, ma anche l'orientamento futuro della Chiesa cattolica, influenzando la sua posizione su temi sociali, dottrinali e pastorali. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Concerto primo maggio, Parenzo contro i Patagarri: “Raccapriccianti”

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(Adnkronos) – "Raccapricciante".E' l'aggettivo che David Parenzo usa per descrivere l'esibizione dei Patagarri nel concerto del primo maggio a Roma.

La band ha intonato 'Palestina libera' sulle note di una canzone ebraica. "Confesso che prima di oggi non avevo la minima idea di chi fossero i Patagarri", scrive il giornalista su X. "Poi ho ascoltato la loro 'performance' in Piazza San Giovanni per il concerto del 1 Maggio e, ferma restando la loro libertà di dire e cantare quello che vogliono, rivendico la mia libertà di dire loro che prendere una nota canzone ebraica e storpiarla con una bieca propaganda pro Pal e contro Israele è semplicemente raccapricciante!", scrive ancora. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Putin ha cambiato obiettivi: lo scenario

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(Adnkronos) –
Vladimir Putin ha cambiato idea e obiettivi nella guerra con l'Ucraina.Il presidente della Russia, secondo il quadro delineato dall'intelligence degli Stati Uniti e da fonti occidentali citate dalla Cnn, ha modificato il proprio approccio.

Il Cremlino sembra aver abbandonato l'idea di una lunga guerra di logoramento, da portare avanti parallelamente ad un lento processo negoziale, e ora privilegia un orizzonte a breve termine.  Sul campo, Mosca punta a quasi esclusivamente a consolidare il controllo dei territori occupati – le regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson – mentre in ambito interno la priorità e la ripresa di un'economia che ha bisogno di una svolta dopo 3 anni di conflitto. L'inversione di rotta, almeno parziale, sarebbe stata captata da Washington.Donald Trump e i suoi collaboratori ritengono che il presidente russo sia ora più propenso a considerare un accordo di pace rispetto al recente passato. 
Gli Stati Uniti mantengono però una 'quota' di scetticismo, visto che le proposte americane per un accordo finora non hanno ricevuto il sì di Mosca nonostante le offerte che Washington ritiene generose: Putin, in sostanza, potrebbe conservare gran parte dei territori invasi.

Non si può nemmeno escludere un'ulteriore ipotesi: il sì della Russia alla pace non garantirebbe in assoluto la sicurezza dell'Ucraina, che potrebbe subire un nuovo attacco in futuro.  
Il Cremlino, secondo una fonte a cui fa riferimento la Cnn, spera che un rapporto migliore con gli Usa "distolga l'attenzione dopo una pausa tattica e che si possa quindi utilizzare un mix di strumenti militari, economici, informativi e politici per raggiungere pienamente gli obiettivi di Putin in Ucraina e anche oltre". In un quadro ancora estremamente fluido non viene sottovalutato l'effetto del pressing 'verbale' di Trump.Il presidente degli Stati Uniti, negli ultimi giorni, ha ripetutamente prospettato l'ipotesi di nuove sanzioni nei confronti della Russia.

Mosca, inoltre, è allettata dalla prospettiva di una nuova cooperazione economica con l'America.  Portare avanti la guerra a lungo termine diventa più complesso per gli invasori dopo il consolidamento dei rapporti tra Ucraina e Stati Uniti.L'incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e Trump in Vaticano è stato un 'game changer'.

Il faccia a faccia nella Basilica di San Pietro è diventato il prologo alla firma dell'accordo sulle terre rare.Trump può finalmente esibire un risultato, al momento e in prospettiva più teorico che concreto: "Possiamo guadagnare più dei 350 miliardi spesi da Biden per la guerra", dice il presidente americano scommettendo sui benefici legati allo sfruttamento delle risorse minerarie ucraine.  Zelensky, nel testo modificato fino all'ultimo momento prima della firma, ha ottenuto l'inserimento di parametri determinanti per Kiev: non si parla espressamente di 'garanzie di sicurezza' per l'Ucraina, ma il risultato ottenuto è comunque notevole.

L'intesa tra i due paesi vincola gli Usa al "sostegno per la sicurezza dell'Ucraina, alla prosperità, alla ricostruzione e all'integrazione nel sistema economico globale".  "L'accordo è cambiato significativamente durante la preparazione.Ora è davvero un accordo di parità, che apre a investimenti sostanziali in Ucraina e alla modernizzazione delle nostre pratiche giuridiche", dice Zelensky, evidenziando che l'accordo non prevede alcun debito, ma crea un fondo di recupero destinato a investire in Ucraina. "Questo è un lavoro comune con gli Stati Uniti su basi giuste, in cui sia lo Stato ucraino che gli Stati Uniti possono guadagnare insieme in un partenariato. È il risultato della nostra conversazione con il presidente Trump al Vaticano", aggiunge.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump caccia Waltz, via il consigliere: “Sarà ambasciatore all’Onu”

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(Adnkronos) –
Donald Trump trova il colpevole per il 'chatgate'.Lo scandalo legato alla diffusione dei piani d'attacco contro gli Houthi costa il posto a Mike Waltz.

Il consigliere per la sicurezza nazionale viene silurato e, secondo l'interpretazione trumpiana del 'promoveatur ut amoveatur', verrà riciclato come ambasciatore alle Nazione Unite.La sicurezza nazionale verrà affidata ad interim al segretario di Stato, Marco Rubio.

Salvo il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, che ha pubblicato informazioni nella chat di Signal in cui Waltz ha inserito per errore un giornalista di The Atlantic.  Il licenziamento di Waltz filtra nella mattinata americana, nelle ore in cui Trump comunica il provvedimento al diretto interessato, prima che il presidente alla Casa Bianca partecipi ad un evento legato alla giornata della preghiera.Trump, nel Rose Garden, elogia praticamente tutti i membri dell'amministrazione: complimenti per Rubio e Hegseth, silenzio su Waltz. Poco dopo, arriva l'annuncio con un post sul social Truth. "Sono lieto di annunciare che nominerò Mike Waltz prossimo ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite.

Fin dalla sua esperienza in uniforme sul campo di battaglia, al Congresso e come mio Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Mike Waltz si è impegnato a fondo per mettere al primo posto gli interessi della nostra nazione.So che farà lo stesso nel suo nuovo ruolo", scrive il presidente.  "Intanto, il Segretario di Stato Marco Rubio ricoprirà la carica di Consigliere per la Sicurezza Nazionale ad interim, e continuerà a guidare con la sua forte leadership il Dipartimento di Stato", aggiunge Trump completando per ora il mosaico.

Waltz incassa la promozione-bocciatura e si dice "profondamente onorato" di continuare a servire Trump. "Sono profondamente onorato di continuare il mio servizio al Presidente Trump e alla nostra grande nazione", scrive su X.  Il ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale si conferma a dir poco precario nelle amministrazioni targate Trump.Nel primo mandato, il presidente aveva puntato su Michael Flynn, rimasto al proprio posto solo per 25 giorni.

Era toccato quindi al generale H.R.McMaster, congedato dopo 13 mesi.

Quindi, il turno di John Bolton.Dopo circa un anno, ecco Robert O'Brien.  La decisione di Trump è maturata a poco più di un mese dalle dichiarazioni con cui il presidente aveva sostanzialmente assolto Waltz: "E' stato l'unico intoppo in due mesi, ed è risultata essere una cosa non grave", le parole del presidente lo scorso 25 marzo.

Da allora, però, il consigliere per la sicurezza ha perso totalmente peso e credibilità nella West Wing della Casa Bianca e già all'inizio della settimana il suo destino appariva segnato. 
L'incarico, a quanto pare respinto dall'inviato speciale Steve Witkoff, passa ora a Rubio, che avrà due ruoli per un certo periodo. "Non avrebbe accettato se non pensasse di poterlo fare", la risposta di Tammy Bruce, portavoce del Dipartimento di Stato.Il segretario ha un rapporto molto stretto con Trump: "Lo vediamo alla Casa Bianca diverse volte a settimana.

Il suo stretto rapporto di lavoro quotidiano con il presidente è dovuto a un motivo: lavorano bene insieme.Si sono chiaramente trovati in un ambiente in cui hanno imparato a conoscersi molto bene". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conference League, Betis Siviglia-Fiorentina 2-1 in andata semifinale

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(Adnkronos) – Il Betis Siviglia batte la Fiorentina per 2-1 nell'andata della semifinale di Conference League.Gli spagnoli passano in vantaggio al 6' con Ezzalzouli che da pochi metri colpisce la traversa: la palla rimbalza oltre la linea prima di toccare nuovamente la traversa, serve il Var per certificare l'1-0.

I padroni di casa al 64' con Antony: il sinistro del brasiliano viene respinto, il secondo tentativo di destro fa centro e vale il 2-0.La Fiorentina accorcia le distanze al 72' e tiene aperta la semifinale.

Gosens scappa per l'ennesima volta sulla fascia sinistra e offre il pallone per il rimorchio di Ranieri, sinistro preciso e 2-1.Tra una settimana, giovedì 8 maggio, il ritorno a Firenze. Nell'altra semifinale, dominio del Chelsea che passa sul campo del Djurgarden per 4-1 e dopo l'andata in Svezia ipoteca la qualificazione alla finale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Concerto primo maggio, Ghali ‘mollato’ dal microfono

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(Adnkronos) – Ghali infiamma piazza San Giovanni nel concerto del primo maggio ma il microfono lo molla.Il cantante, impegnato sul palco del concertone, è costretto ad una pausa forzata perché il microfono lo abbandona.

Il pubblico continua a cantare sulla base che evita il silenzio totale.Ghali segnala il problema con ampi gesti e un pizzico di malumore: "Wow, senza una cuffia vi sento ancora di più.

E senza microfono vi sento ancora, ancora di più".La sostituzione del microfono permette al cantante di proseguire la sua esibizione. Ghali non è l'unico a dover fare i conti con qualche imprevisto.

Un problema tecnico ha impedito l'inizio dell'esibizione di Gazzelle.Per prendere tempo, il cantante ha salutato la mamma.

L'inconveniente ha costretto il presentatore Vincenzo Schettini a tornare sul palco ed è stata mandata la pubblicità. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musetti in semifinale a Madrid, ora sfida con Draper

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(Adnkronos) –
Lorenzo Musetti in semifinale all'Atp Masters 1000 di Madrid.L'azzurro, testa di serie numero 10, nei quarti di finale supera il canadese Gabriel Diallo per 6-4, 6-3 in 1h29'.

In semifinale se la vedrà con il britannico Jack Draper, numero 5 del tabellone, che ha avuto la meglio su Matteo Arnaldi per 6-0, 6-4. Musetti, alla seconda semifinale di fila in un Masters 1000, ha superato il momento chiave sul 5-4 del primo set: ha annullato 4 palle break che avrebbero consentito a Diallo di tornare in carreggiata e ha chiuso il parziale al secondo set point. "Probabilmente non ho mostrato il mio tennis migliore, ma la cosa importante era vincere, a prescindere da come stessi giocando", ha detto Musetti, sicuro di entrare nella top ten del ranking. "Non sentivo la palla come nel match precedente ma sapevo che sarebbe stata una partita dura, soprattutto a livello mentale: sono riuscito a rimanere concentrato fino all'ultimo punto.Sono orgoglioso di essere in semifinale", ha aggiunto il toscano. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, semaforo rosso: giudice boccia deportazione venezuelani

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(Adnkronos) –
Semaforo rosso per Donald Trump nel contrasto all'immigrazione illegale.Un giudice federale del Texas ha emesso un'ordinanza permanente che vieta all'amministrazione di utilizzare l’Alien Enemies Act — una legge risalente al 18esimo secolo – per deportare oltre 130 cittadini venezuelani giudicati criminali verso un carcere in El Salvador.

La sentenza rappresenta finora il pronunciamento più ampio tra quelli emessi dagli otto giudici federali attualmente impegnati ad analizzare la legalità dell’impiego del controverso statuto. 
Le autorità non avrebbero dovuto far riferimento all'Alien Enemy Act in assenza di prove di invasione e avrebbero dovuto far ricorso eventualmente alll'Immigration and Nationality Act, che definisce le procedure appropriate per l'espulsione nell'ambito di un iter che include un'udienza.  Il giudice Fernando Rodriguez Jr., nominato dallo stesso Trump, ha respinto la legittimità del ricorso a una legge di guerra del 1798 per attuare piani di deportazione, dichiarando l'uso dello strumento "non coerente con i principi costituzionali moderni".Il caso riguarda specificamente i venezuelani detenuti nel distretto meridionale del Texas, ma potrebbe avere ripercussioni significative sulle più ampie politiche migratorie dell’amministrazione. "Il presidente non può dichiarare sommariamente che una nazione o un governo straniero ha minacciato o perpetrato un'invasione o un'incursione predatoria negli Stati Uniti, per poi identificare i nemici stranieri soggetti a detenzione o espulsione", ha scritto Rodriguez nel suo provvedimento di 36 pagine.  La decisione arriva un paio di giorni dopo il durissimo attacco del presidente ad una parte del potere giudiziario.

Nel comizio tenuto a Warren in Michigan per celebrare i primi 100 giorni del proprio mandato, il presidente ha puntato il dito contro "i giudici comunisti e della sinistra radicale.Non possiamo consentirgli di ostacolare l'applicazione delle leggi e svolgere il ruolo che competono solo al presidente", ha detto Trump. "I giudici stanno cercando di appropriarsi del potere concesso al presidente per garantire la sicurezza del paese.

Dobbiamo fare qualcosa, questa gente cerca di distruggere il paese.Nessuno fermerà la mia missione per ridare sicurezza all'America", ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

BigMama agli hater: “Se non vi piaccio, ignoratemi. Ma fatemi vivere”

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(Adnkronos) –
"Io non ce la faccio più".BigMama denuncia l'odio online dal palco del Concerto del Primo Maggio a Roma. "Nell'ultimo periodo c'è tantissimo odio.

Tantissimo.Parlerò dell'argomento dell'hating, di tutti quelli che si sentono liberi di commentare negativamente quello che fai.

Sta diventando tutto troppo esagerato.Io mi chiedo: perché vi parte questo sadismo, che magari arriva dall'insoddisfazione?", chiede l'artista. E aggiunge: "Se non vi piaccio io cambiate canale; se non vi piace il mio corpo fate in modo di non diventare mai come me; se non vi piace quello che dico, bloccatemi: ma fateci vivere.

Che ne sapete della mia storia?Il mio corpo mi ha tolto tanto, mi ha fatto soffrire, a vent'anni mi ha fatto chiudere in ospedale per la chemioterapia.

Io lo perdono, perché non lo potete perdonare voi?". "Non ho mai chiesto a nessuno di essere come me, non ho mai detto che essere come è bello.Anche a livello lavorativo, c'è chi ti considera pigra e inutile.

Quello che dico a voi intelligenti, a livello di empatia, quando vedete questi commenti guardate la faccia di queste persone che insultano e dire: meno male che io non sono così", conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Concerto primo maggio, I Patagarri: “Palestina libera”. Comunità ebraica: “Ignobile”

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(Adnkronos) – Polemiche per l'esibizione dei Patagarri al concerto del primo maggio a San Giovanni, a Roma.La band intona 'Palestina libera' durante lo show.

Durissima la reazione di Victor Fadlun, presidente della comunità ebraica di Roma. "Appropriarsi della nostra cultura, delle melodie a noi più care, per invocare la nostra distruzione, è ignobile.C'è qualcosa di davvero sinistro, macabro, nell’esibizione dei Patagarri.

I nostri più grandi odiatori nella storia sono quelli che hanno strumentalizzato la nostra cultura e mentalità", dice Fadlun facendo riferimento anche alla melodia che ha accompagnato le parole. "Pensate a cosa ha fatto Hamas dei nostri bambini, proprio sapendo che così ci colpivano nella cosa più sacra, la speranza.Ascoltare una nostra canzone dal palco del Primo Maggio in diretta tv, culminante nel grido 'Palestina Libera!', lo slogan delle piazze che invocano la cancellazione di Israele, è un insulto e una violenza inaccettabile", aggiunge.   "Mai ce lo saremmo aspettati in un concerto che celebra il lavoro.

Soprattutto in un concerto!Come quello del Nova Music Festival, trasformato dai terroristi palestinesi in un massacro che non è finito, con 59 rapiti da Hamas ancora a Gaza.

Noi ebrei, di fronte a queste provocatorie manifestazioni di intolleranza sentiamo lo spazio delle nostre libertà restringersi inesorabilmente.Ma a perdere in libertà non siamo solo noi, è l’intera società civile”, conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rudi Garcia versione cantante, il brano di Vasco Rossi per Francesca Brienza dopo il matrimonio – Video

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(Adnkronos) – Rudi Garcia in versione Vasco Rossi per Francesca Brienza dopo il matrimonio.Nella festa di Villa Miani, dopo le nozze celebrate oggi 1 maggio, l'allenatore francese regala un'esibizione canora sulle note di 'Io e te'. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

IL MORSO DELLA VESPA: Mosti – Candellone, lo Stabia fa sognare Castellammare

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La Juve Stabia supera agevolmente 2-0 il Catanzaro al Menti e consolida la quinta posizione in classifica, con i play off che sono stati conquistati matematicamente.Nel primo tempo, la Juve Stabia ha il pieno controllo del match e termina la frazione sul doppio vantaggio grazie ad una inzuccata di Mosti su cross di Fortini e ad un rigore di Candellone concesso dopo controllo al Var.

Catanzaro molto nervoso con 3 cartellini gialli che si vede anche annullare una rete per netto fuorigioco di Iemmello.Nel secondo tempo, le vespe resistono agevolmente al predominio territoriale calabrese che non porta alcun frutto.

Lo Stabia tesse anche delle trame da categoria superiore e Candellone colpisce anche un palo sul finale.La gara termina 2-0.

Top: Ruggero, implacabile in fase difensiva e propositivo in avanti.Flop: Meli, nei 20 minuti che gli concede Pagliuca la vede pochissimo.

In conclusione, le vespe vincono un match-chiave per la griglia Playoff e silenziano le critiche dopo lo stop di Bolzano.Una delle prestazioni più convincenti dell’intero Campionato.

Domenica alle 15 si va al Rigamonti di Brescia con la voglia di continuare a stupire

Concerto primo maggio, Carl Brave: “Appello di Cecchettin su testi canzoni è giusto”

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(Adnkronos) – "Questo palco è una lente di ingrandimento sul mondo del lavoro per cercare di guardarlo nell’ottica giusta".A parlare all’Adnkronos è Carl Brave, tra i protagonisti del Concertone del Primo Maggio a piazza San Giovanni in Laterano a Roma.

Un palco da cui il tema dei diritti ‘pompa nelle casse’ attraverso la voce degli artisti.Di recente, Gino Cecchettin – il papà di Giulia, uccisa dal fidanzato Filippo Turetta a novembre 2023 – con una lettera divulgata attraverso la Fondazione Giulia Cecchettin fa un appello agli artisti della musica e alle case discografiche proponendo un vademecum per un linguaggio più consapevole nei testi: "Sono d’accordo – dice Carl Brave – bisogna essere giusti in quello che si dice.

C’è necessità di portare positività". L’artista pone l’accento anche sulla salute mentale nell’industria musicale, in cui sempre più artisti si prendono una pausa dalle scene.Un problema non solo nella musica: “Molti ragazzi e ragazze vivono una condizione di disagio.

Bisogna sensibilizzare soprattutto loro e dargli tutto il supporto necessario”, conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Monreale, caccia ai complici: si cerca un giovane alto con la barba

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(Adnkronos) –
Si stringe il cerchio sui complici di Salvatore Calvaruso, il 19enne del quartiere Zen di Palermo accusato di strage per il triplice omicidio a Monreale.Quella sera a sparare non sarebbe stato solo Calvaruso ma almeno un altro giovane "alti circa 1,90 m e con la barba e i capelli scuri".

A fare questa descrizione, secondo le ultime notizie di oggi, sono diversi testimoni della strage.Il ragazzo avrebbe guidato una moto Bmw Gs nero vecchio modello. Dietro di lui ci sarebbe stato il secondo che avrebbe sparato. "Posso dirvi che sono stati esplosi molti colpi d'arma da fuoco quasi in simultanea, ciò mi ha fatto pensare che ci fossero più armi.

Un mio amico ha sentito dire al conducente del Bmw al passeggero di non mirare in aria ma di sparare proprio sulla folla", ha detto uno dei testimoni sentiti dai Carabinieri.  Domenica, a Palermo, si terrà una fiaccolata in ricordo delle 3 vittime.Ad organizzarla sono diverse associazioni e parrocchie.

L'appuntamento è alle 21 in piazza Verdi, davanti al teatro Massimo.Tra gli organizzatori il comitato Kalsa, il circolo Vivi Ballarò, l'Oratorio Vivo, comitato piazza Magione, associazione Identità Giovane, e Idea e Azione.

Hanno aderito una ventina tra parrocchie e confraternite.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)