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Conclave tra intrighi, veleni e dicerie: le fake news della vigilia

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(Adnkronos) –
Intrighi, veleni e fake news.Quando si chiudono le porte della Cappella Sistina e inizia il conclave, il mondo resta con il fiato sospeso.

Ma nei giorni che precedono l'elezione di un nuovo Papa, con l'iter al via mercoledì 7 maggio 2025, un altro tipo di fumo si alza ben prima di quello bianco: quello fatto di indiscrezioni, pettegolezzi, rivelazioni pilotate e menzogne.  La disinformazione alla vigilia di un conclave non è una novità del nostro primo quarto di secolo segnato dall'avvento dei social media.Già nel Medioevo, pettegolezzi, lettere anonime e accuse di eresia o immoralità venivano diffuse per screditare candidati papabili.

Nel conclave del 1378, l'anno dopo il ritorno del papato in Vaticano dopo il trasferimento ad Avignone, la pressione della folla romana per l'elezione di un pontefice italiano sfociò in minacce violente e, secondo alcune cronache, in un vero e proprio linciaggio psicologico dei cardinali francesi.Il risultato fu un papa eletto nel caos (Urbano VI), seguito da uno scisma che lacerò la Chiesa per quasi quarant'anni. Durante il Rinascimento, le campagne denigratorie divennero più raffinate.

Agenti di famiglie nobili, ambasciatori stranieri e persino cardinali facevano circolare dicerie strategiche su presunti favori, amanti segreti, o simpatie eretiche.Le lettere false – spesso inviate da "devoti cattolici preoccupati" – miravano a far crollare l'immagine pubblica dei favoriti alla tiara.

Nel conclave del 1492 Rodrigo Borgia (futuro Alessandro VI) venne accusato, anche da fonti coeve, di aver comprato voti con promesse di benefici e denaro.Nonostante questo – o forse proprio grazie a questa "campagna” – fu eletto.

In molti conclavi successivi, l'ambasciatore veneziano fungeva da vero e proprio osservatore spia, annotando e riferendo le manovre di corridoio a casa. Se oggi il flusso di fake news è alimentato da social media e reti internazionali, nel XIX secolo iniziarono a intensificarsi le indiscrezioni pilotate sul conclave con l'opinione pubblica e le potenze straniere che cominciò a interessarsi sempre più alla figura del papa non solo come guida spirituale, ma come attore geopolitico di primo piano. Uno dei casi emblematici è il conclave del 1846, che portò all'elezione di Giovanni Maria Mastai Ferretti, poi Pio IX.L'impero austriaco guardava con preoccupazione l'ascesa di candidati riformatori, e secondo alcuni resoconti dell'epoca, furono diffuse notizie false che ritraevano Mastai come instabile di salute e debole di carattere, nel tentativo di ostacolarne l'elezione.

La propaganda pro-Austria – diffusa attraverso bollettini e ambienti diplomatici – fu però controproducente.I cardinali elettori, infastiditi dalle pressioni straniere, scelsero proprio Mastai Ferretti, che inizialmente sembrava incline a un'apertura politica al patriottismo risorgimentale.

Ma fu lui, dopo il 1848, a trasformarsi nel più strenuo difensore del potere temporale del papa, dando inizio al pontificato più lungo della storia moderna.  L'episodio più celebre di interferenza e "manipolazione" fu però il conclave del 1903.L'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe inviò un messaggio segreto ai cardinali per esercitare il cosiddetto "jus exclusivae", un diritto non scritto con cui alcune monarchie cattoliche (Austria, Francia, Spagna) potevano porre il veto a un candidato sgradito.

La vittima fu il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, segretario di Stato di Leone XIII, vicino alla Francia e ostile agli Asburgo.Quando il cardinale Jan Puzyna, arcivescovo di Cracovia, annunciò il veto a nome dell'imperatore, l'aula del conclave si spaccò.

Rampolla ricevette comunque diversi voti, ma alla fine fu eletto Giuseppe Sarto, che divenne Pio X.Il nuovo papa abolì formalmente il diritto di veto nei conclavi futuri, ma la polemica sull'intrusione politica lasciò il segno.  Alla vigilia del conclave del 1933 che avrebbe eletto Eugenio Pacelli (Pio XII), la stampa estera si trasformò in un campo di battaglia propagandistica.

Alcuni giornali filo-nazisti diffusero la voce che Pacelli fosse "troppo vicino agli inglesi" o addirittura "massone in incognito", mentre ambienti antifascisti lo accusavano di aver avuto rapporti troppo concilianti con il regime di Mussolini e con la Germania di Hitler, a causa del Concordato del 1933 firmato quando era nunzio a Berlino.In realtà, il conclave fu rapidissimo: Pacelli fu eletto al terzo scrutinio.

Ma l'eco delle insinuazioni sulla sua figura – che lo avrebbero accompagnato anche nel dopoguerra – mostrò quanto la disinformazione potesse penetrare fin dentro le mura vaticane. Nel corso del secondo Novecento, le fake news legate ai conclavi si sono moltiplicate, spesso veicolate da settori della stampa, da governi esteri o da ambienti interni alla Curia vaticana stessa.Prima dell'elezione di Paolo VI nel 1963, circolarono voci infondate su "blocchi massonici" e "candidature pilotate da Washington".

Nel conclave del 1978, che portò a Giovanni Paolo II, si parlò di pressioni da parte dei servizi segreti dell'Est per evitare un papa ostile al comunismo. Durante il conclave del 2013, che portò all'elezione di Papa Francesco, non mancarono voci di dossier scottanti su presunte reti di potere, orientamenti sessuali e scandali bancari.Alcune erano fondate, altre mai dimostrate, ma tutte contribuirono a creare un clima di tensione alimentato dalle dimissioni a sorpresa di Benedetto XVI. La disinformazione pre-conclave, oggi amplificata da tecnologie digitali e canali criptati, è quindi una dinamica antica, spesso collegata alle tensioni geopolitiche del tempo.

I cardinali, pur isolati sotto chiave, ne subiscono comunque l'eco.E se la fumata bianca segna una rottura simbolica con le manovre del mondo, la realtà è che pochi eventi ecclesiastici sono stati così frequentemente circondati da veleni, bugie e calcoli di potere.  In un'epoca di comunicazione globale, le voci non viaggiano più sottobanco in pergamene cerate ma si moltiplicano sui social media, nei blog, su canali Telegram riservati o in titoli sensazionalistici di certi siti.

I cardinali, formalmente isolati durante il conclave, sono spesso 'schedati' giorni prima con etichette taglienti: conservatore, progressista, papabile o sgradito.  La Santa Sede, nel tentativo di arginare le speculazioni, ha introdotto misure estreme: controlli elettronici nella Cappella Sistina, giuramenti di segretezza per chiunque abbia accesso al conclave (compresi cuochi e autisti), schermature antispionaggio, vetri oscurati.Ma il vero campo di battaglia resta esterno, nell'arena dell'opinione pubblica. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina e l’accordo sulle terre rare, così Zelensky ha riconquistato Trump

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(Adnkronos) – Dopo mesi di tensioni culminate nel disastroso faccia a faccia alla Casa Bianca, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è riuscito a ricucire il rapporto con Donald Trump e a strappare un'intesa economica strategica.Il nuovo accordo sulle terre rare, firmato questa settimana, rappresenta una svolta nei rapporti tra Washington e Kiev, non solo sul piano economico, ma anche politico. Secondo il New York Times, la mossa di Zelensky potrebbe infatti aver allontanato Trump da Vladimir Putin, riaccendendo le speranze ucraine.  La visita di Zelensky a Washington lo scorso febbraio si era trasformata in un’umiliazione diplomatica: Trump lo aveva cacciato dalla Casa Bianca dopo uno scontro davanti alle telecamere, cancellando anche il pranzo previsto.

Ma dopo settimane di gelo e scambi tesi, l'incontro al Vaticano tra i due leader è stato un primo importante segnale di disgelo.Poco dopo, l'amministrazione americana ha confermato un'intesa economica che garantisce agli Stati Uniti accesso al mercato delle risorse minerarie ucraine, ma senza compromettere la sovranità di Kiev né imporre vincoli unilaterali.  La versione finale dell'accordo è molto più favorevole a Kiev rispetto alla bozza iniziale: nessun obbligo di rimborso per gli aiuti militari pregressi, nessuna esclusiva per le aziende statunitensi e nessuna clausola che possa ostacolare l'integrazione europea.

Secondo diversi analisti citati dal Nyt, Zelensky ha saputo adattarsi alla logica transazionale dell’amministrazione Trump, puntando su un approccio economico più che valoriale.  Alina Polyakova, presidente del Center for European Policy Analysis, ha definito l’intesa "un segnale molto positivo" e "un successo negoziale per Kiev".Tymofiy Mylovanov, presidente della Kyiv School of Economics, ha sottolineato che "ogni richiesta eccessiva da parte americana sia stata rimossa" e che l’accordo finale è "equo e dignitoso".

Per Nataliia Shapoval, a capo del Kse Institute, l’intesa dimostra che"nelle regole del gioco del team Trump, l’Ucraina ha dimostrato di essere un interlocutore valido".   I primi effetti si stanno già vedendo: il Kiev Post ha rivelato che, subito dopo la firma dell'accordo, l'amministrazione Trump ha sbloccato un pacchetto di aiuti militari da oltre 50 milioni di dollari, congelato da settimane.Secondo fonti diplomatiche, lo stop temporaneo era servito proprio come strumento di pressione per ottenere il via libera ucraino all'accordo economico.  Ma il sostegno statunitense non sarà più illimitato.

La portavoce del Dipartimento di Stato, Tammy Bruce, ha chiarito che Washington non intende più "volare dall'altra parte del mondo per mediare tra Mosca e Kiev". "Adesso tocca a loro", ha dichiarato, spiegando che gli Stati Uniti non faranno da negoziatori nei colloqui di pace. È un cambio di approccio netto, confermato dal segretario di Stato Marco Rubio, e riflette la crescente frustrazione dell’amministrazione Trump per la mancanza di progressi. Intanto, Trump continua a mostrare segni di crescente irritazione verso Putin, accusato di "prendere tempo" e di voler prolungare il conflitto.Dopo un massiccio attacco missilistico russo su Kiev, il presidente americano aveva scritto: "Vladimir, stop!

Facciamo questo accordo di pace!".Il linguaggio, seppur in apparenza meno severo rispetto a quello usato in passato verso Zelensky, potrebbe denotare un cambio di rotta rispetto all'incontro alla Casa Bianca e al "non hai le carte" rivolto al leader ucraino.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lecce-Napoli: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Torna in campo il Napoli.Gli azzurri volano a Lecce per sfidare i salentini al Via del Mare oggi, sabato 3 maggio, nella 35esima giornata di Serie A.

La squadra di Conte vuole mantenere il primo posto in classifica e il vantaggio di tre punti conquistato sull'Inter, mentre i giallorossi cercano preziosi punti salvezza.  La sfida tra Lecce e Napoli è in programma oggi, sabato 3 maggio, alle ore 18.Ecco le probabili formazioni: 
Lecce (4-2-3-1): Falcone; Guilbert, Gaspar, Baschirotto, Gallo; Coulibaly, Ramadani; Karlsson, Berisha, Morente; Krstovic.

All.Giampaolo 
Napoli (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Spinazzola; Politano, Gilmour, Lobotka, McTominay; Raspadori, Lukaku.

All.Conte  Lecce-Napoli sarà trasmessa in diretta e in esclusiva su Dazn.

La sfida sarà disponibile anche tramite smart tv e in streaming attraverso l'app e la piattaforma di Dazn. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Hellas Verona: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Dopo le fatiche europee, torna in campo l'Inter.I nerazzurri ospitano l'Hellas Verona nella 35esima giornata di Serie A.

La squadra di Inzaghi, reduce dallo spettacolare pareggio del Montjuic contro il Barcellona, vuole continuare la sua corsa scudetto e accorciare sul Napoli capolista, ora a +3, mentre gli scaligeri cercano preziosi punti salvezza.  La sfida tra Inter ed Hellas Verona è in programma oggi, sabato 3 maggio, alle ore 20.45.Ecco le probabili formazioni: 
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, Acerbi, Augusto; Darmian, Zielinski, Asllani, Frattesi, Zalewski; Arnautovic, Correa.

All.Inzaghi 
Hellas Verona (3-4-1-2): Montipò; Faraoni, Valentini, Frese; Tchatchoua, Serdar, Duda, Bradaric; Suslov; Sarr, Mosquera.

All.Zanetti  Inter-Hellas Verona sarà trasmessa in diretta sui canali SkySport, ma disponibile anche su Dazn.

Il match sarà visibile in streaming sulla piattaforma Dazn, sull'app SkyGo e su NOW. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Senna Day di Carlo Ametrano, un grandissimo successo!

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SENNA DAY: UN ROMBO DI MOTORI CHE VUOL DIRE LEGGENDA
di:
Pasquale Buondonno
&
Carlo Ametrano

Cosa resta del “Senna Day” che anche quest’anno ha regalato grandi emozioni?Il tramonto imolese dai fervidi colori ammantava di luce screziata la suggestiva località emiliana delle Cantine Zuffa, in via Sellustra n. 9.

Una scia intensa accarezzava l’orizzonte e dava al cielo una forte tonalità porpora e arancio, con velate striature blu-rossastro tale da sembrare molto più che una semplice immagine evocativa.Pareva tutto bisbigliare al cuore dolci parole d’amore, romantiche confidenze, quelle di una passione che è solo sportiva, che batte nel petto con cadenze di una campana a festa.

Ben presto l’immagine del giorno sfumava lentamente in un incendio di colori che preludeva al blu intenso della notte mentre l’atmosfera radiosa del giorno che avvolgeva l’intera vallata imolese, sarebbe stata ghermita da una luce argentata, quella di una luna piena che imperiosa occhieggiava dall’alto a rendere luminosa e placida la vasta piana.Un raduno tra amici, nel segno di una stella che brilla fissa lassù nel cielo: Ayrton Senna.

Tutto sembra dare un senso di dinamismo e cambiamento, richiamando con forza intime emozioni.Quelle che hai racchiuso gelosamente nel cuore.

Rombo di motori.Sta per andare in onda la XV^ Edizione del “Senna Day”, quest’anno più che mai, ricco di ospiti e di ghiotti argomenti.

Si sono eviscerate varie tematiche, tutte legate alla velocità, vale a dire a quel prodigioso prodotto dei motori, roboante quanto autentica musica che pervade l’aria con i suoi suoni trafelati, decisi, tonanti, la pulsione ritmica dei suoi cilindri, i pistoni pronti a esplodere nella loro camera di combustione, l’asfalto incandescente, la passione degli sportivi, le legittime aspettative delle Scuderie, dei suoi meccanici e ingegneri, Team che affilano le loro armi, mettono in mostra la loro preparazione nella logica di un incontro che porta sempre a un “duello”.Lo sport vive di questo, e nel confronto si giunge ad una suprema verità: quella che ti dirà se il tuo lavoro è stato eccezionale e degno di cogliere il successo, oppure “rivedibile”, da sottoporre a un nuovo studio perché ci possa essere miglioramento.

La strada del successo può essere lunga e non priva di ostacoli, ma la gioia piena nel coglierla è per un momento da ricordare e da tramandare alla storia.Dopo l’iniziale presentazione dei vini Sangiovese e della preziosa attività svolta dall’amico Augusto Zuffa nonché gran cerimoniere della kermesse, si è entrato nel vivo della discussione.

Gli ospiti:

Marco Caneva scrittore, ha presentato i suoi ultimi lavori “Lucky” e “Storie speciali di persone normali”.Marco trae ispirazione principalmente dalle diverse e numerose esperienze di vita, alcune maturate anche all’estero e scrive per esplorare le diverse sfaccettature dell’uomo, i contrasti interiori, le prospettive, offrendo preziosi spunti di riflessione.

Roberto Farneti: pilota di Formula 2 ed ex pilota Scuderia Everest, March-Bmw Schnitzer 732.Ha messo a disposizione la sua esperienza anche umana nei motori e una vasta aneddotica sui fatti automobilistici avvenuti in un’epoca che oggi parrebbe lontana, ma sempre attuale, perché le tematiche legate alla velocità sembrano cambiare sempre rapidamente, ma l’uomo, le emozioni, le aspettative, sono sempre le stesse.

Giordano Regazzoni detto “Dodo”, ex pilota di Formula 3 e fratello del grande e indimenticabile Clay Regazzoni campione ferrarista.Una passione comune maturata per entrambi nella carrozzeria paterna a Mendrisio in Svizzera, sempre a contatto con le auto.

Celebre fu una sua intervista nel 1981: «Nel mondo dell’automobilismo oggi più che mai i soldi battono il talento.Ci sono tanti piloti di valore che restano a piedi perché sono poveri, mentre piloti mediocri ma ricchi corrono in Formula 1».

Parole forti che ancora oggi fanno riflettere.Francisco Ribeiro, Presidente dell’Associazione “Ayrton Senna Torcida Brasiliana” è intervenuto con un suo personalissimo ricordo su Senna, reminiscenze che hanno colpito tutti e l’emozione è stata tanta, la stessa che si è avuta con Julio La Monica Commissario di Pista di Formula 1 grande conoscitore dei circuiti e dei piloti.

Emilio Corrente ha mostrato al pubblico i suoi personalissimi “gadget”, foto autografate dal grande campione brasiliano, quadretti che evocano immagini di successo, tutti gelosamente conservati negli anni dal nostro amico.Il “clou” della serata si è avuto con l’intervento dell’Avvocato penalista e cassazionalista Buondonno Gaetano che ha esplorato a fondo anche la questione “legale” della morte di Senna, con una preziosa ricostruzione degli eventi e una repertazione meticolosa dei documenti processuali che hanno spiegato i vari verdetti succedutisi nel corso dei tre gradi di giudizio e che hanno riguardato il Team della Williams FW16.

È stata una trasmissione ricca di spunti che ha vagliato anche gli aspetti “tecnico-giuridici” e che ha visto coinvolti un pò tutti a vario titolo nella discussione.

Appuntamento all’anno prossimo 2026 per la XVI^ edizione del Senna Day.Sempre nella magnificenza di una location immersa nel verde di un paradiso bucolico, nelle suggestive “Cantine Zuffa” a Imola.

Pasquale Buondonno
&
Carlo Ametrano

Juve Stabia, Logiudice: “Castellammare mi ha dato tanto. Pagliuca sta ottenendo grandi risultati”

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Pasquale Logiudice, figura che ha lasciato un segno sia da calciatore che da dirigente, è intervenuto con il suo consueto garbo e lucidità ai microfoni di Juve Stabia Live nel pre-partita che vedeva di fronte due delle sue ex squadre, Juve Stabia e Catanzaro. Le sue parole, raccolte dalla nostra redazione, hanno toccato corde emotive e offerto spunti di riflessione sul momento delle due compagini.

“Non sapevo di dover venire a vedere la partita,” ha esordito Logiudice con un sorriso sincero, “sono due squadre che ho nel cuore.” Un legame profondo, specialmente con la piazza di Castellammare: “La gente dice che ho lasciato un bel ricordo a Castellammare, una piazza che ho trovato in un momento particolare della mia vita e che mi ha dato tanto.” Parole che testimoniano un affetto autentico per i colori gialloblù e per un ambiente che lo ha accolto e valorizzato.

L’analisi si è poi spostata sul sorprendente cammino della Juve Stabia in questo campionato. “La Juve Stabia è la sorpresa,” ha affermato con convinzione Logiudice, “credo che tutti credevano solo ad una salvezza tranquilla, è stato fatto qualcosa di straordinario precedentemente dalla società.” Un riconoscimento al lavoro oscuro ma fondamentale della dirigenza nel costruire una base solida per i successi attuali.

Livio Marinelli: Un Arbitro Esperto per Brescia – Juve Stabia, Ma i Precedenti Non Sorridono ai Gialloblù

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Sarà il Sig. Livio Marinelli della sezione di Tivoli a dirigere il prossimo incontro tra Juve Stabia e Brescia. Arbitro di grande esperienza, classe 1984 e romano di nascita.

Marinelli ha avuto una genesi relativamente tardiva, iniziando all’età di 18 anni. Tuttavia, questa partenza meno precoce non ha impedito a Marinelli di bruciare le tappe con determinazione e talento. Il suo percorso nel mondo del fischietto è stato un crescendo costante: nel 2008 approda in Serie D e, soli quattro anni dopo, fa il suo ingresso in Lega Pro.

La prima vera ribalta a livello nazionale per Marinelli arriva nel 2016, quando dirige la prestigiosa finale di Coppa Italia Primavera, un match che vide l’Inter trionfare sulla Juventus. Questo stesso anno si rivela particolarmente significativo per l’arbitro laziale, che si aggiudica il Premio Presidenza AIA e ottiene la promozione in Serie B. Il debutto nel massimo campionato italiano non tarda ad arrivare: il 25 ottobre 2017, Marinelli fa il suo esordio in Serie A dirigendo l’incontro tra Atalanta e Verona, conclusosi con la vittoria per 3-0 dei nerazzurri. Il 2018 lo vede insignito del Premio Sportilia, un ulteriore riconoscimento del suo valore e della sua crescita nel panorama arbitrale italiano.

La svolta definitiva arriva nel settembre del 2020, con l’accorpamento delle CAN di A e B, che sancisce l’ingresso stabile di Marinelli nell’organico dei direttori di gara della massima serie.

La professione di arbitro per Marinelli si intreccia con una realtà del tutto singolare e inconsueta tra i fischietti italiani: egli è infatti un militare, precisamente un maresciallo dell’Esercito Italiano, in forza al Settimo Reggimento alpini di stanza a Belluno. Questa sua doppia identità non è solo un dettaglio biografico, ma un elemento che indubbiamente influenza il suo approccio alla direzione di gara.

Il suo impegno militare lo ha portato anche a partecipare alla guerra in Afghanistan tra il novembre 2012 e l’aprile 2013, dove si è distinto nel corso di una missione umanitaria. Questa esperienza, lontana dai campi di calcio, testimonia il suo senso del dovere e la sua capacità di operare in contesti complessi e sotto pressione.

Proprio dalla sua formazione militare derivano alcuni dei suoi principali punti di forza sul terreno di gioco: la cura meticolosa della preparazione fisica e una costante vicinanza all’azione. Da buon militare, Marinelli predilige il rispetto dei ruoli al dialogo eccessivo con i calciatori, improntando la sua autorevolezza su una gestione rigorosa delle regole.

Le statistiche tracciano il profilo di un arbitro che non esita ad assumersi le proprie responsabilità: Marinelli è un direttore di gara che tende ad assegnare un numero significativo di calci di rigore e che estrae con regolarità i cartellini rossi, con una media che si avvicina a un’espulsione ogni tre partite.

In una lezione rivolta ai giovani arbitri di Pontedera nell’aprile del 2021, Marinelli ha sottolineato un aspetto cruciale del ruolo arbitrale: l’importanza di mantenere sempre comportamenti consoni. “L’arbitro non può permettersi di sbagliare sotto questo aspetto, perché è il suo modo di agire intrinseco. Non può sbagliare per se stesso, ma anche per i colleghi che andranno a dirigere dopo di lui le settimane successive”. Queste parole riflettono la sua profonda consapevolezza della responsabilità che grava sulla figura dell’arbitro e l’importanza di un comportamento esemplare, dentro e fuori dal campo.

Livio Marinelli rappresenta una figura atipica nel panorama arbitrale italiano, unendo la disciplina e il rigore del militare con la passione e la competenza dell’uomo di sport. La sua carriera, costellata di tappe significative e segnata da un’esperienza umana intensa, lo rende un esempio di dedizione e professionalità per i giovani arbitri e per tutti gli appassionati di calcio

Marinelli è uno dei volti più noti della Commissione Arbitri Nazionale (CAN), forte di ben 200 partite dirette. Il suo bilancio complessivo parla di 78 vittorie interne, 73 pareggi e 49 affermazioni esterne, con 66 rigori assegnati e 55 espulsioni decretate. Nella stagione in corso, ha già arbitrato 19 gare, con un registro di 3 vittorie casalinghe, 11 pareggi e 5 successi esterni, concedendo 5 penalty e sventolando il cartellino rosso in altrettante occasioni.

Tuttavia, i precedenti con la Juve Stabia non sorridono affatto ai tifosi gialloblù. Nei quattro incontri in cui Marinelli ha incrociato il cammino delle “vespe”, sono arrivate altrettante sconfitte: il 13 settembre 2015 contro il Lecce (0-1), il 21 settembre 2019 in casa contro l’Ascoli (1-5), il 30 novembre 2019 in trasferta con la Virtus Entella (2-0) e, infine, il 29 giugno 2020 sul campo del Benevento (1-0).

Decisamente più equilibrato è invece il bilancio con il Brescia, avversario di turno. Sotto la direzione di Marinelli, le “rondinelle” hanno collezionato 2 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte in 10 precedenti.

A coadiuvare il Sig. Marinelli ci saranno:

1° assistente Sig. Nicolò Cipriani della sezione di Empoli

2° assistente Sig. Marco Emmanuele della sezione di Pisa.

Il ruolo di quarto uomo sarà ricoperto dal Sig. Alberto Poli della sezione di Verona.

La responsabilità della VAR è stata affidata al Sig. Luigi Nasca della sezione di Bari, con il Sig. Simone Sozza della sezione di Seregno nel ruolo di AVAR.

Riuscirà la Juve Stabia a sfatare il tabù Marinelli in questa importante sfida contro il Brescia? Il campo darà la sua risposta.

Bene Assicurazioni Premia la Juve Stabia per la Brillante Stagione e l’Accesso ai Play Off

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La S.S. Juve Stabia 1907 è lieta di annunciare che il suo prestigioso Top Sponsor, Bene Assicurazioni, ha deciso di premiare la società per gli eccezionali risultati sportivi conseguiti e per la meritata qualificazione ai play off. Questa gratificazione testimonia la rinnovata fiducia che l’azienda assicurativa ripone nel progetto Juve Stabia, un sostegno che ha caratterizzato l’intera stagione calcistica.

Il presidente Andrea Langella ha espresso la sua profonda gratitudine: “Ringrazio personalmente e a nome dell’intera società il nostro Top Sponsor Bene Assicurazioni e il suo manager Vincenzo Iurillo che ha creduto in noi inserendo nel suo contratto, già dall’inizio, un’importante premio di valorizzazione per l’approdo ai play off”.

Alle parole del patron ha fatto eco il dottor Vincenzo Iurillo, manager di Bene Assicurazioni: “Potrei dire Bene porta Bene. Già dall’anno scorso, all’inizio del campionato di serie C, abbiamo creduto nel team e nella società e siamo stati premiati anche noi. Visto che le Compagnie di Assicurazione nascono nell’ottocento, come una vera e propria sfida, la prima delle due, i play off, in cui abbiamo fermamente creduto si è realizzata, ora ci auguriamo che avvenga la stessa cosa anche con la seconda e saremmo contentissimi di poter dare il nostro ulteriore contributo, come da bonus già in contratto, per questa splendida squadra e questa società”.

Questo premio rappresenta un ulteriore stimolo per la Juve Stabia in vista degli imminenti play off, un riconoscimento tangibile del duro lavoro, della dedizione e del talento che hanno contraddistinto la squadra e la società nel corso di questa stagione entusiasmante. La partnership con Bene Assicurazioni si conferma un elemento chiave per il successo del club, basata su una condivisione di valori e una visione comune orientata al raggiungimento di traguardi ambiziosi.

“La bella libertà” debutta al Supercinema: Cinque donne alla radice della Repubblica Napoletana

Sabato 10 maggio, alle ore 20.30, il palco del Teatro “Supercinema” di Castellammare di Stabia si illuminerà per accogliere la prima di “La bella libertà”, un’affascinante rilettura degli eventi che portarono alla nascita della Repubblica Napoletana nel lontano 1799. Lo spettacolo, nato da un’idea di Ciro Daino e magistralmente scritto e diretto da Ferdinando Martino, punta i riflettori su un aspetto spesso trascurato di quel cruciale momento storico: il ruolo fondamentale di cinque figure femminili.

la bella liberta teatro supercinema 2Queste donne, con la forza delle loro idee e la passione per un futuro diverso, diedero un contributo sostanziale alla rivoluzione napoletana. La narrazione teatrale, arricchita da coinvolgenti danze e canti, tesse le loro storie, offrendo al pubblico una prospettiva inedita e profondamente umana su un periodo di grandi cambiamenti.

“Se è venuto il tempo di rappresentare vicende di più di due secoli fa – sottolinea il regista Ferdinando Martino – è perché il senso di questo testo è fortemente attuale ed il messaggio che intende veicolare ne fa un’opera che andrebbe vista soprattutto dalle nuove generazioni.” Un invito, dunque, a riscoprire le radici del nostro passato per comprendere meglio il presente e costruire un futuro all’insegna della libertà e dell’impegno civile. L’appuntamento al Teatro “Supercinema” si preannuncia come un’occasione imperdibile per immergersi in un racconto storico appassionante e ricco di spunti di riflessione.

Lecce – Napoli, probabili formazioni: Partenopei a caccia dei 3 punti

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Il Napoli di Antonio Conte arriva alla sfida contro il Lecce da capolista della Serie A, con un vantaggio di +3 sull’Inter e la concreta possibilità di chiudere il campionato in trionfo.Una stagione fin qui brillante sotto il profilo dei risultati, nonostante qualche difficoltà legata agli infortuni che hanno limitato la rosa in diverse fasi.

I partenopei scenderanno in campo domani, sabato 3 maggio 2025, alle ore 18:00 allo stadio Via del Mare, per difendere il primato e avvicinarsi sempre di più allo scudetto.Di fronte troveranno un Lecce affamato di punti salvezza e pronto a dare battaglia.

Napoli, Conte punta sul 4-4-2: Lukaku e Raspadori in attacco

L’allenatore azzurro sembra orientato a confermare il 4-4-2 come modulo di partenza, puntando su un mix di esperienza e freschezza.In porta ci sarà il solito Meret, protetto dalla linea difensiva formata da Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera e Spinazzola.

A centrocampo, spazio a Politano sulla destra e McTominay a sinistra, con Anguissa e Lobotka a fare da diga centrale.In avanti, la coppia d’attacco sarà composta da Giacomo Raspadori e Romelu Lukaku, sempre più al centro del progetto di Conte.

Ipotesi 4-3-3: Spinazzola nel tridente?Non è escluso che il tecnico salentino possa sorprendere tutti passando al 4-3-3, con l’inserimento di Rafa Marin in difesa e Spinazzola avanzato nel tridente offensivo, affiancando Lukaku e Politano.

Una soluzione tattica che potrebbe dare maggiore spinta sulle fasce contro un Lecce solido ma non irresistibile in fase difensiva.Indisponibili e assenze pesanti

Conte dovrà fare i conti con diverse assenze.

Juan Jesus e Alessandro Buongiorno sono out per infortuni muscolari e non rientreranno prima della fine della stagione.Out anche David Neres, ancora alle prese con un problema al soleo.

Lecce-Napoli, Conte: “Non conta essere primo all’inizio, ma alla fine”

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Il Napoli prepara la sfida contro il Lecce, in programma sabato alle ore 18.L’obiettivo degli azzurri sarà cercare di confermare il primo posto in classifica. “Sarà una partita importante per entrambe le formazioni, che lottano per i propri obiettivi seppur diversi – ha detto in conferenza stampa l’allenatore del Napoli Antonio Conte -.

Tornare a Lecce per me ha sempre un altro sapore.Io sono nato lì ed è sempre lì che sono diventato uomo.

Rimarrò sempre fedele a questa città”.Sul modulo, invece: “Non esistono formule infallibili e so che tutto dipende dal risultato, anche se non credo sia giusto”.

“Voleva dare fastidio e lo abbiamo fatto”

Contro il Lecce (e fino al termine della stagione) non ci sarà più Buongiorno.

Ipotesi Olivera centrale? “Sapete tutto, tutto quello che accede qui lo sapete”.E su McTominay: “E’ ancora più forte rispetto a quando è arrivato”.

Sullo scudetto: “Abbiamo un senso di responsabilità dal primo giorno.Il nostro obiettivo era entrare in Champions League, l’altro era invece dare fastidio.

E lo stiamo facendo.Siamo sempre stati costanti ed è stata questa la chiave.

Non conta se durante il percorso o all’inizio sei primo, ma come tagli il traguardo finale”.

Trump-Zelensky più vicini, ora Putin si preoccupa: il nuovo scenario

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(Adnkronos) –
Stati Uniti e Ucraina sono più vicini, Donald Trump e Volodymyr Zelensky ricuciono i rapporti e firmano l'accordo sulle terre rare.E la Russia di Vladimir Putin, ora, inizia a preoccuparsi.

A Mosca, si insinuano dubbi sulla relazione con Washington e sulla possibilità di trovare una sponda nell'amministrazione di Trump. Il presidente russo ha incontrato più volte l'inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff.Il Cremlino ha avuto modo di chiarire le proprie condizioni per la pace ma non ha sfruttato l'assist americano: Trump ha sostanzialmente offerto alla Russia ampie porzioni delle 4 regioni ucraine occupate – Kherson, Zaporizhzhia, Luhansk e Donetsk – oltre alla Crimea. Due elementi hanno contribuito a cambiare il quadro.

Mosca ha continuato a bombardare, con raid che hanno colpito i civili. "Non so se Putin voglia la fine della guerra, forse mi sta prendendo in giro", ha detto Trump.Poi, dal 26 aprile con lo storico incontro in Vaticano tra il presidente americano e quello ucraino, i rapporti Washington-Kiev sono decollati e culminati nella firma dell'intesa sulle terre rare: Trump ottiene in teoria l'opportunità di recuperare i 350 miliardi spesi dall'amministrazione Biden, Zelensky si assicura un legame stabile con gli Stati Uniti.  "E' un altro passo verso la colonizzazione dell'Ucraina", dice il senatore russo Alexei Chepa, vicepresidente della commissione Affari esteri, fotografando il quadro attuale. "L'accordo ha sostanzialmente trasformato l'Ucraina in una colonia mineraria", ha aggiunto.  Le parole dovrebbero contenere un giudizio sprezzante nei confronti di Kiev, ma sono la spia di una preoccupazione sempre più evidente: ora, Mosca ha meno spazio nel dialogo con Washington e perde anche un jolly.

Anche la figura di Witkoff, interlocutore americano di Putin, nell'amministrazione Trump sembra perdere consensi: l'inviato speciale è ritenuto troppo allineato alle posizioni del Cremlino e si limiterebbe a trasmettere le richieste del presidente russo, con cui interagisce senza il supporto di collaboratori al tavolo. Intanto le tensioni tra Trump e Zelensky, dopo la clamorosa lite del 28 febbraio alla Casa Bianca, sembrano un lontano ricordo.La situazione appare cambiata in maniera rilevante rispetto alle scorse settimane.

Prima, Zelensky per Trump era ''un uomo senza carte in mano", ora il presidente degli Stati Uniti boccia senza appello la tregua proclamata da Putin dall'8 all'11 maggio per proteggere la parata del 9 maggio a Mosca: "Troppo poco", la posizione della Casa Bianca.  Russia e Ucraina si sono scambiate accuse per i mancati progressi dei negoziati.Trump, che inizialmente ha quasi accusato Zelensky di aver 'provocato' il colosso, ora tende a puntare il dito sempre più contro Mosca ed è arrivato a criticare apertamente l''amico' Vladimir.

La Casa Bianca per la prima volta ha anche fatto riferimento ad una deadline per la Russia: senza passi concreti, potrebbero arrivare nuove sanzioni secondarie che colpirebbero in maniera pesantissima chi acquista petrolio, gas e uranio da Mosca. Il segnale, a quanto pare, è stato recepito dal Cremlino, a giudicare dalle informazioni fornite da un funzionario russo al Washington Post: "Putin capisce che deve essere più collaborativo".Le sanzioni "sarebbero un duro colpo perché il governo ha già annunciato che il deficit è in crescita".
 L'economia diventa un fattore da considerare nella strategia: se i falchi spingono Putin a continuare la guerra, per evitare che una tregua consenta all'Ucraina di riarmarsi e consolidare le proprie forze armate, una parte dell'establishment apprezzerebbe una linea più soft per ottenere una rimozione almeno parziale delle sanzioni. "Le banche non sono nelle condizioni migliori – prosegue la fonte -: se parliamo del livello del debito tra la popolazione se parliamo di inflazione e di calo della qualità della vita, sono tutte cose che si stanno verificando". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

1° maggio 2025. Piazza del Plebiscito a Napoli – “Le Sfide del Lavoro” evento organizzato dalla CONFSAL

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Una folla festosa ha celebrato da Piazza del Plebiscito a Napoli l’ottava edizione della “Giornata del Lavoro” con la Confsal, una delle più grandi Confederazioni sindacali del nostro Paese, con una fortissima presenza nel Pubblico Impiego e ispirata ai principi di democrazia, pluralismo e indipendenza.Una splendida giornata di sole ha accolto i partecipanti alla festa laica più importante dell’anno in una delle piazze più belle d’Italia, una festa di condivisione, solidarietà, speranza, per riflettere sui traguardi raggiunti e su quanto c’è ancora da fare con coraggio e determinazione.

Non a caso il tema delle celebrazioni di quest’anno è stato “Le sfide del lavoro”, per un impegno collettivo e responsabile verso “un lavoro più equo, sicuro e accessibile a tutti”.Sul palco il Segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta e i segretari generali delle più importanti federazioni afferenti alla Confsal: dalla Scuola e Università alla Sicurezza, dalla Sanità al Pubblico impiego, passando dall’Agricoltura ai Trasporti, all’Industria, Commercio e Artigianato.

Tra essi, in ordine alfabetico: Massimo Battaglia, Segretario Generale Unsa, Giuseppe Carbone Segretario Generale Fials, Donato Capece Segretario Generale Sappe, Emilio Contrasto Segretario Generale Unisin Falcri Silcea, Roberto di Maulo Segretario Generale Fismic, Raffaele Gallotta Segretario Generale Confsal Comunicazioni, Franco Giancarlo Segretario Generale Confsal Vigili del Fuoco.Hanno preso parte all’evento anche Maria Mamone Segretario Generale Snalv, Cosimo Nesci Segretario Generale Fna, Pina Onotri Segretario Generale SMI, Stefano Paoloni Segretario Generale SAP, Elvira Serafini Segretario Generale Snals, Pietro Serbassi Segretario Generale FAST-Confsal, Giuseppe Sugamele Segretario Generale Libersind, Giuseppe Tiani Segretario Generale Siap.

Tra i presenti anche Renato Loiero, Consigliere del Presidente del Consiglio e, collegati da remoto, sono intervenuti Alfonso Luzzi Segretario Generale Federagri, Andrea Cafà della Cifa Sanarcom, Rossella Spada del Fondo Formazienda.Erano presenti anche il Sindaco della città partenopea, Gaetano Manfredi e il Magistrato Catello Maresca.

Ha moderato gli interventi, Rosalba La Fauci, vicesegretario nazionale della Confsal.Ad accogliere sul palco le personalità intervenute e salutare i presenti convenuti da tutt’Italia, il “padrone di casa”, segretario regionale dello Snals di Napoli, Salvatore Margiotta.

Collegati via streaming con il palco centrale di Napoli, i segretari regionali di tutte le regioni d’Italia, anch’essi intervenuti nel corso della mattinata con importanti spunti di riflessione.

Nei vari interventi i temi più trattati: la sicurezza sui luoghi di lavoro, le diseguaglianze salariali, il lavoro povero, la fuga dei giovani all’estero, le sfide tecnologiche, la necessità di un sistema di tutele inclusivo e universale.Altre tematiche d’interesse: l’illegalità, la presenza del caporalato in agricoltura, l’annoso problema della disoccupazione, il precariato, le pensioni basse.

Per Alfonso Luzzi, vicesegretario generale della Confsal e presidente del Movimento Cristiano dei Lavoratori: “Nel mondo del lavoro bisogna dare più voce a chi ne ha poca: i tre milioni di lavoratori classificati come poveri, perché hanno un salario al di sotto dei mille euro e questo non consente loro di avere una qualità della vita dignitosa.”

“Abbiamo presentato delle proposte che saranno recepite dal Cnel e che saranno presentate al Governo per far sì che non ci sia un disallineamento tra la domanda e l’offerta di lavoro. – ha affermato Luzzi – I salari sono bassi, il nostro Paese non è attrattivo, i nostri giovani vanno all’estero, ogni anno vanno via 150mila italiani, perché trovano condizioni migliori che in Italia.”

“La Confsal sta facendo una grande lotta per migliorare la qualità della contrattazione, un lavoro difficile, duro e le altre confederazioni non danno una mano.”

Lo stesso concetto è stato ribadito dal vicesegretario nazionale della Confsal Rosalba La Fauci: “La Confsal sta portando avanti dei progetti molto definiti e ha idee molto chiare che si distinguono per la qualità.Saremo convocati anche noi l’8 maggio come Confsal insieme alle altre confederazioni sindacali a Palazzo Chigi”.

In quella sede si discuterà tra l’altro di sicurezza sul lavoro, tematica molto sentita dalla Confsal, che da anni propone progetti validi e soluzioni concrete.Per il Sindaco di Napoli Professore Gaetano Manfredi: la Festa del Lavoro è un momento di valutazione ma anche di proposte:

“A Napoli abbiamo sempre detto che abbiamo bisogno di lavoro, ma di un lavoro di qualità.

La nostra Costituzione è basata sul lavoro, ma se i lavoratori non hanno un salario equo, non è un lavoro sicuro e stabile.” – ha evidenziato.Ha poi trattato il tema del lavoro povero: “Tante persone vanno a lavorare fuori, perché si guadagna il doppio di quello che si guadagna in Italia.

Il costo della casa non è accessibile e questo rappresenta un danno non solo per i lavoratori ma per lo sviluppo.”

“Il nostro problema non è solo di aumentare i salari ma avere un modello di sviluppo, bisogna fare in modo che i profitti vengano anche redistribuiti tra i lavori con un salario più equo e creare nuove opportunità di sviluppo.”

Elvira Serafini Segretario Generale dello Snals, nel suo trascinante intervento, ha parlato della grande crescita della Confsal negli ultimi anni, grazie alla guida del Segretario Generale della Confsal Angelo Raffaele Margiotta.Per la Serafini si tratta di “una Confsal aperta, una Confsal propositiva, che ha combattuto per dare dignità ai lavoratori, governare i loro diritti ai tavoli delle trattative, dare loro sicurezza.”

“Oggi tutti parlano di sicurezza sul lavoro e di quello che si deve fare con la formazione – ha sottolineato il Segretario Generale dello Snals – Noi della Confsal siamo stati i primi a lottare per la formazione e la sicurezza”.

“La Scuola, l’Università, la Ricerca, l’Afam sono il comparto di cui mi pregio essere il Segretario.

Chiediamo ai nostri governanti di dare stabilità, di porre fine al precariato, chiediamo la stabilizzazione dei contratti, siamo alla discussione del contratto 2022-24 già scaduto.Lottiamo, e al nostro fianco c’è sempre Margiotta che ci guida, ci accompagna e ci dà delle grosse opportunità.”

L’interessante intervento di Dottore Catello Maresca, magistrato e voce autorevole nella lotta alla criminalità organizzata, si è incentrato sulla necessità della tutela dei diritti e sulla crisi dei valori, che rappresenta un pericolo gravissimo per la nostra dignità:

“I diritti sono delle garanzie giuridiche per raggiungere un bene fondamentale: la dignità – ha affermato il magistrato e dovrebbero essere qualcosa di sacro, di irrinunciabile eppure noi dobbiamo lottare, c’è bisogno di guerrieri che scendono in strada tutti i giorni affinché i diritti siano assicurati.”

“Vedo in generale un periodo di grande crisi che stiamo affrontando, una crisi di valori, un impoverimento.

Pensate all’Intelligenza Artificiale, qualcuno che vuole sostituire il nostro cervello con una macchina.La massificazione del pensiero è un altro gravissimo pericolo, questo sviluppo tecnologico rischia di toglierci la cosa fondamentale: la nostra dignità.”

Dell’importanza della legalità ha parlato anche Il Segretario Generale della Confsal Angelo Raffaele Margiotta:  

“Dobbiamo parlare delle sfide del lavoro, ma il primo pensiero va a chi il lavoro non ce l’ha.

Lottiamo affinché nel Meridione ci siano sempre più opportunità e il Sud diventi un contesto di legalità.Purtroppo, oggi molti buoni valori sono stati abbandonati e altri, proposti da tiktoker e influencer vengono portati avanti.”

Nell’ampio e articolato intervento del Segretario generale della Confsal tanti i temi trattati, in particolare alcuni punti fondamentali da cui l’azione sindacale non può prescindere: la questione salariale, per restituire potere d’acquisto agli stipendi dei lavoratori, la tutela dei diritti universali, la sicurezza sul lavoro.

“Le sfide del lavoro, quelle storiche, sono le coordinate del nostro impegno alla legalità.

La questione salariale: se facciamo un confronto, oggi una retribuzione salariale vale meno di ieri.Dobbiamo affermare che Il valore del lavoro deve essere un principio fondamentale.”

“L’appello va allo Stato e al contesto dei datori di lavoro del privato.

Questi salari bassi da cosa sono determinati? – ha rilevato il Segretario Generale – Il 90% dei contratti dei confederati hanno salari al di sotto della soglia di povertà. È un caso se i contratti delle federazioni di Confsal sono buoni, e quelli dei confederati sono bassi?”

Nel suo discorso, ampio spazio anche quest’anno al tema della sicurezza, con idee chiare e proposte fattibili:

Il Presidente del Consiglio ha annunciato uno stanziamento di 650 milioni per la sicurezza sul lavoro dall’avanzo di amministrazione dell’Inail, un tabù intoccabile – ha sottolineato – che la Confsal ha rotto due anni fa, chiedendo: Scusate, ma questo avanzo è preso dalle imprese, perché non ritorna alle imprese in termini di sicurezza?”

“Siamo ad un primo passo, ma fondamentale, in tema di sicurezza, resta la formazione.La cultura della sicurezza è stata portata nella scuola e il relatore ha dichiarato di essersi ispirato al Decalogo della Confsal.”

La mattinata si è conclusa tra l’entusiasmo e gli applausi della piazza.

Una bella giornata del lavoro, un 1° maggio da ricordare con la Confsal e i tanti lavoratori del settore pubblico e privato riuniti in uno dei luoghi più iconici del nostro Paese.Da Piazza del Plebiscito a Napoli l’impegno di affrontare le sfide e mettere “al centro il valore e la dignità del lavoro”, un diritto fondamentale che ancora troppo spesso viene negato.

 

 

https://youtu.be/Zhan9JTtHDg

Sprint Gp Miami, Antonelli in pole con Mercedes e Ferrari flop

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(Adnkronos) – Kimi Antonelli in pole position nella Sprint del Gp di Miami e la Ferrari fa flop.Il 18enne pilota della Mercedes, alla prima pole della carriera, nelle qualifiche di oggi 2 maggio 2025 ottiene il miglior tempo girando in 1'26''482.

Il baby precede la McLaren dell'australiano Oscar Piastri, leader del Mondiale, che scatterà in seconda posizione chiudendo la prima fila. Terza e quarta posizione per la McLaren del britannico Lando Norris e per la Red Bull del neopapà Max Verstappen.Quinto tempo per la Mercedes del britannico George Russell, affiancato in terza fila dalla Ferrari del monegasco Charles Leclerc.

Settima posizione e quarta fila per la rossa dell'inglese Lewis Hamilton. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, Fontana di Trevi illuminata per gli Internazionali di tennis

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(Adnkronos) – Una Fontana di Trevi illuminata di giallo, turchese, viola e rosa è quello che turisti e curiosi si sono ritrovati davanti questa sera.Una colorazione test che riguarda un videomapping realizzato in collaborazione con la Federtennis in vista degli Internazionali d'Italia.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jovanotti, c’è Renato Zero al concerto: l’omaggio del Palaeur – Video

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(Adnkronos) – Renato Zero al Palaeur di Roma per il concerto di Jovanotti e il pubblico omaggia il cantante, spettatore per una sera, intonando 'I migliori anni della nostra vita'. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jovanotti, ovazione per Carlo Verdone al concerto: “Lo famo strano” – Video

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(Adnkronos) – Ovazione per Carlo Verdone, spettatore al Palaeur di Roma per il concerto di Jovanotti.Il pubblico acclama il regista e attore, che viene omaggiato anche da Jovanotti. "Carlo, lo famo strano stasera", dice il cantante, citando una celeberrima battuta del film 'Viaggi di nozze'. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musetti battuto in semifinale Madrid, Draper vince in 2 set

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(Adnkronos) – Lorenzo Musetti sconfitto in semifinale all'Atp Masters 1000 di Madrid.L'azzurro, testa di serie numero 10, oggi 2 maggio 2025 è stato battuto dal britannico Jack Draper, numero 5 del tabellone, che si è imposto per 6-3, 7-6 (7-4) in 1h58'.

Draper affronterà in finale il norvegese Casper Ruud.La testa di serie numero 14 ha avuto la meglio sull'argentino Francisco Cerundolo per 6-4, 7-5. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump silura Waltz e non si ferma, anche Hegseth nel mirino?

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(Adnkronos) – Donald Trump miete la prima vittima, ma le 'purghe' potrebbero proseguire.Dopo l'uscita di Michael Waltz dal consiglio di Sicurezza Nazionale, diversi senatori repubblicani si interrogano sul futuro di Pete Hegseth, il segretario alla Difesa che era l'altro importante esponente dell'amministrazione Trump coinvolto nel Signalgate, con la diffusione di piani di attacco contro gli Houthi in una chat in cui era stato inserito un giornalista.  Anzi, rivela 'The Hill', alcuni, ovviamente in modo riservato, si dicono delusi dall'uscita di Waltz, considerando che l'ex deputato era qualificato per il lavoro e più affidabile del capo del Pentagono, un ex conduttore di Fox News con poca esperienza nel campo della sicurezza nazionale.  "Ha fatto un buon lavoro come consigliere per la Sicurezza nazionale, è prerogativa del presidente decidere la sua squadra, ma mi sono dispiaciuto per la notizia", ha detto il senatore del Texas, Ted Cruz.

Mentre si è detto apertamente "deluso", il senatore Thom Tillis, che è stato indeciso fino all'ultimo sulla conferma a Hegseth, votando alla fine sì a differenza di altri tre senatori repubblicani che votarono no, costringendo il vice presidente JD Vance a dare il voto decisivo per la conferma.  Coperto dall'anonimato, un altro senatore repubblicano afferma di ritenere che Hegseth potrebbe essere il prossimo silurato "non perché sia un cretino, ma perché sono preoccupati per le sue capacità di gestione e il suo team è un disastro".Il mese scorso Hegseth ha licenziato tre dei vertici del Pentagono da lui stessi nominati, compreso il suo vice capo dello staff.  Senza contare che il capo del Pentagono deve fare i conti con un altro scandalo Signal, dal momento che lui aveva una chat di famiglia – in cui erano stati inseriti il fratello e il suo avvocato, entrambi con incarichi al Pentagono, insieme alla moglie – in cui aveva condiviso le informazioni sensibili sui raid in Yemen.

E la stampa in questi ultimi giorni sta concentrando l'attenzione sulla terza moglie di Hegseth, Jennifer, che in questi mesi avrebbe assunto un ruolo molto attivo nel controllare l'agenda del marito, viaggiando con lui all'estero e partecipando a incontri con leader stranieri.  "Se continua d essere una grande distrazione, scommetto che si libereranno di Hegseth", aggiunge il senatore ricordando "il livello di tolleranza del presidente per le distrazioni che provengono da chiunque" è molto più basso di quello che aveva durante la prima amministrazione.  Bisogna però ricordare, argomenta ancora la fonte, che Hegseth ha "un profilo politico" molto più alto di quello di Waltz, e Trump, e soprattutto Vance, hanno speso "molto capitale politico" per far passare al Senato la sua nomina, che è stata al centro di controversie per settimane.Le senatrici Susan Collins e Lisa Murkowski, insieme all'ex leader Mitch McConnell, votarono con i democratici contro la sua nomina, mentre Tills alla fine votò in favore solo che Hegseth gli scrisse una lettera per affrontare le accuse di problemi con alcol e di abusi sessuali.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 2 maggio

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, venerdì 2 maggio 2025.Centrati invece sei '5' che vincono 28.072,17 euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 27,3 milioni di euro.Si torna a giocare domani, sabato 3 maggio, per l'ultimo appuntamento settimanale.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.  E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 54, 55, 67, 76, 80, 85.Numero Jolly: 82.

Numero Superstar: 52.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)