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Terrorismo, Stoltenberg: “In Europa la minaccia è reale”

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(Adnkronos) – “In Europa la minaccia del terrorismo è reale”.Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, intervistato dal Tg2 diretto da Antonio Preziosi. “Non vediamo una minaccia imminente di un attacco militare contro i Paesi della Nato.

Ma c’è un pericolo costante, la minaccia di attacchi terroristic

i.In Europa la minaccia del terrorismo è reale.

Lavoriamo con i nostri partner in Medio Oriente e Nordafrica, Giordania, Tunisia, per aiutarli a controllare meglio le frontiere e condividiamo le informazioni”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Energia, boom di profitti per le aziende nel 2022

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(Adnkronos) – Il caro bollette pesa sulle famiglie in particolare per quelle energetiche.Non è così, invece, per le società del settore che nel 2022 hanno registrato numeri da record con risultati storici sia per quanto riguarda la crescita che la redditività.

A tracciarne il quadro l’ottava edizione del ‘Rapporto sui bilanci delle Società dell’energia 2014-2022’, realizzato dal Centro Studi CoMar, confrontando i risultati degli ultimi nove anni e anticipando quelli del 2023 sulla base dei risultati dei primi nove mesi.Per l’esercizio in corso, però, si profila ora un calo dei risultati.  Nel dettaglio, il fatturato complessivo, nel 2022, è stato di 643,8 miliardi di euro, aumentando di 294,2 miliardi (+84,1%) rispetto ai 349,6 del 2021; una crescita eccezionale, anche sul precedente picco di 306,9 miliardi raggiunti nel 2014 (+109,8% su nove anni fa); tanto da essere maggiore di oltre 364,3 miliardi anche sulla media di fatturato di 279,5 miliardi registratasi negli otto anni precedenti.

Una crescita, sottolinea il rapporto, che deve scontare carica inflattiva e impennata dei prezzi finali.Gli utili, a loro volta, sono ammontati di 24,7 miliardi di euro, in aumento di 8,7 miliardi sul 2021; e rappresentano il 3,8% sul fatturato, comunque in calo rispetto al 4,5% del 2021, anche per l’incidenza dei Decreti “extra-profitti”; sono aumentati del 256% dal 2019 (anno pre-pandemico) al 2022; il margine operativo netto ha superato i 44,7 miliardi di euro, crescendo di 13,1 miliardi sull’anno precedente (+41,6%); il rapporto tra margine operativo netto e fatturato si è attestato, invece, al 6,9%, in calo sul 9% anteriore; i debiti finanziari hanno superato i 207,3 miliardi, aggiungendo 20,6 miliardi sull’anno precedente (+11%), ma, essendo aumentato ben di più il fatturato, il rapporto debiti / fatturato si è riportato ad un più fisiologico 32,2%, a fronte del 53,4% del 2021 o persino al 76,5% del problematico 2020, la cifra migliore da quando la serie è stata avviata, nel 2014. Inoltre, gli addetti delle società considerate si avvicinano sempre più alla soglia delle 200 mila unità, essendo 193.612 (+2,1% sul 2021); in aumento di 23.149 unità (+13,6%), rispetto ai 170.463 del 2014; notevole è stato l’incremento del fatturato per dipendente, attestatosi a 3,3 milioni di euro pro capite, a fronte di 1,8 milioni nel 2021.  Per quanto riguarda le classifiche delle singole aziende, sempre con riferimento ai bilanci 2022: Enel conferma il primo posto per fatturato, avanti Eni; nei primi dieci posti per fatturato, vi sono 6 società con il primo azionista Italiano e 4 Società, sempre di diritto Italiano, ma controllate da holding estera; delle prime 10 nazionali, 6 sono a controllo pubblico, attraverso il Ministero Economia Finanze o gli Enti locali; erano 7 l’anno precedente; le maggiori Società Italiane dell’energia controllate da holding estera sono, nell’ordine, Edison, Engie Italia, Esso Italiana, Kuwait Petroleum Italia, Isab, Sonatrach Raffineria Italiana, Tamoil Italia; le Società con il migliore rapporto “utili su fatturato” sono, nell’ordine, Erg, Terna, Italgas, Alerion Clean Power, 2I Rete Gas, Snam.  Le società con il migliore rapporto “mon su fatturato” sono Alerion Clean Power, Terna, 2I Rete Gas, Fri El Acerra, Snam, SGI-Società Gasdotti Italia; le società con il migliore rapporto “fatturato per dipendente” risultano GSE Gestore Servizi Energetici, Edelweiss Energy Holding, Esso Italiana, Shell Italia E&P, Burgo Energia, Ecosuntek; le società con il migliore rapporto “debiti finanziari su fatturato” sono Pad Multienergy, Edelweiss Energy Holding, Testoni, Ultragas CM, BP Italia, Tirreno Power. L’analisi di CoMar ha valutato anche l’andamento tendenziale per il 2023 sulla base dei dati dei primi 9 mesi che 14 società quotate hanno comunicato ai mercati, confrontandoli con quelli analoghi dei primi 9 mesi del 2022.

Queste 14 società rappresentano il 60% del totale del settore come fatturato e utili; entrambi questi parametri, nel loro insieme, scendono significativamente sull’anno precedente.Pertanto, nei 12 mesi settembre 2022 – settembre 2023: il fatturato è passato da 288,1 miliardi di euro a 198,2; è quindi diminuito, in un anno, di 89,9 miliardi, ovvero del 31%. Il fatturato, rileva CoMar, cresce solo per Italgas, seguita, nell’ordine, da Snam, Terna e Ascopiave; tutte le altre sono in calo, anche di oltre il 30%, a partire da Edison, A2A, Enel, Eni, Alerion Clean Power; l’utile è variato da 22,5 miliardi di euro a 19,4; è quindi diminuito, in un anno, di 3,1 miliardi, ovvero del 13%; il calo è stato di oltre il 40% per Ascopiave, Saras, Alerion Clean Power o di oltre il 30% per Eni; al contrario in netto aumento per Enel, Hera o Edison; i debiti finanziari sono aumentati soprattutto per quelle società particolarmente esposte nel miglioramento e digitalizzazione delle reti o interessate maggiormente dall’incremento del costo dell’indebitamento.  Nel complesso, i risultati definitivi del 2023 dovranno scontare uno scenario geopolitico tuttora incerto, valori delle commodities ancora sostenuti, prezzi di energia elettrica e gas in contrazione ma ancora alti in prospettiva storica, su un mercato che permane volatile e solo in graduale stabilizzazione; con una domanda in calo del 4% per l’energia elettrica e dell’11,4% per il gas, tra gennaio e ottobre, nonostante gli interventi governativi di calmierazione delle bollette e delle spese energetiche per circa 1,3 punti di Pil (2,8 nel 2022).  Le società dell’energia, in questa fase, si stanno impegnando a fronteggiare i minori ricavi dovuti alla flessione dei prezzi, rendendoli meno sensibili alle oscillazioni di mercato; a contenere l’incremento degli oneri finanziari dovuti all’evoluzione dei tassi d’interesse; a rafforzare la liquidità ed a generare flussi di cassa operativi a sostegno di ambiziosi piani di investimento; a ricercare efficienze operative. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Expo 2030, tre donne per Roma: Bebe Vio, Sabrina Impacciatore e Trudie Styler testimonial

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(Adnkronos) – Tre donne testimonial per Roma, candidata all’Expo 2030.Secondo quanto si apprende da fonti del Comitato, l’atleta paralimpica Bebe Vio, l’attrice Sabrina Impacciatore e Trudie Styler, moglie di Sting, attrice, attivista per i diritti umani e ambasciatrice dell’Unicef, interverranno domani al Bie in occasione della presentazione delle tre città candidate (oltre a Roma, Riad e Busan) prima del voto dell’Assemblea generale. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fatali (CEOforLIFE): “L’emancipazione femminile passa anche per educazione finanziaria”

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(Adnkronos) – “L’educazione finanziaria è un primo importantissimo elemento di emancipazione, soprattutto di emancipazione femminile.Molto spesso la condizione femminile è legata ad aspetti di libertà finanziaria ed economica, quindi è un tassello molto importante partire da questo osservatorio nazionale sull’educazione finanziaria in generale, ma con un focus particolare su quella al femminile, che CEOforLIFE in collaborazione con Alleanza Assicurazioni sta portando avanti, attraverso questo importantissimo incontro di oggi”. Lo ha detto Giordano Fatali, presidente CEOforLIFE Awards, a margine della Tavola rotonda promossa Alleanza Assicurazioni in collaborazione con CEOforLIFE, intitolata “Educazione finanziaria al femminile come strumento di equità sociale”, che affronta il tema dell’educazione finanziaria, fondamentale all’interno dei 17 obiettivi SDGs dell’Agenda ONU e delle sei Missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per promuovere una maggiore cultura finanziaria e assicurativa atta a migliorare l’indipendenza finanziaria delle donne. E’ necessario, attraverso una maggior sensibilizzazione sul tema, fornire alle donne gli strumenti utili per acquisire autonomia, empowerment e una maggiore tutela personale e professionale e CEOforLIFE ne dimostra l’impegno: “La mission di CEOforLIFE – conclude Fatali – è la costruzione di sistemi che possano proteggere e promuovere la vita in tutte le sue diverse declinazioni, quindi, non potevamo che essere molto attivi anche su questa iniziativa di educazione finanziaria, soprattutto al femminile per dare maggiore libertà a tutte le donne che nel nostro Paese hanno bisogno di lavorare su una ‘Women leadership’, che le renda più libere di fare scelte meno condizionate e meno soggette ai problemi, che purtroppo ancora oggi dobbiamo vedere a scapito delle donne”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, ecco l’iniziativa ‘cento esperte’ per colmare il divario di genere

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(Adnkronos) – La disparità tra donne e uomini nello sport è ancora un tema critico in termini di visibilità, accesso alle posizioni apicali, professionismo, retribuzione salariale, diritti.L’iniziativa “100esperte per lo sport”, che sarà presentata a Roma alla presenza di protagonisti e rappresentanti istituzionali, tra cui il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, è un progetto concreto, che agisce sul mondo dell’informazione per dare voce e visibilità all’expertise femminile. All’evento, che si terrà a Roma mercoledì 29 novembre 2023 alle 15.00, presso la sede del Coni (Piazza Lauro de Bosis 15), interverranno, oltre al Ministro Andrea Abodi, Diana Bracco, Presidente Fondazione Bracco; Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning Legacy Officer Milano Cortina 2026; Antonio Parenti, Capo Rappresentanza in Italia della Commissione Europea; Silvia Salis, Vicepresidente vicaria CONI; Monia Azzalini, Responsabile settore Media e Genere, Osservatorio di Pavia; Marco Mazzocchi, Caporedattore e conduttore RaiSport; Silvia Garambois, Presidente GiULiA; Elisa Giomi, Commissaria AGCOM; Manuela Claysset, Responsabile Politiche di genere e diritti UISP; Fiona May, ex lunghista, Board of trustees children’s Foundation of UEFA; Laura Pellicoro, mezzofondista; Luisa Rizzitelli, Presidente ASSIST; Valeria Straneo, ex atleta, campionessa di maratona, con la moderazione di Elisabetta Migliorelli, Vicedirettrice TG2 e contributi video di Maria Luisa Garatti, avvocata dello sport e atleta, e Katia Serra, ex calciatrice. Sul fronte della rappresentazione mediale lo sport è il 5° argomento più frequente a livello globale, ma la porzione di notizie che riguardano le atlete professioniste è il 14%, percentuale che scende al 3% se consideriamo l’Italia (fonte GMMP).

Secondo il Report Calcio 2023, tra il 2008 e il 2022 le calciatrici tesserate per la FIGC sono quasi raddoppiate (da 18.854 a 36.552) e si stima una crescita esponenziale del valore commerciale del calcio femminile in futuro (da 6,6 milioni di euro nel 2021 a 46,7 nel 2033).  Nonostante ciò, un’analisi dei maggiori notiziari italiani condotta dall’Osservatorio di Pavia mostra come solo l’1,7% di notizie sportive sia dedicato al calcio femminile, a fronte di una percentuale complessiva del 44% focalizzata su questo sport.Anche l’accesso alle posizioni dirigenziali è ancora fortemente squilibrato, basti pensare che nel calcio le donne sono il 19,8% degli allenatori e solo il 12,4% dei dirigenti federali (rilevazioni CONI).

Sul fronte dei diritti ad oggi il professionismo sportivo femminile riguarda unicamente il golf e il calcio di serie A (quello maschile si estende anche a basket e ciclismo su strada) con una presenza di appena il 28,2% di atlete professioniste.Il carattere dilettantistico del mondo sportivo contribuisce a incrementare altre discriminazioni, come il divario di retribuzione, uno dei problemi più evidenti nello sport femminile. I media hanno un ruolo centrale nel contribuire a un’inversione di questa tendenza, come ribadito recentemente anche dall’Unione Europea, (Towards More Gender Equality in Sport, European Commission).

Il progetto “100 donne contro gli stereotipi” (#100esperte), nato da un’idea di Gi.U.Li.A.Giornaliste e dall’Osservatorio di Pavia, con il sostegno di Fondazione Bracco e il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, è una banca dati online liberamente accessibile con oltre 450 profili di esperte in settori strategici (Sport, STEM, Economia e Finanza, Politica internazionale, Storia e Filosofia) selezionate con criteri scientifici, perché siano interpellate da giornalisti, organizzatori di eventi e talk show, agenzie e uffici stampa, scuole e università per colmare l’assenza di donne di grande professionalità ed eccellenza nel panorama dei media e della comunicazione italiana.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Passero (Alleanza Ass.): “In Italia divari anche per deficit educazione finanziaria”

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(Adnkronos) – “L’educazione finanziaria è importante per tutti i cittadini e in Italia è rilevante come tematica.Noi abbiamo un deficit dell’educazione finanziaria ed è un indicatore che si traduce in minore opportunità di sviluppo, nonché minore opportunità di benessere diffuso.

Ciò comporta inevitabilmente disparità e divario”.Lo ha detto Davide Passero, amministratore delegato di Alleanza Assicurazioni, a margine della Tavola rotonda promossa dalla stessa compagnia assicuratrice in collaborazione con CEOforLIFE, intitolata “Educazione finanziaria al femminile come strumento di equità sociale”, che affronta il tema dell’educazione finanziaria, fondamentale all’interno dei 17 obiettivi SDGs dell’Agenda Onu e delle sei Missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), per promuovere una maggiore cultura finanziaria e assicurativa atta a migliorare l’indipendenza finanziaria delle donne. Maggior sensibilizzazione sul tema, quindi, fornendo loro gli strumenti necessari per acquisire autonomia, empowerment e una maggiore tutela personale e professionale: “Ci sono, in particolare, tre categorie fragili in Italia – spiega Passero – i giovani, i nuovi italiani e le donne.

Per le donne il tema è particolarmente rilevante, in quanto incide sulla capacità di autodeterminazione, sulla libertà di pensiero, sulla libertà di azione e crea subordinazione, che non consente una completa emancipazione femminile”.  In particolare, la Missione n. 4 del PNRR mira a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di un’economia basata sull’alta conoscenza, competitività̀ e resilienza, partendo dalla consapevolezza delle criticità̀ presenti nel nostro sistema di istruzione, formazione e ricerca: “In Italia c’è un dato alquanto drammatico: 1 denuncia su 3 per violenza è violenza economica e questo sottolinea l’importanza di contribuire a colmare questo Gap, permettendo alle donne e ai giovani nuovi italiani di avere benessere”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, settore giovanile: vince di goleada la Primavera

Juve Stabia, i risultati del settore giovanile: goleada a Foggia della Primavera 3.

Juve Stabia, vittoria larghissima della Primavera 3 a Foggia ed anche dell’Under 16. Perdono Under 15 e Under 17 ad Avellino.

Il tabellino del match di Primavera 3 tra Foggia e Juve Stabia.

Allo Stadio del “Centro Sportivo FIGC” di Foggia si è disputata la gara valida per la decima giornata del girone B del campionato Primavera 3 che è terminata con il punteggio di 4-0 in favore delle Vespette.

Così in campo:

Foggia – Russo, Cannone, Bellino, Frazzano, Castaldi, Cicchella (70′ Ianzano), Agnelli, Brizzi (76′ Bolognone), Divietro, Cernicola (70′ Di Sibbio), Iddrisson. A disposizione: De Simone, Capotosto, De Vito, Di Sibbio, Ianzano, Rella, Catenaccio, Elia, Bolognone, Rago, Vigilante, Delli Carri. Allenatore: Massimiliano Olivieri

Juve Stabia – Puca, Boakye (67′ Sparavigna), Ascolese, Cirillo, Galietti, Angelotti, Saviano (82′ D’Ambrosio), Testa, Perna (78′ Patricelli), Faccetti (82′ Pezzella), Gargiulo (67′ Di Nardo). A disposizione: Lauritano, Schettino, Velotti, Pezzella, Monaco, Di Nardo, Patricelli, Sparavigna, D’Ambosio. Allenatore: Giorgio Lucenti.

Marcatori: 33′ Saviano (JS), 51′ Faccetti (JS), 76′ Cirillo (JS), 79′ Testa (JS).

Ammoniti: Frazzano (F), Castaldi (F), Boakye (JS), Cirillo (JS), Galietti (JS), Angelotti (JS).

Espulsi: -/.

Nel Girone B di Primavera 3 in testa l’Avellino con 24 punti, segue la Virtus Francavilla con 19, al terzo posto Juve Stabia, Catanzaro e Gubbio con 17 punti. Nel prossimo turno la Juve Stabia affronterà in casa il Latina.

Il tabellino del match dell’Under 16 della Juve Stabia.

Allo stadio “San Michele” di Pomigliano si è disputata l’ottava giornata del campionato Under 16 tra Juve Stabia e Perugia, terminata con il risultato di 3-0 per le Vespette.

Così in campo:

Juve Stabia – Ardolino, De Simone, Torino, Petrlic (73’ Paolini), Avvisato, Amelio, D’Angelo (73’ Calabrese), Sedile (78’ Palermo), Russo, Ponte, Di Domenico (59’ Minucci). A disp. De Gennaro, Cepollaro, Malafronte, Chiaccio, Garofalo. All. Aveta

Perugia – Cataldo, Cingolani (78’ Condac), Bartolini (59’ Bevanti), Peruzzi, Cesarini (73’ Tomassini), Brunori, Merico (73’ Bevanati), Dottori (73’ Ciani), Mechelli, Pepe (59’ Vanni), Fiorentini (59’ Agnissan). A disp. Cantalino, D’Ovidio, Perugini. All. Anelli

GOL – 30’ Petrlic (JS), 65’ Russo (JS), 69’ Sedile (JS)

AMMONIZIONI – Ponte (JS), Dottori (P)

ESPULSIONI – /.

Il match tra l’Avellino e le Vespette per il campionato Under 15.

Allo stadio “W.Russo” di Venticano si è disputata la 10 giornata del campionato Under 15 tra Avellino e Juve Stabia terminata con il punteggio di 2-1 per i padroni di casa.

Così in campo:

Avellino – Barbieri, De Biasi, Tomasetta (85’ De Caro), Angelino (46’ De Cunzo), Palma, Ciampi, D’Antonio (85’ Valente), Bembo (46’ Lauri), Biancolino (56’ Sansone), Bianco, Frulio (67’ Sasso). A disp. Sessa, Ferrara, Esposito. All. Di Donato

Juve Stabia – Cappa, Sparavigna (73’ Capozzoli), Muoio, Iadanza, Picardi, Tricarico, Filosa (61’ Di Maio), Sapio, Castellano (61’ Silvestri), Mauro (18’ Iuorio), Bottone. A disp. Valentino, Vanzanella, Luongo, Martone, De Vita. All. Criscuoli

GOL – 38’ D’Antonio (A), 77’ Sasso (A), 81’ Iuorio (JS)

AMMONIZIONI – De Cunzo (A), Sparavigna (JS)

ESPULSIONI – Sapio (JS).

Il tabellino del match tra Avellino e Juve Stabia per il campionato Under 17.

Allo stadio “W.Russo” di Venticano si è disputata la 10 giornata del campionato Under 17 tra Avellino e Juve Stabia terminata con il punteggio di 1-0 per i padroni di casa.

Così in campo:

Avellino – Pezzella, Mancini (61’ Maglione), Amiranda (46’ Dini), Napolitano (46’ Albanese), Urciuoli, De Rosa, Bianco (46’ Chipak), Coppola (61’ Cecere), Paraggio, Baldari (88’ Caradonna), Catalano. A disp. Castiglio, Milione, Tortoriello.

Juve Stabia – Piccolo, Di Maiolo (59’ Acosta), Avolio, Esposito S., Trotta, Graziano, Capasso (67’ Coppola), Stanco, Ferraro (67’ Valentino), Trascente (76’ Esposito A.), Malafronte. A disp. Vaccaro, Vaia, Persico, Nambuletto, Amendola. All. Sacco

GOL – 70’ Albanese (A)

AMMONIZIONI – Dini (A), Di Maiolo (JS), Capasso (JS), Malafronte (JS)

ESPULSIONI – /.

 

Doxee partner di Adnkronos con piattaforma Babelee

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(Adnkronos) – Doxee, multinazionale high-tech leader nell’offerta di prodotti in ambito Customer Communications Management (CCM), Digital Customer Experience e Paperless, annuncia che Babelee, la piattaforma tecnologica di proprietà di Doxee per la produzione di video personalizzati, interattivi e generati automaticamente in tempo reale è stata scelta da Adnkronos per i servizi Infostream e Infostream|Demografica.Adnkronos, media company ( integrare il profilo della azienda ), ha realizzato due importanti iniziative editoriali per offrire i contenuti più rilevanti del giorno attraverso servizi real time generati autiomaticamente dalla piattaforma tecnologica innovativa Babelee.

Questa piattaforma è stata scelta da Adnkronos anche per il progetto Infostream|Demografica che ha l’obiettivo di raccogliere e diffondere notizie sullla crescente denatalità e le conseguenze della crisi demografica in Italia.  Federico Giustini, Head of Digital di Adnkronos: “Siamo orgogliosi di collaborare con Babelee alla creazione un prodotto innovativo, tecnologicamente avanzato, estremamente versatile e adattabile a qualsiasi contesto, un video di grande impatto visivo che si autogenera al momento del play , in grado di catturare l’attenzione dell’utente e trasmettere le informazioni in modo chiaro e conciso.Infostream e Infostream | Demografica sfruttano al massimo le potenzialità del video, utilizzando immagini e animazioni per rendere le notizie ancora più coinvolgenti e memorabili.

In Adnkronos crediamo che abbiano il potenziale per rivoluzionare il modo in cui le persone consumano le notizie”.  Il formato dei servizi video è sempre più predominante nel panorama comunicativo anche per il vasto ambito di applicazioni trasversali su moltissimi settori.Da fonte di intrattenimento, è diventato uno strumento per catturare l’attenzione del lettore e degli utenti e aumentare le conversioni digitali.  Francesco Compiani, Head of Marketing Operation di Doxe commenta “Siamo orgogliosi che Adnkronos abbia abbracciato un approccio così innovativo nella comunicazione verso i propri utenti, utilizzando Babelee per produrre servizi video partendo da semplici FeedRSS in modo completamente automatico.

Abbiamo scelto di investire in tecnologie avanzate per la creazione di esperienze digitali attraverso contenuti video basati sui dati, che favoriscono un miglior coinvolgimento del lettore e consentono la produzione automatizzata dei contenuti, con un impatto importante nella ottimizzazione dei processi, contribuendo così agli obiettivi di efficienza dell’editore”.  La piattaforma Babelee rappresenta l’ultima frontiera nella creazione di contenuti video, riuscendo a soddisfare in modo semplice le esigenze di produzione su larga scala e automatizzando la creazione dei contenuti senza la necessità di ricorrere a competenze tecniche specialistiche, grazie alla disponibilità di librerie e alla capacità di integrare dati da fonti eterogenee.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Non solo Sinner, da Rita Hayworth a Ed Sheeran: tutti i ‘rossi’ che hanno fatto la Storia

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(Adnkronos) – “Russu è malu pilu”.Così Giovanni Verga nella novella ‘Rosso Malpelo’, riportando un pregiudizio dell’epoca che vedeva un essere malvagio in chi aveva la chioma rossa.

Pregiudizio smentito ormai da tempo e sicuramente distrutto dal ‘rosso’ nazionale Jannick Sinner, il 22enne tennista altoatesino che sui campi di Malaga ha riconsegnato all’Italia dopo 47 anni la Coppa Davis.Sinner è solo l’ultimo di una lunga lista di stelle ‘rosse’ di grande successo, dal cinema alla musica, dall’arte alla politica.

Rossa era Rita Hayworth, attrice straordinaria con le morbide onde del colore delle foglie d’autunno, che popolò i sogni erotici di milioni di uomini con la sua bellezza esplosiva in ‘Gilda’, pellicola cult del 1946, e che conquistò l’amore dell’Aga Khan sposandolo e diventando ‘Sua Altezza’. Per rimanere in tempi più recenti, indimenticabili i boccoli rossi di Susan Sarandon, che ha mantenuto i capelli naturali per tutta la sua carriera, o quelli di Nicole Kidman, della ‘Pretty Woman’ Julia Roberts e di Julianne Moore, senza trascurare Jessica Rabbit, personaggio animato ispirato all”atomica’ Hayworth e diventato celebre grazie alla battuta “Non sono cattiva, è che mi disegnano così”, nel film ‘Chi ha incastrato Roger Rabbit?’.E ancora, Inger Nillson, protagonista della serie tv ‘Pippi Calzelunghe’, Molly Ringwald, attrice simbolo degli anni ’80 in film come ‘Sixteen Candles’, ‘Breakfast Club’ e ‘Un compleanno da ricordare’, o Emma Stone, Emma Watson, Tilda Swinton fino a Marcia Cross, la Bree di ‘Desperate Housewives’.

Tra le rosse italiane di successo è impossibile non ricordare Miriam Leone, Cristiana Capotondi e Matilde Gioli, tutte sulla cresta dell’onda con le loro chiome ramate. Il rosso ha portato fortuna anche a molti maschietti del grande e del piccolo schermo, dal decano Robert Redford, il ‘Gatsby’ dei più bei sogni femminili, al Premio Oscar Michael Fassbender, ma anche Eddie Redmayne, anche lui Oscar come miglior attore per il film ‘La teoria del tutto’, o il britannico Ewan McGregor, assurto alla fama con ‘Trainspotting’.Ma anche gli italiani come Elio Germano o Claudio Gioè sfoggiano delle capigliature ramate. Il ‘rutilismo’ in musica ha un importante precedente in Antonio Vivaldi, che per la sua capigliatura ramata era chiamato il ‘Prete rosso’, anche se le parrucche di moda nel XVIII secolo consentivano a uno dei più grandi geni musicali italiani di camuffare la sua chioma.

Passando a tempi più recenti e al pop, Milva è certamente la regina del canto dalle fluenti chiome rosse.Per la sua aggressività artistica Milva era soprannominata la Pantera di Goro e se fosse vissuta nell’antico Egitto, avrebbe confermato la credenza che i rossi fossero discendenti di Seth, dio della violenza e delle tempeste, dotati di maggior ferocia.  Feroce non è certo Orietta Berti, anche lei dalla chioma rossa come la colleghe Ornella Vanoni, la scoppiettante Rita Pavone, Fiorella Mannoia, Chiara Galiazzo e Noemi.

E tra gli uomini, l’inglese Ed Sheeran, cantautore tra i più popolari del nuovo millennio, e Mick Hucknail, leader dei Simply Red. Vincent van Gogh è il rosso dell’arte per antonomasia, anche se il rutilismo non sembra essere comune tra i pittori.I soggetti con le folte chiome ramate erano però particolarmente amati dagli artisti, soprattutto dai Preraffaelliti, primo fra tutti Dante Gabriel Rossetti, che immortalò la bellissima Elizabeth Siddall la cui chioma di lucenti capelli rossi fece innamorare di sé il pittore.

La Siddall diede il volto anche a ‘Ofelia’, ritratta dal collega di Rossetti, John Everett Millais, e fu protagonista di tantissimi altri ritratti dei preraffaelliti.Ma il rosso era anche il colore preferito di Tiziano – la Venere dell”Amor sacro e Amor profano’ della Galleria Borghese ha le chiome ramate – e del genio della secessione viennese, Gustav Klimt, che predilige le modelle dai capelli rossi per le sue opere. Il padre di tutti i rossi, il più antico di cui si abbia memoria, è certamente il faraone Ramses ma il più famoso è l’imperatore Nerone, la cui perfidia ha certamente contribuito alla cattiva nomea dei rossi.

Ma anche Federico I di Hohenstaufen, detto il ‘Barbarossa’, aveva chiome ramate.E la regina Elisabetta I aveva i capelli rossi.

La sovrana era talmente amata da far diventare il rosso di gran moda tra le dame dell’epoca.Per rimanere in Inghilterra, rosso è anche il principe Harry, che certo non fa dormire sonni tranquilli alla monarchia britannica tanto che il padre, Re Carlo III, non lo ha invitato per Natale.  Più che al ‘Malleus Malleficarum’ quindi, dove si sosteneva che avere i capelli rossi significava essere strega, lupo mannaro o vampiro, la folta schiera di rossi di successo sembra invece dar ragione a una credenza comune che vede nelle chiome ramate il segno di un temperamento fiero e implacabile.

Infatti Lucy Maud Montgomery, autrice del romanzo ‘Anna dai capelli rossi’, divenuto celebre grazie a una serie animata della fine degli anni ’70, scriveva che il temperamento della protagonista “richiamava il colore dei suoi capelli”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Violenza sulle donne, dall’impiegata alla manager le voci al rientro al lavoro dopo la maxi-mobilitazione

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(Adnkronos) – Più forza, più consapevolezza, più condivisione.Dopo l’ondata di mobilitazione nella giornata contro la violenza sulle donne, a partire dalla grande partecipazione alla manifestazione del Circo Massimo a Roma, resta forte il ‘grido’ delle donne.

Adnkronos ha raccolto, al lunedì al rientro al lavoro, le voci di dieci donne, impegnate in diversi ambiti lavorativi.  “E’ stata una delle prime volte -spiega Francesca Recine, commerciante di Genova, più punti vendita abbigliamento sportivo e articoli sportivi, vicepresidente di Fismo Confesercenti (negozi di abbigliamento) ad Adnkronos/Labitalia- in cui nel nostro Paese si è sentita una voce così forte contro la violenza sulle donne, a partire dalla manifestazione al Circo Massimo.E questo mi ha lasciato una grande forza, che viene dalla condivisione.

Spesso gli atti di violenza accadono in ufficio, sul luogo di lavoro, e aver dato voce a una realtà spesso silente è stato molto importante.Da oggi credo che le tante donne vittime di violenza, che oltre ai gesti può essere contenuta anche nelle parole, non si sentano più sole.

E da oggi proprio grazie alla condivisione che si è creata su questo tema tutti abbiamo capito che bisogna tenere gli occhi aperti, sempre”, conclude.  Per Federica Rossi Gasparrini, presidente di Obiettivo Famiglia/Federcasalinghe, “inattesa ma bellissima è la grande partecipazione di donne e uomini alle iniziative contro la violenza sulle donne”. “Noi c’eravamo, a far rumore, con coperchi e mestoli.Anche in famiglia, talvolta, serve rapportare la cultura del rispetto e della condivisione.

Noi ci siamo!”, dice ad Adnkronos/Labitalia.  “Degli eventi di questi giorni contro la violenza sulle donne -afferma Marcella Caradonna, commercialista e presidente dell’ordine dei commercialisti di Milano ad Adnkronos/Labitalia- resta la voglia di mettersi a disposizione e di fare rete contro questo fenomeno, offrendo le proprie competenze.Noi come commercialisti abbiamo fatto tanto contro la violenza economica.

Spesso e volentieri infatti tante donne sono vittime di violenza e non riescono a staccarsi dal contesto in cui la subiscono perchè non hanno un lavoro e hanno paura di restare in mezzo a una strada.E allora è necessario creare una ‘cintura di sicurezza’ intorno a queste donne, facendo ognuno la propria parte, mettendo ognuno un tassello.

Noi commercialisti ci siamo, uomini e donne”.  Cristina Costarelli, preside e presidente dell’Anp Lazio, definisce la manifestazione contro la violenza sulle donne che sabato ha visto riempirsi le piazze di tutta Italia “un segno di speranza per il futuro nonostante la consapevolezza delle difficoltà”. “La manifestazione di sabato – sottolinea Costarelli All’Adnkronos – sicuramente dà un segno positivo di coinvolgimento e di attenzione.Aver visto così tante persone di entrambi i sessi, di tutte le età, di tutte le professioni, unirsi in questi numerosi momenti su scala nazionale veramente dà un idea di quanto sia sentita questa situazione ci lasci ben sperare per il futuro anche se siamo consapevoli di tante difficoltà, tante criticità che necessitano di tempo affinché siano realmente superate.

L’impresssione della partecipazione è sicuramente positiva”.  “Più che rispetto al ritorno in ufficio forse la domanda dovrebbe essere come mi sono sentita a tornare a casa.In realtà il nostro ufficio nel Municipio VIII di Roma è una realtà piuttosto virtuosa dove non si percepisce in alcun modo una discriminazione nei confronti nelle donne.

Io vengo dal privato e il passaggio qui in Municipio è stato il passaggio in una oasi.Nel privato era complicato anche solo prendersi delle ore per i bambini piccoli, piuttosto che una giornata di malattia mentre qui c’è una grande attenzione alle necessità delle persone”, dice all’Adnkronos Federica, dipendente del Comune di Roma, che sabato era in piazza per dire basta alla violenza contro le donne. “Io ho 50 anni – aggiunge – e gli uomini della mia generazione sono cresciuti con una cultura del patriarcato, una parola tornata d’attualità recentemente, difficile da scardinare, anche in famiglia, per quanto il clima sia non violento.

Ci sono comunque delle libertà che un uomo si sente di prendere con più facilità rispetto ad una donna.Un uomo, come mio padre o anche il mio compagno, non si sente di giustificarsi in alcun modo per le proprie scelte mentre noi, anche per un retaggio culturale, ci viene quasi automatico giustificarci per la più piccola libertà che ci prendiamo.

Per lui è naturale dire ‘esco’ senza aggiungere ‘dove come e perché’, per me no”.  Dopo i cortei di Roma e Milano “mi sono sopresa ad essere invasa da una tristezza, la tristezza che le nostre lotte femministe non avessero messo fine agli abusi, alle discriminazioni per non parlare poi della violenza estrema sulle donne, il femminicidio”, commenta l’astrofisica Patrizia Caraveo, classe 1954, con l’Adnkronos.La scienziata sottolinea di essere “rimasta molto colpita dalla numerosità e dalla quantità di persone, donne di tutte le età ma anche uomini, che hanno partecipato alle manifestazioni: è un segno di quanto sia necessario fare qualcosa, di quanto il problema continui ad essere importante e non risolto”.  Patrizia Caraveo è stata direttore dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano (Iasf) e direttore di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, e fa parte del network di “100 donne contro gli stereotipi”, “un elenco di donne scienziate – spiega – voluto dalla Fondazione Bracco con l’idea di dare ai media un ‘catalogo’ di possibili interlocutrici perché in Tv l’esperto di turno da consultare era sempre un maschio.

L’elenco è iniziato con le scienziate, poi è stato ampliato con le donne in economia e adesso con le sportive: i premi per le donne sportive, per esempio, sono inferiori a quelli degli uomini”.  “Sarebbe stato bello – prosegue Patrizia Caraveo – aver potuto vedere delle differenze fra le lotte femministe dei nostri anni e quelle di oggi, ma non mi sembra sia così.Dopo l’università davo per scontato che avevamo sviscerato questo problema e che la società sarebbe stata pronta a risolverlo.

Poi quando mia figlia è cresciuta, io sono andata avanti con la carriera ed una mia amica americana mi ha chiesto di partecipare ad una conferenza vicino Washington su cosa accadeva alle donne nella scienza.Era la fine degli anni ’90, per partecipare alla conferenza ho iniziato a cercare dati in Italia e sono letteralmente ‘caduta dal pero’.

Vivevo nell’ipotesi che il movimento femminista avesse ottenuto qualcosa, invece niente”. “La verità – continua l’astrofisica – è che sui temi della parità di genere dovremmo ‘copiare’ la Coca-Cola: non smette mai di fare marketing ed i loro guru della pubblica dicono sempre che ‘è vero che la Coca-Cola è conosciuta in tutto il mondo ma se smettessimo di fare spot i consumatori ci dimenticherebbero.E questo vale anche per le lotte di genere, le lotte per una vera parità di genere.

Insomma un corteo è come fare uno spot: è evidente invece che dobbiamo battere sul tema ogni giorno, ancora e ancora”. “La vicenda di Giulia è stata una scossa forte ma qualcosa si stava già muovendo anche a livello delle istituzioni locali.Bisognerebbe però lavorare di più sulla cultura, intervenire a livello di scuola: insegnare che si può lavorare a braccetto uomo-donna ma sempre con rispetto.

Ma bisognerebbe iniziare sradicando del tutto questa concezione anche un pò impalpabile per cui l’uomo può aspirare a fare l’astronauta e la donna no perchè fa i figli.Una forma di pressione che aleggia anche nelle fabbriche più rispettose, come la mia, dove restano sempre poche le donne che sono a capo o quelle inserite nella manutenzione oppure quelle che trovano spazio a livello di quadri amministrativi…c’è sempre velata, latente, questa sorta di preconcetto legato al fatto che a un certo punto la donna si deve assentare per i figli.

Quasi che si debba scegliere tra carriera e maternità”, sottolinea Miriam, operaia alla Stellantis di Val di Sangro in Abruzzo, due figlie di cui l’ultima di 4 anni, conversando con l’Adnkronos. “Eppure quando poi ci assentiamo, a qualsiasi livello, l’azienda il peso lo sente eccome: per questo la parità passa anche da un aiuto vero alla famiglia, di un sostegno soprattutto da un governo che dice di essere a favore della famiglia”. “Questo 25 novembre ci lascia due consapevolezze.La prima è quanto sia ancora necessario un impegno ampio, vero e diffuso per ridurre il fenomeno allarmante delle violenze.

La seconda è che altrettanta dedizione ed attenzione dovrà essere messa nel mondo del lavoro per contrastare le discriminazioni e gli ostacoli che pregiudicano la partecipazione paritaria delle donne al lavoro, circostanza che ancora caratterizza il nostro Paese.Abbiamo assistito in queste settimane forse a un risveglio collettivo di coscienze.

Adesso non dobbiamo disperdere questa attenzione, ma renderla concreta.Se davvero vogliamo raggiungere una democrazia paritaria, dobbiamo prima di tutto investire nelle infrastrutture sociali ed educative, a cominciare dagli asili nido e dall’assistenza degli anziani.

La cura dell’essere umano è il primo passo per alleggerire le donne e permettergli di realizzarsi a pieno”, dice ad Adnkronos/Labitalia Antonella Giachetti, presidente nazionale dell’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda. “Serve poi una formazione anche economica e finanziaria, che consenta alle donne di essere autonome e di avviare percorsi di attività economiche anche in modo indipendente.Oggi più che mai abbiamo bisogno della componente femminile, della sua visione di resilienza e creatività anche in ambito economico.

Ma prima ancora, la nostra società necessità di un cambio culturale, che metta al centro il valore sacro di ogni singola vita.Solo così possiamo prevenire ogni violenza e conflitto”, aggiunge. La violenza di genere coinvolge le donne medico tre volte: “In primo luogo come professioniste che assistono e curano le vittime, in secondo luogo per il rischio di aggressioni ai sanitari che nel 70% colpiscono proprio le donne, e infine nelle dinamiche di lavoro per i diritti non rispettati e gli ostacoli alla carriera rispetto ai colleghi maschi: siamo la maggioranza degli operatori sanitari e la minoranza nei posti di comando”, illustra all’Adnkronos Salute Chiara Rivetti, segretaria regionale Anaao Assomed Piemonte e medico internista. Da medico, ribadisce Rivetti, “i punti di vista sul tema sono diversi.

Attraverso l’assistenza e la cura delle vittime si ha una consapevolezza diretta della frequenza, della dimensione e dell’importanza del fenomeno che, nella metà dei casi, evidenzia violenze che si consumano dentro la famiglia.Abbiamo la percezione precisa dell’urgenza che serve fare subito qualche cosa”.

Come lavoratrici, invece, “credo che il successo della manifestazione sia servito a non far sentire sola nessuna di noi: ormai è chiaro che siamo in tante a vivere un ambiente di lavoro in cui esiste il rischio di violenza psicologica o fisica.E che possiamo sostenerci a vicenda”, aggiunge Rivetti, ricordando che sul lavoro”ci sono aggressioni che non sempre riusciamo a riconoscere, come i diritti negati.

E anche in questo caso credo che la manifestazione ci abbia aiutato a cambiare sguardo, a porsi la domanda fondamentale: ma il mio primario, rispetto a una mia richiesta, avrebbe dato la stessa risposta se fossi stata un uomo?Una domanda che troppe volte non ci siamo fatte a fronte di un avanzamento di carriera mancato, per esempio”. In sanità, inoltre, come dimostra la cronaca, “siamo a rischio anche di aggressioni da parte dei pazienti, in particolare in aree come i pronto soccorso.

In 7 casi su 10 sono colpite proprio le donne.E credo che anche qui una delle prime domande è sempre: se la collega aggredita fosse stata un uomo, sarebbe successo lo stesso?

In molti casi – osserva Rivetti – la risposta è negativa.Penso che ora, dopo questa mobilitazione, mai vista prima con questi numeri, siamo più consapevoli che molte delle nostre problematiche lavorative sono anche legate al genere.

Il dato positivo è che ci sentiamo meno isolate”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Roma confronto su Educazione Finanziaria al femminile come strumento equità̀ sociale

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(Adnkronos) – La promozione di una maggiore cultura finanziaria e assicurativa è essenziale per migliorare l’indipendenza finanziaria delle donne, fornendo loro gli strumenti necessari per acquisire autonomia, empowerment e una maggiore tutela personale e professionale. È questo il messaggio principale dell’evento “Educazione finanziaria al femminile come strumento di equità sociale” organizzato da CEOforLIFE con il sostegno di Alleanza Assicurazioni, e svoltosi oggi a Roma presso il CEOforLIFE ClubHouse di Montecitorio.  Il tema dell’educazione finanziaria riveste un ruolo fondamentale all’interno dei 17 obiettivi SDGs dell’Agenda ONU e delle sei Missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).In particolare, la Missione n. 4 del PNRR mira a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di un’economia basata sull’alta conoscenza, competitività̀ e resilienza, partendo dalla consapevolezza delle criticità̀ presenti nel nostro sistema di istruzione, formazione e ricerca.  Alleanza Assicurazioni è impegnata sul fronte di una mission che la vede da anni protagonista: quella di accrescere l’educazione finanziaria e assicurativa degli italiani, un importante ruolo sociale in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu al 2030.

La Compagnia ha avviato dal 2020 un “Programma Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa”, articolato in seminari gratuiti che in questi anni hanno registrato oltre 300 mila partecipanti a più di 3.500 eventi, suddivisi tra “Protection Day”, “Investment Day” e “Previdenza Day”.L’impegno degli eventi sul territorio è stato amplificato con un piano editoriale social, radio e rubriche ad hoc raggiungendo oltre 80 milioni di contatti. Claudia Ghinfanti, Responsabile Marketing di Alleanza Assicurazioni ha commentato: “I dati dell’ultima edizione di Edufin Index evidenziano che le donne sono in una condizione di fragilità finanziaria rispetto agli uomini e dimostrano poco interesse verso i temi finanziari e assicurativi, registrando un livello di Edufin Index più basso di 5 punti rispetto agli uomini (54 vs 59). È importante analizzare i fattori che sono alla base del gender gap: l’imprinting della famiglia italiana e il mancato ruolo della scuola ad oggi in termini di educazione finanziaria.

Ecco perché Alleanza sta ponendo attenzione particolare all’alfabetizzazione finanziaria al femminile, coinvolgendo in prima linea le nostre Consulenti assicurative della Rete di Alleanza.Il progetto “Donne che parlano alle Donne” le ha viste impegnate nella realizzazione di rubriche su tutti i canali on e off line, promuovendo i principali concetti di educazione finanziaria assicurativa applicati alla quotidianità.

Inoltre, sono stati realizzati eventi educativi e masterclass, gli “Investment day al femminile”, per accrescere le competenze delle partecipanti sui temi finanziari”. Dopo l’intervento di Giordano Fatali, President & Founder CEOforLIFE, sono seguiti i diversi panel: Educazione finanziaria: evidenze e GENDER GAP, Educazione finanziaria come strumento di Empowerment, Educazione finanziaria come percorso di carriera.A seguire, gli interventi di Ylenia Lucaselli, Capogruppo FdI in Commissione Bilancio Camera dei Deputati e di Enrico Giovannini, Co Founder di AsViS, prima della conclusione dei lavori affidata a Davide Passero, ceo di Alleanza Assicurazioni.  Tanti i panelist che hanno portato il loro contributo: Claudia Ghinfanti, Responsabile Marketing, Alleanza Assicurazioni – Giuseppe Di Rienzo, Direttore Generale Fondazione Libellula – Monica Rivelli, Responsabile Progetti Feduf – Elisa Brancalion, Responsabile Formazione e Sviluppo, Alleanza Assicurazioni – Jole Saggese, Capo Redattore Class CNBC – Elena Silvani, Responsabile Sviluppo e Governance di Rete, Alleanza Assicurazioni – Laura Mercuri, PWN Rome e Responsabile sistema di controllo sull’informativa finanziaria e di sostenibilità, Eni – Paola Corna Pellegrini, Presidente Winning Women Institute e AICEO – Associazione Italiana CEO – Laura Gangitano, Head of National Practices Jefferson Wells – Simona Alberini, Ceo Abb Italia. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pensioni, dal 1° gennaio arriva l’aumento: Giorgetti ha firmato il decreto

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(Adnkronos) – Più soldi in arrivo per i pensionati.A partire dal 1° gennaio 2024 scatta un adeguamento all’inflazione pari a +5,4% delle pensioni.  Il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, comunica che di concerto con la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, ha firmato il decreto. ”L’aumento, che verrà riconosciuto nelle modalità previste dalla normativa, è stato calcolato sulla base della variazione percentuale che si è verificata negli indici dei prezzi al consumo forniti dall’Istat il 7 novembre 2023”, scrive il Mef. —facilitaliawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Roberta Siragusa, confermato l’ergastolo per il fidanzato

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(Adnkronos) – Confermata oggi la pena all’ergastolo per Pietro Morreale, il giovane accusato di avere ucciso il 24 gennaio del 2021 la sua giovane fidanzata, Roberta Siragusa.La Corte d’assise d’appello di Palermo presieduta da Angelo Pellino ha confermato la condanna di primo grado.

L’imputato è accusato di omicidio aggravato e occultamento di cadavere.I parenti della ragazza erano presenti alla lettura del dispositivo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siena, allarme bomba all’Università per Stranieri

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(Adnkronos) – Allarme bomba oggi all’Università per stranieri di Siena.E’ stato segnalato poco prima delle 15.

Ad annunciarlo una serie di volantini lasciati negli ascensori dell’Ateneo.La sede è situata davanti alla stazione ferroviaria della città.

Il rettore ha fatto uscire tutti gli studenti dalle aule e al momento sono al lavoro le forze dell’ordine per verificare la fondatezza dell’allarme.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potenza, costringe la nipote 13enne ad avere un rapporto sessuale: in manette zio 18enne

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(Adnkronos) – Con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della nipote di 13 anni, un 18enne di un piccolo Comune della Basilicata è stato arrestato e portato in carcere.L’indagine, coordinata dalla Procura di Potenza, è partita dopo le confidenze della minorenne alle sue insegnanti che hanno poi informato i servizi sociali del Comune di residenza.

L’indagine è stata quindi delegata alla squadra mobile della Questura di Potenza. Sono state ascoltate le insegnanti, la mamma della bambina e altre persone informate dei fatti e sono state sentite in modalità protetta anche la vittima e una compagna di scuola.  Secondo i gravi indizi raccolti, l’episodio è avvenuto nel mese di ottobre e l’arrestato avrebbe costretto la nipote a un rapporto sessuale, approfittando di circostanze in cui la vittima non ha potuto difendersi o chiedere aiuto.La misura cautelare è stata firmata dal gip del Tribunale di Potenza ed eseguita dalla polizia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Polmoniti in Cina, cosa dicono le autorità su boom infezioni respiratorie

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(Adnkronos) – Mentre i sistemi di monitoraggio e gli ospedali in tutta la Cina segnalano un aumento delle malattie infettive respiratorie che sta portando con sé anche numero più elevato di polmoniti nei bambini (riportato in particolare da alcune aree), i dipartimenti di sanità pubblica e le istituzioni mediche del gigante asiatico stanno implementando misure per affrontare la situazione.Ma cosa dicono le autorità sanitarie del Paese in risposta alle domande più frequenti che vengono loro poste?

In primo luogo dalla National Health Commission (Nhc) fanno il punto sui patogeni che stanno causando questo boom di infezioni. “Sono patogeni epidemici noti – ribadiscono gli esperti cinesi – Principalmente il virus dell’influenza.Mentre vengono rilevati altrettanto il mycoplasma pneumoniae, l’adenovirus e il virus respiratorio sinciziale (Rsv)”.  Anche domenica si è tenuta una conferenza stampa per fare il punto su quello che si sa.

Parlando del rischio di contrarre più agenti patogeni contemporaneamente, Tong Zhaohui, vicepresidente dell’ospedale Chao-Yang di Pechino, ha precisato che è normale che un paziente mostri risultati positivi per due o tre microbi contemporaneamente in inverno, poiché le infezioni respiratorie sono sempre state prevalenti durante questa stagione.Tuttavia, Tong ha anche osservato che sebbene i pazienti possano risultare positivi a più patogeni, la malattia vera e propria è nella maggior parte dei casi causata da uno solo di questi.  Altra domanda è stata che ruolo ha Covid-19 nell’attuale aumento delle malattie respiratorie.

E la risposta della Nhc è stata che il numero di test positivi al virus in questione nelle cosiddette ‘fever clinic’ e negli ospedali resta in costante diminuzione.Inoltre, ha aggiunto la commissione, la Cina sta ancora conducendo un monitoraggio regolare del virus, senza che siano stati rilevati nuovi ceppi.

Quanto alla risposta a queste infezioni respiratorie, la Nhc ha “incaricato le realtà locali di garantire l’implementazione di diagnosi e trattamenti e di fornire informazioni sulle strutture mediche che offrono servizi pediatrici e sulle fever clinic, ha detto Mi Feng, portavoce della Commissione. “Le autorità sanitarie regionali sono inoltre invitate ad aprire ambulatori e aree di trattamento più pertinenti, estendere adeguatamente gli orari di servizio, garantire forniture di farmaci e sfruttare appieno il ruolo della medicina tradizionale cinese, sottolineando al contempo l’importanza di un’efficace risposta all’epidemia nelle scuole, negli asili nido, nelle case di cura e in altri luoghi chiave con una densa popolazione”. Si stanno inoltre promuovendo diagnosi e assistenza online, sfruttando le piattaforme web ospedaliere per creare dei canali.Cosa può fare la popolazione per evitare l’infezione e ricevere servizi medici tempestivi?

Al briefing di ieri, Mi Feng ha invitato le persone ad attenersi alle consuete precauzioni contro le infezioni, come indossare le mascherine, lavarsi le mani e ventilare regolarmente le proprie case. “La vaccinazione rimane una misura efficace, sicura, conveniente ed economica contro le malattie infettive”, ha osservato Wang Huaqing, esperto del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie. In caso di sintomi minori nei più piccoli, Wang Quan, esperto dell’ospedale pediatrico di Pechino, consiglia ai genitori di prendersi cura del bambino al domicilio o di andare in strutture delle cure primarie per il trattamento, in modo da evitare possibili infezioni crociate presso i principali ospedali.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matrimonio finisce in tragedia. Uccide promessa sposa, suocera e cognata

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(Adnkronos) – Tragedia ad un matrimonio thailandese.Un 29enne ha sparato alla sua promessa sposa di 44 anni, alla suocera di 62 e alla cognata di 38, uccidendo tutte e tre, prima di togliersi a sua volta la vita.

Feriti altri due ospiti, che sono stati trasportati d’urgenza in ospedale. “Era piuttosto ubriaco” ha detto la polizia alla Bbc, parlando dell’uomo, ex para-atleta e soldato.La coppia, riferiscono i media locali, avrebbe avuto una discussione proprio nel giorno delle nozze.

Per alcuni il problema sarebbe stato il divario d’età tra i due promessi sposi, ma la polizia parla di “banali speculazioni” e assicura che “chiuderà il caso presto”.  L’uomo aveva conquistato una medaglia d’argento nel nuoto agli Asean Para Games in Indonesia lo scorso anno.Si ritiene che sarebbe anche stato inserito nella lista degli atleti che parteciperanno ai World Abilitysport Games in Thailandia il mese prossimo.

Aveva perso la gamba destra, mentre era in servizio con la forza paramilitare di fanteria leggera, che pattuglia i confini della Thailandia. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attacco Hamas, verso i processi: ipotesi tribunali militari e pena di morte

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(Adnkronos) – Le difficoltà nell’assolvimento dell’onere della prova contro i singoli miliziani di Hamas sospettati di aver preso parte al massacro di oltre 1.200 persone in Israele stanno ostacolando il lavoro del ministero della Giustizia israeliano in vista dell’apertura dei processi.Funzionari dello stesso ministero e dell’ufficio del procuratore generale, Gali Baharav-Miara, stanno lavorando alle accuse da immediatamente dopo la strage, ma il numero e la portata enorme dei crimini rende difficile raccogliere prove sufficientemente specifiche e solide per ogni singolo procedimento giudiziario. In alcuni casi, evidenzia Haaretz, non c’è modo di stabilire quale sospettato abbia commesso un determinato reato, mentre in altri la natura delle prove rende difficile ottenere una condanna severa dell’imputato.

Secondo alcune fonti, molti ministri del governo Netanyahu spingono perché i responsabili dei massacri compiuti il 7 ottobre nei kibbutz vicini al confine con Gaza vengano condannati a morte. Una delle proposte avanzate al ministero della Giustizia è quella di dividere i sospettati in base al kibbutz, villaggio o città in cui hanno compiuto i loro atti e perseguire ciascun gruppo separatamente.Un’altra è che vengano giudicati secondo la legge contro il genocidio. La legge israeliana sulla prevenzione del genocidio, promulgata nel 1950, potrebbe fornire una base probatoria più semplice per le condanne e prevede la pena di morte, che in realtà è stata eseguita solo una volta nel 1962 in Israele contro il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann.

La legge richiede che ogni caso di pena di morte venga giudicato da un collegio di tre giudici tra cui uno della Corte Suprema, il che creerebbe un grave onere per il sistema giudiziario. In alternativa, il governo valuta la possibilità di approvare una legge ad hoc che consenta di processare i sospettati di terrorismo nei tribunali militari anziché civili, come hanno fatto le autorità statunitensi con i terroristi di al-Qaeda catturati in Afghanistan.Il processo in un tribunale militare faciliterebbe le eventuali condanne a morte. Un’altra opzione ancora è quella di emanare una legislazione speciale per i massacri del 7 ottobre, consentendo di perseguire chiunque sia coinvolto senza provare i loro atti specifici, ma tutti i funzionari interpellati hanno respinto questa proposta.

La decisione finale sull’approccio dell’accusa, sottolinea Haaretz, verrà presa solo dopo il completamento delle indagini e la raccolta di tutte le prove, che si prevede richiederà molto tempo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Stoltenberg: “Kiev colpisce duro ma non sfonda”

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(Adnkronos) –
L’Ucraina infligge perdite pesanti alla Russia ma non riesce ad avanzare.E’ il quadro che Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, delinea parlando del conflitto in corso da 600 giorni.

Kiev “ha riconquistato il 50% del territorio che la Russia ha ceduto, l’Ucraina ha prevalso come nazione indipendente e sovrana: questa è una grande vittoria”, sottolinea in conferenza stampa a Bruxelles alla vigilia della ministeriale Esteri. “Abbiamo visto che un sostanzioso sostegno militare da parte degli alleati Nato non è riuscito” ad aiutare gli ucraini a “spostare la linea del fronte: questo riflette il fatto che non dovremmo mai sottovalutare la Russia”.  Mercoledì 29 novembre, prosegue, “il ministro Dmytro Kuleba si unirà a noi per il primo incontro del Consiglio Nato-Ucraina” a livello di ministri degli Esteri e l’Alleanza “ribadirà il suo sostegno a lungo termine” per Kiev.La Russia è più debole economicamente e militarmente, l’Ucraina continua a combattere con coraggio e noi continuiamo a sostenerla”.

Stoltenberg ricorda anche che in questo conflitto la Nato ha il compito di “sostenere l’Ucraina”, ma anche di “prevenire un’escalation” della guerra in corso. “Non abbiamo visto alcun segno che il presidente Vladimir Putin stia pianificando la pace, in realtà si sta preparando per più guerra”, afferma.  “La loro industria militare è in modalità bellica – continua Stoltenberg riferendosi ai russi – sono in grado di rifornire le loro forze con munizioni e capacità”, hanno ricevuto “una quantità notevole di munizioni dalla Corea del Nord, hanno la volontà di sacrificare persone in questa operazione, il che rende anche difficile per gli ucraini raggiungere i progressi sul territorio” cui mirano, conclude.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eva Cela: “Nella ‘Palazzina F’ di Riondino ho messo il cuore”

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(Adnkronos) – “Ci sono dei personaggi che alla prima lettura del copione senti di avere già addosso.Anna è uno dei questi e ci ho messo il cuore”.

Eva Cela ammette di aver subito amato il suo ruolo in ‘Palazzina F’, il film che arriva nelle sale il 30 novembre, dopo la presentazione alla Festa di Roma e alcune anteprime pugliesi, e che segna l’esordio alla regia del tarantino Michele Riondino per raccontare lo scandalo che coinvolse proprietari e dirigenti dell’ex Ilva di Taranto, quando decisero tra il 1997 e il 1998 di confinare dentro la palazzina adiacente la fabbrica gli impiegati che si erano opposti al declassamento degli operai.Ancor prima dei processi sul disastro ambientale causato dall’impianto siderurgico di Taranto, alcuni vertici dell’azienda (compreso il presidente Emilio Riva) vennero condannati in primo grado nel dicembre del 2001 per “tentativo di violenza privata”.

Un processo diventato uno dei casi più celebri e citati relativamente al mobbing.Eva nel film è la compagna del protagonista Caterino Lamanna (interpretato dallo stesso Riondino), operai dell’Ilva semplice e rude, che un dirigente senza scrupoli, Giancarlo Basile (interpretato da Elio Germano), decide di utilizzare come spia prima in fabbrica e poi nella Palazzina F. “Anna è la sua compagna – spiega Eva in un’intervista all’Adnkronos – una ragazza di origini albanesi (come l’attrice, arrivata in Italia quando aveva due anni, ndr.) che cerca l’emancipazione da una famiglia rigida.

Una ragazza che lo ama veramente e spera davvero di creare un futuro con lui.All’interno del film è la nota stonata, che fa da contraltare agli aspetti più drammatici del film e attraverso le sue domande apparentemente ingenue fa sviscerare al protagonista i lati più grotteschi della vicenda ma permette anche l’immedesimazione a chi quella vicenda non la conosce”.  
Eva, 28 anni, una laurea al Centro Sperimentale di Cinematografia e attualmente impegnata nel conseguimento della laurea magistrale all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico, arriva al film di Riondino attraverso “un selftape, un provino che ho registrato a casa e che è piaciuto molto: poi mi hanno convocato e rivisto da vivo, ho parlato anche con Michele (Riondino, ndr.) e alla fine mi hanno presa”.  
Lavorare con Riondino al suo esordio alla regia, per Eva è stato “esaltante: credo che lui sia davvero portato e spero che torni dietro la macchina da presa presto.

Il modo in cui ha gestito il doppio ruolo di protagonista e regista è stata una grande lezione sia umana che professionale.Nonostante i mille impegni, ha trovato il tempo e il modo di confrontarsi con me sulle caratteristiche, il background e le intenzioni del mio personaggio.

Michele è riuscito a creare un gruppo che si sente ancora, finito il film.Abbiamo una chat, che si chiama Famiglia Laf, creata da Michele dove ci scambiamo informazioni, letture, articoli sul film.

Una cosa rara”, racconta l’attrice.Che sul neoregista aggiunge: “Michele è portatore sano di concretezza, serenità e consapevolezza che tradotto significa: lavorare e far lavorare bene”. Sull’Ilva di Taranto, prima del film, Eva conosceva le informazioni principali ma non la storia della Palazzina F: “E come me credo molte persone in Italia non la conoscano.

E non sappiano che è il primo processo italiano sul mobbing.Sono fiduciosa che verrà visto sia da giovani che adulti, anche perché, nonostante il tema, non è affatto un film pesante”, aggiunge. “Spero che questo buon momento del cinema italiano, trainato dal fenomeno Cortellesi, porti gli italiani a tornare a frequentare più spesso le sale dove si proiettano film italiani ben fatti”, sottolinea.  
Eva Cela è stata campionessa di ginnastica aerobica nella sua prima adolescenza e spiega come quella esperienza l’abbia aiutata “nella disciplina, nella focalizzazione degli obbiettivi, nella gestione del tempo”: “Ho vissuto tutta la mia infanzia e adolescenza in un paesino dell’Abruzzo, San Vito Chietino, piccolissimo, 5000 abitanti.

Ma mi allenavo nella Marche, ogni giorno uscivo di casa alle 6 e rientravo alle 11 di sera.I sacrifici fatti in quel periodo mi hanno permesso di non perdermi anche quando poi mi sono trasferita in una grande città come Roma”, ammette.  A 28 anni, Eva ha già lavorato con grandi registi come Marco Bellocchio (che l’ha voluta nel ruolo di Agnese Moro, la figlia dello statista, nella serie ‘Esterno Notte’) e Matteo Rovere (che l’ha chiamata nella serie Netflix ‘Supersex’ incentrata sulla vita di Rocco Siffredi) e confessa che il suo sogno nel cassetto è recitare con altri quattro registi italiani: “Mi piacerebbe poter lavorare con Paolo Sorrentino, con Nanni Moretti, con Matteo Garrone e con Gabriele Muccino.

Li ammiro per motivi diversi tutti e quattro.Mi piace il loro cinema”, dice.  Dopo un film sui drammi sociali e ambientali dell’Ilva di Taranto, Eva sogna anche un ruolo in una commedia brillante: “Ho scoperto in accademia anche un mio lato comico e tragicomico, che in parte viene fuori anche in ‘Palazzina F’.

E mi piace metterlo al servizio di una bella sceneggiatura”, afferma l’attrice, che dopo ‘Supersex’ ha girato la commedia romantica ‘L’amor fuggente’ di Davide Lomma ed ha preso parte anche alla serie ‘Briganti’ di Netflix.  di Antonella Nesi —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)