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Clima, per 90% italiani cambiamento è minaccia per salute globale

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(Adnkronos) – Il 90% degli italiani ritiene che il cambiamento climatico rappresenti una grave minaccia per il mondo intero, soprattutto per la salute globale degli individui.Questo è uno dei dati emersi dalla ricerca realizzata da Ipsos per Amref Italia per indagare la percezione degli italiani rispetto al cambiamento climatico e il suo impatto sulla salute in Africa e nel mondo.

La terza edizione dell’indagine “Africa e salute: l’opinione degli italiani” è stata condotta in vista del primo Health Day all’interno di Cop28 (Dubai, domenica 3 dicembre), che vedrà la partecipazione dei ministri della Salute di tutto il Mondo per parlare del tema della salute globale in relazione ai cambiamenti climatici e a cui Amref sarà presente come portavoce delle istanze del continente africano.  La manifestazione del cambiamento climatico che avrà le peggiori conseguenze nel nostro pianeta, secondo gli intervistati, è rappresentata dall’aumento delle ondate di calore e innalzamento delle temperature (46%); la stessa preoccupazione riversata sul nostro Paese l’anno scorso era 12 punti percentuali in meno.Al secondo posto – tra le minacce per il pianeta – l’aumento della siccità e la diminuzione della disponibilità di acqua (44%) e a seguire la diminuzione della disponibilità di cibo dovuta agli impatti sull’agricoltura (37%) e l’aumento delle alluvioni (33%). Le cause del cambiamento climatico mettono molto a rischio la salute dei cittadini di tutto il mondo per il 69% degli intervistati.

Se i cittadini africani sono molto a rischio per il 68% dei rispondenti del campione, a livello di cittadini europei, italiani compresi, la soglia di preoccupazione massima scende leggermente (65%).Le problematiche legate al cambiamento climatico sono spesso associate alla diretta attività umana (86%) che rischia di essere andata troppo oltre e per cui oggi la popolazione mondiale si ritrova a pagare le conseguenze del non avere messo in atto soluzioni efficaci e tempestive per affrontare per tempo il cambiamento climatico: 6 persone su 10 credono infatti che sia ormai troppo tardi per attuare misure risolutive per il climate change.  Il 33% è invece convinto che in merito al cambiamento climatico ci sia un allarmismo esagerato e la situazione non sia così grave.

I problemi sanitari non hanno confini e i Paesi a medio e alto reddito dovrebbero contribuire di più per cercare di tutelare la salute dei Paesi a basso reddito.Questa l’opinione del 68% degli intervistati di quest’anno, in linea con il dato del 2022 e 2021.

L’84% del campione crede che la propria salute sia legata a quella dei cittadini del resto del mondo, mentre scende al 79% quanti ritengono la propria salute collegata a quella dei cittadini africani.  Sostenere la salute dei cittadini dei Paesi a basso reddito significa quindi, indirettamente, sostenere anche la salute dei propri cittadini in quanto strettamente correlate.Per i partecipanti all’indagine, le principali minacce percepite per la salute dei cittadini europei sono rappresentate da malattie croniche (45%), crisi economica (33%) e solo il 26% da effetti del cambiamento climatico.

Le principali minacce percepite invece per la salute dei cittadini africani sono rappresentate dalle malattie infettive (56% di cui solo il 7% è rappresentato dalla pandemia Covid19), dalle condizioni di vita (52%) e dalla scarsa disponibilità di strutture e operatori sanitari (41%).  “Abbiamo il dovere di rispondere a chi dice che è troppo tardi per fare qualcosa. È vero, la salute del pianeta è a rischio.A minacciarla il cambiamento climatico e l’insorgenza di nuove malattie infettive” dichiara il direttore di Amref Italia, Guglielmo Micucci, che prosegue “Negli ultimi dieci anni secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è avuto un aumento del 63% delle malattie infettive trasmesse tra animali e uomini.

In attesa di scoprire le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, questi dati ci indicano che dobbiamo fidarci della comunità scientifica, che ci dice che la salute dell’uomo non può più prescindere dalla salute dell’ambiente e degli animali”.  “Vedi la malaria – trasmessa dalle zanzare – che, a causa del cambiamento climatico, potrebbe intensificarsi e riemergere in regioni dove era stata eliminata.Il 96% dei decessi per malaria nel 2021 si è avuto in Africa, l’80% di essi erano bambini.

Di fronte a malattie attuali e alla minaccia di quelle future abbiamo il dovere di credere che non sia mai troppo tardi.Per questo l’operato di Amref sarà quello di portare a Cop28 le istanze dell’Africa e, in Italia, ribadire che salute e ambiente non possono più viaggiare su percorsi separati.

Ribadire che è falso e dannoso pensare che la salute dell’uomo venga prima di tutto e sopra a tutto.Che esiste una sola salute e che essa non guarda nemmeno ai confini” conclude Micucci. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

FNM, il principale Gruppo integrato nella mobilità sostenibile in Lombardia nell’ultimo anno muove anche la cultura

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(Adnkronos) –
FNM, il principale Gruppo integrato nella mobilità sostenibile in Lombardia e tra i principali investitori non statali italiani del settore, nell’ultimo anno muove anche la cultura.Abbiamo chiesto al suo presidente, Andrea Gibelli, di spiegare le ragioni che muovono l’impegno del Gruppo in questa direzione. “Il nostro piano industriale, che si declina nelle varie società e fa capo alla strategia della capogruppo FNM, vuole contaminare le stazioni e tutti i luoghi che fanno parte del nostro perimetro di attività industriale, con attività che coinvolgano la società, come i giovani dell’università o grandi istituzioni.

Per citare un esempio, la veneranda fabbrica del Duomo ci ha consentito di reinterpretare in un angolo della stazione, quindi di un cosiddetto ‘non luogo’, un pezzo della bellezza di Milano.” 
Si parla sempre più di Corporate Cultural Responsibility, in che modo FNM risponde a questa nuova tendenza? “È importante oggi far emergere iniziative che consentano al mondo FNM di misurare il valore dentro parametri di tipo culturale che favoriscono la reinterpretazione dei luoghi. Non ultima, abbiamo costruito insieme alla nostra controllata FERROVIENORD un’iniziativa con la Naba (Nuova Accademia di Belle Arti ndr.) che ha consentito ai giovani di darci delle indicazioni di come dovrebbero essere le stazioni del futuro attraverso delle opere artistiche che hanno una doppia valenza: accompagnare nel viaggio con un attimo di bellezza le persone che non vengono solo per i treni e che possono incontrare delle opere artistiche in stazione e dare a noi degli elementi di come i giovani pensano debbano essere le stazioni del futuro con la loro sensibilità e la loro capacità di reinterpretare i luoghi.” 
Quali sono i punti di forza che caratterizzano l’impegno di FNM in progetti e attività di arte e cultura? “Abbiamo puntato molto sui progetti emblematici che partono però da una dimensione industriale.Il futuro di Milano, della Lombardia, sarà organizzato sulle grandi infrastrutture potenziate perché bisogna usare meglio quello che c’è e quindi nel principio più alto di sostenibilità e costruire poi una rete di servizi on-demand che siano capillari per ricostruire reti sociali ed ecologiche. In questo senso abbiamo promosso il progetto Fili, uno dei progetti di rigenerazione urbana più importanti d’Europa e la transizione energetica interpretata attraverso la tecnologia dell’idrogeno che consente di usare una ferrovia concepita tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, senza modificarla, con tecnologia assolutamente innovativa a zero impatto ambientale diretto.” —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, Bracco: “Risorsa per prevenire il disagio giovanile e volano di sviluppo e inclusione”

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(Adnkronos) – “Il progetto “100 donne contro gli stereotipi”, che valorizza l’expertise femminile in tutti i campi, e che portiamo avanti da diversi anni insieme alle amiche dell’Associazione Giulia e dell’Osservatorio di Pavia, mi sta molto a cuore.Ancora oggi, soprattutto in Italia, permangono molti stereotipi e la strada da percorrere è ancora lunga.

Per questo abbiamo creato banche dati di esperte del settore Stem, di economia/finanza, di politica internazionale, e recentemente di storia e filosofia, affinché queste professioniste vengano interpellate sui giornali, in TV e da chi organizza convegni”.Lo ha detto Diana Bracco, Presidente Fondazione Bracco e Presidente del Gruppo Bracco, attraverso un video messaggio, in occasione dell’iniziativa “100esperte per lo sport”, presentata a Roma presso il Salone d’Onore del Coni. “Ora, in un momento particolarmente felice per lo sport azzurro e con uno sguardo rivolto ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026, il progetto “100 donne contro gli stereotipi” dà voce e visibilità all’expertise femminile anche nello sport, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026.

Noi di Bracco crediamo da sempre nel valore educativo e sociale dello sport e consideriamo l’attività agonistica un’occasione unica per ragazzi e ragazze di maturare, migliorare, confrontarsi, imparando ogni giorno il rispetto verso gli altri, la lealtà e il sacrificio.Anche in questa ottica, abbiamo sin dal 2012 lanciato un’iniziativa che vuole dare un messaggio culturale importante: il concorso nazionale biennale “Donna Sport, l’Atleta più brava a scuola”, dedicato alle ragazze – atlete e paratlete – dai 14 ai 18 anni che pur praticando sport federali ad alti livelli hanno un ottimo rendimento scolastico e che vedrà l’avvio della settima edizione proprio agli inizi del 2024.

L’Italia ha saputo vincere la sfida di ospitare nel 2026 le Olimpiadi e le Paralimpiadi Invernali a Milano e Cortina.Un risultato straordinario di cui possiamo essere fieri.

Milano e Cortina, la Lombardia e il Veneto, Trento e Bolzano e naturalmente il Governo dovranno unire le forze perché gli occhi del mondo saranno puntati sull’Italia”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cosmoprof torna nel marzo 2024, a Bologna la fiera dedicata all’industria beauty

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(Adnkronos) – Networking con una community internazionale di oltre 500mila stakeholder da più di 190 paesi, sviluppo di nuove sinergie, anteprima esclusiva di nuovi trend e innovazioni, contenuti formativi personalizzati e strumenti di match-making tailor-made per ogni necessità di business: è Cosmoprof Worldwide Bologna. Giunta alla 55a edizione, la manifestazione di riferimento mondiale per aziende e operatori dell’industria cosmetica continua ad essere un caleidoscopio unico al mondo per scoprire come si sta trasformando il settore. La fiera si svolgerà da giovedì 21 a domenica 24 marzo, con l’apertura in contemporanea di tutti i saloni da giovedì 21 marzo.Cosmopack, dedicato alla supply chain, e Cosmo Perfumery & Cosmetics, salone che ospita aziende ed operatori retail per il comparto Profumeria e Cosmesi, saranno operativi per tre giorni fino a sabato 23 marzo.

Il canale professionale di Cosmo Hair, Nail & Beauty Salon aprirà giovedì 21, ottimizzando le attività di networking e gli scambi commerciali anche con addetti ai lavori degli altri comparti, e chiuderà domenica 24 marzo.Il nuovo format riflette la crescente combinazione tra canali distributivi, e ha ottenuto rapido consenso tra aziende e operatori da tutto il mondo.

La campagna di vendita degli spazi espositivi ha registrato notevole successo, con aziende da 61 paesi già confermate. Cosmoprof Worldwide Bologna potrà contare sulla collaborazione con Cosmetica Italia – Associazione nazionale imprese cosmetiche.A favorire lo sviluppo della manifestazione a livello globale, il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Per l’edizione di marzo 2024 grazie al supporto degli uffici Ice all’estero sarà presente a Bologna una delegazione di buyer da oltre 47 paesi, con particolare attenzione ai mercati emergenti.Da sottolineare il supporto delle associazioni di categoria nazionali, come Cna – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Confartigianato e Camera italiana dell’acconciatura, che sarà fondamentale per il coinvolgimento di estetiste e acconciatori a Bologna.

Grazie ad iniziative in partnership con associazioni e media partner di settore, saranno incentivate le attività di incoming di distributori italiani. Cosmoprof Worldwide Bologna è l’appuntamento più importante della piattaforma internazionale Cosmoprof, che con i suoi eventi a Hong Kong, Mumbai, Las Vegas, Thailandia e, dal 2024, a Miami e a Riyadh, offre possibilità di business uniche a livello internazionale.A marzo, Bologna tornerà ad essere il punto di incontro di oltre 250.000 operatori da quasi 160 paesi.

L’eccellenza dei servizi di business offerti e la presenza in contemporanea di player attivi in tutti i comparti dell’industria rendono la visita a Cosmoprof un’esperienza unica e irripetibile a livello mondiale.I numerosi eventi organizzati nei giorni di manifestazione ben esprimono il fermento tra gli addetti ai lavori e la volontà di interagire e stringere nuove sinergie.

La potenza comunicativa dell’evento garantisce una visibilità impareggiabile alle aziende e ai partner presenti, con una media di oltre 2 milioni di visite al sito e più di 4 milioni di impressions sui canali social per ogni edizione, e 1.300 giornalisti e influencer da tutto il mondo presenti in fiera.Per l’edizione di marzo, dal 23 novembre è possibile richiedere il proprio titolo di ingresso.

L’anticipazione di circa un mese rispetto alle precedenti edizioni dell’attivazione della biglietteria online faciliterà la presenza degli operatori, soprattutto di coloro che provengono dall’estero, garantendo anche una migliore organizzazione della presenza in fiera.   L’edizione 2024 di Cosmoprof si preannuncia ricca di contenuti e approfondimenti, che saranno studiati appositamente per rispondere alle esigenze di tutti gli operatori, consentendo loro di cogliere appieno la ricchezza dell’offerta espositiva e di immergersi completamente nelle suggestioni e nelle nuove tendenze da tutto il mondo.Appuntamento da non perdere per chi è interessato alle novità più all’avanguardia sono i Cosmopack & Cosmoprof Awards, gli “Oscar della Bellezza” che celebrano l’eccellenza dell’industria cosmetica mondiale.

Progetto consolidato in tutti gli eventi Cosmoprof nel mondo, gli Awards rappresentano un riconoscimento prestigioso e ambito dall’intero settore, grazie al contributo di un panel indipendente di esperti internazionali incaricato di selezionare le formulazioni più sostenibili, le soluzioni di design più user-friendly e le tecnologie digitali più innovative.I vincitori saranno annunciati nel corso della Grande Soirée di Cosmoprof Worldwide Bologna 2024, in programma venerdì 22 marzo, con la presenza esclusiva di Mtv Italia.

Per una panoramica dei trend più attuali tra gli espositori di Cosmoprof, Cosmotrend, il report progettato da Beautystreams, è uno strumento fondamentale per trend-scouter, stampa, influencer e buyer per orientarsi tra i corridoi della manifestazione.Il rapporto fornisce una prospettiva fondamentale sulla direzione del settore, analizzando le proposte di packaging più rivoluzionarie e le formule e le soluzioni più in linea con le esigenze attuali del consumatore.

Uno degli elementi che maggiormente caratterizzano Cosmoprof Worldwide Bologna sullo scenario internazionale è la ricchezza dei contenuti e degli approfondimenti, personalizzati a seconda delle esigenze dei diversi settori.Per condividere approfondimenti, ispirazioni e strategie future per affrontare le problematiche più attuali per l’industria cosmetica, CosmoTalks, il calendario di tavole rotonde di Cosmoprof, offrirà agli stakeholder 3 giorni di appuntamenti con quasi 70 relatori, rappresentanti di agenzie di analisi di mercato e di tendenze, brand e media provenienti da tutto il mondo, che discuteranno sullo stato dell’arte dell’industria e sulla sua evoluzione futura.

Tra i temi dell’edizione 2024, nuovi trend, soluzioni high-tech per l’industria, ingredienti e materie prime sostenibili e innovativi, analisi dei nuovi equilibri internazionali.Già confermata la collaborazione con Beautystreams, Ecovia Intelligence, Euromonitor International, Fashion Snoops, Nelly Rodi, Veg – Virtual Events Group. Ai canali estetica e capello saranno dedicati una serie di appuntamenti esclusivi di approfondimento, con le sessioni di Cosmo Onstage, il palco dedicato alle novità nel panorama beauty “professionale”.

I più rinomati esperti del settore approfondiranno specifiche tematiche e tendenze, in un dialogo diretto con la community nella giornata di domenica 24 marzo.Per estetiste e operatori wellness, da non perdere il 3° appuntamento con World Massage Meeting che, attraverso narrazioni e dimostrazioni pratiche, porterà a Bologna trattamenti e novità con i massimi esperti del comparto. Per gli acconciatori, l’appuntamento da non perdere On Hair, un entusiasmante one day event, domenica 24 marzo, con performance dei più importanti team artistici, per mettere in connessione l’intera hair community.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Porti, da comitato gestione Adsp Tirreno Centro-Settentrionale ok 3a nota variazione bilancio

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(Adnkronos) – Si è tenuta oggi la seduta del Comitato di Gestione dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale presieduta da Pino Musolino.Oltre al Presidente dell’AdSP e al Segretario Generale Paolo Risso, erano presenti il componente designato dalla Regione Lazio, Roberto Fiorelli, il componente designato da Città Metropolitana di Roma Capitale Pino Lotto e il componente designato dal Comune di Civitavecchia Emiliano Scotti, oltre al Direttore Marittimo del Lazio e Comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia Michele Castaldo e ai comandanti delle Capitanerie di Porto di Roma, Giuseppe Strano, e di Gaeta, Biagio Mauro Sciarra.  Il Comitato ha approvato all’unanimità la III nota di variazione al bilancio 2023, in cui si registra un aumento delle entrate correnti di circa 4,5 milioni di euro, rispetto alle previsioni iniziali, dovuti a maggiori introiti derivanti da diritti di porto, per i traffici ro-ro e crociere, per circa 3 milioni di euro, e da diritti di sosta del porto di Gaeta e aumenti dei canoni demaniali per indicizzazione Istat per circa 1,5 milioni di euro.

Inoltre, è stata registrata l’assegnazione da parte del Mit di 1.842.000 nel fondo perequativo, con la destinazione alle manutenzioni straordinarie del porto.   Inoltre, con i voti favorevoli del Presidente dell’AdSP e del componente designato dal Comune di Civitavecchia e l’astensione del componente della Regione Lazio, e il voto contrario del componente di Città Metropolitana, è stato approvato il Piano degli Investimenti 2024-2026.Nel documento è inserita anche l’acquisizione da parte dell’Autorità di Sistema Portuale dell’area di Fiumaretta, secondo quanto previsto nell’accordo procedimentale sottoscritto da MIT, AdSP e Comune di Civitavecchia.

Il Comitato ha poi approvato all’unanimità altre delibere tra cui le modifiche e integrazioni al regolamento d’uso delle aree demaniali, per il recepimento dei “decreti Salvini”, il rinnovo e ampliamento dello scopo della concessione demaniale della Cilp e, per il porto di Gaeta, l’atto suppletivo ex art.24 Cod.Nav.

della società Futura e le concessioni quadriennali ex.art. 36 per il circolo velico Velando e la società Aqualatina.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, Marquez operato al braccio per sindrome compartimentale

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(Adnkronos) – Il pilota spagnolo Marc Marquez è stato operato per una sindrome compartimentale all’indomani dei suoi primi test con la Ducati del Team Gresini.Il pluricampione della MotoGp è stato operato al problema di cui ha sofferto per tutta la seconda parte di stagione in questo 2023.

Marquez vuole farsi trovare pronto anche sul piano fisico per il nuovo capitolo della sua carriera. “Nella seconda parte della stagione ho sofferto molto della sindrome compartimentale al braccio destro.Questa mattina abbiamo risolto il problema con l’equipe del Dr.

Ignacio Roger de Oña con l’obiettivo di essere pronti per il 2024!”, ha scritto Marquez sui social con una suo foto con il braccio fasciato.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Shannen Doherty rivela : “Tumore arrivato anche alle ossa. Non voglio morire”

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(Adnkronos) – Il tumore è arrivato alle ossa rivela Shannen Doherty.In un’intrvista a ‘People’, l’attrice – famosa per aver interpretato il ruolo di di Brenda Walsh nella serie cult anni ’90 ‘Beverly Hills 90210’ – è tornata a parlare della sua malattia contro la quale sta combattendo da anni.

Nonostante tutto continua dimostrare quella forza che negli anni non l’ha mai abbandonata: “Io non ho paura di morire – ha detto ancora Doherty – perché so dove sto andando.Semplicemnte non voglio morire.

Io non ho finito di vivere.Non ho finito di amare.

Non ho finito di creare.Non ho ancora finito di sperare di cambiare le cose in meglio.

Semplicemente non ho finito”. “Il mio ricordo più bello deve ancora arrivare”, ha aggiunto. “So che sembra banale e folle, ma quando hai un tumore sei più consapevole di tutto e ti senti fortunato.Siamo delle persone che vogliono lavorare di più, perché siamo così grati per ogni secondo, ogni ora, ogni giorno che possiamo essere qui”, ha sottolineato l’attrice. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I 100 anni di Henry Kissinger, Grande Vecchio politica estera americana: la sua storia

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(Adnkronos) –
Di origini ebraiche, Henry Kissinger è nato il 27 maggio 1923 a Furth in Germania da dove nel 1938 fuggì con la famiglia per sfuggire alla persecuzione dei nazisti.La famiglia Kissinger si stabilì a New York dove Henry frequentò prima il liceo e poi i corsi universitari serali, lavorando la mattina come operaio. 
Nel 1943 venne arruolato nell’esercito e durante l’addestramento Kissinger, che intanto era diventato cittadino americano, venne notato per la sua conoscenza del tedesco e per la sua intelligenza ed assegnato alla sezione controspionaggio dell’intelligence militare. “Tutte le persone in gamba hanno iniziato con l’intelligence, anche io”, disse Kissinger ad un giovane, ed ancora poco conosciuto Vladimir Putin, che, incontrato il leggendario ex segretario di Stato, si presentò spiegando di aver lavorato del Kgb.  
Finita la guerra, Kissinger – che come tutti ricordano non ha mai perso un particolare accento tedesco – tornò agli studi, laureandosi nel 1950 a Harvard in scienze politiche e poi, nel 1954 prese il dottorato, sempre nell’ateneo dell’Ivy League, con una dissertazione sul Congresso di Vienna dal titolo “Pace, legittimità ed equilibrio”. 
Rimasto come docente ad Harvard, Kissinger iniziò a lavorare come consulente di diverse istituzioni, compreso il dipartimento di Stato, e centri di ricerca e think tank.

Il primo impegno politico arriva nel 1960 quando diventa consigliere di politica estera della campagna presidenziale di Nelson Rockfeller con il quale continuerà a lavorare anche per le presidenziali del 1964 e del 1968.Fu proprio durante queste ultime primarie che avvenne il suo primo incontro con Richard Nixon che Kissinger all’inizio definì, forse con una certa lungimiranza, “l’uomo più pericoloso da candidare alla presidenza”. Ma una volta che Nixon vinse la nomination, fu lo stesso Kissinger a contattare la sua campagna per offrire il suo aiuto e così, dopo la vittoria a novembre, divenne prima consigliere per la Sicurezza Nazionale e poi segretario di Stato.

Carica che mantenne anche dopo che, nell’agosto del 1974, Nixon fu costretto, per evitare l’impeachment per lo scandalo Watergate, a dimettersi, lasciando la Casa Bianca a Gerald Ford, fino ad allora suo vice presidente.  Kissinger ha giocato un ruolo dominante nella politica estera Usa dal 1969 al 1977, ispirandosi ai principi della Realpolitik e della distensione che portarono ad una riduzione delle tensioni con l’allora Unione Sovietica ed alla firma nel 1972 del Salt (Strategic Arms Limitation Talks, Trattato per la limitazione degli armamenti strategici) e dell’Abm (Trattato Anti Missili Balistici).  Kissinger lavora anche sul fronte di un ‘nemico comunista’: la Cina dove nel luglio 1971 compie una missione segreta sospendendo, con la scusa di un malore, il programma di una visita in Pakistan, ma in realtà spostandosi a Pechino per 48 ore di colloqui con il premier cinese Zhou Enlai.Era la famosa “Operazione Marco Polo”, che permise preparare il terreno allo storico viaggio che, sette mesi dopo, Nixon fece in Cina per riaprire i rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Cina. 
Rapporti privilegiati con Pechino che fino all’ultimo Kissinger ebbe fino all’ultimo, come dimostra l’incontro avuto lo scorso luglio nella residenza Diaoyutai, nella capitale cinese, con Xi Jinping.

Un incontro che si tenne all’indomani della conclusione della missione nel gigante asiatico dell’inviato Usa per il clima, John Kerry, che non incontrò Xi.Durante la sua visita in Cina, l’ex segretario di Stato vide anche il capo della diplomazia Wang Yi e il ministro della Difesa Li Shangfu, sotto sanzioni americane. Intanto gli Stati Uniti continuano ad essere nel “pantano” della guerra del Vietnam, e anche su questo fronte Kissinger avvia trattive segrete che portarono agli accordi di Parigi per un cessate il fuoco, il ritiro delle forze militari americani e la riunificazione pacifica del Vietnam.

Per questo accordo, a Kissinger viene conferito quell’anno il premio Nobel della pace insieme al nordvietnamita Le Duc Tho che rifiutò il premio perché lo scontro tra il Nord e il Sud continuava a dilaniare la sua terra.  Due membri del comitato del Nobel si dimisero per protesta contro la decisione di premiare Kissinger ed in tutto il mondo venne, e viene ancora criticata, la scelta di conferire il riconoscimento per la pace al maestro della ‘realpolitik’.Soprattutto da parte di chi ricordava e ricorda il ruolo che Kissinger ha avuto su un altro fronte caldo della politica estera americana, quella del cosiddetto “back yard”, il cortile di casa, l’America Latina dove Washington ha appoggiato golpe e giunte militari sanguinarie. A partire da quello con cui, l’11 settembre proprio dell’anno in cui Kissinger vinceva il Nobel, il generale Augusto Pinochet rovesciò il governo democraticamente eletto del socialista Salvador Allende.

In molti sostengono che Kissinger abbia avuto pesanti responsabilità nel sostenere Pinochet ed abbia avuto un ruolo nella triste stagione delle dittature latino-americane.In particolare nel cosiddetto Plan Condor, un’operazione a cui partecipavano le giunte militari di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay e Uruguay per sopprimere i dissidenti all’interno dei loro Paesi ed all’estero.  Nel 2001 il famoso giornalista Christopher Hitchens ha pubblicato il libro ‘The trial of Henry Kissinger’, in cui accusa l’ex segretario di Stato di “crimini di guerra, contro l’umanità, violazioni delle leggi internazionali”, facendo un lungo elenco di crimini in Vietnam, Bangladesh, Cipro e Timor est, bollando il diplomatico come “un fantastico bugiardo con una memoria prodigiosa”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, Azzalini: “Copertura discipline femminili nello sport è ancora molto bassa”

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(Adnkronos) – “Il progetto “100 donne contro gli stereotipi” è nato nel 2016 per valorizzare la visibilità dell’expertise femminile nei media.Ci sono tante donne esperte di sport, donne sportive e che raggiungono ottimi risultati ma la copertura delle discipline femminili nello sport è ancora molto bassa.

Nel 2022 nei principali telegiornali italiani solo una notizia su dieci è stata dedicata allo sport femminile.Ci portiamo dietro un retaggio storico, lo sport come altri ambiti è dominato dalla presenza maschile.

Questo progetto offre due strumenti: una banca dati ad accesso libero e gratuito di esperte di sport a tutto campo e un insieme di attività di sensibilizzazione di advocacy.Un progetto che vuole partecipare a rendere l’ambiente sportivo come un ambiente inclusivo aperto a tutti: Lo ha detto Monia Azzalini, Responsabile settore Media e Genere, Osservatorio di Pavia, #100esperte a margine della presentazione dell’iniziativa “100esperte per lo sport” presso il Salone d’Onore del Coni. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, Abodi: “Più visibilità quello femminile cambierebbe percezione del pubblico”

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(Adnkronos) – “Il progetto “100 donne contro gli stereotipi” ha raccolto, in pochi anni, una rilevante quantità di informazioni, che qualificano una banca dati consultabile on line, sulle eccellenze femminili italiane in settori e discipline spesso declinati al maschile, come le Stem, economia e finanza, politica internazionale, storia e filosofia, che a partire da quest’anno si amplia con i nomi di professionalità altamente qualificate in ambito sportivo.Le azioni messe in campo per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della parità di genere in ambito sportivo sono molteplici, a partire dal nuovo quadro normativo introdotto con la riforma dello sport, che allarga le prospettive dello sviluppo del professionismo femminile, stabilisce il riconoscimento di tutele previdenziali per le atlete, promuovendo la parità di genere a tutti i livelli e favorendo l’inserimento delle donne, in ruoli di responsabilità, all’interno delle organizzazioni sportive”.

Lo ha detto Andrea Abodi, Ministro per lo sport e i giovani attraverso un messaggio inviato in occasione della presentazione dell’iniziativa “100esperte per lo sport”, presentata a Roma presso il Salone d’Onore del Coni. “Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, persistono le asimmetrie, le discriminazioni e gli stereotipi di genere.C’è molto da fare sul fronte dell’accesso a posizioni dirigenziali e decisionali ancora molto squilibrato, sul fronte dei diritti e di parità di accesso, parità di retribuzione, di visibilità, parità di partecipazione e opportunità a posizioni di leadership.

Sul fronte dell’informazione sportiva e della copertura mediatica degli sport femminili serve un più rispettoso equilibrio.Una maggiore visibilità delle competizioni sportive femminili cambierebbe la percezione da parte del pubblico del valore dello sport femminile e della sua valenza sociale”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Kissinger, reazioni da tutto il mondo. Putin: “Statista saggio e lungimirante”

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(Adnkronos) – Reazioni in tutto il mondo alla morte di Henry Kissinger, l’ex segretario di Stato americano spirato ieri sera nella sua casa in Connecticut.Lo scorso maggio aveva compiuto 100 anni.  “Henry Kissinger è stato un punto di riferimento della politica strategica e della diplomazia mondiale. È stato un privilegio aver avuto, di recente, la possibilità di confrontarmi con lui sui vari temi all’ordine del giorno dell’agenda internazionale.

La sua scomparsa ci rattrista ed esprimo il mio cordoglio personale e del Governo italiano alla sua famiglia e ai suoi cari”, dichiara il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.  Henry Kissinger è stato “un diplomatico eccezionale, uno statista saggio e lungimirante che per molti decenni ha goduto del meritato rispettato in tutto il mondo”, ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin, in un telegramma di condoglianze inviato alla moglie dell’ex segretario di Stato americano. “Ho avuto l’opportunità di parlare personalmente con quest’uomo profondo e straordinario molte volte e conserverò senza dubbio il ricordo più bello di lui”, si legge nel messaggio del presidente russo, diffuso dal Cremlino e citato dall’agenzia Tass. Putin ha osservato che “il nome di Henry Kissinger è indissolubilmente legato a una linea pragmatica di politica estera, che un tempo permise di raggiungere la distensione delle tensioni internazionali e di raggiungere i più importanti accordi sovietico-americani che hanno contribuito a rafforzare la sicurezza globale”. “Questo è un caso in cui è davvero passata un’era con una persona.Come si suol dire, non si creano più persone così”, aveva scritto in precedenza su Telegram il vicepresidente del Consiglio della Federazione Russa Konstantin Kosachev, che lo conosceva personalmente.

Il senatore russo ha osservato che Kissinger era “per molti versi un politico leggendario, il cui destino era legato a importanti eventi del secolo. È morto un rappresentante dell’epoca in cui gli Stati Uniti non erano guidati da fobie e utopie, ma da interessi e realtà.Quando Washington aveva nel suo arsenale, la diplomazia, e non solo le sanzioni”.  Herny Kissinger è per la Cina “un vecchio amico, pioniere e costruttore delle relazioni” tra gli Stati Uniti e il gigante asiatico, il cui leader, Xi Jinping, ha inviato un messaggio di condoglianze al presidente americano Joe Biden.

Kissinger ha “attribuito grande importanza alle relazioni” fra le due superpotenze, “ritenendo fossero cruciali per la pace e la prosperità di entrambi i Paesi e del mondo”, dicono dal ministero degli Esteri di Pechino, come riportano i media ufficiali cinesi.  “Sia la Cina che gli Stati Uniti dovrebbero ereditare e portare avanti la sua visione strategica, il suo coraggio politico e la sua saggezza diplomatica”, rimarca il portavoce della diplomazia del gigante asiatico, Wang Wenbin, passati solo quattro mesi dall’incontro di luglio a Pechino tra Kissinger e Xi.   Il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha elogiato il “contributo significativo” di Kissinger alla “pace e alla stabilità” in Asia. “Vorrei esprimere il mio più sincero rispetto per i grandi risultati che ha ottenuto”, ha detto Kishida, porgendo le proprie condoglianze per la morte dell’ex segretario di Stato americano.  “Henry Kissinger ha plasmato la politica estera americana come pochi altri.Il suo impegno a favore dell’amicizia transatlantica tra Stati Uniti e Germania è stato significativo ed è sempre rimasto vicino alla sua patria tedesca.

Il mondo ha perso un diplomatico speciale”.Lo ha scritto il cancelliere tedesco Olaf Scholz sui social media, rendendo omaggio a Kissinger, morto ieri nella sua casa nel Connecticut all’età di 100 anni, rifugiato tedesco della Seconda Guerra Mondiale che divenne segretario di stato americano e imponente mediatore di potere diplomatico durante la seconda metà del XX secolo.   “Voglio ricordare Kissinger, Premio Nobel per la pace, come un amico dell’Italia e sostenitore convinto delle relazioni transatlantiche.

Un pilastro della diplomazia, i giovani impareranno dai suoi scritti l’arte del dialogo e del negoziato sempre per il bene degli equilibri globali”.Lo ha scritto si X il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando la morte dell’ex segretario di Stato americano. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, Salis: “Importante lavorare sull’aspetto culturale”

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(Adnkronos) – “Lo sport praticato ad alto livello è ripartito 50% uomini e 50% donne, la quote scendono per quanto riguarda le allenatrici e ancor di più le dirigenti sportive.Al di là dello sport praticato c’è un calo verticale delle donne impegnate nell’ambiente sportivo.

Dobbiamo lavorare sull’aspetto culturale, le donne sentono che devono dedicare il proprio tempo libero alle famiglie, va fatto un lavoro di sensibilizzazione sulle giovani atlete ed ex atlete per impegnarsi come dirigente sportivo.Lo ha detto Silvia Salis, vicepresidente vicaria Coni durante la presentazione dell’iniziativa “100esperte per lo sport”, presentata a Roma presso il Salone d’Onore del Coni. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, May: “E’ educazione, diversità e inclusione”

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(Adnkronos) – “Lo sport fa parte della vita, insegna a perdere, vincere, fare sacrifici, ti insegna a vivere.Lo sport è educazione, diversità e inclusione.

Bisogna superare gli ostacoli per le donne che vogliono praticare lo sport.La donna sportiva, a differenza dell’uomo, vive anche lo stress dei social media e dell’apparire”.

Lo dice Fiona May, ex lunghista, Board of trustees children’s Foundation della Uefa, intervenuta alla presentazione dell’iniziativa “100esperte per lo sport”, avvenuta a Roma presso il Salone d’Onore del Coni. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Henry Kissinger e la crisi Ucraina, come cambiò idea su Kiev nella Nato

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(Adnkronos) – Henry Kissinger, morto nelle scorse ore a 100 anni, ha dimostrato come non sia mai troppo tardi per imparare nuove cose, o correggere posizioni ritenute sbagliate.E questo è quello che ha fatto l’ex segretario di Stato, maestro della realpolitik, cambiando idea sull’Ucraina, passando nel giro di pochi mesi dal chiedere per Kiev la “neutralità” e suggerirle di accettare la pace in cambio di concessioni territoriali a Mosca a sostenere il suo ingresso nella Nato.  Nei mesi scorsi, in un’intervista concessa alla Cbs in occasione del suo compleanno, Kissinger era tornato a parlare dell’Ucraina e del profilarsi di una svolta negoziale che lui considerava imminente, grazie al coinvolgimento della Cina. “Ora che la Cina è entrata nei negoziati, ne verremo a capo, penso entro la fine dell’anno, parleremo di un processo negoziale e persino di veri e propri negoziati”, disse l’ex segretario di Stato che nell’intervista si era detto anche disponibile, dietro la richiesta di un presidente, a volare a Mosca per parlare con Vladimir Putin. “Sarei propenso a farlo, ma lo fare come consigliere non come persona attiva”, rispose ad una domanda.  Kissinger tornò quindi a parlare di negoziati come quando aveva provocato un’alzata di scudi da parte di Kiev sottolineando – durante un intervento a Davos a maggio 2022, quando la guerra infuriava da due mesi e la Russia sembrava ancora avere l’iniziativa – la necessità di avviare “negoziati di pace entro i prossimi due mesi prima che si creino tensioni che non si potranno superare facilmente”. Kissinger consigliava di “tornare allo status quo ante”, con la Russia che avrebbe dovuto lasciare i territori occupati dal 24 febbraio “ma non quelli occupati quasi dieci anni fa, compresa la Crimea”.  D’altra parte già nel 2016, Kissinger – descritto come uno dei pochi americani che ha avuto contatti frequenti con Vladimir Putin – aveva presentato, secondo quanto rivelato allora dalla stampa, all’allora candidato Trump un piano per l’Ucraina che comprendeva l’accettazione dell’annessione russa della Crimea, con la sospensione delle sanzioni in cambio di un ritiro delle truppe russe dall’Ucraina orientale. E sin dai tempi dell’invasione del 2014 di Crimea e Donbass Kissinger invocava la ‘neutralità’ dell’Ucraina: “se l’Ucraina vuole sopravvivere e prosperare, non deve essere un avamposto dell’uno contro l’altra”, diceva riferendosi all’Occidente e Russia, esprimendo la sua contrarietà all’idea di un suo ingresso nella Nato. Ma su questo Kissinger aveva recentemente cambiato idea, annunciando – ancora una volta a Davos, lo scorso gennaio – che dopo l’invasione russa era diventato “appropriato” l’ingresso di Kiev nell’Alleanza. “Prima di questa guerra io temevo che da questo ingresso potesse iniziare esattamente il processo a cui noi stiamo assistendo, ma ora l’idea di un’Ucraina neutrale in queste condizioni non ha più senso”, disse. “Sono felice che Mr Kissinger abbia cambiato idea”, commentò subito Volodymyr Zelensky che invece a maggio dello scorso anno aveva tuonato contro l’anziano ex segretario di Stato, descrivendolo come una voce che “emerge da un profondo passato”, con un calendario che “non è del 2022 ma del 1938”, accusando di pensare di “parlare non a Davos ma a Monaco di Baviera”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Benzina e diesel, prezzi ancora in calo: verde self ai minimi dell’anno

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(Adnkronos) – Mentre prosegue il saliscendi delle quotazioni dei prodotti raffinati (ieri di nuovo in calo nonostante il balzo del Brent verso gli 83 dollari) continuano a scendere i prezzi dei carburanti praticati alla pompa, in particolare per quanto riguarda il gasolio.Staffetta Quotidiana segnala infatti come Tamoil abbia ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina. Le medie dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy, elaborati dalla Staffetta e da Quotidiano Energia, vedono un prezzo medio praticato della benzina in modalità self che tocca il nuovo minimo dell’anno portandosi a 1,809 euro/litro (1,810 la rilevazione precedente).

Il diesel self service è a 1,784 euro/litro (-3, compagnie 1,787, pompe bianche 1,778).  Sul servito per la benzina il prezzo medio praticato è 1,952 euro/litro (rispetto a 1,953), con gli impianti colorati con prezzi tra 1,886 e 2,022 euro/litro (no logo 1,863).La media del diesel servito è 1,928 euro/litro (1,930 il dato precedente), con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi compresi tra 1,864 e 1,999 euro/litro (no logo 1,836).Il Gpl servito è a 0,720 euro/litro (invariato, compagnie 0,729, pompe bianche 0,710), metano servito a 1,456 euro/kg (invariato, compagnie 1,457, pompe bianche 1,456), Gnl 1,429 euro/kg (invariato, compagnie 1,432 euro/kg, pompe bianche 1,426 euro/kg). —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neve, caldo e poi gelo: meteo sulle montagne russe secondo le previsioni

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(Adnkronos) – Meteo sulle montagne russe in Italia.Secondo le ultime previsioni, prossimi giorni si passerà dal freddo e dalla neve fino in pianura, al caldo e poi di nuovo a gelo e fiocchi bianchi.  Andrea Garbinato, responsabile redazione del sito www.iLMeteo.it, conferma che il tema dominante dei prossimi giorni sarà un mix, caldo e neve!

Ma come è possibile parlare contemporaneamente di caldo e neve?Ovviamente l’Italia si estende per circa 1200 km da Nord a Sud e possiamo avere entrambi i fenomeni: è anche vero però che da oggi, e fino a lunedì 4 dicembre, il meteo sarà estremamente bizzarro. Andiamo per ordine: nelle prossime ore avremo ancora qualche fiocco a bassa quota al Nord-Ovest, specie in Piemonte, poi gradualmente le temperature saliranno.

Insieme all’aumento termico le precipitazioni diventeranno nevose al Nord solo oltre i 1300-1500 metri, mentre al Centro i fiocchi cadranno solo sulle cime più alte dell’Appennino.Le temperature massime saliranno di 6-8°C rispetto ad ieri specie al Centro-Sud e sulle Alpi. 
Venerdì 1 dicembre il salto termico sarà ancora più sensibile: si prevedono 10°C in più in Romagna e mediamente altri +5°C sul resto della penisola.

In totale, in 2 giorni, le massime potrebbero guadagnare circa 10-12 gradi rispetto a mercoledì 29 portando il termometro a 25°C a Siracusa, 21°C a Napoli e addirittura (a dicembre!) anche a 20°C a Roma e Firenze.Insomma, un inatteso exploit primaverile, un inizio di dicembre da T-shirt dopo aver indossato berretti e sciarpe di lana.

Dal punto di vista meteo continuerà, tra l’altro, a cadere tanta pioggia al Nord e su parte del Centro, a tratti molto forte tra Liguria di Levante e Alta Toscana.Insomma un clima di inizio autunno, mite e piovoso al Centro-Nord, soleggiato e caldo al Sud per il primo dicembre. Ma la vera svolta avverrà nel weekend con un’altra ‘sberla’ fredda dalla Russia: ecco che il maltempo si riaffaccerà dalla Porta della Bora con precipitazioni sparse ed un crollo delle temperature.

Anche in questo caso la montagna russa del termometro indicheràuna differenza tra sabato 2 e venerdì 1 di ben 5-6°C in meno soprattutto al Centro. 
Domenica 3 dicembre il termometro scenderà bene anche al Nord ed al Sud con un calo generale di circa 8 gradi: insomma si salirà e si scenderà di 8/10 gradi nei valori massimi come sulle montagne russe, senza pensare alla pericolosità di questi sbalzi per la nostra salute.Il nostro consiglio è sempre lo stesso: ‘cipolla’.

Dobbiamo vestirci a cipolla con tanti strati, pronti a spogliarci e poi rivestirci sia nella stessa giornata sia a giorni alterni. 
Lunedì poi, oltre alla ‘cipolla’, dovremo pensare ad una ‘cioccolata ben calda’: al momento (ricordiamo sempre però che le previsioni a media-lunga scadenza hanno bisogno di conferme) è attesa neve anche a Milano.Vedremo se dopo la T-shirt indosseremo di nuovo maglioni di lana e doposci.

Un meteo bizzarro che ci accompagnerà almeno fino alla Festa dell’Immacolata. 
NEL DETTAGLIO
 
Giovedì 30.Al nord: piogge diffuse, neve al primo mattino fin quasi in pianura al Nord Ovest.

Al centro: maltempo verso le tirreniche, specie in Toscana.Al sud: peggiora in Campania. 
Venerdì 1.

Al nord: neve forte in montagna, piogge diffuse in pianura.Al centro: rovesci sull’alta Toscana, venti molto forti da Sud.

Al sud: bel tempo, ma molto ventoso. 
Sabato 2.Al nord: maltempo, specie al Nord-Est.

Al centro: rovesci soprattutto al mattino.Al sud: soleggiato con peggioramento pomeridiano sul Basso Tirreno. 
Tendenza: Domenica gelida al mattino, qualche nevicata sull’Appennino a bassa quota, specie sul versante adriatico; Lunedì neve in pianura su Piemonte e Lombardia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Antitrust ferma trasferimento clienti da Intesa Sanpaolo a Isybank

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(Adnkronos) – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha imposto l’interruzione del trasferimento da Intesa San Paolo a Isybank a tutela dei 2,4 milioni di clienti coinvolti nell’operazione.Lo comunica l’Antitrust in una nota in cui spiega che in questo modo i correntisti saranno messi in condizione di scegliere se mantenere il conto in Intesa Sanpaolo alle condizioni precedenti o transitare a Isybank. L’Autorità ha adottato un provvedimento cautelare per impedire il passaggio alla banca digitale dei correntisti che non forniscano il proprio consenso espresso.

Questa operazione – si ricorda – al momento ha riguardato circa 300 mila clienti su un totale di 2,4 milioni che Intesa Sanpaolo intenderebbe trasferire a Isybank.Sono stati oltre 5.000 i consumatori (di cui più di 3.000 dopo l’avvio dell’istruttoria) che hanno chiesto l’intervento dell’Autorità.

Per l’Autorità il trasferimento è stato previsto con modalità non conformi alle disposizioni del Codice del Consumo. Infatti, per effetto del trasferimento, i correntisti interessati non avrebbero potuto più accedere in filiale né all’internet banking tramite personal computer e avrebbero dovuto svolgere le operazioni bancarie solo tramite App. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chi era Henry Kissinger, tessitore della politica estera Usa per oltre mezzo secolo

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(Adnkronos) – Aveva compiuto 100 anni lo scorso 27 maggio, Henry Kissinger, il Grande Vecchio della politica estera americana che per oltre mezzo secolo, prima sul proscenio dell’amministrazione e poi dietro le quinte, ha lavorato fino all’ultimo, ha orientato tra luci ed ombre, tra premi Nobel contestati ed accuse di aver appoggiato, con l’esercizio spregiudicato della sua realpolitik, dittatori e guerre in tutto il mondo.  Kissinger, che ancora lavorava 15 ore al giorno del suo studio, aveva recentemente rivendicato di conservare un ruolo a livello globale in un’intervista con Cbsnews.Dopo aver spiegato che “ci sono buone probabilità” che Xi Jinping e Vladimir Putin avessero preso una sua chiamata, alla domanda se sarebbe stato pronto, dietro la richiesta di un presidente, “a volare a Mosca per parlare con Putin”, rispose: “sarei propenso a farlo, ma lo farei come consigliere non come persona attiva”.  E riguardo poi allo scenario ucraino, il grande tessitore dei rapporti con Pechino aveva le idee chiare: “Ora che la Cina è entrata nei negoziati, ne verremo a capo, penso entro la fine dell’anno – disse sempre nell’intervista – parleremo di un processo negoziale e persino di veri e propri negoziati”. Non erano mancati poi nell’intervista i riferimenti alla politica interna americana con il centenario Kissinger che si era mostrato scettico su un possibile, nuovo, duello per la Casa Bianca tra l’80enne Joe Biden e il 76enne Donald Trump. “Ci vuole una certa capacità, a livello fisico.

Ci sono alcuni vantaggi nella maturità, ma pericoli nella stanchezza ed una limitata capacità di lavorare”, spiegò Kissinger che, segretario di Stato tra il 1969 e il 1977, prima al fianco di Richard Nixon e poi di Gerald Ford, fu invitato alla Casa Bianca da tutti i presidenti degli ultimi 50 anni tranne che da Biden.   
Con Donald Trump lo statista repubblicano ebbe un rapporto particolare, svolgendo un ruolo di consigliere ombra del tycoon, che incontrò diverse volte prima e dopo la sua vittoria elettorale, tessendo poi le lodi della sua politica estera. “Il presidente Trump unisce un grande spirito decisionale ad una personalità vibrante: è un fenomeno unico nella politica estera americana”, diceva sempre al Post Kissinger che del resto apprezzava anche Barack Obama per “l’alto livello della sua intelligenza”.  Giudizi che confermano come in questi anni, nonostante l’età avanzata, Kissinger abbia continuato ad essere non solo un osservatore attento delle vicende globali, ma continuava a partecipare al dibattito, a dare la linea con interventi e consigli diretti ai leader. Come quando nell’aprile del 2020, con il mondo paralizzato per il Covid 19, esortava, dalle colonne del Wall Street Journal, Trump e gli altri leader mondiali a combattere insieme contro la “ferocia” del virus, lanciando l’allarme sul rischio che la pandemia potesse “cambiare per sempre l’ordine mondiale”.   Ma l’esempio di questo ruolo sono le posizioni, anche controverse, che negli ultimi anni ha avuto sull’Ucraina.Provocarono un’alzata di scudi a Kiev le dichiarazioni che a maggio dello scorso anno, quando la guerra infuriava da due mesi e la Russia sembrava ancora avere l’iniziativa, Kissinger fece sulla necessità di avviare “negoziati di pace entro i prossimi due mesi prima che si creino tensioni che non si potranno superare facilmente”.  Di fatto l’ex segretario di stato consigliava di “tornare allo status quo ante” in Crimea e Ucraina orientale, suggerendo quindi a Kiev una cessione di territori in cambio di pace.

D’altra parte già nel 2016, Kissinger – descritto come uno dei pochi americani che ha avuto contatti frequenti con Vladimir Putin – aveva presentato, secondo quanto rivelato allora dalla stampa, all’allora candidato Trump un piano per l’Ucraina che comprendeva l’accettazione dell’annessione russa della Crimea del 2014, con la sospensione delle sanzioni in cambio di un ritiro delle truppe russe dal Donbass. Un piano in linea con la posizione che aveva assunto pubblicamente sulla neutralità che l’Ucraina avrebbe dovuto adottare tra Russia ed Occidente “se vuole sopravvivere e prosperare”, esprimendo quindi contrarietà all’idea di un suo ingresso nella Nato.Su questo però Kissinger ha recentemente cambiato idea, come lui stesso annunciò sempre a Davos, lo scorso gennaio, ritenendo che dopo l’invasione russa è diventato “appropriato” l’ingresso di Kiev nell’Alleanza.  “Prima di questa guerra io temevo che da questo ingresso potesse iniziare esattamente il processo a cui noi stiamo assistendo, ma ora l’idea di un’Ucraina neutrale in queste condizioni non ha più senso”, disse, dimostrando ancora una volta l’adesione ai principi della realpolitik.

Parole sicuramente gradite a Kiev, che invece a maggio dello scorso anno aveva tuonato contro Kissinger, con Volodymyr Zelensky che l’aveva descritto come una voce che “emerge da un profondo passato”, con un calendario che “non è del 2022 ma del 1938”, accusandolo di pensare di “parlare non a Davos ma a Monaco di Baviera”.   Parole che sembravano fare riferimento, in modo indelicato, alla storia stesso del centenario statista di origini ebraiche, nato il 27 maggio 1923 a Furth in Germania da dove nel 1938 fuggì con la famiglia per sfuggire alla persecuzione dei nazisti.La famiglia Kissinger si stabilì a New York dove Henry frequentò prima il liceo e poi i corsi universitari serali, lavorando la mattina come operaio. 
Nel 1943 venne arruolato nell’esercito e durante l’addestramento Kissinger, che intanto era diventato cittadino americano, venne notato per la sua conoscenza del tedesco e per la sua intelligenza ed assegnato alla sezione controspionaggio dell’intelligence militare. “Tutte le persone in gamba hanno iniziato con l’intelligence, anche io”, disse Kissinger ad un giovane, ed ancora poco conosciuto Vladimir Putin, che, incontrato il leggendario ex segretario di Stato, si presentò spiegando di aver lavorato del Kgb.  
Finita la guerra, Kissinger – che come tutti ricordano non ha mai perso un particolare accento tedesco – tornò agli studi, laureandosi nel 1950 a Harvard in scienze politiche e poi, nel 1954 prese il dottorato, sempre nell’ateneo dell’Ivy League, con una dissertazione sul Congresso di Vienna dal titolo “Pace, legittimità ed equilibrio”. 
Rimasto come docente ad Harvard, Kissinger iniziò a lavorare come consulente di diverse istituzioni, compreso il dipartimento di Stato, e centri di ricerca e think tank.

Il primo impegno politico arriva nel 1960 quando diventa consigliere di politica estera della campagna presidenziale di Nelson Rockfeller con il quale continuerà a lavorare anche per le presidenziali del 1964 e del 1968.Fu proprio durante queste ultime primarie che avvenne il suo primo incontro con Richard Nixon che Kissinger all’inizio definì, forse con una certa lungimiranza, “l’uomo più pericoloso da candidare alla presidenza”. Ma una volta che Nixon vinse la nomination, fu lo stesso Kissinger a contattare la sua campagna per offrire il suo aiuto e così, dopo la vittoria a novembre, divenne prima consigliere per la Sicurezza Nazionale e poi segretario di Stato.

Carica che mantenne anche dopo che, nell’agosto del 1974, Nixon fu costretto, per evitare l’impeachment per lo scandalo Watergate, a dimettersi, lasciando la Casa Bianca a Gerald Ford, fino ad allora suo vice presidente.  Kissinger ha giocato un ruolo dominante nella politica estera Usa dal 1969 al 1977, ispirandosi ai principi della Realpolitik e della distensione che portarono ad una riduzione delle tensioni con l’allora Unione Sovietica ed alla firma nel 1972 del Salt (Strategic Arms Limitation Talks, Trattato per la limitazione degli armamenti strategici) e dell’Abm (Trattato Anti Missili Balistici).  Kissinger lavora anche sul fronte di un ‘nemico comunista’: la Cina dove nel luglio 1971 compie una missione segreta sospendendo, con la scusa di un malore, il programma di una visita in Pakistan, ma in realtà spostandosi a Pechino per 48 ore di colloqui con il premier cinese Zhou Enlai.Era la famosa “Operazione Marco Polo”, che permise preparare il terreno allo storico viaggio che, sette mesi dopo, Nixon fece in Cina per riaprire i rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Cina. 
Rapporti privilegiati con Pechino che fino all’ultimo Kissinger ebbe fino all’ultimo, come dimostra l’incontro avuto lo scorso luglio nella residenza Diaoyutai, nella capitale cinese, con Xi Jinping.

Un incontro che si tenne all’indomani della conclusione della missione nel gigante asiatico dell’inviato Usa per il clima, John Kerry, che non incontrò Xi.Durante la sua visita in Cina, l’ex segretario di Stato vide anche il capo della diplomazia Wang Yi e il ministro della Difesa Li Shangfu, sotto sanzioni americane. Intanto gli Stati Uniti continuano ad essere nel “pantano” della guerra del Vietnam, e anche su questo fronte Kissinger avvia trattive segrete che portarono agli accordi di Parigi per un cessate il fuoco, il ritiro delle forze militari americani e la riunificazione pacifica del Vietnam.

Per questo accordo, a Kissinger viene conferito quell’anno il premio Nobel della pace insieme al nordvietnamita Le Duc Tho che rifiutò il premio perché lo scontro tra il Nord e il Sud continuava a dilaniare la sua terra.  Due membri del comitato del Nobel si dimisero per protesta contro la decisione di premiare Kissinger ed in tutto il mondo venne, e viene ancora criticata, la scelta di conferire il riconoscimento per la pace al maestro della ‘realpolitik’.Soprattutto da parte di chi ricordava e ricorda il ruolo che Kissinger ha avuto su un altro fronte caldo della politica estera americana, quella del cosiddetto “back yard”, il cortile di casa, l’America Latina dove Washington ha appoggiato golpe e giunte militari sanguinarie. A partire da quello con cui, l’11 settembre proprio dell’anno in cui Kissinger vinceva il Nobel, il generale Augusto Pinochet rovesciò il governo democraticamente eletto del socialista Salvador Allende.

In molti sostengono che Kissinger abbia avuto pesanti responsabilità nel sostenere Pinochet ed abbia avuto un ruolo nella triste stagione delle dittature latino-americane.In particolare nel cosiddetto Plan Condor, un’operazione a cui partecipavano le giunte militari di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay e Uruguay per sopprimere i dissidenti all’interno dei loro Paesi ed all’estero.  Nel 2001 il famoso giornalista Christopher Hitchens ha pubblicato il libro ‘The trial of Henry Kissinger’, in cui accusa l’ex segretario di Stato di “crimini di guerra, contro l’umanità, violazioni delle leggi internazionali”, facendo un lungo elenco di crimini in Vietnam, Bangladesh, Cipro e Timor est, bollando il diplomatico come “un fantastico bugiardo con una memoria prodigiosa”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Nato ribadisce sostegno: “Imporsi come nazione è già vittoria”

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(Adnkronos) –
La Nato ribadisce, quasi due anni dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’impegno a sostenere Kiev nella difesa contro Mosca, ma la narrativa inizia a cambiare, adattandosi all’evolversi della situazione lungo il fronte nell’est del Paese, lungo 1.200 km.Tutti gli alleati riuniti a Bruxelles per la ministeriale Esteri, ha spiegato il segretario di Stato Usa Antony Blinken, “hanno espresso un forte impegno ad un sostegno durevole dell’Ucraina” di fronte all’invasione russa.

Kiev, ha aggiunto il segretario generale Jens Stoltenberg, “è più vicina alla Nato che mai.Continueremo a sostenerli nel percorso verso l’adesione.

E continueremo a sostenere la loro lotta per la libertà”. Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, venuto a Bruxelles per partecipare al Consiglio Nato-Ucraina, ha notato che oramai l’esercito del suo Paese è praticamente un’armata Nato, dati i progressi fatti nella transizione verso gli standard atlantici (Stoltenberg ha detto che Kiev beneficerà di un programma di sostegno pluriennale dedicato).Il socialdemocratico norvegese, che sintetizza la linea politica dell’Alleanza, ha inserito una considerazione nuova nel suo discorso sull’Ucraina: ha notato che Kiev ha “liberato il 50%” del territorio invaso dai russi e che ha “prevalso come nazione indipendente, libera e sovrana”, cosa che costituisce già “una grande vittoria”.

A cosa porterà questa considerazione apparsa nella narrazione della Nato, ripetuta per tre volte dal segretario generale, è presto per dirlo e dipenderà probabilmente dall’evoluzione della situazione sul campo di battaglia.  Stoltenberg ha poi ammesso, in pratica, che la guerra tra Ucraina e Russia è arrivata ad una situazione di stallo, cosa che Kuleba ha recisamente negato: “Non c’è nessuno stallo”, ha detto il ministro.Per il politico scandinavo, invece, non si sono osservati “cambiamenti significativi in prima linea negli ultimi mesi”, anche se “sono in corso intensi combattimenti” e i progressi militari si possono misurare “in modi diversi”, non solo in “chilometri quadrati” conquistati.

Conta anche “il fatto che siano stati in grado di effettuare attacchi profondi, distruggendo le principali capacità russe, inclusi aerei da combattimento, bombardieri pesanti ed elicotteri”, ha detto.  Andrebbe anche considerato il fatto, ha aggiunto Stoltenberg, che gli ucraini “sono stati in grado, senza una vera Marina, di respingere la flotta russa del Mar Nero fino a Novorossijsk, di modo che ora possono trasportare grano sulle navi da Odessa, attraverso il Mar Nero”.Una fonte Nato conferma che “sul fronte la situazione è diventata relativamente statica, a mano a mano che ci avviciniamo all’inverno”.

Entrambe le parti, russi e ucraini, “incontrano difese trincerate” e “faticano a mettere insieme forze d’urto in grado di fare progressi decisivi”.  Il fatto è che i russi hanno rafforzato le loro linee difensive, minando il terreno, a volte per una profondità di “decine di km”.Questo tipo di guerra, spesso paragonata al macello della Prima Guerra Mondiale, comporta perdite umane molto elevate.

E’ una descrizione che fa il paio con quella del comandante in capo delle forze armate ucraine, Valery Zaluzhny, che all’Economist all’inizio di questo mese ha dichiarato che la guerra è arrivata ad una situazione di stallo, cosa che il presidente Volodymyr Zelensky ha recisamente negato.Per la fonte Nato, entrambi hanno ragione, dato che partono da punti di vista diversi: il primo militare, il secondo politico.

Stoltenberg, che fin dall’inizio della guerra in Ucraina aveva ricordato che la Russia è una “formidabile potenza militare”, ha ribadito che Mosca non va “sottovalutata”, dato che l’economia russa “è sul piede di guerra” e produce per sostenere lo sforzo bellico. Inoltre, ha sottolineato, il presidente Vladimir Putin ha “un’alta tolleranza per le vittime”.Il trattamento riservato dai comandi alle truppe russe spedite al fronte, osserva l’alto funzionario Nato, è “orribile”.

Spesso soldati poco addestrati “vengono spediti verso la morte”.Gli obiettivi di Mosca nel Paese invaso, ha avvertito Stoltenberg, “non sono cambiati”.

E il nemico dell’Ucraina “ha accumulato una grande riserva missilistica prima dell’inverno”, che probabilmente userà “per colpire la rete elettrica e le infrastrutture energetiche” del Paese, con l’obiettivo di lasciare la popolazione “al buio e al freddo”, durante il rigido inverno ucraino.Il ministro Kuleba, per nulla intimorito dai russi, è arrivato a Bruxelles con un messaggio chiarissimo: “Dobbiamo continuare a combattere – ha scandito – l’Ucraina non arretra”.

L’obiettivo di Kiev, “invariato”, è ripristinare “l’integrità territoriale all’interno dei confini internazionalmente riconosciuti del 1991.E niente ci fermerà”, ha avvertito.  
Stoltenberg ha ribadito che la Nato continuerà ad aiutare militarmente l’Ucraina e ha lodato Olanda, Danimarca e Norvegia per la decisione di consegnare a Kiev dei jet da combattimento F-16, ma ha anche avvertito che occorre prepararsi ad una “lotta lunga e dura”, poiché “non esistono soluzioni magiche” che possano determinare, di per sé, svolte decisive sul campo di battaglia.

Per la fonte Nato, le forze armate ucraine “hanno un piano e lo stanno eseguendo”, ma “è davvero duro combattere contro la Russia”.Ciò nondimeno, i progressi fatti dagli ucraini contro Mosca possono essere descritti solo come “humbling”, dice, vale a dire tali da incutere rispetto e da indurre a ridimensionare la propria autostima.  La situazione sul terreno nei prossimi mesi, durante l’inverno, determinerà anche come la Nato, i nordamericani e gli europei, si regoleranno.

Stoltenberg ha sottolineato che i compiti dell’Alleanza di fronte a questo conflitto sono essenzialmente due: sostenere l’Ucraina nella sua difesa contro l’invasore russo, ma anche evitare che la guerra subisca un’escalation, coinvolgendo la Nato.In tutto questo, l’Ue, che è un gigante economico ma ancora un nano geopolitico, si trova in difficoltà, come si è visto nella vicenda del milione di munizioni da artiglieria promesse all’Ucraina, che avrebbero dovuto essere consegnate entro la fine di marzo 2024.

Obiettivo che non verrà raggiunto.Kuleba ha confermato che a Kiev sono arrivati finora circa 300mila pezzi.

Per la fonte Nato, i ritardi dell’Ue su questa promessa non sono determinanti, dato che l’Ucraina si procura munizioni anche altrove.  Il ministro ucraino ha detto di non dubitare della volontà dell’Occidente, e dell’Ue, di aiutare Kiev.Il problema, ha notato, è “tecnico” e bisogna che “le persone che sanno” come funzionano le catene di produzione si dedichino alla risoluzione di questo problema, anche perché, in caso contrario, l’Europa rischia di restare “indifesa”.

Forse mai come in questa vicenda si è misurata la distanza tra le promesse dell’Unione, nel suo insieme, e le azioni dei suoi singoli Stati membri.Il problema, ha ammesso recentemente l’Alto Rappresentante Josep Borrell, non riguarda tanto la capacità produttiva, quanto il fatto che le imprese europee della difesa “operano sul libero mercato”, con il risultato che ben il 40% della produzione delle munizioni che servirebbero agli ucraini per difendersi dai russi viene esportato verso altri Paesi.

Si vedrà se l’Europa saprà dimostrare con i fatti che Angela Merkel aveva torto, nel 2015, quando osservò che, a suo giudizio, l’Occidente non aveva la volontà di vincere una guerra in Ucraina e che la Russia non era disposta a perderla.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attentato a Gerusalemme, uccisa una 16enne

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(Adnkronos) – Mentre arriva la notizia che la tregua tra Israele e Hamas proseguirà per altre 24 ore a Gaza, una ragazza è morta e altre 7 persone sono rimaste ferite in un attentato a Gerusalemme.Secondo il Jerusalem Post, che cita la polizia, “due terroristi” hanno aperto il fuoco contro una fermata del bus e sarebbero stati uccisi in circostanze ancora da chiarire.  Secondo Haaretz, la ragazza uccisa aveva 16 anni, mentre solo uno dei “terroristi” è stato ucciso, con l’altro gravemente ferito.

Il Times of Israel, che cita il Magen David Adom – il servizio nazionale di primo soccorso dello Stato di Israele – sostiene che la donna uccisa avesse 24 anni.Il direttore del Magen David Adom ha affermato all’emittente Kan che cinque feriti sono in condizioni gravi. Il Qatar ha confermato che “la parte palestinese e quella israeliana” hanno raggiunto un’intesa per estendere la tregua di un ulteriore giorno.

Lo ha reso noto sul social X il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari, dando conto dell’esito delle trattative tra Hamas e Israele.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)