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Cervinia cambia nome, Santanchè si schiera: “Siete matti?”

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(Adnkronos) – Cervinia cambia nome.Si chiamerà Le Breuil.

La notizia che la celebre località sciistica in Valle d’Aosta ha ripreso la sua antica denominazione ha suscitato non poche polemiche, con la ministra del Turismo, Daniela Santanchè in primis, che sui social ha espresso il proprio dissenso: “Buongiorno, volevo confrontarmi con voi perché io da qualche giorno veramente non riesco a capire cosa passa per la testa di alcuni.Cervinia, una località sciistica riconosciuta e rinomata della Valle d’Aosta, una delle eccellenze del turismo del nostro Paese cambia nome.

Si chiamerà Le Breuil.Ma siete matti?”.

Lo sapete quanto tempo ci vuole a costruire una destination, una brand reputation?Ripensateci”, dice nel video pubblicato sul suo account X.   Ha chiesto un intervento del governo il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. “La decisione del Comune di Cervinia di togliere la denominazione italiana lasciando solo quella francese è una scelta incostituzionale e tradisce uno spirito anti-italiano che evidentemente viene insufflato da quelle parti.

Sono certo che il Governo Meloni studierà le modalità per impugnare questa decisione.L’Italia riconosce alle Regioni a Statuto speciale ampia autonomia e notevoli risorse, gli stessi Comuni che si trovano in quello e in altri territori simili godono di una libertà negata ad altri.

Ma questo non autorizza nessuno ad agire fuori dal dettato costituzionale.La nostra Carta tutela le minoranze linguistiche prevedendo l’uso degli idiomi locali, e quindi dei toponimi nella lingua minoritaria rispetto all’italiano.

Queste Regioni pur nell’ampia potestà legislativa consentita dallo Stato non possono assumere atti contro la Costituzione. È di solare evidenza che togliere il nome Cervinia è contro ogni tutela della lingua italiana, contro la Repubblica italiana, contro le nostre regole civiche e contro l’interesse economico nazionale.Il bilinguismo non è una scelta ma un dovere.

Queste provocazioni, che a fasi alterne colpiscono la nostra cultura, potranno cessare se e quando il Parlamento più esplicitamente approverà la proposta di costituzionalizzazione della nostra lingua madre, come accade nella stragrande maggioranza delle nazioni europee.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Codere, a Parma apre la nuova gaming Hall Vittoria

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(Adnkronos) – Tutto pronto a Parma per l’inaugurazione della nuova Gaming Hall Vittoria di Codere Italia in programma sabato 2 dicembre alle ore 19.00 nella nuova location di Via Mantova 77/a.I clienti avranno a disposizione oltre 2.500 mq tra sala bingo, sala Awp e VLT, area relax e ristorazione.

I nuovi spazi – spiega il gruppo – “sono stati realizzati all’insegna del design più innovativo e con il supporto delle tecnologie più all’avanguardia.Ampi saloni con pareti in vetro che consentiranno alla luce esterna di entrare rendendo l’ambiente naturalmente luminoso; impianti di illuminazione e di condizionamento rispettosi delle normative ambientali a conferma della grande attenzione prestata da Codere ai temi della sostenibilità.

Un impianto fotovoltaico consentirà di coprire il fabbisogno di quasi tutti gli impianti della sala nelle ore del giorno”. La struttura ha richiesto “un importante investimento complessivo di diversi milioni di euro, con una forza lavoro di circa 40 persone a tempo pieno”.L’incremento dei posti di lavoro – rispetto alla vecchia location di Viale Vittoria – è stato di oltre il 10%.

L’area in cui si inserisce la sala offre anche una migliore accessibilità: a disposizione un ampio parcheggio dedicato, autobus di linea e una pista ciclabile collegata direttamente con il centro di Parma.  “Nel rispetto della normativa regionale sulle distanze dai luoghi sensibili abbiamo provveduto a spostare la nostra storica sala.Trovare la location adatta non è stato facile, per tutte le note restrizioni imposte dalla normativa Regionale, ma eravamo determinati a restare in questa splendida città, dichiara Alejandro Pascual, Regional Manager Europa e COO Italia di Codere.

L’investimento sostenuto è molto importante, ma siamo felici di essere riusciti nell’impresa, non semplice, di mantenere a Parma un presidio di gioco legale sicuro e controllato.Abbiamo aumentato i posti di lavoro e altri se ne creeranno in futuro: la ricaduta in termini d’occupazione sulla città è quindi notevole e conferma la responsabilità e l’interesse di un Gruppo con una riconosciuta esperienza a livello internazionale come lo è Codere.

Speriamo che i clienti apprezzino i nostri sforzi e soprattutto l’offerta di gioco e ristorazione che la nuova Gaming Hall è in grado di offrire”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, tregua per pochi giorni: poi attacco a Gaza sud, lo scenario

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(Adnkronos) –
Tregua ancora per pochi giorni, poi la ripresa dell’attacco di Israele stavolta concentrato nel sud di Gaza.E’ lo scenario delineato dal Washington Post per il futuro dell’operazione militare dello Stato ebraico nell’enclave palestinese, scattata in risposta al massacro del 7 ottobre da parte di Hamas. Secondo il giornale americano di area conservatrice, i giorni successivi alla tregua entrata in vigore venerdì scorso sono stati “luminosi” rispetto a settimane di “desolazione” e morti.

I civili bloccati a Gaza hanno iniziato a ricevere gli aiuti, più di 90 ostaggi tenuti da Hamas sono stati rilasciati e in cambio Israele ha liberato oltre 200 palestinesi, molti dei quali erano in carcere senza accusa.Ma l’apparente miglioramento della situazione è solo il risultato di quello che c’è stato prima della tregua: Gaza è stata devastata da migliaia di attacchi aerei e combattimenti, con oltre 13mila palestinesi morti e l’80% della popolazione sfollata.

E anche in Cisgiordania divampa la violenza. Le previsioni per il futuro non lasciano ipotizzare nulla di positivo.Nonostante gli appelli delle Nazioni Unite e delle parti mediatrici, compreso il Qatar, la tregua sembra destinata a finire presto.

Il governo del primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha indicato che lo stop ai combattimenti non potrà durare più di 10 giorni, ovvero non oltre questo fine settimana.Dopodiché, Israele è determinato a riprendere la guerra dal momento che il suo obiettivo primario – la distruzione di Hamas – non è stato ancora raggiunto. Ieri il capo dell’esercito israeliano, Herzi Halevi, ha dichiarato di aver approvato il piano di battaglia per i prossimi giorni. “Sappiamo cosa è necessario fare e siamo pronti per il passo successivo”, ha detto.

Non è chiaro cosa implichi esattamente questo piano, ma l’unica strada per le forze israeliane sembra essere quella diretta a sud, evidenzia il Washington Post, sottolineando che funzionari israeliani ritengono che molti leader di Hamas siano fuggiti in questa zona da Gaza City e dal nord.Non a caso, prima che iniziasse la pausa, Israele aveva iniziato a lanciare volantini vicino a Khan Younis, una città nel sud della Striscia, chiedendo alla popolazione di spostarsi verso ovest. 
La ripresa dell’operazione militare porta inevitabilmente con sé i timori, anche degli Stati Uniti, che possa verificarsi un’altra mattanza di civili.

Si stima che circa due milioni di palestinesi ed un’ampia percentuale degli sfollati si trovino nella parte meridionale di Gaza, molti dei quali hanno già dato ascolto ai precedenti avvertimenti israeliani di lasciare l’area settentrionale, densamente popolata.  In privato, secondo il Washington Post, l’Amministrazione Biden ha iniziato ad ammonire gli israeliani sulla necessità di ridurre il più possibile le vittime civili. “Non possono fare nel sud quello che hanno fatto nel nord”, ha dichiarato un alto funzionario.Gli Stati Uniti chiedono rigidi limiti operativi su dove possano svolgersi le operazioni e la protezione di ospedali e strutture delle Nazioni Unite.

E mentre Washington continua a lavorare per un’estensione della tregua, in patria Netanyahu subisce pressioni nel senso opposto. “Fermare la guerra = mandare in frantumi il governo”, ha detto martedì l’esponente di estrema destra Itamar Ben Gvir, che ricopre il ruolo di ministro della Sicurezza nazionale nella fragile coalizione di governo.Non molto tempo dopo, Netanyahu ha detto che “non esiste situazione in cui non si torni a combattere fino alla fine”.

Non è difficile capire perché le autorità israeliane si irritino all’idea di un cessate il fuoco prolungato.Se lo scopo più significativo di questo conflitto è distruggere Hamas, quel compito non è completo: chiaramente Hamas non è stato distrutto se tiene ancora degli ostaggi ed è in grado di negoziare il loro rilascio. Israele, inoltre, deve fare i conti con l’enorme costo economico del conflitto, dato il numero di persone che ora lavorano nell’esercito piuttosto che nell’economia: la Banca Centrale prevede che la guerra con Hamas costerà 53 miliardi di dollari tra il 2023 e il 2025, con un colpo del 3% sul Pil.  Alcuni sostengono che valga la pena pagare il prezzo. “I costi della guerra sono a breve termine rispetto ai benefici a lungo termine derivanti dal ritorno delle persone a una vita sicura”, ha detto lo scorso fine settimana un funzionario israeliano a David Ignatius.

Eppure, con così tanta incertezza sul prossimo round di combattimenti e nessun piano preciso su cosa accadrà a Gaza una volta finito il conflitto, potrebbe non essere un calcolo così semplice. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Henry Kissinger, il dolore di Lapo Elkann: “Per me è stato mentore prezioso”

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(Adnkronos) – “La morte di Kissinger mi addolora molto.Per me è stato un mentore e gli sono e gli sarò sempre grato per i suoi preziosi insegnamenti che vivranno in me per sempre”.

Così il nipote dell’Avvocato Agnelli, Lapo Elkann, ricordando come l’ex segretario di Stato Usa morto oggi all’età di 100 anni, “ha contribuito alla crescita della mia persona e per questo sono profondamente toccato dalla sua morte: è stato un privilegio poter essere suo assistente”.  “Il mondo oggi perde il Re della diplomazia.Mi mancherà molto e mancherà al mondo intero.

Il mio pensiero e il mio abbraccio più caldo e affettuoso va alla moglie Nancy, alla sua famiglia e alle persone che lavoravano con lui”, conclude Lapo Elkann.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘X Factor’, Codacons: “Nuova istanza ad Agcom dopo dichiarazioni Morgan”

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(Adnkronos) – Dopo la cacciata di Morgan da ‘X Factor’ e le ultime dichiarazioni dell’ex giudice in merito a presunte connessioni tra concorrenti, autori/produttori e giudici del programma torna a intervenire il Codacons, che anticipa all’Adnkronos che presenterà una nuova istanza a Sky e Agcom. “Il quadro che Morgan sta rendendo pubblico, è evidente, va preso con assoluta serietà e valutato con attenzione -spiega il Codacons- Nel caso fossero confermati alcuni degli elementi forniti dal cantautore milanese (la presenza di professionisti in un programma per emergenti, l’intervento di noti autori per gli inediti e le commistioni tra giudici e concorrenti di cui ha parlato nei giorni scorsi), ci troveremmo di fronte a un quadro che sicuramente non sarebbe gradito a chi segue con passione il programma aspettandosi, in buona fede, volti emergenti e autentiche novità”.  L’Associazione, che seguita a non voler entrare nel merito della decisione di Sky Italia e Fremantle Italia riguardo l’allontanamento di Morgan, “non può che chiedere all’azienda e all’Autorità deputata alla vigilanza sulle telecomunicazioni di accertare quanto denunciato da un soggetto che evidentemente è ben informato sulle meccaniche sottese alla trasmissione (X Factor) che ha appena abbandonato”, prosegue il Codacons. “Proprio alla luce della sua denuncia e nell’esclusivo interesse dei telespettatori ci vediamo di nuovo costretti a intervenire affinché sia fatta chiarezza circa le ultime accuse lanciate da Morgan alla produzione di X Factor, dopo quelle già pubblicamente condivise e relative a possibili
irregolarità, favoritismi e discriminazioni a danno di alcuni concorrenti del programma, oltre che all’eccessivo utilizzo commerciale degli artisti in gara per pubblicizzare prodotti e marchi”.  Per questi motivi, “le ultime questioni sollevate da Morgan saranno portate con una apposita istanza all’attenzione dell’Autorità per le comunicazioni, in modo da garantire a chi segue il programma la massima tutela e salvaguardia possibile”, conclude il Codacons. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kissinger e l’oscuro avvertimento a Moro: “Stop compromesso storico o la pagherà cara”

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(Adnkronos) – C’è un’ombra inquietante legata alle vicende politiche dell’Italia della prima metà degli anni ’70 nella biografia di Henry Kissinger: riguarda i suoi rapporti con Aldo Moro, lo statista democristiano che sosteneva una politica inclusiva delle forze politiche socialiste e comuniste, perseguita di pari passo con l’allora segretario del Partito comunista Enrico Berlinguer, fautore del ‘compromesso storico’ tra le forze popolari antifasciste, progetto politico propugnato dopo il golpe in Cile.  Quando il 25 settembre del 1974 in qualità di ministro degli Esteri si presentò all’allora segretario di Stato americano, da Kissinger avrebbe ricevuto un avvertimento perentorio: “Onorevole lei deve smettere di perseguire il suo piano politico per portare tutte le forze del suo Paese a collaborare direttamente.Qui o lei smette di fare queste cose o lei la pagherà cara.

Veda lei come la vuole intendere”.Una minaccia che assunse un tono torbido dopo il sequestro e l’assassinio di Moro nel maggio 1978 da parte dei terroristi delle Brigate rosse, che in seguito è stato oggetto di lunghe e talvolta spericolate speculazioni e complottismi. 
Fu Corrado Guerzoni, portavoce di Aldo Moro, in una testimonianza giurata in sede processuale ai terroristi delle Br, a raccontare quel colloquio con Kissinger, avvenuto a margine di una cena ufficiale a Washington.

Guerzoni spiegò che Kissinger sostenne che l’allargamento della maggioranza di governo italiana a tutti i partiti non era per gli Usa una strada praticabile. Anche la moglie di Aldo Moro, Eleonora Chiavarelli, testimoniò in tribunale che l’assassinio del marito fece seguito a serie minacce di morte.Eleonora Moro ribadì la stessa frase attribuita a Kissinger nella testimonianza giurata di Guerzoni: “O tu cessi la tua linea politica oppure pagherai a caro prezzo per questo”.

Kissinger ha sempre smentito questa versione dei fatti.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid Italia, tornano le mascherine? Il parere degli esperti

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(Adnkronos) – Con il Covid che torna a correre, dopo l’Austria anche l’Italia deve rimettere le mascherine?E’ la domanda che in queste ore viene posta a infettivologi ed epidemiologi di casa nostra e il sì degli esperti all’uso del dispositivo di protezione è pressoché unanime anche se non come obbligo imposto.  “Siamo in un momento di grande circolazione di agenti infettivi respiratori, dall’influenza al Covid, e nei luoghi a maggior rischio la mascherina ha dimostrato di essere un efficace sistema di protezione per i fragili, ma non solo.

Ecco quindi, anche seguendo l’esempio dell’Austria, direi che è fortemente consigliato l’uso della Ffp2 soprattutto in ospedale e nelle Rsa, dove sarei anche per l’obbligo di indossarla”, dice all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e professore di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma, intervenendo su quanto deciso in Austria dove il ministro della Sanità ha raccomandato l’uso delle mascherine negli ospedali, ma anche sui mezzi di trasporto pubblici più affollati.  Secondo Andreoni, “la mascherina non è un grosso sacrificio per gli italiani.Non stiamo parlando di reintrodurre il Green pass o l’isolamento dei positivi, ma di usare il buon senso civico.

Dove c’è affollamento proteggiamoci tutti – conclude – perché così salvaguardiamo noi stessi, ma anche gli anziani e i fragili”.  Stessa raccomandazione arriva da Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma. “Risulterà impopolare, ma oggi la mascherina risulta essenziale e la raccomanderei sui mezzi di trasporto, tutti nessuno escluso, e poi negli ospedali e nelle Rsa.Consiglio di usare la Ffp2 quando andiamo a trovare i nostri cari anziani, anche se vaccinati.

Preciso però che deve essere solo e unicamente una raccomandazione, nessun obbligo”, afferma all’Adnkronos.  “Raccomandare non vuol dire obbligare – sottolinea anche Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova -.Noi in Italia siamo stati obbligati a seguire troppe misure: mascherine, lockdown, Green pass.

Mi sembra ragionevole oggi, in un momento in cui in Austria sta circolando il Covid, raccomandare l’uso della mascherina sui mezzi pubblici.Negli ospedali in Italia la mascherina è ancora obbligatoria se si è a contatto con i fragili.

Raccomandare la mascherina in alcuni contesti di particolare affollamento può essere ragionevole, ma dire che da domani tutti devono usarla non deve più accadere”, afferma all’Adnkronos.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scala: arriva la Prima delle maschere, denuncia e protesta contro le condizioni di lavoro

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(Adnkronos) – Alla Scala arriva la Prima delle maschere: denuncia e protesta contro la gestione dei contratti di lavoro da parte della direzione del teatro più famoso d’Italia.Il 3 dicembre alla Prima 2023 del Don Carlo riservata agli under 30 ci saranno anche loro, con un presidio per chiedere un cambio di passo contro quella che viene definita una intollerabile ”condizione di precarietà lavorativa”.

Nel mirino proprio il sistema di reclutamento del personale deciso dai vertici del teatro: a termine, di pochi mesi, intermittente, rinnovabile fino a un massimo di 12, a chiamata senza obbligo di risposta, ma con mail e richiami, denunciano, in caso di mancata risposta.  ”La protesta -dice all’Adnkronos la portavoce Beatrice Sella- è ampiamente condivisa.Il teatro ti propone di farti lavorare a chiamata e sulla carta puoi anche dire no grazie, ma con la leva del contratto di due mesi rinnovabile, non è che uno abbia molte alternative; un meccanismo che permette al teatro di fare pressione indiretta per garantirsi personale a costi che non sono certo paragonabili a quelli di un impiego fisso”. 
Sono un centinaio le maschere, in maggioranza studenti universitari, che si alternano ogni giorno alla Scala per garantire l”apertura dei battenti e il funzionamento dello stabile durante le rappresentazioni.

Eppure, secondo quanto denunciano gli autori della protesta, nel teatro che non esista a cast e cachet stellari e dove gli sponsor sono spesso grossi nomi di imprese nazionali che versano fior di contributi, si ”sfrutta la condizione degli studenti, giocando su contratti precari.Anche io -dice Sella- ho dovuto firmare contratti diversi.

Contratti brevi che permettono al teatro di far leva sulla minaccia di non rinnovare i contratti.E’ ora di smetterla: il teatro che si vanta di essere promotore di cultura, dovrebbe farsi anche portavoce della dignità lavorativa, senza giocare sulla debolezza di ragazzi, spesso studenti fuori sede che su quei soldi ci contano davvero”.  
Per questo le maschere si ritroveranno in pazza alla Scala, il 3 dicembre dalle 17 alle 18.

Un assaggio di una protesta che potrebbe allargarsi e ripetersi e che vede per ora aderire il sindacato Slc-Cgil e le liste universitarie link (Studenti indipendenti), Udu (Unione degli universitari, UniSì (Uniti a sinistra) e il Movimento delle tende in piazza.Ma non è una protesta fine a se stessa.

Sella spiega che alla direzione si chiede di aprire a una proposta già avanzata fino ad oggi senza esito: ”creare dei contratti che in qualche modo permettano di accompagnare gli studenti lungo tutto il percorso di studi, smettendola di giocare sulla precarietà dei giovani.Non credo sia così difficile”.      —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Istituto Piepoli: “Roma ha ruolo centrale nel Mediterraneo”

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(Adnkronos) – La centralità di Roma nel Mar Mediterraneo è riconosciuta a livello internazionale.Lo indicano i risultati della ricerca internazionale dell’Istituto Piepoli, realizzata per la Camera di Commercio di Roma, presentata in occasione del Festival del Mare.

Nel corso del mese di novembre, l’Istituto Piepoli ha condotto una ricerca di opinione (3mila interviste online) su sei Paesi che si affacciano nel Mediterraneo per capire meglio il tema della centralità di Roma e dell’Italia, nel “nostro” mare.I tre Paesi del “Nord Mediterraneo” scelti sono stati Italia, Francia e Grecia per un totale di oltre 130 milioni di abitanti, quelli del “Sud Mediterraneo” sono stati Algeria, Marocco e Tunisia che oggi sono popolati da 85 milioni di abitanti in rapida espansione. Roma è riconosciuta come la città più importante d’Italia dal campione rappresentativo degli intervistati di tutti i Paesi presi in esame, con massimo punteggio per la Francia (66%) e minimo per l’Algeria (54%).

Per gli italiani, la percentuale si attesta al 57%.A seguire, Milano e Venezia.

Le tre domande che riguardano la strategicità e centralità dell’Italia e di Roma nel Mediterraneo registrano, in tutti i casi, un alto livello di riconoscimento.Interrogati sulla strategicità della posizione geografica dell’Italia e di Roma nel Mediterraneo, la risposta è positiva per l’85,6% (media): Tunisia 91%, Algeria 89%, Marocco 85%, Grecia 83%, Francia 79%.

Per gli intervistati italiani la percentuale è dell’87%. Sull’affermazione che la città di Roma è un importante centro economico di riferimento per l’Europa, la risposta è positiva nel 73,1% dei casi (media).Percentuali più alte per i Paesi del Sud Mediterraneo e per la Grecia, rispetto alle pur alte percentuali di Italia (68%) e Francia (69%).

La domanda, poi, sulla rilevanza di Roma per lo sviluppo economico del Mediterraneo vede gli intervistati concordare su questa affermazione con percentuali molto elevate: 75,6% la media.Anche in questo caso, le percentuali sono più alte per i Paesi del Sud Mediterraneo e per la Grecia, rispetto a quelle di Italia (72%) e Francia (74%), comunque rilevanti.  Quanto agli ambiti in cui l’Italia si distingue maggiormente c’è un coro generale su tre campi: la cultura, l’arte e il turismo, con una prevalenza di quest’ultimo aspetto soprattutto per i tre Paesi del “Mediterraneo del sud” coinvolti nell’indagine.

Sugli aggettivi che descrivono Roma c’è una pressoché unanimità nel definirla città storica, ricca di cultura, turistica, bella e affascinante.Un altro aspetto importante che emerge dall’indagine è il giudizio sulle relazioni commerciali tra i Paesi presi in esame e l’Italia.

Gli intervistati dei Paesi del Sud Mediterraneo, in particolare, giudicano insufficienti le relazioni tra l’Italia e i loro Paesi: Tunisia 70%, Marocco 63%, Algeria 55%.Nel caso della Francia e della Grecia, questa percentuale si attesta al 47%. “La ricerca internazionale condotta dall’Istituto Piepoli – afferma Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma – mette in evidenza come la strategicità e centralità di Roma e dell’Italia nel Mediterraneo siano fortemente percepite da tutti i Paesi oggetto dell’indagine e, dunque, come il Mediterraneo rientri, inevitabilmente, fra le nostre priorità.

L’economia del mare è una leva fondamentale di sviluppo per il nostro Paese, per l’ampiezza e la complessità delle filiere interessate.A livello nazionale questa realtà rappresenta più di 220mila imprese e quasi un milione di occupati e vale oltre 140 miliardi di euro in termini di valore aggiunto.

Non solo.Forte è la sua capacità di agire come moltiplicatore economico: per ogni euro di valore aggiunto prodotto se ne attivano, in media, 1,7 nel resto dell’economia.

E’ necessario, dunque, puntare su questa grande opportunità, finora non adeguatamente valorizzata, e porla – conclude Tagliavanti – al centro dello sviluppo della nostra città e del nostro Paese”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giustizia, Nordio: “Fiducia in magistratura pilastro. Pm mai sotto esecutivo”

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(Adnkronos) – “Troppo importante per chi vi parla è contribuire a rinsaldare il rapporto di fiducia della collettività nei confronti della magistratura, uno dei pilastri dello stato di diritto. È questa una delle direttrici essenziali del disegno riformatore portato avanti dal governo”.Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo al plenum straordinario del Consiglio superiore della magistratura, presieduto dal capo dello Stato, Sergio Mattarella. “La stella di riferimento della Costituzione non è una stella fissa, ma variabile, e già i padri costituenti riconobbero che dovesse avere i germi per eventuali modifiche”.

Ma “se dovesse essere cambiata mai e poi mai ci potrà essere la soggezione del pm al potere esecutivo, non è pensabile”, ha poi sottolineato. “La libertà e l’indipendenza della magistratura sono una grande conquista costituzionale che sarà ribadita nelle riforme ma l’indipendenza è dentro di noi, è la nostra legge morale ed etica”, ha detto quindi Nordio. “La mia presenza oggi, oltre a essere l’occasione di un doveroso omaggio all’alta Istituzione che mi accoglie, intende riaffermare uno dei principi costituzionali che auspico possa connotare ogni segmento del mio servizio: la leale collaborazione.Il concetto di leale collaborazione deve essere inteso in senso forte, come principio che orienta gli attori del sistema ordinamentale verso un raccordo, di pensiero e di azione, per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

A mio parere, questa collaborazione, tra Csm e ministro, è la chiave per restituire al Paese una giustizia sempre più vicina ai bisogni della collettività”, ha detto ancora Nordio.  “In nome del principio di leale collaborazione credo che la richiesta di pareri da parte del ministro al Consiglio superiore non debba limitarsi ai disegni di legge, come previsto dalla legge istitutiva del Csm – ha affermato quindi – Sono infatti convinto che, soprattutto in un contesto in cui i tempi della politica non sempre consentono di ricorrere alle iniziative legislative ordinarie, tale prassi possa essere proficuamente estesa ad altre rilevanti iniziative normative”. “In questa direzione ho dato indicazione di trasmettere al Consiglio, perché valuti se rilasciare un eventuale parere, anche le altre iniziative normative, quali gli schemi di decreti legislativi, e taluni più rilevanti decreti ministeriali.Si tratta – ha spiegato il ministro – di una linea di condotta che confido possa diventare una consolidata prassi virtuosa”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo III, l’esperto: “Taylor Swift rifiutò di cantare all’incoronazione”

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(Adnkronos) –
Taylor Swift rifiutò l’offerta di cantare all’incoronazione di re Carlo.Lo sostiene ‘Endgame’, il libro appena uscito dell’esperto reale Omid Scobie, secondo cui la cantante, in tournée a Nashville il giorno in cui Charles salì al trono il 6 maggio scorso, è stata tra i numerosi artisti di alto profilo che rifiutarono l’invito, tra cui Elton John, Adele e Harry Styles.  Ma il rifiuto della Swift, secondo Scobie, sarebbe stato il segnale che “c’era in gioco qualcosa di più profondo.

Carlo semplicemente non aveva la popolarità necessaria, il che è comprensibile, dato che ha trascorso gran parte della sua vita sulla scia della nave da crociera di gran classe della reputazione di sua madre”.  
All’evento londinese di maggio presero poi parte Katy Perry, Lionel Richie, Andrea Bocelli e i Take That, anche se “fu una vera sfida” mettere insieme il gruppo.Perry commentò che fu “fantastico” esibirsi per Charles e Camilla e Richie disse: “E’ semplicemente fantastico, sono così entusiasta di esserci.

Sto camminando nella storia”. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Caracciolo (Limes): “Roma deve sviluppare i suoi porti”

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(Adnkronos) – ”L’Italia e Roma devono recuperare i porti per svilupparsi nel Mare Mediterraneo.Il tema del mare deve prevedere investimenti.

I nostri porti sono di un certo rilevo.Dobbiamo conntere i nostri due mari e lo sviluppo futuro della città di Roma dipende anche dallo sviluppo dei suoi porti”.

Lo sottolinea il presidente di Limes, Lucio Caracciolo, in occasione del Festival del Mare. ”Noi siamo un collettore tra il mondo occidentale e i paesi orientali.Nel Mediterraneo c’è una presenza di navi come mai si era mai vista, dal tempo dell’intervento della Russia in Siria, e oggi ancora di più dopo l’invasione dell’Ucraina e ora la questione Mediorientale.

Il mare, inoltre,è importante per il passaggio di cavi sottomarini per le telecomunicazioni, il trasporto del gas oltre che per terre rare”. ”L’Italia è quasi un’isola ma non percepisce che è immersa nel Mare Mediterraneo.Roma non percepisce che è una città di mare.

In parte è dovuto alla non navigabilità del Tevere, che nell’antica Roma invece lo era’.Il mare Mediterraneo è fondamentale e vale il 20% degli scambi mondiali -prosegue Caracciolo- .

A livello mondiale c’è una crescita di importanza del Mar Mediterraneo ed è diventato la seconda potenza per il trasporto dei container”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Musolino: “Tutta l’energia passa dai nostri porti”

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(Adnkronos) – ”Noi quest’anno abbiamo fatto 3 milioni di passeggeri ed è un record.Siamo il primo porto croceristico d’Europa a Civitavecchia.

Siamo un grande paese sul mare e non lo guardiamo più.Ci siamo girati dall’altra parte.

I porti sono un elemento strategico geopolitico e geoeconomico.I porti commerciali del Lazio sono infrastrutture strategiche per il Paese.

Dobbiamo mantenere in efficienza le banchine e il monitoraggio sopra e sotto al mare, questo aumenta la sicurezza.L’approviggionamento energetico passa per i nostri porti, grand parte energia passa attraverso di noi.

L’aeroporto di Fiumicino si avvale per l’approvvigionamento dei carburanti dal porto di Civitavecchia”.Lo sottolinea il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Pino Musolino, in occasione del Festival del Mare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco: “Grazie a Dio non ho polmonite ma bronchite molto acuta”

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(Adnkronos) – Il Papa ha una “bronchite molto acuta e infettiva”.Lo ha spiegato lui stesso ai partecipanti al Seminario di ‘Etica nella gestione della salute’ in un suo intervento in spagnolo. “Come vedete, sono vivo.

Il dottore non mi ha lasciato andare a Dubai.Il motivo è che lì fa molto caldo e si passa dal caldo all’aria condizionata.

E questo in questa situazione bronchiale non conviene.Grazie a Dio non era polmonite. È una bronchite molto acuta e infettiva.

Non ho più la febbre, ma prendo ancora antibiotici e cose del genere”.Bergoglio dice che è importante “prendersi cura della propria salute, la salute ha la cosa opposta: è forte e fragile. “Quanto è sano questo, come regge, quanto è forte”, ma è anche fragile.

E la salute mal mantenuta lascia il posto alla fragilità”.  Francesco parla anche di prevenzione: “Mi piace molto la medicina preventiva, perché previene gli eventi prima che si verifichino.Apprezzo quello che fate.

Non solo cercare soluzioni mediche e farmacologiche, ma anche custodire la salute, cioè pensare al bene della salute.E come preservarlo.

Non solo curare ma preservare”.Bergoglio ha poi aggiunto: “Perdonatemi se non posso parlare di più, ma non ne ho il coraggio.

Allora quello che vorrei è salutarli, così se lo facciamo velocemente, vengono uno per uno, si avvicinano.Perdonatemi se rimango seduto e vi saluto, uno per uno”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kissinger, Gianni Agnelli ‘l’amico italiano’: andavano insieme allo stadio a tifare Juve

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(Adnkronos) – Era il presidente della Fiat Gianni Agnelli “l’amico italiano” per eccellenza di Henry Kissinger, con il quale ha condiviso una lunga e profonda amicizia, che lui adorava come “uomo del Rinascimento”.Un’amicizia anche sportiva, tifando con lui talvolta allo stadio torinese per la Juventus ma anche girando per l’Europa a vedere partite di altre squadre blasonate. “Gianni Agnelli era un uomo di visione, di grande umanità e apertura mentale.

Aveva uno charme leggendario, a cui anche io, sulle prime, ho cercato di resistere.Ma non è stato lo charme a creare l’amicizia. È stata l’ampiezza dei suoi interessi.

E così siamo diventati amici”, aveva raccontato l’ex segretario di stato americano in un’intervista.  Agnelli aveva conosciuto Kissinger durante uno dei suoi tanti viaggi negli Stati Uniti e aveva anche frequentato uno dei suoi seminari ad Harvard.Poi si erano incontrati in Italia in un’occasione precisa: il 28 febbraio 1969 in occasione della visita di stato del presidente degli Stati Uniti d’America, Richard Nixon, ricevuto dal presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat. “Ci fu una meravigliosa cerimonia al Quirinale, con molti politici e uomini d’affari italiani.

La nostra amicizia si è cementata nei due anni successivi.Ogni volta che veniva in America mi chiamava.

Ci siamo sempre tenuti in contatto, ma non mi ha mai chiesto nemmeno un favore”, disse Kissinger in un’intervista concessa a Lucio Caracciolo, direttore della rivista “Limes”. Quando Kissinger, con Zbigniew Brzezinski e David Rockefeller, nel 1973 dette vita alla Commissione Trilaterale, un gruppo di studio (think tank) non governativo, volle che tra i circa 300 membri (uomini d’affari, politici, intellettuali) ci fosse anche l’amico Agnelli.L’allora presidente della Fiat si fece intervistare in più occasioni dopo l’elezione alla presidenza degli Stati Uniti, nel 1976, di Jimmy Carter, per illustrare le nuove direttrici della politica estera americana. In una recente intervista alla “Repubblica”, Kissinger così aveva parlato di Gianni Agnelli: “Aveva molteplici interessi e passioni, era un uomo del Rinascimento, amava l’Italia, credeva nell’Europa unita e si sentiva profondamente legato all’America.

Gianni amava l’America per due ragioni diverse ma intrinsecamente legate fra loro.La prima era famigliare.

La madre e la nonna erano americane.La seconda aveva a che fare con le sue convinzioni: credeva che il futuro dell’America e dell’Europa fossero strettamente collegati.

Non riusciva a pensarle divise, separate.Su ogni fronte della vita, della creatività, della politica, dello sviluppo.

Di cosa parlavamo?Di politica americana come di politica interna italiana, di economia.

Gianni era un uomo del Rinascimento, aveva molti interessi e voleva sempre andare a fondo, alla radice, delle questioni che discuteva”. Kissinger aggiungeva: “Non si accontentava mai di spiegazioni superficiali, ti metteva alla prova, voleva arrivare al nocciolo delle cose.Andavamo spesso a vedere partite di calcio assieme.

In più Paesi europei.Ricordo ad esempio molte partite in Inghilterra.

E poi, soprattutto, in Italia.Una volta andammo allo stadio a Torino per un match fra Juventus e Napoli che terminò con molti goal, credo sei o sette.

Era una grande passione condivisa.Ma il problema è che Gianni voleva sempre andare via dallo stadio dieci minuti prima della fine e spesso le partite erano in bilico in quegli ultimi minuti.

Ma non c’era nulla da fare, uscivamo”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bankitalia, Panetta: “Rilancio Italia passa da investimenti e produttività”

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(Adnkronos) – “Il rilancio dell’economia italiana passa per un sentiero che va dagli investimenti alla produttività e quindi alla crescita.Date le prospettive demografiche, l’occupazione potrà dare un contributo all’attività economica tutt’al più nullo, anche negli scenari più favorevoli.

La crescita dipenderà quindi dalla capacità di aumentare il prodotto per unità di lavoro”.Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo primo intervento pubblico in occasione dell’evento per i 60 anni di Iccrea, ricordando come il fatto che “l’Italia abbia un problema strutturale di crescita è noto, come note sono le cause del problema”.  La nostra economia, ha infatti spiegato Panetta, “soffre da oltre due decenni della stagnazione della produttività del lavoro, a fronte di un aumento annuo dell’1% nel resto dell’eurozona.

Un tale andamento è spiegato principalmente dalla deludente dinamica della produttività totale dei fattori, ossia i guadagni di efficienza derivanti dalle nuove tecnologie, dai miglioramenti organizzativi, dall’innovazione di prodotto e dall’espansione delle imprese più efficienti.In assenza di correzioni, questi andamenti continueranno a condizionare lo sviluppo anche negli anni a venire”, ha ribadito il governatore. In Italia “va soprattutto ridotto il debito pubblico in rapporto al prodotto.

Un debito elevato sottrae risorse alle politiche anticicliche, agli interventi sociali e alle misure in favore dello sviluppo” così come “accresce il costo dei finanziamenti per le imprese private, riducendone la competitività e l’incentivo a investire” e “rende la nostra economia e in ultima istanza l’intero paese vulnerabili ai movimenti erratici dei mercati finanziari”, ha detto il governatore. “Il peso del debito opprime l’economia italiana da troppi anni.Dobbiamo liberarcene – ha quindi aggiunto – evitando gli errori del passato, agendo sia sul fronte della finanza pubblica sia su quello della crescita”. “Si tratta di un compito non facile, da affrontare tenendo presente l’esigenza di proseguire l’impegno per il rilancio dell’economia del Mezzogiorno”, ha spiegato Panetta. In Italia, continua il governatore, “è necessario ampliare la platea delle aziende innovative e dinamiche, favorendo al tempo stesso la diffusione della tecnologia tra le altre imprese. È un obiettivo ambizioso, che oltre agli investimenti richiede la valorizzazione delle risorse umane”. “La tecnologia, le capacità gestionali e la qualità della forza lavoro sono elementi essenziali e tra loro complementari dell’innovazione e dello sviluppo.

Su questi obiettivi occorre concentrare, con perseveranza, le politiche pubbliche e l’impegno dell’intero sistema produttivo e finanziario – ha indicato Panetta – che in questi anni difficili ha mostrato una resistenza e una capacità di recupero su cui costruire per dare vigore alla crescita dell’economia italiana”. “Il divario tra le imprese alla frontiera tecnologica e produttiva e le altre – ha detto ancora il governatore – è un problema comune a più paesi, ma è accentuato in Italia.Da noi i tassi di adozione della tecnologia e la produttività sono nettamente più elevati sia per le imprese grandi e operanti da più tempo rispetto a quelle piccole e giovani, sia per le aziende del Centro-Nord rispetto a quelle del Mezzogiorno”. “In base alle proiezioni diffuse dalla Bce in settembre e ai dati divenuti successivamente disponibili, l’attuale livello dei tassi – spiega quindi Panetta – sarebbe sufficiente a riportare l’inflazione in linea con l’obiettivo del 2% nel medio termine”. “La restrizione attuata dalla Bce continuerà a dispiegare i suoi effetti nei prossimi mesi.

Il suo impatto sulla domanda potrebbe risultare ben più forte di quanto era stato previsto, anche in relazione alla riduzione dell’offerta di liquidità”, ha aggiunto. Nell’Eurozona “i rischi per la stabilità dei prezzi non sono svaniti, e richiedono vigilanza al fine di individuare e contrastare tempestivamente nuove possibili tensioni inflazionistiche”, l’avvertimento lanciato da Panetta. La “considerevole” diminuzione dell’inflazione nell’Eurozona è una “buona notizia.Il calo di oggi rappresenta uno sviluppo favorevole” nell’andamento dei prezzi, spiega quindi nel commentare il dato diffuso questa mattina dall’Eurostat. “E’ necessario procedere con cautela nel processo di normalizzazione del bilancio dell’Eurosistema.

Dopo aver innalzato i tassi ufficiali a un livello che consentirà di riconquistare la stabilità dei prezzi, una brusca contrazione del bilancio dell’Eurosistema, dopo quella già rapida dei mesi scorsi, avrebbe effetti restrittivi sull’economia che non sarebbero giustificati dalle prospettive dell’inflazione”, le parole del governatore. “Da un lato – ha indicato – la riduzione della consistenza dei titoli detenuti dalle banche centrali spingerà al rialzo i rendimenti delle attività finanziarie, con ulteriori effetti restrittivi.Dall’altro lato, la minore offerta di liquidità si ripercuoterà sulle condizioni del mercato creditizio.

La flessione delle riserve bancarie – ha quindi spiegato Panetta – accentuerà la concorrenza nel mercato dei depositi, provocando nuovi aumenti dei costi di finanziamento delle banche e possibili, ulteriori incrementi dei tassi sui mutui e sui prestiti alle imprese”.  “L’evidenza empirica indica inoltre che una diminuzione delle riserve in eccesso delle banche comprime l’offerta di credito.A sua volta, la riduzione delle scorte liquide delle imprese renderà le scelte di investimento più sensibili al rialzo dei tassi”, ha illustrato il governatore della Banca d’Italia.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

X Factor, Morgan: “Per Fiorello io alla finale? Non ne so nulla”

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(Adnkronos) –
Morgan presente alla finale di X Factor 2023? “Non so nulla dei dibattiti tra Sky e Fremantle, come non sapevo nulla di tutte le interconnessioni di interessi tra giudici/discografici/autori/concorrenti/ospiti”.A dirlo è lo stesso ex giudice del talent, rispondendo così all’anticipazione di Fiorello che pochi giorni fa aveva prospettato “voci di piattaforme” che davano Morgan come presente alla serata conclusiva.  L’ex Bluvertigo non perde l’occasione per fare alcune sottolineature: “Io come un ingenuo mi sono lasciato irretire – attacca Morgan – perché mi avevano garantito che avrebbero rispettato la mia persona a livello di immagine e a livello di scelte artistiche e di libertà di programma didattico per ragazzi.

Ho detto loro che accettavo solo se mi permettevano di fare un lavoro serio musicalmente, sia didattico che culturalmente valido.Quella era la mia condizione: io vengo anche, ma voi mi promettete che non interferite sulla musica e mi lasciate libero di creare un ambiente di formazione.

Una volta però entrato mi sono accorto che non solo non c’era nessuna intenzione di costruire un organismo con la formazione musicale al centro, ma che c’era l’intenzione opposta, cioè di fare una trashata vuota di qualunque spirito culturale e artistico, quindi è iniziata una gara ad ostacolarmi anziché supportarmi”, dice l’artista.  
Morgan si toglie un sassolino dalla scarpa anche in fatto di attenzione al programma dopo il suo licenziamento: “Leggete i social per capire il pubblico cosa pensa di tutta questa manovra indecente: mi sono messo a guardare ‘X Factor’ solo perché sei tornato tu, gli altri sono noiosi e di livello totalmente inferiore, ti hanno trattato male, ora non mi interessa più.Questa è la realtà, e lo sapete tutti benissimo”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, Io Canto Generation vince prima serata mercoledì 29 novembre

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(Adnkronos) – ‘Io Canto Generation’ in onda su Canale 5 con 3.057.000 telespettatori e il 20,5% di share si è aggiudicato gli ascolti della prima serata di ieri, mercoledì 29 novembre.Al secondo posto Rai3 con ‘Chi l’ha visto?’ che ha raccolto 1.893.000 telespettatori e l’11,17%, mentre lo ‘Speciale Porta a Porta: Mafie – Le Vittime’ ha totalizzato 966.000 telespettatori con il 6,1% di share.  Appena fuori dal podio La7 che con l’ultima puntata di ‘Una Giornata Particolare’ dal titolo ‘Via Rasella: L’Attacco e le Fosse Ardeatine’ che ha ottenuto 959.000 telespettatori e uno share del 6%, seguita da Italia 1 che con ‘Operazione 6/12 – Attacco al Presidente’ ha conquistato 914.000 telespettatori con il 5,5%, mentre su Rai2 la seconda puntata della fiction ‘Noi siamo leggenda’ è stata vista da 810.000 telespettatori pari al 4,9%.

Su Retequattro ‘Fuori dal Coro’ ha interessato invece 665.000 telespettatori con il 4,8% di share e Tv8 con il quinto Live di ‘X Factor’ ne ha raccolti 461.000 (3,1%).Nove chiude la classifica del prime time di ieri con ‘Only Fun – Comico Show’ seguito da 383.000 telespettatori pari al 2,2% di share. Nell’access prime time Rai1 domina con ‘Cinque Minuti’ (4.200.000 telespettatori, share 20,5%) e, a seguire, ‘Affari Tuoi’ (4.712.000 telespettatori, share 22,3%).

Su Canale 5 ‘Striscia la Notizia’ ha totalizzato 3.376.000 telespettatori e il 15,9%.Anche nel preserale Rai1 si conferma in testa con ‘Reazione a catena’, seguito da 4.308.000 telespettatori pari al 25% di share, mentre ‘Caduta Libera!’ su Canale 5 ha registrato 2.968.000 telespettatori e il 18% di share.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, tregua con Hamas estesa di un giorno: le condizioni di Israele

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(Adnkronos) – Settimo giorno di tregua oggi, 30 novembre 2023, a Gaza.La proroga è arrivata dopo che è stato trovato l’accordo tra Israele e Hamas per liberazione di 8 ostaggi, sei donne e due minori.

Lo riportano i media israeliani, precisando che al conteggio odierno vanno aggiunte le due donne russo-israeliane, Elena Trofanov ed Irena Tatti, liberate la scorsa notte dall’organizzazione palestinese in segno di riconoscimento nei confronti del presidente Vladimir Putin. L’ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha confermato che i parenti degli ostaggi che figurano nell’elenco sono già stati informati del loro imminente rilascio.Secondo Haaretz, la famiglia Alziedana è stata informata della liberazione della 17enne Aisha e di suo fratello Bilal, di un anno più grande.  Secondo alcune fonti, oggi dovrebbero essere riconsegnate a Israele anche tre salme.

Per Haaretz, tuttavia, non c’è ancora un accordo definitivo su questo punto e i negoziati vanno avanti. Intanto Mark Regev, consigliere del primo ministro Benjamin Netanyahu, in un’intervista alla Cnn ha definito “cristallina” la posizione dello Stato ebraico in merito alla proroga del cessate il fuoco a Gaza.Israele accetterà di estendere la tregua per ogni giorno in cui Hamas rilascerà 10 ostaggi “in vita”, ha dichiarato. “Ogni giorno, abbiamo concordato una proroga (della tregua, ndr) in cambio del rilascio di 10 ostaggi, 10 ostaggi vivi – ha detto Regev – Se Hamas continua a rilasciare ostaggi, 10 al giorno, estenderemo la tregua”.

Regev ha quindi precisato che “se Hamas non riesce a soddisfare le condizioni della proroga allora ovviamente i combattimenti potranno riprendere”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco: “La Chiesa è donna, va smaschilizzata”

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(Adnkronos) – “La Chiesa è donna” e va “smaschilizzata”.Papa Francesco, in via di ripresa ma con ancora “l’infiammazione polmonare associata a difficoltà respiratoria”, per dirla con le parole di ieri sera del portavoce Vaticano Matteo Bruni, tanto che sta proseguendo la terapia antibiotica, stamani ha ricevuto in udienza i membri della Commissione Teologica Internazionale.

Aveva un discorso scritto ma ha osservato: “C’è un bel discorso qui con cose teologiche, ma per come sto io, meglio non leggerlo.Ve lo consegno”.

Quindi il Pontefice ha lamentato la carenza di donne nella Commissione: “C’è qualcosa che non piace a me di voi, scusatemi la sincerità.Una, due, tre, quattro donne: poverette!

Sono sole!Ah, scusami, cinque.

Su questo dobbiamo andare avanti!”.  “La donna ha una capacità di riflessione teologica diversa da quella che abbiamo noi uomini.Sarà perché io ho studiato tanto la teologia di una donna.

Mi ha aiutato una tedesca brava, Hanna-Barbara Gerl, su Guardini.E adesso, nella prossima riunione dei nove Cardinali – ha annunciato -, avremo una riflessione sulla dimensione femminile della Chiesa.

La Chiesa è donna.E se noi non sappiamo capire cos’è una donna, cos’è la teologia di una donna, mai capiremo cos’è la Chiesa”. Quindi ha denunciato: “Uno dei grandi peccati che abbiamo avuto è ‘maschilizzare’ la Chiesa.

E questo non si risolve per la via ministeriale, questa è un’altra cosa.Si risolve per la via mistica, per la via reale.

E voi vi domanderete: dove porta questo discorso?Non soltanto per dirvi che abbiate più donne qui dentro – questo è uno –, ma per aiutare a riflettere.

La Chiesa donna, la Chiesa sposa.E questo è un compito che vi chiedo, per favore.

Smaschilizzare la Chiesa.E grazie per quello che fate.

Scusatemi, ho parlato troppo e mi ha fatto male, ma adesso seduti come siamo, possiamo pregare un Padre Nostro insieme, ognuno nella propria lingua e poi darò la benedizione”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)