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Maltempo, piogge e temporali in arrivo al Nord: allerta gialla in 4 regioni

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(Adnkronos) – Torna il maltempo sul Nord Italia e la Protezione civile ha emesso l'allerta gialla per la giornata di oggi, domenica 4 maggio, in Veneto e su settori di Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.L’avviso prevede dalla tarda mattinata di oggi precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lombardia, Piemonte e Veneto, specie sui rispettivi settori alpini settentrionali e pedemontani adiacenti, e sull’Emilia-Romagna.

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. Una saccatura in discesa attraverso l’Europa centrale accompagnerà masse d’aria più fresche sull’Italia settentrionale, attualmente interessata da correnti caldo-umide meridionali, in risalita dal Mediterraneo centro-occidentale.In tale contesto, nel pomeriggio, il contrasto termico causerà attività temporalesca su parte del Nord.

I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento. Una nota Palazzo Marino, a Milano, invita durante l'allerta meteo "i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei due fiumi e dei sottopassi" e ricorda "di non sostare sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dalle intemperie. È importante anche prestare attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all'aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave, -3 all’Extra omnes ma i cardinali chiedono tempo: domani doppia Congregazione

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(Adnkronos) –
Mancano tre giorni all'avvio del Conclave ma i cardinali non hanno ancora trovato una sintesi. "Lo Spirito Santo ha già scelto ma noi ovviamente abbiamo bisogno di più tempo.Sono sicuro che saremo pronti al momento giusto e che daremo alla Chiesa il Papa che Dio vuole", dice il cardinale algerino Jean Paul Vesco entrando alla nona Congregazione. "Ci sono 133 nomi, stiamo con gli occhi aperti", afferma il cileno Fernando Natalio Chomalí Garib.  Mentre il cardinale Claudio Gugerotti lasciando la Congregazione usa una metafora per far intendere che non c'è ancora un consenso attorno al nome del Papa e si dovrà discutere ancora: "Siamo dei fiori, un po' da annaffiare, ma siamo dei fiori", dice.

Mercoledì sboccerà qualcosa? "Mercoledì come fa?", risponde.Giovedì, venerdì? "Chi lo sa?

Lo Spirito Santo fa degli scherzi.Non sappiamo mai.

Serve tanta acqua".  Che i cardinali non abbiano ancora raggiunto un consenso, lo conferma anche un altro cardinale, una porpora asiatica, all'uscita dalla riunione: "Raggiunto il consenso?No, ma lo raggiungeremo". Per accelerare una convergenza domani, 5 maggio, le Congregazioni dei cardinali si riuniranno in doppia sessione.

Una alle 9 e la pomeridiana alle 17, ha annunciato il portavoce vaticano, Matteo Bruni.  Lunedì si concluderanno anche i lavori di sistemazione dell'edificio di Santa Marta per accogliere i cardinali elettori che tra martedì sera e mercoledì entreranno a Casa Santa Marta prima della messa 'pro eligendo Papa', ha spiegato Bruni spiegando che anche una parte dell'edificio di S.Marta vecchia, adiacente, accoglierà i cardinali. Fervono i preparativi anche nella Cappella Sistina dove mercoledì 7 maggio alle 16.30 inizieranno le votazioni per eleggere il 267esimo Pontefice.

La Santa Sede ha diffuso ieri le immagini che mostravano operai e restauratori al lavoro per la trasformazione della sala che accoglierà i 133 cardinali che sceglieranno il nuovo Papa.  Pronti anche gli ottanta sigilli che verranno apposti nelle zone di accesso.Il giorno prima dell’avvio del Conclave – ha spiega Silvio Screpanti, vicedirettore del settore Infrastrutture e Servizi del governatorato – il personale della Direzione collabora all’apposizione di circa 80 sigilli di piombo, necessari per chiudere tutti gli accessi al perimetro del Conclave, garantendo così la riservatezza prevista.

Parallelamente, la Floreria Vaticana si occupa dell’allestimento della finestra centrale dell’Aula delle Benedizioni, da cui si affaccerà il nuovo Papa per il celebre Habemus Papam. Una squadra ristretta, composta da 12 persone tra tecnici e florieri, resta all’interno del Conclave durante tutto il suo svolgimento per assicurare il funzionamento degli impianti elettrici, termici e idraulici nella Cappella Sistina e nelle residenze dei cardinali.Questo stesso personale collabora anche con i Cerimonieri Apostolici per l’uso della stufa e il posizionamento degli arredi liturgici.

Subito dopo l’elezione del nuovo Pontefice, si procede allo smantellamento delle strutture provvisorie nella Sistina e negli alloggi, per consentire la riapertura ai turisti dei Musei Vaticani e il ritorno dei residenti nella Casa Santa Marta e nel Collegio.Contemporaneamente, prende avvio l’organizzazione della messa solenne del nuovo Papa in Piazza San Pietro.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclave, tutti i titoli del papa tra storia, fede e potere

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(Adnkronos) – Nella storia della Chiesa, al papa sono stati attribuiti numerosi titoli onorifici, ciascuno con un significato teologico, giuridico o simbolico.Alcuni sono ufficiali e ancora usati, altri sono stati dismessi o hanno assunto valore più storico.  Tra i titoli ufficiali del papa ancora in uso ed elencati anche nell'Annuario Pontificio, l'annuario ufficiale della Santa Sede, figurano: – Vescovo di Roma.

Fondamento del primato papale: il papa è il successore di San Pietro, primo vescovo di Roma. – Vicario di Gesù Cristo.Il titolo più alto in senso teologico: indica che il papa rappresenta Cristo sulla Terra. – Successore del principe degli Apostoli.

Riferimento a San Pietro, il capo degli apostoli. – Sommo Pontefice della Chiesa Universale (in latino Summus Pontifex Ecclesiae Universalis).Indica l'autorità spirituale suprema nella Chiesa cattolica. – Primate d'Italia.

Titolo di tipo giurisdizionale, oggi più che altro onorifico. – Arcivescovo e Metropolita della Provincia Romana.In quanto vescovo di Roma, è anche arcivescovo metropolitano della provincia ecclesiastica romana. – Sovrano dello Stato della Città del Vaticano.

Riconoscimento giuridico del suo ruolo politico e territoriale. – Servo dei Servi di Dio (Servus Servorum Dei).Un titolo di umiltà introdotto da Papa Gregorio Magno nel VI secolo.  Alcuni titoli sono stati usati nel passato ma oggi non compaiono più formalmente nei documenti ufficiali: – Patriarca dell'Occidente.

Abolito nel 2006 da Papa Benedetto XVI, perché considerato storicamente ambiguo nel contesto del dialogo ecumenico con l'Oriente. – Vicario di San Pietro.Utilizzato talvolta nei secoli passati per indicare la continuità del ministero petrino. – Pontifex Maximus.

Derivato dall'antico titolo romano degli imperatori, fu assunto simbolicamente dai papi, ma non è mai stato ufficialmente incluso tra i titoli ecclesiastici moderni.  Altri modi per riferirsi al papa (non titoli ufficiali) – Il Santo Padre.Formula onorifica molto comune, ma non giuridicamente definita. – Il Romano Pontefice.

Termine canonico spesso usato nei documenti della Chiesa. – Il Papa Re.Titolo informale usato storicamente quando il papa esercitava potere temporale sui territori dello Stato Pontificio (fino al 1870). (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Habemus Papam!’, le parole dei papi al balcone che hanno fatto la storia

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(Adnkronos) – È uno dei momenti più solenni e iconici della storia cattolica: "Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam!", l'annuncio dell'elezione del nuovo Pontefice pronunciato dal balcone centrale della Basilica di San Pietro.Ma ancor più significative, spesso profetiche, sono le prime parole del Papa appena eletto, che, affacciandosi al mondo, non solo si presentano ma danno un assaggio del pontificato che verrà. Negli ultimi settant'anni, da Giovanni XXIII a Francesco, questi discorsi di presentazione, subito dopo la fine del conclave, talvolta brevi, talvolta sorprendenti, hanno espresso non solo il temperamento del singolo Papa, ma anche l'anima e le priorità della Chiesa di ogni epoca. Il 28 ottobre 1958 Angelo Giuseppe Roncalli, patriarca di Venezia, divenne Papa Giovanni XXIII.

Si affacciò con un sorriso semplice, ringraziò il popolo romano, benedisse il mondo intero e disse: "Il mio cuore è pieno di commozione".Quel tono familiare e bonario fu il primo segno della rivoluzione pastorale che avrebbe portato al Concilio Vaticano II.

Un Papa "di transizione", dissero.Ma le sue parole inaugurarono una nuova stagione di umanità e vicinanza nella Chiesa e si conquistò il soprannome di "Papa buono". Dopo Roncalli, il 21 giugno 1963 fu eletto Giovanni Battista Montini, che assunse il nome di Paolo VI.

Il suo stile era più austero e intellettuale.Alla folla disse: "Ci presentiamo a voi con il cuore pieno di trepidazione", e definì se stesso "un umile e fedele servitore della Chiesa universale".

La sua missione sarebbe stata quella di portare a compimento il Concilio Vaticano II, indetto dal predecessore, in un'epoca di grandi fermenti politici e spirituali. Il sorriso timido e la voce emozionata di Albino Luciani, eletto il 26 agosto 1978 come Giovanni Paolo I, conquistarono il mondo.Si presentò con tono disarmante: "Mi sono trovato nella fossa dei leoni", disse, alludendo al peso del ruolo appena assunto.

Il suo fu il pontificato più breve del Novecento – solo 33 giorni – ma quelle parole rivelavano già la volontà di essere vicino alla gente, con un linguaggio accessibile, quasi familiare.Fu soprannominato il "Papa del sorriso". Il 16 ottobre 1978 Karol Wojtyła fece la storia come primo Papa non italiano dopo 455 anni.

Dopo l'Habemus Papam, il cardinale polacco arcivescovo di Cracovia si presentò con un sorriso e disse in italiano incerto: "Non so se potrei bene spiegarmi nella vostra…nostra lingua italiana.

Se mi sbaglio, mi correggerete!".Quelle parole conquistarono immediatamente la folla.

Era l’inizio di un pontificato lunghissimo, mediatico, missionario e globale, che avrebbe segnato la Chiesa e il mondo per oltre 26 anni.Il suo invito a "non avere paura, aprite le porte a Cristo" sarebbe arrivato il giorno dopo, nell'omelia di inizio pontificato, e avrebbe ispirato generazioni. "Siamo ancora tutti addolorati dopo la morte del nostro amatissimo Papa Giovanni Paolo I – esordì davanti alla folla dei fedeli radunati in piazza San Pietro quel tardo pomeriggio di lunedì 16 ottobre 1978 – Ed ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma.

Lo hanno chiamato da un paese lontano…lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana.

Ho avuto paura nel ricevere questa nomina, ma l’ho fatto nello spirito dell’ubbidienza verso Nostro Signore Gesù Cristo e nella fiducia totale verso la sua Madre, la Madonna Santissima". "Non so se posso bene spiegarmi nella vostra…nostra lingua italiana.

Se mi sbaglio mi corrigerete.E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa, e anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l’aiuto di Dio e con l’aiuto degli uomini". Il 19 aprile 2005 il cardinale tedesco Joseph Ratzinger, teologo e prefetto della Dottrina della Fede, fu eletto Papa con il nome di Benedetto XVI.

Al balcone si presentò con un'immagine che colpì tutti: "Dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore.Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere". Un riferimento evangelico e sobrio, che rifletteva il carattere ratzingeriano: rigoroso, discreto, ma fedele alla missione della Chiesa.

Era un segnale di continuità spirituale, ma anche di una certa distanza dal carisma comunicativo del predecessore.E infine aggiunse: "Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti.

Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre starà dalla nostra parte.Grazie". Il 13 marzo 2013 Jorge Mario Bergoglio, argentino, diventò il primo Papa latinoamericano, gesuita e con il nome – mai usato prima – di Francesco.

Il suo "buonasera" fu una rottura comunicativa e pastorale dirompente: semplice, diretto, umano.Nessuna formula in latino, nessun discorso preparato. Bergoglio chiese la benedizione del popolo prima di impartire la propria.

E parlò di un cammino tra "vescovo e popolo", ponendosi da subito più come pastore che come monarca sacro.Quel gesto fu letto come simbolo di una Chiesa in uscita, sinodale, vicina agli ultimi, che avrebbe caratterizzato tutto il suo pontificato. "Fratelli e sorelle, buonasera!

Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma.Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo… ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza.

La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie!E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI.

Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca", disse il neo pontefice.  Poi recitò il Padre Nostro, l'Ave Maria e il Gloria al Padre.Aggiunse quindi: "E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo.

Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese.Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi.

Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro.Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza.

Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo.

Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me". "Adesso darò la Benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà." E infine: "Fratelli e sorelle, vi lascio.Grazie tante dell’accoglienza.

Pregate per me e a presto!Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma.

Buona notte e buon riposo!" (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Zelensky: “Cessate il fuoco immediato se Putin ferma gli attacchi”

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(Adnkronos) –
Volodymyr Zelensky rilancia sulla tregua tra Ucraina e Russia dopo le tensioni con Mosca sulle celebrazioni dell'80esima Giornata della Vittoria sulla Germania nazista del prossimo 9 maggio.Il presidente ucraino che aveva bocciato la proposta di fermare le armi per tre giorni tra l'8 e il 10 maggio, ha dichiarato di essere pronto ad avviare un "cessate il fuoco immediato" se Putin cesserà "gli attacchi e le offensive".  In un messaggio pubblicato su Telegram, Zelensky ha sottolineato che un periodo di tregua di "almeno 30 giorni" sarebbe un "termine onesto" per la preparazione dei passi successivi.

Ha aggiunto che, se la Russia accetterà queste condizioni, l'Ucraina è pronta a "fermare i combattimenti" e "preparare i prossimi passi per una de-escalation". Nel contempo, Zelensky ha ribadito l'importanza di continuare la pressione su "entità e meccanismi" che aiutano la Russia a eludere le "sanzioni internazionali", annunciando l'intenzione di introdurre nuovi pacchetti sanzionatori contro "soggetti in Paesi terzi".Ha anche annunciato che l'Ucraina si sta preparando a ricevere nuovi "significativi pacchetti di difesa" e a consolidare la cooperazione con i suoi alleati, sia durante il conflitto che nella fase di ricostruzione post-bellica. Intanto ieri la temperatura dello scontro tra Kiev e Mosca si era ulteriormente alzata dopo le parole del leader ucraino che incontrando un gruppo di giornalisti aveva sottolineato che è la Russia a essere responsabile della sicurezza dei leader mondiali che saranno presenti alle cerimonie. "La nostra posizione è molto semplice nei confronti di tutti i Paesi che si sono recati o si stanno recando in Russia il 9 maggio – aveva avvertito Zelensky – : non possiamo assumerci la responsabilità di ciò che sta accadendo sul territorio della Federazione Russa.

Loro stanno garantendo la vostra sicurezza.Non sappiamo cosa farà la Russia in quella data.

Potrebbe adottare varie misure, come incendi, esplosioni, e poi accusarci”.  Parole che avevano scatenato l'immediata reazione della Russia che aveva accusato l'Ucraina di minacciare "l'incolumità fisica dei veterani che partecipano a parate e cerimonie – aveva scritto su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova – La sua dichiarazione è ovviamente una minaccia diretta".Mentre di una provocazione verbale aveva parlato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev avvertendo che "nel caso di una vera provocazione nel Giorno della Vittoria, nessuno può garantire che Kiev arrivi al 10 maggio".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, tregua a alta tensione. Kiev: “Mosca non sicura 9 maggio”

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(Adnkronos) –
Tra messaggi e minacce, si va verso una tregua ad altissima tensione tra Russia e Ucraina nella guerra in corso da oltre 3 anni.Dall'8 all'11 maggio Mosca ha proclamato un cessate il fuoco per blindare la parata della vittoria, in programma nella capitale russa il 9 maggio: per l'80esimo anniversario della vittoria sovietica sui nazisti, Vladimir Putin conta di accogliere un discreto numero di leader stranieri, a cominciare dal presidente cinese Xi Jinping. La tregua è stata giudicata insufficiente dall'Ucraina, che invoca un cessate il fuoco di 30 giorni, e bocciata da Donald Trump: "Troppo poco", la posizione del presidente degli Stati Uniti.  A pochi giorni dalla ricorrenza, la priorità della Russia è offrire al mondo un'immagine di sicurezza e di controllo.

La tregua dichiarata unilateralmente da Putin, senza un reale dialogo con Kiev, è una 'polizza' che l'Ucraina non appare intenzionata a firmare in maniera automatica. 
"Non siamo responsabili della sicurezza di chi andrà a Mosca", la sintesi della posizione espressa dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.I droni ucraini hanno dimostrato di poter colpire in profondità il territorio russo e, nelle ultime ore, un velivolo ha anche causato la distruzione di un caccia nemico.  E' improbabile che l'Ucraina, dopo aver ricostruito un feeling con gli Stati Uniti e ricreato un rapporto proficuo con Donald Trump, faccia saltare il banco provando a colpire la parata nel Giorno della Vittoria.

Il messaggio di Zelensky, però, è più che sufficiente per alimentare il dubbio e costringere Mosca ad una posizione difensiva anche a livello di comunicazione. "Non sappiamo cosa farà la Russia in quella data.Potrebbe adottare varie misure, come incendi, esplosioni, e poi accusarci", dice il leader di Kiev, prospettando provocazioni o sabotaggi.  
La reazione di Mosca, ovviamente senza un intervento diretto di Putin, è affidata ad un crescendo di dichiarazioni. "Zelensky minaccia l'incolumità fisica dei veterani che partecipano a parate e cerimonie.

La sua dichiarazione è ovviamente una minaccia diretta", dice Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri.Secondo Dmitry Peskov "la Federazione russa si aspetta che l'Ucraina adotti azioni per la de-escalation durante le festività.

Le dichiarazioni di Kiev dimostrano che per gli ucraini la vittoria sul nazismo non va celebrata". Per completare il quadro, il portavoce del Cremlino non può confermare le sorprendenti – e infondate – voci relative alla presenza del segretario di Stato americano, Marco Rubio, il 9 maggio.Ad alzare decisamente i toni, come spesso accade, provvede Dmitry Medvedev.

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza, tradizionalmente loquace nel weekend, invia la minaccia definitiva: "Se Kiev colpisce il 9 maggio, il 10 maggio non esisterà più".
  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gp Miami, Verstappen in pole davanti a Norris e Antonelli: ecco la griglia di partenza

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(Adnkronos) – Ecco la griglia di partenza del Gran Premio di Miami di Formula uno: in prima fila, Maxi Verstappen su RedBull e Lando Norris su McLaren; in seconda fila, Andrea Kimi Antonelli su Mercedes e Oscar Piastri su McLaren; in terza fila, George Russel su Mercedes e Carlos Sainz su Williams; in quarta fila, Alexander Albon su Williams e Charles Leclerc su Ferrari; in quinta fila, Esteban Ocon su Haas e Yuki Tsunoda su RedBull; in sesta fila, Isack Hadjar su Racing Bulls e Lewis Hamilton su Ferrari; in settima fila, Gabriel Bortoleto su Sauber e Jack Doohan su Alpine; in ottava fila, Liam Lawson su Racing Bulls e Nico Hulkenberg su Sauber; in nona fila, Fernando Alonso su Aston Martin e Pierre Gasly su Alpine; in decima fila Lance Stroll su Aston Martin e Oliver Bearman su Haas. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Verona 1-0 e i nerazzurri tornano a -3 dal Napoli

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(Adnkronos) – Anche l'Inter, dopo il Napoli contro il Lecce, vince di misura per 1-0 a S.Siro contro il Verona e si riporta a meno 3 punti in classifica dalla capolista: niente cambia in alto nella Serie A a tre giornate dalla fine e lotta scudetto ancora aperta.A sbloccare la partita, prima del decimo minuto, il rigore calciato da Asllani dopo il tocco di mano di Valentini in area verificato al Var.

Numerose le occasioni nerazzurre, con Zielinski, Correa, ancora Asllani, Arnautovic, tutte senza esito ma un possesso palla superiore al 70% a favore degli inseguitori del Napoli.Due i minuti di recupero.  Nella ripresa prima occasione per i padroni di casa al 57' con Correa, poco prima un cross di Zalewski era andato a vuoto.

Si fa vedere il Verona, prima al 62' con Duda, poi al 67 con Suslov entrambi i tiri fuori.Intorno al 70' arrivano i cambi: per l'Inter dentro Dimarco e Mkhitaryan, fuori Bisseck e Zielinski, nel Verona entrano Mosquera e Bernede per Sarr e Suslov.

Altro cambio Inter al 77', Taremi per Arnautovic, poco dopo il Verona fa uscire Niasse e Duda, ammonito, per Kastanos e Tengstedt.L'ultimo cambio dell'Inter arriva a dieci minuti dallo scadere: Acerbi per Zalewski.

Quattro i minuti di recupero. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gp Miami, pole di Verstappen e Ferrari indietro

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(Adnkronos) – Max Verstappen in pole position nel Gp di Miami con la Red Bull.La Ferrari fa flop nelle qualifiche di oggi, 3 maggio.

Verstappen con la Red Bull è il più veloce con un giro in 1'26''204 e conquista la terza pole stagionale, la 43esima della carriera.L'olandese, campione del mondo, sarà affiancato in prima fila dalla McLaren del britannico Lando Norris. Andrea Kimi Antonelli, con la Mercedes, ottiene il terzo tempo e apre la seconda fila, completata dalla McLaren dell'australiano Oscar Piastri.

Per trovare la prima Ferrari bisogna scendere in quarta fila, con l'ottava posizione di Charles Leclerc.Fa peggio Lewis Hamilton: l'inglese viene eliminato nel Q2 e in gara scatterà dalla 12esima posizione, in sesta fila.  Prima fila: Verstappen Red Bull – Norris (McLaren) Seconda fila: Antonelli (Mercedes) – Piastri (McLaren) Terza fila: Russell (Mercedes) – Sainz (Williams) Quarta fila: Albon (Williams) – Leclerc (Ferrari) Quinta fila: Ocon (Haas) – Tsunoda (Red Bull) Sesta fila: Hadjar (RB) – Hamilton (Ferrari) Settima fila: Bortoleto (Sauber) – Doohan (Alpine) Ottava fila: Lawson (RB) – Hulkenberg (Sauber) Nona fila: Alonso (Aston Martin) – Gasly (Alpine) Decima fila: Stroll (Aston Martin) – Bearman (Haas).  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump fa causa a Colorado e Denver: ostacolano le espulsioni dei migranti

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(Adnkronos) – L’amministrazione Trump ha intentato una causa federale contro lo Stato del Colorado, la città di Denver e i rispettivi leader democratici, accusandoli di ostacolare l'applicazione delle leggi federali sull'immigrazione.Lo rivela il New York Times. Il ricorso contesta diverse leggi statali e municipali che vietano la cooperazione con le autorità federali, tra cui il divieto di trattenere persone sulla base di semplici detenzioni civili per immigrazione e il divieto di impiegare risorse cittadine per assistenza nei rimpatri. Nel testo della causa si chiede al tribunale di dichiarare incostituzionali le normative e di vietarne l’applicazione, definendole "politiche disastrose" che minerebbero la supremazia della legge federale.

Il governatore Jared Polis ha replicato che il Colorado non è uno "Stato santuario" e collabora regolarmente con le autorità, mentre il sindaco Mike Johnston ha difeso la necessità di proteggere spazi pubblici come scuole e ospedali da interventi federali.L’azione legale segue cause simili già intentate contro l’Illinois, Chicago e Rochester, nello sforzo più ampio dell’amministrazione di costringere le autorità locali ad assistere nei piani di espulsione. Il caso si inserisce in un contesto di tensione crescente: Trump ha firmato un ordine esecutivo per punire i territori "santuario", e il suo "zar dei confini" Tom Homan ha minacciato conseguenze legali contro chi ostacola le operazioni Ice.

Il Colorado è stato recentemente al centro di un raid che ha portato all’arresto di oltre 100 immigrati irregolari, mentre la città di Aurora è tornata nel mirino del governo federale per presunti legami con il cartello venezuelano Tren de Aragua – accuse che le autorità locali definiscono infondate. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Porsche si ribalta e prende fuoco, morti tre giovani nel Brindisino

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(Adnkronos) – Tre giovani sono morti in un incidente stradale avvenuto nella serata di oggi, sabato 3 maggio, sulla provinciale che collega Torchiarolo a Lendinuso, nel Brindisino.Le tre vittime sono un ragazzo di 22 anni e due ragazze di 21.

Sul posto i carabinieri, la polizia locale i vigili del fuoco e i sanitari del 118.  Secondo quanto si apprende, la Porsche sulla quale viaggiavano i ragazzi, per cause ancora in corso di accertamento, si sarebbe ribaltata e ha preso fuoco.L'auto sulla quale viaggiavano pare sia stata noleggiata.

Giunto sul luogo dell'incidente anche il pm di turno.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giorgio Locatelli: “Ho chiuso la mia locanda dopo 25 anni”. I videomessaggi di Barbieri e Cannavacciuolo a Verissimo

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(Adnkronos) –
Giorgio Locatelli è stato ospite oggi, sabato 3 maggio, a Verissimo.Il cuoco, giudice di Masterchef Italia, ha raccontato gli esordi della sua carriera nel mondo culinario, cominciati in un ristorante in Francia in cui Locatelli ha subito delle umiliazioni. "In alcune cucine l'umiliazione fa parte del gioco, cercano in questo modo di insegnarti qualcosa.

Grazie a questo ho capito che, per me, questo metodo è sbagliatissimo. È controproducente umiliare qualcuno".Un altro momento difficile della sua carriera? "Quando la mia locanda ha preso fuoco, è stato terribile.

Da 600 coperti alla settimana mi sono ritrovato a non avere più nulla", ha ricordato il cuoco. Locatelli è sposato da 30anni con Plaxy, che fa parte del suo stesso team di lavoro.Dal loro amore è nata Margherita, che soffre di tantissime allergie alimentari: "Le difficoltà non vengono solo per nuocere, ma ci hanno dato tante lezioni.

Lei ci ha insegnato a fare molta più attenzione in cucina e per lei abbiamo sperimentato nuove combinazioni", ha raccontato Giorgio Locatelli nel salotto di Silvia Toffanin.  Il 31 dicembre scorso lo chef Giorgio Locatelli ha chiuso la sua 'Locanda' a Londra: "Ho chiuso la mia storica locanda dopo 25 anni. È stato molto triste chiudere quel capitolo, ma l'ultimo giorno avevamo tutti i tavoli full.E gli ultimi mesi sono stati incredibili, tutti volevano mangiare da noi un'ultima volta.

Per me è importante cambiare ogni tanto". Immancabili i videomessaggi da parte di Bruno Barbieri e Antonino Cannavacciuolo, i colleghi e amici di Masterchef Italia. "Simpatico, bello e l'amico che tutti vorrebbero", ha detto Cannavacciuolo.E, con ironia, lo ha rimproverato: "C'è un punto nero però…

mangi il riso con il cucchiaio, Giorgio non si può sentire!".Barbieri ha ricordato invece i tempi passati, quando lui andava a mangiare nel ristorante di Locatelli, prima di ritrovarsi come colleghi a MasterChef.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 3 maggio

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi, 3 maggio, del Superenalotto.Centrati invece quindici '5' che vincono 12.481,80 euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 27,8 milioni di euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. Come scoprire se la schedina è vincente E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente del concorso di oggi: 1, 4, 22, 44, 70, 72.

Numero Jolly: 18.Numero Superstar: 53. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Belluno, incidente mortale sull’Alemagna: scontro tra moto e tre auto

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(Adnkronos) – Un motociclista è morto e altre cinque persone sono rimaste gravemente ferite in un incidente avvenuto nel pomeriggio di oggi, sabato 3 maggio, poco prima delle 17.30, lungo la strada statale 51 di Alemagna, nei pressi della galleria di Caralte, a Perarolo di Cadore (Belluno).  L’incidente ha coinvolto il motociclista e altre tre auto.I vigili del fuoco di Pieve di Cadore e i volontari di Valle di Cadore hanno estratto tre delle persone rimaste ferite che erano rimaste incastrate all’interno di due delle vetture.  I cinque feriti sono stati poi stabilizzati dal personale sanitario del Suem 118 e trasportati in ospedale sia con l’elicottero che con le ambulanze.

Nonostante i tentativi di rianimazione, il medico ha dovuto constatare il decesso immediato del motociclista.Sul posto i carabinieri per i rilievi del sinistro e la gestione della viabilità.

Il traffico lungo la statale è stato deviato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Poker del Buccino sulla Virtus Stabia (4-1): Chiusura amara della stagione per i biancazzurri

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Si chiude con un’amara sconfitta la prima stagione della Virtus Stabia nel campionato di Eccellenza.Sul campo del Buccino, i rossoneri si impongono con un netto 4 a 1, lasciando agli stabiesi solo l’illusione di una rimonta durata pochi minuti.

A segno per i padroni di casa Hefiane, Iasevoli, Gonella e Di Mauro, mentre l’unico squillo della Virtus porta la firma di Onda.

PRIMO TEMPO

La partita si apre con un Buccino decisamente più motivato e in palla.Già nei primi minuti Titarelli prova dalla distanza, trovando però la risposta sicura di Munao.

Poco dopo Hefiane buca la difesa biancazzurra, si presenta in posizione defilata ma la sua conclusione lambisce il palo. È solo questione di tempo: Hefiane, servito in profondità, elude la linea del fuorigioco, salta Munao e deposita in rete per l’1 a 0.La reazione della Virtus arriva al 37’: Evacuo, ben pescato in area, ha una clamorosa occasione da due passi, ma il portiere di casa si oppone.

Sul finire del primo tempo, Gonella spaventa ancora Munao con un tiro dalla distanza che termina di poco a lato.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa la Virtus parte meglio.Da un corner battuto corto, Porzio svetta di testa ma non inquadra la porta.

Al 15’ arriva il pareggio: Onda riceve sulla destra, entra in area e con un preciso sinistro sorprende Palladino per l’1 a 1.Il pareggio però dura poco.

Il Buccino reagisce subito: un cross basso dalla sinistra pesca Iasevoli, che anticipa tutti e batte Munao sul primo palo per il nuovo vantaggio rossonero.La Virtus prova a reagire con Pirone, che calcia da fuori ma non trova lo specchio.

Nel finale, il Buccino dilaga.Al 34’ Gonella riceve in area sugli sviluppi di una punizione e con un preciso mancino firma il 3 a 1.

In pieno recupero, sugli sviluppi di un calcio piazzato, la mischia premia Di Mauro che da terra sigla il definitivo 4 a 1.03

Conclusioni

Nonostante il pesante passivo, la Virtus Stabia chiude una stagione comunque positiva.Alla sua prima esperienza in Eccellenza, la squadra si è salvata con largo anticipo, mostrando nella prima parte del campionato anche ambizioni da vertice.

Un risultato da cui ripartire con fiducia per costruire un futuro ancora più competitivo.

Lecce – Napoli 0-1: Fumogeni, Var e la Perla di Raspadori decidono la sfida

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Via del Mare, ore 18:00, atmosfera bollente, pubblico caldo, tifo infuocato: Lecce e Napoli si sfidano in un duello che vale tantissimo, per motivi diversi.Da una parte la salvezza, dall’altra lo scudetto.  E la partita, fin da subito, si scalda.

PRIMO TEMPO – Il boato, il fumo, il VAR

Si parte fortissimo: al 2’ il Napoli trova subito il gol con Lukaku, bravo a infilarsi alle spalle della difesa salentina.  Ma la gioia dura poco: il VAR cancella tutto per un fuorigioco millimetrico.Nemmeno il tempo di riorganizzarsi che al 5’ succede l’imprevisto: fumogeni e petardi dalla curva del Lecce costringono l’arbitro a sospendere il match.  Dieci minuti d’attesa, nervosismo sugli spalti, poi si riparte.

Il Napoli tiene il pallino del gioco, Lecce chiuso e attento.Lukaku prova a spaccare la porta al 30’, ma il suo colpo di testa sfila di poco.

Il primo tempo si chiude senza reti, ma con tanta tensione.

SECONDO TEMPO – La perla di Raspadori

Nel secondo tempo, il Napoli alza il ritmo.Al 60’, Raspadori viene steso al limite dell’area.  Si prende la responsabilità, guarda la porta, prende la rincorsa e scarica un destro chirurgico che buca Falcone. 0-1.

Il boato azzurro rimbomba in tutta Lecce.  Da lì in avanti, il Lecce ci prova con le forze residue, ma il Napoli è solido, compatto, esperto.

Considerazioni finali

Finisce con la vittoria del Napoli sul Lecce che continua ad alimentare i sogni scudetti dei tifosi azzurri.  Il Napoli vola a +6 sull’Inter in attesa della gara di stasera contro il Verona e vede lo scudetto sempre più vicino.Il Lecce, invece, resta impantanato nella lotta salvezza.  Ma oggi, al Via del Mare, è stata una battaglia vera.

Di nervi, di tecnica, di carattere.  E l’ha vinta chi ha saputo colpire al momento giusto.

Lecce-Napoli 0-1, gol di Raspadori e Conte vede lo scudetto

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(Adnkronos) –
Il Napoli vince 1-0 sul campo del Lecce nel match della 35esima giornata della Serie A e compie un altro passo verso lo scudetto.La formazione allenata da Antonio Conte consolida il primo posto con 77 punti e si porta a +6 sull'Inter, che stasera affronta il Verona.

La vittoria partenopea è firmata dal gol di Raspadori, a segno su punizione al 24'.Il Lecce rimane totalmente invischiato nella lotta per non retrocedere: con 27 punti, i pugliesi hanno solo una lunghezza di vantaggio sul Venezia e 2 sull'Empoli, penultimo.  Il Napoli prova subito a sfondare e va in gol con Lukaku dopo un centinaio di secondi: il Var ravvisa un fuorigioco millimetrico, rete annullata.

Il match si ferma per 6 minuti: gara sospesa per il lancio di oggetti e fumogeni dagli spalti, il tifo salentino protesta contro la Lega per il mancato rinvio della gara giocata nel turno precedente contro l'Atalanta, poche ore dopo la morte del fisioterapista giallorosso Graziano Fiorita. Quando si ricomincia a giocare, il Napoli prova a prendere in mano il match.Gli azzurri sfondano al 24' con il piazzato di Raspadori: la conclusione buca Falcone sul palo di competenza del portiere, 0-1.

La gara si mette in discesa per la capolista, che sembra poter gestire senza troppi patemi.Il Lecce, dal nulla, va vicinissimo al pareggio al 37'.

Corner, colpo di testa di Gaspar e traversa.Il tocco di mano di Spinazzola dopo la carambola non viene giudicato da rigore, si prosegue.

La partita si accende, il Napoli torna a spingere e prima del riposo sfiora il raddoppio: un intervento disperato di Gaspar nega il bis a Raspadori. I padroni di casa provano ad alzare il ritmo nella ripresa, ma la pressione non produce reali occasioni da gol.Le conclusioni di Helgason, che cerca il jolly dalla distanza, non sono sufficienti per creare problemi a Meret.

Il Napoli cerca di addormentare la sfida e nell'ultima porzione di gara si limita a contenere.Il Lecce, spinto dal pubblico, prova l'assalto finale.

Il Napoli soffre, si chiude a riccio e resiste: vittoria e scudetto a un passo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Suore di clausura in fuga, dal convento di Vittorio Veneto scappano altre sei religiose

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(Adnkronos) –
Altre sei suore hanno lasciato il monastero di clausura di San Giacomo di Veglia, a Vittorio Veneto (Treviso), aggiungendosi alle prime cinque allontanatasi dal monastero cistercense martedì.A confermarlo una telefonata della ex badessa (allontanata dal Vaticano il Lunedì di Pasqua per una gestione troppo aperta del monastero), la 41enne brasiliana Aline Pereira Ghammachi a una sua amica del paese.  
Ora nel monastero le suore rimaste sono scese a 16 e a comandare è la badessa Martha Driscoll, 81 anni, che ha confermato la nuova fuga.

Anche le nuove suore fuggiasche si sarebbero riunite alla loro vecchia badessa e alle altre cinque nella località in cui si trova attualmente la monaca brasiliana, presumibilmente in Lombardia.  La vicenda del commissariamento del monastero nasce dalla gestione considerata troppo moderna della badessa brasiliana che ha indispettito alcune consorelle, specie dopo il lancio delle 5000 bottiglie di Prosecco Docg delle monache, vendute, come altre merci prodotte nel monastero, per coprire gli alti costi della grande struttura che opera però anche a fini sociali.Non è un dettaglio che Madre Aline, che permetteva di portare i sandali anche senza le calze, sia laureata in economia e commercio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, un caso in provincia di Como: “Piano di disinfestazione, no prodotti dell’orto”

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(Adnkronos) – Un caso di dengue "è stato accertato a Capiago Intimiano", in provincia di Como, "per questo, in via precauzionale, sono stati attivati i trattamenti preventivi previsti dal protocollo vigente: la situazione non desta alcuna preoccupazione, né allarme".Così in una nota l'Agenzia di tutela della Salute dell'Insubria (Ats) in merito al caso di un cittadino proveniente da un viaggio all'estero che è stato ricoverato.

L'Agenzia sottolinea, inoltre, "che non sono presenti casi di febbre gialla, come invece apparso su alcuni organi di stampa". A Capiago Intimiano è stato predisposto un piano straordinario di disinfestazione per l'eliminazione delle zanzare tigre.Da oggi fino a lunedì 5 maggio l’invito del sindaco della cittadina ai residenti è di tenere le finestre chiuse, gli animali domestici in casa, stendere il bucato in spazi interni e di astenersi dal consumare i prodotti del proprio orto, almeno per 72 ore dopo i trattamenti di disinfestazione e lavando poi gli ortaggi accuratamente. Nell'ordinanza il sindaco Emanuele Cappelletti si appella ai cittadini, a prescindere dall’emergenza dengue, perché adottino comportamenti utili a contrastare la proliferazione delle zanzare su tutto il territorio, come svuotare spesso i vasi, i sottovasi e altri contenitori o tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non si usano.

Il paziente infettato non è in pericolo e si trova in sorveglianza sanitaria all’ospedale, ha reso noto il sindaco.  "Un caso di dengue importato dall’estero non rappresenta alcun particolare allarme – dice all'Adnkronos Salute l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all'università del Salento – Importante mantenere alto il livello di sorveglianza per impedire che si sviluppino casi secondari legati alla presenza della zanzara che veicola la malattia".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sprint Gp Miami, ordine d’arrivo e classifiche Mondiale

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(Adnkronos) – Doppietta McLaren nella Sprint del Gp di Miami con la vittoria di Lando Norris davanti a Oscar Piastri.Terzo posto per Lewis Hamilton con la Ferrari nell'antipasto del Gp in programma domenica 4 maggio.

Intanto, la classifica del Mondiale piloti consolida le prime 2 posizioni dei piloti McLaren e la scuderia allunga nel Mondiale costruttori.  1.Lando Norris – McLaren 2.

Oscar Piastri – McLaren (+0''672) 3.Lewis Hamilton – Ferrari (+1''073) 4.

Alexander Albon – Williams (+2''522) 5.George Russell – Mercedes (+3''127) 6.

Lance Stroll – Aston Martin (+3''412) 7.Liam Lawson – Racing Bulls (+4''024) 8.

Oliver Bearman – Haas F1 Team (+4''218) 9.Yuki Tsunoda – Red Bull Racing (+5''153) 10.

Kimi Antonelli – Mercedes (+5''635) 11.Pierre Gasly – Alpine (+5''973). 12.

Nico Hulkenberg – Kick Sauber (+6''153) 13.Isack Hadjar – Racing Bulls (+7''502) 14.

Esteban Ocon – Haas F1 Team (+8''998) 15.Gabriel Bortoleto – Kick Sauber (+9''675) 16.

Jack Doohan – Alpine (+9''909) 17.Max Verstappen – Red Bull Racing (+12''059).  1.

Oscar Piastri 106 punti 2.Lando Norris 97 3.

Max Verstappen 87 4.George Russell 77 5.

Charles Leclerc 47 6.Kimi Antonelli 38 7.

Lewis Hamilton 37 8.Alex Albon 25 9.

Esteban Ocon 14 10.Lance Stroll 13.  1.

McLaren 188 punti 2.Mercedes 111 3.

Red Bull 89 4.Ferrari 78 5.

Williams 25 6.Haas 20 7.

Aston Martin 10 8.RB 8 9.

Alpine 6 10.Sauber 6.    —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)