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Intelligenza artificiale, New York Times fa causa a OpenAi e Microsoft per violazione del copyright

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(Adnkronos) – Il New York Times ha fatto causa a OpenAI e Microsoft per violazione del copyright, accusando le società di intelligenza artificiale di avere copiato illegalmente milioni di articoli del quotidiano americano per “addestrare” ChatGPT ed altri servizi a fornire articoli ed informazioni con una tecnologia che ora compete con il Times.  Il ricorso del giornale – ricorda la Cnn – è l’ultima di una serie di azioni legali avviate per limitare il recupero di grandi quantitativi di contenuti su Internet, senza nessuna forma di compenso, per addestrare i modelli di linguaggio artificiale.Attori, scrittori, giornalisti ed altri ‘creativi’ che hanno messo il loro lavoro online temono che l’Ai possa apprendere dai loro contenuti e provvedere dei ‘chatbot’ alternativi ed altre fonti di informazione, senza alcuna forma di compensazione.  Ma la causa del Times è la prima di una grande testata contro OpenAI e Microsoft, i brand principali di Ai che vengono accusati di “utilizzo illegale del lavoro del Times per creare prodotti di intelligenza artificiale che minacciano la capacità del Times di offrire i propri servizi”.

Insomma, le due società vengono accusate di avere sfruttato in maniera gratuita “il massiccio investimento del Times sul suo giornalismo e di usarlo per costruire prodotti sostituitivi senza permesso né pagamento”. “Per mesi, il Times ha cercato di negoziare un accordo, ma i negoziati non hanno condotto ad una risoluzione”, si legge nel ricorso.Portavoce di OpenAI e Microsoft non hanno ancora risposto ad una richiesta di commento, scrive il Washington Post.

I cosiddetti modelli linguistici di grandi dimensioni (LLMs) che sono dietro agli strumenti di Ai come ChatGPT funzionano ingerendo un’enorme quantità di testi recuperati da Internet, apprendendo in questo modo le connessioni tra parole e concetti e quindi sviluppando la capacità di predire quale parola dire nella frase successiva, riuscendo così ad imitare il linguaggio e la scrittura umana.OpenAi, Microsoft e Google si sono rifiutati di rivelare quello che viene inserito nei modelli più nuovi, ma i precedenti LLMs hanno compreso enormi quantitativi di contenuti dei media e cataloghi di libri.  Le società tech sostengono che l’uso delle informazioni estratte da Internet per addestrare gli algoritmi di Ai rientra nell’ambito del “giusto uso”, un concetto che per la legge del copyright permette alle persone di usare il lavoro di altri se viene modificato in modo sostanziale.

Nel ricorso del Times, però, sono elencati diversi esempi di modelli Gpt-4 Ai di OpenAi in cui compaiono articoli del Times copiati parola per parola.  Dallo scorso agosto sono almeno 538 i media, compresi New York Times, Washington Post e Reuters, che hanno installato dei sistemi di blocco ai loro siti per impedire alle società di Ai di ‘rubare’ i loro articoli.Intanto, OpenAI ha negoziato accordi con le organizzazioni dei media nell’ultimo anno per poter pagare i loro contenuti.

A luglio, ha firmato un accordo con l’Associated Press per aver accesso ai suoi articoli.Ma lo scorso ottobre un portavoce della società ha detto che le precedenti pratiche non violavano le leggi del copyright e che i nuovo accordo fatto riguardava solo i contenuti che non sono reperibili online.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Giulia Cecchettin a Vanessa Ballan, un anno di femminicidi: i casi che hanno segnato il 2023

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(Adnkronos) – Accoltellate, uccise a colpi di pistola, date alle fiamme: non si ferma nemmeno nel 2023 la violenza contro le donne.Sono 118 le donne uccise dall’inizio dell’anno, di queste 96 in ambito familiare o affettivo, secondo i dati del Viminale.

Si tratta di un numero altissimo ma in calo rispetto al 2022 che si era chiuso con 127 donne uccise.Tra tutti i femminicidi è quello di Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre scorso, a scuotere di più l’opinine pubblica.

La giovane viene colpita da più di venti coltellate dall’ex fidanzato Filippo Turetta e poi lasciata morire.Un delitto che porta in piazza centinaia di migliaia di persone in occasione della giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Ma poche settimane dopo a occupare sulle prime pagine torna un altro caso di femminicidio: quello di Vanessa Ballan, 26 anni, incinta di otto settimane che viene uccisa con otto coltellate al torace, dal suo ex.I suoi funerali si celebreranno venerdì 29 dicembre a Castelfranco Veneto.

Ecco alcuni dei casi che hanno segnato il 2023.  La prima vittima dell’anno è Giulia Donato, 23 anni, uccisa dal fidanzato, Andrea Incorvaia, guardia giurata di 32 anni nel quartiere Pontedecimo a Genova.L’uomo prima le spara con l’arma regolarmente detenuta per il lavoro e poi si toglie la vita.  
Pochi giorni dopo, il 13 gennaio, Martina Scialdone, 34 anni, viene uccisa a colpi di pistola da Costantino Bonaiuti, un uomo di 61 anni con cui ha una relazione.

I due si trovano in un ristorante di Roma, in zona Furio Camillo e il delitto si consuma in strada. 
Solo 16 anni: Jessica Malaj viene uccisa a maggio scorso a Torremaggiore, in provincia di Foggia, mentre fa da scudo alla madre aggredita dal padre.Giulia Tramontano, 29 anni, incinta di sette mesi, viene uccisa a fine maggio con 37 coltellate da Alessandro Impagnatiello, il fidanzato dalla ‘doppia vita sentimentale’.

E poi ancora l’infermiera Rossella Nappini, 52 anni, massacrata, a settembre scorso a Roma, con diverse coltellate.  
Marisa Leo, 39 anni, viene uccisa a Marsala (6 settembre) dall’ex compagno Angelo Reina, che aveva denunciato, nel 2020, per stalking.E ancora Anna Elisa Fontana, 48 anni, data alle fiamme dal compagno Onofrio Bronzolino, nell’abitazione che i due condividevano sull’isola di Pantelleria (Trapani).

Il 14 ottobre scorso a Cerreto d’Esi (Ancona) Concetta Marruocco viene ammazzata dal marito Franco Panariello con 39 coltellate.Annalisa D’Auria, 32 anni, viene uccisa dal marito Agostino Annunziata a Rivoli (Torino) davanti agli occhi della loro figlioletta di 3 anni. 
Giulia Cecchettin, 22 anni, viene trovata sulle sponde del lago di Barcis, in un canalone tra il bacino idrico e Piancavallo, nel Pordenonese.‍ Di lei si erano perse le tracce dall’11 novembre, giorno in cui era uscita con l’ex fidanzato Filippo Turetta, suo coetaneo, che viene poi rintracciato in Germania e arrestato per l’omicidio. Il 19 dicembre scorso il femminicidio di Vanessa Ballan, 26 anni, uccisa a coltellate sulla porta di casa a Riese Pio X, in provincia di Treviso.

A trovare Vanessa riversa a terra è il marito, 28 anni, di ritorno dal lavoro verso mezzogiorno, che dopo un tentativo di rianimarla chiama i soccorsi.Viene subito escluso un suo coinvolgimento nell’omicidio mentre viene fermato Bujar Fandaj, 41enne di origine kosovare, che a ottobre scorso era stato denunciato da Vanessa per stalking. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Michael Schumacher, 10 anni fa l’incidente sugli sci

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(Adnkronos) –
Sono passati 10 anni dal tragico incidente sugli sci che ha coinvolto il 7 volte campione del mondo di F1 Michael Schumacher ma sulle sue condizioni di salute vige il più stretto riserbo per precisa volontà della famiglia.Solo una ristrettissima cerchia di persone ne conosce il decorso.

Il 29 dicembre del 2013 il sette volte il campione tedesco, oggi 54enne, ha sbattuto la testa sciando sulle nevi di Meribel, nell’Alta Savoia francese riportando gravi danni cerebrali.Dopo le prime settimana trascorse in ospedale a Grenoble Schumi è tornato nella sua splendida casa a Gland, nel cantone Vaud, nei boschi svizzeri tra Ginevra e Losanna, accudito dalla moglie Corinna che difende la sua privacy in tutti i modi.  In questi dieci anni la leggenda della F1 non ha potuto seguire da vicino le carriere di Gina Maria e Mick.

La prima è diventata una campionessa di equitazione.Il secondogenito ha seguito le sue orme diventando pilota, prima nelle serie minori e poi in F1 con la Haas nel 2021, per poi essere tagliato l’anno successivo.

Delle sue condizioni ha fatto un accenno il fratello, Ralf, in un’intervista alla ‘Bild’. “La vita a volte è molto ingiusta.Michael è stato molto fortunato nel corso della sua vita, poi c’è stato questo tragico incidente.

La medicina ha permesso di fare qualcosa.Tuttavia, nulla è più come una volta.

Mio fratello mi manca molto”.  “Michael non era solo mio fratello -sottolinea l’ex pilota della Williams-.Quando eravamo bambini, è stato anche il mio allenatore e mentore.

Mi ha insegnato letteralmente tutto sulle corse di kart.Ci può essere una differenza di età di quasi sette anni, ma lui è sempre stato al mio fianco.

Abbiamo corso insieme, ci siamo esercitati nei sorpassi e in tutto ciò che conta nel motorsport.Mi ha trasmesso tutti gli insegnamenti che lui ha appreso.

Ho avuto l’onore di imparare da uno dei più grandi.Quel giorno a Meribel il destino era in agguato ed ha cambiato per sempre la nostra famiglia.

Quell’esperienza mi ha segnato e a maggior ragione lo ha fatto con i suoi figli”.  Proprio il figlio minore Mick ha fatto un accenno indiretto al padre nel corso di un’intervista alla Dpa. “Credo che in questi casi si impari a percepire certi momenti in modo diverso.Impari ad apprezzare le piccole cose.

Molte persone si concentrano troppo sulle cose brutte e non abbastanza sulle cose belle che sono ancora lì”. Tra i pochi non familiari ammessi a Gland c’è Jean Todt, teami principal della Ferrari nei 5 trionfi iridati di Schumacher con il Cavallino Rampante (i primi due titoli li ha vinti con la Benetton) e da allora suo grande amico. “Michael è qui, quindi non mi manca, ma non è più il Michael di prima -ha detto l’ex presidente della Fia all’Equipe-. È diverso ed è magnificamente sostenuto da sua moglie e dai suoi figli che lo proteggono.La sua vita ora è diversa e ho il privilegio di poter condividere momenti con lui.

Questo è tutto quello che c’è da dire.Purtroppo il destino lo ha colpito dieci anni fa e non è più il Michael che abbiamo conosciuto in Formula 1″.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giorgia Meloni, rinviata di nuovo la conferenza stampa di fine anno

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(Adnkronos) – La conferenza stampa di fine anno con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni prevista per domani, giovedì 28 dicembre, non avrà luogo per il persistere dell’indisposizione della premier.L’Ordine dei giornalisti e l’Associazione Stampa Parlamentare, organizzatori dell’evento, restano in attesa di indicazioni da parte della Presidenza del Consiglio per la nuova data.

Si tratta di un nuovo rinvio: la conferenza stampa di fine anno della premier era infatti inizialmente prevista per il 21 dicembre.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lady D e l’Irlanda del Nord: le rivelazioni del Guardian

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(Adnkronos) – Diana, la principessa del Galles, mostrava “un’evidente ignoranza o noncuranza” circa la posizione costituzionale dell’Irlanda del Nord, credendo addirittura che facesse parte della Repubblica d’Irlanda.Lo ha rivelato il Guardian, riprendendo quanto scritto in una nota dall’ambasciatore irlandese nel 1993, secondo cui la defunta principessa, all’epoca ancora sposata con il principe Carlo, si era più volte riferita all’Irlanda del Nord come parte dell’Irlanda durante una conversazione con l’ambasciatore, Joseph Small, che riportò poi il tutto all’allora presidentessa irlandese, Mary Robinson. L'”incidente” avvenne mentre Robinson si stava preparando per una storica visita a Londra, la prima di un presidente irlandese in carica, durante la quale avrebbe incontrato la Regina Elisabetta II.

Ma Robinson rimase sicuramente colpita dai commenti del proprio ambasciatore a Londra. “All’inizio dell’anno scorso (Diana, ndr) mi ha detto, con evidente ignoranza o noncuranza delle norme costituzionali: ‘Ieri sono stata nel vostro Paese!'”, raccontò Small a proposito dei resconti di Diana circa la sua esperienza nel Nord.In una cartella informativa sempre indirizzata a Robinson, recentemente rilasciata dagli archivi nazionali irlandesi, Small scriveva in una nota: “Ogni volta che incontriamo il Principe Carlo, egli dice sempre che gli piacerebbe visitare l’Irlanda.

Puntualmente va a visitare l’Irlanda del Nord.  Il viaggio di Robinson in Inghilterra, per ritirare una laurea honoris causa all’Università di Oxford, avveniva nel pieno dei “Troubles” in Irlanda del Nord, ma anche a coronamento degli ottimi legami tra Londra e Dublino.Poiché nel secondo giorno del suo viaggio, Robinson era stata invitato a Buckingham Palace per una “visita di cortesia” alla Regina, scoprire che esponenti di spicco della corte inglese non fossero informati sul conflitto nordirlandese, dovette sorprendere la diplomazia irlandese.

Infatti, tra gli argomenti di possibile discussione di quell’incontro ci sarebbero sicuramente stati l’Irlanda del Nord e le recenti atrocità provocate dai bombardamenti nel Paese e nella Gran Bretagna continentale. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Erdogan: “Netanyahu come Hitler”. Il premier israeliano: “No giudizi morali da genocida”

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(Adnkronos) – “Le azioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu sono diverse da quelle di Hitler?No”.

E’ l’accusa del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, mentre – dopo l’attacco del 7 ottobre in Israele – proseguono le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, finita nel 2007 sotto il controllo di Hamas.Le dichiarazioni di Erdogan, che in passato ha più volte accusato Netanyahu, vengono riportate dall’agenzia turca Anadolu.  “Erdogan, che sta portando avanti un genocidio contro i curdi e detiene il record mondiale di giornalisti imprigionati, è l’ultima persona a poterci dare giudizi morali”, la risposta del premier israeliano, come riporta il Times of Israel.  “L’Idf è l’esercito più morale del mondo che sta combattendo per eliminare la più spregevole e brutale organizzazione terroristica nel mondo, Hamas-Daesh, che commette crimini contro l’umanità”, ha aggiunto Natanyahu, che accusa Erdogan di “lodare” Hamas e di “ospitare alcuni suoi alti esponenti”.  Le parole di Erdogan sono “una sfacciata distorsione della realtà ed una dissacrazione della memoria dell’Olocausto”, attacca quindi il ministro del gabinetto di guerra israeliano Benny Gantz. “Hamas è l’organizzazione che ha condotto uno spregevole massacro, rimuovere la minaccia di Hamas per i cittadini di Israele è una necessità esistenziale ed un imperativo morale senza paralleli”, ha aggiunto Gantz in un post su X in ebraico ed in inglese.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malagrotta, Procura Roma apre fascicolo per incendio doloso: impianto sequestrato

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(Adnkronos) – La procura di Roma ha aperto un fascicolo per incendio doloso in relazione al rogo divampato domenica all’impianto romano di Malagrotta per lo smaltimento dei rifiuti.I pm, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo hanno disposto già il sequestro delle telecamere di sorveglianza e ulteriori accertamenti per capire le cause dell’incendio. Sequestrato anche il TMB1, l’impianto di Malagrotta per lo smaltimento dei rifiuti devastato dall’incendio.

A mettere i sigilli la polizia. “A distanza di soli 18 mesi dal gigantesco rogo che il 15 giugno 2022 ha distrutto completamente il TMB2 di Malagrotta e danneggiato gravemente il gassificatore, un altro incendio ha investito questa volta, alla vigilia di Natale, il TMB1 creando gravi danni all’unico impianto superstite della Città delle Industrie Ambientali di Malagrotta al servizio della Capitale e suscitando ancora una volta la legittima preoccupazione dei cittadini del territorio”, scrive in una lettera aperta l’ex ras dei rifiuti, Manlio Cerroni, in relazione al rogo devastante scoppiato a Malagrotta alla vigilia di Natale. “Mi auguro che si vogliano e si sappiano dare ai cittadini le doverose risposte e chiarire una buona volta le responsabilità di questo ennesimo gravissimo episodio che si ripete in così poco tempo in un complesso industriale che, è bene ricordarlo, dal 27 luglio 2018 è stato posto dal Tribunale di Roma nelle mani di un Amministratore Giudiziario a cui competono tutte le scelte tecniche e gestionali e che – continua Cerroni – dalla sera alla mattina, ha estromesso e licenziato tutti quei tecnici competenti, che avevano visto nascere e crescere gli impianti di Malagrotta, a partire dal Direttore Tecnico e dal Capo Impianto, rendendo così di fatto l’azienda Acefala, priva di quelle competenze indispensabili per un polo industriale complesso come la Città delle Industrie Ambientali di Malagrotta”.  “Nel pieno rispetto dell’operato degli inquirenti che si apprestano ad accertare le cause dell’incendio – prosegue Cerroni – vorrei però suggerire loro di verificare quanti operatori erano presenti nell’impianto al momento dell’incendio e se era disponibile e operativo l’Astra, il potente e specifico automezzo antincendio di cui Malagrotta dispone da sempre, mezzo che più di una volta si è rivelato indispensabile a domare per tempo quei principi di combustione che possono verificarsi in un impianto di trattamento dei rifiuti indifferenziati, come accadde il 25 maggio 2017 quando un focolaio partito dalla fossa di stoccaggio del Cdr del gassificatore di Malagrotta fu spento, ancora prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco, dal personale interno addestrato a spegnere incendi nell’area.Quando arrivarono i Vigili del Fuoco – ricorda – presero atto dell’ottimo lavoro svolto e non fecero altro che controllare che non ci fossero altri focolai e il servizio di trattamento proseguì senza interruzioni”. “A quanto sembra dalle 13 in poi del 24 dicembre nell’impianto non c’era addirittura nessuno, neanche quel minimo e indispensabile presidio in grado di intervenire tempestivamente e domare sul nascere un principio di incendio prima che si trasformasse in rogo.

Semplici domande a cui può e deve rispondere l’Amministratore Giudiziario visto il ruolo e la responsabilità che ricopre.Mi sono chiesto più volte – conclude – anche pubblicamente, come mai un “mozzo” sia stato messo a guidare un Transatlantico.

Oggi, dopo due incendi a distanza di soli 18 mesi, credo che questa risposta qualcuno debba finalmente e doverosamente darla.Non solo a me ma a tutti i romani”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superbonus, addio 110% ma non per tutti: cosa succede

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(Adnkronos) – Addio superbonus.Dal 2024 l’agevolazione fiscale che consente a chi ristruttura una casa di avere un credito d’imposta del 110% sarà archiviata (ma non per tutti), per lasciare il posto a uno sconto del 70%.

Per un altro anno, il 2025, ci sarà ancora il bonus ma ulteriormente decurtato al 65% e poi si chiuderà il capitolo.La misura, introdotta in piena pandemia, a fine novembre pesava sulle casse dello Stato per 96 miliardi di euro e stima che entro la fine dell’anno si aggiungeranno altri 20 miliardi circa.  Il vecchio 110% però non scompare del tutto, resterà per le abitazioni che sono state danneggiate dai terremoti. Il nuovo strumento – lo sconto del 70% – che andrà a sostituire il superbonus potrà essere utilizzato solo dai condomini.

Mentre i proprietari di villette dovranno completare i lavori entro la fine dell’anno se li hanno avviati entro il 30 settembre 2022, con un avanzamento almeno del 30%, o se hanno avviato i lavori nel 2023, e rientrano nei criteri del quoziente familiare.Il vecchio 110% però non scompare del tutto, resterà per le abitazioni che sono state danneggiate dai terremoti.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, Giorgetti: “Migliora tutti i saldi di finanza pubblica”

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(Adnkronos) – L’esame della legge di bilancio al Senato “ha prodotto una serie di cambiamenti” che hanno portato “a un miglioramento di tutti i saldi di finanza pubblica”.Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel rispondere sulla manovra 2024 alle domande in commissione Bilancio della Camera.

Sono stati mantenuti “intatti la quadratura e l’impianto della nostra proposta e il governo lo valuta positivamente”, ha aggiunto.Più nel dettaglio, ha elencato il ministro, “il saldo di competenza ammonta a 198,9 miliardi nel 2024, a 165,3 miliardi nel 2025, a 131,6 miliardi nel 2026.

Il corrispondente saldo di cassa ammonta a 250 miliardi nel 2024, 209 miliardi nel 2025 e 176,1 miliardi nel 2026″. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

+Europa e il presepe alternativo, c’è chi si arrabbia e lascia il partito

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(Adnkronos) – Non si placa la polemica sul presepe ‘alternativo’ di +Europa.A rilanciare il dibattito social sull’immagine – da alcuni definita “blasfema” – della sacra famiglia rappresentata in un post come nucleo composto da due madri, due padri, una sola madre o con un Gesù bambino nero, l’addio al partito guidato da Riccardo Magi, annunciato su X dall’imprenditrice italo-albanese Anita Likmeta.  “Ho trovato il post di +Europa di una stupidità disarmante.

Meglio: mi ha fatto capire il malinteso per cui mi ero iscritta nel dicembre 2022 e il motivo per cui in quel partito non posso restarci un minuto di più”, ha annunciato su X Likmeta che non ha gradito soprattutto lo slogan usato nel post.  “Lo scandalo, per quanto mi riguarda – spiega – non sta nel fatto che una coppia omogenitoriale adotti un bambino (sono liberale, favorevole all’adozione per le coppie omogenitoriali).Lo scandalo, ovvero la pochezza politica, sta nella mitomania di Magi & soci, che, dall’alto del loro due per cento, invece di portare avanti una battaglia per uno Stato laico nel quale si allargano i diritti nel rispetto di tutti, ci dicono che ‘le tradizioni possono cambiare’, intendendo cioè che tutti quei milioni di italiani che la domenica mattina vanno a messa, si confessano e fanno la comunione sarebbero vittime di una mentalità retriva, poco inclusiva, che necessita di una versione up-to-date in stile Disney (prima che anche il CEO cambiasse idea).

Perché come è andata davvero a Betlemme lo sanno Riccardo Magi e il social media manager di +Europa, mica Giovanni, Luca, Marco e Matteo”. Likmeta ribadisce come “l’idea della laicità dello Stato si fonda su un presupposto di rispetto per le libertà e le credenze individuali che restano intangibili, e nelle quali lo Stato non deve mettere bocca”.Mentre con quel post +Europa ha tradito la “vocazione di garanzia della laicità dello Stato che avrebbe permesso di condurre battaglie trasversali, su cui attrarre il consenso di chi viene politicamente da altre parrocchie, per diventare invece una piccola chiesa residuale capace di parlare solo ai suoi pochissimi affiliati”. Ma Riccardo Magi, sempre via social, invita “chi si scandalizza” a ritrovare “la stella cometa del buon senso” rivendicando che mentre “c’è chi usa i simboli religiosi contro le minoranze di questo Paese”, “c’è chi come noi vuole unire e mandare un messaggio di pace e libertà in un momento di festa come il Natale”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, numeri da record in difesa ma avanza anche l’attacco

Juve Stabia: i numeri da record in Italia e in Europa della fase difensiva. Ma migliora anche l’attacco delle Vespe.

Juve Stabia, numeri stratosferici caratterizzano il girone di andata soprattutto per ciò che concerne la fase difensiva della squadra allenata da mister Guido Pagliuca a dispetto del fatto di essere la seconda squadra più giovane del campionato per età media e anche del fatto di essere una delle squadre costate meno in estate in quanto a monte ingaggi (di poco oltre il milione di euro).

Migliora però nelle ultime giornate anche il rendimento offensivo della squadra di mister Pagliuca, come dimostra il dato dei gol segnati dopo la diciannovesima e ultima giornata del girone di andata del Girone C di Serie C.

I numeri da record della Juve Stabia.

La Juve Stabia dopo la 19esima giornata si conferma ancora una volta la migliore difesa non solo in Italia con 6 gol subiti nelle prime 19 giornate ma anche la migliore in assoluto in campo europeo.

Classifica generale migliori squadre per gol subiti in tutta Europa:
1) Juve Stabia 6 gol in 19 partite; 2) PSV 6 gol subiti con n 16 gare (3 in meno rispetto alle Vespe); 3) Inter 7 gol subiti in 17 gare; 4) Nizza 9 gol subiti in 17 gare; 5) Juventus 11 gol subiti in 17 giornate; 6) Real Madrid 11 gol subiti in 18 gare.

Classifica generale migliori squadre per gol subiti in Italia nelle serie professionistiche: 1) Juve Stabia 6 gol subiti in 19 gare; 2)Inter 7 gol subiti in 17 gare; 3) Juventus 10 gol subiti in 17 giornate; 4) Padova con 11 gol subiti dopo 19 gare; 5) Avellino 12 gol subiti in 19 gare; 6) Bologna 12 gol subiti in 17 giornate; 7) Cesena, Carrarese, Torres, Mantova con 13 gol subiti in 19 gare.

La Juve Stabia continua ad essere l’unica squadra in Lega Pro a non aver subito gol in casa (9 gare interne senza subire gol, in pratica un girone intero in casa senza subire alcune rete).

La Juve Stabia mai nella sua storia dal 1950 ad oggi aveva fatto un intero girone di andata senza subire alcun gol in casa.

Thiam quindi imbattuto in casa da ben 810 minuti (recupero escluso) e la Juve Stabia è l’unica in assoluto ad aver subito solo due gol nei primi tempi finora: 19 primi tempi subendo solo il gol con la Casertana e quello con il Crotone.

Il record europeo di clean-sheet delle Vespe.

14 clean-sheet nelle prime 19 di campionato (anche questo record assoluto europeo) è ancora record assoluto per le Vespe negli ultimi 20 anni di storia delle Vespe. Il secondo miglior risultato degli ultimi 20 anni per la Juve Stabia risale allo scorso anno con 11 clean-sheet dopo 19 gare di campionato ma con 13 punti in meno rispetto al campionato in corso (la Juve Stabia terminò il girone di andata a 29 rispetto ai 42 di questa stagione).

I punti e il rendimento offensivo delle Vespe.

42 punti nelle prime 19 giornate (media punti 2,21) sono il secondo miglior risultato per la Juve Stabia negli ultimi 20 anni. Nella stagione 2018-2019 i punti conquistati furono 44 dopo le prime 19 giornate (43 in classifica).

Juve Stabia dopo lo 0-2 col Picerno diventa il sesto attacco del campionato con 24 gol fatti a pari merito con l’Avellino: 9 arrivano dagli attaccanti (6 Candellone + 3 Piscopo, ben 7 dai centrocampisti e 8 dai difensori (Baldi, Bellich 5, Mignanelli, Folino). Per La prima volta quindi da inizio campionato il reparto offensivo supera in termini di marcature gli altri reparti.

D’Atri: “Rappresentante comune tutela e portavoce interessi azionisti risparmio”

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(Adnkronos) – Aggregare e coinvolgere sempre di più gli azionisti di risparmio nelle scelte aziendali ricorrendo anche nuovi strumenti tecnologici innovativi, insieme alle forme più tradizionali.E’ questo il compito del rappresentante comune di questa categoria di azionisti che esercita il suo ruolo con l’obiettivo di rafforzare la tutela nei loro confronti e far sentire la loro voce con le aziende.

A spiegarlo, parlando con l’Adnkronos, è Stella D’Atri, rappresentante comune degli azionisti di risparmio di Webuild
, dopo aver rivestito questo incarico anche in altre società come Unicredit e Italiaonline.  
“Le azioni di risparmio – spiega D’Atri – sono state introdotte dal legislatore italiano in gli anni 1970, con l’idea di introdurre un strumento di investimento, che potesse avvicinare risparmiatori italiani al mercato dei capitali.Infatti, l’azione di risparmio, se da un lato rappresenta una quota di capitale di un’azienda, quindi come una azione ordinaria e pertanto dipende dall’andamento del business; dall’altro, fornisce qualche elemento di tutela e in più rispetto all’azione tipica e si avvicina di più a un’obbligazione sia da un punto di vista economico, perché per esempio prevede un dividendo fisso garantito in presenza di utili, sia perché offre delle tutele patrimoniali.

Hanno un rappresentante comune, un’assemblea dedicata e, a fronte di ciò, invece gli azionisti di risparmio non hanno il diritto di voto, quindi non hanno la possibilità di influenzare le decisioni strategiche della società”.  In questo contesto, “il rappresentante comune serve – sottolinea D’Atri – come elemento aggregante dei soci di risparmio perché ovviamente si fa portavoce delle posizioni della categoria nei rapporti della società, sia in situazioni informali, come potrebbero essere colloqui con il management sia nell’ambito delle assemblee ordinarie e straordinarie della società.E se gli azionisti di risparmio non possono, appunto, partecipare, lo può fare invece il rappresentante che ascolta può così riferire ai soci cosa è avvenuto.

Ma anche e soprattutto, il rappresentante unico può all’attenzione del management societario delle tematiche che sono care alla categoria”.  “Il rappresentante – prosegue D’Atri – può essere uno strumento utile per coinvolgere i piccoli investitori che non operano professionalmente in ambito finanziario e che quindi non hanno necessariamente le competenze per poter interfacciarsi frequentemente con la società o anche semplicemente capire a fondo le informazioni finanziarie che ricevono dalle società quotate”.  Sull’attenzione che le società riservano al rappresentante comune degli azionisti di risparmio, D’Atri sottolinea che non è possibile fare “una generalizzazione”: “in base alla mia esperienza, in realtà, tutto dipende da società a società, nel senso che anche nell’ambito delle società quotate italiane, vi è un ampio spettro di attenzione agli investitori e ai propri soci.Quindi, diciamo dipende un po’ anche dai casi, dalle situazioni e, sicuramente, vi sono delle situazioni in cui le aziende sono stato in grado di cogliere l’opportunità di un rappresentante che quindi può veicolare informazioni e portare avanti anche delle soluzioni che rendono tutti i soci coinvolti soddisfatti alla fine dei conti”. “Ci sono state situazioni – dice ancora D’Atri – in cui la collaborazione con la società ha portato a dei risultati positivi.

E’ ovvio che non è sempre così.Ci sono situazioni in cui gli interessi e gli azionisti di risparmio possono non essere allineati con gli interessi dei soci ordinari.

Ad esempio, la scelta di una società in merito alla propria politica di dividendo è un elemento che potrebbe creare un disallineamento tra gli azionisti di risparmio e quelli di controllo che potrebbero per esempio preferire non distribuire utili ma rinvestire nella società.Quindi, in tal caso è ovvio che il rappresentante comune ha l’obbligo in quanto rappresentante della categoria di portare all’attenzione della società il fatto che esista questa discordanza di interessi e quindi invece ricordare alla società, ovviamente, l’interesse del socio di risparmio ad ottenere la distribuzione di dividendi”.  “Quello del rappresentante comune dell’azionista di risparmio è un ruolo ben preciso che segue tutta una normativa molto specifica ad esso relativa.

Ma, in generale, un ruolo di rappresentanza di un gruppo di azionisti, per esempio, per gli azionisti di minoranza, anche senza dover avere tutta l’infrastruttura normativa a cui facevo riferimento prima, può essere sicuramente uno strumento di coordinamento e di aggregazione per questi azionisti non di controllo.E quindi potrebbe essere quasi un ruolo professionale che è fornito dalle società quotate di assistenza ai soci per capire le informazioni finanziarie diffuse della società per raccogliere i punti di vista dei soci di minoranza, proprio nell’ottica delle direttive europee come la Shareholders rights che incoraggia le società a far sentire coinvolti i propri soci e a portare avanti una gestione trasparente, sostenibile del business”.  Nel caso specifico di Webuild, “c’è da dire che la categoria degli azionisti di risparmio è stata per vari anni un po’ dormiente.

Nell’ultimo anno – rileva D’Atri – c’è stato sicuramente un risveglio di interesse, da parte dei soci di risparmio all’attività e all’andamento del business.Inizialmente, forse la società non era abituata al confronto con questa categoria ma ora sicuramente ci sembra esserci un interesse al contributo che può essere fornito dai soci di risparmio.

D’altra parte, un’azienda come WeBuild, che ha la necessità di confrontarsi con la società, con il pubblico proprio per l’attività che svolge, non può semplicemente limitarsi a gestire la finanza, gestire il business nell’andamento proprio delle costruzioni, della realizzazione di opere.Gli azionisti non di controllo, quindi non mi limito, esclusivamente, a quelli di risparmio, possono essere un’utile antenna sul territorio, quindi avere questa sorta di riscontro”.  “Su questa linea, il mio ruolo si è sviluppato nell’ambito di quelle che sono le previsioni normative ma, proprio per favorire questa maggiore interazione con questi azionisti di risparmio, mi sono attivata – riferisce D’Atri – sia con una maggiore frequenza di assemblee e quindi di momenti di incontro per questa categoria ma sto anche esplorando l’utilizzo di strumenti tecnologici innovativi che possano proprio favorire momenti di incontro sia formali, come può essere un’assemblea da remoto ma anche informale, come semplicemente l’utilizzo di un sito che però faccia ricorso a strumenti di tecnologia innovativa, per non dire l’intelligenza artificiale, proprio per raccogliere le informazioni dai soci che sono distribuiti su tutto il territorio nazionale e fornire al loro anche una maggiore fruibilità delle informazioni che sono note al mercato”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Mazzoni al Maggio Fiorentino, la sua ‘Anima’ crossover tra pop e tradizione

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(Adnkronos) – “Un progetto che rompe le barriere, una sfida crossover tra tradizione e modernità, con un’anima pop, in un luogo sacro per la musica, uno degli enti lirici più importanti d’Italia.Un onore per me, una sfida, un cambio di rotta nella proposta ‘strumentale’, per avvicinare un pubblico più giovane, per far ascoltare le mie composizioni così difficili da etichettare, perché la musica può assolutamente parlare linguaggi diversi senza perdere la sua aura, la sua forza di attrazione”.

Giulia Mazzoni, pianista e compositrice toscana parla all’Adnkronos e anticipa l’uscita, il 5 gennaio, del nuovo album ‘Yas-Your Anima System’, progetto che debutta al Maggio Musicale Fiorentino aprendo la stagione dello storico teatro.Il pianoforte di Giulia Mazzoni ‘dialogherà con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino composta da 40 elementi e diretta da John Axelrod.

Pianoforte e orchestra saranno integrati da interventi di musica elettronica prodotta dal producer americano Thom Russo, vincitore di 16 Grammy Awards.  “Un concerto unico, per certi versi rivoluzionario – anticipa Mazzoni – con in scena un gruppo di giovani danzatori del Yas Dance Project diretti dal coreografo da Luca Lupi, con una regia live fatta di video, luci, che ‘scolpisce’ i volti dei musicisti, come avviene negli appuntamenti con il rock, artisti più vicini al pubblico, per vedere come la musica vive, palpita dal palco”.Un progetto nato durante la pandemia. “Un periodo difficile – confessa – che mi è servito anche come momento importante di introspezione.

Questo disco parla infatti di ‘anima’.Più che mai sentivo il desiderio di poter riabbracciare finalmente le persone, di guardarmi dentro per attingere energia e positività”. Un look androgino, capelli biondissimi e cortissimi, elegante e trasgressiva nei suoi abiti, Giulia Mazzoni non ha nulla dell’artista (e della pianista) avvolta da veli o con mise al ginocchio ingessate e paludate. “Mi piace mostrarmi al pubblico nella mia verità e autenticità – dice – Come nella musica c’è una forma di libertà interiore, una forma di indipendenza che mi piace esprimere anche attraverso i capi che scelgo.

Il nero?No, non lo amo, diventerei parte della scenografia, creando distanza”. Nonostante la giovane età, Giulia Mazzoni ha al suo attivo importanti collaborazioni con Michael Nyman, per esempio, con il quale ha realizzato una versione inedita per due pianoforti di ‘The departure’. “Un amico, un maestro Michael – continua nell’intervista – un’amicizia alla pari, un confronto, una collaborazione sincera, non costruita ‘impacchettata’ dalla casa discografica, tra persone che si stimano e si frequentano.

Nulla di artificiale, tutto profondamente vero”.  Ci sono poi le tournée nei maggiori teatri cinesi (sempre sold out) il grande cinema.Nel 2023 compone e interpreta la colonna sonora del film ‘Anna’ del regista Marco Amenta, presentato all’ottantesima edizione del Festival del Cinema di Venezia.

L’8 settembre, lo stesso giorno della presentazione del film, la pianista pubblica ‘Wildness’, scritto per pianoforte e quartetto d’archi, tema centrale del film.Al centro del suo universo musicale la donna, uno studio attento sui caratteri femminili, con l’obiettivo di difendere il concetto di persona, il talento che ognuno può esprime al di là del genere.  Eppure, da Clara Shumann a Irma Ravinale sono sempre poche le compositrici donne. “E’ vero – risponde Giulia Mazzoni – Ci sono, ma forse sono più nascoste, ma si tratta per ciò che riguarda la musica, di un universo dai connotati ancora fortemente maschili.

La scelta del Maggio Musicale Fiorentino di invitare una compositrice donna è stata lungimirante, un segnale importate per tutte noi”.Non nasconde di amare Sanremo, di essere pronta a portare la sua musica all’interno della storica kermesse. “Se solo qualcuno solo potesse ascoltarmi….

Sono sempre stata una fan del Festival della Canzone, un sogno poter calcare il palco dell’Ariston”, conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, allerta in Argentina: 2023 anno record e ora nuovo rialzo casi

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(Adnkronos) – Dopo un anno record, tornano a salire i casi di Dengue in Argentina.Tanto che il ministero della Salute ha emesso in questi giorni un’allerta epidemiologica sul rischio di ulteriore diffusione delle infezioni, chiedendo estrema cautela e misure di prevenzione per arginare la proliferazione della zanzara Aedes aegypti. “Nelle ultime quattro settimane si osserva nel Paese una curva epidemiologica ascendente”, ha segnalato il ministero secondo quanto riportano i media locali, con una media di 591 casi a settimana, mentre nelle 4 settimane precedenti il ​​numero medio di contagi segnalati era stato di 232.  Già il 2023 era stato un anno difficile: secondo gli ultimi dati ufficiali aggiornati al 17 dicembre, i casi di dengue segnalati in Argentina hanno raggiunto quota 135.676 con 68 morti.

Il 93% delle infezioni registrate erano autoctone, cioè le persone si sono contagiate nel Paese e non hanno storie di viaggi in altri Paesi a rischio.Ma nell’ultimo mese questa percentuale è salita ancora raggiungendo il 98%.

E’ in questo contesto che le autorità sanitarie hanno chiesto un impegno estremo in termini di misure preventive, avvertendo che “la co-circolazione di più sierotipi di Dengue può aumentare il rischio di forme gravi della malattia”.A preoccupare è anche il fatto che in Argentina, per la prima volta, sono state segnalate infezioni di Dengue durante tutto l’anno, senza stop nei mesi freddi. “L’epidemia si è concentrata prevalentemente nella prima metà dell’anno, ma ha avuto la particolarità di aver registrato – per la prima volta dalla riemersione della malattia – la continuità della trasmissione virale durante la stagione invernale, in particolare nella regione nord-orientale del Paese”, recita il testo dell’allerta.  Le autorità nazionali, riportano ancora i media argentini, hanno sottolineato che l’aumento del rischio potenziale di diffusione dei casi è associato al fenomeno El Niño, con “l’abbondanza di pioggia e le alte temperature associate” e al cambiamento climatico, che si esprime nell’aumento della temperatura e nelle inondazioni ricorrenti.

Fenomeni che “generano condizioni ambientali favorevoli alla proliferazione delle zanzare”.E’ così che “la presenza delle zanzare Aedes aegypti (vettori di questa malattia, così come di Zika e Chikungunya) è stata evidente in aree geografiche dove non erano state trovate prima”.

Quanto alle ultime settimane, “sono stati rilevati i primi casi autoctoni nelle province delle regioni del centro e del nordovest, nonché un aumento del numero medio di casi”.  “Di origine virale, la dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta.Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus.

Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri”, come spiega il sito di EpiCentro dell’Istituto superiore di sanità. “Normalmente la malattia dà luogo a febbre nell’arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara, con temperature anche molto elevate.La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre.

I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini.La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più accurata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue”.  “La misura preventiva più efficace contro la dengue consiste nell’evitare di entrare in contatto con le zanzare vettore del virus.

Diventano quindi prioritarie pratiche come l’uso di repellenti, vestiti adeguati e protettivi, zanzariere e tende.Dato che le zanzare sono più attive nelle prime ore del mattino, è particolarmente importante utilizzare le protezioni in questa parte della giornata.

Per ridurre il rischio di epidemie di dengue, il mezzo più efficace è la lotta sistematica e continuativa alla zanzara che funge da vettore della malattia.Ciò significa eliminare tutti i ristagni d’acqua in prossimità delle zone abitate, ed effettuare vere e proprie campagne di disinfestazione che riducano la popolazione di Aedes – spiega EpiCentro – Non esiste un trattamento specifico per la dengue, e nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane”. L’incidenza globale della Dengue è notevolmente aumentata negli ultimi 20 anni, rappresentando una sfida sostanziale per la salute pubblica.

Lo evidenzia l’Organizzazione mondiale della sanità, che dal 2000 al 2019 ha documentato un aumento di dieci volte dei casi segnalati in tutto il mondo, passati da 500.000 a 5,2 milioni.L’Oms ha valutato “elevato il rischio a livello globale”, considerando la trasmissione in crescita come, appunto, il numero di casi e decessi. Il 2019 ha segnato un picco senza precedenti, con contagi diffusi in 129 Paesi.

Dopo un leggero calo dei casi tra il 2020-2022 a causa della pandemia di Covid-19 e un tasso di segnalazione più basso – prosegue l’Oms – nel 2023 si è osservato un aumento a livello globale, con molteplici epidemie, che si sono verificate in aree precedentemente non colpite dalla Dengue.Dall’inizio dell’anno, la trasmissione in corso, combinata con un picco inaspettato di contagi di Dengue, ha portato al massimo storico di oltre cinque milioni di casi e più di 5.000 decessi segnalati in oltre 80 Paesi.

Quasi l’80% di questi casi, ovvero 4,1 milioni, è stato segnalato nella regione delle Americhe.Nella Regione europea si sono registrati focolai autoctoni di Dengue.

Numeri significativi ma, precisa l’Oms, probabilmente sottostimati poiché la maggior parte delle infezioni primarie sono asintomatiche e la segnalazione della Dengue non è obbligatoria in molti Paesi. Diversi fattori sono associati al crescente rischio di diffusione dell’epidemia di Dengue, tra cui il cambiamento della distribuzione dei vettori (le zanzare infette, principalmente Aedes Aegypti e Aedes albopictus), le conseguenze del fenomeno El Nino nel 2023 e il cambiamento climatico che porterà ad un aumento delle temperature e ad elevate precipitazioni e umidità; la fragilità dei sistemi sanitari durante la pandemia di Covid-19; l’instabilità politica e finanziaria in Paesi che affrontano complesse crisi umanitarie ed elevati spostamenti di popolazione.La debolezza dei sistemi di sorveglianza in molti Paesi colpiti – conclude l’Oms – potrebbe aver portato a ritardi nella segnalazione e nella risposta e alla mancata identificazione dei sintomi, contribuendo ad aumentare gli esiti gravi della Dengue.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gallarate, foto e palpeggiamenti alle pazienti: denunciato radiologo

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(Adnkronos) –
Faceva spogliare integralmente le pazienti a cui doveva fare le lastre, per poi palpeggiarle e fotografarle.Per questo un tecnico radiologo che lavora in una struttura sanitaria di Gallarate, in provincia di Varese, è stato denunciato per violenza sessuale, aggravata dalla qualifica di pubblico servizio.

Lo fa sapere un comunicato stampa della questura di Varese. 
Le indagini, coordinate dalla procura di Busto Arsizio e condotte dalla polizia di Gallarate, sono iniziate nel giugno 2023, dopo la segnalazione di una delle vittima.La giovane donna, sentita dagli agenti della squadra investigativa del commissariato di Gallarate, con l’ausilio di una psicologa, ha raccontato di essere andata dal tecnico per una radiografia alla caviglia.

L’uomo ha preteso prima che lei si togliesse i pantaloni e poi, con la scusa che le mutandine potessero rovinare la nitidezza delle immagini, dal momento che – a suo dire – la paziente doveva fare accertamenti anche al femore, le ha abbassato gli slip fino alle ginocchia.  Quando è andata a ritirare l’esame, la ragazza ha scoperto però che era stato eseguito solo alla caviglia e non anche al femore.Da qui la segnalazione alla polizia.

Su delega della procura di Busto Arsizio, gli agenti hanno perquisito il radiologo, effettuando anche una copia forense del suo cellulare.Dai dati estrapolati dal telefono sono emerse due fotografie, già cancellate dal professionista, che riprendevano il corpo di due pazienti completamente nude, mentre effettuavano un esame radiologico.  Gli investigatori sono risaliti ai nomi delle pazienti trattate dal tecnico, circa una ventina, e le hanno sentite.

Dalle loro dichiarazioni è emerso che quasi tutte erano state fatte spogliare all’interno della sala raggi, senza poter usufruire dello spogliatoio.  In più casi il professionista avrebbe ordinato alle donne di spogliarsi completamente e in due occasioni avrebbe aiutato le pazienti a togliere la biancheria intima, approfittandone per toccarle. Il tecnico radiologo è stato quindi indagato per violenza sessuale aggravata, avvenuta nei confronti della donna da cui è partita la segnalazione e delle due a cui aveva sfilato gli slip.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natale, sì agli avanzi “ma occhio a come si riscaldano”: i consigli del nutrizionista

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(Adnkronos) – Gli avanzi delle feste natalizie non sono necessariamente nemici della salute. “Possono essere inseriti in una dieta sana, anche se ovviamente dipende dagli avanzi.E, soprattutto, dal modo in cui si scaldano”.

Il come e il perché lo spiega all’Adnkronos Salute il nutrizionista Giorgio Calabrese che ricorda come la guida principale per il riutilizzo dei cibi – economico e sano – resta “il buonsenso”.Se pranzi e cenoni “sono stati ‘costruiti’ con menù ricchi ma fondamentalmente equilibrati, con un po’ di pasta e un pochino più di pesce, un pochino più di verdure, tutto bene.

Se invece sono a base di carbonara, carne fritta, verdure fritte o stracondite, non è più un avanzo ma un errore ripetuto.Se però è stata seguita la tradizione italiana avremo sicuramente buoni avanzi da poter mangiare senza sensi di colpa”.  Nelle tradizioni italiane, infatti, “per quanto certamente ci sono tanti piatti ipercalorici o di difficile digestione, nella maggior parte dei casi abbiamo comunque molte verdure.

Ma per riutilizzarle in maniera sana non vanno ‘ripassate’ o ricucinate.Basta condirle, se serve, con olio extravergine, limone, aromi, in modo tale da non avere un carico eccessivo di condimenti”.

Stesso discorso per la pasta, che “se viene ripassata in padella diventa fritta.Una pessima soluzione, assolutamente sbagliata.

Il modo migliore per scaldare è il microonde, oppure un fornetto che scalda e forma quella crosticina che rende più gradevole il piatto”.  Nessun problema, quindi, a riportare in tavola gli avanzi, se “intendiamo cibi buoni, non piatti già di per sé molto grassi che rappresentano un assalto ripetuto alla salute”, rimarca.Da salvare “tutte le verdure rimaste, crude e cotte: insalate, al forno, alla griglia oppure al vapore o stufate.

Scaldate in forno mantengono il loro ottimo valore nutritivo ma nel contempo non caricano la digestione e il fegato.Per gli altri piatti, invece, basta puntare su porzioni piccole, accompagnandole con porzioni generose di verdure.

Altro discorso per i dolci, da accantonare possibilmente se si è esagerato in questi giorni o comunque da riservare, sempre in piccole porzione, alla colazione.E se il panettone è finito evitiamo di aprirne un altro o addirittura acquistarlo di nuovo”, conclude Calabrese.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Imperia, morta l’88enne che aveva ricevuto bolletta dell’acqua da 15mila euro

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(Adnkronos) – Non ce l’ha fatta Caterina Giovinazzo, l’88enne che aveva accusato un malore dopo aver ricevuto una bolletta dell’acqua da oltre 15mila euro: la donna è morta la Vigilia di Natale presso l’ospedale Borea di Sanremo, dove era ricoverata in condizioni gravissime.Ora, riporta Il Secolo XIX, i familiari dell’anziana non escludono di rivolgersi a un legale per fare luce sulla vicenda.  I fatti risalgono agli inizi di dicembre, quando la donna ha scoperto di dover pagare al gruppo Iren, a cui faceva affidamento per il rifornimento idrico, ben 15.339 euro.

Non solo, la sua banca aveva già autorizzato il pagamento di metà della somma richiesta; l’88enne si era dunque sentita male ed era stata trasportata d’urgenza in ospedale.  Poco dopo, i familiari, si erano rivolti al gruppo Iren per avere chiarimenti: la società ha ammesso, scusandosi, che si è trattato di un’erronea lettura del contatore. “La fattura era stata calcolata sulla base di una foto-lettura non corretta – spiega la società – Era stata acquisita da Ireti tramite la società addetta alle rilevazioni delle misure e si riferiva ad un contatore di terzi.Il reale consumo di Caterina Giovinazzo ammontava a soli 55 euro”.

I funerali si terranno domani mattina presso la chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista a Camporosso. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Rc auto a telefonia, ecco i rincari 2024: rischio stangata per le famiglie

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(Adnkronos) – Il nuovo anno porterà brutte sorprese per le tasche dei consumatori, con un conto che potrebbe raggiungere i +974 euro a famiglia.Lo afferma oggi il Codacons, che ha stimato la maggiore spesa che attende i consumatori nel 2024 a causa dei rincari di prezzi e tariffe nei vari settori.

Dagli alimentari all’Rc auto, passando per banche e telefonia, le famiglie dovranno mettere mano al portafogli e andare incontro ad aumenti che, in alcuni casi, potrebbero essere particolarmente sostanziosi, spiega l’associazione. Si parte da cibi e bevande, prodotti che registrano da due anni un trend in forte rialzo e che proseguirà, seppur in attenuamento, nel corso del 2024, determinando una maggiore spesa stimata in +231 euro a famiglia.Per il comparto dei trasporti (auto, treni, aerei, ecc.), caratterizzato nel 2023 dai fenomeni del caro-benzina e del caro-voli che hanno tenuto banco per mesi, una famiglia media potrebbe ritrovarsi a spendere +160 euro annui a causa dei rincari delle tariffe nel settore che proseguiranno anche nel corso del 2024. Altra nota dolente è quella dell’Rc auto, con i prezzi delle polizze in forte rialzo nell’ultimo periodo, come certificato anche dall’Ivass: un nucleo che dispone di due automobili si ritroverà a spendere in totale 62 euro in più rispetto al 2023 solo a titolo di copertura assicurativa, prevede il Codacons.

Ci sono poi gli adeguamenti tariffari nel comparto della telefonia, con diversi gestori che hanno già annunciato aumenti (fino ad un massimo del 10%) per il nuovo anno: una maggiore spesa tra i +30 e i +35 euro a famiglia.  Se per i mutui sembra finita la politica dei rialzi dei tassi imposta dalla Bce – con la conseguenza che nel corso del 2024 potremmo non assistere a nuovi incrementi delle rate – lo stesso non può dirsi per il settore dell’energia, dove regnano pesanti incognite: la fine del mercato tutelato del gas (fissata al 10 gennaio 2024) e della luce (luglio 2024) porterà inevitabilmente incrementi delle tariffe, come peraltro denunciato di recente da un report Istat: la maggiore spesa potrebbe attestarsi quindi a +220 euro annui a nucleo, stima l’associazione.L’elenco dei rincari continua con le banche (+18 euro a nucleo a titolo di servizi finanziari e bancari), tariffe locali (+60 euro per rifiuti, acqua, ecc.) bar e ristoranti (+68 euro annui a famiglia per mangiare e bere fuori casa).

Proseguiranno inoltre i rincari nel comparto del turismo, con aumenti dei listini che interesseranno strutture ricettive, pacchetti vacanza, stabilimenti balneari e servizi vari: in media +120 euro a nucleo.  Assoutenti parla di una nuova mazzata per le tasche dei cittadini: ”I consumatori italiani andranno incontro a partire dal prossimo gennaio ad una ‘stangata telefonica’ da +770 milioni di euro all’anno, con le tariffe per i servizi di rete fissa, mobile e internet che, nel corso del 2024, subiranno sensibili rincari”. Analizzando le comunicazioni rese dagli operatori telefonici circa le prossime variazioni delle condizioni contrattuali, si scopre che a partire dall’1 gennaio e nel corso di tutto il 2024 i consumatori andranno incontro a continui rialzi delle tariffe – denuncia Assoutenti – Nello specifico: Tim: A partire dal 1° gennaio 2024 il costo mensile per avere la copia della fattura in forma cartacea, ove previsto contrattualmente per i clienti Internet di rete fissa, passerà da 3,90€ a 4,95€, Iva inclusa.A partire dal primo addebito successivo al 26 novembre 2023 il costo mensile di alcune offerte della gamma Timvision aumenterà di un importo compreso tra 0,99€ e 4,99€ (Iva inclusa), in funzione della specifica offerta sottoscritta dal cliente.  Vodafone: per alcune offerte dal rinnovo successivo al 13/01/2024 il costo dell’offerta aumenta di 1,99 euro al mese.

Per i clienti business sarebbero inoltre previsti “aumenti programmati” fino al 10% a 12 o 24 mesi dalla sottoscrizione del nuovo contratto. Fastweb: a partire dal 01 gennaio 2024 per alcuni clienti di rete fissa il costo mensile dell’offerta aumenterà di un importo incluso tra 0,01 euro/mese e 4,49 euro/mese.  Windtre: a partire dal 1° gennaio 2024 il costo del servizio di alcune offerte di rete fissa Windtre sarà incrementato di 2 euro al mese (+IVA per Clienti con partita Iva).A partire dal 1° marzo 2024 il costo del servizio di alcune offerte di rete fissa Windtre sarà incrementato di 2 euro al mese.  Postemobile: per l’offerta “Casa Web” a partire dal 1 Gennaio 2024 si renderà necessario un adeguamento del canone mensile al costo di 22,90 euro dagli attuali 19,90 euro, con conseguente aumento di 3 euro al mese. A tali rincari già programmati e comunicati dalle società telefoniche, si aggiungeranno poi gli adeguamenti legati all’inflazione, così come previsto dalle nuove norme approvate dall’Agcom – spiega Assoutenti – Ad esempio per Tim il canone mensile di alcune offerte di rete fissa sarà incrementato a partire dal 1° aprile 2024 in misura percentuale pari all’indice di inflazione (IPCA) rilevato dall’Istat, maggiorato di un coefficiente pari al 3,5%.

WindTre invece ha previsto la facoltà di aumentare entro il primo trimestre dell’anno le tariffe per un importo percentuale pari alla variazione dell’indice Foi rilevato dall’Istat, stabilendo un rincaro minimo del +5%. “Solo per gli incrementi già comunicati dai gestori la maggiore spesa potrà raggiungere i +60 euro annui a utenza, a seconda dell’offerta sottoscritta – afferma il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso – A tali rincari andranno poi aggiunti gli adeguamenti tariffari legati all’inflazione, per un importo compreso tra i +27 e i +30 euro annui a famiglia, pari ad una stangata che potrebbe raggiungere nel 2024 la cifra complessiva di 770 milioni di euro”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Florida, lite per regali Natale finisce in tragedia: 14enne spara e uccide sorella

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(Adnkronos) –
Un ragazzo di 14 anni ha sparato ed ucciso la sorella di 23 anni durante una lite di famiglia sui regali di Natale.L’allucinante sparatoria è avvenuta in Florida, dopo che il ragazzo aveva iniziato a discutere – già nel negozio dove erano andati a comprare i regali con la madre, la sorella più grande ed i suoi due bambini – con il fratello, di 15 anni. “E’ scoppiata una lite di famiglia su chi aveva ricevuto cosa e quanti soldi erano stati spesi per ciascuno”, ha ricostruito lo sceriffo della Pinellas County, Bob Gualtieri.  I ragazzi hanno continuato a litigare a casa della nonna a Largo, cittadina ad una mezz’ora da Tampa.

Una volta arrivati a casa, il 14enne ha tirato fuori una pistola automatica e l’ha puntata contro il fratello, minacciandolo di sparargli alla testa.A questo punto è intervenuto uno degli zii ed ha diviso i due fratelli, e il 14enne è uscito in giardino, dove c’era la sorella insieme al suo bambino più piccolo.  
La ragazza ha cercato di calmare il fratello: “Smetti di fare queste cose, è Natale”, avrebbe detto, secondo la ricostruzione dello sceriffo, al fratello che a questo punto ha iniziato ad insultarla dicendo che avrebbe sparato a lei ed al suo bambino.

Il 14enne così ha premuto il grilletto ed ha colpito la giovane donna al petto, che poi è morta in ospedale a seguito delle ferite.Fortunatamente il piccolo, che era nel passeggino, è rimasto illeso.  A questo punto il 15enne è uscito con un’altra pistola, ed ha sparato contro il fratello più piccolo colpendolo allo stomaco.

Il ragazzo è stato operato ed ora è in condizioni stabili, ed è stato incriminato per omicidio di primo grado, abuso su minori e possesso illegale di armi.Arrestato anche l’altro fratello che dopo la sparatoria, era scappato e si era rifugiato nella casa di un familiare.

Anche lui è stato incriminato per tentato omicidio di primo grado.  
Entrambi gli adolescenti erano stati arrestati in precedenza per furto d’auto. “Questo due giovanissimi, 14 e 15 anni, portavano normalmente armi e questo è quello che succede quando giovani delinquenti sono armati, si arrabbiano, non sanno come gestire le cose e si sparano tra di loro”, è stata la conclusione dello sceriffo Gualtieri, secondo quanto riporta il sito della Cbsnews.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stacca a morsi un orecchio durante una lite, 59enne arrestato ad Andria

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(Adnkronos) – A causa di una lite per un parcheggio ha staccato a morsi un orecchio al contendente: è accaduto qualche giorno fa, di pomeriggio, ad Andria.Agenti delle Volanti della Polizia di Stato hanno arrestato un uomo di 59 anni per lesioni personali gravissime.

I poliziotti sono intervenuti dopo una telefonata sulla linea di emergenza 113.Una donna ha riferito di aver assistito, nei pressi di piazza Catuma, il luogo più conosciuto della città, ad un litigio tra due persone, nell’ambito del quale uno dei due aveva perso un orecchio (che l’utente al telefono diceva di aver raccolto e riposto all’interno di una scatola).

Una pattuglia della Questura si è recata sul posto, dove ha trovato uno dei due contendenti, il 59enne, e la donna che aveva chiamato il 113, e ha riscontrato tracce di sangue in corrispondenza del punto dove era avvenuta l’aggressione.  L’altro contendente era stato dapprima portato all’Ospedale ‘Bonomo’ per poi, subito dopo, essere trasferito d’urgenza nell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica di Bari per cercare di riattaccare l’orecchio staccato.Gli agenti intervenuti hanno ricostruito, tramite le testimonianze e la visione dell’impianto di videosorveglianza, la dinamica dell’accaduto: un uomo di 59 anni aveva ingaggiato una lite per un’auto parcheggiata male, che gli impediva di fare agevolmente manovra, con un uomo di 46 anni.  Dopo qualche schiaffo reciproco, quando lo scontro sembrava finito, il 59enne ha legato alle spalle la vittima, stringendo l’orecchio sinistro tra i denti talmente forte da staccarglielo di netto.

L’aggressore è stato arrestato e sottoposto a temporanea detenzione in carcere per lesioni gravissime aggravate dai futili motivi.Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)