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Groenlandia, la premier danese contro Trump: “Non si può spiare un alleato”

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(Adnkronos) – "Non si può spiare un alleato".Questa la reazione della premier danese Mette Frederiksen alla notizia secondo cui gli Stati Uniti avrebbero intensificato l'attività di intelligence sulla Groenlandia.

Le sue parole arrivano dopo che un'inchiesta negli Usa ha rivelato che le agenzie di spionaggio avrebbero ricevuto l'ordine di concentrarsi sulla Groenlandia – l'isola territorio autonomo della Danimarca che Donald Trump vorrebbe annettere – in particolare sul movimento per l'indipendenza e sul sentimento dell'opinione pubblica riguardo all'estrazione delle risorse minerarie da parte americana. Ieri, l'incaricata d'affari degli Stati Uniti a Copenaghen, Jennifer Hall Godfrey, è stata convocata al ministero degli Esteri dal sottosegretario Jeppe Tranholm-Mikkelsen, per fornire spiegazioni in merito alle rivelazioni contenute nell'articolo pubblicato dal Wall street journal.Rivelazioni che il ministro degli Esteri danese, Lars Løkke Rasmussen ha definito “molto preoccupanti". "Non ci si spia tra amici, stiamo esaminando la questione con grande serietà”, ha detto.

Mentre il premier della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, si è espresso sull'accaduto, definendolo inaccettabile e irrispettoso.  Da Washington la direttrice dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, non ha smentito il contenuto della storia, ma ha condannato duramente i responsabili della fuga di notizie riservate, sostenendo di aver trasmesso tre segnalazioni di reati al dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, in merito a queste "voci".Gabbard ha anche apostrofato il Wall Street Journal con parole al vetriolo: "Dovrebbero vergognarsi per aver aiutato il 'deep state' che cercano di indebolire il presidente politicizzando e diffondendo informazioni riservate.

Stanno violando la legge e minando la sicurezza e la democrazia della nostra nazione.Chi divulga informazioni sensibili verrà individuato e perseguito con il massimo rigore della legge". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Reggiana, Bardi: La salvezza conquistata oggi è una delle più belle emozioni della mia carriera

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La Reggiana può tirare un sospiro di sollievo e festeggiare la permanenza in Serie BKT. Il successo per 2-1 sul campo della Juve Stabia al “Menti” ha sancito la matematica salvezza per i granata. Tra i volti più emozionati e raggianti al termine della partita c’è quello del portiere Francesco Bardi, uno dei protagonisti di questa stagione intensa. Le sue parole nel post-gara raccolgono tutta la gioia e la consapevolezza di un traguardo sofferto e per questo ancora più significativo.

“Questa salvezza”, confessa Bardi con evidente emozione, “è una delle più belle emozioni della mia carriera. Mi porterò sempre dentro le sensazioni di questa salvezza incredibile. È un obiettivo raggiunto col cuore di tutti noi”. Un risultato non scontato, ottenuto superando momenti difficili e le incertezze che hanno caratterizzato parte del campionato. “In questo campionato ci hanno dato a lungo per spacciati – sottolinea il numero uno granata – ma siamo riusciti a rialzarci”. Una differenza rispetto alla salvezza dell’anno precedente: “Quella dell’anno scorso è stata una salvezza ugualmente importante, diversa da quella attuale”.

Nel commentare la partita decisiva contro la Juve Stabia, Bardi non dimentica un episodio cruciale che lo ha visto protagonista: una parata che ha tenuto il risultato in bilico. “Parata più importante? Quella su Piscopo, dopo la quale l’arbitro fortunatamente non ha concesso il calcio d’angolo”. Un momento che, con il senno di poi, assume un peso specifico nell’economia del match.

Il portiere dedica un pensiero e un ringraziamento a coloro che hanno contribuito a questo successo. “Un grazie va anche a mister Viali, con cui abbiamo lavorato prima dell’arrivo di mister Dionigi, che ovviamente ha grandi meriti”. Non manca poi una dedica personale, la più importante: “Sicuramente a mia moglie che mi è sempre stata vicino”.

Infine, uno sguardo al futuro, con un desiderio che sembra chiaro: “Mi farebbe piacere rimanere alla Reggiana, dove sono sempre stato benissimo”. Parole che confermano il forte legame tra Bardi e la piazza granata, un rapporto rafforzato da questa “salvezza incredibile” che resterà impressa nella memoria del portiere e di tutti i tifosi della Reggiana.

Juve Stabia – Reggiana, Pagliuca: Nonostante la sconfitta, l’anima non è mancata. I ragazzi hanno dato tutto

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Al triplice fischio che ha sancito la vittoria per 2 a 1 della Reggiana sulla Juve Stabia al Menti, mister Guido Pagliuca ha voluto sottolineare l’impegno profuso dai suoi ragazzi, nonostante la sconfitta. Le sue parole riflettono la consapevolezza di una prestazione generosa, macchiata solo dalla mancanza di cinismo sotto porta e condizionata da diverse assenze pesanti.

“I ragazzi hanno dato l’anima, non è certo mancata la prestazione,” ha dichiarato il tecnico gialloblù, evidenziando lo sforzo e la dedizione della squadra in campo. Pagliuca ha poi toccato il tema delle condizioni fisiche di alcuni giocatori, spiegando la situazione di Pierobon: “Pierobon aveva dato tutto, non era al meglio. Non doveva neanche giocare ma abbiamo avuto il problema di Fortini in giornata quindi ha dovuto giocare in un ruolo non suo dall’inizio.”

Nonostante l’impegno, il campo ha dato il suo verdetto. “I ragazzi hanno dato tutto, ci abbiamo provato in tutti i modi ma non è andata bene,” ha ammesso Pagliuca, riconoscendo anche i meriti degli avversari. “La Reggiana non può stare in questa posizione di classifica; per i singoli che ha dovrebbe stare in zone di classifiche medio alte.”

Un fattore cruciale nella sconfitta, secondo l’allenatore stabiese, è stata la fase realizzativa: “Siamo stati meno precisi sotto porta al momento di finalizzare le occasioni create.”

Lo sguardo di Pagliuca è già rivolto ai prossimi impegni, fondamentali per definire la posizione finale in campionato. “Ci aspettano novanta minuti importanti per il piazzamento finale. Dispiace stasera non essere riusciti a portare a casa neanche un punto.”

Il tecnico non ha nascosto le difficoltà legate agli infortuni, assumendosi anche una parte di responsabilità. “In questa settimana abbiamo perso troppi calciatori, e questa è una mia responsabilità, e questo ha inciso sulla scelta, ovviamente senza nulla togliere a nessuno dei ragazzi.” La lista degli indisponibili è lunga e preoccupante: “Vedremo martedì se ci sarà modo di ritrovare qualcuno dei tanti infortunati: Floriani Mussolini, Fortini, Buglio, Andreoni.”

Nonostante le avversità, la determinazione in casa Juve Stabia resta alta. “In ogni caso faremo il massimo cercando di prendere quello che ci serve. Nessuno ci ha mai regalato niente e continueremo per la nostra strada, tenendo la testa alta per quello che abbiamo fatto fin qui.” Le parole di Pagliuca trasmettono la resilienza di un gruppo che, pur sconfitto, mantiene la consapevolezza del proprio valore e l’intenzione di lottare fino alla fine.

Gauff e il primo Papa americano: “Ho urlato, volevo andare a San Pietro”

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(Adnkronos) –
Coco Gauff e il primo Papa americano.La tennista statunitense, dopo aver battuto la canadese Victori Mboko oggi, venerdì 9 maggio, al primo turno degli Internazionali d'Italia 2025, ha parlato di Papa Leone XIV, all'anagrafe Robert Francis Prevost, ovvero il primo Pontefice a stelle e strisce della storia: "Non ho seguito molto le fasi del processo, ho visto alcune cose da quando sono arrivata qui a Roma.

Ricordo che un giorno quando stavo arrivando al campo ho chiesto alla mia fisioterapista, che è cattolica, se ci fosse mai stato un Papa americano e lei mi ha risposto 'mai, e probabilmente non ci sarà mai'", ha raccontato la numero tre del mondo, "e quindi poi stavamo guardando la tv e quando hanno annunciato che il nuovo Papa fosse americano ho urlato, mi sono sentita come se avessi vinto alle Olimpiadi". Nei giorni scorsi Gauff aveva anche espresso il desiderio di andare in piazza San Pietro, per assistere a quest'evento storico: "Lui sembra un brav'uomo, ho visto dei suoi video, alcune interviste del fratello e ho pensato 'wow, è un brav'uomo'.Io non sono cattolica, ma volevo provare ad andare in piazza San Pietro quando è arrivata la fumata bianca.

Ho visto tantissima gente che è corsa in piazza e sono stata molto vicina a fare lo stesso.Sono molto orgogliosa di essere stata nella stessa città dove è avvenuto questo evento storico.

Spero che svolga un buon lavoro". "Ho visto che ha giocato a tennis, quindi probabilmente sa chi sono", ha detto Gauff ridendo, "se gli piace il tennis magari guarda qualche partita e potrebbe sapere chi sono.Sarebbe molto bello, ma se non fosse così va bene lo stesso.

Non so se il Papa vada a eventi sportivi, ho sentito che è un tifoso dei White Sox, ma magari verrà a vedere una partita e tiferà per me".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Draper e il ritorno di Sinner: “L’ho visto rilassato, ma non so cosa aspettarmi”

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(Adnkronos) –
Jack Draper racconta Jannik Sinner.Il tennista inglese, che ha battuto oggi, venerdì 9 maggio, Luciano Darderi nel secondo turno degli Internazionali d'Italia 2025, ha parlato del ritorno dell'azzurro, che domani scenderà in campo a Roma contro Navone dopo i tre mesi di squalifica per il caso Clostebol: "Lui è molto rilassato.

Quando ci siamo allenati insieme a Montecarlo il primo giorno ero avanti rispetto a lui, specialmente durante la partitella, ma quelli erano i primi punti che giocava da quando era tornato.Poi ha cominciato a giocare veramente bene, nei giorni seguenti, e si è adattato velocemente, tornando al suo livello". Difficile però fare un pronostico: "Non so cosa aspettarmi da lui in questa settimana, conoscendolo giocherà molto bene.

Sta lavorando tanto in palestra e penso che si senta bene, rilassato, così mi è sembrato dal tempo che ho trascorso con lui", ha detto Draper, "il tennis è uno sport brutale, ogni settimana le cose cambiano, e tutto quello che ha dovuto affrontare non è stato facile.Ma ha giocato tante partite e magari del tempo libero può avergli fatto bene per tornare al suo livello". A dare una mano al numero uno del mondo ci sarà il tifo del Centrale: "Penso sia meglio per lui tornare a giocare qui, in casa sua, dove c'è molto tifo ed energia.

Sicuramente c'è anche molta pressione, come lo sarà per me quando giocherò in Inghilterra, ma anche io avrò molto tifo e supporto e questo mi darà energia e motivazione per giocare il mio miglior tennis". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Gianni Vasino, il volto storico di ’90° minuto’ aveva 88 anni

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(Adnkronos) – E' morto Gianni Vasino, il giornalista aveva 88 anni.Vasino, volto storico del tradizionale programma '90° minuto' condotto da Paolo Valenti, si è spento a Genova all'età di 88 anni. Era nato a Serravalle, nel ferrarese, il 5 novembre 1936, ma era cresciuto a Sanremo.

Gli inizi nei giornali locali, si legge sul sito della Tgr Rai Regionale Liguria, fino al concorso in Rai nel 1968.Il 'genovese' di Novantesimo minuto, così lo chiamava Paolo Valenti, che nel gruppone dei celebri inviati sul campo per '90° minuto', gli indicò di seguire le squadre lombarde.

Lavorò per il Tg2, dove inventò e si curò una delle prime trasmissioni dedicate alla disabilità, si intitolava 'Come noi'.Si è dedicato anche alla scrittura.

Il suo ultimo libro, autobiografico, è 'Da 90º minuto alle Olimpiadi, cronache di 30 anni di sport'.E sul profilo 'X' il Genoa Cfc viene espresso dolore e vicinanza alla famiglia del giornalista.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa, nei registri quel ‘Prevosto’ morto a Torino a fine ‘800

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(Adnkronos) – Proseguono le ricerche sulle radici familiari di Papa Leone XIV, il primo Pontefice statunitense della storia, nato a Chicago il 14 settembre 1955 con il nome di Robert Francis Prevost.Le sue origini italiane, almeno da parte paterna, sembrano ormai acclarate.

Il padre, Louis Marius Prevost, era figlio di John R.Prevost, nato in Italia il 24 giugno 1876. A confermare il legame con il nostro Paese sono una serie di documenti pubblici consultabili su portali genealogici come familysearch.org.

Il censimento di Chicago del 1950 registra John R.Prevost come residente settantatreenne, nato in Italia.

Lo stesso dato compare nel certificato di morte, datato 22 maggio 1960: l'uomo, insegnante in pensione, è deceduto all'età di 84 anni in un ospedale di Evergreen Park, sobborgo di Chicago.Tra le righe, un dettaglio significativo: alla voce sulla cittadinanza si legge "Italy", a conferma che John R.

Prevost era ancora considerato cittadino italiano.Un necrologio coevo lo descrive come "loving father" di John C.

e Louis M. – quest'ultimo il padre di Papa Leone XIV – e come nonno di tre nipoti. Resta tuttavia un piccolo mistero: dove nacque esattamente John R.Prevost?

Gli archivi statunitensi non lo dicono, ma alcuni indizi portano al Piemonte, dove il cognome "Prevosto" (o "Prevosti") è tuttora diffuso.Forse, all'anagrafe italiana, era registrato con il nome di Giovanni Prevosto, prima che l'"anglicizzazione" lo trasformasse in John R.  I registri dell'immigrazione riportano l'arrivo a New York, nel 1903, di un certo Giovanni Prevosto, 36 anni, sbarcato dalla nave La Bretagne, salpata dal porto di Le Havre, in Francia.

La città d'origine indicata è Settimo Rottaro, in provincia di Torino.Facendo un rapido calcolo, se l'età dichiarata era corretta, Giovanni sarebbe nato nel 1867: una data che però non coincide con quella nota di nascita di John R.

Prevost, il nonno di Papa Leone XIV, che risulta nato nel 1876.Un'altra possibile pista emerge da Torino, dove un certo Carlo Prevosto, falegname, morì nel 1898, secondo quanto riportato in un registro parrocchiale.

Alcuni alberi genealogici online lo indicano come fratello di Giovanni Battista Prevosto, che sarebbe stato il bisnonno del Papa.Un tassello, forse, di un mosaico ancora in parte da ricostruire. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 9 maggio

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, venerdì 9 maggio 2025.Centrati invece sette '5' che vincono 17.949,14 euro.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 30.7 milioni di euro.Si torna a giocare domani, sabato 10 maggio, per l'ultimo concorso settimanale.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.  E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 3, 47, 51, 77, 85, 88.Numero Jolly: 52.

Numero SuperStar: 39.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lucca, 81enne muore folgorato mentre lavora nel suo terreno

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(Adnkronos) –
Un anziano di 81 anni è rimasto folgorato per mezzo di un suo apparecchio in un terreno di sua proprietà in via delle Selvette a Segromigno in Monte nel comune di Capannori, in provincia di Lucca.Oltre i vigili del fuoco, è intervenuta un'ambulanza della Misericordia di Montecarlo con medico che ha potuto solo constatare la morte dell'uomo.

La dinamica dell'incidente è ancora da chiarire.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, Casa Bianca: “Trump vuole mantenerli al 10% per tutti”

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(Adnkronos) – "Il presidente Donald Trump è impegnato sui dazi base del 10% non solo per il Regno Unito ma per i negoziati commerciali con tutti i Paesi".Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che poi alla domanda se questi dazi sono da considerarsi permanenti anche dopo gli eventuali accordi, ha risposto: "Il presidente è determinato a continuare con i dazi di base del 10%, ho appena parlato di questo con lui". Riguardo poi alla riduzione all'80% dei dazi, questo "è un numero che il presidente ha messo avanti e vedremo quello che succede questo weekend", ha aggiunto la portavoce.

Parlando oggi al briefing dell'incontro di questo weekend in Svizzera tra le delegazioni di Washington e di Pechino, Leavitt ha spiegato che "il presidente non abbasserà i dazi unilateralmente alla Cina, dobbiamo vedere delle concessioni da parte loro.E questa è una delle ragioni per cui il segretario Bessent parlerà con loro".  Intanto in un post pubblicato su Truth Social, Trump ha celebrato l’intesa commerciale siglata con il Regno Unito, definendola "straordinaria per entrambi i Paesi".

Il presidente Usa ha evidenziato in particolare un ordine da 10 miliardi di dollari effettuato da British Airways per nuovi aerei Boeing, citandolo come prova concreta del successo dell’accordo.Trump ha poi ribadito il suo sostegno all’uso dei dazi come leva economica, affermando: "Faremo una fortuna con i dazi, solo le persone intelligenti lo capiscono". Nel messaggio, Trump ha anche attaccato la giornalista di Msnbc Stephanie Ruhle, accusandola di diffondere "bugie sui dazi" per sminuire il suo operato, definendola "neurotica ed esausta".

Il presidente ha quindi accusato la rete Msnbc di agire come "voce del Partito Democratico", invocando sanzioni fiscali contro l’emittente e il suo gruppo editoriale, Comcast.  Intanto in un colloquio telefonico, Trump e il nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno convenuto di voler porre fine "rapidamente" ai contenziosi commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea. "Il presidente Trump e il cancelliere Merz sono stati d’accordo per voler mettere fine rapidamente alle dispute commerciali”, ha dichiarato il portavoce del governo tedesco, riferendo i contenuti della conversazione. "Ho fatto le congratulazioni al presidente degli Stati Uniti per l’accordo raggiunto con il Regno Unito, un buon passo avanti.Ho però anche sottolineato che non è possibile fare lo stesso con singoli Stati membri dell’Ue.

La mia impressione è che lo abbia accettato, ne è consapevole", ha detto il neo cancelliere tedesco. "Gli ho detto che non sarebbe neppure una buona idea alimentare ulteriormente la disputa commerciale", aggiunge Merz, spiegando che Trump lo ha invitato a Washington: "Sono certo che ne parleremo ancora in futuro".Negli Stati Uniti si cominciano a percepire gli svantaggi dei dazi imposti dall'amministrazione statunitense, continua. "Dovremmo anche affrontare il tema degli standard tecnologici e del mutuo riconoscimento: spesso sono importanti quanto, se non più importanti, dei dazi in sé".    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele intercetta missile Houthi su aeroporto di Tel Aviv, stop voli Ita-Lufthansa

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(Adnkronos) – I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato un attacco con un missile ipersonico contro l'aeroporto internazionale Ben Gurion, nei pressi di Tel Aviv.L'annuncio è arrivato dal portavoce militare Yahya Saree, che ha parlato anche di un attacco con droni contro un "obiettivo vitale del nemico israeliano" nella stessa area.  
L’esercito israeliano ha confermato di aver intercettato un missile lanciato dallo Yemen, grazie al sistema di difesa aerea americano Thaad, senza segnalare danni o vittime.

Le sirene antiaeree sono suonate sia a Tel Aviv sia nel centro di Israele, nella zona di Gerusalemme.Sui social sono stati diffusi video delle persone in strada che scappano e cercano riparo.  Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha annunciato che Israele risponderà all'ultimo attacco con un missile balistico lanciato dallo Yemen. "Gli Houthi continuano a lanciare missili iraniani contro Israele.

Come promesso, risponderemo con forza in Yemen e ovunque sia necessario", ha dichiarato il ministro su X. Intanto, alla luce delle circostanze attuali, Ita Airways e Lufthansa
hanno deciso di sospendere tutti i voli da e per Tel Aviv fino al 18 maggio. "La situazione è in continua evoluzione", fa sapere Ita invitando a verificare lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto e comunicando che saranno sospesi anche i voli AZ809 e AZ815 del 19 maggio. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano Bejamin Netanyahu, per discutere degli sviluppi nella Striscia di Gaza. "Il cancelliere ha condannato nei termini più duri il brutale attacco terroristico compiuto da Hamas il 7 ottobre", ha riferito oggi il portavoce del governo Stefan Kornelius. Nel corso del colloquio, Merz ha fatto riferimento alle prossime visite in programma in occasione del 60mo anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Germania e Israele.Il presidente israeliano Isaac Herzog è atteso a Berlino domenica.

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier si unirà poi a lui nel suo rientro in Israele martedì.I due paesi hanno allacciato relazioni diplomatiche il 12 maggio 1965. L'aeronautica militare israeliana ha colpito oltre 60 obiettivi nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, tra cui terroristi, strutture militari e depositi di armi.

Lo ha reso noto l'esercito israeliano, precisando che fra le persone uccise c'è anche un terrorista colpito mentre usciva da un tunnel vicino ai soldati dell'Idf. Due soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf) sono stati uccisi e almeno altri sei sono rimasti feriti in due distinti attacchi avvenuti ieri durante i combattimenti nel sud della striscia di Gaza, secondo quanto riferito dall’esercito di Israele.Sale così a 418 il bilancio dei militari israeliani uccisi dall’inizio dell’offensiva di terra contro Hamas a Gaza e delle operazioni lungo il confine con la striscia. Gli scontri sono avvenuti nel quartiere Jenina di Rafah, in due offensive separate di Hamas che hanno causato la morte dei due soldati israeliani e il ferimento degli altri sei.

Nel primo attacco, un Rpg ha colpito un edificio provocandone il crollo parziale; nel secondo, un mezzo blindato è stato centrato da un ordigno.Hamas ha rivendicato le azioni con messaggi su Telegram, dichiarando che i suoi uomini hanno teso un’imboscata a una forza israeliana composta da 12 soldati all’interno di una casa nel quartiere Tanur, nella zona est di Rafah (adiacente a Jenina), colpendoli con due Rpg e facendo esplodere un ordigno vicino alle truppe. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Premi, l’ad di Acea Palermo tra premiati Guido Carli

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(Adnkronos) – Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea, ha ritirato oggi il Premio Guido Carli, il riconoscimento dedicato all’ex governatore della Banca d’Italia e assegnato ogni anno alle personalità che si sono distinte per il loro impegno sociale, i successi in campo imprenditoriale, oltre che per aver portato lustro al talento e alla genialità italiana nel mondo. Dopo una carriera professionale che spazia dal mondo della finanza ai settori industriali, Palermo è, dal 2022, amministratore delegato di Acea. "Ricevere questo premio – ha commentato l'ad – è un onore, un tributo soprattutto ai valori sui quali ho centrato il mio percorso professionale: la creazione di valore nelle aziende, le ricadute sulla collettività, portando sempre al centro le persone".La cerimonia di premiazione si è svolta a Roma, nella sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica.

La XVI edizione del Premio Guido Carli è stata intitolata a Papa Francesco e interamente dedicata all’impegno sociale e all’attenzione agli ultimi. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

The Couple chiude, Ilary Blasi resta in silenzio ed è polemica social: cosa è successo

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(Adnkronos) – È ufficiale: The Couple è stato cancellato in anticipo.Mediaset ha annunciato tramite una nota la chiusura ufficiale del reality game, condotto da Ilary Blasi, interrompendo bruscamente la diretta dei concorrenti in onda su Mediaset Extra.

Ma qual è stata la reazione della conduttrice che ha scatenato polemiche sui social? Ilary Blasi, dopo l'annuncio della chiusura anticipata, avrebbe eliminato – a detta dei follower – dal suo profilo Instagram
ogni traccia di The Couple e si è concessa una fuga romantica insieme al suo Bastian Muller.Sui social, la 44enne ha condiviso alcuni scatti della vacanza a Villa d'Este, uno degli hotel più esclusivi del mondo, senza dire una parola sulla chiusura anticipata dello show in cui lei era il volto protagonista.  Un modus operandi che è stato criticato dai follower: "Ma perché hai tolto tutti i post riferiti a the couple?", ha scritto un utente tra i commenti sotto a un post della conduttrice. "Mi dispiace per te Ilary, sei stata una brava conduttrice", ha scritto un altro mostrando solidarietà.

Ma non mancano gli attacchi alla conduttrice: "È bello parlare solo delle cose belle, ma perché non parlare dei fallimenti come The couple?Bisognerebbe essere onesti con se stessi".  
Francesca Barra, opinionista di The Couple insieme a Luca Tommassini, ha scelto, al contrario, di dare la sua opinione sul suo profilo Instagram: "È ufficiale: chiude The Couple e il montepremi sarà giustamente devoluto all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

Quando chiude un programma non gioisco mai (anche quando non è quello in cui lavoro) perché penso a chi ha investito e lavorato a un progetto.L’ho sempre pensato anche quando veniva licenziato qualcuno o sospeso dal suo incarico.

Per quanto riguarda me: mi ha chiamato l’azienda E ho accettato di lavorare con persone fantastiche che saluto e ringrazio.Grazie per le vostre parole, per i giudizi incredibilmente positivi e per la vostra gentilezza". The Couple, il reality game di Canale 5 dedicato alle dinamiche di coppia, si è interrotto con un gesto concreto di solidarietà di Mediaset, d’accordo con Endemol Shine Italy. "A causa della chiusura anticipata del programma -spiegano da mediaset in una nota- Mediaset ha deciso di donare direttamente l’intera cifra di un milione di euro all’Istituto Giannina Gaslini di Genova, che impiegherà la somma per realizzare un nuovo reparto di Terapia intensiva pediatrica e neonatale.

Mediaset desidera inoltre ringraziare Ilary Blasi per l’impegno e la professionalità dimostrati nel corso del progetto. "Grazie a questo eccezionale gesto di solidarietà da parte di Mediaset -spiega Andrea Moscatelli, direttore della Terapia Intensiva e del Dipartimento di Emergenza dell’Istituto Giannina Gaslini- potremo acquisire nuove dotazioni tecnologiche all’avanguardia per la nostra Terapia Intensiva, che consentiranno di rendere le cure dei bambini sempre più sofisticate, sicure ed efficaci, secondo i più elevati standard internazionali.La terapia intensiva è al servizio di tutte le specialità presenti al Gaslini, garantisce la risposta a bambini in pericolo di vita, rende possibili interventi chirurgici estremamente complessi e terapie mediche innovative.

Mediaset ha dato ai nostri pazienti un’opportunità eccezionale”. La donazione del milione di euro avverrà attraverso Mediafriends – la onlus di Mediaset, Mondadori e Medusa impegnata da oltre 22 anni in concrete iniziative solidali e di sensibilizzazione sociale – a favore dell’Istituto Giannina Gaslini tramite Gaslininsieme ETS. "Desidero ringraziare Mediaset a nome di tutto l’Istituto Gaslini per la straordinaria generosità: la donazione di un milione di euro rappresenta non solo un contributo fondamentale alla realizzazione del nuovo reparto di Terapia Intensiva Pediatrica e Neonatale, ma anche un messaggio potente di responsabilità sociale -Edoardo Garrone, presidente dell’Istituto Giannina Gaslini e della Fondazione Gaslini insieme- È un esempio concreto di come il mondo dell’informazione e dell’intrattenimento possa farsi promotore di cambiamenti reali e duraturi nella vita delle persone, a partire dai più fragili: i bambini". "Mi auguro che molte altre realtà seguano l’esempio virtuoso di Mediaset, contribuendo insieme alla costruzione del Nuovo Ospedale Gaslini, un progetto che incarna la nostra visione di una sanità pediatrica sempre più avanzata, umana e accessibile", aggiunge Garrone.Una chiusura diversa per The Couple, che lascia spazio a un gesto concreto e condiviso, nel segno dell’impegno sociale di Mediaset. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Leone XIV, a Napoli arriva il pastore del presepe dedicato al nuovo pontefice

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(Adnkronos) – Il maestro Marco Ferrigno, noto artista presepiale, è già all'opera per realizzare il pastore del papa neoeletto Leone XIV, secondo la tradizione delle antiche botteghe di San Gregorio Armeno, nel cuore di Napoli.Ogni nuovo pontefice trova posto nel presepe, rispettando i canoni dell'arte napoletana.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Papa Leone XIV non è la risposta a Trump”, parlano i cardinali americani dopo il Conclave

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(Adnkronos) –
"Papa is back.L'elezione di Leone XIV è una risposta a Donald Trump?

No".I cardinali statunitensi, connazionali di Papa Leone XIV, rispondono alle domande dei media dopo l'elezione del cardinale Robert Francis Prevost, nuovo Pontefice. "Nessuno nel Conclave ha pensato che la nazionalità di Prevost fosse un fattore", dicono in coro.   Prevost, a lungo missionario in Perù, ha sempre avuto un'attenzione particolare per i migranti. "La sua elezione in risposta all'influenza di Trump?

Non credo che la nazionalità del cardinale Prevost abbia avuto un peso", dice il cardinale Tim Dolan, arcivescovo di New York, la città di Trump. "Il Pontefice è un costruttore di ponti, come dice la parola stessa: vorrà costruire ponti con Donald Trump?Suppongo di sì, ma vorrà farlo con i leader di ogni nazione.

Tra una decina di giorni inizierà a vedere i leader da tutto il mondo, lo farà anche con il presidente degli Stati Uniti", aggiunge Dolan, che rivive con emozione i momenti della giornata storica. "C'era elettricità in piazza, nessuno fa 'drama' come la chiesa cattolica.Avete percepito l'estasi quando è arrivato l'annuncio 'habemus papam'?

Nessuno sapeva chi fosse, nessuno sapeva il nome.Ma c'era gioia pura.

Mio nipote Charlie, nato quando è stato eletto papa francesco, mi ha mandato un messaggio: "Abbiamo visto la fumata bianca, siamo tutti commossi.Siamo contenti che tu non sia Papa così torni a casa".

Anche io…", dice con ironia.  
"Ho votato, ho guardato Bob.Il suo nome era nell'aria, aveva la testa tra le mani.

Pregavo per lui, non riuscivo a capire cosa accade ad una persona davanti a una situazione del genere.Quando ha accettato, l'angoscia era sparita", ricorda il cardinale Joseph Tobin. "E' stato il mio primo conclave, spero sia l'ultimo…

Eravamo oltre 130 persone provenienti da più di 70 paesi e in 24 ore siamo riusciti a prendere una decisione superando le differenze legate a lingua, nazionalità.Questo è un messaggio per il mondo", la riflessione del cardinale Blaze Cupich. Qual è stata la 'mossa vincente' di Prevost? "Non ricordo interventi generali del cardinale Prevost nelle congregazioni, non c'è stato un discorso che abbia stupito il Conclave.

Credo che sia stato efficace nei colloqui con gruppi ristretti.Molte conversazioni sono avvenute a pranzo, nella pausa caffè", dice il cardinale Wilton Gregory, arcivescovo di Washington. "In quelle circostanze, si può parlare a gruppi meno numerosi di persone.

Io l'ho fatto una volta e con Prevost abbiamo parlato di Chicago…", dice, evidenziando che "i cardinali non hanno considerato il Conclave come la prosecuzione delle elezioni americane".  Papa Francesco in passato ha avuto posizioni nette sulle politiche migratorie adottate anche dall'amministrazione Trump. "Nel cuore e nell'anima di Leone XIV c'è la stessa libertà che c'era in Papa Francesco?Sì.

Ma è diverso chiedere se esprimerà questa libertà in modi e con percorsi diversi.Stiamo cercando qualcuno che segua la strada di Francesco, non cerchiamo una fotocopia.

E Papa Leone XIV non sarà una fotocopia", dice il cardinale Robert McElroy. "E' stato importante il modo in cui il cardinale Prevost ha parlato.Il fatto che lui sia americano non ha avuto nessun peso, in maniera sorprendente per me.

Non è stata affatto una questione chiave", dice allineandosi alle posizioni degli altri cardinali americani, che confessano anche un pizzico di sollievo per aver compiuto la missione in tempi brevi: "Com'era il cibo?E' stato un'ottima spinta a finire in fretta", la rivelazione di Dolan. "E dopo abbiamo fatto una cena incredibile", dice Tobin. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, Bozzetti: “Io alla presidenza di Fondazione Fiera Milano? Valuteremo più avanti”

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(Adnkronos) – "Io presidente?L'ho saputo dai giornali, ma comunque valuteremo più avanti".

Così Giovanni Bozzetti, docente di Turismo culturale e Sviluppo del territorio della Cattolica di Milano, a margine dell’evento 'Futuro Direzione Nord' in corso a Milano, ha risposto a chi gli chiedeva della sua possibile candidatura alla presidenza di Fondazione Fiera Milano, al posto di Enrico Pazzali, coinvolto nell'inchiesta Equalize.Parlando poi delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, Bozzetti ha detto che "non devono essere solo un effetto passivo: non dobbiamo solo accendere la torcia olimpica -ha avvertito- ma una luce su Milano, la Lombardia e l’Italia.

Dobbiamo coinvolgere i turisti, la città e gli appassionati, e acquisire la consapevolezza che possa essere candidata anche per le Olimpiadi estive, ma serve una pista di atletica.In questo momento si parla di San Siro, sarebbe una buona occasione anche per quello". "Le Olimpiadi invernali 2026 sono un’opportunità straordinaria, ma dobbiamo non solo accendere la fiamma olimpica, bensì accendere anche Milano, la Lombardia e il Paese intero, coinvolgendo i cittadini, i turisti e tutti gli appassionati di sport che arriveranno in Italia, oltre che le istituzioni, le associazioni di categoria del territorio e le associazioni culturali". "Dobbiamo coinvolgere in particolar modo anche tutto il settore dell’ospitalità (ristoranti e hotel) per realizzare un Fuori Olimpiadi, sulla falsariga di quello che già avviene per il Salone del Mobile", ha detto Bozzetti, riferendosi "ad esempio, in aggiunta alla pista di pattinaggio che già c’è e ne andrebbe prolungato il tempo di installazione, alla creazione di una pista da discesa di sci su tappetino sintetico, un anello di fondo (sempre sintetico), piste di curling, megaschermi in tutta la città su cui proiettare le competizioni olimpiche.

E ancora coinvolgere negozi e ristoranti con offerte dedicate a questo evento: vetrine e menù a tema olimpiadi.Non dobbiamo dimenticare poi i settori di cultura, design e fashion con eventi dedicati, mostre e installazioni". In sostanza – ha spiegato il docente di Turismo culturale e Sviluppo del territorio – "dobbiamo fare in modo che Milano, la Regione Lombardia e il Paese intero, diventino la luce del mondo per tutta la durata delle Olimpiadi, in modo da destare un’ottima impressione a tutti quelli che verranno all’evento, inducendoli a ritornare e innescare un volano di sviluppo economico per il territorio".  'siano slancio per candidare città anche a Giochi estivi' Le Olimpiadi invernali "devono essere il momento per far acquisire, a chi erroneamente l’ha perso, l’orgoglio di appartenenza alla città di Milano, alla Lombardia e all’Italia, e da questo orgoglio deve poi partire lo slancio per candidare Milano anche alle Olimpiadi estive", ha detto Bozzetti.  "Per raggiungere questo obiettivo – ha sottolineato – è però importante che, nell’ambito della discussione in essere dello stadio di San Siro, si pensi alla costruzione di una pista di atletica moderna e sostenibile". Infine, "prendendo in prestito le straordinarie parole di Papa Leone XIV, in occasioni di eventi e opportunità di questa caratura bisogna tenersi tutti per mano e dobbiamo ricordarci che siamo un unico popolo, che lavora unito per un obiettivo comune indipendentemente dal colore politico e dagli enti di appartenenza", ha concluso il docente di Turismo culturale e Sviluppo del territorio. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stanislao Barretta Torna Alla Casa del Padre: Addio al fondatore e Cuore Indomito di ViViCentro

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Con immenso dolore e profondo cordoglio, la redazione di ViViCentro annuncia la scomparsa del proprio fondatore, Stanislao Barretta, che oggi è tornato alla Casa del Padre all’età di 80 anni compiuti da pochissimo.

Stanislao non era iscritto all’Ordine dei Giornalisti ma possedeva una penna tagliente e uno stile inconfondibile capace di raccontare la realtà con passione e senza filtri. Ricoverato da alcuni giorni presso l’Ospedale Città di Brescia, ha combattuto con la forza e la determinazione che lo hanno sempre contraddistinto, come un leone, ma questa volta la battaglia si è rivelata impari.

Nato nella sua amata Castellammare di Stabia, terra di cui non ha mai rinnegato le origini, Stanislao ha vissuto oltre cinquant’anni della sua vita a Brescia portando con sé i colori e lo spirito della sua città natale. Prima di dedicarsi al giornalismo ha intrapreso numerose attività. Ha gestito il suo vivere quotidiano guidato sempre da un profondo senso di giustizia e dall’insofferenza verso le incompetenze.

Fu proprio da questo spirito indomito e dalla sua scelta di vivere nel centro di Brescia che nacque l’idea di fondare, insieme ad alcuni amici, l’associazione ViViCentro che trovò presto la sua espressione digitale in un blog. Quando poi la lotta alle ingiustizie e incompetenze prese una piega legale, Stanislao decise di trasformare quella semplice associazione, blog, in una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia dal nome ViViCentro (ViVere il Centro) al fianco dell’amico Francesco Cecoro già giornalista e attuale direttore responsabile.

Con il passare del tempo Stanislao, mio zio, mi ha convinto ad intraprendere la carriera del giornalismo, un modo per continuare a raccontare la sua e la mia Castellammare di Stabia, la città a cui è stato sempre legato e dove io ancora vivo. Dal mio arrivo in redazione ha sempre creduto in me e nelle mie qualità e non ha mai smesso di farlo. Se oggi sono un giornalista affermato e stimato da tanti lo devo anche a lui.

Grazie alla sua visione e al nostro impegno, ViViCentro è cresciuta, diventando una grande testata che, prima della pandemia, contava redazioni in Campania, Sicilia, Lazio, Lombardia e Veneto, dando spazio e opportunità a tanti giovani che hanno poi coronato il sogno di diventare giornalisti iscritti ai vari ordini d’Italia. Stanislao era un faro, sempre al servizio dei “novellini” delle redazioni, sempre pronto a guidarli e a credere nel loro potenziale.

Lo ricordo come un grande zio, un uomo che ha vissuto una vita a volte fuori dalle righe e dagli schemi, uno spirito libero e ribelle, con un cuore grande e un’anima indomabile. Non ha mai seguito i binari standard, ha sempre scelto quelle che agli occhi degli altri sembravano le strade più impervie, quelle dove si poteva incontrare qualche difficoltà. Ha vissuto la sua vita appieno con passione e coraggio ricevendo molto meno di quello che meritava.

In questo momento posso solo dire che, per onorare la sua memoria, continuerò questo cammino con la stessa passione e lo stesso impegno che è riuscito a trasmettermi. Posso solo dire che finché avrò la forza, ViViCentro non morirà mai, perché come diceva lui: “Dobbiamo parlare dei problemi della nostra amata città, Castellammare, ma anche raccontare delle vittorie della Juve Stabia!”.

Mi ha sempre detto ad ogni inizio di campionato: “Ti aspetto a Brescia per vedere insieme la partita con la Juve Stabia”. Lo abbiamo fatto, nel 2012, 2013 e nel 2014. Quest’anno non ha potuto, stava male, ma quando mi ha visto nel letto d’ospedale, mi ha sorriso, perché la sua Juve Stabia incontrava nuovamente il Brescia ma questa volta da favorita!

Ciao Zio, che la terra ti sia lieve.

Il tuo spirito indomito continuerà a vivere nelle pagine di ViViCentro.

Papa Leone XIV, Binaghi: “L’ho invitato agli Internazionali, a volte miracoli accadono”

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(Adnkronos) – Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, ha invitato Papa Leone XIV agli Internazionali di tennis in corso al Foro Italico di Roma. "Ho scritto una lettera al Papa per invitarlo agli Internazionali Bnl d'Italia", ha confermato.  Il neo pontefice Robert Francis Prevost è un grande appassionato di tennis.Si è definito un praticante dilettante, anche se non ha avuto molte occasioni di giocare dopo il ritorno dal Perù, in cui ha esercitato come missionario e poi come vescovo, prima di essere richiamato nel 2023 e nominato Prefetto della Congregazione dei vescovi. "Se riuscirà a venire già in questa edizione non lo so, mi sembra molto, ma chi lo sa: nella vita succedono anche i miracoli", ha detto Binaghi in una nota della Fitp. "Sapevo che Papa Leone XIV è un grande appassionato di tennis, per noi è un orgoglio.

Anche il fatto che abbiamo la nuova sede Fitp in un ex convento agostiniano, a Roma.Lo stiamo ristrutturando.

Direi, non una, ma ben due coincidenze". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Concertone 1 maggio, tre rimpatriati per violenza sessuale

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(Adnkronos) – Sono stati rimpatriati i tre cittadini stranieri accusati di violenza sessuale di gruppo durante il concerto del 1 maggio a Roma.La misura era stata richiesta dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, nell’immediatezza del fatto.  La straordinaria professionalità degli operatori della Polizia di stato della Questura di Roma e la collaborazione della vittima avevano consentito l’immediato arresto dei tre stranieri in mezzo di centinaia di migliaia di persone.

Per i tre sono immediatamente scattate le verifiche dell’ufficio immigrazione, che ha proceduto ad annullare i percorsi di regolarizzazione.I giovani infatti erano entrati in Italia con una richiesta di permesso di soggiorno per motivi di studio.

L’istruttoria immediatamente avviata si è conclusa con l’emissione del provvedimento di trattenimento del Questore presso il cpr.A seguito della convalida del giudice, nel pomeriggio di oggi, sono stati espulsi con procedura immediata e rimpatriati. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Che Dio ci aiuti 8, slittata ultima puntata per elezione di Papa Leone XIV: quando va in onda

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(Adnkronos) – Il finale di stagione di 'Che Dio ci aiuti' è stato spostato a giovedì 15 maggio, in onda su Rai 1 e Rai Play.La puntata doveva andare in onda ieri, giovedì 8 maggio, ma è slittata a causa dell'elezione di Papa Leone XIV.  A comunicare il cambio di programmazione è stato il profilo ufficiale di 'Che Dio ci aiuti' che sui social ha condiviso l'aggiornamento della nuova data. "La puntata finale di 'Che Dio ci aiuti 8', non andrà in onda per lasciare spazio alla programmazione televisiva dedicata all’elezione del nuovo Papa a cui facciamo i nostri migliori auguri.

Ma niente paura, vi comunicheremo presto la nuova data di messa in onda del finale di stagione", si legge nel post condiviso sui social poco dopo l'elezione di Papa Leone XIV.  La serie targata Rai, infatti, ha lasciato spazio a uno speciale di 'Porta a Porta' condotto da Bruno Vespa dedicato proprio al nuovo Pontefice.   Niente paura!Che Dio ci aiuti torna giovedì prossimo: "Segnate il nuovo appuntamento con il finale di stagione: ci vediamo giovedì prossimo 15 maggio su Rai1 e RaiPlay con gli ultimi due attesissimi episodi", si legge su Instagram nel profilo ufficiale della fiction italiana con Elena Sofia Ricci e Francesca Chillemi. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)