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One Health, presentato il primo ‘Global curriculum’ per professionisti

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(Adnkronos) – Un percorso formativo codificato per coniugare diversi ambiti multidisciplinari e formare esperti sull'interdipendenza tra la salute umana, quella animale e il benessere dell'ecosistema.Sono i contenuti del primo 'Global curriculum in materia One Health' italiano, un approccio fondamentale e ormai imprescindibile in un mondo dove i professionisti della medicina, della veterinaria e dell'ambiente devono collaborare per trovare soluzioni condivise.

Le linee guida per il nuovo curriculum sono state elaborate da una faculty di oltre 70 scienziati durante la seconda edizione del Forum sulla One Health che si è svolto oggi a Roma.Entrambe le iniziative sono state promosse da One Health Foundation.  "Siamo orgogliosi di presentare un documento frutto di una consensus che intende formare una nuova categoria di professionisti – afferma Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation – La One Health dovrebbe infatti interconnettere diverse discipline, ma al momento non esistono ancora delle indicazioni precise in merito al percorso formativo.

Stiamo colmando questa lacuna grazie al prezioso supporto di rinomati esperti provenienti dal mondo dell'accademia, delle istituzioni sia sanitarie che politiche, di imprenditori e rappresentanti dei pazienti.Ognuno ha fornito un contributo affinché le linee guida formative tengano conto dei molteplici punti di vista.

Fondamentale a nostro avviso deve essere il tema della prevenzione delle gravi patologie, che è possibile e soprattutto non più rinviabile".  Aggiunge il capo del Dipartimento One Health del ministero della Salute, Giovanni Leonardi: "L'approccio One Health si pone molti obiettivi, tra cui quello di garantire la sostenibilità dei diversi sistemi sanitari nazionali.In tutto il mondo molti casi di malattie sono legate a fattori ambientali il cui impatto può essere ridotto.

I corretti stili di vita possono prevenire fino al 40% dei casi di cancro e l'insorgenza di molte altre patologie come, per esempio, quelle cardiovascolari o respiratorie.Dobbiamo perciò puntare maggiormente sulla formazione di personale medico-sanitario che possa avere una visione globale della salute". Durante il forum di Roma sono stati avviati 8 tavoli di lavoro su altrettante aree tematiche di competenza. "Ogni tavolo ha contributo alla stesura del curriculum in base alle proprie competenze – spiega Giuseppe Quintavalle, direttore generale Asl Roma 1, referente rapporti istituzionali e referente Area Centro del Progetto – L'approccio One Health è relativamente recente, ma tuttavia si è evoluto in seguito ai continui progressi delle conoscenze scientifiche.

Riscontriamo anche una maggiore consapevolezza delle diverse e sempre più sofisticate interdipendenze che caratterizzano la vita sul nostro pianeta".  "Seguendo il paradigma bisogna favorire il più possibile la collaborazione interprofessionale e interdisciplinare – conclude Mauro Boldrini, vice presidente One Health Foundation – L'approccio One Health va poi comunicato in modo corretto non solo agli addetti ai lavori, ma anche all'intera cittadinanza che deve comprendere l'importanza delle interconnessioni tra ambiente, uomini e animali.E' questo uno degli obiettivi che ci siamo posti di realizzare in Italia come One Health Foundation". Nel dettaglio, i tavoli hanno riguardato: 1) Formazione (coordinatore Vincenzo Caputo); 2) Leadership e management delle organizzazioni (Giuseppe Quintavalle); 3) Comunicazione e coinvolgimento della comunità (Mauro Boldrini); 4) Principi etici (Nicla La Verde); 5) Economia e sostenibilità (Attilio Bianchi); 6) Gestione dei dati, biostatistica e informatica (Alessandro Delle Donne); 7) Networking (Rossana Berardi); 8) Ricerca (Roberto Danovaro), sotto il coordinamento metodologico di Roberto Papa. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Federpol, successo straordinario per il 68° congresso a Genova: focus su Cybersecurity e Ia

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(Adnkronos) – Con una partecipazione straordinaria e un altissimo livello di contenuti, si è concluso con grande successo il 68° Congresso Nazionale Federpol, tenutosi lo scorso 9 maggio nella splendida cornice dell’Auditorium dell’Acquario di Genova.Tema guida dell’edizione 2025 è stato 'Cyber Security e Intelligenza Artificiale: tra tutela della privacy e nuove frontiere investigative', un argomento quanto mai attuale che ha saputo coinvolgere più di 300 professionisti dell’investigazione privata, della sicurezza e dell’informazione commerciale, oltre a personalità istituzionali, accademici, esperti e relatori di livello nazionale. L’evento si è aperto con i saluti delle autorità intervenute: per il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza ha partecipato il Signor Questore Dott.ssa Silvia Burdese; in rappresentanza del Governatore della Regione Liguria, il Consigliere regionale incaricato Alessio Piana; mentre per S.E.

il Signor Prefetto di Genova Cinzia Torraco, è intervenuta la Dottoressa Raffaella Corsaro, anche l’Arma dei Carabinieri non ha mancato di contribuire con l’intervento del Comandante Provinciale Col.Alessandro Magro.

In video collegamento ha portato il proprio contributo anche l’Avv.Guido Scorza, componente dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, con un intervento denso di riflessioni su etica, privacy e utilizzo dei dati nell’era dell’intelligenza artificiale. Grande attesa e massimo interesse per l’intervento del divulgatore e comunicatore scientifico Marco Camisani Calzolari, vera guest star del congresso, che ha saputo spiegare con chiarezza e profondità i rischi e le opportunità legate all’uso dell’Ia, ricevendo il plauso unanime dei partecipanti.

Il suo intervento, come tutto il congresso, è disponibile sul canale YouTube ufficiale di Federpol.Altro elemento di grande novità: per la prima volta nella storia della Federazione, il congresso è stato trasmesso in diretta sul canale Instagram di Federpol, raggiungendo anche il pubblico più giovane e digitalizzato.

La diretta è stata condotta con grande competenza dal Vicepresidente area sud Marco Gallo, contribuendo a rendere l’evento ancora più accessibile e dinamico. Durante il congresso è emerso con forza un messaggio condiviso da tutti i relatori la tecnologia è una risorsa, ma va governata con competenza e senso critico; l’intelligenza artificiale, in particolare, è destinata a modificare profondamente anche il mondo delle investigazioni, ma non può e non deve sostituire la centralità del professionista umano. "L’intelligenza artificiale deve necessariamente convivere anche con la nostra professione, ma non deve essere lei a governare noi.Il discernimento umano, l’esperienza, l’etica e la responsabilità non sono replicabili da nessun algoritmo.

La vera sfida è usare questi strumenti con consapevolezza, senza esserne sopraffatti", sottolinea il presidente Nazionale di Federpol, Luciano Tommaso Ponzi. L’organizzazione del congresso, impeccabile sotto ogni punto di vista, grazie alla stretta collaborazione con l’esecutivo nazionale del Vicepresidente Area Nord Valerio Bottino e del Presidente Regionale Federpol Michele Scistri, ha permesso a Genova – per la prima volta nella storia della Federazione – di ospitare un Congresso Nazionale Federpol.Un successo su tutta la linea, con partecipazione altissima (taluni in piedi a inizio giornata), stampa nazionale presente, autorità di rilievo e contenuti di grande spessore.

Il 68° Congresso si è così affermato come un evento di svolta per la categoria: non solo per i temi trattati, ma per la qualità del confronto e per il forte messaggio lanciato al Paese.Con la formazione continua e la responsabilità etica, il professionista dell’investigazione privata è pronto a guidare, e non subire, il cambiamento. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, dal clima alla salute: il ruolo delle mense scolastiche

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(Adnkronos) –
La mensa scolastica si conferma baluardo quotidiano di salute e giustizia sociale. È quanto emerge dai dati della Fondazione Ecosistemi, partner scientifico del progetto europeo SchoolFood4Change (Sf4C) che ha analizzato il ruolo delle mense in 12 Paesi e 19 regioni europee, con un focus particolare sull’Italia e sulle città di Roma, Milano e Nuoro.Secondo questo studio, l'adozione di ingredienti stagionali nelle mense scolastiche, come previsto dai Criteri Ambientali Minimi (Cam), può portare a significative riduzioni delle emissioni di CO2.

Ad esempio, grazie all’applicazione dei Cam si stima che una città come Roma risparmi circa 2mila tonnellate di CO2 all'anno grazie all'utilizzo di prodotti stagionali, mentre l’adozione di alimenti biologici consente una riduzione di ulteriori 21mila tonnellate. Le mense scolastiche, se ben progettate, possono fornire un pasto sano, equilibrato e sostenibile ogni giorno, contribuendo a contrastare malattie croniche come obesità, diabete e disturbi cardiovascolari sin dall’infanzia.Nel progetto Sf4C, città come Malmö (Svezia) dimostrano che un’elevata qualità è possibile: pasti gratuiti per tutti, 89% degli ingredienti biologici e un’impronta di CO2 fortemente ridotta grazie all’incremento di piatti vegetali.

Anche Tallinn (Estonia) offre un pasto caldo gratuito per ogni studente, coperto interamente da Stato e Comune.All’opposto, in Paesi come Belgio e Ungheria, il servizio mensa è lasciato alla discrezionalità delle singole scuole, generando forti disparità di accesso e qualità.   L’Italia si distingue in Europa per l’obbligatorietà dei Cam nella ristorazione pubblica – come per tutte le gare di appalto pubbliche – un unicum normativo che rende vincolanti criteri minimi di sostenibilità ambientale e qualità nutrizionale.

Tali criteri stabiliscono, tra l’altro, che almeno il 50% di frutta, verdura, legumi e cereali serviti debba essere biologico e di stagione.Un obbligo che ha reso il modello italiano un riferimento internazionale.

Per questo le mense scolastiche sono uno strumento essenziale contro la povertà alimentare, soprattutto per i bambini provenienti da famiglie a basso reddito, i cui pasti a scuola possono rappresentare l’unica fonte giornaliera di frutta, verdura e proteine di qualità.  Il progetto Sf4C, attraverso l’analisi ambientale e nutrizionale delle mense italiane, ha rilevato punti di forza significativi: porzioni abbondanti e varie di frutta e verdura di stagione, un buon apporto di carboidrati e proteine.In questo contesto, alcune città italiane hanno costruito modelli di riferimento, capaci di coniugare eccellenza nutrizionale, impatto ambientale ridotto e accessibilità sociale.

Tuttavia, essendo la refezione scolastica gestita a livello comunale, esiste una forte eterogeneità nei modelli organizzativi, nella qualità dei menu, nell’accesso e nella sostenibilità.  La Capitale, con oltre 145mila pasti serviti al giorno, è uno dei casi più significativi a livello europeo.Il Comune ha introdotto un 'menù green' completamente vegetale una volta al mese, in linea con le Linee guida per la ristorazione scolastica e con i Cam.

Secondo la Fondazione Ecosistemi, se Roma estendesse il menù vegetale a due volte al mese, si arriverebbe a una riduzione di 130mila tonnellate di CO2 all’anno: circa 4 kg di emissioni evitate per ogni pasto servito.Non solo.

Grazie all’utilizzo sistematico di prodotti di stagione, si stima un risparmio annuo di 2mila tonnellate di CO2, mentre l’uso di ingredienti biologici certificati permette di evitare altre 21mila tonnellate di emissioni climalteranti.Un impegno ambientale che si unisce a quello educativo: le scuole romane partecipano sempre più a percorsi didattici sull’alimentazione consapevole, con laboratori su biodiversità, spreco alimentare e dieta mediterranea.  Nel capoluogo lombardo, Milano Ristorazione, società in-house del Comune, serve ogni giorno oltre 83mila pasti, con un’offerta nutrizionalmente equilibrata e ambientalmente sostenibile.

I menù sono stagionali, con elevata presenza di prodotti biologici e a filiera corta, e prevedono opzioni vegetariane e vegane giornaliere, senza bisogno di certificazione medica.La trasparenza è uno dei punti di forza: gli ingredienti sono tracciabili, i fornitori selezionati secondo criteri ambientali e sociali, e le famiglie sono coinvolte nel monitoraggio.

L’adesione al programma internazionale Cool Food Pledge ha portato Milano a ridurre del 34% le emissioni legate ai pasti scolastici tra il 2015 e il 2022, secondo il World Resources Institute.Oltre alla qualità del cibo, il servizio promuove stili di vita sostenibili: stoviglie riutilizzabili, riduzione degli sprechi, lotta al packaging in plastica.   Anche in territori meno urbanizzati come Nuoro, la mensa può diventare un volano per la filiera agroalimentare locale e per il benessere dei bambini.

In Sardegna, il Comune di Nuoro gestisce la preparazione dei pasti in cucine interne ai nidi, con distribuzione alle scuole primarie.Il menù è attento alla stagionalità, include prodotti tipici Dop/Igp, valorizza la filiera corta e rispetta le esigenze nutrizionali infantili.

Dai dati analizzati da SchoolFood4Change, emerge un’offerta equilibrata in termini di frutta, verdura e carboidrati, ma con un apporto di carne superiore rispetto alle raccomandazioni internazionali.Un eccesso che potrebbe essere corretto con maggiore integrazione di proteine vegetali, senza sacrificare gusto o tradizione.

Anche qui, la mensa non è solo cibo, ma strumento educativo e culturale, capace di riconnettere i bambini al territorio e alle proprie radici alimentari. “La mensa scolastica non è un lusso, ma un diritto fondamentale e un investimento strategico – sottolinea Sabina Nicolella, responsabile progetti e relazioni internazionali di Fondazione Ecosistemi – Può ridurre le disuguaglianze, migliorare la salute pubblica, stimolare economie locali sostenibili e contribuire alla transizione ecologica.L’Italia, con le esperienze di Roma, Milano e Nuoro, dimostra che un sistema pubblico efficiente, sano e sostenibile è possibile.

Ora è il momento di estendere queste buone pratiche a tutto il territorio nazionale ed europeo.Serve una strategia europea vincolante che imponga standard minimi su qualità, sostenibilità, accesso e trasparenza.

Ogni bambino d’Europa ha diritto a un pasto che non solo lo nutra, ma lo rispetti come persona e come cittadino del pianeta”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Garlasco, famiglia Poggi: “Si cerca attizzatoio? In casa manca solo un martello”

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(Adnkronos) – “Da casa Poggi manca solo un martello, l’attizzatoio del camino non è mai sparito dalla villetta di via Pascoli a Garlasco”.Così Gian Luigi Tizzoni, avvocato che da sempre affianca la famiglia Poggi nel processo sull’omicidio di Chiara, precisa all’Adnkronos un dettaglio sull’attizzatoio del camino che – secondo una pista investigativa – potrebbe essere l’arma del delitto del 13 agosto 2007.

Arma che si cerca da anni e che ora i carabinieri di Milano – che indagano su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima – cercano in un canale a Tromello, comune che confina con Garlasco. Tra le ipotesi maggiori è che la ventiseienne possa essere stata uccisa con più colpi alla testa probabilmente inflitti con un martello, elemento su cui convergono le perizie.Nel corso delle indagini le possibili armi si sono moltiplicate: da una stampella, alle forbici fino a una mazzetta da muratore. “La famiglia Poggi è rimasta ancora una volta basita per quanto sta accadendo – si legge inoltre in una nota dell'avvocato Francesco Compagna, altro difensore della famiglia Poggi, in merito agli ultimi sviluppi sull’inchiesta sull'omicidio – Il nostro ordinamento attribuisce alle Procure un amplissimo potere in fase di indagini ma non per questo gli inquirenti possono collocarsi al di sopra della giurisdizione ignorando quanto accertato in un giusto processo, valorizzando – a distanza di quasi 20 anni – delle ipotesi stravaganti e creando in tal modo i presupposti per una loro immediata diffusione sugli organi di stampa”.  La Procura di Pavia ha indagato per omicidio (in concorso) Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, dopo che per il delitto del 13 agosto 2007 è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere all’allora fidanzato Alberto Stasi. “Il rispetto per le persone coinvolte in una così tragica vicenda, e ora nuovamente esposte a sofferenze indicibili, richiederebbe a nostro avviso un maggior rigore nella valutazione dei dati probatori e nella tutela della riservatezza degli eventuali accertamenti ritenuti opportuni" conclude l’avvocato Compagna.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinisa Mihajlovic, il dolore della moglie Arianna: “Ho toccato il fondo e ho scelto di risalire”

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(Adnkronos) – Sono passati quasi tre anni dalla morte di Sinisa Mihajlovic, ma il ricordo dell'ex calciatore e allenatore resta vivo nel cuore di chi lo ha conosciuto e lo ha amato.Un amore che la moglie Arianna continua a testimoniare sui social, condividendo scatti del passato che la ritraggono felice e serena al fianco del compianto marito.  Tra gli ultimi post pubblicati, Arianna ha condiviso una foto in cui è abbracciata al suo Sinisa: "Ho toccato il fondo ed ho scelto di risalire", ha scritto a corredo dello scatto.

Parole incorniciate da dei cuori rossi, un'abitudine che Arianna non ha mai perso nel corso degli anni.  Ad aiutarla a "risalire" dal fondo ci sono sempre i suoi cinque figli, che Arianna ha avuto da Sinisa.Tra questi, la 26enne Virginia, secondogenita della coppia, ha commentato la foto condivisa dalla mamma: "Per sempre", ha scritto.   Sinisa Mihajlovic è scomparso il 16 dicembre del 2022 all'età di 53 anni dopo una lotta contro la leucemia, che gli era stata diagnosticata tre anni prima.

Nel 2020, lo stesso allenatore, ospite a Verissimo, aveva parlato della sua lotta contro la leucemia. "Ti passa davanti tutta la vita quando ti senti dire certe cose, i primi giorni piangevo e ridevo, poi dopo due giorni ho deciso di andare dritto per la mia strada".  E dopo la sua morte, la moglie Arianna a Verissimo aveva raccontato personalmente gli ultimi suoi giorni di vita: "Non volevo che lui perdesse la speranza, perché lui voleva vivere.Era convinto di farcela, non pensava di morire", aveva detto ospite nel gennaio del 2024. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Al-Qaeda all’incontro con Trump, chi è al-Sharaa: l’ex jihadista diventato presidente della Siria

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(Adnkronos) –
Sei mesi fa, Ahmad al-Sharaa era un jihadista con una taglia di 10 milioni di dollari sulla sua testa.Ora ha appena incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in qualità di presidente della Siria. Precedentemente noto con il nome di battaglia Abu Mohammed al-Jolani, Sharaa è stato un jihadista riconosciuto a livello internazionale fino a quando quest'anno non si è autoproclamato presidente siriano. Il suo gruppo, Hayat Tahrir al-Sham (HTS), ha guidato la cacciata dell'ex presidente Bashar al-Assad a dicembre.

Da quando è salito al potere, Sharaa ha abbandonato la sua uniforme militare per un abito elegante e ha avviato un'offensiva diplomatica per riabilitare la propria immagine e ottenere la rimozione delle sanzioni contro il suo Paese. L'HTS, che si è staccato dal Fronte Al Nusra affiliato ad Al-Qaeda, era stato designato come organizzazione terroristica dalle Nazioni Unite e dagli Stati Uniti. Il leader siriano si è impegnato a presentare il nuovo regime siriano come amichevole, inclusivo e non belligerante. A dicembre, gli Stati Uniti hanno rimosso la taglia di 10 milioni di dollari su Sharaa, in seguito alla visita di una delegazione statunitense di alto livello a Damasco. Martedì Trump ha annunciato in Arabia Saudita la sua intenzione di revocare le sanzioni alla Siria, il che, a suo dire, "darà loro una possibilità di grandezza".Ha affermato di aver preso la decisione dopo aver discusso la questione con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. L'economia siriana è stata paralizzata per anni dalle sanzioni occidentali.

Tra le più severe c'è il Caesar Act statunitense del 2019, che ha imposto sanzioni di vasta portata che hanno impedito a individui, aziende o governi di svolgere attività economiche a supporto dello sforzo bellico di Assad.La legge ha reso l'intera economia intoccabile. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Falocco (Fond. Ecosistemi): “Green Deal tutela il nostro modello produttivo”

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(Adnkronos) – “Il Green Deal non è un ostacolo per le imprese europee, ma una conferma e una tutela del nostro modello produttivo.Le regole ambientali e sociali che introduce valorizzano proprio la qualità delle produzioni italiane ed europee, storicamente basate su alti standard e su un uso efficiente delle risorse.

Storicamente l'Europa è priva di risorse naturali e ha un modello sociale di riferimento molto elevato”.  Lo ha dichiarato Silvano Falocco, direttore Fondazione Ecosistemi – Forum Compraverde Buygreen, durante il Forum Compraverde Buygreen 2025, sottolineando il valore strategico delle norme contenute nel pacchetto europeo per la transizione verde.  “Strumenti come l’Ecodesign, il greenwashing, la normativa sul cosiddetto Dnsh (Do No Significant Harm) e il Green Public Procurement servono a proteggere le nostre imprese da concorrenze sleali che non rispettano gli stessi criteri”, ha concluso Falocco. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ciafani (Legambiente): “Green Deal opportunità per Europa più competitiva”

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(Adnkronos) – “Il Green Deal europeo è stata una straordinaria intuizione da parte della Commissione europea per rendere più competitivo il Vecchio Continente.E' stato solo in seconda battuta un piano di decarbonizzazione molto demonizzato, ma se si fa tutto quello che già cinque anni fa venne inserito all'interno del Green Deal per prevedere un'indipendenza energetica e di accaparramento delle materie prime da parte del vecchio continente, questo renderà l'economia e l'industria europea molto più competitiva a livello internazionale.

Se lo si demonizza, ideologicamente, si vuole in qualche modo condannare l'Europa a dipendere dagli altri continenti e sarebbe un grave errore”.  Così Stefano Ciafani, presidente Legambiente, durante il convegno 'L’Europa forte è l’Europa del Green Deal: competitiva, rispettosa e indipendente', in occasione della due giorni di Fondazione Ecosistemi al Forum Compraverde Buygreen a Roma.  “Il Gpp continua ad essere un pezzo fondamentale dell'economia circolare, non c'è transizione ecologica senza economia circolare e non c'è economia circolare senza acquisti verdi – spiega – Purtroppo da una parte il Paese continua a fare passi, non velocissimi, ma comunque in avanti sul tema della differenziazione dei rifiuti urbani o di origine produttiva, sulla realizzazione degli impianti di riciclo, soprattutto nel centro-sud, dall'altra quello che ancora manca è l'anello fondamentale degli acquisti verdi per creare nuove opportunità a chi realizza manufatti riciclando materia che deriva dalle filiere di recupero e di raccolta differenziata".  "Questo problema si risolve solo se gli acquisti verdi diventano una priorità per le pubbliche amministrazioni, che devono essere formate e devono formare persone che su questo lavorano, perché è una materia complessa, che prevede competenze che possono essere costruite, ma se i Comuni, le Regioni, le stazioni appaltanti popolari non credono alla centralità di questa filiera industriale, si farà sempre la fatica che si è fatta in questi anni”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bonvicini (Agende 21): “Cam per un futuro sostenibile, dai Comuni alle scuole”

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(Adnkronos) – “Agende 21 da tanti anni supporta i comuni aiutandoli a redigere i Cam a livello locale e in generale le linee guida per avere un approccio sempre più sostenibile a tutti gli appalti che vengono portati in campo dalle singole amministrazioni.Due casi virtuosi sono sicuramente quello di Padova e di Lecco, in cui effettivamente sono stati promossi dei forum locali, con la partecipazione anche diretta della cittadinanza che si è iscritta e attivamente ha preso parte alle attività promosse dall'associazione”.  Così Carlotta Bonvicini, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane – assessora alle Politiche per il Clima e Mobilità sostenibile di Reggio Emilia, intervenuta al convegno 'L’Europa forte è l’Europa del Green Deal: competitiva, rispettosa e indipendente', in occasione della due giorni di Fondazione Ecosistemi al Forum Compraverde Buygreen a Roma. "Per quanto riguarda Reggio Emilia, a nostra volta stiamo cercando di applicare i Cam in tutte le politiche che portiamo avanti, in particolare gli appalti legati all'educazione e soprattutto i progetti per la mobilità sostenibile, cercando di promuovere un approccio nuovo ed integrato grazie all'introduzione dei Cam nei nostri contratti", aggiunge. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cannes 2025, effetto dress code: Halle Berry costretta a cambiare abito

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(Adnkronos) – La prima 'vittima' del rigido dress code di Cannes 2025 è un membro della giuria del festival, Halle Berry.L'attrice statunitense ha indossato un abito a strisce bianche e nere per la serata d'apertura, ma, ha ammesso in un'intervista a 'Variety', l'outfit è stata una seconda scelta. "Avevo un bellissimo abito di Gupta", ha detto, spiegando di non averlo potuto indossare perché troppo ingombrante. "Non andrò contro le regole", ha chiarito.

Poi l'attrice ha ammesso che "la parte sulla nudità è una buona regola". Le nuove regole ufficiali, diffuse dalla kermesse, relative al dress code sul tappeto rosso vietano abiti trasparenti: "Per motivi di decenza, la nudità è vietata sul tappeto rosso, così come in qualsiasi altra area del festival".Inoltre, "non sono ammessi abiti voluminosi, in particolare quelli con un lungo strascico, che impediscano il corretto flusso degli ospiti e complichino la disposizione dei posti a sedere in teatro".

Il personale addetto all'accoglienza "è obbligato a vietare l'accesso al tappeto rosso a chiunque non rispetti queste regole". Nonostante questo però c'è già qualcuno che è stato lasciato sfilare con abiti che rispondono a queste descrizioni, come Heidi Klum e Wan QianHui. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Libia, annunciato cessate il fuoco a Tripoli dopo le tensioni nella notte

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(Adnkronos) – Cessate il fuoco nella capitale libica Tripoli.Ad annunciarlo è il ministero della Difesa, come riporta il Libya Herald.  "Annunciamo l'inizio dell'attuazione di un cessate il fuoco su tutti gli assi di tensione all'interno della capitale Tripoli nel quadro della volontà di proteggere i civili, tutelare le istituzioni dello Stato ed evitare un'ulteriore escalation", si legge nell'annuncio riportato dal giornale online. Dopo la "seconda notte consecutiva" di escalation di tensioni nella città, arriva così la tregua chiesta anche dalla missione delle Nazioni Unite in Libi.

Unsmil aveva infatti espresso "profonda preoccupazione" per "l'escalation di violenza nei quartieri densamente popolati di Tripoli per la seconda notte consecutiva, che mette a rischio la vita di innumerevoli civili".  
Ieri era stato confermato un bilancio di almeno sei morti, con la notizia dell'uccisione del potente Abdelghani al-Kikli.Unsmil aveva quindi chiesto un "cessate il fuoco immediato e senza condizioni in tutte le aree abitate" perché il proseguimento delle ostilità "non farà altro che aggravare la situazione di instabilità nella capitale e in Libia in generale".

In una nota diffusa via X la Missione aveva sollecitato "tutte le parti" ad avviare subito "un dialogo serio" per "risolvere le divergenze in modo pacifico". Confermato quindi il "pieno sostegno a tutti gli sforzi per la de-escalation" e la disponibilità a mediare per "contribuire a porre fine ai combattimenti e facilitare il dialogo a tutela della stabilità e delle vite e dei beni dei libici". La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia in Libia monitorano intanto la situazione nella capitale e il ministro Antonio Tajani "ne segue l’evoluzione", quanto si legge in un messaggio sulla escalation a Tripoli postato dal Ministero degli Affari Esteri su X.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Delitto Garlasco, la storia dell’omicidio di Garlasco dall’inizio

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(Adnkronos) – Ancora un colpo di scena nelle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.Come anticipato stamattina dal Tg1, i carabinieri di Milano, su mandato della procura di Pavia, hanno svolto una perquisizione a casa di Andrea Sempio, di recente indagato per l'omicidio in concorso.  Le perquisizioni si sono svolte anche nella casa dei genitori del ragazzo e di due amici, mentre altri controlli si estendono a un canale che passa per le abitazioni a Tromello, un piccolo comune del Pavese a cinque chilometri da Garlasco, alla ricerca della possibile arma del delitto.

Una nuova svolta a quasi 18 anni dall'omicidio di Chiara.  E' il 13 agosto del 2007 quando Chiara Poggi, 26 anni, viene uccisa nella sua villetta di via Pascoli a Garlasco (Pavia). "Credo che abbiano ucciso una persona…non ne sono sicuro, forse è viva…

C'è tanto sangue dappertutto", le parole del fidanzato della vittima Alberto Stasi al 118, prima di dare l'allarme ai carabinieri.Le indagini puntano dritto sullo studente 24enne: a una settimana dall'omicidio il suo nome finisce nel registro degli indagati.

Il 24 settembre scatta il fermo: contro di lui per il pm di Vigevano Rosa Muscio c'è un quadro indiziario "grave, preciso e concordante". Per la procura il Dna di Chiara sui pedali della bicicletta bordeaux di Alberto è la "pistola fumante" dell'inchiesta.Non convincono le sue scarpe 'immacolate' che attraversano il pavimento sporco di sangue della villetta al civico 8; non convince il suo alibi – il lavoro al computer per consegnare la tesi di laurea; non convince il racconto del volto ''pallido'' della fidanzata ricoperto invece di sangue quando i soccorritori trovano il corpo senza vita.

Si indaga nella loro vita di coppia, non si tralasciano altre ipotesi, ma in via Pascoli mancano tracce di estranei e nella vita di Chiara non ci sono ombre.Per il gup Giulia Pravon gli elementi raccolti dall'accusa non bastano: dopo quattro giorni in carcere il 24enne torna a casa. Il 9 aprile 2009 nel tribunale di Vigevano, davanti al gup Stefano Vitelli, inizia il processo con rito abbreviato, che in questo caso non accorcia i tempi del processo: il giudice dispone una serie di perizie per sopperire ad "alcune significative incompletezze d'indagine": dall'analisi del computer alla 'camminata sperimentale' nessun oracolo arriva da provette o complicate analisi statistiche.

Dopo 24 udienze, il 17 dicembre 2009, il verdetto: respinta la richiesta di condanna a 30 anni di carcere, Alberto viene assolto. L'8 novembre 2011 Alberto Stasi è di nuovo in aula per il processo di secondo grado celebrato a Milano.Diversi gli elementi sui quali accusa e parte civile chiedono accertamenti: i frammenti delle unghie di Chiara, un capello nella mano della vittima, l'acquisizione della bici nera in possesso della famiglia Stasi, compatibile con quella vista da una testimone fuori da casa Poggi la mattina del delitto.

E ancora: estendere la perizia della camminata ai primi due gradini della scala che l'imputato calpesta prima di scoprire il corpo di Chiara.I giudici negano la riapertura del dibattimento e il 6 dicembre la Corte d'Assise d'Appello conferma l'assoluzione. Il 5 aprile 2013 il processo sull'omicidio di Chiara arriva in Cassazione.

Secondo il sostituto procuratore generale l'ex fidanzato è il responsabile dell'omicidio della 26enne: "Ha simulato il ritrovamento del cadavere", mentre la difesa sostiene che dalla procura arrivano "accuse lombrosiane".Assoluzione annullata e processo da rifare la decisione presa dai giudici il 17 aprile.

Occorre una rilettura "complessiva e unitaria degli elementi acquisiti" è la motivazione di una scelta che riporta indietro le lancette: Alberto deve tornare di fronte ai giudici d'appello. È il 9 aprile scorso quando Alberto torna in aula per l'appello 'bis'.I giudici della prima sezione della Corte d'Appello accolgono in gran parte le richieste dell'accusa: viene sequestrata una bici nera di Alberto, viene disposta una perizia per analizzare le unghie della vittima e il capello trovato nella mano di Chiara – nulla di rilevante emerge -, la 'camminata sperimentale' estesa ai due gradini svela che la percentuale di non sporcarsi le scarpe è quasi nulla per i periti della corte.

Dopo 14 udienze, il 17 dicembre 2014 arriva il verdetto: Alberto Stasi è condannato a 16 anni di carcere. Il 12 dicembre 2015 la Cassazione conferma la condanna definitiva per Alberto Stasi.E' lo stesso imputato a presentarsi nel carcere di Bollate, alle porte di Milano, dove sta ancora scontando la sua pena.

Da dietro le sbarre, Stasi continua a professarsi innocente. Dopo il tentativo di puntare il dito contro Andrea Sempio – amico del fratello di Chiara e risultato estraneo alla vicenda – la difesa di Stasi ricorre chiedendo al revoca della sentenza definitiva per "errore di fatto".Si lamenta una 'svista' dei giudici della Suprema Corte che nel processo d’appello 'bis' non hanno riascoltato 19 testimoni.

Una 'dimenticanza' che avrebbe compromesso la decisione.Il 28 giugno 2017 la Suprema Corte respinge la richiesta della difesa e accoglie la richiesta di inammissibilità del ricorso straordinario avanzata da accusa e parte civile.

Stasi, che si è sempre dichiarato innocente, resta in carcere.  Nel giugno 2020 la difesa di Alberto Stasi deposita una istanza di revisione della sentenza.Alcuni mesi dopo i giudici della corte d'appello di Brescia respingono la richiesta: le presunte nuove prove, presentate dal difensore l'avvocato Laura Panciroli, non vengono considerate tali dai giudici.

Il 19 marzo 2021 la prima sezione penale della Corte di Cassazione rigetta il ricorso proposto da Stasi contro la decisione della Corte di appello di Brescia.  A gennaio 2023 Stasi viene ammesso dal collegio del Tribunale di Sorveglianza di Milano al "lavoro esterno" dopo un "reclamo" contro un primo rigetto.  A marzo scorso Andrea Sempio torna sotto i riflettori per il caso.L'uomo, all’epoca dei fatti diciannovenne e amico del fratello di Chiara, tra il 2016 e il 2017 era già stato al centro di ulteriori indagini sollecitate da parte dei legali di Stasi sul Dna ritrovato sotto le unghie della vittima.

Le accuse furono poi archiviate dalla procura di Pavia.Ora riceve un avviso di garanzia per omicidio in concorso.

E viene poi sottoposto al tampone salivare, da cui verrà estratto il suo dna.E' in programma per venerdì 16 maggio in Tribunale a Pavia l'udienza per il conferimento incarico della consulenza genetica che la giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli – dopo la revoca del perito Emiliano Giardina – ha affidato alla genetista Denise Albani e al perito dattiloscopico Domenico Marchigiani. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano concede la semilibertà ad Alberto Stasi.

Si tratta di un altro passo verso la completa libertà: per il 41enne, che da tempo lavora fuori dal carcere, è sempre più vicino il fine pena (nel 2028 considerando gli 'sconti').  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner insieme alla famiglia e Binaghi in visita dal Papa

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(Adnkronos) – Jannik Sinner va da Papa Leone XIV.Il tennis azzurro, insieme alla famiglia e una delegazione della Federtennis con il presidente Angelo Binaghi, sarà ricevuto dal Pontefice.

Lo apprende l'Adnkronos. La notizia arriva all'indomani della vittoria del tennista azzurro contro l'argentino Francisco Cerundolo in due set con il punteggio di 7-6 (2), 6-3 negli ottavi del Masters 1000 di Roma.Sinner ai quarti di finale affronterà domani il vincente della sfida tra il norvegese Casper Ruud e lo spagnolo Jaume Munar. Papa Leone XIV, eletto una settimana fa dal Conclave, è un grande appassionato di tennis.

Nei giorni scorsi Robert Francis Prevost ha scherzosamente aperto all'ipotesi di giocare "una partita per le opere missionarie con Andre Agassi. È una buona idea, però non portiamo Sinner", ha detto alludendo al significato del cognome di Jannik. 'Sinner', in inglese, significa infatti 'peccatore'. Le parole del Papa sono state riportate a Sinner in una conferenza stampa al Foro Italico: "Perché mi dovete mettere in difficoltà?", ha detto l'azzurro sorridendo. "Ovviamente ho saputo in questi giorni che lui da piccolo ha giocato e penso che sia una bella cosa per noi tennisti, avere un Papa a cui piace questo sport.In futuro si vedrà", ha aggiunto.

Oggi, l'incontro.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Garlasco, dove viene cercata l’arma del delitto: videonews dalla nostra inviata

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(Adnkronos) – Ricerche della possibile arma del delitto di Chiara Poggi in corso in un canale che passa per le abitazioni a Tromello, un piccolo comune del Pavese a cinque chilometri da Garlasco.I carabinieri del nucleo investigativo di Milano, che conducono le nuove indagini sull’omicidio avvenuto 18 anni fa, hanno svolto un sopralluogo questa mattina presto.

Sul canale affaccia anche una casa disabitata della famiglia Cappa, i cugini di Chiara Poggi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Barbara Bouchet: “Ho rifiutato scene spinte perché timida. Steve McQueen? Mi aveva confinato ai fornelli”

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(Adnkronos) –
Barbara Bouchet, icona sexy del cinema italiano negli anni settanta, si è raccontata da Monica Setta a 'Storie di donne al bivio'.Tutto si può pensare dell'attrice ma non che sia una donna timida, almeno sul set.

E invece…nell'intervista che andrà in onda questa notte alle 00:55 su Rai 2, la regina della commedia sexy ha rivelato di non essere mai andata oltre "al bagno nella vasca".  "Nel 1975 rifiutai Histoire d'O che poi fece Corinne Clery perché era un film troppo spinto per me", ha detto Barbara Bouchet che di scene 'a luci rosse' ne ha rifiutate diverse nel corso della sua lunga carriera nel mondo del cinema. "Nel 1983 rifiutai 'La chiave' di Tinto Brass che poi fece Stefania Sandrelli.

Le mie commedie sexy si fermavano al bagno nella vasca, non sono mai andata oltre", ha aggiunto. Diverse le relazioni che Barbara ha avuto nella sua vita.Steve McQueen? "Ci fu una storia ma mi aveva confinato ai fornelli.

Baci, amore e poi dovevo cucinare per lui e i suoi amici", ha rivelato.E Warren Beatty? "Lo ammanettai per gioco ad una festa.

Era bellissimo ma non gli bastava una donna sola". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilary Blasi si sposa? La proposta di Bastian Muller sul lago di Como

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(Adnkronos) – Un weekend indimenticabile per Ilary Blasi.La conduttrice televisiva è stata sorpresa dal fidanzato Bastian Muller con una romantica proposta di matrimonio.

A renderlo noto è il settimanale Chi che ha immortalato la coppia durante una lussuosa gita in barca.E proprio lì, Muller si è inginocchiato per chiedere la mano della sua Ilary.  Dopo la chiusura anticipata di 'The Couple', Ilary Blasi è stata colta di sorpresa con una gita organizzata dal suo compagno.

Come fa sapere il magazine diretto da Alfonso Signorini, Muller sarebbe andato a prendere Ilary a Milano a bordo di una "Lamborghini gialla fiammante", per poi dirigersi verso "Villa d’Este e, dopo aver preso possesso della camera d’hotel, ha affittato una barca per fare un giro del lago".  Bastian avrebbe parlato, inoltre, con il capitano della barca, pianificando nei dettagli la proposta di matrimonio.Quando lui si è inginocchiato, "la Blasi aveva un'espressione sorpresa", di commozione, spiega il magazine.

Ilary lo ha baciato appassionatamente e "gli ha preso il viso fra le mani sussurrandogli la sua risposta".Un chiaro 'sì'.  La voce di un possibile matrimonio tra i due circolava da tempo, ma ora arriva la conferma più romantica.

Sebbene le nozze non siano imminenti – anche perché il divorzio da Francesco Totti è ancora in fase di definizione – Ilary Blasi si prepara a fare il grande passo: tornare all'altare per sposare il suo Bastian.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spread tra Btp e Bund sotto i 100 punti, ai minimi da 4 anni

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(Adnkronos) – Per la prima volta da settembre 2021 lo spread tra Btp e Bund decennali si 'affaccia' sotto la soglia dei 100 punti.Questa mattina il differenziale si è brevemente attestato a 99,9 punti per poi risalire a 100,1 punti.

Il rendimento del Btp a 10 anni è al momento a 3,677%. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kate principessa di stile, Meghan capace di osare: icone a confronto

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(Adnkronos) – L'emozione era palpabile, ieri, quando la principessa di Galles ha consegnato il 'Queen Elizabeth II Award for Design', uno dei premi britannici più prestigiosi nel settore della moda, allo stilista Patrick McDowell.All'interno del '180 the Strand', il centro culturale di Londra dove si è svolto l'evento, Kate indossava un abito verde oliva firmato Victoria Beckham e una camicetta bianca di seta, sfilando tra manichini e modelle che vestivano le creazioni dello stilista di Liverpool premiato.

Inevitabile il fatto che l'attenzione della stampa si sia presto spostata sulla moglie del principe William e sul suo modo di vestire, in particolar modo, dopo che Kate, nel corso della sfilata, ha mostrato interesse per una giacca su misura senza maniche, dal nome evocativo di 'giacca del Galles'.  "Mi piacerebbe molto realizzare un pezzo per lei", ha dichiarato, dopo la premiazione, McDowell, riferendosi a Catherine. "Sarebbe un sogno che si avvera".Ma quale abito potrebbe proporre, lo stilista alla principessa, perché le piaccia e rifletta la sua personalità?

Come è noto, Kate ha conquistato la simpatia di molte donne per il suo stile semplice durante il periodo di fidanzamento con William, scegliendo abiti che potrebbero permettersi tutti, senza fronzoli né look ricercati o griffati.Una tendenza che ha mantenuto con coerenza anche dopo il matrimonio, con la scelta di abiti sobri, gonne rigorosamente sotto il ginocchio, tailleur con pantaloni e tacco medio, che riflettono una personalità elegante ma anche pratica, votata più ai contenuti che all'apparenza.

A volte, a seconda delle occasioni, si è concessa variazioni rispetto al collaudato tema delle tinte unite, optando per disegni più 'fantasiosi', senza però mai eccedere in scelte che andassero oltre vestiti a pois o a quadri scozzesi.  Gli inglesi, si sa, non hanno una grande predilezione per la moda, cosa che invece avviene di più oltreoceano, fra i cugini americani.Ma su entrambe le sponde dell'Atlantico, quando si parla di Kate Middleton, si finisce sempre col far confronti con la cognata statunitense Meghan Markle.

In fatto di stile, la duchessa di Sussex, appare più 'moderna' rispetto alla principessa di Galles, più audace nell'unire la tradizione agli ultimi dettami della moda, con scelte di tonalità vivaci come il rosso e l'azzurro, che le hanno attirato consensi ma anche critiche.Insomma, anche se si dice che l'abito non fa il monaco, nel caso di Meghan, coraggiosa imprenditrice dalla forte personalità, il suo modo di vestire incarna e ne conferma, come sanno anche i muri a Buckingham Palace, il carattere determinato e indipendente.   —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La bella libertà: Spettacolo per riflettere su questo valore e ricordare una fase eroica della nostra storia

Al Teatro Supercinema di Castellammare una rappresentazione che, attraverso vari linguaggi espressivi: musica, canto, danza, recitazione, scenografie, luci e con un allestimento scenico ammaliante, ha entusiasmato il folto pubblico intervenuto.Nata da un’idea di Ciro Daino e scritta e diretta da Ferdinando Martino, “La bella libertà” è un’opera coinvolgente che ha portato sul palcoscenico una fase eroica della storia partenopea: la Rivoluzione del 1799, il sogno di una repubblica moderna e liberale.

La narrazione degli eventi si dipana attraverso le voci di cinque personaggi femminili, interpretati, in ordine alfabetico, da: Federica Caligiuri, Angelica Cascone, Anna Di Capua, Maria Donnarumma e Colomba Trombetta che sulla scena hanno fatto rivivere le idee, le opinioni, le azioni delle donne della Rivoluzione.

È storicamente accertato che esse diedero il loro contributo alla nascita della Repubblica a fianco dei propri uomini, per affermare a Napoli e in tutto il Sud gli ideali della Rivoluzione Francese, i princìpi fondamentali della democrazia, ma di molte eroine non si conosce neppure il nome.Per ricordare le martiri della Rivoluzione partenopea del 1799, l’autore ha portato in scena i personaggi di Eleonora de Fonseca Pimentel e altre due donne patriottiche che ebbero parte attiva nella Rivoluzione, Luisa Sanfelice e Francesca De Carolis Cafarelli, figure possenti che prendono vita attraverso l’intensa interpretazione di Anna Di Capua, Federica Caligiuri e Colomba Trombetta.

La loro triste sorte ha emozionato il pubblico in sala, così come la morte dei tanti giovani che furono immolati sull’altare della restaurazione.Ferdinando IV di Borbone, infatti, al suo rientro, avviò i processi contro i repubblicani e, su circa 8mila prigionieri, ne fece giustiziare 124: l’età eroica dell’Illuminismo napoletano poteva dirsi definitivamente conclusa.

“Se è venuto il tempo di rappresentare vicende di più di due secoli fa è perché il senso di questo testo è fortemente attuale ed il messaggio che intende veicolare ne fa un’opera che andrebbe vista soprattutto dalle nuove generazioni” – ha sottolineato il regista, Ferdinando Martino.

È fondamentale mantenere vivo il ricordo dei protagonisti della Rivoluzione partenopea, del loro coraggio e del loro impegno, per far capire alle future generazioni quanto sia importante lottare per gli ideali di libertà, eguaglianza e fratellanza.

Oltre al talentuoso cast di ballerini, cantanti e attori con le loro performance, a rendere l’atmosfera ancora più suggestiva, una messinscena che catturava l’attenzione, grazie a scenografie digitali, brani eseguiti dal vivo, musiche e luci evocative.Angelica Cascone e Maria Donnarumma hanno egregiamente interpretato Maria Carolina di Borbone e Lady Hamilton, bravi interpreti anche Umberto Amato, Salvatore Cipriano, Ambrogio Coppola, Ciro Daino, nelle vesti del Vescovo Bernardo Della Torre, Giuseppe Gargiulo, il trio dei cantanti Rosaria Cafiero, Angelo Irto e Amodio Somma.

 

Uno spettacolo memorabile anche grazie alle belle coreografie di Pia Tagliamonte, alla consulenza musicale di Ciro Daino, alle scenografie digitali audio, video e luci di Antonello De Simone.

Un plauso all’autore e regista de “La bella libertà”, che con la sua emozionante rievocazione, frutto di approfondite ricerche storiche, ci ha presentato gli eventi della Rivoluzione partenopea e ricordato i personaggi che ne furono protagonisti, richiamando l’attenzione su una pagina della nostra storia che non va dimenticata.

“Ma che te strilli?”, l’arbitro sbotta agli Internazionali – Video

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(Adnkronos) – "Ma che te strilli?".Alla fine, anche l'arbitro sbotta agli Internazionali d'Italia 2025.

L''effervescenza' del pubblico al Foro Italico supera i limiti e il giudice di sedia del match tra Alex Zverev e Arthur Fils non esita a rimproverare in maniera plateale il tifoso indisciplinato.Manuel Messina, giudice di sedia, interviene con tempestività quando uno spettatore urla prima di un servizio di Zverev.   "Per favore…

ma che te strilli?Prima del servizio non strillare, no?", dice l'arbitro mentre Zverev deve interrompere il movimento.

Il resto del pubblico apprezza la reprimenda di Messina e applaude. Il torneo capitolino, sin qui, è stato caratterizzato da episodi che hanno coinvolto, loro malgrado, diversi giocatori.In più di un'occasione si è assistito a condotte poco corrette da parte di spettatori – presumibilmente scommettitori – che non hanno esitato a disturbare o addirittura insultare giocatori nel corso di incontri. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)