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Fine vita, morto paziente in Emilia Romagna: era in attesa del suicidio assistito

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(Adnkronos) – Era in attesa di sottoporsi al suicidio assistito e aveva completato tutte le fasi dell’iter burocratico previsto per accedere al trattamento.La procedura però si era interrotta dopo che il Tar dell’Emilia Romagna aveva accolto la richiesta di sospensiva avanzata da Valentina Castaldini, consigliera regionale di Forza Italia.

E così il paziente è morto per cause naturali, a poche ore dalla discussione sul ricorso cautelare che il Tribunale amministrativo regionale avrebbe esaminato nella giornata di oggi.  A comunicare l’avvenuto decesso sono stati Domenico Menorello e Francesco Fersini, legali della Castaldini e di molti comitati pro-vita che si sono costituiti nel corso dei mesi.  “In udienza è stato comunicato il decesso per cause naturali del paziente che era in attesa di accedere al suicidio assistito, dunque è cessato il motivo di ricorso per quanto riguarda la fase cautelare della sospensiva“ spiegano gli avvocati, che specificano come rimanga comunque valida la richiesta avanzata al Tar affinché vengano discusse le delibere regionali che disciplinano la materia.  La richiesta di Castaldini e delle associazioni è quella di fissare una serie di linee guida e procedure omogenee per le Ausl per somministrare il farmaco che porta al suicidio assistito.Il tutto in attesa di una legge nazionale che regolamenti la materia, visto che la Regione Emilia Romagna, con le delibere approvate dalla giunta Bonaccini nel 2024 che depenalizzano l’aiuto al suicidio in specifiche condizioni, seguendo le indicazioni stabilite dalla Corte costituzionale nel 2019, si era mossa in autonomia rispetto al governo centrale.

Nel frattempo la consigliera Castaldini – anche di recente – ha sempre ribadito che il ricorso presentato al Tar trova fondamento nel fatto che il tema del fine vita sia di competenza esclusiva di una legge nazionale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Ronchi: “Circolarità è un fattore decisivo di competitività”

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(Adnkronos) – “Il Made in Italy dipende dall'import di materiali.Il 48% dei materiali che consumiamo sono importati e molto costosi, basti pensare che l'importazione di materiali come combustibili fossili, minerali, metalli e biomasse di vario genere, costa circa 500 miliardi.

Per l'Italia migliorare la circolarità non vuol dire solo riciclo, vuol dire anche ridurre gli sprechi, prolungare l'utilizzo dei prodotti, migliorare il riciclo e l'impiego di materie prime e seconde derivanti dal riciclo; quindi risparmiare materiali e usarli in modo più efficiente, è per noi un fattore decisivo di competitività”.Così Edo Ronchi, presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile, alla Conferenza nazionale 'Circolarità per il rilancio del Made in Italy', presso la Biblioteca Nazionale a Roma, durante la quale è stato presentato il nuovo Rapporto sull’economia circolare.  “Oggi abbiamo circa una decina tra regolamenti e direttive europee già approvate – dall’ecoprogettazione agli imballaggi, fino all’estensione della responsabilità del produttore e alla trasparenza informativa – che l’Italia è chiamata a recepire e attuare in modo efficace.

Questo rappresenta, a mio avviso, il primo e più urgente impegno politico che il governo deve assumere a livello centrale”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rifiuti, Pichetto su impianti: “Sfida è avere un’Italia uniforme”

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(Adnkronos) – Sul fronte del trattamento dei rifiuti "il 70% degli impianti sono al Centronord, la sfida nazionale è avere un'Italia uniforme.Perché significa quasi raddoppiare la nostra capacità di creare materia prima seconda e salubrità per i territori".

Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, nel suo intervento alla Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare dal titolo 'Circolarità per il rilancio del made in Italy', oggi a Roma presso la Biblioteca Nazionale Centrale. Per raggiungere tale uniformità "ci vuole la determinazione di tutti: ci sono ancora alcune barriere di tipo ideologico, è chiaro che io dico che ci vogliono i termovalorizzatori; io so che ci sono realtà regionali che continuano ad andare avanti con le discariche, su questo io non sono d'accordo".  "Noi non abbiamo materie prime.Il più grande giacimento che abbiamo è dato dall'immondizia, da ciò che abbiamo già utilizzato.

Bisogna ingegnarsi e trovare nuovi percorsi.Noi stiamo andando avanti con la mappatura di aree, di miniere, di luoghi dove è possibile fare estrazione di alcuni minerali critici", ricorda il ministro. "L'Italia è un paese molto sviluppato sul fronte del riciclo.

In alcuni settori siamo anche leader a livello mondiale. È chiaro che dobbiamo, man mano, anche adeguare quelle che sono le norme di individuazione, di catalogazione di ciò che oggi è rifiuto e, grazie alla tecnologia e alla ricerca, domani può essere materia prima.Non sono contrario al riuso – spiega – ma noi abbiamo un sistema che ci permette di avere il riciclo e quindi di non utilizzare più materia prima ma utilizzare il rifiuto come nuova materia prima". Non solo. "L'economia circolare in questo momento è già una gamba importante, è praticamente un settore produttivo, un settore manifatturiero, abbiamo migliaia di imprese che operano nel settore dell'economia circolare – continua – E' chiaro che producendo materia prima, l'economia circolare aiuta il sistema perché non devo andare a importarla nel mondo.

Poi ci permette anche di fare un'esperienza, di attrezzarsi verso il futuro, perché nel futuro abbiamo bisogno di tutta una serie di materie che in alcune casi chiamiamo materie critiche". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kate e la visita di Stato di Macron, cosa indosserà e cos’è il Nodo degli innamorati?

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(Adnkronos) – È passato un po' di tempo dall'ultima volta che un membro della famiglia reale britannica ha indossato una tiara.L'occasione imperdibile per Kate di rispolverare il prezioso diadema potrebbe essere, la prossima estate, la visita ufficiale di Emmanuel Macron e della moglie Brigitte nel Regno Unito.

La previsione è della rivista Tatler, che ricorda come generalmente le visite di Stato sono accompagnate da banchetti nel corso dei quali i copricapi tempestati di gioielli possono essere indossati (dopo le 17, ad eccezione dei matrimoni reali).Dunque, se il re e la regina decidessero di organizzare una cerimonia del genere in onore dei loro invitati francesi tra l'8 e il 10 luglio, questo con ogni probabilità offrirebbe alle donne della famiglia reale l'opportunità di scegliere la tiara preferita per l'occasione. 
Sarà la prima visita di Stato in Gran Bretagna per la coppia presidenziale francese, che diversamente dalla tradizione, non soggiornerà a Buckingham Palace.

Nel novembre dello scorso anno, è stato annunciato che i dignitari in visita di Stato avrebbero alloggiato al Castello di Windsor, mentre il palazzo di Londra è in fase di ristrutturazione.Proprio a Windsor si sono tenuti numerosi banchetti di Stato: la regina Elisabetta II ne ha ospitati molti e la regina Camilla ha indossato la tiara di diamanti kokoshnik per il banchetto del Qatar l'anno scorso. È possibile che Kate Middleton sia più propensa a indossare i suoi abiti e gioielli reali, considerando quanto vicino a casa potrebbe tenersi il potenziale ricevimento.  
Ma quali gioielli potrebbe scegliere di indossare Catherine?

Probabilmente il Nodo degli Innamorati, scrive Tatler.Delle 14 occasioni in cui Kate ha indossato la tiara, sono 9 le volte che la reale ha messo sul capo questo cimelio di perle, uno dei preferiti della principessa di Galles, dal grande valore sentimentale sia per lei che per il principe William.

Anche la principessa Diana, infatti, apprezzò questo gioiello, creato nel 1914 dalla Casa Garrard per la regina Mary, che si ispirò a un copricapo simile posseduto da sua nonna, la principessa Augusta d'Assia. Dopo la morte della regina Mary nel 1953, il Nodo degli Innamorati passò in eredità alla nipote, la regina Elisabetta II.Dopo aver indossato la tiara per tutti gli anni '50, si dice che la defunta regina l'abbia donata alla principessa Diana come regalo di nozze nel 1981.

Con una decisione alquanto iconoclasta, la defunta principessa di Galles scelse invece di indossare la tiara Spencer, appartenuta alla sua famiglia da decenni.Diana, tuttavia, fu presto associata strettamente al Nodo degli Innamorati, nonostante fosse così pesante da indossare che, si dice, le procurasse mal di testa. Poco dopo essersi sposata con l'allora principe Carlo, la principessa Diana indossò il Nodo degli Innamorati all'apertura del parlamento nel 1981, abbinandolo a un abito bianco e orecchini di perle pendenti durante un banchetto di Stato nel corso del suo tour in Canada nel 1983.

Tre anni dopo, nel 1986, la defunta principessa indossò il gioiello per una cena con il principe ereditario dell'Arabia Saudita.Forse il suo momento più iconico con la tiara fu durante un viaggio a Hong Kong nel 1989, quando la indossò con il suo abito di Catherine Walker che divenne noto come "abito Elvis".

Dopo il divorzio della principessa Diana dal principe Carlo nel 1996, pare che abbia restituito la tiara alla regina Elisabetta, che la conservò nei caveau di Buckingham Palace.E lì rimase, a prendere polvere per quasi vent'anni, finché Catherine, allora duchessa di Cambridge, la indossò per la prima volta durante il ricevimento diplomatico annuale del 2015 a Buckingham Palace.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Marco Di Bello dirige Juve Stabia – Palermo: Un fischietto tra alti e bassi per i Playoff di Serie BKT

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Sarà Marco Di Bello della sezione di Brindisi a dirigere la delicata sfida tra Juve Stabia e Palermo, valida per il turno eliminatorio dei playoff di Serie BKT. Una designazione importante per un direttore di gara con una carriera caratterizzata da una rapida ascesa ma anche da momenti di alterno rendimento nel massimo campionato italiano.

Arbitro internazionale, subentrato in tale ruolo a un nome pesante come Nicola Rizzoli, Di Bello è noto per il suo stile di direzione che a volte privilegia un approccio “all’inglese”, lasciando correre il gioco. Tende ad ammonire poco, ma non esita a sanzionare con il massimo provvedimento, il calcio di rigore, quando lo ritiene necessario.

La sua carriera testimonia una scalata veloce. Nato a Brindisi il 12 luglio 1981, Di Bello ha bruciato le tappe partendo dalla Serie D fino ad arrivare ai vertici. Si narra di una sua prima direzione in cui dimenticò la monetina, risolvendo la questione con un semplice gioco del “contamani” tra i capitani, come si faceva da bambini. Si è distinto in particolare per la gestione di gare “calde”, soprattutto nei playoff di Serie B. L’esordio nella massima serie risale al 12 aprile 2012, in un Bologna-Cagliari terminato 1-0.

La vita privata

Al di fuori dei campi da gioco, Marco Di Bello lavora in un istituto di credito. Sposato con Carla, conosciuta nel 2003, ha due figli e ha sempre sottolineato l’importanza fondamentale del supporto familiare per la sua carriera arbitrale. Dal 2018, come detto, ha raggiunto lo status di arbitro internazionale, un traguardo che testimonia il riconoscimento a livello globale del suo percorso.

Ora, Di Bello si appresta a dirigere una partita che mette in palio una fetta importante del sogno promozione per Juve Stabia e Palermo, e lo farà con l’esperienza maturata in anni di Serie A e B, pronto a gestire la tensione e le emozioni che solo una gara di playoff sa regalare.

Scheda completa

Marco Di Bello nato a Brindisi il 17/07/1981 Brindisi è iscritto alla sezione AIA di Brindisi. E’ stato promosso in CAN nella stagione 2011-2012 (13 anni).

In totale ha diretto tra i professionisti ben 287 gare: 115 vittorie interne, 75 pareggi e 97 affermazioni esterne con 90 rigori e 77 espulsioni

In questa stagione ha diretto 19 gare (14 in serie A, 2 in serie B, 1 in Europa League, 1 Champions League, 1 Conference League) con un bilancio di 9 vittorie interne, 4 pareggi e 6 affermazioni esterne in cui ha concesso 5 rigori e decretato 3 espulsioni.

Sono 9 i precedenti con la Juve Stabia: 3 vittorie, 5 pareggi e 1 sconfitta

13/14   Serie B Juve Stabia     2:2 Avellino (Caserta, Castaldo, Caserta, Galabinov)

13/14   Serie B Varese            2:2 Juve Stabia (Pereira, Baraye, Di Carmine (r), Bjelanovic)

12/13   Serie B Juve Stabia     1:1 Sassuolo (Berardi, Jidayi)

11/12   Serie B Cittadella        0:1 Juve Stabia (Falcinelli)

11/12   Serie B Brescia           0:0 Juve Stabia

11/12   Serie B Grosseto         0:3 Juve Stabia (Sau (2), Scozzarella)

11/12   Serie B Empoli            2:1 Juve Stabia (Danilevicius, Cardoso, Tavano)

10/11   Play-off Serie C  Benevento 1:1 Juve Stabia (Evacuo, Tarantino (r))

10/11   Coppa Italia Serie C   Carpi 1:3 Juve Stabia (Mbakogu, Corona, Bigoni, Mbakogu)

Conta invece 12 precedenti con il Palermo: 3 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte.

Gli assistenti

1° Sig. Alessandro LO CICERO della sezione AIA di Brescia

2° Sig. Khaled BAHRI della sezione AIA di Sassari

IV° uomo Sig. Daniele RUTELLA della sezione AIA di (Enna)

VAR Sig. Ivano PEZZUTO della sezione AIA di Lecce

AVAR Sig. Fabio MARESCA della sezione AIA di Napoli

Funivia del Faito, 25 indagati: c’è anche il presidente dell’Eav

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(Adnkronos) – Sono 25 le persone iscritte nel registro degli indagati per l’incidente della Funivia del Monte Faito (Napoli) nel quale il 17 aprile sono morte 4 persone. Tra gli indagati adesso figurano anche il presidente e ad dell’Eav, Umberto De Gregorio, tecnici e funzionari Ansfisa, che hanno effettuato i controlli alla funivia, e ancora referenti della società Franz Parth & Co, che si sono occupati della manutenzione e del rifacimento delle “teste fuse'”. Una di queste è stata sequestrata nei giorni scorsi, ritrovata staccata dalla cabina precipitata il giovedì Santo.  

Secondo l’accusa, sarebbe stato certificato falsamente il corretto funzionamento della funivia.  

Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso, aggiunto Giovanni Cilenti, sostituti Giuliano Schioppi e Alessandra Riccio), abbracciano gli ultimi anni di manutenzioni e controlli all’impianto di risalita che dal centro di Castellammare di Stabia collegava con quota 1131 metri. Ora gli indagati avranno modo di nominare periti di parte in vista degli accertamenti irripetibili, che prevedono anche il recupero della cabina precipitata e la rimozione in sicurezza del cavo traente.  

Funivia del Faito, 25 indagati: c’è anche il presidente dell’Eav

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(Adnkronos) – Sono 25 le persone iscritte nel registro degli indagati per l'incidente della Funivia del Monte Faito (Napoli) nel quale il 17 aprile sono morte 4 persone.Tra gli indagati adesso figurano anche il presidente e ad dell'Eav, Umberto De Gregorio, tecnici e funzionari Ansfisa, che hanno effettuato i controlli alla funivia, e ancora referenti della società Franz Parth & Co, che si sono occupati della manutenzione e del rifacimento delle "teste fuse'".

Una di queste è stata sequestrata nei giorni scorsi, ritrovata staccata dalla cabina precipitata il giovedì Santo.  Secondo l'accusa, sarebbe stato certificato falsamente il corretto funzionamento della funivia.  Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso, aggiunto Giovanni Cilenti, sostituti Giuliano Schioppi e Alessandra Riccio), abbracciano gli ultimi anni di manutenzioni e controlli all'impianto di risalita che dal centro di Castellammare di Stabia collegava con quota 1131 metri.Ora gli indagati avranno modo di nominare periti di parte in vista degli accertamenti irripetibili, che prevedono anche il recupero della cabina precipitata e la rimozione in sicurezza del cavo traente.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Osservatorio Appalti Verdi, gli acquisti sostenibili non decollano

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(Adnkronos) – Il Green Public Procurement (Gpp) avanza nella pubblica amministrazione italiana, ma resta lontano dall’essere uno strumento pienamente efficace e sistematico per guidare la transizione ecologica. È quanto emerge dall’ottavo rapporto dell’Osservatorio Appalti Verdi, promosso da Legambiente e Fondazione Ecosistemi, presentato oggi nella seconda giornata del Forum Compraverde Buygreen a Roma.  L’indagine ha analizzato 137 stazioni appaltanti – tra cui centrali di committenza regionali, enti gestori di aree protette, Asl e città metropolitane – rilevando un indice medio di performance del 71%.In testa le centrali di committenza regionali, con una media del 90%, seguite dai comuni metropolitani (79%).

In coda le Asl e gli enti gestori di aree naturali protette, entrambi al 57%.  Nonostante la diffusione dei Criteri Ambientali Minimi (Cam) nei bandi di gara 2024, il report evidenzia criticità strutturali: il 50% degli enti segnala carenze nella formazione del personale, il 48,5% lamenta difficoltà nella redazione dei bandi, solo il 32% effettua un monitoraggio sugli acquisti sostenibili, e appena il 16,5% ha nominato un referente per il Gpp, figura ritenuta strategica per garantire coerenza nell'applicazione dei Cam.  Positive invece le performance dei grandi comuni: Milano, Torino, Napoli, Bari e Roma raggiungono livelli tra il 90% e il 100% nell’attuazione del Gpp, con alti tassi anche nell’applicazione dei criteri sociali (88%) e del gender procurement (88%).Significativi anche i risultati di alcune Asl, con alta adesione ai Cam in settori come edilizia (81%), veicoli (77%) e ristorazione (75%).  Per Legambiente e Fondazione Ecosistemi, è ora necessario un salto di qualità. “Il Gpp è una leva fondamentale per la sostenibilità – dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – ma servono più formazione e competenze per colmare il divario tra norme e applicazione”.

Aggiunge Silvano Falocco, direttore della Fondazione Ecosistemi: “Ogni anno la spesa pubblica potrebbe orientare oltre 280 miliardi di euro verso obiettivi ambientali e sociali.Il Gpp deve diventare il modello di una Pa responsabile ed efficiente”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, donna morta in villa a Fregene: trovate tracce di sangue

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(Adnkronos) – Una donna di circa 60 anni è stata trovata morta in una villa Fregene, sul litorale di Roma.A chiamare i carabinieri è stato il figlio della donna che vive in un'altra porzione della villa insieme alla compagna.

Nella casa sono state trovate tracce di sangue.I carabinieri di Ostia, che indagano, al momento non escludono alcuna ipotesi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rifiuti, Piunti (Conou): “Modello del nostro Consorzio eccellenza mondiale”

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(Adnkronos) – “Un punto di partenza fondamentale è il modello.Oggi si parla di Made in Italy, ma questo nostro modello italiano del Consorzio, senza fine di lucro, il sistema di responsabilità estesa del produttore funziona benissimo e fa sì che il Consorzio degli oli minerali in Italia abbia il record in Europa.

Ci sono paesi terzi, come l'India ad esempio, che hanno mandato una delegazione per sapere come facciamo.Quindi il segreto è sì la tecnologia, ma soprattutto è il modello, che ha degli aspetti organizzativi e di gestione delle risorse economiche che sono importanti, e poi ha tutta una serie di standard e di regole di qualità che bisogna via via costruire e rafforzare”.

Così Riccardo Piunti, presidente Conou, intervenendo alla settima Conferenza nazionale sull’economia circolare promossa dal Circular Economy Network presso la Biblioteca Nazionale a Roma. "La normativa europea a noi ha dato molto poco – dice Piunti – Quella italiana ci ha dato dei punti di partenza fondamentali che però abbiamo dovuto difendere e consolidare.Abbiamo delle tabelle di controllo in ingresso e in uscita che sono il nostro supporto alla gestione della qualità".  “Se il prodotto rigenerato non ha qualità buona, non funziona e la circolarità si interrompe.

Se il prodotto rigenerato costa troppo e non c'è un meccanismo interno, come abbiamo noi, l'economia circolare non funziona – spiega – Il modello ben gestito è la chiave di successo di tutto.Il Consorzio degli oli minerali usati raccoglie oltre 180mila tonnellate all'anno di oli minerali usati, che sono la totalità, in 103mila punti di raccolta in Italia.

Queste tonnellate vanno tutte alla rigenerazione, viene scartato solo l'1,5%, che è veramente quell'olio che è così contaminato e inquinato che non può essere rigenerato.Le basi lubrificanti che si ottengono valgono un terzo del mercato italiano”.

L'olio rigenerato è qualitativamente paragonabile all'olio vergine, tanto che Piunti conclude dicendo che “nessuno di noi sa se nel motore della sua macchina c'è olio rigenerato o no”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, report Favo: “3,7 mln di pazienti siano protagonisti in reti oncologiche regionali”

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(Adnkronos) – In Italia vivono dopo una diagnosi di tumore 3,7 milioni di persone, il 6,2% dell'intera popolazione, 1 italiano su 16.Il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi e almeno 1 paziente su 4 è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può ritenersi guarito.

Per rispondere ai nuovi bisogni delle persone colpite dal cancro, la svolta è rappresentata dalla legge di Bilancio per il 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207), che sancisce in modo esplicito il principio della partecipazione delle organizzazioni dei pazienti alle funzioni strategiche del Servizio sanitario nazionale.La norma apre la strada al coinvolgimento strutturale e istituzionalizzato delle associazioni all'interno delle reti oncologiche regionali (Ror), secondo il modello delineato da Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia) insieme ad Agenas.

La Favo lo ha ricordato oggi a Roma durante la presentazione del 17° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, nell'ambito della XX Giornata nazionale del malato oncologico, promossa da Favo e dalle centinaia di associazioni federate. Il report avanza richieste precise.Perché le Ror raggiungano in tutto il Paese una piena operatività e gli obiettivi previsti anche dal Piano oncologico nazionale (Pon), sono indispensabili: la nomina e l'inizio dell'attività del Coordinamento generale delle reti oncologiche (Cro), come previsto dall'Intesa Stato-Regioni relativa al Pon del 26 gennaio 2023; la definizione e la disponibilità di adeguate risorse necessarie per lo sviluppo e l'attività delle reti oncologiche; la condivisione di una cultura e di una politica di rete, che si esplichi negli atti amministrativi e nella programmazione regionale; la messa in pratica effettiva della partecipazione delle associazioni dei pazienti.  "Con la legge di Bilancio per il 2025, le organizzazioni dei pazienti e le loro federazioni diventano parte attiva del sistema sanitario – spiega Francesco De Lorenzo, presidente Favo – La presenza delle associazioni nelle Ror grazie a Favo è ormai da anni un elemento riconosciuto come essenziale.

Vogliamo continuare la nostra battaglia per il consolidamento delle reti quale modello organizzativo capace di rispondere alle principali criticità dell'oncologia: inappropriatezza, tempi di attesa, disuguaglianze".Aggiunge Americo Cicchetti, direttore generale della Programmazione del ministero della Salute: "Quasi 1 anno fa ho avuto l'onore di annunciare l'intesa raggiunta con le Regioni per l'istituzione del Cro, uno strumento fondamentale per irrobustire il percorso di programmazione delle reti oncologiche anche in attuazione del Pon.

Dopo un (troppo) lungo percorso di revisione, sono lieto di annunciare che il nuovo Dm è stato adottato dal ministro Schillaci il 10 aprile 2025 e che a brevissimo – dopo la registrazione presso la Corte dei conti attesa a giorni – potremo convocare la prima riunione".  "La composizione del Cro – prosegue Cicchetti – vedrà al fianco del ministero della Salute, oltre ad Agenas, Iss, Aifa, agli esperti nominati dal ministro e a un rappresentante delle associazioni già individuato nel professor De Lorenzo, anche i 21 referenti responsabili delle reti oncologiche regionali.Ci dotiamo di un modello di condivisione inedito che, unitamente allo sforzo di monitoraggio dell'Agenas, rappresenterà lo strumento per programmare e coordinare al meglio gli interventi in ambito oncologico ottimizzando l'uso delle risorse a beneficio dei pazienti, delle famiglie, degli operatori e dei ricercatori in tutto il Servizio sanitario nazionale". "I bisogni dei pazienti oncologici sono in continuo cambiamento, dal punto di vista quantitativo e qualitativo – afferma Francesco Perrone, presidente Aiom, Associazione italiana di oncologia medica – Siamo passati da una fase quasi esclusivamente ospedaliera ad attività che interessano e si integrano con l'assistenza territoriale.

Una nuova organizzazione più performante per l'oncologia è richiesta anche da valutazioni epidemiologiche.La Ror è riconosciuta come il modello organizzativo più indicato per la presa in carico dei pazienti oncologici e rappresenta lo strumento più efficace per il governo e per il controllo della mobilità inter-regionale". La spesa e il volume dei ricoveri in mobilità effettiva – è stato ricordato durante l'incontro – costituiscono una quota significativa per l'Italia, con un totale complessivo di 2 miliardi di euro nel 2022. "Emilia Romagna, Lombardia e Veneto nel 2022 sono risultate le Regioni più attrattive, anche per le patologie oncologiche, assorbendo il 56% dei ricavi complessivi di mobilità attiva – evidenzia Carmine Pinto, coordinatore della Rete oncologica dell'Emilia Romagna – Se si osserva l'indice di fuga, è più alto al Sud e questo valore diminuisce procedendo verso il Nord (Sud 13,36%; Centro 10,30%; Nord 8,85%).

Uno degli elementi che può influenzare la mobilità è l'assenza di definite modalità di accesso del paziente oncologico al Ssn, con percorsi appropriati" dalla diagnosi alla riabilitazione nelle "sedi più adeguate per le specifiche prestazioni.Nel 2022, su un totale di circa 2 miliardi di euro scambiati in mobilità effettiva, più della metà ha riguardato Regioni confinanti.

E' indispensabile oggi, per permettere l'accesso a servizi di qualità ed in tempi adeguati, una migliore organizzazione e implementazione dei percorsi assistenziali, della gestione delle cronicità, dell'assistenza ospedaliera e territoriale.Tutto questo è permesso e ottimizzato nelle Ror".

Proprio "la piena realizzazione delle reti oncologiche può migliorare anche l'appropriatezza e l'approccio multidisciplinare – sottolinea Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom – La collaborazione multidisciplinare consente una visione più completa delle opzioni terapeutiche disponibili, riducendo il rischio di trattamenti inappropriati o inefficaci.L'appropriatezza prescrittiva in oncologia è anche influenzata dalla disponibilità di linee guida cliniche aggiornate e da una formazione continua per i medici.

Da anni Aiom investe grandi risorse nella stesura e nell'aggiornamento di linee guida sui principali tumori".  Nel 2024 è nata la Fondazione Sico per la formazione in chirurgia oncologica, con lo scopo di promuovere una nuova generazione di chirurghe e chirurghi altamente qualificati.Gaya Spolverato, membro del Cda della Fondazione e direttrice del programma di fellowship, sottolinea che "la mancanza di un percorso formativo in Italia e in Europa dedicato alla chirurgia oncologica rappresenta un rischio significativo per molti pazienti.

La nostra missione è colmare questo gap formativo e garantire che ogni paziente abbia accesso alle terapie più avanzate e innovative".La Fondazione, attraverso il programma di fellowship, ha creato un percorso d'eccellenza in chirurgia oncologica, della durata di 2 anni. "Vogliamo creare una rete nazionale di specialisti in chirurgia oncologica – dice Spolverato – grazie anche alla collaborazione con i principali centri di eccellenza presenti sul territorio per vedere progressi tangibili nella cura del paziente oncologico e nella qualità della sua vita". Come osserva il presidente Sitha (Società italiana di Health Technology Assessment), Giandomenico Nollo, "in questa 'nuova era dell'Hta' il coinvolgimento delle rappresentanze civiche nei processi di governance clinica assume certamente un ruolo centrale.

Il quadro normativo nazionale, in linea con il regolamento europeo per la Hta, prevede infatti l'obbligatorietà della consultazione delle associazioni dei pazienti nei processi decisionali.Agenas ha attivato una rete di portatori di interesse, inclusa la rappresentanza civica e dei pazienti, per garantire un coinvolgimento strutturato e continuo nel Programma nazionale di Health Technology Assessment (PnHta).

Per concretizzare e rendere efficace questa rilevante innovazione di sistema, è imperativo investire nella formazione specifica.A tal fine il prossimo Congresso Sihta, 'La Nuova Era della Hta' (Roma 18-20 novembre), offrirà workshop e sessioni formative".  "La legge di Bilancio per il 2025 – evidenzia Elisabetta Iannelli, segretario Favo – rilanciando il principio della partecipazione, individua uno spazio di intervento non in favore della generalità degli enti del non profit, ma circoscritto a categorie ben definite: le associazioni di pazienti, i gruppi da esse costituiti e le relative federazioni.

L'oncologia è uno degli ambiti clinici in cui l'associazionismo ha raggiunto un elevato grado di competenza progettuale, consolidando un ruolo attivo e riconosciuto nei processi decisionali.Grazie al lavoro svolto da Favo e al dialogo costante con Agenas e con il ministero della Salute, le associazioni si sono affermate come interlocutori preparati e affidabili nei processi di governance del sistema".

Il modello costruito da Favo insieme ad Agenas "può diventare una best practice per l'intero Ssn, a condizione che venga adottato con coerenza e adattato adeguatamente ad altri contesti clinici e organizzativi", conclude De Lorenzo. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, almeno 1 sigaretta per 17% adolescenti, Aiot: “A scuola prevenzione cancro polmone”

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(Adnkronos) – In Italia il 17% degli adolescenti ha fumato almeno una sigaretta nel corso della vita.In particolare, il vizio è più diffuso tra le giovani femmine rispetto ai maschi (19% vs 14%) e tende a crescere con il passare degli anni (7% tra i 13enni vs 38% tra i 17enni).

La scuola può essere il luogo dove promuovere la prevenzione oncologica che deve iniziare tra i banchi con speciali lezioni sugli stili di vita sani.Per questo l'Aiot, Associazione italiana di oncologia toracica, da 4 anni sostiene 'Respiriamo insieme', una campagna nazionale di sensibilizzazione sui tumori toracici indirizzata ai giovani studenti per aumentare la consapevolezza sui pericoli indotti dal vizio del fumo ed è indirizzata anche alle famiglie e al personale scolastico.

Ogni anno viene organizzata una sfida tra le scuole con la produzione di brevi cortometraggi, storie illustrate e opere d'arte ispirate alla prevenzione e alla lotta al tabagismo.La premiazione dei vincitori si svolge oggi con una cerimonia online.  Per le scuole primarie – informa una nota – il claim è stato 'Se smetti di fumare meno soldi dovrai sprecare' e ha previsto la produzione di un cartellone pubblicitario.

Per le secondarie di primo grado, il tema scelto è invece stato 'Meglio un panino con la porchetta che fumare una sigaretta'.Sono stati realizzati brevi spot televisivi della durata massima di 1 minuto e 30 secondi. 'Vuoi una sigaretta?

Anche no!' è stato il claim al centro della competizione per le scuole secondarie di secondo grado.Gli studenti hanno dovuto produrre un video per un flash mob.

Una commissione, formata da esperti dell'Aiot e del ministero della Salute, ha selezionato le migliori produzioni focalizzate sulle strategie per salvaguardare la salute dei polmoni.In totale i lavori prodotti dagli studenti sono stati 20 (6 elementari, 12 medie e 2 licei).

I vincitori sono stati: Elementare – IC Castel Frentano, Plesso Sant'Eusanio del Sangro (Chieti), classe 4a C; Scuola secondaria I grado – IC Bagnoli, San Pietro in Casale (Bologna), classe 2a F; Scuola secondaria II grado – Liceo Alfano I, Salerno, classe mista sezione coreutico.I vari elaborati dei ragazzi sono consultabili online (oncologiatoracica.it).  Durante l'intera campagna è stato distribuito del materiale scientifico-divulgativo.

Inoltre, in alcune classi, sono stati organizzati incontri di approfondimento della patologia con un oncologo.  "Tra i tumori toracici quello al polmone è di gran lunga il più diffuso e rappresenta la neoplasia con la più alta mortalità al mondo – sottolinea Filippo de Marinis, presidente Aiot e direttore dell'Oncologia toracica dello Ieo, Istituto europeo di oncologia di Milano – Causa ogni anno circa 1,8 milioni di decessi, di cui oltre 35mila si verificano solo in Italia.E' una malattia di cui si parla ancora troppo poco ed è spesso vissuta dai pazienti come un tabù e con lo stigma del tumore incurabile.

Nel 20% dei casi interessa persone che non hanno mai fumato in vita loro".Ciò nonostante, "il tabagismo ne costituisce il più rilevante fattore di rischio – continua de Marinis – Per tutti questi motivi abbiamo deciso, per il quarto anno di fila, di avviare la nostra consueta campagna.

E' un'iniziativa che intende aiutare gli studenti a riflettere, in maniera critica e creativa, sul ruolo fondamentale della prevenzione".  Aggiungono Ilaria Attili e Carla Corvaja dell'Oncologia toracica Ieo: "E' un tumore che presenta un forte impatto sulla popolazione dei Paesi industrializzati.La sua incidenza tende a incrementare con l'aumentare dell'età e oltre un terzo di nuovi casi è diagnosticato in persone con più di 70 anni.

Tuttavia la prevenzione deve iniziare da giovanissimi, soprattutto tenendosi alla larga da un'abitudine pericolosa e ancora sottovalutata come il tabagismo.E' ampiamente dimostrata la strettissima correlazione tra le neoplasie polmonari e le sigarette.

I forti fumatori hanno un rischio 60 volte superiore ai non fumatori di sviluppare la malattia".Non solo prevenzione. "Abbiamo voluto incentivare una corretta informazione anche verso un gruppo di malattie oncologiche su cui persistono molti luoghi comuni – evidenzia Rossella Spinetti, tesoriere Aiot – Le terapie disponibili si sono evolute nel corso degli anni e abbiamo ottenuto risultati importanti, anche in termini di sopravvivenza.

E' poi molto importante avere diagnosi il più possibile precoci e cioè quando la malattia è potenzialmente guaribile.Questo potrebbe teoricamente portare ad una significativa riduzione dei tassi di mortalità". La scuola "può essere davvero un luogo dove insegnare alle nuove generazioni anche le più basilari regole della prevenzione – prosegue Maria Costanza Cipullo del ministero dell'Istruzione, referente per l'educazione alla salute e alla legalità – La grande innovazione della campagna è rappresentata proprio dal duplice obiettivo che si pone.

Da un lato, infatti, vuole istruire giovani e adulti attraverso le qualificate raccomandazioni degli esperti medici.Dall'altro intende favorire la creatività degli studenti, coinvolgendoli in fantasiose produzioni artistiche e multimediali".

Conclude Walter Dicorato, Medical Unit Leader di Roche Italia: "Anche quest'anno abbiamo sostenuto con grande piacere l'iniziativa nazionale di Aiot.Sensibilizzare l'intera popolazione ai temi della salute è sempre più importante in una società, come quella italiana, che invecchia velocemente.

E' chiaro che dobbiamo puntare sui giovani se vogliamo ridurre il peso e l'impatto di malattie pericolose come i tumori toracici.Coinvolgere le scuole in questo genere di iniziative è a nostro avviso la strategia vincente per incentivare la prevenzione". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mani specchio di età e cattive abitudini, ecco come prendersene cura

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(Adnkronos) – Guanti, creme idratanti, no al contatto con detersivi e prodotti aggressivi e sempre protezione solare: le mani parlano di noi e vanno protette.Rivelano le cattive abitudini e soprattutto l'età, anche se in generale c'è poca attenzione a prevenire e a correggere i segni dell'invecchiamento e del photo-aging, come spiega Loredana Cavalieri, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, consigliere della Società italiana di medicina estetica (Sime), alla presentazione – oggi a Roma- del 46esimo Congresso Sime 'Healthspan versus Lifespan'.  "Tra i migliori alleati della bellezza delle mani – sottolinea Cavalieri – ci sono i guanti, che vanno indossati dentro e fuori casa.

Non solo per proteggere le estremità dal freddo e dal vento, evitando shock termici.Ma anche quando si fanno le pulizie in casa è bene indossare guanti protettivi per prevenire possibili dermatiti e reazioni allergiche da saponi, disinfettanti, sgrassatori o prodotti acidi molto aggressivi.

Nella routine cosmetica diurna non bisogna ricordare di applicare creme idratanti e protettive".Subito dopo il viso, le mani sono la parte del corpo più foto-esposta. "Mai dunque uscire di casa – raccomanda l'esperta – e non solo nella bella stagione, senza aver applicato una crema con filtro solare anche sulle mani".  La sera, prima di coricarsi, prosegue Cavalieri, "un velo di crema idratante nutrirà e idraterà la pelle delle mani durante la notte.

Importante infine non stressare le unghie.Attenzione agli smalti semipermanenti o permanenti che possono alterare la superficie ungueale, danneggiandola e dando reazioni allergiche anche importanti".

Le macchie solari o dell'anziano (o lentiggini solari senili), rimarca ancora l'esperta, "fanno tanto mani agée e possono anche essere il preludio di ipercheratosi, se non addirittura di tumori cutanei sul dorso delle mani.Le macchie possono essere corrette con cosmetici attivi come la vitamina C, il retinolo e altre sostanze; queste vanno sempre prescritte in modo adeguato e monitorate dal medico per sorvegliare eventuali intolleranze o infiammazioni, legate ad un uso improprio o eccessivo, intervenendo subito se necessario con una cosmetica riequilibrante".  Per cancellare le macchie dell'età, illustra Cavalieri, "si può ricorrere anche al laser.

Un aiuto può venire anche dai peeling chimici che rimuovono gli strati danneggiati e stimolano il rinnovamento cellulare.Entrambi questi trattamenti vanno però rimandati all'autunno o all'inverno, quando ci si espone meno al sole".

Col passare del tempo, oltre alla cute, anche gli strati di tessuto adiposo delle mani vanno incontro a un assottigliamento progressivo. "A livello delle mani – ricorda l'esperta – sono presenti tre strati di tessuto adiposo (superficiale, intermedio, profondo), ma con l'età il loro spessore si riduce progressivamente, mettendo così in evidenza vene, tendini e ossa.E' possibile però intervenire con terapie di ringiovanimento, che mirano al ripristinare i volumi persi".  Molto efficace per il dorso delle mani "è l'impiego di tessuto adiposo autologo che, oltre ad essere volumizzante, ha anche un effetto rigenerativo.

In alternativa si può utilizzare l'acido ialuronico.Buoni risultati si hanno anche con l'idrossiapatite di calcio iper-diluita che ha un effetto volumizzante e ristrutturante.

Fondamentale sottolineare" per Cavalieri "che il medico che si approccia a queste terapie di ringiovanimento deve avere una conoscenza approfondita dell'anatomia delle mani, per non danneggiare strutture quali vene, arterie e terminazioni nervose; è necessario dunque conoscere molto bene il piano dove andare a fare le infiltrazioni e la tecnica da impiegare". L'ipersudorazione (iperidrosi) del palmo delle mani e dei polpastrelli, poi, è un disturbo tanto frequente quanto invalidante per chi ne soffre; può creare complessi e disagi fino al punto da compromettere la vita sociale o lavorativa.Un disturbo spesso collegato e potenziato da fattori emotivi: la paura di un'eccessiva sudorazione peggiora ulteriormente il problema. "Un impiego sapiente della tossina botulinica, adeguatamente diluita – conclude Cavalieri – blocca questo circolo vizioso, permettendo al paziente di gestire meglio il suo stato d'ansia e di ottenere una riduzione della sudorazione.

Si tratta di un trattamento delicato, da affidare ad un medico esperto perché prevede anche un'anestesia loco-regionale a livello del polso (altrimenti sarebbe eccessivamente doloroso).La durata dell'effetto è di 6-8 mesi e il trattamento è ripetibile". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al via Bar dating promossi da Heineken per incoraggiare giovani a scoprire nuovi locali

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(Adnkronos) – In collaborazione con Heineken In un’era in cui anche le relazioni passano dallo smartphone e i match avvengono con uno swipe, trovare nuove connessioni autentiche – e nuovi luoghi dove viverle – può non essere così semplice.Per continuare a incoraggiare i giovani a uscire dalla propria comfort zone e a lasciarsi conquistare da nuovi bar, per una vita sociale più ricca e appagante, dopo il lancio della web app Bar dating, Heineken promuove a Milano gli eventi Bar dating, con l’obiettivo di offrire ai partecipanti l’opportunità di scoprire nuovi locali, divertirsi e socializzare in modo originale.

Dopo il successo del weekend romano, Milano accoglie le prossime serate: due appuntamenti speciali, venerdì 16 e sabato 17 maggio, in quattro locali iconici della città con ospiti speciali, tra cui Tommaso Zorzi, ambassador d’eccezione dell’iniziativa, che sarà presente il 16 maggio al Bar Magenta per un evento imperdibile. Secondo una recente ricerca promossa da Heineken, i giovani italiani amano l’idea di scoprire luoghi e persone nuove, ma nella pratica tendono a rifugiarsi nella comfort zone della solita routine.Oltre 7 giovani su 10 (73%), infatti, dichiarano di tornare sempre negli stessi locali quando escono con gli amici, nonostante il 49% dica di amare la varietà e il desiderio di esplorare nuove connessioni.

Il risultato? 1 giovane su 2 (50%) percepisce che la propria vita sociale non è così appagante e dinamica come vorrebbe e il 20% ammette che manca quella 'scintilla' alle proprie serate.Ma c’è voglia di cambiare.

I 18-34enni sanno bene come le app di dating abbiano rivoluzionato il mondo degli incontri, tanto che il 58% vorrebbe scoprire nuovi locali esattamente come fa con gli appuntamenti: con uno swipe.Non a caso, il bar si conferma come il posto preferito per fare nuove conoscenze e ravvivare anche la propria vita sentimentale.  “Sappiamo – commenta Michela Filippi, marketing director di Heineken Italia – che i giovani italiani si sentono spesso bloccati nella loro bolla sociale, dove anche scoprire un nuovo bar – che dovrebbe essere la cosa più semplice al mondo – può rivelarsi complicato.

Indecisione e opinioni contrastanti li portano a tornare sempre negli stessi posti, con le stesse persone.Con gli eventi Bar dating vogliamo aiutare i giovani a scoprire nuovi locali, vivere nuove esperienze e uscire dalla propria comfort zone.

Non significa dover dire addio al proprio locale preferito, ma semplicemente esplorare di più per una vita sociale più stimolante ed appagante”.Tommaso Zorzi, conduttore tv e digital creator e ambassador d’eccezione della campagna Bar dating, aggiunge: “E' ora di iniziare a 'uscire' con più bar e a esplorare cose nuove!

Restare fedeli alle solite abitudini è rassicurante, ma diciamolo: la monotonia non fa scintille.Come in ogni relazione, il segreto sta nell'introdurre un po' di novità e quel pizzico di pepe in più necessari a rendere le cose più eccitanti e stimolanti.

Heineken, in modo giocoso e irriverente, ci invita a fare proprio questo: sperimentare, sovvertire la routine, cambiare scenario, lasciarci conquistare dall’inaspettato, partendo proprio da una “relazione aperta” con il nostro bar storico.Perché più ci apriamo al nuovo, più ci divertiamo… e le esperienze migliori nascono proprio quando smettiamo di giocare sul sicuro.

E vi dico una cosa: io adoro scoprire posti nuovi, perché è lì che si trovano le sorprese più belle!". Per invitare i consumatori più giovani a vivere serate diverse dal solito, uscire dalla routine e ampliare le proprie cerchie sociali, Heineken® dà il via anche a Milano agli eventi Bar dating, promettendo esperienze uniche con attività coinvolgenti e imperdibili.Nella capitale lombarda, gli eventi si terranno venerdì 16 e sabato 17 maggio: si parte con la prima serata al Bar Magenta al Deseo (a partire rispettivamente dalle ore 18 e 21), mentre la seconda sarà al Cantiere e all'11Clubroom (a partire rispettivamente dalle ore 21 e 22).

Gli eventi Bar Dating saranno l’occasione perfetta per celebrare questi luoghi simbolo della socialità: molto più di un semplice posto dove bere qualcosa, i bar sono da sempre crocevia di incontri, storie e relazioni.Che sia per una birra, una serata divertente con gli amici o un appuntamento, il bar continua a essere il posto dove succedono le cose che contano e, oggi più che mai, il cuore pulsante della vita sociale di Gen Z e Millennials.  In programma diverse attività in cui i consumatori verranno coinvolti, con la possibilità di ricevere gadget originali e trascorrere una serata in cui sperimentare esperienze diverse, esplorando nuovi locali e lasciandosi conquistare dall’inaspettato… partendo proprio da una “relazione aperta” con il proprio bar storico.

Perché, ammettiamolo: la routine è rassicurante, ma anche un po’ monotona, quindi perché non concedersi una “relazione aperta” e iniziare a frequentare nuovi bar? Per scoprire tutti i bar aderenti e partecipare agli eventi Bar Dating di Heineken® è possibile registrati nella sezione dedicata agli eventi su bardating.heineken.com.Di seguito le serate Bar Dating di Heineken a Milano: venerdì 16 maggio 2025, ore 18, Bar Magenta; venerdì 16 maggio 2025, ore 21, Deseo; sabato 17 maggio 2025, ore 21, Cantiere; sabato 17 maggio 2025, ore 22, 11Clubroom. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neonati sepolti e uccisi a Parma, Chiara Petrolini ai domiciliari: ecco perché, motivazioni Cassazione

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(Adnkronos) – “I fatti di interesse processuale si sono svolti in presenza di condizioni non più presenti né ripetibili”, scrivono i giudici della prima sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 25 febbraio hanno confermato gli arresti domiciliari per Chiara Petrolini, che allo stesso tempo dimostra "una elevatissima capacità mistificatoria ed una non comune determinazione criminale".La ragazza è accusata di omicidio e soppressione di cadavere in relazione al ritrovamento dei corpi dei suoi due neonati partoriti e subito dopo seppelliti nella villetta di famiglia a Vignale di Traversetolo, all'insaputa di famiglia e fidanzato.  I supremi giudici con la sentenza del febbraio scorso hanno annullato con rinvio per un nuovo giudizio l’ordinanza emessa dal Tribunale del riesame di Bologna che, in accoglimento dell’appello della procura, aveva disposto la custodia in carcere al posto degli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

Sulla vicenda dovranno esprimersi nuovamente i giudici del Riesame.  "Chiara Petrolini – si legge nelle 14 pagine delle motivazioni – ha potuto commettere i gravissimi reati che le sono ascritti in quanto ella è stata capace di instaurare e coltivare una ricca ed articolata vita di relazione ed affettiva che in regime di arresti domiciliari le sarebbe, invece, giocoforza inibita’’.Per i supremi giudici, "in altre parole, la concretezza della possibilità che Petrolini conosca qualcuno che, come avvenuto con Samuel Granelli, padre di entrambi i bambini deceduti ed a lei legato per anni, riceva in casa ed insieme al quale procrei altri figli per poi ucciderli e sopprimerne il corpo, deve essere saggiata in diretto rapporto alle restrizioni connesse alla detenzione domiciliare che, per quanto consta, non comporta, nella fattispecie, la facoltà di allontanamento, anche temporaneo, dall'abitazione’’. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Saipem, passo avanti nella realizzazione di uno dei più grandi impianti per la produzione di urea in Australia

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(Adnkronos) – Uno degli impianti più grandi al mondo per la produzione di fertilizzanti a base di urea, a cui sta lavorando in Australia Saipem, in joint venture con Clough, ha raggiunto un traguardo significativo con l’arrivo dei primi moduli presso il sito di Karratha, in Australia Occidentale appunto, dove verrà realizzato.Questi moduli sono stati fabbricati presso lo stabilimento Saipem di Chennai, in India.

L’impianto di urea, una volta realizzato, avrà una capacità produttiva di 2,3 milioni di tonnellate all’anno e prevede la fabbricazione e la fornitura di oltre 100 moduli di processo, oltre a rack di tubazioni, per un totale di circa 62.000 tonnellate.Tra i moduli forniti, il più grande misura 16 metri di larghezza, 42 metri di lunghezza e 33 metri di altezza, mentre il più pesante pesa 2.700 tonnellate metriche.

Il Progetto Ceres, così è il nome dell’impianto, verrà realizzato per conto di Perdaman Chemicals and Fertilisers e utilizzerà tecnologie d’avanguardia per la trasformazione del gas naturale prima in ammoniaca, tramite la tecnologia SynCor Ammonia di Topsoe – destinata a renderlo il più grande impianto al mondo su singola linea – e poi in urea, grazie alle tecnologie proprietarie Snamprogetti di Saipem.L’impianto è pensato per raggiungere un’elevata efficienza energetica e ambientale, con l’obiettivo di essere net carbon zero entro il 2050. In un momento storico in cui – secondo la Fao – oltre 800 milioni di persone affrontano quotidianamente la fame e oltre 3 miliardi non hanno accesso a una dieta sana, garantire una produzione affidabile e sostenibile di fertilizzanti è una condizione essenziale per rafforzare la sicurezza alimentare globale.

Progetti del calibro di Ceres, che coniugano capacità industriale, innovazione e visione ambientale, si inseriscono in modo concreto tra gli strumenti strategici per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare il Goal 2 “Zero Hunger”. L’arrivo dei primi moduli del Progetto Ceres segna non solo una tappa fondamentale per uno degli impianti di urea più ambiziosi al mondo, in grado di contribuire alla sicurezza alimentare, ma si inserisce anche in una lunga sequenza di successi tecnologici e operativi che da decenni contraddistinguono l’esperienza di Saipem nei progetti complessi e ad alta intensità ingegneristica.Dai grandi impianti chimici all’offshore estremo, dalla perforazione record alla logistica modulare globale, i traguardi innovativi raggiunti da Saipem partono da lontano.

Già nel 1961 Saipem segna un traguardo storico con la prima piattaforma di produzione petrolifera in Europa, curandone la fabbricazione, il lancio e l’installazione nel campo di Gela, al largo della Sicilia.L’anno successivo, contribuisce all’innovazione nella produzione di fertilizzanti, sviluppando nei laboratori di San Donato Milanese il primo brevetto della tecnologia urea Snamprogetti, incentrata sul riciclo di anidride carbonica e ammoniaca. Nel decennio successivo, l’azienda continua a spingersi oltre i limiti tecnologici, realizzando nel 1971 il pozzo offshore più profondo d’Europa, Ernesto 1, a 6.173 metri nel Mare Adriatico, e appena un anno dopo stabilisce un primo record nell’installazione di oleodotti offshore, posandone uno a 130 metri di profondità al largo di Gaeta.

In meno di dieci anni, quel limite viene ampiamente superato con la posa di un oleodotto a 560 metri al largo della Sicilia.Pochi anni più tardi inoltre, nel 1984, Saipem realizza il pozzo onshore più profondo d’Italia, raggiungendo una profondità record di 7.810 metri.

Gli anni 90 vedono Saipem protagonista di nuove sfide, come la progettazione per Petromin Petrola a Rabigh, in Arabia Saudita, uno dei più grandi impianti al mondo per la distillazione atmosferica del petrolio grezzo su un unico treno, con una capacità di 325.000 barili al giorno.Nel 1998, viene stabilito un nuovo record mondiale di profondità con il pozzo Madonna Taz Zeit a Gozo, Malta, perforando fino a 8.012 metri con un impianto da 2.000 hp. L’ingresso negli anni 2000 porta risultati ancora più ambiziosi, come l’installazione della torre J-lay sulla nave Saipem 7000 nel 2001, in grado di portare a termine la posa del gasdotto Blue Stream a 2.150 metri di profondità nel Mar Nero, così da aprire la strada a progetti sempre più ambiziosi in acque profonde.

Tre anni dopo, Saipem realizza il sollevamento più pesante al mondo in posizione ancorata, movimentando 12.150 tonnellate per la piattaforma Sabratha, nell’offshore della Libia.Sempre nello stesso anno completa il gasdotto Greenstream, che collega Mellitah, in Libia, a Gela, in Sicilia, attraverso un tracciato di 516 km: ancora oggi il gasdotto sottomarino più lungo mai posato nel Mediterraneo, nonché una delle sfide ingegneristiche più complesse affrontate da Saipem.

Un ulteriore chiaro esempio è il record stabilito da Saipem nel 2005 nel campo dell’industria chimica con il progetto Omifco in Oman, avendo completato il primo avviamento delle unità di fusione dell’urea e di granulazione in appena 24 ore.Il primo processo di produzione di ammoniaca per i due treni è stato infatti avviato in tempi straordinariamente rapidi: 18 giorni per il Treno 1 e 12 giorni per il Treno 2 dall’introduzione del gas naturale nel trasformatore principale, dimostrando ancora una volta l’efficienza e l’affidabilità delle tecnologie sviluppate da Saipem nel settore della produzione di fertilizzanti. Negli anni successivi, l’azienda continua a battere record su record, vagliando nuove frontiere del settore delle infrastrutture e delle nuove tecnologie, completando con successo nel 2015 la prima ferrovia negli Emirati Arabi Uniti, un segmento chiave della rete ferroviaria nazionale destinato al trasporto di zolfo granulato dai giacimenti di gas di Shah e Habshan fino al porto di Ruwais.

Questo progetto pionieristico ha stabilito un nuovo modello per l’infrastruttura ferroviaria nella regione.Tra il 2016 e il 2020, Saipem firma un altro primato mondiale nel campo delle infrastrutture per l’energia sostenibile con il primo parco eolico flottante al mondo, il progetto Hywind in Scozia, per Equinor.

Il lavoro comprende il sollevamento e il montaggio di cinque turbine offshore flottanti, ognuna capace di generare sei megawatt di potenza, segnando un passo cruciale per l’energia rinnovabile e rendendo possibili progetti anche in aree con condizioni meteorologiche estreme e venti ad alta intensità. Nel 2017, prende parte allo sviluppo del giacimento Zohr, la più grande scoperta di gas mai effettuata nel Mediterraneo e in Egitto, gestendo le fasi di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione.Anche per questo progetto Saipem ha raggiunto un importante traguardo con la realizzazione del progetto in fast track: appena 17 mesi tra l’avvio dei lavori e la produzione, una tempistica senza eguali nel settore petrolifero e del gas. L’anno seguente, Saipem ha realizzato la prima e unica tecnologia esistente al mondo in grado di sigillare un blowout di un pozzo sottomarino quando l’accesso verticale diretto non è possibile.

Si tratta dell’Offset Installation Equipment (Oie), realizzato per un consorzio di major petrolifere a seguito dell’incidente di Macondo, che si trova attualmente presso la base Saipem di Trieste, dove viene mantenuto in efficienza in modo da assicurare la pronta disponibilità all’impiego in caso di emergenza.Saipem gestisce un team di personale addestrato all’uso del sistema che può operare in maniera efficiente in caso di sversamento.

Nello stesso anno, inoltre, Saipem ha realizzato la prima installazione italiana di pipe-in-pipe con trivellazione orizzontale direzionale (Hdd) in un’area urbanizzata, completando un attraversamento di 750 metri a Cornegliano Laudense per il progetto Italgas Storage, dimostrando così l’elevata precisione e affidabilità della tecnologia Hdd in contesti complessi e consentendo la posa della condotta senza impatti significativi sul territorio circostante. Il 2019 per Saipem segna un decisivo cambio di passo con tre importanti traguardi tecnologici, confermando la propria leadership in ambito offshore, onshore e nelle infrastrutture sottomarine.In Bolivia, l’azienda ha completato il pozzo onshore più profondo mai realizzato in Sud America, perforando fino a 7.963 metri con l’impianto Rig PTX27.

Nel Golfo del Messico, la nave Saipem 7000 ha stabilito il record di sollevamento più pesante nella regione, movimentando 11.100 tonnellate in un’unica operazione.Infine, con il progetto Berri Downstream, sviluppato in collaborazione con Saudi Aramco, Saipem ha segnato un nuovo primato nella trazione di pipeline sulla riva, dimostrando ancora una volta la sua capacità di gestire operazioni complesse in ambienti estremi.

Questa lunga serie di traguardi testimonia la capacità di Saipem di saper anticipare le sfide del settore, e la propria capacità di trasformare ogni progetto in un’opportunità per ridefinire i limiti dell’ingegneria.Dai fondali oceanici alle grandi infrastrutture, passando per le energie rinnovabili e le tecnologie di sicurezza, l’azienda ha saputo affermarsi come pioniere in contesti sempre più complessi.

Ogni record raggiunto non rappresenta solo un traguardo, ma un punto di partenza per nuove sfide, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni sempre più sostenibili, efficienti e all’avanguardia in grado di riconfermare Saipem come leader globale nel campo delle infrastrutture energetiche. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Monza, 14enne investita e uccisa da un treno a Cesano Maderno

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(Adnkronos) – Una ragazza di 14 anni è stata investita da un treno ieri verso le 19.20, in prossimità del passaggio a livello di Corso Libertà, a Cesano Maderno, in provincia di Monza e Brianza.  Intervenuti sul posto i soccorsi non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della 14enne.Sul posto anche vigili del fuoco e personale delle forze dell'ordine. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, “ondata di attacchi israeliani nella Striscia: almeno 82 morti”

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(Adnkronos) –
Almeno 82 palestinesi, per lo più donne e bambini, sono stati uccisi in un'ondata di attacchi israeliani nella Striscia di Gaza.Lo riferisce al Jazeera, precisando che almeno 57 persone hanno perso la vita la scorsa notte in una serie di attacchi contro aree residenziali nella città di Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza, secondo quanto riportato dalle autorità sanitarie locali.

Il personale medico del Complesso Medico Nasser ha segnalato un afflusso di vittime, molte delle quali bambini.  Tra le vittime, anche il giornalista palestinese Hassan Samour.Lui e diversi membri della sua famiglia sono stati uccisi quando un attacco israeliano ha colpito la loro casa a Bani Suheila, una città a est di Khan Younis.   Il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas, ha inoltre dichiarato che l'Ospedale Europeo nella Striscia di Gaza è fuori uso dopo l'attacco aereo israeliano di martedì, che ha ucciso almeno 16 palestinesi.

Le Idf hanno affermato che l'attacco è stato un tentativo di assassinio del leader di Hamas a Gaza, Mohammed Sinwar. "L'Ospedale Europeo di Gaza non è operativo a causa degli ultimi attacchi.L'attacco ha causato danni ingenti alle infrastrutture, come le fognature, danni ai reparti interni e alle strade che portano all'ospedale", ha dichiarato il Ministero della Salute in una nota. "L'Ospedale europeo di Gaza è l'unico ospedale che fornisce visite mediche ai pazienti oncologici nella Striscia", si legge nella dichiarazione.  Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato dal canto suo che gli Usa vogliono prendere la Striscia di Gaza per trasformarla in una "zona di libertà". "Ho alcune idee per Gaza che ritengo molto buone: renderla una zona di libertà, coinvolgere gli Stati Uniti e renderla una zona di libertà", ha affermato il presidente durante la sua visita in Qatar. "Penso che sarei orgoglioso se gli Stati Uniti l'avessero, la prendessero e la trasformassero in una zona di libertà", ha aggiunto.  E' morta in ospedale la donna israeliana incinta ferita in una sparatoria in Cisgiordania mentre stava andando con il marito in una struttura sanitaria per il parto.

Secondo un portavoce del Rabin Medical Center, i medici hanno potuto eseguire un taglio cesareo e hanno fatto nascere il bambino, trasportato d'urgenza allo Schneider Children's Medical Center.Le forze dell'Idf, alla ricerca del terrorista, hanno bloccato le strade della zona e circondato il vicino villaggio di Bruchin.

Alle ricerche hanno partecipato anche soldati delle unità speciali e velivoli dell'Aeronautica Militare.A riferirne è 'Ha'aretz'. Israele utilizzerà "tutti i mezzi" per trovare i responsabili della sparatoria mortale in cui è morta una donna israeliana incinta durante la notte in Cisgiordania, ha dichiarato il Capo di stato maggiore dell'esercito israeliano. "Useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per trovare gli assassini e consegnarli alla giustizia", ha affermato il generale Eyal Zamir in una dichiarazione dell'esercito. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bayesian, vento estremo causa dell’affondamento del superyacht: il rapporto

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(Adnkronos) – Quali sono state le cause dell'affondamento del veliero Bayesian?A fare luce su come il superyacht sia finito a 49 metri di profondità è il rapporto, provvisorio, del Marine Accident Investigation Branch (MAIB), visionato dall'Adnkronos.

Nel resoconto, ad oggi il più completo sulla tragedia, si legge che "nelle condizioni di danno ipotizzate, una volta che il Bayesian si era inclinato fino a un angolo superiore a 70,6°, non ha avuto alcuna possibilità di tornare in equilibrio".Ecco perché, nella notte tra il 18 e il 19 agosto del 2024 il veliero supertecnologico sarebbe affondato, provocando la morte di 7 persone, tra cui il miliardario inglese Mike Lynch. 
Il report racconta anche gli ultimi disperati tentativi di salvataggio da parte delle persone a bordo.

La Procura di Termini Imerese (Palermo) indaga per naufragio e omicidio colposo plurimo.Sono tre gli indagati: il Comandante James Cutfield, l'ufficiale di macchine Tim Parker Eaton, ingegnere inglese, e di Matthew Griffith, francese di 22 anni, marinaio di guardia in plancia.  L'indagine dell'Agenzia governativa inglese ha stabilito che, "nelle condizioni di danno ipotizzate, velocità del vento superiori a 63,4 nodi erano sufficienti a far ribaltare Bayesian". "È possibile che il Bayesian fosse altrettanto vulnerabile a venti inferiori a 63,4 nodi", si legge nel rapporto dell'Agenzia governativa inglese. "Queste vulnerabilità (in condizioni di navigazione a motore con vele ammainate, deriva mobile alzata e il 10% di materiali di consumo a bordo) non sono state identificate nel manuale di stabilità presente a bordo.

Di conseguenza, queste vulnerabilità erano sconosciute sia al proprietario che all'equipaggio del Bayesian" in quanto non incluse nel manuale informativo sulla stabilità presente a bordo, spiega ancora il Maib. "Non c'erano indicazioni di allagamento all'interno del Bayesian finché l'acqua non è entrata oltre il parapetto di dritta e, in pochi secondi, è penetrata negli spazi interni attraverso le scale". Le informazioni sulla stabilità presentate "si basano sui documenti recuperati e sulle informazioni raccolte", si legge nel report e "sul presupposto che le condizioni dello yacht al momento del danno (la condizione di danno) fossero simili a quelle dell'arrivo a pieno carico (ovvero con il 10% dei materiali di consumo a bordo)". "Gli effetti del vento su albero, boma, sovrastruttura di Bayesian sono stati valutati utilizzando le informazioni disponibili sulla costruzione e sulle attrezzature dello yacht", si legge ancora.  La notte del naufragio, il capitano James Cutfield "si è preparato a manovrare la nave". "Il Primo Ufficiale, il Direttore di Macchina e il Comandante hanno confermato che motori e pompe erano stati avviati e che il Bayesian era pronto a muoversi". "Poco prima delle 4 del 19 agosto 2024 il marinaio di guardia sul veliero Bayesian è sceso sottocoperta e ha svegliato il comandante James Cutfield", si legge. "Insieme sono tornati sul flying bridge.Più o meno alla stessa ora" si è svegliato un altro componente dell'equipaggio". "Avendo già sperimentato il maltempo all'ancora, si è alzato e si è diretto alla sala controllo del motore per preparare la nave per la manovra".

Poi si legge: "Dopo essersi accertato che tutti e tre i generatori fossero in funzione, si è recato in timoneria per avviare le pompe di sterzo e le pompe idrauliche dell'elica a passo variabile".Anche il primo ufficiale, il capo steward, lo chef e gli steward sono stati svegliati dal cambio di rotta dello yacht.

Si sono vestiti e sono usciti dagli alloggi dell'equipaggio.In quel momento, gli ospiti a bordo stimavano un'inclinazione del Bayesian tra i 10° e i 20° a dritta".  Il report prosegue: "Lo skipper ha dato istruzioni al resto dell'equipaggio di essere svegliato poiché l'ancora stava sbandando.

Tornato sottocoperta, ha ordinato al nostromo" e a un altro componente dell'equipaggio "di salire sul ponte per mettere al sicuro eventuali oggetti sparsi e di rimanere in attesa di ulteriori ordini".   "Mentre lo skipper si preparava a manovrare Bayesian controvento dalla sua posizione sul flying bridge, il vento aumentò improvvisamente a oltre 70 nodi.La tenda sopra il flying bridge si strappò da sinistra a dritta.

Alle 4.06, il Bayesian sbandò violentemente di 90° a dritta, impiegando meno di 15 secondi.Persone, mobili e oggetti sparsi caddero sul ponte.

I generatori si spensero immediatamente e si accesero le luci di emergenza a batteria.Almeno cinque persone e un membro dell'equipaggio, che era di vedetta quando è scoppiata la tempesta, è stato scaraventato in mare. "Non vi furono segni di allagamento all'interno del Bayesian finché l'acqua non entrò dalle battagliole di dritta e, in pochi secondi, penetrò negli spazi interni attraverso le scale". Dopo il capovolgimento, i passeggeri hanno usato i mobili come "scala improvvisata" per cercare di fuggire.

Alle 4.22 quanto il superyacht stava affondando "alcuni dei sopravvissuti stavano galleggiando e altri si aggrappavano ad alcuni cuscini che si erano liberati dalla zattera di Bayesian".Il comandante e un altro uomo dell'equipaggio "hanno nuotato fino a Bayesian e hanno tentato, senza successo, di sganciare la zattera di salvataggio di poppa sinistra dal suo stivaggio". "Il comandante ha nuotato fino alla zattera di salvataggio di prua sinistra e l'ha liberata dal relitto che affondava.

Hanno trainato la zattera di salvataggio fino ai sopravvissuti riuniti". "Verso le 4.24, la zattera di salvataggio è stata gonfiata" e i sopravvissuti sono saliti a bordo.   In seguito all'incidente, il Marine Accident Investigation Branch (MAIB) ha avviato un'indagine di sicurezza sulle circostanze della perdita del Bayesian.Questa indagine di sicurezza è condotta parallelamente a un'indagine penale condotta dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese (Palermo).

L'indagine "penale ha limitato l'accesso dell'indagine di sicurezza al relitto e ad altri elementi materiali di prova primaria.Di conseguenza, la presente relazione provvisoria si basa su una quantità limitata di prove verificate". "Le circostanze descritte nella presente relazione potrebbero variare a seguito della divulgazione delle prove detenute dalle autorità italiane al momento della pubblicazione o dell'esame del relitto".  "L'indagine di sicurezza ha volutamente omesso di includere informazioni che non è stata in grado di verificare- dice il report – L'indagine di sicurezza in corso del Maib sta prendendo in considerazione tutti gli aspetti dell'incidente per determinarne le cause e le circostanze.

Questi includono la progettazione del Bayesian, la stabilità, le vie di fuga, le operazioni e le procedure di emergenza.L'indagine sulla sicurezza ha anche considerato le condizioni meteorologiche previste e quelle riscontrate durante l'incidente, nonché le indicazioni disponibili ai marittimi sulle azioni da intraprendere in condizioni meteorologiche estreme".  (di Elvira Terranova) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Storia Chiama! Contro il Palermo Riempiamo il Menti per i Play Off: La Juve Stabia ha bisogno di Tutti!

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Castellammare di Stabia, preparati a vivere la storia! Sabato 17 maggio, alle ore 19:30, lo Stadio Romeo Menti non sarà solo un campo da calcio, ma il cuore pulsante di una città intera che spinge le proprie Vespe verso un traguardo leggendario. Per la prima volta in 118 anni di gloriosa storia calcistica, la S.S. Juve Stabia si prepara a disputare i Play Off per la Serie A. Un’occasione unica, irripetibile, che merita di essere vissuta gomito a gomito, voce a voce, sugli spalti del nostro tempio.

Questo gruppo di ragazzi ha già compiuto un’impresa storica, dimostrando voglia di lottare, coraggio e un attaccamento alla maglia che ha fatto innamorare tutti. Hanno scritto il loro nome negli annali ma la fame di vittoria non si è placata. Vogliono diventare leggenda, e per farlo, hanno bisogno del calore e del sostegno incondizionato del loro dodicesimo uomo: voi!

Il Presidente e la Società chiamano a raccolta tutti i tifosi: è il momento di mostrare al mondo intero la passione stabiese. Dobbiamo riempire ogni singolo seggiolino del Menti, creare un’atmosfera infernale per gli avversari e un’onda d’amore per i colori gialloblù. Non restare a casa, non perdere l’opportunità di essere parte di questo momento epocale!

Informazioni sui biglietti: Non perdere tempo, assicura il tuo posto!

La S.S. Juve Stabia 1907 ha avviato la prevendita dei biglietti per questa cruciale sfida contro il Palermo, valida per il turno preliminare dei Play Off di Serie BKT.

La vendita è organizzata in due fasi:

FASE 1: Prelazione Abbonati (Giovedì 15 maggio, dalle ore 10:30 alle 23:59)

  • Riservata esclusivamente agli abbonati della stagione 2024/25.
  • Acquisto con sconto di € 5,00 (come da prezzi elencati di seguito).
  • Dove acquistare: Punti vendita Etes sul territorio (presentando l’abbonamento).

Prezzi Fase 1 (Abbonati con sconto):

  • Tribuna Roberto Fiore: € 95,00 + € 2,00 d.p. (non è previsto il ridotto)
  • Tribuna Monte Faito: € 45,00 + € 2,00 d.p. | Ridotto Under 16/Donna: € 35,00 + € 2,00 d.p.
  • Tribuna Quisisana: € 25,00 + € 2,00 d.p. | Ridotto Under 16/Donna: € 20,00 + € 2,00 d.p.
  • Tribuna Varano: € 20,00 + € 2,00 d.p. | Ridotto Under 16/Donna: € 15,00 + € 2,00 d.p.
  • Curva San Marco: € 15,00 + € 2,00 d.p. | Ridotto Under 16/Donna: € 10,00 + € 2,00 d.p.

FASE 2: Vendita Libera (Da Venerdì 16 maggio fino all’inizio della gara)

  • Aperta a tutti i tifosi.
  • Acquisto online sul sito etes.it e nei punti vendita autorizzati.

Prezzi Fase 2 (Vendita Libera):

  • Tribuna Roberto Fiore: € 100,00 + € 2,00 d.p. (non è previsto il ridotto)
  • Tribuna Monte Faito A e B: € 50,00 + € 2,00 d.p. | Ridotto Under 16/Donna: € 40,00 + € 2,00 d.p.
  • Tribuna Quisisana: € 30,00 + € 2,00 d.p. | Ridotto Under 16/Donna: € 25,00 + € 2,00 d.p.
  • Tribuna Varano: € 25,00 + € 2,00 d.p. | Ridotto Under 16/Donna: € 20,00 + € 2,00 d.p.
  • Curva Sud: € 20,00 + € 2,00 d.p. | Ridotto Under 16/Donna: € 15,00 + € 2,00 d.p.

Punti Vendita Autorizzati (attivi per la vendita libera e per la prelazione abbonati dove indicato):

  • Store Juve Stabia, c.so Garibaldi, 24
  • Bar Dolci Momenti, Via G. Cosenza 192
  • Bar Gialloblu, Viale Europa 101
  • Tabaccheria del Corso, Corso Vittorio Emanuele 11
  • Planet Davidos, C.so Alcide De Gasperi 114/116
  • Anca Caffè, Strada Panoramica 1b/1c
  • Movida Caffè, Via Napoli 297
  • Il Bar del Porto, via Bonito, 123
  • Napodos Caffè, via Regina Margherita, 196
  • Tabaccheria Muratori, via Napoli, 229

Importante: Per questa partita, non saranno rilasciati accrediti o titoli di favore di nessun genere. Tutti allo stadio con il biglietto!

Non mancare all’appuntamento con la storia. Acquista subito il tuo biglietto, indossa i colori gialloblù e preparati a spingere la Juve Stabia verso un sogno che dura da 118 anni!

Il Menti deve essere una bolgia! FORZA VESPE!